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	<title>Guerra in Ucraina Archives - InsideOver</title>
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	<title>Guerra in Ucraina Archives - InsideOver</title>
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		<title>Serbia: tregua sul gas russo ma lo scontro con Mosca sul petrolio (sanzionato) resta aperto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 05:49:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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<p>La Serbia ha firmato un accordo per le forniture di gas da Mosca ma la raffineria NIS rimarrà sanzionata se i russi non cedono la loro quota.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-tregua-sul-gas-russo-ma-lo-scontro-con-mosca-sul-petrolio-sanzionato-resta-aperto.html">Serbia: tregua sul gas russo ma lo scontro con Mosca sul petrolio (sanzionato) resta aperto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il presidente della Serbia, <strong>Alexander Vučić</strong>, può cantare vittoria, ma potrebbe trattarsi di una vittoria di Pirro. Nella sofistica partita energetica che si sta giocando a ogni latitudine, Belgrado è riuscita a incassare <strong>un accordo trimestrale per le forniture di gas dalla Russia </strong>che permetterà ai serbi di affrontare l’inverno rigido dei Balcani. Gli impegni presi prevedono l’<strong>erogazione di oro blu a basso costo</strong> fino al 31 marzo 2026, ma nei prossimi mesi lo scenario potrebbe presto cambiare. Con l’arrivo della prossima primavera, Belgrado potrebbe trovarsi nel pieno di una tempesta geopolitica alimentata dalla <strong>dipendenza energetica da Mosca, dalle sanzioni inflitte da Washington a danno di una sua raffineria parzialmente di proprietà russa e dall’eventuale adesione all’Unione europea</strong>. Una partita da disputare in nome dell’interesse nazionale con grande equilibrio, ma che potrebbe scontentare una o l’altra delle parti con cui la Serbia ha a che fare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Europa o Russia: la scelta per il gas</h2>



<p>Bruxelles o Mosca? Questo è il dilemma che attanaglia il Governo di Belgrado. La Serbia ha fatto domanda di adesione all’Unione a 27 nel lontano <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/policies/serbia/">2009 e i negoziati hanno avuto inizio nel 2014</a>.&nbsp; Il percorso di avvicinamento è risultato piuttosto tortuoso, constatate le forti radici culturali che si estendono dai Balcani agli Urali, quanto mai difficili da sradicare. Non è un caso, dunque, se Bruxelles ha proposto alle autorità di Belgrado di aderire alla <strong>piattaforma comunitaria per l&#8217;acquisto di combustibili fossili</strong>, lanciata nel 2023 per sopperire al <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-da-gas-e-petrolio-entrate-in-calo-aumenta-liva-ora-per-la-guerra-pagano-davvero-i-cittadini.html">decremento di gas naturale</a> dalla Russia a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina. Se la Serbia, seguendo la logica della Commissione europea, vuole divenire il 28esimo membro del blocco, è bene che tagli i ponti energetici con Mosca quanto prima, in linea con l&#8217;obiettivo degli europei di <strong><a href="https://it.insideover.com/energia/gas-lintesa-russia-turchia-ungheria-spiazza-lunione-europea.html">rinunciare del tutto al gas russo entro il 2028</a></strong>.&nbsp;</p>



<p>Vučić, però, sa che un approccio del genere comporterebbe un prezzo troppo salato per il suo popolo. All’attuale stato dell’arte,  <strong>circa l’80% dalle importazioni di oro blu provengono dal Cremlino, con forniture giornaliere che contano circa 6 milioni di metri cubi di gas naturale</strong> a un prezzo decisamente inferiore alla media di mercato (290 euro rispetto a 360 euro per mille metri cubi). L’estate scorsa è scaduto il contratto triennale che ha permesso ai serbi di riscaldare le case, e a lungo il presidente Vučić si è dato da fare per una proroga da pattuire entro la fine del 2025, dopo essersi reso conto che <strong>la produzione domestica e le importazioni dall’Azerbaijan non bastano ad affrontare il freddo nei Balcani</strong>. </p>



<p>Ad aprile 2026, Belgrado dovrà aprire nuovamente il tavolo dei negoziati, ma questa volta ci sarà un ostacolo in più lungo il cammino. Dal 1° gennaio scatterà i<strong>l divieto di transito per il gas da Mosca sul territorio comunitario</strong> e la Serbia rischierebbe di vedersi chiusi i rubinetti dal momento che si approvvigiona tramite il <em>Balkan Stream</em>, il quale attraversa al Bulgaria. Il ministro delle Miniere e dell’Energia, Dedović Handanović, ha già <a href="https://balkangreenenergynews.com/serbia-warns-of-gas-crisis-as-eu-transit-ban-threatens-balkan-stream-supply/">fatto sapere </a>che Sofia intende rispettare il divieto imposto da Bruxelles e che la soluzione è in là da venire. </p>



<p>Una matassa davvero difficile da dipanare, soprattutto se si versa la goccia che potrebbe far traboccare il vaso: la raffineria <em>Naftna Industrija Srbije</em> (NIS).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il braccio di ferro sul petrolio&nbsp;</h2>



<p><a href="https://europeanwesternbalkans.com/2025/11/27/could-the-serbian-government-break-with-moscow-over-nis/">Secondo retroscena tratteggiati di recente</a>,  Vučić teme che il rinnovo dell’accordo sulle forniture di gas abbia durata solamente trimestrale in quanto i russi vorrebbero guadagnare tempo per sciogliere il nodo della NIS, colpita dalle <strong>sanzioni statunitensi</strong>. Il 9 ottobre è stato applicato un nuovo pacchetto volto a prendere di mira gli <a href="https://it.insideover.com/energia/utile-di-rosneft-a-picco-e-prezzi-del-petrolio-giu-lenergia-e-i-mal-di-testa-della-russia.html">asset energetici</a> dell’Orso russo. La Naftna Industrija Srbije &#8211; colosso serbo dell’oro nero &#8211; è controllata per il 56% da <strong>Gazprom Neft</strong>, mutinazionale della Federazione Russa attiva nel settore delle risorse minerarie. A partire da novembre scorso, ogni attività di lavorazione del greggio presso gli impianti di Pančevo si è fermata, così come le esportazioni di prodotti petroliferi raffinati (benzina, diesel)  causando una carenza di introiti nelle casse di Belgrado. Da Washington è stata concessa una finestra da tenere aperta fino a marzo per consentire ai serbi di vendere la quota detenuta dai russi, consentendo così la ripresa dei lavori. </p>



<p>Secondo quanto riportato da <em><a href="https://www.reuters.com/business/energy/serbias-nis-gets-us-approval-negotiate-sale-russian-stake-2025-12-24/">Reuters</a></em>, Gazprom starebbe negoziando con la compagnia ungherese MOL, ma tali indiscrezioni evidentemente non sono abbastanza rassicuranti per l’ex cuore pulsante della Jugoslavia. Vučić ha lanciato un <em>ultimatum</em>: <strong>entro metà gennaio deve farsi avanti un acquirente della quota russa o, altrimenti, il Governo procederà con la nazionalizzazione della NIS</strong>. Questa mossa, per l’appunto, induce i retroscenisti più acuti a credere che Mosca voglia costringere Belgrado a procrastinare la decisione sulla raffineria tramite dei contratti a breve termine sul gas. Una leva negoziale che potrebbe impedire la perdita di controllo immediata della Naftna Industrija Srbije o l’individuazione di un acquirente gradito al Cremlino.</p>



<p>Un quadro simile è piuttosto emblematico della fragilità della Serbia, nazione di confine tra Occidente e Oriente, impegnata a fare l’equilibrista tra due mondi pronti a tenderle la mano, ma altrettanto a ritrarla se si sbilancia a favore della parte avversaria. In quel di Belgrado il panettone l’hanno mangiato al caldo, ma in primavera la colomba potrebbe essere servita con il conto geopolitico la cui cifra è al momento sconosciuta.&nbsp;</p>



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		<item>
		<title>Kazakistan: la crisi del Mar Nero spinge il greggio verso la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/kazakstan-la-crisi-del-mar-nero-spinge-il-greggio-verso-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 18:25:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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<p>Dopo l'attacco ucraino al Caspian Pipeline, il Kazakstan manda il petrolio verso la Cina e l'Europa rischia di non importare più una goccia.</p>
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<p>Un attacco nel cuore del <strong>Mar Nero</strong> ha avuto come conseguenza la ridefinizione della mappa energetica a favore di un Paese un tempo circondato da una muraglia e che oggi è aperto più che mai al mondo: la <strong>Cina</strong>. L’attacco condotto dall’Ucraina all’oleodotto kazako <em><a href="https://www.cpc.ru/EN/Pages/default.aspx">Caspian Pipeline Consortium</a></em> (CPC), più precisamente al tratto nel porto russo di Novorossiysk, ha segnato un cambio di strategia per Astana: i<strong>l petrolio sta fluendo a volumi sempre più crescenti in direzione di Pechino</strong>. Il prezioso greggio alimentava, prima dei fatti, diverse rotte energetiche. Ora tutto sta cambiando e noi europei siamo chiamati a&nbsp; fare i conti anche con questo “cambio di programma&#8221; .&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’attacco al Caspian Pipeline Consortium&nbsp;</h2>



<p>Dopo l’attacco avvenuto a novembre di quest’anno, il <a href="https://it.insideover.com/energia/asia-centrale-il-kazakistan-rilancia-il-gasdotto-tapi-e-cambia-la-geografia-del-gas.html">Kazakistan </a>ha espresso il suo forte disappunto tramite i canali della diplomazia visto che a rimanere danneggiate sono state le infrastrutture civili.</p>



<p>Il sentimento di rabbia e protesta non desta scalpore se si considera che <strong>il Governo di Astana si è&nbsp; sempre mostrato imparziale nel conflitto russo-ucraino</strong> e, per questo, non è disposto a tollerare attacchi di nessun tipo volti a colpire le sue infrastrutture. Non a caso, il ministero degli Esteri kazako ha parlato di “terza aggressione deliberata” condotta per mezzo di imbarcazioni senza pilota, meglio conosciute come<a href="https://it.insideover.com/guerra/i-droni-navali-ucraini-sono-sempre-piu-letali-ora-anche-armati-con-missili-sidewinder.html"> <strong>droni marittimi</strong></a>, che hanno messo fuori uso la piattaforma offshore VPU-2. Le operazioni logistiche, di conseguenza, hanno accusato contraccolpi non indifferenti.</p>



<p>L’incidente non si è verificato entro i confini kazaki ma a Novorossiysk, città portuale della Federazione Russa da cui passa l’oro nero di Astana diretto in diversi mercati globali. L’attacco ha messo in evidenza un <strong>cortocircuito geopolitico</strong>:&nbsp; il petrolio è kazako, ma per raggiungere il Mediterraneo deve attraversare per 1.500 km il territorio russo.&nbsp; Colpendo il Caspian Pipeline, indubbiamente nei piani iniziali di Kiev c’era l’intenzione di cagionare danno all’economia di Mosca, ma così facendo <strong>a rimanere scottati sono stati Astana e gli idrocarburi estratti dai suoi giacimenti.&nbsp;&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra del Dragone</h2>



<p>Trovandosi con le spalle al muro, il Kazakistan ha dovuto escogitare delle soluzioni alternative per le esportazioni di greggio senza attendere i tempi della riparazioni del CPC con il rischio conseguente di perdere indotti ragguardevoli. Da qui la decisione di mettere in gioco <strong>l’oleodotto Atasu-Alashankou</strong> per destinare circa 50 mila tonnellate di petrolio al di là della Grande Muraglia.   </p>



<p>Pechino, vedendosi tendere la mano, non può che leccarsi i baffi: l’oro nero del pozzo di Kashagan &#8211; uno dei più importanti al mondo &#8211; <strong>arriva dritto negli impianti di stoccaggio della China National Petroleum Corporation</strong>, il colosso dell’energia cinese, la quale può cosi contare su un flusso di approvvigionamento che dalle parti della Città Proibita si augurano possa diventare costante nel lungo termine. Da svariati anni, il Dragone cerca di espugnare le roccaforti energetiche dell’Asia Centrale &#8211; in ottica di <strong>potenziamento della <a href="https://it.insideover.com/economia/il-prezzo-della-via-della-seta-pechino-da-finanziatore-a-esattore-del-debito-globale.html">Nuova Via della Seta</a></strong> &#8211; e questa è un’opportunità troppo ghiotta per farsela scappare.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Vecchio Continente rimane all&#8217;asciutto</h2>



<p>Se la Cina ha tutto da guadagnare, chi potrebbe rimetterci? Secondo le prime analisi dopo l’incidente del CPC, <strong>l’Europa potrebbe pagare lo scotto più salato</strong>.</p>



<p>Il Vecchio Continente dipende dal greggio trasportato dall’infrastruttura kazaka per circa l’11,5% delle importazioni totali, e l&#8217;Italia è uno dei maggiori acquirenti. Dopo aver detto di no al gas russo e aver accettato l’approvvigionamento di GNL dagli Stati Uniti a costi molto più elevati, <strong>gli europei potrebbero dover fare i conti con l’allontanamento di un partner energetico importante</strong>, il quale un domani potrebbe gravitare sempre più nell’orbita di Pechino.&nbsp;</p>



<p>Solo vivendo sapremo in che modo l’Europa potrà diversificare le importazioni di petrolio. Tuttavia, è bene sottolineare che la divaricazione con il Kazakistan non nasce da attriti con il suo Governo, ma da circostanze generate dalle azioni di un Paese che negli ultimi tempi ha ricevuto un sostegno incondizionato &#8211; consistente in diversi aspetti &#8211; dagli europei: l’<strong>Ucraina</strong>.   </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-ucraina-il-generale-capitini-nellidea-di-pace-di-putin-e-trump-non-ce-posto-per-leuropa.html">La guerra tra Kiev e Mosca è una tragedia a cui è difficile mettere fine</a> e le sue conseguenze stanno ridisegnando gli equilibri geopolitici di cui tutti ne prendono atto anche rimanendo passivi, proprio come nel caso di Astana che si trova costretta a guardare a Oriente anziché a Occidente, suo malgrado.</p>



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		<title>Ucraina, salta il summit di Londra: gli Usa negoziano con la Russia e fanno l&#8217;ultima proposta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 10:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1416" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075-600x443.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075-1024x755.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075-768x566.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075-1536x1133.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ucraina, l'ora della grande incertezza: l'ultima offerta americana, lo stallo nei colloqui e la rottura tra Usa e Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-salta-il-summit-di-londra-gli-usa-negoziano-con-la-russia-e-fanno-lultima-proposta.html">Ucraina, salta il summit di Londra: gli Usa negoziano con la Russia e fanno l&#8217;ultima proposta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1416" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075-600x443.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075-1024x755.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075-768x566.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423112856345_017475728f0ee2dbf5f13e1ce42d2075-1536x1133.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La possibilità di <strong>raggiungere un accordo sulla pace in Ucraina</strong> è appesa a un filo dopo che nella giornata odierna è fallito l&#8217;obiettivo di organizzare a Londra un summit capace di riunire il Paese di Volodymyr Zelensky, gli Stati Uniti e gli alleati europei per costruire una <strong>strategia diplomatica comune</strong> volta a dar seguito ai colloqui diretti tra Washington e la Russia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa hanno proposto gli Usa a Russia e Ucraina</h2>



<p> Dopo che <strong>il segretario di Stato Usa Marco Rubio</strong> e l&#8217;inviato speciale di <strong>Donald Trump, Steve Witkoff</strong>, hanno annunciato che non avrebbero partecipato al confronto convocato da <strong>David Lammy, ministro degli Esteri di Keir Starmer</strong>, il vertice è stato derubricato a incontro tecnico tra funzionari.</p>



<p>Le ultime ore di martedì avevano segnato l&#8217;avanzamento del confronto tra notizie confuse e l&#8217;ipotesi di una vera e propria &#8220;ultima offerta&#8221; di Trump per la pace. <strong><a href="https://www.axios.com/2025/04/22/trump-russia-ukraine-peace-plan-crimea-donbas">Svelata da <em>Axios</em></a></strong>, la proposta avrebbe <strong>sancito il riconoscimento del possesso russo della Crimea</strong>, l&#8217;accettazione di fatto dello scenario coreano, cioè della delimitazione tra Russia e Ucraina sull&#8217;attuale linea del fronte in Donbass, il ritiro delle sanzioni a Mosca e la ripresa dei contatti economici in cambio dell&#8217;apertura a una &#8220;solida garanzia di sicurezza&#8221; per mantenere la pace in Ucraina tramite sostegno a Kiev, del libero transito sul fiume Dnepr e del sostegno alla ricostruzione da parte dell&#8217;Occidente. <strong>La centrale di Zaporizhia </strong>sarebbe stata gestita dagli Usa per fornire elettricità sia a Mosca che a Kiev. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La trattativa in alto mare</h2>



<p>Il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong> si sarebbe impegnato, secondo quanto riporta il <a href="https://www.ft.com/content/5d848403-4a15-4592-888b-eb7b754ecb3a"><em>Financial Times</em>, a un cessate il fuoco sull&#8217;attuale linea del fronte</a> in cambio dell&#8217;apertura americana a discutere con Kiev di queste prescrizioni, come rivelato dal leader di Mosca a Witkoff in uno dei recenti incontri. Questa settimana ci sarebbe dovuto essere un bilaterale Witkoff-Putin, il quarto in meno di un mese, complementare al <strong>summit di Londra</strong> per mettere a posto il mosaico. Poi tutto è saltato con il naufragio del vertice britannico.</p>



<p><em>Axios</em> nota che c&#8217;è stata una divergenza tra americani e europei sul negoziato: &#8220;Gli ucraini avevano lasciato intendere di voler discutere di un cessate il fuoco di 30 giorni durante gli incontri di mercoledì a Londra, piuttosto che del quadro del piano di pace di Trump&#8221;, che ritenevano troppo favorevole a Putin. Inoltre, gli europei non sarebbero disposti ad <strong>alcuna concessione sulle sanzioni a Mosca</strong>.</p>



<p>Né Kiev né i Paesi europei coinvolti nel negoziato previsto a Londra (Regno Unito, Francia, Germania) avrebbero poi accettato un&#8217;altra proposta di Putin<a href="https://www.theguardian.com/world/live/2025/apr/23/russia-ukraine-war-live-london-peace-talks-macron-starmer-zelenskyy-putin-latest-news-updates"> che, ricorda il <em>Guardian</em>,</a> si sarebbe disposto a impegnare la Russia a &#8220;<strong><a href="https://www.theguardian.com/world/ukraine">rinunciare alle sue rivendicazioni su parti dell&#8217;Ucraina che non occupa</a>&#8220;</strong>, di fatto in cambio della legittimazione su quelle invase. In sostanza, da un lato Washington ha fatto capire di <strong>ritenere le trattative con Kiev e gli europei</strong> subordinate al negoziato predominante con la Russia, mentre dall&#8217;altro la linea dell&#8217;Ucraina si appoggia alla comune posizione negoziale e politica del Paese invaso e dei partner del Vecchio Continente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ucraina, la guerra continua</h2>



<p>Nel frattempo, la guerra continua: 134 droni sarebbero stati inviati nella notte dai russi contro l&#8217;Ucraina, causando nove morti nel corso di un attacco che ha colpito un autobus con a bordo dei civili che si recavano a lavoro nelle prime ore del mattino nella città ucraina di Marhanet. Sotto attacco anche le oblast di Kharkiv, Poltava, Donetsk, Odessa, Dnipropetrovsk e Zaporizhia. Metà dei droni, 67, sarebbe stata abbattuta dalla contraerea ucraina.</p>



<p>Sul terreno, i russi avanzano lentamente attorno a<a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-la-primavera-banco-di-prova-per-il-sostegno-europeo.html"> <strong>Pokrovsk</strong></a><strong>, penultimo obiettivo prima di Kramatorsk</strong> per completare la conquista del Donbass, e si preannuncia una primavera di acuti combattimenti. All&#8217;ombra della guerra la politica sembra non trovare spazio. E la sensazione è che presto la parola tornerà al campo di battaglia, su cui sia Mosca che Kiev contano per equilibrare a proprio vantaggio il fronte e gli europei per sostenere l&#8217;Ucraina e alzare il prezzo del negoziato a Usa e Russia.</p>



<p>Washington vuole chiudere la guerra, ma gli spiragli oggi sembrano pochi, specie di fronte a una rottura tra le priorità americane e quelle europee che ormai è palese e sfocia nella reciproca freddezza diplomatica. E nel frattempo la guerra continua, logorando due eserciti e il popolo ucraino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-salta-il-summit-di-londra-gli-usa-negoziano-con-la-russia-e-fanno-lultima-proposta.html">Ucraina, salta il summit di Londra: gli Usa negoziano con la Russia e fanno l&#8217;ultima proposta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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