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	<title>Guerra in Iran Archives - InsideOver</title>
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	<title>Guerra in Iran Archives - InsideOver</title>
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		<title>Iran, la guerra non ferma il patibolo del regime</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-la-guerra-non-ferma-il-patibolo-del-regime.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 03:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1472" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1-1024x785.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1-768x589.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1-1536x1178.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1-600x460.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Iran la pena capitale non è soltanto un dispositivo giudiziario. È un linguaggio politico. Serve a educare la società alla paura.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1472" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1-1024x785.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1-768x589.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1-1536x1178.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-1-600x460.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando la morte diventa una confessione politica. Ci sono momenti in cui un potere rivela se stesso non attraverso i discorsi ufficiali, le parate, le dichiarazioni dei ministri o le formule solenni della giustizia di Stato, ma attraverso il corpo dei suoi condannati. È accaduto ancora in Iran, dove s<strong>ei uomini sono stati impiccati dopo un procedimento che, secondo l’opposizione democratica iraniana, aveva il sapore antico e sinistro della sentenza già scritta.</strong></p>



<p>Vahid Baniamerian, Babak Alipour, Abolhassan Montazar, Pouya Ghobadi, Akbar Daneshvarkar, Mohammad Taghav. Sei nomi, sei età diverse, sei vite spezzate. Non generali, non capi militari, non uomini di apparato. Uomini comuni, <strong>appartenenti o vicini ai Mojahedin del Popolo,</strong> travolti dalla macchina repressiva della Repubblica islamica. Il loro ultimo gesto, raccontato da chi ha voluto conservarne la memoria, non è stato un proclama. È stato un canto, sommesso, dentro un dormitorio carcerario. Un canto di uomini che sapevano.</p>



<p>Sapevano che il processo non avrebbe riaperto nulla. Sapevano che la sentenza non sarebbe stata il risultato di una valutazione, ma la conferma di una decisione politica. Sapevano che la corda era già lì, in attesa. E tuttavia non hanno chiesto di scomparire in silenzio. Hanno scelto di restare dentro la propria coerenza, che è forse la forma più insopportabile di resistenza per ogni regime fondato sulla paura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La giustizia come strumento di guerra interna</h2>



<p>In Iran la pena capitale non è soltanto un dispositivo giudiziario. È un linguaggio politico. Serve a colpire il singolo, ma anche a educare la società alla paura. <strong>Serve a dire che lo Stato non punisce soltanto l’azione, ma pretende di governare la coscienza.</strong> L’impiccagione pubblica o carceraria diventa così una forma di guerra interna: non contro un esercito nemico, ma contro la possibilità stessa del dissenso.</p>



<p>Il regime iraniano conosce bene questa grammatica. L’ha usata contro oppositori politici, minoranze, manifestanti, donne, giovani, attivisti, militanti reali o presunti. <strong>La repressione non è un incidente del sistema. È una delle sue architetture portanti.</strong> Quando la legittimità rivoluzionaria si consuma, quando l’economia soffoca sotto sanzioni, cattiva gestione, corruzione e isolamento, quando la società non crede più alla promessa originaria, il potere tende a tornare alla sua forma più nuda: la punizione.</p>



<p>Ecco perché queste esecuzioni vanno lette anche oltre il loro tragico significato umano. Esse indicano un regime che non si sente sicuro. Un potere davvero saldo non ha bisogno di trasformare sei uomini in monito. Un potere che deve appendere alla forca i propri oppositori dimostra di temere non la loro forza materiale, ma il loro esempio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La dimensione geopolitica della repressione</h2>



<p>L’Iran non vive in un vuoto. È al centro di una partita regionale che coinvolge il Golfo Persico, Israele, gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, l’Iraq, la Siria, il Libano, lo Yemen. La Repubblica islamica continua a proiettare influenza attraverso milizie, reti ideologiche, alleanze tattiche e capacità militari asimmetriche. Ma questa proiezione esterna convive con una fragilità interna crescente.</p>



<p><strong>La repressione degli oppositori non è separata dalla politica estera. Ne è il rovescio domestico.</strong> Un regime impegnato a presentarsi come potenza regionale non può permettersi di apparire vulnerabile in casa. Ogni protesta, ogni organizzazione, ogni memoria alternativa diventa allora una minaccia strategica. Non perché possa rovesciare immediatamente il sistema, ma perché incrina il monopolio del racconto.</p>



<p>Sul piano militare, Teheran ha costruito una dottrina fondata sulla deterrenza indiretta: missili, droni, milizie alleate, profondità strategica regionale. Ma sul piano interno la deterrenza è ancora più brutale: carcere, tortura, esecuzione, intimidazione familiare. È la stessa logica applicata su due teatri diversi. Fuori dai confini, dissuadere il nemico. Dentro i confini, spezzare il cittadino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’economia della paura</h2>



<p>La crisi iraniana è anche economica. Inflazione, disoccupazione giovanile, fuga di competenze, svalutazione, difficoltà energetiche, impoverimento del ceto medio: tutto concorre a erodere il patto sociale. La Repubblica islamica aveva promesso giustizia, sovranità, dignità nazionale. <strong>Per una parte crescente della popolazione, ha prodotto invece sacrificio senza riscatto, disciplina senza prosperità, isolamento senza grandezza.</strong></p>



<p>In questo quadro, l’opposizione non è soltanto politica. È anche sociale, generazionale, economica. Il giovane che rifiuta l’obbedienza, la donna che contesta l’obbligo del velo, il lavoratore che protesta, lo studente che non accetta più la retorica ufficiale, il militante che sfida la condanna: tutti diventano frammenti di una stessa frattura. Le esecuzioni servono allora a contenere non solo un’organizzazione, ma un contagio morale. Il regime teme che il sacrificio di alcuni diventi linguaggio comune. Teme che il prezzo pagato da pochi renda più visibile il prezzo imposto a tutti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La memoria francese e il dovere dello sguardo</h2>



<p>Il richiamo alla lettera di <strong>Guy Môquet,</strong> giovane resistente fucilato dai nazisti, non significa sovrapporre storie diverse. La Francia occupata e l’Iran contemporaneo non sono la stessa cosa. Ma esiste una zona della coscienza europea che dovrebbe ancora saper riconoscere il valore di chi, davanti alla morte, non rinuncia alla propria dignità.</p>



<p>Ogni Paese ha i propri martiri, le proprie prigioni, le proprie menzogne di Stato. Ma la domanda resta universale: che cosa fa un uomo quando sa che non potrà più salvarsi? Cede? Implora? Si rinnega? O prova, almeno nell’ultimo istante, a lasciare agli altri una traccia di libertà? Questi sei uomini non chiedono santificazione. La politica iraniana è complessa, le opposizioni hanno storie differenti, talvolta controverse, e nessuna lettura seria può ridurre tutto a una favola morale. Ma una cosa resta: davanti a un potere che impicca, la prima questione non è la perfezione delle vittime. È la natura del carnefice.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un regime può uccidere ma non sempre può vincere</h2>



<p>La forza apparente del patibolo è immensa. Decide il tempo, il luogo, la procedura, il silenzio. Ma possiede anche una debolezza: trasforma la morte in memoria. E la memoria, quando si deposita nella coscienza collettiva, può diventare più pericolosa di un discorso politico. Il regime iraniano può eliminare uomini, disperdere famiglie, cancellare fotografie, controllare giornali, oscurare reti, accusare gli oppositori di tradimento. Ma non può cancellare del tutto il fatto che alcuni, sapendo di morire, abbiano scelto di non negoziare la propria coscienza.</p>



<p>È qui che la repressione fallisce nel momento stesso in cui sembra trionfare. Perché il potere voleva produrre paura, e invece produce testimonianza. <strong>Voleva mostrare che nessuno può resistere, e invece mostra che qualcuno ha resistito. </strong>Voleva ridurre sei vite a un fascicolo giudiziario, e invece le ha consegnate alla storia politica dell’Iran. Morire non basta a dare ragione a una causa. Ma affrontare la morte senza rinnegare ciò in cui si crede costringe tutti gli altri a guardare. Ed è proprio questo, oggi, il punto. Guardare l’Iran non soltanto come dossier nucleare, come crisi regionale, come problema energetico o come pedina nella competizione tra potenze. Guardarlo anche come Paese di prigionieri, di madri, di celle, di canti sommessi prima dell’alba.</p>



<p>Perché talvolta la geopolitica passa da uno stretto marittimo, da un gasdotto, da una base militare. E talvolta passa da una corda.</p>
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		<title>Iran: il misterioso messaggio in farsi all&#8217;inizio della guerra potrebbe essere opera della CIA</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/iran-il-misterioso-messaggio-in-farsi-allinizio-della-guerra-potrebbe-essere-opera-della-cia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 23:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1436" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-23-alle-22.58.22.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-23-alle-22.58.22.jpg 1436w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-23-alle-22.58.22-300x226.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-23-alle-22.58.22-1024x772.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-23-alle-22.58.22-768x579.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-23-alle-22.58.22-600x452.jpg 600w" sizes="(max-width: 1436px) 100vw, 1436px" /></p>
<p> Il misterioso segnale in farsi all'inizio delle operazioni contro l'Iran sarebbe venuto dalla caserma Usa Patch Barracks di Stoccarda.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1436" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-23-alle-22.58.22.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-23-alle-22.58.22.jpg 1436w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-23-alle-22.58.22-300x226.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-23-alle-22.58.22-1024x772.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-23-alle-22.58.22-768x579.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-23-alle-22.58.22-600x452.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1436px) 100vw, 1436px" /></p>
<p>Secondo alcuni radioamatori esperti, la <strong>Number Station V32</strong>, sorgente del misterioso segnale in farsi captato all&#8217;inizio delle operazioni militari contro l&#8217;Iran, sarebbe localizzata nell&#8217;area riservata vicino alla caserma statunitense Patch Barracks di Stoccarda, in <strong>Germania</strong>.</p>



<p>Le attività di multilaterazione e triangolazione, seguite dalle caratteristiche del segnale locale e dalle indagini, hanno individuato l&#8217;origine del segnale V32 in un impianto di trasmissione a onde corte all&#8217;interno di <a href="https://www.wired.me/story/a-mysterious-numbers-station-is-broadcasting-through-the-iran-war">una base militare statunitense</a> a Böblingen, 15 km a Sud-Ovest di <strong>Stoccarda</strong>, in Germania, nella foresta tra la caserma <em>Panzer Kaserne</em> e la caserma <em>Patch Barracks</em>, all&#8217;interno di un&#8217;area adibita ad addestramento. Le operazioni tecniche sono probabilmente fornite dal 52° Battaglione di Trasmissione Strategica con sede nella vicina caserma Patch Barracks, indipendentemente dall&#8217;agenzia di intelligence a cui tali operazioni tecniche sono effettivamente destinate. Difficile, tuttavia, pensare che Langley non abbia nulla a che fare con la trasmissione.</p>



<p>Mentre le <strong>informazioni</strong> sui <strong>colloqui tra Stati Uniti e Iran</strong> si accavallano, sconfessando la narrazione della Casa Bianca, che ha dichiarato di aver rinviato di alcuni giorni gli attacchi, fino al 6 aprile, dopo aver rinnovato il termine del suo ultimatum per la riapertura dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>, e mentre l&#8217;Iran smentisce e parla di passo indietro dell&#8217;America e definisce una vera e propria <em>fake news</em> la notizia riportata da Trump, secondo cui a Teheran sarebbe in corso un &#8220;cambio di regime&#8221; e una connessa &#8220;<em>rinuncia all&#8217;atomica</em>&#8220;, l&#8217;ipotesi che la CIA abbia avuto un ruolo negli attacchi del 28 febbraio, o abbia comunque avvisato i suoi agenti e informatori che le operazioni militari erano imminenti, si fa strada dopo aver localizzato la fonte del misterioso messaggio in farsi che è stato inviato dalla <a href="https://priyom.org/number-stations/other/v32">Number Station classificata come V32</a>.</p>



<p>Inizialmente si era pensato a un messaggio inviato dal <strong>Mossad</strong>, ma alcuni commenti di ex operativi della principale agenzia di spionaggio statunitense (riportati in un precedente articolo) ci hanno lasciato &#8220;ipotizzare&#8221; che la <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/spionaggio-sabotaggio-e-messaggi-a-onde-corte-verso-teheran.html">CIA potesse essere parte di questa storia</a>. Come sappiamo, l&#8217;intelligence statunitense può aver contato su una &#8220;presenza significativa in Iran&#8221; che non poteva essere certo tenuta all&#8217;oscuro, o essere coinvolta nella guerra in cui agenti di spionaggio infiltrati e fonti di altissimo livello, <strong>anche interne all&#8217;apparato iraniano</strong>, hanno fornito informazioni cruciali per il tracciamento dei leader iraniani, che hanno permesso gli attacchi di assassinio che hanno dato inizio al conflitto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">⚠️🚨Farsi/Persian-language Numbers Station known as V32🚨⚠️<a href="https://t.co/tnkqkRsYJo">https://t.co/tnkqkRsYJo</a> has updated its V32 page, confirming that the signal source has been located in the restricted area near the 🇺🇸US Patch Barracks, Stuttgart, Germany🇩🇪. <br><br>📍48°41&#39;26&quot;N 9°05&#39;12&quot;E <a href="https://t.co/i5gWyWYMLr">pic.twitter.com/i5gWyWYMLr</a></p>&mdash; Shortwave Observer (@shortwave78) <a href="https://twitter.com/shortwave78/status/2035697830283616482?ref_src=twsrc%5Etfw">March 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il 52° Battaglione di Trasmissione Strategica</strong></h2>



<p>Secondo quanto possiamo apprendere online, il 52° Battaglione di Trasmissione Strategica è un&#8217;unità dell&#8217;Esercito degli Stati Uniti di stanza a Stoccarda, in Germania, sotto il comando della 2ª Brigata Trasmissioni . Esso fornisce comunicazioni sicure, gestione di rete e capacità informatiche alle forze statunitensi e Nato in Europa e Africa. <strong>L&#8217;Africa è, anche se solo piccola parte, è anche area di responsabilità del CENTCOM</strong>, il comando centrale statunitense che sta gestendo le operazione in Iran e controlla il Medio Oriente, ma anche l&#8217;Egitto e alcune aree del Nord Africa.<br><br>Conosciuta come <em>Wired for War</em>, che significa &#8220;<em>cablato per la guerra</em>&#8220;, questa unità supporta il comando di missione e l&#8217;infrastruttura di comando e controllo per diversi comandi. Il 52° Battaglione di Trasmissione Strategica ha sede presso la caserma Patch, con la missione di fornire servizi di comunicazione e IT strategici come &#8220;<em>unità è specializzata nella manutenzione di linee telefoniche, telegrafiche e reti dati avanzate per il comando e controllo</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;analisi dei messaggi</strong></h2>



<p>Secondo la ricostruzione di <strong>Priyom</strong>, V32 è una stazione radio che trasmette numeri in farsi, lingua parlata in Iran. Si ritiene che sia un&#8217;operazione di intelligence statunitense contro il regime della <strong>Repubblica Islamica dell&#8217;Iran</strong>, nell&#8217;ambito della guerra Iran-2026. È apparsa per la prima volta in onda il giorno dell&#8217;inizio della guerra e &#8220;<em>trasmette da una base militare statunitense vicino a Stoccarda, in Germania</em>&#8220;. Le sue trasmissioni sono state ripetutamente prese di mira dal cosiddetto &#8220;<em>jammer a bolla</em>&#8221; iraniano.</p>



<p>V32 trasmette quotidianamente sulla frequenza di 7910 kHz, alle 02:00 UTC e alle 18:00 UTC; la trasmissione delle 18:00 UTC ripete quella precedente delle 02:00 UTC. Le <strong>trasmissioni contengono sempre 6 messaggi</strong>; ogni singolo messaggio ha una durata fissa di 20 minuti e le trasmissioni complete durano 2 ore. Il formato del messaggio è il seguente: la <strong>parola tavajjoah</strong>,“attenzione”, pronunciata tre volte, un primo campo di intestazione di gruppo a 5 cifre, finora sempre uno dei tre valori noti: 64096, 11050 o 56173, un secondo campo di intestazione di gruppo a 5 cifre, seguito da 181 gruppi di 5 cifre non accoppiati, per una <strong>durata di quasi 20 minuti</strong>. La durata del messaggio a esattamente 20 minuti. Questa struttura viene poi ripetuta per ciascuno dei 6 messaggi della trasmissione. </p>



<p>Per quanto riguarda la “<em>localizzazione</em>”, le attività di multilaterazione e triangolazione, seguite da analisi delle caratteristiche del segnale locale e indagini, hanno attribuito l&#8217;origine di V32 a un impianto di trasmissione a onde corte all&#8217;interno di una base militare statunitense a Böblingen, 15 km a sud-ovest di Stoccarda, in Germania, nella foresta tra la caserma Panzer Kaserne e la caserma Patch Barracks, all&#8217;interno di un&#8217;area riservata adibita ad addestramento. Le operazioni tecniche sono probabilmente gestite dal 52° Battaglione di Trasmissione Strategica, con sede presso la vicina caserma Patch Barracks, &#8220;<em>indipendentemente dall&#8217;agenzia di intelligence a cui tali operazioni tecniche siano effettivamente destinate</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="934" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/cs-tcom-rf-7800m-mp-multiband-networking-manpack-radio-3.jpg-1024x934.jpg" alt="" class="wp-image-510966" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/cs-tcom-rf-7800m-mp-multiband-networking-manpack-radio-3.jpg-1024x934.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/cs-tcom-rf-7800m-mp-multiband-networking-manpack-radio-3.jpg-300x274.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/cs-tcom-rf-7800m-mp-multiband-networking-manpack-radio-3.jpg-768x700.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/cs-tcom-rf-7800m-mp-multiband-networking-manpack-radio-3.jpg-600x547.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/cs-tcom-rf-7800m-mp-multiband-networking-manpack-radio-3.jpg.avif 1250w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>I segnali acustici trasmessi “<em>a doppia frequenza</em>” sono stati identificati come artefatti provenienti da un<strong> trasmettitore radio L3Harris Falcon III</strong> o Falcon II, come ad esempio l&#8217;AN/PRC-160. Queste radio militari di fabbricazione americana supportano le <strong>comunicazioni crittografate</strong> e, di <em>default</em>, &#8220;<em>emettono questi toni quando operano in modalità non crittografata, come avviso acustico per il canale non protetto</em>&#8220;.</p>



<p>Come sappiamo, V32 è stata registrata per la prima volta il 28 febbraio 2026, circa 12 ore dopo i primi attacchi contro l&#8217;Iran che diedero inizio alla guerra. A partire dal 2 marzo, la stazione ha cambiato voce e ha assunto il suo comportamento attuale di inviare sempre 6 messaggi per trasmissione. I singoli messaggi avevano in genere una durata compresa tra 12 e 15 minuti; spesso, i messaggi sembravano interrompersi al raggiungimento della durata massima di 15 minuti. </p>



<p>Le trasmissioni complete duravano fino a 90 minuti. Si ritiene inoltre che i messaggi nella loro successione potrebbero aver previsto la sostituzione di <strong>operatore umano diverso dal primo</strong>, o un sistema di sintesi vocale basato sull&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong>, dato che i numeri venivano letti con “<em>inflessioni molto variabili e raggruppamenti incoerenti da un messaggio all’altro</em>”. Dopo l’azione di disturbo, V32 ha sospeso le sue operazioni, per poi riapparire il 6 marzo utilizzando la nuova frequenza di 7842 kHz. Il 16 marzo, il disturbatore iraniano è riapparso, sulla frequenza di 7842 kHz. Il 18 marzo V32 è tornata alla sua frequenza originale di 7910 kHz, con una nuova, terza versione della stazione, questa volta basata sulla classica riproduzione automatizzata di <strong>campioni vocali preregistrati</strong>, come avviene comunemente per le stazioni numeriche. Il 20 marzo, oltre al disturbatore a bolle, V32 ha iniziato a essere bersaglio di un nuovo &#8220;<em>disturbatore</em>&#8221; non identificato, ma comunque attribuito all’Iran.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">&quot;V32: A Black Forest Signal is the Mysterious Farsi Numbers Station&quot; by James Marinero, MSc, MBA<a href="https://twitter.com/hashtag/BugBounty?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#BugBounty</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Cybersecurity?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Cybersecurity</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Hacking?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Hacking</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/InfoSec?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#InfoSec</a><a href="https://t.co/bpVguKSDWG">https://t.co/bpVguKSDWG</a></p>&mdash; ‘BBWriteups’ (@bbwriteup) <a href="https://twitter.com/bbwriteup/status/2037301824286605429?ref_src=twsrc%5Etfw">March 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La CIA candidata plausibile per la gestione di V32</strong></h2>



<p>Stando alle analisi del <a href="https://priyom.org/number-stations/other/v32">team di Priyom</a> &#8211; e considerando i commenti e le ipotesi avanzate di vari ex operativi dell’<strong>intelligence statunitense</strong> riportati nel precedente articolo dedicato a questo argomento &#8211; si ritiene che la provenienza da una base militare statunitense di V32 possa considerare come “<em>candidato principale per la gestione di questa stazione</em>” a CIA.<br><br>“<em>Contrariamente a quanto si crede comunemente, l&#8217;intelligence statunitense non ha completamente abbandonato l&#8217;uso delle stazioni numeriche. Fonti interne alla comunità dell&#8217;intelligence indicano che la CIA fornisce una formazione specifica sull&#8217;utilizzo delle stazioni numeriche e dei cifrari monouso agli agenti clandestini assegnati a località con un ambiente operativo particolarmente ostile, come l&#8217;Iran o la Corea del Nord</em>”; utilizzandole per come <strong>mezzo di comunicazione di ultima istanza</strong> per fonti di alto profilo. Pertanto, secondo questa ipotesi, le stazioni numeriche sono ancora parte integrante del <strong>piano strategico</strong> della CIA.</p>



<p>La guerra in Iran e il &#8220;<em>blocco di Internet</em>&#8221; imposto dal regime rappresentano proprio le &#8220;<em>circostanze per le quali la CIA potrebbe aver pianificato questa operazione</em>&#8220;, impiegando un metodo antiquato ma ancora efficiente. Ciò rende, per tanto la <strong>Central Intelligence Acency</strong> un <strong>candidato plausibile</strong> per la gestione di V32.&nbsp;</p>



<p><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/iran-il-misterioso-messaggio-in-farsi-allinizio-della-guerra-potrebbe-essere-opera-della-cia.html">Iran: il misterioso messaggio in farsi all&#8217;inizio della guerra potrebbe essere opera della CIA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Osint &#8211; Gli USA stanno disseminando mine in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/osint-gli-usa-stanno-disseminando-mine-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 06:51:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Iran]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=510786</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2026, nel villaggio di Kafari, nei pressi di Shiraz, nel sud dell’Iran, sono state rinvenute numerose mine che, secondo le analisi disponibili, sarebbero state disperse dall’aria. Secondo i media statali iraniani, l’episodio avrebbe causato diverse vittime tra la popolazione locale. Le immagini e i video diffusi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/osint-gli-usa-stanno-disseminando-mine-in-iran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/osint-gli-usa-stanno-disseminando-mine-in-iran.html">Osint &#8211; Gli USA stanno disseminando mine in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2026, nel villaggio di Kafari, nei pressi di Shiraz, nel sud dell’Iran, sono state rinvenute numerose mine che, secondo le analisi disponibili, sarebbero state disperse dall’aria. <a href="https://t.me/Tasnimnews/401328">Secondo i media statali iraniani</a>, l’episodio avrebbe causato diverse vittime tra la popolazione locale. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="982" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.00.25-982x1024.jpg" alt="" class="wp-image-510790" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.00.25-982x1024.jpg 982w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.00.25-288x300.jpg 288w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.00.25-768x801.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.00.25-600x626.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.00.25.jpg 1204w" sizes="auto, (max-width: 982px) 100vw, 982px" /></figure>



<p>Le immagini e i video diffusi online sono stati esaminati da <a href="https://www.bellingcat.com/news/2026/03/26/us-iran-mines-israel-village-missile-munitions-weapons-war-conflict/">Bellingcat</a>, centro di ricerca e analisi open source specializzato in scenari di conflitto, guerra informativa e analisi forense — in un’analisi condotta da Trevor Bell — insieme al contributo di tre esperti indipendenti, che hanno identificato gli ordigni come mine anti-carro di fabbricazione statunitense appartenenti al sistema “Gator”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Bellingcat identified the mines found overnight in Kafari, Iran as US BLU-91/B anti-tank mines from the Gator Scatterable Mine System. At least two people were reportedly killed. <br><br>These mines were deployed over a village near a Iranian missile base. <a href="https://t.co/Ymzb9iu9Bp">pic.twitter.com/Ymzb9iu9Bp</a></p>&mdash; Trevor Ball (@Easybakeovensz) <a href="https://twitter.com/Easybakeovensz/status/2037238338256531928?ref_src=twsrc%5Etfw">March 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L’episodio è inoltre confermato da un sopralluogo sul campo documentato in un video di Dimitri Lascaris, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=n4RpCzR5Uso">pubblicato sul canale YouTube Reason2Resist with Dimitri Lascaris</a>, attivista e giornalista canadese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-510787" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">visual @insideover su video @DimitriLascaris</figcaption></figure>



<p>In base alle analisi, si tratterebbe in particolare di mine BLU-91/B, normalmente disperse tramite bombe a grappolo lanciate da velivoli, come le CBU-78/B o CBU-89/B in dotazione alle forze armate statunitensi. Alcune delle immagini mostrano la presenza di adattatori aeroballistici, componenti che stabilizzano la caduta delle mine e che indicano una distribuzione aerea. Secondo Bellingcat e gli esperti intervistati, questo elemento rende altamente probabile che le mine siano state rilasciate da un mezzo aereo.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="851" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.33.37-1024x851.jpg" alt="" class="wp-image-510788" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.33.37-1024x851.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.33.37-300x249.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.33.37-768x639.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.33.37-600x499.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.33.37.jpg 1234w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mina con adattatore aerobalistico &#8211; <a href="https://www.bellingcat.com/news/2026/03/26/us-iran-mines-israel-village-missile-munitions-weapons-war-conflict/">analisi di Bellingcat</a></figcaption></figure>



<p>Il sistema Gator è progettato per disperdere rapidamente mine su aree estese. Ogni dispensatore può contenere sia mine anti-carro BLU-91/B sia mine anti-persona BLU-92/B.<br><br>Le mine di questo tipo si attivano generalmente pochi minuti dopo il rilascio e sono dotate di sistemi di autodistruzione programmabili, con tempi variabili che possono andare da alcune ore a diversi giorni. Possono inoltre detonare in seguito a movimenti o interferenze, rappresentando un rischio anche dopo la dispersione iniziale. Secondo quanto riportato da fonti locali, una delle vittime sarebbe rimasta uccisa dopo aver manipolato uno degli ordigni.<br><br>Per quanto riguarda l’origine delle armi- come <a href="https://www.bellingcat.com/news/2026/03/26/us-iran-mines-israel-village-missile-munitions-weapons-war-conflict/">sottolinea Bellingcat</a>&#8211; gli Stati Uniti risultano essere l’unico attore coinvolto nel conflitto con l’Iran noto per possedere e utilizzare il sistema Gator. Non emergono, dalle principali banche dati internazionali sui trasferimenti di armamenti, evidenze di cessioni di queste mine ad altri paesi della regione. Bellingcat ha richiesto chiarimenti al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti in merito all’eventuale utilizzo di questi sistemi nell’area, ma al momento della pubblicazione non è stata fornita alcuna risposta.</p>



<p>L&#8217;analisi di Bellingcat ha geolocalizzato alcune delle mine a circa due chilometri da un sito militare iraniano descritto come una “missile city”, ovvero una base sotterranea per lo stoccaggio e il lancio di missili. Secondo gli esperti intervistati, l’impiego di mine anti-carro in prossimità di tali infrastrutture potrebbe avere l’obiettivo di limitare la mobilità dei veicoli militari e ostacolare l’accesso alle strutture.<br><br>Da pochi mesi InsideOver ha lanciato il primo corso di Open Source Intelligence pensato per giornalisti, analisti e investigatori. <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://it.insideover.com/course-landing/osint-luso-delle-fonti-aperte-per-le-indagini-digitali&amp;ved=2ahUKEwi_hO2lwL-TAxXq5QIHHY4OGHwQFnoECBsQAQ&amp;usg=AOvVaw2Ubyc0nEVlNcjhrug0n8a0">Scoprilo ora al link</a>. Ha un prezzo di lancio di soli 60 euro.</p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/osint-gli-usa-stanno-disseminando-mine-in-iran.html">Osint &#8211; Gli USA stanno disseminando mine in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Usa-Iran, l&#8217;assenza di strategia dell&#8217;America un monito per le guerre di domani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-lassenza-di-strategia-dellamerica-un-monito-per-le-guerre-di-domani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 14:45:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Iran]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=507673</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1295" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987-1536x1036.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987-600x405.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Usa-Iran, l'assenza di strategia dell'America un monito per le guerre di domani verso cui gli Usa marciano impreparati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-lassenza-di-strategia-dellamerica-un-monito-per-le-guerre-di-domani.html">Usa-Iran, l&#8217;assenza di strategia dell&#8217;America un monito per le guerre di domani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1295" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987-1536x1036.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303120606381_0fbde2c1d7cb22e2e87b43c67a9f0987-600x405.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno riversato sull&#8217;<strong>Iran</strong> un&#8217;impressionante potenza di fuoco a partire dal 28 febbraio, <strong>colpendo con caccia, missili e bombardieri a lungo raggio</strong> il territorio dello Stato centroasiatico, martellando i Pasdaran e l&#8217;esercito di Teheran, distruggendo <strong>vettori lanciamissili, navi, strutture nucleari e infrastrutture logistiche</strong>, operando in sinergia con <strong>Israele</strong> per decapitare i vertici della Repubblica Islamica ma agendo, al contempo, senza una strategia chiara. Lo confermano le parole di <strong>Donald Trump, presidente, e Marco Rubio, segretario di Stato,</strong> in apparente contraddizione tra di loro.</p>



<p>&#8220;Un regime iraniano armato di missili a lungo raggio e armi nucleari rappresenterebbe una minaccia intollerabile per il Medio Oriente, ma anche per il popolo americano&#8221;, ha detto Trump, mentre Rubio ha <strong>indicato nell&#8217;assalto israeliano il movente che ha spinto gli Usa</strong> a rompere gli indugi. In sostanza: la <strong>strategia la sta facendo Tel Aviv, non Washington</strong>, che insegue l&#8217;alleato a ruota e si trova a divergere nei fini e nelle opportunità di questa guerra. </p>



<p>La dimostrazione di <strong>potere militare</strong> e predominanza tattica va di pari passo con un&#8217;assenza di chiarezza sugli obiettivi del conflitto. Il <strong>regime è stato ferito,</strong> con la morte della stessa Guida Suprema Ali Khamenei, ma non <strong>travolto, al potere c&#8217;è il triumvirato</strong> costituzionale di transizione, la &#8220;difesa a mosaico&#8221; di Teheran sta facendo assorbire i danni a una struttura decentralizzata, Washington ha dovuto espandere le maglie della difesa dei partner regionali colpiti dalla risposta iraniana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I calcoli sbagliati degli Usa</h2>



<p>La sensazione è che <strong>Washington abbia totalmente sbagliato i calcoli</strong>, sin dalla valutazione strategica sull&#8217;esito dell&#8217;attacco. <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-minaccia-lattacco-alliran-ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-usa-e-il-medio-oriente.html#google_vignette">Si sta verificando quanto abbiamo analizzato di fronte all&#8217;ipotesi </a>di un assalto americano all&#8217;Iran durante le proteste di gennaio, quando sottolineavamo la differenza dell’Iran rispetto a Stati come Libia, Siria o Venezuela, anticipavamo che da decenni Teheran stesse strutturando la dottrina militare per prepararsi allo scontro massiccio con Paesi come Usa e Israele, e il cui&nbsp;<strong>sistema dirigenziale non si sarebbe sciolto come neve al sole</strong>.</p>



<p><a href="https://nationalinterest.org/blog/paul-pillar/the-astonishingly-weak-case-for-war-with-iran"><em>National Interest</em> aggiunge il fatto, paradossale,</a> che gli Usa abbiano creato le condizioni per accelerare l&#8217;avvicinamento al conflitto perché &#8220;Trump, con i suoi minacciosi&nbsp;<a href="https://www.bbc.com/news/articles/cly5pd459gko">avvertimenti</a>&nbsp;sul fatto che &#8220;il tempo sta per scadere&#8221; e il dispiegamento di una &#8220;<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/1/30/iran-prepares-for-war-as-us-military-armada-approaches">armata</a>&nbsp; nelle acque vicine all&#8217;Iran, abbia creato l&#8217;immagine di una crisi a miccia corta, quando l&#8217;unica crisi era stata creata da lui stesso&#8221;. </p>



<p>Rubio a suo modo lo ha confermato, ma è bene ricordare ciò che scrive <strong>Paul R. Pillar</strong>: &#8220;Non c&#8217;era  <a href="https://www.sfgate.com/news/article/iran-suggests-it-s-open-to-us-talks-white-house-21949041.php">alcuna indicazione</a> di un&#8217;imminente azione preventiva iraniana, nemmeno in risposta alle minacce degli Stati Uniti. L&#8217;unico aspetto in cui Trump potrebbe aver pensato che il tempo stesse per scadere è stato quello di entrare in guerra prima che il Congresso tenesse un  <a href="https://apnews.com/article/congress-war-powers-trump-iran-constitution-37ec6685d9ded1d467a719f91e537487">dibattito</a> sui poteri di guerra questa settimana&#8221;. <strong>Trump rischia peraltro il duro contraccolpo su più fronti:</strong> quello congressuale, quello economico (il boom energetico rischia di travolgere la campagna di abbassamento dei tassi d&#8217;interesse e di alzare l&#8217;inflazione) e, da ultimo, quello elettorale, tanto che il <em>New York Times</em> scrive che la guerra all&#8217;Iran &#8220;può costare a Trump la presidenza&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Israele detta la strategia</h2>



<p>L&#8217;aver voluto seguire Tel Aviv sul suo terreno per mettere alla prova il <strong>nuovo militarismo americano, quello esplicitato mesi fa dal capo del </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-dalla-deterrenza-alloffensiva-ecco-la-svolta-militarista-di-hegseth.html"><strong>Pentagono Pete Hegseth</strong> in forma estremamente aggressiva e unilaterale</a>, e l&#8217;aver assecondato una strategia israeliana che mira a un obiettivo di collasso sistemico, non solo istituzionale, dell&#8217;Iran tutt&#8217;altro che funzionale ai piani Usa per il Medio Oriente sono la manifestazione plastica della <strong>scarsa lungimiranza americana</strong>. Anche tenendo in considerazione l&#8217;ipotesi che Washington, invertendo l&#8217;ordine degli addendi, abbia seguito Israele sull&#8217;Iran per arruolare Tel Aviv nel contenimento anti-cinese volto a privare Pechino degli approvvigionamenti energetici del Medio Oriente, il calcolo risulterebbe comunque spericolato e ingiustificato.</p>



<p>La lezione dell&#8217;Iran per le guerre di domani è già chiara: <strong>senza strategia la predominanza tattica</strong> non basta più a trovare vie d&#8217;uscita. Aggiungiamo a ciò il fatto che <strong>Washington ha un oggettivo tema</strong> legato al <strong>deperimento delle scorte</strong> degli arsenali e il quadro è completo. I Tomahawk lanciati dalle navi sono ritenuti preziosi, e l&#8217;ipotesi che un <strong>missile sparato sull&#8217;Iran</strong> sia sottratto alla difesa di Taiwan contro la Cina serpeggia tra molti comandanti americani. </p>



<p><a href="https://www.forbes.com/sites/siladityaray/2026/03/03/trump-says-wars-can-be-fought-forever-with-the-uss-virtually-unlimited-weapons-stockpiles/">Trump parla di &#8220;scorte infinite&#8221;</a> ma non è così, sia sul <strong>piano offensivo</strong> che <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-allarme-difesa-aerea-laiuto-a-israele-ha-lasciato-un-buco-negli-arsenali-e-un-conto-miliardario-da-saldare.html">su <strong>quello difensivo</strong></a>, come già l&#8217;aiuto a Israele a giugno contro aveva dimostrato. Il Wall Street Journal ha <a href="https://www.wsj.com/world/middle-east/u-s-races-to-accomplish-iran-mission-before-munitions-run-out-c014acbc?st=Eqgyqx">riferito</a> della &#8220;corsa&#8221; americana a obliterare il potenziale balistico iraniano prima di restare a corto di missili, il ministro degli Esteri iraniano <strong>Abbas Araghchi</strong> ha ribadito che la difesa a mosaico serve proprio a impedire ciò e<a href="https://asiatimes.com/2026/03/china-watching-as-us-missile-stocks-drain-over-iran/"> l&#8217;Asia Times</a> ha intervistato <strong>Kelly Grieco</strong>, ricercatrice senior presso il think tank Stimson Center di Washington, DC, che ha avvertito che gli Stati Uniti stanno &#8220;utilizzando [le munizioni] più velocemente di quanto riusciamo a sostituirle&#8221;. <a href="https://x.com/sentdefender/status/2028675746068152807">La testata sudcoreana Chosun Daily parla </a>addirittura della possibilità di spostare batterie Patriot e Thaad dal comando indopacifico all&#8217;area di <a href="https://it.insideover.com/difesa/chi-e-brad-cooper-lammiraglio-innovatore-che-guida-lattacco-alliran.html">operazione di Centcom </a>che controlla le manovre verso l&#8217;Iran. Qualcosa che a Pechino, avversario strategico degli Usa per antonomasia, non mancheranno di osservare con attenzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-lassenza-di-strategia-dellamerica-un-monito-per-le-guerre-di-domani.html">Usa-Iran, l&#8217;assenza di strategia dell&#8217;America un monito per le guerre di domani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Finché c&#8217;è guerra c&#8217;è speranza: l&#8217;attacco all&#8217;Iran fa volare la borsa di Tel Aviv</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/finche-ce-guerra-ce-speranza-lattacco-alliran-fa-volare-la-borsa-di-tel-aviv.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 08:56:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Borsa di Tel Aviv]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1243" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-1536x994.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-600x388.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Finché c'è guerra c'è speranza: lancio dell'attacco all'Iran fa crescere tutti gli indici della borsa di Tel Aviv.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/finche-ce-guerra-ce-speranza-lattacco-alliran-fa-volare-la-borsa-di-tel-aviv.html">Finché c&#8217;è guerra c&#8217;è speranza: l&#8217;attacco all&#8217;Iran fa volare la borsa di Tel Aviv</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1243" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-1536x994.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-600x388.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre i <strong>mercati globali</strong> soffrono sull&#8217;onda lunga della <strong>guerra scatenata da Israele e Usa</strong> contro l&#8217;<strong>Iran, la Borsa di Tel Aviv</strong> macina record. Dal 28 febbraio, giorno dell&#8217;inizio dell&#8217;offensiva aerea di Washington e Tel Aviv, l&#8217;indice della capitale israeliana ha toccato nuovi massimi storici, guadagnando poco meno del 6% lunedì e raggiungendo quota 16.160 punti.</p>



<p>A volare sono diversi settori, dall&#8217;alta tecnologia alla difesa, passando per quello energetico: nonostante la chiusura di <strong>alcune piattaforme energetiche offshore nel Mediterraneo orientale,</strong> la guerra all&#8217;Iran e la chiusura dello <strong>Stretto di Hormuz,</strong> con conseguente blocco dell&#8217;export da parte del Qatar sotto attacco dei droni di Teheran, hanno offerto spazi di mercato ulteriori per il <strong>gas naturale liquefatto israeliano</strong>.</p>



<p>Sugli scudi NewMed Energy (+6,4%) ma cresce <strong>di oltre il 3%</strong> anche la holding della difesa <strong>Elbit, </strong>che arriva così a un enorme +219% dal fatidico 7 ottobre 2023 che ha riportato Israele in guerra dopo gli attacchi di Hamas e i produttori di tecnologia sugli scudi. Da allora la Borsa di Tel Aviv è in volo: è <strong>cresciuta del 129%</strong> e l&#8217;indice <a href="https://it.tradingeconomics.com/israel/stock-market">TA-125 ha ottenuto un guadagno del 48% </a>da quando nel giugno 2025 Israele ha sferrato il primo attacco all&#8217;Iran nella <strong>guerra dei dodici giorni.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="435" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/BORSA-DI-TEL-AVIV-1024x435.png" alt="" class="wp-image-507625" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/BORSA-DI-TEL-AVIV-1024x435.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/BORSA-DI-TEL-AVIV-300x127.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/BORSA-DI-TEL-AVIV-768x326.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/BORSA-DI-TEL-AVIV-600x255.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/BORSA-DI-TEL-AVIV.png 1216w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nonostante cadano i missili su Israele, <strong>cresce il settore del real estate e dell&#8217;edilizia abitativa</strong>; nonostante la guerra imponga sovra-sforzi economici e costi, aumentano in Borsa banche e istituzioni finanziarie; come detto, vola l&#8217;energia nel quadro della <em>disruption </em>globale. Verrebbe da dire che gli investitori israeliani &#8220;prezzano&#8221; il valore di una potenziale sicurezza futura e anticipino i flussi di cassa attesi dalle loro attività qualora la percepita minaccia iraniana venisse meno. </p>



<p>Questo a un dato puramente tecnico potrebbe apparire come il livello d&#8217;analisi corretto. Sul piano politico, però, abbiamo un <strong>settore finanziario israeliano che appare strutturalmente dipendente dalle avventure belliche di Tel Aviv</strong>, anche ben oltre quello che sarebbe logico aspettarsi. Da un lato, infatti, le aziende della Difesa sono le grandi protagoniste del boom azionario, e la performance di Elbit superiore a quella dell&#8217;intero listino parla chiaro; e dall&#8217;altro Israele usa le guerre come <strong>strumento di presentazione della sua tecnologia bellica</strong> al resto del mondo, così come per le sue apparecchiature di sorveglianza e cybersicurezza. Al contempo, però, è l&#8217;intera <strong>Borsa di Tel Aviv che conosce un rally bellico</strong> capace di toccare ogni settore.</p>



<p>L&#8217;alta tecnologia costituisce la parte preponderante del TA-125, il 29,2%, ma al suo interno le aziende esclusive del mercato della Difesa rappresentano solo l&#8217;8,2% del totale del valore. E per quanto <strong>chiaro sia il ruolo dell&#8217;uso duale delle tecnologie, civili e militari, nell&#8217;industria israeliana,</strong> il rally ha toccato ogni settore.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="981" height="545" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/BORSA-DI-TEL-AVIV-indici.jpg" alt="" class="wp-image-507626" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/BORSA-DI-TEL-AVIV-indici.jpg 981w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/BORSA-DI-TEL-AVIV-indici-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/BORSA-DI-TEL-AVIV-indici-768x427.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/BORSA-DI-TEL-AVIV-indici-600x333.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 981px) 100vw, 981px" /></figure>



<p>Questo palesa una dipendenza ancor più solida dell&#8217;economia e della società <a href="https://it.insideover.com/economia/il-costo-della-guerra-israele-verso-il-2026-si-aspetta-alto-deficit-e-molte-spese.html">israeliana dalla <strong>mobilitazione bellica</strong>, che crea peraltro scompensi nei conti pubblici</a> e non sarebbe sostenibile nell&#8217;intensità voluta da Tel Aviv senza la sponda decisiva degli <strong>Stati Uniti. La borsa di Tel Aviv</strong>, insomma, sembra muoversi al detto &#8220;finché c&#8217;è guerra c&#8217;è speranza&#8221;, certa che il potere innovativo e tecnologico del Paese possa creare profitti finanziari messo al servizio dell&#8217;egemonia militare regionale. Tutto questo in un Paese che, però, ha i fondamentali economici e soprattutto socio-politici fragili e rischia di diventare <strong>strutturalmente dipendente dalla guerra</strong>. Con tutti i rischi che ciò palesa per la stabilità interna e regionale.</p>



<p><strong><em>Nella nuova “era dei predatori”, in cui tendenze conflittuali crescenti su scala globale, rivalità tra potenze e ambizioni imperiali ridisegnano l’ordine mondiale, InsideOver prova a tracciare una bussola per un’informazione equilibrata e orientata ad analizzare i grandi trend, senza ansie o preclusioni ideologiche. Se vuoi sostenere la missione di questa testata dinamica e ambiziosa,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong>abbonati e diventa uno di noi!</strong></a></p>
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		<title>Il gran ballo del petrolio nella guerra d&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/il-gran-ballo-del-petrolio-nella-guerra-diran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 05:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="petrolio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I primi giorni di guerra suggeriscono che il petrolio rimane un elemento geopolitico importante, ma non più l’arma strategica totale che era. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="petrolio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Medio Oriente, come era prevedibile, è tornato epicentro della geopolitica globale: dal 28 febbraio Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi su vasta scala contro l’Iran, innescando ritorsioni e un rapido deterioramento della sicurezza regionale. La cronaca dei primi giorni, dai lanci missilistici alle esplosioni in tutto il Golfo, ha confermato la natura militare dell’<em>escalation</em> ma anche l’impatto finanziario immediato sui mercati, con <strong>investitori sempre più proiettati verso i beni rifugio</strong> (<a href="https://euroborsa.it/Il-conflitto-in-Medio-Oriente-rafforza-il-dollaro.aspx">e il dollaro USA!</a>). In questo contesto, il petrolio torna protagonista: all’apertura dei mercati di lunedì 2 marzo <a href="https://tradingeconomics.com/commodity/brent-crude-oil">il Brent è balzato fino a oltre l’8–13% intraday</a> (punte in area 82 $/bbl prima di un parziale rientro), mentre il WTI ha seguito a ruota, segnalando che il rischio di offerta è rientrato di prepotenza nel prezzo. </p>



<p>Il nodo critico è lo Stretto di Hormuz, varco da cui transita all’incirca <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/mar/02/iran-strait-hormuz-oil-global-prices-cost-of-living">un quinto del petrolio mondiale</a> (oltre 20% dei liquidi petroliferi) e che si trova esattamente prospicente alle coste della Repubblica Islamica. Anche quindi senza una chiusura “formale” dello Stretto da parte delle autorità di Tehran, allarmi navali, deviazioni e stop precauzionali delle compagnie di shipping hanno <strong>ridotto i passaggi e fatto salire costi e premi assicurativi, con effetto domino su noli e logistica.</strong> È questo intreccio tra guerra, <em>chokepoint</em> energetico e <em>risk‑off </em>a spiegare perché la domanda “quanto conta il petrolio in questo conflitto?” sia oggi più che mai centrale: non solo per l’Iran e per le monarchie del Golfo, la cui stabilità fiscale dipende in larga parte dagli idrocarburi, ma <strong>per l’intera economia globale</strong>, dove anche un moderato premio di rischio sul greggio può trasmettersi rapidamente ai prezzi finali e alle aspettative d’inflazione.</p>



<p>Subito dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il mercato ha reagito con la classica dinamica da shock geopolitico: forte volatilità e un rapido aumento dei prezzi del greggio. Già nella riapertura dei mercati del 2 marzo si è osservato un gap rialzista significativo sull’US Crude, con i prezzi <a href="https://www.ig.com/it/news-e-idee-di-trading/petrolio-oggi-guerra-in-iran-260302">balzati dalla chiusura di venerdì in area 65–67 $/bbl fino a 72,78–72,80 $/bbl</a>, pari a un rialzo di circa il +9%. Il motivo principale di questa sensibilità sta nella posizione dell’Iran sullo Stretto di Hormuz, vera arteria del commercio energetico globale: <strong>per questo corridoio marittimo, largo appena 33 km nel suo punto più stretto, transitano flussi sostanziali di petrolio </strong>e una quota paragonabile di gas naturale liquefatto. Gli attacchi, le ritorsioni e i messaggi radio attribuiti alle forze iraniane che <a href="https://gulfnews.com/world/mena/iran-moves-to-close-strait-of-hormuz-after-strikes-1.500458858">avvertivano le navi di evitare il passaggio</a> hanno generato un immediato crollo del traffico commerciale, inducendo i principali operatori (<a href="https://news.chemnet.com/news-2629.html">come Maersk, MSC e Hapag‑Lloyd</a>) a sospendere le traversate e a deviare le rotte attorno al Capo di Buona Speranza. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Rialzo sì, ma con moderazione</h2>



<p>Nei fatti, anche senza una chiusura “ufficiale”, Hormuz è diventato per ore fortemente compromesso, con centinaia di tanker e <em>LNG carrier</em> rallentati o fermi, premi assicurativi in aumento e rischi di attacchi a navi commerciali confermati da <a href="https://theconversation.com/strait-of-hormuz-if-the-iran-conflict-shuts-worlds-most-important-oil-chokepoint-global-economic-chaos-could-follow-277199">episodi documentati</a>. L’importanza strategica del petrolio è evidente anche dal lato macroeconomico: <a href="https://thecryptogateway.it/petrolio-iran-recessione/">l’Iran, quarto produttore dell’OPEC</a> (oltre 3 milioni di barili/giorno a gennaio 2026), basa gran parte delle sue entrate pubbliche sugli idrocarburi, <strong>mentre gli Stati del Golfo (Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Emirati e Iraq) dipendono da Hormuz per l’export </strong>di oltre 20 milioni di barili/giorno. La vulnerabilità di questo <em>chokepoint</em>, già nota da anni, è quindi amplificata da qualsiasi tensione militare, trasformando il petrolio in un acceleratore immediato degli effetti finanziari del conflitto.</p>



<p>Il balzo del greggio sembrerebbe quindi evocare un nuovo shock energetico paragonabile alle fasi più acute della guerra in Ucraina. Tuttavia, osservando con precisione tecnica i dati verificati, emerge un quadro molto diverso: i <em>futures </em>sul petrolio sono saliti, sì, ma in misura moderata rispetto ai grandi shock del passato (dopo lo scoppio della guerra in Ucraina il rialzo del petrolio aveva fatto toccare l’area dei 120$/bbl), e con dinamiche che suggeriscono comportamenti di mercato più complessi, inclusa la possibilità di prese di profitto e un certo grado di “war fatigue”. Diversi indicatori mostrano quindi che il movimento dei <em>futures</em>, pur significativo, non si colloca in un regime di shock duraturo, e ciò trova conferma nelle valutazioni di <strong>Larry Berman</strong>, analista storico di BNN Bloomberg. </p>



<p>Nel suo intervento (“<a href="https://www.bnnbloomberg.ca/investing/opinion/2026/03/02/larry-berman-sell-the-news-geopolitical-driven-trades-rarely-have-long-term-impacts/">Sell the news: Geopolitical driven trades rarely have long-term impacts</a>” di lunedì 2 marzo), Berman osserva che i rialzi legati a eventi geopolitici tendono raramente a produrre impatti duraturi sui mercati; anzi, spesso si esauriscono in tempi brevi <strong>quando l’effetto‑novità viene assorbito.</strong> Secondo l’analista, questo vale anche per il comparto energetico, che negli ultimi dieci anni ha mostrato una performance fiacca, con l’ETF Energy Select Sector SPDR (XLE) e l’iShares S&amp;P/TSX Capped Energy Index (XEG) che hanno generato un ritorno complessivo di circa il 5% annuo sin dal boom dello shale del 2014 e gran parte di quel rendimento è arrivato solo negli ultimi mesi:<br></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="483" height="200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1.png" alt="" class="wp-image-507602" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1.png 483w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1-300x124.png 300w" sizes="auto, (max-width: 483px) 100vw, 483px" /></figure>



<p>Berman sottolinea inoltre che l’energia ha corso nelle ultime settimane più sulle aspettative di un possibile “regime change” in Iran che su fondamentali strutturali. <strong>È un comportamento simile a quello osservato nel 2022,</strong> quando il settore energetico si era impennato con il picco della guerra in Ucraina, salvo poi muoversi lateralmente per oltre tre anni. In fondo, tutti gli attori coinvolti nel conflitto sanno bene che il mondo non può funzionare con petrolio stabilmente sopra i 100 dollari, perché storicamente i picchi delle quotazioni hanno rallentato il PIL globale. Cosa racconta dunque nel profondo il mercato? Che i grandi capitali hanno già scommesso sul rialzo nel 2025 e inizio 2026, quando il petrolio era laterale ma le azioni <em>energy </em>accumulavano forza in anticipo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le forniture di Teheran alla Cina</h2>



<p>Il petrolio, in questa crisi, conta anche per un altro aspetto: il suo ruolo geopolitico indiretto, in particolare nell’equilibrio strategico tra Stati Uniti e Cina. Non si tratta solo di prezzi o di shock energetici, ma di come l&#8217;energia si inserisce nelle vulnerabilità strutturali di Pechino e nelle dinamiche globali. <a href="https://www.politico.com/news/2026/03/02/iran-us-strikes-china-oil-supply-charts-00806415">Secondo un’analisi POLITICO basata sui dati Kpler</a>, la Cina acquistava circa il 17% del suo petrolio complessivo da Iran e Venezuela nel 2025, mentre l’Iran da solo rappresentava il secondo fornitore dopo l’Arabia Saudita. Nel 2025 la Cina ha importato 520 milioni di barili di greggio dall’Iran, e quasi il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane era diretto verso la Cina. </p>



<p>Questo suggerirebbe una forte dipendenza, ma il quadro è più complesso. Pechino <strong>ha infatti iniziato già nel 2025 a ridurre gli acquisti diretti dall’Iran </strong>spostando parte della domanda verso la Russia, mentre accumulava enormi scorte strategiche. Secondo la Columbia University, la Cina ha importato <a href="https://www.energypolicy.columbia.edu/where-china-gets-its-oil-crude-imports-in-2025-reveal-stockpiling-and-changing-fortunes-of-certain-suppliers-including-those-sanctioned/">11,6 milioni di barili/giorno nel 2025</a>, di cui una larga parte destinata all’immagazzinamento: 430.000 bpd sarebbero stati aggiunti alle riserve ogni giorno. Tale <em>stockpiling</em> consentirebbe alla Cina di reggere mesi di interruzioni senza danni immediati. </p>



<p>Le fonti energetiche della Cina sono inoltre estremamente diversificate. I <a href="https://www.eia.gov/international/content/analysis/countries_long/China/pdf/China-2025.pdf">dati dell’U.S. Energy Information Administration</a> mostrano che <strong>il petrolio rappresenta circa il 20% del consumo energetico primario cinese</strong>, contro il 62% del carbone e una quota crescente di rinnovabili. Questo significa che, pur essendo cruciale per trasporti e industria pesante, il petrolio non è la leva dominante dell’energia cinese. Inoltre, la Cina ha investito massicciamente in energie rinnovabili: <a href="https://oilprice.com/Energy/Energy-General/The-Five-Key-Trends-Driving-Chinas-2026-Energy-Strategy.html">nel 2024 ha speso 625 miliardi di dollari in energia pulita</a>, una cifra record che segnala una progressiva riduzione della vulnerabilità ai mercati petroliferi globali. Da questa prospettiva, utilizzare il petrolio come leva geopolitica per “mettere in ginocchio” la Cina appare meno efficace: Pechino ha già previsto scenari di shock e ha <a href="https://www.cnbc.com/2026/03/02/iran-strikes-oil-energy-china.html">adattato la propria strategia energetica dagli anni 2010</a>. </p>



<p>Il ruolo più insidioso del petrolio nella crisi 2026 non riguarda quindi nemmeno la Cina in senso stretto, quanto ciò che un petrolio in rialzo può generare sull’intera economia globale. Il rischio di una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz potrebbe spingere i prezzi oltre i 100 $/barile e l’aumento dei costi assicurativi e dei noli marittimi è già in atto, impattando direttamente i rincari su trasporti, logistica e beni di consumo. <strong>Effetti che si traducono rapidamente in inflazione importata</strong>, anche per economie avanzate come gli Stati Uniti, dove l’aumento del petrolio accentua <a href="https://www.cbsnews.com/news/stock-market-today-oil-prices-iran-impact/">pressioni inflative già presenti</a>.</p>



<p>In sintesi, questi primi giorni di guerra ci suggeriscono che il petrolio rimane un elemento geopolitico importante, ma con tutta probabilità non è più l’arma strategica assoluta che era negli anni ’70–2000. Il rischio maggiore oggi potrebbe non essere rappresentato solo dagli eventuali esiti di rallentamento dell’economia cinese, <strong>ma dall’effetto moltiplicativo del rincaro del greggio sulle catene globali del valore,</strong> sui costi assicurativi, sui noli e sull’inflazione mondiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gran-ballo-del-petrolio-nella-guerra-diran.html">Il gran ballo del petrolio nella guerra d&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sanchez nega le basi agli Usa: gli aerei americani lasciano la Spagna</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sanchez-nega-le-basi-agli-usa-gli-aerei-americani-lasciano-la-spagna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 15:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="934" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310-600x292.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310-1536x747.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre Francia, Germania e Regno Unito non escludono la possibilità di unirsi alla campagna militare di Usa e Israele contro l&#8217;Iran, anche solo per contrastare la risposta di Teheran diretta verso il Golfo Persico e il Medio Oriente, la Spagna guidata da Pedro Sanchez nega l&#8217;uso delle sue basi a Washington. Cosa ha deciso Sanchez sulle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/sanchez-nega-le-basi-agli-usa-gli-aerei-americani-lasciano-la-spagna.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="934" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310-600x292.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516100454631_e5289abd85b26a91fec6f090baa58171-e1747386835310-1536x747.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre <a href="https://elpais.com/internacional/2026-03-02/hezbola-se-suma-a-la-batalla-con-sus-primeros-proyectiles-desde-2024-e-israel-bombardea-libano.html">Francia, Germania e Regno Unito</a> <strong>non escludono la possibilità di unirsi alla campagna militare</strong> di <a href="https://it.insideover.com/guerra/difesa-e-contrattacco-le-opzioni-per-liran-nella-guerra-contro-israele-e-usa.html">Usa e Israele contro l&#8217;Iran,</a> anche solo per contrastare la risposta di Teheran diretta verso il Golfo Persico e il Medio Oriente, la <strong>Spagna guidata da Pedro Sanchez</strong> nega l&#8217;uso delle sue basi a Washington.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa ha deciso Sanchez sulle basi</h2>



<p> Il presidente del governo di Madrid ha infatti vietato all&#8217;alleato americano di usare come hub di rifornimento le basi di <strong>Moron de la Frontera, in Andalusia</strong> e vicina a Siviglia, e di <strong>Rota, vicino a Cadice, </strong>confermando una linea che, pur critica verso la Repubblica Islamica e il suo regime, è assolutamente contraria a ogni <strong>escalation militare. Per prassi gli Stati Uniti</strong> si rivolgono sempre agli alleati per chiedere spazio di manovra nelle basi Nato site fuori dal territorio americano.</p>



<p>Madrid lo ha negato e, nonostante il suo tradizionale unilateralismo, Washington e l&#8217;amministrazione Usa di Donald Trump non hanno forzato la mano. Da 12 a 15 (secondo le fonti) aerocisterne Boeing KC-135 Stratotanker hanno così <strong>lasciato la Spagna per dirigersi tra Germania, Regno Unito e Francia</strong>. Gli unici asset basati in Spagna operanti contro l&#8217;Iran sono navali, <a href="https://elpais.com/espana/2026-03-01/dos-buques-estadounidenses-desplegados-en-rota-participan-en-la-operacion.html">due cacciatorpediniere con base a Rota (Cadice), la <em>USS Roosevelt</em> e la <em>USS Bulkeley</em> </a><strong>formalmente basati a Rota ma operanti nel Mediterraneo Orientale</strong> per puntellare la difesa anti-missile di Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I raid dei bombardieri Usa riforniti tra Atlantico e Mediterraneo</h2>



<p>I KC-135 <strong>avrebbero fatto comodo agli Usa qualora si fossero ripetuti raid</strong> partiti direttamente dal suolo statunitense come quelli che <strong>tra il 28 febbraio e l&#8217;1 marzo</strong> hanno visto in scena i <strong>B-2 Spirit partiti dalla base di Whiteman, Missouri,</strong> che hanno colpito l&#8217;Iran dopo una lunga catena di rifornimenti aerei, imitati il giorno successivo dai <strong>B-1 Lancer</strong> che hanno ricevuto un primo rifornimento dalle aerocisterne operanti <strong>nella base aerea di Lajes, nelle Azzorre portoghesi</strong>, per poi essere nuovamente sostenuti tra il Mediterraneo e il Medio Oriente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/OperationEpicFury?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#OperationEpicFury</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/FreeIran?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#FreeIran</a> <br>&quot;OPERATION EPIC FURY&quot; BOMBER MISSION<br>At last, I can confirm that overnight a flight of 4 B-2A &quot;Spirit&quot; bombers flew non-stop from the United States to Iran to attack targets belonging to the regime.<br><br>I am releasing this information now as the bombers… <a href="https://t.co/5mmiU4QXl4">pic.twitter.com/5mmiU4QXl4</a></p>&mdash; DefenceGeek 🇬🇧 (@DefenceGeek) <a href="https://twitter.com/DefenceGeek/status/2028100259226829277?ref_src=twsrc%5Etfw">March 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><a href="https://elpais.com/espana/2026-03-02/espana-rechaza-prestar-apoyo-militar-al-ataque-a-iran-y-se-desmarca-de-francia-alemania-y-reino-unido.html">El Pais ricorda</a> che il <strong>governo di Sanchez,</strong> tramite il Ministro della Difesa Margarita Robles e il titolare degli Esteri José Manuel Albares, ha criticato sia l&#8217;uso unilaterale della forza da parte di Washington e Tel Aviv sia la scelta iraniana di colpire i Paesi nella regione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sanchez spinge per la de-escalation</h2>



<p><strong>Sanchez ha chiesto all&#8217;Europa di lavorare per la de-escalation</strong>, rilanciando una linea di scetticismo verso le scelte militariste dell&#8217;alleato americano e quelle di Tel Aviv, già duramente criticate nel contesto di Gaza. Sanchez, giunto ai ferri corti con Benjamin Netanyahu dopo aver definito &#8220;genocida&#8221; il governo di Tel Aviv su Gaza, deve rispondere a un&#8217;opinione pubblica e a una coalizione fortemente anti-interventista, tutelare le rotte di commercio e approvvigionamento energetico di Madrid transitanti per il Mar Rosso e il Golfo Persico, tutelare gli oltre 1.100 militari stanziati tra Libano, Iraq e Turchia<strong>, provare a stabilizzare la risposta europea.</strong></p>



<p>Il <em>Guardian</em> nota che &#8220;è  improbabile che le condanne brusche di Sánchez lo rendano caro a Trump, che l&#8217;anno scorso <a href="https://english.elpais.com/usa/2025-06-25/trump-threatens-spain-were-going-to-make-them-pay-twice-as-much.html">ha attaccato duramente la Spagna</a> per essersi rifiutata di accettare la proposta della Nato di aumentare <a href="https://www.theguardian.com/world/2025/jun/19/spain-rejects-nato-plan-for-member-states-to-spend-5-of-gdp-on-defence">la spesa per la difesa degli stati membri al 5% del Pil&#8221;</a>, anche se si registra che <strong>operativamente parlando Washington non ritiene indispensabile Madrid</strong> e può ingoiare il rospo, che mostra <strong>del resto l&#8217;unico atto di reale autonomia di un Paese europeo</strong> in una  guerra che minaccia la prosperità e le rotte commerciali ed energetiche del Vecchio Continente. E che appare sempre più importante, per il sistema-mondo, concludere in tempi stretti.</p>



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		<title>Qatar Energy sospende la produzione di Gnl: un colpo al mercato globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/qatar-energy-sospende-la-produzione-di-gnl-un-colpo-al-mercato-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 13:16:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>QatarEnergy ha sospeso ha sospeso la produzione di gas naturale liquefatto nel suo importante terminal di Ras Laffan, l&#8217;hub più strategico del mercato mondiale dell&#8217;oro blu che viaggia via nave, dopo che sul territorio dello Stato del Golfo Persico l&#8217;Iran ha effettuato attacchi con droni a partire dal 28 febbraio, giorno in cui è iniziata &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/qatar-energy-sospende-la-produzione-di-gnl-un-colpo-al-mercato-globale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/qatar-energy-sospende-la-produzione-di-gnl-un-colpo-al-mercato-globale.html">Qatar Energy sospende la produzione di Gnl: un colpo al mercato globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251009184422437_0212535691fd2405e9eaf270a287ff47-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>QatarEnergy</strong> ha sospeso ha sospeso la produzione di gas naturale liquefatto nel suo importante terminal di Ras Laffan, l&#8217;hub più strategico del mercato mondiale dell&#8217;oro blu che viaggia via nave, dopo che sul territorio dello Stato del Golfo Persico l&#8217;Iran ha effettuato attacchi con droni a partire dal 28 febbraio, giorno in cui è iniziata l&#8217;operazione militare congiunta israelo-americana per decapitare il regime di Teheran. <strong>Fermo anche Mesaieed,</strong> che assieme a Ras Laffan contribuisce a <a href="https://www.upstreamonline.com/safety/qatarenergy-to-stop-production-of-lng-due-to-attack-on-its-facilities/2-1-1952192">circa un quinto dell&#8217;offerta mondiale di Gnl.</a></p>



<p>Un colpo durissimo che ha acuito <strong>le tensioni economiche emerse oggi. Il prezzo del gas naturale alla borsa di Amsterdam, il Ttf,</strong> ha raddoppiato la sua crescita, passando dal +22 al +45% in poco tempo nelle valutazioni intra-day, a testimonianza della <strong>gravità dello shock in atto. QatarEnergy</strong> è un attore strategico per i mercati energetici globali e da essa dipendono <a href="https://en.ilsole24ore.com/art/september-43percento-gas-and-lng-arrived-in-italy-by-sea-AHmuzsBD">dal 12 al 14% circa delle forniture di Gnl europee</a> a seconda delle stime e <a href="https://www.statista.com/statistics/787720/natural-gas-imports-by-country-of-origin-in-italy/?srsltid=AfmBOorlgqTZi-UNo3XpZdOpjGhc36Ku9RGNm844HReYCt-Yv9dTswdL">poco meno del 7% del gas complessivo acquistato dall&#8217;Italia.</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="520" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.07.24-1024x520.jpeg" alt="" class="wp-image-507528" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.07.24-1024x520.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.07.24-300x152.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.07.24-768x390.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.07.24-600x305.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.07.24.jpeg 1099w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L&#8217;industria energetica italiana è ben presente in Qatar. Da Ras Laffan QatarEnergy ed Eni hanno previsto nel 2023 di inviare, a partire da quest&#8217;anno, 1 milione di tonnellate di Gnl all&#8217;anno estratte nel giacimento North Field East del Qatar da una joint venture comune<a href="https://www.aa.com.tr/en/energy/lng-lpg/qatarenergy-signs-27-year-lng-supply-deal-with-italys-eni/39134"> per mezzo di un accordo dalla durata di 27 anni</a> che ha <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-risponde-alla-russia-entra-nel-maxi-progetto-del-gas-in-qatar.html">seguito l&#8217;ingresso del Cane a Sei Zampe nel progetto Nfe</a> e preceduto la comune sinergia dei due gruppi<a href="https://it.insideover.com/energia/eni-insieme-con-il-qatar-torna-nella-libia-di-haftar.html"> per la corsa al petrolio libico.</a> <strong>La tempesta energetica che </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/guerra-in-iran-lottovolante-di-economia-ed-energia.html"><strong>rischia di scatenarsi per effetto della chiusura bellica</strong> </a>è una conferma del fatto che la guerra di Usa e Israele contro l&#8217;Iran minaccia serissime conseguenze per i Paesi dipendenti dalle forniture energetiche. Tra cui si segnalano quelli di un&#8217;Europa che ha superato la dipendenza dal gas russo puntando anche su quello via nave. E potrebbe trovarsi ora costretta a acquistare quote maggiori dagli Usa per supplire la mancanza <strong>di gas del Qatar. </strong><a href="https://italstrat.substack.com/p/34-usa-e-israele-attaccano-liran"><strong>A testimonianza del fatto che questo conflitto</strong> rischia </a>di rappresentare un colpo durissimo per le prospettive economico-industriali di un continente già in ambasce sul piano produttivo.</p>
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		<title>Iran: Ahmadinejad è morto? Mistero sulla sorte dell&#8217; arcinemico di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-ucciso-ahmadinejad-larcinemico-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Zanabonni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 11:14:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ahmadinejad]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1215" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114037983_a0d29909b9f1f8479c70efcdc056b443.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114037983_a0d29909b9f1f8479c70efcdc056b443.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114037983_a0d29909b9f1f8479c70efcdc056b443-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114037983_a0d29909b9f1f8479c70efcdc056b443-1024x648.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114037983_a0d29909b9f1f8479c70efcdc056b443-768x486.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114037983_a0d29909b9f1f8479c70efcdc056b443-1536x972.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114037983_a0d29909b9f1f8479c70efcdc056b443-600x380.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mahmoud Ahamdinejad l’intransigente, il “figlio prediletto” di Khamenei, infine il reietto che rifiutava di arrendersi nonostante fosse stato sostanzialmente ripudiato. L&#8217;ex presidente iraniano, arcinemico di Israele, potrebbe essere- secondo fonti internazionali- tra le vittime dei raid che dal 28 febbraio stanno martellando Teheran e le altre città del Paese. La notizia della sua morte si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-ucciso-ahmadinejad-larcinemico-di-israele.html">[...]</a></p>
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<p><strong>Mahmoud Ahamdinejad</strong> l’intransigente, il “figlio prediletto” di Khamenei, infine il reietto che rifiutava di arrendersi nonostante fosse stato sostanzialmente ripudiato. L&#8217;ex presidente iraniano, arcinemico di Israele, potrebbe essere- secondo fonti internazionali- tra le vittime dei raid che dal 28 febbraio stanno <a href="https://it.insideover.com/guerra/difesa-e-contrattacco-le-opzioni-per-liran-nella-guerra-contro-israele-e-usa.html">martellando Teheran e le altre città del Paese.</a> <strong>La notizia della sua morte si aggiungerebbe  all’ormai fitta lista dei potenti uccisi in questa nuova guerra. Anche se potente, ormai, Ahmadinejad non lo era più da tempo.</strong></p>



<p>Presidente per due mandati, dal 2005 al 2013, la sua vita personale e quella politica si sono intrecciate in una parabola che ha inizio con la guerra Iran-Iraq, dove servì vicino ai Basiji, e si sarebbe conclusa ieri, 1° marzo, nel secondo giorno di questa nuova guerra.</p>



<p>Eletto sindaco di Teheran nel 2003 e presidente del consiglio nel 2005, Amadinejad aveva svolto un lungo periodo come amministratore locale, per poi proporsi- con il <a href="https://it.insideover.com/dossier/ucciso-khamenei-come-cambia-liran">favore di <strong>Khamenei, </strong></a><strong>che in lui vedeva un personaggio innocuo, un esecutore- come alternativa sia ai conservatori pragmatici sia al riformismo</strong>, che negli anni Novanta con Khatami era stato duramente avversato dalla Guida Suprema. Con Khamenei condivideva le umilissime origini, che nel suo caso erano il vessillo della proposta populista con cui divenne presidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uomo del popolo, repressore intransigente, primo nemico di Israele</h2>



<p>Non voleva dirsi populista perché, disse una volta, “le definizioni fanno male ai pensieri”. Eppure, l’outsider con i completi da <em>salary man</em>&#8211; per sembrare più uomo del popolo- aveva vinto proprio grazie a quelle istanze. <strong>Le sue promesse riprendevano quelle del rahbar Khomeini, tra giustizia sociale per le masse e stipendi più alti per insegnati e funzionari governativi</strong>. Per rafforzare l’identificazione con la classe media, acconsentì a girare un servizio televisivo nel suo appartamento, per documentare lo stile di vita semplice e piccolo borghese del nuovo presidente. Vinse con una bassa affluenza alle urne, ma riuscendo a dividere i riformatori e neutralizzarli.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="837" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114156444_f788c09cb0fb3576b3e0b1aee60fc064-1024x837.jpg" alt="" class="wp-image-507499" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114156444_f788c09cb0fb3576b3e0b1aee60fc064-1024x837.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114156444_f788c09cb0fb3576b3e0b1aee60fc064-300x245.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114156444_f788c09cb0fb3576b3e0b1aee60fc064-768x628.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114156444_f788c09cb0fb3576b3e0b1aee60fc064-1536x1256.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114156444_f788c09cb0fb3576b3e0b1aee60fc064-600x491.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114156444_f788c09cb0fb3576b3e0b1aee60fc064.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"> Mahmoud Ahmadinejad alle Nazioni Unite, 2012 </figcaption></figure>



<p>La sua presidenza alternò consenso interno- almeno inizialmente, tra sussidi e redistribuzioni delle entrate petrolifere- e un tono apertamente aggressivo in politica estera. <strong>Sfidò senza troppi indugi “il grande Satana” e ancor di più lo stato di Israele, auspicandone ripetutamente la scomparsa- doveva essere eliminato dai libri di storia, disse- e negando l’Olocausto.</strong></p>



<p>Se in politica interna la sua fu una parabola discendente- prima rafforzando il legame con i ceti popolari, poi finendo per aggravare gli squilibri strutturali dell’economia iraniana- in politica estera fece più o meno il contrario: la decisione di proseguire con determinazione il programma atomico portò a un progressivo irrigidimento delle misure punitive contro la Repubblica islamica,<strong> salvo poi nel 2008 congratularsi con Barack Obama per la vittoria elettorale negli Stati Uniti</strong>, dichiarandosi disposto a un confronto “nel rispetto reciproco”. Fu, inoltre, il primo presidente iraniano a recarsi in visita in Iraq, dalla rivoluzione.</p>



<p>Mostrò il pugno duro nel 2009, segnando la svolta autoritaria della sua parabola politica: rieletto tra le contestazioni dell’opposizione legata al candidato riformista Mousavi, l’accusa di brogli di quell’elezione portò in strada migliaia di persone.<strong> La risposta del governo di Ahmadinejad al “Movimento Verde” fu durissima, segnando una frattura profonda tra una parte della società civile e l’establishment.</strong></p>



<p>Al termine del secondo mandato, nel 2013, non mancarono da parte sua i tentativi di rientrare in scena: per tre volte tentò senza successo di ricandidarsi alle presidenziali, ma fu sempre ostacolato. Khamenei, che lo aveva sostenuto agli inizi e gli aveva dato man forte dopo le proteste del 2009, non perdonò il figliol prodigo per gli smacchi degli ultimi anni.</p>
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		<title>Difesa e contrattacco, le opzioni per l&#8217;Iran nella guerra contro Israele e Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/difesa-e-contrattacco-le-opzioni-per-liran-nella-guerra-contro-israele-e-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 05:51:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=507367</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Difesa e contrattacco, le opzioni per l'Iran nella guerra contro Israele e Usa che si preannuncia lunga e dispendiosa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/difesa-e-contrattacco-le-opzioni-per-liran-nella-guerra-contro-israele-e-usa.html">Difesa e contrattacco, le opzioni per l&#8217;Iran nella guerra contro Israele e Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301193636563_696036a812990fee4771695f88a45022-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Donald Trump</strong>, presidente degli Stati Uniti, afferma che &#8220;bombardamenti pesanti e mirati&#8221; contro l&#8217;Iran sarebbero &#8220;continuati, ininterrottamente per tutta la settimana o finché necessario&#8221;. Gli ha fatto eco Israel Katz, ministro della Difesa d&#8217;Israele, che non ha fornito limiti temporali e spaziali all&#8217;intervento israeliano contro la Repubblica Islamica. </p>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-conferma-khamenei-e-stato-ucciso-per-la-repubblica-islamica-arriva-lora-della-verita.html">Ucciso Ali Khamenei, Guida Suprema dell&#8217;Iran, </a></strong>assieme a molti altri vertici del regime (40 alti funzionari, secondo fonti americane che hanno parlato alla Cbs), <strong>l&#8217;Iran valuta le opzioni</strong> per capire in che misura l&#8217;intensa campagna di bombardamenti condotta da Washington e Tel Aviv possa essere arginata e <strong>come trovare un <em>endgame</em> </strong>in grado di conservare in piedi il Paese. Del resto Teheran deve far fronte a una sfida esistenziale: una campagna di decapitazione del vertice del regime unita a un massiccio attacco alle strutture critiche del Paese, all&#8217;infrastruttura e alla sostenibilità stessa della Repubblica Islamica come istituzione di riferimento dell&#8217;Iran. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Iran, colpi durissimi e valutazioni future</h2>



<p><strong>I danni subiti sono stati durissimi</strong>, non solo per la morte di Khamenei, e ora <strong>Teheran</strong> deve rispondere a diversi interrogativi: quanto a lungo è sostenibile questa offensiva? Quanto in profondità potranno colpire Usa e Israele? In che misura le forze armate e la struttura istituzionale può reggere un conflitto prolungato? Con che armi o azioni reagire? </p>



<p><strong>Le risposte a queste domande appaiono estremamente articolate e complesse</strong>, e avranno essenzialmente a che vedere con un dato: l&#8217;effettiva capacità dell&#8217;<strong>Iran di essere un solido incassatore</strong> di colpi come ha dimostrato nell&#8217;ultimo decennio. Dalla fase di massima proiezione regionale Teheran ha assorbito: nuove sanzioni americane dopo la fine degli accordi sul nucleare nel 2018; l&#8217;eliminazione del generale <strong>Qasem Soleimani</strong> nel 2020; un&#8217;ondata di operazioni ibride e d&#8217;intelligence israeliane che hanno colpito alti vertici del regime e dei Pasdaran; attacchi di Tel Aviv alle strutture militari in Siria durante l&#8217;intervento a sostegno di Bashar al-Assad; il sostanziale <strong>stravolgimento della Mezzaluna Sciita</strong> nel 2023-2024; da ultimo, gli assalti militari del 2025 e del 2026. Tutto questo con<a href="https://it.insideover.com/politica/il-risveglio-del-bazar-le-radici-profonde-delle-proteste-in-iran.html"> <strong>cinque ondate di proteste di varia entità, con quelle del 2022-2023</strong> e quelle del <strong>2025-2026 </strong></a><strong>che hanno mostrato crepe</strong> nella struttura di potere del regime.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La difesa in profondità e la strategia a mosaico</h2>



<p>I colpi di maglio dell&#8217;<em>Israel Defense Force</em> e del Centcom statunitense saranno decisivi per far crollare un edificio fatiscente o le fondamenta reggeranno? <strong>Questo il grande dilemma</strong>. Abbas Araghchi, ministro degli Esteri di Teheran, ha parlato ad <em>Al Jazeera</em> di unità militari spesso disperse e senza coordinamento, e secondo alcuni analisti ciò avrebbe palesato il fatto che l&#8217;Iran sta mostrando un palese vuoto di potere a livello intermedio, mentre secondo l&#8217;iranista Abdolrasool Divsallar è una manifestazione della strategia di difesa a mosaico che ha decentralizzato i centri di comando e controllo sul modello dell&#8217;esperienza maturata osservando l&#8217;Iraq di Saddam Hussein, il cui sistema centralizzato fu decapitato dall&#8217;offensiva americana nel 2003.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">No. This means Mosaic defense strategy which Iran planned for it since 2003. The concept is based on regional/local de-centralized command &amp; control (C2) system.<br><br>Iran restructured its forces accordingly after Iraq war when centralized C2 failed against a superior US force. <a href="https://t.co/aLqlbggHfe">https://t.co/aLqlbggHfe</a></p>&mdash; Abdolrasool Divsallar (@Divsallar) <a href="https://twitter.com/Divsallar/status/2028146308528119977?ref_src=twsrc%5Etfw">March 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Opinione, questa, condivisa da un altro politologo di spessore esperto nelle <a href="https://x.com/vali_nasr/status/2028148062053421196">dinamiche della Repubblica Islamica, Vali Nasr,</a> secondo cui l&#8217;Iran mirerebbe a massimizzare il suo risultato puntando a &#8220;assorbire gli attacchi statunitensi e israeliani, mantenere la posizione e segnalare l&#8217;espansione della guerra&#8221;, come fatto attaccando le basi nei Paesi del Golfo. <strong>Sostanzialmente, il dilemma è tutto sui costi del conflitto: da un lato, quanti ne può sostenere l&#8217;Iran</strong> dopo anni di duri colpi subiti alla sua struttura apicale, al suo apparato militare, alla sua economia; dall&#8217;altro, quanti ne sono disposti a tollerare gli <strong>Stati Uniti, Israele</strong> e i Paesi della regione di fronte al rischio di una paralisi strutturale dell&#8217;economia e dei traffici.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iran’s aim now is to absorb US and Israeli attacks, hold its position and signal expansion of war, and wait for worried regional actors to mediate a ceasefire. They expect that if Trump does not get a quick win then he will look for an exit, and negotiations afterwards will be…</p>&mdash; Vali Nasr (@vali_nasr) <a href="https://twitter.com/vali_nasr/status/2027759630542086610?ref_src=twsrc%5Etfw">February 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><a href="https://amwaj.media/en/article/irans-war-of-survival-strategy-under-fire-and-the-question-of-the-endgame">Ali Hashem su <em>Amwaj</em> ha</a> del resto posto in essere una considerazione chiave: per l&#8217;Iran &#8221;&nbsp;la sopravvivenza del sistema rimane la priorità assoluta&#8221; e  &#8220;la strategia iraniana privilegia la sopravvivenza e la continuità, piuttosto che la prevalenza in ambito militare&#8221;. In sostanza, deve divenire <strong>troppo costoso per Washington e Tel Aviv obliterare la Repubblica Islamica</strong> e troppo dispendioso proseguire il conflitto, sottolineando che &#8220;il fatto che l&#8217;Iran sia riuscito a mantenere la sua campagna di ritorsione nonostante le perdite di leadership indica che la pressione non porterà alla paralisi strategica&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Assorbire i danni</h2>



<p>Morto Khamenei, il sistema ha provato a trasformarsi, con il segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale <strong>Ali Larijani</strong> a fare da playmaker e Richelieu del potere di Teheran e il <strong>triumvirato costituito dal presidente Masoud Pezeshkian</strong>, dal capo della magistratura <strong>Gholam-Hossein Mohseni-Eje&#8217;i</strong> e dall&#8217;ayatollah <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/alireza-arafi-chi-e-luomo-scelto-da-teheran-per-guidare-il-post-khamenei.html">Alireza Arafi</a></strong> a gestire la transizione. Basterà? Difficile dirlo. Il calcolo è di quelli spericolati, come spesso caratteristico di una leadership che ha navigato mezzo secolo con un ferreo controllo sull&#8217;Iran e un&#8217;ambiziosa strategia regionale oggi divenuta lotta per la sopravvivenza e battaglia esistenziale. </p>



<p><strong>Il punto di caduta per l&#8217;Iran</strong> è anche legato alla volontà americana di <a href="https://www.businessinsider.com/us-burned-through-more-tomahawks-iran-may-need-for-china-2026-3">esaurire le proprie scorte di missili, bombe, antiaerea e strumenti operativi avanzati</a> in un conflitto ad alta intensità. Washington deve potenziare i suoi arsenali e blindare quelli israeliani. Durerà di più la capacità dell&#8217;Iran di assorbire nuovi colpi e sostenerne i costi umani, politici e materiali o la volontà statunitense di proseguire questa manovra offensiva? <strong>Sono domande da tenere d&#8217;occhio con attenzione</strong> per sottolineare che <strong>il definitivo crac dell&#8217;Iran</strong> non è da dare per scontato. E che la prospettiva di una campagna dispendiosa va presa in considerazione.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/difesa-e-contrattacco-le-opzioni-per-liran-nella-guerra-contro-israele-e-usa.html">Difesa e contrattacco, le opzioni per l&#8217;Iran nella guerra contro Israele e Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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