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	<title>Guerra del vietnam Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 01 May 2025 15:40:16 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Guerra del vietnam Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Trump vuole boicottare il 50° anniversario della fine della guerra in Vietnam</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/trump-vuole-boicottare-il-50-anniversario-della-fine-della-guerra-in-vietnam.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 08:14:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra del vietnam]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti d'America]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/vietnam.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vietnam" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/vietnam.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/vietnam-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/vietnam-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/vietnam-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Donald Trump ha ordinato ai diplomatici americani in Vietnam, compreso l'ambasciatore, di non partecipare alle commemorazioni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-vuole-boicottare-il-50-anniversario-della-fine-della-guerra-in-vietnam.html">Trump vuole boicottare il 50° anniversario della fine della guerra in Vietnam</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/vietnam.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vietnam" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/vietnam.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/vietnam-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/vietnam-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/vietnam-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti, all’apice della loro potenza militare, scatenarono tutto il loro arsenale — tranne la bomba atomica — per cercare di schiacciare un movimento rivoluzionario che nasceva in un piccolo Paese contadino. Oggi, a cinquant&#8217;anni dalla caduta di Saigon, il <strong>30 aprile 1975</strong>, il Vietnam sta celebrando la fine della guerra e l’unificazione del Paese con un fitto programma di sfilate e feste nazionali. Ma la decisione dell&#8217;amministrazione di Donald Trump di boicottare ufficialmente le commemorazioni, vietando ai suoi diplomatici — incluso l&#8217;ambasciatore <strong>Marc Knapper</strong> — di partecipare agli eventi organizzati a Ho Chi Minh City, rischia di offuscare il valore storico di questo anniversario.</p>



<p>Non potranno presenziare alle celebrazioni, ai ricevimenti ufficiali e alle parate: un passo indietro nel difficile cammino della riconciliazione tra i due Paesi. Mentre i veterani statunitensi in visita in Vietnam sono stati avvertiti che dovranno organizzarsi autonomamente per partecipare a incontri pubblici e cerimonie. &#8220;È davvero un&#8217;occasione mancata&#8221;, ha commentato al<em> New York Times</em> John Terzano, veterano e cofondatore della Vietnam Veterans of America Foundation.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La normalizzazione con Clinton e Biden</h2>



<p>Il <strong>peso della guerra</strong> per gli Stati Uniti in quegli anni è stato impressionante: oltre <strong>58.000 morti</strong>, più di 300.000 feriti, e un costo economico stimato intorno a un terzo di trilione di dollari. Gli effetti si fecero sentire anche negli anni successivi, contribuendo alla stagflazione degli anni Settanta e alimentando una profonda frattura sociale tra élite politiche e cittadini.</p>



<p>Ma dalla normalizzazione diplomatica del 1995, con <strong>Bill Clinton</strong>, le relazioni tra Stati Uniti e Vietnam si erano evolute. Tutt&#8217;oggi il rapporto è definito &#8220;cooperativo e globale&#8221; dal Dipartimento di Stato, con un interscambio commerciale passato da 451 milioni di dollari nel 1995 a quasi 124 miliardi nel 2023. Nel 2023, durante una visita ufficiale di<strong> Joe Biden</strong>, è stato annunciato un&nbsp;<em>Comprehensive Strategic Partnership</em>&nbsp;che include anche cooperazione in materia di difesa, in funzione di contenimento dell&#8217;espansione cinese. Il Vietnam è una tigre economica di oltre 100 milioni di abitanti che potrebbe godere dei cascami della guerra commerciale tra Pechino e Washington.</p>



<p>La storia del Vietnam, peraltro, potrebbe calzare perfettamente con la <strong>retorica anti-sistema </strong>di Trump: il Vietnam del Nord non era il tassello di una monolitica offensiva comunista guidata da Mosca e Pechino, ma un movimento nazionalista che oggi, nonostante l&#8217;ideologia ancora comunista, <strong>è partner strategico degli Stati Uniti.</strong> La decisione dei <strong>falchi</strong> del Pentagono di intervenire massicciamente, per di più sotto una amministrazione Dem come quella di John F. Kennedy, potrebbe essere un racconto morale usato dall&#8217;attuale presidente per promuovere una politica più realista, o come monito per gli interventisti fanatici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una sconfitta da dimenticare</h2>



<p>Ignorare le celebrazioni di questi giorni significa non riconoscere questa<strong> evoluzione positiva</strong>. Significa anche indebolire simbolicamente un percorso, costruito in decenni di sforzi bipartisan, che ha trasformato un conflitto devastante in una relazione pacifica e proficua.</p>



<p>Le <strong>motivazioni</strong> della scelta di boicottaggio non sono ufficialmente chiare. Secondo alcuni analisti, il timore era quello di oscurare il traguardo dei 100 giorni del secondo mandato di Trump. Altri parlano invece della riluttanza dell’ex presidente di attirare l&#8217;attenzione su un conflitto che evitò di combattere grazie a un&#8217;esenzione medica. Più in profondità, sembra prevalere una visione semplicistica e a <em>somma zero</em> della storia: <strong>il Vietnam come &#8220;sconfitta&#8221; da dimenticare</strong>, invece che come una lezione costruttiva.</p>



<p>Ma la diplomazia non può ragionare per vincitori e vinti: come dimostra il mezzo secolo di relazioni Stati Uniti-Vietnam, anche da una guerra dolorosa può nascere una cooperazione vantaggiosa per entrambe le parti. Chi ha combattuto in Vietnam ricorda l’importanza di quei gesti simbolici che danno senso e chiusura a vicende tragiche.</p>



<p>In un’America lacerata come non mai da divisioni interne, partecipare, anche solo formalmente, a una commemorazione di pace avrebbe avuto un significato per il trumpismo che va oltre la diplomazia: quello di un movimento capace di maturare, riconoscendo i propri errori e costruendo ponti e non solo muri. Ha prevalso invece, ancora una volta, il nazionalismo dispettoso.</p>
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		<title>Prima la Francia, poi gli Usa. Ma il 30 aprile 1975 il Vietnam è finalmente libero</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/prima-la-francia-poi-gli-usa-ma-il-30-aprile-1975-il-vietnam-e-finalmente-libero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 06:57:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra del vietnam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 30 aprile 1975 il Vietnam è libero. 50 anni fa gli elicotteri Usa si alzavano in volo per portare via gli ultimi americani da Saigon.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/prima-la-francia-poi-gli-usa-ma-il-30-aprile-1975-il-vietnam-e-finalmente-libero.html">Prima la Francia, poi gli Usa. Ma il 30 aprile 1975 il Vietnam è finalmente libero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104736405_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588610-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>30 aprile 1975 </strong>il <strong>Vietnam </strong>è libero e indipendente. Esattamente 50 anni fa gli elicotteri <strong>Usa </strong>si alzavano in volo per portare via gli ultimi americani da Saigon, mentre le truppe nordvietnamite entravano nella città che sarebbe stata ribattezzata <strong>Ho Chi Min City</strong>. La guerra contro gli &#8220;imperialisti occidentali&#8221; era finalmente terminata. Ed era stata vinta. Dopo la <strong>Francia</strong>, infatti, anche gli <strong>Stati Uniti</strong> salutavano il Vietnam, un Paese diviso nel 1954 al termine della <strong>Prima Guerra d&#8217;Indocina (1946-1954)</strong> tra le forze coloniali francesi e i vietnamiti guidati da Ho Chi Minh, e che di lì a poco sarebbe stato riunificato sotto il nome di <strong>Repubblica Socialista del Vietnam</strong> con capitale Hanoi.</p>



<p><strong>Saigon</strong>, che fino a pochi anni prima deteneva il ruolo consolidato di capitale del Vietnam non comunista, era appena entrata in una nuova era. Generali, soldati, politici e funzionari pubblici che avevano sempre dettato legge in città erano evaporati come neve al sole. I nordvietnamiti erano pronti a riconquistare questo centro urbano anche a costo di combattere isolato per isolato. </p>



<p>Non ce ne sarebbe stato bisogno perché i combattimenti tra le forze comuniste e le ultime difese del Vietnam del Sud si consumarono fuori dalla città. E poi perché l&#8217;ultimo presidente sudvietnamita, il generale <strong>Duong Van Minh</strong>, aveva ordinato all&#8217;esercito di deporre le armi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104727567_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588671-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-465837" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104727567_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588671-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104727567_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588671-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104727567_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588671-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104727567_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588671-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104727567_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588671-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104727567_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588671.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La vittoria sui francesi</strong></h2>



<p>Dal 1957 in poi ogni 30 aprile in Vietnam si festeggia un doppio anniversario: quello della <strong>Liberazione del Sud</strong> e quello della <strong>Riunificazione Nazionale</strong>, ovvero una delle tappe più significative della storia moderna vietnamita. Per capire cosa era appena accaduto in questo Paese del Sud Est asiatico bisogna tornare indietro nel tempo. </p>



<p>La Francia colonizzò l&#8217;intera regione dell&#8217;<strong>Indocina</strong> (Vietnam, Laos, Cambogia) tra la fine dell&#8217;Ottocento e i primi del Novecento. Nel 1940, con Parigi alle prese con l&#8217;occupazione nazista in Europa, il Giappone invase l&#8217;Indocina francese, lasciando formalmente al potere l’amministrazione coloniale europea. Nel frattempo emersero diversi movimenti di resistenza locali, compreso il <strong>Viet Minh</strong>, la Lega per l’indipendenza del Vietnam, un movimento comunista e nazionalista per liberare il Vietnam fondato da <strong>Ho Chi Minh</strong>. </p>



<p>Con la sconfitta del <strong>Giappone </strong>nella Seconda Guerra Mondiale, il Viet Minh prese il controllo di Hanoi e il 2 settembre 1945, Ho Chi Minh proclamò l’indipendenza del Vietnam. La Francia non accettò l&#8217;indipendenza e cercò di riprendere il controllo del Paese. Seguirono otto anni di guerra e la clamorosa sconfitta di una potenza coloniale europea da parte di un esercito di liberazione asiatica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104617783_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_590137-1024x689.jpg" alt="" class="wp-image-465838" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104617783_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_590137-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104617783_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_590137-600x404.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104617783_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_590137-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104617783_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_590137-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104617783_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_590137-1536x1034.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104617783_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_590137.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La liberazione del Vietnam</strong></h2>



<p>Dopo la sconfitta francese nella <strong>battaglia di Dien Bien Phu</strong> vennero firmati gli <strong>Accordi di Ginevra</strong>. Il Vietnam veniva diviso temporaneamente lungo il 17esimo parallelo nel Vietnam del Nord (controllato dal Viet Minh comunista) e nel Vietnam del Sud (con un Governo anti comunista sostenuto da Francia e Stati Uniti). Nel 1956 si sarebbero dovute tenere elezioni nazionali per riunificare il Paese ma non successe niente del genere, in primis per l&#8217;opposizione del Sud (soprattutto statunitense) che temeva una schiacciante vittoria comunista.</p>



<p>Risultato: il sentimento anti occidentale crebbe fino ad arrivare alla guerra aperta tra il Vietnam del Nord e quello del Sud, ormai appoggiato dagli Usa, di fatto subentrati ai francesi e desiderosi di contenere l&#8217;espansione del comunismo. Washington avrebbe tuttavia miseramente fallito, così come anni prima avevano fallito i francesi. Il conflitto fu durissimo<a href="https://it.insideover.com/guerra/2-milioni-di-bombe-su-3-milioni-di-persone-cosi-gli-anni-del-vietnam-perseguitano-il-laos.html"> ma sfiancante</a>. Nel 1973 gli Stati Uniti firmarono gli <strong>Accordi di Parigi</strong> con il Vietnam del Nord: gli americani si sarebbero ritirati in cambio di un cessate il fuoco e del ritorno dei prigionieri di guerra. Tuttavia, il conflitto continuò tra Nord e Sud Vietnam fino al 1975. </p>



<p>&#8220;I comunisti governavano ancora di fatto gran parte delle campagne e si erano infiltrati a ogni livello del Governo sudvietnamita, dal palazzo presidenziale in giù. Furono i soldi americani, non la lealtà, a guidare lo sforzo bellico sudvietnamita. Senza alcuna prospettiva di aiuto americano, l&#8217;esercito sudvietnamita crollò nella primavera del 1975&#8221;, scriveva il <em>Time </em>ricordando quegli anni. Il 30 aprile del 1975 Saigon cadde definitivamente. E il <a href="https://it.insideover.com/economia/vietnam-cina-una-nuova-ferrovia-per-far-correre-la-manifattura-globale.html">Vietnam </a>si scopriva libero da ogni ingerenza occidentale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104600793_1d17c405bc09ef4f4e7fdeb22716423d-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-465839" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104600793_1d17c405bc09ef4f4e7fdeb22716423d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104600793_1d17c405bc09ef4f4e7fdeb22716423d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104600793_1d17c405bc09ef4f4e7fdeb22716423d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104600793_1d17c405bc09ef4f4e7fdeb22716423d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104600793_1d17c405bc09ef4f4e7fdeb22716423d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418104600793_1d17c405bc09ef4f4e7fdeb22716423d.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/prima-la-francia-poi-gli-usa-ma-il-30-aprile-1975-il-vietnam-e-finalmente-libero.html">Prima la Francia, poi gli Usa. Ma il 30 aprile 1975 il Vietnam è finalmente libero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Puff the magic dragon: non un cartone animato ma una cannoniera da 6 mila colpi al minuto</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/puff-the-magic-dragon-non-un-cartone-animato-ma-una-cannoniera-da-6-mila-colpi-al-minuto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 05:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra del vietnam]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Us Air Force (Usaf)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="652" height="389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Vietnam-War-Weapons-The-AC-47-Gunship-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Vietnam-War-Weapons-The-AC-47-Gunship-2.jpg 652w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Vietnam-War-Weapons-The-AC-47-Gunship-2-600x358.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Vietnam-War-Weapons-The-AC-47-Gunship-2-300x179.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 652px) 100vw, 652px" /></p>
<p>I primi esperimenti di cannoniere volanti risalgono all'inizio degli anni Sessanta. Un velivolo che ebbe la sua stagione di gloria in Vietnam. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/puff-the-magic-dragon-non-un-cartone-animato-ma-una-cannoniera-da-6-mila-colpi-al-minuto.html">Puff the magic dragon: non un cartone animato ma una cannoniera da 6 mila colpi al minuto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="652" height="389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Vietnam-War-Weapons-The-AC-47-Gunship-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Vietnam-War-Weapons-The-AC-47-Gunship-2.jpg 652w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Vietnam-War-Weapons-The-AC-47-Gunship-2-600x358.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Vietnam-War-Weapons-The-AC-47-Gunship-2-300x179.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 652px) 100vw, 652px" /></p>
<p>Oggi sono gli <strong>AC-130 Spectre</strong>, un tempo erano gli <strong>AC-47 Spooky</strong>. Ma il loro ruolo è rimasto lo stesso: portare il fuoco dall&#8217;aria per togliere dai guai le truppe di terra. Dalla Guerra del Vietnam alla guerra in Afghanistan, l&#8217;Aeronautica militare degli Stati Uniti ha sviluppato una serie di &#8220;cannoniere volanti&#8221; ad ala fissa per svolgere missioni di <strong>Supporto Aereo Ravvicinato</strong> alle forze di terra. Il primo aereo di questo tipo, il Douglas AC-47, dove AC sta per &#8220;Attack Cargo&#8221;, venne soprannominato &#8220;<em>Puff, il drago magico</em>&#8220;. Nel corso degli anni, la potenza di fuoco e le capacità di questi aerei sono state aumentate, raggiungendo l&#8217;apice con l&#8217;AC-130H, la cannoniera volante attualmente assegnata a diverse unità del Comando Operazioni Speciali della Forza Aerea degli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il &#8220;Drago magico&#8221; che terrorizzava i vietcong</strong></h2>



<p>Il loro compito era uno e uno soltanto: scatenare una pioggia di fuoco sui <strong>Viet Cong</strong> che erano soliti attaccare in massa gli avamposti e le posizioni stabilite dagli americani nella <strong>Guerra del Vietnam</strong>, o, se necessario, volere nelle notti più buie su coordinate dove unità speciali, come quelle del <strong>MACV-SOG</strong>, si erano spinte, per toglierle dai guai. Il supporto aereo ravvicinato alle truppe a terra, era l&#8217;ultima opzione. Poi si doveva necessariamente passare alla ritirata o rassegnarsi all&#8217;estremo sacrificio.</p>



<p>Per questo, quando da terra Navy Seal, Berretti Verdi o unità di vario genere sentivano l&#8217;avvicinarsi del rombo di un&#8217;elica a bassa quota, e assistevano allo <em>spettacolo </em>di una serie di raffiche di traccianti che somigliavano al fuoco sputato da un drago della mitologia, il morale tornava alto. E per questo gli trovarono quel buffo nome &#8220;<a href="https://theaviationist.com/2024/10/25/the-spooky-story-of-the-ac-47-gunship/">Puff the Magic Dragon</a>&#8220;: uno spettacolo di &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=IfrYisnEs3Q">luci notturne</a>&#8221; che faceva tornare in mente una <strong>canzone per bambini</strong> particolarmente popolare al tempo, cantata dal trio musicale Peter, Paul and Mary che, a quanto pare, non apprezzarono mai l&#8217;associazione.</p>



<p>La storia narra che l&#8217;idea di una &#8220;cannoniera volante&#8221; nacque dagli esperimenti condotti nel <strong>1964</strong> nell&#8217;ambito del Progetto Tailchaser, durante il quale delle telecamere fissate per &#8220;<em>registrare il tracciamento del bersaglio mantenendo l&#8217;aereo in una virata costante</em>&#8221; vennero sostituite, su quello che era un C-131, da una <strong>mitragliatrice Gatling</strong> GAU-2A piazzata fuori dal portellone del velivolo. La prova dimostrò che il pilota era in grado di &#8220;<em>colpire i bersagli con facilità volando in un modello circolare con forte inclinazione che consentiva di puntare il cannone e di saturare un&#8217;area relativamente piccola</em>&#8220;. Il Comando per le operazioni speciali dell&#8217;Us Air Force decise di portare avanti questa idea fissando sul longevo e affidabile bimotore da trasporto C-47, in un primo momento, <strong>tre &#8220;minigun&#8221; da 7,62 x 51 mm a sei canne</strong> in grado di sparare fino a <strong>6.000 colpi al minuto</strong>, per implementare la potenza di fuoco con delle Gatling GAU-2A e delle armi fissate sui <em>pod</em> alari in seguito.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dallo Spooky allo Spectre</strong></h2>



<p>Già durante la guerra del Vietnam, il C-130 Hercules fu individuato come velivolo da trasporto adeguato a sostituire gli <em>Spooky</em>, per aumentare l&#8217;operatività e la capacità di trasporto di munizioni. Nel 1967 il primo prototipo di <strong>gunship AC-130</strong> venne dotato di un telescopio per la visione notturna, di un dispositivo a infrarossi, e di una combinazione di minigun e cannoni rotanti collegati al computer di controllo del fuoco analogico. I <strong>cannoni automatici rotanti da 20 mm</strong> e il <strong>cannone Bofors da 40 mm</strong>, nelle diverse versioni, portarono gli AC-130 ad essere comunemente indicati con il nominativo &#8220;<strong>Spectre</strong>&#8220;.</p>



<p>La tattica impiegata dalle <a href="https://it.insideover.com/difesa/in-arrivo-laser-ad-alta-energia-per-la-cannoniera-volante-ac-130j.html">cannoniere volanti Spectre</a> continuò a basarsi su una <strong>virata a pilone</strong>, compiendo un ampio cerchio attorno al bersaglio per scaricare la tempesta di fuoco su coordinate prefissate. Nel corso degli anni gli AC-130 Spectre furano armati con cannoni Vulcan M61 da 20 mm, cannoni Bofors L/60 da 40 mm e un cannoni M137 da 105 mm. Mentre gli ultimi aggiornamenti si sono concentrati su un <strong>pacchetto di attacco di precisione</strong> che aumenti l&#8217;efficacia del tiro che, oggi come ieri, le unità d&#8217;avanguardia richiedono quando è necessario e decisivo un Supporto Aereo Ravvicinato di una gunship.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="632" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/AC-130_Training-1024x632.jpg" alt="" class="wp-image-448005" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/AC-130_Training-1024x632.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/AC-130_Training-600x370.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/AC-130_Training-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/AC-130_Training-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/AC-130_Training-1536x948.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/AC-130_Training.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Una cannoniera volante AC-130 Spectre aziona le sue contromisure flare</em></figcaption></figure>
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		<title>Storie &#8211; Lima 85: l&#8217;avamposto segreto della CIA per colpire i vietcong</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/storie-lima-85-lavamposto-segreto-della-cia-per-colpire-i-vietcong.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Aug 2024 07:23:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Central Intellicence Agency (Cia)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra del vietnam]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-Phou-Pha-Thi.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-Phou-Pha-Thi.jpg.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-Phou-Pha-Thi.jpg-300x180.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Una base avanzata e segreta della CIA per colpire in Laos venne spazzata via nel 1968 dai nordvietnamiti: rimase un segreto per molti anni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-Phou-Pha-Thi.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-Phou-Pha-Thi.jpg.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-Phou-Pha-Thi.jpg-300x180.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Pochi hanno sentito parlare del <strong>Lima Site 85</strong>, avamposto segreto creato dalla CIA in una remota altura del Laos durante la guerra in Vietnam per ospitare un nucleo di specialisti dell’aviazione riuniti in <em>clandestinità </em>al fine di &#8220;assistere&#8221; i raid condotti dagli aerei dell&#8217;Us Air Force e dell&#8217;Us Navy contro il sentiero di <strong>Ho Chi Min</strong>: la linea di rifornimento essenziale per i nordvietnamiti appoggiati da Unione Sovietica e Cina comunista che consentiva di infiltrarsi attraverso le montagne e sostenere con armi, munizioni e uomini, i <strong>vietcong  </strong>del Fronte Nazionale di Liberazione del <strong>Vietnam del Sud</strong>.</p>



<p>Questo raggruppamento di specialisti e ufficiali della CIA, poco armati e con addestramento al combattimento ridotto al minimo &#8211; si trattava di tecnici esperti, non di un <em>commando</em> con capacità operative &#8211; era posto sotto la protezione di miliziani laotiani che non riuscirono a respingere l’<strong>assalto dei nordvietnamiti</strong>. Abbandonati a se stessi, gli americani dovettero difendersi con i pochi fucili d&#8217;assalto M-16, granate e poche mitragliatrici leggere in attesa dell&#8217;evacuazione.</p>



<p>Se stiamo riparlando di questa storia dopo tanti anni, è perché il Pentagono ha annunciato di aver identificato alla fine di giugno i <strong>resti</strong> di <strong>uno dei caduti</strong>, il sergente <strong>David Price</strong>. Il ritrovamento è stato reso possibile grazie a una collaborazione con le autorità vietnamite che non hanno mai smesso di ispezionare Lima 85. Questa è la storia della CIA e di quel giorno di <em>guerra clandestina</em> combattuta in Laos.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La CIA in Laos</h2>



<p>La Cia <a href="https://www.cia.gov/resources/csi/static/fall-lima-site-85.pdf">in Laos</a> operava dal molto prima che la Guerra del Vietnam assumesse l&#8217;entità di una conflitto convenzionale come conseguenza dell&#8217;<a href="https://www.ilpost.it/2014/08/04/incidente-golfo-del-tonchino/">incidente del Golfo del Tonchino</a>. Agosto del 1964.  Nel 1965, la politica statunitense in <strong>Laos</strong> si era &#8220;evoluta in una strategia di guerra contro il Pathet Lao comunista&#8221; per &#8220;riprendere il controllo delle remote e montuose province settentrionali&#8221;, in particolare Louang Phrabang, scrivono gli storici dell&#8217;agenzia, che includeva quella che veniva considerata la strategica <strong>Piana delle Giare</strong> e la roccaforte comunista di Samneua, dove si trovava Phou Phathi, Montagna Sacra.</p>



<p>A causa delle &#8220;<strong>restrizioni imposte</strong> alla presenza e alle <strong>operazioni militari</strong> in Laos da accordi internazionali&#8221; che nell&#8217;ampliarsi della portata del conflitto in Vietnam si resero &#8220;sempre più irrilevanti&#8221;, la guerra in Laos, e non meno in<strong> Cambogia</strong>, divenne quasi esclusiva responsabilità della <strong>CIA</strong>. Che attraverso le sue tattiche di guerriglia operava più o meno segretamente per finanziare, armare e addestrare gruppi di armati per la contro-risurrezione da affiancare alla fazione reale fedele alle precedenti posizioni filo-occidentali, che aveva già subito un duro colpo nella <a href="https://it.insideover.com/storia/adieu-indochine-il-disastro-militare-francese-a-dien-bien-phu.html">guerra d&#8217;Indocina</a>. Le operazioni erano iniziare nel 1959 attraverso il rifornimento dei laotiani da parte della compagnia di trasporto aereo <strong>Air America</strong>. Segretamente gestita dalla CIA e già allora impiegata nelle operazioni <em>Ambidextrous</em>, <em>Hotfoot</em> e <em>White Star</em>, per addestrare le forze armate regolari del Laos.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="653" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-CIA-1024x653.jpg" alt="" class="wp-image-431213" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-CIA-1024x653.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-CIA-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-CIA-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-CIA-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-CIA.jpg 1330w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una base segreta per colpire Ho Chi Min </h2>



<p>La base codificata come Lima 85 era stata già oggetto di &#8220;attenzione&#8221; da parte dei nordvietnamiti, che cercarono di attaccarla a più riprese. Famoso il bombardamento lanciato nel gennaio del 1968 da quattro biplani di fabbricazione sovietica AN-2 che lanciarono &#8220;a gravità&#8221; colpi di mortaio, che si concluse con la mitica battaglia tra un aereo nordvietnamita e un elicottero <strong>UH-1D Huey</strong> di Air America che riuscì ad abbatterlo a colpi di Ak-47 dopo una brillante manovra. Ma perché era così importante?</p>



<p>Nel piccolo spiazzo di terra brulla contornato di baracche di lamiera verde oliva, designato come Site 85, gli americani avevano stabilito una base-radiofaro che guidava i piloti dei cacciabombardieri sull&#8217;obiettivo grazie all&#8217;istallazione nel 1966 di un&#8217;<strong>antenna TACAN</strong> (<em>Tactical Air Navigation</em>) e di un<strong> radar</strong> <strong>AN/TSQ-81 </strong>che erano in grado di fornire una stima precisa del punto di impatto delle bombe. Secondo le informazioni divulgate in seguito, il sito Lima 85 <strong>dirigeva il 55%</strong> di tutte le<strong> operazioni di bombardamento</strong> contro il <strong>Vietnam del Nord</strong>.</p>



<p>Gli specialisti dell&#8217;Us Air Force prestati alla CIA ma comunque inquadrati nel <em>1st Combat Evaluation Group</em>, erano niente altro che gli operatori radar addetti al funzionamento di questi due sistemi posti sotto la protezione di miliziani <strong>Hmong</strong> che erano stati addestrati e riforniti dagli americani. La CIA e il servizio informazioni della USAF si attendevano un attacco e avevano dei piani di evacuazione del personale se e quando il &#8220;rischio per il sito si fosse fatto troppo elevato&#8221;, oltre ad aver fornito una sommaria formazione sulla difesa ai radaristi.</p>



<p>Ciò nonostante, la sera del 10 marzo del 1968 un intenso fuoco di sbarramento d&#8217;artiglieria annunciò l&#8217;attacco in forze da parte dei nordvietnamiti e dei Pathet Lao laotiani, che avevano capito da tempo l&#8217;importanza di Lima 85 e per questo lanciarono alla conquista della posizione sul pendio ben 3 battaglioni. In complesso <strong>3.000 uomini</strong>. Tra loro c&#8217;erano anche dei <strong>disertori Hmong</strong> che avevano probabilmente fornito informazioni utili ad aggirare le posizioni difensive, affrontando il pendio dal versante migliore. L&#8217;evacuazione era prevista per l&#8217;alba come ultima ratio. Ma per molti non ci sarebbe stata nessuna alba.</p>



<p>Alla mezzanotte del 10 marzo i vietnamiti uccisero i primi operatori americani che si erano asserragliati nelle baracche difendendosi come potevano con le armi leggere dategli in dotazione, mentre richiedevano supporto aereo dando le coordinate delle posizioni nemiche che avevano circondato il pendio. Alle prime luci dell&#8217;alba elicotteri dell&#8217;Air America sorvolarono il sito 85 di Lima per iniziare l&#8217;evacuazione sotto la copertura di cacciabombardieri A-1 Skyraider dell&#8217;Us Air Force e i primi elicotteri di Air America evacuarono due ufficiali della CIA e 5 operatori sotto il fuoco. Era stata confermata la morte di 8 americani, mentre altri <strong>11 vennero dichiarati dispersi</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1012" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi-1012x1024.jpg" alt="" class="wp-image-431212" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi-1012x1024.jpg 1012w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi-600x607.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi-296x300.jpg 296w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi-768x777.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi.jpg 1265w" sizes="auto, (max-width: 1012px) 100vw, 1012px" /></figure>



<p>Non appena fu certo che Lima 85 era stata catturata, la struttura in cima alla montagna venne distrutta da un <strong>raid</strong> condotto <strong>dagli stessi bombardieri statunitensi</strong> che erano stati guidati per due anni dai radar. Tutti gli operatori, morti negli scontri a fuoco o catturati dai nordivietnamiti vennero riportati come <em>Pow</em> o <em>Mia</em>, rispettivamente prigionieri di guerra o dispersi in azione. Ma nessuno al Pentagono rivelò mai come erano andate veramente le cose. Lima 85 e la battaglia che aveva portato alla sua distruzione doveva rimanere una questione<strong> Top-Secret</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un segreto mantenuto a lungo</h2>



<p>L&#8217;intera operazione e il suo triste epilogo rimasero un segreto militare per molti anni. Fino al 1988. Il rapporto stilato dai nordvietnamiti, appreso e tradotto solo nel <strong>1998</strong>. Tutte le informazioni collegate e classificate. Compreso il conferimento di onorificenze. </p>



<p>Dopo la declassificazione del rapporto degli eventi legati a Lima Site 85 e alla battaglia che aveva portato alla completa distruzione della base e alla morte confermata di 13 membri della squadra &#8211; dichiarati falsamente come <em>missing in action</em> &#8211; che secondo i rapporti dovevano essere evacuati quando erano ormai chiare le intenzioni dei vietnamiti, i &#8220;fatti&#8221; del Lima Site 85 vennero ripresi in considerato e le azioni di questi &#8220;soldati segreti&#8221; prese in seria considerazione. A <strong>Richard&nbsp;Etchberger</strong> , morto l&#8217;11 marzo nella battaglia, venne conferita della <a href="https://www.limasite85.com/etchberger-cmsgt-richard">Medal of Honor </a>nel 2010. La più alta onorificenza concessa negli Stati Uniti.</p>



<p>Solo le visite e le <strong>ispezioni postbelliche </strong>al sito portarono all&#8217;identificazione delle spoglie mortati di alcuni operatori statunitensi, nel 2005 e nel 2012. L&#8217;ultimo è stato <a href="https://taskandpurpose.com/news/david-price-recovered-lima-site-85/">David Price</a>. Sergente dell&#8217;Us Air Force identificato nel giugno del <strong>2024</strong>. A cinquantaseienni dalla sua morte sotto il fuoco dei vietcong.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/storie-lima-85-lavamposto-segreto-della-cia-per-colpire-i-vietcong.html">Storie &#8211; Lima 85: l&#8217;avamposto segreto della CIA per colpire i vietcong</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Adieu Indochine&#8221;: il disastro militare francese a Dien Bien Phu</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/adieu-indochine-il-disastro-militare-francese-a-dien-bien-phu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 19:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito francese]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra del vietnam]]></category>
		<category><![CDATA[postcolonialismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1152" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Patrice-Le-Nepvou-de-Carfort-medecin-du-8e-Choc-soigne-les-blesses-pistePavie-DienBienPhu-Indochine-e1693397308955.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Patrice-Le-Nepvou-de-Carfort-medecin-du-8e-Choc-soigne-les-blesses-pistePavie-DienBienPhu-Indochine-e1693397308955.jpg 1152w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Patrice-Le-Nepvou-de-Carfort-medecin-du-8e-Choc-soigne-les-blesses-pistePavie-DienBienPhu-Indochine-e1693397308955-600x331.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Patrice-Le-Nepvou-de-Carfort-medecin-du-8e-Choc-soigne-les-blesses-pistePavie-DienBienPhu-Indochine-e1693397308955-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Patrice-Le-Nepvou-de-Carfort-medecin-du-8e-Choc-soigne-les-blesses-pistePavie-DienBienPhu-Indochine-e1693397308955-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Patrice-Le-Nepvou-de-Carfort-medecin-du-8e-Choc-soigne-les-blesses-pistePavie-DienBienPhu-Indochine-e1693397308955-768x424.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1152px) 100vw, 1152px" /></p>
<p>La storia dell'intervento francese in Indocina e le conseguenze devastanti che ebbe sulla regione, a partire dall'impegno americano in Vietnam</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/adieu-indochine-il-disastro-militare-francese-a-dien-bien-phu.html">&#8220;Adieu Indochine&#8221;: il disastro militare francese a Dien Bien Phu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1152" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Patrice-Le-Nepvou-de-Carfort-medecin-du-8e-Choc-soigne-les-blesses-pistePavie-DienBienPhu-Indochine-e1693397308955.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Patrice-Le-Nepvou-de-Carfort-medecin-du-8e-Choc-soigne-les-blesses-pistePavie-DienBienPhu-Indochine-e1693397308955.jpg 1152w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Patrice-Le-Nepvou-de-Carfort-medecin-du-8e-Choc-soigne-les-blesses-pistePavie-DienBienPhu-Indochine-e1693397308955-600x331.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Patrice-Le-Nepvou-de-Carfort-medecin-du-8e-Choc-soigne-les-blesses-pistePavie-DienBienPhu-Indochine-e1693397308955-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Patrice-Le-Nepvou-de-Carfort-medecin-du-8e-Choc-soigne-les-blesses-pistePavie-DienBienPhu-Indochine-e1693397308955-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Patrice-Le-Nepvou-de-Carfort-medecin-du-8e-Choc-soigne-les-blesses-pistePavie-DienBienPhu-Indochine-e1693397308955-768x424.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1152px) 100vw, 1152px" /></p>
<p><em>Béatrice</em>, <em>Gabrielle</em>, <em>Eliane</em>, <em>Dominique</em>, <em>Françoise</em>, <em>Isabelle</em>: questi i nomi in codice scelti per le colline di altissimo valore strategico su cui era basata la difesa dell&#8217;avamposto militare francese di <strong>Dien Bien Phu</strong>, in quella che fu e più non sarà l&#8217;Indocina francese. A sceglierli era stato un estroso ed egocentrico colonnello, De la Croix de Castries,&nbsp;comandante delle forze francesi schierate nel settore. Erano i nomi delle sue prostitute<em> predilette</em>.  </p>



<p>Era la primavera del 1954 in <strong>Indocina</strong> quando il contingente di rinforzo aviotrasportato nell&#8217;Operation Castore si attestava a difesa della spianata insieme al resto del Groupement Opérationnel du Nord-Ovest. Tredicimila uomini in tutto, un forza mista composta battaglioni di paracaduti dell&#8217;Armée de Terre, della <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/simbolo-legione-straniera-mano-legno-danjou-1906072.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legione Straniera</a></strong>, di &#8220;<em>tirailleurs</em>&#8221; algerini, e truppe scelte tai dam e marocchine, coadiuvati da pezzi di artiglieria e mezzi corazzati leggeri del tipo M-24 &#8220;Chafee&#8221; di produzione americana, ben trincerati in una rete di bunker e casematte.</p>



<p>L&#8217;obiettivo principale dei francesi era quello di occupare la zona in prossimità del confine con il Laos creando un aerosuperficie avanzata che potesse accogliere ulteriori rinforzi per tentare di riequilibrare le forze in campo e arginare i guerriglieri fedeli alla causa <strong>Viet Minh</strong>, intesi a collegarsi con formazioni ribelli laotiane per combattere e dissipare una volta per tutte il <strong>colonialismo francese</strong> in Indocina.</p>



<p>Negando l&#8217;indipendenza <em>tout court</em> al futuro Stato del Vietnam nel 1945, ma concedendone solo una limitata &#8211; il settore della difesa e la politica estera dovevano continuare a essere supervisionati dalla Francia &#8211; Parigi era diventata una <strong>potenza nemica</strong> e usurpatrice secondo il direttivo politico militare guidato dal nazionalista vietnamita<strong> Ho Chi Min</strong>, spinto da ideali marxisti leninisti. Ebbe così inizio una guerra decennale (appoggiata dalla Cina e dalla Urss) contro l&#8217;esercito francese visto come &#8220;occupante&#8221; del territorio che veniva considerato ufficialmente colonia francese dal 1887. </p>



<p>Il territorio comprendeva&nbsp;l&#8217;attuale <strong>Vietnam</strong>; il <strong>Laos</strong>, cui era stata accordata indipendenza nel 1949; e la <strong>Cambogia</strong>, a cui era stata accordata l&#8217;indipendenza nel 1953. Dal canto suo la Francia già in vista di abbandonare il campo data la condizione di instabilità raggiunta, intendeva limitarsi a &#8220;rafforzare&#8221; la sua posizione strategica-militare prima di sedere al <strong>tavolo dei negoziati</strong> per trovare quella che allora veniva definita &#8220;<em>un&#8217;uscita di scena onorevole</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una sconfitta che farà storia  </h2>



<p>Quella che doveva essere un&#8217;astuta <strong>mossa strategica</strong> per sbarrare la strada ai nazionalisti vietmin, si tramutò in una carneficina per le truppe francesi che, una volta perse le prime colline e di conseguenza la possibilità di utilizzare le due piste del campo d’aviazione &#8211; devastate dal tiro dell&#8217;artiglieria -, vennero <strong>cinte d’assedio</strong>. </p>



<p>Costrette a combattere una <a href="https://ospreypublishing.com/us/osprey-blog/2020/maps-of-decisive-phases-of-the-siege-of-dien-bien-phu/">battaglia di logoramento</a>, con un appoggio aereo insufficiente e l’impossibilità di ricevere ulteriori rinforzi, battuti notte e giorno dalla pioggia dei monsoni, i 56 giorni di combattimenti a Dien Bien Phu furano scanditi da assalti drammatici, sortite audaci, contrattacchi incapaci di ribaltare le sorti dello scontro che si concluse nella resistenza disperata, fino all’ultimo uomo, fino all’estremo sacrificio da parte di chi non accettava di arrendersi come i legionari a difesa di <em>Isabelle</em>.</p>



<p>Quando la prima <strong>offensiva vietnamita</strong> lanciata nella metà di marzo porto alla conquista, in soli quattro giorni, delle postazioni fortificate con i nomi in codice di<strong> </strong>Beatrice, Gabrielle e Anne Marie, la situazione si fece già disperata. Esse dominavano la parte settentrionale della valle a la mancanza di controllo di queste alture compromise l’integrità della base aereo-terrestre francese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Map_of_1954_Battle_in_Bunker_of_Colonel_de_Castries_-_Dien_Bien_Phu_-_Vietnam_48168741216-dimensioni-grandi-768x1024.jpeg" alt="La mappa della piazzaforte di Dien Bien Phu usata dal comandate francese De la Croix de Castries" class="wp-image-408726" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Map_of_1954_Battle_in_Bunker_of_Colonel_de_Castries_-_Dien_Bien_Phu_-_Vietnam_48168741216-dimensioni-grandi-768x1024.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Map_of_1954_Battle_in_Bunker_of_Colonel_de_Castries_-_Dien_Bien_Phu_-_Vietnam_48168741216-dimensioni-grandi-600x800.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Map_of_1954_Battle_in_Bunker_of_Colonel_de_Castries_-_Dien_Bien_Phu_-_Vietnam_48168741216-dimensioni-grandi-225x300.jpeg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Map_of_1954_Battle_in_Bunker_of_Colonel_de_Castries_-_Dien_Bien_Phu_-_Vietnam_48168741216-dimensioni-grandi.jpeg 960w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La mappa della piazzaforte di Dien Bien Phu usata dal comandate francese De la Croix de Castries</em></figcaption></figure>



<p>Una volta trincerate, le tre divisioni di vietmin agli ordine del generale <a href="https://www.wumingfoundation.com/giap/2013/10/vo-nguyen-giap/">Vo Nguyen Giap</a> impedirono ad ogni convoglio di rifornimenti di raggiungere l’avamposto francese via terra. Isolando la guarnigione che veniva lentamente dissanguata dai mortai e dagli assalti all’arma bianca. In aprile caddero le posizioni Eliane, e Hughette, e all’inizio di maggio le perdite registrate tra i francesi erano tali da aver compromesso ogni speranza di tenere la posizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fino all’ultimo uomo</h2>



<p>Con i difensori francesi indeboliti e impossibilitati a ricevere ogni tipo di rifornimenti, la terza offensiva condotta dai vietnamiti nella notte tra l&#8217;1 e il 2 maggio portò all’accerchiamento della “posizione principale” dove era il quartier generale che vedrà sventolare, il <strong>7 di maggio</strong>, la bandiera rossa con la stella dei vietnamiti, mentre il comandate della guarnigione francese veniva fatto prigioniero con i suoi ufficiali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="622" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Victory_in_Battle_of_Dien_Bien_Phu-1024x622.jpg" alt="" class="wp-image-408722" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Victory_in_Battle_of_Dien_Bien_Phu-1024x622.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Victory_in_Battle_of_Dien_Bien_Phu-600x365.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Victory_in_Battle_of_Dien_Bien_Phu-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Victory_in_Battle_of_Dien_Bien_Phu-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Victory_in_Battle_of_Dien_Bien_Phu.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I vietmin sventolano la bandiera dopo aver conquistato il quartier generale francese a Dien Bien Phu intorno alle 17:30 del 7 maggio 1954.</figcaption></figure>



<p>Quando tutto era definitivamente perduto, solo l’avamposto di Isabelle, ultimo caposaldo tenuto dai mille uomini della <strong>Legione straniera</strong>, continuò a combattere nella speranza di riuscire in una manovra evasiva. I legionari ai comandi del colonnello Leland rifiutavano di arrendersi e consegnare le insegne. Dopo aver esaurito tutte le scorte di munizioni, tentarono un&#8217;ultima sortita con il favore del buio: vennero trucidati tutti, fino all’ultimo uomo. La battaglia si era conclusa. Nella <em>valle dei fantasmi</em> giacevano tra il fango e le trincee devastate dalle granate ben cinquemila francesi caduti, in larga parte di paracadutisti e legione straniera. Ottomila erano i caduti tra le file dei viet che avevano raccolto una forza di 50mila uomini. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un epilogo non privo di conseguenze storiche<strong>&nbsp;</strong></h2>



<p>Nonostante il conflitto rientrasse, al pari dell’appena terminata guerra di Corea, nel più ampio scacchiere della Guerra fredda, il presidente americano <strong>Dwight</strong> <strong>Einsenhower</strong> negò l’<a href="https://history.state.gov/milestones/1953-1960/dien-bien-phu">intervento degli Stati Uniti </a>limitandosi per tutta la durata del conflitto a fornire solo ed esclusivamente assistenza finanziaria e logistica: quasi fosse un <em>affaire</em> che i francesi dovevano sbrigare da soli. </p>



<p>Questa decisione, giustificata dal diniego della <strong>Nato</strong> che riteneva inutile appoggiare una “causa persa&#8221;, e dalle nette conclusioni come quella del capo di stato maggiore dell’Us Army che riteneva lo scontro in Indocina un “<em>conflitto sbagliato nel posto sbagliato</em>&#8220;, proiettò gli americani verso una lenta discesa negli inferi della regione. Iniziata con una complessa <strong>guerra segreta</strong> gestita dalla Cia, che con anni di ritardo si sarebbe tramuta, un passo dopo l’altro, in un <a href="https://it.insideover.com/politica/cinquanta-anni-cambiava-volto-della-guerra-vietnam.html">conflitto</a> di grandi dimensioni destinato a concludersi con la più aspra sconfitta mai patita da Washington &#8211; che pure era interessata almeno quanto Parigi a frenare l&#8217;ingerenza del comunismo e Estremo oriente, e gestire le risorse presenti nella regione: stagno, petrolio, <strong>gomma</strong> e ovviamente riso.</p>



<p>La pesante sconfitta vide la delegazione francese e vietnamite &#8211; in presenza di mediatori di Stati Uniti e Cina &#8211; sedere al tavolo dei negoziati a Ginevra per discutere del futuro dell’Indocina. </p>



<p>I <strong>due accordi</strong> raggiunti riguardarono il <strong>cessate il fuoco </strong>che i francesi e i vietmin avrebbero dovuto rispettare nella temporanea divisione del paese lungo il 17° parallelo dove le forze francesi sarebbero rimaste nel sud e le forze di <strong>Ho Chi Minh</strong> avrebbero controllato il nord. Proprio come era avvenuto per la Corea del 38° parallelo, ma con confini meno netti e non così militarizzati; e la promessa che né il Nord filo-comunista né il Sud filo-occidentale avrebbero stretto alleanze con partiti esterni, per poi andare a elezioni 1956. Laos e Cambogia sarebbero dovute rimanere neutrali. La storia ci mostrerà il contrario e graduale mutare della condizioni di alleanza e supporto esterno.</p>



<p>L&#8217;8 maggio 1954 su <em>Le Figaro</em> comparve un <a href="https://www.cvce.eu/en/obj/the_sacrifice_from_le_figaro_8_may_1954-en-20b1ca32-9f89-4760-9407-20c1ac9ec78c.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondo</a> del direttore Pierre Brisson, che onorava il sacrificio dei soldati francesi ingannati dalla loro stessa patria, e giudicava duramente l&#8217;atteggiamento dei <strong>vertici comunisti francesi</strong>, accusati di aver compiuto una “marcia indietro miserabile” quando versarono lacrime d’occasione “per il massacro causato dalle armi che il comunismo ha messo nelle mani dei nemici”. “Il coraggio speso su questo sanguinoso pezzo di terra nel profondo della giungla, il valore del generale de Castries e le sue truppe, le imprese dei piloti e dei paracadutisti, il continuo sacrificio di vite umane, l&#8217;entusiasmo di questa disperata fraternità di volontari: tutto ciò che sappiamo della spietata battaglia condotta dagli uomini liberi contro le forze del fanatismo ha suscitato l&#8217;ammirazione universale e ci ha commosso nel profondo”, gridavano le pagine del quotidiano parigino. </p>



<p>Ma a nulla valse. Né a risvegliare nella Francia l’appoggio alla <strong>causa coloniale</strong>, in difesa di quei francesi che sarebbero presto dovuti fuggire dalle terre oltremare, né a riaccendere l’ardore necessario alle giovani generazioni per proseguire in quello che a tutti gli effetti era diventato un sogno anacronistico che s’infrangeva, in Indocina, in Nord Africa; lasciando ferite profonde nella vecchia potenza europea che ancora non ha finito di<strong> fare i conti</strong> con il suo <strong>passato imperialista</strong>.</p>



<p></p>
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		<title>Dal Vietnam alla Russia, l&#8217;eredità diplomatica di Kissinger</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dal-vietnam-alla-russia-eredita-diplomatica-kissinger.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra del vietnam]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=380103</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kissinger a sorpresa in Cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 27 gennaio 1973 Henry Kissinger, allora consigliere per la Sicurezza Nazionale del presidente Usa Richard Nixon, celebrò la sua più grande pietra miliare diplomatica con gli Accordi di Parigi che posero fine all&#8217;intervento americano in Vietnam senza per questo pregiudicare la posizione e, soprattutto, l&#8217;immagine di Washington. L&#8217;allora 50enne studioso e diplomatico americano è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-vietnam-alla-russia-eredita-diplomatica-kissinger.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-vietnam-alla-russia-eredita-diplomatica-kissinger.html">Dal Vietnam alla Russia, l&#8217;eredità diplomatica di Kissinger</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kissinger a sorpresa in Cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230113134952322_292f5d76b6f0742a7904c2cfe7b1e743-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 27 gennaio 1973 <strong>Henry Kissinger</strong>, allora consigliere per la Sicurezza Nazionale del presidente Usa Richard Nixon, celebrò la sua più grande pietra miliare diplomatica con gli Accordi di Parigi che posero fine all&#8217;intervento americano in Vietnam senza per questo pregiudicare la posizione e, soprattutto, l&#8217;immagine di Washington. L&#8217;allora 50enne studioso e diplomatico americano è oggi il quasi centenario esperto e vecchio saggio, interprete della dottrina del <strong>realismo</strong>, che chiede all&#8217;Occidente e alla Russia di concludere un negoziato sull&#8217;Ucraina ed evitare di calpestare le reciproche linee rosse. Ieri come oggi agendo in funzione di una visione imperiale della geopolitica e del pragmatismo più schietto.</p>



<p>Dialogando con il leader politico nordvietnamita Le Duc Tho, Kissinger trattò dall&#8217;insediamento dell&#8217;amministrazione Nixon in avanti cercando una <strong>via d&#8217;uscita per Washington</strong> a una guerra che si era rivelata dispendiosa e foriera di grandi sconvolgimenti. Nella consapevolezza, non colta da molti membri dell&#8217;establishment Usa, che le decine di migliaia di morti in Vietnam non valessero la pena del sostegno alla repressione anticomunista nel Vietnam del Sud fino alla vittoria finale e che l&#8217;obiettivo strategico di impantanare le forze rivoluzionarie in Asia meridionale e mostrare agli alleati e ai rivali regionali la determinazione dell&#8217;America a combattere fosse stato raggiunto.</p>



<p>Inoltre, Kissinger era stato l&#8217;uomo dei viaggi in <strong>Cina</strong>, dell&#8217;apertura al dialogo con la Repubblica Popolare e il disgelo con il regime di Mao Zedong. Pragmaticamente, aveva capito che la vera partita si giocava a Pechino, non ad Hanoi o Saigon. E da sostenitore della <em>realpolitik</em>, Kissinger ha svolto un ruolo dominante nella politica estera degli Stati Uniti grazie agli incontri con Zhou Enlai e il passaggio alla nuova frontiera della diplomazia in senso antisovietico. </p>



<p>In seguito, però, fu anche l&#8217;interprete della distensione e degli<strong> Accordi di Helsinki </strong>del 1975 da Segretario di Stato di Gerald Ford. Un uomo capace di mischiare <em>soft power</em> e diplomazia a un uso spregiudicato della linea &#8220;dura&#8221; in politica estera: nel discorso di Kissinger sulla stabilità rientrano anche le mosse compiute a favore del <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/salvador-allende-il-marxista-incompreso.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">golpe cileno del 1973</a></strong> o dei bombardamenti sul Vietnam del Nord per accelerare la conferenza di Parigi l&#8217;anno precedente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lezione di Kissinger sulla Russia</h2>



<p>Ciò che si può trarre dalle mosse di Kissinger e dai suoi moniti odierni sui rischi di un&#8217;escalation con la Russia è chiara: gli Stati Uniti devono ragionare da<strong> potenza imperiale</strong>, da <em>primus inter pares</em>, cercando il dialogo diretto con gli attori pivotali ed evitando che le tensioni alle periferie si scarichino nel centro politico e diplomatico. Una visione alla Metternich della diplomazia che presuppone un ruolo naturale delle potenze maggiori come custodi e gendarmi della stabilità complessiva dell&#8217;ordine globale. In cui si può competere nelle regole generali del &#8220;concerto tra le potenze&#8221;. Questo informa appieno la visione sistemica di Kissinger riguardo la stabilità planetaria, ieri come oggi.</p>



<p>All&#8217;alba dei cento anni il diplomatico divenuto filosofo della politica internazionale si è rilanciato come vecchio saggio della stabilità internazionale, ammonendo Washington e Mosca che la stabilità in Ucraina è cruciale per l&#8217;ordine mondiale ed è loro responsabilità garantirla. Per comprendere i rischi a cui il mondo va incontro, Kissinger a dicembre ha usato la metafora della corsa alla <strong>Grande Guerra</strong> nel 1914 in un articolo <a href="https://www.spectator.co.uk/article/the-push-for-peace/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicato sullo <em>Spectator</em>:</a> &#8220;La prima guerra mondiale è stata una sorta di suicidio culturale che ha distrutto l&#8217;eminenza dell&#8217;Europa. I leader europei sono stati sonnambuli – secondo le parole dello storico Christopher Clark – in un conflitto in cui nessuno di loro sarebbe entrato se avessero previsto il mondo alla fine della guerra nel 1918&#8221;, ha scritto l&#8217;ex segretario di Stato. </p>



<p>&#8220;Il mondo di oggi si trova a un punto di svolta paragonabile in Ucraina&#8221;, ha notato <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/henry-kissinger-lo-stratega-che-ha-cambiato-il-mondo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kissinger</a>, per il quale &#8220;si avvicina il momento di costruire sui <strong>cambiamenti strategici</strong> che sono già stati compiuti e di integrarli in una nuova struttura verso il raggiungimento della pace attraverso il negoziato&#8221;. Una versione odierna del <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/passato-e-realpolitik-le-chiavi-per-risolvere-la-guerra-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Congresso di Vienna</a></strong>, negoziato tra imperi e potenze in nome del realismo secondo cui l&#8217;abboccamento con un rivale è meglio della mutua distruzione assicurata. Perché il mondo del confronto, anche aspro, ma prevedibile è, secondo Kissinger, migliore di qualsiasi forma di imprevedibilità. Contro il cui sdoganamento da tempo avverte i principali leader mondiali. A Parigi come sull&#8217;Ucraina, seguendo la stella polare del realismo che ritiene la più funzionale all&#8217;interesse nazionale americano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-vietnam-alla-russia-eredita-diplomatica-kissinger.html">Dal Vietnam alla Russia, l&#8217;eredità diplomatica di Kissinger</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Programma Phoenix, fino all&#8217;ultimo Viet Cong</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/programma-phoenix-fino-all-ultimo-viet-cong.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2022 15:49:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra del vietnam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1372" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/LP_5392045.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/LP_5392045.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/LP_5392045-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/LP_5392045-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/LP_5392045-1024x732.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra del Vietnam ha rappresentato uno dei capitoli più importanti della Guerra fredda e, a latere, dell&#8217;intera storia novecentesca. Tra le giungle dell&#8217;Indocina fu combattuto il più lungo, esteso e sanguinoso conflitto per procura tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Che si concluse, come è noto, con la (sudata) vittoria di quest&#8217;ultima. Gli Stati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/programma-phoenix-fino-all-ultimo-viet-cong.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/programma-phoenix-fino-all-ultimo-viet-cong.html">Programma Phoenix, fino all&#8217;ultimo Viet Cong</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1372" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/LP_5392045.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/LP_5392045.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/LP_5392045-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/LP_5392045-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/LP_5392045-1024x732.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>guerra del Vietnam</strong> ha rappresentato uno dei capitoli più importanti della<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-guerra-fredda.html"> Guerra fredda</a> e, a latere, dell&#8217;intera storia novecentesca. Tra le giungle dell&#8217;Indocina fu combattuto il più lungo, esteso e sanguinoso conflitto per procura tra <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Unione Sovietica</strong>. Che si concluse, come è noto, con la (sudata) vittoria di quest&#8217;ultima.</p>
<p>Gli Stati Uniti alla fine si ritirarono, su suggerimento di<a href="https://it.insideover.com/schede/storia/henry-kissinger-lo-stratega-che-ha-cambiato-il-mondo.html"> Henry Kissinger</a>, ma soltanto dopo aver percorso ogni via ritenuta praticabile e dopo aver impiegato ogni arma. Si ritirarono, sì, ma lasciando a <strong>Ho Chi Minh</strong> l&#8217;onere di ripulire il terreno da oltre venti milioni di galloni di erbicidi e da più di 325mila tonnellate di napalm. Si ritirarono dopo aver raso al suolo il 6% dell&#8217;intero territorio boschivo vietnamita. E dopo aver sterminato buona parte dei Viet Cong nel corso del<strong> programma Phoenix</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/programma-phoenix-fino-all-ultimo-viet-cong.html">Programma Phoenix, fino all&#8217;ultimo Viet Cong</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Intensità</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/academy/intensita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia alberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2022 07:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[fotoreportage]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra del vietnam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2436" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-300x286.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-1024x975.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-768x731.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-1536x1462.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-2048x1949.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Questo reportage è tra i vincitori del corso di fotografia della Newsroom Academy con Ivo Saglietti. Avevo sentito spesso parlare del Vietnam. Non solo a causa della guerra, ma anche attraverso i racconti di coloro che avevano già visitato il Paese. Tutti pareri positivi. Avevano ragione: i vietnamiti infatti sono gentili, a tratti timidi, un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/academy/intensita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2436" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-300x286.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-1024x975.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-768x731.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-1536x1462.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Claudia-Alberti_16_Saigon_Modella-2048x1949.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div
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                        25.05.2022
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                    Intensità
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                        Questo reportage è tra i vincitori del corso di fotografia della Newsroom Academy con Ivo Saglietti. Avevo sentito spesso parlare del Vietnam. Non solo a causa della guerra, ma anche attraverso i racconti di coloro che avevano già visitato il&#8230;
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                Claudia Alberti
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<p><em><strong>Questo reportage è tra i vincitori del corso di fotografia della Newsroom Academy con <a href="https://it.insideover.com/courses/tre-giorni-con-ivo-saglietti">Ivo Saglietti</a>.</strong></em></p>



<p>Avevo sentito spesso parlare del Vietnam. Non solo a causa della guerra, ma anche attraverso i racconti di coloro che avevano già visitato il Paese. Tutti pareri positivi. Avevano ragione: i vietnamiti infatti sono gentili, a tratti timidi, un po’ chiusi. Hanno un misto di rassegnazione e voglia di emergere, anche se non sono ancora abituati ai turisti. Ho deciso di iniziare il mio reportage partendo dal Museo della guerra di Ho Chi Minh, dove sono conservate le fotografie&nbsp;che testimoniano un passato doloroso che, ancora oggi, permea le vite delle persone. Durante la guerra, infatti, il cosiddetto “agente orange”, ovvero le bombe al fosforo e al napalm, hanno causato malformazioni e danni alle persone. Le conseguenze di tutto questo, purtroppo, sono ancora oggi visibili.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-1-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-387261" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-1-683x1024.jpeg 683w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-1-200x300.jpeg 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-1-768x1152.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-1-1024x1536.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-1.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Fotografie della guerra esposte al Museo della Guerra di Ho Chi Minh, Vietnam</figcaption></figure>



<p>Considero la guerra un momento tragico della storia del Vietnam, ma anche un punto di partenza. Il momento in cui il Paese ha dovuto trovare la forza per rinascere dalle macerie. Adesso ad Hanoi stanno sorgendo nuove costruzioni che creano un forte contrasto tra il vecchio e il nuovo. Simbolo di una rinascita e di una modernità che avanza e si allinea con il resto del mondo.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-2-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-387262" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-2-683x1024.jpeg 683w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-2-200x300.jpeg 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-2-768x1152.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-2-1024x1536.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-2.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Hanoi, Vietnam</figcaption></figure>
</div>


<p>Ad Hanoi la vita scorre in strada. Dalle abitudini giornaliere –&nbsp;giocare, cucinare, fare conversazione – a quelle notturne. Sul marciapiede si svolgono tutte le attività. C’è spazio per tutti.</p>



<p>Il mezzo di trasporto più usato in Vietnam è lo scooter, in tutte le sue declinazioni. Sfreccia su tutte le strade da nord a sud. Da ogni angolo. È usato per il trasporto e viene caricato di qualsiasi tipo di oggetto: uova, cappelli vietnamiti, valigie, bottiglie di acqua. Ogni mercanzia è trasportabile con lo scooter.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-3-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-387263" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-3-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-3-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-3-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-3-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-3-2048x1366.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-3.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Famiglia in motorino. Ho Chi Minh, Vietnam</figcaption></figure>
</div>


<p>Dalla bimba sulla sua seggiolina rossa in attesa paziente di qualcosa o qualcuno, dall’uomo seduto su una sedia sul marciapiede alla laboriosità vietnamita. Una manualità diffusa, dall’aggiustare motorini in botteghe un po’ disordinate, alla vendita di fiori in strada e in botteghe, al barbiere in strada,&nbsp;ai ricami su stoffe, alla produzione di quadri in laboratori con vendita annessa e sotto lo sguardo del “capo”. Quello vietnamita è un popolo laborioso e orgoglioso.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-4-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-387264" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-4-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-4-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-4-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-4-1536x864.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-4-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/viet-4.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Donne sul posto di lavoro. Tra Hanoi e Hue, Vietnam</figcaption></figure>
</div>


<p>Il mio viaggio è proseguito lungo il Mekong, ricco di limo, visitando qualche villaggio a bordo di una Apecar. Dall’allevamento di galline, alla produzione di scope, alla lavorazione delle noci di cocco, alla produzione di caramelle e liquori siamo stati accolti per un tè in una casa sulle rive del fiume. Ruralità e semplicità, qualche dolcetto, un sorriso. E, finalmente, una foto dell’interno della casa dove è appesa una foto di famiglia con il capo famiglia in versione prima e dopo.&nbsp;</p>


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                                    Claudia Alberti
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		<item>
		<title>L&#8217;epopea del B-52: dal Vietnam ai teatri di guerra post 2050</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lepopea-del-b-52-dal-vietnam-ai-teatri-guerra-post-2050.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2018 17:37:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[b-52]]></category>
		<category><![CDATA[Bombardiere B-21]]></category>
		<category><![CDATA[Bombardieri nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra del vietnam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/B52.climbout.arp_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/B52.climbout.arp_.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/B52.climbout.arp_-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/B52.climbout.arp_-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/B52.climbout.arp_-1024x732.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Incredibile a dirsi, ma i piloti dell&#8217;US Air Force destinati in futuro ai bombardieri B-52 &#8220;Stratofortress&#8221; che voleranno fino 2050, potrebbero sedere sugli stessi aerei sul quale volavano i loro nonni. Una longevità operativa straordinaria quella del bombardiere &#8220;simbolo&#8221; della superpotenza aerea a stelle e strisce, che attraverso una seria di ammodernamenti, porterà la flotta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/lepopea-del-b-52-dal-vietnam-ai-teatri-guerra-post-2050.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/B52.climbout.arp_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/B52.climbout.arp_.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/B52.climbout.arp_-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/B52.climbout.arp_-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/B52.climbout.arp_-1024x732.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Incredibile a dirsi, ma i piloti dell&#8217;US Air Force destinati in futuro ai bombardieri B-52 &#8220;Stratofortress&#8221; che voleranno fino 2050, potrebbero sedere sugli stessi aerei sul quale volavano i loro nonni. Una longevità operativa straordinaria quella del bombardiere &#8220;simbolo&#8221; della superpotenza aerea a stelle e strisce, che attraverso una seria di ammodernamenti, porterà la flotta di bombardieri strategici dell&#8217;Usaf a prestare servizio per <strong>poco meno di un secolo</strong>: dagli albori della Guerra Fredda ai conflitti del futuro, passando per <strong>Vietnam</strong>,<strong> Iraq</strong> e <strong>Siria</strong>. Sempre sulle teste del nemico, pronti a svolgere il loro compito: strike con munizionamento convenzionale e deterrenza nucleare (all&#8217;occorrenza, nel passato).</p>
<p>Quello che è noto in tutta l&#8217;Air Force con il soprannome di Buff -&#8220;<strong>Big Ugly Fat Fellow</strong>”( grande brutto grasso fellone) , un bestione lungo quasi 50 metri, volerà più a lungo della vita dei suoi piloti e delle più longeve piattaforme di tutta l&#8217;Aeronautica americana ( <a href="http://www.occhidellaguerra.it/38476-2/">come gli A-10<em>Thunderbolt</em></a> ) .</p>
<p>Una serie di perfezionamenti e aggiornamenti che si susseguono <strong>dai tempi dell&#8217;amministrazione Kennedy</strong>, fino all&#8217;ok dell&#8217;amministrazione Obama e di quella Trump, e vedono estendere l&#8217;operatività di una flotta di oltre 70 bombardieri strategici a lungo raggio attraverso la dotazione di nuovi motori che aumenteranno di oltre il 30% la loro autonomia; di componenti elettronici che ne migliorino la precisione sull&#8217;obiettivo, e aggiornamenti per i sistemi d&#8217;arma e per i loro alloggiamenti, per incrementare la loro portata e permettergli di trasportare ogni genere di munizionamento, da un continente all&#8217;altro, in ogni momento.</p>
<p></p>
<p>Il bombardiere strategico pesante <strong>B-52</strong>, otto turbogetti che portano per un range operativo di 16mila chilometri 5 membri d&#8217;equipaggio e 31mila chilogrammi di bombe,<strong> è sopravvissuto a tutto</strong> e ha volato nei cieli di quasi tutti i teatri che hanno visto il coinvolgimento degli Stati Uniti; fino a divenire il simbolo numero uno della loro supremazia. Modificati all&#8217;epoca del Vietnam per sganciare bombe convenzionali durante l&#8217;operazione<em>Arc Light,</em>dove hanno dimostrato di poter volare anche a bassa quota per penetrare le difese nemiche e lanciare bombe guidate, furono adattati per lanciare missili anti-nave Harpoon, rilasciare mine navali per creare campi minati in mare, e addirittura fornire un supporto aereo ravvicinato alle forze di terra. Hanno addirittura <strong>abbattuto due caccia MiG-21</strong> nei cieli del Vietnam: quando gli armieri hanno messo mano al cannoncino da 20mm installato in coda per la difesa anti-aerea. Degli originari 102 B-52H costruiti tra il 1961 e il 1962, 76 sono ancora in volo con la riserva del<strong> Global Strike Command</strong> e con l&#8217;US Air Force. Ventiquattro andarono persi nel conflitto del Vietnam. Mentre due velivoli furono vittime di incidenti durante esercitazioni con armi nucleari a bordo.</p>
<p><strong>L&#8217;ammodernamento per volare fino al 2050</strong></p>
<p>Per mantenere operativa la flotta dei &#8220;felloni&#8221;, che hanno ricevuto <strong>il battesimo dell&#8217;aria nel 1955</strong> (versione B) l&#8217;U.S. Air Force sta intraprendendo una serie di importanti aggiornamenti che potrebbero dare a tutti i velivoli versione &#8220;H&#8221; altri 30 anni di servizio. Secondo il Pentagono, il miglioramento chiave sarà il <em>re-engining</em> della motoristica del bombardiere, che opera ancora otto motori originali Tf-33-103, che consumano un enorme quantità di carburante e iniziano a dare problemi quando necessitano di pezzi di pezzi di ricambio. Per questo verranno rimpiazzati con il motore Pw-815 utilizzato sugli aerei civili Gulfstream G500.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;Air Force vorrebbe procedere inoltre alla sostituzione del radar strategico <a href="http://aviationweek.com/site-files/aviationweek.com/files/uploads/2015/03/asd_03_12_2015_dossier11.pdf">Apq-166</a> con una versione aggiornata che gli permetta di svolgere più efficacemente missioni a bassa quota. Per quanto riguarda gli armamenti, i B-52H verranno modificati per il trasporto o il lancio di bombe a guida satellitare Jdam e i missili di supporto aria-superficie (Jassm). Gli Stratofortress possono trasportare missili sia nei vani interni, sia su piloni alari, per un totale, ad esempio di 20 missili di attacco di precisione. Ulteriori aggiornamenti riguarderanno l&#8217;avionica, l&#8217;abitacolo dell&#8217;equipaggio e i sistemi di bordo e  le apparecchiature di comunicazione a bassa ed altissima frequenza per missioni sia convenzionali e nucleari.</p>
<p><strong>Quale futuro per i B-52?</strong></p>
<p>Nonostante questo inaspettato prolungamento di carriera, il B-52 rimane in ogni caso un enorme bestione con un&#8217;apertura alare di 50 metri e un carico esterno che lascia un enorme firma radar su qualsiasi rete di difesa anti-aerea; anche non dotata di sistemi di ultima generazione. In che modo dunque l&#8217;Usaf &#8211; impegnata nello sviluppo di strategie come i &#8220;droni gregari&#8221;, e nello sviluppo dei<a href="http://www.occhidellaguerra.it/questanno-sara-decisivo-per-il-nuovo-bombardiere-americano-b-21/"> nuovi bombardieri stealth B-21</a>, o concentrata sulle capacità di strike strategici dell&#8217;F-35 &#8211; pensa di impiegare gli Stratofortress nelle guerre del futuro?</p>
<p></p>
<p>Le opzioni sono strettamente collegate all&#8217;impiego di piattaforme di ultima generazione come gli F-35, che si introducano furtivamente nella rete di difesa nemica, eliminando i bersagli &#8220;focali&#8221; per poi segnalare con i loro sensori avanzati il grosso degli obiettivi da bersagliare con missili teleguidati alle formazioni di bombardieri pesanti in volo a centinaia di chilometri dalla &#8220;zona calda&#8221;. O, più essenzialmente, quella di rendere il B-52H una <strong>piattaforma a lungo raggio per il lancio dall&#8217;aria di armi ipersoniche</strong> come i missili Arrow e Hacksaw.</p>
<p>La flotta di B-52H dell&#8217;US Air Force avrà circa 90 anni nel 2050, e probabilmente il ruolo di questo storico <strong>simbolo della supremazia aerea americana</strong> verrà destituito dalla prima linea, a favore dei <em>Raider</em> e degli <em>Spirit.</em> Forse allora il vecchio <em>Fellone</em> non rappresenterà più la supremazia aerea a stelle strisce; non tanto perché nel frattempo, nel teatro mondiale che vede le potenze in ascesa investire molto sul futuro della tecnologia aeronautica, quella supremazia potrebbe non appartenere più agli Stati Uniti, ma solo perché i teatri e le necessità operativa saranno sostanzialmente cambiati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lepopea-del-b-52-dal-vietnam-ai-teatri-guerra-post-2050.html">L&#8217;epopea del B-52: dal Vietnam ai teatri di guerra post 2050</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Oggi la voce del Vietnam  salva la vita ai veterani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/oggi-la-voce-del-vietnam-salva-la-vita-ai-veterani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 07:17:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra del vietnam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="895" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Saigon.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Saigon.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Saigon-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Saigon-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Saigon-1024x573.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Saigon-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>A Saigon sbarca insieme a Bob Hope e al governatore della California Pat Brown due giorni prima di Natale, anno millenovecentosessantacinque, con il sorriso che ha nelle locandine dei film, il vestitino rosa e la coda di cavallo da collegiale, sottile e decorativa come la copertina di una rivista patinata. Ha 24 anni e sembra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/oggi-la-voce-del-vietnam-salva-la-vita-ai-veterani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="895" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Saigon.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Saigon.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Saigon-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Saigon-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Saigon-1024x573.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Saigon-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><p>A Saigon sbarca insieme a Bob Hope e al governatore della California Pat Brown due giorni prima di Natale, anno millenovecentosessantacinque, con il sorriso che ha nelle locandine dei film, il vestitino rosa e la coda di cavallo da collegiale, sottile e decorativa come la copertina di una rivista patinata. Ha 24 anni e sembra venir fuori da una favola di Perrault o dalle pubblicità dei dentifrici, non è mai uscita dagli Stati Uniti, tranne una volta per andare in Messico, non sa ancora che dal Vietnam non tornerà più.</p>
<p>All&#8217;inizio non la prendono sul serio: non è abbastanza famosa, le dicono, per trasmettere ai soldati in Vietnam, l&#8217;orgoglio della Patria, non è Raquel Welch, non è Liz Taylor non è Jane Fonda che in Vietnam ci va ma per farsi le foto con i vietcong. Chris Noel è stata la ragazza di Elvis Presley e di Richard Chamberlein, i suoi film si intitolano Girl happy o Honeymoon hotel, genere Sapore di mare, è più pin up che diva, più baywatch che signora Robinson. Ai ragazzi però piace e quei ragazzi piacciono a lei. Smette di sorridere solo quando la portano a visitare gli ospedali da campo. Sono troppo quei viaggi al termine della notte, quei ragazzi rapati a zero dalla carne martoriata, quegli sguardi muti che si perdono in occhi troppo grandi. Non pensava, lei ragazza dei beach movie e dei poster della Kodak, che il mondo fosse così brutto e la vita giovane così fragile e provvisoria. La guerra dei diciannovenni la chiamavano quella guerra, perché il Vietnam «is a young man&#8217;s game». Smette di sorridere ma sceglie di restare.</p>
<p></p>
<p>Ha una bella voce, è spigliata, disinvolta e i ragazzi l&#8217;amano così com&#8217;è. Le chiedono se vuole lavorare per la radio, è la prima dj delle forze armate americane, le sue trasmissioni su AfVn, A Date with Chris, «Appuntamento con Chris», registrate a Los Angeles e trasmesse ogni giorno in Vietnam fino al 1971, sono fiori nei cannoni dei soldati: legge le lettere dal fronte, i messaggi delle fidanzate, porta i baci delle mamme, è la voce di casa. Il suo «Hy, Love&#8230;» arriva più forte del Good Morning Vietnam di Adrian Cronauer, e quando torna in trincea, e ci torna tante volte, ha una carezza per tutti, si siede sulle loro ginocchia, canta «Gary&#8230; Rodney&#8230; Ralph&#8230; I love you», un po&#8217; mamma e un po&#8217; fidanzata lei stessa di ragazzi che a casa, in tanti, torneranno solo dentro la plastica chiusa da uno zip. Non ha più paura di visitare gli ospedali, mangia il rancio dei soldati, raggiunge i posti più remoti del Vietnam, rischia di morire su un elicottero che prende fuoco, torna a casa anche lei, come un soldato, con il «post traumatic stress demorder».</p>
<p>É tenera, carina, micidiale, per questo pericolosissima. La contropropaganda vietcong le mette di fronte un clone, uguale e contrario, «Hanoi Hanna», vero nome Trinh Thin Ngo, e l&#8217;etere diventa una guerra combattuta a colpi di parole, una a demolire con il disfattismo il morale delle truppe americane, l&#8217;altra a trasmettere la rabbia e l&#8217;orgoglio. Sulla sua testa con i codini biondi i vietcong mettono una taglia di 10mila dollari, come nel far west.</p>
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<p>Si innamora dell&#8217;ufficiale che la deve scortare sui campi di battaglia. È la foto di sua moglie quella? gli dice quando entra nel suo ufficio. No, è mia madre da giovane, gli risponde lui. Mente. Diventeranno marito e moglie. Lui è un capitano dei Berretti Verdi, si chiama Ty Harrington, è un ragazzo bellissimo ma ha qualcosa dentro che non va, qualcosa di malato che non si vede. Quando torna in patria i nervi devastati fanno di Chris il suo nemico: la sveglia di notte, la picchia, una volta le punta la pistola sulla faccia, un&#8217;altra un coltello alla gola. La soffoca fino a farla svenire. Quando vanno a vivere a Nashville lei lo convince a farsi vedere da uno psichiatra. Il medico la prende da parte: Ty è uno schizofrenico paranoide, è pericoloso, lo lasci prima che sia tardi. Non ce n&#8217;è bisogno. Una mattina Ty si punta la pistola alla testa come Christopher Walken nella roulette russa del Cacciatore e se ne va lui.</p>
<p>«Quella tragedia ce la fece sentire ancora di più come una sorella &#8211; la racconta Ralph Minichiello, che il Vietnam lo ha combattuto da italiano &#8211; Per noi marines era una specie di santa, l&#8217;altra faccia di Jane Fonda, quella pulita. Chris non ci ha mai tradito». Anche lei non ha mai amato Jane Fonda, pasionaria del pacifismo prima di diventare icona del fitness. La incrocia solo una volta al Warner Brothers Studio dove Jane fa una specie di comizio. Ascolta per un po&#8217;, poi si alza e se ne va. Le urla: «Come puoi dire tutte queste stupidaggini? Tu non sai di cosa stai parlando. Se sei passata al nemico peggio per te, io sto con i nostri ragazzi, non chi li vuole ammazzare». Lei le risponde: «Non due abbiamo bisogno di parlarci. Puoi passare da me dopo?». Non si vedranno più. Hollywood gliela farà pagare e le chiuderà le porte in faccia per sempre. Il vento soffia contro.</p>
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<p>Molti di quei ragazzi li ha ritrovati trent&#8217;anni dopo persino peggio di come li aveva lasciati. Nella baracche, sotto i ponti, agli angoli delle strade, attaccati alle bottiglia, staccati dalla vita. Chiede aiuto per salvarli, lancia appelli, ma le ridono dietro. Così trasforma una delle sue ville in una Casa Famiglia per veterani senzatetto, poi compra quelle dei vicini di casa, chiama il posto «Vetsville Case Fire House», per chi ha combattuto e perso tutto ora c&#8217;è una casa, cibo, vestiti, assistenza medica, gli I love you cantati al campo base erano tutti sinceri. Non ha sovvenzioni, lavora duro e si aiuta con il fundraiser. A 76 anni, e tre matrimoni dopo, è rimasta una di loro. Solo lei in quei vecchi orsi stanchi, in quei corpi gonfi, la tristezza spesso muta, rivede i ragazzi che furono, quelli che amavano i Beatles e i Rolling Stones, la testa rasata dal tosaerba, la divisa fuori ordinanza, bambini della porta accanto finiti in una storia più grande di loro. «La mia vita è stata questo &#8211; sorride &#8211; scegliere sempre di fare la cosa giusta». I suoi ragazzi sembrano a volte sprofondati in una quieta, scolorita, malinconia da foto ricordo ingiallita. Poi però arriva Chris: «Hi love&#8230;» e la giornata riprende i suoi colori.</p>
<p><strong>Massimo M. Veronese</strong></p>
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