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	<title>Guerra commerciale Archives - InsideOver</title>
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	<title>Guerra commerciale Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La guerra delle terre rare della Cina: la risposta asimmetrica ai dazi Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-guerra-delle-terre-rare-della-cina-la-risposta-asimmetrica-ai-dazi-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2025 11:54:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1106" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa-600x346.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa-1024x590.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa-1536x885.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina ha alzato l'asticella del confronto commerciale con gli Stati Uniti dopo il varo dei dazi e mira alle terre rare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-delle-terre-rare-della-cina-la-risposta-asimmetrica-ai-dazi-usa.html">La guerra delle terre rare della Cina: la risposta asimmetrica ai dazi Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1106" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa-600x346.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa-1024x590.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250419120636694_cb23c11f3dd226541520e5d75fcdf1fa-1536x885.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina ha <strong>alzato l&#8217;asticella</strong> del confronto commerciale con gli <strong>Stati Uniti</strong> dopo il varo di dazi crescenti <a href="https://it.insideover.com/dossier/cina-usa-la-guerra-commerciale-totale">da parte della superpotenza a stelle e strisce.</a> Lo stop a contratti importanti come quelli con Boeing e la chiusura di Pechino <a href="https://it.insideover.com/energia/larma-del-gnl-la-cina-blocca-gli-acquisti-dagli-usa-per-far-pressione-su-trump.html">all&#8217;acquisto di <strong>gas naturale liquefatto americano</strong></a> sono un esempio di <strong>manovre asimmetriche</strong> con cui la Repubblica Popolare sta rispondendo alla pressione tariffaria proveniente da oltre Pacifico. Ma la sfida strategica che la Cina è pronta a lanciare è sulle <strong>terre rare</strong> e i metalli critici. Pechino ha la possibilità di condizionare molte<a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-sono-le-terre-rare-quante-ne-ha-kiev-e-perche-potrebbero-far-litigare-mosca-e-pechino.html"> filiere strategiche per gli Usa</a> in quanto controlla la raffinazione e la trasformazione industriale di diversi metalli fondamentali per le tecnologie più impattanti sul piano civile e militare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le mosse della Cina sulle terre rare</h2>



<p><a href="https://www.bbc.com/news/articles/c1drqeev36qo">Materiali come il neodimio, fondamentale per i magneti,</a> l&#8217;ittrio e l&#8217;europio, oltre che prodotti basati su terre rare fondamentali per i laser, diverse produzioni della Difesa e le tecnologie di risonanza magnetica sono stati<a href="https://www.nytimes.com/2025/04/13/business/china-rare-earths-exports.html"> inseriti il 4 aprile nell&#8217;elenco delle risorse</a> il cui export verso gli Usa era bloccato da parte della Cina, che delle diciassette terre rare controlla buona parte della filiera di <strong>estrazione e raffinazione.</strong></p>



<p>Washington è andata in allarme più per questa mossa, temuta da tempo, che per tutte le altre, maxi-dazi cinesi compresi. La conferma, indirettamente, viene dall&#8217;Ucraina. Perché Washington ha spinto, nei giorni in cui il negoziato per mediare tra Kiev e la Russia in guerra sembrava più traballante, per accelerare sul memorandum minerario con l&#8217;Ucraina, tanto che la settimana prossima potrebbe già essere firmato? L&#8217;opzione è chiara: <strong>cercare altri fornitori e altri partner</strong> prevenendo l&#8217;inserimento di potenze ostili. Un ragionamento simile a quanto fatto con le mire dell&#8217;amministrazione Trump sulla <strong>Groenlandia</strong>.</p>



<p>&#8220;Limitando l&#8217;accesso a questi minerali essenziali, la Cina rischia di arrecare gravi danni all&#8217;industria della Difesa statunitense e di indebolire le più ampie ambizioni di reindustrializzazione dell&#8217;amministrazione Trump&#8221;, nota la Chatham House in un report firmato dal suo Senior Fellow per l&#8217;Asia-Pacifico, <strong>William Matthews.</strong> L&#8217;analista aggiunge che &#8220;Pechino controlla <a href="https://www.mining-technology.com/analyst-comment/china-global-rare-earth-production/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quasi il 70% </a>dell&#8217;estrazione di terre rare e del 90% della lavorazione a livello globale&#8221;, mentre Washington ha solo la settima riserva al mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra commerciale senza limiti</h2>



<p><strong>La logica è quella del &#8220;tit-for-tat&#8221;, occhio per occhio, dente per dente: </strong>&#8220;La Cina&#8221;,<a href="https://www.chathamhouse.org/2025/04/chinas-rare-earth-export-restrictions-threaten-washingtons-military-primacy"> ragiona Matthews</a>, &#8220;sta sfruttando il suo ruolo chiave nelle <strong>catene di approvvigionamento da cui gli Stati Uniti hanno cercato di escluderla</strong>, in particolare nel settore dei semiconduttori&#8221;, che Washington vuole disaccoppiare da Pechino ma che dipende, strutturalmente, dai metalli critici cinesi. </p>



<p>La logica di Pechino è chiara: &#8220;Mentre gli Stati Uniti potrebbero tentare di escludere la Cina dai chip più avanzati e da altre tecnologie all&#8217;avanguardia, la Cina potrebbe fare un ulteriore passo avanti, tagliando fuori la catena di approvvigionamento a monte&#8221;. E la sensazione del Governo di Xi Jinping è di poter reggere meglio degli Usa questa prospettiva, vista la corsa all&#8217;autosufficienza in atto.</p>



<p>Dove porterà questa strada? La Cina <strong>spera nel meglio ma si prepara al peggio</strong>. Pechino prova a muoversi in difesa e contropiede contro gli Usa, pareggiando i dazi e muovendosi su altri fronti. Tutte queste strategie sono però da pensare da parte cinesi, nota <strong><a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/effetto-trump-tutti-alla-corte-di-xi-con-cautela-206402">Filippo Fasulo, capo dell&#8217;Osservatorio Geoeconomia di Ispi,</a></strong> come &#8220;misure temporanee che necessitano il raggiungimento di un equilibrio per stabilizzare l’economia&#8221;. </p>



<p>Questo, per Fasulo, &#8220;potrà avvenire con un accordo con gli Stati Uniti, come nel caso del 2019, con un accordo con Europa e Asia o addirittura con entrambe le misure. Ma lo scenario peggiore, ovvero una coalizione anti-cinese come si prefigurava sul finire dell’era Biden, non è un’ipotesi da escludere del tutto&#8221; e <strong>Pechino intende dimostrare di essere pronta a tutto</strong>. La risposta a Trump come monito per concretizzare il fatto che la Cina si prepara allo scontro su ogni fronte. E dalla risposta al braccio di ferro commerciale capiremo molto dell&#8217;ordine mondiale che verrà.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-delle-terre-rare-della-cina-la-risposta-asimmetrica-ai-dazi-usa.html">La guerra delle terre rare della Cina: la risposta asimmetrica ai dazi Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Cina punta alle acque del Perù e preoccupa gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-cina-punta-alle-acque-del-peru-e-preoccupa-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 06:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[flotta]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1025" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-1024x547.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una enorme flotta da pesca cinese sta ponendo le basi per quella che il Wall Street Journal ha definito come &#8220;una battaglia tra Davide contro Golia&#8221;al largo delle coste peruviane. Così, uno dei fondali più pescosi del mondo rischia di cadere sotto la pressione di Pechino, che ha già molti contenziosi aperti nelle Zone Economiche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-punta-alle-acque-del-peru-e-preoccupa-gli-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1025" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-1024x547.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una enorme <strong>flotta da pesca cinese</strong> sta ponendo le basi per quella che il <em>Wall Street Journal</em> ha definito come &#8220;una battaglia tra Davide contro Golia&#8221;al largo delle coste peruviane. Così, uno dei fondali più pescosi del mondo rischia di cadere sotto la pressione di Pechino, che ha già molti contenziosi aperti nelle <strong>Zone Economiche Esclusive</strong> del Mar Cinese Meridionale che, almeno sulla carta, appartengono ad altre potenze bagnate dalle acque del <strong>Pacifico</strong>.</p>



<p>Pechino non nasconde le proprie mire espansionistiche da potenza ascendente. Per questo immagina le sue flotte, siano esse composte da navi mercantili o militari, in acque lontane. Ovunque esse possano trovare il loro spazio, e possano imporsi per alimentare gli interessi del <em>Dragone</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La spinta di una super potenza marittima</strong></h2>



<p>È questo il caso della flotta composta da migliaia di navi da pesca sovvenzionate dal governo centrale di Pechino,che secondo il Wsj rappresenta una &#8220;spinta cruciale&#8221; per diventare una &#8220;superpotenza marittima&#8221;, fornendo milioni di posti di lavoro e sfamando i suoi 1,4 miliardi di persone nella <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>.</p>



<p>Il risvolto della medaglia, tuttavia, sono i gravi problemi inflitti all&#8217;economia del Perù e ancora prima alla <strong>comunità di pescatori peruviani</strong> che stanno riscontrando gradi difficoltà ad accedere a una delle zone di pesca più ricche del mondo.. Per loro metà &#8220;<em>naturale</em>&#8220;. Secondo quanto riportato, infatti, la presenza di centinaia di gigantesche navi da pesca cinesi impegnate al bordo delle acque nazionali del Perù sta colpendo duramente gli interessi dell&#8217;industria ittica peruviana. Segnando un -70% della pesca dei calamari: &#8220;<em>il risultato della pesca su scala industriale che le aziende cinesi hanno portato in mari normalmente praticati da singoli individui su piccole imbarcazioni</em>&#8220;.</p>



<p>Un &#8220;<em>saccheggio è terribile</em>&#8221; secondo i piccoli pescatori locali che reclamano disgrazia difronte all flotta di Pechino che pesca giorno e notte avvalendosi delle sue maggiori capacità logistiche. Tratteggiando sulle carte nautiche il prossimo capitolo di <strong>tensioni internazionali </strong>che coinvolgono una flotta cinese inviata d&#8217;oltremare in quella che anche gli Stati Uniti considerano una &#8220;<em>concorrenza sleale</em>&#8220;. Secondo Washington, le navi cinesi praticano una &#8220;<em>pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata</em>&#8221; che ha superato &#8220;<em>la pirateria</em>&#8221; e rappresenta <strong>una minaccia globale alla sicurezza marittima</strong>.</p>



<p>Ma la presenza di navi da pesca cinesi al largo del Perù non è un elemento nuovo. Come riportato da vecchi report, la prima flotta cinese di <strong>22 navi</strong> arrivò al largo della costa occidentale del Sud America già nel <strong>2001</strong>. Secondo la <em>South Pacific Regional Fisheries Management Organization</em>, la flotta cinese ha pescato<strong> 17.700 tonnellate</strong> di calamari. Oggi la flotta da pesca cinese che opera al largo delle coste occidentali del Sud America conta <strong>500 navi</strong> per un totale di circa<strong> 500.000 tonnellate</strong> di calamari pescati. Ma c&#8217;è dell&#8217;altro.</p>



<p>Secondo quanto<a href="https://www.wsj.com/world/asia/chinas-massive-fishing-fleet-overwhelms-locals-in-david-and-goliath-battle-a2b64ea6"> riportato</a> da fonti locali e da quanto si può rilevare dalle immagini satellitari, la flotta di navi da pesca cinesi che staziona al largo del Perù inizia a somigliare a una sorta di &#8220;<strong>città galleggiante</strong>&#8221; che si stabilisce per &#8220;<em>gran parte dell&#8217;anno</em>&#8221; appena fuori dalle <strong>200 miglia nautiche</strong> che fanno parte del territorio marittimo peruviano. Questo garantisce una presenza continua, con un avvicendamento che designa determinate unità navali a centri di logistica. Una nave, per esempio, è adibita a &#8220;nave ospedale&#8221;. Forse in attesa dell&#8217;inaugurazione del<strong> megaporto</strong> che il leader cinese <strong>Xi Jinping</strong> inaugurerà in Perù proprio questo novembre.</p>



<p>Stiamo parlando dell&#8217;infrastruttura portuale di<strong>&nbsp;Chancay</strong>, poco a nord di Lima, dove la società statale cinese di spedizioni e logistica<strong> Cosco</strong> possiede il 60% a fronte del 40% posseduto dalla&nbsp;compagnia mineraria peruviana<strong> Volcan</strong>. In questo porto si pensa attraccheranno alcune delle navi mercantili&nbsp;<strong>più grandi del mondo</strong>, rendendo il Perù uno dei principali&nbsp;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-via-della-seta-sul-mare-la-rete-dei-porti-con-cui-la-cina-cambia-il-commercio-globale.html">hub marittimi del Pacifico</a></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dall&#8217;Asia al Sud America per &#8220;forza</strong>&#8220;</h2>



<p>La pesca eccessiva in Asia ha spinto le navi cinesi sempre più lontano da casa mentre Pechino ha sempre sostenuto che lo <strong>sviluppo della sua flotta</strong> da pesca è un punto fondamentale per salvaguardare i diritti marittimi della Cina. E a questo punto aggiungeremmo anche i suoi interessi particolari. </p>



<p>Per parte sua il ministero degli Esteri cinese ha affermato che &#8220;<em>la flotta cinese non è responsabile della diminuzione delle catture di calamari</em>&#8220;, osservando come il governo peruviano abbia attribuito in precedenza la diminuzione di questa specie &#8220;alle temperature oceaniche variabili&#8221;. Secondo il ministero degli Esteri cinese  Pechino &#8220;<em>ha sempre rispettato la zona marittima del Perù, si attiene rigorosamente alle regole per la pesca in acque internazionali e monitora la posizione delle flotte in acque lontane</em>&#8220;. </p>



<p>Resta da analizzare il motivo per cui nelle zone in cui hanno debuttato le flotte da pesca cinesi, ad esempio quella del Ghana, si stiano lentamente esaurendo quei &#8220;<em>piccoli pesci simili a sardine, vitali per le comunità costiere</em>&#8220;, e come nell&#8217;<strong>Oceano Indiano</strong> le navi cinesi per la pesca del tonno siano state &#8220;<em>accusate di lavoro forzato e di shark finning&#8221;.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le mire della Cina sulle infrastrutture del Perù </strong></h2>



<p>Sarebbe quasi inutile aggiungere come le mire cinesi in Perù stiano preoccupando gli Stati Uniti, che guardano alla Cina come il principale avversario del futuro sul piano commerciale e, di conseguenza, su quello militare. L&#8217;attenzione di Washington è stata attirata dagli <strong>investimenti di Pechino</strong> in Perù, da quando il governo peruviano ha concesso a Pechino il controllo della società che fornisce <strong>energia elettrica</strong> alla capitale peruviana e del succitato nuovo megaporto sulla costa del Pacifico.</p>



<p>Il<a href="https://www.ft.com/content/2c77be69-60d7-4d5c-a0c6-c7978bde3888">&nbsp;Financial Times&nbsp;</a> ha riportato le preoccupazioni dei funzionari statunitensi che stanno monitorando la faccenda sottolineando le preoccupazioni riguardanti &#8220;<em>le capacità del governo di Lima di <strong>non saper riconoscere vantaggi e svantaggi</strong> nel fare affari con la Cina</em>&#8220;.&nbsp;Una realtà nota che si è verificata anche nel nostro Paese. Sempre in collegamento ai nuovi progetti incentrati sulle<a href="https://it.insideover.com/economia/il-porto-di-trieste-al-bivio-tra-via-del-cotone-e-via-della-seta.html"> nuove rotte commerciali</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-punta-alle-acque-del-peru-e-preoccupa-gli-usa.html">La Cina punta alle acque del Perù e preoccupa gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Cina non sanziona il cognac perché.. ai cinesi piace troppo!</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-cina-non-sanziona-il-cognac-perche-ai-cinesi-piace-troppo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 08:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1247" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778-600x390.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778-1024x665.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778-1536x998.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Finisce la "guerra del cognac" tra Cina e Francia: Pechino lo salva dalle sanzioni. E la scelta dei consumatori cinesi è premiata.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1247" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778-600x390.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778-1024x665.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240829154456994_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_648778-1536x998.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>cognac francese</strong> non subirà le <strong>tariffe commerciali</strong> punitive che la Cina sta progettando per rispondere all&#8217;aumento dei dazi europei su prodotti come le <strong>auto elettriche</strong> della Repubblica Popolare. Pechino stava valutando di inserire il celebre liquore transalpino nell&#8217;elenco dei prodotti &#8220;puniti&#8221; con le sanzioni da gennaio, e questo aveva prodotto un intenso sforzo del settore per evitare la perdita di un mercato fondamentale.</p>



<p>Nella giornata del 29 agosto il ministero del Commercio di Pechino ha deciso di non procedere. <strong>Il cognac</strong>, che in dieci anni è passato da un giro d&#8217;affari di 1,81 a uno di <a href="https://www.statista.com/statistics/1012997/china-cognac-retail-sales-value/">4,86 miliardi di euro nella Repubblica Popolare,</a> continuerà a viaggiare sull&#8217;asse Parigi-Pechino. Le azioni di Remy Contreau e Pernod Ricard, i due maggiori produttori francesi, sono scattate di oltre il 10% alla borsa di Parigi, dopo mesi in cui erano scese ai minimi storici. A Milano, è stata <strong>Campari a trarre beneficio</strong> dalla notizia balzando in avanti del 4,5%.</p>



<p><strong>Emmanuel Macron</strong> può tirare un sospiro di sollievo. Per quanto apparentemente marginali sul fronte economico, i cognac sono un simbolo notevole dell&#8217;export francese e dell&#8217;immagine del settore transalpino nel mondo. E dunque in Francia aveva fatto molto rumore sia l&#8217;obiettivo cinese di inserire prodotti dall&#8217;alto valore economico ma anche simbolico nella lista dei beni sanzionati che la presunta inerzia del governo di Parigi nel tutelare lo storico liquore.</p>



<p><a href="https://www.politico.eu/article/french-cognac-collateral-damage-eu-china-trade-row/">In tal senso nei mesi scorsi <em>Politico.eu</em></a> ricordava che &#8220;l&#8217;industria ha lamentato di non essere stata ascoltata abbastanza presto dalle autorità francesi quando, già a settembre dello scorso anno, avevano lanciato l&#8217;allarme sul rischio che Pechino avrebbe potuto colpire il settore del cognac, <strong>il mese in cui la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen&nbsp;<a href="https://www.politico.eu/article/eu-ursula-von-der-leyen-china-electric-cars-probe-trade-war/">aveva annunciato un&#8217;indagine</a></strong>&nbsp;per verificare se i sussidi statali ai produttori cinesi di veicoli elettrici fossero ingiusti&#8221;.</p>



<p><a href="https://www.thespiritsbusiness.com/2024/02/why-is-china-investigating-cognac/">&#8220;Spirit Business&#8221;,</a> testata di riferimento per le notizie economiche del beverage alcolico, ha però sottolineato che a salvare dai dazi il cognac sia stata, in fin dei conti, la Cina stessa. Evidenziando come la dinamicità dei prodotti francesi in Cina abbia posto i decisori di Pechino di fronte alla consapevolezza che, anche in caso di prezzi aumentati del 30-40%, i consumatori cinesi, specie quelli ad alto reddito, avrebbero preferito comunque l&#8217;originale alle più economiche alternative locali. <strong>Alla fine brindano tutti, compresi i governi che in nome del cognac </strong>possono vedere una fase di distensione commerciale aprirsi dopo tante tensioni tra Europa e Cina. Dai prossimi mesi capiremo se l&#8217;attestazione di vincoli duraturi creati dal commercio si estenderà anche ad altri settori ove la competizione è attiva.</p>
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		<title>Germania in bilico tra Usa e Cina. Come tenere il piede in due scarpe&#8230; strette</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/germania-in-bilico-tra-usa-e-cina-come-tenere-il-piede-in-due-scarpe-strette.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2024 12:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[economia cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Economia tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra dei dazi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1364" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-600x426.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-1536x1091.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per anni la Cina è stata il primo partner commerciale della Germania, ma ora Berlino è attenta a tutelare i rapporti con gli Usa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1364" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-600x426.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-1536x1091.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutte le relazioni conoscono degli alti e bassi, dei momenti di inscalfibile solidità e altri di acuta incertezza che le segnano per tutta la loro durata. Tali dinamiche non riguardano solo la sfera sentimentale e amicale, ma anche i rapporti istituzionali e politici tra Paesi come è il caso della <strong>Germania</strong> con la <strong>Cina</strong>. Il partenariato sino-teutonico è stato un pilastro dell’<strong>ordine mondiale neoliberista </strong>che ha trovato un suo compimento nel libero scambio tra un&#8217;economia avanzata dell&#8217;Europa centrale e una potenza in forte ascesa, bisognosa dell’importazione di manufatti industriali e tecnologie. Fino al 2023 e per tutti gli otto anni precedenti, Pechino è stata la principale meta di destinazione delle merci tedesche &#8211; automobili e macchine utensili principalmente &#8211; per un volume dal valore di <a href="https://it.insideover.com/economia/crolla-il-commercio-tra-germania-e-cina-washington-esulta.html">250 miliardi di euro</a>. Ma nel 2024 è suonato un campanello d’allarme per il Dragone. Secondo l’istituto tedesco di statistica Destatis, nei primi tre mesi dell’anno, il più alto valore di <strong>esportazioni</strong> si è avuto nell’interscambio con Washington, per un ammontare di 63 miliardi, mentre i prodotti giunti oltre la Muraglia sono valsi 60 miliardi (tre miliardi in meno). Tale differenza è senz’altro sintomatica di un quadro internazionale in evoluzione, che vede l’economia cinese arrancare e quella Usa in crescita nonostante la forte <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-o-harris-il-voto-decisivo-lo-dara-linflazione.html">inflazione</a>. Ma in realtà altre cause riguardano questo cambio di trend.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La tutela della sovranità economica</strong></h2>



<p>Nella prima metà di quest’anno, le <strong>importazioni</strong> &#8211; caratterizzate per lo più da prodotti chimici &#8211; da oltre la Muraglia alla Germania sono calate del 12%, mentre l’export tedesco per la Cina è diminuito  dell’1%. Perché Berlino importa così poco da Pechino?  Secondo l’Istituto dell’economia tedesca di Colonia, si tratterebbe principalmente della volontà di non risultare un Paese troppo dipendente da una nazione invisa a buona parte dei partner occidentali a causa delle tensioni geopolitiche. Non è un caso che il cancelliere <strong>Olaf Scholz </strong>il 20 agosto, al fianco di <strong>Ursula von der Leyen</strong>, abbia inaugurato a Dresda un impianto per la produzione di microchip e semiconduttori con il coinvolgimento della<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/asse-germania-taiwan-sui-chip-lo-sbarco-di-tsmc-a-dresda.html"> <strong>Taiwan Semiconductor Manifacturing Company </strong>(TSMC)</a> &#8211; azienda taiwanese tra le prime al mondo nel settore &#8211; e che renderebbe la Germania e l’Europa meno soggette all’importazione di tali prodotti dalla Cina. L’evento ha fatto fare indigestione a Pechino, che legge tra le righe una legittimazione dell’isola che da sempre considera una provincia ribelle, soprattutto dopo che, poco tempo fa, esponenti delle istituzioni tedesche vi si sono recati in visita ufficiale.</p>



<p>Non è la prima volta che Berlino indispettisce i cinesi: nell’autunno del 2022, la compagnia di navigazione statale China Ocean Shipping Company (Cosco) era intenzionata ad acquistare uno dei quattro terminal del <strong>porto di Amburgo</strong>. L’ipotesi in un primo momento aveva visto il parere favorevole del governo ma gran parte dell’opinione pubblica si schierò contro, innescando un dibattito sulla dipendenza dalla Cina. Alla fine si concesse alla Cosco di possedere solo il 24,9% delle azioni del terminal più piccolo.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Ancora più significativo è l’episodio riguardante le aziende Elmos ed ERS Electronic, entrambe produttrici di semiconduttori utilizzati per lo più nel settore automobilistico, per le quali il governo di Scholz ha vietato la vendita alla Sai Microelectronics di proprietà di investitori cinesi. Il ministro dell’economia, <strong>Robert Habeck</strong>, per giustificare la decisione dell’esecutivo disse: &#8220;Nel campo dei semiconduttori è particolarmente importante per noi proteggere la sovranità tecnologica ed economica della Germania e dell&#8217;Europa&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un piede in due scarpe</strong></h2>



<p>Se nella sfera economica la Germania è intenzionata a tutelare i suoi interessi nazionali, non dimentica facilmente gli anni in cui sopravvisse alla crisi del 2008 anche grazie alla Cina. E per preservare il legame ricorre a una delle arti più raffinate, la <strong>diplomazia</strong>, nel tentativo di tenere <strong>il piede in due scarpe</strong>. Alti funzionari del governo e della pubblica amministrazione si sono affrettati per rassicurare le controparti cinesi in merito all&#8217;<em>affaire </em>TSMC come riportato da Politico: “La Germania ha fatto davvero del suo meglio per mantenere questo investimento di Dresda il più possibile imprenditoriale e non politico”.</p>



<p>A remare contro la salvaguardia del rapporto privilegiato con Pechino, però, c’è la <strong>guerra commerciale</strong> tra gli Usa e il Dragone &#8211; con il coinvolgimento diretto e indiretto degli alleati dei primi &#8211; e il focolaio del conflitto in Ucraina che acuisce le divaricazioni tra l’Occidente e Paesi vicini alla Russia come la Cina. Non a caso, la Commissione europea ha annunciato a luglio l’applicazione di <a href="https://it.insideover.com/economia/il-ruggito-del-dragone-dai-vini-alle-auto-di-lusso-la-cina-prende-la-mira-per-reagire-ai-dazi-ue.html">dazi doganali </a>all&#8217;importazione di <strong>veicoli elettrici cinesi</strong> che hanno indisposto gli umori a Pechino dove il tutto è stato etichettato come “approccio protezionistico”. In questa partita, la Germania &#8211; insieme ad alcune nazioni dell’Europa dell’Est &#8211; ha biasimato le misure tariffarie in rotta di collisione con la Francia che, più di ogni altro, ha voluto issare la bandiera del protezionismo. Il portavoce di Scholz ha prontamente minimizzato i rischi legati ai veicoli elettrici asserendo: “Non abbiamo bisogno di altri ostacoli nel commercio”.&nbsp;L’indulgenza dei tedeschi sulla questione non è limitata alla sola tutela dei principi del libero mercato, ma anche agli interessi della sua<strong> industria automobilistica</strong>, facendo eco ai dirigenti di Volkswagen, Mercedes e Bmw che hanno lanciato un appello all’Unione Europea chiedendo di non applicare i dazi, considerando che il mercato cinese assorbe gran parte delle loro esportazioni.&nbsp;</p>



<p>Dato il contesto, la Germania si trova a fare l’equilibrista tra due sponde nel tentativo di rimanere sul filo del rasoio nonostante i venti delle burrasche commerciali e belliche nel mondo soffino forti. Non può voltare le spalle agli alleati d’oltreoceano, ma neanche al Dragone che le somministra dosi di ossigeno per l’economia. Dunque Pechino pare proprio essere il “partner, concorrente e rivale sistemico”- definizione data dal governo teutonico nel documento <em>Strategy on China </em>&#8211; che, a seconda delle circostanze, riceverà carezze o ceffoni da Berlino.</p>
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		<title>Trump bis o Harris uno, l&#8217;Europa si attrezza alla guerra commerciale con gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/trump-bis-o-harris-uno-leuropa-si-attrezza-alla-guerra-commerciale-con-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2024 15:29:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Europa si prepara al Trump 2.0 e, in ogni caso, al rischio di una guerra commerciale. Ecco cosa può succedere con gli Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-bis-o-harris-uno-leuropa-si-attrezza-alla-guerra-commerciale-con-gli-usa.html">Trump bis o Harris uno, l&#8217;Europa si attrezza alla guerra commerciale con gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729163721953_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Europa si sta preparando al <strong>Trump 2.0</strong> e alle possibili <strong>ritorsioni commerciali</strong> che un&#8217;amministrazione americana guidata dal<a href="https://it.insideover.com/politica/il-partito-repubblicano-contro-big-tech-e-wall-street.html"> Partito Repubblicano</a> potrebbe mettere in campo in termini di politiche daziarie e tariffarie. <strong>Tra Stati Uniti e Unione Europea</strong> su diversi settori strategici, all&#8217;ombra dei proclami sull&#8217;unità transatlantica in campo valoriale, diplomatico, militare e geopolitico, da almeno un paio d&#8217;anni sta emergendo una <strong>strisciante competizione economica</strong>. L&#8217;amministrazione democratica di Joe Biden si è mosso a colpi di <strong>sussidi nei settori <a href="https://it.insideover.com/economia/un-incubo-chiamato-guerra-economica-divergenze-usa-europa.html">strategici come l&#8217;Inflation Reduction Act</a></strong> sulle tecnologie green e il <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/piu-memoria-in-meno-spazio-i-microchip-di-nuova-generazione-li-produce-il-pentagono.html">Chips Act</a></strong> sui semiconduttori. L&#8217;Unione Europea pensa che un eventuale ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca incentiverà la competizione daziaria.</p>



<p>Due modalità per una stessa strategia: riaffermare la primazia americana nell&#8217;economia industriale manifatturiera e nelle catene del valore di frontiera in campo occidentale. Tutto questo al fine di governare in termini più funzionali all&#8217;interesse nazionale americano i processi di disaccoppiamento dai rivali dell&#8217;Occidente delle filiere più importanti per industria e innovazione del futuro. <strong>Per la nascitura commissione Von der Leyen-bis</strong> il ragionamento che si fa è chiaro: per l&#8217;Ue, sguarnita su molti fronti per affrontare la competizione Usa a colpi di investimenti, paradossalmente il ritorno di Trump alla Casa Bianca porrebbe l&#8217;opportunità di trovare una <em>exit strategy</em> alle manovre americane.</p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/9b1f982a-485c-4868-9a03-b7e58a6f5746">Come ricorda il <em>Financial Times</em>,</a> un approccio che mostri <strong>aperture politiche e volontà di reagire alle offensive commerciali</strong> è visto dai funzionari di Bruxelles come la &#8220;risposta migliore alla promessa di Trump di imporre una <strong>tariffa minima del 10%, </strong>che secondo loro potrebbe ridurre le esportazioni dell&#8217;Ue di circa 150 miliardi di euro all&#8217;anno. Se Trump dovesse vincere le elezioni a novembre, i negoziatori hanno in programma di contattare il team prima del suo insediamento per discutere quali prodotti statunitensi potrebbero essere acquistati in maggiori quantità dall&#8217;Ue&#8221; in cambio di un <strong>dilazionamento delle tariffe</strong> più dure. Un accordo che richiama il &#8220;<strong>patto delle aragoste</strong>&#8221; simbolicamente siglato nel 2020, in cui l&#8217;Europa offrì a Trump uno sconto unilaterale sulle tariffe sulle <strong>aragoste importate dal Maine</strong>, Stato celebre per il mercato del pregiato crostaceo, come mossa di buona volontà contro una possibile guerra commerciale.</p>



<p>In quest&#8217;ottica va considerato anche il fatto che un Trump 2.0 metterebbe sul tavolo, fuori dalle rivalità commerciali, un rilancio della strategia incentivata anche <a href="https://it.insideover.com/energia/dalla-dipendenza-russa-a-quella-usa-il-dilemma-europeo-sul-gas.html">da Biden per l&#8217;<em>energy dominance</em>, </a>la conquista sistemica del mercato europeo degli idrocarburi tramite l&#8217;<strong>esportazione di gas naturale liquefatto</strong>. Un asset che l&#8217;Ue, nonostante molte divisioni, può acquistare. Ma ciononostante,&nbsp;nota il Ft, &#8220;se i colloqui per migliorare gli scambi commerciali fallissero e Trump applicasse tariffe più elevate, il dipartimento del commercio della Commissione europea sta stilando elenchi di importazioni su cui potrebbe applicare dazi pari o superiori al 50%&#8221; per disincentivare Washington da alzare l&#8217;asticella della contrapposizione. </p>



<p><strong>Insomma, un piano che potrebbe anche portare a un accomodamento Usa-Ue</strong> più difficile da pensare nella gestione di investimenti strategici di natura critica che vedono Washington drenare, piuttosto che condividere, risorse. Per i quali <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/draghi-sconfessa-von-der-leyen-si-candida-a-guidare-leuropa.html">l&#8217;Unione Europea aspetta il rapporto </a>sulla competitività </strong><a href="https://www.true-news.it/elezioni-usa-2024/leuropa-attende-il-piano-draghi-prove-generali-per-gestire-il-trump-2-0">stilato da <strong>Mario Draghi</strong></a> che la Commissione prevede destinato ad arrivare entro metà settembre. Il punto di caduta di questa riflessione è legato al fatto che <strong>cercare ambizione sugli investimenti,</strong> impostare un&#8217;agenda commerciale dirigista e mettere dunque in discussione il privilegio esplicito alle regole del libero commercio appaiono agli antipodi dell&#8217;agenda della Commissione Ue nelle fasi non emergenziali del suo mandato. Saprà l&#8217;Ue tenere il punto? Trump o Kamala Harris che sia, dopo le presidenziali l&#8217;Europa si troverà di fronte un&#8217;America arrembante e corsara in campo economico. Ai Paesi Ue il compito di prenderne le misure, per non rassegnarsi allo status di satellite.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-bis-o-harris-uno-leuropa-si-attrezza-alla-guerra-commerciale-con-gli-usa.html">Trump bis o Harris uno, l&#8217;Europa si attrezza alla guerra commerciale con gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La nuova direzione di Xi Jinping in politica estera</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/la-nuova-direzione-di-xi-jinping-in-politica-estera</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[economia cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La politica estera cinese ha subito grandi cambiamenti. La fine dell'era "wolf warrior diplomacy" ha permesso aperture verso l'Occidente e un cambio di registro nel rapporto con gli Stati Uniti sotto la presidenza Biden.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-nuova-direzione-di-xi-jinping-in-politica-estera">La nuova direzione di Xi Jinping in politica estera</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-23.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/09/Nuova_politica_estera_Xi.mp4"></video></figure>



<p>La visione di politica estera di Pechino sembra aver subito <strong>profondi cambiamenti</strong>: se l&#8217;assertività nei confronti di Taiwan è rimasta una costante, il rapporto con gli<strong> Stati Uniti</strong> pare aver preso una piega più collaborativa e comunicativa che in passato. I numerosi incontri bilaterali tra alti diplomatici cinesi e occidentali segnano una svolta di <strong>apertura inedita</strong>, probabilmente favorita dalle necessità commerciali cinesi dovute al rallentamento economico. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più:</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/xi-jinping-e-il-nuovo-corso-nella-politica-estera-cinese.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Xi Jinping e il nuovo corso nella politica estera cinese</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-nuova-direzione-di-xi-jinping-in-politica-estera">La nuova direzione di Xi Jinping in politica estera</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Usa tirano dritto: nuove sanzioni per azzoppare la Cina?</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/gli-usa-tirano-dritto-nuove-sanzioni-per-azzoppare-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[Microchip]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1233" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-scaled-600x385.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-2048x1315.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alle sanzioni cinesi su Micron gli Stati Uniti hanno deciso di rispondere studiando contromosse per bloccare l'accesso di Pechino all'Ia Usa</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/gli-usa-tirano-dritto-nuove-sanzioni-per-azzoppare-la-cina.html">Gli Usa tirano dritto: nuove sanzioni per azzoppare la Cina?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1233" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-scaled-600x385.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703194319222_804ba3dbed3f5edf9e6f9ebab977831b-2048x1315.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo le sanzioni cinesi su <strong>Micron</strong>, <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cina-usa-duello-sui-chip-la-competizione-e-senza-fine.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">colosso tecnologico a stelle e strisce,</a> gli Stati Uniti hanno deciso di rispondere studiando contromosse per colpire la possibilità di Pechino di acquistare dai rivali di oltre Pacifico i chip che servono ad abilitare gli algoritmi di intelligenza artificiale.</p>



<p>Ormai la <a href="https://it.insideover.com/economia/chip-transizione-energetica-piano-regno-unito-fermare-cina-russia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;<em>securenomics</em>&#8220;,</a> per usare la fortunata espressione coniata dalla segretaria &#8220;ombra&#8221; del Tesoro britannica <strong>Rachel Reeves</strong>, del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-laburista-britannico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Partito Laburista</a>, è realtà. E il paradigma del primato della sicurezza sul progresso di scambi economici e commercio è diventato trasversalmente accettato in Occidente dopo la pandemia e la crisi energetica. <strong>Joe <a href="https://it.insideover.com/politica/joe-biden-il-temporeggiatore.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biden</a></strong>, che sulla Cina è partito dalla linea di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donald Trump</a> irrigidendola ulteriormente in termini di ricorso alle sanzioni commerciali, è disposto a tutto per fermare l&#8217;ascesa tecnologica del rivale numero uno di Washington. Anche andare in controtendenza rispetto ai timori dei Ceo e dei top manager del mondo tech.</p>



<p>Il <em>Wall Street Journal</em> ha ricordato che già nei primi giorni di luglio il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti guidato dalla fedelissima di Biden <strong>Gina Raimondo</strong> potrebbe intervenire. Esercitando una sorta di &#8220;golden power&#8221; sugli attori interni prescrivendo agli attori cinesi che decidessero di acquistare chip per l&#8217;Ia a stelle e strisce di ottenere <strong>specifiche licenze</strong>. Ciò che Washington vuole evitare è che la Cina possa aver accesso a tecnologie <em>dual use</em> o possa fare retroingegneria su prodotti di punta che possono abilitare la nuova supremazia tecnologica americana.</p>



<p>Secondo <em>DigiTimes</em> la mossa bloccherebbe la possibilità a &#8220;Nvidia e ad altri produttori di chip di spedire determinati chip AI in Cina, in particolare l&#8217;A800 di Nvidia&#8221;.  I membri degli apparati federali &#8220;vedono sempre più l&#8217;Ia come un problema di sicurezza nazionale, poiché può essere fusa con le armi per dare ai rivali degli Usa un vantaggio sul campo di battaglia. Gli strumenti di intelligenza artificiale possono anche essere utilizzati per produrre armi chimiche o codici informatici dannosi&#8221;.</p>



<p>Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, giusto un mese fa parlando col <em>Financial Times</em> aveva ritenuto pericolosa la prospettiva di una <strong>guerra commerciale amplificata</strong> tra Usa e Cina, dato che a suo avviso il rischio per entrambe le potenze era quello di sopprimere mutualmente ogni prospettiva di sviluppo delle tecnologie di frontiera. Al contempo Huang ha sottolineato che l&#8217;accesso al mercato cinese è per i produttori americani di tecnologie critiche fondamentali anche per dare <strong>retroterra al Chips Act</strong> da 52 miliardi di dollari con cui Biden vuole sviluppare una catena del valore il più possibile internalizzata e sicura per questo settore fondamentale.</p>



<p>La presa di posizione di Huang è quella di un importante <em>executive</em> che procede, legittimamente, a elencare le priorità commerciali e industriali della sua azienda, decisamente sugli scudi per gli avanzamenti sull&#8217;Ia generativa che i suoi prodotti hanno comportato negli ultimi tempi. Ma cozza, al contempo, con la volontà di contrastare a tutto campo Pechino che è prioritaria negli apparati securitari Usa, sia nel Partito Democratico che nel Partito Repubblicano, il cui deputato <a href="https://it.insideover.com/politica/nella-mente-del-falco-anti-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Mike Gallagher</strong> </a>presiede, con toni da &#8220;falco&#8221;, il comitato della Camera dei rappresentanti sul Partito comunista cinese che punta il faro sui furti tecnologici cinesi e le loro conseguenze. </p>



<p>Non tutti, a Washington, sono però convinti che la linea del braccio di ferro sia quella necessariamente vincente. <strong>Janet Yellen</strong>, segretaria al Tesoro e guida del dipartimento che più attentamente ha pianificato in passato le sanzioni, <a href="https://www.france24.com/en/live-news/20230629-yellen-hopes-to-visit-china-to-reestablish-contact-with-leaders" target="_blank" rel="noreferrer noopener">parlando alla Msnbc</a> ha dichiarato di voler presto andare in Cina e &#8220;riprendere contatto&#8221; con le autorità politico-economiche cinesi. Mentre sul fronte dei funzionari di medio livello, <a href="https://asiatimes.com/2023/06/ai-chip-bans-cloud-us-china-trade-talks/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Asia Times</em> ha notato</a> che la volontà sanzionistica di Washington appare incoerente con la spinta che su altri fronti c&#8217;è per un rinnovato e franco <strong>dialogo commerciale</strong> tra Washington e Pechino. Le relazioni Usa-Cina, insomma, sono un prisma. In cui la tecnologia passa, però, senza scomporsi come asset chiave della rivalità: su tanti temi si potrà negoziare, difficilmente sui determinanti critici dello sviluppo della potenza economica, militare e geopolitica. E questo dato di fatto condizionerà, negli anni a venire, i rapporti Usa-Pechino.</p>
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		<title>Le relazioni tra Stati Uniti e Cina, spiegate</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/le-relazioni-tra-stati-uniti-e-cina-spiegate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2023 17:01:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-2048x1361.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quella tra gli Stati Uniti e la Cina è una delle relazioni bilaterali più importanti e complesse al mondo: ecco cosa c'è da sapere</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228172358258_8cb3fde0ce33b43554808410acfd8115-2048x1361.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da un lato la necessità di mantenere stretti legami economici, dall’altro grande diffidenza politica. Le relazioni tra <strong>Usa </strong>e <strong>Cina</strong>, o meglio quelle tra gli Usa e la Repubblica Popolare Cinese fondata nel 1949, hanno sempre oscillato tra momenti di apertura e altri di ostracismo. </p>



<p>C’è chi, come lo studioso Graham Allison, ha addirittura tirato in ballo la <strong>Trappola di Tucidide</strong> per spiegarle. Secondo questa teoria, Washington e Pechino sono destinati alla guerra perché la Cina è una nazione in ascesa che rischia di &#8220;rubare&#8221; il ruolo geopolitico fin qui ricoperto da quella statunitense, progressivamente in declino. Uno scenario del genere ricalcherebbe insomma quanto avvenuto tra Atene e Sparta. </p>



<p>Nel frattempo, in mezzo a crisi internazionali e problemi globali, le due grandi potenze mondiali stanno cercando un complicato modo per smussare gli angoli e collaborare là dove possibile. Evitando di scatenare un conflitto dagli esiti imprevedibili, soprattutto sul fronte dell’economia.</p>
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		<title>La sfida tra Stati Uniti e Cina nella transizione energetica</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-sfida-tra-stati-uniti-e-cina-nella-transizione-energetica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2023 14:15:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Auto elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[transizione energetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con un colpo di scena politico dell’estate 2022, il presidente Joe Biden mette al sicuro uno dei successi più rilevanti della sua presidenza, preludio della tenuta nelle elezioni di metà mandato. Si tratta dell’accordo con il senatore democratico “ribelle” Joe Manchin per l’approvazione di una importante legge, l’Inflation Reduction Act. Il lettore che non conosce &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-sfida-tra-stati-uniti-e-cina-nella-transizione-energetica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220318153221729_f47b8a04ff97af94d43b52df96e88148-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con un colpo di scena politico dell’estate 2022, il presidente<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Joe Biden</a></strong> mette al sicuro uno dei successi più rilevanti della sua presidenza, preludio della tenuta nelle elezioni di metà mandato. Si tratta dell’accordo con il senatore democratico “ribelle” Joe Manchin per l’approvazione di una importante legge, l’<strong>Inflation Reduction Act.</strong> Il lettore che non conosce la legge nel dettaglio potrebbe intuire che si tratti di un provvedimento volto, appunto, a ridurre l’inflazione, ma il tema della legge è un altro: la <strong>competizione tra Cina e Stati Uniti nella transizione energetica</strong>. Per capire la sua razionalità, dobbiamo partire dalla sua premessa, da un movimento poco visibile ma concreto negli ultimi vent’anni: l’ascesa cinese nelle filiere industriali che oggi identifichiamo, in senso ampio, con le energie pulite.&nbsp;</p>



<p>Sempre nell’estate 2022, nel rapporto sulla supply chain globale dell’industria fotovoltaica, l’International Energy Agency descrive la situazione con una sintesi efficace: “Il mondo si affiderà quasi completamente alla Cina per la <strong>fornitura degli elementi chiave</strong> per la produzione di pannelli solari fino al 2025. Sulla base della capacità di produzione in costruzione, la quota cinese della produzione globale di polisilicio, barre e wafer raggiungerà presto quasi il 95%. Oggi, la provincia cinese dello Xinjiang rappresenta il 40% della produzione mondiale di polisilicio”. Ciò evidenzia un elemento rilevante dello sviluppo cinese: la competitività su elementi che servono a tutti gli altri attori per realizzare ambiziosi <strong>piani verdi</strong>. </p>



<p>Gli europei, per esempio, hanno letteralmente <strong>pagato con i loro sussidi lo sviluppo industriale cinese, </strong>perché i loro piani per anni non hanno posto obiettivi di produzione tecnologica autonoma. E i provvedimenti per contrastare la politica industriale cinese, per esempio attraverso dispute commerciali, sono sempre giunti in ritardo rispetto la realtà economica. La filiera fotovoltaica, più che da grandi discontinuità tecnologiche, è stata caratterizzata dalla riduzione dei prezzi, e nella competitività cinese pesa anche la scala. La capacità della Repubblica Popolare si è ripetuta anche, con notevoli risultati, anche in filiere più complesse, come quella della mobilità elettrica.&nbsp;</p>



<p>In quest’ambito, da un lato, la Repubblica Popolare ha fatto leva sulla propria forza di mercato, come in altri settori: i suoi consumatori e la crescita della classe media ne hanno fatto, in questo secolo, un mercato automobilistico sempre più rilevante, in grado di attirare gli investitori esteri, anche in luoghi di speciale interesse politico per il governo cinese, incluso lo Xinjiang. Dall’altro lato, Pechino non è riuscita in passato a ridurre in modo significativo il <strong>divario con altre potenze automobilistiche</strong>, per ciò che riguarda i sistemi tradizionali. Ciò ha giustificato un ampio e ambizioso investimento sulla filiera elettrica, con un cruciale presupposto: la comprensione della struttura “materiale” della transizione.&nbsp;</p>



<p>Se consideriamo il litio, il cobalto e le altre materie prime utili per la transizione energetica, la Cina ha quindi agito su più livelli. Primo passaggio: le aziende cinesi, anche attraverso le banche di sviluppo, si sono assicurate capacità nelle principali potenze minerarie, dall’Australia al Sud America. Al contrario di quanto comunemente si crede, non è la disponibilità interna di materie prime a generare il vantaggio cinese. Secondo passaggio: l’investimento cruciale cinese è stato sulla tecnologia e la capacità in termini di raffinazione e trattamento. </p>



<p>Questo è il passaggio che deve avvenire in patria, anche per accompagnare una filiera chimica su cui la Cina ha scalato le posizioni internazionali, sia per la costruzione del “leviatano chimico” Sinochem Holdings che per la presenza in numerose nicchie. Terzo passaggio: l’industrializzazione su vasta scala di tecnologie sviluppate da altri attori asiatici (come le <strong>batterie a ioni di litio</strong>) e la sperimentazione di alcune politiche, per esempio relative all’adozione di auto elettriche, su scala locale, secondo un classico meccanismo cinese di “mercato delle politiche”, in cui i vari governi locali competono anche attraverso gli incentivi per la creazione dei migliori ecosistemi innovativi. </p>



<p>Il successo di aziende come Byd (presente sia nella filiera delle batterie che nell’auto elettrica) e Catl (leader mondiale delle batterie che ha superato i maestri coreani e giapponesi) testimonia la forza della posizione cinese. La Cina non ha intenzione di fermarsi. Anche in un’epoca di rallentamento dell’economia, continuerà a fare leva sulla forza del suo mercato, che coinvolge la stessa Tesla. Nel 2022, la maggior parte delle automobili dell’azienda di Elon Musk sono state prodotte a Shanghai. </p>



<p>Nel prossimo futuro, la Cina investirà in ricerca e sviluppo su nuove tecnologie, per non essere sorpresa dal cambiamento. Per esempio, l’ex ministro della scienza e tecnologia, Wan Gang, che anche per la sua esperienza tecnica in Germania è stato fondamentale per la costruzione e l’attuazione della strategia cinese, ha spesso sottolineato l’importanza di investire nell’idrogeno.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Ora, se la situazione è quella fotografata dalle società come <strong>Benchmark Mineral Intelligence</strong>, col dominio cinese nella produzione di catodi, anodi e batterie, quali sono le prospettive? Non dobbiamo dimenticare che un’eredità della strategia cinese è anche la competitività delle aziende automobilistiche, che potranno inondare di vetture elettriche a prezzi molto ridotti i principali mercati, a partire da quelli europei. Siamo quindi davanti a un finale di partita, con l’inevitabile vittoria cinese?&nbsp;</p>



<p>L’Inflation Reduction Act, da cui siamo partiti, si inserisce qui. Rappresenta un esempio dei fenomeni che nei miei libri ho definito di capitalismo politico e sanzionismo, per leggere la stretta relazione tra economia, sicurezza nazionale e tecnologia che caratterizza la nostra epoca. </p>



<p>La legge, affinché le aziende e i consumatori possano avere i generosi sussidi del governo degli Stati Uniti, impone una soglia di “contenuto locale”, con un riflesso molto ambizioso: la ricollocazione delle filiere, per estrazione, trattamento e produzione, sul suolo statunitense, nordamericano o di Paesi con cui gli Stati Uniti hanno un trattato di libero commercio. Obiettivo, inserito chiaramente in ottica anticinese ma che ha riflessi anche sugli europei, visto che l’UE non ha un simile trattato, e che ha portato proteste dei principali leader, a partire da Macron. Quale sarà il futuro della competizione innescata dall’Inflation Reduction Act, dopo la “scintilla” di lungo periodo cinese che abbiamo descritto? Una corsa globale ai sussidi? La creazione di<strong> alleanze strutturate sulla produzione</strong>? Diversi scenari sono possibili, ma la competizione sulla transizione energetica resterà tra noi. E ci ricorderà la centralità della chimica e la fine delle illusioni di una transizione senza costi.&nbsp; Per esistere, bisogna estrarre, costruire, trasformare.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>La guerra per le rotte dell&#8217;Artico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-guerra-per-le-rotte-dellartico-dossier.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 06:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Artico]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1800" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20221220180007288_da9037cc29e3ac9a52e36a57b68242b0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20221220180007288_da9037cc29e3ac9a52e36a57b68242b0.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20221220180007288_da9037cc29e3ac9a52e36a57b68242b0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20221220180007288_da9037cc29e3ac9a52e36a57b68242b0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20221220180007288_da9037cc29e3ac9a52e36a57b68242b0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20221220180007288_da9037cc29e3ac9a52e36a57b68242b0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina, ma soprattutto i ritmi che ha imposto il cambiamento climatico stanno preparando una contesa globale per le nuove rotte artiche </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1800" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20221220180007288_da9037cc29e3ac9a52e36a57b68242b0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20221220180007288_da9037cc29e3ac9a52e36a57b68242b0.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20221220180007288_da9037cc29e3ac9a52e36a57b68242b0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20221220180007288_da9037cc29e3ac9a52e36a57b68242b0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20221220180007288_da9037cc29e3ac9a52e36a57b68242b0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20221220180007288_da9037cc29e3ac9a52e36a57b68242b0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p>
<p>Per secoli e secoli regione dell’Artico ha visto le sue acque “bloccate” dalle impenetrabili banchise di ghiaccio; relegando quelle terre lontane e inospitali a polo estremo dell’esplorazione geografica e geofisica. I suoi confini, rivendicati da Russia, Stati Uniti, Norvegia, Danimarca, Islanda e Canada, dal manifestarsi di un recente processo di <strong>scioglimento dei ghiacci</strong> &#8211; che promettono di dare accesso a <strong>enormi giacimenti</strong> di preziose riserve di idrocarburi, minerali e metalli &#8211; aprono nel presente e nel futuro prossimo una questione che si preannuncia complessa quanto delicata. Una questione che sembra già prossima a condurre le grandi potenze, che si preparano a reclamare e difendere i propri interessi economici e commerciali, di fronte a un scontro certo per il dominio delle rotte che lo attraversano. Covando il rischio di <a href="https://it.insideover.com/guerra/lartico-prossimo-teatro-dei-conflitti-internazionali.html">una guerra</a> nel cuore ghiacciato nell’Artico che potrebbe diventare in breve il punto più <em>caldo</em> del pianeta: almeno per transito di aerei, navi da guerra, e sottomarini nucleari.</p>



<p>Da oltre un decennio super potenze come la <strong>Federazione Russa</strong>, la <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong> e gli <strong>Stati Uniti</strong> <strong>d’America</strong>, sono impegnate nello sviluppo e nel varo di imponenti navi rompighiaccio &#8211; talvolta a <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-cina-sta-progettando-rompighiaccio-propulsione-nucleare.html">propulsione nucleare</a> per concedere un’autonomia pressapoco illimitata &#8211; garantendo agli armatori il vantaggio della &#8220;consuetudine&#8221; nella conquista delle rotte commerciali che&nbsp; giocheranno un ruolo chiave non solo nell’economia mondiale, ma nell’<strong>equilibrio</strong> geostrategico della regione che custodirebbe un quarto delle riserve mondiali di idrocarburi ancora non sfruttate nei suoi fondali.</p>



<p>Tali rivendicazioni hanno già provocato le <strong>prime tensioni</strong> e nuove controversie. Aumentando la pressione su un equilibrio già labile, nonché fondamentale per frenare &#8211; ove davvero si volesse frenare senza riserve &#8211; il surriscaldamento globale in parte provocato dalle <em>nostre</em> emissioni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un polo strategico da cui passano le sorti del mondo</h2>



<p>Tanto sono importanti le rotte del Pacifico, tanto saranno importanti, una volta disciolti i giacchi, le rotte che tagliando l&#8217;Artico consentiranno a Pechino e a Mosca, ma non meno alle potenze minori che affacciano sulla regione, di risparmiare decine di migliaia di miglia nautiche per portare a destinazione il frutto dei propri interessi.</p>



<p>Era dai tempi della Guerra Fredda  &#8211; oggi più calda che mai, dato il lento incedere della guerra in Ucraina &#8211; che non si concentrava tanto sull&#8217;Artico e i suoi <em>asset.</em> Ma dove oggi si possono incontrare le solitarie navi rompighiaccio di molti Paesi &#8211; perfino quelle della Corea del Nord &#8211; nei prossimi tempi potrebbero incrociarsi navi militari a salvaguardia di quei &#8220;confini&#8221;, siano ancestrali, riconosciuti o riconoscibili, di potenze avversarie che condividono lo stesso medesimo obiettivo: garantirsi il passaggio a &#8220;nord-est&#8221; nella <strong>Northern Sea Route</strong> anche in pieno inverno. E cercare di accaparrarsi con esso le risorse energetiche.</p>



<p>Basti pensare che un viaggio dal Giappone all’Europa attraverso una rotta marittima trans-artica, può durare un massimo di 10 giorni rispetto agli oltre 20 giorni previsti dalla rotte che sfrutta il Canale di Suez, per non parlare degli oltre 30 giorni da considerare per la rotta che doppia Capo di Buona Speranza e risale la costa dell&#8217;Africa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il conflitto ucraino incide sulla geopolitica nell’Artico</h2>



<p>Secondo molti osservatori e non è certo questa l&#8217;occasione per dar loro torto, invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russia e l&#8217;impennata dei prezzi nel mercato degli idrocarburi, ha accelerato sensibilmente la corsa all&#8217;Artico intrapresa dalle grandi potenze per imporre il loro predominio.</p>



<p>Come ricordato da  <em><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-10-20/russia-s-ukraine-war-prompts-arctic-rivalry-in-setback-for-climate-change">Bloomberg</a></em> in un recente report, le conseguenze di questa &#8220;corsa al Polo nord&#8221; sono potenzialmente disastrose per il pianeta.  E sul piano ambientale, e sul piano delle tensioni internazionali che dati gli attori interessati a porre la propria bandiera sui ghiacci, potrebbero raggiungere la massima tensione dai tempi della Guerra Fredda. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-per-le-rotte-dellartico-dossier.html">La guerra per le rotte dell&#8217;Artico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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