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	<title>guerra-civile-ucraina Archives - InsideOver</title>
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	<title>guerra-civile-ucraina Archives - InsideOver</title>
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		<title>Quel legame fra Cecenia e Ucraina Gli islamisti combattono con Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/terroristi-ceceni-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2018 17:04:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cecenia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra-civile-ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1057" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584-1024x722.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Gli islamisti ceceni, addestrati dallo Stato Islamico in Siria e Iraq, ora combattono nel Donbass a fianco dell’Ucraina contro i separatisti russi. Il motivo? Molto semplice. Come racconta al Times Mansur, 36enne islamista membro di un battaglione ceceno che ha base vicino alla città portuale di Mariupol, nell&#8217;Oblast&#8217; di Donec’k, “Putin è il nostro nemico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/terroristi-ceceni-ucraina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1057" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584-1024x722.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Gli <strong>islamisti ceceni</strong>, addestrati dallo Stato Islamico in Siria e Iraq, ora combattono nel Donbass a fianco dell’Ucraina contro i separatisti russi. Il motivo? Molto semplice. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.thetimes.co.uk/article/putin-is-our-enemy-too-says-chechen-fighter-in-ukraine-sv2rf2qtz">Come racconta al <em>Times</em></a> Mansur, 36enne islamista membro di un battaglione ceceno che ha base vicino alla città portuale di Mariupol, nell&#8217;Oblast&#8217; di Donec’k, “Putin è il nostro nemico comune. Porta con sé solo il male”.</p>
<p>Il battaglione Sheikh Mansur, che prende il nome da una figura della resistenza cecena del XVIII secolo, è guidato dal musulmano <strong>Cheberloevsky</strong>, un combattente dalla barba grigia che possiede un lungo pugnale in cui campeggia una frase eloquente: “Morte ai separatisti”. Come spiega il <em>Times</em>, alcuni degli uomini armati del battaglione avrebbero ammesso nel 2015 di aver affinato le loro abilità di combattimento nei campi di addestramento dello Stato Islamico in Iraq e in Siria. Benché i combattenti volontari non abbiano legami ufficiali con l&#8217;esercito ucraino, Kiev è stata criticata per aver chiuso un occhio sulle loro attività.</p>
<p>Ceceni islamisti a fianco di Kiev</p>
<p>La guerra degli ex miliziani ceceni dello Stato Islamico nel <strong>Donbass</strong> è motivata anche dalla loro ostilità verso <strong>Ramzan Kadyrov</strong>, Presidente della Repubblica Cecena dal 2007, che gode dell&#8217;appoggio del Presidente russo Vladimir Putin. &#8220;Vogliamo che il mondo sappia che non sono stati i ceceni ad attaccare l&#8217;Ucraina ma il Cremlino&#8221;, ha spiegato Mansur al <em>Times</em>. &#8220;Kadyrov e il popolo ceceno sono cose molto diverse”.</p>
<p>La forza del suo battaglione islamista, per la verità, pare esigua. Ma per il combattente jihadista poco importa: “Che differenza fa? I numeri non significano nulla” ha spiegato al giornale inglese. “La <strong>Cecenia</strong> ha solo un milione di persone, ma abbiamo mandato a casa l’esercito russo dopo averlo massacrato”. Sempre al <em>Times</em>, il guerrigliero si vanta delle armi catturate dai separatisti russi: “Armi da trofeo” ha sottolineato.</p>
<p>È del tutto evidente che il battaglione ceceno in Ucraina opera al di fuori della legge. Il suo leader, <strong>Cheberloevsky</strong>, sostiene di non essere legato all&#8217;esercito o alla polizia &#8211; che è un requisito legale indispensabile per qualsiasi organizzazione paramilitare nel Paese. Tuttavia, <a style="color: #0000ff" href="https://www.kavkazr.com/a/intervyu-c-muslimom-cheberloevskim/28463414.html">in un&#8217;intervista del 2017</a>, ha spiegato di avere un ottimo rapporto con le forze di Kiev: &#8220;Se ci sono difficoltà in un settore o in un altro, ci chiamano e noi li aiutiamo&#8221;.</p>
<p>Jihadisti in Ucraina già dal 2015</p>
<p>La presenza di <strong>islamisti</strong> ceceni nell’Ucraina orientale non è certo una novità. Come raccontava un articolo del <a href="https://www.nytimes.com/2015/07/08/world/europe/islamic-battalions-stocked-with-chechens-aid-ukraine-in-war-with-rebels.html"><em>New York Times</em></a> del 2015, i terroristi ceceni erano sotto il comando del collettivo militare neonazista del Settore Destro, emerso per la prima volta alla fine del novembre 2013 nella protesta <strong>Euromaidan</strong> a Kiev. “Combattere i russi” è l&#8217;obiettivo comune di entrambe le fazioni lì riunite a formare un vero e proprio asse del male che racchiude fanatismo religioso ed estremismo politico. Elementi sui quali la diplomazia occidentale ha finora chiuso non un occhio, ma due.</p>
<p>Nel frattempo, nel 2019 l&#8217;esercito ucraino riceverà la bellezza di 200 milioni di dollari di aiuti militari dagli Stati Uniti. Il Pentagono riuscirà a impedire che questi aiuti finiscano nelle mani dei terroristi ceceni?</p>

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		<title>L&#8217;asse franco-tedesco in azione:  &#8220;Medieremo fra la Russia e l&#8217;Ucraina&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/germania-francia-ucraina-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2018 16:36:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra-civile-ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8715498.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8715498.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8715498-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8715498-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8715498-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;asse franco-tedesco continua a voler prendere il sopravvento sulla politica estera dell&#8217;Unione europea. E Francia e Germania adesso vorrebbero rappresentare l&#8217;Europa nella crisi fra Russia e Ucraina sul Mar d&#8217;Azov. Come ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, in visita a Madrid, Berlino e Parigi potrebbero avere un ruolo da mediatori nella crisi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/germania-francia-ucraina-russia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8715498.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8715498.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8715498-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8715498-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8715498-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>asse franco-tedesco</strong> continua a voler prendere il sopravvento sulla politica estera dell&#8217;Unione europea. E Francia e Germania adesso vorrebbero rappresentare l&#8217;Europa nella <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/ucraina-kerch/">crisi fra Russia e Ucraina sul Mar d&#8217;Azov</a>. Come ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, <strong>Heiko Maas</strong>, in visita a Madrid, Berlino e Parigi potrebbero avere un ruolo da mediatori nella crisi fra Kiev e Mosca.</p>
<p>E l&#8217;occasione potrebbe essere durante un vertice che si terrà nella capitale tedesca la prossima settimana. &#8220;La riunione, programma da diverso tempo per lunedì a Berlino, con la Russia e l&#8217;Ucraina, potrebbe essere l&#8217;occasione. Francia e Germania si adoperano insieme, e se necessario come mediatori, per prevenire che lo scontro porti a una grave crisi&#8221;.</p>
<p>Una notizia importante che dimostra, ancora una volta, come Francia e Germania abbiano iniziato una progressiva <strong>opera di unione delle proprie forze</strong> per prendere in mano la rappresentanze dell&#8217;Europa. Angela Merkel ed Emmanuel Macron hanno già confermato più volte che è l&#8217;asse fra i loro Paesi a dover essere il pilastro su cui fondare la nuova Unione europea.</p>

<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/macron-merkel-berlino/">Lo ha detto lo stesso presidente francese a Berlino</a> davanti ai parlamentari tedeschi, accolto con scroscianti applausi del Bundestag. Ma lo ha confermato anche la cancelliera in numerose occasioni. Con un&#8217;Italia sempre meno legata alle politiche dell&#8217;Ue e con un Regno Unito da sempre indipendente e ormai fuori dai giochi dopo la <strong>Brexit</strong>, sono loro due a voler prendere il controllo assoluto dell&#8217;Unione europea. E lo dimostra anche la crisi nel Mar d&#8217;Azov.</p>
<p>Una crisi dove Germania e Francia hanno però interessi non del tutto convergenti. La Francia, per motivi anche solo legati all&#8217;energia, non ha un interesse così profondo nel mantenere rapporti estremamente positivi con la Russia. Mentre ha teso la mano all&#8217;Ucraina.</p>
<p> Macron non ha mai fatto mistero di considerare l&#8217;annessione della <strong>Crimea</strong> contraria al diritto internazionale e ha pubblicamente affermato che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/macron-attacca-putin-francia-non-riconosce-lannessione-1413520.html">la Francia non riconoscerà la penisola</a> come parte della Federazione russa. Negli ultimi tempi ha parlato di un&#8217;Europa che deve iniziare a cooperare di più con la Russia. Ma è anche vero che la sua ipotesi di un &#8220;esercito europeo&#8221; considerava Mosca come potenza avversaria. </p>

<p>Diverso è il caso della Germania. Angela Merkel e il suo governo hanno duramente condannato le operazioni russe nel Mar d&#8217;Azov e lo stesso Maas <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.askanews.it/esteri/2018/11/26/tensioni-ucraina-russia-germania-inaccettabile-blocco-mare-azov-pn_20181126_00459/">ha detto di ritenere &#8220;inaccettabile&#8221;</a> qualsiasi blocco imposto dal Cremlino. Parole dure ma che non devono far credere in Germania abbiano abbandonato la loro tradizionale Ostopolitik. A Berlino tutti sanno che è fondamentale avere Mosca al proprio fianco, specialmente quando si tratta di ricevere il via libera al gasdotto <strong>North Stream 2</strong> per diventare il più grande hub energetico del gas russo in Europa.</p>
<p>Anche in occasione del recente viaggio della cancelliera in Ucraina, le mosse di Merkel sono state interessanti. La cancelliera è andata a deporre i fiori in Piazza Maidan per ricordare i morti delle violenze, ma pubblicamente, a margine degli incontri con <strong>Petro Poroshenko</strong> e con il premier Volodymyr Groysman, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.lettera43.it/it/blog/back-to-ussr/2018/11/02/merkel-putin-e-la-crimea/5467/">non ha voluto parlare di Crimea</a>. Quasi per evitare di dover incendiare i rapporti con il Cremlino.</p>
<p>Interessi non identici, quindi, ma che adesso convergono. Entrambi gli Stati vogliono prendere il pieno controllo sull&#8217;Europa in un momento di forte indebolimento dei suoi istituti comunitari. E <a href="http://www.occhidellaguerra.it/perche-russia-ucraina-azov/">la crisi del Mar d&#8217;Azov</a> è l&#8217;ennesima dimostrazione che l&#8217;unione europea, di fatto, non esiste più. A Bruxelles non è più rappresentata la comunità di Stati che fanno parte dell&#8217;Ue, ma è solo una struttura che può dettare legge finché non va a toccare gli interessi delle grandi potenze che ne fanno parte. Quando il gioco si fa duro, entrano in campo i &#8220;grandi&#8221;. E l&#8217;Europa torna a essere una semplice definizione geografica. A Berlino e a Parigi, l&#8217;Europa serve finché deve fare i loro interessi. </p>

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		<title>Battaglia navale e scontri in piazza: si riaccende la guerra in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-kerch.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2018 12:11:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra-civile-ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1292" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8859979.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8859979.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8859979-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8859979-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8859979-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Basta una piccola scintilla per provocare un grande incendio. E questo sembra essere lo scenario nel Mar d&#8217;Azov, da dove arrivano notizie contrastanti. L&#8217;Ucraina accusa Mosca di aver sparato sulle navi ucraine nello stretto di Kerch, ferendo almeno due persone, e sequestrando tre navi. Si tratterebbe di due piccole imbarcazioni da guerra e di un rimorchiatore che stavano attraversando lo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-kerch.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1292" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8859979.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8859979.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8859979-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8859979-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8859979-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Basta una piccola scintilla per provocare un grande incendio. E questo sembra essere lo scenario nel <strong>Mar d&#8217;Azov</strong>, da dove arrivano notizie contrastanti. L&#8217;Ucraina accusa Mosca di aver sparato sulle navi ucraine nello stretto di Kerch, ferendo almeno due persone, e sequestrando tre navi. Si tratterebbe di due piccole imbarcazioni da guerra e di un rimorchiatore che stavano attraversando lo stretto, dirette verso il porto di <strong>Mariupol</strong>. La versione di Mosca, invece, è diametralmente opposta: le navi ucraine avrebbero attraversato le acque territoriali russe senza alcuna autorizzazione. I servizi segreti russi, inoltre, hanno accusato Kiev di voler provocare un &#8220;<strong>conflitto nella regione</strong>&#8220;.</p>
<p>In poco tempo, la tensione è salita alle stelle. Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha convocato una riunione d&#8217;emergenza con i vertici militari mentre Mosca ha bloccato lo stretto di Kerch, che rappresenta l&#8217;unico collegamento marittimo tra il Mar Nero e il Mare d&#8217;Azov. Gli attori che in questi anni hanno seguito il conflitto ucraino hanno fatto subito sentire la loro voce. L&#8217;Alto rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini, ha chiesto subito di ripristinare la libertà di circolazione nello stretto e di allentare la tensione. Tensione che, però, non ha fatto altro che aumentare.</p>

<p>Nella notte, 150 persone hanno raggiunto l&#8217;ambasciata russa a Kiev, protestando contro il sequestro delle tre navi della Marina. I manifestanti hanno inoltre dato fuoco a un&#8217;auto.</p>
<p>Nella giornata di oggi, inoltre, l&#8217;Ucraina ha inoltre incassato, come del resto era prevedibile, il sostegno della Nato e dell&#8217;Unione europea, che ha parlato di &#8220;sviluppo inaccettabile&#8221; e ha invitato Mosca a riaprire lo stretto di Kerch. &#8220;L&#8217;Europa resterà unita a sostegno dell&#8217;Ucraina&#8221;, ha detto il presidente del Consiglio europeo <strong>Donald Tusk</strong>.</p>
<p>Le tensioni mai sopite in Ucraina</p>
<p>Il conflitto ucraino dura ormai dal 2014 e ha provocato oltre 9mila morti. Un conflitto silenzioso, che si combatte soprattutto attorno le province indipendentiste di Donetsk e Lugansk. Nonostante i molti cessate il fuoco che hanno costellato i quattro anni di conflitto, le due parti hanno continuato a minacciarsi a vicenda.</p>

<p>Solamente pochi mesi fa, inoltre, è stato ucciso il leader separatista <strong>Alexander Zakharchenko</strong>. Un&#8217;azione che, secondo le autorità del Donbass, sarebbe stata condotta dai servizi segreti ucraini. E ieri il sequestro delle navi.</p>
<p>Il conflitto ora può riaccendersi. E, come al solito, allargarsi a tutte le potenze che in questi anni hanno sostenuto una parte o l&#8217;altra. Perché l&#8217;Ucraina rappresenta uno Stato fondamentale per tutti. Per la Nato, che così facendo continua a premere su Mosca, e per Putin, che deve aggirare l&#8217;accerchiamento dell&#8217;Alleanza atlantica e <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/azov-russia-ucraina/" target="_blank" rel="noopener">controllare la il Mar Nero</a>.</p>
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		<item>
		<title>La nuova arma degli Stati Uniti  per dividere l&#8217;Ucraina dalla Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-ucraina-russia-chiesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 07:14:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra-civile-ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[ortodossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti pensano costantemente all&#8217;Ucraina. Non è un mistero che abbiano fatto il possibile per sganciarla dalla Russia. E non è un mistero che adesso vogliano fare in modo che essa non torni più bell&#8217;orbita di Mosca. E per ottenere questo risultato, Washington ha da tempo messo in atto una serie di iniziative rivolte a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-ucraina-russia-chiesa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-ucraina-russia-chiesa.html">La nuova arma degli Stati Uniti  per dividere l&#8217;Ucraina dalla Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> pensano costantemente all&#8217;<strong>Ucraina</strong>. Non è un mistero che abbiano fatto il possibile per sganciarla dalla <strong>Russia</strong>. E non è un mistero che adesso vogliano fare in modo che essa non torni più bell&#8217;orbita di Mosca. E per ottenere questo risultato, Washington ha da tempo messo in atto una serie di iniziative rivolte a Kiev.</p>
<p>Innanzitutto, c&#8217;è il pieno <strong>sostegno politico</strong> alla causa ucraina nella guerra civile nell&#8217;est del Paese. Poi c&#8217;è stato il mancato riconoscimento del referendum di annessione della Crimea. E negli anni, è anche migliorato il <strong>rapporto militare</strong> fra Stati Uniti e Ucraina, con forniture di armi, consiglieri militari e la costante presenza della <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/sale-la-tensione-nel-mar-dazov-lucraina-riceve-navi-guerra-usa/">flotta americana nel Mar Nero</a>.Il tutto, unito allargamento a est della Nato e dell&#8217;Unione europea, ha reso chiaro da subito che a Washington non avrebbero mai ceduto sul fronte ucraino, considerato un vero e proprio grimaldello per scardinare il legame fra Russia ed Europa orientale, ma anche <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/guerra-mare-mediterraneo/">fra Russia e Mar Nero</a>.</p>
<p>Ma da parte statunitense, l&#8217;idea è che sia necessario qualcosa di più. Non serve solo interrompere i legami politici: l&#8217;approccio deve essere anche <strong>culturale</strong>. Ed è per questo che la politica di Washington si sta orientando su più livelli. Di cui uno di questi piani è quello religioso.</p>
<p>Lo scontro fra Mosca, Kiev e Costantinopoli</p>
<p>In questi giorni, gli Stati Uniti hanno espresso pubblicamente il loro sostegno per una recente decisione del patriarca ecumenico di Costantinopoli, <strong>Bartolomeo</strong>, di concedere<strong> l&#8217;autocefalia alla Chiesa ortodossa ucrain</strong>a. Una decisione importante che ha già creato molte tensioni fra il Patriarcato di Mosca, che ancora mantiene la sua autorità sulla chiesa ucraina, e quello di Costantinopoli.</p>

<p>Come ricordato dal <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ft.com/content/1bdfb854-c26e-11e8-95b1-d36dfef1b89a"><em>Financial Times</em></a>, la Chiesa ortodossa russa, che aveva mantenuto un basso profilo durante il conflitto, ha sospeso i rapporti diplomatici con Costantinopoli in risposta alla scelta di Bartolomeo. Mentre <strong>Kirill</strong>, il patriarca russo, ha dichiarato che questo per questo mese smetterà di inserire Bartolomeo nelle preghiere. Una disputa che dal sacro passa immediatamente al profano, visto che lo scontro fra Chiese diventa inevitabilmente uno scontro politico e strategico.</p>
<p>Le parole di Heather Nauert</p>
<p>Ed è per questo che Washington è entrata a gamba tesa su un tema che appare distante anni luce dalla politica americana. Sembra difficile credere che al <strong>Dipartimento di Stato americano</strong> siano interessati a un <em>Tomos</em> del patriarcato di Costantinopoli che conceda l&#8217;autocefalia a una chiesa dell&#8217;Europa orientale. Ma in Ucraina la situazione è diversa. questo gesto potrebbe interrompere un legame tradizionale con Mosca che sa di taglio di una sorta di cordone ombelicale che lega Kiev ai destini russi.</p>
<p>La portavoce del Dipartimento di Stato<strong> Heather Nauert</strong> <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ekathimerini.com/233006/article/ekathimerini/news/us-backs-ukrainian-church-bid-for-autocephaly">ha detto</a> che gli Stati Uniti sostengono la libertà dei gruppi &#8220;di governare la loro religione secondo le loro credenze e praticare liberamente le loro fedi senza interferenze del governo&#8221;. &#8220;Gli Stati Uniti &#8211; ha continuato la portavoce &#8211; rispettano la capacità dei leader e dei fedeli ortodossi dell&#8217;Ucraina di perseguire l&#8217;autocefalia secondo le loro convinzioni. Rispettiamo il Patriarca ecumenico come voce di tolleranza religiosa e dialogo interreligioso&#8221;, ha aggiunto, ricordano <strong>&#8220;l&#8217;incrollabile sostegno&#8221;</strong> di Washington alla sovranità ucraina rispetto alle politiche russe.</p>
<p>Colpire l&#8217;influenza russa</p>
<p>Dal punto di vista americano, è evidente che la scelta di rendere la Chiesa ortodossa ucraina totalmente indipendente dal patriarcato di Mosca, serva per staccare definitivamente i due Paesi. Ed è il motivo per cui <strong>Petro Poroshenko</strong> sostiene totalmente la linea intrapresa dal primate della Chiesa ortodossa ucraina di Kiev, Filarete, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-ukraine-church/once-an-outcast-ukrainian-patriarch-ready-to-lead-church-split-from-russia-idUSKCN1M82CR">che combatte da decenni per l&#8217;autocefalia</a>. Primate che, va ricordato, ha sostenuto da subito i movimenti nazionalisti ucraini e ha avuto un ruolo attivo sia nelle proteste di Piazza Maidan sia nel sostegno ai gruppi che volevano colpire il legame con la Russia.</p>
<p>E il motivo è che il peso del patriarcato di Mosca è sempre stato molto forte. E in questi anni, la Chiesa russa è stata accusata più volte di essere una sorta di braccio culturale di <strong>Vladimir Putin</strong> per espandere la propria influenza. Accuse che però non sempre hanno retto alla prova dei fatti: prova ne è stata proprio la Crimea. Quando il presidente russo definì la penisola come <a href="https://www.haaretz.com/putin-crimea-to-russia-as-temple-mount-is-to-jews-muslims-1.5340568">il &#8220;Monte del Tempio&#8221; della Russia</a>, <strong>Kirill</strong> non ha voluto entrare nel dibattito, quasi a voler definire una sorta di confine fra la politica e la religione che non era necessario varcare. Ma è chiaro che il peso del patriarcato risulta comunque secondario rispetto alla leadership politica del leader russo.</p>
<p>I motivi dietro la scelta di Bartolomeo</p>
<p>Ma questa sfida a Putin, se è utile a ucraini e statunitensi, non sembra avere in realtà una concreta utilità per il patriarcato di Costantinopoli, che fondamentalmente è apparso sempre disinteressato alla politica russa. Proprio per questo motivo, la decisione di Bartolomeo deve essere inserita anche e soprattutto nel contesto della<strong> politica della Chiesa ortodossa</strong>.</p>
<p>Il fatto che Bartolomeo abbia voluto abbracciare proprio in questo periodo una linea così filo-ucraina, secondo alcuni analisti, non è da ricercare in una logica filo-occidentale, quanto in un vero e proprio desiderio del patriarcato di Costantinopoli di<strong> aumentare la propria influenza nella Chiesa ortodossa europe</strong>a. Il patriarcato di Mosca è spesso considerato il leader <em>de facto</em>, da un punto di vista politico, del mondo ortodosso dell&#8217;Europa orientale. E questa scelta di Costantinopoli va anche letta alla luce della volontà di Bartolomeo di uscire dalle mura dell&#8217;antica capitale imperiale.</p>

<p>Con <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> che ha rifondato la Turchia legandola all&#8217;islam, e con una Russia fortemente attiva in tutto il fronte orientale, il patriarcato appare sempre più isolato. Per questo potrebbe aver deciso di investire nell&#8217;autocefalia ucraina. Un investimento che però rischia di innalzare ancora di più le tensioni in una regione che tutto ha bisogno meno che di benzina sul fuoco.</p>
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		<title>L&#8217;Ucraina pensa a una base navale  con l&#8217;appoggio degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-lappoggio-usa-kiev-pensa-base-navale-strategica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Sep 2018 06:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra-civile-ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare russa]]></category>
		<category><![CDATA[Missile anticarro Javelin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8296942.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8296942.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8296942-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8296942-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8296942-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina è pronta a realizzare una base navale strategica sul Mar d&#8217;Azov, ma l&#8217;ultima parola spetta al Pentagono: se gli americani intenderanno concedere davvero ulteriori forniture militari per contrastare le azioni della Russia e dei separatisti, Kiev è pronta. I funzionari della Difesa americana stanno monitorando l&#8217;aumento di tensione nel Mar d&#8217;Azov e nello stretto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-lappoggio-usa-kiev-pensa-base-navale-strategica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8296942.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8296942.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8296942-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8296942-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8296942-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>L&#8217;Ucraina è pronta a realizzare una base navale strategica sul <strong>Mar d&#8217;Azov</strong>, ma l&#8217;ultima parola spetta al Pentagono: se gli americani intenderanno concedere davvero ulteriori forniture militari per contrastare le azioni della Russia e dei separatisti, Kiev è pronta.</p>
<p>I funzionari della Difesa americana stanno monitorando l&#8217;aumento di tensione nel <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.google.com/search?q=mar+d%27azov&amp;source=lnms&amp;tbm=isch&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwiRj6GjuMndAhUFlCwKHVlQDlIQ_AUICygC&amp;biw=1440&amp;bih=839#imgrc=L-_l2cnMyHPKiM:">Mar d&#8217;Azov</a> e nello stretto di Kerch &#8211; <strong>sbocco strategico </strong>che collega le città portuali ucraine al Mar Nero e da lì apre la rotta al Mediterraneo &#8211; dove da aprile il transito delle navi da trasporto ucraine è ostacolato da quello che alcuni analisti della sicurezza hanno definito come un &#8220;<strong>blocco di fatto</strong>&#8220;. Il governo di Kiev rassicura: se ci fornirete l&#8217;equipaggiamento militare necessario&#8221;questa base creerà le condizioni per respingere le azioni aggressive della Federazione Russa in tutta la regione&#8221;. </p>

<p>Secondo quanto riportato dalla gazzetta dell&#8217;Us Navy, l&#8217;inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.state.gov/r/pa/ei/biog/273943.htm">K.Volker</a>, ha garantito al governo di Kiev che l&#8217;amministrazione Trump è aperta a fornire al Paese armi più &#8220;efficaci&#8221; per colmare le lacune nelle capacità tattiche con le forze separatiste rifornite da Mosca, e che le opzioni sono state messe al vaglio dal Pentagono. Come riportato precedentemente, all&#8217;inizio di quest&#8217;anno gli Stati Uniti hanno rifornito l&#8217;Ucraina di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lavvertimento-di-mosca-le-armi-usa-in-ucraina-possono-innescare-un-escalation/">210 missili anticarro Javelin</a> per sostenere le forze governative che combattono i separatisti russi nell&#8217;est dell&#8217;Ucraina, e per frenare un&#8217;eventuale escalation che vedrebbe scendere in campo formazioni di mezzi corazzati.</p>
<p>&#8220;Ovunque siano queste lacune, siamo pronti a sederci al tavolo e parlare con il nostro alleato di quali siano i suoi bisogni. Potranno acquisire gli equipaggiamenti necessari attraverso le nostre vendite militari all&#8217;estero &#8220;, ha dichiarato l&#8217;inviato Usa alla stampa. Volker ha anche dichiarato &#8211; presa coscienza della situazione &#8211; che la scarsità di risorse navali e di difesa aerea Ucraina è preoccupantepermette alla Russia di sentirsi totalmente al sicuro: &#8220;Sentono di poter affermare la loro posizione dominante nell&#8217;area del Mar d&#8217;Azov&#8221;. Una base navale con forniture Usa permetterebbe al governo di Kiev di tutelare le proprie rotte commerciali e di fungere quanto meno da deterrente per le unità navali russe che vengono spesso viste compiere atti intimidatori nei confronti delle navi da trasporto ucraine.</p>

<p>In vero i funzionari del Pentagono hanno già denunciato la spregiudicatezza delle pattuglie marittime della Voenno-morskoj flot.&#8221;Le azioni della Russia per impedire il transito marittimo sono ulteriori esempi della campagna in corso per <strong>indebolire e destabilizzare l&#8217;Ucraina </strong>così come il suo disprezzo per le norme internazionali&#8221;, aveva dichiarato la portavoce del Dipartimento di Stato Heather Nauert alla fine di agosto. La Russia ha inoltre costruito un <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/ponti-russia/" target="_blank">nuovo ponte</a> che collega la Crimea al continente controllato dalla Federazione Russa. La costruzione del ponte che attraversa lo Stretto di Kerch, priva dell&#8217;approvazione di Kiev, è stata dichiarata illegale dall&#8217;Occidente.</p>
<p>Nel frattempo Mosca ha progressivamente<strong> rinforzato la propria flotta nel Mar Nero</strong> &#8211; che può contare su incrociatori, fregate e corvette lanciamissili, oltre a sottomarini classe Lada e numerose unità costiere &#8211; e le forze terrestri &#8211; fanteria di marina dotata di diverse unità navali anfibie &#8211; schierate nelle basi aeronavali che affacciano sulla costa del mare conteso dalla Crisi della Crimea del 2014. Basi dove sono stati <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-mossa-di-putin-in-crimea/">installati sofisticati sistemi per la difesa aerea</a> come il famigerato <a href="http://www.occhidellaguerra.it/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato/" target="_blank">S-400</a>.</p>

<p>&#8220;L&#8217;attività della Russia nel Mare di Azov e nello Stretto di Kerch sembra confermare le ambizioni di Mosca di rendere questo bacino un&#8217;area interna completamente controllata dalla Russia&#8221;, ha detto l&#8217;analista presso l&#8217;Osw K.Nieczypor, che ha proseguito: &#8220;L&#8217;accesso al Mar d&#8217;Azov e il controllo delle imbarcazioni che navigano attraverso lo Stretto di Kerch consentono alla Russia di esercitare un &#8220;black-mail&#8221; economico sull&#8217;Ucraina&#8221;.</p>
<p>L&#8217;intervento degli Stati Uniti che, secondo quanto dichiarato dal proprio emissario, paventa l&#8217;intenzione di fornire al governo di Kiev armamenti ben più &#8220;pesanti&#8221; dei già discussi missili anticarro Javelin, non fanno che ricordarci che il conflitto in Crimea non è mai terminato. È solo in una delicata fase di stand-by. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il nuovo fronte di guerradello scontro fra Russia e Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/azov-russia-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2018 14:10:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra-civile-ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare russa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="761" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LAPRESSE_20180729164658_26982828.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LAPRESSE_20180729164658_26982828.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LAPRESSE_20180729164658_26982828-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LAPRESSE_20180729164658_26982828-768x487.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LAPRESSE_20180729164658_26982828-1024x649.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La crisi fra Ucraina e Russia si arricchisce di un nuovo fronte di guerra: il Mar d&#8217;Azov. Nelle ultime settimane, lo specchio d&#8217;acqua unito al Mar Nero dallo Stretto di Kerch è diventato oggetto di una pericolosa escalation non solo politica, ma anche militare. E dal momento che la guerra in Ucraina è il conflitto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/azov-russia-ucraina.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="761" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LAPRESSE_20180729164658_26982828.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LAPRESSE_20180729164658_26982828.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LAPRESSE_20180729164658_26982828-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LAPRESSE_20180729164658_26982828-768x487.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LAPRESSE_20180729164658_26982828-1024x649.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p>La crisi fra <strong>Ucraina</strong> e <strong>Russia</strong> si arricchisce di un nuovo fronte di guerra: il <strong>Mar d&#8217;Azov</strong>. Nelle ultime settimane, lo specchio d&#8217;acqua unito al Mar Nero dallo Stretto di Kerch è diventato oggetto di una pericolosa escalation non solo politica, ma anche militare. E dal momento che la guerra in Ucraina è il conflitto europeo più sanguinoso dalla guerra nei Balcani, ogni innalzamento delle tensioni non va sottovalutato.</p>
<p>Come riporta <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/a/5b9a7156026809.66466484/2064517/2018-09-12/speciale-difesa-ucraina-russia-kiev-invia-truppe-nel-mar-d-azov-a-causa-della-aggressione-di-mosca">Agenzia Nova</a></em>, in questi giorni &#8220;lo Stato maggiore delle Forze armate dell&#8217;Ucraina ha deciso di rafforzare il raggruppamento di truppe nella direzione di Azov. Queste misure sono prese a causa delle <strong>&#8216;azioni aggressive&#8217;</strong> della Russia&#8221;.</p>
<p>L&#8217;annuncio è stato direttamente dal comandante delle forze terrestri ucraine, Sergej Popko e si inserisce nel quadro delle crescenti ostilità fra Kiev e Mosca su un&#8217;area marittima che, in fin dei conti, non rappresenta uno specchio d&#8217;acqua particolarmente ricco di risorse. Ma che dal punto di vista politico e strategico risulta, ad oggi, molto importante.</p>
<p>La situazione del Mar d&#8217;Azov è peggiorata, in quest&#8217;ultimo periodo, per le crescenti tensioni fra marina russa e ucraina riguardanti in particolare i <strong>pescherecci</strong>. A marzo, il <strong>Nord</strong>, un peschereccio di una compagnia della Crimea, è stato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.maritime-executive.com/article/ukraine-and-russia-face-off-over-fishing-boat">fermato dalle guardie ucraine</a> perché accusato di aver violato le frontiere marittime di Kiev.</p>

<p>La violazione, negata apertamente sia dall&#8217;equipaggio dell&#8217;imbarcazione sia dalle autorità della <strong>Crimea</strong>, ha portato a una reazione da parte delle guardie di frontiera russa con un aumento esponenziale dei controlli su tutte le navi ucraine. Un&#8217;attività intensa e sicuramente a scapito degli ucraini ma del tutto lecita, perché tra Ucraina e Russia vige <strong>un accordo del 2003</strong> che permette le attività di ispezione alla flotta di Mosca, ma che a detta degli ucraini si starebbe trasformando in un vero e proprio blocco navale.</p>
<p>La questione non è da sottovalutare. Quel tratto di mare rappresenta l&#8217;unica via di sostentamento per i pescatori ucraini. Quindi ci sono due comunità in conflitto che vivono grazie a quelle coste e che non hanno alcun interesse a giungere a un compromesso. </p>
<p>Ma al netto dell&#8217;importanza economica per il settore ittico, il problema di quelle acque è che, per gli ucraini, la Russia avrebbe avviato una vera e propria campagna di assedio nei confronti di tutto il settore commerciale ed economico delle città costiere, a cominciare da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.google.it/maps/place/Mariupol',+Oblast'+di+Donec'k,+Ucraina,+87500/@47.129102,35.3401487,7z/data=!4m5!3m4!1s0x40e6e6a7bee7582b:0xa5d118300a75b5ce!8m2!3d47.097133!4d37.543367">Mariupol</a>, per condannarle a un lento processo di isolamento.</p>
<p>Se l&#8217;Ucraina pensa che siano questi gli obiettivi della Russia, dall&#8217;altro è chiaro che per Mosca, la questione è molto differente. Il problema del Mar d&#8217;Azov agli occhi del Cremlino è che esso rappresenta uno specchio d&#8217;acqua che divide la Russia dalla Crimea. La penisola è stata recentemente collegata dal <strong>ponte di Kerch</strong> che rappresenta uno snodo cruciale per la strategia di Vladimir Putin nella regione annessa alla Russia.</p>

<p>Per il Cremlino è essenziale che quell&#8217;area sia garantita da qualsiasi influenza esterna, non solo ucraina. La possibilità che Kiev entri nella Nato comporta che quel tratto di mare possa trasformarsi, in futuro, in una pericolosa linea di confine fra il territorio russo e quello di uno Stato appartenente all&#8217;Alleanza atlantica e che possano dividere la Crimea dalla Russia.</p>
<p>Non a caso, non appena è stato costruito il ponte, Putin ha ordinato l&#8217;invio di tre navi a tutela dell&#8217;infrastruttura. Ed è importante sottolineare che il <strong>Dipartimento di Stato americano</strong> si sia inserito nello scontro fra Ucraina e Russia <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.kyivpost.com/ukraine-politics/ukrinform-state-department-russias-actions-in-azov-sea-an-attempt-to-destabilize-ukraine.html">parlando</a> di manovre russe tesa a &#8220;destabilizzare l&#8217;Ucraina&#8221;. Quindi gli Stati Uniti sono pienamente coinvolti nella vicenda. E lo sono <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/guerra-mare-mediterraneo/">per lo stesso motivo per cui erano interessati alla Crimea</a>: togliere il più possibile appoggi ai russi nel Mar Nero e quindi nel <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/mediterraneo-allargato/">Mediterraneo allargato</a>.</p>
<p>In queste ore, proprio a conferma di questi timori russi, sono arrivare <a href="https://it.sputniknews.com/politica/201809096470578-Ucraina-Kiev-russofobia-marina-armi-missili-conflitto-Russia-Mar-Nero-Crimea-NATO-Occidente/">le parole di Franz Klintsevich</a>, membro della commissione Difesa della Camera alta, che ha espresso il pericolo che la questione delle barche da pesca venga sfruttata da Kiev per avviare la <strong>militarizzazione</strong> del Mar d&#8217;Azov, dirigendosi verso una pericolosa escalation. Militarizzazione che, fino ad ora, è tutta a favore di Mosca, già presente nell&#8217;area con una flotta largamente superiore a quella ucraina. Ma il problema russo non è la flotta di Kiev quanto quela dei potenziali alleati.</p>
<p>E di fronte a un&#8217;Ucraina desiderosa di tutelare i propri diritti su quel mare e una Russia che teme una nuova area di conflitto in cui possa inserirsi il blocco atlantico, il rischio che si accenda un nuovo focolaio di tensioni è molto alto.  </p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/azov-russia-ucraina.html">Il nuovo fronte di guerradello scontro fra Russia e Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>C&#8217;è una nuova guerra globale  per dominare il Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/guerra-mare-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2018 06:36:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crimea]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[guerra-civile-ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare russa]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1007" height="666" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/uss-Eisenohwer-mediterranean.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/uss-Eisenohwer-mediterranean.png 1007w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/uss-Eisenohwer-mediterranean-300x198.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/uss-Eisenohwer-mediterranean-768x508.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1007px) 100vw, 1007px" /></p>
<p>C&#8217;è un filo rosso che unisce i conflitti in Ucraina e in Siria, e non è solo la divisione dei blocchi. C&#8217;è dell&#8217;altro ed è un qualcosa di strategico che all&#8217;apparenza non sembra fondamentale, ma che in realtà è una delle tante chiavi di lettura per comprendere i conflitti che caratterizzano i nostri giorni: l&#8217;accesso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-mare-mediterraneo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1007" height="666" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/uss-Eisenohwer-mediterranean.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/uss-Eisenohwer-mediterranean.png 1007w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/uss-Eisenohwer-mediterranean-300x198.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/uss-Eisenohwer-mediterranean-768x508.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1007px) 100vw, 1007px" /></p><p>C&#8217;è un filo rosso che unisce i conflitti in <strong>Ucraina</strong> e in <strong>Siria</strong>, e non è solo la divisione dei blocchi. C&#8217;è dell&#8217;altro ed è un qualcosa di strategico che all&#8217;apparenza non sembra fondamentale, ma che in realtà è una delle tante chiavi di lettura per comprendere i conflitti che caratterizzano i nostri giorni: l&#8217;<strong>accesso al Mediterraneo</strong>.</p>
<p>Un mare ancora fondamentale</p>
<p>Nonostante sia stato considerato per molto tempo un mare quasi secondario rispetto ad altri fondamentali per le rotte mercantili e le materie prime, il Mediterraneo ha assunto in questi anni un valore molto più rilevante. Tutti vogliono entrarci e tutti vogliono mantenere le loro basi e i loro porti. E la sfida fra potenze non è solo per avere l&#8217;accesso a questo mare, ma anche per negarlo o per strappare queste porte.</p>
<p>In questo momento storico, il Mediterraneo è tornato a essere il perno della strategia di almeno due superpotenze: <strong>Russia</strong> e <strong>Stati Uniti</strong>. Ma anche <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/redirect/mondo/cina-entra-nel-mediterraneo-i-pericoli-non-sottovalutare-1568264.html">la Cina sta iniziando un graduale percorso di inserimento</a>. E nello stesso tempo, è evidente la volontà di <strong>Israele</strong> e <strong>Turchia</strong> di ergersi a nuove potenze marittime regionali per uno scacchiere, quello del Mediterraneo orientale, che rappresenta la chiave per comprendere il futuro di tutta la regione. A questo si aggiunge la centralità dei Paesi europei e dell&#8217;Unione europea, sia come mercati che potenze regionali. E non va sottovalutato il ruolo dell&#8217;<strong>Iran</strong>, che ricerca l&#8217;acceso a questo mare.</p>
<p>L&#8217;accesso al Mediterraneo e la crisi in Ucraina</p>
<p>La <strong>guerra in Ucraina</strong>, che da anni sconvolge tutta l&#8217;area a nord del Mar Nero, è stata letta sotto numerosi aspetti. Ma quello che è stato spesso sottovalutato è il ruolo che ha avuto per la Russia e per la Nato la questione della penisola della Crimea. Perché è così importante questo aspetto? Perché la perdita dell&#8217;asse con Kiev avrebbe rappresentato, per Mosca, la perdita del porto di <strong>Sebastopoli</strong>, considerato il perno della strategia russa nel <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/mediterraneo-allargato/">Mediterraneo allargato</a>, che comprende anche il Mar Nero.</p>

<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-russia-alla-conquista-del-mediterraneo/">La strategia navale russa per il Mediterraneo</a> si incentra sull&#8217;esistenza di due bracci: uno nel Baltico e uno nel Mar Nero. Se l&#8217;acceso al Baltico è garantito in particolare dai porti di <strong>Kaliningrad</strong>, di San Pietroburgo (soprattutto a livello commerciale) e dei mari settentrionali, quella a sud è sempre stata incentrata sul mar Nero. Non a caso la Russia ha mantenuto in <strong>Crimea</strong> il suo porto principale nel Mar Nero e <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/a/5b801b57a24db2.93773159/2042469/2018-08-24/russia-georgia-putin-riceve-leader-abcaso-e-osseto-al-cremlino-focus-su-sicurezza">ha sempre sostenuto</a> la lotta per la secessione dell&#8217;<strong>Abkhazia</strong>, regione che ha tolto alla Georgia una larga parte di costa.</p>
<p>La perdita dell&#8217;Ucraina come alleato naturale del Cremlino avrebbe quindi messo a repentaglio l&#8217;intero progetto russo per l&#8217;acceso al Mediterraneo. Ed è anche per questo che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-ukraine-usa-bolton-nato/ukraine-has-made-progress-in-efforts-to-join-nato-trump-adviser-idUSKCN1L9162">la Nato</a> ha voluto a tutti i costi sostenere il cambio di governo in Ucraina: per minare nel profondo le possibilità di Mosca di accedere al mare. Un&#8217;ipotesi che <strong>Vladimir Putin</strong> ha evitato con il referendum per l&#8217;annessione della Crimea e con il rafforzamento del porto di Sebastopoli non appena avuta la certezza del <strong>mantenimento dell&#8217;arsenale navale</strong>.</p>
<p>La guerra in Siria è anche una guerra per il Mediterraneo</p>
<p>La <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/">guerra in Siria</a> è stata letta sotto molteplici punti di vista. Ma quello che è certo è che anche questo conflitto può essere letto sotto la lente di ingrandimento dell&#8217;accesso al Mediterraneo. E lo può essere visto a seconda dei diversi attori coinvolti nel conflitto.</p>
<p>Innanzitutto, sui motivi dello scoppio della guerra, è stato spesso (e giustamente) considerato il tema della <strong>mezzaluna sciita</strong>, cioè quel corridoio politico, militare ed economico che avrebbe legato l&#8217;Iran a <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah/">Hezbollah</a> in Libano. Ebbene, in questo caso è del tutto evidente che quello che si è voluto evitare è interrompere le possibilità che Teheran si collegasse al Mediterraneo. Israele ha subito considerati questa prospettiva una minaccia esistenziale.</p>
<p>Come unica potenza regionale in grado di sfidare la leadership israeliana e degli alleati degli Stati Uniti, l&#8217;Iran nel Mediterraneo avrebbe rappresentato il <strong>coronamento del sogno persiano</strong> ma anche una clamorosa sconfitta per Israele che non ha mai voluto né che si creasse un corridoio fisico fra Hezbollah e Teheran né che quest&#8217;ultima potesse avere <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-netanyahu-iran-seeks-syrian-ports-for-its-submarines-1.5463228">una base nel suo stesso mare</a>. Ipotesi che è stata spesso considerata dagli strateghi delle Israel defense forces (Idf).</p>

<p>Ma l&#8217;acceso al Mediterraneo orientale è stato anche uno dei motivi <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/operazioni-russe-siria/">dell&#8217;intervento russo</a> al fianco di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-e-bashar-al-assad/">Bashar al Assad</a> e dell&#8217;interesse americano nel conflitto. La Russia aveva (e continua ad avere) in Siria la sua unica base navale del Mediterraneo: <strong>Tartus</strong>. Questa, insieme all&#8217;aeroporto di Khmeimim è il fulcro dello scacchiere russo in Medio Oriente. Perdere un governo alleato in Siria significava, tra le altre cose, anche perdere queste basi che per Mosca sono più che preziose, sono vitali.</p>
<p>Per il Pentagono era fondamentale evitare che i russi mantenessero quelle basi. E ancora una volta, anche se lo scontro tra le due superpotenze è stato incentrato su altre tematiche, il Mediterraneo ha assunto un ruolo centrale.</p>
<p>Turchia e curdi: una guerra nella guerra</p>
<p>C&#8217;è anche un&#8217;altra guerra interna a quella in Siria che ha come terreno di scontro la via verso il Mediterraneo: quella fra Turchia e curdi. <strong>L&#8217;obiettivo curdo</strong> è sempre stato quello di arrivare al Mediterraneo o, nella peggiore delle ipotesi, avvicinarvisi il più possibile.</p>
<p>Lo scrisse anche l&#8217;<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/world/2017/may/06/syria-kurds-raqqa-mediterranen"><em>Observer</em></a> un anno fa quando, citando un alto funzionario curdo, parlò del sogno curdo di trovare un corridoio da Raqqa al mare. Un sogno che aveva uno scopo molto pragmatico: l&#8217;accesso al mare significava sbloccare l&#8217;isolamento terrestro del Kurdistan. &#8220;<strong>Arrivare al Mediterraneo è nel nostro progetto</strong> per la Siria settentrionale&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.middleeasteye.net/news/syrias-kurds-plan-enclave-stretching-mediterranean-report-865706939">queste le parole</a> di Hediya Yousef, capo del progetto per il federalismo curdo</p>
<p>Ed è anche per questo che<strong> Recep Tayyip Erdogan</strong> si è deciso a intervenire pesantemente in Siria occupando prima Jarabulus, poi <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/afrin-sostituzione-etnica/">Afrin</a>, ma soprattutto imponendosi come responsabile del <a href="http://www.occhidellaguerra.it/il-nodo-idlib/">governatorato di Idlib</a>: solo così poteva separare definitivamente i curdi dal mare e dalle coste turche del Mediterraneo orientale. E sembra, per ora esserci riuscito.</p>

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		<title>Putin muove le pedine in Europa: Lavrov e Gerasimov volano a Parigi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/putin-lavrov-parigi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2018 16:37:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[guerra-civile-ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180715222840_26891184.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180715222840_26891184.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180715222840_26891184-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180715222840_26891184-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180715222840_26891184-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il generale Valery Gerasimov hanno incontrato Emmanuel Macron a Parigi. A rivelare l&#8217;incontro a sorpresa all&#8217;Eliseo,  l&#8217;ufficio del presidente francese che ha tenuto a precisare che l&#8217;incontro era stato richiesto dal presidente russo Vladimir Putin. Il tour europeo di Lavrov e Gerasimov si arricchisce dunque di un&#8217;altra tappa: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-lavrov-parigi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180715222840_26891184.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180715222840_26891184.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180715222840_26891184-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180715222840_26891184-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180715222840_26891184-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il ministro degli Esteri russo <strong>Sergei Lavrov</strong> e il generale Valery Gerasimov hanno incontrato Emmanuel Macron a Parigi. A rivelare l&#8217;incontro a sorpresa all&#8217;Eliseo,  l&#8217;ufficio del presidente francese che ha tenuto a precisare che l&#8217;incontro era stato richiesto dal presidente russo <strong>Vladimir Puti</strong>n.</p>
<p>Il tour europeo di Lavrov e Gerasimov si arricchisce dunque di un&#8217;altra tappa: <strong>Parigi</strong>. Ed è un segnale molto importante dei rapporti che si stanno costruendo fra Cremlino ed Eliseo sui dossier principali che coinvolgono (e dividono) Francia e Russia. I due Paesi si trovano su fronti contrapposti. In Ucraina come in Siria, Macron e Putin seguono due agende diverse, divergenti e con <strong>alleati inconciliabili</strong>. Eppure, anche in una situazione apparentemente così difficile da risolvere, i due governi hanno iniziato a trovare un punto di dialogo. </p>
<p>La Siria e il dialogo fra Macron e Putin</p>
<p>Per quanto riguarda la Siria, la Francia ha per anni sponsorizzato le ribellioni, sostenuto la coalizione internazionale a guida Usa e ha anche <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-gran-bretagna-e-francia-attaccano-siria-1515351.html">attaccato Damasco</a> quando l&#8217;esercito di <strong>Bashar al Assad</strong> è stato accusato di aver usato il gas nei bombardamenti contro Douma. Infine ha inviato le truppe speciali a sostegno dei curdi nel nord-est del Paese.</p>
<p>Macron ha sempre considerato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/">il conflitto siriano</a> uno strumento per aumentare l&#8217;influenza in Medio Oriente, consolidare un apparente ritorno della Francia come <strong>potenza militare</strong> di livello internazionale e strappare aree di influenza ad altri Stati. Un ritorno a un Paese che fu colonia di Parigi.</p>

<p>Ma la guerra ha avuto un risultato del tutto diverso da quanto atteso sia da Macron che dal suo predecessore, <strong>François Hollande</strong>. Assad sta faticosamente riprendendo il controllo del territorio siriano grazie all&#8217;aiuto iraniano, delle milizie di Hezbollah ma soprattutto della potenza politica e militare della Russia. E arrivati a questo punto, pensare di mantenere un&#8217;agenda del tutto contrapposta alla realtà dei fatti, cioè la resistenza di Damasco, sarebbe folle anche per un personaggio come Macron.</p>
<p>Un esempio dell&#8217;avvio di una graduale <strong>cooperazione fra i due Paesi</strong> è l&#8217;accordo sugli aiuti umanitari nelle aree tornate sotto il controllo governativo. Un aereo militare russo Antonov 124 con a bordo 50 tonnellate di aiuti umanitari e medicinali è partito dall&#8217;aeroporto francese Chateauroux per portare <strong>soccorso alla popolazione della Ghouta orientale</strong>, liberata da una lunga battaglia.</p>
<p>Come riporta <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.telegraph.co.uk/news/2018/07/21/france-russia-carry-first-join-aid-mission-syria/">la dichiarazione congiunta</a> delle autorità russe e francesi, l&#8217;accordo, sottoscritto nell&#8217;ambito di una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha come obiettivo quello &#8220;di consentire alle popolazioni civili un migliore accesso agli aiuti&#8221;. L&#8217;aereo è atterrato nella <strong>base russa di Hmeimim</strong> e gli aiuti sono stati poi distribuiti dalle agenzie Onu. Primo accordo di questo genere fra Mosca e un Paese occidentale.</p>
<p>La questione Ucraina </p>
<p>Sul fronte della <strong>guerra in Ucraina</strong>, la situazione è altrettanto complessa. E Putin si trova a dover giocare una partita forse anche più difficile di quella siriana. Le posizioni europee, in questo caso, sono infatti molto diverse fra loro. Sia Berlino che Parigi compongono il <strong>&#8220;Formato Normandia&#8221;</strong> sull&#8217;Ucraina, ma partono con obiettivi differenti.</p>

<p>La Germania, tappa precedente a quella francese di Lavrov, ha nel tempo aperto a una soluzione di compromesso. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/trump-germania-russia/">Angela Merkel è interessata al gas russo</a> e alla costruzione del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/putin-trump-gas/">gasdotto North Stream 2</a>. E non può inimicarsi Putin in un momento in cui gli interessi tedeschi sono fortemente colpiti dalle scelte di Donald Trump.</p>
<p>La Francia, dal canto suo, ha sposato da subito una politica molto diversa, di netta contrapposizione alle mosse russe sul <strong>fronte orientale della Nato</strong>. E anche in questo si notano le profonde divergenze d&#8217;interessi in seno all&#8217;Unione europea che, come Parigi, si contrappone in maniera durissima alle scelte del Cremlino tanto da continuare ad avallare le sanzioni contro la Russia per non rispettare gli<strong> accordi di Minsk</strong>.</p>
<p>Detto questo, è anche vero che Macron non può commettere l&#8217;errore di schierarsi del tutto a sfavore della Russia. Anche Parigi ha forti interessi nel gas russo. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-05-25/total-raddoppia-russia-202523.shtml?uuid=AESQ7ouE">Come ricordava <em>Il Sole 24 Ore</em></a>, la francese Total  ha concluso&#8221;un accordo con la russa <strong>Novatek</strong> per acquisire una partecipazione del 10% nel progetto Arctic LNG-2. Nel nord della Siberia, nella penisola di Gydan, Novatek si propone di replicare il progetto già attivo nella penisola di fronte, Yamal, sempre con <strong>Total</strong>, per produrre gas naturale liquido dai grandi giacimenti dell’Artico russo&#8221;.</p>
<p>Trump, l&#8217;Iran la Russia</p>
<p>Il fatto che Lavrov <a href="https://www.agenzianova.com/a/5b561d7f3df6c7.43116645/2009504/2018-07-23/israele-russia-premier-netanyahu-incontra-lavrov-legame-con-mosca-straordinariamente-importante">sia andato prima in Israele</a>, poi in Germania e, infine, in Francia non può essere separato dal vertice di Helsinki fra il presidente degli Stati Uniti e quello russo. Evidentemente, il dialogo con la Casa Bianca ha condotto il Cremlino alla necessità di incontrare direttamente i suoi interlocutori per le crisi che dividono Mosca dall&#8217;Occidente: guerra in Siria, Ucraina e problemi con gli Stati Uniti.</p>

<p>A questi, si aggiunge anche il tema Iran. Lo scontro fra Stati Uniti, Israele e Iran sembra arrivato a un punto di non ritorno. Putin può essere un mediatore utilissimo, specialmente per la sua posizione in <strong>Medio Oriente</strong>, ma ha bisogno del supporto delle potenze europee. Trump ha scelto una via di rottura con l&#8217;Europa che Putin può sfruttare, ma servono i partner del Vecchio Continente per convincere Washington e Tel Aviv a <strong>evitare la guerra</strong>. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-lavrov-parigi.html">Putin muove le pedine in Europa: Lavrov e Gerasimov volano a Parigi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quel sito ucraino che condanna  i filorussi e i nemici della patria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/quel-sito-ucraino-condanna-filorussi-nemici-della-patria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2017 07:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Crimea]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[guerra-civile-ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170911012439_24254452.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170911012439_24254452.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170911012439_24254452-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170911012439_24254452-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170911012439_24254452-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>In Ucraina la tensione tra nazionalisti e filorussi è tutt&#8217;altro che sopita. In un momento in cui le armi sono state temporaneamente silenziate, ci pensa il web a disseminare odio tra la popolazione. In questo immenso universo non passa inosservata la frenetica attività portata avanti dal sito Myrotvorets. Il portale ucraino &#8220;custode della pace&#8221; Si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/quel-sito-ucraino-condanna-filorussi-nemici-della-patria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170911012439_24254452.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170911012439_24254452.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170911012439_24254452-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170911012439_24254452-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170911012439_24254452-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>In <strong>Ucraina</strong> la tensione tra nazionalisti e filorussi è tutt&#8217;altro che sopita. In un momento in cui le armi sono state temporaneamente silenziate, ci pensa il web a disseminare odio tra la popolazione. In questo immenso universo non passa inosservata la frenetica attività portata avanti dal sito <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://myrotvorets.center/">Myrotvorets</a>.</p>
<p>Il portale ucraino &#8220;custode della pace&#8221;</p>
<p>Si tratta del portale ufficiale dell’organizzazione non governativa omonima. “Myrotvorets” tradotto dall’ucraino significa “custode della pace”. Tuttavia il contenuto del sito risulta ad occhi estranei tutt’altro che pacifico. Già nella <a href="https://myrotvorets.center/about/">pagina </a>dedicata alla presentazione dell’organizzazione si può evincere una certa preoccupante ossessività nel ripetere che l’obiettivo è quello di “rendere evidenti i crimini commessi contro la sicurezza nazionale dell’Ucraina”. Sullo stesso <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://myrotvorets.center/about/">URL</a> si può altresì leggere che l’Ong lavora in collaborazione con il Ministero dell’Interno ucraino, il Servizio di Frontiera e le Forze Armate del Paese.</p>
<p>Liste di proscrizione contro i filorussi</p>
<p>Di cosa si occupa dunque nello specifico questo particolare portale informatico? Liste di proscrizione. Nella home page è infatti possibile osservare come ultima notizia pubblicata la “<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://myrotvorets.center/1079631-spisok-stroitelej-ooo-mt-grupp-na-21-10-2016-zadejstvovannyx-rossijskimi-okkupantami-na-stroitelstve-kerchenskogo-mosta/">lista dei lavoratori del MT. Group, ovvero occupanti russi coinvolti nella costruzione del ponte Kerch</a>”. Questo ponte è un progetto in divenire annunciato dalla Russia per collegare la Penisola di Crimea ai territori della Repubblica Federale. Il progetto è ovviamente osteggiato dal Governo dell&#8217;Ucraina e dalle forze nazionaliste del Paese. Così l’Ong Myrotvorets pubblica un dettagliatissimo elenco che comprende nome, cognome, data di nascita, sesso, luogo di nascita e addirittura indirizzo di residenza e numero di passaporto di chi lavora al progetto.</p>
<p>Una pubblicazione piuttosto inquietante che ricorda molto da vicino le tristemente note liste di proscrizione emesse durante la sanguinosa Guerra Civile romana tra Lucio Cornelio Silla e Gaio Mario. Allora le liste con i nomi di chi doveva essere ricercato e giustiziato venivano affisse nel foro, luogo di maggior ritrovo della popolazione. Oggi, scimmiottando questa macabra usanza, l’organizzazione ucraina usa il web per diffondere le informazioni personali di quelli che vengono considerati una “minaccia per la sicurezza nazionale”. Difficile immaginare come dei semplici operai, ingegneri o capi-cantiere possano essere ritenuti minacciosi per una nazione intera.</p>
<p>La morte sospetta di un giornalista filorusso</p>
<p>Sta di fatto che Myrotvorets non è nuova a questo genere di proscrizioni. Veniva diffusa il 16 aprile 2016 la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/04/16/news/ucraina_ucciso_giornalista_filorusso_a_kiev_e_il_terzo_omicidio_politico_in_24_ore_lo_sdegno_di_putin-112106358/">notizia</a> dell’uccisione dello scrittore ucraino Oles Buzina per mano ignota. Buzina era un giornalista e scrittore schierato apertamente su posizioni filo-russe e il suo nome, insieme al suo indirizzo, era stato proprio pubblicato dal sito dell’organizzazione Myrotvorets qualche giorno prima che morisse. L’omicidio avvenne, guarda caso, a qualche metro dal portone di casa di Buzina. Nonostante questo barbaro gesto l’attività dell’organizzazione è proseguita frenetica.</p>
<p>Non solo semplici operai sono finiti nelle liste di proscrizione, lo scorso 12 settembre anche l’ex primo ministro dell&#8217;Ucraina <strong>Julija Tymosenko</strong> è <a style="color: #0000ff" href="https://www.kyivpost.com/ukraine-politics/myrotvorets-website-adds-tymoshenko-database.html">finita</a> nella “black list”. La colpa, secondo Myrotvorets, è di “aver partecipato alla preparazione per l’attraversamento illegale dei confini ucraini da parte di persone che non aveva la cittadinanza ucraina, oltre che la manipolazione di informazioni socialmente importanti”.</p>

<p>Dopo anni di questa violenta attività, Myrotvorets è infatti attiva dal 2014, è arrivata finalmente <a href="https://www.kyivpost.com/ukraine-politics/unian-un-urges-kyiv-probe-myrotvorets-websites-activity.html">la denuncia</a> da parte dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani Onu che ha invitato Kiev a monitorare attentamente l’attività del sito. Sarà ora curioso vedere come si comporterà il Governo ucraino con Myrotvorets, considerando che ne finanzia l’attività attraverso il Ministero degli Interni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/quel-sito-ucraino-condanna-filorussi-nemici-della-patria.html">Quel sito ucraino che condanna  i filorussi e i nemici della patria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sanzioni per tutti, ma l’Ue ci perde</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/controsanzioni-per-tutti-ma-lue-ci-perde.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 11:20:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crimea]]></category>
		<category><![CDATA[guerra-civile-ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
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		<category><![CDATA[Sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1285" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/15649802107_b101f3b62e_k.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/15649802107_b101f3b62e_k.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/15649802107_b101f3b62e_k-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/15649802107_b101f3b62e_k-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/15649802107_b101f3b62e_k-1024x686.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Federazione Russa ha deciso di prolungare le sanzioni sui prodotti alimentari a carico dei Paesi occidentali per altri 16 mesi, successivamente alla scadenza del pacchetto di misure tuttora in vigore prevista per il prossimo 5 agosto. Il Presidente russo Vladimir Putin ha sottoscritto l’Ukaz (decreto presidenziale) n° 305 nel pomeriggio del 29 giugno, in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/controsanzioni-per-tutti-ma-lue-ci-perde.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/controsanzioni-per-tutti-ma-lue-ci-perde.html">Sanzioni per tutti, ma l’Ue ci perde</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1285" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/15649802107_b101f3b62e_k.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/15649802107_b101f3b62e_k.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/15649802107_b101f3b62e_k-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/15649802107_b101f3b62e_k-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/15649802107_b101f3b62e_k-1024x686.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Federazione Russa</strong> ha deciso di prolungare le sanzioni sui prodotti alimentari a carico dei Paesi occidentali per altri 16 mesi, successivamente alla scadenza del pacchetto di misure tuttora in vigore prevista per il prossimo 5 agosto. Il Presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong> ha sottoscritto l’<strong>Ukaz</strong> (decreto presidenziale) n° 305 nel pomeriggio del 29 giugno, in ottemperanza alle misure approvate a partire dal 6 agosto del 2014 e concordanti con la legge “Sull’applicazione di determinate misure per la sicurezza della Federazione Russa”. Tale decreto, diffuso dal portale telematico di informazione legislativa (<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://publication.pravo.gov.ru/Document/View/0001201606290006">http://publication.pravo.gov.ru/Document/View/0001201606290006</a>) è stato immediatamente riproposto dalle principali agenzie di stampa vicine al governo russo, <strong>RIA</strong> e <strong>TASS</strong>.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/quelle-sanzioni-che-nessuno-rimuovera/" target="_blank">Per approfondire: Le sanzioni che nessuno rimuoverà</a>Le nuove misure approvate dal <strong>Cremlino</strong>, che entreranno in vigore a partire dal prossimo 6 agosto e reteranno vigenti fino al 31 dicembre 2017, riguarderanno sempre le stesse merci che da circa due anni sono <strong>bandite dal mercato russo</strong>, vale a dire generi alimentari freschi, frutta e verdura, prodotti caseari, insaccati, pesce e frutti di mare. Tale riproposizione del regime <strong>controsanzionatorio</strong> russo è dovuta all’approvazione del prolungamento delle <strong>sanzioni europee</strong> contro la Federazione Russa, precisamente i due differenti pacchetti di misure approvati per l’<strong>invasione della Crimea</strong> e per l’attribuzione ai ribelli filorussi dell’<strong>abbattimento del volo MH17</strong> di Malaysia Airlines del 17 luglio 2014 nei cieli della Novorossiya.In una conferenza stampa a Bruxelles <strong>Angela Merkel</strong> ha ribadito nella mattinata di mercoledì la necessità di prolungare le misure di <strong>embargo</strong> nei confronti di <strong>Mosca</strong> poiché, in accordo col presidente francese <strong>François Hollande</strong>, la rimozione delle sanzioni è contemplabile solo nel caso in cui la <strong>Russia</strong> si impegni nel rispetto degli <strong>Accordi di Minsk-2</strong> che, a dirla tutta, sono ignorati da tutte le parti coinvolte nel protocollo. Sebbene molti capi di governi europei, incluso il Capo del Governo italiano <strong>Matteo Renzi</strong>, si siano spesi in dichiarazioni a favore della rimozione delle sanzioni a carico di Mosca, nessuno a Bruxelles ha eccepito contro il rinnovo automatico di queste misure, ancorché il coro “filo-russo” avesse avanzato la proposta di ridiscutere la loro formulazione.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/steinmeier-serve-uneuropa-forte-e-flessibile/" target="_blank">Per approfondire: Steinmeier: &#8220;Europa forte e flessibile&#8221;</a>Il dato che dovrebbe far maggiormente allarmare noi europei rispetto alle nostre relazioni economiche con la Russia non sono tanto i dati assoluti, di per sé assolutamente preoccupanti, con riduzioni dell’ordine del 40% del volume dei ricavi da scambi commerciali, ma il modo in cui gli <strong>Stati Uniti d’America</strong> si stiano nascondendo sotto l’ombrello delle sanzioni a carico dell’<strong>Europa</strong> per accrescere la presenza dei prodotti <strong>Made in the Usa</strong> nella Federazione Russa. In un recente articolo di <strong>Rbk</strong>, un noto gruppo editoriale russo non vicino al governo, si parla, con riferimento ai dati del <strong>Servizio Doganale Federale</strong> (<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.rbc.ru/economics/16/06/2016/5762980e9a7947699cac083a">http://www.rbc.ru/economics/16/06/2016/5762980e9a7947699cac083a</a>), di come <strong>Washington</strong> sia entrato nella <strong>Top Five dei partner commerciali di Mosca</strong>. Nonostante a livello quantitativo il saldo netto dell’interscambio tra i due paesi sia passato da <strong>29,2 miliardi di dollari</strong> nel 2014 a circa 21 nel 2015, la fetta di mercato americana in Russia è cresciuta di quasi un punto percentuale, contribuendo al <strong>4,1% del totale delle importazioni russe</strong>. Inoltre, così come alcuni Paesi europei hanno avviato delle trattative per aprire la strada agli investimenti in Russia, così anche le imprese americane stanno dando fiducia al mercato interno del Paese: <strong>Interfax</strong> (<a href="http://www.interfax.ru/moscow/511617">http://www.interfax.ru/moscow/511617</a>) riporta che <strong>Boeing</strong> ha aperto un centro di ricerca e addestramento a <strong>Skolkovo</strong>, la cittadella della tecnologia alle porte di Mosca, mentre il consumo di cibo americano, dovuto anche alla crisi economica in russa, è aumentato mediamente più del doppio rispetto ai competitors del settore dei <strong>fast food</strong>. Secondo il pensiero di Andy Warhol ora Mosca avrà molte cose belle in più, visto che <strong>McDonalds</strong> ha deciso di aprire ben 60 nuovi punti vendita in tutto il Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/controsanzioni-per-tutti-ma-lue-ci-perde.html">Sanzioni per tutti, ma l’Ue ci perde</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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