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	<title>guerra civile siriana Archives - InsideOver</title>
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	<title>guerra civile siriana Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Turchia sta per invadere la Siria? Cosa sappiamo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-sta-per-invadere-la-siria-cosa-sappiamo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2022 13:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Forze democratiche siriane (Sdf)]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-1536x747.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-2048x996.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il conflitto in Ucraina sta rimodellando copiosamente il rapporto tra Stati Uniti e Turchia all’interno della casa Nato. Tuttavia, l’attentato a Istanbul del novembre scorso ha rimescolato ancora una volta le carte della strategia di Erdogan oltre i confini della Turchia. La sua risposta ai fatti di Istiklal&#160;Caddesi è stata, infatti, immediata. Dopo aver accusato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-sta-per-invadere-la-siria-cosa-sappiamo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-sta-per-invadere-la-siria-cosa-sappiamo.html">La Turchia sta per invadere la Siria? Cosa sappiamo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-1536x747.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-2048x996.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il conflitto in Ucraina sta rimodellando copiosamente il rapporto tra Stati Uniti e Turchia all’interno della casa Nato. Tuttavia, <strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/istanbul-a-chi-giova-un-attentato-proprio-adesso.html">l’attentato a Istanbul</a></strong> del novembre scorso ha rimescolato ancora una volta le carte della strategia di Erdogan oltre i confini della Turchia. La sua risposta ai fatti di  Istiklal&nbsp;<em>Caddesi</em> è stata, infatti, immediata. Dopo aver accusato Washington di essere complice dell&#8217;attentato, Ankara ha effettuato una serie di raid aerei contro obiettivi militari curdi in Iraq e nel nord della Siria che, oggi, appaiono come il preludio di un’invasione da manuale. Sarebbe la quinta incursione in sei anni e il nome dell’operazione- “spada ad artiglio”- appare quanto mai messianico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sappiamo delle mosse di Erdogan</h2>



<p>La minacciata incursione della Turchia nel nord della Siria sta mettendo alla prova gli sforzi degli Stati Uniti per trovare un equilibrio tra un importante partner antiterrorismo in Medio Oriente e un fondamentale alleato geopolitico nella guerra in Ucraina. Al centro della disputa tra Ankara e Washington resta il sostegno degli Stati Uniti alle Forze democratiche siriane (Sdf), la milizia a maggioranza curda con cui Washington ha collaborato per combattere lo <strong>Stato islamico</strong> che Ankara vede come un&#8217;estensione del Pkk e delle sue attività sommerse.</p>



<p>Erdogan ha affermato che gli attacchi sono stati &#8220;solo l&#8217;inizio&#8221; e che le forze armate turche &#8220;rovesceranno i terroristi via terra nel momento più opportuno&#8221;. Il presidente turco ha promesso un&#8217;incursione nel nord della Siria da maggio. In precedenza aveva affermato che un&#8217;invasione eventuale avrebbe avuto lo scopo di creare <strong>una &#8220;zona sicura&#8221; </strong>profonda 30 km che sarebbe stata svuotata dai combattenti alleati del Pkk. Tuttavia, il continuo posporre l’iniziativa aveva fatto presumere che Erdogan stesse in realtà aspettando il via libera dal presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong>, il cui Paese ha una grande presenza militare in Siria. Quel semaforo verde, tuttavia, stenta ancora ad arrivare: la Russia vuole molto di più: ovvero che il governo turco di Ankara coinvolga il regime di Assad e si impegni a porre fine alla guerra. E per fare questo poche settimane non sono sufficienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa vogliono Usa e Russia</h2>



<p>Ecco però che sulla questione siriana emerge il paradosso: Stati Uniti e Russia costrette a “collaborare” per placare l’ira funesta di Erdogan, che nei prossimi sei mesi avrà bisogno di mostrare i muscoli più che mai. Nelle scorse ore in Turchia, tra l&#8217;altro, è giunto <strong>Alexander Lavrentyev</strong>, l’inviato speciale della Russia per la Siria. La sua missione passa per convincere Erdogan che nulla di più potrà nella sua offensiva anticurda a suon di raid aerei. Il sultano, nonostante ciò, appare ben determinato a ripulire dai miliziani curdi le cittadine di Manbij, Tal Rifat e Kobane, sede dei bracci più virulenti dello Ypg. Per farlo, il presidente è disposto a rispolverare il clima degli anni Novanta e l’accordo firmato ad Adana nel 1998, che consentirebbe di varcare il confine entro 10 chilometri per motivi di sicurezza.</p>



<p>Se l’atteggiamento di Putin appare quantomeno coerente con l’impronta russa in Siria, ora è la Casa Bianca ad essere in grande difficoltà, poichè con i curdi Washington non solo ha un grande debito “morale” ma soprattutto la coscienza sporca. Dalla fine di novembre, infatti, gli Stati Uniti dispiegano pesanti rinforzi nel nord della Siria dall&#8217;Iraq: questi coincidono con gli sforzi di Washington per impedire alla Turchia di lanciare l&#8217;offensiva di terra contro le Sdf e dare manforte ai curdi nel caso in cui fosse superato il punto di non ritorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rinforzo Usa nell&#8217;area: perché?</h2>



<p>L&#8217;<a href="https://www.syriahr.com/en/279528/">Osservatorio siriano per i diritti umani</a> (Sohr) con sede nel Regno Unito ha riferito il 26 novembre che ingenti rinforzi di truppe e attrezzature militari statunitensi si sono fatti strada nel nord e nell&#8217;est della Siria, provenienti dalla regione del Kurdistan iracheno attraverso il passo di confine (illegale) di Al-Waleed. Questi rinforzi sono costituiti da circa 100 camion, che hanno attraversato la città di Qamishli e si sono diretti verso le basi statunitensi a Tal Baidar e Qasrak, a sud di Hasakah. Si tratterebbe del sesto convoglio militare statunitense ad entrare nel nord e nell&#8217;est della Siria dal mese di novembre, in coincidenza con l&#8217;escalation terrestre e aerea turca in quelle aree. Nei giorni precedenti i rinforzi sono stati visti anche entrare in aree sotto il controllo della milizia delle Forze democratiche siriane, sotto la supervisione delle truppe della coalizione. Un po’ troppi i movimenti per giustificarli con la consueta rotazione delle forze militari statunitensi tra le sue basi in Iraq e Siria. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il regolamento dei conti nella Nato</h2>



<p>Separare la vicenda turco-siriana da quanto sta accadendo in Ucraina è pressoché impossibile. La Turchia prova da mesi a fare da pivot nel conflitto e Erdogan è uno dei pochi leader della Nato a mantenere ancora i contatti con Putin. Ma mentre prova ad atteggiarsi a mediatore, i suoi detrattori lo vorrebbero fuori dai giochi, ritraendolo come un giocatore inaffidabile che sfrutta la posizione della Turchia all&#8217;interno della Nato per ottenere concessioni su obiettivi di politica estera che Washington non avallerebbe. E sapere che Washington, in questo momento, ha un bisogno disperato di <em>appeasement</em> nell’Alleanza atlantica, è la più grande forza di Ankara. Non bisogna dimenticare, infatti, che negli ultimi mesi Erdogan non ha solo compiuto tentativi di mediazione ma ha minacciato velatamente di invadere la vicina Grecia, mentre è bloccata in una serie di dispute marittime con Atene, e sta facendo il bello e il cattivo tempo sull’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza.</p>



<p>Al di là degli obiettivi interni di sicurezza, soprattutto in vista delle elezioni del giugno 2023, ciò che la Turchia sta facendo ora mina fondamentalmente la capacità di contrastare l&#8217;Isis che si immagina ormai estirpata o confinata alla periferia della geopolitica mondiale: infatti, nel frattempo, in segno di protesta contro l&#8217;escalation turca, le Sdf hanno sospeso le operazioni anti-ISIS con la coalizione statunitense e hanno sottolineato a Washington di avere il &#8220;dovere morale&#8221; di proteggere i curdi. </p>



<p>Dall’esplosione del conflitto siriano, ad oggi, le cose sono fortemente mutate. L&#8217;importanza della Turchia per gli Stati Uniti sta subendo un rilancio man mano che la politica americana si è allontana dal Medio Oriente per concentrarsi sull’Eurasia e sull&#8217;Ucraina. Erdogan, scaltro, a questo proposito agita lo spauracchio dell’allontanamento dall’Occidente. &#8220;E&#8217; arduo per la Turchia pensare a un futuro insieme a Paesi che segretamente sostengono il terrorismo&#8230;le recenti crisi hanno messo a nudo la fragilità dell&#8217;Europa. Siamo un Paese che ha scelto di camminare al fianco dell&#8217;Europa dopo la seconda guerra mondiale. Nonostante gli sforzi fatti non dimenticheremo mai che siamo stati lasciati soli nella lotta a gruppi terroristici che minacciano la nostra integrità. Migliaia di carichi di munizioni e armi sono stati mandati a gruppi terroristici nel nord della Siria da Paesi che fanno parte della Nato&#8221;, ha dichiarato all&#8217;apertura del forum della Tv di stato <em>Trt</em>. </p>



<p>E nell’ottica di questo mutamento, non irritarlo è diventata la nuova strategia occidentale a lungo termine. Almeno fino a quando resterà sul trono.</p>
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		<item>
		<title>Gli interessi strategici di Mosca e Damasco sono divergenti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-interessi-strategici-di-mosca-e-damasco-sono-divergenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2020 07:34:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bashar al Assad e Vladimir Putin (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1-1024x654.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Federazione Russa vuole espandere le proprie basi militari in Siria ed il presidente Putin ha incaricato il ministero degli Esteri e quello della Difesa di raggiungere questo obiettivo. L&#8217;ingrandimento delle strutture, che hanno sede a Latakia e presso la città marittima di Tartus, dovrà essere concordato con Damasco. Secondo Yuri Shvitkin, vice presidente del Comitato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-interessi-strategici-di-mosca-e-damasco-sono-divergenti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bashar al Assad e Vladimir Putin (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1-1024x654.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La Federazione Russa vuole espandere le proprie <strong>basi militari in Siria</strong> ed il presidente Putin ha incaricato il ministero degli Esteri e quello della Difesa di raggiungere questo obiettivo. L&#8217;ingrandimento delle strutture, che hanno sede a Latakia e presso la città marittima di Tartus, dovrà essere concordato con Damasco. Secondo <strong>Yuri Shvitkin</strong>, vice presidente del Comitato di Difesa presso la Duma (le cui parole sono state riportate da <a href="https://www.dw.com/en/russia-aims-to-boost-military-facilities-in-syria/a-53624765">Deutsche Welle</a>) , il potenziamento consentirà alle forze armate russe di migliorare le proprie performance. La struttura di Tartus, secondo quanto affermato da Shivkin, ha una funzionalità limitata e dovrebbe essere trasformata in una base navale a tutti gli effetti mentre a Latakia si dovrebbe intervenire per separare la sezione civile dell&#8217;aeroporto da quella militare.</p>
<h2>Strutture strategiche</h2>
<p>La presenza dell&#8217;aviazione e delle <a href="https://communalnews.com/russia-expanding-military-bases-in-syria-is-africa-next/">forze navali russe</a> in Siria risale, rispettivamente, al 2015 ed al 2017. Il gruppo d&#8217;intervento aereo è stato formato il 30 settembre del 2015 per supportare il governo di Bashar al-Assad nella lotta contro i ribelli ed è localizzato, a tempo indeterminato, presso la <strong>base di Hmeymim</strong>. Nel 2017, invece, Mosca e Damasco hanno siglato accordi che consentono alla Federazione Russa di inviare fino ad 11 navi, anche dotate di testate nucleari, presso Tartus (il cui porto è stato utilizzato dall&#8217;Unione Sovietica sin dal 1971). L&#8217;intesa ha una validità di 49 anni ma può essere prolungata di ulteriori 25 anni una volta raggiunta la prima scadenza<strong>. La base di Tartus</strong> permette a Mosca di esercitare un certo controllo sul Mediterraneo Orientale: le navi ed i sottomarini possono arrivare a colpire anche obiettivi situati nel Bosforo.</p>
<h2>Rapporti complicati</h2>
<p><strong>Il supporto</strong> della Federazione Russa si è rivelato vitale per la sopravvivenza di Damasco. A partire dal 2015, infatti, Mosca è riuscita a ribaltare il corso della <strong>guerra civile siriana</strong>, che rischiava di concludersi con la vittoria dei gruppi ribelli e la cacciata dello stesso <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar al-Assad</a>. Le forze armate di Damasco, al prezzo di gravi spargimenti di sangue e di battaglie prolungate, sono riuscite, lentamente ma progressivamente, a riconquistare buona parte del territorio nazionale ed alcune aree chiave del Paese, tra cui la strategica città di Aleppo. <strong>I rapporti tra Mosca e Damasco</strong> non sono, però, sempre distesi. Assad è determinato a portare a termine ciò che ha iniziato ed è intenzionato a schiacciare tutti i gruppi di ribelli (spesso legati al radicalismo islamico) che ancora gli si oppongono mentre la Federazione Russa è più interessata ad espandere le proprie attività in Medio Oriente ed a facilitare la ricostruzione della Siria, che giace per buona parte in rovina.</p>
<h2>Il futuro della Siria</h2>
<p><a href="https://www.arabnews.com/node/1681011/middle-east">La guerra civile siriana</a>, che ha portato alla morte di almeno 380mila persone e prosegue ininterrotta dal 2011, non si è ancora conclusa.<strong> La provincia di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sulla-battaglia-di-idlib.html">Idlib</a></strong> continua a resistere all&#8217;avanzata di Damasco ed è sotto il controllo delle milizie dell&#8217;alleanza <strong>Hayat Tahrir Al-Sham</strong>, legata ad Al-Qaeda. Un&#8217;offensiva siriana appoggiata dalla Russia, svoltasi tra dicembre 2019 e marzo 2020, ha costretto alla fuga quasi un milione di abitanti della provincia (su tre milioni totali). Le azioni armate si sono poi interrotte a causa dell&#8217;emergenza sanitaria scatenata dal Covid-19 ed in seguito al raggiungimento di un cessate il fuoco tra <strong>Ankara e Mosca</strong>. Assad vorrebbe riconquistare la totalità del territorio nazionale ma le sue truppe, esauste dopo nove anni do combattimenti, dipendono dall&#8217;appoggio della Federazione Russa, delle milizie di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html">Hezbollah</a> e delle forze iraniane. Gli obiettivi di Assad passano dunque per la volontà delle potenze straniere e Damasco potrebbe arrivare a non avere più voce in capitolo su questi importanti sviluppi interni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I Fratelli musulmani trascinano la Turchia nel baratro</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-fratelli-musulmani-trascinano-la-turchia-nel-baratro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2020 13:44:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="727" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Erdogan Turchia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801-1024x496.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Giovedì 5 marzo il Presidente siriano Bashar al-Assad ha rilasciato una lunga intervista televisiva al canale &#8220;Russia24 TV&#8221;, nella quale ha affrontato diversi temi legati non soltanto alla crisi di Idlib, ma anche ai rapporti tra Siria e Turchia, all&#8217;alleanza con Mosca, alla situazione economica della Siria e alle interferenze statunitensi nell&#8217;area mediorientale. Dopo aver &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-fratelli-musulmani-trascinano-la-turchia-nel-baratro.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-fratelli-musulmani-trascinano-la-turchia-nel-baratro.html">I Fratelli musulmani trascinano la Turchia nel baratro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="727" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Erdogan Turchia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801-1024x496.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Giovedì 5 marzo il Presidente siriano <strong>Bashar al-Assad</strong> ha rilasciato una lunga <a href="https://www.sana.sy/en/?p=187460">intervista</a> televisiva al canale &#8220;Russia24 TV&#8221;, nella quale ha affrontato diversi temi legati non soltanto alla crisi di <strong>Idlib</strong>, ma anche ai rapporti tra <strong>Siria</strong> e <strong>Turchia</strong>, all&#8217;alleanza con Mosca, alla situazione economica della Siria e alle interferenze statunitensi nell&#8217;area mediorientale.</p>
<p>Dopo aver accusato <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> di seguire direttive statunitensi per quanto riguarda l&#8217;offensiva su Idlib, il Presidente siriano ha poi ricordato che la cosiddetta &#8220;opposizione&#8221; sostenuta da <strong>Ankara</strong> include in realtà terroristi legati ad <strong>al-Qaeda</strong> e ad altri gruppi islamisti radicali.</p>
<p>Ci sono però due aspetti, sottolineati da Assad, tra essi correlati, che meritano particolare attenzione. Il primo riguarda la divergenza tra gli interessi del popolo turco e quelli dei <strong>Fratelli Musulmani</strong>, di cui Erdogan è noto rappresentante. Il Presidente siriano ha di fatto definito la Turchia &#8220;Paese guidato dalla Fratellanza&#8221;.</p>
<p>Il secondo aspetto riguarda i rapporti tra Fratelli Musulmani e <strong>Stati Uniti</strong>, apparsi più che evidenti durante la fase delle cosiddette &#8220;<strong>Primavere Arabe</strong>&#8220;, quando &#8220;da Washington decisero che i regimi laici alleati degli Usa non erano più in grado di svolgere il ruolo a loro designato&#8221;.</p>
<p>Assad fa bene a differenziare i Paesi alleati da quelli non allineati con Washington, perchè infatti le uniche due nazioni dove il passaggio verso un governo islamista filo-Fratelli &#8220;democraticamente eletto&#8221; è inizialmente filato liscio sono proprio Egitto e Tunisia. Non è un caso che in Siria e in Libia il meccanismo non ha girato per il verso giusto e il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Del resto i rapporti tra membri della Fratellanza egiziana e siriana con asset statunitensi sono stati dimostrati in numerose occasioni, al punto che alcuni membri dell&#8217;organizzazione islamista egiziana erano anche stati immortalati al Dipartimento di Stato, subito dopo la caduta del governo Morsy. Non è certo un caso che oggi la Fratellanza è messa al bando in Egitto, Siria, Russia, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrein, ma continua ad operare indisturbata in Occidente, Italia inclusa.</p>
<h2>Le divergenze di interessi tra popolo turco e Fratelli Musulmani</h2>
<p>Il Presidente Assad ha ragione quando afferma che Erdogan non è in grado di spiegare al popolo turco i motivi dell&#8217; offensiva di Idlib, le ragioni per cui giovani militari turchi devono andare a morire in Siria, qual&#8217;è l&#8217;effettivo interesse nazionale turco in questa guerra, perchè di fatto la Turchia non ha alcun interesse in tutto ciò. L&#8217;interesse è esclusivamente dei Fratelli Musulmani e i turchi stanno morendo per fare gli interessi di questa lobby islamista. E così l&#8217;esercito turco continua ad occupare militarmente un territorio non proprio e a sostenere jihadisti, in quanto gli islamisti non hanno ancora abbandonato l&#8217;idea di rovesciare il governo siriano.</p>
<p>La Turchia governata da Erdogan è risultata sempre più isolata a livello internazionale, diventando partner inaffidabile sia per la Nato (di cui è Paese membro) e sia per la Russia, con cui continua a stingere accordi che poi regolarmente non rispetta. Sul piano interno, la Turchia è diventata una delle più grandi galere per giornalisti. La repressione e la censura dilagano, al punto che dal<a href="https://balkaninsight.com/2020/03/03/under-erdogan-independent-turkish-media-find-revenues-squeezed/"> 2016</a>, le autorità turche hanno fatto chiudere 33 canali televisivi, 34 emittenti radio, 70 quotidiani e 20 riviste, tutti accusati di “propaganda terrorista”, mentre i pochi ancora attivi sono stretti nella morsa del regime. Oltre alle frequenti aggressioni a esponenti politici e mediatici che hanno osato criticare il governo, la Turchia erdoganiana si è distinta in questi anni per l&#8217;assassinio dell&#8217;ambasciatore russo, Andrei Karlov, nel dicembre 2016 e per la repressione nei confronti degli oppositori politici, in particolare i &#8220;guleniani&#8221;, accusati da Erdogan di &#8220;terrorismo&#8221;. Peccato che poi il Presidente turco non si fa problemi a inviare sostegno militare ai jihadisti e a curarli negli ospedali turchi (taglia gole dell&#8217;Isis inclusi).</p>
<p>La cosa non finisce qui, perchè la Turchia si è anche distinta come esportatrice di jihadisti, con trasferimenti di taglia gole dalla zona di Idlib a Tripoli, ovviamente in sostegno di un altro esecutivo, molto traballante, legato ai Fratelli Musulmani e cioè quello di Fayez al-Serraj. Le dinamiche tripoline sono pressochè analoghe a quelle di Idlib, con Ankara che invia aiuti militari e jihadisti ai quali versa 2 mila dollari al mese e con la promessa della cittadinanza turca a fine avventura.</p>
<p>E&#8217; dunque importante evidenziare come gli interessi del popolo turco e quelli della lobby islamista dei Fratelli Musulmani, di cui Erdogan è esponente, divergano totalmente. Non a caso il regime di Ankara ha messo in atto una rigidissima censura nei confronti dell&#8217;informazione, con social e siti ritenuti &#8220;pericolosi&#8221; che vengono costantemente oscurati.</p>
<h2>I Fratelli Musulmani come strumento di politica estera statunitense</h2>
<p>L&#8217;utilizzo strategico da parte di Washington di gruppi islamisti non è una novità, dunque Assad non ha torto quando ne indica il collegamento; basta pensare alla guerra afghano-sovietica (1979-89), quando gli Usa fornirono supporto economico e militare ai quei &#8220;mujahideen&#8221; che saranno poi le fondamenta per ciò che diverrà &#8220;al-Qaeda&#8221;, il &#8220;nemico numero uno dell&#8217;Occidente&#8221;.</p>
<p>Durante la guerra di Bosnia (1992-95) sorse un&#8217; unità di jihadisti arabi reduci dell&#8217;Afghanistan, nota come &#8220;el-Mudzahid&#8221;, che verrà lasciata libera di operare nei Balcani in chiave anti-serba (e indirettamente anti-russa). Fenomeni molto simili si manifestavano poi in Cecenia tra fine anni &#8217;90 e primi anni del 2000. All&#8217;interno di questi gruppi armati venivano segnalati molti esponenti qaedisti e della Fratellanza, al punto che nel 2003 la <a href="http://www.religare.ru/2_5347.html">Corte Suprema</a> russa metteva al bando una serie di organizzazioni terroristiche, tra cui proprio i Fratelli Musulmani, con l’accusa di aver creato e coordinato la Majilis ul-Shura dei Mujahideen del Caucaso, un gruppo terrorista responsabile di numerosi attentati in territorio federale e con a capo Shamil Basaev e Emir al-Khattab.</p>
<p>Le cosiddette &#8220;Primavere Arabe&#8221; non sono state altro che il tentativo di sostituire regimi laici, oramai ritenuti obsoleti, con nuove forze fresche, &#8220;democraticamente elette&#8221;, da utilizzare per una nuova <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/washington-e-il-dilemma-dei-fratelli-musulmani-terroristi-o-alleati.html">strategia</a> mediorientale favorevole a Washington. Un progetto da implementare non soltanto nei Paesi &#8220;amici&#8221;, ma anche in quelli non allineati con gli Usa.</p>
<p>Qualcosa però non ha funzionato, forse perchè ben pochi oltre-oceano si erano resi conto che dei governi guidati dalla Fratellanza, seppur &#8220;democraticamente eletti&#8221; (e anche qui se ne potrebbe discutere), di democratico avrebbero potuto offrire ben poco, in quanto l&#8217;ideologia stessa dell&#8217;organizzazione islamista è in antitesi con il concetto di &#8220;democrazia&#8221; e lo dimostra l&#8217;esperimento egiziano, durato soltanto un anno e con risultati disastrosi. Basta pensare al primato dell’esecutivo Morsi, con la Arabic Netwrok for Human Rights Information che ha denunciato un numero di provvedimenti nei confronti dei giornalisti quattro volte maggiore rispetto all’era di Mubarak e ventiquattro volte maggiore rispetto a quella di Sadat. Tra questi casi figura anche l’arresto del famoso satirista Bassam Youssef, accusato di aver insultato l’Islam e il presidente Morsy. In quell&#8217;anno vi fu anche il primo caso nella storia d&#8217;Egitto di pogrom contro gli sciiti.</p>
<p>Osservando attentamente, è possibile individuare diverse analogie tra l&#8217;ex governo Morsy e quello di Erodgan (suo strenuo difensore): islamismo dilagante, autoritarismo, censura mediatica, repressione delle forze d&#8217;opposizione, sostegno a gruppi jihadisti, progressivo isolamento. Sarà un caso che in entrambi gli esecutivi è riscontrabile un comune denominatore chiamato &#8220;Fratelli Musulmani&#8221;?</p>
<p>E&#8217; bene inoltre ricordare che, durante le rivolte anti-Morsy, poi sostenute dall&#8217;esercito egiziano, l&#8217;allora amministrazione Obama sostenne fino all&#8217;ultimo il governo della Fratellanza, al punto che l&#8217;allora ambasciatrice Usa al Cairo, Anne Patterson, dovette lasciare il Paese in fretta e furia mentre i manifestanti gridavano slogan contro Washington. La Patterson verrà poi immortalata a un evento mentre con la mano fa il gesto delle quattro dita di Raba al-Adawiyya, divenuto simbolo della rivolta della Fratellanza contro al-Sisi.</p>
<p>Non bisogna dunque stupirsi se oggi Mike Pompeo esprime solidarietà nei confronti dei soldati turchi uccisi dai &#8220;cattivi&#8221; siriani (in territorio siriano e mentre si trovavano a combattere a fianco dei jihadisti, è bene ricordarlo); non bisogna stupirsi neanche quando il rappresentante statunitense per la Siria, James Jeffery, sostiene che si può in qualche modo dialogare con i jihadisti di Hayyat Tahrir al-Sham, costola siriana di al-Qaeda, in quanto &#8220;non hanno fatto attentati a livello internazionale&#8221;. Come a voler dire che si è &#8220;terroristi&#8221; o &#8220;ribelli moderati&#8221; in base a chi si attacca e non in base al modus operandi. Se il target è un attore &#8220;nemico&#8221;, allora non è terrorismo?</p>
<p>Il tentativo di sdoganare la Fratellanza è risultato fallimentare e ogni attuale persistenza in loro sostegno è obsoleta, anche perchè obiettivi e modus operandi (sia politico che militante) dell&#8217;organizzazione sono ormai più che noti, per chi li vuol vedere. In quanto alla Turchia, nell&#8217;era del globalismo è veramente difficile mantenere il controllo mediatico e informativo interno a un Paese, soprattutto quando si tratta di nazioni avanzate e con un&#8217;eredità comunque moderna come la Turchia. Insomma, i guai per Erdogan e confratelli potrebbero essere soltanto all&#8217;inizio.</p>
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		<title>L&#8217;avanzata di Idlib può determinare un esodo di massa</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/lavanzata-di-idlib-puo-determinare-un-esodo-di-massa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2020 17:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Migranti-in-Siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Siria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Migranti-in-Siria.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Migranti-in-Siria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Migranti-in-Siria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Migranti-in-Siria-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;avanzata siriana verso la città di Idlib è iniziata, con le forze governative siriane appoggiate dalla Russia che sono quasi giunte alle porte del capoluogo del nord del Paese. Negli ultimi giorni il conflitto della Siria è giunto ad un punto di svolta, con le forze ribelli che sono giunte allo stremo delle proprie forze &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/lavanzata-di-idlib-puo-determinare-un-esodo-di-massa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Migranti-in-Siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Siria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Migranti-in-Siria.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Migranti-in-Siria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Migranti-in-Siria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Migranti-in-Siria-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;avanzata siriana verso la città di <strong>Idlib</strong> è iniziata, con le forze governative siriane appoggiate dalla Russia che sono quasi giunte alle porte del capoluogo del nord del Paese. Negli ultimi giorni il <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html" target="_blank" rel="noopener">conflitto della Siria</a> è giunto ad un punto di svolta, con le forze ribelli che sono giunte allo stremo delle proprie forze e si sono asserragliate dentro all&#8217;ultima <strong>roccaforte jihadista</strong> del Paese.</p>
<p>L&#8217;avanzata dell&#8217;esercito di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar al Assad</a> non è stata indolore per i civili della regione, soprattutto a causa dei bombardamenti che negli ultimi giorni hanno colpito, tra le altre cose, anche un <strong>ospedale civile</strong> e una panetteria ad Ariha, mietendo vittime tra i cittadini. L&#8217;arrivo di una nuova serie di combattimenti, in aggiunta alla maggiore repressione compiuta dalle forze occupanti derivante anche dal presentimento di sconfitta, hanno spinto la popolazione a cercare rifugio nei Paesi confinanti e principalmente verso la <strong>Turchia</strong> di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a>.</p>
<p>I numeri non sono ancora chiari, ma gli osservatori internazionali parlano del rischio di centinaia di migliaia di <strong>rifugiati</strong> (le stime più alte parlano di 700 mila persone, <a href="https://www.spiegel.de/politik/ausland/syrien-krieg-baschar-al-assads-sturm-auf-idlib-die-naechste-fluechtlingskrise-a-1bf32f7b-b808-4b44-a95c-9d8738a9cca0" target="_blank" rel="noopener">come riportato da <em>Der Spiegel</em></a>) che si riverserebbero nel territorio di Ankara. Non tanto però per una questione umanitaria (Erdogan ha infatti già sostenuto nei giorni scorsi come la Turchia sia disposta ad aumentare i controlli anche in territorio siriano), quanto per il rischio di dover far fronte ad una nuova crisi di rifugiati siriani.</p>
<p>In virtù degli accordi internazionali, infatti, nemmeno Erdogan potrebbe esimersi dal dare aiuto alla popolazione che si riverserebbe in Anatolia, alterando però il già difficile rapporto i migranti che si trovano in Turchia. Se già adesso infatti le misure messe in atto da Ankara non sono state sufficienti a gestire la migrazione, l&#8217;aumento del numero dei rifugiati non può far altro che peggiorare ulteriormente la situazione. E in questo scenario, la stessa <strong>Unione europea</strong> non può rimanere a guardare credendo che l&#8217;avanzata siriana ad Idlib non provocherà una nuova crisi migratoria che, volenti o nolenti, si riverserà sulle coste delle isole greche dell&#8217;Egeo. Le volontà della Grecia di costruire una barriera galleggiante al largo dei propri possedimenti vicino alle coste anatoliche, probabilmente, è già stata una misura preventiva volta a gestire il nuovo afflusso di sfollati.</p>
<p>Dopo la parziale quiete degli ultimi due anni che comunque non è stata sufficiente per permettere alla Grecia di stabilizzare il proprio apparato di accoglienza, i timori che la situazione possa degenerare un&#8217;altra volta sono molto alti. In questo scenario infatti la cosiddetta <strong>rotta balcanica</strong> potrebbe intasarsi nuovamente, con un numero di profughi verso l&#8217;Europa che non sarebbe nemmeno lontanamente gestibile. Con i dati che parlano di oltre mezzo milione di persone, le capacità di accoglienza non solo ella Turchia ma di tutta l&#8217;Europa non sarebbero in grado di trovare adeguata sistemazione ai rifugiati; senza considerare il processo di integrazione che allo stato attuale non può svolgere adeguatamente la propria mansione.</p>
<p>L&#8217;avanzata siriana con il beneplacito di Mosca (nonostante le accuse internazionali) si tradurrà in una nuova bomba umana diretta verso il Vecchio continente, con i numeri da capogiro che hanno già messo in allerta i leader nazionali. Tanto più che prima, di entrare in Europa, i rifugiati devono per forza passare attraverso la Turchia di Erdogan, che in questo modo disporrebbe di una <strong>nuova arma</strong> per portare avanti le trattative con Bruxelles in un momento in cui qualche carta aggiuntiva da scendere potrebbe essere proprio il segreto per risolvere le diatribe legate alla<strong> Libia</strong> ed al <strong>Mediterraneo</strong>.</p>
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		<title>Ecco perché Assad sta avanzando verso Idlib</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-assad-sta-avanzando-verso-idlib.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 17:27:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bashar al Assad e Vladimir Putin (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1-1024x654.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;offensiva governativa su Idlib oramai sta avendo una portata molto più ampia di quanto previsto: non solo è stata ripresa la cittadina di Maraat Al Numan, la seconda più grande della provincia dopo il capoluogo, ma i soldati fedeli al presidente Assad stanno avanzando anche a sud di Aleppo e lungo la strategica autostrada M5. L&#8217;attacco &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-assad-sta-avanzando-verso-idlib.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-assad-sta-avanzando-verso-idlib.html">Ecco perché Assad sta avanzando verso Idlib</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bashar al Assad e Vladimir Putin (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-1-1024x654.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;offensiva governativa su <strong>Idlib</strong> oramai sta avendo una portata molto più ampia di quanto previsto: non solo è stata ripresa la cittadina di <strong>Maraat Al Numan</strong>, la seconda più grande della provincia dopo il capoluogo, ma i soldati fedeli al <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">presidente Assad</a> stanno avanzando anche a sud di <strong>Aleppo</strong> e lungo la strategica autostrada <strong>M5</strong>. L&#8217;attacco contro l&#8217;ultimo bastione islamista in Siria sta dunque proseguendo e la svolta, su questo fronte, sembra molto vicina.</p>
<h2>Le avanzate delle ultime ore</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/riprende-l-avanzata-dell-esercito-siriano-nella-provincia-di-idlib.html">Nei giorni scorsi su<em> InsideOver</em> </a>abbiamo raccontato di quanto stava accadendo attorno la città di Maraat Al Numan: posta nella parte meridionale della provincia di Idlib, lungo l&#8217;autostrada M5, il suo territorio è stato interamente circondato grazie alle avanzate dell&#8217;esercito partite subito dopo la prima metà di gennaio. E tra lunedì a martedì quanto previsto si è poi verificato: di fronte all&#8217;evidente impossibilità di tenere la città, i gruppi islamisti che la controllavano da anni hanno preferito indietreggiare. In tal modo, l&#8217;esercito di Damasco è potuto rientrare a Maraat Al Numan senza cimentarsi in una possibile tanto vasta quanto cruenta guerra urbana. Riposta la bandiera siriana nella seconda città della provincia di Idlib, i soldati hanno poi continuato con le avanzate, sfruttando la stallo generale venutosi a creare tra le difese nemiche.</p>
<p>E così, uomini e mezzi dell&#8217;esercito hanno continuato a guadagnare territorio spingendosi anche più a nord. In particolare, le ultime notizie parlano di una veloce risalita proprio lungo la M5, con le avanguardie delle truppe governative oramai a 4 km da <strong>Saraqib</strong>. Quest&#8217;ultima è un&#8217;altra strategica città della provincia di Idlib: posta tra Maraat Al Numan ed Aleppo, è qui che convergono sia la M5 che l&#8217;altra grande arteria siriana, l&#8217;autostrada M4, la stessa che conduce ad Idlib. A breve Saraqib potrebbe essere nel mirino dell&#8217;esercito sia da sud, con i soldati che avanzano da Maraat Al Numan, che da nord. Infatti, nelle stesse ore dell&#8217;offensiva sopra descritta nella periferia di Aleppo i governativi hanno iniziato ad avanzare rompendo le difese islamiste a sud della capitale economica siriana.</p>
<h2>Il possibile &#8220;scambio&#8221; tra Russia e Turchia</h2>
<p>La velocità con la quale l&#8217;esercito sta avanzando tra Idlib ed Aleppo sta sorprendendo forse gli stessi siriani. Damasco ha sempre guadagnato terreno &#8220;lentamente&#8221; nell&#8217;ultima provincia rimasta fuori dal proprio controllo, questo principalmente per il &#8220;consiglio&#8221; della <strong>Russia</strong> la quale a sua volta ha sempre mediato con un attore molto influente nell&#8217;area, la <strong>Turchia</strong>. Ankara ad Idlib ha diversi gruppi che rispondono ai propri ordini, in quanto finanziati ed addestrati dalle proprie forze di sicurezza. Dunque, un&#8217;avanzata da queste parti non può non avvenire senza che tra Mosca e la capitale turca venga instaurato un filo comunicativo diretto. Anche perché Erdogan ha sempre avuto il timore che un&#8217;offensiva ad Idlib potesse generare un nuovo flusso di profughi verso il proprio confine. Per questo in passato, quando da Damasco si accennava ad un&#8217;avanzata in profondità, alcuni miliziani tornavano a sfoderare armi anticarro nuove e munizioni appena giunte probabilmente dalla stessa Turchia.</p>
<p>Adesso invece i gruppi islamisti ad Idlib appaiono, specialmente lungo la M5, vicini ad un vero e proprio <strong>collasso</strong>. Non riescono più a difendere consolidate postazioni a sud di Aleppo, mentre da Maraat Al Numan sono dovuti repentinamente scappare. La strategia siriana, unita ai bombardamenti sia russi che degli stessi siriani, ha un grande ruolo in tutto questo. Ma l&#8217;impressione è che ai miliziani non siano più arrivati né ordini e né rifornimenti. Inoltre, dalla provincia di Idlib <a href="https://it.insideover.com/guerra/adesso-erdogan-vuole-costringere-i-miliziani-siriani-ad-andare-in-libia.html">la Turchia ha &#8220;pescato&#8221; nelle ultime settimane almeno 2.600 islamisti</a> pagati per andare a combattere a <strong>Tripoli</strong> al fianco delle forze pro <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Al Sarraj</a>. Una simile iniziativa non solo ha tolto forze importanti ai gruppi anti Assad in un momento in cui l&#8217;esercito iniziava a premere, ma ha anche chiaramente fatto capire che la Turchia potrebbe considerare prioritario al momento il fronte libico e chiuso invece quello siriano.</p>
<p>La Russia, che con Ankara dal 2016 ha rapporti molto stretti tanto da aver scritto assieme ad Erdogan diverse tregue in Siria, ha sempre sostenuto l&#8217;importanza dell&#8217;integrità territoriale di Damasco. E dunque, in poche parole, che anche Idlib prima o poi deve rientrare all&#8217;interno del controllo del governo di Assad. Per arrivare a questo risultato però, come detto, è impossibile non passare per un accordo con la Turchia. Da qui l&#8217;ipotesi, sempre più viva, dello &#8220;<strong>scambio</strong>&#8221; lungo l&#8217;asse tra Mosca ed Ankara: Erdogan lascia fare ad Idlib, mentre Putin lascia che i turchi mettano gli scarponi a Tripoli. Un intreccio che, di conseguenza, metterebbe sullo stesso piano il dossier siriano e quello libico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-assad-sta-avanzando-verso-idlib.html">Ecco perché Assad sta avanzando verso Idlib</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Assad riconquista i confini con Turchia e Iraq: la fine della guerra è più vicina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/assad-riconquista-i-confini-con-turchia-e-iraq-la-fine-della-guerra-e-piu-vicina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2020 13:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="893" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-a-Damasco-La-Presse-e1580138378683.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-a-Damasco-La-Presse-e1580138378683.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-a-Damasco-La-Presse-e1580138378683-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-a-Damasco-La-Presse-e1580138378683-768x357.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-a-Damasco-La-Presse-e1580138378683-1024x476.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come riportato dall&#8217;agenzia di stampa Nova, dopo le offensive degli ultimi mesi le forze armate siriane fedeli a Bashar al Assad sarebbero riuscite a stabilizzare il nord del Paese, giungendo sino ai confini con il territorio turco e iracheno. A confermarlo è stato Sergej Lavrov, ministro degli Esteri russo, che ha sottolineato come le compagini terroristiche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/assad-riconquista-i-confini-con-turchia-e-iraq-la-fine-della-guerra-e-piu-vicina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="893" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-a-Damasco-La-Presse-e1580138378683.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-a-Damasco-La-Presse-e1580138378683.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-a-Damasco-La-Presse-e1580138378683-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-a-Damasco-La-Presse-e1580138378683-768x357.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bashar-al-Assad-e-Vladimir-Putin-a-Damasco-La-Presse-e1580138378683-1024x476.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Come riportato dall&#8217;agenzia di stampa <em><a href="https://www.agenzianova.com/a/5e2b07e1c0ee36.38188933/2781498/2020-01-24/speciale-difesa-siria-lavrov-damasco-ha-riacquisito-il-controllo-delle-zone-di-confine-con-turchia-e-iraq">Nova</a>, </em>dopo le offensive degli ultimi mesi le forze armate siriane fedeli a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar al Assad</a> sarebbero riuscite a stabilizzare il nord del Paese, giungendo sino ai confini con il territorio turco e iracheno. A confermarlo è stato <strong>Sergej Lavrov</strong>, ministro degli Esteri russo, che ha sottolineato come le compagini terroristiche attive nella zona stiano indietreggiando, perdendo sempre più influenza. Le uniche zone nella quale si stanno ancora verificando scontri sarebbero circoscrivibili alla provincia di <strong>Idlib</strong>, area in cui l&#8217;esercito siriano sarebbe in procinto di chiudere definitivamente la partita.</p>
<p>La riconquista della provincia di Idlib è particolarmente importante per l&#8217;esercito lealista siriano, in quanto una delle ultime roccaforti della Siria ancora in mano a quel che rimane dello Stato islamico. Non bisogna dimenticare infatti che lo scorso 27 ottobre la città siriana fu proprio il teatro della morte del califfo nero <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/abu-bakr-al-baghdadi-chi-e.html">Abu Bakr al-Baghdadi</a>, che dietro le fila islamiste aveva fino a quel momento trovato rifugio.<br />
Nella città avrebbero trovato rifugio negli ultimi la <a href="https://www.ispionline.it/en/node/21217">quasi totalità degli oppositori al regime di Assad</a>, successivamente alle disfatte dei contingenti dell&#8217;opposizione nelle altre aree del Paese. Portare a casa la liberazione di Idlib significa verosimilmente porre fine al conflitto civile con la cattura dei capi della rivolta ancora in vita e dei sostenitori delle forze anti-regime. Il rischio però è di creare una nuova crisi umanitaria, in quanto la regione possiede una popolazione di circa 3 milioni di abitanti che, con la paura di essere marchiati come oppositori da eliminare, potrebbero scegliere la via della migrazione.</p>
<h3>Si avvicina la fine di un lungo conflitto?</h3>
<p>Per la popolazione che è stata liberata dalla piaga della guerra, la possibilità di riprendere regolarmente la propria vita non sembra più un lontanissimo miraggio. Dal 2011 ad oggi, la guerra ha provocato l&#8217;emigrazione di quasi 6 milioni di persone (dati <em><a href="https://www.agi.it/estero/siria_guerra_morti_rifugiati-3632385/news/2018-03-16/">Agi</a> </em>al marzo 2018) e circa mezzo milione di vittime, in un Paese che agli albori del conflitto possedeva 23 milioni di abitanti.</p>
<p>Oltre alla migrazione forzata che si è riversata in Turchia prima di proseguire il viaggio verso l&#8217;<strong>Europa</strong>, appoggiandosi alle isole greche, anche la situazione per chi ha deciso di restare non è stata semplice: esattamente come non lo sarà il prossimo futuro. L&#8217;apparato economico del Paese è stato devastato da <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/guerra-siria-mappe-terrorismo.html">otto anni di guerra</a>, nel quale ogni parvenza di attività commerciale è stata cancellata. Le <strong>risorse</strong> sono scarse, così come la possibilità della Siria di importare merce dall&#8217;estero, a causa del dispendioso mantenimento dell&#8217;esercito in guerra e alle sanzioni. La distruzione delle principali <strong>linee di comunicazione</strong> ha creato inoltre un danno che rischia di peggiorare le possibilità di ripartenza nel breve termine, con interi villaggi e città isolati dal resto del Paese. La stessa economia, in assenza di vie di comunicazione efficienti, ne risentirà soprattutto in quello che dovrebbe essere lo sprint iniziale per la ricostruzione.</p>
<p>Una volta che la situazione sarà definitivamente stabilizzata, al governo siriano arriverà necessariamente il &#8220;conto&#8221; da pagare da parte degli alleati che lo hanno sostenuto: in primo luogo della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/tutte-le-armi-usate-dalla-russia-la-campagna-siria.html">Russia di Vladimir Putin</a>, che nei lunghi anni di conflitto ha fornito un supporto essenziale alle forze armate siriane. E nonostante Assad risulti il vincitore militare, il rischio è che ci sia qualcosa di diverso e il leader siriano non sia in grado di avere realmente in mano lo scettro di Damasco. Questo perché di fatto impossibilitato a portare avanti le proprie politiche a causa delle pressioni estere che sarà costretto a subire.</p>
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		<title>I ribelli siriani sono sempre più vicini alla sconfitta finale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-ribelli-siriani-sono-sempre-piu-vicini-alla-sconfitta-finale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2019 13:12:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
		<category><![CDATA[Idlib]]></category>
		<category><![CDATA[ribelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/bombardamento-su-Idlib-La-Presse-e1577106774425.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Idlib, Siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/bombardamento-su-Idlib-La-Presse-e1577106774425.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/bombardamento-su-Idlib-La-Presse-e1577106774425-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/bombardamento-su-Idlib-La-Presse-e1577106774425-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/bombardamento-su-Idlib-La-Presse-e1577106774425-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;offensiva condotta dall&#8217;esercito siriano nella provincia di Idlib, l&#8217;ultima roccaforte dei ribelli nel Paese e confinante con la Turchia, sembra poter essere in grado di far mutare, forse definitivamente, gli equilibri nell&#8217;area. Aerei da guerra russi e siriani hanno bombardato alcune zone rurali, popolate da civili, nella parte sudorientale della provincia: sono stati colpiti diversi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-ribelli-siriani-sono-sempre-piu-vicini-alla-sconfitta-finale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/bombardamento-su-Idlib-La-Presse-e1577106774425.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Idlib, Siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/bombardamento-su-Idlib-La-Presse-e1577106774425.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/bombardamento-su-Idlib-La-Presse-e1577106774425-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/bombardamento-su-Idlib-La-Presse-e1577106774425-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/bombardamento-su-Idlib-La-Presse-e1577106774425-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<a href="https://www.reuters.com/article/us-syria-security-idlib/russian-backed-forces-gain-ground-in-rebel-held-northwest-syria-idUSKBN1YQ0DB">offensiva</a> condotta dall&#8217;esercito siriano nella<strong> provincia di Idlib</strong>, l&#8217;ultima roccaforte dei ribelli nel Paese e confinante con la Turchia, sembra poter essere in grado di far mutare, forse definitivamente, gli equilibri nell&#8217;area. Aerei da guerra russi e siriani hanno bombardato alcune zone rurali, popolate da civili, nella parte sudorientale della provincia: sono stati colpiti diversi villaggi attorno alla città di Maarat al-Numan e ciò ha portato alla fuga di migliaia di civili verso il confine turco. L&#8217;esercito russo e quello siriano hanno negato di aver bombardato in maniera indiscriminata le aree abitate dei civili e hanno affermato di voler combattere i gruppi di islamisti locali considerati vicini ad Al-Qaeda.</p>
<h2>L&#8217;ultimo assalto</h2>
<p>La <strong>campagna militare di Damasco</strong> ha avuto inizio nel mese di aprile ed ha costretto almeno 500mila persone ad abbandonare le proprie case. Questa la denuncia delle Nazioni Unite e di altre agenzie umanitarie. Secondo l&#8217;organizzazione non governativa americana Union of Medical Care and Relief Organizations, solamente la scorsa settimana sarebbero fuggite almeno ottantamila persone che devono peraltro affrontare l&#8217;inizio dell&#8217;inverno. Le strutture mediche della provincia, già seriamente danneggiate da un anno di bombardamenti, non riescono a prendersi cura di tutti i feriti. Secondo quanto riferito da Mohamad Rasheed, un attivista locale sentito dalla <em>Reuters</em>, molti villaggi sono completamente abbandonati o isolati.</p>
<p>Non sembrano esserci molte speranze, dunque, per i numerosi <strong>gruppi jihadsiti</strong> che controllano la provincia di Idlib e che si trovano in netta condizione di inferiorità rispetto alle capacità belliche di Damasco, supportata da Mosca. Il futuro di ciò che resta dei ribelli siriani sembra ormai segnato: è solo questione di tempo, infatti, prima che il governo riconquisti la quasi totalità del Paese e ponga definitivamente fine al conflitto pluriennale che ha devastato la Siria e causato immani distruzioni e gravissime perdite umane.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Gli sviluppi di Idlib avranno, peraltro, ripercussioni anche su Ankara e probabilmente sull&#8217;Europa. Il presidente Recep Tayyip Erdogan, infatti, ha affermato che la Turchia non può gestire una nuova ondata di <strong>profughi siriani</strong> e non può sopportarne tutto il peso da sola avvertendo, in questo modo, il Vecchio Continente. Almeno 3 milioni e seicentomila siriani si sono rifugiati, dall&#8217;inizio del conflitto nel 2011, in Turchia e nel mese di ottobre il capo di Stato turco aveva minacciato di consentire ai rifugiati presenti nel Paese di dirigersi verso l&#8217;Europa qualora non avesse ricevuto maggiore assistenza da Bruxelles.</p>
<p>Le <strong>dinamiche politiche e militari</strong> della Siria, in definitiva, continuano ad opprimere ed a far soffrire i civili del Paese, profondamente prostrati da un conflitto pieno di atrocità e che li ha visti subire ogni tipo di violenze ed abusi. La speranza dell&#8217;opposizione, dei ribelli e delle potenze avverse al governo di Bashar al Assad di giungere ad un cambio di regime è ormai definitivamente tramontata e le fazioni più moderate hanno subito il crescente predominio degli islamisti, in parte legati allo Stato Islamico ed in parte ad Al Qaeda. La lunga guerra civile siriana, dunque, si concluderà con un nulla di fatto dal punto di vista politico e con ferite difficilmente rimarginabili subite dai tanti civili.</p>
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		<title>Siria, la nuova Costituzione sarà la vittoria di Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-nuova-costituzione-sancira-la-supremazia-di-damasco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2019 08:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="811" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-russo-in-Siria-La-Presse-e1572597663839.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria, esercito russo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-russo-in-Siria-La-Presse-e1572597663839.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-russo-in-Siria-La-Presse-e1572597663839-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-russo-in-Siria-La-Presse-e1572597663839-768x324.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-russo-in-Siria-La-Presse-e1572597663839-1024x433.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I colloqui per la stesura di una nuova Costituzione siriana, in corso a Ginevra sotto l&#8217;auspicio e con la supervisione delle Nazioni Unite, rappresentano il coronamento degli sforzi di Mosca nella risoluzione del conflitto che ha visto coinvolto il Paese mediorientale. Un comitato composto da 150 persone, un terzo delle quali delegate dall&#8217;esecutivo siriano, un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-costituzione-sancira-la-supremazia-di-damasco.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="811" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-russo-in-Siria-La-Presse-e1572597663839.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria, esercito russo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-russo-in-Siria-La-Presse-e1572597663839.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-russo-in-Siria-La-Presse-e1572597663839-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-russo-in-Siria-La-Presse-e1572597663839-768x324.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-russo-in-Siria-La-Presse-e1572597663839-1024x433.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I <a href="https://www.google.com/amp/s/amp.theguardian.com/world/2019/oct/30/russia-backed-syria-constitution-talks-begin-in-geneva">colloqui</a> per la stesura di una nuova <strong>Costituzione siriana</strong>, in corso a Ginevra sotto l&#8217;auspicio e con la supervisione delle Nazioni Unite, rappresentano il coronamento degli sforzi di Mosca nella risoluzione del conflitto che ha visto coinvolto il Paese mediorientale. Un comitato composto da 150 persone, un terzo delle quali delegate dall&#8217;esecutivo siriano, un terzo dall&#8217;opposizione politica vicina ad Arabia Saudita e Turchia ed un terzo rappresentati della società civile, dovrà cercare di trovare un accordo per emendare il documento costituzionale vigente o stipularne uno nuovo. Le decisioni andranno prese per consenso o con una maggioranza del 75 per cento e ciò sembra destinato a generare possibili paralisi decisionali. Secondo<strong> Geir Pedersen</strong>, inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, non ci si dovrà aspettare che i lavori del comitato portino ad una conclusione della crisi siriana o alla fine delle ostilità ma che possano iniziare a creare un clima di fiducia tra le parti, ancora profondamente divise da anni di guerra ed inimicizia.</p>
<h2>Il ruolo della Russia</h2>
<p>Le basi per la stesura di una nuova Costituzione per la Siria erano state lanciate nel gennaio del a <a href="https://www.google.com/amp/s/amp.dw.com/en/will-syria-get-a-new-constitution/a-51030931">Sochi</a>, nell&#8217;ambito della Conferenza di Pace per la risoluzione del conflitto nel Paese mediorientale. La <strong>Russia</strong>, il principale alleato del regime di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar al Assad</a>, ha tutto l&#8217;interesse che lo svolgimento dei lavori rinforzi e legittimi, in maniera indiretta, la salda posizione militare governativa mentre la Turchia ha ottenuto l&#8217;esclusione dei curdi dello Ypg dalla conferenza. La penetrazione strategica della Russia su Damasco può ormai dirsi completata, grazie alla forte influenza di Mosca sull&#8217;organizzazione dei colloqui e la lunga <strong>guerra civile</strong>, durata otto anni e che ha devastato il Paese <a href="https://www.google.com/amp/s/amp.cnn.com/cnn/2013/08/27/world/meast/syria-civil-war-fast-facts/index.html">causando</a> almeno quattrocentomila morti e dodici milioni di rifugiati, è stata di fatto vinta dall&#8217;esecutivo siriano. L&#8217;ombrello protettivo di Mosca dovrebbe consentire, nel lungo termine, la tutela dell&#8217;integrità territoriale dello Stato, al momento ancora frammentata tra governativi, milizie radicali islamici, la fazione curda dell&#8217;Ypg ed i gruppi filo turchi e l&#8217;esercito di Ankara. Damasco, in ogni caso, occupa le principali città del Paese, le vie di comunicazione e la fascia costiera risultando, senza dubbio, l&#8217;attore locale più forte.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>I riti della diplomazia necessitano di tempi lunghi e di certo persino il governo siriano dovrà concedere qualcosa agli odiati avversari dell&#8217;opposizione. Si tratta, però, di dettagli ed il <strong>binomio Mosca-Teheran</strong> potrà mantenere la propria influenza strategica sulla Siria ancora per molto. Le fazioni ribelli, invece, non dovrebbero riuscire a trovare spazi politici autonomi se non quei pochi che verranno concessi da Damasco. Indebolite e fiaccate dalle gravi perdite, infatti, le opposizioni dovranno cercare di salvare il salvabile e di proteggere quel poco che è loro rimasto. Washington e l&#8217;Unione Europea subiscono le iniziative russe e non sembrano avere molto da dire in merito ai prossimi sviluppi delle vicende locali ormai incanalare verso binari definiti. La condizione dei curdi dell&#8217;Ypg, infine, è particolarmente preoccupante. <a href="https://it.insideover.com/guerra/turchia-bombarda-siria.html">Schiacciati</a> dalle iniziative militari di Ankara, abbandonati dagli Stati Uniti e costretti a scendere a patti con <strong>Damasco</strong> rischiano di crollare e di perdere il controllo di quei territori conquistati al prezzo di gravi spargimenti di sangue. La pace in Siria, in definitiva, riporterà l&#8217;orologio della storia indietro di qualche anno e cristallizzerà la supremazia di Damasco sullo scenario locale a discapito dei diversi rivali e delle potenze che li appoggiavano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-costituzione-sancira-la-supremazia-di-damasco.html">Siria, la nuova Costituzione sarà la vittoria di Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;offensiva curda (e governativa) contro Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/loffensiva-curda-e-governativa-contro-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2019 05:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
		<category><![CDATA[ypg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati fedeli a Bashar al Assad arrivano a Tal Tamr (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I combattenti curdo siriani dell&#8217;Ypg hanno lanciato la loro controffensiva riprendendo il villaggio di Ras al-Ayn, caduto sotto controllo delle truppe turche nelle prime battute dell&#8217;operazione &#8220;Sorgente di Pace&#8221;. Nonostante le ingenti perdite inflitte alle forze curda &#8211; secondo le fonti di Ankara &#8211; sembra che le Unità di protezione del popolo curdo (Ypg) si stiano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/loffensiva-curda-e-governativa-contro-erdogan.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati fedeli a Bashar al Assad arrivano a Tal Tamr (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I combattenti curdo siriani dell&#8217;<strong>Ypg</strong> hanno lanciato la loro controffensiva riprendendo il villaggio di Ras al-Ayn, caduto sotto controllo delle truppe turche nelle prime battute dell&#8217;operazione &#8220;Sorgente di Pace&#8221;. Nonostante le ingenti perdite inflitte alle forze curda &#8211; secondo le fonti di Ankara &#8211; sembra che le Unità di protezione del popolo curdo (Ypg) si stiano riorganizzando dopo l&#8217;<a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/siria-lesercito-damasco-avanza-verso-nord-fermeremo-1768148.html">accordo</a> stretto con l&#8217;esercito siriano fedele a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener">Bashar al Assad</a>, fortemente appoggiato da Mosca. A riferirlo è stato l&#8217;inviato presidenziale russo per la Siria Alexander Lavrentyev. Intanto le truppe della Coalizione internazionale rendono noto di aver lasciato la città siriana di Manbij.</p>
<p><a href="https://tass.com/defense/1083194" target="_blank" rel="noopener">Secondo quanto viene riportato dall&#8217;agenzia d&#8217;informazione russa </a><em>Tass,</em> i combattenti curdi, ora coadiuvati dalle forze regolari siriane, hanno lanciato una controffensiva respingendo le truppe turche, che avevano stabilito i primi avamposti sul territorio siriano, e &#8220;occupato&#8221; i villaggi di confine in quella che secondo il presidente <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> è destinata a diventare la &#8220;<strong>zona cuscinetto</strong>&#8221; tra la Turchia e Siria. Fascia destinata ad accogliere &#8211; se conquistata &#8211; i profughi generati dalla <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html" target="_blank" rel="noopener">crisi siriana</a>. Il bollettino di guerra aggiornato dalla Difesa turca riporta almeno 500 &#8220;terroristi neutralizzati&#8221; &#8211; ossia combattenti delle milizie curde e volontari uccisi, feriti o catturati &#8211; dall&#8217;inizio dell&#8217;operazione militare lanciata da Ankara nel nord-est della Siria. Ciò nonostante i soldati curdi, che hanno trovato un accordo per difesa comune del territorio siriano con l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/lesercito-siriano-verso-manbji-e-le-aree-ad-est-delleufrate.html">Esercito di Assad</a>, si sono rivelati in grado di pianificare e portare a termine con il nuovo alleato una controffensiva per &#8220;respingere&#8221; l&#8217;avanzata turca e riprendere il controllo di Ras al-Ayn. Sempre secondo fonti russe, le truppe dell&#8217;Ypg starebbero attualmente attaccando la città di Tell Halaf, controllata dal cosiddetto <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-esercito-siriano-libero.html"><strong>Esercito siriano libero</strong></a>: la fazione miliare che si è opposta al presidente Assad nella guerra civile siriana. Ulteriori rapporti indicano che la controffensiva riguarderebbe anche in aree al confine di Kobane, situate sulla riva orientale del fiume Eufrate.</p>
<p>Le truppe curde, appoggiate dai primi contingenti delle Forze armate di Damasco, che possono contare sulla presenza di mezzi corazzati e aerei a copertura e supporto aereo, avrebbero dunque sventato il piano strategico dei generali di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noopener">Erdogan</a> che intendevano tagliare una linea di collegamento essenziale: l&#8217;autostrada che corre lungo il confine e che collega la capitale economica siriana Aleppo con la città di Al Hasakah, capitale della provincia. L&#8217;attacco delle forze turche sembrerebbe essere  stato respinto, o arginato, con successo dai curdo-siriani che hanno raggiunto l&#8217;autostrada vicino alla città di Tel Tamer, a 30 chilometri dal confine. L&#8217;<strong>Osservatorio siriano per i diritti umani </strong>&#8211; organizzazione non governativa con sede a Londra &#8211; ha confermato la notizia di un contrattacco lanciato delle milizie curde nella provincia orientale di Al-Hasakah. Il grosso degli scontri si starebbero concentrando sulla collina di Tal Manafir. L&#8217;Osservatorio ha poi comunicato che le forze curde sembrerebbero essere state in grado di compiere buoni progressi nell&#8217;area, riconquistando siti e postazioni perse durante le ultime ore. Entrambe le fazione conterebbero sensibili perdite tra morti e feriti.</p>
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		<title>Curdi via dal nord della Siria: ma per Erdogan è vittoria a metà</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/curdi-via-dal-nord-della-siria-ma-per-erdogan-e-vittoria-a-meta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2019 16:58:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="936" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10175809-e1566752275714.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10175809-e1566752275714.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10175809-e1566752275714-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10175809-e1566752275714-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10175809-e1566752275714-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le Forze democratiche siriane (Sdf) – un&#8217;alleanza di milizie curde &#8211; hanno iniziato il proprio ritiro dalle roccaforti nel nord-est della Siria, demolendo le postazioni militari sotto il loro controllo. &#8220;Il 22 agosto&#8221; – si legge in un tweet del Central Command (Centcom), il comando interforze statunitense responsabile di Medio Oriente e dell&#8217;area Afghanistan-Pakistan  &#8211; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/curdi-via-dal-nord-della-siria-ma-per-erdogan-e-vittoria-a-meta.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="936" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10175809-e1566752275714.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10175809-e1566752275714.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10175809-e1566752275714-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10175809-e1566752275714-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10175809-e1566752275714-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le Forze democratiche siriane (Sdf) – un&#8217;alleanza di milizie curde &#8211; hanno iniziato il proprio ritiro dalle roccaforti nel nord-est della Siria, demolendo le postazioni militari sotto il loro controllo.</p>
<p>&#8220;Il 22 agosto&#8221; – si legge in un <a href="https://twitter.com/CENTCOM/status/1164981779708698624">tweet del Central Command</a> (Centcom), il comando interforze statunitense responsabile di Medio Oriente e dell&#8217;area Afghanistan-Pakistan  &#8211; &#8220;a 24 ore dalla telefonata tra il segretario della Difesa degli Stati Uniti d&#8217;America e il ministro della Difesa turco, le Forze democratiche siriane hanno distrutto le loro postazioni, dimostrando di voler contribuire all&#8217;applicazione del meccanismo di sicurezza&#8221;.</p>
<p>Il colloquio telefonico indicato nella nota del Centcom è avvenuto pochi giorni prima (20 agosto) tra il ministro della Difesa turco, Hukusi Akar, e il suo omologo americano, Mark Esper. Un dialogo cruciale, in cui le due parti hanno stabilito l&#8217;avvio, a partire dal giorno successivo, della <a href="https://www.dailysabah.com/diplomacy/2019/08/21/defense-minister-akar-us-counterpart-esper-agree-to-launch-1st-phase-of-syria-safe-zone-plan">prima fase</a> di un piano mirato alla creazione di una &#8220;zona sicura&#8221; nel nord della Siria.</p>
<h2>L’accordo tra Ankara e Washington</h2>
<p>Il piano, concordato il 7 agosto da Ankara e Washington, prevede la creazione di una zona cuscinetto nella Siria settentrionale, che trasformerebbe il c.d. &#8220;<a href="https://it.insideover.com/guerra/curdi-siriani-un-rompicapo-erdogan-putin.html">corridoio del terrore&#8221;</a> – come è stato più volte definito dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan – in un &#8220;<a href="http://www.hurriyetdailynews.com/ypg-has-begun-withdrawing-in-north-syria-centcom-146014">corridoio di pace</a>&#8221; per il transito degli sfollati siriani desiderosi di tornare in patria. Il compito di coordinare le operazioni all&#8217;interno della zona di sicurezza sarebbe affidato a un Centro operativo congiunto turco-statunitense.</p>
<p>Numerosi aspetti inerenti la gestione dell&#8217;area &#8211; tra cui il <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2573383/2019-08-19/speciale-difesa-turchia-centro-operativo-congiunto-con-usa-in-siria-attivo-da-questa-settimana">controllo e il coordinamento dello spazio aereo</a> – sarebbero già stati fissati, mentre meno chiare appaiono le fasi successive del piano, delle quali dovrebbe discutere nei prossimi giorni un comitato militare congiunto.</p>
<p>Rimarrebbero infatti incerti alcuni punti fondamentali dell&#8217;accordo, in particolare l&#8217;ampiezza della zona sicura; creata all&#8217;interno del territorio siriano, al confine con la Turchia, l&#8217;area dovrebbe estendersi per 30-40 chilometri, secondo il governo di Ankara; Washington invece propenderebbe per la limitazione della zona a <a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/08/turkey-agree-launch-phase-syria-safe-zone-plan-190822090734698.html">10 chilometri</a>.</p>
<h2>La mano della Turchia sulla Siria</h2>
<p>L&#8217;accordo – il cui raggiungimento è stato ritardato per discrepanze sull&#8217;estensione dell&#8217;area e sulla responsabilità della sua gestione &#8211; sembra aver evitato un intervento militare della Turchia all&#8217;interno del territorio siriano.</p>
<p>All&#8217;inizio di agosto, infatti, Erdogan aveva <a href="https://www.telegraph.co.uk/news/2019/08/06/turkey-threatens-assault-kurdish-militia-syria/">minacciato l&#8217;avvio di un&#8217;operazione militare</a> in Siria, mirata a &#8220;eliminare&#8221; l&#8217;Unità di protezione popolare (Ypg), le milizie curde siriane considerate da Ankara un&#8217;estensione del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) e per questo ritenute illegali.</p>
<p>Da almeno un anno il leader turco ventilava l&#8217;ipotesi di un&#8217;azione militare nel nord della Siria, tuttavia, proprio la situazione del Paese mediorientale – con particolare riferimento alla guerra di Idlib – e i <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-non-si-ferma-il-sultano-avanza-nel-nord-della-siria.html">rinforzi</a> recentemente mandati da Ankara nel territorio curdo siriano avevano fatto temere un rapido concretizzarsi delle minacce.</p>
<p>Con il nuovo accordo, la Turchia si tutela ai suoi confini, impedendo la nascita di uno Stato curdo; Ankara mira infatti a controllare completamente il confine con la Siria, consolidando la sua presenza nel distretto di Afrin e spingendosi fino a Manbij, attraverso la città di Tel Rifaat. L&#8217;azione militare sarebbe stata – nell&#8217;ottica di Ankara – il <a href="https://it.insideover.com/guerra/turchia-siria-afrin-muro.html">completamento</a> dell&#8217;operazione &#8220;Ramoscello d’Ulivo&#8221;, che, nel marzo 2018, aveva portato alla conquista di Afrin, sottraendola in sostanza al controllo curdo.</p>
<h2>Nuovi equilibri in Siria</h2>
<p>Il governo siriano ha accolto con rabbia la notizia dell&#8217;accordo tra Turchia e Stati Uniti, definendolo un &#8220;attacco evidente&#8221; alla sovranità della Siria. La creazione di una zona cuscinetto nel nord del Paese, infatti, potrebbe precluderne il ritorno sotto il controllo del governo siriano</p>
<p>Dalle parole ai fatti: il 19 agosto, le truppe governative hanno ripreso il pieno controllo di Khan Sheikhoun, roccaforte dei ribelli nel governatorato di Idlib. Lo stesso giorno, entrando nella città, l&#8217;esercito siriano ha <a href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2019/08/turkey-russia-stress-test-idlib-syria-strike-convoy.html">colpito un convoglio turco</a>.</p>
<p>La mossa, oltre a costituire un passo fondamentale nell&#8217;avanzata di Damasco, ha messo sotto scacco anche una delle 12 postazioni di controllo della Turchia all&#8217;interno del territorio siriano, quella di Morek. Un chiaro avvertimento nei confronti di Ankara il cui accordo con Washington potrebbe nuovamente <a href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2019/08/turkey-syria-end-of-game-for-ankara-in-idlib.html">stravolgere gli equilibri</a> del Paese martoriato da 8 anni di guerra civile.</p>
<p>Nel rimescolamento degli ultimi giorni, rimane l&#8217;incognita russa. Una rinnovata partnership tra Ankara e Washington potrebbe non essere stata accolta favorevolmente da Mosca, che, accusando la Turchia di doppiogiochismo, potrebbe decidere di passare alle maniere forti.</p>
<p>E la conquista di Khan Sheikhoun – compiuta dai siriani, ma con il supporto russo – sembrerebbe puntare proprio a questo: costringere la Turchia a fare un passo indietro, accettando la Siria come arbitro del proprio territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/curdi-via-dal-nord-della-siria-ma-per-erdogan-e-vittoria-a-meta.html">Curdi via dal nord della Siria: ma per Erdogan è vittoria a metà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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