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	<title>guerra aerea Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 04:46:00 +0000</lastBuildDate>
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	<title>guerra aerea Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Gli Usa e la guerra contro l&#8217;Iran: caro Trump, dovevi leggere bene la Dottrina Powell&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-e-la-guerra-contro-liran-caro-trump-dovevi-leggere-bene-la-dottrina-powell.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 04:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra asimmetrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'amministrazione Trump, in Iran, per la prima volta non ha seguito nessun punto della "Dottrina Powell" affidandosi solo sul potere aereo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-e-la-guerra-contro-liran-caro-trump-dovevi-leggere-bene-la-dottrina-powell.html">Gli Usa e la guerra contro l&#8217;Iran: caro Trump, dovevi leggere bene la Dottrina Powell&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel suo libro di memorie del 1995, <em>My American Journey</em>, <strong>Colin Powell</strong> scrisse: “Molti della mia generazione, i capitani, i maggiori e i tenenti colonnelli di carriera con esperienza nella guerra del Vietnam, giurarono che, quando sarebbe arrivato il nostro turno di prendere le decisioni, non avremmo acconsentito passivamente a una guerra condotta con poca convinzione per ragioni superficiali che il popolo americano non avrebbe potuto comprendere”. Questo è precisamente il tipo di guerra che il presidente <strong>Donald Trump</strong> ha intrapreso in <strong>Iran</strong>, e finora il Congresso statunitense ha acconsentito in silenzio, nonostante la popolazione, all&#8217;avvio dell&#8217;operazione Epic Fury, fosse d&#8217;accordo per solo il 35%.</p>



<p>Quando in seguito Powell ricoprì la carica di Segretario di Stato durante l&#8217;amministrazione di <strong>George W. Bush</strong>, l&#8217;ex generale che fu Capo di stato maggiore della difesa statunitense ebbe un ruolo determinante nella pianificazione e nell&#8217;esecuzione delle guerre in Afghanistan e in Iraq, nessuna delle quali soddisfaceva questo assunto e che nemmeno si attenevano a quella che venne denominata <a href="https://www.atlanticcouncil.org/blogs/new-atlanticist/the-powell-doctrines-wisdom-must-live-on/">Dottrina Powell</a>.</p>



<p>La Dottrina Powell rimane il metodo migliore per i presidenti degli Stati Uniti per decidere perché e come entrare in guerra, e sebbene l&#8217;influenza di questa dottrina abbia iniziato a diminuire da tempo, nessuna amministrazione l&#8217;ha mai veramente ripudiata, almeno fino al secondo mandato del presidente Trump. A onor del vero, Powell non fu esattamente il formulatore dell&#8217;omonima dottrina: nel 1984, <strong>Caspar Weinberger</strong>, Segretario della Difesa dell&#8217;amministrazione Reagan, dichiarò che <strong>qualsiasi piano di impiego della forza militare avrebbe dovuto superare sei punti:</strong> gli interessi nazionali vitali dovevano essere in gioco; Washington doveva essere disposta a impegnare le risorse necessarie per ottenere la vittoria; i responsabili politici dovevano avere obiettivi politico/militari chiaramente definiti; i politici dovevano inoltre essere disposti a rivalutare continuamente gli schieramenti e le spese al variare delle condizioni (e persino dei loro obiettivi); dovevano ottenere il sostegno del popolo americano e del Congresso attraverso la franchezza e la consultazione; infine, l&#8217;impiego delle forze statunitensi in combattimento dovrebbe essere l&#8217;ultima risorsa. Powell aggiunse alla lista due ulteriori punti, frutto della sua esperienza di guerra: una chiara strategia di uscita e il sostegno internazionale.</p>



<p>Possibilmente, l&#8217;attuale conflitto nel Golfo Persico <strong>ha disatteso e non considerato tutti i punti</strong> qui elencati. </p>



<p>Powell voleva garantire che la forza militare fosse impiegata raramente e che, quando ciò accadeva, fosse parte di una strategia che integrasse altri elementi del potere nazionale. Il presidente Trump ha completamente ignorato questa prassi, a cominciare dagli <strong>obiettivi </strong>dell&#8217;operazione Epic Fury che sono stati più volte cambiati e che, in ultima analisi, apparivano fumosi e inconsistenti nel loro insieme: affermare di voler “distruggere” i loro missili”, di “radere al suolo la loro industria missilistica” di “annientare la loro marina” e di fare in modo che “i gruppi terroristici [dell&#8217;Iran] non possano più destabilizzare la regione o il mondo e attaccare le nostre forze” insieme a voler evitare che l&#8217;Iran possa ottenere un&#8217;arma nucleare, è un proclama buono esclusivamente per la propaganda elettorale, ma che purtroppo non si è tradotto in una serie di obiettivi strategici.</p>



<p>Obiettivi che, in ogni caso, <strong>non potevano essere ottenuti esclusivamente con una campagna aerea</strong>. Probabilmente, la decisione di non impiegare truppe sul campo è stata presa per tenere fede proprio al programma elettorale trumpiano e ha avuto un appiglio nell&#8217;esito della campagna aerea nei <strong>Balcani del 1999</strong>, che ha portato al ritiro delle forze serbe dal Kosovo e all&#8217;arrivo nella regione della forze NATO della KFOR, ovvero esattamente gli obiettivi che si era prefissata l&#8217;Alleanza Atlantica per quell&#8217;operazione militare. L&#8217;Iran, però, non è la Serbia del 1999 – pressoché isolata diplomaticamente – e non è nemmeno l&#8217;Iraq di Saddam Hussein del 2003 dove il regime rappresentava una parte etnico-religiosa minoritaria del Paese. Teheran ha preparato uno scenario simile – ovvero una lunga serie di incursioni dall&#8217;aria – da decenni: le sue forze missilistiche e buona parte delle sue infrastrutture nucleari sono sotterranee e, come ha evidenziato la valutazione dei danni statunitense, sono rimaste in buona parte intatte. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un fallimento annunciato</h2>



<p>Tralasciando i <strong>risvolti politici</strong> di questa operazione militare, per la quale agli amici e ai nemici degli USA è stato ricordato che gli alleati degli Stati Uniti non possono avere la certezza che i loro interessi saranno tutelati durante una guerra, né che Washington li consulterà prima di decidere di ricorrere alla forza, e tralasciando i risvolti sul <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/gli-stati-uniti-hanno-pochi-missili-e-corrono-ai-ripari/">consumo delle risorse belliche statunitensi</a>, <strong>la guerra nel Golfo Persico manca di una strategia di uscita </strong>in modo così evidente che la Casa Bianca è stata costretta a minacciare l&#8217;elevazione di eccezionali sanzioni internazionali, ovvero un passo che avrebbe dovuto effettuare prima dell&#8217;avvio delle operazioni militari.</p>



<p>Del resto, non poteva essere altrimenti stanti le premesse: la sola campagna aerea sarebbe stata fallimentare anche avendo il fine di un possibile sovvertimento del regime di Teheran, data la natura stessa del potere politico in Iran, gestito in modo pervasivo e ridondante dalle Guardie della Rivoluzione, le quali – per inciso – rappresentano ora la linea dura della diplomazia iraniana.</p>



<p>La Dottrina Powell, che comunque non è stata rispettata dall&#8217;esecutivo USA, non può essere applicata per la gestione di una guerra che utilizzi solo ed esclusivamente il potere aereo qualora uno Stato sia sufficientemente resiliente e faccia ricorso a una dottrina asimmetrica per portare la propria offesa: gli attacchi statunitensi post cessate il fuoco estesi fino a comprendere le infrastrutture civili iraniane, hanno solo provocato un&#8217;escalation degli attacchi iraniani contro impianti energetici e di desalinizzazione in altri Paesi della regione.</p>



<p>Bisogna però precisare che ritenere di usare la forza militare solo come <em>ultima ratio</em>, quindi separandola dall&#8217;ambito diplomatico, <strong>indebolisce quest&#8217;ultimo</strong> rendendo l&#8217;utilizzo della prima più probabile e meno efficace se si parte dal presupposto – a volte fallace – di voler utilizzare solo il potere aereo. Un esempio in tal senso viene sempre dal teatro iraniano, ma risale al 2025: la breve campagna aerea, che ha visto l&#8217;intervento statunitense a fianco di Israele con assetti strategici, sebbene abbia di fatto ritardato il programma nucleare di Teheran solo di uno o due anni <strong>ha comunque mantenuto un canale diplomatico aperto,</strong> mentre in quest&#8217;ultimo scenario le operazioni aeree non hanno portato Teheran a un tavolo di trattative stabile e hanno provocato una reazione del regime utilizzante tutte le sue risorse asimmetriche, come la chiusura dello Stretto di Hormuz.</p>



<p>In ultima analisi, la Dottrina Powell  non può essere seguita strettamente per un&#8217;operazione esclusivamente aerea ma necessita, a seconda dell&#8217;avversario, di <strong>una serie di misure</strong> tra cui la presenza di forze sul campo, la pressione diplomatica da stabilirsi con gli alleati/partner/comunità internazionale e quella economica.</p>
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		<item>
		<title>Quelle &#8220;esche&#8221; BAE Systems che proteggono i caccia dai missili</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/quelle-esche-bae-systems-che-proteggono-i-caccia-dai-missili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2024 05:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra aerea]]></category>
		<category><![CDATA[guerra elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1198" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2278192.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="f-22" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2278192.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2278192-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2278192-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2278192-1024x639.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella guerra aerea sono sempre più importanti le "esche" che distraggono i missili air-to-air  e proteggono i caccia. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1198" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2278192.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="f-22" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2278192.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2278192-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2278192-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2278192-1024x639.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I duelli aerei sono diventati estremamente rari nella guerra moderna. Anche nei teatri di scontro previsti da guerre simmetriche, come ad esempio il conflitto ucraino dove abbiamo assistito al confronto tra jet da combattimento della stessa generazione &#8211; aerei di 4° generazione come i Sukhoi Su-33 e i MiG-29 &#8211; le occasioni in cui gli aerei sono stati a contatto con una minaccia missilistica sono stati ridotti al minimo (e sono ancora poco noti dati), ma non sono mancati casi in cui due velivoli si sono trovati in manovra e abbattuti attraverso il lancio di missili <em>Air-to-Air</em> nelle loro differenti versioni. O a tentare di sfuggire da un missile lanciato da un sistema anti-aereo, fosse esso un Patriot o un S-300. Eppure, in ognuno di questi casi, le contromisure note come &#8220;<strong>flares</strong>&#8220;e &#8220;<strong>chaffs</strong>&#8221; &#8211; i sistemi di difesa usati da tutti gli aeromobili militari per ingannare i sensori ottici a guida infrarossa e i sistemi di guida radar dei suddetti missili &#8211; hanno trovato largo impiego nel tentativo, a volte sicuramente riuscito, di <strong>salvare l&#8217;aereo</strong> e la <strong>vita del pilota</strong>.</p>



<p>Nell&#8217;era degli aerei di ultima generazione come gli F-35 della Nato, i Su-57 della Federazione Russa e i J-20&nbsp;della Repubblica Popolare Cinese, avversari teorici di scontri ipotetici che stanno già valutando le capacità dell<a href="https://it.insideover.com/difesa/armi-ipersoniche-e-intelligenza-artificiale-cosi-la-cina-sfida-gli-f-35.html">&#8216;Intelligenza Artificiale</a> come integrazione eventuale o essenziale, realtà come <strong>BAE Systems</strong> sono già impegnate nello sviluppo di nuovi tipi di <strong>contromisure </strong>di<strong> prossima generazione</strong> come le &#8220;esche&#8221; aeree. </p>



<p>Questo un sistema, identificato come<strong> Dual Band Decoy</strong>, e definito come una delle contromisure a radiofrequenza più avanzate al mondo, è basato su un&#8217;unità collegata alle apparecchiature per la <a href="https://it.insideover.com/guerra/caccia-la-guerra-elettronica-destinato-alla-nuove-portaerei-cinesi.html">guerra elettronica</a> a bordo dell&#8217;aereo che, una volta rilasciata, viene trainata da un cavo in fibra ottica, e dovrebbe consentire all&#8217;aereo da caccia ingaggiato da un missile lanciato da un velivolo o da un sistema antiaereo avversario, di confondere il missile lanciato dall&#8217;aggressore.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="624" height="351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/image002.jpg" alt="" class="wp-image-422120" style="width:984px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/image002.jpg 624w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/image002-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/image002-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/image002-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 624px) 100vw, 624px" /></figure>
</div>


<p>Il sistema, abbreviato in sigla come DBD, consisterebbe dunque in un<strong> jammer di autoprotezione</strong> all&#8217;avanguardia sviluppato appositamente per protegge gli aerei da combattimento dagli attacchi nemici fungendo da esca, e rappresenta la più innovativa tecnologia di disturbo per disturbare i radar nemici e attirare i missili lontano dall&#8217;aereo. Secondo quanto riportato da BAE Systems, azienda britannica leader nel settore della difesa, il sistema DBD può essere lanciato dal pilota o automaticamente in risposta alle minacce imminenti, offrendo protezione critica in uno spazio aereo altamente conteso. &#8220;Con <a href="Caption: The U.S. Navy selected BAE Systems to develop Dual Band Decoy, one of the most advanced radio frequency countermeasures in the world. DBD is a cutting-edge RF self-protection jammer that shields fighter jets from enemy attacks.">Dual Band Decoy</a>, stiamo sfruttando gli anni di successo della missione dell&#8217;ALE-55 come sistema di disturbo ad alta potenza&#8221;, ha affermato D. Davidson, direttore della linea di prodotti Advanced Compact Electronic Warfare Solutions presso BAE Systems, ricordando che il “Dual Band Decoy offre un’ampia capacità che può essere installata su una varietà di velivoli ed è aggiornabile per affrontare le minacce future”.</p>



<p>La ricerca e lo sviluppo di questo sistema di BAE System, che è integrato della capacità di creare una &#8220;<strong>sfera protettiva</strong> attorno alle piattaforme in spazi di battaglia altamente contesi utilizzando l&#8217;intero spettro elettromagnetico per rilevare, sfruttare e contrastare le minacce avanzate&#8221;, è stato commissionato dall&#8217;<strong>Us Navy</strong> e secondo i piani sarà inizialmente schierato sui <strong>Super Hornet F/A-18</strong> dei gruppi aerei imbarcati dalla portaerei statunitensi. Appare tuttavia evidente come questo tipo di tecnologie sono destinate a sostituire, gradualmente, le vecchie contromisure presenti in tutti i velivoli di prossima generazione, consentendo ai piloti di affrontare al meglio le minacce che incombono nel futuro della <a href="https://it.insideover.com/guerra/dai-caccia-ai-droni-cosi-cambia-la-guerra-nei-cieli.html">guerra aerea</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/quelle-esche-bae-systems-che-proteggono-i-caccia-dai-missili.html">Quelle &#8220;esche&#8221; BAE Systems che proteggono i caccia dai missili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ora Netanyahu deve scegliere tra Biden e i falchi del suo Governo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosa-accadra-adesso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2024 17:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc)]]></category>
		<category><![CDATA[guerra aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Benjamin Netanyahu (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu-1024x674.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il dilemma di Netanyahu: seguire il presidente Biden, che chiede di evitare ulteriori rappresaglie, o mettere a rischio il governo scontentando gli estremisti?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Benjamin Netanyahu (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Benjamin-Netanyahu-1024x674.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le scuole sono ancora chiuse, molti uffici sono ancora deserti e le saracinesche dei negozi sono ancora abbassate. L&#8217;aspetto delle città israeliane è ancora quello, <a href="https://it.insideover.com/guerra/partito-lattacco-di-teheran-contro-israele.html">a distanza di ore dalla fine dell&#8217;attacco iraniano</a>, di aree <strong>sotto assedio</strong>. Tuttavia a rincuorare la popolazione è il fatto che nessuna scheggia ha realmente scalfito case e infrastrutture, nessun luogo frequentato da civili è stato sfiorato dalla pioggia di ordigni piovuti dall&#8217;<strong>Iran</strong>. Il Paese ha quindi retto l&#8217;urto dell&#8217;attacco scagliato nel cuore della serata di sabato. Ed è forse questo il dato da cui Israele potrebbe (e vorrebbe in gran parte) ripartire: tornare ad avere <strong>fiducia</strong> nelle proprie forze di sicurezza, sentirsi al <strong>riparo</strong> da attacchi futuri ed evitare nuove tragiche conte dei danni. La tensione non è però ancora stata smontata: una parte dell&#8217;esecutivo guidato da<strong> Benjamin Netanyahu </strong>vorrebbe attuare una <strong>ritorsione</strong> contro la Repubblica Islamica e non è detto che ciò non avvenga. Saranno in tal senso decisive le prossime ore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un &#8220;day after&#8221; tranquillo</h2>



<p>Andare nei rifugi e ritrovare subito dopo la casa intatta, quando si è in un contesto di guerra non è certo circostanza da poco. Forse in Israele oggi si sta meglio rispetto a ieri: per tutto il sabato si è rimasti in <strong>attesa</strong> di capire e comprendere cosa doveva accadere sopra le proprie teste e quando, intorno alle 22:00, si è avuta la conferma di un primo lancio di droni dall&#8217;Iran, i sospetti per buona parte della popolazione si sono trasformati in autentici <strong>incubi</strong>. Poi nel cuore della notte è apparso in tv <strong>Daniel Hagari</strong>, portavoce dell&#8217;Idf, sottolineando come almeno il 99% degli ordigni è stato effettivamente intercettato. Non tutti dagli israeliani, anzi nelle ore del raid il lavoro delle aviazioni di <strong>Usa, Gran Bretagna, Giordania</strong> e <strong>Francia</strong> è stato prezioso e a dir poco vitale per impedire una rapida saturazione dei sistemi Iron Dome.</p>



<p>Ad ogni modo, la stragrande maggioranza dei droni non ha nemmeno oltrepassato lo spazio aereo israeliano e il bilancio parla di appena un ferito: si tratta di  un bambino di dieci anni coinvolto nell&#8217;arrivo di una scheggia in una piccola località del <strong>Negev</strong>. La regione meridionale desertica dove si è concentrato gran parte dell&#8217;attacco iraniano grazie ai missili piombati nell&#8217;area della base di <strong>Nevetim</strong>, una delle più importanti del Paese e oggi tornata però nuovamente operativa. </p>



<p>Al sollievo per lo scampato pericolo, si aggiungono però <strong>polemiche</strong> piuttosto sentite dalla stampa israeliana. In particolare, diversi quotidiani oggi hanno tirato fuori primi <strong>bilanci</strong> del costo in termini economici della difesa di Israele: le casse dello Stato hanno in totale sborsato qualcosa come<strong> 1.3 miliardi di Dollari </strong>per garantire l&#8217;abbattimento degli ordigni iraniani. Un calcolo effettuato sommando ogni singolo aspetto di una vasta operazione di difesa come quella andata in scena ieri: dal carburante per gli aerei, fino allo spostamento di mezzi e uomini. Non solo, ma non è certo passato inosservato all&#8217;interno dell&#8217;opinione pubblica il fatto che la difesa dei cieli è stata possibile anche all&#8217;aiuto degli alleati, rivelatisi fondamentali per intercettare gli ordigni già sopra i cieli di Iraq e Giordania. </p>



<p>In poche parole, lo Stato ebraico nel suo day after non ha potuto fare altro che tirare un gran sospiro di sollievo e constatare come il sistema difensivo abbia retto. Ma ci si chiede anche se tutto questo non poteva essere evitato e se quindi il governo, nella persona del premier Netanyahu, non poteva evitare, con il raid sull&#8217;ambasciata iraniana di Damasco, dì di esporre il Paese a una provocazione che non ha fatto danni ma che, al contempo, è costata non poco a Israele in termini politici ed economici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La telefonata tra Biden e Netanyahu subito dopo l&#8217;attacco iraniano</h2>



<p>Nel corso della notte, quando da Teheran sono arrivate conferme della fine dell&#8217;attacco, si è avuta notizia di un&#8217;importante conversazione telefonica tra il presidente Usa, <strong>Joe Biden</strong>, e lo stesso primo ministro israeliano. I media dello Stato ebraico concordano su un punto: il capo della Casa Bianca ha chiesto a Benjamin Netanyahu di<strong> non avviare una controrisposta</strong> nei confronti dell&#8217;Iran. Il modello proposto da Washington è molto semplice: proporre, sotto il profilo mediatico, come una <strong>vittoria</strong> l&#8217;abbattimento del 99% dei droni iraniani e fare di questo dato un elemento di forte <strong>deterrenza</strong> per il futuro. </p>



<p>Paradossalmente, o quasi, la linea degli Stati Uniti è sembrata convergere con quella dell&#8217;Iran visto che anche da Teheran sono stati lanciati segnali politici in questa direzione. La Repubblica Islamica infatti, in un documento a firma del ministero degli Esteri, si è appellata al diritto di autodifesa a seguito dell&#8217;attacco israeliano contro la propria ambasciata di Damasco, dichiarando che l&#8217;attacco contro lo Stato ebraico è una risposta a quell&#8217;episodio e la vicenda può dirsi chiusa. Il filo comune della posizione statunitense e iraniana è quindi dato dalla volontà di non andare oltre e di considerare terminata la disputa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La scelta nelle mani di &#8220;Bibi&#8221;</h2>



<p>La palla è quindi passata nelle mani di Netanyahu: tocca a lui decidere cosa fare e scegliere quale strada intraprendere. Biden nella conversazione di domenica notte non si è limitato al &#8220;consiglio&#8221;, il presidente Usa ha ribadito la volontà di difendere Israele da altri attacchi e allo stesso tempo ha sottolineato che non sosterrà lo Stato ebraico contro eventuali raid nei confronti dell&#8217;Iran. Il premier israeliano non potrà dunque disporre dell&#8217;aiuto del più importante alleato e, nel prendere una decisione, è consapevole che in caso di ulteriore escalation non potrà fare affidamento sui caccia di Washington.</p>



<p>Al tempo stesso però, Netanyahu deve dare conto anche a quell&#8217;ala della sua maggioranza che, probabilmente, senza una contro risposta nei confronti dell&#8217;Iran potrebbe propendere per togliere l&#8217;appoggio al suo esecutivo. I personaggi in tal senso sono ben noti e conosciuti: si tratta dei leader di<strong> Sionismo Religioso</strong> e <strong>Potere Ebraico</strong>, gli stessi che hanno minacciato il premier di far cadere il governo senza un attacco contro Rafah e in caso di cessate il fuoco con <strong>Hamas</strong>.</p>



<p>Mentre scriviamo, sicuramente una decisione è già stata presa. Alle 15:30 infatti si è riunito il gabinetto di guerra dove è stato fatto il punto della situazione e dove il principale punto all&#8217;ordine del giorno era rappresentato dalle scelte da intraprendere dopo l&#8217;attacco di ieri. Netanyahu potrebbe optare per una &#8220;via mediana&#8221;, ossia l&#8217;attacco ai proxy dell&#8217;Iran, agli alleati in Libano, Siria e Yemen. Soltanto nelle prossime ore si potrà sapere, volgendo ancora una volta lo sguardo sui cieli del medio oriente, cosa ne sarà dell&#8217;attuale escalation. </p>
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		<title>Iran attacca Israele: le fasi dell’attacco</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/partito-lattacco-di-teheran-contro-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 20:49:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc)]]></category>
		<category><![CDATA[guerra a gaza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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<p>LIVE &#8211; Dopo una giornata di relativa calma, le notizie hanno iniziato a rincorrersi tra loro a partire dal tardo pomeriggio di questo sabato: prima l&#8217;annuncio della chiusura di scuole e uffici in tutto il territorio israeliano, poi la &#8220;breaking news&#8221; relativa a un gabinetto di guerra d&#8217;emergenza fissato per mezzanotte in una delle sedi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/partito-lattacco-di-teheran-contro-israele.html">[...]</a></p>
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<p><strong>LIVE</strong> &#8211; Dopo una giornata di relativa calma, le notizie hanno iniziato a rincorrersi tra loro a partire dal tardo pomeriggio di questo sabato: prima l&#8217;annuncio della chiusura di scuole e uffici in tutto il territorio israeliano, poi la &#8220;breaking news&#8221; relativa a un gabinetto di guerra d&#8217;emergenza fissato per mezzanotte in una delle sedi della Difesa israeliana, infine il discorso di Benjamin Netanyahu alla nazione in cui è stato ribadito &#8220;di essere pronti a ogni scenario&#8221;. Si è capito cioè che, ancora una volta, Israele e l&#8217;intero medio oriente avevano più o meno improvvisamente ricominciato il conto alla rovescia per un possibile attacco iraniano.</p>



<p>Soltanto che, a differenza degli ultimi giorni, gli allarmi questa volta sembrerebbero veritieri: dall&#8217;Iran, hanno avvisato fonti mediatiche israeliane, poco dopo le 22:00 ora locale sarebbero partiti diversi droni diretti verso lo Stato ebraico. L&#8217;esercito è stato posto in stato di allerta, mentre altri Paesi della regione hanno preso le proprie contromisure: la Giordania ad esempio, ha chiuso lo spazio aereo per il timore che gli ordigni lanciati da Teheran possano arrecare problemi alla propria sicurezza. Un&#8217;ulteriore conferma che qualcosa di grave si sta agitando sui cieli del medio oriente. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Reported footage of Iranian shahed drones flying extremely low over western Iran <br><br> <a href="https://t.co/V8Giu357f2">https://t.co/V8Giu357f2</a> <a href="https://t.co/vCe8uFxXQf">pic.twitter.com/vCe8uFxXQf</a></p>&mdash; Faytuks News Δ (@Faytuks) <a href="https://twitter.com/Faytuks/status/1779246011786928228?ref_src=twsrc%5Etfw">April 13, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Idf conferma l&#8217;attacco in corso da parte iraniana</h2>



<p>Quando a Tel Aviv erano quasi le 23:00, sui media locali è apparsa una nota del portavoce dell&#8217;esercito israeliano, Daniel Hagari. Nelle sue parole si è avuta la prima conferma ufficiale da parte dello Stato ebraico dell&#8217;attacco partito dall&#8217;Iran contro il proprio territorio: &#8220;Confermiamo che decine di droni sono stati lanciati dall&#8217;Iran verso il nostro territorio &#8211; si legge nelle dichiarazioni di Hagari &#8211; mentre vi parlo, gli ordigni stanno attraversando lo spazio aereo iracheno. Prima di raggiungere Israele, impiegheranno molte ore&#8221;. Il portavoce dell&#8217;Idf ha inoltre aggiunto che &#8220;sono state prese tutte le misure necessarie per difenderci&#8221;, compreso il disturbo del segnale Gps per intercettare i droni.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Spokesman for the Israel Defense Force, Rear Admiral Daniel Hagari has Confirmed that Iran has launched an Attack against Israel consisting so far of Dozens of One-Way “Suicide” Drones currently passing through Iraq, he states that it will take Hours for the Drones to reach… <a href="https://t.co/FAcCEmHbsn">pic.twitter.com/FAcCEmHbsn</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/1779241109014589482?ref_src=twsrc%5Etfw">April 13, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Sul Times of Israel, si parla però non solo di aerei senza pilota ma anche di missili balistici già lanciati o in procinto di essere lanciati: &#8220;L&#8217;Iran contro Israele non sta usando soltanto droni &#8211; è ribadito negli articolo del quotidiano israeliano &#8211; ma anche altri ordigni&#8221;. La conferma al Times sarebbe arrivata da alcuni ufficiali israeliani impegnati nei programmi di difesa avviati subito dopo i primi segnali di attacco. Gli attacchi di droni lanciati sarebbero almeno tre: i primi ordigni dovrebbero raggiungere lo spazio aereo israeliano alle ore 2:00 di Tel Aviv, l&#8217;1.00 in Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;allerta in tutta la regione</h2>



<p>Tutti i Paesi confinanti con Israele sono in stato di allerta. La Giordania ha chiuso lo spazio aereo, l&#8217;Iraq ha decretato la mobilitazione di tutte le proprie forze armate: da un lato c&#8217;è l&#8217;esigenza di evitare incidenti tra i velivoli civili e gli ordigni lanciati dall&#8217;Iran, dall&#8217;altro ovviamente vige anche tra le priorità anche quella di prepararsi a ogni eventualità. Compresa quella dell&#8217;escalation. Anche perché intanto dalla pagina X del governo israeliano, è stato ribadito che Israele risponderà a ogni attacco e dunque le prossime ore potrebbero essere decisive per comprendere l&#8217;evolversi della situazione. </p>



<p>In allerta ovviamente anche le forze Usa nella regione. Il presidente Biden ha ordinato ai propri uomini sul campo di seguire passo dopo passo la vicenda e trovarsi pronti in caso di necessità. Aerei e navi statunitensi risultano in queste ore in azione dal Golfo Persico fino al Mediterraneo: la nottata appena iniziata potrebbe essere molto lunga e potrebbe segnare l&#8217;inizio di una fase non necessariamente breve. Lo stesso Biden, così come anticipato dai network statunitensi, dovrebbe tenere un discorso nelle prossime ore dopo essere rientrato alla Casa Bianca. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I raid israeliani nel sud del Libano e in Siria</h2>



<p>I media israeliani hanno mostrato, poco dopo la notizia del primo attacco iraniano, la riunione del gabinetto di guerra presieduto da Netanyahu tenuto in uno dei bunker usati per le emergenze. Da qui i vertici dello Stato ebraico stanno esaminando la situazione e prendendo le prime contromisure: tra queste, occorre annoverare i raid in corso nelle regioni meridionali del Libano e in alcune aree della Siria non lontane dal Golan. </p>



<p>I bombardamenti sono stati descritti da fonti libanesi come molto intensi e sono iniziati nella tarda serata di sabato. Nel mirino degli ordigni israeliani, obiettivi di Hezbollah situati non lontano dal confine con Israele. Probabilmente l&#8217;obiettivo dell&#8217;Idf è quello di evitare l&#8217;attivazione dei miliziani sciiti libanesi, i quali con i propri razzi potrebbero saturare o comunque rendere meno efficace il sistema Iron Dome. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Meanwhile, in southern Lebanon, the IDF remains active. <a href="https://t.co/f2Jq1hBURD">pic.twitter.com/f2Jq1hBURD</a></p>&mdash; doge (@IntelDoge) <a href="https://twitter.com/IntelDoge/status/1779259263719817336?ref_src=twsrc%5Etfw">April 13, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Caccia in volo</h2>



<p>Ad attivarsi in queste ore non è stata solo la difesa israeliana: molti network Usa infatti, hanno riferito del decollo di almeno due caccia statunitensi diretti all&#8217;interno dello spazio aereo iracheno. L&#8217;obiettivo dei velivoli sarebbe quello di intercettare già sopra il territorio dell&#8217;Iraq i droni diretti in Israele ed &#8220;alleggerire&#8221; quindi il peso sul sistema difensivo già operativo in Israele. Assieme ai caccia Usa, in volo ci sarebbero almeno due aerei militari francesi e diversi mezzi britannici. Questi ultimi avrebbero intercettato alcuni droni al confine tra Siria e Giordania.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I primi droni su Israele</h2>



<p>Come previsto, alle 2:00 ora locale (ore 1:00 italiana) i primi ordigni hanno fatto la loro comparsa sui cieli israeliani. Gli allarmi anti aerei hanno risuonato nel nord del Paese, anche per via dei razzi lanciati da Hezbollah, a Gerusalemme e nel sud. Esplosioni sono state riportate ad Haifa, principale città del nord di Israele, fonti locali hanno parlato anche di ordigni caduti nel deserto del Negev, non lontano da Beersheva. Qui, nei pressi della località beduina di Arad, un bambino di dieci anni sarebbe rimasto ferito dopo l&#8217;impatto di un drone. Almeno cento droni invece, stando alle dichiarazioni riportate dalla radio militare, sarebbero stati abbattuti al di fuori dello spazio aereo israeliano anche con l&#8217;aiuto degli alleati. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Islamic republic’s attack over Israel. <br><br> <a href="https://t.co/TyKpz8v2EO">pic.twitter.com/TyKpz8v2EO</a></p>&mdash; Emily Schrader &#8211; אמילי שריידר امیلی شریدر (@emilykschrader) <a href="https://twitter.com/emilykschrader/status/1779282818440343992?ref_src=twsrc%5Etfw">April 13, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il sistema Iron Dome ha contribuito a intercettare molti ordigni piovuti sulle aree israeliane in cui è stata attivata l&#8217;allerta aerea. Si prevedono però nuovi attacchi nelle prossime ore, anche perché dall&#8217;Iran sarebbero almeno tre le ondate di droni avviati contro il territorio dello Stato ebraico. Negli Usa, dove è stato annullato il discorso del presidente Biden, non sono pochi i funzionari che hanno rivelato ai media la possibilità che l&#8217;azione iraniana, con il trascorrere della nottata, possa mette in difficoltà parte delle difese israeliane. </p>
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		<title>Caccia inglesi a Kiev? Quali potrebbero essere le opzioni sul tavolo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/caccia-inglesi-caccia-kiev-opzioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2023 16:14:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi all&#039;Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia Tornado]]></category>
		<category><![CDATA[guerra aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1205" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-1024x642.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-768x482.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-1536x964.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-2048x1285.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in visita ieri a Londra, ha chiesto al Regno Unito di concedergli le &#8220;ali per la libertà&#8221; attraverso l&#8217;invio di un numero non determinati di aerei da combattimento che contribuiscano difendere i cieli dell&#8217;Ucraina e prendano parte, insieme ai famosi tank promessi dall&#8217;Occidente, a quella che sarà la grande controffensiva &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/caccia-inglesi-caccia-kiev-opzioni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/caccia-inglesi-caccia-kiev-opzioni.html">Caccia inglesi a Kiev? Quali potrebbero essere le opzioni sul tavolo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1205" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-1024x642.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-768x482.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-1536x964.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230209173649790_beaca7b2beb3b24b89504c38903aff61-2048x1285.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente ucraino <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volodymyr Zelensky</a></strong>, in visita ieri a Londra, ha chiesto al <strong>Regno Unito</strong> di concedergli le &#8220;<em>ali per la libertà</em>&#8221; attraverso l&#8217;invio di un numero non determinati di <strong>aerei da combattimento</strong> che contribuiscano difendere i cieli dell&#8217;Ucraina e prendano parte, insieme ai famosi tank promessi dall&#8217;Occidente, a quella che sarà la grande <strong>controffensiva</strong> per chiudere la partita con la Russia.</p>



<p>Tale richiesta succede al diniego da parte del presidente americano Biden che non intende dare a Kiev i più volte citati F-16, ed è concomitante a un evento annunciato e noto da tempo: la <a href="https://it.insideover.com/guerra/addio-al-tornado-la-raf-dismette-celebre-bombardiere-delliraq.html?fbclid=IwAR3S97GygG0ptTXCcPiO7ksIAFRSSK3rkon0xE8Y5bMxX-7r2E3S3TBpJWM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dismissione</a> da parte della Royal Air Force britannica dell&#8217;intera flotta di cacciabombardieri <strong>Tornado Gr.4</strong> /<strong>Gr.4A</strong> ritenuti obsoleti e inadatti a contenere le minacce aeree del futuro che verranno affidate agli F-35 e ai futuristici Tempest. Mandando in pensione anche i <strong>Typhoon</strong>. </p>



<p>Secondo quanto citato dall&#8217;agenzia <em>Reuters</em>, &#8220;nulla in tema di fornitura per la resistenza di Kiev va considerato fuori discussione&#8221;. Il governo britannico avrebbe confermato l&#8217;intenzione di voler &#8220;iniziare ad <strong>addestrare i piloti </strong>di caccia ucraini a pilotare sofisticati aerei da combattimento standard della Nato in futuro&#8221;. Può questa <strong>tiepida apertura</strong> rappresentare una possibilità per Kiev che continua a bussare ad ogni porta d&#8217;Europa per ricevere degli aerei da combattimento?</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/dopo-londra-bruxelles-cosa-svela-il-tour-europeo-di-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>&#8220;Abbiamo la libertà, dateci le ali per proteggerla&#8221;: il viaggio di Zelensky tra Londra e Parigi</strong></a></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/ora-kiev-chiede-gli-f-16-ma-sorgono-i-primi-dubbi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ora Kiev chiede gli F-16. Ma sorgono i primi dubbi</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-chiede-i-caccia-f-16-il-fronte-occidentale-si-spacca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;Ucraina chiede i caccia F-16: il fronte occidentale si spacca</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Qualcuno potrebbe pensare all&#8217;opzione &#8220;Tonka&#8221; </h2>



<p>I Tornado mandati in pensione dalla Raf, almeno 40 tra quelli che hanno ricevuto l&#8217;ultimo aggiornamento, sarebbero una piattaforma senza dubbio datata ma anche efficace &#8211; considerata la validità del mezzo e la sua longevità. Tuttavia, i &#8220;Tonka&#8221; rappresenterebbero una completa novità per i piloti della forza aerea ucraina, assai differente da ognuna delle piattaforme cui sono addestrati in passato. Ci vorrebbe <strong>tempo</strong>, dunque, prima di ottenere il necessario addestramento e le capacità di padroneggiarli in battaglia. Forse più tempo di quanto ne servirà per addestrare gli carristi di Kiev che contano di impiegare con successo i tank <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/il-carro-armato-statunitense-m1a1-abrams.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">M1 Abrams americani</a>, i <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/carro-armato-britannico-challenger-2.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Challenger 2 britannici</a>, i <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/il-carro-armato-tedesco-leopard-2.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leopard 2 tedeschi</a>. Per non parlare di tutto ciò che concernono &#8220;le esigenze della<strong> catena di approvvigionamento</strong>&#8221; che ruota attorno a tali velivoli, e che lascia immaginare, come ammesso dallo stesso governo di Londra ad &#8220;un&#8217;azione a lungo termine&#8221; in qualche modi diversa dal &#8220;soddisfare le richieste immediate di Kiev&#8221;. </p>



<p>&#8220;Il primo passo per essere in grado di fornire velivoli avanzati è avere soldati o aviatori in grado di usarli. Questo è un processo che richiede del tempo. Abbiamo iniziato quel processo oggi&#8221;, ha dichiarato il ministro <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-rishi-sunak.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rishi Sunak</a></strong> alla presenza di Zelensky, mentre erano in visita ad un accampamento militare nel Dorset. Non si è fatta attendere tuttavia la precisazione del ministro della Difesa britannica Ben Wallace, che proprio oggi, al termine del vertice bilaterale con l&#8217;omologo italiano, il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong>, ha dichiarato: &#8220;Non dobbiamo necessariamente inviare i caccia all&#8217;Ucraina (&#8230;) Sappiamo che <strong>non dobbiamo escludere nulla</strong>&#8220;. Sottolineando come per ora il Regno Unito sia già &#8220;arrivato&#8221; ai cedere i suoi carri armati.</p>



<p>L&#8217;idea che Kiev voglia <em>prendersi </em>i Tornado mandati in pensione dalla Nato è stata avvertita anche da Mosca, che attraverso l&#8217;agenzia <em>Tass</em> <a href="https://vpk.name/en/676648_nato-will-start-supplying-aircraft-to-ukraine-from-old-fighters.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha reso nota l&#8217;idea</a> dell&#8217;ex ambasciatore ucraino presso Berlino che parlava dei 93 aerei da combattimento multiuso Tornado, che saranno presto dismessi e sostituiti dall&#8217;F-35&#8243; dalla Bundeswehr tedesca. &#8220;Sebbene sia un vecchio caccia a reazione, è <strong>ancora molto potente</strong>. Perché non mandare questi &#8220;Tornado&#8221; in Ucraina?&#8221; </p>



<p>Ogni tipo di piattaforma o armamento di fabbricazione &#8220;non-russa&#8221; che sia al di sopra di un&#8217;arma individuale, e che non è rientrato nei programmi di addestramento &#8220;occulti&#8221; e preventivi (come l&#8217;impiego dei sistemi anticarro Javelin et similia, ndr) che ormai sappiamo essere stati messi auge da dagli specialisti occidentali in tempi non sospetti, necessita il suo tempo. Proprio per questo l&#8217;idea iniziale è sempre girata intorno alle forniture di <strong>caccia Mig-29</strong> come quelli <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-mig-29-polacchi-sono-lultima-chance-di-kiev.html?fbclid=IwAR0RfBQz10vItuj_swGUPcjIM_JDAvE8dBaW7ZUeHHYxHnXOavLD4eNpdf0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chiesti alla Polonia</a>, e velivoli della famiglia Sukhoi con i quali i <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-nei-cieli-dellucraina-le-parole-di-un-pilota-di-kiev.html?fbclid=IwAR234dkVsWx1LvOYJbtqhf1djHkmHfkutfIi-U2A5LfslMCrQLzZcxXZSrU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piloti da combattimento ucraini</a>  – messi a durissima prova dalla scarsità delle loro risorse – potevano avere una certa familiarità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il casco di un veterano e i &#8220;lunghi giorni delle aquile&#8221;</h2>



<p>Al cospetto della Camera dei comuni, il presidente Zelensky nell&#8217;immancabile uniforme estetica da combattente, ha consegnato allo Speaker un <strong>casco da pilota di jet </strong>dell&#8217;Aeronautica ucraina con il messaggio &#8220;abbiamo la libertà, dateci le ali per proteggerla&#8221;, rinnovando l&#8217;invitato all&#8217;intero Occidente di consegnare i loro caccia per la causa ucraina. </p>



<p>Per fare leva sull&#8217;animo dei britannici, notoriamente attaccati alla storia delle loro imprese belliche, Zelensky ha rimandando il pensiero a quella che fu la <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/ottanta-anni-fa-la-battaglia-dinghilterra.html?fbclid=IwAR2Qbp-CFdVYX0KAS0WObL6UOXLEfJBD492lyRDuQPPy1tIlvIdprfq6QsY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Battaglia d&#8217;Inghilterra</a></strong>: quando quei pochi fronteggiarono i molti caccia e bombardieri della Luftwaffe tedesca con il compito di ottenere la completa superiorità aerea prima dell&#8217;invasione che avrebbe segnato la calda estate del 1940. </p>



<p>Sappiamo bene che questo paragone, almeno strategicamente parlando, non regge nella realtà: poiché la <strong>superiorità aerea</strong> per i russi in Ucraina <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-superiorita-aerea-in-ucraina-e-ancora-una-chimera-per-mosca.html?fbclid=IwAR00bvD2BgFoEwR0dSHIwwM0lxPCJFMK46qjT7ZNllc1gtQ7jSsp43h-TXM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rimane una chimera</a>, e non sono certo i cacciabombardieri russi a rappresentare la principale minaccia per Kiev. Al contrario, i caccia inglesi nelle mani dei piloti ucraini potrebbero rappresentare un sostengo prettamente offensivo e non difensivo. Ragione per cui dal Cremlino già <strong>minacciano un&#8217;escalation</strong> se i caccia con segnati dalla famigerata coccarda <em>blu e rossa </em>dovessero ricevere il tridente giallo e passare nelle mani di Zelensky.</p>
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		<title>Il sistema missilistico da difesa aerea Samp-T</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/difesa/il-sistema-missilistico-da-difesa-aerea-samp-t.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 13:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[A2/AD]]></category>
		<category><![CDATA[Armi all&#039;Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[guerra aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Missili Samp/T]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1427" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="samp-t" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-1024x761.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-768x571.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-1536x1142.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-2048x1522.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Samp-T, acronimo di Sol-Air Moyenne Portée/Terrestre (suolo-aria media portata/terrestre), è un sistema missilistico da difesa aerea costruito dal consorzio italo-francese Eurosam di cui fanno parte Mbda Francia, Mbda Italia e Thales. Si tratta di un sistema “di teatro”, ovvero a corto/medio raggio, in grado di proteggere siti sensibili (porti, aeroporti, città, concentramenti di truppe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/il-sistema-missilistico-da-difesa-aerea-samp-t.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/il-sistema-missilistico-da-difesa-aerea-samp-t.html">Il sistema missilistico da difesa aerea Samp-T</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1427" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="samp-t" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-1024x761.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-768x571.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-1536x1142.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-2048x1522.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Samp-T</strong>, acronimo di <em>Sol-Air Moyenne Portée/Terrestre</em> (suolo-aria media portata/terrestre), è un sistema missilistico da difesa aerea costruito dal consorzio italo-francese <strong>Eurosam </strong>di cui fanno parte Mbda Francia, Mbda Italia e Thales. </p>



<p>Si tratta di un sistema “di teatro”, ovvero a corto/medio raggio, in grado di proteggere siti sensibili (porti, aeroporti, città, concentramenti di truppe ecc) da missili da crociera, velivoli (<em>manned </em>e <em>unmanned</em>) e missili balistici tattici. </p>



<p>L’Italia, insieme alla Francia, invierà una batteria di Samp-T all’Ucraina come <a href="https://roma.corriere.it/notizie/politica/23_gennaio_22/tajani-italia-armi-sistema-missilistico-samp-t-ucraina-bf911fad-3836-4bb2-9623-14c02aae8xlk.shtml?refresh_ce" target="_blank" rel="noreferrer noopener">confermato il 22 gennaio </a>2023 dal ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha reso noto inoltre che il trasferimento è in corso di finalizzazione.</p>
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		<title>Dai caccia ai droni: così cambia la guerra nei cieli</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dai-caccia-ai-droni-cosi-cambia-la-guerra-nei-cieli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2022 04:01:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia di sesta generazione]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[guerra aerea]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=363584</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1773" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216.jpg 1773w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-1024x521.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-768x391.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-1536x781.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-600x305.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1773px) 100vw, 1773px" /></p>
<p>L'aviazione è destinata a cambiare radicalmente nel prossimo futuro. Dai caccia di nuova generazione ai droni pilotati dall'Ai ecco cosa può succedere</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1773" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216.jpg 1773w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-1024x521.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-768x391.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-1536x781.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA890910-scaled-e1782915969216-600x305.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1773px) 100vw, 1773px" /></p><p>In principio erano solo un&#8217;<strong>invenzione curiosa</strong> prestata alla guerra. Una scommessa, un tentativo, un modo per sostituire e superare nelle immobili prestazioni i palloni aerostatici &#8220;frenati&#8221; che venivano impiegati per avvistare i movimenti del nemico da grandi distanze fin dal XVIII secolo. Gli aeroplani, &#8220;uccelli&#8221; per uomini fatti di legno e tela nati dalla sbalorditiva e pionieristica intuizione dei fratelli Wright, venivano relegati a compiti secondari: come quello della ricognizione fotografica e dell&#8217;osservazione avanzata delle postazioni nemiche.</p>
<p>Nessuno &#8211; neppure i più dotati d&#8217;immaginazione &#8211; avrebbe mai pensato di dotarli di armi all&#8217;inizio del XX secolo. <span style="font-size: 1rem;">Non era neanche lontanamente prevista la possibilità di un <strong>combattimento </strong></span><strong>aereo</strong> tra velivoli avversari. La guerra spettava ai cannoni, alla fanteria, e alla cavalleria. Tuttalpiù erano gli equipaggi, allora composti da un pilota e<span style="font-size: 1rem;"> spesso da un osservatore, a portare con se armi individuali come le pistole d&#8217;ordinanza. Agli albori se due </span>aviatori con insegne avversarie &#8211; le famose &#8220;coccarde&#8221; che iniziavano a comparire sulle ali per distinguere l&#8217;amico dal nemico &#8211; s&#8217;incrociavano tra le nuvole, non era inconsueto che si limitassero a scambiarsi il saluto militare di reciproco rispetto delle temerarietà necessaria al volo, ancor prima di quelle che spettava al più pericoloso <strong>volo di guerra</strong>. Questo almeno fino al 1911, quando, la colomba ideata da Igo Etrich aveva sperimentato la pratica del bombardamento aereo nella guerra Italo-Turca in Libia. E al 1913, quando secondo una concorde testimonianza, due piloti americani in forza agli schieramenti avversi si scaricarono reciprocamente addosso i tamburi dei loro <em>revolver</em>, prima di proseguire ognuno per la sua rotta.</p>
<p>Sarà lo scoppio della Prima guerra mondiale a cambiare la <a href="https://www.smithsonianmag.com/air-space-magazine/first-aerial-combat-victory-180952933/">concezione della guerra aerea</a> per sempre. Dando all&#8217;aereo da guerra non solo un ruolo di <strong>primo piano</strong> in ogni genere di conflitto futuro, ma rendendolo il vettore capace di trasportare gli armamenti più letali mai sviluppati in ogni angolo del pianeta.</p>
<h2>Un balzo tecnologico spaventoso</h2>
<p>Dal trasportare semplici pistole automatiche a ricoprire un ruolo chiave nella <strong>Triade nucleare</strong> sono bastati appena trent&#8217;anni. Se nell&#8217;inverno del 1915 sui Fokker Eindecker III venivano montate le prime mitragliatrici aeronautiche <a href="https://www.amusingplanet.com/2020/10/fokkers-synchronizing-gear-and-birth-of.html">sincronizzate</a> &#8211; per consentire al pilota di un monoplano di sparare dal muso del velivolo senza colpire le pale dell&#8217;elica -; nell&#8217;estate del 1945 un bombardiere strategico Boeing B-29 Superfortress con un equipaggio di 11 uomini a bordo sganciava la prima bomba nucleare a migliaia di chilometri di distanza dalla sua pista di decollo. Un&#8217;arma, la <strong>bomba A</strong>, che avrebbe modificato proprio in virtù della sua capacità distruttiva l&#8217;intero assetto delle flotte aeree di ogni potenza e super potenza. Perché dal primo &#8220;strike nucleare&#8221; della storia e la nascita del concetto di deterrenza, la <strong>strategia aerea</strong> &#8211; incentrata fino ad allora sul bombardamento strategico, sul bombardamento tattico, e sul raggiungimento della supremazia aerea &#8211; ha iniziato concentrare il suo interesse su due nuovi e principali scenari d&#8217;azione che avrebbero monopolizzato la corsa allo sviluppo di questo tipo arma per tutta la durata della Guerra fredda: l&#8217;<strong>incursione</strong> in profondità nel territorio nemico, in seguito o attraverso la soppressione della <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-bolle-difensive-della-russia-preoccupano-loccidente.html">bolla di difesa</a> avversaria (composta da sistemi radar e sistemi di armi antiaeree sempre più sofisticate) per colpire obiettivi <em>davvero</em> strategici &#8211; sul piano offensivo; e l&#8217;<strong>intercettazione</strong> dei cacciabombardieri supersonici capaci di trasportare letali missili da crociera aviolanciabili e dei missili balistici &#8211; sul piano difensivo.</p>
<h2>Dalla Guerra Fredda agli aerei del futuro</h2>
<p>Lo sviluppo di ogni velivolo da combattimento aereo nell&#8217;epoca della Guerra fredda ha sempre tenuto conto di tre caratteristiche fondamentali: una bassa visibilità ai radar, una <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/nave-spaziale-cia-e-i-suoi-piloti-1984439.html">velocità</a> sempre maggiore, e un&#8217;<strong>avionica</strong> sempre più sofisticata per impiegare armamenti intelligenti (come le bombe guidate) e equipaggiamenti o strumentazioni elettroniche sempre più avanzate ed essenziali in combattimento. Erano ben distanti i tempi dei duelli aerei tra i caccia monoposto degli assi come il barone <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/i-cento-anni-barone-rosso-1518217.html">von Richthofen</a>. Quelli del tiro in deflessione dalle mitragliatrici alari che avevano imparato a padroneggiare i piloti che si erano misurati nella battaglia d&#8217;Inghilterra, o delle terrificanti &#8220;tempeste di fuoco&#8221; sperimentate dall&#8217;Alto comando alleato nel cuore della Germania nazista. Già durante la guerra del Vietnam il combattimento aereo era quasi esclusivamente affidato ai missili <em>air-to-air</em> a guida infrarossa come il famigerato Aim-9 <i>Sidewinde</i><i>r</i>; mentre il bombardamento, sebbene ancora condotto dai B-52 secondo le <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/lultima-grande-offensiva-dei-bombardieri-nel-disastro-usa-2016508.html">vecchie &#8220;tattiche&#8221;</a>, veniva ormai anticipato da missioni di &#8220;soppressione&#8221; delle difese aeree condotti velivoli appositamente sviluppati per la guerra elettronica o per l&#8217;impiego di missili anti-radar con il fine di fiaccare le difese avversarie e perdere durante l&#8217;attacco il minor numero possibile di piloti e apparecchi.</p>
<p>Questo lungo preambolo &#8211; non me ne voglia il lettore &#8211; si è reso necessario per introdurlo alla modernità dei velivoli di 4° generazione (e 4°generazione + e ++,<em> ndr</em>) come gli F-15 Strike Eagle, il MiG-29 (nome in codice NATO: Fulcrum) o l&#8217;Eurofighter F-2000; ai fatidici velivoli di <strong>5°generazione</strong> come l&#8217;F-22 Raptor, l&#8217;<a href="https://www.difesaonline.it/mondo-militare/non-è-necessario-essere-completamente-invisibili-ecco-perché-lf-35-non-teme-le-difese">F-35 Lightning II,</a> il Su-57 russo(nome in codice NATO: Felon) e il <b>Chengdu J-20</b> cinese; e alle futuristiche piattaforme aeree di 6° generazione come il Tempest inglese e il futuro<strong> Next-Generation Air Dominance</strong> (NGAD) che gli Stati Uniti stanno <a href="https://www.aviation-report.com/il-sempre-segreto-velivolo-da-combattimento-di-sesta-generazione-ngad-us-air-force-raggiunge-fase-di-sviluppo/">sviluppando</a> in gran segreto. Una piattaforma che, insieme al bombardiere <em>stealth</em> di nuova generazione B-21 Raider, potrebbe scalzare dal primato di aerei più sofisticati e <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-pentagono-si-prepara-al-caccia-piu-costosto-della-storia-dellusaf.html">costosi della storia</a> i caccia da supremazia aerea F-22 e bombardieri B-2 Spirit: gli unici velivoli che gli Stati Uniti non hanno mai venduto o condiviso con altre potenze.</p>
<p>Queste nuove piattaforme mirano ad integrare le più innovative tecnologie sviluppate dal Pentagono e dalle divisioni di ricerca e sviluppo delle maggiori potenze europee, e comprendono tra le altre la possibilità di guidare in battaglia i famigerati &#8220;<a href="https://it.insideover.com/guerra/pentagono-droni-gregari.html"><strong>sciami di droni</strong></a>&#8220;. Oltre a poter intercettare missili intercontinentali comunicando attraverso il loro sofisticatissimi appartati di sensori con satelliti, senza venir meno alle caratteristiche di ogni <strong>caccia da superiorità aerea</strong>: velocità, robustezza, una firma radar ridotta la minimo per non essere intercettato nelle sue missioni nello spazio aereo nemico, e una potenza di fuoco letale suddivisa tra i vari armamenti convenzionali di <strong>nuova generazione</strong>.</p>
<h2>I droni &#8220;gregari&#8221; e la guerra delle macchine</h2>
<p>L&#8217;arrivo sul campo di battaglia dei <a href="https://it.insideover.com/guerra/droni-killer-strike.html">droni armati</a> come i Reaper e Predator (e tutti i derivati esteri) ha introdotto nella guerra aerea un nuovo modo di combattere limitando al massimo il rischio di perdere un aereo da combattimento<strong> dietro le linee nemiche</strong>. Questa nuova strategia &#8211; di cui il Pentagono è stato pioniere e affezionato utilizzatore nel corso di tutti i conflitti che hanno riguardato il teatro del Medio Oriente &#8211; è sempre stata resa efficace dalla disparità tecnologica delle forze schierate in campo. L&#8217;invio di un UAV (acronimo di <i>Unmanned Aerial Vehicle </i>o velivolo a pilotaggio remoto se si preferisce) con missili anticarro Hellfire ha sempre rappresentato infatti un vantaggio per una potenza che da 10mila chilometri poteva centrare con precisione millimetrica un deposito, un bunker, o una sola tenda con pochi terroristi con una precisione millimetrica e con un dispendio di denaro <strong>relativamente inferiore</strong> a quello che avrebbe dovuto sacrificare facendo decollare un F/A-18 Hornet da una portaerei che incrocia nel Golfo Persico o in quello di Aden, per esempio. Questo senza esporre il pilota, il vettore di lancio e un&#8217;ipotetica squadra di incursori preposta ad illuminare il bersaglio &#8220;sul campo&#8221;, ad alcun rischio. Ma cosa accadrebbe nel caso non si trattasse di una <strong>guerra asimmetrica</strong> e le forze in campo fossero provviste e padroneggiassero la stessa tecnologia?</p>
<p>Per questa evenienza il Pentagono si starebbe preparando <span style="font-size: 1rem;">a <a href="https://svppbellum.blogspot.com/2021/03/gli-ucav-gregari-loyal-wingman-della-us.html">schierare</a> in prima linea droni da combattimento dotati di intelligenza artificiale come i</span> <strong>Valkyrie</strong>: droni di ultima generazione che fungeranno da “<strong>fedeli gregari</strong>” di piattaforme da combattimento con equipaggio umano come i suddetti caccia di 5° e 6° generazioni. Ad esempio gli F-35. Allo stesso modo il Cremlino avrebbe annunciato lo sviluppo (le notizie di ulteriori test sono di queste settimane, <em>ndr</em>) di un drone da combattimento analogo, il Su-70 <strong>Okhotnik</strong>, che dovrebbe<a href="https://eurasiantimes.com/su-57-stealth-fighter-s-70b-combat-uav-ready-to-pair-hunt/"> accompagnare in combattimento</a> il caccia di ultima generazione Su-57.</p>
<p>Questi due UCAV (acronimo di<em> Unmanned combat aerial vehicle</em>) potrebbero diventare il futuro del combattimento aereo come potrebbero diventarlo gli &#8220;<a href="https://www.aviation-report.com/regno-unito-rivela-progressi-nello-sviluppo-degli-sciami-di-droni/">sciami di droni</a>&#8221; che dovrebbero accompagnare il caccia multiruolo <b>BAE Systems Tempest</b>. Ciò incentrerebbe il futuro della guerra aerea sul concetto della “<b>sacrificabilità</b>”: ossia l&#8217;impiego di poche o molte unità a pilotaggio remoto che limitino la minaccia per l’unità “leader” dove si troverebbe un solo unico e altamente qualificato <strong>pilota umano</strong>.</p>
<p>In questo modo le incursioni nello spazio aereo nemico del futuro finirebbero per contemplare una &#8220;combinazione di caccia multiruolo provvisti di tecnologia stealth, accompagnatati da questi fedeli gregari autonomi che saranno capaci di aprirgli la strada e allo stesso tempo di coprir loro le spalle&#8221; da missili e caccia avversari. Seguirebbe poi lo strike di bombardieri strategici <em>stealth</em> che lancerebbero le loro munizioni intelligenti o i loro missili da crociera ipersonici.</p>
<p>Secondo le informazioni diramate dai diversi dipartimenti della Difesa, i nuovi droni da combattimento dovrebbero essere in grado di <strong>ingaggiare e abbattere</strong> jet nemici, compiere manovre evasive e di supporto in combattimento aereo, ma sopratutto sarebbero votati ad interferire con qualsiasi tipo di minaccia mentre l’unità principale è impegnata a portare l&#8217;attacco al suo <em>target</em>. Questo riguarderebbe soprattuto azioni di soppressione della rete di difesa antiaerea nemica, in modo da spianare la strada all&#8217;unità leader con equipaggio umano.</p>
<h2>Una considerazione sul presente in vista del futuro &#8220;prossimo&#8221;</h2>
<p>Lo straordinario &#8220;balzo in avanti&#8221; nel campo della aviazione militare, che è sempre stata motivata dalla necessità di contrastare la tecnologia degli avversari ipotetici per garantisti la supremazia tecnologica che avrebbe portato &#8211; nel caso di conflitto &#8211; all&#8217;indispensabile supremazia aerea, sembra aver rallentato negli ultimi 20/30 anni; tanto da lasciare in linea di combattimento velivoli sviluppati negli anni &#8217;70, o addirittura aver spinto a prediligere &#8211; come nel caso degli <a href="https://it.insideover.com/guerra/lusaf-continua-a-comprare-le-aquile-f-15-x.html">F-15X</a> &#8211; vecchie piattaforme nei loro più moderni aggiornamenti alle nuove. Il conflitto aereo nel teatro ucraino, ma non meno quelli combattuti nel Siraq, o quelli che vedono come protagonista la Forza aerea israeliana hanno spesso dimostrato &#8211; e continuano a dimostrare &#8211; non solo come alcuni velivoli siano stati &#8220;sopravvalutati&#8221; sulla carta, pensiamo ai Sukhoi russi che vengono abbattuti dagli ucraini, ma come alcune velivoli <strong>ben rodati</strong> continuano ad essere sempre e comunque preferiti quando bisogna combattere davvero.</p>
<p>Dagli aerei da attacco al suolo A-10<em> </em>Thunderbolt (entrati in servizio nel 1977), ai caccia multiruolo F-16 Fighting Falcon (entrati in servizio nel 1978), agli <a href="https://it.insideover.com/guerra/lepopea-del-b-52-dal-vietnam-ai-teatri-guerra-post-2050.html">immortali</a> bombardieri B-52 (entrati in servizio del 1952) &#8211; rappresentante dal Mediterraneo all’Indopacifico (con lo sguardo rivolto al pericolo Taiwan e alla tensioni del Mar Cinese), della vecchia “proiezione” di potenza di un colosso armato e iper-tecnologico come gli Stati Uniti &#8211; le grandi potenze sembrano sempre prediligere i vecchi veterani ai nuovi prodigi della tecnologia. Lasciando sempre negli hangar (sebbene sia di questi giorni la notizia che Washington intende schierare in Polonia alcuni) gli F-22, come i Su-57 che il Cremlino ha scelto di non schierare in Ucraina pur non avendo ottenuto &#8211; in nessun modo &#8211; la <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-superiorita-aerea-in-ucraina-e-ancora-una-chimera-per-mosca.html">supremazia aerea</a> sulla piccola aeronautica di Kiev.</p>
<p>Su queste basi, e contando<strong> impiego operativo ridotto</strong> dell&#8217;F-35, relegato come il Su-57 a missioni in conflitti asimmetrici &#8211; forse per timore di vederli persi in battaglia con il rischio di essere recuperati, rivelando segreti tecnici, o non rivelando alcun <strong>segreto</strong> &#8211; il vero quesito che rimane che forse resterà privo di risposta, spinge a domandarsi se ciò che le potenze militari vogliono mostrare di aver ottenuto (o promettono di ottenere) nel campo della tecnologia aeronautica, sia alla portata della realtà, e se rappresenti davvero un’opzione davvero praticabile in battaglia, o se si tratta solo di una distante ipotesi utile alla propaganda. Per adesso i <em>fedeli gregari </em>con intelligenza artificiale, gli <em>sciami</em>, e i loro<em> leader</em> di quinta generazione, rimangono negli hangar o sono in via di progettazione in vista di una minaccia futura, che, come sempre nelle nostre conclusioni, nessuno si augura.</p>
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		<title>La guerra nei cieli dell&#8217;Ucraina: le parole di un pilota di Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-nei-cieli-dellucraina-le-parole-di-un-pilota-di-kiev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 14:02:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1288" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8-300x201.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8-1024x687.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8-768x515.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8-1536x1030.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8-2048x1374.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I piloti da caccia di Kiev non si arrendono. Nonostante la drammatica inferiorità numerica, e la promessa non onorata dalla Nato dell&#8217;invio di nuovi aerei per tornare a combattere, continuano ad alzarsi in volo per ricordare alle Forze Aereospaziali Russe che non possiedono la completa superiorità aerea nel cieli dell&#8217;Ucraina. Se è vero che gli analisti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-nei-cieli-dellucraina-le-parole-di-un-pilota-di-kiev.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-nei-cieli-dellucraina-le-parole-di-un-pilota-di-kiev.html">La guerra nei cieli dell&#8217;Ucraina: le parole di un pilota di Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1288" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8-300x201.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8-1024x687.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8-768x515.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8-1536x1030.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324144515720_db996e43d21c460487271854a910fda8-2048x1374.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I piloti da caccia di Kiev non si arrendono. Nonostante la drammatica inferiorità numerica, e la promessa non onorata dalla <strong>Nato</strong> dell&#8217;invio di nuovi aerei per tornare a combattere, continuano ad alzarsi in volo per ricordare alle Forze Aereospaziali Russe che non possiedono la completa<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-superiorita-aerea-in-ucraina-e-ancora-una-chimera-per-mosca.html"> <strong>superiorità aerea</strong></a> nel cieli dell&#8217;Ucraina.</p>
<p>Se è vero che gli analisti hanno sempre preventivato la completa distruzione della componente aerea Ucraina nelle prime battute di un conflitto con la Russia; è altrettanto vero che dopo ben 27 giorni di combattimenti, piloti ventenni come <strong>Andriy</strong> sono ancora vivi; e hanno ancora velivoli su cui decollare per dare la caccia ai bombardieri di Mosca. Che non appena vengono individuati a sganciare i loro carichi di morte sulle città e le postazioni difensive ucraine, vengono inquadrati nel mirino dei &#8220;pochi&#8221; caccia ucraini rimasti. Ha raccontarlo al <a href="https://www.nytimes.com/2022/03/22/world/europe/ukraine-air-force-russia.html?smid=tw-nytimes&amp;smtyp=cur"><em>New York Times</em></a> sono stati i piloti in prima persona. Che, secondo quanto riportato, attendono il nemico in hangar nascosti e ben mimetizzati, ogni notte, ogni giorno aspettano, fino quando non arriva l&#8217;ordine di alzarsi in volo. Poi il famigerato &#8220;<a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-cose-la-procedura-di-scramble-e-chi-difende-i-nostri-cieli.html">scramble</a>&#8220;, come lo chiamavano i piloti della Raf impegnati durante il secondo conflitto mondiale nella stessa identica tattica di risposta.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3tBcZx3"><strong>Perché la superiorità aerea di Mosca resta una chimera</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3qu5ztC"><strong>Ecco l&#8217;arma &#8220;polacca&#8221; che può aiutare l&#8217;aviazione di Kiev</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>È allora che piloti come Andriy, che vivono, mangiano e perfino dormono con la tuta da volo e l&#8217;imbracatura <em>anti-g</em> indosso, corrono ai loro jet supersonici <strong>Su-27</strong>; si infilano il casco e imboccano la pista dando manetta alla massima potenza; per staccarsi dal suolo il prima possibile e non rendersi facile preda per quei cacciabombardieri nemici che stanno per diventare loro il &#8220;bersaglio&#8221;.</p>
<h2>Una durissima battaglia aerea</h2>
<p>Se la missione dei cacciabombardieri di Mosca è sempre stata quella di <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-gigante-dei-cieli-mriya-e-stato-distrutto-durante-loffensiva-in-ucraina.html">bombardare ogni base</a> aerea, ogni pista utile, ogni deposito di munizioni e ogni difesa antiaerea, fin dai primi giorni della guerra; la missione della Forza Aerea Ucraina è sempre stata quella di dislocare e ridislocare le sue risorse e le sue batterie missilistiche anti-aeree in modo da resistere il più possibile.  Nascondendo in hangar segreti gli aerei superstiti per continuare a portare la battaglia nei cieli.</p>
<p>&#8220;Quando sento urlare &#8220;Aria!&#8221;, parto senza fare alcun controllo&#8221;, ha confessato Andriy (riferendosi ai controlli pre-volo, <em>ndr</em>) &#8220;Me ne vado e basta&#8221;, continua il pilota da caccia ucraino, che come condizione per il rilascio dell&#8217;intervista al <em>New York Times</em> non ha fornito né grado né nominativo completo.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Se non possono decollare su una vera pista, utilizzano un tratto di </span><strong style="font-size: 1rem;">autostrada</strong><span style="font-size: 1rem;">. Si alzano in volo da siti o settori sicuri, o almeno non facilmente raggiungibili dai missili da crociera di Mosca. Soprattutto nell&#8217;Ucraina occidentale. E dopo un bang sonico che li porta fino a mach 2, raggiungono i settori designati per intercettare il nemico. Secondo le dichiarazioni del Cremlino, le forze aeree russe conducono quasi duecento sortite al giorno. Le forze aere di Kiev ne possono condurre meno di dieci: ma spesso vanno a segno. Perché secondo le fonti militari ucraine, dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione sono stati  97 gli </span><strong style="font-size: 1rem;">aerei russi abbattuti</strong><span style="font-size: 1rem;">, un numero molto alto (se confermato).</span></p>
<p>&#8220;Il nemico che vola nel nostro spazio aereo sta volando nei radar dei nostri sistemi di difesa&#8221;, &#8220;L&#8217;Ucraina è stata efficace nel cielo perché operiamo sulla nostra stessa terra&#8221;, ha affermato il portavoce dell&#8217;aviazione ucraina Yuriy Ihnat. È forse quello, come ai tempi nella battaglia d&#8217;Inghilterra, l&#8217;asso nella manica nel difensore: la tenacia e la profonda conoscenza del territorio.</p>
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<h2>Uno scontro impari, fino all&#8217;ultimo jet</h2>
<p>“In ogni combattimento con i jet russi, non c&#8217;è alcuna parità. Hanno sempre <strong>cinque volte</strong> di più” in aria, ha riferito il pilota da caccia di Kiev. Ma questa è una cosa che gli analisti e la Nato hanno sempre saputo. Il decano della Mitchell Institute for Aerospace Studies <strong>Dave Deptula</strong>, principale pianificatore di attacchi per la campagna aerea Desert Storm in Iraq, sostiene che la Forza Aerea Ucraina sia ancora in grado di schierare <strong>55 aerei</strong> da combattimento. Un numero insufficiente, ma anche completamente inaspettato rispetto agli scoraggianti scenari che erano stati ipotizzati prima dell&#8217;escalation.</p>
<p>Il problema è che questi velivoli operativi ogni giorno diminuiscono: abbattuto o costretti a terra per guasti meccanici. E con loro diminuiscono anche i piloti in grado di portarli in aria. Si stanno &#8220;stressando per ottenere le <strong>massime prestazioni</strong>&#8220;, ma l&#8217;uomo non è una macchina, e quando si manovra a quelle velocità, con i post-bruciatori agganciati da un missile, la vita o la morte è decisa di frazioni di millisecondo. La stanchezza è un&#8217;avversaria tanto quanto lo sono aerei nemici, l&#8217;assenza di munizioni o carburate. Per questo motivo a lungo Kiev a chiesto alla Nato dei nuovi aerei su cui mettere più piloti. Anche secondo Deptula il trasferimento di nuovi jet in Ucraina sarebbe fondamentale. &#8220;Senza rifornimento rimarranno a corto di aeroplani prima di esaurire i piloti&#8221;. Ma la <strong>Polonia</strong> teme la ritorsione di Mosca, e i famosi <strong>MiG-29</strong> polacchi, sono rimasti dov&#8217;erano.</p>
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<ul>
<li><a href="https://bit.ly/36OFe2E"><strong>Il fantasma di Kiev che spaventa l&#8217;esercito di Mosca</strong></a></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3NfWRJl">Abbattuto il miglior pilota di Kiev: ecco la sua storia</a></strong></li>
</ul>
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<h2>La missione di un pilota nei cieli ucraini</h2>
<p>La missione di piloti come Andriy si basa sull&#8217;intercettazione dei velivoli nemici che hanno condotto raid su obiettivi ucraini. Si tratta sopratutto di missioni notturne, quando i piloti avversari si sentono meno vulnerabili ai sistemi di difese aerea, ha raccontato al <em>Nyt</em>, spiegando quanto affidamento sia necessario fare sugli studenti per la visione notturna. &#8220;Ho principalmente il compito di colpire bersagli aerei, di intercettare i jet nemici&#8221;, ha riferito. “Aspetto che il missile punti sul mio bersaglio. Dopo di che premo [il bottone] fuoco&#8221;.  Spiega che quando abbatte un jet russo è &#8220;felice&#8221;. Un&#8217;emozione che chi vivo in tempo pace non può capire. Un&#8217;emozione che tutti i piloti da combattimento hanno provato. “Sono felice che questo aereo non bombarderà più le mie città &#8211;  questo è esattamente ciò che fanno i jet russi”. Un concetto complesso che solo un uomo in guerra può spiegare. Un atto giornaliero, con il quale i piloti che volano sui jet prodotti dalla Sukhoi &#8211; un&#8217;azienda aerospaziale russa &#8211; come il Su-30, il Su-34 e il Su-35, devono fare i conti tutti giorni, fin dal 24 febbraio, fino a quando la guerra non finirà. &#8220;Devo solo usare le mie capacità per vincere&#8221;, ha concluso Andriy. &#8220;Le mie capacità sono migliori dei russi&#8221;, si convince, e forse dato il numero degli abbattimenti, potrebbe anche avere ragione. Ma un velo di amarezza deve essere sceso sul volto del giovane pilota, quando di fronte al giornalista ha aggiunto: &#8220;Ma d&#8217;altra parte, molti dei miei amici, e anche quelli più esperti di me, sono già morti&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-nei-cieli-dellucraina-le-parole-di-un-pilota-di-kiev.html">La guerra nei cieli dell&#8217;Ucraina: le parole di un pilota di Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;evoluzione del conflitto in Libia, dallo stallo alla guerra aerea</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/levoluzione-del-conflitto-in-libia-dallo-stallo-alla-guerra-aerea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 05:42:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[guerra aerea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9954760-1-e1564931404972.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9954760-1-e1564931404972.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9954760-1-e1564931404972-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9954760-1-e1564931404972-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9954760-1-e1564931404972-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da almeno otto anni, la Libia è nel caos. Instabile e diviso politicamente, martoriato da ben due guerre civili, il Paese è amministrato da due governi distinti, quello di Tripoli, che fa capo a Fayez Al Sarraj – sostenuto dalle Nazioni Unite – e quello di Tobruk, sotto il generale Khalifa Haftar. La situazione è precipitata &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/levoluzione-del-conflitto-in-libia-dallo-stallo-alla-guerra-aerea.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/levoluzione-del-conflitto-in-libia-dallo-stallo-alla-guerra-aerea.html">L&#8217;evoluzione del conflitto in Libia, dallo stallo alla guerra aerea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9954760-1-e1564931404972.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9954760-1-e1564931404972.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9954760-1-e1564931404972-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9954760-1-e1564931404972-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9954760-1-e1564931404972-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Da almeno otto anni, la Libia è nel caos. Instabile e diviso politicamente, martoriato da ben due guerre civili, il Paese è amministrato da due governi distinti, quello di Tripoli, che fa capo a Fayez Al Sarraj – sostenuto dalle Nazioni Unite – e quello di Tobruk, sotto il generale <strong>Khalifa Haftar</strong>.</p>
<p>La situazione è precipitata lo scorso aprile, quando le forze del generale Haftar hanno avviato una campagna di conquista e riunificazione del Paese, marciando su Tripoli. Dopo alcune vittorie lampo, tuttavia, l&#8217;avanzata di Haftar si arena improvvisamente. Senza il sostegno sperato delle tribù della Tripolitania e di fronte a un&#8217;inaspettata alleanza tra i gruppi armati a favore di Al Sarraj, all&#8217;inizio di luglio l’uomo forte del governo di Tobruk è stato costretto ad arretrare. La sua sconfitta inizia proprio da <a href="https://it.insideover.com/guerra/haftar-libia-turchia-erdogan.html">Gharyan</a>, la cittadina della Tripolitania da cui era partita l’offensiva.</p>
<p>Le fazioni in gioco però non si arrendono e la guerra lampo si trasforma presto in una di logoramento. In soli quattro mesi il bilancio sale a più di <a href="https://news.un.org/en/story/2019/07/1043381">mille vittime</a> – tra le quali almeno 106 civili –, mentre migliaia di persone abbandonano le loro case, cercando la salvezza fuori dai confini della Libia.</p>
<p>Gli scontri sono continui, ma la partita è in stallo: nessuno avanza e nessuno arretra.</p>
<h2>Dallo stallo alla guerra aerea</h2>
<p>Con le prime linee bloccate, la battaglia per il controllo della Libia esplode in un nuovo teatro: lo spazio aereo. &#8220;L&#8217;impossibilità di ottenere progressi militari sta costringendo entrambe le parti a ripensare alle tattiche militari utilizzate&#8221;, ha dichiarato <a href="https://www.alaraby.co.uk/english/news/2019/7/31/libyan-rivals-step-up-air-war-following-ground-stalemate">Khaled Al-Montasser</a>, professore dell’Università di Tripoli.</p>
<p>Lo scontro si sposta allora nei cieli libici dai quali le forze di Haftar e Al Sarraj riescono a centrare &#8220;basi arretrate, centri di rifornimento e postazioni delle truppe nemiche&#8221; e a coprire grandi distanze, ampliando la portata geografica dello scontro.</p>
<p>Nelle ultime settimane, si sono intensificati i raid aerei contro importanti asset nazionali. Martedì scorso, alcuni missili hanno centrato <a href="https://www.reuters.com/article/us-libya-security/chaos-and-fear-in-libyas-mitiga-airport-after-missiles-halt-air-traffic-idUSKCN1UO2FS">l&#8217;aeroporto di Mitiga</a>, l’unico attivo nel Paese, causando la sospensione dei voli e la chiusura della struttura, per la terza volta dall&#8217;inizio di luglio.</p>
<p>Pochi giorni fa, invece, l&#8217;esercito di Haftar ha condotto raid su almeno 10 obiettivi &#8211; tra cui l&#8217;<a href="https://www.libyaherald.com/2019/07/28/air-wars-escalate-libyan-fighting-to-jufra-and-misrata/">accademia militare di Misurata</a> e un <a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/07/libya-attack-field-hospital-tripoli-kills-doctors-190728151020236.html">ospedale da campo</a> vicino a Tripoli &#8211; in risposta all&#8217;attacco aereo di Al Sarraj contro la base aerea strategica di <a href="https://www.libyaobserver.ly/news/libya-air-force-targets-al-jufra-airbase-intensified-air-raids">Al-Jufra</a>.</p>
<h2>L&#8217;ingerenza straniera</h2>
<p>&#8220;Entrambe le parti stanno ignorando la richiesta di una tregua avanzata dalle Nazioni Unite; al contrario, stanno intensificando la campagna aera, effettuando attacchi di precisione grazie a velivoli da guerra e droni armati&#8221;, ha dichiarato <strong>Ghassan Salamé</strong>, rappresentante speciale del segretario generale dell&#8217;Onu per la Libia.</p>
<p>Salamé è convinto che i droni armati, i cannoni Sr, i mortai e i lanciarazzi impiegati sul campo di battaglia libico siano un chiaro segno dell&#8217;aumento dell’ingerenza straniera nella guerra civile. La Libia &#8220;è diventata un terreno di prova di nuove tecnologie militari e un luogo in cui riciclare le vecchie armi&#8221;.</p>
<p>Già con la prima guerra civile, numerosi Paesi avevano iniziato a prendere parte al conflitto in modo diretto, sfruttando il <em>vacuum</em> politico lasciato dal colonnello Muammar Gheddafi. Oggi, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti sono schierati <a href="https://it.insideover.com/guerra/seguire-la-pista-dei-missili-ecco-chi-sostiene-il-generale-haftar.html">a fianco del generale Haftar</a>, mentre Turchia e Qatar sono a favore di Al Sarraj.</p>
<p>L&#8217;importazione di armi sarebbe andata di pari passo all&#8217;arrivo di personale straniero, in particolare piloti, addestratori e tecnici. &#8220;Oggi più che mai&#8221; – continua Salamé – &#8220;i libici stanno combattendo la guerra di altri Paesi che sembrano non aver alcuna intenzione di fermarsi, fino a quando lo Stato non sarà completamente distrutto, soltanto per realizzare il proprio tornaconto&#8221;.</p>
<h2>Le armi nelle mani dei terroristi</h2>
<p>A complicare ulteriormente il quadro, l&#8217;ombra del terrorismo. All&#8217;inizio di luglio, <em>Amaq</em> – l&#8217;agenzia affiliata allo Stato islamico – ha annunciato la rinascita dell&#8217;organizzazione terroristica <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/isis-rinasce-libia-guerra-haftar.html">nel sud della Libia</a>.</p>
<p>La presenza dei jihadisti nel Paese, già di per sé molto preoccupante, può diventare ancora più grave se si considera che molte delle armi portate in Libia dalle potenze straniere coinvolte nel conflitto potrebbero già essere in possesso dell&#8217;Isis. &#8220;Ci sono prove che le armi consegnate dai sostenitori stranieri stanno cadendo nelle mani del gruppo terroristico o vengono vendute ai jihadisti&#8221; – ha denunciato Salamé – &#8220;Questa sì che è la ricetta per un disastro&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/levoluzione-del-conflitto-in-libia-dallo-stallo-alla-guerra-aerea.html">L&#8217;evoluzione del conflitto in Libia, dallo stallo alla guerra aerea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ecco quale sarà il futuro della guerra area</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ecco-quale-sara-il-futuro-della-guerra-area.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jul 2019 06:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia di sesta generazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber warfare]]></category>
		<category><![CDATA[guerra aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia stealth]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="994" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9844714-e1563690708379.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9844714-e1563690708379.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9844714-e1563690708379-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9844714-e1563690708379-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9844714-e1563690708379-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le nuove tecnologie informatiche, elettroniche e ingegneristiche stanno trasformando sempre più velocemente il concetto di warfare nei tradizionali domini di terra, mare, aria e spazio, soprattutto dopo l’aggiunta di quello cibernetico. A essere maggiormente influenzata è, e sarà, la guerra aerea che, anche per via del rapporto sinergico con lo spazio e il cyber, attira &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-quale-sara-il-futuro-della-guerra-area.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="994" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9844714-e1563690708379.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9844714-e1563690708379.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9844714-e1563690708379-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9844714-e1563690708379-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9844714-e1563690708379-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le nuove tecnologie informatiche, elettroniche e ingegneristiche stanno trasformando sempre più velocemente il concetto di <strong>warfare </strong>nei tradizionali domini di terra, mare, aria e spazio, soprattutto dopo l’aggiunta di quello cibernetico.</p>
<p>A essere maggiormente influenzata è, e sarà, la guerra aerea che, anche per via del rapporto sinergico con lo spazio e il cyber, attira le principali innovazioni tecnologiche e gli investimenti in ricerca e sviluppo. In circa trent&#8217;anni si è assistito, infatti, a un susseguirsi di novità che hanno portato gli aerei militari a trasformarsi radicalmente grazie alla capacità stealth, all&#8217;avvento dei droni (armati e non), ai nuovi sistemi di trasmissione, ricezione ed elaborazione dati, ai moderni sensori e radar capaci di rilevare potenziali minacce anche a lunga distanza, alle nuove armi e ai miglioramenti esponenziali negli equipaggiamenti dei piloti.</p>
<h2>Le nuove tecnologie difensive</h2>
<p>Una naturale evoluzione delle tecnologie figlia anche della necessità di sviluppare aerei e droni capaci di operare in un ambiente fortemente protetto, non solo da missili e radar ma anche da contromisure di guerra elettronica e cibernetica. Queste, oltre a mettere in pericolo aerei e droni, saranno sempre più orientata al <em>jamming</em> dei satelliti destinati alla comunicazione e alla <strong>geolocalizzazione</strong> rendendo praticamente impossibile operare. Ma non sono solamente i potenziali attacchi cibernetici ai satelliti o ai sistemi di bordo a preoccupare, ma anche l’evoluzione degli armamenti convenzionali aumenterà i rischi e contribuirà a ridefinire il concetto stesso di guerra aerea.</p>
<p>I sistemi missilistici difensivi di nuova generazione, come l’<a href="https://it.insideover.com/guerra/test-sistema-s-500-bersaglio-colpito-distanza-record.html">S-500 russo</a>, obbligheranno i ricercatori e le industrie a ideare nuove soluzioni ingegneristiche per minimizzare il rischio di vedersi abbattere uno o più aerei nel caso di conflitto. Al tempo stesso, però, anche in tempo di pace i radar dei sistemi di difesa missilistica di nuova generazione potranno essere utilizzati per cercare di tracciare la rotta dei velivoli in volo, con la differenza rispetto alle capacità attuali che potranno essere visti aerei e droni a distanze decisamente maggiori.</p>
<h2>Le capacità offensive</h2>
<p>Come sottolineato nel <a href="https://www.jcs.mil/Portals/36/Documents/Doctrine/pubs/jp3_0ch1.pdf?ver=2018-11-27-160457-910"><em>Joint Publication 3-0: Joint Operation</em></a> del gennaio 2017, tutti questi sviluppi tecnologici avranno un impatto diretto nelle operazioni militari, specialmente perché è in corso un cambiamento nel carattere del conflitto che rende sempre più incerta e difficile la preparazione strategica.</p>
<p>Per rispondere al meglio alle mutate necessità i sensori e le strumentazioni di bordo dei caccia da superiorità aerea e dei bombardieri saranno ulteriormente sviluppati, dando modo all&#8217;intelligenza artificiale (Ai) di riuscire ad apprendere e a migliorare le previsioni nel corso delle operazioni. Capacità in fase di sviluppo negli Stati Uniti su impulso dell’aeronautica con il <a href="https://www.af.mil/News/Article-Display/Article/1796930/skyborg-program-seeks-industry-input-for-artificial-intelligence-initiative/">programma Skyborg</a>. L’evoluzione dell’Ai andrà di pari passo allo sviluppo di un’altra capacità chiave per la <strong>sesta generazione</strong> di aerei, ovvero la possibilità di controllare sia sciami di droni destinati a fare da contromisura per i sistemi di difesa missilistica sia Uav da combattimento. Caratteristica questa che sembra essere destinata a essere il passo in avanti maggiore nel futuro, tant&#8217;è che nei progetti “occidentali” (quello statunitense, Fcas franco-tedesco e Tempest britannico) è considerata un nodo cruciale nello sviluppo, così come in quelli in atto in Cina e in Russia.</p>
<h2>Il futuro della guerra aerea?</h2>
<p>Integrare l’attuale <em>situational awareness</em> con le tecnologie in fase di sviluppo permetterà di diminuire il numero di compiti per gli uomini, che opereranno anche da distanze elevate dai campi di battaglia dove saranno impegnati in misura maggiore droni da combattimento controllati dai piloti a bordo degli aerei di sesta generazione. Ma la guerra aerea del futuro passa anche attraverso gli armamenti come i missili ipersonici aria-aria e aria-terra –prossimi a essere operativi in Russia, Stati Uniti, Cina, Francia e Giappone, mentre in via di sviluppo nel <a href="https://it.insideover.com/guerra/presto-anche-linghilterra-nel-club-ipersonico-allo-studio-un-nuovo-missile.html">Regno Unito</a>– e le armi a energia diretta, ovvero le onde elettromagnetiche e i laser. Difficilmente nei prossimi 15-20 anni saranno sviluppate armi laser avio-trasportabili capaci di abbattere altri aerei, ma queste potranno comunque distruggere la maggior parte dei missili in volo aumentando le capacità di difesa dello spazio aereo. Ciò che è certo che se i velivoli di quinta generazione (F-22, F-35, Su-57 e, in misura minore, J-20) hanno già modificato le strategie operative, la futura generazione è destinata a cambiare radicalmente il concetto stesso di guerra aerea, obbligando i diversi Stati maggiori a pianificare nuove strategie in risposta ai cambiamenti tecnologici in atto.</p>
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