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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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		<title>Anna Foa: “Niente giustifica i bambini morti a Gaza e il suicidio di Israele&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 09:08:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-600x423.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-1536x1082.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele si sta suicidando: sionismo, antisemitismo, pulizia etnica e diritto internazionale, l'intervista alla storica ebrea Anna Foa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/anna-foa-niente-giustifica-i-bambini-morti-a-gaza-e-il-suicidio-di-israele.html">Anna Foa: “Niente giustifica i bambini morti a Gaza e il suicidio di Israele&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-600x423.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116173437187_d997356cf996a1ec12a7713086607d9c-1536x1082.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quale prospettive possiamo immaginare per <strong>il futuro della <a href="https://it.insideover.com/politica/haaretz-gaza-come-il-vietnam.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">popolazione palestinese di Gaza</a></strong>, di fronte alla crisi senza precedenti che sconvolge il Medio Oriente da mesi? Che ne sarà dello <strong>Stato di Israele e della sua democrazia</strong>, <strong>sempre più labile</strong> di fronte ai crimini di guerra e contro l’umanità perpetrati dalle forze armate israeliane e da Benjamin Netanyahu? È ancora possibile immaginare <strong>una risoluzione che ripristini il diritto internazionale</strong> e una coesistenza pacifica?</p>



<p>Ne abbiamo parlato con <strong>Anna Foa</strong>, autrice e storica, esperta di cultura e mentalità ebraica, che per anni ha insegnato Storia moderna all’Università La Sapienza di Roma. Una riflessione a partire dal suo ultimo libro, <strong><em>Il suicidio di Israele</em></strong> (Laterza, 2024), <a href="https://premiostrega.it/PSS/libro/il-suicidio-di-israele/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">candidato al <strong>Premio Strega saggistica 2025</strong></a>; <strong>testo che analizza la crisi profonda dello Stato ebraico</strong>, in corso da prima del 7 ottobre 2023, e la sempre maggiore repressione e diminuzione della libertà vissuta da molti cittadini israeliani, nel tentativo di opporsi al suprematismo e ai crimini di Netanyahu e del suo Governo.</p>



<p>Un dialogo che esamina temi complicati, ma che ora più che mai è necessario inquadrare per comprendere a fondo la delicata situazione: dalle varie forme di <strong>sionismo, tra estremismi religiosi e fanatismi, all’antisemitismo</strong>; dalla <strong>caduta dei “pilastri dello Stato democratico” </strong>dentro lo Stato ebraico, al <strong>“fiume di sangue” scavato tra israeliani e palestinesi</strong>, dove il senso di vendetta ha segnato intere generazioni: “Niente giustifica i bambini morti a Gaza” ha sottolineato Anna Foa, per cui <strong>“riconoscere la Palestina, vuol dire non lasciare i palestinesi soli”</strong>. Uno scenario drammatico, in cui l’unica soluzione è il ripristino del diritto internazionale, che però “Israele, Trump e le destre europee stanno cercando di distruggere”.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="650" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-2024-Anna-Foa-Premio-Strega-Saggistica-2025.jpg" alt="" class="wp-image-467224" style="width:384px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-2024-Anna-Foa-Premio-Strega-Saggistica-2025.jpg 650w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-2024-Anna-Foa-Premio-Strega-Saggistica-2025-600x923.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-2024-Anna-Foa-Premio-Strega-Saggistica-2025-195x300.jpg 195w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></figure>
</div>


<p><strong>Partendo dal principio, e dunque dal suo libro <em>Il suicidio di Israele</em>: come mai questo titolo e cosa l’ha portata a scriverlo? Nel corso della recente presentazione del libro a Milano il discorso si è aperto attorno a un tema, ovvero le macerie: quelle di Gaza da una parte, e quelle dello Stato ebraico dall’altra</strong></p>



<p>“Le macerie interne allo Stato di Israele sono forse il principale motivo, e non alludo al 7 ottobre, anche se ovviamente il 7 ottobre è un elemento fondamentale del quadro. Tuttavia, alludo soprattutto alla distruzione etica del Paese, alla distruzione della democrazia in Israele, che il Governo di Netanyahu e dei suoi accoliti razzisti sta compiendo. Ho ripreso un termine che mi veniva dagli amici israeliani, parlando con loro e sentendo le loro recriminazioni sul fatto che il Paese si sta suicidando. Dire ‘suicidio’ vuol sottolineare l&#8217;importanza della politica e del Governo in quello che sta succedendo: il Governo ha fatto una scelta che porta all&#8217;autodistruzione; se non all&#8217;autodistruzione politica, certamente a quella morale e della democrazia in Israele.”</p>



<p><strong>Ecco, a proposito di democrazia: parlando di Israele, permane ancora una narrazione che lo descrive come ‘l’unico Stato democratico del Medio Oriente’. Secondo la sua analisi come storica, si può ancora considerare una democrazia quella di Israele?</strong></p>



<p>“Io penso che attualmente è molto difficile considerare Israele una democrazia, perché i pilastri dello Stato democratico al suo interno, vengono demoliti in ogni momento anche verso gli ebrei israeliani, mentre verso i cittadini israeliani palestinesi sono già stati demoliti ancora nel 2018, con la legge che ha imposto il suprematismo ebraico. Detto questo, certo c’è più democrazia in Israele che in Iran, dipende da ciò con cui si vuole confrontare, ma è comunque una democrazia molto limitata, con gravi carenze. Penso alla contraddizione per cui Israele, fin dal suo principio e dalla sua dichiarazione d’indipendenza, sottolinea l’uguaglianza di tutti i cittadini, ma nei fatti non è così, soprattutto per quanto riguarda l’autodeterminazione politica interna.”</p>



<p><strong>Dunque, esiste anche una forma di repressione che non riguarda solamente la critica o meno delle operazioni militari dell’Idf, ma anche una riduzione della libertà politica generale in Israele? È un tema che in questi due anni, a livello mediatico, non è (quasi) mai emerso</strong></p>



<p>“No, infatti, non è emerso per niente, o al massimo si dice che in tutti i Paesi in guerra è così, che è normale la limitazione della libertà; ma questo non è vero, e non è giusto. C’è una forte limitazione della libertà all’interno di Israele, nel senso che è stata anche riproposta la legge del 2023, che aveva suscitato molte critiche e opposizioni. Il Governo di Netanyahu ha decapitato e continua a decapitare lo Shin Bet (<em>Israeli Security Agency, agenzia di intelligence di Israel</em>e nda), il capo dello Shin Bet e tutti quelli che non sono d&#8217;accordo con lui; ha svolto un&#8217;azione molto importante anche per il deterioramento dell’esercito, della polizia, cioè ha tolto tutti i leader e capi che non sono d&#8217;accordo con lui, li ha sostituiti. Non per niente nel 2023, quando c&#8217;erano state le grandi manifestazioni per la Corte Suprema, molti ex capi dello Shin Bet, mandati in pensione, o ex capi dei servizi segreti in generale, o dell&#8217;esercito, avevano protestato contro queste misure. Tutto ciò, ben prima del 7 ottobre. C’è una repressione e una diminuzione della libertà interna, sono persino stati picchiati i parenti degli ostaggi di Hamas…”</p>



<p><strong>Lei nel suo libro sottolinea come la voce degli ebrei israeliani, pur opponendosi al Governo di Netanyahu e alle sue operazioni a Gaza, non viene ascoltata, dentro e fuori da Israele, con quasi nessun supporto dalla diaspora ebraica nel resto del mondo. In che modo si vede questo fenomeno?</strong></p>



<p>“Nella diaspora cisono  poche sacche di resistenza al governo israeliano. Ce ne sono di più negli Stati Uniti, dove tra l&#8217;altro c&#8217;è un ebraismo riformato che non ha una struttura piramidale, come è presente invece in Italia. Ma c’è molto meno sostegno alla resistenza in Europa occidentale e questo appiattimento su Israele è abbastanza grave. Permane un’idea per cui ‘Israele è in pericolo’… Ma in questo momento, mi sembra siano più in pericolo i palestinesi di Gaza, francamente.”</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-467226" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250427231557636_bcf941a658a9c680eea02fdbd8aa21db.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Manifestazione contro il Governo di Benjamin Netanyahu, Tel Aviv, gennaio 2024</em></figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Secondo lei, quanto ha attecchito questa narrazione per cui si percepisce Israele come ‘Stato in pericolo’, rispetto a eventuali attacchi di Hamas? Quanto ci crede l’opinione pubblicata israeliana? Visto che molti, da qui, sembrano supportare le incursioni dell’Idf contro la popolazione palestinese anche per questo motivo</strong>&#8230;</p>



<p>“Credo che tutti gli eventi come quello del 7 ottobre 2023 generino paura e sconforto. In passato abbiamo visto grandi manifestazioni in Israele, nel 2023, ma poi non se ne sono più viste a parte quelle per la liberazione degli ostaggi. Ora forse stanno in qualche modo recuperando, ma c’è una sorta di generale depressione politica e certamente c’è stata una diminuzione dell’appoggio da parte della sinistra israeliana verso l’ipotesi di costituire uno Stato palestinese. È diventata un’ipotesi preoccupante anche per la sinistra, perché c’è timore per il fiume di sangue che Hamas ha voluto ‘scavare’ tra israeliani e palestinesi. Poi abbiamo Hamas che non vuole uno Stato palestinese affianco a Israele, così come non lo vuole Netanyahu. Entrambi vogliono altro: uno Stato islamico basato sulla Sharia, ‘dal fiume al mare’ gli uni, o uno Stato ebraico ‘dal fiume al mare’, gli altri. Tutto ciò ha generato un fiume di sangue. Io però credo che sia l&#8217;unica soluzione, a meno che non si voglia accettare o lo Stato della Sharia o lo Stato ebraico suprematista di Netanyahu. Ovviamente, è una soluzione che richiederà molto tempo, forse una o due generazioni, ma è l&#8217;unica possibilità.”</p>



<p><strong>Un altro aspetto rilevante per capire la situazione, che affronta anche nel suo libro, è il tema del sionismo. Lei non parla di una sola forma di pensiero sionista, ma di diversi sionismi, al plurale, in una complessa evoluzione dal XIX secolo a oggi. Quali sono questi diversi sionismi, e in cosa consiste la loro evoluzione? Quali sono gli esiti più significativi che vediamo oggi?</strong></p>



<p>“Sionismi al plurale, perché il sionismo è cambiato molto come pensiero nel tempo. È stato molte cose diverse: dal pensiero degli intellettuali tedeschi che arrivavano nell’Yishuv<strong><em>, </em></strong>cioè nella Palestina, al sionismo dei laburisti provenienti in gran parte dalla Russia e dalla Polonia, fino al sionismo religioso che dopo il 1967 ha preso una piega fortemente coloniale, con la creazione di tante colonie religiose e fanatiche, che hanno radicalmente mutato il panorama di Israele. Io nel libro ho voluto spiegare le origini del sionismo, di fronte a chi agita questo pensiero come una ‘bandiera’, o a chi dice di essere sionista e a favore del sionismo.”</p>



<p><strong>Come hanno potuto queste correnti più estreme e fanatiche, di impronta ‘religiosa’, prendere così tanto piede fino a penetrare a livello politico e istituzionale all’interno di Israele?</strong></p>



<p>“Innanzitutto, hanno più figli, quindi nel tempo sono aumentati enormemente di numero. Se una famiglia religiosa fa dieci figli e una famiglia non religiosa &#8211; nel merito di un partito appartenente alla sinistra &#8211; ne fa uno o due, come è in Occidente, è ovvio che nello spazio di una o due generazioni si crea un problema demografico. Poi ci sono anche altri fattori, c&#8217;è il cambiamento e l&#8217;assunzione al potere di uno strato politico che viene dal mondo dei <em>Mizrahìm</em>, le comunità ebraiche provenienti da Oriente, o gli ebrei dell&#8217;Europa orientale che non hanno un&#8217;abitudine alla democrazia. C’è un rifiuto della democrazia da parte delle correnti religiose più estreme, perché ritengono che uno Stato anziché sulla Costituzione dovrebbe essere basato sulla Bibbia. Infatti, in questo siamo su un terreno assolutamente simile a quello dell’Iran. Tant’è vero che in una delle ultime manifestazioni in Israele nel 2023, prima del 7 ottobre, parlarono solo le donne e la parola d’ordine era ‘L’Iran è qui’ ”.</p>



<p><strong>Quanto è solido, secondo lei, il potere di Benjamin Netanyahu in questo momento? Durante la presentazione del libro ha sottolineato come la prosecuzione delle tensioni sia anche un modo che gli permette di rimanere al suo posto, anche perché non ci sono più tante manifestazioni contro di lui</strong></p>



<p>“Nei primissimi giorni dopo il 7 ottobre c’è stata una grande reazione contro il Governo di Netanyahu, che chiedeva innanzitutto perché le divisioni israeliane erano state ritirate dal confine con Gaza e perché non si era arrivati a capire che Hamas fosse pericolosa, puntando solo al confine con la Cisgiordania. Di fatto, la Cisgiordania è quello che interessa di più proprio a Netanyahu, ma in un primo momento c’è stata una richiesta da parte dell’opinione pubblica di Israele, che chiedeva spiegazioni al Governo. Il Governo d’Israele aveva solo un modo per non dare delle spiegazioni, quello di iniziare una guerra senza confini, una guerra terribile, dove presto dal voler colpire Hamas, è emersa un’idea di vendetta. Tutto questo non giustifica il fatto che ci siano 50.000 morti a Gaza, di cui la maggior parte sono civili. Ma da allora la parola ‘vendetta’ è emersa fortemente, ed è diventata la parola d’ordine del Governo d’Israele.”</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-463052" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331120645840_1d5e289b4b451ed08cff148cb761b646.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Macerie e sfollati a Gaza, marzo 2025</em></figcaption></figure>
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<p><strong>Proprio l’idea di ‘vendetta’ contro Hamas è ciò che viene rivendicato anche da una parte di opinione pubblica qui in Italia, e in Occidente, e dunque non solo in Israele. Ma può questo giustificare le operazioni dell’Idf a Gaza?</strong></p>



<p>“Penso che alla base di questa idea di vendetta, ci sia lo stranissimo pensiero che vede Israele come Stato in pericolo. È un’idea che a me sembra assurda, che non ha nessuna base, ma questo è ciò che si legge da parte di quelli che sostengono e si schierano con Netanyahu, dicendo ‘Difendiamo Israele’. In questo momento Israele è sì in pericolo: il pericolo di perdere la sua etica, e il pericolo, alla lunga, forse anche di perdere il suo status, se continua così. Forse oggi l’unico modo per salvare Israele è quello di fermare il Governo di Netanyahu, e al tempo stesso sollecitare uno sviluppo politico anche dell’Autorità Nazionale Palestinese. Anche l’ANP e i palestinesi devono cambiare e io guado con fiducia a quanti con grande coraggio si stanno muovendo a Gaza contro Hamas.”</p>



<p><strong>Le immagini delle manifestazioni dei palestinesi a Gaza, contro Hamas, hanno subito fatto il giro del mondo. Forse non cambiano il quadro generale, ma indicano uno stato di disperazione per la situazione estrema che queste persone stanno vivendo. Lei come le interpreta?</strong></p>



<p>“Sono manifestazioni molto significative, ma anche pericolose. Pensiamo al fatto che nel 2006 Hamas fece una guerra civile, cacciando e uccidendo tutti quelli dell’OLP (<em>Organizzazione per la Liberazione della Palestina</em> nda). Non dimentichiamo anche che il Governo di Netanyahu ha sempre pensato fosse meglio allearsi o comunque avere buoni rapporti con i palestinesi religiosi, e dunque Hamas, che con i laici dell’ANP.”</p>



<p><strong>In chiave storica, come spiega le rivendicazioni territoriali di Israele, appoggiate su un pensiero religioso?</strong></p>



<p>“Attraverso la Bibbia, l’idea di una ‘grande Israele biblica’, con le terre di ‘Giudea e Samaria’, come vengono chiamate dai religiosi, ma questo si dice già da trent’anni, non solo da adesso, parlando dei territori della Cisgiordania. I territori occupati vengono definiti come integralmente ‘appartenenti’ allo Stato d’Israele. Quello che c’è in più, nella situazione di oggi, è la spinta a realizzazione una ‘cacciata’ dei palestinesi. Una cosa che prima non era detta così apertamente, ma che è emersa dopo il 7 ottobre. Una volontà di disfarsi dei palestinesi, che è una pulizia etnica. Ribadisco il concetto di ‘pulizia etnica’ che è stato tanto contestato in un appello che ho firmato tempo fa, perché l’idea di volersi sbarazzare dei palestinesi, da parte di Israele, è pulizia etnica, volendo incrementare la colonizzazione ebraica in Cisgiordania. Questo è quello che sta succedendo. Il termine ‘pulizia etnica’, che si è diffuso molto con le guerre in Bosnia, nella ex Jugoslavia, e non è un termine antisemita, ma un termine che si applica ora, in una situazione concreta e fattuale.”</p>



<p><strong>Ma com’è possibile, secondo lei, che queste rivendicazioni territoriali basate sulla Bibbia siano accettate da parte di una buona parte dell’opinione pubblica di Israele?</strong></p>



<p>“Una parte è quella dei coloni, per il resto molti dicono di essere contro Netanyahu, ma pensano che sia meglio non parlare troppo a voce alta e non contestare apertamente. Poi c’è l’idea di voler combattere Hamas, ma in realtà Hamas risorge sempre dalle ceneri. Invece di questo, bisognerebbe incrementare e favorire lo sviluppo politico di un Governo palestinese. Quello dell’ANP è un Governo che non ha fatto nulla, ma che viene considerato come collaborazionista dai palestinesi, invece bisognerebbe dargli una ‘spinta’, e questo a mio avviso doveva essere fatto già dall’8 ottobre 2023. Invece ora si va verso un’assimilazione di tutti i palestinesi a terroristi di Hamas, fino a quando davvero molti di loro non aderiranno effettivamente ad Hamas e sarà un disastro.”</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-461602" style="width:666px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Benjamin Netanyahu e Itamar Ben Gvir</em></figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Forse di fronte alla morte di migliaia di persone in questi anni a Gaza, e altre che continuano a morire, molti palestinesi sono spinti dalla disperazione ad aderire ad Hamas&#8230;</strong></p>



<p>“Se pensiamo a un ragazzo di 16 anni, palestinese, che ha visto morire tutta la sua famiglia, ha poche scelte. Non potendo uscire da lì, non potendo fare altro, si sviluppa un sentimento di vendetta. La vendetta per rispondere alla morte dei familiari, alle case distrutte, alla cattiveria che chiude la possibilità di curare i bambini, di dare cibo e acqua. Questo fa sentire i palestinesi come fossero dei subumani, quindi è più facile, umanamente, buttarsi nell’unica forma di lotta che in questo momento si trovano davanti. Per questo trovo così importanti le manifestazioni contro Hamas, che non sono manifestazioni pro-Israele, anche se una parte degli israeliani ci si è buttata sopra, soprattutto in Occidente, tra cui la destra filoisraeliana.”</p>



<p><strong>Difatti in questi due anni, abbiamo visto come molti cittadini israeliani, ma anche diverse comunità ebraiche nel mondo, pur condannando il 7 ottobre, non sono a favore dell’occupazione e della pulizia etnica a Gaza. Eppure, c’è una narrazione filo-Netanyahu che li accusa dicendo che chi è contro il Governo israeliano, ignora e minimizza il 7 ottobre. Lei come la vede?</strong></p>



<p>“Tantissimi parlano e hanno parlato del 7 ottobre, ma il 7 ottobre non giustifica la vendetta. Niente giustifica una vendetta di questo tipo, niente giustifica i bambini morti a Gaza. I bambini morti il 7 ottobre e i bambini morti a Gaza hanno lo stesso peso.”</p>



<p><strong>Un altro tema delicato che lei affronta nel suo libro è l’antisemitismo: da una parte in crescita, dall’altra usato come strumento da parte di Netanyahu, al punto che qualsiasi ente, organizzazione internazionale o leader politico che si esprime per criticare Israele, soprattutto per quel che sta facendo a Gaza, viene tacciato di antisemitismo. Come lo spiega?</strong></p>



<p>“Quando ho finito di scrivere il libro, non c’era ancora Trump a usare l’antisemitismo per liberarsi degli oppositori alla sua politica e per far fuori persino le università americane, come sta accadendo ora, sulla base delle manifestazioni pro-Palestina. Quindi, possiamo dire che la situazione sia peggiorata in maniera enorme, c’è stata una specie di caduta nel baratro. Adesso vediamo persone arrestate per strada, sotto accusa per il loro essere pro-Palestina, e persino deportate dagli Stati Uniti, oltre agli studenti, privati della green card. Abbiamo visto come l’Università di Harvard, per la prima volta, ha rifiutato questa imposizione di Trump.</p>



<p>Mentre per quanto riguarda Netanyahu, lui ha sempre utilizzato l’antisemitismo. È una vergogna, perché usa una cosa reale: oggi è vero che l’antisemitismo è cresciuto, ma è una cosa che ci si poteva aspettare. Era cresciuto anche nel 1982, con la guerra in Libano, e poi si era attenuato. Certo, adesso con la pulizia etnica, la colonizzazione selvaggia dei coloni religiosi e la pressione per annettere i territori occupati, è chiaro che l’antisemitismo aumenti nel mondo. Tuttavia, io credo sia un antisemitismo non di origine antisemita, ma che dipende dalla situazione del conflitto israelo-palestinese, e come tale dev’essere analizzato e discusso.</p>



<p>Io penso che si possa discutere. Non discuterei con qualcuno che mi dicesse che gli ebrei sono dei microbi, però discuterei con qualcuno che mi dicesse che non sopporto lo schierarsi degli ebrei europei e in parte americani, in favore della pulizia etnica dei palestinesi. E qui si apre un’altra questione, che è quella dei crimini di guerra e contro l’umanità, che sono assolutamente provati. Per questo, credo che una delle strade che l’Europa dovrebbe tentare, è quella di riconoscere lo Stato di Palestina. È stata la recente proposta di Macron, e anche la sinistra italiana lo ha proposto, per cui spero ci si arrivi. Avrebbe un valore simbolico molto forte: vorrebbe dire non lasciare i palestinesi soli.”</p>



<p><strong>Forse in un certo senso, è stato sorprendente vedere che tre partiti tanto diversi come PD, 5 Stelle e AVS, e persino Macron fuori dall’Italia, si siano uniti nello stesso appello, chiedendo una risposta comune per il riconoscimento della Palestina. Tuttavia, in questi anni abbiamo visto anche come a livello europeo e non solo, qualsiasi risoluzione ONU in tal senso sia stata ignorata, e il diritto internazionale ampiamente calpestato. Lei, nella sua esperienza di storica, pensa che ci sia ancora speranza per una soluzione pacifica in Medio Oriente?</strong></p>



<p>“Distruggere il diritto internazionale è uno degli obiettivi della destra europea, di Israele e di Trump. Un obiettivo che riguarda tutti quanti, e stanno davvero tentando di farlo. Netanyahu ha agitato per primo la bandiera della distruzione del diritto internazionale, anche se di fatto esce dalla Shoah e ne è conseguenza. Però, francamente, non so se ci sia spazio per soluzioni pacifiche, ma non vedo altre possibilità: o si fa questo, oppure ci sarà la grande Israele di Netanyahu e Ben Gvir, senza palestinesi, con un sistema religioso e politico che si avvicina sempre più a quello islamico dell’Iran. Oppure forse, alla lunga &#8211; non certo oggi &#8211; ci sarà una crisi profonda di Israele, tale da permettere la vittoria invece di quelli che vogliono uno Stato islamico basato sulla Sharia, sul territorio di tutta la Palestina.”</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Presentazione della mozione unitaria di Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sulla tragedia in corso a Gaza e in Palestina. Intervengono Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Elly Schlein e Giuseppe Conte.<a href="https://t.co/hsjyU98kvM">https://t.co/hsjyU98kvM</a> <a href="https://t.co/jdfEo5IdaP">pic.twitter.com/jdfEo5IdaP</a></p>&mdash; Europa Verde &#8211; Verdi (@europaverde_it) <a href="https://twitter.com/europaverde_it/status/1912149914164806034?ref_src=twsrc%5Etfw">April 15, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/anna-foa-niente-giustifica-i-bambini-morti-a-gaza-e-il-suicidio-di-israele.html">Anna Foa: “Niente giustifica i bambini morti a Gaza e il suicidio di Israele&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>8 miliardi di armi Usa a Israele: l&#8217;ultimo assist di Biden fa felice anche Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/8-miliardi-di-armi-usa-a-israele-lultimo-assist-di-biden-fa-felice-anche-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2025 13:34:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ultimo assist dell&#8217;amministrazione di Joe Biden a Israele nel corso del suo mandato, in scadenza il prossimo 20 gennaio, è un accordo-quadro che farà felice anche Donald Trump, perché nel recente progetto da 8 miliardi di dollari per rifornire di armamenti Tel Aviv saranno incluse molte commesse militari destinate a esser pagate dallo Stato Ebraico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/8-miliardi-di-armi-usa-a-israele-lultimo-assist-di-biden-fa-felice-anche-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010514211467_422d001f1f3cfad075be8478e84ce106-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ultimo assist dell&#8217;amministrazione di <strong>Joe Biden</strong> a <strong>Israele</strong> nel corso del suo mandato, in scadenza il prossimo 20 gennaio, è un accordo-quadro che farà felice anche <strong>Donald Trump,</strong> perché nel recente progetto da <strong>8 miliardi di dollari</strong> per rifornire di armamenti Tel Aviv saranno incluse molte commesse militari destinate a esser pagate dallo Stato Ebraico nel prossimo biennio e a venir prodotte negli States.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo accordo per le armi a Israele</h2>



<p>Il Dipartimento di Stato dell&#8217;uscente <strong>Antony Blinken</strong>, non a caso, ha aspettato l&#8217;insediamento del nuovo Congresso che dovrà vidimare l&#8217;accordo per la vendita di armamenti per segnalare la continuità tra le due amministrazioni su questo importante dossier strategico. Come nel caso dell&#8217;ultimo accordo per la <a href="https://it.insideover.com/guerra/artiglieria-missili-e-non-solo-le-ultime-armi-allucraina-dellera-biden.html">fornitura di <strong>armamenti all&#8217;Ucraina</strong> e</a> del recente intervento di Biden per fermare la vendita di <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-alza-il-muro-sullacciaio-fermata-la-scalata-americana-di-nippon-steel.html"><strong>US Steel</strong> alla giapponese <strong>Nippon Steel,</strong></a> l&#8217;amministrazione uscente gioca in continuità e senza strappi con quella entrante, e l&#8217;assenza di commenti o critiche da parte del sempre ciarliero Trump mostra la sintonia d&#8217;intenti.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/aiuti-a-gaza-o-stop-agli-aiuti-militari-ma-solo-dopo-le-elezioni-il-finto-ultimatum-usa-a-netanyahu.html">L&#8217;accordo si posizionerà fuori dall&#8217;<strong>assistenza militare diretta degli Usa a Israele</strong></a>, che dopo il 7 ottobre 2023, giorno degli attacchi di Hamas allo Stato Ebraico, ha portato a un record di quasi <strong>18 miliardi di dollari di armamenti </strong>consegnati. </p>



<p>Il <a href="https://watson.brown.edu/costsofwar/papers/2024/USspendingIsrael" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto Costs of War della Brown University</a> stima in questa cifra, infatti, il valore totale dell&#8217;assistenza militare donata a Israele dal 7 ottobre 2023 in avanti da parte degli Usa. A questo vanno aggiunti pacchetti come quello approvato da Biden che non consistono in donazioni ma in accordi commerciali in cui è lo Stato Ebraico ad acquistare armamenti americani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che armi fornirà l&#8217;America a Israele</h2>



<p>Cosa c&#8217;è dunque nel nuovo accordo? &#8220;Il pacchetto comprende missili aria-aria AIM-120C-8 per la difesa dai droni e da altre minacce aeree, proiettili di artiglieria da 155 mm, missili Hellfire AGM-114 e 6,75 miliardi di dollari in altre bombe e sistemi di guida&#8221;, <a href="https://www.france24.com/en/americas/20250105-us-plans-8-billion-arms-sale-to-israel-including-air-to-air-missiles">ha affermato una fonte del governo americano a <em>France24</em>.</a></p>



<p>Parliamo di un arsenale che Tel Aviv potrà sfruttare in futuro in numerosi dei <strong>teatri di guerra in cui è coinvolta</strong>. Ovviamente a Gaza, dove anche con gli armamenti a stelle e strisce proseguono i durissimi raid sulla Striscia, ma non solo: i proiettili d&#8217;artiglieria possono essere estremamente utili in caso di riaccensione di una <strong>guerra in Libano in cui il <a href="https://it.insideover.com/guerra/libano-il-cessate-il-fuoco-non-ce-mai-stato.html">cessate il fuoco</a> è sovente violato</strong> dopo due mesi di scontri con Hezbollah, gli Hellfire possono tornare utili qualora Israele cercasse di colpire i <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-attacchi-di-israele-in-yemen-per-blindare-il-contenimento-anti-iran.html">capi di milizie nemiche come gli Houthi yemeniti</a> o i Khateeb Hezbollah iracheni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo shopping di armamenti Usa da parte di Israele</h2>



<p>Il pacchetto sarà ora sottoposto all&#8217;approvazione della Camera dei rappresentanti e delle commissioni del Senato, entrambi a maggioranza repubblicana, in un iter che si svilupperà durante l&#8217;entrante <strong>amministrazione Trump-bis</strong>. Fuori dall&#8217;assistenza diretta, il secondo mandato di The Donald supervisionerà all&#8217;applicazione di un <strong>ampio spettro di appalti militari israeliani</strong> che faranno ruggire la produzione di armamenti dei colossi americani.</p>



<p>Per la precisione, parliamo del terzo accordo per acquisti di armi siglato da Israele nell&#8217;ultimo anno dopo che, ricorda il <em><a href="https://www.timesofisrael.com/biden-administration-said-prepping-8-billion-arms-package-for-israel-including-heavy-bombs/">Times of Israel</a></em>, &#8220;ad agosto, gli Stati Uniti hanno approvato la vendita di 20 miliardi di dollari per 50 caccia F-15 e altre attrezzature militari&#8221; e &#8220;a novembre hanno confermato&nbsp;<a href="https://www.timesofisrael.com/us-confirms-680m-arms-sale-to-israel-but-says-it-was-in-works-pre-lebanon-deal/">una vendita di armi per 680 milioni di dollari</a>&#8220;. In totale, &#8220;il Ministero della Difesa ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno inviato a Israele&nbsp;<a href="https://www.timesofisrael.com/israel-says-us-shipments-of-arms-and-equipment-during-war-exceeds-50000-tons/">oltre 50.000 tonnellate</a>&nbsp;di armamenti ed equipaggiamento militare dall&#8217;inizio della guerra&#8221;. </p>



<p>Il 2025 si apre sullo stesso filo rosso: gli Usa al fianco di Tel Aviv, a prescindere da chi sia al comando a Washington e da qualsiasi critica internazionale verso la condotta di Israele. Tra aiuti diretti e acquisti, <strong>gli armamenti israeliani ricevuti, acquistati o prenotati dagli Usa</strong> dal 7 ottobre 2023 assommano a un <strong>valore complessivo di circa 46,7 miliardi di dollari</strong>, che in larga parte ricadranno sull&#8217;industria statunitense. <em>Pecunia non olet</em>, nemmeno quando l&#8217;odore è quello del sangue.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/8-miliardi-di-armi-usa-a-israele-lultimo-assist-di-biden-fa-felice-anche-trump.html">8 miliardi di armi Usa a Israele: l&#8217;ultimo assist di Biden fa felice anche Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Svezia, addio all&#8217;integrazione: caro immigrato, ti do 30 mila euro però vattene</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/svezia-addio-allintegrazione-caro-immigrato-ti-do-30-mila-euro-pero-vattene.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 10:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[scontri interetnici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1046" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Migranti-sbarco-taranto-La-Presse-e1577436151794.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Migranti-sbarco-taranto-La-Presse-e1577436151794.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Migranti-sbarco-taranto-La-Presse-e1577436151794-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Migranti-sbarco-taranto-La-Presse-e1577436151794-768x419.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Migranti-sbarco-taranto-La-Presse-e1577436151794-1024x558.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Governo svedese è pronto a elargire 350mila corone agli stranieri per convincerli a lasciare il Paese, ma pochi vogliono accettare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/svezia-addio-allintegrazione-caro-immigrato-ti-do-30-mila-euro-pero-vattene.html">Svezia, addio all&#8217;integrazione: caro immigrato, ti do 30 mila euro però vattene</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1046" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Migranti-sbarco-taranto-La-Presse-e1577436151794.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Migranti-sbarco-taranto-La-Presse-e1577436151794.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Migranti-sbarco-taranto-La-Presse-e1577436151794-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Migranti-sbarco-taranto-La-Presse-e1577436151794-768x419.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Migranti-sbarco-taranto-La-Presse-e1577436151794-1024x558.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se all’inizio del trentennio di globalizzazione la <strong>Svezia</strong> è parsa un modello virtuoso e riuscito di <strong>accoglienza e integrazione dei migranti</strong>, qualcosa da un po’ di tempo è cambiato e anche le istituzioni del regno nordico se ne sono rese conto. Il Governo di Stoccolma è alle prese con l’elaborazione di un <strong>piano di remigrazione</strong> che prevederebbe l’erogazione di un cospicuo compenso per convincere gli stranieri a lasciare il Paese scandinavo e fare ritorno in Patria.</p>



<p>Al momento, il disegno di legge è ancora una bozza perché entrerebbe in vigore dal 1 gennaio 2026, secondo quanto dichiarato dal ministro per la Politica migratoria e l’asilo, <strong>Johan Forsell</strong>. Però, dalle prime informazione trapelate da fonti istituzionali si stima che la cifra da destinare a ogni abitante con origini non svedesi consista in <strong>350mila corone</strong>, il cui importo equivalente in euro è superiore ai <strong>30mila</strong>. Quindi, a conti fatti, una famiglia che decide di tornare nel proprio Paese d’origine potrebbe intascare la golosa somma di 120 mila e passa euro, dal momento che la misura non si rivolge solo a chi risiede da qualche tempo su suolo monarchico ma anche a chi è nato in Svezia da genitori con passaporto estero. </p>



<p>Non è la prima volta che a Stoccolma si prendono decisioni volti a limitare la presenza di immigrati, se si considera che <strong>già nel 1984 fu approvata una legge che impegnava lo Stato a riconoscere un sussidio di 10mila corone,</strong> pari a poco più di 800 euro, per chi lascia il Paese volontariamente. Come ha spiegato Forsell, però, la misura è sempre stata poco conosciuta e si crede che il denaro offerto fosse troppo esiguo per stimolare l’interesse per il rimpatrio. La domanda a questo punto  è: sono disposti i cittadini stranieri a incassare fior di quattrini governativi per ricominciare una nuova vita lontana dalle abitudini scandinave?</p>



<p>Secondo un sondaggio diffuso dal sito <em>Alkompis</em>, il 77% dei 2.700 stranieri che hanno preso parte alla rilevazione ha dichiarato di voler declinare l’offerta e proseguire con la permanenza in Svezia, mentre solo il 15% di loro si è detto interessato  e un piccolo 8% ha affermato di non avere un parere al riguardo. V’è di più, perché il 66% di coloro che hanno risposto picche al <strong>sussidio di remigrazione</strong>, ha specificato di non esser disposto a cambiare giudizio nemmeno se il compenso superasse le 350mila corone, mentre il 25% ha detto di poterci ripensare. Perché rimanere in una terra che ti sta invitando ad andartene coprendoti tra l’altro non proprio di oro, ma di banconote che farebbero comodo a chiunque abbia un reddito medio? Semplice, il <strong><em>welfare state</em></strong><em> </em><strong>scandinavo</strong> fa gola a tanti e la possibilità di accedere a servizi spesso gratuiti o a un sistema scolastico e previdenziale tra i più avanzati del mondo, è qualcosa che  tanti che vivono altrove si possono solo sognare.       </p>



<p>Chissà se questi numeri faranno tornare sui propri passi l’esecutivo che finora si è dimostrato molto determinato a mandare in porto il suo progetto, forse facendosi forte dei numeri del 2023 che hanno certificato un <strong>incremento dell’emigrazione rispetto all’immigrazione</strong>, con una diminuzione delle richieste d’asilo e dei permessi di soggiorno? Oltre a ciò, il vero motivo probabilmente risiede nelle tensioni etniche, fatto che attesta il <strong>fallimento del modello d’integrazione nordeuropeo</strong>, che da ormai un decennio e oltre scuotono la società svedese, dai quartieri ghetto in cui vige la legge coranica, Shari’a, e in cui nemmeno la polizia osa entrare, agli episodi di intolleranza noti come<strong> &#8220;roghi del Corano</strong>&#8221; che hanno esacerbato l’acredine tra cristiani e musulmani. </p>



<p>Ovviamente, l’equilibrio multietnico è stato duramente messo a prova da quasi un anno a causa del <strong>conflitto in Palestina</strong> che ha infiammato gli animi della comunità araba e islamica, come accaduto con l’imponente manifestazione tenutasi a Malmö, in occasione dell’<em>Eurovision Song Contest</em>, in cui si chiedeva <strong>l’estromissione della cantante israeliana </strong>dalla gara.<strong> </strong>Poprio sulla questione palestinese è opportuno soffermarsi e riflettere sul comportamento del Governo svedese. Il regno scandinavo ha stanziato 400 milioni di corone per l’<strong>Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente</strong> ed è stato tra i principali promotori di un dialogo con Israele affinché fosse consentito un corridoio di accesso alla Striscia di Gaza per gli aiuti umanitari. Tutto lodevole, ma c’è un però: come mai la Svezia non ha accolto i <strong>profughi palestinesi bisognosi di assistenza medica</strong> come richiesto dal Commissario per la Salute dell’Ue? </p>



<p>A gennaio di quest’anno, 3mila cittadini ucraini sono stati ricoverati in ospedali di nazioni europee tra cui la Svezia, perciò ci domandiamo perché  lo stesso non possa avvenire per una popolazione stremata da quasi un anno di brutalità belliche in cui sono i bambini ad essere le vittime che necessitano di cure maggiori. Non possiamo non constatare che il <strong>sostegno di prossimità</strong> non manchi mediante la fornitura di attrezzature e beni di prima necessità, ma non vorremmo pensare che l’esecutivo nordico, in nome del piano di rimpatrio dei migranti, non voglia accogliere i palestinesi per poi ritrovarsi, se e quando questa maledetta guerra sarà finita, a elargire generose somme di denaro anche a loro oltre ai migranti già presenti sul territorio svedese. Ci auguriamo davvero che non sia questo il motivo alla base e che presto la Svezia e altri si facciano carico della tragedia umanitaria in corso a Gaza. </p>



<p>A ogni modo, non è difficile credere che tra due anni il sussidio di remigrazione veda la luce, ma sarà curioso capire quanti saranno i fruitori e al momento le prospettive non sono del tutto rosee. Detto ciò, la proposta di Stoccolma è sintomatica del terremoto che da diversi anni scuote la fortezza della globalizzazione che faceva delle migrazioni e del multiculturalismo una&nbsp; colonna portante, ma che da tempo presenta crepe profonde come in tanti altri pilastri senza sapere per quanto tempo ancora reggeranno l’intera struttura sotto cui tutto il mondo ci è stato negli ultimi trent’anni. &nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/svezia-addio-allintegrazione-caro-immigrato-ti-do-30-mila-euro-pero-vattene.html">Svezia, addio all&#8217;integrazione: caro immigrato, ti do 30 mila euro però vattene</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Strage di civili nel Golan, Israele accusa Hezbollah: altissima tensione al confine libanese</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/strage-di-civili-nel-golan-israele-accusa-hezbollah-altissima-tensione-al-confine-libanese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jul 2024 17:14:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/GTgSrpqWMAAZQXK.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/GTgSrpqWMAAZQXK.jpg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/GTgSrpqWMAAZQXK-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/GTgSrpqWMAAZQXK-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/GTgSrpqWMAAZQXK-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/GTgSrpqWMAAZQXK-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Altissima tensione sul fronte israelo-libanese dopo che nel pomeriggio odierno un missile proveniente dal Libano ha colpito il villaggio di Majdal Shams, nelle Alture del Golan occupate da Israele dal 1967, facendo strage di civili. Sarebbero quattordici, secondo quanto ha riportato su X l&#8217;analista Sulaiman Ahmed, le vittime nel villaggio abitato principalmente da membri dell&#8217;etnia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/strage-di-civili-nel-golan-israele-accusa-hezbollah-altissima-tensione-al-confine-libanese.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/strage-di-civili-nel-golan-israele-accusa-hezbollah-altissima-tensione-al-confine-libanese.html">Strage di civili nel Golan, Israele accusa Hezbollah: altissima tensione al confine libanese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/GTgSrpqWMAAZQXK.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/GTgSrpqWMAAZQXK.jpg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/GTgSrpqWMAAZQXK-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/GTgSrpqWMAAZQXK-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/GTgSrpqWMAAZQXK-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/GTgSrpqWMAAZQXK-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Altissima tensione sul fronte israelo-libanese dopo che nel pomeriggio odierno un <strong>missile proveniente dal Libano</strong> ha colpito il villaggio di <strong>Majdal Shams</strong>, nelle Alture del Golan occupate da Israele dal 1967, facendo strage di civili. <strong>Sarebbero quattordici, secondo quanto ha riportato su X l&#8217;analista Sulaiman Ahmed</strong>, le vittime nel villaggio abitato principalmente da membri dell&#8217;etnia drusa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">BREAKING: 14 ISRAELIS DEAD AND MORE THAN 20 INJURED BY HEZBOLLAH STRIKE IN MAJDAL SHAMS<br><br>This was in Majdal Shams, in the occupied Northern Golan Heights. <a href="https://t.co/E4reOZxytI">pic.twitter.com/E4reOZxytI</a></p>&mdash; Sulaiman Ahmed (@ShaykhSulaiman) <a href="https://twitter.com/ShaykhSulaiman/status/1817238766945259722?ref_src=twsrc%5Etfw">July 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Si parla di <strong>molti giovani morti dopo che l&#8217;attacco missilistico avrebbe colpito</strong> un campo da calcio dove i giovani erano intenti a giocare. I ragazzi colpiti avrebbero avuto, secondo fonti mediche della regione, <a href="https://x.com/OsintYB/status/1817232160731934915">tra i dieci e i venti anni.</a></p>



<p>Altri canali di fonti aperte hanno mostrato i momenti dell&#8217;impatto e tra alcuni analisti è parsa inizialmente plausibile l&#8217;idea che a causare il disastro possa esser stata un&#8217;<strong>intercettazione fallita dell&#8217;antiaerea di Iron Dome</strong>. Ma alcuni video sembrano, a una prima analisi delle fonti, non dare sostegno a tale teoria.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇱🇧🇮🇱 BREAKING: HEZBOLLAH STRIKES ISRAEL AND INJURES 11<br><br>This footage shows the moment of impact, which the Iron dome failed to intercept<br><br>Israeli Media reports 11 injured inc 5 in critical and 6 in serious condition from a direct hit at Majdal Shams, northern occupied Palestine. <a href="https://t.co/7ZYTKLyxSb">pic.twitter.com/7ZYTKLyxSb</a></p>&mdash; Khalissee (@Kahlissee) <a href="https://twitter.com/Kahlissee/status/1817227698139169043?ref_src=twsrc%5Etfw">July 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Si tratta del più grave episodio in termini di morti civili all&#8217;interno del territorio che Israele riconosce come appartenente alla sua giurisdizione sovrana dai tragici fatti del <strong>7 ottobre scorso,</strong> giorno della violenta incursione di Hamas. Oggi a preoccupare è il <strong>fronte caldo del Nord, ove da tempo gli scambi di colpi tra Israel Defense Force e Hezbollah</strong> oltre il confine libanese erano aumentati di intensità.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ar" dir="rtl">انفجار قوي في مجدل شمس في الجولان في حديقة أطفال ، والقتلى والجرحى بالعشرات، نتيجة سقوط صاروخ مصدره ميليشيا حزب الله <a href="https://t.co/rcoV6gIQmq">pic.twitter.com/rcoV6gIQmq</a></p>&mdash; Nour Golan (@nourabohsn) <a href="https://twitter.com/nourabohsn/status/1817222993849856472?ref_src=twsrc%5Etfw">July 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>E proprio a <strong>Hezbollah</strong> i media e le <strong>forze armate israeliane</strong> hanno attribuito la responsabilità dell&#8217;attacco, che ha colpito un villaggio abitato da esponenti della minoranza drusa, di etnia araba come buona parte della popolazione libanese e praticanti un culto riconducibile a <strong>tradizioni dell&#8217;Islam sciita ismailita</strong>. Il ministro degli Esteri <strong>Israel Katz ha mostrato tutta l&#8217;ira di Tel Aviv</strong> per l&#8217;accaduto, sottolineando che a suo avviso la responsabilità è dei guerriglieri sciiti libanesi che avrebbero &#8220;superato una linea rossa&#8221;. Katz ha minacciato una durissima risposta, mentre alla <em>Reuters</em> esponenti del Partito di Dio hanno negato il coinvolgimento del gruppo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">🇱🇧🇮🇱 | URGENTE: Hezbollah niega su responsabilidad por el ataque a Majdal Shams, informó Reuters, citando a un funcionario de Hezbollah.</p>&mdash; Alerta News 24 (@AlertaNews24) <a href="https://twitter.com/AlertaNews24/status/1817244064795742645?ref_src=twsrc%5Etfw">July 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La situazione resta tesissima. <strong>Col premier Benjamin Netanyahu a Washington, la situazione sta venendo gestita</strong> dal ministro della Difesa <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/gallant-huddles-with-idf-chief-after-deadly-hezbollah-strike-on-majdal-shams/"><strong>Yoav Gallant</strong>, che ha immediatamente svolto consultazioni</a> col capo dell&#8217;Idf, generale Herzi Halevi. Le prossime ore saranno da monitorare attentamente. Mentre infuria ancora la sanguinosa <strong>guerra a Gaza, la sensazione è che mai quanto oggi</strong> dopo i fatti del villaggio druso nel territorio occupato da Israele e reclamato come suo dalla Siria, vicino all&#8217;incandescente confine libanese, si possa essere vicini a una nuova escalation bellica. Ed è inevitabile <a href="https://it.insideover.com/politica/netanhyhu-rinuncia-ad-attaccare-rafah-non-ha-gli-ostaggi-non-ha-sradicato-hamas-e-non-sa-che-fare-della-striscia.html">che domani, nel vertice tra <strong>Cia, Mossad ed esponenti di Egitto e Qatar</strong></a> che si terrà a Roma per parlare della crisi di Gaza, il tema caldo sarà il massacro di Majdal Shams. Ennesimo capitolo di una serie di violenze in cui sono i civili i bersagli principali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/strage-di-civili-nel-golan-israele-accusa-hezbollah-altissima-tensione-al-confine-libanese.html">Strage di civili nel Golan, Israele accusa Hezbollah: altissima tensione al confine libanese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele combatte su tutti i fronti ma non sa quanto potrà resistere</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-coperta-sempre-piu-corta-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jul 2024 07:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Forze di difesa israeliane (Idf)]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Hamas-Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205-600x408.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205-1536x1044.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella fase più drammatica del conflitto, Israele si mostra sempre più vulnerabile e stanca: la strategia di Netanyahu rischia di vacillare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-coperta-sempre-piu-corta-di-israele.html">Israele combatte su tutti i fronti ma non sa quanto potrà resistere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205-600x408.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721000409561_00b3d25a4427e4e4f17345922e125205-1536x1044.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Sempre più fronti da controllare</strong> e non solo sotto il profilo militare. Il prolungamento del conflitto per Israele vuole dire anche e soprattutto questo: <strong>dover dispiegare più forze</strong> e compiere maggiori sforzi in sempre più aree e in sempre più regioni. </p>



<p>I raid della notte<a href="https://www.nytimes.com/2024/07/20/world/middleeast/israel-houthis-yemen.html"> in <strong>Yemen </strong></a><strong>dopo l&#8217;attacco degli Houthi</strong> via drone a Tel Aviv dei giorni scorsi hanno, con la particolare novità della rivendicazione dell&#8217;attacco, mostrato la natura regionale della sfida bellica di Israele. Ma non solo. Di recente, ha fatto scalpore quanto accaduto a <strong>Eilat</strong>, la città più meridionale del Paese e principale polo turistico balneare: martedì infatti, le autorità locali hanno invitato cittadini e turisti a rimanere a casa o negli alberghi. C&#8217;era il forte sospetto di<a href="https://www.israelhayom.com/2024/07/16/entry-to-eilat-blocked-over-possible-infiltration-from-egypt/"> infiltrazioni dal confine egiziano. </a></p>



<p>L&#8217;impressione è che più la guerra va avanti e più la coperta per lo Stato ebraico si restringe. E questo vale anche da un punto di vista prettamente economico e, ancora una volta, un esempio proviene proprio da Eilat: il porto, affacciato sul Mar Rosso e dunque strategico per lo Stato ebraico,<a href="https://www.worldcargonews.com/news/2024/07/port-of-eilat-declares-bankruptcy/"> ha dichiarato bancarotta</a>. Sempre meno navi lo raggiungono, sempre meno container sono pronti a salpare per alimentare quel commercio vitale per Israele. In poche parole, il Paese potrebbe vedere a breve l&#8217;apertura di un nuovo fronte: quello economico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Confini sempre meno sicuri</h2>



<p>La guerra a Gaza, come risaputo, nasce subito dopo i macabri attacchi di Hamas compiuti in territorio israeliano il 7 ottobre 2023. Una reazione forte, voluta soprattutto dal premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html">Benjamin Netanyahu </a>e sostenuta dalla sua maggioranza. Sull&#8217;onda degli attacchi di ottobre, il Paese ha virato verso un&#8217;escalation che, in primo luogo, ha ucciso decine di migliaia di civili a Gaza e nelle altre città della Striscia.</p>



<p>L&#8217;obiettivo del governo di Netanyahu era quello, almeno a livello ufficiale, di <strong>sconfiggere Hamas </strong>e <strong>restituire la sicurezza in Israele</strong>. A distanza di mesi, questo obiettivo appare molto lontano dall&#8217;essere concretizzato. Attorno Gaza, i cittadini israeliani convivono ancora con il timore di lanci di razzi sporadicamente effettuati dalla Striscia. Vuol dire quindi che Hamas, seppur ridimensionato, ha ancora la possibilità di attaccare e di trovare luoghi da cui lanciare ordigni verso kibbutz e città israeliane.</p>



<p>Non va meglio lungo il<strong> fronte Nord</strong>, lì dove <strong>Hezbollah</strong> da settimane bersaglia obiettivi civili e militari nelle regioni settentrionali dello Stato ebraico. Uno scambio di colpi, quello tra l&#8217;Idf e i miliziani sciiti libanesi, sempre più intenso da una parte e dall&#8217;altra e che a giugno ha fatto paventare, tra le altre cose, l&#8217;inizio di una nuova guerra tra le due parti e dunque l&#8217;apertura definitiva di un nuovo fronte.</p>



<p>E che qualcosa non quadra lo si vede dall&#8217;episodio di <strong>Eilat</strong>: il confine egiziano, grazie agli accordi di Camp David del 1979, è in pace da quasi 50 anni ed è forse l&#8217;unico a non essere avvertito come pericoloso dagli israeliani. Se anche da lì dovessero giungere minacce, l&#8217;Idf sarebbe costretta a impiegare personale militare lungo una frontiera fino a oggi immune dal conflitto, eccezion fatta ovviamente per la zona di Rafah. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un Paese che mostra cenni di stanchezza</h2>



<p>Se la coperta per le forze israeliane è sempre più corta, la vera domanda a questo punto riguarda<strong> la possibilità di tenuta nel medio e lungo periodo</strong> dello Stato ebraico. E quindi quanto, a livello pratico, la strategia messa in campo da Netanyahu e il prolungamento del conflitto facciano bene al Paese e alla sua sicurezza. Nonostante Tel Aviv rappresenti a oggi la principale potenza militare del Medio Oriente, la realtà parla però pur sempre di una nazione piccola e con dieci milioni di abitanti. Dettagli che testimoniano come<strong> Israele non può permettersi uno stato di guerra a tempo indeterminato.</strong></p>



<p>Più andranno avanti i combattimenti e più uomini dovranno essere distribuiti e distratti su più fronti. Questo vuol dire, tra le altre cose, avere la necessità di trattenere quanti più soldati e riservisti possibili. Con il risultato che, tra i dieci milioni di abitanti, viene a mancare la<strong> forza lavoro </strong>necessaria per tirare avanti l&#8217;economia.</p>



<p> Inoltre, la guerra mette a repentaglio commerci e scambi economici avviati da tempo. Il fallimento del porto di Eilat ne è un esempio: Israele appare sempre più stanco e quasi sfibrato dal lungo conflitto. Una circostanza quest&#8217;ultima che, nei prossimi mesi, potrebbe dare linfa ai manifestanti anti Netanyahu per chiedere un&#8217;inversione di tendenza nella conduzione dell&#8217;emergenza. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-coperta-sempre-piu-corta-di-israele.html">Israele combatte su tutti i fronti ma non sa quanto potrà resistere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il grande gioco di Benny Gantz: logorare Bibi per scalzarlo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-grande-gioco-di-benny-gantz-logorare-bibi-per-scalzarlo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2024 12:17:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611141634984_06bb122cab6b904df19977bdbafedabe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611141634984_06bb122cab6b904df19977bdbafedabe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611141634984_06bb122cab6b904df19977bdbafedabe-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611141634984_06bb122cab6b904df19977bdbafedabe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611141634984_06bb122cab6b904df19977bdbafedabe-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611141634984_06bb122cab6b904df19977bdbafedabe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240611141634984_06bb122cab6b904df19977bdbafedabe-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra di Israele è sempre più la guerra personale di Benjamin Netanyahu. Su ogni fronte: quello militare, quello diplomatico e quello politico interno. Quest&#8217;ultimo, segnatamente, è quello che sta dando i veri grattacapi a Bibi. Benny Gantz non ha cambiato idea dopo l&#8217;operazione che ha portato alla liberazione di quattro ostaggi israeliani rapiti da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-grande-gioco-di-benny-gantz-logorare-bibi-per-scalzarlo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-grande-gioco-di-benny-gantz-logorare-bibi-per-scalzarlo.html">Il grande gioco di Benny Gantz: logorare Bibi per scalzarlo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La <strong>guerra di Israele è sempre più la guerra personale di Benjamin Netanyahu</strong>. Su ogni fronte: quello militare, quello diplomatico e quello politico interno. Quest&#8217;ultimo, segnatamente, è quello che sta dando i veri grattacapi a Bibi.</p>



<p><strong>Benny Gantz </strong>non ha cambiato idea dopo l&#8217;operazione che ha portato alla liberazione di <strong>quattro ostaggi israeliani</strong> rapiti da <a href="https://it.insideover.com/guerra/biden-ha-un-piano-per-la-pace-hamas-e-israele-finalmente-ne-discutono.html"><strong>Hamas il 7 ottobre scorso</strong> </a>e nella notte di domenica ha lasciato assieme a<a href="https://it.insideover.com/politica/gallant-contro-netanyahu-la-guerra-nella-guerra-in-israele.html"> <strong>Gadi Eisenkot, come lui ex generale e membro di punta del Partito di Unità Nazionale</strong></a>, il gabinetto di guerra di Israele. </p>



<p>Non sono scrupoli di natura morale o umanitaria a spingere fuori dal governo Gantz, che non ha mai preso posizione contro il capo di governo in diverse situazioni controverse. Come del resto è stata l&#8217;operazione che ha portato alla liberazione degli ostaggi, in cui sarebbero stati <strong>circa 300, di cui una buona parte civili, i palestinesi uccisi</strong> per esfiltrare i quattro prigionieri. </p>



<p>L&#8217;ex generale ha <strong>lasciato l&#8217;esecutivo di Netanyahu</strong> assieme al compagno di partito col fine di <strong>mettere il capo del governo tra l&#8217;incudine e il martello</strong>. L&#8217;incudine: il progressivo deterioramento della fiducia nel Paese per la conduzione della guerra, dato che Tel Aviv non ha ancora portato a compimento alcun <strong>obiettivo strategico</strong> nonostante le enormi devastazioni inflitte a Gaza, dove i morti superano quota 37mila. Un dato che Gantz pensa nemmeno l&#8217;uscita dei quattro ostaggi salvati a Gaza dopo otto mesi di prigionia possa invertire.</p>



<p>Il martello, invece, è il deterioramento della <strong>posizione politica di Netanyahu in campo internazionale</strong>. La cui tenuta è stata oggi rosicchiata per la terza volta, dopo l&#8217;incriminazione del Tribunale Penale Internazionale e le prescrizioni contro Israele della Corte Internazionale di Giustizia, da un nuovo voto pro-cessate il fuoco su una risoluzione Usa presentata al <strong>Consiglio di Sicurezza Onu</strong>. In mezzo, Gantz mira a essere il prossimo <strong>primo ministro, a guida di un governo di destra sì</strong> ma più moderato e privo delle torsioni confessionali dell&#8217;attuale esecutivo.</p>



<p>Gantz non è affatto un pacifista o un leader con qualche forma di clemenza verso Hamas e i gazawi. Sostiene le attività dell&#8217;<strong>Israel Defense Force a Gaza</strong>, non è radicale come Netanyahu sull&#8217;offensiva per colpire Rafah ma chiede di inserire in un quadro strategico la fine del conflitto. <a href="https://www.thenationalnews.com/news/mena/2024/06/10/benny-gantz-resignation-opens-uncertain-political-chapter-in-israel/">Come osserva <em>The National</em></a>, &#8220;Gantz e i suoi alleati, insieme a un segmento crescente della società israeliana, <strong>hanno accusato Netanyahu di non dare priorità al rilascio degli ostaggi israeliani</strong>, scegliendo invece di placare i membri di estrema destra del governo che vogliono continuare a combattere a Gaza. a tutti i costi. La partenza di Gantz potrebbe anche mettere in pericolo la proposta di cessate il fuoco presentata dal presidente&nbsp;<a href="https://www.thenationalnews.com/news/mena/2024/06/09/iran-backed-militias-in-iraq-step-up-warnings-of-attacks-on-us-troops/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">americano</a>&nbsp;Joe Biden alla fine del mese scorso, che aprirebbe la strada al rilascio degli ostaggi israeliani&#8221;.</p>



<p><a href="https://www.understandingwar.org/backgrounder/israel%E2%80%93hamas-war-iran-updates">L&#8217;Institute for the Studies of War</a>, al contempo, ha ricordato che lo scenario di riferimento per la politica di Gantz ha anche una prospettiva diplomatico-geopolitica: &#8220;Gantz ha chiesto il controllo della sicurezza israeliana sulla Striscia di Gaza insieme alla<strong> formazione di un gruppo americano-europeo-arabo-palestinese che si occupi dell&#8217;amministrazione civile nella Striscia di Gaza. </strong>Questa amministrazione civile escluderebbe sia Hamas che il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas&#8221;. Però al contempo Gantz &#8220;ha anche chiesto un accordo di normalizzazione tra<a href="https://it.insideover.com/politica/via-da-gaza-basta-insediamenti-e-stato-di-palestina-larabia-saudita-detta-le-sue-condizioni.html"> Israele e Arabia Saudita</a>. L’accordo di normalizzazione attualmente richiede uno Stato palestinese&#8221;.</p>



<p>L&#8217;obiettivo dunque è proporre una road map di sistema capace di dare a Tel Aviv una prospettiva nazionale e regionale. <strong>Il grande gioco di Gantz</strong> mira a stanare molti alleati degli israeliani, a partire dagli Usa, dall&#8217;ambiguità verso Netanyahu, maltollerato ma mai scaricato, e guarda a futuri appuntamenti interni di carattere elettorale. Questi giochi di potere vanno di pari passo con una situazione securitaria che si <strong>sta deteriorando a livello regionale: Netanyahu</strong> va in all-in mentre sono già a un punto morto i colloqui per il cessate il fuoco Tel Aviv-Hamas e si aprono anche avvisaglie di un maggior coinvolgimento israeliano in Libano. Coinvolgimento, va detto, totalmente a-strategico. L&#8217;esatta dimostrazione di una <strong>&#8220;dottrina Netanyahu&#8221; </strong>che mira a congelare e procrastinare piuttosto che a risolvere problemi. Mentre a Gaza si continua a morire. E Gantz spera che possa, presto, venire il suo turno.</p>
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