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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Jul 2026 14:52:54 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Mamdani contro Netanyahu: la sfida del sindaco di New York nella città con la più grande comunità ebraica degli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mamdani-contro-netanyahu-la-sfida-del-sindaco-di-new-york-nella-citta-con-la-piu-grande-comunita-ebraica-degli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 14:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La controversia è esplosa dopo che Mamdani ha dichiarato di voler valutare la possibilità di far applicare a New York il mandato della Cpi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mamdani-contro-netanyahu-la-sfida-del-sindaco-di-new-york-nella-citta-con-la-piu-grande-comunita-ebraica-degli-usa.html">Mamdani contro Netanyahu: la sfida del sindaco di New York nella città con la più grande comunità ebraica degli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711145452621_be51d37f8876118bad4b1ea104835648-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La scena è quella più simbolica possibile: <strong>New York</strong>, la città che ospita la più grande comunità ebraica al mondo fuori da Israele, diventa il teatro di uno scontro politico e giuridico che va ben oltre i confini municipali. Da una parte il nuovo sindaco <strong>Zohran Mamdani</strong>, esponente della sinistra progressista americana e primo musulmano alla guida della metropoli; dall’altra il premier israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, destinatario di un mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi) per accuse relative alla guerra di Gaza, respinte dal governo israeliano.</p>



<p>La controversia è esplosa dopo che Mamdani ha dichiarato di voler valutare la possibilità di far applicare a New York il <strong>mandato della Cpi</strong> qualora Netanyahu fosse arrivato in città per partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite prevista a settembre. Dopo una verifica legale, il sindaco ha poi riconosciuto che <strong>la polizia municipale non dispone dell’autorità </strong>per procedere all’arresto di un capo di governo straniero, ma ha mantenuto la sua posizione politica: secondo Mamdani, Netanyahu non dovrebbe essere considerato un ospite gradito nella città.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="in" dir="ltr">Benjamin Netanyahu is a war criminal. <a href="https://t.co/YRezmW6YVx">pic.twitter.com/YRezmW6YVx</a></p>&mdash; Mayor Zohran Kwame Mamdani (@NYCMayor) <a href="https://x.com/NYCMayor/status/2079718073058091261?ref_src=twsrc%5Etfw">July 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La vicenda apre così una delle prime grandi crisi politiche del mandato di Mamdani: come governare una metropoli profondamente pluralista, dove convivono una forte identità ebraica, una crescente comunità musulmana e un dibattito sempre più acceso sul conflitto israelo-palestinese?</p>



<h2 class="wp-block-heading">New York, una città simbolo del rapporto tra Stati Uniti e Israele</h2>



<p>Per comprendere la portata dello scontro bisogna partire dalla particolare posizione di New York nello scacchiere americano. La città non è soltanto il centro finanziario degli Stati Uniti, ma anche uno dei principali luoghi della <strong>diaspora ebraica mondiale</strong>. Quartieri come <strong>Brooklyn</strong>, <strong>Queens</strong> e <strong>Manhattan</strong> ospitano comunità e istituzioni ebraiche storicamente radicate, con una presenza politica e culturale molto influente. Per decenni, il rapporto con Israele è stato una componente rilevante della politica cittadina. Sindaci democratici e repubblicani hanno tradizionalmente mantenuto un rapporto stretto con le organizzazioni ebraiche locali e con il governo israeliano, anche quando all’interno della comunità ebraica americana cresceva il dibattito sulle politiche dei governi israeliani.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.yu.edu/sites/default/files/wp-content/uploads/sites/19/2012/08/NYCInfographic.jpg" alt="" style="aspect-ratio:1.51487826871055;width:664px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>L’ascesa di Mamdani rappresenta però un cambiamento generazionale e politico. Il sindaco ha costruito gran parte del proprio consenso tra <strong>giovani elettori progressisti</strong>, movimenti per la giustizia sociale e gruppi critici verso la gestione israeliana della guerra a Gaza. Durante la campagna elettorale ha sostenuto che criticare le politiche del governo israeliano non equivalga ad antisemitismo, distinguendo tra opposizione al governo Netanyahu e ostilità verso gli ebrei.</p>



<p>Questa posizione ha trovato sostegno in una parte dell’elettorato progressista, ma ha generato forti reazioni negative tra alcuni esponenti della <strong>comunità ebraica newyorkese </strong>e tra organizzazioni che considerano alcune sue dichiarazioni sul conflitto israelo-palestinese problematiche o insufficientemente sensibili rispetto al tema dell’antisemitismo. La sfida per Mamdani è dunque doppia: mantenere la propria linea politica sul Medio Oriente senza alimentare la percezione, tra una parte dei cittadini ebrei, di una delegittimazione delle loro preoccupazioni sulla sicurezza e sull’identità comunitaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso Netanyahu: un conflitto tra diritto internazionale e poteri municipali</h2>



<p>Il nodo centrale dello scontro riguarda il possibile arrivo di Netanyahu a New York in occasione dell’<strong>Assemblea generale Onu</strong>. Il mandato della Corte penale internazionale nei confronti del premier israeliano è uno degli elementi più controversi del panorama diplomatico internazionale. Israele e Stati Uniti non riconoscono la giurisdizione della Cpi in questa materia e Washington ha storicamente contestato il ruolo della Corte nei confronti di cittadini di Paesi non aderenti allo <strong>Statuto di Roma</strong>.</p>



<p>Mamdani ha cercato inizialmente di trasformare la questione in un caso politico: se New York vuole essere una città che difende i principi del diritto internazionale, sosteneva il sindaco, non può accogliere figure accusate di crimini di guerra. Tuttavia, il problema giuridico si è rivelato molto più complesso: <strong>un’amministrazione municipale non controlla la politica estera americana </strong>e non dispone degli strumenti federali necessari per intervenire su un capo di governo straniero.</p>



<p>La successiva correzione di rotta di Mamdani — il riconoscimento dei limiti legali della città — non ha però chiuso lo scontro. Il premier israeliano e i suoi sostenitori hanno accusato il sindaco di utilizzare la vicenda come strumento politico contro Israele, mentre i suoi sostenitori dicono che la questione rappresenti una presa di posizione coerente sui diritti umani. Il confronto assume quindi un valore simbolico: non si tratta soltanto della possibilità concreta di un arresto, ma della battaglia su quale ruolo debba avere una grande città americana nei conflitti internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prova più difficile per Mamdani: governare una città divisa sul Medio Oriente</h2>



<p>Il vero test politico per il sindaco sarà interno. La questione israeliano-palestinese rischia infatti di diventare una delle principali linee di frattura della sua amministrazione. Mamdani deve dimostrare che la sua posizione sulla <strong>guerra di Gaza</strong> può convivere con la <strong>tutela della sicurezza della comunità ebraica newyorkese</strong>, soprattutto in una fase in cui negli Stati Uniti il tema dell’<strong>antisemitismo</strong> è tornato al centro del dibattito pubblico. Il sindaco ha promesso di contrastare l’odio religioso e di proteggere tutti i gruppi della città, sostenendo che la lotta contro l’antisemitismo faccia parte della sua agenda sui diritti civili.</p>



<p>Ma il confronto con Netanyahu ha già mostrato quanto sia fragile l’equilibrio. <strong>Per una parte dei cittadini ebrei, il linguaggio utilizzato dal sindaco rischia di alimentare una delegittimazione dello Stato israeliano;</strong> per i sostenitori di Mamdani, invece, la critica al governo israeliano rappresenta una posizione politica legittima e sempre più diffusa tra giovani democratici e progressisti. La vicenda rivela anche una trasformazione più ampia della politica americana. Per decenni il sostegno a Israele è stato un elemento quasi trasversale nel Partito democratico; oggi quella posizione è sottoposta a una crescente revisione, soprattutto tra le nuove generazioni e nelle grandi aree urbane.</p>



<p><strong>New York diventa così il laboratorio di una nuova fase:</strong> una città dove la politica locale si intreccia con la geopolitica globale, dove il sindaco deve rispondere contemporaneamente ai suoi elettori progressisti, alla comunità ebraica, alle comunità musulmane e al ruolo internazionale che la metropoli ricopre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mamdani-contro-netanyahu-la-sfida-del-sindaco-di-new-york-nella-citta-con-la-piu-grande-comunita-ebraica-degli-usa.html">Mamdani contro Netanyahu: la sfida del sindaco di New York nella città con la più grande comunità ebraica degli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Geopolitica delle protesi: materiali critici e filiere globali del corpo &#8220;ricostruito&#8221;. Ma in Italia&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/geopolitica-delle-protesi-materiali-critici-e-filiere-globali-del-corpo-ricostruito-ma-in-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:32:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[protesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-987065242-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-987065242-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-987065242-612x612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-987065242-612x612-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Le protesi non sono più semplici appendici meccaniche. Sono architetture che incorporano semiconduttori e intelligenza artificiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/geopolitica-delle-protesi-materiali-critici-e-filiere-globali-del-corpo-ricostruito-ma-in-italia.html">Geopolitica delle protesi: materiali critici e filiere globali del corpo &#8220;ricostruito&#8221;. Ma in Italia&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-987065242-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-987065242-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-987065242-612x612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-987065242-612x612-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>La <strong>guerra in Ucraina</strong> ha prodotto oltre centomila amputati tra civili e soldati. È un numero che da solo basta a riaprire una questione rimasta a lungo ai margini dell&#8217;analisi geopolitica: cosa significa ricostruire un corpo quando i materiali, le tecnologie e le competenze necessarie sono dispersi lungo catene di fornitura globali sempre più fragili e contese?</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.gedistatic.it/content/gnn/img/lastampa/2023/06/06/114147224-765b5dcd-9768-4c5a-aca8-22a82ff86f05.jpg?webp" alt="" style="aspect-ratio:1.7813121272365806;width:481px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Le protesi non sono più semplici appendici meccaniche. <strong>Sono architetture complesse che incorporano titanio, polimeri ad alte prestazioni, terre rare, semiconduttori, firmware proprietari e algoritmi di intelligenza artificiale.</strong> Ogni arto artificiale moderno è, in questo senso, un condensato delle stesse tensioni che attraversano l&#8217;industria automobilistica, l&#8217;aerospazio e l&#8217;elettronica di consumo. Con una differenza: qui in gioco c&#8217;è la dignità di camminare, lavorare, abbracciare.</p>



<p>Una protesi moderna è un assemblaggio di materiali ad alte prestazioni. Il <strong>titanio di grado medicale</strong> (Ti-6Al-4V) domina le componenti strutturali per la sua combinazione di leggerezza, resistenza alla corrosione e biocompatibilità. Il <strong>PEEK</strong> (polietere etere chetone), invece, è sempre più utilizzato per impianti e componenti che richiedono proprietà meccaniche vicine all&#8217;osso naturale. Le protesi bioniche più avanzate incorporano inoltre sensori, microcontrollori e attuatori che dipendono da terre rare — neodimio, disprosio, terbio — essenziali per i magneti permanenti dei motori miniaturizzati.</p>



<p>La produzione più avanzata di chip è localizzata in pochissimi Paesi, con una quota schiacciante della capacità manifatturiera sotto i dieci nanometri concentrata in Asia orientale — <strong>Taiwan e Corea</strong> del Sud in particolare. Per le protesi bioniche questo significa dipendere da una filiera che non ha alcun interesse specifico nel settore medico. I microcontrollori che elaborano i segnali mioelettrici, i chip che gestiscono il feedback sensoriale, i moduli di comunicazione che permettono la calibrazione remota: tutti questi componenti sono progettati per mercati di massa (smartphone, automotive) e adattati all&#8217;uso medicale.</p>



<p>Quando la capacità produttiva si restringe, la sanità rischia di essere servita per ultima. È la stessa logica che ha colpito l&#8217;industria automobilistica durante la <strong>crisi dei chip del 2021-2022</strong>, ma applicata a un settore dove l&#8217;attesa non significa ritardo nella consegna di un&#8217;auto, bensì mesi di immobilità per una persona amputata.</p>



<p>La storia delle protesi è una storia di materiali. Dopo la Seconda guerra mondiale, l&#8217;Europa e il mondo si ritrovarono con milioni di corpi mutilati. Le prime protesi del dopoguerra erano oggetti meccanici: pesanti, rigidi, funzionali quanto basta per camminare o afferrare. Nulla che potesse dialogare con il sistema nervoso. Il salto concettuale arriva più tardi, quando l&#8217;elettronica comincia a entrare nella carne. Negli anni Sessanta e Settanta la robotica muove i primi passi; poi, con l&#8217;avvento dei microprocessori, tutto accelera. Non si tratta più soltanto di sostituire un arto, ma di integrarlo con il corpo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.valigiablu.it/wp-content/uploads/2025/12/Protesi-a-Kyiv_MCOP_braccio-bionico-1.png" alt="" style="width:479px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Oggi le <strong>protesi stampate in 3D</strong> rappresentano la frontiera più dinamica del settore. Il mercato globale delle protesi stampate in 3D è stimato a 2,99 miliardi di dollari nel 2026, con una crescita prevista fino a 4,18 miliardi entro il 2031 (CAGR del 6,92%). Il vero potenziale geopolitico della stampa 3D sta nella sua capacità di <strong>decentralizzare la produzione</strong>. Gli arti mioelettrici tradizionali costano tra 9.000 e 40.000 dollari; le controparti stampate possono arrivare a circa 440 dollari — una riduzione dei prezzi di ingresso del 95%. mordorintelligence.it</p>



<p>A Napoli, un progetto nato dall&#8217;incontro tra l&#8217;associazione Dateci le Ali e <a href="https://www.facebook.com/watch/?v=1226821896226507">Ortopedia Meridionale </a>ha sviluppato un sistema per portare la costruzione delle protesi direttamente dove servono: frutto di un accordo realizzato a Napoli tra l&#8217;Associazione &#8216;Dateci le Ali&#8217;, fondata nel 2022 nel capoluogo campano, presieduta da <strong>Tetyana Onyskiv-Genovese</strong>, e il dottor <strong>Salvio Zungri,</strong> responsabile della Ortopedia Meridionale e della 3DR. Gli step sono i seguenti: rilievo 3D con scanner a luce strutturata direttamente in Ucraina; invio del file alla sede dell&#8217;azienda a Napoli; elaborazione digitale e modellazione biomeccanica; trasferimento del file al tecnico locale ucraino, dove le protesi vengono stampate in 3D e assemblate; montaggio e consegna al paziente in loco, senza bisogno di ulteriori adattamenti o viaggi.</p>



<p>Questo modello rappresenta una forma di resilienza dal basso: riduce la dipendenza da filiere globali complesse, accorcia i tempi di consegna da settimane a ore, e permette la personalizzazione senza richiedere infrastrutture ospedaliere avanzate.</p>



<p>La stampa 3D non risolve tutte le dipendenze. I materiali avanzati — titanio in polvere, PEEK di grado implantare — hanno costi elevati e richiedono sistemi di produzione specializzati. Le stampanti a sinterizzazione laser diretta dei metalli (DMLS) superano i 500.000 dollari. Inoltre, le componenti elettroniche delle protesi bioniche — sensori, microcontrollori, batterie — continuano a dipendere da filiere concentrate. Un invaso stampato localmente può essere assemblato con un sistema di controllo che incorpora chip taiwanesi, magneti cinesi e batterie coreane.</p>



<p>Le protesi più avanzate utilizzano reti neurali per classificare i segnali elettromiografici (EMG) dell&#8217;avambraccio. <strong>I sistemi attuali raggiungono una precisione del 78,67% nel riconoscimento dei gesti</strong> e rispondono entro 80 millisecondi. La progettazione generativa guidata dall&#8217;intelligenza artificiale permette di creare strutture interne — giroidi e reticoli — che preservano i percorsi di carico riducendo la massa. Gli algoritmi di ottimizzazione topologica imparano da archivi di scansioni anonimizzate, aumentando i tassi di adattamento al primo tentativo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.quotidianopiemontese.it/wp-content/uploads/2023/06/PAS07196.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>La funzionalità clinica di un arto bionico può dipendere da una patch software, da una licenza o dalla disponibilità di un ricambio certificato. Gran parte dei dispositivi medici avanzati funziona grazie a firmware proprietari, aggiornabili solo dai produttori e spesso vincolati a contratti di manutenzione. Anche in assenza di qualsiasi intenzione coercitiva, l&#8217;effetto è chiaro: l&#8217;accesso alla cura viene mediato da un&#8217;infrastruttura tecnica e contrattuale che può diventare un collo di bottiglia. Nel caso estremo, un aggiornamento che non arriva, un supporto che termina, un componente che non può essere sostituito perché non riconosciuto dal sistema possono trasformare un arto funzionante in un oggetto inerte.</p>



<p>L&#8217;Unione Europea ha iniziato a classificare la sanità come infrastruttura critica, al pari dell&#8217;energia e delle telecomunicazioni. Questo cambiamento concettuale ha implicazioni dirette: se un ospedale è un&#8217;infrastruttura critica, lo è anche la filiera tecnologica che lo rende operativo. Il <strong>Critical Medicines Act</strong> e le strategie europee sui semiconduttori non nascono per la sanità, ma finiscono per avere un impatto diretto sulla sua resilienza. Ridurre la dipendenza da poche fabbriche, diversificare le catene di approvvigionamento e rafforzare la capacità produttiva regionale significa, indirettamente, ridurre il rischio che reparti ospedalieri — o centri di riabilitazione — restino fermi per mancanza di componenti.</p>



<p>Il gap tra ambizione strategica e capacità effettiva resta però significativo. Gli shock geopolitici si manifestano con una rapidità che supera i tempi di implementazione delle politiche industriali.</p>



<p>Reti come <strong><a href="https://www.instagram.com/enablebrasil/">e-NABLE Brasil</a></strong> gestiscono decine di stampanti e consegnano arti in più stati, dimostrando che un modello di produzione distribuita può funzionare. I siti della comunità caricano file open source che i produttori locali rielaborano in base alle esigenze culturali e anatomiche specifiche.</p>



<p>Questo approccio riduce le liste d&#8217;attesa e amplia il bacino di utenti, ma solleva questioni di qualità, certificazione e responsabilità. La ISO 13485:2016 e i requisiti MDR europei aumentano i carichi di documentazione e i costi di convalida — barriere significative per i laboratori di piccole dimensioni e i progetti comunitari. I costi delle protesi bioniche avanzate restano elevati. Le assicurazioni non sempre coprono le versioni più sofisticate, e nei Paesi a basso reddito l&#8217;innovazione rimane spesso un miraggio.</p>



<p>Queste esperienze suggeriscono che la resilienza protesica non richiede necessariamente l&#8217;autosufficienza totale, ma la costruzione di nodi locali capaci di operare anche quando le filiere globali si interrompono.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/geopolitica-delle-protesi-materiali-critici-e-filiere-globali-del-corpo-ricostruito-ma-in-italia.html">Geopolitica delle protesi: materiali critici e filiere globali del corpo &#8220;ricostruito&#8221;. Ma in Italia&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gaza, la tregua è solo sulla carta: Israele bombarda, 420 morti dal cessate il fuoco</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-una-tregua-che-rimane-solo-sulla-carta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 12:36:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da quando a Gaza è entrato in vigore il cessate il fuoco il 10 ottobre scorso, sono morti almeno 420 palestinesi. La cifra è quella resa pubblica dalle autorità della Striscia, controllate da Hamas e su cui dunque pesa una possibile parzialità. Tuttavia, i raid e i bombardamenti degli ultimi giorni sono oggettivamente riscontrabili. Al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-una-tregua-che-rimane-solo-sulla-carta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da quando a Gaza è entrato in vigore<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-roadmap-della-pace-ostaggi-liberi-in-pochi-giorni-israele-lascera-un-terzo-della-striscia-di-gaza-e-pizzaballa-e-onu-approvano.html"> il cessate il fuoco il 10 ottobre scorso</a>, sono morti almeno<strong> 420 palestinesi</strong>. La cifra è quella resa pubblica dalle autorità della Striscia, controllate da Hamas e su cui dunque pesa una possibile parzialità. Tuttavia, i raid e i bombardamenti degli ultimi giorni sono oggettivamente riscontrabili. Al pari del fatto che ogni incursione fa inevitabilmente aumentare il conteggio delle vittime. Al di là dei dati quindi, <strong>sotto il profilo strettamente politico è da registrare che la tregua a Gaza è solo sulla carta</strong>. Non si sta più assistendo ad azioni di largo raggio, ma al tempo stesso non si sta nemmeno osservando l&#8217;esistenza di un vero cessate il fuoco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I raid delle ultime ore </h2>



<p>Esattamente come accadeva prima della firma dell&#8217;accordo di ottobre,<strong> è la parte settentrionale della Striscia a essere particolarmente nel mirino</strong>. Diversi raid negli ultimi giorni hanno riguardato il quartiere dell&#8217;ospedale indonesiano, non lontano da<strong> Gaza City.</strong> Sono stati sparati ordigni dal cielo, con il ronzio dei droni descritto come incessante sui social, così come anche dal mare. L&#8217;area settentrionale della Striscia, è quella che poco prima della tregua ha dato i maggiori grattacapi all&#8217;esercito israeliano: è qui che si nascondono i miliziani di Hamas ed è sempre qui, tra i tunnel sotterranei e i pochi vicoli privi di macerie, che le cellule ricollegabili al movimento islamista provano a riorganizzarsi. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">🚨 ÚLTIMA HORA: La Fuerza Aérea Israelí acaba de lanzar un fuerte bombardeo en Khan Yunis, Gaza.<br><br>Hay 4 terroristas eliminados. <a href="https://t.co/KBohc8G6Fx">pic.twitter.com/KBohc8G6Fx</a></p>&mdash; Isaac (@isaacrrr7) <a href="https://twitter.com/isaacrrr7/status/2008178301433761974?ref_src=twsrc%5Etfw">January 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Per questo, oltre ai bombardamenti, <strong>l&#8217;Idf stessa ha ammesso di aver oltrepassato con i blindati in più di un&#8217;occasione la famosa linea gialla</strong>. Ossia, il tratto di penna sulla mappa che sul campo corrisponde al confine tra le aree controllate da Hamas e quelle dove è ancora presente l&#8217;occupazione dell&#8217;Idf. Oltre che nel nord della Striscia, <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/israeli-forces-kill-three-palestinians-gaza-local-authorities-say-2026-01-04/">nelle ultime 24 ore i raid hanno riguardato anche Khan Younis</a>: qui una bimba di 5 anni, ospitata all&#8217;interno di una tenda per i profughi, rappresenta l&#8217;ultima vittima civile palestinese accertata.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché si parla ancora di tregua</h2>



<p>Ovviamente, come sempre capita in queste occasioni, si assiste a un certo <strong>rimpallo delle responsabilità</strong>. Hamas ha accusato Israele di aver ripetutamente violato la tregua e, anzi, di non averla mai rispettata già dal primo giorno. Dal canto suo, il governo di Tel Aviv ha puntato il dito contro il movimento islamista. Secondo le autorità israeliane, più volte Hamas nel pieno del cessate il fuoco avrebbe volutamente oltrepassato la linea gialla e non avrebbe mai smesso di pianificare attacchi contro i soldati israeliani ancora presenti. </p>



<p>Ad ogni modo,<strong> appare chiaro come a Gaza non si possa parlare di cessazione delle ostilità.</strong> I combattimenti continuano e il numero delle vittime sale. Tuttavia, dichiarare ufficialmente finita la tregua provocherebbe conseguenze ancora più gravi. In primis,<strong> ci sarebbe il rischio di una ripresa delle azioni israeliane su larga scala</strong>. Con lo spettro quindi di <strong>veder peggiorare ulteriormente la già grave crisi umanitaria</strong>. In secondo luogo, c&#8217;è un punto politico non certo marginale: Trump da un lato e i Paesi arabi dall&#8217;altro, hanno fatto da garanti dell&#8217;accordo. Se si dovesse ammettere che a Gaza l&#8217;accordo non regge, <strong>i garanti uscirebbero politicamente ridimensionati.</strong> E, soprattutto, andrebbero incontro a forti critiche. Circostanza che negli Stati Uniti il presidente Trump, nel pieno dell&#8217;anno che porterà al voto di medio termine, vorrebbe evitare. </p>



<p> </p>
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		<title>Gaza: Israele vieta ai palestinesi anche il mare</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-israele-vieta-ai-palestinesi-anche-il-mare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 16:54:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1038" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza: Israele vieta ai palestinesi anche il mare" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1-600x324.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1-1024x554.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1-768x415.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1-1536x830.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mare non rappresentava solo un sollievo, anche una necessità, infatti "in assenza di sistemi igienico-sanitari funzionanti, diverse famiglie erano costrette a usare il mare per fare il bagno e lavarsi. Altre vi facevano affidamento per integrare le scarse scorte alimentari. Ora anche questa opzione è scomparsa".</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1038" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza: Israele vieta ai palestinesi anche il mare" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1-600x324.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1-1024x554.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1-768x415.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/GAZA-MARE-1-1536x830.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una nuova ordinanza vieta ai residenti di Gaza di avvicinarsi al mare. Un divieto, in realtà, già stabilito agli inizi dell&#8217;invasione israeliana, ma che finora non era stato applicato se non ai pescatori, mentre stavolta sarà applicato in maniera draconiana ed estensiva. Così il portavoce dell&#8217;IDF&nbsp;Avichay Adraee su X: &nbsp;&#8220;Questo è un appello a pescatori, bagnanti e subacquei: astenetevi dall&#8217;entrare in mare. Entrare in spiaggia e nelle acque lungo tutta la Striscia di Gaza mette a rischio la vostra vita&#8221;.</p>



<p>Non sono stati forniti &#8220;dettagli sulla durata del divieto o sulle specifiche preoccupazioni di sicurezza che lo giustificano, né sul perché le IDF lo stiano ribadendo&#8221;, scrive Nagham Zbeedat su <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-07-13/ty-article/.premium/are-they-going-to-ban-the-air-next-idf-reiterates-ban-on-gazans-entering-the-sea/00000198-0473-dd18-a7dd-0dff4d050000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, evitando di ribadire l&#8217;ovvio, cioè che da decenni Israele abusa dell&#8217;arbitrarietà fondata sulla forza.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-07-13/ty-article/.premium/are-they-going-to-ban-the-air-next-idf-reiterates-ban-on-gazans-entering-the-sea/00000198-0473-dd18-a7dd-0dff4d050000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-HAARETZ-copia-2-1024x288.jpg" alt="IDF Reiterates Ban on Gazans Entering the Sea, a Final Source of Relief for Many Palestinians" class="wp-image-77322"/></a></figure>



<p>Per molti abitanti Gaza il mare &#8220;rappresentava una delle ultime oasi di sollievo dalla guerra, che si trattasse di rinfrescarsi, fare il bagno o pescare. Con le temperature sempre elevate e la rete di acqua potabile <a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/2025-06-21/ty-article/children-will-die-of-thirst-un-warns-of-water-shortage-as-israel-kills-44-in-gaza/00000197-9006-df86-a9f7-9206e8d40000">per lo più non operativa</a>, la chiusura del litorale di Gaza ha suscitato profonda frustrazione e disperazione&#8221;.</p>



<p>Il mare non rappresentava solo un sollievo, anche una necessità, infatti &#8220;in assenza di sistemi igienico-sanitari funzionanti, diverse famiglie erano costrette a usare il mare per fare il bagno e lavarsi. Altre vi facevano affidamento per integrare le scarse scorte alimentari. Ora anche questa opzione è scomparsa&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/2025-06-21/ty-article/children-will-die-of-thirst-un-warns-of-water-shortage-as-israel-kills-44-in-gaza/00000197-9006-df86-a9f7-9206e8d40000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-HAARETZ-16-1024x332.jpg" alt="Children Will Die of Thirst' | UN Warns of Water Shortage; Reports: Israeli Forces Kill 202 in Gaza in Last 48 Hours" class="wp-image-77324"/></a></figure>



<p>Quanto ai pescatori, Zbeedat ricorda come prima della guerra se ne contavano &nbsp;&#8220;più di <a href="https://www.fao.org/newsroom/detail/reviving-gaza-s-fishing-sector-hinges-on-restoring-peace-and-safe-access-to-the-sea/en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">6.000&#8243;,</a> &#8220;4.200&#8221; dei quali &#8220;regolarmente registrati&#8221;. Un&#8217;attività cessata perché tentare di violare il divieto era più che rischioso; infatti, &#8220;secondo <a href="https://www.un.org/unispal/wp-content/uploads/2025/06/OPT-Protection-Cluster_Building-to-Starvation-Systematic-Attacks-on-Fishing-in-Gaza.pdf">le Nazioni Unite,</a> più di 210 pescatori sono stati uccisi dalle IDF dall&#8217;inizio della guerra&#8221;.</p>



<p>Rajaa Qudeih, 31 anni e madre di due figli, ha detto alla cronista di Haaretz: &#8220;Siamo accampati in riva al mare. Dove altro potremmo andare? La prossima volta ci proibiranno l&#8217;aria?&#8221;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.un.org/unispal/wp-content/uploads/2025/06/OPT-Protection-Cluster_Building-to-Starvation-Systematic-Attacks-on-Fishing-in-Gaza.pdf"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-ONU-1024x648.jpg" alt="" class="wp-image-77325"/></a></figure>



<p>Non possono farlo solo perché tecnicamente impossibile, ma anche questa a Gaza è ormai diventata tossica &#8220;perché le bombe israeliane disperdono nell&#8217;aria quantità sempre maggiori di sostanze chimiche, che si mescolano alla polvere dei colossali cumuli di macerie sparsi in tutta Gaza&#8221;, come riportava Rabia Ali su <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/gaza-s-toxic-air-a-death-sentence-for-trapped-palestinians-warn-experts/3326785" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anadolu</a>.</p>



<p>Tale situazione, che già durante il genocidio in corso sta causando ai palestinesi diffusi &#8220;problemi respiratori&#8221;, avrà conseguenze ben più gravi sulla loro salute col passar degli anni. Morti indirette, si chiamano in termine tecnico.</p>



<p>Inutile specificare che il divieto di accesso al mare incrementerà di molto le <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40556013/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">patologie</a> già più che diffuse tra la popolazione, il cui dilagare è favorito dalle restrizione alimentari imposte dagli occupanti.</p>



<p>Sull&#8217;esito di tali restrizioni, il report della <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.emro.who.int/ar/pdf/opt/news/lethal-combination-of-hunger-and-disease-to-lead-to-more-deaths-in-gaza.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">World Health Organization:</a> &#8220;Il 93% della popolazione di Gaza sta affrontando livelli di fame critici a causa dell&#8217;insufficiente quantità di cibo, nonché una diffusa malnutrizione&#8221;.</p>



<p>Un flagello che colpisce anche, e anzitutto, i bambini: &#8220;Il numero di bambini malnutriti nella Striscia di Gaza sta aumentando a un ritmo allarmante: solo nel mese di maggio 5.119 bambini, di età compresa tra 6 mesi e 5 anni, sono stati ricoverati per malnutrizione acuta&#8221;, ha allarmato <a href="https://www.unicef.org/press-releases/more-5000-children-diagnosed-malnutrition-gaza-strip-may" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;Unicef</a>.</p>



<p>&#8220;In soli 150 giorni, dall&#8217;inizio dell&#8217;anno alla fine di maggio, 16.736 bambini – una media di 112 al giorno – sono stati ricoverati per malnutrizione&#8221;, ha dichiarato Edouard Beigbeder, responsabile dell&#8217;Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa; e già <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/6/29/at-least-66-children-dead-of-malnutrition-in-gaza-as-israel-tightens-siege" target="_blank" rel="noreferrer noopener">66 bambini sono morti per fame,</a> questo almeno il numero accertato che è sicuramente sottostimato.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/6/29/at-least-66-children-dead-of-malnutrition-in-gaza-as-israel-tightens-siege"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-ALJAZEERA-1-1024x323.jpg" alt="At least 66 children dead of malnutrition in Gaza amid Israel’s war" class="wp-image-77330"/></a></figure>



<p>Non c&#8217;è fine agli orrori di Gaza, che al contrario di quanto avvenuto per i genocidi pregressi, sono consumati in mondovisione, soprattutto tramite il web. Come gli orrori che si consumano nelle carceri israeliane, dove i detenuti palestinesi, &#8220;migliaia&#8221; dei quali imprigionati senza processo, sono vittime di &#8220;torture, fame, privazione di cure mediche e violenza&#8221;.</p>



<p>Ne ha scritto Gideon Levy, sempre su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2025-07-06/ty-article-opinion/.premium/all-hostages-israeli-and-palestinian-must-be-released-from-captivity/00000197-db80-d2cb-a79f-ffab83e90000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, a commento di diverse inchieste giornalistiche che hanno documentato questa diffusa brutalità. Un articolo nel quale ricorda come già 73 di essi sono deceduti durante la detenzione, dato che ha commentato scrivendo che &#8220;il numero dei morti nelle prigioni di Hamas non si avvicina minimamente a questo&#8221;.</p>



<p>Quindi, dopo aver accennato a come alcuni anni fa le prigioni israeliane fossero meno disumane, il commento tranchant: &#8220;Non sono solo le condizioni a essere peggiorate in modo irriconoscibile da allora. È accaduta un&#8217;altra cosa eclatante: allora Israele si vergognava degli abusi e cercava di nasconderli. Ora Israele è orgoglioso del suo sadismo e lo mostra a tutti, anche nelle vergognose visite in carcere dei corrispondenti della televisione israeliana. Il sadismo nei confronti dei palestinesi è diventato parte integrante delle pubbliche relazioni. Porta persino voti alle elezioni&#8221;.</p>



<p>L&#8217;accenno al sadismo non può essere limitato alle mura carcerarie: il divieto di avvicinarsi al mare, ad esempio, non rispondendo ad alcuna logica militare, non può che essere inquadrato come tale. Solo un esempio tra i tanti che si possono fare, come, tra gli altri, l&#8217;uccisione dei palestinesi che cercano disperatamente di procacciarsi il cibo ai centri di aiuto: da fine maggio <a href="https://www.theguardian.com/world/2025/jul/11/killed-gaza-food-hubs-aid-convoy-routes-since-end-may-un" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quasi 800 dettaglia l&#8217;Onu</a>.</p>



<p>Un orrore che ha visto la variante dei <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c0rvxjnvv71o" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sei bimbi uccisi sabato scorso</a>, insieme a quattro adulti, mentre cercavano di accedere all&#8217;acqua, vittime che vanno a sommarsi alle tante uccise quotidianamente: nello stesso giorno, ad esempio, <a href="https://news.antiwar.com/2025/07/13/israeli-attacks-kill-134-in-gaza-over-24-hours/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">altre 120.</a></p>



<p>L&#8217;eliminazione di Hamas, obiettivo dichiarato dal governo, non c&#8217;entra nulla con questo mattatoio, come dimostra ad esempio un editoriale di <a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2025-07-13/ty-article-opinion/.premium/the-idfs-payment-model-exposes-the-true-aim-of-the-systematic-gaza-demolitions/00000198-000d-d947-a7f8-c43f77f50000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a> che denuncia come le demolizioni massive degli edifici di Gaza, appaltate a ditte private che vi lucrano non poco, servano a &#8220;rendere Gaza inabitabile per gli anni a venire&#8221;; tali demolizioni, commenta Haaretz, hanno &#8220;lo scopo di garantire che i palestinesi di Gaza non abbiano più un posto dove tornare, come parte di un piano di trasferimento o di espulsione della popolazione&#8221;.</p>



<p>Quanto alla sospirata tregua, che l&#8217;amministrazione Trump continua ad <a href="https://www.timesofisrael.com/trump-hopes-for-gaza-deal-within-a-week-as-sources-allege-netanyahu-stalling/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">annunciare come prossima</a>, tante e contraddittorie le notizie. Tra queste la denuncia dell&#8217;ennesima <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog-july-13-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tergiversazione</a> da parte di Netanyahu e l&#8217;indiscrezione sulla promessa, sempre di quest&#8217;ultimo, fatta a Bezalel Smotrich (leader del principale partito ultraortodosso che sostiene il suo governo) che <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/netanyahu-said-to-promise-smotrich-return-to-war-after-gaza-truce-to-quell-coalition-threats/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricomincerà la guerra </a>dopo la tregua di 60 giorni che sta negoziando con Hamas, una volta che gli ostaggi israeliani saranno liberati.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/trump-hopes-for-gaza-deal-within-a-week-as-sources-allege-netanyahu-stalling/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A5-TOI-4-1024x423.jpg" alt="Trump hopes for Gaza deal within a week, as sources allege Netanyahu stalling" class="wp-image-77331"/></a></figure>



<p>Dal momento che Hamas resta irremovibile sulla richiesta che la tregua temporale apra necessariamente i negoziati per un cessate il fuoco permanente, si comprende, oltre alla ben nota doppiezza di Netanyahu, anche la portata esplosiva della rivelazione.</p>



<p>A margine, a proposito di mare e di martirio, il divieto marino imposto agli abitanti di Gaza ci ha fatto tornare alla memoria, per qualche strana associazione, la scena finale di un film su <a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2025-02/salvo-dacquisto-venerabile-marciano-ordinariato-militare-decreti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Salvo d&#8217;Acquisto</a>, quando, prima di essere fucilato dai nazisti, ai quali si era offerto come vittima in cambio della vita di 20 ostaggi, un&#8217;amica gli <a href="https://www.youtube.com/watch?v=BzWvqykbFd4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">grida da lontano</a>: &#8220;Salvo, guarda o mare, che te ne fotte do mundo!&#8221;&#8230; Tale il conforto minimale negato ai palestinesi.</p>



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		<title>7 ottobre, la Commissione indipendente svela le colpe di Netanyahu: &#8220;Non ha protetto i civili&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-la-commissione-indipendente-svela-le-colpe-di-netanyahu-non-ha-protetto-i-civili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 15:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240404113758880_72bf6d3b1b01afa714a3c07f03785249.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240404113758880_72bf6d3b1b01afa714a3c07f03785249.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240404113758880_72bf6d3b1b01afa714a3c07f03785249-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240404113758880_72bf6d3b1b01afa714a3c07f03785249-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240404113758880_72bf6d3b1b01afa714a3c07f03785249-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240404113758880_72bf6d3b1b01afa714a3c07f03785249-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Benjamin Netanyahu sapeva. Sapeva e non ha agito. O, ancora peggio, non ha voluto agire. In poche parole, ha fallito nella sua missione primaria: &#8220;proteggere i cittadini israeliani&#8220;. Cade come un macigno il rapporto della Civilian Commission of Inquiry into October 7, la task force indipendente guidata dal giudice Varda Alsheikh che ha riunito esponenti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-la-commissione-indipendente-svela-le-colpe-di-netanyahu-non-ha-protetto-i-civili.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240404113758880_72bf6d3b1b01afa714a3c07f03785249.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240404113758880_72bf6d3b1b01afa714a3c07f03785249.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240404113758880_72bf6d3b1b01afa714a3c07f03785249-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240404113758880_72bf6d3b1b01afa714a3c07f03785249-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240404113758880_72bf6d3b1b01afa714a3c07f03785249-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240404113758880_72bf6d3b1b01afa714a3c07f03785249-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Benjamin Netanyahu sapeva. Sapeva e non ha agito. O, ancora peggio, non ha <strong>voluto agire</strong>. In poche parole, ha fallito nella sua missione primaria: &#8220;<strong>proteggere i cittadini israeliani</strong>&#8220;. Cade come un macigno il rapporto della Civilian Commission of Inquiry into October 7, la <strong>task force indipendente</strong> guidata dal giudice Varda Alsheikh che ha riunito esponenti dell&#8217;accademia e della società civile israeliana per studiare cosa ha portato ai massacri di Hamas del <strong>7 ottobre 2023</strong>. Il giudizio è durissimo: i leader di Tel Aviv &#8220;hanno fallito nella loro missione primaria di proteggere i cittadini di Israele&#8221;. E non finisce qui. Netanyahu ha ricevuto &#8220;ripetuti avvertimenti&#8221; circa la pericolosità di Hamas, che quel giorno in un&#8217;incursione massacrò 1.200 persone, per la maggior parte civili.</p>



<p>Il rapporto non ha valenza di documento ufficiale, ma sicuramente pesa come un macigno, in quanto promosso dopo quattro mesi di ricerche e centinaia di audizioni. Scrivono gli autori del rapporto che in vista del 7 ottobre 2023 e dopo l&#8217;attacco &#8220;l&#8217;arroganza e la mancanza di volontà di ascoltare hanno portato anche all&#8217;impreparazione di vari ministeri governativi e sistemi pubblici, ritardando la risposta ai residenti assediati e in <strong>seguito agli sfollati dal sud e dal nord</strong> . Questi fallimenti sono continuati per settimane dopo il 7 ottobre&#8221;, riporta il documento. Il governo è accusato di &#8220;arroganza&#8221; assieme a diversi vertici<a href="https://x.com/Lazar_Berman/status/1861403728504352876"> dell&#8217;<strong>Israel Defense Force</strong></a> che &#8220;non era preparata stata per la massiccia invasione dei terroristi di Hamas in Israele, anche se il loro piano era noto&#8221; da tempo dall&#8217;intelligence militare. </p>



<p>&#8220;L&#8217;arroganza e la cecità intrinseca&#8221; della politica, affondano i relatori, &#8220;hanno anche portato la classe dirigente&#8221; a usare i militanti sunniti come leve per spaccare la Palestina in due. Netanyahu, ne ha <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-netanyahu-ha-finanziato-hamas-per-affondare-i-due-stati.html">scritto su queste colonne di recente Claudia Carpinella</a>, è accusato di aver speso soldi pubblici per &#8220;continuare a rafforzare Hamas trasferendo fondi ed evitando di prendere iniziative offensive di fronte alle minacce, il tutto mentre idealizzava la realtà e cercava di <strong>comprare la tranquillità della sicurezza con i soldi&#8221;.</strong> Un atteggiamento di cui è accusata l&#8217;intera classe politica israeliana, ivi compresi gli altri ex premier degli ultimi quindici anni, Yair Lapid e Naftali Bennett.</p>



<p>Ci troviamo, in quest&#8217;ottica, nell&#8217;amara condizione di quando si è costretti a riportare che sì, <strong>lo avevamo detto</strong>. Su queste colonne abbiamo più volte parlato dei dilemmi sui <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-ha-la-sua-guerra-lassist-di-hamas-dopo-le-provocazioni.html">&#8220;buchi&#8221; securitari del 7 ottobre, citato già a caldo</a>, quando ancora Hamas sciamava in Israele, che questa guerra sarebbe stata la guerra di Netanyahu, che non reggeva<a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/roberto-iannuzzi-israele-e-il-7-ottobre-troppi-punti-oscuri.html"> l&#8217;idea dell&#8217;attacco <strong>inaspettato capace di bucare il confine tra Israele e la Striscia</strong>.</a> Abbiamo sottolineato i dubbi sulla volontà di scaricare colpe politiche <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-enigmatiche-dimissioni-del-capo-dellintelligence-militare-israeliana.html">sull&#8217;<strong>intelligence militare</strong> da parte di Netanyahu</a>, il <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/7-ottobre-un-anno-dopo-dalla-disfatta-con-hamas-allattacco-a-hezbollah-la-guerra-delle-spie-di-israele.html"><strong><em>divide et impera</em> </strong>tra i servizi segreti, l&#8217;assenza di un piano</a> per il futuro. In questa guerra Netanyahu ha accusato il mondo intero di sostenere Hamas: ha fatto<a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-il-trattato-onu-firmato-anche-da-israele-spiega-perche-si-puo-parlare-di-genocidio-dei-palestinesi.html"> <strong>carta straccia del diritto internazionale,</strong> attaccato a testa bassa l&#8217;Onu</a> e l&#8217;Unrwa, col suo governo ha usato strumentalmente le <strong>accuse di antisemitismo</strong> a fini politici, da ultimo ha calpestato pure la <strong>libera stampa</strong>. Ma alla fine poteva, in sostanza, accusare solo sé stesso.</p>



<p>Che succede ora? La mossa è un duro colpo politico per Netanyahu. Il quale starebbe, secondo il <em>Times of Israel</em>, provando a <strong>correre ai ripari</strong>: &#8220;Netanyahu sta tentando di promuovere una legge che vieterà l&#8217;istituzione di una commissione statale d&#8217;inchiesta sull&#8217;attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre&#8221;, scriveva cinque giorni fa<a href="https://www.timesofisrael.com/report-netanyahu-looking-to-ban-formation-of-state-committee-of-inquiry-into-oct-7/"> la testata israeliana.</a> Aggiungendo che &#8220;la legislazione consentirà invece l&#8217;istituzione di una commissione politica d&#8217;inchiesta, che sarebbe presieduta da un legislatore della coalizione e da un legislatore dell&#8217;opposizione. Anche alti funzionari della sicurezza presteranno servizio nel comitato&#8221;, <strong>annacquando a favore dell&#8217;estrema destra di governo ogni eventuale ricerca in materia.</strong> Dopo la sentenza della <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cpi-contro-netanyahu-cosa-significa-davvero-per-israele.html">Corte Penale Internazionale</a> che l&#8217;ha dichiarato ricercato per crimini di guerra e dopo le accuse sul possibile <strong>genocidio a Gaza</strong>, Bibi è in fuga dalla possibilità di un&#8217;inchiesta interna. E mentre la guerra a Gaza continua, e in Libano si cerca una via d&#8217;uscita dal conflitto con Hezbollah con un fragile cessate il fuoco, gli oppositori soffiano sul fuoco delle critiche a Netanyahu per il &#8220;collasso della sicurezza&#8221;, questo dice il report, che la sua amministrazione ha consentito. <strong>Di cui il Medio Oriente paga ancora le conseguenze.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-la-commissione-indipendente-svela-le-colpe-di-netanyahu-non-ha-protetto-i-civili.html">7 ottobre, la Commissione indipendente svela le colpe di Netanyahu: &#8220;Non ha protetto i civili&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Erdogan contro Netanyahu: la Turchia rompe i rapporti diplomatici con Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/erdogan-contro-netanyahu-la-turchia-rompe-i-rapporti-diplomatici-con-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Nov 2024 16:11:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Turchia ha rotto le relazioni diplomatiche con Israele. Di fatto, se non de jure, non c&#8217;è più alcun contatto tra Ankara e Tel Aviv. E nonostante le smentite e anche un generale silenzio mediatico occidentale, il &#8220;Paese ponte&#8221; dell&#8217;Eurasia, membro del G20, candidato ai Brics e soprattutto parte integrante della Nato ha annunciato di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-contro-netanyahu-la-turchia-rompe-i-rapporti-diplomatici-con-israele.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-contro-netanyahu-la-turchia-rompe-i-rapporti-diplomatici-con-israele.html">Erdogan contro Netanyahu: la Turchia rompe i rapporti diplomatici con Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241116192156192_dfd9b3914bac59af949a7ede69e8d727-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Turchia</strong> ha rotto le relazioni diplomatiche con <strong>Israele</strong>. Di fatto, se non <em>de jure</em>, non c&#8217;è più alcun contatto tra Ankara e Tel Aviv. E nonostante le smentite e anche un generale silenzio mediatico occidentale, il &#8220;Paese ponte&#8221; dell&#8217;Eurasia, membro del G20, candidato ai Brics e soprattutto parte integrante della Nato ha annunciato di non voler più confrontarsi diplomaticamente con Israele per la strage di Gaza. </p>



<p>Tutti i maggiori media mediorientali nei giorni scorsi hanno riportato la notizia che <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> avesse optato per una rottura formale dei rapporti diplomatici con Tel Aviv. L&#8217;agenzia <em>Anadolu</em> ha battuto il 14 novembre la notizia che il presidente ha dichiarato: &#8220;abbiamo deciso di interrompere i rapporti diplomatici con Israele e attualmente non abbiamo relazioni con loro&#8221;.<a href="https://www.jns.org/israel-denies-erdogan-claim-of-end-to-diplomatic-relations/"> In una nota il ministero</a> degli Esteri di Tel Aviv ha replicato che &#8220;non è a conoscenza di un cambiamento nello stato delle relazioni con la Turchia&#8221;.</p>



<p>Una smentita formale, che fa riferimento al fatto che gli ambasciatori sono ancora al lavoro nelle rispettive legazioni, ma che sembra esser superata dalla realtà sul terreno. All&#8217;ombra della <strong>caotica guerra mediorientale</strong> il confine tra forma e sostanza è sottile. Per Tel Aviv la Turchia è tornata a essere, a partire dal 7 ottobre 2023, un rivale e un Paese da guardare con sospetto per la sintonia tra l&#8217;Akp, il partito di Erdogan, e Hamas in nome della comune aderenza alla Fratellanza Musulmana e alla volontà del Sultano di Ankara di <strong>giocare da attore di primo piano nel mondo islamico</strong>. </p>



<p>Il capo di Stato turco è stato lesto a seppellire la <strong>difficoltosa strategia di mediazione con Israele</strong> per riportare i rapporti a buoni livelli avviati nel <strong>marzo 2022 all&#8217;ombra della guerra in Ucraina</strong>, quando il governo di <a href="https://it.insideover.com/guerra/asse-politico-religioso-mediazione-ucraina-russia.html">Naftali Bennett e il successivo di Yair Lapid</a> decretarono il ritorno dell&#8217;ambasciatore ad Ankara dopo la crisi della guerra israelo-palestinese del 2021 e si coordinarono con Ankara per un vano tentativo di mediazione nel conflitto.</p>



<p>Il ritorno al potere di <strong>Benjamin Netanyahu</strong> e della sua coalizione estremista e lo scoppio della guerra a Gaza hanno posto fine a questo tentativo. A maggio Erdogan ha definito <a href="https://www.jns.org/erdogan-urges-muslims-to-fight-blood-thirsty-vampire-netanyahu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Netanyahu</a>  un “<strong>vampiro che si nutre di sangue</strong>”, definendo poi una &#8220;barbarie&#8221; la strage di Gaza e non <a href="https://web.archive.org/web/20240306132912/https://www.hurriyetdailynews.com/netanyahu-committing-genocide-in-gaza-with-western-support-erdogan-191353"><strong>esitando a usare con forza il termine &#8220;genocidio&#8221;</strong> anche di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia.</a> In nome del suo proverbiale opportunismo, Erdogan si è <strong>riavvicinato a<a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-dopo-gaza-unaltra-capriola-di-erdogan-che-netanyahu-spinge-verso-russia-e-iran.html"> Iran e Siria</a></strong>, invitandoli addirittura a rispondere, assieme alla Russia, all&#8217;aggressività israeliana. </p>



<p>Sembrano lontani i tempi del 2016-2021, periodo del quinquennio più florido dei rapporti Erdogan-Netanyahu che proprio in nome del contrasto agli ayatollah e a Bashar al-Assad plasmarono un dialogo che seppe rompere l&#8217;ostilità reciproca seguita al bombardamento israeliano della Freedom Flottilla turca che portava aiuti umanitari a Gaza nel 2011. <strong>Erdogan e Netanyahu</strong> hanno sostenuto, congiuntamente, la guerra <a href="https://it.insideover.com/guerra/nagorno-karabakh-2020-il-modello-della-guerra-moderna.html">dell&#8217;<strong>Azerbaijan in Nagorno-Karabakh</strong></a> e la conseguente pulizia etnica degli armeni, blindando Baku contro l&#8217;Iran. Per la terza volta in tredici anni, dopo il 2011 e il 2021, nel 2023 è stata <strong>Gaza a dividerli</strong>. E in quest&#8217;occasione la Turchia ha usato toni politici e diplomatici senza precedenti, culminati nel recente paragone tra Netanyahu e Adolf Hitler fatto da Erdogan. La rottura è nei fatti, esiste e l&#8217;opportunismo di Erdogan, capace di cambiare bandiera e alleanze, non è una scusa sufficiente per <strong>ridimensionare la portata di questo fatto</strong> che mostra quanto oltre ogni limite si sia spinta l&#8217;indignazione del mondo islamico per il massacro di Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-contro-netanyahu-la-turchia-rompe-i-rapporti-diplomatici-con-israele.html">Erdogan contro Netanyahu: la Turchia rompe i rapporti diplomatici con Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>165  giornalisti morti a Gaza in dieci mesi. Israele fa strage anche dell&#8217;informazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/a-gaza-ogni-due-giorni-un-giornalista-viene-ucciso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2024 06:57:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e-1536x990.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due reporter di Al Jazeera sono stati uccisi da un missile dell’IDF. Dall’inizio della guerra sono 165 i giornalisti morti nella Striscia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-gaza-ogni-due-giorni-un-giornalista-viene-ucciso.html">165  giornalisti morti a Gaza in dieci mesi. Israele fa strage anche dell&#8217;informazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_2024080214565827_7888bd97adcc9ce5aedb7aa39c6b4f6e-1536x990.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Gaza muoiono tutti, anche i giornalisti. Già, perché quel martoriato lembo di terra che è la Striscia oggi è il posto più pericoloso al mondo anche per chi è lì per informare, documentare e riprendere gli orrori di una guerra feroce. I numeri possono disumanizzare &#8211; si tratta di persone con volti, nomi e destini &#8211; ma rendono concreta l’idea di quel che sta accadendo: ogni due giorni a Gaza muore un giornalista. Contro ogni legge morale e in barba al diritto umanitario internazionale che vorrebbe garantita la protezione dei civili, compresi i giornalisti.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I giornalisti di Al Jazeera</h2>



<p>Gli ultimi barbaramente uccisi sono<strong> Ismail Al-Ghoul e Rami Al-Reefi</strong>. Erano rispettivamente un reporter e un cameraman al lavoro per<a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/7/31/al-jazeera-journalist-cameraman-killed-in-gaza-attack#:~:text=Al%20Jazeera%20Arabic%20journalist%20Ismail,City,%20according%20to%20initial%20information." target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;Al Jazeera</a>&nbsp;e si trovavano a bordo della loro auto, parcheggiata al di fuori del campo profughi di Al-Shati. Non sono mai più usciti vivi da quella macchina. Nei video che hanno fatto il giro del web si vedono chiaramente i corpi mozzati dei giornalisti. C’è sangue ovunque, ma la scritta “press” si legge ancora.&nbsp;</p>



<p>La dinamica del crimine è, se possibile, ancor più agghiacciante. I reporter erano ad Al-Shati per un collegamento in diretta con l’emittente araba, davanti alla casa di <strong><a href="https://it.insideover.com/dossier/lassassinio-di-haniyeh-e-il-futuro-di-hamas">Ismail Haniyeh</a></strong>, il leader di Hamas ucciso a Teheran dagli israeliani. Nel video registrato si notano dei droni dell’IDF in esplorazione, mentre sorvolano tutta la zona del campo profughi. Altri giornalisti e testimoni hanno dichiarato che un drone ha lanciato un razzo vicino alla posizione dei reporter di Al Jazeera, spingendoli così ad abbandonare la diretta, nel tentativo di cercare riparo in qualche edificio circostante. Poco dopo i due si sono rifugiati nella loro auto, che portava la scritta “TV” sul&nbsp;&nbsp;tetto. Ma questo non è bastato a salvargli la vita. Da un drone israeliano è partito un missile guidato che ha colpito il veicolo, uccidendo sia Ismail Al-Ghoul che il suo cameraman Rami Al-Reefi.<strong> C’è stata poi un’altra vittima, un bambino</strong> che si trovava sempre nelle vicinanze di via Ayadia, a ovest di Gaza City.</p>



<p>Dopo quanto accaduto, i coraggiosi colleghi degli inviati di Al Jazeera hanno protestato contro questo crimine di guerra. E hanno giurato, con ai piedi i corpi senza vita dei giornalisti uccisi avvolti nei loro sudari, che “la copertura mediatica continuerà”. Nonostante i pericoli, “nonostante Israele voglia zittirci”. “Continueremo a raccontare quello che avviene a Gaza”, ha dichiarato il reporter Wadie Al Saud, “fino a quando l’ultimo giornalista qui avrà fiato per respirare”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">WARNING: DISTURBING IMAGES<br><br>Upon learning of Israel’s murder of Aljazeera journalist Ismail Al-Ghoul, who was assassinated today near Ismail Haniyeh&#39;s home in the Gaza Strip, journalist Wadie Abu Al-Saud shouts:<br><br>&quot;This is Ismail! This is Ismail! This is Ismail Al-Ghoul!  This is… <a href="https://t.co/CU0Za9zsEz">pic.twitter.com/CU0Za9zsEz</a></p>&mdash; Dimitri Lascaris (@dimitrilascaris) <a href="https://twitter.com/dimitrilascaris/status/1818838527712616789?ref_src=twsrc%5Etfw">August 1, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I giornalisti morti in un anno a Gaza</h2>



<p>Il CPJ, il Comitato per la protezione dei giornalisti, ha divulgato i<a href="https://cpj.org/2024/08/journalist-casualties-in-the-israel-gaza-conflict/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> dati relativi alle morti </a>dei reporter. Il quadro delineato è agghiacciante: negli ultimi dieci mesi sono stati uccisi 165 giornalisti a Gaza. Per avere una visione più completa, sempre nel rapporto si legge come “più dei tre quarti dei giornalisti uccisi nel 2023 sono morti nella Striscia”. Si tratta di giornalisti per lo più palestinesi, perché, <a href="https://www.actionaid.it/informati/press-area/gaza-luogo-pericoloso-giornalisti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si legge su ActionAid</a>, “ai media stranieri è quasi del tutto impedito di entrare a Gaza, se non come inviati delle forze israeliane”. Sempre sul sito dell’organizzazione non governativa internazionale, si legge chiaramente che i cronisti, “oltre a subire il pericolo quotidiano degli attacchi aerei, vengono deliberatamente presi di mira, in quello che sembra essere un tentativo di metterli a tacere”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Journalists remove press jackets in Gaza. It actually makes them a target for Israel. <a href="https://t.co/7cIHofeVoN">pic.twitter.com/7cIHofeVoN</a></p>&mdash; Syrian Girl 🇸🇾 (@Partisangirl) <a href="https://twitter.com/Partisangirl/status/1818687243286200473?ref_src=twsrc%5Etfw">July 31, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ogni volta che un reporter viene ucciso, un riflettore puntato sulla guerra si spegne. E dove non ci sono occhi e telecamere, i crimini di guerra possono continuare a consumarsi indisturbati.</p>
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		<title>La passerella al Congresso di Netanyahu che spera nel Trump-bis</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-passerella-al-congresso-di-netanyahu-che-spera-nel-trump-bis.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 08:28:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-600x317.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-1024x541.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-768x406.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-1536x811.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Netanyahu vola negli Usa e al Congresso spera nel Partito Repubblicano che vuole veder tornare al potere a novembre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-passerella-al-congresso-di-netanyahu-che-spera-nel-trump-bis.html">La passerella al Congresso di Netanyahu che spera nel Trump-bis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-600x317.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-1024x541.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-768x406.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-1536x811.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima il <strong>Congresso</strong>, con il primo discorso dal 2015 a oggi; poi la Casa Bianca, per il vertice con un <strong>Joe Biden</strong> appena uscito dalla corsa per la riconferma alla presidenza; infine, un vertice personale a Mar-a-Lago, in Florida, con <strong>Donald Trump</strong>: la <strong>trasferta americana di Benjamin Netanyahu</strong> entra nel vivo e Bibi incontrerà i vertici politici americani di entrambi i partiti. Con un occhio particolare ai tempi: l&#8217;incontro con Biden arriverà a valle della passerella congressuale a cui è stato invitato su<a href="https://www.nytimes.com/2024/05/31/us/politics/israel-netanyahu-congress.html"> pressione dello Speaker repubblicano </a>della Camera dei Rappresentanti, <strong>Mike Johnson</strong>. Quello con Trump, subito dopo il vertice con l&#8217;attuale comandante in capo. Con cui i paragoni saranno inevitabili.</p>



<p>Il rapporto di collaborazione Usa-Israele resta forte e saldo nonostante la <strong>guerra a Gaza, ma le frizioni politiche emerse</strong> con le critiche di Biden sull&#8217;offensiva a Rafah e gli inviti alla moderazione e alla ricerca di una fine del conflitto, pur edulcorate dal silenzio americano su tutte le <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-negli-usa-biden-e-harris-ricordategli-quante-volte-ha-violato-il-diritto-internazionale-please.html">sentenze contrarie a Israele degli organi </a>internazionali, hanno <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-ora-deve-scegliere-tra-biden-e-la-sua-destra.html">fortemente compromesso i rapporti personali tra i leader.</a> Tanto che <strong>Kamala Harris</strong>, sostituta di Biden nella corsa alla Casa Bianca per il Partito Democratico, ha preferito un impegno elettorale a Indianapolis al testa a testa con Bibi che poteva invocare da vicepresidente e, dunque, capa del Senato Usa.</p>



<p>Concludere, a consuntivo, il tutto con la visita a Trump e schiacciare quella a Biden tra quest&#8217;ultima e la visita al Congresso promossa da Johnson implica una <strong>palese preferenza del leader del Likud e capo conservatore del governo di destra israeliano per il Partito Repubblicano</strong>, nella cui ripresa del potere Netanyahu implicitamente spera. </p>



<p>Sulla guerra a Gaza il Grand Old Party ha <strong>messo a terra un pieno supporto a Israele</strong>. Trump ha al limite invocato una <strong>pronta fine della guerra</strong> senza però criticare Netanyahu per gli eccessi nei bombardamenti sulla Striscia. <strong>Dodici senatori repubblicani</strong> hanno scritto una lettera minacciosa a Karim Khan, procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale, <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-non-si-tocca-le-minacce-dei-senatori-usa.html">quando è emersa la possibilità che Netanyahu venisse incriminato per crimini di guerra.</a></p>



<p>Trump ha invocato, in caso di elezione, <a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2024/05/27/trump-israel-gaza-policy-donors/">un &#8220;giro di vite&#8221; sulle proteste degli  studenti universitari pro-Gaza</a>, <strong>ha scelto come candidato </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-ha-scelto-il-vice-e-jd-vance-anelli-di-congiunzione-tra-lamerica-profonda-e-la-grande-finanza.html"><strong>vicepresidente J.D. Vance</strong> che è un aperto sostenitore di Israele</a> e sul Medio Oriente, con sfumature, ha una posizione compatta con l&#8217;ala ortodossa del Partito Repubblicano. Che va da chi sostiene Israele in nome dei valori tradizionali a chi punta sul contenimento di potenze rivali come l&#8217;Iran grazie all&#8217;asse con Tel Aviv.</p>



<p>Sono apertamente pro-Israele anche i &#8220;guru&#8221; e <em>maitre a penser</em> del nuovo corso conservatore. <strong>Jordan Peterson</strong>, commentatore e &#8220;influencer&#8221; della nuova destra repubblicana, <a href="https://www.middleeasteye.net/news/gaza-israel-jordan-peterson-faces-criticism-netanyahu-unleash-hell">ha invitato Netanyahu a &#8220;scatenare l&#8217;inferno&#8221; a Gaza</a>. Il miliardario <strong><a href="https://www.true-news.it/elezioni-usa-2024/lasse-tra-il-complesso-militare-tecnologico-e-il-partito-repubblicano-come-thiel-e-musk-spingono-trump-e-vance">Elon Musk</a></strong> ha visitato <a href="https://www.bbc.com/news/technology-67544945">Israele e incontrato Netanyahu</a>. <strong>Bill Ackman, miliardario repubblicano</strong>, grande donatore dei conservatori e fondatore dell&#8217;hedge fund Pershing Square, su X e con le sue donazioni lancia spesso campagne critiche di chi mette in discussione la narrativa pro-Israele, <a href="https://www.calcalistech.com/ctechnews/article/bkjgqugbr">come i rettori delle università ove si sono scatenate le proteste pro-Gaza.</a> <strong>Mike </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/america-first-pero-mike-pompeo-lavora-per-vendere-lacciaio-usa-ai-giapponesi.html"><strong>Pompeo</strong>,</a> ex segretario di Stato di Trump, ha chiesto <a href="https://ndsmcobserver.com/2023/10/mike-pompeo-urges-israel-to-carry-out-absolute-annihilation-of-hamas-during-nd-lecture/">&#8220;l&#8217;annichilazione totale&#8221; di Hamas.</a></p>



<p>Questo è il mondo repubblicano che sarà in maggioranza al discorso di Netanyahu al Congresso, pronto a dare una passerella al primo ministro che spera nel Trump 2.0. Del resto, dal campo dem non sono solo i radicali come <strong>Bernie Sanders ad aver dato forfait</strong>, <a href="https://www.politico.com/newsletters/inside-congress/2024/07/23/breaking-down-the-netanyahu-speech-no-shows-00170731">ricorda <em>Politico:</em></a> &#8220;Decine di parlamentari democratici di base hanno intenzione di evitare il discorso tanto atteso di Benjamin Netanyahu al Congresso mercoledì, timorosi di dare al primo ministro israeliano una platea nel contesto del conflitto in corso a Gaza, che ha ucciso decine di migliaia di palestinesi. Finora, almeno 18 democratici alla Camera e nove democratici al Senato hanno dichiarato pubblicamente che mancheranno al primo discorso di Netanyahu al Congresso <a href="https://www.senate.gov/legislative/JointSessionsMeetingsofCongress.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>in quasi un decennio</u></a>&#8220;. </p>



<p>Una faglia palese che per Netanyahu equivale a una scelta di campo. Ma per molti una ribellione a un invito che <strong>segnala anche l&#8217;impotenza per gli Usa nel tentativo di cambiar rotta</strong> sul caso-Gaza. Netanyahu, furbescamente, si prende la passerella. Nella speranza che a novembre il ritorno di Trump possa garantirgli l&#8217;impunità. Con buona pace dei cittadini di Gaza, già non ai primi posti oggi nei pensieri degli Usa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-passerella-al-congresso-di-netanyahu-che-spera-nel-trump-bis.html">La passerella al Congresso di Netanyahu che spera nel Trump-bis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;annuncio di Sanchez: la Spagna riconosce ufficialmente la Palestina assieme a Irlanda e Norvegia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lannuncio-di-sanchez-la-spagna-riconosce-ufficialmente-la-palestina-assieme-a-irlanda-e-norvegia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2024 09:07:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Era nell&#8217;aria da tempo, ora è ufficiale: con un discorso alla Moncloa, sede del governo spagnolo, Pedro Sanchez, presidente del governo di Madrid, ha ufficializzato la decisione dell&#8217;esecutivo progressista iberico di riconoscere ufficialmente uno Stato palestinese. El Pais parla della &#8220;maggiore svolta di politica estera&#8221; dalla salita al potere di Sanchez nel 2018. La Spagna &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lannuncio-di-sanchez-la-spagna-riconosce-ufficialmente-la-palestina-assieme-a-irlanda-e-norvegia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528110703492_e3a38eead54c404df07816542c0c4035-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Era nell&#8217;aria da tempo, ora è ufficiale: con un discorso alla <strong>Moncloa, sede del governo spagnolo, Pedro Sanchez</strong>, presidente del governo di Madrid, ha ufficializzato la decisione dell&#8217;esecutivo progressista iberico di riconoscere ufficialmente uno Stato palestinese. <em>El Pais</em> parla della <a href="https://elpais.com/espana/2024-05-28/el-gobierno-reconocera-hoy-a-palestina-con-criticas-del-pp-y-presiones-de-sumar-para-romper-con-israel.html">&#8220;maggiore svolta di politica estera&#8221; dalla salita al potere di Sanchez nel 2018.</a> La Spagna diventa il primo Paese di vertice dell&#8217;Unione Europea, forte dello status di ospite permanente del G20, a riconoscere lo Stato palestinese e, come annunciato, Sanchez non si muove da solo. Con lui anche <strong>Irlanda e Norvegia</strong>, che assieme a Madrid si aggiungono all&#8217;elenco dei 140 Paesi che riconoscono la Palestina come Stato sovrano.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">🔴EN DIRECTO<br><br>El presidente del Gobierno, <a href="https://twitter.com/sanchezcastejon?ref_src=twsrc%5Etfw">@sanchezcastejon</a>, realiza una declaración institucional sobre el reconocimiento del Estado de Palestina. <a href="https://t.co/pVg3mdJXbH">https://t.co/pVg3mdJXbH</a></p>&mdash; La Moncloa (@desdelamoncloa) <a href="https://twitter.com/desdelamoncloa/status/1795342039841644732?ref_src=twsrc%5Etfw">May 28, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La Spagna riconoscerà la Palestina nei confini del 1967, dunque con <strong>Gerusalemme Est fuori dall&#8217;egida della sovranità israeliana</strong> e ritenendo illegale il controllo di Tel Aviv sulle zone occupate della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. La mossa arriva alla vigilia dell&#8217;arrivo a Madrid di<a href="https://elpais.com/espana/2024-05-28/espana-recibira-el-respaldo-de-los-paises-arabes-un-dia-despues-de-reconocer-al-estado-palestino.html"> una vasta delegazione di ambasciatori dei Paesi arabi</a>.</p>



<p>&#8220;L&#8217;approccio espresso da Sánchez è in linea &#8211; come lui stesso ha ricordato &#8211; con la risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite &#8211; che riconosce a Israele il diritto ad avere frontiere sicure, ma gli chiede anche di ritirarsi dai territori conquistati durante la Guerra dei Sei Giorni &#8211; e 338 e con la posizione che l’Unione Europea ha tradizionalmente mantenuto&#8221;,<a href="https://elpais.com/internacional/2024-05-28/guerra-entre-israel-y-gaza-en-directo.html"> sottolinea <em>El Pais</em>.</a> Durissima la reazione di Israele, tramite il ministro degli Esteri Israel Katz ha <strong>parlato di una Spagna che a causa di Sanchez &#8220;è complice dell&#8217;incitamento del genocidio del popolo ebreo&#8221;, </strong>a suo avviso obiettivo dei miliziani di Hamas. </p>



<p>Una presa di posizione dura ma che, lo ricordiamo, cozza con la realtà. Spagna, Irlanda e Norvegia riconoscono la statualità all&#8217;Autorità Nazionale Palestinese, non ad Hamas. </p>



<p>E dopo i terribili massacri di Hamas del 7 ottobre, il rifiuto di Tel Aviv di dialogare con la parte moderata e conciliante della Palestina, già a lungo snobbata proprio a favore degli islamisti negli anni passati, ha spinto <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-strappo-di-sanchez-sul-riconoscimento-della-palestina-una-via-europea-per-pressare-netanyahu.html"><strong>Sanchez e gli alleati</strong> a decidere la statualità del Paese arabo come garanzia diplomatica e politica</a>. Contribuendo a una <strong>sconfitta strategica di cui Netanyahu appare il principale responsabile</strong> politico e diplomatico. Decidendo di portare avanti una guerra che appare più contro l&#8217;idea di Stato e di popolo palestinese che contro i terroristi, il governo nazionalista israeliano ha creato un effetto boomerang. Spingendo Sanchez a prendere l&#8217;iniziativa. Da leader politico capace di cercare una terza via, europea, alla diplomazia di pace nei conflitti che sconvolgono il mondo odierno. Conformando Madrid, assieme a Dublino e Oslo, alla maggioranza delle nazioni del pianeta nel riconoscere, una volta per tutte, il diritto della <a href="https://it.insideover.com/politica/dalle-parole-ai-fatti-norvegia-irlanda-e-spagna-riconoscono-lo-stato-di-palestina-e-leuropa-cambia-rotta.html">Palestina a uno Stato sovrano.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lannuncio-di-sanchez-la-spagna-riconosce-ufficialmente-la-palestina-assieme-a-irlanda-e-norvegia.html">L&#8217;annuncio di Sanchez: la Spagna riconosce ufficialmente la Palestina assieme a Irlanda e Norvegia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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