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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Jul 2025 12:55:09 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Gaza: l&#8217;incontro segreto che potrebbe portare alla tregua</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-lincontro-segreto-che-potrebbe-portare-alla-tregua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 12:55:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza: l&#039;incontro segreto che potrebbe portare alla tregua" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS-600x240.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS-300x120.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS-1024x410.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS-768x307.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS-1536x614.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> una riunione riservata, tenuta in parallelo agli incontri tra Trump e Netanyahu alla Casa Bianca, nella quale sono stati fatti significativi passi avanti per raggiungere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-lincontro-segreto-che-potrebbe-portare-alla-tregua.html">Gaza: l&#8217;incontro segreto che potrebbe portare alla tregua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza: l&#039;incontro segreto che potrebbe portare alla tregua" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS-600x240.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS-300x120.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS-1024x410.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS-768x307.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A1-AXIOS-1536x614.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Barak Ravid su <a href="https://www.axios.com/2025/07/09/gaza-ceasefire-meeting-witkoff-israel-qatar" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Axios</a>, sito americano ben informato e con solidi rapporti con l&#8217;intelligence israeliana, di cui di è quasi un&#8217;emanazione, ha riferito di una riunione riservata, tenuta in parallelo agli incontri tra Trump e Netanyahu alla Casa Bianca, nella quale sono stati fatti significativi passi avanti per raggiungere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.</p>



<p>All&#8217;incontro erano presenti Ron Dermer, il più stretto consigliere di Netanyahu, Steve Witkoff, l&#8217;uomo al quale Trump ha affidato la missione di sciogliere i nodi più intricati della politica estera, e un alto funzionario del Qatar, Paese che sta mediando tra Tel Aviv, Washington e Hamas, il quale ha riferito le richieste della milizia palestinese.</p>



<p>Il report di Axios è significativo non solo perché dà conto dell&#8217;apertura di una finestra reale di opportunità, ma anche perché dà la misura di quanto Trump stia spingendo per costringere Israele a deporre le armi.</p>



<p>D&#8217;altronde, tale pressione è evidente anche dalle modalità con cui si sta svolgendo la visita in America di Netanyahu che, più che una visita, ha tutto l&#8217;aspetto di una convocazione da parte del potente alleato per imporgli il rispetto dei patti.</p>



<p>Infatti, Trump ha salvato Israele da una sconfitta devastante nella guerra intrapresa contro l&#8217;Iran, trasformandola in un&#8217;apparente vittoria (ci torneremo), ma il patto segreto stipulato tra i due era che l&#8217;intervento americano doveva essere ripagato con il cessate il fuoco a Gaza (vedi <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/lattacco-alliran-puo-sbloccare-la-pace-a-gaza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piccolenote</a>).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.piccolenote.it/mondo/lattacco-alliran-puo-sbloccare-la-pace-a-gaza"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/a2-PN-7-1024x430.jpg" alt="L'attacco all'Iran può sbloccare la pace a Gaza?" class="wp-image-77259"/></a></figure>



<p>Chiaramente Netanyahu non aveva alcuna intenzione di rispettare gli accordi, così il presidente americano lo ha chiamato alla Casa Bianca per metterlo alle strette. Si spiega così la lunga permanenza del premier israeliano in America, come anche il fatto che, durante la visita, Trump lo abbia incontrato ben due volte, segno che il primo incontro non lo ha soddisfatto.</p>



<p>Così veniamo alla riunione riservata tra Witkoff, Dermer e l&#8217;autorevole funzionario del Qatar, nella quale sono stati trattati i dettagli del cessate il fuoco, che ovviamente non potevano essere materia di discussione tra i due leader, ai quali si addice la sola supervisione.</p>



<p>Il media americano, in sintonia con altri media internazionali, riferisce che la proposta di tregua stilata dai funzionari statunitensi aveva soddisfatto Hamas, che però aveva chiesto modifiche su quattro punti della stessa.</p>



<p>In particolare, Hamas ha chiesto che la distribuzione degli aiuti deve vedere coinvolti altri attori e non (solo) l&#8217;attuale Gaza Humanitarian Foundation; chiede solide garanzie che la tregua di 60 giorni porti a una pace duratura e il ritiro dell&#8217;esercito israeliano da Gaza. Axios non specifica l&#8217;ulteriore punto di divergenza e i report di altri media risultano contraddittori.</p>



<p>In realtà, in questa sede non è importante chiarire tale querelle, quel che serve sapere è che Witkoff, come ricorda Axios, all&#8217;inizio di questa settimana ha dichiarato che tre divergenze sono state appianate, restando in sospeso l&#8217;ultimo nodo, che verte sulle modalità del ritiro dell&#8217;esercito israeliano da Gaza.</p>



<p>A quanto pare, nella riunione segreta rivelata da Axios anche tale nodo è stato sciolto, o meglio si è iniziato a sciogliere perché poi Hamas deve accettare la nuova proposta (anche se il funzionario del Qatar era ben conscio delle richieste di Hamas sul punto e le avrà esposte con dovizia di particolari).</p>



<p>Interessante il resoconto di Axios, basato su due fonti presenti all&#8217;incontro: &#8220;Entrambe le fonti hanno affermato che Witkoff e il funzionario del Qatar hanno chiarito a Dermer che la mappa proposta da Israele, che prevede un ridispiegamento molto più ristretto di quello attuato dall&#8217;IDF durante il precedente cessate il fuoco, <strong>non è fattibile</strong>&#8220;.</p>



<p>&#8220;Il funzionario del Qatar ha affermato che è molto probabile che Hamas respinga la proposta e che i colloqui potrebbero addirittura fallire su questa questione [&#8230;].&nbsp; Witkoff ha detto a Dermer che una mappa di un ridispiegamento [dell&#8217;IDF] che assomigli a un &#8216;piano Smotrich&#8217; [ministro delle Finanze e leader dell&#8217;ultradestra ndr.], prevedendo cioè l&#8217;occupazione israeliana di ampie zone della Striscia di Gaza, <strong>è inaccettabile per l&#8217;amministrazione Trump</strong>&#8220;.</p>



<p>Infatti, il governo israeliano aveva proposto un ritiro parziale, in cui era previsto che l&#8217;IDF conservasse il controllo, oltre che di altre aree, soprattutto del cosiddetto <a href="https://www.ynetnews.com/article/b1ndop3heg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">corridoio Morag</a>, che corre in parallelo al corridoio Filadelfia, il quale si snoda al confine con l&#8217;Egitto.</p>



<p>I due corridoi, di fatto tagliano Rafah e le aree circostanti fuori dal resto della Striscia, isolandola. Ed è proprio in questa area che l&#8217;ultradestra israeliana ha proposto di creare una &#8220;<a href="https://www.theguardian.com/world/2025/jul/07/israeli-minister-reveals-plan-to-force-population-of-gaza-into-camp-on-ruins-of-rafah" target="_blank" rel="noreferrer noopener">città umanitaria</a>&#8221; nella quale concentrare i palestinesi. Dove concentrare è verbo precipuo, dal momento che si tratta di un campo di concentramento dal quale i <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-07-09/ty-article/.premium/idf-officials-cant-plan-humanitarian-city-in-gaza-amid-impending-deal/00000197-f09d-d963-addf-f49de92d0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">palestinesi non potranno uscire</a> se non per trasferirsi in via definitiva in altri Paesi.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-07-09/ty-article/.premium/idf-officials-cant-plan-humanitarian-city-in-gaza-amid-impending-deal/00000197-f09d-d963-addf-f49de92d0000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-HAARETZ-8-1024x353.jpg" alt="IDF Officials: Can't Plan 'Humanitarian City' in Gaza Amid Impending Deal" class="wp-image-77260"/></a></figure>



<p>Come si nota, l&#8217;amministrazione Trump ha detto no al campo di concentramento e, come riferisce Axios, ha costretto Israele a presentare &#8220;una nuova mappa che prevede un ritiro più ampio delle IDF&#8221;.</p>



<p>A quanto pare, quindi, anche al di là del forse esagerato ottimismo di Witkoff e Trump, che ostentano sicurezza sul fatto che l&#8217;accordo si farà entro una o due settimane, le trattative iniziano ad avere una certa consistenza.</p>



<p>Resta il vero nodo gordiano della questione, cioè la garanzia che Israele non riprenda le ostilità dopo la tregua di 60 giorni. Sul punto, un titolo del <a href="https://www.timesofisrael.com/us-said-to-tell-mediators-it-wont-let-israel-resume-gaza-war-as-optimism-for-deal-swirls/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>: &#8220;Gli Stati Uniti hanno dichiarato ai mediatori che non permetteranno a Israele di riprendere la guerra a Gaza&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/us-said-to-tell-mediators-it-wont-let-israel-resume-gaza-war-as-optimism-for-deal-swirls/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-TOI-5-1024x322.jpg" alt="US said to tell mediators it won’t let Israel resume Gaza war, as optimism for deal swirls" class="wp-image-77262"/></a></figure>



<p>Difficile che Hamas ottenga più di questo, a meno che in questi giorni Stati Uniti e Israele non abbiano siglato intese segrete che impongano a Tel Aviv il rispetto dei patti (ad esempio precludendo&nbsp; gli aiuti americani a Tel Aviv in caso di inadempienza). Difficile immaginarlo, ma si può sempre sperare.</p>



<p>Ai palestinesi non resta che fidarsi dell&#8217;impegno statunitense e affidarsi al narcisismo di Trump, che potrebbe vedere l&#8217;eventuale disimpegno di Netanyahu come un vulnus alla sua immagine e al suo potere.</p>



<p>A margine, riportiamo che Netanyahu ha negato &#8220;<a href="https://www.israelhayom.com/2025/07/10/netanyahu-denies-trump-pressure-amid-doha-hostage-talks/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">con veemenza</a>&#8221; che Trump stia esercitando pressioni su di lui per raggiungere il cessate il fuoco. Excusatio non petita <a href="https://news.sky.com/story/trump-to-apply-heavy-pressure-on-netanyahu-to-end-war-in-gaza-13394173" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accusatio manifesta</a>&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.israelhayom.com/2025/07/10/netanyahu-denies-trump-pressure-amid-doha-hostage-talks/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-ISRAEL-1024x294.jpg" alt="Netanyahu denies Trump pressure amid Doha hostage talks" class="wp-image-77261"/></a></figure>



<p><em>Piccolenote è collegato da affinità elettive a&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/">InsideOver</a>. Invitiamo i nostri lettori a prenderne visione e, se di gradimento, a sostenerlo tramite&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonamento</a>.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gaza senza cibo né acqua: la carestia voluta da Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-senza-cibo-ne-acqua-la-carestia-voluta-da-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 16:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Gaza si muore di fame e di sete, mentre migliaia di camion carichi di aiuti restano bloccati ai valichi per il veto israeliano</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-senza-cibo-ne-acqua-la-carestia-voluta-da-israele.html">Gaza senza cibo né acqua: la carestia voluta da Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Bambini-palestinesi-in-fila-per-la-razione-di-cibo-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Gaza non entrano cibo, acqua né medicinali da sessanta giorni. Mentre oltre due milioni di persone sono strette nella morsa della fame e della sete, più di tremila camion carichi di aiuti umanitari restano fermi ai valichi a causa del blocco imposto da Israele, senza poter raggiungere chi ne ha disperato bisogno. È quanto <a href="https://news.un.org/en/story/2025/04/1162611">riportato dalle Nazioni Unite</a> e dal World Food Programme, che ha definito l’attuale crisi umanitaria a Gaza come senza precedenti. Ciò che colpisce drammaticamente — e rappresenta un unicum nella storia odierna — è che mai prima d’ora un intero Paese è rimasto privo di cibo e acqua pur avendo, a poche centinaia di metri, convogli parcheggiati con 116mila tonnellate di assistenza alimentare, sufficienti a sfamare un milione di persone per almeno quattro mesi. Il cibo c’è, l’acqua potabile pure. Quel che manca è l’autorizzazione di Israele ad aprire i valichi di Kerem Shalom e di Rafah per consentire il passaggio dei camion carichi di aiuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra dell’acqua</h2>



<p>Sotto il peso della guerra, i palestinesi di Gaza stanno affrontando una crisi idrica che minaccia la loro stessa sopravvivenza quotidiana. L’accesso all’acqua potabile era già fortemente limitato prima della rottura della tregua da parte delle forze israeliane; ora, con i bombardamenti incessanti, la situazione è divenuta catastrofica. Il quotidiano <a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/palestinians/2025-04-09/ty-article-magazine/.premium/the-gates-of-hell-are-open-malnutrition-illness-and-lack-of-drinking-water-plague-gaza/00000196-19d4-d710-a1bf-bbff20b20000"><em>Haaretz</em></a> riporta che “due terzi dei sistemi di approvvigionamento idrico dell&#8217;enclave non sono operativi, a causa dei bombardamenti e della carenza di carburante che ha costretto alla chiusura delle stazioni di pompaggio”.</p>



<p>Il<a href="https://www.972mag.com/gaza-water-crisis-on-the-brink/"> magazine israeliano +972</a> approfondisce ulteriormente, riferendo che “dal 7 ottobre l’Idf ha distrutto 719 pozzi d&#8217;acqua. Il 10 marzo Israele ha interrotto la fornitura di elettricità a Gaza, costringendo il più grande impianto di desalinizzazione della Striscia a ridimensionare le proprie operazioni. Pochi giorni dopo, anche il secondo impianto più grande è stato costretto a fermarsi a causa della carenza di carburante”, conseguenza diretta del blocco totale imposto all’enclave.</p>



<p>Successivamente, tra il 5 e il 7 aprile, anche l’impianto idrico di Ghabayen, a Gaza City, è stato deliberatamente bombardato. Si trattava dell’ultimo pozzo operativo nella parte settentrionale della Striscia, che garantiva il rifornimento idrico a Gaza e Jabalia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“Diluire l’acqua del mare con quella potabile”</h2>



<p>Ed è così che oggi, secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite, solo un palestinese su dieci ha accesso a una fonte d’acqua relativamente “pulita” — che, tuttavia, sarebbe considerata non potabile secondo gli standard occidentali.</p>



<p>Con straordinaria resilienza, il popolo palestinese cerca di affrontare, come può, la crisi idrica. Il magazine <em>+972</em> ha raccolto la testimonianza di Wissam Badawi, madre di famiglia: “Non c&#8217;è un pozzo nelle vicinanze, quindi mando i miei figli sulla spiaggia a prendere acqua di mare per l’uso quotidiano. Poi mescoliamo l&#8217;acqua pulita che ci rimane con quella di mare per ridurne la salinità e renderla potabile”.</p>



<p>I pochi pozzi d’acqua ancora funzionanti non sono sufficienti a coprire il fabbisogno della popolazione, senza contare che quelli rimasti attivi si trovano spesso a grande distanza dagli accampamenti di fortuna. Ha raccontato Wael Abu Amsha, un uomo di 51 anni a cui è rimasto un solo figlio di 7 anni: “Cammino per sei chilometri e aspetto per ore solo per riempire un gallone d&#8217;acqua per la mia famiglia, il che non è nemmeno sufficiente. Finisco per mescolarlo con l&#8217;acqua di un&#8217;altra stazione, più vicina ma non potabile. Non abbiamo altra scelta”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">WFP’s food stocks in Gaza have been depleted.<br><br>◾No food has entered Gaza in over 7 weeks — the longest border closure the Strip has ever faced.<br>◾WFP has more than 116,000 tons of food positioned at aid corridors, ready to enter as soon as borders reopen. <a href="https://t.co/pdeEJCddfl">pic.twitter.com/pdeEJCddfl</a></p>&mdash; World Food Programme (@WFP) <a href="https://twitter.com/WFP/status/1915798126603948459?ref_src=twsrc%5Etfw">April 25, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">“La carestia è deliberatamente voluta”</h2>



<p>Alla crisi idrica si aggiunge quella <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-mese-senza-aiuti-umanitari-a-gaza.html">alimentare</a>, aggravata dalla devastazione provocata dagli attacchi israeliani, che continuano a massacrare decine di palestinesi ogni giorno. Un dato su tutti: nelle ultime 72 ore, l’esercito israeliano ha ucciso 167 persone, tra cui decine di bambini.</p>



<p>Eloquenti, a tal proposito, le <a href="https://news.antiwar.com/2025/04/27/israeli-attacks-on-gaza-kill-167-palestinians-in-three-days-amid-total-siege/">parole di Philippe Lazzarini</a>, Commissario generale dell’Unwra: “Israele sta perpetrando una carestia voluta e politicamente motivata”. Dichiarazioni che fanno eco a quanto <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-04-17/ty-article/.premium/thousands-of-gazan-children-severely-malnourished-as-aid-still-blocked-un-says/00000196-3fcf-d124-a5d7-bfdf14db0000">riferito dalle Nazioni Unite</a> il mese scorso: “Israele sembra infliggere ai palestinesi della Striscia condizioni di vita sempre più incompatibili con la loro continua esistenza come gruppo a Gaza”. Le basi di un <a href="https://it.insideover.com/guerra/amici-di-israele-basta-alibi-a-gaza-e-genocidio-e-lancet-ci-spiega-perche.html">genocidio</a>, in pratica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-senza-cibo-ne-acqua-la-carestia-voluta-da-israele.html">Gaza senza cibo né acqua: la carestia voluta da Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un mese senza aiuti umanitari a Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-mese-senza-aiuti-umanitari-a-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 15:20:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[crisi umanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1287" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8-600x402.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8-1536x1030.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da un mese nessun aiuto umanitario entra a Gaza. Un mese senza cibo, senza medicine, senza i beni essenziali per sopravvivere. Da quando Israele ha bloccato l’accesso il 2 marzo, le richieste delle organizzazioni umanitarie vengono respinte una dopo l’altra, lasciando più di un milione di persone sull’orlo della carestia. Gli ospedali sono senza forniture, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-mese-senza-aiuti-umanitari-a-gaza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1287" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8-600x402.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410135519923_77b168c02bdcb396434bcceadb735ab8-1536x1030.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da un mese nessun aiuto umanitario entra a Gaza. Un mese senza cibo, senza medicine, senza i beni essenziali per sopravvivere. Da quando Israele <strong>ha bloccato l’accesso il 2 marzo</strong>, le richieste delle organizzazioni umanitarie vengono respinte una dopo l’altra, lasciando più di un milione di persone sull’orlo della carestia. </p>



<p>Gli ospedali sono senza forniture, le famiglie senza acqua potabile, i bambini senza cibo. Tutti i passi avanti fatti durante la tregua sono stati cancellati, sostiene l’ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (<strong>Ocha</strong>) e ogni giorno che passa la situazione peggiora. Sempre l&#8217;Ocha <a href="https://www.ochaopt.org/content/humanitarian-situation-update-275-gaza-strip">ha sottolineato</a> che le richieste respinte da Israele tra il 18 e il 24 marzo sono state l&#8217;82%, ovvero 40 su 49.</p>



<p>Gli accessi sono stati bloccati il mese scorso a causa di divergenze con Hamas in merito alle modalità di gestione della tregua. Prima di ciò, in media avevano accesso circa seicento camion di aiuti al giorno, mentre ora i valichi sono serrati. Questo vuol dire anche che il cibo raccolto sta andando a male e i medicinali rischiano di scadere.</p>



<p>​Dopo la ripresa dei bombardamenti israeliani sul territorio palestinese il 18 marzo 2025, la situazione umanitaria a Gaza è drasticamente peggiorata, portando alla chiusura di numerose cucine comunitarie.<a href="https://www.ochaopt.org/content/gaza-humanitarian-response-update-2-15-march-2025?utm_source=chatgpt.com"> Secondo l&#8217;Ocha</a>, al 16 marzo, 19 delle 25 panetterie sovvenzionate dal Programma Alimentare Mondiale (<strong>Pam</strong>) erano operative, ma sei hanno chiuso nei giorni precedenti a causa della carenza di gas da cucina.</p>



<p>Il Pam ha recentemente lanciato un grave <strong>allarme </strong>riguardo alla <strong>carestia </strong>imminente a Gaza, stimando che le risorse necessarie per produrre pane finiranno entro circa dieci giorni. Con l&#8217;esaurimento di farina e carburante, la situazione alimentare è diventata critica. L&#8217;unica risorsa rimasta per far fronte alla crescente scarsità di cibo sono i biscotti fortificati, una razione di emergenza che sarà distribuita a circa 415.000 persone. Questi biscotti, sebbene progettati per fornire un minimo apporto nutrizionale, non sono sufficienti a soddisfare le necessità di una popolazione che sta affrontando una crisi senza precedenti.</p>



<p>Una crisi umanitaria che rischia di essere peggiorata dal fatto che ha dispiegato truppe lungo il <strong>nuovo &#8220;corridoio Morag&#8221;</strong>, separando la città meridionale di Rafah dal resto dell&#8217;enclave palestinese. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La fine del Ramadan non si può festeggiare</h2>



<p>L&#8217;<strong>Eid al-Fitr</strong>, che segna la fine del Ramadan, è tradizionalmente un momento di gioia e condivisione nel mondo arabo, caratterizzato da incontri familiari, preghiere, pasti comuni e doni ai bambini. Anche quest&#8217;anno a Gaza le celebrazioni sono state gravemente compromesse. Come <a href="https://actionaid.org/news/2024/children-are-showing-clear-signs-malnutrition-no-celebrations-eid-al-fitr-gaza-year?utm_source=chatgpt.com">sostenuto da </a><strong><a href="https://actionaid.org/news/2024/children-are-showing-clear-signs-malnutrition-no-celebrations-eid-al-fitr-gaza-year?utm_source=chatgpt.com">ActionAid</a>,</strong> invece di celebrare con musica, dolci e regali, gli abitanti di Gaza stanno lottando per sopravvivere tra bombardamenti quasi continui e una grave carenza di cibo e acqua.</p>



<p>In Palestina, l&#8217;Eid è tradizionalmente un&#8217;occasione per visitare familiari e amici, indossare abiti nuovi e preparare dolci come il <strong>Ma&#8217;amoul</strong>, un dolce tradizionale composto da&nbsp;pasta frolla&nbsp;farcita con&nbsp;datteri,&nbsp;fichi&nbsp;o&nbsp;frutta secca. Ma, con l&#8217;assenza di aiuti umanitari, molte persone non dispongono nemmeno del necessario per sfamarsi. Inoltre, gran parte delle moschee, dei parchi e degli edifici storici che un tempo erano luoghi di ritrovo e celebrazione sono stati ridotti in macerie.</p>



<p>In Cisgiordania e in molte comunità musulmane nel mondo, le celebrazioni saranno cancellate o ridimensionate in segno di solidarietà con Gaza. Nonostante le difficolta. il giorno dell&#8217;Eid la popolazione di Gaza ha svolto la tradizionale preghiera all&#8217;alba, in un atto di<strong> resistenza </strong>e speranza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli attacchi agli operatori umanitari</h2>



<p>L&#8217;Ocha riporta che, tra il 18 e il 25 marzo, almeno otto operatori umanitari sono stati uccisi e due strutture umanitarie sono state colpite a Gaza. Secondo le Nazioni Unite, almeno <strong>1.060 operatori umanitari sono stati uccisi</strong> nei diciotto mesi trascorsi dall&#8217;inizio della guerra israeliana nella Striscia di Gaza. Si parla di medici, infermieri e altri lavoratori del settore sanitario, oltre a chi si occupa di fornire assistenza alimentare e di emergenza. </p>



<p>Recentemente, in una fossa comune nel sud di Gaza sono stati trovati i corpi di 15 operatori umanitari, tra cui otto membri della Mezzaluna Rossa Palestinese, sei della Difesa Civile e uno delle Nazioni Unite. Gli operatori sono stati uccisi in un attacco israeliano mentre partecipavano a una missione di emergenza a <strong>Rafah</strong>. <a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2025-04-01/ty-article-opinion/israelis-will-have-to-look-in-the-mirror-and-see-the-gaza-atrocities-committed-in-our-name/00000195-f2e1-ddf6-a7f5-f2eb57c90000">Testimonianze </a>e organizzazioni umanitarie dichiarano che diversi corpi avevano <strong>mani e gambe legate</strong> e ci sono segni che abbiano ricevuto colpi da distanza ravvicinata, suggerendo che ci siano state esecuzioni dopo il bombardamento iniziale.</p>



<p>Le richieste per accedere al luogo dell&#8217;attacco sono state ripetutamente respinte dalle autorità israeliane, ritardando il recupero dei corpi. Le Nazioni Unite e le organizzazioni coinvolte hanno definito l&#8217;attacco un<strong> crimine di guerra</strong>, denunciando <strong>violazioni del diritto internazionale umanitario</strong>. L&#8217;esercito israeliano ha giustificato il bombardamento affermando che i veicoli non erano correttamente identificati e ha collegato le vittime a gruppi terroristici, accusa smentita dalle organizzazioni umanitarie. </p>



<p>Questa non è solo una crisi umanitaria, è una condanna alla fame e alla sofferenza per un’intera popolazione e per chi tenta di aiutarla. Non bisogna smettere di raccontare la verità e lottare per far sentire la voce di chi sta lottando per la propria vita e per quella altrui.</p>
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		<title>Il resort sulla spiaggia dei soldati israeliani a due passi dall&#8217;inferno di Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-buen-retiro-dei-soldati-israeliani-a-due-passi-dallinferno-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Umbrello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2024 08:09:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Olanda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il cielo di Gaza non promette mai nulla di buono. Sopra le teste dei suoi abitanti, si muove una scenografia spietata composta da droni, elicotteri da guerra e bombardieri. Eppure, sulla stessa spiaggia che si affaccia sul Mediterraneo, a pochi metri da dove i palestinesi scavano con le mani tra le macerie per recuperare corpi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-buen-retiro-dei-soldati-israeliani-a-due-passi-dallinferno-di-gaza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Olanda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241123124159181_18374596b7c0f34bb409760aff3ca830-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il cielo di Gaza non promette mai nulla di buono. Sopra le teste dei suoi abitanti, si muove una scenografia spietata composta da <strong>droni, elicotteri da guerra e bombardieri. </strong>Eppure, sulla stessa spiaggia che si affaccia sul Mediterraneo, a pochi metri da dove i palestinesi scavano con le mani tra le macerie per recuperare corpi smembrati e brandelli di carne, l’esercito israeliano ha costruito un rifugio che assomiglia a un resort di lusso. Un luogo dove i<strong> soldati possono concedersi una pausa, una boccata d’aria tra una missione e l&#8217;altra.</strong> Una spiaggia che separa due mondi, tanto vicini quanto incompatibili: da una parte la disperazione, dall’altra il privilegio militarizzato.</p>



<p>Ynet News <a href="https://www.ynetnews.com/article/bkxlqywh1x">descrive </a>questa struttura come un “piccolo rifugio sulla spiaggia”, ma la descrizione sembra uscita da un catalogo di viaggi. Suona, infatti, come il <strong>titolo di una brochure turistica,</strong> magari un&#8217;offerta per un weekend romantico o una fuga dalla frenesia della città. Ma questa volta non c&#8217;è romanticismo né evasione. È il nuovo “conforto” che l&#8217;esercito israeliano ha costruito nella Striscia di Gaza per i propri soldati, un angolo di lusso surreale, piantato nel mezzo della devastazione. </p>



<p>Colazioni che evocano i buffet di un hotel a cinque stelle, barbecue con bistecche grigliate alla perfezione, c&#8217;è un bar, caffè espresso e gelati per le giornate più calde. Non mancano consulenti per la salute mentale, massaggiatori, dentisti, infermieri. <strong>Le uniformi sporche di polvere – o di sangue – possono essere lavate in lavatrici di ultima generazione,</strong> mentre la desalinizzazione produce 60.000 litri di acqua potabile al giorno, un bene che a pochi metri da lì è trasformato in un&#8217;arma. L’esercito israeliano, insomma, ha normalizzato l’assurdo: distruggere infrastrutture civili mentre costruisce paradisi per le sue truppe.</p>



<p>“Abbiamo imparato a cucinare da soli durante le operazioni di combattimento e riceviamo pasti freschi diverse volte alla settimana”, racconta con un certo orgoglio il sergente Yaron Rabinovitch, come se descrivesse un’avventura culinaria. Ogni plotone ha il suo <strong>giorno di relax ogni dieci giorni, </strong>un ciclo che culmina con una licenza a casa. Una routine che, secondo il sergente, “ha cambiato le carte in tavola”. E poi c&#8217;è il capo sottufficiale David Turjeman, che si vanta della varietà di comfort disponibili: “Abbiamo creato un senso di casa qui, con caffè freddo, shakshuka, frullati proteici e persino gelato nelle giornate più calde”. Ma quale casa può sorgere a pochi passi da un inferno?</p>



<p>Intanto, a Gaza, la vita si consuma tra le tende improvvisate e le macerie. Non c’è nulla di cui vantarsi, nulla che possa far pensare a una pausa o a un conforto. Le famiglie lottano per sopravvivere in un luogo dove il <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-lemergenza-alimentare-come-arma.html">cibo stesso è diventato un&#8217;arma</a></strong>, un&#8217;ulteriore leva per perpetrare un genocidio silenzioso. I luoghi di culto sono stati rasi al suolo, gli ospedali distrutti. Il trauma è ovunque, in ogni sguardo, in ogni parola non detta. E i professionisti della salute mentale, quelli che potrebbero aiutare, sono stati essi stessi vittime di questo orrore.</p>



<p>È impossibile non sentire il peso di questa disparità. Da un lato, una macchina bellica che celebra la propria efficienza; dall’altro, una popolazione che continua a lottare per la sopravvivenza. Ogni giorno, decine di palestinesi muoiono sotto i colpi dell&#8217;esercito israeliano, e a questi si aggiungono i bambini che non sopravvivono alla fame o al freddo. E poi ci sono i giornalisti, uccisi mentre cercano di raccontare ciò che accade. <strong>Cinque reporter sono stati assassinati appena due giorni fa, un numero che si somma ai 200 uccisi dall’8 ottobre 2023. </strong>Ogni volta, l’esercito israeliano offre spiegazioni che suonano come insulti: “Erano terroristi mascherati da giornalisti”. Una narrativa che cerca di giustificare l’ingiustificabile.</p>



<p>Ma la verità è che raccontare Gaza è già un crimine, un atto proibito. La cosiddetta “unica democrazia del Medio Oriente” ha blindato l&#8217;accesso ai giornalisti stranieri, impedendo ogni forma di testimonianza diretta. E così, mentre le televisioni occidentali si affrettano a<strong> mostrare le lacrime dei familiari israeliani, </strong>il dolore palestinese rimane confinato, muto. Anche in Italia, le voci su Gaza sono affidate per lo più a esponenti del mondo ebraico, mentre i palestinesi restano invisibili, relegati ai margini di una narrazione che li esclude sistematicamente.</p>



<p>L’esercito israeliano non si accontenta di occupare un territorio: ha occupato anche il diritto di raccontarlo. Si è appropriato della storia, della memoria e persino dell’idea stessa di umanità. E lo ha fatto con una precisione che non lascia spazio al caso. Ogni colpo sparato, ogni vita infranta, ogni parola censurata è parte di un disegno più grande, che non si limita a distruggere Gaza, ma punta a cancellarla del tutto. E mentre i soldati si riposano<strong> tra un massaggio e una bistecca</strong>, il mondo continua a guardare altrove, distratto, complice.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-buen-retiro-dei-soldati-israeliani-a-due-passi-dallinferno-di-gaza.html">Il resort sulla spiaggia dei soldati israeliani a due passi dall&#8217;inferno di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>A Gaza in arrivo pochi aiuti e tante bombe Usa. Herzog elogia Biden: &#8220;Ha rafforzato Israele&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/a-gaza-in-arrivo-pochi-aiuti-e-tante-bombe-usa-herzog-elogia-biden-ha-rafforzato-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 13:25:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241113142434706_9756afda74fc883b8aa587f71d551c04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241113142434706_9756afda74fc883b8aa587f71d551c04.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241113142434706_9756afda74fc883b8aa587f71d551c04-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241113142434706_9756afda74fc883b8aa587f71d551c04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241113142434706_9756afda74fc883b8aa587f71d551c04-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241113142434706_9756afda74fc883b8aa587f71d551c04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241113142434706_9756afda74fc883b8aa587f71d551c04-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Troppo poco e troppo tardi: così si può riassumere l&#8217;effetto dell&#8217;ultimo tentativo dell&#8217;amministrazione Biden di esercitare un&#8217;anche minima pressione su Israele dopo che il presidente ha annunciato che il ruolo di Washington nella guerra di Gaza durante la sua amministrazione finirà nel modo in cui è iniziato. In poche parole: sostegno netto a Israele. Oggi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-gaza-in-arrivo-pochi-aiuti-e-tante-bombe-usa-herzog-elogia-biden-ha-rafforzato-israele.html">[...]</a></p>
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<p><strong>Troppo poco e troppo tardi</strong>: così si può riassumere l&#8217;effetto dell&#8217;<strong>ultimo tentativo dell&#8217;amministrazione Biden</strong> di esercitare un&#8217;anche minima pressione su Israele dopo che il presidente ha annunciato che il ruolo di Washington nella guerra di Gaza durante la sua amministrazione finirà nel modo in cui è iniziato. In poche parole: sostegno netto a Israele. </p>



<p>Oggi è l&#8217;ultimo giorno del presunto &#8220;ultimatum&#8221; dato dagli Usa a Israele: favorire il <strong>passaggio degli aiuti umanitari a Gaza</strong> o rischiare di vedere revisionata l&#8217;assistenza militare. Ultimatum, anzi penultimatum potremmo dire: l&#8217;ennesimo &#8220;ruggito del coniglio&#8221; di un&#8217;amministrazione che su Gaza è spesso andata in testacoda. </p>



<p>Parole, grida manzoniane e struggimenti circa i possibili rischi dell&#8217;escalation israeliana si sono unite a una continuità nel sostegno a Tel Aviv contro ogni evidenza: contro l&#8217;oggettivo problema securitario di una <strong>guerra senza fine</strong>, contro i palesi ostruzionismi israeliani alle negoziazioni con Hamas mediate da Usa, Qatar ed Egitto che hanno portato il segretario di Stato Tony Blinken a un infinito andirivieni infruttifero dal Medio Oriente, contro il danno umano di <strong>una strage di </strong><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-mondo-al-contrario-dei-media-5-feriti-sono-un-pogrom-120-mila-morti-sono-legittima-difesa.html"><strong>almeno 120mila morti</strong>. </a>Di fronte allo stop israeliano all&#8217;Unrwa, l&#8217;agenzia Onu dei palestinesi, nuovi momenti di &#8220;pazienza persa&#8221; e poi avanti, un altro giro di giostra: a Tel Aviv è stato concesso un mese per non chiudere la porta agli aiuti umanitari a Gaza.</p>



<p>Ebbene, quel mese è passato. Che è successo? Alla Casa Bianca Biden ha ricevuto il presidente israeliano <strong>Isaac Herzog</strong>, quello che firmava i proiettili destinati a cadere su Gaza. </p>



<p>Ai margini dell&#8217;incontro, <a href="https://apnews.com/article/israel-palestinians-hamas-war-aid-us-48cd09c1c007cacd6d7a309589490320">nota l&#8217;<em>Associated Press</em>,</a> Biden ha comunicato che a suo avviso &#8220;Israele ha fatto alcuni buoni ma limitati progressi nell&#8217;aumentare il flusso di aiuti umanitari a Gaza e Biden non limiterà i trasferimenti di armi a Israele come aveva&nbsp;<a href="https://apnews.com/article/israel-gaza-humanitarian-aid-blinken-austin-887ae388a022215f71309ab6def12103">minacciato di fare un mese fa</a>&nbsp;se la situazione non fosse migliorata&#8221;. Nel frattempo, però, &#8220;i gruppi di soccorso affermano che le condizioni sono peggiori rispetto a qualsiasi altro momento&nbsp;<a href="https://apnews.com/hub/israel-hamas-war">della </a><strong><a href="https://apnews.com/hub/israel-hamas-war">guerra durata 13 mesi</a>&#8220;</strong>, come <a href="https://www.instagram.com/p/DCSg71Axusu/">ha <strong>riportato anche il <em>Washington Post</em></strong>.</a></p>



<p>Il mese passa e Israele ha un altro salvacondotto, l&#8217;ennesimo. Non è valso neanche l&#8217;appello di <strong>99 medici Usa a Biden. A Gaza continueranno a passare pochi aiuti</strong> mentre sul suo territorio cadranno ancora molte bombe. Non poche delle quali americane. Alla fine, dunque, su Gaza si consuma la disfatta politica dell&#8217;amministrazione Biden in via d&#8217;uscita, così come anche una parte della sconfitta elettorale della vice Kamala Harris. &#8220;Non devi essere ebreo per essere sionista&#8221;, ha detto Biden a Herzog nel bilaterale. &#8220;Nella Bibbia, si dice che Giuseppe rafforzerà Israele&#8221;, ha risposto Herzog. &#8220;E chiaramente, signor Presidente, lei lo ha fatto&#8221;, ha aggiunto, <strong>riferendosi al nome di battesimo del presidente, Joseph</strong>. Parole chiare e attuali. Che nell&#8217;ora più complessa per Gaza che attende l&#8217;inverno hanno un peso significativo. </p>
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		<title>Gantz contro Netanyahu, è crisi nel gabinetto di guerra in Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gantz-contro-netanyahu-e-crisi-nel-gabinetto-di-guerra-in-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 May 2024 11:59:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il gabinetto di guerra israeliano è in una fase di altissima tensione dopo che Benny Gantz, nella giornata del 19 maggio, ha minacciato di lasciare il governo parallelo costituito da Benjamin Netanyahu dopo l&#8217;attacco di Hamas del 7 ottobre scorso per coordinare le operazioni belliche a Gaza. Il leader del partito nazionalista di centro Unità &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gantz-contro-netanyahu-e-crisi-nel-gabinetto-di-guerra-in-israele.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520092450622_92b8fd89f8b8ed922b1d131df35b9517-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>gabinetto di guerra israeliano</strong> è in una fase di altissima tensione dopo che <strong>Benny Gantz</strong>, nella giornata del 19 maggio, ha minacciato di lasciare il governo parallelo costituito da Benjamin Netanyahu dopo l&#8217;attacco di Hamas del 7 ottobre scorso per coordinare le <strong>operazioni belliche a Gaza</strong>. Il leader del partito nazionalista di centro <strong>Unità Nazionale,</strong> assieme al collega di partito e ed ex capo di Stato Maggiore <strong>Gadi Eizenkot</strong> maggior esponente dell&#8217;opposizione nel gabinetto di sei membri formato l&#8217;11 ottobre scorso, lamenta a Bibi l&#8217;assenza di una <strong>chiara strategia</strong> per il prosieguo della guerra.</p>



<p>Le richieste di Gantz sono complementari a quelle del <strong>Ministro della Difesa</strong> <strong>Yoav Gallant, <a href="https://it.insideover.com/guerra/gallant-contro-netanyahu-serve-un-piano-per-il-dopoguerra.html">che come ricordato su queste colonne</a></strong> ha nelle scorse giornate avuto un aspro confronto con Netanyahu sull&#8217;assenza di un <strong>piano chiaro per il dopoguerra</strong> nella Striscia di Gaza e sul fatto che Israele rischi di navigare a vista. In una dichiarazione resa ai media israeliani Gantz ha dato come <strong>ultimatum a Netanyahu la giornata di sabato 8 giugno</strong> per presentare un piano sul dopoguerra a Gaza. Sul quale oggi Bibi, che ancora deve capire la visione da dare alla Gaza che intende plasmare, brancola nel buio.</p>



<p>L&#8217;impressione è che per l&#8217;ultradestra nazionalista israeliana, quella rappresentata dal &#8220;falco&#8221; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/israele-il-falco-ben-gvir-vola-in-ospedale-la-sua-auto-si-e-ribaltata.html">Itamar Ben Gvir</a>, ministro della Sicurezza Nazionale, la <strong>guerra ai palestinesi sia un fine e non un mezzo</strong> per obiettivi strategici e che questa visione plasmi anche l&#8217;operatività di Netanyahu, per il quale una <em>endless war</em> se non ai palestinesi in toto quantomeno ad Hamas è funzionale per l&#8217;obiettivo di <strong>mantenere il potere</strong>. E così Netanyahu, che per questioni internazionali non può esporsi troppo sui progetti para-annessionistici degli ultranazionalisti, si limita a vaghe prese di posizione: non vuole rendere <strong>Gaza un &#8220;Fatahstan&#8221;, cioè darla all&#8217;Autorità Nazionale Palestinese,</strong> ma intende distruggere quello che chiama &#8220;<strong>Hamastan&#8221;</strong>. E al contempo non dice nulla su come <strong>vincere la guerra: offensiva su Rafah, si o no?</strong> Occupazione mirata di aree della Striscia o <strong>creazione di una fascia securitaria?</strong> E che fare delle infrastrutture militari di Hamas?</p>



<p>Contro tutto questo Gallant ha <strong>aperto una breccia</strong> interna al governo chiedendo chiarezza. E Gantz si è inserito, rumorosamente. Col Ministro della Difesa attuale, tra i &#8220;pragmatici&#8221; dell&#8217;esecutivo del Likud e degli alleati di destra Gantz, che questo dicastero lo ha guidato, condivide il passato militare e la conoscenza delle forze armate e dell&#8217;intelligence. Sa che una lunga guerra può logorare l&#8217;operatività militare e l&#8217;immagine dell&#8217;Israel Defense Force ed è conscio dell&#8217;esposizione politica, diplomatica e operativa che Israele subisce nella regione, con tanto di perdita di prestigio, per la guerra e i suoi spin-off. &#8220;È necessario un cambiamento strategico, non una perdita di tempo. Dobbiamo stabilire una strategia nazionale&#8221;, ha detto rivolgendosi a Netanyahu e facendo un primo passo, forte del ruolo politico di capo dell&#8217;opposizione, membro del gabinetto di guerra e primo leader nei sondaggi di opinione. Gantz propone &#8220;un cambiamento strategico, non una perdita di tempo. Dobbiamo stabilire una strategia nazionale&#8221; su cui, a suo avviso, <strong>bisogna innestare una strategia multi-laterale</strong>. Per Gantz Israele dovrebbe adoperarsi a &#8220;creare un meccanismo internazionale di governo civile per Gaza, che comprenda elementi americani, europei, arabi e palestinesi – che servirà anche come base per un’alternativa futura&#8221;.</p>



<p>Una mossa che mostra le strategie di Gantz, che ormai ad alta voce parla come un <strong>primo ministro &#8220;parallelo&#8221;</strong> forte di un grande ascendente presso le cancellerie internazionali, rinverdito da un recente viaggio a Washington. La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato puntano su di lui così come il Pentagono punta su Gallant per evitare un <strong>esplosivo cocktail di tensioni politico-militari</strong> capace di far deragliare una guerra che si trascina da quasi otto mesi senza prospettive di fine. In una dichiarazione pubblicata come nota personale, Gantz ha <strong>inoltre proposto</strong> di ampliare il protocollo securitario di Israele riprendendo un vecchio pallino della diplomazia di Tel Aviv. Nel quadro dei piani per il dopoguerra a suo dire serve &#8220;avanzare la normalizzazione con l’Arabia Saudita come parte di un processo globale per creare un’alleanza con il mondo libero e l’Occidente contro l’Iran e i suoi alleati”. Un punto esiziale che mostra quanto la <strong>manovra di accerchiamento politico al primo ministro</strong> passi anche, se non soprattutto, per la ricerca di alternative a Netanyahu da parte delle cancellerie più vicine a Israele. A partire, ovviamente, dagli Usa, che in queste settimane <strong>hanno ripreso a spingere sulla triangolazione </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/via-da-gaza-basta-insediamenti-e-stato-di-palestina-larabia-saudita-detta-le-sue-condizioni.html"><strong>Tel Aviv-Riad-Washington</strong> per dare concretezza securitaria agli Accordi di Abramo.</a></p>



<p>L&#8217;uno due Gallant-Gantz mette Netanyahu di fronte a una prospettiva: scegliere se tirare dritto o <strong>aprire a una <em>road map</em> per cercare soluzioni militari e politiche alla guerra</strong> e per costruire gli scenari di domani. Ma creare prospettive significa vincolare la propria durata al governo agli eventi, cosa che Bibi ha dimostrato di non poter, saper e voler fare, complice l&#8217;onda lunga di processi e cause giudiziarie che rischia di affrontare qualora si trovasse destituito. Ben Gvir e il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich hanno contestato Gantz. Il primo invitando Netanyahu a cacciarlo dal gabinetto di guerra, il secondo rilanciando l&#8217;idea di <strong>insediare permanentemente Israele a Gaza</strong>. Nel governo si è aperto un fronte: il gabinetto di guerra da un lato, l&#8217;esecutivo maggioritario alla Knesset dall&#8217;altro. Il solipsismo del nazionalismo israeliano, quello <a href="https://it.insideover.com/guerra/orgogliosa-delle-macerie-di-gaza-le-frasi-shock-della-ministra-israeliana.html">&#8220;orgoglioso delle macerie di Gaza&#8221;</a> da una parte. Uno Stato che si trova a dover dialogare con alleati e partner mentre si trova nelle secche di un conflitto senza fine dall&#8217;altro. In mezzo, Netanyahu contro Gantz. L&#8217;eterno dualismo della recente politica israeliana, oggi in guerra. Dalla cui soluzione dipenderà una grossa fetta del futuro della regione.</p>
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