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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La repressione di Jenin mostra quanto l&#8217;Anp è distante dalla vera Palestina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-repressione-di-jenin-mostra-quanto-lanp-e-distante-dalla-vera-palestina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Umbrello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 16:38:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cisgiordania]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1213" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-600x379.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-1024x647.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-768x485.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-1536x970.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi giorni, le forze di sicurezza dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese (ANP) hanno intensificato la loro offensiva contro le forze di resistenza nel campo profughi di Jenin, anima della resistenza palestinese. Il campo, un simbolo di lotta contro l&#8217;occupazione israeliana, è diventato teatro di incursioni e repressioni che non hanno nulla a che fare con il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-repressione-di-jenin-mostra-quanto-lanp-e-distante-dalla-vera-palestina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1213" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-600x379.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-1024x647.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-768x485.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-1536x970.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi giorni,<strong> le forze di sicurezza dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese (ANP) </strong>hanno intensificato la loro offensiva contro le forze di resistenza nel<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-battaglia-di-jenin-mostra-la-fragilita-della-palestina.html"> campo profughi di Jenin,</a></strong> anima della resistenza palestinese. Il campo, un simbolo di lotta contro l&#8217;occupazione israeliana, è diventato teatro di incursioni e repressioni che non hanno nulla a che fare con il benessere del popolo palestinese, ma piuttosto con gli interessi di un&#8217;autorità sempre più alienata dalla sua gente.</p>



<p>Le forze dell&#8217;ANP, in coordinamento con Israele, hanno preso di mira i membri delle Brigate di Jenin, cercando di estirpare la resistenza armata che cresce sempre più, spinta dalla disperazione di un popolo abbandonato dalla propria leadership. Con cecchini posizionati sui tetti che sparano in modo casuale sui civili, quasi fosse un macabro gioco, la violenza colpisce indiscriminatamente. Tra le vittime si trovano anche<strong> civili innocenti, come l&#8217;adolescente Rebhi Shalabi,</strong> ucciso mentre guidava disarmato la sua moto nel campo profughi della città. La sua morte, avvenuta il 18 dicembre, è stata ripresa dalle telecamere, scatenando un&#8217;inevitabile ondata di indignazione. Non solo Shalabi, ma anche un ragazzino di 13 anni e un comandante delle Brigate Jenin, ricercato da Israele, sono stati uccisi durante lo stesso raid. </p>



<p>L&#8217;Autorità Nazionale Palestinese ha assunto la piena responsabilità per l&#8217;omicidio di Shalabi, ma non sono state prese misure per arrestare gli ufficiali coinvolti o avviare un&#8217;inchiesta, aumentando ulteriormente la rabbia nelle strade. Vale la pena precisare che si tratta di episodi che non sono isolati, ma fanno parte di un disegno più ampio volto a rafforzare il controllo dell&#8217;ANP sulla Cisgiordania, agendo come strumento di Israele piuttosto che come vero rappresentante dei diritti del popolo palestinese. Nessun tipo di giustificazione dell&#8217;operazione è riuscita a convincere e calmare i <strong>24.000 rifugiati palestinesi che vivono nel campo</strong>, che da più di un anno sopportano incursioni e raid israeliani sempre più frequenti. Molti vedono questa campagna come un tentativo di eliminare la resistenza palestinese, in linea con il coordinamento della sicurezza tra l&#8217;ANP e Israele.</p>



<p>Se la brutalità dell&#8217;occupazione israeliana è sempre stata un tema centrale nella resistenza palestinese, la violenza delle forze dell&#8217;ANP di questi giorni ha un sapore ancora più amaro, poiché viene perpetrata da un&#8217;entità che avrebbe dovuto difendere i diritti e le aspirazioni del popolo palestinese. Questo doppio fronte di oppressione ha spinto molti palestinesi a riflettere sulla vera natura dell&#8217;ANP: un ente che, pur dichiarandosi rappresentante del popolo, non ha mai ricevuto un vero mandato popolare. Il suo presidente, <strong>Mahmoud Abbas</strong>, rimane alla guida di un&#8217;Autorità senza legittimità democratica, da quando nel 2006 non sono più state convocate elezioni.</p>



<p>La realtà politica in Cisgiordania è ormai un paradosso: l&#8217;ANP, sotto la leadership di Abbas, ha formalmente rinunciato alla lotta per la libertà e la sovranità palestinese, sacrificando i diritti fondamentali del popolo a favore di compromessi politici che, oltre a permettergli di rimanere al potere, hanno solo rafforzato la posizione d&#8217;Israele. Gli accordi di sicurezza tra l&#8217;ANP e Israele, così come il coordinamento della sicurezza, sono pratiche consolidate che tradiscono le speranze di milioni di palestinesi che lottano ancora per una Palestina libera e indipendente. Questi accordi, invece di promuovere la giustizia e la sovranità, <strong>favoriscono la cooperazione tra l&#8217;ANP e Israele, </strong>rafforzando il controllo israeliano e l&#8217;autorità di un governo palestinese che non risponde alle esigenze del suo popolo. Abbas, legittimato solo da un sistema corrotto e dai fondi internazionali, ha perso il sostegno della maggior parte della popolazione palestinese, che ormai vede la sua presidenza come un ostacolo alla vera indipendenza e autodeterminazione.</p>



<p>Gli attacchi contro Jenin, quindi, non sono solo un tentativo di reprimere la resistenza palestinese, ma un chiaro segnale del ruolo colluso dell&#8217;ANP con l&#8217;occupazione israeliana. Le forze di sicurezza dell&#8217;ANP, infatti, agiscono come braccio armato per garantire la sicurezza di Israele, non quella del popolo palestinese. In questa prospettiva, la resistenza armata non è vista come un atto di ribellione illegale, ma come una reazione naturale contro un regime che ha abbandonato la sua missione storica.</p>



<p>Esattamente come ho avuto modo di ascoltare qualche mese fa sul posto, i membri delle Brigate Jenin respingono con fermezza la descrizione delle loro attività, definita dalle forze di sicurezza come criminali o illegali. Un alto dirigente del battaglione, che ha parlato in anonimato con The New Arab, ha dichiarato: <strong>&#8220;Le nostre armi non sono destinate al crimine o all&#8217;estorsione</strong>. Le nostre armi sono per la resistenza, per affrontare l&#8217;occupazione israeliana che continua ad assaltare Jenin senza sosta&#8221;. Il leader ha accusato le forze di sicurezza palestinesi di voler “indebolire la resistenza” sotto il pretesto di far rispettare la legge e l’ordine. &#8220;Chi si oppone all&#8217;esercito israeliano quando invade il campo?&#8221; ha chiesto. &#8220;Non siamo forse noi, il battaglione e le altre fazioni armate?&#8221;.</p>



<p>Le Brigate di Jenin, che si oppongono alla repressione dell&#8217;ANP, non solo denunciano la brutalità della leadership palestinese, ma si affermano nella popolazione come l&#8217;unico vero baluardo contro l&#8217;occupazione israeliana. La Jihad Islamica Palestinese (PIJ) e Hamas hanno già condannato la repressione dell&#8217;ANP, accusandola di agire contro il popolo palestinese. La violenza che caratterizza questi conflitti interni è il frutto di anni di fallimenti, sia da parte di Abbas che della comunità internazionale, che ha preferito ignorare la realtà palestinese piuttosto che affrontarla.</p>



<p>L&#8217;assalto delle forze di Abbas contro il campo di Jenin è anche un chiaro tentativo di svuotare di significato la resistenza palestinese, un movimento che cresce nonostante gli sforzi per spegnerlo. Jenin è un simbolo di lotta, un luogo che ha resistito alle incursioni israeliane e che oggi continua ad essere il centro di una resistenza popolare che rifiuta ogni tipo di compromesso con l&#8217;occupazione. La disperazione cresce, e la fiducia nell&#8217;ANP è ormai ai minimi storici.</p>



<p>Un altro aspetto fondamentale di questa situazione è il silenzio dei paesi occidentali e delle istituzioni internazionali di fronte alla repressione che il popolo palestinese sta subendo, non solo da parte di Israele, ma anche dalla sua stessa leadership, che dovrebbe essere il suo difensore. Le forze di sicurezza dell&#8217;ANP, armate e finanziate anche da fondi internazionali, sono usate contro i palestinesi stessi, mentre le potenze mondiali continuano a ignorare la natura antidemocratica e illegittima del regime di Abbas.</p>



<p>Quello che vediamo oggi non è altro che<strong> l’ennesima manifestazione della crisi di leadership e dell&#8217;assenza di un progetto politico chiaro,</strong> che rende il popolo palestinese prigioniero della sua stessa autorità. Il futuro della Cisgiordania sembra sempre più segnato dalla violenza e dalla disillusione. La resistenza palestinese, però, non è morta, e nonostante la violenza interna ed esterna, il popolo palestinese continua a lottare per un futuro libero e sovrano. Le strade di Jenin, seppur silenziose oggi, saranno domani ancora un pilastro della lotta per la libertà e la giustizia, che nessun governo illegittimo, né palestinese né israeliano, potrà mai fermare. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-repressione-di-jenin-mostra-quanto-lanp-e-distante-dalla-vera-palestina.html">La repressione di Jenin mostra quanto l&#8217;Anp è distante dalla vera Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nel sanguinoso tramonto della Mezzaluna sciita anche l&#8217;Iran rischia di implodere</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nel-sanguinoso-tramonto-della-mezzaluna-sciita-anche-liran-rischia-di-implodere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 10:05:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1265" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab-600x395.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab-1536x1012.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 7 ottobre  2023 alla caduta di Assad l'Iran è andato in profondissima crisi. E ora rischia anche sul fronte interno.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1265" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab-600x395.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011005649631_bf7b637cd4316153ca58c53ae83e17ab-1536x1012.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas sembrava rappresentare inizialmente un punto di svolta nella strategia offensiva della<strong> </strong><a href="https://it.insideover.com/energia/iran-e-nucleare-lo-strappo-usa-che-taglia-la-strada-allagenzia-onu.html"><strong>Repubblica Islamica dell’Iran,</strong> </a>suggerendo un possibile rafforzamento del suo ruolo nella regione. Tuttavia, nel corso degli ultimi 14 mesi, tale percezione è stata radicalmente ribaltata. La mezzaluna sciita, già devastata dagli attacchi israeliani, ha infine subito il <a href="https://www.agenzianova.com/news/cade-il-governo-in-siria-assad-introvabile-i-ribelli-prendono-il-controllo-della-tv-di-stato-e-del-palazzo-presidenziale/">colpo di grazia</a> per mano delle milizie ribelli di <em>Hayat Tahrir al-Sham</em> (HTS) e del <em>Syrian National Army</em> (SNA) in Siria, costringendo Teheran a riconsiderare i propri piani e a confrontarsi con una serie di errori strategici che hanno portato a risultati opposti a quelli auspicati.</p>



<p>Per comprendere gli errori di calcolo di Teheran e analizzare le opzioni che ora si trova ad affrontare, è utile ripercorrere gli eventi dell’ultimo anno. Per decenni l’Iran ha investito sulla creazione di una rete di milizie e alleanze con l’obiettivo di limitare l’influenza dei Paesi rivali e, soprattutto, <strong>per scongiurare i piani di accerchiamento e contenimento statunitensi e israeliani.</strong> Gli sforzi per contrastare gli Accordi di Abramo e per indebolire Israele, erano quindi una priorità per Teheran. Tuttavia, l’attacco del 7 ottobre e la successiva risposta israeliana hanno messo a nudo le debolezze di questa strategia.</p>



<p>L’Iran, probabilmente, si aspettava che la ritorsione di Israele contro Hamas a Gaza avrebbe provocato un’insurrezione di buona parte delle popolazioni arabe, contribuendo a frenare l’azione israeliana. In realtà, non solo l’Iran, ma anche molti altri Paesi confidavano nel fatto che, a seguito del prevedibile spargimento di sangue a Gaza, <strong>la pressione internazionale sarebbe riuscita a limitare la reazione di Tel Aviv.</strong> Tuttavia, questo scenario non si è verificato. Nonostante le proteste iniziali, i Paesi della regione, come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Giordania, si sono dimostrate <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/paesi-arabi-silenzio-israele-gaza-strategia-guerra-libano-egitto-arabia-saudita-emirati-qatar-giordania-unifil-tsj77npv?utm_source=chatgpt.com">riluttanti</a> a compromettere i rapporti con Israele e gli Stati Uniti per difendere il popolo palestinese. Ciò ha lasciato Hamas e i suoi sostenitori senza il supporto che Teheran aveva sperato di ottenere. Allo stesso modo, Tel Aviv ha reso chiaro a tutti di non curarsi delle condanne e delle pressioni internazionali, forte anche del fatto che l’unico sostegno a lui necessario era quello che non gli è stato, dopotutto, mai negato: quello statunitense. </p>



<p>Ma Teheran ha commesso altri errori di valutazione, strategicamente più rilevanti. Da un punto di vista più generale, quindi meno evidente, <strong>vi è la questione della crisi della deterrenza americana. </strong>Aspetto, questo, che ha condizionato la decisione russa di invadere l’Ucraina, appena sette mesi dopo il ritiro degli Usa dall’Afghanistan, le cui modalità hanno fatto sì che i rivali degli Stati Uniti vedessero in tale evento il segnale di un indebolimento generale degli americani e di un loro interesse a disimpegnarsi progressivamente da alcuni teatri per dedicarsi alla minaccia principale: la Cina. Del resto, soprattutto in Medio Oriente, gli <a href="https://geopoliticalfutures.com/withdrawal-from-the-middle-east/">indizi</a> in tal senso erano evidenti.</p>



<p>Vista la reazione Usa in Ucraina dove, nonostante il sostegno finanziario e in armamenti, gli Usa hanno evitato il coinvolgimento diretto, probabilmente l’Iran ha valutato che, allo stesso modo, Washington si sarebbe limitato al sostegno “da remoto” a Israele, ancor più perché impegnato proprio sul fronte europeo. Al contrario di quanto alcuni si aspettavano, però,<strong> il supporto Usa a Israele non è mancato</strong>, anzi, quello diretto a proteggere il territorio israeliano è stato anche maggiore (dalla <a href="https://tg24.sky.it/mondo/2024/10/17/thaad-israele-sistema-antimissile-usa">fornitura</a> del sistema antimissili THAAD, alla presenza di <a href="https://www.defensenews.com/news/pentagon-congress/2024/08/26/two-us-aircraft-carriers-to-stay-in-middle-east-after-hezbollah-attack/">due portaerei</a> nella regione, per citare solo alcuni esempi), tanto da provocare <a href="https://asiatimes.com/2024/04/zelensky-begs-for-israels-level-of-us-support/">frustrazione</a> nello stesso Zelensky.</p>



<p>Oltre che dal un punto di vista strategico generale, le aspettative iraniane sono state smentite anche sul piano militare. L’obiettivo dichiarato di Israele di “distruggere Hamas” cozzava con la realtà dei fatti, con l’<a href="https://www.limesonline.com/rivista/editoriale-di-limes-92024--la-notte-di-israele--17535645/#:~:text=La%20guerra%20al%20terrorismo%2C%20ovvero%20alla%20modalit%C3%A0%20bellica%20di%20norma%20adottata%20dal%20debole%20contro%20il%20forte%2C%20esclude%20la%20deterrenza.%20A%20meno%20di%20terrorizzare%20i%20terroristi.%20O%20di%20sterminarli%20tutti.">idea</a> cioè che fosse impossibile distruggere con mezzi convenzionali un’organizzazione paramilitare che utilizza tattiche di guerra non convenzionali. Da tale assunto derivava anche il <a href="https://ilmanifesto.it/colloquio-biden-netanyahu-non-fate-i-nostri-errori">monito</a> di Biden rivolto a Netanyahu quando, <strong>pochi giorni dopo l’attacco di Hamas</strong>, avvertì il primo ministro israeliano di non commettere i loro stessi errori, riferendosi alle scelte dell’amministrazione Bush Jr. compiute all’indomani dell’11 settembre 2001.</p>



<p>Il principio rimane corretto. Dopo più di un anno di guerra e distruzione a Gaza, Hamas ha sicuramente subito un colpo devastante e i vertici dell’organizzazione sono stati decapitati. Ma il fatto che, ad oggi, Hamas sia annichilita, non significa che sia distrutta. Essa nasce dal sentimento di resistenza contro il nemico israeliano e finché ci saranno palestinesi che abiteranno quelle terre, nuove organizzazioni saranno destinate a riapparire.&nbsp;</p>



<p>Tuttavia, se l’obiettivo di distruggere totalmente le organizzazioni di resistenza palestinese è impossibile da raggiungere e da mantenere, la modalità con cui è stata condotta la guerra a Gaza ha permesso a Israele di ottenere risultati importanti in altri teatri, i quali colpiscono più direttamente l’Iran. Quest’ultimo, infatti, sperava nella guerra simultanea contro Tel Aviv delle diverse organizzazioni da lei appoggiate, e di fatti così è accaduto. <strong>Hezbollah, dal Libano, si è <a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2023/10/08/hezbollah-and-israel-exchange-fire-as-israeli-soldiers-continue-to-battle-hamas_6156563_4.html">unito</a> subito ad Hamas nella lotta contro Israele.</strong> Nel giro di poche settimana è <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/israel-warns-possible-hostile-aircraft-near-red-sea-city-eilat-2023-10-31/">stata la volta</a> degli Huthi dello Yemen. Dopo un mese, quindi, Israele si è trovata con tre fronti aperti. Teheran forse immaginava che una simile pressione, unita ad altri fattori politico-diplomatici, portasse Tel Aviv a fare un passo indietro. Gli eventi però sono andati diversamente.</p>



<p>Israele ha dimostrato che una risposta convenzionale, violenta e ben organizzata può, in determinate circostanze, contrastare efficacemente la guerra asimmetrica orchestrata da Teheran e dai suoi alleati. L’efficacia di una tattica, tuttavia, va valutata in relazione agli obiettivi prefissati. Se l’intento è la totale distruzione di un’organizzazione paramilitare, il rischio di fallire è elevato. Al contrario, <strong>se l’obiettivo è colpire lo Stato che sostiene tali organizzazioni</strong>, spezzando il legame che fornisce loro risorse e supporto vitale, allora si può affermare che la strategia israeliana abbia avuto successo.</p>



<p>La tattica israeliana si è basata sull’affrontare i fronti di battaglia uno alla volta. Inizialmente, ha concentrato i suoi sforzi su Hamas e sulle aree di Gaza e Cisgiordania, neutralizzando gran parte della capacità operativa del gruppo palestinese. Contemporaneamente, ha mantenuto una posizione difensiva nei confronti di Hezbollah, evitando un’escalation immediata sul fronte libanese. Solo dopo aver reso quasi del tutto inoffensivo Hamas, a settembre 2024, <strong>ha rivolto la sua attenzione verso Hezbollah</strong>. Ha eliminato i vertici dell’organizzazione, colpito numerosi depositi di armi e infine avviato un’operazione di terra nel sud del Libano. Tutto ciò ha portato all’<a href="https://www.limesonline.com/articoli/il-testo-dell-accordo-tra-hezbollah-e-israele-17847866/?ref=LHTP-BH-I17692635-P1-S4-T1">accordo</a> sul “cessate il fuoco”, entrato in vigore il 27 novembre – tregua in verità già infranta da ambo le parti.<br>Con Hamas reso inoffensivo, Hezbollah fortemente indebolito e costretto alla tregua, anche a seguito dell’<a href="https://www.theguardian.com/world/2024/nov/14/israeli-strikes-intensify-on-three-fronts-as-talks-with-hezbollah-reach-critical-stage">intensificazione</a> dei bombardamenti israeliani alle linee di rifornimento in Siria, e gli Huthi focalizzati principalmente sui flussi nel Mar Rosso, <strong>Israele è riuscito a spezzare l’accerchiamento delle milizie filoiraniane</strong>, infliggendo un duro colpo a Teheran – da qui anche l’origine dello scambio di attacchi diretti tra Israele e Iran, intercorsi tra i mesi di settembre e ottobre.</p>



<p>La variabile temporale si è rivelata una delle più determinanti nel definire gli equilibri del conflitto. È probabile che Teheran si aspettasse una crisi più breve, simile ad altre operazioni israeliane caratterizzate da alta intensità e durata limitata. Tuttavia, <strong>il conflitto si è protratto molto più a lungo</strong>, mettendo a dura prova la capacità iraniana di sostenere contemporaneamente sia le proprie esigenze interne sia il rifornimento delle milizie alleate. Israele, al contrario, ha potuto contare su un flusso continuo di risorse e forniture militari, tecnologie avanzate e supporto dall’Occidente, con gli Stati Uniti in prima linea. Questo squilibrio tra le capacità di approvvigionamento delle due parti ha avuto un impatto significativo nell’indebolimento degli alleati dell’Iran.</p>



<p>All’alba del 7 ottobre, l’Iran godeva di una notevole influenza in Asia Occidentale. Questa si estendeva all’Iraq, Siria, Libano e Yemen. Il cosiddeto “<a href="https://www.limesonline.com/carte/l-impero-persiano-e-i-suoi-nemici-14706555/#:~:text=corridoio%20imperiale%20iraniano">corridoio imperiale</a>”, che collega Teheran al Libano attraversando Iraq e Siria, rappresentava <strong>il pilastro strategico della proiezione iraniana verso il Mediterraneo.</strong> Tuttavia, dopo oltre un anno di conflitto, le ambizioni di Teheran si sono frantumate, evidenziando i limiti concreti delle scelte alla base della sua strategia di espansione nella regione. <strong>Il logoramento di Hezbollah e delle forze iraniane in Siria</strong>, combinato con l’indebolimento della presenza russa nella regione, ha accelerato il collasso del regime di Damasco di fronte all’avanzata dei ribelli siriani, supportati dalla Turchia.</p>



<p>La caduta del regime di Bashar al-Assad in Siria segna un duro colpo per la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran. Non si tratta solo della perdita di un alleato strategico, ma soprattutto <strong>del collasso dell’essenziale corridoio che collegava Teheran al Libano</strong>. Questo evento mina profondamente la capacità dell’Iran di proiettare la propria influenza oltre i confini. Teheran, ora, sarà costretta a ripiegare in Iraq, ultimo baluardo strategico lungo il suo confine occidentale.</p>



<p>Di fronte a questa nuova realtà, le opzioni strategiche a disposizione dell’Iran si restringono drasticamente. Se fino a poche settimane fa un ritiro tattico poteva essere utilizzato come leva negoziale, ora questa possibilità gli è stata tolta con la forza. Con il collegamento vitale tra Siria e Libano spezzato, <strong>Teheran si ritrova a puntare quasi esclusivamente sulla carta <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/iran-tra-siria-e-libano-se-crolla-lasse-della-resistenza-193634">nucleare</a>,</strong> ormai l’unico strumento rimasto per mantenere una significativa capacità di deterrenza e influenza regionale.</p>



<p>Tutto ciò influisce anche sul rapporto con le milizie filo-iraniane nella regione, come Hezbollah e le fazioni palestinesi. Senza il corridoio siriano, il sostegno materiale e logistico a questi alleati diventa estremamente complicato. <strong>L’Iran è ora obbligato a ridimensionare il proprio ruolo di sostenitore </strong>diretto, affidandosi sempre più a strategie indirette e simboliche. Tuttavia, questa riduzione della capacità di proiezione di potenza mette ulteriormente a rischio la credibilità del regime, tanto sul piano interno quanto su quello internazionale.</p>



<p>All&#8217;interno del Paese, da tempo attraversato da <a href="https://www.limesonline.com/rivista/la-carica-degli-ultraconservatori-16175039/">profonde divisioni</a> tra le varie fazioni, i recenti eventi non fanno che amplificare i conflitti, ponendo la questione nucleare al centro del dibattito. I <strong>principalisti</strong>, eredi diretti della rivoluzione islamica, data la gravità della situazione, potrebbero essere inclini a promuovere un approccio pragmatico. La loro tradizionale &#8220;pazienza strategica&#8221; potrebbe portarli a considerare l’idea di limitare il programma nucleare in cambio di un alleggerimento delle sanzioni economiche, nella speranza di salvaguardare la stabilità del regime. Per loro, la sopravvivenza della Repubblica Islamica viene prima di qualsiasi ambizione espansionistica.</p>



<p>Di tutt’altro avviso sono gli <strong>ultraconservatori</strong>, per i quali il programma nucleare è un simbolo irrinunciabile di sovranità e potenza. Per questa fazione, storicamente promotrice di un interventismo più deciso nel teatro mediorientale e rappresentata principalmente dai Pasdaran e dalle milizie Basij, il possesso di un arsenale atomico rimane l’unica garanzia di sicurezza contro le pressioni esterne.</p>



<p>Infine la <strong>terza generazione</strong>, composta dai giovani cresciuti dopo il 2000, il cui ruolo rimane marginale nelle dinamiche decisionali ma che rappresentano una parte significativa della popolazione.</p>



<p>Segnati dalla crisi economica e dall’isolamento internazionale, <strong>i giovani iraniani chiedono una riduzione delle ostilità con l’Occidente </strong>al fine di migliorare le condizioni economiche interne. Sebbene il loro peso politico diretto sia limitato, la pressione che esercitano sul regime potrebbe costringere i leader a rivedere le priorità nazionali.</p>



<p>In un simile contesto di contrapposizioni si inserisce la presidenza di Masoud Pezeshkian, riformista moderato, che ha costruito la propria <a href="https://www.rusi.org/explore-our-research/publications/commentary/pezeshkian-paradox-irans-new-president-and-irgc#:~:text=those%20who%20did%20(his%20constituency)%20did%20so%20precisely%20to%20stop%20and%20reduce%20the%20IRGC%E2%80%99s%20stranglehold%20over%20Iranian%20society%2C%20economics%20and%20politics">legittimità politica</a> sulla promessa di risolvere i problemi economici interni e <a href="https://www.lastampa.it/esteri/2024/07/08/news/iran_riformista_pezeshkian_nucleare_potere-14456693/">dichiaratamente</a> a favore della ripresa del dialogo sul nucleare con gli Usa e la comunità internazionale.</p>



<p>Pezeshkian si trova oggi in una posizione di estrema difficoltà. Il suo margine di manovra è ridotto dall’opposizione degli ultraconservatori, che controllano settori chiave delle istituzioni e dell’industria e ostacolano qualsiasi tentativo di apertura al dialogo con l’Occidente.</p>



<p>Impegnato a coniugare le richieste di riforma sociale con una strategia di riduzione delle tensioni, Pezeshkian cercherà probabilmente di sfruttare le <a href="https://www.agenzianova.com/news/iran-pedde-a-nova-pezeshkian-puo-sfruttare-le-spaccature-dei-conservatori/">crescenti divisioni</a> all&#8217;interno dei conservatori della prima generazione. Tra questi, è possibile che, alla luce delle recenti sconfitte, alcuni ritengano che l’Iran non sia più nelle condizioni di mantenere un atteggiamento di scontro frontale con i suoi rivali senza rischiare di aggravare ulteriormente una situazione interna già fragile e innescare una crisi potenzialmente devastante.</p>



<p>In questo scenario, sia l&#8217;ala riformista-moderata sia quella ultraconservatrice si trovano ad affrontare serie difficoltà. I primi, alla luce dei duri colpi subiti dalla Repubblica Islamica, potrebbero incontrare diversi ostacoli nell’opporsi alla soluzione nucleare, proposta da tempo dai pasdaran. Gli ultraconservatori, dal canto loro, rischiano di essere oggetto di pesanti critiche interne per gli esiti negativi delle recenti scelte strategiche. Essendo stati i principali promotori di una politica estera aggressiva e dell’espansione dell’influenza regionale attraverso il sostegno diretto alle milizie filoiraniane, le sconfitte subite potrebbero essere interpretate come il fallimento della loro strategia. Questo potrebbe spingere parte del regime a mettere in discussione tale approccio, aprendo la strada a un ripensamento delle priorità e alla ricerca di opzioni alternative.</p>



<p>Ma il futuro dell’Iran è reso ancora più incerto dall’età avanzata della Guida Suprema, l’ottantacinquenne Ali Khamenei. La sua eventuale scomparsa potrebbe innescare una lotta di potere senza precedenti, esacerbando le divisioni interne. I Pasdaran potrebbero tentare di consolidare la propria influenza decisionale a scapito dei principalisti della prima generazione, attraverso una riduzione dei poteri della Guida Suprema, così come già avvenuto nel <a href="https://www.limesonline.com/rivista/la-carica-degli-ultraconservatori-16175039/#:~:text=La%20riforma%20del%2024%20aprile%201989">1989</a> alla morte di Khomeini.</p>



<p>Infine, da non sottovalutare è il ruolo che potrà svolgere ora l’Occidente e gli Stati Uniti in particolare.</p>



<p>Se, forti dei colpi subiti dall’Iran, cercheranno di tendere una mano al regime per portarlo al tavolo delle trattative sul nucleare, offriranno all’ala riformista iraniana un assist per arginare le pretese degli ultraconservatori. Al contrario, se perseguiranno la linea della “<a href="https://www.agenzianova.com/news/usa-trump-pronto-a-massima-pressione-per-mandare-in-bancarotta-liran/">massima pressione</a>”, il margine di manovra dei moderati sarà ridotto in favore dei pasdaran.</p>



<p>In ogni caso, qualsiasi scelta venga presa, il rischio che le sconfitte esterne si riversino con forza sul fronte interno è altamente probabile e apre a scenari ancor più imprevedibili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nel-sanguinoso-tramonto-della-mezzaluna-sciita-anche-liran-rischia-di-implodere.html">Nel sanguinoso tramonto della Mezzaluna sciita anche l&#8217;Iran rischia di implodere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Letture &#8211; I videogiochi vanno alla guerra nel conflitto di Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/letture-i-videogiochi-vanno-alla-guerra-nel-conflitto-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2024 09:44:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I videogiochi sono un'arma di propaganda fondamentale nella guerra a Gaza e hanno un "peso" che cresce in continuazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/letture-i-videogiochi-vanno-alla-guerra-nel-conflitto-di-gaza.html">Letture &#8211; I videogiochi vanno alla guerra nel conflitto di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729111054588_dbfefd402e1da56bb2f94d667eabac70-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong><em>Valère Llobet e Théo Claverie </em></strong><em>hanno scritto questo interessante articolo sull&#8217;uso di immagini tratte da videogiochi per creare disinformazione nel conflitto a Gaza per il <strong><a href="https://cf2r.org/psyops/le-jeu-video-et-le-conflit-israelo-palestinien/">Centre Français de Recerche sur le Renseignement</a></strong>. Giuseppe Gagliano lo ha tradotto in italiano</em> <em>per InsideOver</em></p>



<p>Nella conclusione di una <a href="https://cf2r.org/rta/le-jeu-video-et-la-guerre-en-ukraine/#:~:text=Au%2Ddel%C3%A0%20de%20l'affrontement,un%20co%C3%BBt%20financier%20relativement%20faible.">precedente pubblicazione,</a> avevamo brevemente menzionato l&#8217;uso distorto di immagini tratte da videogiochi come strumento di disinformazione nel contesto della guerra Israele-Hamas. Infatti, dall&#8217;inizio del conflitto e dai massacri del 7 ottobre 2023, si osserva un fenomeno simile a quello già in atto nel conflitto attuale tra Ucraina e Russia.</p>



<p>Tuttavia, l&#8217;uso del mezzo videoludico nel contesto del conflitto israelo-palestinese non è nuovo. Tra propaganda e disinformazione, il conflitto si è esteso da diversi anni sul terreno videoludico. Citiamo, ad esempio, il gioco Special Force, sviluppato nel 2003 dal <strong>Hezbollah Central Internet Bureau,</strong> l&#8217;organismo incaricato della gestione dell&#8217;«architettura internet del Partito di Dio», che pone il giocatore nei panni di un membro della milizia che deve combattere le truppe israeliane nel sud del Libano durante l&#8217;occupazione della regione tra il 1985 e il 2000.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="279" height="358" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Special_Force_2003_cover.jpg" alt="" class="wp-image-431498" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Special_Force_2003_cover.jpg 279w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Special_Force_2003_cover-234x300.jpg 234w" sizes="auto, (max-width: 279px) 100vw, 279px" /></figure>
</div>


<p>Così, l&#8217;uso del videogioco è in realtà una <strong>componente importante</strong> del conflitto israelo-palestinese, con la maggior parte degli attori coinvolti direttamente come Israele e Hamas, o indirettamente come Hezbollah e Iran, che non esitano a ricorrere a questo mezzo per portare i loro narrativi e condurre una guerra informativa contro i loro nemici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il videogioco come strumento di propaganda</strong></h2>



<p>Il conflitto israelo-palestinese, per la sua antichità e importanza sulla scena internazionale, ha da tempo integrato il<strong> videogioco come una componente delle operazioni di propaganda</strong> e di influenza dei diversi attori di questo conflitto.</p>



<p>Prima di tutto, è necessario notare che dal 7 ottobre, il ricorso ai videogiochi come strumento di propaganda segue il modello già in atto nel conflitto russo-ucraino. Infatti, in quest&#8217;ultimo, si sono visti giocatori russi ricostruire la battaglia di Soledar in Minecraft o ancora una parata online, sul gioco Roblox, in occasione della festa nazionale russa. Nel contesto del conflitto israelo-palestinese, gli stessi giochi sono stati utilizzati. Citiamo, ad esempio, la ricostruzione di un video di uomini di Hamas che attaccano un carro armato israeliano in <strong>Minecraft,</strong> o ancora l&#8217;organizzazione di manifestazioni pro-palestinesi su Roblox.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/videogioco-palestinese-1024x576-1.jpeg" alt="" class="wp-image-431500" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/videogioco-palestinese-1024x576-1.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/videogioco-palestinese-1024x576-1-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/videogioco-palestinese-1024x576-1-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/videogioco-palestinese-1024x576-1-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/videogioco-palestinese-1024x576-1-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Questi esempi recenti rappresentano solo una piccola parte dell&#8217;uso del videogioco come strumento di propaganda da parte di gruppi palestinesi. Possiamo citare il gioco per computer <strong>The Liberation of Palestine </strong>uscito nel 2014, o ancora il titolo mobile <strong>Gaza-man</strong>, uscito nel 2015. Quest&#8217;ultimo mette in scena il supereroe palestinese eponimo che deve affrontare e distruggere il massimo di veicoli e truppe di Tsahal per accumulare punti. Questo gioco creato da attivisti gazaui è lontano dall&#8217;essere un caso isolato; oltre ai numerosi progetti simili con mezzi modesti e spesso disponibili su mobile – come il satirico <strong><em>Raid Gaza!, Rocket Pride, Gaza Defender, Gaza Hero </em></strong>o ancora Liyla and the Shadows of War –, esistono anche giochi molto più ambiziosi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="656" height="492" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/9130cd94-c3ff-11e4-8449-728dbb91cb1a.jpg" alt="" class="wp-image-431501" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/9130cd94-c3ff-11e4-8449-728dbb91cb1a.jpg 656w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/9130cd94-c3ff-11e4-8449-728dbb91cb1a-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/9130cd94-c3ff-11e4-8449-728dbb91cb1a-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px" /></figure>



<p>Il gioco più riuscito e più popolare è sicuramente <strong><em>Fursan al-Aqsa: The Knights of the Al-Aqsa Mosque</em></strong>, sviluppato ed edito da Nidal Nijm Games. Il gioco pubblicato nell&#8217;aprile 2022 è disponibile in cinque lingue, tra cui l&#8217;arabo e l&#8217;ebraico, ed è stato creato da Nidal Nijem, un palestinese residente in Brasile il cui padre era membro del Fatah. Il titolo, disponibile in due versioni (una originale e una versione remake che «migliora la grafica, la fisica»), racconta la storia di uno studente palestinese, Ahmad al-Falastini, che dopo essere stato ingiustamente torturato e imprigionato per cinque anni, e la cui famiglia è stata uccisa da un attacco aereo, decide di vendicarsi. In questo gioco che riprende numerosi simboli e slogan propri della causa palestinese, i giocatori affrontano poliziotti e soldati israeliani nel contesto di eventi reali, come la battaglia di Nablus nell&#8217;aprile 2002, o di eventi fittizi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="460" height="215" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fursan_al-Aqsa_-_The_Knights_of_the_Al-Aqsa_Mosque_2022_Steam_Cover.jpg" alt="" class="wp-image-431502" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fursan_al-Aqsa_-_The_Knights_of_the_Al-Aqsa_Mosque_2022_Steam_Cover.jpg 460w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fursan_al-Aqsa_-_The_Knights_of_the_Al-Aqsa_Mosque_2022_Steam_Cover-300x140.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px" /></figure>



<p>Sebbene il suo creatore affermi che il suo gioco «non è più violento di qualsiasi altro gioco fatto negli Stati Uniti, che sia Mortal Combat, Grand Theft Auto o Call Of Duty, (…) o che qualsiasi altro gioco standard di oggi», la violenza grafica del titolo solleva interrogativi. Infatti, mentre i giochi precedentemente citati offrono una violenza cruda, <strong>Fursan al-Aqsa </strong>va oltre proponendo, tra l&#8217;altro, di eviscerare soldati e poliziotti israeliani con una motosega, di bruciarli vivi, o ancora di finirli con un coltello gridando «Allah &#8216;Akbar». Sebbene il dibattito sulla violenza nei videogiochi non sia recente, se confrontiamo quest&#8217;opera agli altri giochi dello stesso genere, cioè agli FPS che trattano direttamente o si ispirano a conflitti reali, è chiaro che licenze come Call Of Duty o Battlefield non offrono un tale condensato di rappresentazioni violente e generalmente non vanno così lontano come Fursan al-Aqsa. Aggiungiamo anche che Nidal Nijem tiene apertamente posizioni virulente sui social media e promuove azioni violente nei confronti di responsabili politici e di media israeliani.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La guerra Israele-Iran? Invenzione da videogiochi</strong></h2>



<p>Nel contesto delle tensioni esistenti tra Israele e il suo alleato americano di fronte allo sviluppo dell&#8217;influenza iraniana e soprattutto alla sua acquisizione dell&#8217;arma atomica, i videogiochi hanno più volte messo in scena un possibile conflitto tra questi attori. Citiamo, tra gli altri, la serie di giochi<strong> Heavy Fire, </strong>che propone di infiltrarsi in territorio iraniano e distruggere installazioni nucleari prima del lancio di un missile, o ancora il celebre <strong>Battlefield 3</strong>, che propone ai giocatori di incarnare soldati americani partecipanti all&#8217;invasione dell&#8217;Iran. Precisiamo che nel gioco, i principali antagonisti sono i membri di un&#8217;organizzazione iraniana, il PNR (People&#8217;s Liberation and Resistance), un gruppo fittizio ampiamente ispirato ai Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran) e che è responsabile, tra l&#8217;altro, di un attacco terroristico con arma nucleare perpetrato a Parigi il 13 novembre 2014. Notiamo che il gioco fu considerato da Teheran come propaganda e vietato nel suo territorio.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="460" height="215" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/header.jpg" alt="" class="wp-image-431503" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/header.jpg 460w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/header-300x140.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px" /></figure>



<p>Di contro, l&#8217;Iran utilizza anche le opere videoludiche con un fine di propaganda destinata sia alla sua popolazione che alle altre nazioni. Sebbene i videogiochi, allora in fase iniziale, siano stati banditi dal paese nel 1979 durante la rivoluzione iraniana, il paese ha ricominciato a interessarsene già dal 1995. Inizialmente liberale in materia di creazione, lo Stato ha rapidamente ripreso il controllo producendo giochi tramite istituzioni o organismi controllati dal potere, in particolare attraverso la <strong>Fondazione iraniana per l&#8217;informatica </strong>e i videogiochi fondata nel 2007, o ancora l&#8217;organizzazione paramilitare Basij.</p>



<p>Nella produzione locale si trovano due grandi tipi di giochi: innanzitutto i giochi storici o ambientati nella cultura del paese, come Safir Eshgh – noto anche come Ambassador of Love, Moktar: the season of rebellion –, 1979 Revolution: Black Friday o ancora la serie di giochi Quest of Persia. In questi giochi, viene messa in evidenza la visione del regime di Teheran sulla storia del paese.</p>



<p>In secondo luogo, ci sono giochi mirati a portare la propaganda di Teheran sui conflitti recenti nella regione e soprattutto a prendere di mira i suoi nemici, in primo luogo gli Stati Uniti, ma anche Israele. Citiamo giochi come Special Operation 85: Hostage Rescue – <strong>creato dall&#8217;Unione degli studenti islamisti </strong>– che permette al giocatore di incarnare un membro delle forze speciali iraniane che deve liberare una coppia di scienziati nucleari iraniani rapiti da soldati americani e detenuti in Israele. Menzioniamo anche i giochi Nid du diable, Flotille de la liberté, Missile Strike o ancora Attack on Tel-Aviv che mirano apertamente a Israele. Aggiungiamo ancora il gioco The Commander of the Resistance: Amerli battle, uscito nel 2022, che permette ai giocatori di incarnare combattenti iraniani alle prese con gli uomini dello Stato Islamico. Il gioco, prodotto dalla Basij Cyberspace Organization, la branca digitale dell&#8217;organizzazione Basij, glorifica la figura di Qasem Soleimani che è qui l&#8217;eroe della storia. Notiamo che il secondo episodio della serie di giochi Battle of Persian Gulf mette in scena un personaggio simile al generale Soleimani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Anche Hezbollah è in campo</h2>



<p>In apertura, abbiamo citato il gioco Special Force, creato nel 2003 dal Hezbollah Central Internet Bureau, che pone il giocatore nei panni di un membro della milizia che deve combattere le truppe israeliane nel sud del Libano durante l&#8217;occupazione della regione tra il 1985 e il 2000. Questo gioco non è un&#8217;eccezione, infatti l&#8217;organizzazione ha creato un nuovo gioco nel 2018 chiamato <strong>Sacred Defense &#8211; Protecting the Homeland and the Sanctuaries,</strong> in cui i giocatori incarnano membri di Hezbollah che devono combattere gli uomini dello Stato Islamico. Ispirato a veri combattimenti avvenuti in Siria o in Libano, il gioco si inserisce nella linea di Special Force, sia nel suo obiettivo di valorizzare l&#8217;azione dell&#8217;organizzazione sciita, sia nella sua concezione, che è stata anch&#8217;essa opera del Hezbollah Central Internet Bureau. La creazione di videogiochi da parte di Hezbollah sembra essere una componente ben radicata nella propaganda dell&#8217;organizzazione. Infatti, nel 2007, Hezbollah ha creato Special Force II, basato sulla guerra in Libano del 2006.</p>



<p>Così, dall&#8217;inizio degli anni 2000, ogni conflitto maggiore in cui è direttamente coinvolta l&#8217;organizzazione sembra essere rapidamente adattato in un videogioco, e è molto probabile che questo fenomeno continui negli anni a venire, soprattutto di fronte al rischio attuale di conflitto con Israele. Ricordiamo che il gruppo utilizza anche il mercato dei videogiochi per finanziarsi; è il caso, ad esempio, di un&#8217;organizzazione affiliata a Hezbollah che avrebbe venduto copie pirata di giochi &#8220;per raccogliere fondi, implementando su alcuni giochi immagini e film di propaganda&#8221;.</p>



<p>Notiamo che esistono anche mod (modifiche) sul conflitto; alcuni sono antichi, come il mod Middle East Conflict – che permette ai giocatori di incarnare membri del Hamas o di Hezbollah – o ancora il mod Hamas Naval Commandos – che offre la possibilità ai giocatori di incarnare i Nukhba, l&#8217;equivalente dei commando-marine delle Brigate Izz al-Din al-Qassam. Altri, più recenti, sono apparsi pochi giorni dopo gli <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/all-eyes-on-trump-ma-intanto-a-gaza-si-muore-israele-uccide-141-palestinesi-in-due-giorni.html">eventi del 7 ottobre</a></strong>. Precisiamo che la maggior parte di essi è stata creata per il gioco Digital Combat Simulator. Permettono ai giocatori di ricreare la risposta israeliana, l&#8217;operazione Iron Sword.</p>



<p>Per concludere, sembra che Israele, a differenza di Hamas, Hezbollah e Iran, non abbia ancora utilizzato il mezzo videoludico in modo così sistematico come strumento di propaganda e disinformazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I videogiochi di guerra di Israele</h2>



<p>Per quanto riguarda Israele, si può notare che il paese non utilizza il mezzo videoludico con la stessa intensità e sistematicità di Hamas, Hezbollah e Iran. Tuttavia, non mancano esempi di giochi in cui Israele è raffigurato come il protagonista, specialmente nei contesti di lotta contro il terrorismo. Giochi come <strong>America&#8217;s Army</strong>, sviluppato dall&#8217;esercito degli Stati Uniti, offrono missioni in cui i giocatori combattono contro gruppi terroristici in scenari che richiamano il Medio Oriente. Questi giochi, pur non essendo direttamente sviluppati da Israele, contribuiscono a veicolare un&#8217;immagine positiva del paese come alleato nella lotta contro il terrorismo globale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/download-2.jpeg" alt="" class="wp-image-431504"/></figure>
</div>


<p>Un altro esempio è il gioco mobile Israel Defense Forces: Mobile Strike, che permette ai giocatori di gestire e potenziare una base militare israeliana per difendersi dagli attacchi nemici. Sebbene questi giochi non abbiano la stessa portata propagandistica dei titoli sviluppati dagli avversari di Israele, mostrano comunque un uso del videogioco come strumento di soft power e promozione dell&#8217;immagine delle forze armate israeliane.</p>



<p>In conclusione, l&#8217;uso del videogioco come strumento di propaganda e disinformazione è una pratica consolidata nel contesto del conflitto israelo-palestinese e coinvolge vari attori regionali e internazionali. Dalla propaganda palestinese e iraniana, che utilizzano giochi per promuovere la loro narrativa e demonizzare Israele, alla risposta meno sistematica ma comunque presente di Israele, il videogioco si rivela un mezzo potente per influenzare l&#8217;opinione pubblica e veicolare messaggi politici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/letture-i-videogiochi-vanno-alla-guerra-nel-conflitto-di-gaza.html">Letture &#8211; I videogiochi vanno alla guerra nel conflitto di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Siria, Gaza e non solo: Roma crocevia del dialogo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siria-gaza-e-non-solo-tra-diplomazia-e-intelligence-roma-crocevia-del-dialogo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2024 09:56:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1338" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674-600x418.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674-1024x714.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674-1536x1070.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Siria, Gaza e non solo: tra diplomazia e intelligence, Roma è crocevia del dialogo. Meloni non deve perdere l'occasione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-gaza-e-non-solo-tra-diplomazia-e-intelligence-roma-crocevia-del-dialogo.html">Siria, Gaza e non solo: Roma crocevia del dialogo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1338" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674-600x418.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674-1024x714.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072814002184_ed4f918de5999574e8dbe8bf1d2f6674-1536x1070.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Roma </strong>è <strong>attraversata da un fermento diplomatico</strong> legato alle questioni diplomatiche mediorientali nelle ultime giornate. <strong>La Città Eterna,</strong> crocevia di diplomazia, uomini d&#8217;intelligence e funzionari, ha visto infatti almeno due filoni prender piede in forma concreta per quanto riguarda il <strong>futuro del Medio Oriente</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A Roma politica e intelligence dialogano su Gaza</h2>



<p>Il primo è stato l&#8217;incontro, tenutosi domenica a Roma, tra i vertici <strong>d&#8217;intelligence</strong> di Israele, Usa e Egitto e il primo ministro del Qatar, Mohammed Al-Thani, mediatore più attivo per la ricerca di una soluzione nella <strong>sanguinosa guerra di Gaza</strong>. Al-Thani ha avuto modo di confrontarsi con <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/israle-gaza-la-diplomazia-delle-intelligence.html">David Barnea, direttore del Mossad, </a>William Burns, direttore della Cia</strong> e il capo dell&#8217;intelligence egiziana, <strong>Abbas Kamal</strong> in un incontro quadrilaterale sulla cui organizzazione non è difficile vedere l&#8217;impronta del grande connubio tra diplomazia e intelligence del sistema-Paese Italia. Rappresentato da <strong>Elisabetta Belloni, ambasciatrice di rango, direttrice del Dis, organo di coordinamento dei servizi segreti</strong>, sherpa del G7 e a lungo segretaria generale della Farnesina.</p>



<p>Scegliere Roma come <strong>sede dell&#8217;incontro</strong> significa non solo dare legittimità al ruolo dell&#8217;Italia come presidente di turno del G7 ma anche mettere il cappello sul ruolo di Roma tra i Paesi del campo euroatlantico come <strong>possibile pivot di mediazione</strong>, una posizione che l&#8217;Italia ha sempre mantenuto anche ai tempi della Guerra Fredda e di figure come <strong>Giorgio <a href="https://it.insideover.com/storia/il-ritorno-della-frontiera-dellapocalisse-il-mondo-e-lincubo-atomico.html">La Pira</a>, Aldo <a href="https://it.insideover.com/storia/la-pira-moro-andreotti-la-via-mediterranea-della-prima-repubblica.html">Moro, Giulio Andreotti </a>e Bettino</strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/italia-sovrana-di-bettino-craxi.html"><strong> Craxi</strong>.</a> Nei giorni in cui <strong>Giorgia Meloni</strong> compie in Cina una visita distensiva e che può, in prospettiva, mostrare la recettività dell&#8217;Italia a essere, nel campo del &#8220;West&#8221;, roccaforte diplomatica verso &#8220;The Rest&#8221;, l&#8217;incontro politico, diplomatico e d&#8217;intelligence di Roma è analizzabile in una prospettiva ampia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il riavvicinamento tra Italia e Siria</h2>



<p>In quest&#8217;ottica, l&#8217;iniziativa diplomatica che riguarda l&#8217;Italia non solo come piattaforma ma anche come attore operativo si può estendere, in campo regionale, alla <strong>Siria. Nella giornata di venerdì 26 luglio</strong> il ministro degli Esteri <strong>Antonio Tajani</strong> ha confermato la volontà italiana di riaprire canali diplomatici pienamente funzionanti con il <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-siria-dopo-50-anni-di-governo-degli-assad.html">governo di Bashar al-Assad.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Italia, diventando primo paese G7 a tornare in Siria, fa scelta lungimirante e mostra consapevolezza situazionale.<br>Non è più il 2012: governo centrale ha ripreso controllo di quasi tutto territorio e stabilità garantita da Russia (e Iran) ha innescato &quot;great rapprochment&quot;. /1</p>&mdash; Emanuel Pietrobon (@emanuelpietrob1) <a href="https://twitter.com/emanuelpietrob1/status/1817209007439769942?ref_src=twsrc%5Etfw">July 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;obiettivo formale? Secondo il segretario di Forza Italia e titolare della Farnesina, <strong>non lasciare alla Russia l&#8217;egemonia della diplomazia verso Damasco</strong>, da tempo satellite del governo di Vladimir Putin. Vero, ma non solo: <strong>aprire una nuova stagione di rapporti con Damasco</strong> e rafforzare la presenza diplomatica dell&#8217;Italia nel Levante faciliterebbe per Roma la possibilità di dare inizio a una <strong>tendenza alla de-escalation</strong> delle conflittualità che non solo può far rimettere piede ai Paesi europei e occidentali nella regione ma anche può creare <strong>onde telluriche</strong> negli Stati vicini. <strong>Ad aprire all&#8217;avvicinamento italo-siriano</strong> è stato, non a caso, il citato <strong>connubio tra <a href="https://it.insideover.com/politica/diplomazia-e-intelligence-un-connubio-sempre-piu-forte.html">diplomazia e intelligence</a></strong> andato in scena a Roma sul caso-Gaza.</p>



<p>A fine maggio si era diffusa la voce, mai smentita da Roma, del viaggio del generale <strong>Giovanni Caravelli</strong>, capo del <strong>servizio segreto estero italiano, l’Aise</strong>, a Damasco. <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-capo-dellaise-ha-incontrato-assad-dalla-siria-roma-apre-a-allentare-le-sanzioni.html">Caravelli avrebbe incontrato <strong>Bashar al-Assad </strong></a>al fine di discutere l&#8217;<strong>allentamento delle sanzioni e una roadmap diplomatica</strong> per far tornare a dialogare l&#8217;Italia e la Siria. Un viaggio avvenuto in scia a quello in <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-resta-in-niger-la-missione-africana-dellintelligence.html">Niger in cui Caravelli </a></strong>è andato a parlare con la giunta militare vicina alla Russia in un&#8217;altra area divenuta <em>terra infidelium</em> per buona parte delle nazioni alleate all&#8217;Italia.</p>



<p>Le voci che filtrano dalla Farnesina parlano della possibile promozione a ambasciatore a Damasco, primo in carica dal 2012, dell&#8217;<strong>inviato speciale Stefano Ravagnan</strong>, attivissimo negli ultimi mesi a costruire un&#8217;agenda italiana per il Paese mediorientale passante anche per il sostegno umanitario alla popolazione che vive ancora l&#8217;onda lunga della guerra civile.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Education and health projects to support the Syrian people discussed in Doha in a meeting with Mrs. Aisha Al Kuwari, manager at the the Qatar Fund for Development <a href="https://twitter.com/qatar_fund?ref_src=twsrc%5Etfw">@qatar_fund</a>. We agreed to keep sharing updates on respective initiatives in order to envisage potential synergies. <a href="https://t.co/UbC8hCq2MP">pic.twitter.com/UbC8hCq2MP</a></p>&mdash; Stefano Ravagnan (@Ste_Ravagnan) <a href="https://twitter.com/Ste_Ravagnan/status/1811489932386443708?ref_src=twsrc%5Etfw">July 11, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Qualcosa si muove&#8230;</h2>



<p>Qualcosa si muove, dunque. <strong>L&#8217;Italia ha la possibilità di creare e offrire</strong> spazi di sostegno a manovre diplomatiche che <strong>contraddicano l&#8217;inevitabile tendere del pendolo</strong> della contrapposizione strategica tra potenze verso l&#8217;<strong>anarchia e la conflittualità</strong>. Non cambieremo il mondo da soli, ma possiamo fornire elementi capaci di aprire la strada a un multilateralismo euro-mediterraneo in grado di garantire spazi alla tutela degli interessi dei Paesi maggiormente coinvolti nel nostro estero vicino nelle pieghe di una &#8220;Guerra Fredda 2.0&#8221; che vede schierati da un lato gli Usa e dall&#8217;altro l&#8217;asse russo-cinese con relativi satelliti. </p>



<p><strong>La sponda con la diplomazia pontifica,</strong> vera superpotenza negoziale di Roma, può esser un ulteriore asset per l&#8217;Italia. E Giorgia Meloni ora dovrà dimostrare di saper concretizzare risultati: l&#8217;ufficializzazione di nuovi rapporti con la Siria, una road map sulla Palestina che dia all&#8217;Italia voce in capitolo su soluzione a due Stati e cessate il fuoco a Gaza, in prospettiva il Piano Mattei per l&#8217;area afro-mediterranea sono tutti obiettivi concretizzabili, a patto di inserirli in una coerente visione del mondo e non in una unicamente estemporanea e episodica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-gaza-e-non-solo-tra-diplomazia-e-intelligence-roma-crocevia-del-dialogo.html">Siria, Gaza e non solo: Roma crocevia del dialogo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>A New York è &#8220;guerra civile&#8221; tra i Dem su Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/a-new-york-e-guerra-civile-tra-i-dem-su-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2024 14:41:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[AIPAC]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una vera guerra civile politica investe i Dem di New York e le organizzazioni pro-Israele. Cosa racconta la corsa a un seggio</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/a-new-york-e-guerra-civile-tra-i-dem-su-israele.html">A New York è &#8220;guerra civile&#8221; tra i Dem su Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una vera e propria <strong>guerra civile politica</strong> sta colpendo il <strong>Partito Democratico di New York</strong>, da sempre laboratorio e epicentro della formazione dell&#8217;asinello del presidente <a href="https://it.insideover.com/video/chi-e-joe-biden-il-presidente-piu-anziano-della-storia-degli-usa">Joe Biden</a>. L&#8217;oggetto del contendere è la visione del mondo dei due politici in gara per le primarie del 16esimo distretto della Camera dei Rappresentati dello Stato, che include parte del Bronx e i sobborghi dell&#8217;abitato di Westchester, che si terranno martedì 25 giugno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La battaglia in un quartiere blindato per i Dem</h2>



<p>Qui <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-democratico-americano.html">il Partito Democratico</a> controlla il seggio dal 1949 e nel territorio del 16esimo distretto <a href="https://web.archive.org/web/20090305175409/http://www.swingstateproject.com/showDiary.do?diaryId=4161">nel 2008 <strong>Barack Obama</strong> alle presidenziali prese il 95% dei voti.</a> Dunque, la conferma del seggio come saldamente blu alle prossime elezioni di novembre è pressoché scontata e la vera partita si gioca adesso. </p>



<p>In campo ci sono il deputato uscente, <strong>Jamaal Bowman,</strong> eletto nel 2020 e riconfermato nel 2022, e <strong>George Latimer</strong>, dirigente della contea di Westchester che mira a sottrargli la <em>nomination</em> e, dunque, il seggio. La sfida è diventata uno spaccato della partita politica che divide i Democratici ed è inusuale vedere che in una sfida dai connotati tanto locali sia stata la <strong>grande politica internazionale a farla da padrona.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Bowman, democratico ribelle spostato a sinistra</h2>



<p>Bowman, infatti, è deputato della <strong>sinistra radicale del partito</strong>. Vicino al movimento Black Lives Matter, membro del caucus dei Democratici Socialisti d&#8217;America (Dsa), nel 2022 ha criticato con il suo voto contrario il <strong>National Defense Authorization Act </strong>di Biden e nel 2023 si è opposto a una risoluzione del Congresso in cui si ricordava che &#8220;Israele non è razzista o di apartheid&#8221;. Sul conflitto a Gaza, Bowman ha usato toni duri verso la strategia della Casa Bianca di iniziale supporto a Benjamin Netanyahu in forma pressoché schiacciante.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/leffetto-uomo-di-rochdale-il-peso-della-guerra-a-gaza-sulla-politica-britannica.html">L&#8217;effetto &#8220;uomo di Rochdale&#8221;: nel Regno Unito la corsa ai Comuni di George Galloway nel nome di Gaza</a></strong></li>
</ul>



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<p>Da ultimo, Bowman ha votato contro il più recente pacchetto di aiuti a Israele deliberato dal Congresso. Latimer, invece, è un dem del campo tradizionalmente vicino alla cordata dominante, istituzionale e oggi schierata compatta sulla Casa Bianca. La sua forza, ricorda il <em>Financial Times</em>, è la <strong>conoscenza pressoché totale del quartiere.</strong> 70 anni, Latimer è di 23 anni più vecchio del deputato uscente, ex preside di scuola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I gruppi pro-Israele contro Bowman</h2>



<p>Al fianco di Latimer si <a href="https://www.usatoday.com/story/news/politics/elections/2024/06/13/clinton-endorses-bowmans-challenger-house/74082348007/">è schierata nientemeno che <strong>Hillary Clinton</strong>,</a> e soprattutto è scesa in campo, con tutta la sua forza, la struttura di istituzioni americane filo-israeliane. A partire, come ha ricordato <strong>Guglielmo Calvi</strong> su queste colonne, dal potentissimo <a href="https://it.insideover.com/politica/democratico-o-repubblicano-se-tifi-bibi-avrai-tanti-soldini.html">American-Israel Political Action Committee, l&#8217;Aipac.</a> All&#8217;Aipac, di orientamento conservatore, si è affermata sempre più la tendenza a finanziare quei candidati democratici ritenuti una garanzia congressuale per il sostegno americano a Tel Aviv. L&#8217;Aipac si è trovata con Latimer al fianco di organizzazioni come Pro-Israel America e di due strutture più specificatamente legate al partito dell&#8217;asinello: il Jewish Democratic Council of America e la Democratic Majority for Israel.</p>



<p>Quella dell&#8217;Aipac è stata una <strong>guerra totale</strong> per il cuore e la mente del Partito Democratico americano. Dopo aver messo sul piatto per Latimer 1,5 milioni di dollari, la lobby pro-Tel Aviv li ha portati a 2 a metà maggio. </p>



<p>Già così l&#8217;Aipac aveva messo sul campo risorse pari al 40% dei <strong>5 milioni di dollari spesi da Latimer</strong> in campagna elettorale. E nei giorni scorsi ha calato l&#8217;asso: <strong>sono stati stanziati fondi per 14,5 milioni di dollari per bombardare su ogni canale</strong> sulla minaccia che la riconferma di Bowman porrebbe alla sicurezza americana e ai rapporti con Israele. Una quota di risorse tale da <a href="https://clerk.house.gov/Votes/2024152"><strong>rendere le primarie le più costose della storia americana</strong> per un singolo seggio.</a> Per fare un paragone italiano, nel 2022 <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> ha speso 3,4 milioni di euro per l&#8217;intera campagna che l&#8217;ha portato ad essere il primo partito italiano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La battaglia per il cuore del Partito Democratico</h2>



<p>Inchiodare Bowman a una sconfitta vorrebbe dire per la tradizionale maggioranza del Partito Democratico capire se è possibile imporre un riflusso alle politiche di sinistra radicale partendo proprio dal tema di Israele. Bowman, lo ricordiamo, è vicino a <strong><a href="https://it.insideover.com/migrazioni/e-scontro-fra-biden-e-alexandria-ocasio-cortez-sui-migranti.html">Alexandria Ocasio-Cortez</a></strong>, la deputata &#8220;pasionaria&#8221; della Grande Mela, e alla sua &#8220;Squad&#8221; spostata ampiamente a sinistra. Il cui padre nobile è <strong>il senatore del Vermont </strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html"><strong>Bernie Sanders</strong>. </a></p>



<p>Da deputato Bowman &#8220;sostiene l’aumento delle tasse sui ricchi, il taglio dei fondi alla polizia e il pagamento di 14mila miliardi di dollari in risarcimenti ai neri americani, tra le altre politiche progressiste&#8221;, <a href="https://www.ft.com/content/af536368-3299-4e69-bd2e-f69856d02cb9">ricorda il Ft</a>. </p>



<p>Il membro del Congresso accusa il suo <strong>partito di aver arruolato Latimer</strong> per silenziare la sua critica ai fatti di Gaza, che non esita a definire &#8220;un genocidio&#8221; e per spostare il dibattito dai reali temi, legati alla giustizia sociale e alla sicurezza economica di un quartiere abitato principalmente da neri e con una consistente (9%) minoranza di immigrati giamaicani, su cui si dovrebbe giudicare la candidatura.<strong> Ocasio e Sanders sono giunti sabato a sostenerlo</strong> in un comizio finale. Il 25 giugno andrà in scena un voto apertissimo, che dirà molto delle linee di tendenza future del Partito Democratico. E anche della possibilità di un&#8217;alleanza tra moderati interni e conservatori all&#8217;esterno per cauterizzare le spinte più radicali. Qualcosa raramente tentato prima d&#8217;ora, e che a New York avrà un banco di prova.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/a-new-york-e-guerra-civile-tra-i-dem-su-israele.html">A New York è &#8220;guerra civile&#8221; tra i Dem su Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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