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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 May 2026 02:45:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Giornata internazionale dei minori scomparsi: a Gaza 2.900 bambini persi tra le macerie</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-giornata-internazionale-dei-minori-scomparsi-a-gaza-2-900-bambini-persi-tra-le-macerie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Bonomelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 02:45:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gaza" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella Giornata internazionale dei bambini scomparsi, sono quasi 3000 quelli dispersi a Gaza. L’intervista a Nada Nabil, direttrice del PCMFD.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-giornata-internazionale-dei-minori-scomparsi-a-gaza-2-900-bambini-persi-tra-le-macerie.html">La Giornata internazionale dei minori scomparsi: a Gaza 2.900 bambini persi tra le macerie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Mentre il 25 maggio il mondo accende i riflettori sulla Giornata internazionale dei bambini scomparsi, a Gaza quei riflettori illuminano solo distese di macerie sotto le quali si trovano quasi tremila minori. L’intervista a </em><strong>Nada Nabil,</strong><em> direttrice del PCMFD, Centro Palestinese per gli scomparsi e le vittime di sparizione forzata. </em></p>



<p>La tragedia della famiglia Salem è iniziata lontano da casa, in uno dei tanti rifugi per sfollati della Striscia di Gaza. A giugno del 2025, spinto dall’illusione di un parziale ritiro militare, il giovane&nbsp;<strong>Mohammed Salem</strong>&nbsp;ha deciso di lasciare il rifugio per tentare di rientrare verso la propria abitazione a&nbsp;<strong>Beit Lahia</strong>, un’area a Nord di Gaza, considerata ad alto rischio. Mohammed non ha fatto più ritorno.&nbsp;</p>



<p>Nel tentativo disperato di ritrovarlo, sua madre&nbsp;<strong>Zainab Salem</strong>&nbsp;si è messa sulle sue tracce, lasciando ai familiari un ultimo biglietto per spiegare la sua decisione. Anche lei è svanita nel nulla, inghiottita dallo stesso destino del figlio. I loro nomi si sono aggiunti alla lista, sempre più lunga, delle&nbsp;<strong>persone di cui si sono perse le tracce&nbsp;</strong>nella Striscia. Tra le <strong>sette e le ottomila</strong>, secondo le ultime stime sul campo del <a href="https://pcmfd.org/?p=5207&amp;lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PCMFD</a>, Centro Palestinese per gli scomparsi e le vittime di sparizione forzata.&nbsp;</p>



<p>“Di queste <strong>2.900 sono bambini”, racconta a InsideOver&nbsp;<a href="https://www.middleeasteye.net/users/nada-nabil" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nada Nabil</a>,</strong>&nbsp;direttrice del centro. “<strong>Quasi 2.700 si ritengono intrappolati sotto le macerie</strong>, mentre di altri circa 200 si sono perse le tracce in varie zone della Striscia. Potrebbero essere vittime di&nbsp;<strong>sparizione forzata&nbsp;</strong><em>(arresti, detenzioni, rapimenti contro la propria volontà, ndr)</em>&nbsp;da parte dell&#8217;esercito israeliano o di attacchi diretti che hanno reso impossibile il recupero dei corpi nelle strade”.&nbsp;</p>



<p>In occasione della <strong>Giornata internazionale dei minori scomparsi</strong>, che ricorre ogni 25 maggio, InsideOver&nbsp;ha scelto di accendere i riflettori sull’infanzia perduta di Gaza. Qui i bambini sono le vittime più fragili di un conflitto che, nonostante il cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre, mantiene la Striscia in uno stato di paralisi, impedendo il ritiro totale delle truppe e l&#8217;avvio della ricostruzione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="773" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-773x1024.jpg" alt="" class="wp-image-517570" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-773x1024.jpg 773w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-227x300.jpg 227w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-768x1017.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-1160x1536.jpg 1160w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-600x794.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4.jpg 1450w" sizes="(max-width: 773px) 100vw, 773px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di Nada Nabil</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ibrahim Abu Zaher e gli altri  </strong></h2>



<p>Il quindicenne&nbsp;<strong>Ibrahim Mohammad Abu Zaher&nbsp;</strong>è scomparso dal mese di luglio dello scorso anno, dopo essersi recato nella zona di Zikim, vicino ad un impianto di desalinizzazione dell&#8217;acqua, per ricevere aiuti umanitari. Molti bambini si sono persi in questo modo, “<strong>mentre si dirigevano verso zone ad alto rischio&nbsp;</strong>per attendere gli aiuti alimentari, spinti da livelli estremi di<strong>&nbsp;carestia</strong>”, spiega Nada Nabil. Il caso di Ibrahim è ancora sul&nbsp;<a href="https://pcmfd.org/?p=4973&amp;lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito del PCMFD</a>. Secondo le testimonianze sarebbe stato scortato da una forza speciale israeliana verso un posto di blocco militare e poi sarebbe stato visto all&#8217;interno del centro di detenzione di Sde Teiman. Ad oggi, sempre più indizi suggeriscono che possa essere stato sottoposto a detenzione segreta e sparizione forzata.</p>



<p>Altri bambini, “in particolare quelli i cui genitori sono stati uccisi o gravemente feriti, sono stati costretti a farsi carico del sostentamento delle proprie famiglie, finendo&nbsp;<strong>uccisi dal fuoco dei carri armati&nbsp;</strong>o da colpi indiscriminati;<strong>&nbsp;i loro corpi sono rimasti in &#8220;zone rosse&#8221; inaccessibili ai familiari</strong>”, prosegue la direttrice del centro.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Altri ancora, come&nbsp;<strong>Mohammed Salem</strong>, sono scomparsi “nel tentativo di&nbsp;<strong>recuperare beni di prima necessità&nbsp;</strong>dalle proprie case in aree soggette a evacuazione forzata o vicine a combattimenti attivi”. Ci sono poi quelli “<strong>svaniti nel caos degli sfollamenti o a seguito di attacchi</strong>&nbsp;contro i propri nuclei familiari, dove alcuni membri sono stati evacuati sotto il fuoco mentre altri sono rimasti indietro, senza alcuna informazione se fossero feriti, uccisi o detenuti”.&nbsp;</p>



<p>Le famiglie che sopravvivono continuano a cercare i loro figli. I genitori di&nbsp;<strong>Ibrahim Mohammad Abu Zaher&nbsp;</strong>hanno contattato il&nbsp;CICR (Comitato Internazionale della Croce Rossa)&nbsp;e HaMoked, centro per la difesa dell’individuo che assiste i palestinesi che vivono sotto l&#8217;occupazione israeliana. In nessuna delle due organizzazioni è stata trovata alcuna informazione sul bambino e, ad oggi, è stato nominato un avvocato privato per seguire il caso.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="701" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-701x1024.jpg" alt="" class="wp-image-517572" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-701x1024.jpg 701w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-205x300.jpg 205w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-768x1121.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-1052x1536.jpg 1052w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-600x876.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2.jpg 1315w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><strong>Documentare l’invisibile: il lavoro del PCMFD&nbsp;</strong></h2>



<p>Nel resto del mondo, il volto di un bambino scomparso rimbalza sugli schermi dei telegiornali, invade i feed dei social media, viene affisso sui pali della luce e alle fermate degli autobus. Ogni dettaglio viene impresso nella memoria pubblica perché nessuno smetta di cercarlo.&nbsp;<strong>A Gaza</strong>, invece, le fotografie dei minori scomparsi restano sepolte nelle gallery di telefoni distrutti o sotto i resti di case polverizzate dai bombardamenti. Non ci sono appelli in TV, perché le TV non hanno più segnale. Non ci sono manifesti, perché non ci sono più muri integri su cui attaccarli.&nbsp;<strong>La ricerca</strong>&nbsp;non avviene tramite un database internazionale, ma&nbsp;<strong>attraverso il passaparola</strong>&nbsp;tra le tende degli sfollati, basato su racconti frammentari di chi ha visto un bambino sparire dietro l&#8217;angolo di un vicolo e non fare più ritorno. </p>



<p>In questo contesto si inserisce il <strong>difficile lavoro di documentazione del PCMFD</strong> che, precisa Nada Nabil: “è <strong>tuttora in corso</strong>”. Gli intensi bombardamenti hanno distrutto oltre il 70% delle abitazioni e delle infrastrutture civili in tutta Gaza, provocando l&#8217;<strong>accumulo di oltre 70 milioni di tonnellate di macerie</strong>, sotto alle quali potrebbero trovarsi anche numerosi bambini.</p>



<p>“<strong>Rintracciare&nbsp;</strong>quelli che non si trovano sotto le macerie è un&nbsp;<strong>processo arduo e a lungo termine</strong>, ostacolato dalla <strong>mancanza di elettricità e internet </strong>tra le famiglie sfollate che si spostano ripetutamente”, spiega Nada Nabil. “Per coloro che riescono a contattarci,&nbsp;<strong>documentiamo la scomparsa dei parenti utilizzando</strong>&nbsp;lo stesso meccanismo del&nbsp;<a href="https://www.ohchr.org/en/special-procedures/wg-disappearances" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate o involontarie</a>. Continuiamo a&nbsp;<strong>monitorare le istituzioni&nbsp;</strong>che tengono i contatti con le autorità israeliane per ottenere elenchi di detenuti non divulgati, sebbene non siamo ancora stati in grado di confermare la sorte di alcuno degli scomparsi registrati presso di noi”.&nbsp;</p>



<p>Per prevenire la &#8220;sparizione documentale&#8221;, ovvero la cancellazione non solo fisica, ma anche legale dell’identità di una persona,&nbsp;<strong>il PCMFD registra i casi basandosi “sulle testimonianze fornite dalle famiglie</strong>&nbsp;o dagli informatori, senza richiedere documenti d&#8217;identità ufficiali. Data la situazione sul campo,&nbsp;<strong>verifichiamo questi resoconti attraverso le reti di notizie locali e i social media</strong>&nbsp;per confermare la presenza militare nell&#8217;area al momento della scomparsa”.&nbsp; È possibile dare una mano segnalando la sparizione di una persona (minorenne, ma anche adulta) sui&nbsp;<a href="https://pcmfd.org/?page_id=3024&amp;lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">loro canali.</a>&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="644" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-644x1024.jpg" alt="" class="wp-image-517571" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-644x1024.jpg 644w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-189x300.jpg 189w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-768x1221.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-966x1536.jpg 966w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-600x954.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil.jpg 1208w" sizes="auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli ostacoli che rendono difficile contare le persone scomparse&nbsp;&nbsp;</strong></h2>



<p>I principali ostacoli che rendono difficile trovare e contare le persone scomparse sono dati in primo luogo “dal&nbsp;<strong>rifiuto di Israele di comunicare i nomi dei detenuti</strong>&nbsp;a organizzazioni specializzate come il CICR e il&nbsp;<strong>divieto di accesso alle prigioni</strong>&nbsp;per tutta la durata della guerra”. Un altro ostacolo, secondo Nada Nabil, è rappresentato dal fatto che “il&nbsp;<strong>controllo militare israeliano</strong>&nbsp;su oltre metà della Striscia rende virtualmente&nbsp;<strong>impossibile la ricerca e la documentazione in queste aree</strong>, dove sospettiamo si trovino centinaia di scomparsi”. E ancora, “la&nbsp;<strong>grave carenza di macchinari pesanti impedisce la rimozione delle macerie e il recupero dei corpi</strong>&nbsp;per determinare la loro sorte”.&nbsp;</p>



<p>Oltre al controllo militare, la&nbsp;<strong>distruzione delle sedi governative e il collasso di internet&nbsp;</strong>hanno contribuito a paralizzare l’aggiornamento dei database. In molti casi, la cancellazione di intere famiglie dai registri anagrafici comporta che non sia rimasto più nessuno per denunciare la scomparsa dei propri cari. Anche la&nbsp;<strong>memoria digitale è stata annientata</strong>: migliaia di smartphone, contenenti le ultime immagini e le coordinate GPS dei dispersi, sono andati distrutti o sono stati confiscati ai checkpoint, mentre il buio dei&nbsp;<strong>blackout ha spento le telecamere di sorveglianza</strong>, cancellando le prove visive di raid e rapimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Identificare un figlio dalle fotografie del corpo decomposto&nbsp;</strong></h2>



<p>Secondo quanto riporta Nada Nabil in un suo&nbsp;<a href="https://www.middleeasteye.net/news/i-dreamed-hug-him-now-i-hope-bury-him-gazas-missing-haunt-their-families" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo</a>,&nbsp;<strong>oltre il 92% del sistema sanitario è stato distrutto</strong>, compresi&nbsp;<strong>i servizi di medicina legale&nbsp;</strong>per i resti delle persone non identificate.</p>



<p>Nel frattempo,&nbsp;<strong>il blocco israeliano</strong>&nbsp;in corso&nbsp;<strong>ha impedito l&#8217;ingresso di nuove apparecchiature forensi</strong>, tra cui<strong>&nbsp;macchine per i test del DNA</strong>. “Sul fronte della documentazione, l&#8217;identificazione dei bambini tramite documenti di identità o test del DNA esula dal nostro mandato ed è gestita dal Ministero della Salute e dalla Magistratura della Sharia”, spiega la direttrice del PCMFD.&nbsp;La mancanza di questi test condanna molti minori, troppo piccoli per ricordare il proprio nome, a restare soli al mondo, pur avendo parenti in vita. Sono i cosidetti&nbsp;<em>Wounded Child No Surviving Family (WCNSF), </em>l&#8217;acronimo coniato per definire i &#8220;bambini feriti senza alcun familiare sopravvissuto&#8221;.</p>



<p>I test del DNA servono anche a dare un nome ai resti martoriati o decomposti di chi viene recuperato sotto le macerie, dei detenuti deceduti o delle salme prelevate dai cimiteri durante le operazioni militari. Poiché tuttavia al momento a Gaza non sono disponibili queste apparecchiature, l&#8217;unico modo per identificare queste persone è che i&nbsp;<strong>parenti esaminino le fotografie dei corpi in decomposizione.</strong>&nbsp;Un processo non solo doloroso, ma anche complesso perché molto spesso i corpi vengono riconsegnati in uno stato di decomposizione tale da renderne difficile il riconoscimento. Non di rado le sepolture sono frettolose e avvengono in fosse comuni, senza poter attribuire un sesso, un’età o un nome alla persona. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="753" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-753x1024.jpg" alt="" class="wp-image-517573" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-753x1024.jpg 753w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-221x300.jpg 221w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-768x1044.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-1130x1536.jpg 1130w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-600x816.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3.jpg 1412w" sizes="auto, (max-width: 753px) 100vw, 753px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><strong>“Sollecitiamo le comunità internazionali affinché Israele rilasci i bambini detenuti”</strong></h2>



<p>La famiglia di Mohammed Salem oggi vive tormentata da domande senza risposta: lui e la madre sono stati uccisi durante il tragitto verso casa, oppure sono stati arrestati e portati in un luogo&nbsp;sconosciuto? Come loro, tanti altri vivono lo stesso dramma.&nbsp;</p>



<p>“Il posto naturale di un bambino è tra le braccia dei genitori e, persino nella morte, il suo posto è una tomba dove possa essere sepolto con dignità e visitato dai propri cari”, conclude Nada Nabil. “<strong>I bambini scomparsi di Gaza sono attualmente nascosti in luoghi ignoti o sepolti sotto milioni di tonnellate di macerie</strong>: nessuna delle due condizioni è accettabile.&nbsp;<strong>Sollecitiamo la comunità internazionale</strong>&nbsp;a fare pressione su Israele affinché rilasci tutti i bambini detenuti e chiediamo l&#8217;ingresso immediato di&nbsp;<strong>macchinari pesanti</strong>&nbsp;per consentire il recupero e la degna sepoltura dei resti ancora intrappolati sotto i detriti”.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-giornata-internazionale-dei-minori-scomparsi-a-gaza-2-900-bambini-persi-tra-le-macerie.html">La Giornata internazionale dei minori scomparsi: a Gaza 2.900 bambini persi tra le macerie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Eccetto Israele&#8221;: col passaporto del Bangladesh non si va nello Stato ebraico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/eccetto-israele-col-passaporto-del-bangladesh-non-si-va-nello-stato-ebraico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 15:57:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=466143</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 1971, in segno odi sostegno alla causa palestinese, fu inserita la frase "eccetto Israele" sui passaporti del Bangladesh. Ecco perché.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/eccetto-israele-col-passaporto-del-bangladesh-non-si-va-nello-stato-ebraico.html">&#8220;Eccetto Israele&#8221;: col passaporto del Bangladesh non si va nello Stato ebraico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191342877_bf060d1e94b9511d211a049980522b8d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sui <strong>passaporti</strong> bengalesi la frase &#8220;eccetto il regime di Israele&#8221; è stata reintrodotta. Una frase che riflette la politica ufficiale del Bangladesh di <strong>non riconoscere Israele </strong>e di sostenere i diritti dei palestinesi. L&#8217;ordine è stato dato il 7 aprile dal Ministero degli Interni alle autorità preposte all&#8217;immigrazione, stabilendo di reintrodurre una clausola che stabilisca che i passaporti bengalesi sono validi<strong> per viaggiare in tutti i Paesi, eccetto Israele. </strong>Il Paese è a maggioranza musulmana e non ha mai riconosciuto lo Stato ebraico. </p>



<p>&#8220;È stato chiesto al direttore generale del Dipartimento dell&#8217;immigrazione e dei passaporti di adottare le misure necessarie per attuare questo cambiamento&#8221;, ha <a href="https://www.dawn.com/news/1904196">affermato </a>domenica Nilima Afroze, vicesegretario del ministero degli Interni. Il consigliere per gli affari interni del Paese, Jahangir Alam Chowdhury, ha approvato e firmato l&#8217;ordinanza lunedì, ufficializzando la decisione.</p>



<p>L&#8217;attuale Primo Ministro, nonché Premio Nobel per la Pace, <strong>Muhammad Yunus</strong>, ha preso questa decisione anche alla luce di alcune dinamiche interne. Il Paese ha infatti vissuto un periodo turbolento, in particolare dopo le rivolte dell’agosto 2024 che hanno portato alla caduta del Governo Hasina. Con l’avvicinarsi delle elezioni, le tensioni si sono acuite e questo gesto potrebbe avere un <strong>valore simbolico,</strong> volto a rasserenare l’opinione pubblica ed evitare nuovi disordini.</p>



<p>La decisione è stata accolta e celebrata dai cittadini, fieri che il Paese abbia preso una posizione netta contro Israele e la sua guerra in corso a Gaza, che ha causato la morte di<a href="https://it.insideover.com/guerra/i-morti-di-gaza-99-medici-usa-raccontano-la-verita-da-oggi-diventa-la-nostra-verita-ecco-perche.html"> più di 120 mila civili</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Bangladesh reinstates the ‘Except israel’ condition on its passports — a strong stand of solidarity with our Palestinian brothers and sisters in Gaza <a href="https://t.co/NdZtiT95iD">pic.twitter.com/NdZtiT95iD</a></p>&mdash; Sarah Wilkinson (@swilkinsonbc) <a href="https://twitter.com/swilkinsonbc/status/1911455250956837268?ref_src=twsrc%5Etfw">April 13, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La dicitura &#8220;valido per tutti i paesi del mondo eccetto Israele&#8221; era già presente sui passaporti bengalesi da decenni.&nbsp;Fu inserita nel 1971, ovvero dopo l&#8217;indipendenza del Paese dal Pakistan, come simbolo del sostegno alla causa palestinese ed eliminata nel maggio 2021 dall&#8217;allora governo guidato da<strong> Sheikh Hasina</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le decisioni del Governo Hasina</h2>



<p>Nel 2021 l&#8217;ex Primo Ministro Sheikh Hasina decise di eliminare la clausola sui passaporti per motivi di <strong>conformità agli standard internazionali</strong>. Quando fu eliminata, non mancò la disapprovazione da parte dell&#8217;opinione pubblica, nonostante l&#8217;allora Governo aveva dichiarato che quella decisione non cambiava la posizione del Paese su Israele.</p>



<p>Il Governo guidato da Sheikh Hasina è stato rovesciato nell&#8217;agosto 2024 a seguito di una serie di proteste. Tra le critiche mosse al suo esecutivo vi è l&#8217;accusa di aver acquistato uno<a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/2/2/bangladesh-bought-surveillance-equipment-from-israeli-company?utm_source"><strong> spyware israeliano </strong></a>per sorvegliare gli oppositori politici, nonostante il Bangladesh non abbia mai intrattenuto relazioni diplomatiche con Israele e non riconosca ufficialmente lo Stato.</p>



<p>Si è trattato con ogni probabilità di una <strong>decisione isolata</strong>, giudicata da diversi osservatori come un passo in contrasto con la posizione ufficiale e popolare del Bangladesh, che da sempre sostiene la causa palestinese e chiede la fine del genocidio. Sui social in molti hanno celebrato la decisione di reinserire la frase nel passaporto, così come molte sono state le critiche al &#8220;silenzio assordante dei paesi arabi&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le proteste in Bangladesh</h2>



<p>Sabato 12 aprile circa 100 mila persone hanno <a href="https://www.aljazeera.com/program/newsfeed/2025/4/13/at-least-100000-protesters-rally-for-gaza-in-bangladeshs-capital#flips-6371434759112:0">manifestato </a>nelle strade di <strong>Dhaka</strong>, la capitale del Bangladesh, in una grande manifestazione per Gaza. I manifestanti chiedevano la fine della guerra di Israele contro Gaza, tenendo salde le bandiere palestinesi. </p>



<p>In particolare, è stato rivolto un <strong>appello alla comunità internazionale</strong> affinché &#8220;intraprenda azioni efficaci e collettive per porre fine al genocidio&#8221;, mentre ai paesi musulmani viene chiesto di sospendere immediatamente ogni tipo di rapporto economico, militare e diplomatico con Israele, di &#8220;imporre blocchi commerciali e sanzioni allo Stato sionista&#8221; e di avviare iniziative diplomatiche concrete per isolarlo a livello internazionale.</p>



<p>Fin dall&#8217;inizio della ripresa del conflitto, nel Paese si sono registrate numerose proteste, a Dhaka e in altre città, intensificatesi con l&#8217;aggravarsi della <strong>crisi umanitaria </strong>nella Striscia. La portata delle manifestazioni fa da sfondo alla decisione del governo ad interim del Bangladesh di tornare sui suoi passi, reintroducendo la restrizione sui passaporti.&nbsp;</p>



<p><strong>L&#8217;introduzione di un divieto esplicito di viaggio in Israele per i cittadini con passaporto bengalese</strong> è stata una delle principali rivendicazioni emerse durante le proteste, soprattutto dopo che le forze israeliane hanno violato unilateralmente l&#8217;accordo di cessate il fuoco, riprendendo i bombardamenti su ospedali, scuole e accampamenti.</p>



<p>Il Bangladesh non è l&#8217;unico Stato che vieta l&#8217;uso dei propri passaporti per recarsi in Israele. Altri Paesi che non riconoscono lo Stato di Israele e non consentono ai propri cittadini di recarsi lì sono Brunei, Iran, Iraq e Pakistan.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/eccetto-israele-col-passaporto-del-bangladesh-non-si-va-nello-stato-ebraico.html">&#8220;Eccetto Israele&#8221;: col passaporto del Bangladesh non si va nello Stato ebraico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il mercato nero di Gaza vive grazie ai saccheggi. Dal cibo ai medicinali al carburante in milioni perdono anche gli aiuti internazionali</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-mercato-nero-di-gaza-vive-grazie-ai-saccheggi-dal-cibo-ai-medicinali-al-carburante-in-milioni-perdono-anche-gli-aiuti-internazionali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2024 15:33:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>New York &#8211; Nell&#8217;edizione cartacea di martedì 24 dicembre 2024, il New York Times ha pubblicato in prima pagina un articolo dal titolo: &#8220;Il saccheggio tattico degli aiuti umanitari da parte delle bande criminali aggrava la disperazione per gli abitanti di Gaza&#8221;. Un mese prima, a novembre 2024 una nota banda criminale di Gaza ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mercato-nero-di-gaza-vive-grazie-ai-saccheggi-dal-cibo-ai-medicinali-al-carburante-in-milioni-perdono-anche-gli-aiuti-internazionali.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>New York &#8211; Nell&#8217;edizione cartacea di martedì 24 dicembre 2024, il New York Times ha pubblicato in prima pagina un articolo dal titolo: &#8220;Il saccheggio tattico degli aiuti umanitari da parte delle bande criminali aggrava la disperazione per gli abitanti di Gaza&#8221;.</p>



<p>Un mese prima, a novembre 2024 una nota banda criminale di Gaza ha bloccato la strada principale di Salah al-Din che conduce dal punto di attraversamento di Kerem Shalom, al valico sud di Gaza al confine con l&#8217;Egitto, per due giorni la scorsa settimana. Obiettivo del blocco era di <a href="http://Gaza aid convoys ambushed by gangs | The International Criminal Court ...Facebook · CBS Evening News with Norah O'Donnell1 mese fa">saccheggiare decine di camion</a> di aiuti umanitari in fila per entrare in Gaza. Nel solo mese di ottobre 2024 sono stati rubati, saccheggiati o distrutti 9.5 milioni di dollari di aiuti umanitari. Corrispodono a circa un quarto degli aiuti totali distribuiti nella Striscia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="796" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-12-27-alle-08.28.02-1024x796.jpg" alt="" class="wp-image-450557" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-12-27-alle-08.28.02-1024x796.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-12-27-alle-08.28.02-600x466.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-12-27-alle-08.28.02-300x233.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-12-27-alle-08.28.02-768x597.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Screenshot-2024-12-27-alle-08.28.02.jpg 1104w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>&#8220;La legge e l&#8217;ordine si sono distrutti nell&#8217;area intorno all&#8217;incrocio di Kerem Shalom, che rimane il principale punto di ingresso delle merci, e le bande stanno riempiendo il vuoto di potere&#8221;, ha commentato sull&#8217;episodio Sam Rose, vicedirettore di UNRWA, l&#8217;agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, a Gaza.</p>



<p><a href="https://www.bbc.com/news/articles/c93qevdpzvqo">Negli ultimi mesi</a> oltre 100 camion delle Nazioni Unite sono stati razziati.</p>



<p>Il mercato nero di Gaza si nutre principalmente dei saccheggi. La sua nascita è legata alle restrizioni imposte dal 2007, quando il blocco economico imposto da Israele ed Egitto ha limitato pesantemente l&#8217;importazione e l&#8217;esportazione, dando vita a un&#8217;economia parallela che supplisce alle carenze del mercato ufficiale, ma a costi insostenibili per la popolazione. Durante l&#8217;era di massima attività dei tunnel clandestini tra Gaza e l&#8217;Egitto, il contrabbando di carburante, materiali da costruzione, cibo e persino armi era una delle componenti centrali di questo mercato. Anche se molti di questi tunnel sono stati distrutti dal governo egiziano negli ultimi anni, il contrabbando non è svanito, ma si è trasformato in nuove forme di traffico illecito.</p>



<p>Attualmente, il mercato nero di Gaza offre una varietà di beni, dai materiali da costruzione al carburante, dagli alimenti ai medicinali, quasi sempre a prezzi molto superiori rispetto a quelli ufficiali. Alcuni di questi prodotti arrivano tramite contrabbando via terra o mare, mentre una parte significativa proviene da aiuti umanitari rubati da bande criminali o intermediari corrotti, come documentato in recenti indagini. Questa situazione crea un circolo vizioso di sfruttamento, in cui i costi esorbitanti del mercato nero impediscono alle famiglie più povere di accedere ai beni essenziali, accentuando le disuguaglianze sociali. Le testimonianze raccolte da organizzazioni umanitarie e dai media internazionali confermano che i beni sottratti vengono poi rivenduti a cifre astronomiche, rafforzando il potere delle reti criminali che prosperano nel disordine.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Humanitarian crisis in Gaza worsening as gangs loot food supplies" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/enwxumNNy0Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_enwxumNNy0Q");</script>
</div></figure>



<p>Il mercato nero, sebbene possa sembrare una salvezza temporanea per alcuni, ha conseguenze devastanti sul tessuto sociale ed economico di Gaza. Corrode le risorse dell&#8217;economia fatta principalmente di aiuti umanitari, rende vani gli sforzi delle organizzazioni umanitarie e consolida il controllo di gruppi criminali che sfruttano i guadagni per influenzare le dinamiche politiche e sociali locali. Questa economia sommersa alimenta la corruzione e rende ancora più arduo per le autorità locali e internazionali offrire soluzioni durevoli alle necessità della popolazione.</p>



<p>La persistente esistenza del mercato nero mette in evidenza l&#8217;urgenza di risposte politiche ed economiche che affrontino le cause profonde di questa situazione. L&#8217;apertura di corridoi umanitari sicuri e monitorati, unita a un alleggerimento delle restrizioni economiche e a una gestione più trasparente degli aiuti, potrebbe ridurre la dipendenza dal mercato nero.</p>



<p>Mentre le forze di sicurezza guidate da Hamas cercano di reprimere i saccheggiatori, come riportato da Haaretz, i loro sforzi sembrano frammentati e spesso inefficaci. Le zone più colpite restano quelle sotto il controllo israeliano, dove i gruppi criminali operano senza ostacoli significativi. Questa situazione solleva domande cruciali: &#8220;Perché le autorità israeliane, con una presenza capillare i Gaza e in possesso di tecnologie di controllo avanzato, non sono riuscite a stabilire un meccanismo di sicurezza efficace per proteggere i convogli umanitari?&#8221;.</p>



<p>La testimonianza degli operatori umanitari sono tragiche: bande armate attaccano sistematicamente i camion, minacciano i lavoratori e svuotano i magazzini. In alcuni casi, intere spedizioni sono state deviate per essere rivendute sul mercato nero. Questi episodi dimostrano che non si tratta solo di atti di disperazione individuale, ma di una rete ben organizzata di gruppi che traggono profitto dal disordine. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Caratteristiche delle bande a Gaza</h2>



<p><br><strong>Gruppi locali organizzati</strong>: Questi gruppi sono spesso composti da individui locali che approfittano della situazione per saccheggiare e rivendere gli aiuti sul mercato nero. Molte bande operano in modo opportunistico, sfruttando l&#8217;assenza di un controllo efficace nelle aree più colpite dalla crisi. <strong>Reti criminali estese</strong>: Alcuni rapporti, come quello di Reuters, suggeriscono che alcune bande siano più strutturate e abbiano connessioni con reti criminali regionali. Ciò consente loro di monetizzare i beni rubati e distribuirli attraverso canali illeciti. <strong>Elementi armati e milizie locali</strong>: In alcuni casi, milizie o gruppi affiliati alle forze locali potrebbero essere implicati. Nonostante le dichiarazioni di contrasto da parte delle autorità di Gaza, come Hamas, persistono sospetti che alcune fazioni armate stiano sfruttando la situazione per arricchirsi.</p>



<p><br>Le Nazioni Unite e altre organizzazioni umanitarie hanno ripetutamente richiesto interventi più decisi, ma finora la risposta è stata debole. Secondo un rapporto dell&#8217;IDF, l&#8217;esercito israeliano sostiene di monitorare attentamente la situazione &#8211; ma senza un effettivo intervento diretto, tuttavia, la popolazione civile di Gaza continua a soffrire e perdere anche i pochi aiuti che con molte difficoltà entrano nella Striscia. Questo scenario solleva una riflessione importante: chi tra le autorità locali e internazionali trae realmente vantaggio dal caos? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mercato-nero-di-gaza-vive-grazie-ai-saccheggi-dal-cibo-ai-medicinali-al-carburante-in-milioni-perdono-anche-gli-aiuti-internazionali.html">Il mercato nero di Gaza vive grazie ai saccheggi. Dal cibo ai medicinali al carburante in milioni perdono anche gli aiuti internazionali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;offerta segreta degli Usa a Riad: ombrello atomico ai sauditi in cambio di fondi per Gaza?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lofferta-segreta-degli-usa-a-riad-ombrello-atomico-ai-sauditi-in-cambio-di-fondi-per-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Dec 2024 05:45:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029200222333_7ffa918d0115c555d3e5dbe3a5302596.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Arabia Saudita" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029200222333_7ffa918d0115c555d3e5dbe3a5302596.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029200222333_7ffa918d0115c555d3e5dbe3a5302596-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029200222333_7ffa918d0115c555d3e5dbe3a5302596-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029200222333_7ffa918d0115c555d3e5dbe3a5302596-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029200222333_7ffa918d0115c555d3e5dbe3a5302596-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029200222333_7ffa918d0115c555d3e5dbe3a5302596-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo il giornalista investigativo Seymour Hersh, vincitore del Premio Pulitzer, gli Stati Uniti avrebbero proposto all’Arabia Saudita garanzie di protezione nucleare nel caso in cui l’Iran sviluppasse armi nucleari, in cambio di un sostegno economico saudita per la ricostruzione della Striscia di Gaza. Questa rivelazione, riportata su&#160;Substack, cita una fonte israeliana definita “affidabile” e aggiunge &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lofferta-segreta-degli-usa-a-riad-ombrello-atomico-ai-sauditi-in-cambio-di-fondi-per-gaza.html">[...]</a></p>
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<p>Secondo il giornalista investigativo <strong>Seymour Hersh, vincitore del Premio Pulitzer,</strong> gli Stati Uniti avrebbero proposto all’Arabia Saudita garanzie di <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-cina-e-stati-uniti-un-triangolo-che-passa-anche-per-lucraina.html">protezione nucleare</a> nel caso in cui l’Iran sviluppasse armi nucleari, in cambio di un sostegno economico saudita per la ricostruzione della Striscia di Gaza. Questa rivelazione, riportata su&nbsp;<em>Substack</em>, cita una fonte israeliana definita “affidabile” e aggiunge una nuova dimensione ai negoziati preliminari in Qatar per un cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi tra Israele e Hamas.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un accordo nucleare in cambio di ricostruzione</strong></h2>



<p>La proposta, secondo Hersh, <strong>includerebbe un trattato di difesa ampliato </strong>che estenderebbe l’“ombrello nucleare” statunitense anche all’Arabia Saudita. Questo implicherebbe che, qualora l’Iran acquisisse capacità nucleari militari, Riad sarebbe protetta dall’intervento diretto degli Stati Uniti. La fonte israeliana citata dal giornalista avrebbe dichiarato che “gli Stati Uniti stanno cercando di rassicurare l’Arabia Saudita, il cui sostegno economico sarebbe cruciale per la ricostruzione di Gaza”.</p>



<p>L’idea di un<strong> investimento saudita a lungo termine nella Striscia di Gaza </strong>si inserisce in una strategia più ampia per <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-bombarda-lo-yemen-per-mandare-un-messaggio-a-iran-e-arabia-saudita.html">coinvolgere Riad</a> nella risoluzione del conflitto israelo-palestinese, garantendo al contempo una protezione rafforzata contro la crescente influenza dell’Iran nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo dell’Iran e le preoccupazioni di Israele e USA</strong></h2>



<p>Hersh sottolinea come in Israele e Washington persista la preoccupazione che l’Iran possa arricchire uranio a livello militare e, potenzialmente, acquisire armi nucleari. Tuttavia, il giornalista osserva che non vi sono prove concrete che Teheran abbia attualmente l’intenzione o la capacità di sviluppare <strong><a href="https://it.insideover.com/energia/iran-e-nucleare-lo-strappo-usa-che-taglia-la-strada-allagenzia-onu.html">un’arma nucleare</a></strong>, soprattutto considerando i danni subiti dai <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-assad-chiude-un-2024-da-incubo-per-liran.html">suoi alleati regionali. </a>“Questo fatto”, ha aggiunto Hersh, “è stato sistematicamente ignorato dagli Stati Uniti, dai loro alleati e dai principali media americani”.</p>



<p>Nonostante ciò, il timore che l’Iran possa diventare una potenza nucleare rimane un punto centrale delle strategie difensive di Israele e Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il prezzo dell’accordo per Riad</strong></h2>



<p>La fonte israeliana ha inoltre rivelato che, nell’ambito del piano, l’Arabia Saudita potrebbe essere chiamata a “guardare dall’altra parte” durante i bombardamenti israeliani, <strong>inclusi attacchi contro obiettivi in Siria</strong>. Inoltre, Riad potrebbe consentire a Israele l’uso di un aeroporto sul territorio saudita per posizionare bombe e missili, principalmente di fabbricazione statunitense, che sarebbero così “a pochi minuti, non ore” dai principali obiettivi iraniani.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ottimismo e critiche</strong></h2>



<p>Nonostante le numerose criticità, la fonte israeliana citata da Hersh ha espresso “cauto ottimismo” riguardo alla possibilità di un accordo che <strong>coinvolga un investimento saudita significativo per la ricostruzione di Gaza</strong>, una volta concluso il conflitto tra Israele e Hamas.</p>



<p>Tuttavia, l’idea di un simile accordo solleva molteplici interrogativi, non solo sulla fattibilità diplomatica, ma anche sulle implica<strong>zioni geopolitiche di una cooperazione più stretta tra Arabia Saudita e Israele</strong> sotto l’egida degli Stati Uniti. La possibilità di estendere l’ombrello nucleare americano a Riad rappresenta una svolta strategica, ma rischia di alimentare ulteriormente le tensioni nella regione.</p>



<p>In un Medio Oriente sempre più frammentato, resta da vedere se una proposta di tale portata possa rappresentare una soluzione o, al contrario, gettare benzina sul fuoco di conflitti già incandescenti.</p>
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		<title>7 ottobre, un anno dopo &#8211; Cronaca di dodici mesi terribili</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-cronaca-di-dodici-mesi-terribili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2024 17:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Israele-Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando le agenzie battono le prime notizie provenienti dal sud di Israele, lo scenario sembra quello &#8220;consueto&#8221; spesso osservato attorno la Striscia di Gaza. Con cioè Hamas e la Jihad Islamica intente a lanciare missili e l&#8217;Iron Dome israeliano a intercettarli. Alle 7:15, ora locale, del 7 ottobre 2023 Mohammed Deif, membro di spicco di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-cronaca-di-dodici-mesi-terribili.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando le agenzie battono le prime notizie provenienti dal sud di Israele, lo scenario sembra quello &#8220;consueto&#8221; spesso osservato attorno la Striscia di Gaza. Con cioè <strong>Hamas</strong> e la<strong> Jihad Islamica</strong> intente a lanciare missili e l&#8217;Iron Dome israeliano a intercettarli. Alle 7:15, ora locale, del 7 ottobre 2023<strong> Mohammed Deif</strong>, membro di spicco di Hamas, lancia infatti il proclama:<em> &#8220;Abbiamo lanciato l&#8217;operazione alluvione su Al Aqsa, 5.000 razzi sono stati spediti contro Israele&#8221;</em>. Il numero indicato sembra imponente e anche lo scenario sul campo, con i vari kibbutz israeliani vicino Gaza svegliati dalle sirene anti aeree, appare difficile.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-medium-font-size"><strong><a href="https://it.insideover.com/topic/7-ottobre-un-anno-dopo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO &#8211; LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER</a></strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Ma, come detto, a prima vista non sembra nulla di diverso da quanto spesso visto da queste parti. Anche perché in pochi, in Israele e tra gli analisti internazionali, immaginano un Hamas impegnato in modo diretto contro lo Stato ebraico. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html">Netanyahu</a>, premier tornato in carica da pochi mesi, ha orientato le forze di sicurezza a <strong>Jenin</strong> e in tutta la <strong>Cisgiordania</strong> nei periodi precedenti. Mentre a Gaza, nei raid pre 7 ottobre, la sua aviazione ha preso di mira soprattutto la Jihad Islamica.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Il giorno più lungo di Israele</h2>



<p>E invece, quella mattina ha rappresentato l&#8217;inizio di una lunga guerra e di cui, a oggi, <strong>non si vede fine</strong>. Ma ad accorgersene sono soltanto le popolazioni locali, da una parte e dall&#8217;altra della barriera che divide la Striscia di Gaza dai territori israeliani. Dal lato dello Stato ebraico, il risveglio è dei più atroci: la gente non solo osserva la caduta dei missili, per via della saturazione del sistema Iron Dome, ma avverte anche colpi di arma da fuoco a pochi passi dalle proprie abitazioni. </p>



<p>Chi si affaccia dai rifugi domestici nota uomini in divisa che avanzano, ma non si tratta di soldati israeliani. Al contrario, sono miliziani di Hamas che hanno iniziato una vera e propria <strong>invasione</strong>. Dall&#8217;altra parte del confine, una folla si riunisce nelle piazze centrali di Gaza City e dei vari campi profughi della Striscia. Si è sparsa la voce che Hamas ha divelto parte della barriera che funge da confine e a centinaia si riversano verso il territorio israeliano. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="October 7, 2023: The hours that shook Israel • FRANCE 24 English" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/j2UXS8soTaY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_j2UXS8soTaY");</script>
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<p>A non accorgersi di quanto sta accadendo sono invece <strong>i vertici della Difesa di Tel Aviv</strong>. Nei loro quartier generali, i comandi dell&#8217;esercito dello Stato ebraico ricevono molte segnalazioni a cui però non corrispondono delle precise risposte. Forse è questo il momento in cui <strong>&#8220;l&#8217;effetto sorpresa&#8221;</strong> a cui è andata incontro la leadership israeliana consente il prolungamento dell&#8217;attacco di Hamas. Per diverse ore, in alcuni casi anche per due giorni interi, l&#8217;esercito non riesce a riprendere il controllo dei kibbutz attorno la Striscia. </p>



<p><strong>Re&#8217;im, Be&#8217;eri, Nahal Oz</strong>, ma anche la cittadina di <strong>Sderot</strong>, sono tutti nomi delle località destinate a rimanere simbolo dei massacri di quelle ore. Qui più di 200 civili vengono rapiti e portati nella Striscia, almeno 800 invece vengono uccisi, 300 di loro trovano la morte al <strong>Nova Festival</strong>, un rave party in corso di svolgimento a 5 km dalla Striscia. Le immagini dei rapiti trascinati via e dei kibbutz dati alle fiamme, fanno il giro del mondo. E danno l&#8217;impressione a Israele di ritrovarsi immersa nella sua insospettabile vulnerabilità. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Israel drone footage shows aftermath of Tribe of Nova music festival attack" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/FzQrOVWgzsM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_FzQrOVWgzsM");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il disastro umanitario a Gaza</h2>



<p>Dopo azioni del genere, si è subito capito che è solo questione di tempo prima di osservare una rabbiosa risposta israeliana. Già dal 7 ottobre iniziano i primi raid, per giorni poi si discute circa la <strong>possibilità di un&#8217;azione di terra da parte dell&#8217;esercito</strong>. Nel frattempo, buona parte della stampa israeliana è contro Netanyahu: è a lui, principalmente, che viene attribuita la debacle delle forze di sicurezza, è a lui che molti imputano la scelta di dedicare all&#8217;Iran e alla Cisgiordania le attenzioni, dimenticandosi di Hamas. Anzi, in molti articoli viene puntato il dito contro il premier israeliano per aver considerato più volte, nel corso degli anni, Hamas quasi un male minore. </p>



<p>Le prime azioni di terra alla fine avvengono il <strong>28 ottobre</strong>, quando l&#8217;esercito ammette di aver effettuato alcune incursioni nel nord della Striscia. Le incursioni via terra sono precedute da quelle via aria, con decine di bombardamenti che colpiscono ogni ora Gaza. Ed è questo l&#8217;inizio della tragedia umanitaria: la Striscia viene assediata, nei raid vengono colpiti interi quartieri residenziali. Per Israele, tutto questo è colpa della scelta di Hamas di piazzare obiettivi militari tra le case dei civili. A partire dai tunnel, i quali costituiscono la principale risorsa del movimento islamista dove i propri capi locali, come ad esempio<strong> Yahya Sinwar</strong>, riescono a nascondersi. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Gaza, raid israeliano mortale. Situazione umanitaria al collasso" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/xo3yszCHTcE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_xo3yszCHTcE");</script>
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<p>Una prima <strong>tregua</strong> viene raggiunta, con l<strong>a mediazione di Qatar e Usa</strong>, il 24 novembre. Durerà pochi giorni e sarà l&#8217;unica. In quei frangenti, vengono rilasciati cento ostaggi in mano ad Hamas, mentre rientrano a casa migliaia di palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Ma a dicembre è di nuovo guerra: le azioni israeliane si spostano verso <strong>Khan Younis</strong>, poi verso <strong>Rafah</strong>, città che ospita l&#8217;unico valico con l&#8217;Egitto. Il livello di distruzione è enorme: ad oggi, si calcola che in 12 mesi siano morte nella Striscia oltre 40mila persone. C&#8217;è il rischio dell&#8217;insorgenza di <strong>malattie</strong> ed <strong>epidemie</strong>, manca il cibo in diverse aree del conflitto e il sistema sanitario viene giudicato dall&#8217;Onu al collasso.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Hamas ad Hezbollah, il nuovo obiettivo di Israele</h2>



<p>Le conseguenze del conflitto attirano le attenzioni di parte della comunità internazionale, a partire dal <strong>Sudafrica</strong>. Il governo di Pretoria chiede l&#8217;intervento della <strong>Corte Penale Internazionale</strong>, la quale il 21 maggio 2024 ipotizza l&#8217;esistenza di <strong>crimini di guerra</strong> e chiede l&#8217;incriminazione, tra gli altri, del premier <strong>Netanyahu</strong>, del ministro della Difesa <strong>Gallant</strong> e del capo di Hamas a Haza, <strong>Yayha Sinwar</strong>. </p>



<p>Il conflitto va però avanti. Contrariamente a quanto atteso e a quanto visto nella storia israeliana, le operazioni belliche stanno avendo una durata di svariati mesi. Anche perché, con il trascorrere delle settimane, ad accendersi è un altro fronte. Quello cioè settentrionale. <strong>Hezbollah</strong>, movimento sciita libanese attestato a ridosso delle frontiere del nord di Israele, tramite il capo <strong>Nasrallah</strong> annuncia il proprio appoggio ad Hamas. Ma, nel farlo, ha anche fatto intuire di non voler avviare azioni di terra contro lo Stato ebraico come nel 2006.</p>



<p>Il lanci di razzi verso le comunità del nord di Israele, tuttavia, accendono gli animi. Con l&#8217;esercito dello Stato ebraico che, gradatamente, sposta le proprie truppe e i propri mezzi verso nord.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Israel Uses Medieval Trebuchet Against Hezbollah in Lebanon | WSJ News" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/nH-nkCj7Ncg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_nH-nkCj7Ncg");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il botta e risposta con l&#8217;Iran</h2>



<p>Hezbollah del resto è alleato diretto dell&#8217;<strong>Iran</strong>, anzi rappresenta il braccio di Teheran nella regione. La Repubblica Islamica, come noto, è il principale avversario di Israele nella regione. Da qui la strategia di Netanyahu volta a colpire obiettivi iraniani nei Paesi vicini. Il <strong>primo aprile</strong>, in particolare, un raid colpisce l&#8217;ambasciata iraniana di Damasco. L&#8217;attacco ha provocato la morte, tra gli altri, di <strong>Mohammad Reza Zahedi</strong>, un importante comandante dei Pasdaran. Ma soprattutto, il raid prende di mira quella che a tutti gli effetti, per il diritto internazionale, è territorio iraniano. </p>



<p>Da qui la prima risposta di Teheran, attuata nella notte tra il<strong> 13 e il 14 aprile</strong>. Decine di droni e missili vengono scagliati contro il territorio israeliano. I danni materiali sono limitati, tuttavia il gesto a livello politico appare senza precedenti. <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-teheran-ha-risposto-direttamente-a-netanyahu.html">E si ripeterà il<strong> primo ottobre</strong></a>, in risposta ad altri due eventi considerati dall&#8217;Iran come un attacco diretto ai propri interessi: la morte del capo politico di Hamas, <strong>Ismail Haniyeh</strong>, avvenuta il 31 luglio proprio a Teheran, e la<strong> morte di Nasrallah</strong>, avvenuta il 27 settembre a seguito di un raid israeliano sui quartieri sciiti di Beirut.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le operazioni in Libano e i colpi contro Hezbollah</h2>



<p>Ben si intuisce dunque come, con l&#8217;approssimarsi del primo anniversario del 7 ottobre, Israele voglia <strong>chiudere i conti con l&#8217;alleato più vicino al&#8217;Iran</strong>. L&#8217;uccisione di Nasrallah è arrivata pochi giorni dopo l&#8217;incremento delle incursioni aeree israeliane nel sud del Libano e su Beirut. Ma soprattutto, dopo uno degli episodi più clamorosi nella storia delle operazioni di spionaggio: il 17 e il 18 settembre infatti, vengono registrate<a href="https://it.insideover.com/guerra/cercapersone-come-bombe-il-blitz-di-israele-contro-hezbollah-che-puo-allargare-la-guerra.html"> centinaia di esplosioni di dispositivi mobili in tutto il Libano.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Libano, il video dell&#039;esplosione del cercapersone al mercato" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/zkH6ILsT_xs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_zkH6ILsT_xs");</script>
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<p>A saltare in aria sono soprattutto <strong>cercapersone</strong> e <strong>walkie talkie </strong>in dotazione ai miliziani di Hezbollah per comunicare tra loro. L&#8217;azione dei servizi israeliani, permette di mettere fuori combattimento più di mille miliziani di Hezbollah e di rintracciare complici e sostenitori del movimento sciita. A questo, occorre aggiungere il via alle <strong>operazioni di terra </strong>in territorio libanese arrivato nei primi giorni di ottobre.</p>



<p>Nel primo anniversario delle stragi del 7 ottobre dunque, è il fronte nord quello più importante. Ma a Gaza si continua a combattere e a morire, con Hamas sì indebolita ma non ancora sconfitta. E con almeno 100 ostaggi israeliani ancora presenti tra i tunnel della Striscia e prigionieri del movimento islamista.   </p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-cronaca-di-dodici-mesi-terribili.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; Cronaca di dodici mesi terribili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Palude di bile antisemita&#8221;: al Palazzo di Vetro Netanyahu attacca l&#8217;Onu</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/palude-di-bile-antisemita-al-palazzo-di-vetro-netanyahu-attacca-lonu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 15:37:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729-600x320.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729-1024x546.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729-1536x819.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Benjamin Netanyahu usa il palco dell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite per scagliarsi contro l&#8217;Onu stessa mentre decine di delegati hanno lasciato le posizioni al Palazzo di Vetro di New York per non ascoltare il discorso del primo ministro israeliano. Il cui discorso incendiario ha attaccato duramente proprio l&#8217;istituzione di riferimento della diplomazia internazionale. Colpevole, a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/palude-di-bile-antisemita-al-palazzo-di-vetro-netanyahu-attacca-lonu.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/palude-di-bile-antisemita-al-palazzo-di-vetro-netanyahu-attacca-lonu.html">&#8220;Palude di bile antisemita&#8221;: al Palazzo di Vetro Netanyahu attacca l&#8217;Onu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729-600x320.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729-1024x546.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240927173653431_f2814767e67870c51284b7f6c639a3bb-e1727451442729-1536x819.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Benjamin Netanyahu</strong> usa il palco dell&#8217;<strong>Assemblea Generale delle Nazioni Unite</strong> per scagliarsi contro l&#8217;Onu stessa mentre decine di delegati hanno lasciato le posizioni al Palazzo di Vetro di New York per non ascoltare il discorso del primo ministro israeliano. Il cui <strong>discorso incendiario</strong> ha attaccato duramente proprio l&#8217;istituzione di riferimento della diplomazia internazionale. Colpevole, a suo avviso, di aver <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-parlamento-di-israele-prende-a-calci-usa-europa-e-onu-e-seppellisce-lidea-di-uno-stato-palestinese.html">più volte votato contro Israele</a></strong> nella guerra a Gaza e di aver rimbottato troppo spesso Tel Aviv.</p>



<p>L&#8217;Onu è definito una &#8220;<strong>palude di bile antisemita</strong>&#8221; da Netanyahu. Una palude da dragare, da prosciugare per far finire &#8220;la farsa&#8221; che quotidianamente vi andrebbe in scena. Netanyahu contesta il fatto che all&#8217;Onu Israele viene criticata per la sua condotta a Gaza, dove in un anno sono morte 41mila persona sotto le bombe di Tel Aviv: &#8220;Nessun esercito ha mai fatto quello che sta facendo&nbsp;Israele&nbsp;per ridurre al minimo le vittime civili: lanciamo volantini, inviamo messaggi di testo, facciamo milioni di telefonate per garantire che i civili palestinesi siano al sicuro&#8221;, ha affermato Bibi. <strong>Aggiungendo che a suo avviso Israele sta &#8220;vincendo&#8221; a Gaza e contro Hezbollah in Libano</strong> e lanciando all&#8217;Arabia Saudita l&#8217;offerta di rafforzare gli <strong>Accordi di Abramo</strong> contro l&#8217;Iran.</p>



<p>Netanyahu che attacca l&#8217;Onu non è una novità. Netanyahu che usa lo scranno dell&#8217;Assemblea Generale per sferrare il suo schiaffo al multilateralismo invece lo è eccome. A suo avviso l&#8217;organizzazione fomenta complotti contro Israele. Anzi, di più: è una &#8220;società terrapiattista anti-israeliana&#8221;. Il discorso appare <strong>fondamentalmente un manifesto ad uso interno</strong> e di consenso da parte di un leader sulla cui sopravvivenza politica nelle ultime ore era tornata a volteggiare più di una nube. </p>



<p>L&#8217;ultradestra che sostiene Netanyahu ha contestato l&#8217;idea del cessate il fuoco in Libano promosso da Usa e Francia. Netanyahu ha promesso a <strong>Joe Biden ed Emmanuel Macron</strong> di rifletterci e poi si è rimangiato la parola. </p>



<p>Per lui il sillogismo è chiaro: <strong>fine della conflittualità vuol dire fine del suo governo</strong>; fine del suo governo vuol dire stop alla riforma della giustizia che ha diviso Israele prima della guerra con Hamas; il naufragio della riforma aprirebbe a duri processi contro Netanyahu e, potenzialmente, alla sua incarcerazione. </p>



<p>Per fermare tutto questo <strong>Bibi-Faust ha venduto l&#8217;anima agli estremisti</strong>. E per consolidare consensi che hanno ripreso a marciare positivamente dopo i raid in Libano è disposto a fare <strong>carta straccia di ogni moderazione</strong> sul piano internazionale. Al punto da rilanciare in un modo tale che fa pensare al fatto che le trattative di pace su Gaza siano prossime al naufragio definitivo. Bibi chiede che Gaza sia &#8220;smilitarizzata e deradicalizzata&#8221;, senza sé e senza ma. Attacca la <strong>Corte Penale Internazionale che indaga sulla condotta sua e del governo</strong>; dichiara che Israele non si fermerà. <strong>Finché c&#8217;è guerra, c&#8217;è speranza</strong>. Perlomeno di evitare guai personali. E sul destino personale di un solo uomo rischia di schiantarsi la sicurezza di una regione intera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/palude-di-bile-antisemita-al-palazzo-di-vetro-netanyahu-attacca-lonu.html">&#8220;Palude di bile antisemita&#8221;: al Palazzo di Vetro Netanyahu attacca l&#8217;Onu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I media italiani e la questione palestinese: oscurare, comunque trascurare. Sulla carta e in Rete</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/i-media-italiani-e-la-questione-palestinese-oscurare-comunque-trascurare-sulla-carta-e-in-rete.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 07:15:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/will.-Over-1-million-follower-2.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/will.-Over-1-million-follower-2.png 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/will.-Over-1-million-follower-2-600x315.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/will.-Over-1-million-follower-2-300x158.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/will.-Over-1-million-follower-2-1024x538.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/will.-Over-1-million-follower-2-768x403.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Per molti media italiani la questione palestinese sembra non esistere. Abbiamo analizzato alcuni dei profili più influenti su Instagram.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/i-media-italiani-e-la-questione-palestinese-oscurare-comunque-trascurare-sulla-carta-e-in-rete.html">I media italiani e la questione palestinese: oscurare, comunque trascurare. Sulla carta e in Rete</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/will.-Over-1-million-follower-2.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/will.-Over-1-million-follower-2.png 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/will.-Over-1-million-follower-2-600x315.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/will.-Over-1-million-follower-2-300x158.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/will.-Over-1-million-follower-2-1024x538.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/will.-Over-1-million-follower-2-768x403.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nel luglio del 2021, tre anni prima del 7 ottobre &#8211; degli attacchi di Hamas e della completa invasione israeliana dentro la Striscia di Gaza &#8211; su <em>Media Diversity Insitute </em>è stato pubblicato <a href="https://www.media-diversity.org/the-israeli-palestinian-question-in-the-italian-media/">un articolo-analisi</a> dal titolo “<strong>La questione israelo-palestinese nei media italiani</strong>”. L’autore, tra i diversi casi, ha evidenziato come <em>La Repubblica</em>, nel narrare di uno sfratto a Sheikh Jarrah ad opera israeliana, avrebbe descritto la situazione con il termine “<a href="https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/12/news/dalla_disputa_sulle_case_ai_razzi_su_tel_aviv_come_nasce_la_crisi-300595306/">disputa sulle case</a>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza delle parole</h2>



<p>L’evento è stato poi ripreso alcuni mesi dopo anche da Al-Jazera che ha titolato: “Le famiglie di Sheikh Jarrah continuano a resistere agli sfratti forzati di Israele”, mettendo in evidenza le operazioni aggressive e non legali di Israele e la difficile resistenza della popolazione palestinese. Infatti <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZgMaRIj7ym4">il video di approfondimento</a> di Al-Jazeera inizia così: “Nella Gerusalemme Est occupata, gli effetti dell&#8217;espulsione di massa dei palestinesi nel 1948 si fanno sentire ancora oggi. Le famiglie del quartiere di Sheikh Jarrah stanno ancora lottando per il diritto di rimanere nelle proprie case”. Ed è solo così che il lettore finale comprende che non si tratta di una “disputa sulle case”, ma di un’espulsione forzata e illegale a matrice israeliana. Per capirlo però, bisogna leggere la notizia su un sito di informazione estero. E questo è un problema.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="377" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-1-1-1024x377.jpg" alt="" class="wp-image-430847" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-1-1-1024x377.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-1-1-600x221.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-1-1-300x110.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-1-1-768x283.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-1-1-1536x566.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-1-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Tre anni dopo, poco o nulla è cambiato su molti dei media italiani. La stessa firma del precedente articolo, sempre sul quotidiano online <em>La Repubblica</em>, ha recentemente pubblicato un’intervista ad un ex militare di<em> intelligence</em> israeliana che dice che in questo momento “attaccare Rafah è obbligatorio per distruggere Hamas”. <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2024/05/16/news/yossi_kuperwasser_israele_rafah_hamas-422971574/">L’articolo</a> così viene intitolato “L’analista militare Kuperwasser: Obbligatorio attaccare Rafah. È l’ultimo bastione di Hamas e non possiamo fermarci ora”. Quello che nell’articolo non viene evidenziato, è che alla data di stesura dell’intervista, in Rafah oltre 1 milione di civili erano diventati l’obiettivo dei pesanti bombardamenti dell’esercito israeliano.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Su Instagram i palestinesi non esistono</strong></h2>



<p>In Italia sono <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.lastampa.it/economia/2023/09/20/news/editoria_osservatorio_41_milioni_di_italiani_si_informano_online-13378492/&amp;ved=2ahUKEwi0p7OOts6HAxUBgP0HHdF0A_IQFnoECCIQAQ&amp;usg=AOvVaw1n_EkmFBm7xKVx4ha7PImP">43,8 milioni</a> le persone che si informano online. Questo numero è pari al 73% della popolazione totale. Per informazione online intendiamo articoli su siti di informazione, post su Instagram e notizie in feed su Facebook oltre che YouTube, TikTok e altre piattaforme di largo consumo. Nonostante Facebook negli ultimi anni sembra essere stato il più quotato nel settore dell&#8217;informazione, oggi Instagram <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.nytimes.com/2024/02/22/technology/instagram-news-site.html&amp;ved=2ahUKEwip972ruM6HAxXT_rsIHeUUKKQQFnoECDAQAQ&amp;usg=AOvVaw0WQbeYhqj0IdhqW4asqfQO">racchiude il vero cuore pulsante dell’informazione</a> fresca, innovativa e <a href="https://www.instagram.com/reel/C-BMjakJuqU/?igsh=cWlrYnlhbmF3djMx">sperimentale</a> fatta da ricostruzioni video, infografiche e video in prima persona. <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.wired.it/article/instagram-tiktok-notizie/&amp;ved=2ahUKEwiP7Yn1uM6HAxW1gP0HHWuyAzc4FBAWegQIMxAB&amp;usg=AOvVaw2jmWf36V5aAotW3Eqonuof">Sono tantissime</a> le pagine che negli ultimi anni hanno guadagnato fama in Italia macinando centinaia di migliaia di follower, con un boost proprio nel periodo pandemico.</p>



<p>Parallalemamente, con l’invasione israeliana di Gaza, <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.nytimes.com/2023/11/09/world/middleeast/israel-gaza-war-instagram.html&amp;ved=2ahUKEwjDlMaVuc6HAxU4hv0HHa7BE5UQFnoECCsQAQ&amp;usg=AOvVaw2uYqGq8lNQTZybD9y7rIJv">a livello internazionale sono nate centinaia di pagine</a> che quotidianamente forniscono aggiornamenti in tempo reale sull&#8217;occupazione israeliana. Queste pagine, per lo più riconducibili al citizen journalism, sono state aperte con l’intenzione di innescare un processo di viralità di contenuti proprio per non spegnere le luci su Gaza, nel momento in cui il conflitto &#8211; come sta succedendo ora &#8211; avrebbe smesso di ricoprire le prime pagine della stampa.</p>



<p>Cosa accade in Italia? La redazione di InsideOver ha analizzato alcuni feed Instagram delle pagine di informazione che oggi primeggiano sul feed dei giovani italiani che usano i social network per informarsi. Quello che abbiamo scoperto è allarmante.</p>



<p>Andiamo con ordine. Nelle seguenti righe vi mostreremo 6 tabelle. Ogni tabella ricostruisce la frequenza di pubblicazione per il singolo media relativo al topic #Gaza. Ogni casella arancione ci dice che in quel post la testata ha pubblicato un articolo inerente al conflitto in corso. </p>



<p>L’indagine di InsideOver ha riguardato almeno 6 media italiani. Queste 6 testate insieme raggiungono ogni giorno, solo su Instagram, con le loro notizie quasi 7 milioni di italiani. Gran parte di questi giornali raggiunge un pubblico molto giovane, tra i 18 e i 50 anni. L’obiettivo del nostro resoconto è semplice quanto importante: dimostrare che gran parte dell’informazione italiana, anche quella più innovativa e giovanile, ha deciso di tenere il conflitto di Gaza in sordina sui propri feed obbligando il pubblico italiano ad utilizzare fonti estere per informarsi e capire cosa oggi sta realmente accadendo a Gaza.</p>



<p>Ci teniamo a specificare che InsideOver ha analizzato sono gli ultimi due mesi per ogni organo di informazione. Il dato quindi ci mostra una tendenza. Abbiamo deciso di non riportare i nomi delle testate di informazione obiettivo della nostra analisi, ma di riportarne solo numero di follower e frequenza di pubblicazione, avendo noi come unico obiettivo l’identificazione di un sistema &#8211; quello che oscura la questione su Gaza.</p>



<p>La prima pagina IG, appartiene ad una redazione nativa digitale che utilizza i dati per informare gli utenti e mantiene oltre 1.5 milioni di follower all’attivo. Negli ultimi due mesi ha dedicato al conflitto di Gaza 2 post su oltre 100 pubblicati. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-1-1024x538.png" alt="" class="wp-image-430848" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-1-1024x538.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-1-600x315.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-1-300x158.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-1-768x403.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-1.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>Frequenza di pubblicazione di un media italiano digitale con oltre 1.5 milioni di follower su Instagram. In arancione vengono evidenziati i post che hanno notizie che riguardano l’attuale conflitto in corso</em> a Gaza</p>



<p>Questo non è un caso isolato. Un altro media di informazione, che possiede sia un&#8217;edizione web e sia un&#8217;edizione cartacea con oltre 2 milioni di follower su IG, <a href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/digital-news-report/2024">inclusa nelle prime 10 testate di informazione</a> per numero di lettori e credibilità nell’indagine del Reuters Institute, sembra aver oscurato su Instagram le notizie sul conflitto di Gaza. Anche per questa testata abbiamo analizzato 100 post pubblicati tra giugno e luglio 2024. &nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-2-1024x538.png" alt="" class="wp-image-430849" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-2-1024x538.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-2-600x315.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-2-300x158.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-2-768x403.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-2.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>Frequenza di pubblicazione di un media italiano digitale + carta stampata con oltre 1.8 milioni di follower su Instagram. In arancione vengono evidenziati i post che hanno notizie che riguardano l’attuale conflitto in corso</em> a Gaza</p>



<p>Il terzo media analizzato che è seguito da oltre 1.8 milioni di follower, e rientra sempre nelle prime posizioni tra le testate italiane più credibili e fruite online, ha pubblicato un solo post sul conflitto in Gaza tra gli ultimi 160 post a cavallo di giugno e luglio 2024. Su questo profilo abbiamo deciso di guardare 60 post in più a causa della maggiore frequenza di pubblicazione della pagina. &nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-3-1024x538.png" alt="" class="wp-image-430850" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-3-1024x538.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-3-600x315.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-3-300x158.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-3-768x403.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-3.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>Frequenza di pubblicazione di un media italiano digitale + carta stampata con oltre 1.8 milioni di follower su Instagram. In arancione vengono evidenziati i post che hanno notizie che riguardano l’attuale conflitto in corso</em> a Gaza</p>



<p>Il quarto media analizzato, che comprende circa 600 mila follower e rientra nel settore dei media nativi digitali, tra gli ultimi 100 post a cavallo tra giugno e luglio 2024, ha pubblicato un solo post riguardante il conflitto in Gaza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-4-1024x538.png" alt="" class="wp-image-430851" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-4-1024x538.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-4-600x315.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-4-300x158.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-4-768x403.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-4.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>Frequenza di pubblicazione di un media italiano digitale con oltre 600 mila follower su Instagram. In arancione vengono evidenziati i post che hanno notizie che riguardano l’attuale conflitto in corso</em> a Gaza</p>



<p>Un quinto media analizzato, che su Instagram è seguito da poco meno di 100 mila follower, negli ultimi 100 post ha pubblicato una sola notizia sul conflitto in corso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-5-1024x538.png" alt="" class="wp-image-430852" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-5-1024x538.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-5-600x315.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-5-300x158.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-5-768x403.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-5.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>Frequenza di pubblicazione di un media italiano digitale + carta stampata con oltre 90 mila follower su Instagram. In arancione vengono evidenziati i post che hanno notizie che riguardano l’attuale conflitto in corso a Gaza.</em></p>



<p>Il sesto ed ultimo media analizzato da InsideOver, che oggi con le sue informazioni raggiunge oltre 500 mila italiani ogni giorno, negli ultimi 100 post ha menzionato o dedicato un approfondimento alla questione di Gaza 7 volte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-6-1024x538.png" alt="" class="wp-image-430853" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-6-1024x538.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-6-600x315.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-6-300x158.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-6-768x403.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-6.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>Frequenza di pubblicazione di un media italiano digitale + carta stampata con oltre 500 mila follower su Instagram. In arancione vengono evidenziati i post che hanno notizie che riguardano l’attuale conflitto in corso a Gaza.</em></p>



<p>In aggiunta, almeno 2 profili personali di direttori corrispondenti a 2 testate incluse nella nostra analisi continuano a mantenere una comunicazione prettamente pro-Israele, cosa che, ovviamente, influenza l’indipendenza dell’intero giornale contribuendo ad oscurare la narrazione su Gaza. Inoltre, per la testata che informa oltre 2 milioni di follower, abbiamo evidenziato una dissonanza tra pagine social e sito web. Infatti, mentre sul sito web sono moltissimi gli articoli che quotidianamente informano sulle vicende di Gaza, lo stesso non accade con la pagina Instagram, che però rimane il cuore della distribuzione informativa odierna.</p>



<p>Prima di concludere questa analisi sul panorama informativo italiano per il conflitto in corso a Gaza su Instagram, abbiamo deciso di segnalare 2 profili che, secondo un riscontro numerico, hanno coperto in maniera significativa l’attuale conflitto in Gaza. La prima tabella si riferisce ad un media nativo digitale che ha superato da poco i 100 mila follower in Italia. La nostra redazione ha identificato almeno 26 post con notizie su Gaza negli ultimi 130 pubblicati &#8211; anche per questo profilo abbiamo incluso 20 post in più in proporzione alla frequenza di pubblicazione. &nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-7-1024x538.png" alt="" class="wp-image-430854" style="width:641px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-7-1024x538.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-7-600x315.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-7-300x158.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-7-768x403.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-7.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>Frequenza di pubblicazione di un media italiano nativo digitale con oltre 100 mila follower. In arancione vengono evidenziati i post che hanno notizie che riguardano l’attuale conflitto in corso.</em></p>



<p>Infine, crediamo che mostrare la copertura sull’attuale conflitto in corso da parte della nostra redazione sia importante per valorizzare il lavoro delle decine di reporter che quotidiamente tengono acceso il faro dell’informazione su Gaza e sui territori palestinesi più in generale. Di seguito la grafica con la copertura post di InsideOver in riferimento agli ultimi 130 post.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-8-1024x538.png" alt="" class="wp-image-430855" style="width:651px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-8-1024x538.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-8-600x315.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-8-300x158.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-8-768x403.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/image-8.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><em>Frequenza di pubblicazione di InsideOver per il conflitto di Gaza. In arancione vengono evidenziati i post che hanno notizie che riguardano l’attuale conflitto in corso.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/i-media-italiani-e-la-questione-palestinese-oscurare-comunque-trascurare-sulla-carta-e-in-rete.html">I media italiani e la questione palestinese: oscurare, comunque trascurare. Sulla carta e in Rete</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;assassinio di Haniyeh e il futuro di Hamas</title>
		<link>https://it.insideover.com/dossier/lassassinio-di-haniyeh-e-il-futuro-di-hamas</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2024 16:14:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1386" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf-1024x739.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf-768x554.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf-1536x1109.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il leader politico di Hamas è stato assassinato a Teheran nelle prime ore del 31 luglio. Cosa succederà adesso dopo che una mossa inattesa, da molti attribuita a Israele, ha decapitato la leadership nel movimento coinvolto nella guerra a Gaza? Alcune analisi per capire la posta in gioco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/dossier/lassassinio-di-haniyeh-e-il-futuro-di-hamas">L&#8217;assassinio di Haniyeh e il futuro di Hamas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1386" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf-1024x739.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf-768x554.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240731181231445_5938e9e53583560c56ba3c762b22dbbf-1536x1109.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/dossier/lassassinio-di-haniyeh-e-il-futuro-di-hamas">L&#8217;assassinio di Haniyeh e il futuro di Hamas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Non bastano le bombe? Ti tolgo l&#8217;acqua. Vivere a Gaza con tre litri a settimana</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/non-bastano-le-bombe-ti-tolgo-lacqua-vivere-a-gaza-con-tre-litri-a-settimana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 09:47:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=423788</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d-1536x1008.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Dai pozzi ai depuratori alla rete idrica, Israele ha distrutto tutto. Così un israeliano usa 300 litri al giorno, un palestinese a Gaza 3.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/non-bastano-le-bombe-ti-tolgo-lacqua-vivere-a-gaza-con-tre-litri-a-settimana.html">Non bastano le bombe? Ti tolgo l&#8217;acqua. Vivere a Gaza con tre litri a settimana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603120203694_4cd819e76bbc3027c1516f3b5bdb8f2d-1536x1008.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 24 maggio 2024 in un <a href="https://www.facebook.com/share/p/BBEj8S5Cxrwhr9cz/">post</a> su Facebook Eta Water, azienda attiva nel settore delle acque che con diversi impianti decalcifica l&#8217;acqua marina nella Striscia di Gaza, producendo quasi 4 milioni di litri di acqua al giorno, ha annunciato che gli impianti rimasti avrebbero dovuto presto chiudere per mancanza di energia. I problemi di Eta Water però sono incominciati sei mesi prima, nella mattina del 17 novembre 2023, quando una colonna di fumo densa e alta, osservabile a migliaia di metri di altezza, spiccava al centro della <strong>Striscia di Gaza.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/climatechange-3-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-423791" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/climatechange-3-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/climatechange-3-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/climatechange-3-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/climatechange-3-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/climatechange-3-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/climatechange-3-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/climatechange-3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dopo aver <a href="https://www.linkedin.com/posts/raffaele-riccardo-buccolo-726495ba_gaza-oxfam-unrwa-activity-7132314969794129920-MzqP?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop">isolato ed ingrandito</a> la zona interessata, confrontandola con alcuni thread di discussione di <a href="https://twitter.com/geoconfirmed?s=21&amp;t=sB4OfmMcbGC4doGvRduBzQ">GeoConfirmed</a>, le coordinate esatte del sito bombardato da un attacco israeliano sono apparse subito quelle di <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.eta-water.com/%3Flang%3Den&amp;ved=2ahUKEwi9waD1lL-GAxUai_0HHUueAnoQFnoECB0QAQ&amp;usg=AOvVaw14duWVt9wImaZn2tUIqfxL">Eta Water</a>. L&#8217;azienda è stata una delle più grandi nel settore della depurazione di acqua ad operare in maniera continua nella <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-spagna-contro-israele-mentre-a-gaza-si-continua-a-morire.html">Striscia prima dell&#8217;invasione israeliana</a></strong>. Tanto che proprio sul sito della compagnia viene dichiarato che l&#8217;azienda <a href="https://ghostarchive.org/archive/rcDfY">ha mantenuto contratti con diverse organizzazioni di aiuti umanitari</a> come OXFAM, UNRWA, HAI.</p>



<p>Mesi dopo, la comunicazione sui <a href="https://www.facebook.com/etawatercompany/">social media</a> di Eta Water continua, e proprio in un post di maggio 2024 l&#8217;azienda promette: &#8220;Un giorno ricostruiremo la nostra sede&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Progetto-senza-titolo-6-1024x819.jpg" alt="" class="wp-image-423795" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Progetto-senza-titolo-6-1024x819.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Progetto-senza-titolo-6-600x480.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Progetto-senza-titolo-6-300x240.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Progetto-senza-titolo-6-768x614.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Progetto-senza-titolo-6-1536x1229.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Progetto-senza-titolo-6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Oggi, senza una sede fissa e con i pochi macchinari rimasti, Eta Water continua ad operare nella Striscia di Gaza, tanto che sono diversi <a href="https://www.facebook.com/share/p/EfwU9ZDZCiS7ixSr/">i post</a> in cui l&#8217;azienda chiede disperatamente risorge energetiche, evidenziando che l&#8217;unica energia che si trova in Gaza è quella del mercato nero con costi proibitivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Annientare le riserve di acqua? Una metodologia di guerra.</strong></h2>



<p>La storia di Eta Water evidenzia in maniera chiara l&#8217;obiettivo di Israele: annientare le risorse idriche. Il territorio di Gaza è costantemente esposto a periodi di forte caldo, tanto che i mesi di caldo estremo nella regione sono <a href="https://it.weatherspark.com/y/98164/Condizioni-meteorologiche-medie-a-Gaza-Territori-palestinesi-tutto-l'anno">molto lunghi e afosi</a>. Motivo per cui proprio l&#8217;annientamento strategico delle infrastrutture idriche, negli anni, è diventato uno degli obiettivi cardine di Israele per colpire i Territori occupati. Ecco perchè già nel 2017 Amnesty International in <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/campaigns/2017/11/the-occupation-of-water/">un articolo</a> dal titolo <strong>&#8220;L&#8217;occupazione dell&#8217;acqua&#8221;, </strong>raccontava uno scenario simile a quello che vediamo oggi nei Territori palestinesi occupati. Già nel 2017 i numeri ci dicevano che il 90-95% di approvvigionamento idrico in Gaza era contaminato e inadatto al consumo umano. Inoltre, Israele non ha mai permesso lo sviluppo di una rete idrica-ponte tra la Cisgiordania e la striscia di Gaza, cosa che ha reso la Striscia ancora più isolata.</p>



<p>Scriveva sempre Amnesty International nel 2017: &#8221; Il consumo di acqua da parte degli israeliani è almeno quattro volte quello dei palestinesi che vivono nell&#8217;OPT. I palestinesi consumano in media 73 litri di acqua al giorno a persona, che è ben al di sotto del <strong>minimo giornaliero raccomandato dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)</strong> di 100 litri pro capite. In molte comunità di pastori in Cisgiordania, il consumo di acqua per migliaia di palestinesi è di 20 litri a persona al giorno. Al contrario, un israeliano medio consuma circa 300 litri di acqua al giorno&#8221;. Sette anni dopo, dopo l&#8217;inizio dell&#8217;invasione israeliana, la disponibilità pro-capite di acqua in Gaza è scesa drasticamente fino a <a href="https://www.pbs.org/newshour/world/in-gazas-widening-humanitarian-crisis-water-access-becomes-dire#">raggiungere 3 litri di acqua pro-capite</a> al giorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come arriva l&#8217;acqua a Gaza?</h2>



<p>L&#8217;acqua di Gaza proviene per il 95% dalle falde acquifere costiere, venendo poi purificata attraverso grandi sistemi di aziende private (qui NPR <a href="https://www.npr.org/sections/goatsandsoda/2023/11/10/1211567204/satellite-images-israeli-military-hold-ground-around-gaza-water-facilities">ha raccontato</a> l&#8217;assedio israeliano ad un depuratore) o di organizzazioni umanitarie. Ma ci sono anche altri modi in cui arrivava l&#8217;acqua, prima del 7 ottobre.</p>



<p>A Gaza l&#8217;acqua viene prodotta con 3 modalità.</p>



<p>La prima è attraverso impianti di desalinizzazione, come quelli di Eta Water, che possono produrre non più del 7% del fabbisogno di acqua. Dopo il 7 ottobre, molti di questi impianti o sono stati distrutti o non possono lavorare per mancanza di energia. <a href="https://www.ochaopt.org/content/largest-seawater-desalination-plant-opened-gaza">Nel 2017 l&#8217;Unicef ha annunciato</a> la realizzazione nel sud di Gaza di un grande depuratore che avrebbe<strong> trasformato l&#8217;acqua di mare in acqua potabile</strong>, con un risultato fino a 6.000 litri di acqua al giorno per servire oltre 275.000 persone residenti in Rafah e Khan Younis. Oggi sappiamo che a causa della mancanza di carburante ed energia, quel depuratore lavora ad intermittenza a non più del 30% della sua capacità.</p>



<p>Il secondo metodo di approvvigionamento è attraverso 3 acquedotti israeliani che riforniscono direttamente la striscia di Gaza. Subito dopo il 7 ottobre, <a href="https://www.pbs.org/newshour/world/israeli-forces-cut-off-north-gaza-as-palestinian-death-toll-from-monthlong-war-passes-10000#:~:text=Northern%20Gaza%20is%20facing%20a,off%20the%20region's%20main%20line.">tutti e 3 gli acquedotti</a> israeliani sono stati limitati o chiusi diminuendo la portata del 95%. </p>



<p>Il terzo metodo è un sistema di pozzi e di falde acquifere che, attraverso una rete di oltre 300 unità in tutta Gaza, rifornisce in diversi punti le decine di migliaia di abitanti palestinesi. Oggi, grazie ad un&#8217;indagine <strong>Osint della BBC</strong> sappiamo che<a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-68969239"> più della metà</a> dei pozzi sono stati distrutti dai pesanti bombardamenti israeliani.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The IDF has implemented new capabilities during the war, with the aim of neutralizing underground terrorist infrastructure, including by channeling large volumes of water into them. <br><br>This method was developed in cooperation with the <a href="https://twitter.com/Israel_MOD?ref_src=twsrc%5Etfw">@Israel_MOD</a>, and is only utilized in locations…</p>&mdash; Israel Defense Forces (@IDF) <a href="https://twitter.com/IDF/status/1752376187563704721?ref_src=twsrc%5Etfw">January 30, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Non solo bombardamenti mirati. A gennaio 2024, con un tweet sul profilo X, l&#8217;IDF (Israel Defense Force) ha annunciato l&#8217;utilizzo di una nuova metodologia di guerra: inondare con grandi volumi di acqua di mare il gigante sistema di tunnel sotto Gaza. <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.wsj.com/world/middle-east/israel-hamas-war-pumping-seawater-gaza-tunnels-2ed3b3f2&amp;ved=2ahUKEwjMpfmvv7-GAxVDgv0HHYDyCPUQFnoECBEQAQ&amp;usg=AOvVaw1Xx2xmQAUfRSbWxIqyx8mM">Il Wall Street Journal</a> aveva già raccontato l&#8217;avvio di questa complessa operazione a dicembre evidenziando che 3 grandi pompe avrebbero riversato milioni di litri di acqua marina nel sottosuolo di Gaza. Come <a href="https://www.aljazeera.com/amp/features/2024/2/3/israel-floods-tunnels-with-seawater-what-impacts-on-gazas-water-supply">riporta</a> AlJazeera, l&#8217;inondazione dei <strong>tunnel sotterranei della Striscia</strong>, ha portato inevitabilmente ad una contaminazione totale delle falde acquifere rimanenti.</p>



<p>Dai resoconti pubblici dell&#8217;Unicef sappiamo che nei territori di Rafah e Khan Younis, martoriati da bombardamenti e con una quasi totale assenza di altre risorse idriche, <a href="https://www.unicef.org/sop/reports/unicef-state-palestine-escalation-humanitarian-situation-report-no13">nel periodo tra il 28 dicembre e il 3 gennaio </a>sono stati distribuiti 780.000 litri di acqua in bottiglia per 260.000 persone. Un calcolo veloce ci racconta uno scenario catastrofico: un approvigionamento di 3 litri a testa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/non-bastano-le-bombe-ti-tolgo-lacqua-vivere-a-gaza-con-tre-litri-a-settimana.html">Non bastano le bombe? Ti tolgo l&#8217;acqua. Vivere a Gaza con tre litri a settimana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Spagna contro Israele mentre a Gaza si continua a morire</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-spagna-contro-israele-mentre-a-gaza-si-continua-a-morire.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 13:37:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=424216</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra a Gaza continua, violenta e inclemente, nonostante sul tavolo sia stato posto il piano diplomatico dell&#8217;amministrazione americana di Joe Biden per aprire una discussione sul cessate il fuoco Israele-Hamas. La cui concretizzazione appare lontana. Mentre gli occhi del mondo piombavano su Rafah minacciata dalla possibile avanzata israeliana e dalla dispersione del milione di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-spagna-contro-israele-mentre-a-gaza-si-continua-a-morire.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-spagna-contro-israele-mentre-a-gaza-si-continua-a-morire.html">La Spagna contro Israele mentre a Gaza si continua a morire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606140707103_4029e2e526e19e22227a1fdfad7c5e81-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>guerra a Gaza</strong> continua, violenta e inclemente, nonostante sul <strong>tavolo sia stato posto il piano diplomatico</strong> dell&#8217;amministrazione americana di <strong>Joe Biden</strong> per aprire una discussione sul <strong>cessate il fuoco Israele-Hamas</strong>. La cui concretizzazione appare lontana. </p>



<p>Mentre gli <a href="https://it.insideover.com/societa/all-eyes-on-rafah-ha-fatto-cadere-anche-il-muro-del-calcio.html">occhi del mondo</a> <strong>piombavano <a href="https://it.insideover.com/guerra/all-eyes-on-rafah-quel-messaggio-virale-che-risveglia-le-coscienze.html">su Rafah </a>minacciata dalla possibile</strong> avanzata israeliana e dalla dispersione del milione di profughi ivi rifugiati, non calava la pressione di Tel Aviv sul resto della Striscia. Ieri una scuola nel centro di Gaza, gestita dall&#8217;agenzia Unrwa, è stata centrata dall&#8217;Israel Defense Force. Il raid ha causato <strong>ben 36 morti</strong>. Forti le accuse tra Tel Aviv e Hamas: per Israele la scuola era stata convertita in un compound militare, per gli islamisti, invece, le vittime sono civili. <a href="https://www.theguardian.com/world/live/2024/jun/06/israel-gaza-war-unrwa-school-hamas-middle-east-idf?filterKeyEvents=false&amp;page=with:block-66617bb68f08709eaba9fc0e#block-66617bb68f08709eaba9fc0e">E il <em>Guardian</em> riporta, citando le autorità di Gaza, almeno 14 minori tra i morti.</a></p>



<p>Nel frattempo sul piano Biden, dopo aperture sia sul fronte palestinese che nell&#8217;entourage del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ci sono frizioni. <strong>Sul fronte di Hamas,<a href="https://www.business-standard.com/world-news/in-apparent-blow-to-biden-s-plan-hamas-leader-demands-full-end-to-gaza-war-124060501368_1.html"> il capo politico del movimento Ismail Haniyeh</a></strong>, al sicuro in Qatar, ha rilanciato come condizioni il totale ritiro israeliano da Gaza quale premessa alla trattativa, mentre Tel Aviv ha deciso che non cesserà durante i colloqui mediati da Usa, Qatar e Egitto le <strong>operazioni militari</strong>.<a href="https://it.insideover.com/guerra/orgogliosa-delle-macerie-di-gaza-le-frasi-shock-della-ministra-israeliana.html"> E l&#8217;ultradestra israeliana</a> pressa Netanyahu con forza per non cedere in alcun modo all&#8217;idea di trattare. </p>



<p>Il ministro delle Finanze <strong>Bezalel Smotrich</strong>, tra i più radicali antipalestinesi del governo, si è concesso a tal proposito una passerella in una manifestazione a Gerusalemme ove venivano promossi canti e cori ultranazionalisti.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">💥Israeli FinMin Bezalel Smotrich dancing among the incels in Jerusalem&#39;s Old City, singing a song of revenge &amp; annihilation, including a phrase of &quot;effacing their names from the earth&quot; that has become a slogan of the violent messianic fanatics. <a href="https://t.co/f3bb1APbjn">pic.twitter.com/f3bb1APbjn</a></p>&mdash; Noga Tarnopolsky נגה טרנופולסקי نوغا ترنوبولسكي (@NTarnopolsky) <a href="https://twitter.com/NTarnopolsky/status/1798408625540780492?ref_src=twsrc%5Etfw">June 5, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Le trincee sono sempre più profonde e, come succede dal 7 ottobre, i <strong>falchi radicali delle due parti sembrano volersi legittimare a vicenda</strong> nel proseguire una guerra in cui i civili di Gaza sono, oggigiorno, le <strong>vittime palesi</strong>. I morti, che si avvicinano a quota 40mila, <strong>raccontano la parte più tragica</strong> della vicenda dei civili palestinesi, ma purtroppo non l&#8217;unica. C&#8217;è poi il discorso della <strong>problematica questione delle ferite e delle mutilazioni</strong>, che toccano in particolar modo i minori: <strong>Save the Childern stimava</strong> a gennaio che almeno dieci minori al giorno subiscono mutilazioni e che ben<a href="https://www.savethechildren.net/news/gazas-missing-children-over-20000-children-estimated-be-lost-disappeared-detained-buried-under"> 20mila siano, ad oggi, </a> separati dalle famiglie. L&#8217;Unicef stimava in complesso almeno <strong>12mila bambini feriti dal 7 ottobre a oggi, </strong><a href="https://www.unicefusa.org/stories/nowhere-gaza-safe-children"><strong>oltre ai 15mila uccisi</strong> da bombardamenti, raid e combattimenti.</a> Un duplice, triste primato. Il 90% dei minori, poi,<a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/9-out-of-10-children-in-gaza-experiencing-severe-food-poverty-unicef/3241542"> rischia nella Striscia</a> l&#8217;insicurezza alimentare.</p>



<p>Mentre per Israele appare sempre più difficile <strong>giustificare un eccidio che non sta producendo alcun effetto concreto</strong> nell&#8217;avanzamento della posizione di Tel Aviv verso la vittoria nella guerra contro Hamas, sul fronte internazionale la posizione del governo di Netanyahu scricchiola. Biden continua con pressioni che ora, dopo lunghe attese, appaiono molto serie; <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/un-dovere-morale-anche-la-slovenia-riconosce-la-palestina.html">in Europa la Slovenia</a></strong> si è aggiunta ai Paesi che riconoscono lo Stato di Palestina. Lubiana entra in scia a <a href="https://it.insideover.com/politica/lannuncio-di-sanchez-la-spagna-riconosce-ufficialmente-la-palestina-assieme-a-irlanda-e-norvegia.html"><strong>Norvegia, Irlanda e Spagna</strong> che</a> a fine maggio hanno accelerato sul tema. </p>



<p>E proprio Madrid ha, nella giornata odierna, inflitto un nuovo colpo a Israele, il cui esecutivo aveva duramente aggredito Pedro Sanchez. La Spagna, infatti, si unirà al <strong>Sudafrica alla </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-corte-di-giustizia-internazionale-lancia-lultimatum-a-israele-fermare-loffensiva-su-rafah.html"><strong>Corte Internazionale di Giustizia</strong> </a>nel processo che ha visto il tribunale dell&#8217;Onu, per ora, imporre misure urgenti per fermare l&#8217;offensiva su Rafah e indagare sul <strong>rischio pulizia etnica e genocidio nella Striscia</strong>. Al Sudafrica si erano già uniti l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese, il governo della Libia e due Stati vicini al campo occidentale, <strong>Cile e Messico</strong>. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-prima-donna-presidente-ebrea-del-messico-salviamo-gaza.html">Dopo l&#8217;appello pro-Gaza di &nbsp;Claudia Sheinbaum Pardo, neo-presidente messicana</a>, arriva la decisione di Sanchez. Ennesimo schiaffo diplomatico a Netanyahu in un conflitto caotico sotto ogni punti di vista. In cui il rischio vicolo cieco per Tel Aviv è altissimo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-spagna-contro-israele-mentre-a-gaza-si-continua-a-morire.html">La Spagna contro Israele mentre a Gaza si continua a morire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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