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	<title>Gruppo di Visegrad Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 18 Jul 2025 11:59:38 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Gruppo di Visegrad Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La fine di Visegrad: la Polonia richiama il suo ambasciatore in Ungheria</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/la-fine-di-visegrad-la-polonia-richiama-il-suo-ambasciatore-in-ungheria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 11:59:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“La Polonia ha richiamato definitivamente il suo ambasciatore in Ungheria, abbassando così ufficialmente il livello delle relazioni diplomatiche bilaterali”. Con queste parole Levente Magyar, Segretario di Stato e Viceministro degli Esteri ungherese ha annunciato la decisione polacca di richiamare permanentemente il proprio ambasciatore a Budapest. “Il progressivo deterioramento delle relazioni politiche ha portato a questo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/la-fine-di-visegrad-la-polonia-richiama-il-suo-ambasciatore-in-ungheria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“La <strong>Polonia ha richiamato definitivamente il suo ambasciatore in Ungheria, </strong>abbassando così ufficialmente il livello delle relazioni diplomatiche bilaterali”. Con queste parole Levente Magyar, Segretario di Stato e Viceministro degli Esteri ungherese ha annunciato la decisione polacca di richiamare permanentemente il<strong> proprio ambasciatore a Budapest. “</strong>Il progressivo deterioramento delle relazioni politiche ha portato a questo passo deplorevole, che non ha precedenti nella storia delle relazioni con i nostri partner dell’Europa centrale.”, ha poi aggiunto Magyar segnalando come l’apertura della crisi diplomatica sia un fatto quasi unico nella Storia dei due Paesi.</p>



<p>Ed effettivamente la notizia può giungere come un fulmine a ciel sereno, se si tiene conto delle relazioni assai strette tra <strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/la-guerra-in-ucraina-segna-la-fine-del-gruppo-di-visegrad.html">Budapest e Varsavia </a></strong>negli anni passati, nel contesto del ben noto Gruppo di Visegrád e di quell’asse sovranista-populista che proprio in questi due Paesi ha visto la principale articolazione europea. In realtà, i rapporti tre l’Ungheria e la Polonia sono andati lentamente raffreddandosi all’indomani dell’attacco russo all’Ucraina, per poi deteriorarsi definitivamente alla fine del 2024, quando il governo ungherese ha deciso di garantire asilo politico all’ex Ministro della Giustizia polacco Marcin Romanowski, membro di Diritto e Giustizia, partito di destra alleato di Fidesz che per anni ha governato la Polonia.</p>



<p>L’invasione dell’Ucraina, come accennato, ha posto le basi per l’inizio del progressivo allontanamento tra i due ormai ex alleati. <strong>Se Varsavia ha risposto alla mossa di Mosca </strong>ponendosi come baluardo dell’Europa di fronte alla presunta minaccia russa, lanciando anche un ambizioso piano di riarmo che vorrebbe trasformare la Polonia in un nuovo Stato forte dell’Unione, <strong>Budapest ha scelto invece la via della neutralità</strong>. Da un lato, per ragioni storiche e politiche i rapporti tra Ungheria e Ucraina sono da tempo estremamente tiepidi, per non dire al limite della rottura, mentre dall’altro ha indubbiamente pesato sulla decisione di Orbán la dipendenza di Budapest dalle importazioni di gas russo e i rapporti anche ideologici con Mosca.</p>



<p>Sebbene la situazione si fosse fatta da subito tesa, il punto di rottura è arrivato a dicembre 2024, quando il governo ungherese ha deciso di dare asilo a Romanowski, accusato di pesanti reati di corruzione in patria. Il governo polacco ha ritenuto la decisione dell’omologo magiaro &#8220;un passo <strong>ostile nei confronti della Repubblica di Polonia </strong>e viola i principi fondamentali della cooperazione tra gli Stati membri dell&#8217;Unione Europea&#8221;, accusando Budapest di infrangere il principio di leale cooperazione sancito dall’articolo 4, paragrafo 3 del Trattato sull’Unione Europea. Il governo Orbán, al contrario, ritiene che Romanowski non godrebbe di un trattamento equo in Polonia e necessiti quindi della protezione di Budapest che, oltre ad aver concesso l’asilo politico, avrebbe fornito all’ex Ministro polacco un impiego presso il Centro per i diritti fondamentali, affidandogli la direzione dell’Istituto polacco-ungherese per la libertà.</p>



<p>Di fronte a questa decisione, vista come un’ingerenza interna, Varsavia ha risposto richiamando temporaneamente il proprio ambasciatore in Ungheria per consultazioni, ma dal 16 luglio la decisione è diventata definitiva, vedendo quindi la riduzione dei rapporti diplomatici tra i due Paesi. Nel momento in cui scriviamo questo articolo, ossia la notte del 17 luglio, non è ancora arrivata una rappresaglia diplomatica di Budapest che, anzi, ha fornito una risposta pacata alla decisione di Varsavia, affermando che quanto successo rappresenti una situazione temporanea che “non rovinerà la storica amicizia tra ungheresi e polacchi”.</p>



<p><strong>Resta il fatto che le relazioni tra Ungheria e Polonia sono ai minimi storici e che Viktor Orbán,</strong> in crescente difficoltà sul versante interno a causa della pressione di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/sempre-piu-aspra-la-crisi-tra-ungheria-e-ucraina-le-ragioni-recenti-e-quelle-storiche.html">Tisza,</a></strong> principale partito di opposizione che secondo numerosi sondaggi potrebbe vincere le elezioni dell’anno prossimo, rischia ora di perdere uno degli alleati storici all’interno dell’Unione Europea. E se la “questione Romanowski” ha indubbiamente un peso importante nella decisione drastica di Varsavia, resta il dubbio legittimo che dietro la scelta polacca stiano<strong> ragioni geopolitiche </strong>volte ad aumentare la pressione sull’Ungheria per staccarla dalla sua politica di neutralità e opposizione alle sanzioni antirusse, cercando di isolare ulteriormente un Orbán già in difficoltà.</p>



<p>La quasi rottura dei rapporti diplomatici tra Varsavia e Budapest sembrerebbe essere un ulteriore chiodo sulla bara del Gruppo di Visegrád, alleanza politico-economica nata nel 1991 per riunire proprio <strong>Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.</strong> Le frizioni tra i due Paesi principali dell’alleanza e la diversità di posizioni circa il conflitto in Ucraina e i rapporti con Mosca potrebbero quindi fare una vittima eccellente, ossia proprio quel Gruppo di Visegrád che, nato con lo scopo di coordinare e facilitare l’integrazione dei Paesi membri all’interno dell’Unione Europea, è diventato poi simbolo dell’ondata sovranista e populista incarnata da Budapest e Varsavia e che ora rischia di sgretolarsi di fronte alle nuove sfide del secondo decennio del XXI secolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/la-fine-di-visegrad-la-polonia-richiama-il-suo-ambasciatore-in-ungheria.html">La fine di Visegrad: la Polonia richiama il suo ambasciatore in Ungheria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Crisi politica in Slovacchia: tra supporto a Kiev e pacifismo cosa può succedere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/crisi-politica-in-slovacchia-tra-supporto-a-kiev-e-pacifismo-cosa-puo-succedere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Mar 2023 04:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Slovacchia ha iniziato il lungo percorso che la porterà al voto anticipato a settembre e la divisione politica dominante sarà quella attorno alla guerra in Ucraina e al coinvolgimento di Bratislava nel sostegno a Kiev. La coalizione che sosteneva il premier dimissionario Eduard Heger, del partito Gente Comune e Personalità Indipendenti (Olano) era eterogenea &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/crisi-politica-in-slovacchia-tra-supporto-a-kiev-e-pacifismo-cosa-puo-succedere.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/crisi-politica-in-slovacchia-tra-supporto-a-kiev-e-pacifismo-cosa-puo-succedere.html">Crisi politica in Slovacchia: tra supporto a Kiev e pacifismo cosa può succedere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA4105903-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Slovacchia</strong> ha iniziato il lungo percorso che la porterà al voto anticipato a settembre e la divisione politica dominante sarà quella attorno alla <strong>guerra in Ucraina</strong> e al coinvolgimento di Bratislava nel sostegno a Kiev. La coalizione che sosteneva il premier dimissionario <strong>Eduard Heger</strong>, del partito Gente Comune e Personalità Indipendenti (Olano) era eterogenea ma non ha mai receduto sul sostegno all&#8217;Ucraina. Questo nonostante il partito filorusso per eccellenza del Paese, Siamo una Famiglia, conservatore e di estrema destra, fosse parte della coalizione.</p>



<p>A dicembre a rompere l&#8217;unità dell&#8217;esecutivo trasformandolo in un governo di minoranza è stata l&#8217;uscita del terzo partito per forza politica nel governo, Libertà e Solidarietà (SaS), dopo che l&#8217;ex premier e Ministro delle Finanze Igor Matovic aveva forzato l&#8217;approvazione di un disegno di legge sulla <strong>famiglia e la natalità</strong> rompendo il veto della presidente Zuzana Caputova col sostegno dei voti di Nostra Slovacchia, partito che controlla 17 seggi su 150 e rivendica la sua continuità col nazismo <a href="https://www.opendemocracy.net/can-europe-make-it/radka-vicenov%C3%A1/slovakia-right-wing-extremism-on-rise" target="_blank" rel="noreferrer noopener">e la Slovacchia collaborazionista di Josef Tiso.</a></p>



<p>Si apre dunque una fase convulsa in cui da qui a settembre i partiti si riposizioneranno sulla base di nuove faglie politiche. Se per oltre un anno la <strong>guerra in Ucraina</strong> è stata un fattore non divisivo nella politica slovacca, oggi invece le conseguenze securitarie, economiche e strategiche della crisi si faranno sentire anche a Bratislava. In primo luogo per le sue ricadute su lavoro, inflazione, costo della vita. &#8220;<a href="https://spectator.sme.sk/c/23078223/energy-crisis-will-force-slovak-economy-into-a-recession-in-2023.html">L&#8217;economia slovacca</a> avrebbe potuto crescere molto di più di quanto non abbia fatto<a href="https://spectator.sme.sk/c/23134191/slovaks-christmas-shopping-made-people-poorer-but-helped-economy.html"> nel 2022</a> se la Russia non avesse invaso l&#8217;Ucraina, secondo una nuova analisi&#8221;, <a href="https://spectator.sme.sk/c/23141138/ukraine-war-hits-slovak-growth.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scrive il <em>Slovak Spectator</em></a>. &#8220;Invece della crescita dell&#8217;1,7% registrata lo scorso anno, avrebbe potuto espandersi di circa il 3%, hanno detto gli analisti di Slovenská Sporiteľňa, la più grande banca slovacca&#8221;.</p>



<p>La crisi sta alimentando le speranze di ritorno al potere dell&#8217;ex premier <strong>Robert Fico</strong> e di Smer, la sua formazione socialdemocratica con venature conservatrici. Fico, lo ricordiamo, è stato Primo ministro della Slovacchia per due mandati: dal luglio 2006 al luglio 2010, e dall&#8217;aprile 2012 al marzo 2018, quando si è dimesso dopo <strong>l’omicidio del giornalista investigativo Ján Kuciak</strong> e della sua fidanzata, l’archeologa <strong>Martina Kušnírová, </strong>da molti ritenuto come riconducibile alla penetrazione della &#8216;ndrangheta e di altre mafie ai massimi gangli dello Stato slovacco. Smer si gioca nei sondaggi il primo posto con Voce, partito a sua volta socialdemocratico ma che denuncia la corruzione che dominerebbe la formazione a lungo egemone della Slovacchia ed ha alla guida dal 2020 l&#8217;ex premier Peter Pellegrini.</p>



<p>Per smarcarsi dalle accuse, per sfruttare la fase favorevole aperta dal recente scagionamento giudiziario e per far dimenticare la fase goffa costellata da tentativi di farsi eleggere alla Corte Suprema e di impedire l&#8217;ascesa dell&#8217;avvocato anti-corruzione Caputova alla presidenza Fico sta scoprendo il <strong>momento &#8220;pacifista</strong>&#8221; sulla guerra in Ucraina come nuovo posizionamento per attrarre voti. E Fico ha dichiarato che se sarà eletto primo ministro porrà fine agli invii di armi in Ucraina e si unirà a <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Viktor Orban</a></strong> per resuscitare un&#8217;unità est-europea contro la guerra. </p>



<p>Con la Polonia governata da <strong>Diritto e Giustizia</strong> impegnata come capofila nel sostegno all&#8217;Ucraina e la Repubblica Ceca che ha eletto da poco il generale &#8220;atlantico&#8221; <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-petr-pavel-il-nuovo-presidente-della-repubblica-ceca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Peter Pavel</a></strong> come nuovo Presidente, l&#8217;unità politica di Visegrad si è frantumata sul conflitto ucraino. Fico spera di poterla ravvivare in nome del &#8220;pacifismo&#8221;. Funzionale a ricreare ponti tra le capitali dell&#8217;Est Europa mai in ordine sparso come in questa fase. Tutto questo mentre la crisi politica del Paese continua e, di fronte alla tempesta a Est, si fatica a trovare una linea stabile. Dividere il voto sulla politica estera rischia di rendere ancora più profonde queste faglie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/crisi-politica-in-slovacchia-tra-supporto-a-kiev-e-pacifismo-cosa-puo-succedere.html">Crisi politica in Slovacchia: tra supporto a Kiev e pacifismo cosa può succedere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La guerra in Ucraina segna la fine del Gruppo di Visegrad?</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/la-guerra-in-ucraina-segna-la-fine-del-gruppo-di-visegrad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 May 2022 05:07:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520221737124_c25211c0ea100d49f3ba705bd55148bb-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520221737124_c25211c0ea100d49f3ba705bd55148bb-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520221737124_c25211c0ea100d49f3ba705bd55148bb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520221737124_c25211c0ea100d49f3ba705bd55148bb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520221737124_c25211c0ea100d49f3ba705bd55148bb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520221737124_c25211c0ea100d49f3ba705bd55148bb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520221737124_c25211c0ea100d49f3ba705bd55148bb-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il quartetto di Visegrad esiste ormai solo sulla carta come strumento di pressione politica all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea. Lo scoppio del conflitto in Ucraina, le manovre di Bruxelles e della Nato al confine orientale e contro la Russia, l&#8217;ascesa di nuovi punti di riferimento regionali e le differenze tra i leader di Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria hanno di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/la-guerra-in-ucraina-segna-la-fine-del-gruppo-di-visegrad.html">[...]</a></p>
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<h2>La guerra che spacca Visegrad</h2>
<p>La guerra torna in Europa e si relativizza lo scontro tra i governi sovranisti dell&#8217;Est e Bruxelles; si rinnova il <strong>riflesso atlantico di Paesi come Polonia e Slovacchia</strong> e come nel 2003 con l&#8217;Iraq è l&#8217;Europa orientale a sostenere maggiormente l&#8217;asse Usa-Regno Unito nel rafforzamento e nell&#8217;implementazione della stratregia della Nato.</p>
<p>Ciò fa venire però a galla le grandi divergenze tra i vari Paesi: Stati come la Polonia sono, assieme ai tre baltici e alla Romania, bastioni atlantici a Est; l&#8217;<strong>Ungheria di Viktor Orban </strong>si dichiara contraria all&#8217;escalation; la <strong>Repubblica Ceca </strong>non raggiunge i livelli di furore bellicista di Varsavia <a href="https://www.huffingtonpost.it/blog/2022/05/16/news/chi_di_propaganda_ferisce_la_guerra_in_ucraina_vista_dalla_repubblica_ceca-9403205/">ma, ricorda l&#8217;<em>Huffington Post</em></a><em>, </em>&#8220;ha lanciato una nuova campagna&#8221; di difesa del Paese con un sito apposito (<a href="https://www.branmecesko.cz/">branmecesko.cz</a>) avente &#8220;l’obiettivo di contrastare la diffusione della <a href="http://it.euronews.com/my-europe/2022/04/18/guerra-in-ucraina-chi-sono-gli-elfi-che-combattono-la-propaganda-russa">propaganda russa</a>: sul sito vengono analizzate le sei più accreditate “menzogne” diffuse dal Cremlino e si invitano i cittadini a un uso consapevole dei social media. Nell’elenco delle associazioni impegnate nella lotta alla propaganda, oltre al “<a href="https://www.mvcr.cz/cthh/clanek/centre-against-terrorism-and-hybrid-threats.aspx">Centro contro il terrorismo e le minacce ibride</a>”, struttura del ministero degli interni, ne vengono elencate ben sedici non governative&#8221;.<a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-tutte-le-armi-della-nato-allucraina.html" target="_blank" rel="noopener"> La <strong>Slovacchia, </strong>infine</a>, ha approfittato della campagna di invio armi a Kiev per mandare le sue batterie  S-300 all&#8217;Ucraina con l&#8217;obiettivo di ricevere in cambio efficaci missili americani.</p>
<p>A far scalpore è soprattutto la frattura tra <strong>Polonia e Ungheria</strong>. La quale appare un vero e proprio bivio per la &#8220;Nuova Europa&#8221; di Visegrad, a lungo egemonizzata dai governi sovranisti. Le traiettorie di Budapest e Varsavia hanno, a partire dall&#8217;Ucraina, preso direzioni divergenti.</p>
<h2>La frattura tra Polonia e Ungheria</h2>
<p>Varsavia vuole a tutti i <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-strategia-della-polonia-mira-alla-sconfitta-di-putin.html" target="_blank" rel="noopener">costi la <strong>sconfitta militare di Vladimir Putin </strong>in Ucraina</a>, Budapest invece punta alla distensione. La Polonia dei catto-conservastori di Diritto e Giustizia non solo è allineata all&#8217;asse Washington-Londra, ma è riuscita addirittura a trasmettergli parte del suo <em>furor </em>bellicista. <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noopener">Viktor Orban</a> e Fidesz, </strong>invece, hanno vinto a valanga le elezioni di aprile puntando sull&#8217;obiettivo di tenere l&#8217;Ungheria fuori dal conflitto. La Polonia è stata colpita dallo stop delle <a href="https://it.insideover.com/energia/la-russia-chiude-il-gas-a-polonia-e-bulgaria-cosa-puo-succedere-ora.html" target="_blank" rel="noopener">forniture di gas russo</a> da diverse settimane, l&#8217;Ungheria è invece pronta a pagare le forniture in rubli. Il vicepremier e regista della politica polacca <strong>Jarosalw Kaczynski </strong>ha, assieme al primo ministro Mateusz Morawiecki, organizzato visite a Kiev per incontrare Volodymyr Zelensky, mentre Orban ha rivangato al governo ucraino la legge che imponeva l’insegnamento della <strong>lingua</strong> ucraina su tutto il territorio nazionale e la sospensione di quello degli idiomi delle minoranze etniche nelle scuole secondarie, ritenuta pregiudizievole per i 150mila magiari della Transcarpazia. <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/biden-alle-truppe-usa-in-polonia-voi-i-migliori-in-ucraina-si-decide-futuro-democrazia.html">Joe Biden</a> </strong>ha scelto Varsavia per affondare duramente su Vladimir Putin, l&#8217;Ungheria invece su gas e sanzioni ha cercato una sotterranea sponda europea con la Germania. Ciononostante, Bruxelles sembra più pronta a rivalutare Varsavia, pensando addirittura a scorciatoie sulle procedure di infrazione, mentre a Budapest viene rinfacciato il suo ostruzionismo.</p>
<p>Parlare di Polonia e Ungheria oggi significa parlare di mondi separati e che non si direbbe in grado di riconquistare le affinità elettive che a lungo le hanno unite. L&#8217;accelerato ritorno della storia in Europa ha reso l&#8217;Est nuovamente faglia, trincea, <em>limes</em>. Ha diviso il <strong>richiamo europeo da quello atlantico </strong>e soprattutto risvegliato nei popoli richiami atavici. In Polonia, così come a Praga, la Russia è identificata come una minaccia profonda, nella narrazione di Orban <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/budapest-1956-tragedia-e-eroismo-della-rivoluzione-ungherese.html" target="_blank" rel="noopener">invece i <strong>fatti del 1956 </strong></a>e la Rivoluzione ungherese non sono decisivi per una pedagogia nazionale fondata, piuttosto, sul conflitto valoriale e identitario. La guerra russa in Ucraina è uno spartiacque per la relazione tra due Paesi capaci negli ultimi anni di conquistare posizioni di forza e influenza aggregando attorno al loro asse i Paesi di Visegrad e sviluppando la narrazione di una terza Europa dopo quella carolingia e quella mediterranea. Il dettame geopolitico, però, chiama le due nazioni a diverse strategie. C&#8217;è di mezzo il rapporto con la Russia, ma anche quello con Washington e il Paese chiave d&#8217;Europa, la Germania. E così la Polonia punta sugli Stati Uniti come partner imprescindibile, mentre il conservatore Orban fa asse con il tedesco socialdemocratico Scholz contro l&#8217;<strong>embargo energetico alla Russia</strong>. La Polonia vuole spezzare ogni possibilità di ricomposizione della <a href="https://it.insideover.com/politica/pace-e-niente-embargo-scholz-prova-lultima-carta.html">GeRussia</a>, l&#8217;Ungheria sogna (ma non ammette esplicitamente) salvarne le fondamenta.</p>
<p>Senza il motore Budapest-Varsavia, Visegrad è zoppo: e questo lo si era notato già prima della guerra. Fonte di un &#8220;tana libera tutti&#8221; che è partito dai Paesi più distanti dal duo simbolico dell&#8217;Est, Repubblica Ceca e Slovacchia.</p>
<h2>Una cooperazione indebolita</h2>
<p>Fino allo scoppio della guerra rotture  simili consumatesi alla luce del solo erano però impensabili. Ma dall’elezione del leader del partito europeista ceco Ods, <strong>Petr Fiala</strong>, insediatosi a dicembre come premier a Praga, una divisone particolare in Visegrad covava sotto le ceneri. In Repubblica Ceca Orbán aveva sponsorizzato l&#8217;ex premier <strong>Andrej Babiš</strong>, mentre la Slovacchia del premier moderato <strong>Eduard Heger</strong> aveva trovato sponda nell&#8217;elezione di Fiala.</p>
<p>A dividere i Paesi di Visegrad erano gli approcci sulla campagna energetica riguardante il gas russo, il futuro dei fondi strutturali del Recovery e soprattutto la questione sullo Stato di diritto, culminata nella decisione della Corte costituzionale polacca secondo la quale il <a href="https://www.strisciarossa.it/vi-tagliamo-i-fondi-dura-risposta-di-bruxelles-alla-ribellione-polacca/"><strong>diritto nazionale sarebbe preordinato a quello comunitario</strong></a>. E in generale Polonia e Ungheria avevano nel corso degli anni promosso importanti riforme della giustizia, del diritto in materia di libertà individuali, dell’informazione e dei diritti delle minoranze che secondo Bruxelles contrastavano i princìpi dello stato di diritto su cui si fonda l’Unione. Praga e Bratislava hanno condannato, pur senza troppa enfasi, le mosse degli alleati.</p>
<p>La guerra in Ucraina ha offerto alla Polonia il gancio per &#8220;redimere&#8221; queste colpe a prezzo di un sacrificio importante come quello della relazione speciale con l&#8217;Ungheria. Vista ormai come sovrastruttura senza contenuto in un quadro geopolitico mutato. Perché Visegrad non è più frontiera, le narrazioni sull&#8217;Europa sono cambiate e, soprattutto, è ritornato il peso del vincolo atlantico. Mentre in prospettiva con l&#8217;allargamento dell&#8217;Alleanza e dell&#8217;Ue i confini dei due gruppi si sposteranno sul altri fronti. Il conflitto sancisce ciò che era atteso da tempo: lo squagliamento del principale gruppo di pressione esteuropeo. Ma ciò avviene con fragore e alla luce del sole, non per &#8220;morte naturale&#8221;. Sbaglia chi, da europeista convinto, ritiene che questo possa giocare a favore dell&#8217;integrazione comunitaria. Una <strong>conflittualità politica </strong>a Est e la perdita di un gruppo coeso ma a suo modo prevedibile nelle mosse come Visegrad, la spaccatura con l&#8217;Ungheria spinta sempre più all&#8217;irrigidimento e le conseguenze imprevedibili sul piano del sostegno all&#8217;Ucraina e dei rapporti con la Russia sfilacciano ulteriormente l&#8217;Unione. E chi ride è Washington, vincitrice del <strong><em>divide et impera </em></strong>europeo che ha a Est bastioni fedeli più agli Usa che a Bruxelles, con in testa una Polonia capace di diventare negli anni la vera antemurale alla Russia.</p>
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		<title>Così la guerra in Ucraina ha spaccato il gruppo di Visegrad</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/cosi-la-guerra-in-ucraina-ha-spaccato-il-gruppo-di-visegrad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Benignetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 05:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[polonia]]></category>
		<category><![CDATA[ungheria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uniti sull’immigrazione, divisi sui rapporti con l’ingombrante vicino russo. La guerra in Ucraina acuisce la frattura già presente in seno al gruppo di Visegrad, da sempre spaccato tra chi considera la Russia una minaccia alla propria sicurezza e chi in questi anni ha deciso di stringere legami sempre più forti con Mosca. Una crepa che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/cosi-la-guerra-in-ucraina-ha-spaccato-il-gruppo-di-visegrad.html">[...]</a></p>
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<p>Una crepa che si è allargata nelle ultime settimane, tra promesse interventiste e duri botta e risposta sulle sanzioni. Da una parte c’è Varsavia, pronta a fornire aerei all’Ucraina e a lanciare una missione di &#8220;peacekeeping&#8221; nel Paese. Dall’altra Budapest, disposta a mettersi in gioco sul fronte dell’accoglienza ma non a schierarsi in un <strong>conflitto</strong> che, ha tuonato nei giorni scorsi il premier Viktor Orbán, finirebbe per danneggiare i cittadini ungheresi.</p>
<h2>La visita dei premier a Kiev</h2>
<p>Non è un caso che il premier magiaro non abbia partecipato al viaggio dei capi del governo polacco, ceco e sloveno per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kiev. Un’iniziativa diplomatica autonoma, annunciata dal primo ministro di Varsavia <strong>Mateusz Morawiecki</strong> al summit dei leader europei di Versailles, non senza una velata critica ai Paesi dell’Europa occidentale, accusati di essere troppo tiepidi di fronte al grido d’aiuto del governo ucraino.</p>
<p>L’obiettivo dei tre premier era quello di &#8220;confermare l&#8217;inequivocabile sostegno dell&#8217;intera Ue alla sovranità e indipendenza dell&#8217;Ucraina e per presentare un vasto pacchetto di sostegni allo Stato e alla società&#8221;. Ma se in Polonia i giornali filo-governativi hanno celebrato il coraggio della delegazione dei Paesi dell’Europa centro-orientale, da Bruxelles si sono affrettati a precisare come la <strong>missione</strong> di Morawiecki, Jansa e Fiala non avesse alcun mandato da parte del Consiglio europeo. Qualcuno, poi, più a bassa voce, non ha mancato di far notare i rischi dell’operazione.</p>
<h2>Il no di Budapest alla fornitura di armi a Kiev</h2>
<p>Anche l’Ungheria, quarto componente dell’alleanza nata all’inizio degli anni ’90 nel castello di Visegrad, si è dissociata dalla strategia portata avanti dai &#8220;falchi&#8221; guidati dal governo polacco, che promettono all’Ucraina armi e sostegno politico per l’accelerazione delle pratiche per l’ingresso nell’Ue. La posizione di Budapest viene chiarita dal premier Orbán a margine del vertice straordinario della Nato dei giorni scorsi. &#8220;L&#8217;Ungheria non manderà soldati in Ucraina&#8221;, oltre a &#8220;non mandare <strong>armi</strong> e a non far transitare le armi dirette in Ucraina attraverso il territorio ungherese&#8221;.</p>
<p>La priorità, spiega il primo ministro magiaro, è che &#8220;la guerra non si allarghi in alcun modo oltre i confini dell&#8217;Ucraina&#8221;. &#8220;Per questo – ha aggiunto &#8211; abbiamo anche respinto l&#8217;idea di una no-fly zone che equivarrebbe a una guerra aerea&#8221;. Sì, dunque, al dispiegamento delle forze della Nato per &#8220;motivi difensivi&#8221; e per garantire la sicurezza degli ungheresi, ma di armare l&#8217;<strong>esercito</strong> ucraino, chiariscono da Budapest, non se ne parla.</p>
<h2>La battaglia sul gas russo</h2>
<p>Un capitolo altrettanto importante è quello delle <strong>sanzioni</strong>, una delle armi principali dell’altra guerra, quella che si combatte sui mercati internazionali e che punta ad indebolire l’economia russa per costringere il Cremlino a venire a più miti consigli. La Polonia chiede di seguire la strada tracciata da Londra e Washington bloccando le forniture di gas, petrolio e carbone e punta il dito contro i Paesi più &#8220;moderati&#8221;. Tra questi, oltre ad Austria e Germania, c’è anche l’alleato ungherese.</p>
<p>Incalzato dal presidente ucraino, che ha chiesto a Budapest di schierarsi apertamente contro Mosca e prendere posizione a favore dell’estensione delle sanzioni al <strong>settore energetico</strong>, Orbán ha ribadito che continuerà ad &#8220;opporsi all’estensione delle sanzioni ai vettori energetici russi in tutti i forum europei&#8221;. Il motivo è semplice: &#8220;L&#8217;85 per cento del gas e più del 60 per cento del petrolio in Ungheria provengono dalla Russia&#8221;. Le sanzioni, quindi, sottolineano da Budapest, avrebbero un effetto devastante sull’economia nazionale. &#8220;Non possiamo permettere che il prezzo della guerra sia pagato dalle famiglie ungheresi&#8221;, mette in chiaro il capo del governo magiaro.</p>
<p>&#8220;Non siamo gli unici a pensarla così”, assicura. Il riferimento è in primis alla Germania, che guida il fronte dei Paesi scettici sulla chiusura dei rubinetti del <strong>gas</strong> in arrivo dalla Russia.</p>
<h2>Il futuro dell&#8217;Ucraina nell&#8217;Ue</h2>
<p>Polonia e Ungheria sono divise anche sull’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Il premier polacco Morawiecki ha promesso a Zelenski di impegnarsi per convincere gli altri Stati membri a conferire il prima possibile a Kiev lo status di candidato all&#8217;<strong>adesione</strong>. Sono d’accordo gli omologhi ceco e sloveno, mentre da Budapest restano più cauti. La ragione va ricercata anche nelle tensioni tra il governo ucraino e quello ungherese sui diritti della minoranza magiara della <strong>Transcarpazia</strong>, regione ucraina di circa 1,2 milioni di abitanti al confine con l’Ungheria.</p>
<p>Gli attriti tra Budapest e Kiev si erano acuiti qualche anno fa, quando l’Ucraina approvò una legge che imponeva l’insegnamento della <strong>lingua</strong> ucraina su tutto il territorio nazionale e la sospensione di quello degli idiomi delle minoranze etniche nelle scuole secondarie. Una mossa principalmente anti-russa, vista però dal governo di Orbán come un attacco ai 150mila ungheresi residenti nel territorio amministrato dal governo ucraino. Tanto che, all’epoca, l’esecutivo magiaro usò proprio la minaccia di una possibile opposizione al percorso di integrazione europea dell’Ucraina come leva nelle trattative.</p>
<h2>Il nodo dei migranti</h2>
<p>L’unico collante rimasto a tenere insieme il gruppo di Visegrad nei giorni concitati del conflitto in Ucraina, quindi, sembra essere quello della critica alle politiche migratorie dell’Ue. Sia Budapest che Varsavia, infatti, accusano l’Ue di averle lasciate sole nel sostenere l’accoglienza dei <strong>profughi</strong> ucraini.</p>
<p>&#8220;Abbiamo ricevuto dai paesi dell&#8217;Europa occidentale tante promosse ma poche sono state realizzate&#8221;, ha detto nei giorni scorsi ai microfoni di Tv2000 il sottosegretario per i rapporti con le Chiese e le minoranze del governo ungherese, Miklòs Soltész, sottolineando gli sforzi messi in campo per fronteggiare l’esodo dalle città bombardate e dare <strong>accoglienza</strong> ai rifugiati. Una posizione condivisa anche dai colleghi polacchi, che spronano Bruxelles a fare di più per gestire l’emergenza.</p>
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		<title>Porte aperte ai rifugiati ucraini: smentita la retorica liberal sulla xenofobia di Visegrad</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/porte-aperte-ai-rifugiati-ucraini-smentita-la-retorica-liberal-sulla-xenofobia-di-visegrad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 06:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1247" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-300x195.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-1024x665.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-768x499.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-1536x998.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-2048x1331.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno dei primi effetti collaterali della guerra in Ucraina, oltre alle ripercussioni sul settore energetico, è l&#8217;ondata migratoria che dai confini ucraini si è riversata verso le nazioni dell&#8217;Europa dell&#8217;Est. In pochi giorni dall&#8217;inizio del conflitto sono arrivati quasi 500.000 sfollati in Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Moldavia generando una vera e propria emergenza nell&#8217;emergenza. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/porte-aperte-ai-rifugiati-ucraini-smentita-la-retorica-liberal-sulla-xenofobia-di-visegrad.html">[...]</a></p>
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<p>Sebbene già in queste ore siano attivi i corridoi umanitari e gli ucraini stiano arrivando in Italia, sono le nazioni confinanti a farsi carico della maggioranza dei rifugiati, in particolare Romania, Polonia e Ungheria.</p>
<p>Il fatto che polacchi e ungheresi siano particolarmente attivi nell&#8217;accoglienza degli ucraini, non rappresenta una novità per chi conosce questi popoli ma assume una particolare valenza alla luce della vulgata che negli ultimi anni ha dipinto il governo polacco e ungherese come realtà antidemocratiche e contrarie a qualsiasi forma di <strong>immigrazione</strong>. In realtà Polonia e Ungheria, e in generale tutto il <a href="https://it.insideover.com/schede/senza-categoria/cose-il-gruppo-di-visegrad.html">gruppo di Visegrad</a>, hanno sempre avuto una posizione di contrarietà all&#8217;<strong>immigrazione illegale</strong> ma non hanno negato forme di solidarietà a chi scappava da guerre o ai corridoi umanitari.</p>
<p>Il cortocircuito secondo cui questi paesi, fino a poche settimane fa dipinti come governati da xenofobi e razzisti, siano d&#8217;improvviso diventati accoglienti e aperti ad accogliere gli immigrati, è perciò solo interno al mondo liberal. Non stupiscono perciò le immagini che arrivano dai confini o dai centri di accoglienza ungheresi o polacchi in cui si raccolgono cibi, vestiti e ogni genere di aiuto per gli ucraini. Così come è da rigettare la narrazione secondo cui l&#8217;accoglienza sia basata su motivazioni di carattere etnico.</p>
<p>Se tra polacchi e ucraini esiste storicamente una buona relazione, è diverso il caso dell&#8217;Ungheria. Gli ungheresi non sono infatti un popolo slavo (bensì magiaro) e, a causa delle rivendicazioni e delle condizioni di vita della minoranza magiara nell&#8217;Ucraina dell&#8217;Ovest (circa 170.000 persone), non c&#8217;è un rapporto di buon vicinato. Ciò però non ha impedito agli ungheresi di dimostrare vicinanza al popolo ucraino in un momento difficile come quello che sta vivendo e <strong>Viktor Orbán</strong> ha affermato che ogni rifugiato che arriva in Ungheria dall&#8217;Ucraina deve essere assistito.</p>
<p>In un&#8217;intervista al canale di notizie ungherese M1, il primo ministro ha affermato che i rifugiati in arrivo dalla vicina Ucraina “possono essere certi che saranno accolti da amici in Ungheria” aggiungendo “gli daremo da mangiare, gli daremo riparo e provvederemo ai loro figli”.</p>
<p>Orbán ha poi affermato che assistere i rifugiati dall&#8217;Ucraina è un &#8220;istinto umano elementare, cristiano” e che “l&#8217;Ungheria è un buon Paese, con brave persone”. Orbán ha avvertito che più a lungo si trascina la guerra, maggiore è il rischio che ci siano obiettivi in Transcarpazia, portando la guerra “più vicino a noi”.</p>
<p>Le conseguenze dell&#8217;emigrazione ucraina saranno più ampie e interesseranno le politiche migratorie europee, la <strong>Commissione europea</strong> è infatti pronta ad effettuare variazioni nel bilancio per stanziare una cifra consistente per fronteggiare l&#8217;ondata migratoria. Il primo passo sarà prevedere aiuti ed erogare una somma a favore degli Stati confinanti con l&#8217;Ucraina, il secondo sarà capire quanti saranno i profughi e prevedere una loro redistribuzione negli stati membri.</p>
<p>Nel momento in cui questa redistribuzione avverrà in modo più strutturato, è chiaro che avrà anche un impatto sui futuri flussi migratori provenienti dal sud Europa o dall&#8217;area del Mediterraneo aprendo a una redistribuzione più consistente anche nei paesi dell&#8217;Est Europa, sbloccando così il Patto su migranti e asilo e aprendo la possibilità ad una revisione del trattato di Schengen sulla libera circolazione.</p>
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		<title>Continua la guerra Ue a Polonia e Ungheria: verso il blocco dei fondi?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/continua-la-guerra-ue-a-polonia-e-ungheria-verso-il-blocco-dei-fondi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 09:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220216104022265_b8fe8384d9f262c33487703d1f86fbf7-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220216104022265_b8fe8384d9f262c33487703d1f86fbf7-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220216104022265_b8fe8384d9f262c33487703d1f86fbf7-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220216104022265_b8fe8384d9f262c33487703d1f86fbf7-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220216104022265_b8fe8384d9f262c33487703d1f86fbf7-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220216104022265_b8fe8384d9f262c33487703d1f86fbf7-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220216104022265_b8fe8384d9f262c33487703d1f86fbf7-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Unione europea può congelare i fondi a Polonia e Ungheria se il braccio di ferro sullo Stato di diritto continuerà. In una sentenza odierna dal valore importante la Corte di Giustizia Europea ha garantito la piena legittimità del regolamento sullo Stato di diritto imposto da Bruxelles con cui Varsavia e Budapest sono state a più riprese &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/continua-la-guerra-ue-a-polonia-e-ungheria-verso-il-blocco-dei-fondi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/continua-la-guerra-ue-a-polonia-e-ungheria-verso-il-blocco-dei-fondi.html">Continua la guerra Ue a Polonia e Ungheria: verso il blocco dei fondi?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il ricorso di Varsavia e Budapest era proprio legato al fatto che il regolamento Ue sullo Stato di diritto permettesse all&#8217;Ue di dare attuazione alla procedura di infrazione per eventuali violazioni dello Stato di diritto, dell&#8217;indipendenza del potere giudiziario e della trasparenza mediatica <strong>decurtando i finanziamenti </strong>ai Paesi messi sotto accusa. La Corte ha seguito quanto deliberato in un primo momento dall&#8217;avvocato generale che a dicembre ha respinto i ricorsi di Varsavia e Budapest, confermando che tale sistema di “condizionalità” era compatibile con i Trattati dell&#8217;Ue, che del resto prescrivono i principi democratici come inalienabili dall&#8217;architettura Ue. La Corte, che per la prima volta ha letto in diretta video la sentenza,</p>
<p>La mossa ha portata potenzialmente decisiva nei rapporti di poteri interni all&#8217;Unione Europea. Sino ad ora Polonia e Ungheria, grazie alle strategie di<a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-di-jaroslaw-kaczynski.html"> Jaroslaw Kaczynski</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html">Viktor Orban</a>, si erano sempre mosse sul filo della contraddizione nel rapporto con Bruxelles: fortissime, spesso strumentali critiche, sul piano morale, valoriale e politico dall&#8217;altro; grandi vantaggi economico-commerciali grazie al mercato unico e allo sfruttamento dei fondi europei di coesione dall&#8217;altro. <a href="https://www.affarinternazionali.it/archivio-affarinternazionali/2020/11/ue-modello-bancomat-i-numeri-dietro-il-veto-di-polonia-e-ungheria/">Come sottolinea </a><em>Affari Internazionali, </em>&#8220;la Polonia è il Paese che beneficia di più in valori assoluti dei <strong>fondi di coesione</strong>, pari al 2,7% del Pil all’anno nel periodo 2014-2020&#8243;, mentre &#8220;sovvenzioni e prestiti valgono&#8221; per l&#8217;Ungheria &#8220;il 14% del Pil nazionale&#8221;. Questo rappresenta &#8220;una leva formidabile per l’economia che nel tempo ha permesso di aumentare rapidamente il reddito pro capite: del 17% dal 2008 al 2019; del 9% in Ungheria&#8221;. Tutto ciò ha permesso investimenti e sviluppo funzionali a inserire i Paesi <a href="https://it.insideover.com/economia/il-compromesso-tra-merkel-e-visegrad-in-nome-dellindustria-tedesca.html">nella <strong>catena del valore tedesca</strong> dell&#8217;industria manifatturiera, soprattutto automobilistica.</a></p>
<p>Una questione che, complessivamente, vale per tutto il gruppo di Visegrad: tra il 2014 e il 2020 la Polonia ha ricevuto dall’Europa 84 miliardi di euro, la Repubblica Ceca e l’Ungheria circa 23 miliardi, la Slovacchia 15 miliardi. Ma il budget per il periodo 2021-2027 ha ridotto le risorse per questi Paesi e il meccanismo di vincolo dei fondi, compresi quelli dei piani del Next Generation Eu dei singoli Paesi, al rispetto dello Stato di diritto dà all&#8217;Unione un&#8217;arma fondamentale per colpire il meccanismo politico dei partiti di governo, Diritto e Giustizia a Varsavia, Fidesz a Budapest. Essi si sono a lungo giovati su un triplice meccanismo che ha prodotto un circolo virtuoso: utilizzo dei fondi Ue per rafforzamento economico, potenziamento del welfare investimenti di lungo periodo e spesa pubblica clientelare; narrazione sovranista dell&#8217;<strong>autodeterminazione contro Bruxelles; </strong>utilizzo delle battaglie politiche in Unione Europea come fattore di valorizzazione dell&#8217;influenza internazionale. Ora l&#8217;Ue ha in mano l&#8217;<strong>opzione nucleare per fermare questo circuito.</strong></p>
<p><a href="https://t.me/inside_over"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-343413" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/strip_telegram_piccola.png" alt="" width="905" height="215" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/strip_telegram_piccola.png 905w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/strip_telegram_piccola-300x71.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/strip_telegram_piccola-768x182.png 768w" sizes="auto, (max-width: 905px) 100vw, 905px" /></a></p>
<p>Da tempo, del resto, Bruxelles si stava muovendo in quest&#8217;ottica. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/storia-e-prospettive-di-fidesz-il-partito-di-viktor-orban.html">Fidesz, il partito di Orban</a>, è stato cacciato dalla famiglia popolare europea. Da tempo, inoltre, la squadra d<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html">i Ursula von der Leyen</a> ha nel mirino Ungheria e Polonia per le riforme della giustizia e l&#8217;indipendenza dei media, spesso precaria. Altro fronte di confronto è quello della comunità Lgbt: la Commissione ritiene che Varsavia non abbia risposto in maniera esauriente e completa alle sue richieste di chiarimento sulla natura e sull’impatto delle cosiddette “zone libere dall’ideologia Lgbt”, e a <a href="https://it.insideover.com/politica/lue-apre-il-fronte-con-ungheria-e-polonia-sulla-questione-lgbt.html">luglio ha <strong>aperto un fronte sulle leggi di Orban in materia</strong>.</a> A dicembre, poi, i governi di Varsavia e Budapest hanno visto un&#8217;anticipazione di quanto potrebbe accadere in futuro, con il blocco dell&#8217;anticipo sul Recovery Fund da 4,5 miliardi di euro per la Polonia e un miliardo per l&#8217;Ungheria legato proprio alle riforme chieste come raccomandazione: &#8220;Per la Polonia&#8221;,<a href="https://www.ilfoglio.it/europa-ore-7-la-newsletter-europea-del-foglio/2021/12/09/news/ungheria-e-polonia-perdono-l-anticipo-del-recovery-3456973/"> nota </a><em>Il Foglio,</em> &#8220;il problema fondamentale è l&#8217;indipendenza della giustizia e il regime disciplinare dei giudici (questione che comprende anche la supremazia del diritto dell&#8217;Ue). Per l&#8217;Ungheria i problemi riguardano l&#8217;efficacia del sistema giudiziario nella lotta alla corruzione, la trasparenza degli appalti, la prevedibilità del processo decisionale e i meccanismi di audit e controllo di come vengono spesi i fondi dell&#8217;Ue&#8221;.</p>
<p>Quali conseguenze potrebbe avere questa mossa? In primo luogo, un&#8217;accelerazione del braccio di ferro politico. Ma in secondo luogo, soprattutto, un favore indiretto della Commissione alle opposizioni interne e critiche dei regimi politici odierni: a Budapest <a href="https://it.insideover.com/politica/cattolico-e-conservatore-peter-marki-zay-e-lorban-dellopposizione-ungherese.html"><strong>Peter Marki-Zay si prepara a guidare l&#8217;opposizione unita </strong></a>contro Orban al voto di aprile, per la Polonia l&#8217;appuntamento del PiS con la resa dei conti è destinato a avvenire nel 2023. Entrare in questa battaglia senza le armi dei fondi Ue potrebbe essere un duro colpo per i governi sovranisti dell&#8217;Europa di mezzo.</p>
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		<title>La crisi politica della Mitteleuropa è un problema per Bruxelles?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-crisi-politica-della-mitteleuropa-e-un-problema-per-bruxelles.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2021 04:28:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[diritto-e-giustizia-pis]]></category>
		<category><![CDATA[Fidesz]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[Ovp]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Europa &#8220;asburgica&#8221; e centrale vive una fase di sommovimento politici. Tra cambi di governo, scandali, elezioni e dinamiche sistemiche ancora in parte indecifrabili il focus dell&#8217;Unione europea è oggi sul futuro politico di Paesi decisivi come Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia. Questi Paesi rappresentano un importante polmone per l&#8217;Europa odierna. I tre Paesi di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-politica-della-mitteleuropa-e-un-problema-per-bruxelles.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/kurz-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;Europa &#8220;asburgica&#8221; e centrale vive una fase di sommovimento politici. Tra cambi di governo, scandali, elezioni e dinamiche sistemiche ancora in parte indecifrabili il focus dell&#8217;Unione europea è oggi sul futuro politico di Paesi decisivi come <strong>Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia</strong>.</p>
<p>Questi Paesi rappresentano un importante polmone per l&#8217;Europa odierna. I tre Paesi di <a href="https://it.insideover.com/politica/visegrad-unalleanza-a-prova-di-pandemia.html" target="_blank" rel="noopener">Visegrad</a> vivono una situazione complessa, tra un&#8217;attenta sorveglianza dell&#8217;Europa per le questioni interne, i timori che il Recovery Fund possa sul lungo periodo essere usato per scardinare i fondi di coesione su cui si basano la crescita economica e i consensi dei leader nazionali, l&#8217;apertura della faglia identitaria al loro interno. L&#8217;Austria, che ha appena conosciuto la fine del secondo governo di <strong>Sebastian Kurz, </strong>si trova invece a essere la <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/riparte-la-guerra-dei-falchi.html">paladina del rigore</a> </strong>in un&#8217;Unione in cui la Germania ha scelto una linea più morbida e prova a rilanciare la sua strategia per essere camera di compensazione tra le istanze di Berlino, quelle dei &#8220;falchi&#8221; nordici e l&#8217;Europa orientale.</p>
<p>Quel che emerge, in quest&#8217;ottica, è che in vista del 2022 l&#8217;Europa un tempo attraversata dal dominio asburgico sull&#8217;Austria Felix possa essere la maggiore frontiera di instabilità politica, e questo da un lato fa emergere un Paese storicamente ritenuto ben più volatile su questo fronte come l&#8217;<strong>Italia </strong>come un&#8217;oasi di stabilità e dall&#8217;altro apre profonde questioni sul tema delle future negoziazioni per la riforma dell&#8217;Unione, in cui i Paesi dell&#8217;area avranno un peso decisivo nel far pendere la bilancia tra il blocco &#8220;rigorista&#8221; e i Paesi del Mediterraneo.</p>
<h2>La caduta di Kurz pone l&#8217;Austria a un bivio</h2>
<p>Vienna e Praga sono in subbuglio. Le due storiche capitali imperiali asburgiche sono oggi caratterizzate dalla netta accelerazione delle dinamiche politiche riguardanti i governi di Austria e Repubblica Ceca. A Vienna per la seconda volta uno scandalo ha portato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sebastian-kurz.html" target="_blank" rel="noopener">Sebastian Kurz</a> alla caduta da primo ministro. Ma se nel 2019 la causa della fine del governo di coalizione tra il partito conservatore del &#8220;giovane prodigio&#8221; austriaco, l&#8217;Ovp, e la destra del <a href="https://it.insideover.com/politica/austria-strache-annuncia-il-ritiro.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Partito delle Libertà, </strong>fu il celebre &#8220;Ibizagate&#8221; che colpì il vicecancelliere sovranista Heinz-Christian Strache,</a> oggi a finire nel centro del mirino è stato lo stesso Kurz, dimessosi sulla scia dello scandalo che ha travolto il cancelliere, per via di un’indagine su una presunta manipolazione dei sondaggi in cambio di somme di denaro.</p>
<p>Il primo esecutivo Kurz durò diciassette mesi, da dicembre 2017 a maggio 2019; dopo il governo elettorale di Brigitte Blerleine, Kurz ha portato all&#8217;incasso lo sganciamento dall&#8217;ex alleato vincendo le elezioni e formando, a gennaio 2020, il suo secondo governo, rimasto in carica per ulteriori venti mesi. L&#8217;Ovp ha di fatto scaricato il suo ex enfant prodige consolidando la coalizione con i Verdi e portando alla carica di primo ministro <a href="https://www.ots.at/presseaussendung/OTS_20211010_OTS0036/aviso-morgen-1300-uhr-ernennung-und-angelobung-von-bundeskanzler-alexander-schallenberg-durch-bundespraesident-alexander-van-der-bellen" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;ex titolare degliI Esteri <strong>Alexander Schallenberg</strong> con un esecutivo fotocopia del precedente. </a>L&#8217;uscita di Kurz dal governo pone però sicuramente in essere diversi dubbi sulla volontà del nuovo cancelliere di seguire la spregiudicata linea austeritaria e rigorista che ha avvicinato l&#8217;Austria all&#8217;Olanda allontanandola però dalla Germania e, al tempo stesso, la strategia &#8220;asburgica&#8221; di consolidamento del blocco centroeuropeo. Una strategia su cui Kurz era fortemente orientato ma che ha sempre scontentato non poco l&#8217;alleato di governo, ora pronto a far sentire la propria voce.</p>
<h2>Tutti contro Babis in Repubblica Ceca</h2>
<p>Chi rischia come Kurz di dire presto addio alla carica di premier è il capo di governo di Praga <a href="https://it.insideover.com/politica/la-repubblica-ceca-in-piazza-contro-babis.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Andrej Babis</strong>,</a> il cui partito Ano è arretrato rispetto al precedente voto del 2017 nelle recenti elezioni legislative. Al voto dell&#8217;8-9 ottobre, caratterizzato da una crescita dell&#8217;affluenza dal 60 al 65%, la coalizione che ha ottenuto il maggior numero di voti, con il 27,9% dei voti, <a href="https://www.euronews.com/2021/10/09/czech-scandal-tainted-pm-andrej-babis-favorite-in-czech-vote">è stata</a> Spolu (insieme “insieme”), alleanza di centrodestra guidata da Petr Fiala, ex professore universitario di 57 anni alla testa del Partito Civico Democratico di orientamento liberal-conservatore, che è sostenuto anche dai liberali di Top 09 e dal cristiano-democratico Kpd.</p>
<p>Il partito populista del premier, Ano (che in ceco significa “sì” ed è inoltre acronimo di “azione dei cittadini insoddisfatti”) si è fermato, correndo senza alleati, al 27,1%, pur riuscendo a strappare un seggio in più di Spolu (72 a 71) per via della distribuzione dei collegi. I socialdemocratici e i comunisti che dall&#8217;esterno hanno sostenuto i due atipici e eterogenei governi del populista liberalconservatore Babis dal 2017 ad oggi, hanno mancato la soglia di sbarramento, fallendo la riconferma al Parlamento, che sarà privo della falce e del martello per la prima volta dalla rinascita della Cecoslovacchia nel 1945. Terza forza, con circa il 15% dei voti, è arrivata la coalizione libertaria di centro-sinistra formata dal <strong>Partito Pirata Ceco</strong> e da un partito centrista composto soprattutto da sindaci e candidati indipendenti.</p>
<p>Il punto cruciale della questione è il fatto che i cinque partiti riuniti nelle due coalizioni hanno posto come premessa chiave della loro azione il rifiuto di qualsiasi opzione di coalizione con Babis dopo il voto, specie in relazione alla comparsa del nome del premier nei recenti <strong>Pandora Papers</strong>. <a href="https://www.ilpost.it/2021/10/10/elezioni-repubblica-ceca-andrej-babis/" target="_blank" rel="noopener">Come riporta <em>Il Post</em></a><em>, </em>&#8220;il presidente della Repubblica Ceca Milos Zeman, considerato molto vicino a Babis, ha detto che affiderà l’incarico di formare un governo al leader del singolo partito più votato&#8221;, che è quello del premier, per il quale la strada sembra in salita. E il voto di Praga, capitale che ha punito fortemente Ano, e del Paese in generale appare una sorta di <strong>prova generale </strong>per le elezioni decisive dell&#8217;Europa orientale dei prossimi anni, quelle di Polonia e Ungheria.</p>
<h2>La guerra politica in Polonia e Ungheria</h2>
<p>Budapest e Varsavia andranno al voto rispettivamente nel 2022 e nel 2023 per elezioni che possono segnare a lungo il futuro dell&#8217;area Visegrad. Il potere di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/storia-e-prospettive-di-fidesz-il-partito-di-viktor-orban.html"> </a><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/storia-e-prospettive-di-fidesz-il-partito-di-viktor-orban.html">Fidesz</a>, </strong>la formazione nazionalista del premier magiaro <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html">Viktor Orban</a>, e di <a href="https://it.insideover.com/politica/polonia-una-nuova-sfida-per-pis.html"><strong>Diritto e Giustizia, </strong></a>la formazione catto-conservatrice di <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-di-jaroslaw-kaczynski.html">Jaroslaw Kaczynski</a> che governa la Polonia e esprime oggi il premier Mateusz Morawieck, sarà sfidata in due voti chiave che presentano, stando alla marcia di avvicinamento, dinamiche riconducibili all&#8217;esempio ceco e complicate dalla polarizzazione identitaria interne ai due Paesi.</p>
<p>In entrambi i casi, l&#8217;opposizione si sta polarizzando secondo un motto sostanziale: ora o mai più. Forze eterogenee e divise si stanno accordando per formare fronti ampi intenti a dividere l&#8217;opinione pubblica in un referendum sui sistemi di potere che le due formazioni conservatrici hanno costruito e sulle figure stesse di Orban e Kaczynski. In secondo luogo, le capitali appaiono gli epicentri della protesta civica e politica contro il <strong>governo </strong>che in esse ha sede. Le borghesie liberali di Budapest e Varsavia sono l&#8217;obiettivo di coalizioni civiche, liberaldemocratiche e ecologiste che devono però rispondere anche all&#8217;animo profondo del Paese.</p>
<p>E così veniamo al terzo punto. Le elezioni del 2022 in Ungheria e del 2023 in Polonia segnalano che, al contrario della Repubblica Ceca, Fidesz e Diritto e Giustizia hanno istituzionalizzato un sistema di governo sulla scia di un radicato cambiamento della società dei due Paesi in senso conservatore e identitario. Non è un caso che in Ungheria il dilemma per il secondo turno delle primarie per la scelta del leader dell&#8217;opposizione sia tra e Péter Márki-Zay, sindaco cattolico centrista di Hódmezővásárhely (Ungheria del Sud) che nel 2018 aveva prevalso alle amministrative sulle forze di governo ed è ritenuto in grado di parlare all&#8217;elettorato orbaniano di stampo conservatore. Così come non è un caso che a dare appoggio esterno alla coalizione <a href="https://it.insideover.com/politica/jobbik-congresso-ungheria.html">vi sia </a><strong>Jobbik, </strong>formazione ultranazionalista e più identitaria dello stesso partito del premier, riciclato come alleato &#8220;giacobino&#8221; per la sua durissima campagna anti-corruzione che colpisce i vertici del sistema Orban.</p>
<p>Al tempo stesso, nella Polonia in cui in questi giorni l&#8217;ex premier liberale Donald Tusk accusa Diritto e Giustizia di voler portare Varsavia fuori dall&#8217;Ue come forza di opposizione sta emergendo l&#8217;ultranazionalista <strong>Coalizione Libertà e Indipendenza, </strong>che al contrario accusa il PiS di eccessiva morbidezza e promuove un&#8217;agenda duramente euroscettica, ultraidentitaria e con un antimmigrazionismo ai limiti del fanatismo. Una sorta di Jobbik alla polacca, che appare in ascesa nei sondaggi e potrebbe scombinare le carte alle forze europeiste. Il magma politico in Europa orientale è dunque in profondo sommovimento ed è sempre più difficile pensare che i Paesi dell&#8217;area possano sfuggire al ruolo di mine vaganti nell&#8217;Europa dei prossimi anni.<a href="https://it.insideover.com/politica/sul-patto-di-stabilita-leuropa-aspetta-la-germania-appuntamento-al-2022.html"> Bruxelles osserva preoccupata:</a> dall&#8217;Austria alla Polonia, le politiche comunitarie, che si parli di ripresa economica, valori comuni o immigrazione non ha importanza, saranno destinate a essere gettate nell&#8217;agone politico nazionale e a generare divisioni e faglie. Complicando la ricerca di accordi su larga scala e l&#8217;opera di mediazione di chi, Germania in testa, vuole unire nella divisione le variegate istanze politiche cercando un&#8217;Europa fatta di compromessi continui.</p>
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		<title>Spie e paramilitari, cosa c’è di vero nelle operazioni russe in Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/spie-e-paramilitari-cosa-ce-di-vero-nelle-operazioni-russe-in-ue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 May 2021 08:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[Lupi della notte russi]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/truppe-russia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia milizie spie" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/truppe-russia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/truppe-russia-la-presse-300x211.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/truppe-russia-la-presse-1024x720.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/truppe-russia-la-presse-768x540.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/truppe-russia-la-presse-1536x1081.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/truppe-russia-la-presse-2048x1441.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Praga non ha dubbi, dietro l&#8217;esplosione del sito di stoccaggio per munizioni di Vrbětice c&#8217;è stata la mano dei servizi segreti russi. Così la Repubblica Ceca lancia l&#8217;allarme in Europa orientale, rivolgendosi specialmente agli altri paesi della gruppo Visegrád: le infiltrazioni di operativi del Cremlino impegnati a destabilizzare la regione sono sono profonde e ben radicate; gli agenti fanno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/spie-e-paramilitari-cosa-ce-di-vero-nelle-operazioni-russe-in-ue.html">[...]</a></p>
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<h2>Il caso di Praga</h2>
<p>L&#8217;<a href="https://euobserver.com/opinion/151815">espulsione di 81 diplomatici</a> di stanza nella &#8220;sovradimensionata&#8221; ambasciata russa di Praga, non smonterà presunti piani di  destabilizzazione architettati dal Cremlino, e non risolverà il problema dell&#8217;ingerenza russa in Repubblica Ceca. Sono queste le conclusioni tirate del governo ceco che ha trovato conferme nei suoi vecchi timori, e che attraverso le dure dichiarazione del primo ministro Andrej Babiš afferma di avere <strong>&#8220;prove inequivocabili&#8221; </strong>che collegano agenti segreti russi alla massiccia esplosione che nel 2014 distrusse un deposito di armi vicino al villaggio moravo di Vrbětice.</p>
<p>Nell&#8217;esplosione rimasero uccisi due uomini. L&#8217;attacco venne attribuito agli <a href="https://www.bbc.com/news/uk-56790053">stessi agenti</a> dell&#8217;Unità 29155 del <strong>Gru</strong> (Servizio d&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/cose-il-gru-il-servizio-segreto-russo-che-compie-omicidi-e-sabotaggi-in-europa.html">intelligence dell&#8217;Esercito russo</a>, <em>ndr</em>) che sono stati ritenuti responsabili dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-non-perdona-le-spie-skripal-gas-nervino-8-anni.html">avvelenamento</a> dell&#8217;ex agente doppiogiochista <strong>Sergei Skripal</strong>, avvenuto su suolo britannico nel 2018. Ma la presenza estremamente radicata di spie e affiliati del Cremlino sembra travalicare l&#8217;ambasciata russa di Praga &#8211; definita dagli esperti di affari internazionali cechi &#8220;eccessivamente grande&#8221;- per annidarsi nei settori dell&#8217;imprenditoria, che genera e ricicla denaro, e inquadrarsi nelle più pericolose &#8220;organizzazioni paramilitari&#8221; che vanterebbero numerosi simpatizzanti anche nelle forze armate.</p>
<h2>Indizi di un problema diffuso</h2>
<p>&#8220;L&#8217;ambasciata russa di Praga è eccessivamente grande&#8221;, avvertono gli esperti, &#8220;ma lo sono anche altre dell&#8217;Europa centrale. Le prove dell&#8217;attività segreta russa in Repubblica Ceca dovrebbero essere un <strong>campanello d&#8217;allarme</strong> per l&#8217;intera regione&#8221;; e la recente scoperta di rete di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/ritorno-delle-spie-bulgare-bozza-1935583.html">talpe bulgare</a> che passavano a Mosca informazioni classificate attraverso l&#8217;ambasciata russa di Sofia, non fa che confermare questa tesi: il Cremlino ha mantenuto, o ristabilito dopo crollo dell&#8217;Unione Sovietica, una vasta <strong>rete d&#8217;intelligence</strong> attiva in più campi e su più livelli in Europa orientale, che sfrutta le ambasciate come <em>hub</em> per operazioni di spionaggio e<strong> destabilizzazione. </strong></p>
<p>Le ambasciate però risulterebbero essere soltanto la punta dell&#8217;iceberg. Fungono da &#8220;base&#8221; per gli agenti, ma la rete potrebbe essere molto più vasta di quanto si creda: per questo espellere il personale diplomatico che si ritiene collegato all&#8217;intelligence russa non è sufficiente. I timori riguardo la reale portata dell&#8217;influenza russa nella società ceca, come nella società dei gli altri membri del gruppo di Visegrád (Repubblica Ceca, <strong>Ungheria</strong>, Polonia e <strong>Slovacchia</strong>) e degli altri ex stati satellite sovietici dell&#8217;Europa Orientale, potrebbe riguardare anche la Difesa e l&#8217;Economia. Campi che interessano da vicino la Nato e i progetti dell&#8217;Unione Europea che rimane in competizione &#8211; se non in contrasto &#8211; con la vecchia avversaria della Guerra Fredda.</p>
<h2>Fanatici o organizzazioni paramilitari?</h2>
<p>Secondo gli analisti, dal 2014, ossia in coincidenza con l&#8217;annessione della Crimea alla Federazione Russa, un po&#8217; ovunque nell&#8217;Europa centro-orientale sarebbero sorti gruppi e organizzazioni di carattere paramilitare affiliati più o meno segretamente al Cremlino. Tali organizzazioni, tutte animate da sentimenti pan-slavi e filo-russi, trovano tra le loro fila elementi spesso collegati all&#8217;ormai noto &#8220;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html">Gruppo Wagner</a>&#8221; &#8211; i mercenari russi che hanno combattuto nel <strong>Donbass</strong>, in Siria e ora in Libia -, e compaiono spesso a fianco degli ambienti politici di <strong>estrema destra.</strong> Le medesime frange estremiste sarebbero coinvolte in quella che secondo alcuni &#8211; compresa la Cia &#8211; potrebbe essere una più vasta operazione di <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-ancora-contro-la-russia-vuole-influenzare-le-europee.html">destabilizzazione del Blocco Occidente</a>.</p>
<p>Nella Repubblica Ceca ad esempio, il cosiddetto &#8220;Gruppo dei riservisti dell&#8217;esercito cecoslovacco per la pace&#8221; ha mostrato di avere legami con i separatisti filo-russi che estremamente attivi in Ucraina. In Slovacchia è nota la presenza dei <strong style="font-style: italic; font-size: 1rem;"><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/chi-sono-i-lupi-della-notte-russi-e-perche-supportano-le-proteste-in-montenegro.html">Night Wolves</a> ,</strong><span style="font-size: 1rem;"> la banda di motociclisti che hanno stabilito il loro quartier generale nel villaggio di Dolna Kupra, nei pressi delle capitale Bratislava, e che secondo diverse divisioni d&#8217;intelligence sarebbe da considerare entità &#8220;affiliata al Cremlino&#8221; &#8211; <a href="https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2018/10/17/lupi-della-notte-gli-angeli-putin-infiltrati-nella-nato/">operando nel Donbass</a> a livello </span>paramilitare<span style="font-size: 1rem;">. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">I &#8220;lupi della notte&#8221; nascevano inizialmente come </span><span style="font-size: 1rem;">come una divisione o </span>distaccamento<span style="font-size: 1rem;"> della </span><strong style="font-size: 1rem;">Wolf Holdings, </strong><span style="font-size: 1rem;">impero commerciale con interessi che dalla Russia si allargavano all&#8217;Europa attraverso la gestione e l&#8217;organizzazione di &#8220;</span><span style="font-size: 1rem;"><strong>eventi patriottici ed educativ</strong>i&#8221;, ma anche</span> l&#8217;<span style="font-size: 1rem;">addestramento nel campo della <strong>sicurezza privata</strong> in Germania, Ungheria, Italia, Serbia e Svizzera</span><span style="font-size: 1rem;">.</span><span style="font-size: 1rem;"> Interessi che adesso potrebbero riguardare settori più &#8220;sensibili&#8221; e direttamente collegabili proprio alla Wagner: ossia reclutamento di contractor, alias <strong>mercenari</strong>. Un altro gruppo paramilitare slovacco, Slovenski Branci, avrebbe anch&#8217;esso operato in Ucraina e includerebbe membri addestrati dagli ex corpi speciali dell&#8217;Esercito russo, i temibili <strong>Spetsnaz</strong>.</span></p>
<p>In <strong>Ungheria</strong>, il paese più solidale con la Russia di Putin tra le realtà di Visegrád, è stato individuato e preoccupa sempre maggiormente il &#8220;<strong>Fronte nazionale ungherese 1989</strong>&#8221; anche noto come Mna: movimento paramilitare di stampo neonazista che possiede una serie di campi d&#8217;addestramento e che secondo alcuni giornalisti investigativi sarebbe supportato dalla diplomazia e dall&#8217;intelligence russa &#8220;fin dal 2012&#8221;. Il gruppo è ispirato dall&#8217;ideologo russo <strong>Alexander Dugin</strong>, teorico della &#8220;nascita di un nuovo blocco delle nazioni slave a tendenza imperialista&#8221;,<span class="Apple-converted-space"> un tempo soprannominato il &#8220;Rasputin del Cremlino&#8221;.</span></p>
<p>Oltre all&#8217; Mna, con legami al partito Jobbik (presente in parlamento) sarebbero attivi il &#8220;Movimento giovanile delle 64 contee&#8221; , l &#8220;Armata dei fuorilegge&#8221; e &#8220;Lupi&#8221;: tutte realtà che potrebbero essere state sostenute nella loro &#8220;radicalizzazione&#8221; dagli emissari dei servizi segreti russi. In<strong> Polonia, </strong><span style="font-size: 1rem;">lo Stato del gruppo di Visegrád più ostile all&#8217;ingerenza russa, i servizi segreti per la sicurezza interna starebbero ancora indagando su eventuali collegamenti tra &#8220;esponenti di estrema destra ed estrema sinistra&#8221; e fondi che potrebbero collegarli all&#8217;intelligence russa. Non è quindi esclusa la possibilità che membri del Gru o dell&#8217;Fsb stiano &#8220;finanziando qualcuno o qualcosa&#8221;.</span></p>
<h2>Una minaccia reale nel cuore dell&#8217;Europa?</h2>
<p>Le fonti di Praga &#8211; che per potersi assumere la responsabilità di quanto dichiarato, devono possedere <strong>dossier all&#8217;altezza delle loro affermazioni</strong> &#8211; nutrono la convinzione che le infiltrazione nella società ceca, come probabilmente in quella slovacca e non meno ungherese, debbono essere molto più &#8220;profonde&#8221; rispetto alla sola presenza di membri dell&#8217;intelligence russa che operano sotto copertura nelle ambasciate &#8220;sovradimensionate&#8221; dell&#8217;Est. La preoccupazione del controspionaggio di Sofia nel recente caso delle spie bulgare, che passavano informazioni al Cremlino per mezzo dell&#8217;ambasciata russa, avevano già fatto luce sulla quantità di esperti in spionaggio che formati dal Kgb in epoca sovietica, potrebbero ancora essere fedeli a Mosca e potrebbero accedere agli alti livelli politici e militari di paesi che dovrebbero essere, almeno secondo quanto ci si aspetta, sotto <strong>l&#8217;influenza occidentale</strong>.</p>
<p>Se questa branca di &#8220;nostalgici sovietici&#8221; fosse davvero collegata, o entrasse in collegamento ad una nuova schiera di proseliti che abbracciano <span style="font-size: 1rem;">ideologie anti-europee, anti-Nato e anti-globalizzazione; inquadrati in organizzazioni paramilitari dove si incontrato teppisti, facinorosi, estremisti politici e addirittura ex mercenari addestrati da ex forze speciali russe; si potrebbe concludere che sì, forse nell&#8217;Europa </span>centrale la questione &#8220;influenza russa&#8221; può rappresentare una preoccupazione all&#8217;ordine del giorno. Almeno per i governi degli Stati che non vogliono perdere la fiducia dell&#8217;Unione Europea e della Nato. E per tutti coloro che sostengono sia in atto una nuova <strong>Guerra Fredda</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spie-e-paramilitari-cosa-ce-di-vero-nelle-operazioni-russe-in-ue.html">Spie e paramilitari, cosa c’è di vero nelle operazioni russe in Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Visegrad, un&#8217;alleanza a prova di pandemia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/visegrad-unalleanza-a-prova-di-pandemia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2021 07:04:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Vertice-Visegrad.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Vertice-Visegrad.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Vertice-Visegrad-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Vertice-Visegrad-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Vertice-Visegrad-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 15 febbraio è ricorso il trentesimo anniversario del Gruppo di Visegrad, l&#8217;alleanza politica e culturale tra Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca che negli anni recenti si è trasformata in un nucleo geopolitico (quasi) a sé stante, più legato a Washington che a Berlino, e promotore di una weltanschauung per l&#8217;Europa di stampo identitario &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/visegrad-unalleanza-a-prova-di-pandemia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/visegrad-unalleanza-a-prova-di-pandemia.html">Visegrad, un&#8217;alleanza a prova di pandemia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Vertice-Visegrad.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Vertice-Visegrad.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Vertice-Visegrad-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Vertice-Visegrad-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Vertice-Visegrad-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 15 febbraio è ricorso il trentesimo anniversario del <strong>Gruppo di Visegrad</strong>, l&#8217;alleanza politica e culturale tra <strong>Polonia</strong>, <strong>Ungheria</strong>, <strong>Slovacchia</strong> e <strong>Repubblica Ceca</strong> che negli anni recenti si è trasformata in un nucleo geopolitico (quasi) a sé stante, più legato a Washington che a Berlino, e promotore di una <em>weltanschauung</em> per l&#8217;Europa<a href="https://it.insideover.com/politica/il-futuro-delleuropa-secondo-orban.html"> di stampo identitario e conservatore</a>.</p>
<p>Dall&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/lappello-a-biden-per-portare-a-termine-liniziativa-dei-tre-mari.html">Iniziativa dei Tre Mari</a> al <a href="https://it.insideover.com/politica/lultima-battaglia-dellalleanza-visegrad-contro-lunione-europea.html">coordinamento diplomatico in sede comunitaria</a>, passando per la formulazione di agende estere coincidenti in <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-dei-baltici-e-della-polonia-per-risolvere-la-crisi-in-bielorussia.html">Bielorussia</a>, <a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-baltici-polonia-ununione-dentro-lunione-europea.html">Baltici</a> e <a href="https://it.insideover.com/politica/polonia-e-ucraina-il-sodalizio-che-potrebbe-cambiare-lest-europa.html">Ucraina</a>, i V4 hanno palesato in numerose occasioni la solidità e le potenzialità del loro legame simbiotico, perciò la ricorrenza <span style="font-size: 1rem;">del trentesimo anniversario ha funto al tempo stesso da momento di giubilo e riflessione: giubilo per i traguardi tagliati, specialmente nell&#8217;ultimo decennio, e riflessione sulle sfide che attendono i V4 oltre l&#8217;orizzonte.</span></p>
<p>Quale che sia il destino di questa piccola ma valente alleanza, una cosa è sicura: i V4 hanno affrontato (e superato con successo) la prova del fuoco, <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">la pandemia di Covid19</a>, fornendo un modello da seguire e da studiare al resto dell&#8217;Europa (e del mondo).</p>
<h2>Uniti nella sventura</h2>
<p>I V4 presentano sicuramente delle differenze peculiari che neppure trent&#8217;anni di alleanza hanno potuto levigare, come ad esempio la natura intrinsecamente russofoba della politica estera polacca e la vena maggiormente liberale dei progetti politici di Praga e Bratislava, ma il modo in cui è stata gestita la pandemia è la riprova del fatto che il formato funziona.</p>
<p>Sin dai primordi, nell&#8217;area Visegrad il Covid19 è stato affrontato a mezzo di una strategia basata su tre &#8220;C&#8221;, ovvero Concertazione, Cooperazione e Coordinamento, mentre l&#8217;immagine dell&#8217;<strong>Unione Europea</strong> quale realtà basata sulla solidarietà crollava sotto i colpi di antagonismi, egoismi e rivalità.</p>
<p>Le grandi protagoniste del grande gioco sanitario sono state Polonia,<a href="https://it.insideover.com/politica/lobiettivo-di-xi-rinsaldare-i-rapporti-con-la-polonia-grazie-al-covid19.html"> divenuta il centro di distribuzione e smistamento tra i V4 <span style="font-size: 1rem;">degli aiuti umanitari provenienti dalla Cina</span></a><span style="font-size: 1rem;">, e Ungheria, che ha fatto leva sul proprio ruolo di stato-ponte tra Europa e Asia per aggirare i deficit nell&#8217;offerta di beni del mercato europeo, <a href="https://it.insideover.com/politica/quello-scontro-fra-russia-e-turchia-in-asia-centrale.html">rivolgendosi al Consiglio Turco</a>, mentre Repubblica Ceca e Slovacchia hanno più ricevuto e seguito che dato e ordinato. Tutti e quattro i Paesi, ad ogni modo, hanno contribuito in egual misura alla circolazione delle<em> best practice</em>, aggiornandosi periodicamente sui risultati ottenuti dalle loro strategie nazionali di confinamento e contrasto.</span></p>
<p>Terminata la prima fase della pandemia, che altrove è stata caratterizzata da battaglie per l&#8217;accaparramento degli aiuti sanitari, il modello delle tre C è stato riutilizzato per fronteggiare gli eventuali sovraccarichi ospedalieri e la campagna di vaccinazione. <a href="https://it.insideover.com/politica/conservatori-filo-usa-e-anti-russia-cosi-il-pis-ha-cambiato-la-polonia.html">Diritto e Giustizia</a>, ad esempio,<a href="https://www.agenzianova.com/a/602f7c32416802.40061398/3322435/2021-02-19/polonia-covid-il-paese-accogliera-pazienti-da-repubblica-ceca-e-slovacchia"> ha costruito degli ospedali provvisori</a> nei quali è stato dato spazio ai pazienti cechi e slovacchi, mentre <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/storia-e-prospettive-di-fidesz-il-partito-di-viktor-orban.html">Fidesz</a> ha illustrato agli alleati come superare il fallimento del modello di vaccinazione comune dell&#8217;Ue, ovvero rivolgendosi a <strong>Russia</strong> e <strong>Cina</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/sputnik-v-un-vaccino-per-conquistare-il-mondo.html">convincendo i governi slovacco e ceco a fare altrettanto</a>.</p>
<h2>Visegrad non dimentica Kiev</h2>
<p>Nell&#8217;ambito del Programma di Solidarietà Orientale (<em>East Solidarity Program</em>),<a href="https://www.kmu.gov.ua/en/news/vishegradska-grupa-ye-nadijnim-partnerom-ukrayini-u-protidiyi-rosijskij-agresiyi-ta-covid-19"> i V4 hanno donato 125mila euro all&#8217;Ucraina</a> per fronteggiare la pandemia ed <a href="https://www.visegradfund.org/news/v4-solidarity-programme-ukraine/">effettuato consegne di aiuti umanitari</a> negli ospedali in tutto il Paese, <strong>Donbass</strong> incluso.</p>
<p>La formulazione di una diplomazia sanitaria dell&#8217;alleanza Visegrad, destinata in maniera particolare a Kiev, è avvenuta su impulso di Varsavia,<a href="https://it.insideover.com/politica/polonia-e-ucraina-il-sodalizio-che-potrebbe-cambiare-lest-europa.html"> che nello storico granaio d&#8217;Europa ha interessi spazianti dall&#8217;energia all&#8217;immigrazione</a>. Il governo polacco, inoltre, <a href="https://www.ukrinform.net/rubric-society/3192453-ukraine-to-receive-12m-doses-of-astrazeneca-vaccine-from-poland-pm.html">nel mese di febbraio ha annunciato</a> che una parte del proprio carico di vaccini <strong>AstraZeneca</strong> verrà redirezionata all&#8217;<strong>Ucraina</strong>; un milione e duecentomila dosi per l&#8217;esattezza.</p>
<p>Anche nel caso ucraino, i V4 hanno dato prova di essere in grado di mediare le loro differenze – i gravi dissidi tra Budapest e Kiev relativi ai magiari nella <strong>Transcarpazia</strong> – nel nome di uno scopo maggiore: il bene, e quindi il futuro, dell&#8217;alleanza.</p>
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		<title>La grande strategia della Polonia per il 2021</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-della-polonia-per-il-2021.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 16:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1308" height="765" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Polonia-Andrzej-Duda-giura-da-presidente-La-Presse-e1597073470733.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Polonia, Andrzej Duda giura da presidente (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Polonia-Andrzej-Duda-giura-da-presidente-La-Presse-e1597073470733.jpg 1308w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Polonia-Andrzej-Duda-giura-da-presidente-La-Presse-e1597073470733-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Polonia-Andrzej-Duda-giura-da-presidente-La-Presse-e1597073470733-1024x599.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Polonia-Andrzej-Duda-giura-da-presidente-La-Presse-e1597073470733-768x449.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1308px) 100vw, 1308px" /></p>
<p>L&#8217;internazionale populista si sta preparando alla fine dell&#8217;era Trump nella consapevolezza che il ritorno del Partito Democratico alla Casa Bianca equivarrà al rientro in scena dell&#8217;etica nelle relazioni con Washington. Joe Biden, del resto, ha accusato a più riprese il modus operandi del presidente uscente – dal supporto all&#8217;euroscetticismo al disinteresse verso il rispetto dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-della-polonia-per-il-2021.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1308" height="765" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Polonia-Andrzej-Duda-giura-da-presidente-La-Presse-e1597073470733.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Polonia, Andrzej Duda giura da presidente (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Polonia-Andrzej-Duda-giura-da-presidente-La-Presse-e1597073470733.jpg 1308w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Polonia-Andrzej-Duda-giura-da-presidente-La-Presse-e1597073470733-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Polonia-Andrzej-Duda-giura-da-presidente-La-Presse-e1597073470733-1024x599.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Polonia-Andrzej-Duda-giura-da-presidente-La-Presse-e1597073470733-768x449.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1308px) 100vw, 1308px" /></p><p>L&#8217;internazionale populista si sta preparando alla fine dell&#8217;era Trump nella consapevolezza che il ritorno del Partito Democratico alla Casa Bianca equivarrà al <a href="https://it.insideover.com/politica/il-mondo-dopo-trump-imperialismo-morale-e-disaccoppiamento-etico.html">rientro in scena dell&#8217;etica</a> nelle relazioni con Washington. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>, del resto, ha accusato a più riprese il <em>modus operandi</em> del presidente uscente – dal supporto all&#8217;euroscetticismo al disinteresse verso il rispetto dei diritti umani in collaboratori-chiave come <strong>Egitto</strong>, <strong>Turchia</strong> e <strong>Arabia Saudita</strong> – <a href="https://it.insideover.com/politica/joe-biden-e-il-futuro-della-rivoluzione-populista.html">lasciando presagire il corso che potrebbe intraprendere la nuova politica estera statunitense</a>.</p>
<p>La dirigenza di<a href="https://it.insideover.com/politica/conservatori-filo-usa-e-anti-russia-cosi-il-pis-ha-cambiato-la-polonia.html"> Diritto e Giustizia</a> (<em>PiS</em>), che ha assistito in silenzio allo scontro a distanza fra il futuro presidente degli <strong>Stati Uniti</strong> e il primo ministro ungherese <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html">Viktor Orban</a>, onde evitare di finire nel mirino anti-populista della nuova amministrazione, ha dapprima espresso il desiderio di mantenere un rapporto saldo con la Casa Bianca, a prescindere dall&#8217;inquilino, e, poi, ha preannunciato che la strategia globale per l&#8217;anno 2021 avrà dei connotati meno autonomisti e più in linea con la visione di Biden.</p>
<h2>Riappacificazione con l&#8217;asse Berlino-Parigi?</h2>
<p><strong>Krzysztof </strong><span class="hilg1"><strong>Szczerski</strong>, il capo del gabinetto presidenziale di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-andrzej-duda.html">Andrzej Duda</a>, <a href="https://polskieradio24.pl/5/1222/Artykul/2648491,Priorytety-polityki-zagranicznej-prezydenta-w-2021-r-Krzysztof-Szczerski-zdradzil-szczegoly">parlando ai microfoni dell&#8217;agenzia di stampa &#8220;Pap&#8221;</a>, ha illustrato quali saranno le principali direttrici dell&#8217;agenda estera di Varsavia nel 2021. Contrariamente al passato – un passato recentissimo – la presidenza inserirà la collaborazione con la <strong>Germania</strong>, e a latere con la <strong>Francia</strong>, nell&#8217;elenco delle priorità del proprio indirizzo estero. </span></p>
<p>Varsavia, a quest&#8217;ultimo proposito,<span class="hilg1"> auspica il riavvio dei lavori del cosiddetto &#8220;Triangolo di Weimar&#8221;, una piattaforma di dialogo franco-tedesco-polacca il cui ultimo incontro ha avuto luogo nel lontano 2011, e spera nel miglioramento delle relazioni con Berlino alla luce dell&#8217;incombente trentennale del Trattato polacco-tedesco di buon vicinato e cooperazione amichevole, il cui anniversario cadrà il prossimo anno.</span></p>
<p>In breve, la contezza del rimescolamento delle carte in tavola che avverrà a partire dall&#8217;insediamento di Biden alla Casa Bianca, potrebbe spronare la dirigenza polacca a porre fine alla stagione dei dissapori perenni fra l&#8217;alleanza Visegrad e l&#8217;asse franco-tedesco. Questo scenario non comporterebbe un appiattimento totale dei V4 sulle posizioni di Bruxelles, ma, più semplicemente, condurrebbe ad un calo significativo della tensione intra-comunitaria, funzionale ad allontanare lo spettro di un&#8217;inimicizia indesiderata e pericolosa con la Casa Bianca.</p>
<p><span class="hilg1">Szczerski, infine, ha spiegato che il rapporto con gli Stati Uniti resterà in cima all&#8217;elenco degli interessi nazionali della <strong>Polonia</strong>, ragion per cui Duda vorrebbe incontrare Biden il prima possibile, possibilmente &#8220;</span><span style="font-size: 1rem;">durante il vertice Nato che ci sarà in primavera&#8221;, e approfondire la collaborazione nell&#8217;ambito dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/tre-mari-europa-usa-italia.html">Iniziativa dei Tre Mari</a>.</span></p>
<h2>L&#8217;allontanamento dalla Cina</h2>
<p>La Polonia <a href="https://it.insideover.com/politica/5g-e-huawei-la-polonia-alla-testa-del-fronte-europeo-anti-cina.html">ha assunto la posizione di capofila</a> del fronte anticinese all&#8217;interno dell&#8217;Ue negli anni dell&#8217;amministrazione Trump ed è legittimo attendersi una cristallizzazione di tale atteggiamento.</p>
<p><span class="hilg1">Szczerski, nel corso della presentazione dei punti-cardine della grande strategia polacca per il 2021, ha dedicato alla <strong>Cina</strong> uno spazio marginale. Il portavoce del gabinetto presidenziale, infatti, si è limitato ad osservare che la pandemia ha determinato l&#8217;annullamento dell&#8217;ultimo vertice del formato 17+1 e che il governo è in attesa di aggiornamenti riguardanti l&#8217;organizzazione del prossimo. </span></p>
<p><span class="hilg1">Ciò che Szczerski ha evitato di dire sulla futura evoluzione dei rapporti fra Varsavia e Pechino è stato detto, però, nei giorni delle trattative per la finalizzazione dell&#8217;accordo sugli investimenti fra Ue e Cina. Il 22 dicembre, <strong>Zbigniew Rau</strong>, il capo della diplomazia polacca, <a href="https://www.scmp.com/news/china/diplomacy/article/3115087/brink-china-eu-investment-deal-eleventh-hour-pressure-comes">è stato il primo politico a criticare il contenuto del testo</a> e l&#8217;andatura particolarmente celere dei negoziati, invitando gli omologhi europei a rallentare i lavori nel nome della &#8220;trasparenza&#8221; e a considerare l&#8217;inserimento &#8220;degli alleati transatlantici a bordo&#8221;.</span></p>
<p>L&#8217;intervento di Rau si è rivelato fondamentale <span class="hilg1">– </span>lo stesso<a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html"> Emmanuel Macron</a> si è unito al coro di coloro che hanno manifestato perplessità sull&#8217;accordo <span class="hilg1">– ed è indicativo della linea politica che guiderà le azioni di Varsavia nella guerra fredda fra Washington e Pechino.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-della-polonia-per-il-2021.html">La grande strategia della Polonia per il 2021</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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