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	<title>Gran Bretagna Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 07 Mar 2024 10:43:58 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Gran Bretagna Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>James Bond diventa social: la svolta dei servizi segreti inglesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/rafforzare-la-trasparenza-per-blindare-i-segreti-la-svolta-dellmi6-britannico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 09:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[MI6]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L&#8217;MI6 britannico, il servizio segreto per antonomasia, espande il suo volto pubblico. Si apre con trasparenza per blindare meglio i suoi segreti. Può sembrare paradossale, ma è così. Da diverse settimane i &#8220;James Bond&#8221; britannici, le spie di Sua Maestà, stanno promuovendo un&#8217;attenta campagna di comunicazione volta a mettere in prima fila il ruolo pubblico, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/rafforzare-la-trasparenza-per-blindare-i-segreti-la-svolta-dellmi6-britannico.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>MI6</strong> britannico, il servizio segreto per antonomasia, espande il suo volto pubblico. <strong>Si apre con trasparenza per blindare meglio i suoi segreti</strong>. Può sembrare paradossale, ma è così. Da diverse settimane i &#8220;James Bond&#8221; britannici, le spie di Sua Maestà, stanno promuovendo un&#8217;attenta campagna di comunicazione volta a mettere in prima fila il ruolo pubblico, sociale, politico e strategico del<a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/le-spie-del-regno-unito-come-funziona-lintelligence-di-londra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>Secret Information Service</strong>,</a> l&#8217;organo di coordinamento dell&#8217;intelligence estera<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-carlo-iii-del-regno-unito.html"> dei sudditi di Re Carlo III.</a></strong></p>



<p>Parlare in pubblico per ribadire il ruolo centrale dell&#8217;intelligence, ghiandola pineale dello Stato nel XXI secolo. Mostrare il volto collettivo, al servizio dell&#8217;<strong>interesse nazionale e della tutela della sicurezza</strong>, bene pubblico primario. Chiamare attivamente <strong>giovani talenti</strong> attivi nel campo degli studi strategici, delle tecnologie di frontiera, della scienza e delle altre professioni ad alto valore aggiunto sociale per colmare i ranghi dell&#8217;MI6 e, dunque, alzare il perimetro di sicurezza del Regno Unito. Tutto questo in un contesto che promuove l&#8217;<strong>indivisibilità della sicurezza tra sfera interna ed esterna</strong> dello Stato. A tutto ciò serve la campagna di comunicazione attiva, guidata in prima persona da <strong>Richard Moore</strong>, direttamente dal profilo <em>ChiefMI6</em> con cui il capo dello spionaggio di Londra, in carica dal 2020, opera su X.</p>



<p>Il 29 febbraio Moore, diplomatico attivissimo nella postura delle spie di Londra al servizio dell&#8217;interesse globale della Gran Bretagna post-Brexit, ha scelto la <strong>cadenza quadriennale dell&#8217;anno bisestile</strong> per parlare delle opportunità di lavoro offerte dall&#8217;MI6, vestendo per un giorno i panni dell&#8217;<em>head-hunter</em>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Take a leap this leap day and get a jump on finding out what it’s like to work for <a href="https://twitter.com/hashtag/MI6?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#MI6</a>. See our current vacancies here: <a href="https://t.co/SLPgPK3tKz">https://t.co/SLPgPK3tKz</a></p>&mdash; Richard Moore (@ChiefMI6) <a href="https://twitter.com/ChiefMI6/status/1763108569132523862?ref_src=twsrc%5Etfw">February 29, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nella prima settimana successiva, due <strong>capi-reparto dell&#8217;MI6 sono stati intervistati dalla Bbc</strong> per presentare la visione del lavoro all&#8217;interno della comunità dell&#8217;intelligence britannica. Risulta uno spaccato dell&#8217;intelligence ai tempi della Global Britain l&#8217;intervista di un agente di nome Kwame, un caposervizio dell&#8217;area finanziaria che riporta direttamente a Moore, che l&#8217;emittente pubblica britannica ha presentato come la prima spia nera a parlare ai suoi microfoni. Kwame ha ricordato come l&#8217;MI6 promuova la <strong>diversità, la mescolanza tra etnie e provenienze diverse</strong>, il ruolo delle donne. E non è &#8211; come si potrebbe superficialmente pensare &#8211; una questione di <em>woke</em> o <em>cancel culture</em>: l&#8217;<strong>intelligence di un Paese</strong> ha il dovere di plasmare la sicurezza nazionale costruendo un framework interpretativo orientato a cogliere informazioni sulla base di visioni del mondo complesse e articolate. Il vecchio James Bond, figlio della società borghese urbana britannica, non basta più. Soprattutto per chi maneggia i grandi scenari geopolitici.</p>



<p>Del resto dal 2022 l&#8217;intelligence britannica (oltre all&#8217;MI6 anche l&#8217;MI5, spionaggio interno, e il Gchq che controlla le telecomunicazioni) ha <strong>fatto cadere il requisito della discendenza britannica</strong> da parte di almeno uno dei due genitori come presupposto per accedere all&#8217;arruolamento. Basta <a href="https://www.bbc.com/news/uk-63479121" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la cittadinanza britannica, anche dei naturalizzati. </a>Concetti ribaditi il 4 marzo in un&#8217;altra trasmissione radiofonica della Bbc condotta da Nihal Arthanayake, in cui l&#8217;MI6 ha parlato tramite un <a href="https://www.bbc.co.uk/sounds/play/m001wz4w">membro dello staff e un altro direttore di reparto</a>. Moore ha ripostato le due interviste, ribadendo: &#8220;Stiamo reclutando&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Two of our directors were interviewed on the BBC this week &#8211; which is not usually part of the day job in our line of work! To do what we do at <a href="https://twitter.com/hashtag/MI6?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#MI6</a>, we need all sorts people. Whoever you are, whatever your background, don’t rule yourself out &#8211; we’re recruiting right now.</p>&mdash; Richard Moore (@ChiefMI6) <a href="https://twitter.com/ChiefMI6/status/1765081576667550084?ref_src=twsrc%5Etfw">March 5, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;intelligence deve cambiare col mondo che si evolve e oggi il <strong>requisito della trasparenza </strong>negli obiettivi e nelle priorità contribuisce a creare una base fondamentale per tutelare, al meglio, i segreti di Stato. Il motivo? <strong>La possibilità di contribuire, tenendo traccia dell&#8217;operato delle spie di Londra</strong>, a quel sistema di &#8220;cultura della sicurezza&#8221; di cui nel Regno Unito c&#8217;è assoluta necessità. Il servizio segreto che seppe essere di un impero in passato deve ricalibrarsi per contribuire a mantenere strutturata la proiezione di potenza di un attore regionale con ambizioni globali. Che passano per la possibilità di giocare un ruolo attivo negli scacchieri di riferimento. Priva della proiezione globale che hanno i <em>dominus</em> americani, ai britannici resta la possibilità di <strong>essere all&#8217;avanguardia sulla sicurezza delle informazioni.</strong> </p>



<p>La comunicazione &#8220;pop&#8221; dell&#8217;MI6 va su un binario parallelo con gli obiettivi <a href="https://www.sis.gov.uk/intelligence-explained.html#section-03">dell&#8217;agenzia guidata da Moore </a>di imporsi nel dibattito pubblico come custode della sicurezza nazionale. A luglio, ad esempio, <strong>Moore aveva lanciato un appello pubblico</strong> ai cittadini russi scontenti di <a href="https://www.magzter.com/stories/newspaper/Evening-Standard/OUR-DOOR-IS-ALWAYS-OPEN-MI6-CHIEF-APPEALS-TO-RUSSIANS-TO-DEFECT-TO-WEST" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin affinché disertassero e passassero informazioni a Londra.</a> L&#8217;intelligence britannica, <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-spie-anglosassoni-al-servizio-di-kiev.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in prima linea nel <strong>sostegno all&#8217;Ucraina</strong></a> col passaggio di attività informative e linee guida operative, pubblica spesso report aggiornati sulle perdite russe che vengono diffusi dal governo britannico. E Moore stesso a <em>Politico</em>, a luglio, ha ribadito la centralità del <strong>fattore umano</strong> in un&#8217;epoca in cui, generalmente, le attenzioni delle istituzioni sono legate soprattutto alla questione tecnologica.</p>



<p>Moore ha parlato del fatto che &#8220;gli uomini possono arrivare a fare ciò che le macchine non possono fare”, sottolineando al contempo che l’MI6 sta ovviamente “sperimentando in continuazione l&#8217;intelligenza artificiale&#8221;, ma aggiungendo la necessità del <strong>governo umano di questi processi al fine di garantirne la sicurezza</strong>. L&#8217;intelligence che <strong>ha fatto il Grande Gioco</strong> e che prima di Bond ha avuto molte <strong>spie in carne e ossa capaci di imprese ben più ardimentose</strong> del personaggio nato dalla penna di Ian Fleming &#8220;blinda&#8221; il ruolo della <strong>Human intelligence</strong>. Perché i servizi, ricordava in Italia<a href="https://www.true-news.it/sotto-la-lente-persone-e-personaggi/alfredo-mantici-maestro-di-intelligence-e-di-umanita" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> il compianto <strong>Alfredo Mantici</strong></a><strong>,</strong> li fanno innanzitutto gli esseri umani, i loro obiettivi, la loro visione e le loro idee di mondo. Che contribuiscono a plasmarne l&#8217;operato. E gettando i semi per una vera e propria<a href="https://www.true-news.it/politics/intelligence-italia-caos-globale-documento"> &#8220;intelligence collettiva</a>&#8221; plasmata sulla cultura della sicurezza diffusa e consapevole l&#8217;MI6 non vuole solo attrarre i migliori talenti. Ma anche valorizzare il peso pubblico del loro operato, oggi come domani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/rafforzare-la-trasparenza-per-blindare-i-segreti-la-svolta-dellmi6-britannico.html">James Bond diventa social: la svolta dei servizi segreti inglesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>BoJo e le trame contro Sunak</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/bojo-e-le-trame-contro-sunak.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 06:37:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[boris johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[fracking]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se due indizi fanno una prova, difficile contestare l’idea che su Londra si stia preparando una tempesta perfetta.&#160; Chi pensava che Boris Johnson si sarebbe limitato ad accettare di buon grado il ruolo di comparsa sulla scena politica inglese si sbagliava di grosso. E chi pensava che la &#8220;sindrome di Cincinnato” (il dittatore che dopo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/bojo-e-le-trame-contro-sunak.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/bojo-e-le-trame-contro-sunak.html">BoJo e le trame contro Sunak</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se due indizi fanno una prova, difficile contestare l’idea che su Londra si stia preparando una tempesta perfetta.&nbsp;</p>



<p>Chi pensava che Boris Johnson si sarebbe limitato ad accettare di buon grado il ruolo di comparsa sulla scena politica inglese si sbagliava di grosso.</p>



<p>E chi pensava che la <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/che-fine-ha-fatto-boris-johnson.html">&#8220;sindrome di Cincinnato”</a> (il dittatore che dopo essersi ritirato era stato richiamato al potere per salvare Roma) che lo ha colpito da quando si è dimesso si sarebbe limitata al tentativo (andato a vuoto) di tornare a Downing Street per acclamazione, dopo la caduta di Liz Truss, sbagliava ancora di più.</p>



<p>L’ex Primo Ministro Inglese non ha affatto depositato le armi, né tantomeno le sue velleità di tornare alla guida del paese e ogni occasione è buona per ribadirlo.&nbsp;</p>



<p>L’ultima, in ordine di tempo, gli è stata servita su un piatto d’argento dall’annuncio di Rishi Sunak di rinunciare a partecipare al summit globale sul clima, Cop27.</p>



<p>Per un primo ministro in carica che declina, ce n’è subito pronto un altro (ex) che si prende la scena.&nbsp;</p>



<p>Boris Johnson non ha mai perdonato all’allora Cancelliere di aver condannato a morte la sua resistenza al Numero 10 dimettendosi dal suo incarico nel governo e ora, quale migliore occasione per restituire a Sunak lo smacco subito la scorsa estate?</p>



<h2 class="wp-block-heading">I due indizi</h2>



<p>Le ultime immagini pubbliche di BoJo hanno consegnato alle cronache un leader abbronzato e rientrato in fretta e furia da Santo Domingo per rispondere alla chiamata dei suoi che lo volevano a raccogliere i cocci dei 44 terribili giorni con Liz Truss.</p>



<p>Le immagini private, invece, sono quelle di un uomo in continua elaborazione di una strategia per disarcionare il suo nemico giurato mentre, nel frattempo, manda avanti i suoi scudieri.</p>



<p>Alok Sharma, il presidente di Cop26, lo “Zar del clima”, ha avuto incarichi nel governo conservatore ininterrottamente dal 2016, con Theresa May, fino a quando Rishu Sunak non ha deciso di sbarazzarsene.</p>



<p>Sharma, che in questo modo oltre all’incarico ha anche perso la possibilità di partecipare alle riunioni di Gabinetto, (e magari dare conto a Boris dei contenuti emersi), ha deciso di concedere le sue riflessioni sulle scelte ambientali del nuovo Primo Ministro al <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/alok-sharma-attacks-sunak-for-cop27-snub-sdq3fjld6"><em>Sunday Times</em>.</a>&nbsp;</p>



<p>“La decisione di Sunak non partecipare a Cop27 è un grave errore” ha scandito argomentando che il rischio è quello di sminuire il ruolo di primo piano che il Regno Unito si era dato sulle questioni ambientali, aggiungendo che, una scelta del genere verrà pagata dai Conservatori alle urne.</p>



<p>In una intervista giudicata &#8220;incredibilmente aperta”, Sharma accusa l’attuale Primo Ministro di continuare a dare concessioni per petrolio e gas senza invece rinforzare la tassazione sugli extra-profitti delle grandi compagnie, concedendo sconti solo a quelle che reinvestono sulle rinnovabili.&nbsp;</p>



<p>“Questo è il tema del momento, non solo nell’ottica di difesa dell’ambiente&nbsp; &#8211; il suo ragionamento &#8211; ma anche per le grandi opportunità offerte in termini di posti di lavoro e di nuovi investimenti” ha concluso Sharma senza fare sconti a chi lo aveva appena liquidato.</p>



<p>Una cosa buona, però va detto, Sunak appena entrato a Downing Street l’avrebbe fatta. L&#8217;annuncio di non autorizzare il <em>fracking,</em> reintrodotto da Liz Truss, ha sedato gli animi dei territori costieri interessati e accontentato le richieste dei deputati Tories eletti in quelle aree.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Jonhson e la pancia del paese</strong></h2>



<p>“Boris Johnson vuole tornare al suo posto ad ogni costo&#8221;  ci spiega il professor Steve McCabe della City University di Birmingham. &#8220;La decisione di andare a Sharm El-Sheikh ha come principale obiettivo quello di causare imbarazzo al nuovo primo ministro”.</p>



<p>Johnson è uno che conosce bene la pancia del suo popolo, un uomo delle élite che si è sempre messo indosso i panni dell’”Uno-di-voi” esprimendo la grande capacità di entrare in simbiosi con gli umori degli inglesi dicendo loro quello che si aspettavano di sentire.</p>



<p>Esattamente le qualità che Sunak viene accusato di non avere, dietro a quegli abiti troppo costosi, che nessuno gli perdona e dietro a quell’immenso patrimonio che lo rende più ricco del re e che molti inglesi in difficoltà considerano una colpa.</p>



<p>Tutto questo è irrazionale, ma l’accusa di non saper entrare in sintonia con i sentimenti degli ultimi e di non rappresentare le esigenze della classe operaia e dei lavoratori, visti al contrario, sono esattamente i valori che hanno sempre rappresentato la forza di Johnson.</p>



<p>Poi si può discutere di quanto le promesse siano state tradotte in fatti, ma nella politica del populismo, gli annunci pesano, per le verifiche ci sarà tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">BoJo paladino del climate change</h2>



<p>Boris Johnson un anno fa aveva investito energie e promesse all’edizione di Cop26 che si era tenuta in casa, a Glasgow e che aveva dato al Regno Unito la presidenza del summit.</p>



<p>Oggi, il suo successore, voltando le spalle alla kermesse dà uno smacco nel segno della discontinuità che anche la debolissima Liz Truss aveva comunque garantito.</p>



<p>Così succede che: Sunak annuncia che non ci sarà e la mattina dopo<a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-11369097/Downing-Street-alarmed-reports-Boris-Johnson-travel-Egypt-Cop27-summit.htmlhttps://www.dailymail.co.uk/news/article-11369097/Downing-Street-alarmed-reports-Boris-Johnson-travel-Egypt-Cop27-summit.html"> i giornali </a>aprono con la notizia che Boris Johnson parteciperà.</p>



<p>A palazzo le fibrillazioni vanno alle stelle; la decisione crea scompiglio e manda l’ennesimo segnale di caos all’interno del partito che ormai sperava di aver raggiunto l’unità salvaguardando governo&nbsp; e poltrone.</p>



<p>Ma non avevano fatto i conti con la sete di vendetta di Johnson e con il suo grande afflato ambientalista…</p>



<p>Non è ben chiaro quali panni vestirà BoJo a Cop27: se andrà nella delegazione ufficiale del governo con gli altri deputati, se andrà come ospite del governo egiziano in un simbolico passaggio di consegne della presidenza tra i due paesi o se invece si accoderà alle delegazioni delle organizzazioni non governative invitate.</p>



<p>Quel che è certo è che ci sarà e sarà di nuovo accanto a Biden, a Macron e ai grandi della terra e sarà lì per riconquistarsi il&nbsp; posto al sole che non vuole lasciare all’avversario che invece resterà sotto il cielo plumbeo di Londra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sunak e le Lobbies </h2>



<p>Alla ricerca di una spiegazione per la mancata partecipazione del primo ministro al summit di Sharm El-Sheikh, il <em><a href="https://www.mirror.co.uk/news/politics/rishi-sunak-accepted-cash-fossil-28361452">Mirror</a></em> ha pubblicato i dettagli sui finanziamenti ricevuti da Sunak durante la campagna estiva per la premiership.&nbsp;</p>



<p><em>Ready4Rishi </em>avrebbe raccolto donazioni pari a 460.000 Sterline, (Liz Truss ne aveva ricevute 424.000) e tra i suoi finanziatori, stando alle notizie fornite dal quotidiano, ci sarebbero molti personaggi legati al mondo dal petrolio, del gas e dell’aviazione, tutti interessati ad investimenti legati ai combustibili fossili.</p>



<p>&#8220;Come avrebbe potuto deludere le loro aspettative?&#8221;, la critica per niente velata mossa da Ed Milliband, il ministro ombra laburista che su <em>Twitter</em> ha scandito: “Sunak è dalla parte delle grandi compagnie del petrolio e del gas, non certo dalla parte della gente”.</p>



<p>Boris Johnson invece c’è e mai si sarebbe sognato di dire al re di stare a casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Carlo III “si fa il suo summit sul clima a casa”</h2>



<p>Noto per il suo profondo impegno per l’ambiente, la biodiversità e la natura, re Carlo III, a pochi giorni dalla sua proclamazione coincisa con l’entrata in ufficio di Liz Truss, aveva già ricevuto disposizioni da parte del Primo Ministro di non farsi vedere a Cop27.&nbsp;</p>



<p>Lei pare volesse usare la prima missione del nuovo re in maniera più strategica, magari mandandolo in Canada, o forse, più semplicemente, non voleva ombre sul suo viaggio.</p>



<p>Ma, casualmente la notizia, <em>riservata</em>, era subito sfuggita dalle fessure di Buckingham Palace, quel luogo blindato dal quale non esce nulla che non debba uscire.</p>



<p>Oggi, il tema torna di stretta attualità perché il capo dello stato e del regno ha di fatto ricevuto le stesse indicazioni anche da parte di <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/rishi-sunak-will-deny-king-charles-his-trip-to-cop27-talks-h8nx5bgct">Rishi Sunak</a>, il quale si è limitato a far sapere di non volere riaprire il discorso.</p>



<p>Ma Carlo III ha in testa una corona e tra le mani un’agenda che il primo ministro appena arrivato può solo contemplare.&nbsp;</p>



<p>Così, Buckingham Palace ha rimesso la palla in campo annunciando che, due giorni prima di Cop27, il <a href="https://news.sky.com/story/king-charles-to-host-reception-ahead-of-cop27-despite-not-going-himself-12734141">palazzo ospiterà il “suo summit</a>”.</p>



<p>Sarà una festa aperta a 200 grandi imprenditori, uomini d’affari, <em>decision-makers </em>e ONG che vorrà rimarcare l’importanza della presidenza di turno del Regno Unito a Cop26. E non si tratterà di un banchetto reale, ma di un vero momento di confronto sulle tematiche legate alla sostenibilità, ad un’analisi dei progressi compiuti in questo ultimo anno esprimendo la volontà del regno di proseguire in questa direzione. Convintamente.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il destino incerto di Sunak </h2>



<p>Oggi, a minare la sicurezza che i Conservatori pensavano di aver raggiunto con la nomina di Rishi Sunak ci sono sempre più sempre più ostacoli.&nbsp;</p>



<p>I problemi del ministro dell’Interno Suella Braverman, che il Primo Ministro è stato costretto a richiamare nel suo governo per ragioni di equilibrismo politico, rischiano di trascinarlo giù con sè.&nbsp;</p>



<p>Poi c’è la scadenza della presentazione della manovra di bilancio d’autunno, rimandata al 17 novembre e sulla quale ci sono gli occhi puntati dei mercati, che non perdonano.</p>



<p>Il risultato è che chi pensava di averne già viste abbastanza, si prepari perché il cielo sopra Westminster è fosco e promette temporali.</p>



<p>E Boris Johnson non aspetta altro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/bojo-e-le-trame-contro-sunak.html">BoJo e le trame contro Sunak</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Che fine ha fatto Boris Johnson?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/che-fine-ha-fatto-boris-johnson.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 08:33:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[boris johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220907170143983_f18e19b49b0753238c60ebdbbf624942-2048x1359.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se qualcuno si fosse posto questa domanda, la risposta si trova nei menu a scelta delle organizzazioni che offrono palchi e platee paganti agli ex capi di stato e primi ministri in cerca di occupazione e congrua remunerazione. A fine carriera, o tra una elezione e l’altra. Tra questi ambiti speaker e conferenzieri figura anche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/che-fine-ha-fatto-boris-johnson.html">[...]</a></p>
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<p></p>



<p>Se qualcuno si fosse posto questa domanda, la risposta si trova nei menu a scelta delle organizzazioni che offrono palchi e platee paganti agli ex capi di stato e primi ministri in cerca di occupazione e congrua remunerazione. A fine carriera, o tra una elezione e l’altra.</p>



<p>Tra questi ambiti speaker e conferenzieri figura anche l’ex primo ministro inglese che, non più tardi di qualche giorno fa, ha acceso di risate e consensi il pubblico di broker di Colorado Springs riunito per l’<em>Insurance Leadership Forum</em>. Pane per i denti di BoJo. </p>



<p>Una platea divertita e affamata di aneddoti dove, finalmente, il personaggio più dirompente della storia politica inglese ha potuto andare a braccio citando succulenti aneddoti e dispensando analisi, alla modica cifra di 150 mila Dollari per 30 minuti di intervento e 45 di conversazione sul palco, con un broker senior.&nbsp;</p>



<p>Secondo quanto riportato dal quotidiano <em>Times</em>, Johnson avrebbe contratti con almeno due agenzie, una sicuramente sarebbe la Premium Speakers Agency di Zurigo, in Svizzera e Atlanta in Georgia, ma il contatto con i brokers del Colorado avrebbe seguito circuiti diversi.</p>



<p>Una fonte interna all’agenzia che lo avrebbe ingaggiato spiegava che BoJo non accetterebbe tutte le offerte, ma il suo interesse graviterebbe senza dubbio sugli Stati Uniti, così come le sue aspettative sarebbero giudicate piuttosto onerose.</p>



<p>Basti ricordare che l’anno prima di diventare primo ministro, tra il 2018 e il 2019, il circuito delle conferenze gli era valso un guadagno di almeno 450 mila Sterline.&nbsp;</p>



<p>Non solo, considerando che chi lo aveva preceduto a Downing Street e poi in questa attività, ovvero <a href="https://it.insideover.com/politica/la-seconda-vita-di-theresa-may.html">Theresa May</a>, (nota per non avere né il carisma né la dialettica di Johnson), con i suoi discorsi a convention ed eventi ha già guadagnato 2,5 Milioni di Sterline, le sue aspettative sono altissime.</p>



<p>Non male per un personaggio che, oltre ad essere famoso per i suoi capelli giallo paglierino sempre in disordine, è famoso anche per il costante bisogno di guadagnare soldi, a maggiore ragione, con una via fatta di ex mogli, donne e figli da mantenere ed una consorte come Carrie Symonds, nota per le sue grandi pretese.</p>



<p>Appena entrata a Dowing Street come First Lady, infatti, l’ultima moglie gli fece cambiare l’arredamento dell’appartamento messo a disposizione del capo del governo, portando Boris a chiedere donazioni per pagare una carta da parati 2.250 Sterline.&nbsp;</p>



<p>Il cambio di look dell’arredo, alla fine, andò ben oltre le 30.000 sterline normalmente concesse agli inquilini di quelle stanze.&nbsp;</p>



<p>Le 112.000 £ offerte dalla generosità di Lord Brownlow finirono fuori dai <em>rumors</em> di palazzo diventando la miccia che contribuì ad accendere le prime luci sulla lunga serie di scandali e polemiche che hanno condotto<a href="https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-covid-governo-regno-unito.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect&amp;_ga=2.107986434.1076192897.1665590611-1348773419.1648740093&amp;_gl=1*s9f29o*_ga*MTM0ODc3MzQxOS4xNjQ4NzQwMDkz*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY2NTY0NjkyMC44LjEuMTY2NTY0NzA1NC4wLjAuMA.."> Johnson alle dimissioni</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Boris, il milionario in bolletta </strong></h2>



<p>L’ex primo ministro è praticamente un milionario, ma sempre in bolletta. Almeno questo va dicendo di sé.</p>



<p>Essendo un deputato ancora in carica, i suoi guadagni sono pubblici e si può cominciare a contare partendo dalle 115 mila Sterline all’anno che può richiedere in qualità di ex primo ministro, più, lo stipendio di 164.000 £ incassato mentre era in carica. Poco per i suoi standard.</p>



<p>Per poter aggiungere incassi extra istituzionali, BoJo, qualche giorno fa, ha iscritto <em>The Office of Boris Johnson Ltd </em>al registro delle imprese inglesi, la <em>Companies House.</em></p>



<p>A chi gli ha fatto i conti in tasca è parso subito chiaro che, dal suo ingresso al Numero 10, le entrate sono precipitate ben al di sotto dei 300.000 £ all’anno di cui apertamente diceva di aver bisogno per “stare con la testa a galla”.&nbsp;</p>



<p>Gli sarebbe forse convenuto farsi eleggere a Singapore, dove secondo le tabelle ufficiali, il capo di stato più ricco al mondo prende 1 milione 310 mila Sterline all’anno, tasse escluse, perchè, come detto, la vita di Johnson è molto onerosa.</p>



<p>Le cronache anglosassoni raccontano di donatori del partito conservatore invitati a supportare i costi della baby sitter del piccolo Wilfred (due anni) e presto sarà la volta di Romy, che oggi ha solo sette mesi.</p>



<p>Si consolerà, BoJo vedendo che, Theresa May e Tony Blair, lasciati gli uffici delle istituzioni, guadagnano molti soldi in giro per il mondo.&nbsp;</p>



<p>Oltre alle ospitate alle convention, si possono firmare contratti importanti con le case editrici e fare lobbying.&nbsp;</p>



<p>L’eroe di Johnson, Winston Churchill, negli anni ’30 ebbe gravi difficoltà economiche così, dopo la fine della guerra e dei suoi incarichi, portò alle stampe dei libri di memorie che gli fruttarono parecchio.&nbsp;</p>



<p>Lo stesso potrebbe fare Johnson raccontando retroscena e indiscrezioni sugli anni della Brexit e della pandemia; diciamo che la sua attività politica ha conciso con un’epoca di grandi cambiamenti che qualche bel libro potrebbe raccogliere e vendere bene.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I racconti di Johnson</strong></h2>



<p>Una prova del successo dei suoi racconti l’ha certamente avuta durante il discorso a Colorado Springs dove anche il gossip non è mancato.</p>



<p>BoJo, infatti, avrebbe diverto la platea raccontando di come l’anno scorso, al summit sul clima Cop26, insieme ad Angela Merkel si portò via una bottiglia del celebre vino di Macron per bersela insieme.&nbsp;</p>



<p>Dopo il faceto ha seriamente rivendicato la Brexit, nella quale continua a credere fermamente, così come il sostegno all’Ucraina.&nbsp;</p>



<p>Un altro dei temi a lui particolarmente caro è l’obiettivo fissato nel 2019 che porterà, entro il 2050, ad una Gran Bretagna ad emissioni zero; una sfida che si potrà raggiungere solo con un drastico cambio nell’uso dell’energia.</p>



<p>Johnson, con il tempo, è diventato un fervente sostenitore della necessità di contrastare il cambiamento climatico e oggi sfoggia grande ottimismo rispetto alla possibilità di vincere questa battaglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Johnson assente in UK, per ora</strong></h2>



<p>Ma le sue riflessioni per ora restano affidate alle platee del pubblico pagante americano, perchè in patria di lui non c’è traccia.&nbsp;</p>



<p>Non era presente nei momenti di grande difficoltà attraversati dalla Truss in sole due settimane di attività governativa tra figuracce e dietrofront, così come non si è visto tra le stanze del partito o in aula quando lei è stata sottoposta al fuoco di fila dei suoi e delle opposizioni.</p>



<p>Il 20 Luglio ha salutato la <em>House of Commons,</em> tra le risa e gli applausi, con un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=zwugzdU1G-0">“Hasta la vista baby”</a>.</p>



<p>Il 6 Settembre, con la nomina a capo del governo e del partito Conservatore&nbsp; di Liz Truss, dal trespolo davanti alla porta del <a href="https://www.youtube.com/watch?v=3kPeQUTa75c">Numero 10 di Downing Street</a>, ha confermato il suo supporto.</p>



<p>Oggi in Gran Bretagna è un <strong>tutti contro una donna sola al comando che non ha in mano alcun timone</strong>.</p>



<p>Naturalmente, nessuno considera chiuso il discorso sul futuro di BoJo con i saluti consegnati alle cronache di fine estate.&nbsp;</p>



<p>A maggior ragione quando si pensa al riferimento rivolto a <a href="https://it.insideover.com/politica/il-messaggio-segreto-nel-discorso-di-congedo-di-boris-johnson.html">Cincinnato</a>, perchè, da grande studioso dei classici, Boris Johnson non citava a caso il dittatore romano che, dopo aver vinto la battaglia tornò al suo aratro, alle sue terre, finché non gli fu chiesto di riprendere il comando del governo per salvare Roma.</p>



<p>Tutto questo, nonostante il <em>Telegraph</em> recentemente abbia citato voci di palazzo, molto vicine a lui, che avrebbero escluso un suo possibile rientro e lo stesso dicasi per l’intervista rilasciata dalla fedelissima <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/nadine-dorries-interview-boris-is-swinging-a-cricket-bat-and-having-a-great-time-chbl9q7nq">Nadine Dorris</a>, ex membro del gabinetto del governo, che avrebbe escluso il suo ritorno giudicandolo altamente improbabile.</p>



<p>Ma si sa, in politica, quello che sembra non è mai quello che è e spesso certi sassi vengono lanciati solo per vedere le reazioni che generano.</p>



<p>Oggi Boris Johnson è in vacanza con la famiglia, se tutto andrà secondo i suoi piani presto i conservatori, dilaniati dalle faide interne, avranno ancora bisogno di lui.</p>



<p>BoJo non avrà il profilo né l’immagine del grande statista o del salvatore della patria, ma comunque ha carisma da vendere e in tasca due grandi vittorie: la Brexit e il successo della campagna vaccinale contro il Covid.</p>



<p>Se Liz Truss non riuscirà a riemergere dalla Palude Stigia in cui è affondata, facendo affondare con sé anche la Sterlina, non ci vorrà molto per scoprire cosa farà Johnson per Natale.</p>
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		<title>Brexit, i conservatori ribelli tramano per un nuovo referendum</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/brexit-conservatori-referendum.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2019 18:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il negoziato per la Brexit si sta trasformando in una vera e propria corsa contro il tempo. Il 29 marzo è infatti la data limite entro la quale il governo capeggiato da Theresa May è chiamato a trovare un accordo con Bruxelles sui termini di uscita dall&#8217;Unione europea. A distanza di appena un mese la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/brexit-conservatori-referendum.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il negoziato per la <strong>Brexit</strong> si sta trasformando in una vera e propria corsa contro il tempo. Il 29 marzo è infatti la data limite entro la quale il governo capeggiato da <strong>Theresa May</strong> è chiamato a trovare un accordo con Bruxelles sui termini di uscita dall&#8217;Unione europea. A distanza di appena un mese la strada è però più che in salita.</p>
<p>L&#8217;Irlanda del Nord blocca la Brexit</p>
<p>Il negoziato sembra entrato in una fase di pieno stallo dopo che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/brexit-lora-verit-parlamento-vota-sullaccordo-lue-1629434.html">lo scorso 15 gennaio</a> la Camera dei Comuni britannica ha rigettato con la maggioranza dei voti l’accordo che Theresa May aveva raggiunto dopo mesi di trattative con Bruxelles. Uno dei nodi principali che congela l&#8217;accordo sulla sponda britannica è <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/brexit-irlanda-nord-confine/">il futuro dell’Irlanda del Nord</a>.</p>
<p></p>
<p>Un’inchiesta della <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bbc.com/news/uk-northern-ireland-politics-44615404">Bbc</a></em> dello scorso dicembre aveva infatti rivelato come secondo i termini stabiliti tra Bruxelles e Londra, in caso di mancato accordo, e quindi di hard Brexit, l’<strong>Irlanda del Nord</strong> avrebbe continuato a far parte dell&#8217;unione doganale europea. Insomma, sembra che i principali ostacoli al processo di uscita della Gran Bretagna dall’Ue provengano dall&#8217;interno.</p>
<p>Il Parlamento britannico boccia ancora Theresa May</p>
<p>Giovedì scorso, questo trend è stato confermato. Il Parlamento britannico si è infatti nuovamente espresso in maniera contraria, 303 voti contro 258, al nuovo piano negoziale presentato da May in vista dell’ultimo appuntamento con Bruxelles. Il voto non è vincolante, la premier britannica potrà comunque procedere con il negoziato, ma tale voto potrà certamente rappresentare una  delegittimazione in momento delicatissimo.</p>
<p></p>
<p>L’Unione europea potrebbe essere disposta a concedere qualche piccola modifica sui termini dell’accordo, a condizione però che May abbia la certezza assoluta di una <strong>maggioranza</strong> favorevole in Parlamento. Il voto dimostrerebbe il contrario. Anzi, sembrerebbe che le principali perplessità sulla Brexit abbiano acquisito ormai una natura trasversale all&#8217;interno del Parlamento britannico.</p>
<p>Ora anche i conservatori sono scettici sulla Brexit</p>
<p>Secondo alcune indiscrezioni raccolte dalla <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bbc.com/news/uk-politics-47326675">Bbc</a></em> l&#8217;ipotesi di un nuovo referendum, in caso di mancato accordo, sta diventando un’idea condivisa non solo tra i laburisti. In particolare sembra essere sotto gli occhi dei riflettori la fazione dei conservatori chiamata “<strong>Brexit delivery Group</strong>”, una cinquantina di parlamentari sulla carta fedeli a Theresa May, ma assolutamente contrari a qualsiasi ipotesi di hard Brexit. Ecco è proprio tra questi 50, che secondo la <em>Bbc</em> si troverebbero quei parlamentari con il loro piano “B”.</p>
<p></p>
<p>Esisterebbe addirittura un emendamento già pronto nel caso di mancato accordo con Bruxelles che vedrebbe sostegno trasversale tra laburisti e il gruppo di conservatori “ribelli”. In questo emendamento si propone una posticipazione sulla data della Brexit, ad oggi fissata al 29 marzo, e aprire così a qualsiasi altra ipotesi per scongiurare un’uscita “hard”. È questo dunque il primo caso di apertura dei conservatori alla possibilità di un secondo referendum che, <em>de facto</em>, annullerebbe l’esito del 2016.</p>
<p>Mettere indietro le lancette della storia non è però mai semplice, anche perché nel frattempo l’Europa è cambiata e si appresta ad affrontare delle elezioni che, con tutta probabilità, ne cambieranno struttura e obiettivi. I sostenitori di un nuovo referendum sono così sicuri che, in caso di vittoria del <em>remain</em>, la nuova Europa (forse populista) potrà essere pronta ad accogliere a braccia aperte il figliol prodigo pentito? L’incertezza ora regna sovrana. In ogni caso il negoziatore sulla Brexit incaricato da Bruxelles, Michel Barnier, <a href="https://www.theguardian.com/politics/2019/jan/15/theresa-may-loses-brexit-deal-vote-by-majority-of-230">ha recentemente dichiarato</a> che le possibilità di un “no deal” sono altissime. Ad oggi, quindi, l&#8217;hard Brexit resta lo scenario più probabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/brexit-conservatori-referendum.html">Brexit, i conservatori ribelli tramano per un nuovo referendum</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Queen Elizabeth imbarcherà caccia Usa nella sua prima missione</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-queen-elizabeth-imbarchera-caccia-usa-nella-sua-prima-missione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2019 14:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[f35]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei Queen Elizabeth]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La portaerei britannica Hms Queen Elizabeth imbarcherà caccia americani nella sua prima missione operativa. Il nuovo vettore aeronavale nel Regno Unito è pronto a salpare alla volta del Pacifico, dopo aver accelerato il raggiungimento della completa operatività. Data la mancanza di una sua componente aerea porterà sul ponte un gruppo imbarcato misto di F-35 B &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-queen-elizabeth-imbarchera-caccia-usa-nella-sua-prima-missione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La portaerei britannica <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/gran-bretagna-pronta-inviare-portaerei-corea-del-nord/">Hms Queen Elizabeth</a></strong> imbarcherà caccia americani nella sua prima missione operativa. Il nuovo vettore aeronavale nel Regno Unito è pronto a salpare alla volta del Pacifico, dopo aver accelerato il raggiungimento della completa operatività. Data la mancanza di una sua componente aerea porterà sul ponte un gruppo imbarcato misto di<strong> F-35 B </strong>americani e inglesi. </p>
<p>Ad annunciarlo è stato il segretario della Difesa britannico <strong>Gavin Williamson</strong>,che questa settimana ha reso noto che la più imponente nave che la Royal Navy abbia mai posseduto è pronta per la sua<strong> prima missione operativa</strong>, che la vedrà impegnata anche in un pattugliamento dell&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong> &#8211; come più e più volte era stato paventando nei momenti di massima tensione internazionale che vedevano come protagonisti regionali la <strong>Corea del Nord</strong> e la <strong>Cina</strong>.</p>
<p></p>
<p>Per questa missione la Queen Elizabeth, che evidentemente non dispone ancora di un numero sufficiente di piloti addestrati ai jet di quinta generazione Lightning II inquadrati del Fleet Air Arm (la componente aerea del Rn), accoglierà un gruppo aereo misto di due &#8220;squadron&#8221;, composti in maggioranza di caccia americani provenienti dalla forza aerea del Us Marine Corps. &#8220;La prima missione operativa di Hms Queen Elizabeth includerà il <strong>Mediterraneo</strong>, il <strong>Medio Oriente</strong> e il Pacifico&#8221; proiettando la potenza del Regno Unito nei mari più &#8220;caldi&#8221; del globo. </p>
<p>È proprio nelle acque al centro delle tensioni internazionali come il Mar Cinese Meridionale, dove <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-marina-americana-invia-un-segnale-alla-cina-esercitazioni-a-largo-delle-paracelso/">la Marina degli Stati Uniti continua a condurre operazioni intese a rivendicare la libertà di navigazione</a> rispetto alle prevaricazioni cinesi che reclamano la giurisdizione di isole e tratti di mare, che la Difesa britannica vuole portare il suo <strong>&#8220;hard power&#8221;</strong>, tornando <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/londra-riacquisisce-lo-status-di-potenza-nei-mari/">una grande potenza dei mari</a> dopo diversi anni che hanno visto la mancanza di una portaerei nella flotta. Secondo quanto dichiarato dal generale britannico Sir Richard Barrons, molti stati ha iniziato ad adottare, rispetto ai due decenni precedenti, &#8220;un approccio aggressivo e bellicoso nelle relazioni internazionali&#8221;, &#8220;La politica giusta che il Regno Unito dovrebbe intraprendere è quella di assumersi parte delle responsabilità, insieme agli alleati, nel tentativo di far rispettare l&#8217;ordine internazionale basato sulle regole: la Queen Elizabeth e le Jsf è probabilmente il modo giusto per iniziare a farlo&#8221;. Queste le motivazioni alla base della scelta di inviare subito il vettore ad incrociare nelle acque teatro di tensioni internazionali.</p>
<p>La Portaerei</p>
<p>La Hms (<em>Her Majesty&#8217;s Ship</em>)<a href="https://www.royalnavy.mod.uk/queenelizabeth"> Queen Elizabeth</a> (R08) è un vettore aeronavale classe &#8220;Queen Elizabeth&#8221; lungo 280 metri, con 65mila tonnellate di dislocamento e la capacità di trasportate 40 jet a decollo Stovl F-35B e il pari numero di elicotteri AgustaWestland Merlin Mk2 e Mk3 per la guerra sottomarina. La peculiarità distintiva della portaerei, a differenza di tutte le precedenti, è quella di avere sul ponte dotato di <em>sky-jump</em> due diverse torri di comando: una destinata al controllo della nave, l&#8217;altra al controllo delle operazione per gli aeromobili imbarcati. Costata ai contribuenti oltre 3 miliardi di sterline, porterà con se un equipaggio di mille uomini tra marinai, piloti, avieri, e royal marines. Il suo motto è &#8220;Semper Eadem&#8221;, il comando è affidato al Commodoro Jerry Kyd, che è stato in precedenza comandante delle portaerei britanniche<i>Ark Royal</i> e <i>Illustrious</i>. La portaerei, secondo le stime iniziali, avrebbe dovuto raggiugnere l&#8217;operatività nel 2020/21, ma evidentemente le crisi internazionali e la necessità del Regno Unito di giocare il un ruolo di potenza sullo scacchiere globale hanno fatto si che un&#8217;accelerazione nei progetti rendesse possibile il suo impiego già nella seconda metà del 2019.</p>
<p></p>
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		<title>Sas colpite dal politicamente corretto: &#8220;Via il teschio, è nazista&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sas-colpite-dal-politicamente-corretto-il-teschio-che-indica-una-vittoria-e-troppo-nazi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2019 10:24:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Forze speciali britanniche]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4074957.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4074957.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4074957-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4074957-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4074957-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Troppo simili alle &#8220;teste di morto&#8221; indossate delle SS naziste, lo Stato Maggiore britannico vieta allo Special Air Service di applicare il distintivo con il teschio che celebra la loro prima uccisione avvenuta in missione. Fermento nella leggendaria unità d&#8217;élite al servizio di Sua Maestà. Qualcuno potrà reputarla una consuetudine macabra, ma nelle forze armate è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/sas-colpite-dal-politicamente-corretto-il-teschio-che-indica-una-vittoria-e-troppo-nazi.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4074957.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4074957.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4074957-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4074957-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4074957-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Troppo simili alle &#8220;teste di morto&#8221; indossate delle SS naziste, lo Stato Maggiore britannico vieta allo Special Air Service di applicare il distintivo con il<strong> teschio </strong>che celebra la loro prima uccisione avvenuta in missione. Fermento nella leggendaria unità d&#8217;élite al servizio di Sua Maestà.</p>
<p>Qualcuno potrà reputarla una consuetudine macabra, ma nelle forze armate è sempre stato praticato <strong>il rito di mostrare una &#8220;vittoria&#8221; </strong>o un risultato ottenuto in missione; e i Sas. , come i Navy Seal americani, spesso impiegati in missioni ad altissimo rischio oltre le linee nemiche nella lotta al terrorismo, avevano scelto di applicare alla loro tenuta da combattimento il teschio simbolo di<strong> &#8220;The Punisher&#8221;</strong>, personaggio super eroe della Marvel.</p>
<p></p>
<p>La decisione è stata motivata dal fatto che indossare distintivi con il teschio farebbe tornare alla memoria <strong>il famoso &#8220;Totenkopf&#8221;</strong> delle truppe scelte di Hitler, l&#8217;emblema con la testa di morto dei tempi del Kaiser che spiccava sulla mostrina destra delle Waffen-SS e dei carristi delle Panzer-Division, oltre che sui berretti delle temibili Schutzstaffel.</p>
<p>Ai soldati di questa forza speciale, spesso veterani di Iraq, Afghanistan e Siria, è stato spiegato che il simbolo è troppo simile a quello indossato dai nazisti, per tanto è stato deciso di vietarlo nonostante il significato importante che può rappresentate per i membri del reggimento. La decisione sarebbe stata ponderata in seguito alla visita presso la base del G-squadron nell&#8217;Herefordshire di alcuni funzionari militari che hanno notato questi simboli. Come riporta il quotidiano britannico <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-6662471/Army-bosses-order-SAS-troops-stop-wearing-skull-badges-celebrating-kill-operations.html">Daily Mail</a></em> , l&#8217;ex sergente del servizio aereo speciale Trevor Coult, veterano dell&#8217;Iraq insignito della croce al valore, ha bollato la decisione come &#8220;ridicola&#8221;,&#8221;un&#8217;assurdità politicamente corretta&#8221;.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;usanza di applicare una <em>patch</em> con il teschio del &#8220;Punitore&#8221; sarebbe stata abbracciata dal Sas dopo aver operato fianco a fianco con i Seal in Iraq: altra unità d&#8217;élite che ha l&#8217;abitudine di marcare la prima uccisione in missione apponendo sull&#8217;equipaggiamento il teschio stilizzato. Lo stemma di fantasia disegnato per il fumetto Marvel, il cui protagonista è un ex veterano dei Marine (Frank Castle) che diventa un &#8220;vendicatore mascherato&#8221; in seguito all&#8217;omicidio della sua famiglia, è estremamente diverso dal simbolo utilizzato dal Terza divisione Panzer &#8220;<a href="http://www.storiediguerra.eu/2015/10/21/lorigine-delle-teste-di-morto-portate-dalla-ss-di-hitler/">Totenkopf</a>&#8221; e dalle SS combattenti e non combattenti &#8211; ma destinate ai campi di concentramento e all&#8217;espletazione di pratiche inerenti all&#8217;abominevole &#8220;Soluzione finale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci è stato detto che potrebbe essere sconvolgente per altre unità e irrispettoso verso le forze nemiche&#8221;, hanno commentato alcuni operatori dello Special Air Service; che hanno anche spiegato che &#8220;non tutti scelgono di indossare il distintivo del teschio dopo un&#8217;uccisione in combattimento&#8221;, poiché nonostante rappresenti il &#8220;vanto&#8221; di aver portato a termine una missione audace, simboleggia comunque l&#8217;uccisione di uomo. Il progressismo ormai è questione che tocca anche le forze speciali. Eppure un tempo allo Stato Maggiore della Royal Air Force e al 10 di Downing Street erano ben contenti di vedere tante croci &#8220;naziste&#8221; dipinte sulle carlinghe dei propri aeri da caccia: significava che la Gran Bretagna stava vincendo la guerra.</p>
<p></p>
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		<title>Il piano dell&#8217;Ue per la Brexit: asse con Corbyn per far fuori la May</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ue-brexit-corbyn.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2019 10:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1347" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_1365863.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_1365863.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_1365863-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_1365863-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_1365863-1024x718.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La data fatidica della Brexit si avvicina. E il &#8220;no deal&#8221;, cioè l&#8217;uscita senza accordo del Regno Unito dall&#8217;Unione europea, appare sempre più probabile. Un&#8217;ipotesi che nessuno vorrebbe vedere realizzata: né a Londra né a Bruxelles. E per questo Theresa May sta cercando in tutti i modi di far sì che l&#8217;accordo con l&#8217;Ue possa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ue-brexit-corbyn.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1347" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_1365863.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_1365863.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_1365863-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_1365863-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_1365863-1024x718.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La data fatidica della <strong>Brexit</strong> si avvicina. E il &#8220;no deal&#8221;, cioè l&#8217;uscita senza accordo del Regno Unito dall&#8217;Unione europea, appare sempre più probabile. Un&#8217;ipotesi che nessuno vorrebbe vedere realizzata: né a Londra né a Bruxelles. E per questo <strong>Theresa May</strong> sta cercando in tutti i modi di far sì che l&#8217;accordo con l&#8217;Ue possa essere cambiato per farlo accettare sia ai Paesi dell&#8217;Unione europea sia alla sua maggioranza. Ma è un tentativo molto difficile. Da una parte, i parlamentari ribelli non vogliono accettare un accordo che non abbia garanzie sufficienti sull&#8217;<strong>Irlanda del Nord</strong> e la questione <em>backstop</em>. Dall&#8217;altra parte, da parte dell&#8217;Unione europea non c&#8217;è alcun desiderio di modificare l&#8217;intesa raggiunta con estrema fatica in questi mesi.</p>
<p>In questa situazione di per sé estremamente complessa, la premier May si presenta in una condizione di profonda debolezza. In queste settimane, dalla Camera dei Comuni sono giunte diverse bocciature. L&#8217;ultima, questa settimana, ha palesato l&#8217;assoluta incapacità del primo ministro di avere una maggioranza solida in grado di farla presentare a <strong>Bruxelles</strong> con una credibilità dal punto di vista contrattuale. E l&#8217;idea che circola in queste ore nelle cancellerie europee è che il primo ministro britannico non abbia più alcuna forza per imporre modifiche all&#8217;accordo con l&#8217;Europa. Idea che tutto sommato piace a molti vertici dell&#8217;Unione europea, ma che rappresenta un&#8217;arma a doppio taglio: la minaccia del <em>no deal</em> rischia di diventare una realtà.</p>
<p></p>
<p>Così, i vertici europei hanno iniziato a spiccare il volo per provare a costruire un asse con Londra in grado di scavalcare la May e raggiungere un accordo. E per farlo, hanno convocato il leader dell&#8217;opposizione, <strong>Jeremy Corbyn</strong>, direttamente a Bruxelles. Il capo del Labour, la prossima settimana, incontrerà nella capitale belga il capo negoziatore dell&#8217;Unione europea,<strong> Michel Barnier</strong>, e molto probabilmente il coordinatore alla Brexit dell&#8217;Europarlamento, <strong>Guy Verhofstadt</strong>. Probabilmente insieme a Roberto Gualtieri ed Elmar Brok.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/politics/2019/feb/14/corbyn-to-hold-brexit-talks-with-barnier-and-verhofstadt-next-week">Secondo il <em>Guardian</em></a>, la missione di Corbyn sarebbe quella di premere sulla May affinché accetti l&#8217;ipotesi di lasciare la Gran Bretagna nell&#8217;unione doganale dopo l&#8217;uscita dall&#8217;Unione europea. Un&#8217;ipotesi che da sempre viene vista con favore dai laburisti che puntano a non rovesciare del tutto la Brexit ma fare in modo che sia sostanzialmente resa, se non inefficace, almeno il più innocua possibile. Una Brexit soft, molto simile al <strong>modello norvegese</strong>, e che Corbyn sta provando in tutti i modi a far accettare dal Parlamento. </p>
<p></p>
<p>Come riporta <em>Repubblica</em>, i rappresentanti dell&#8217;Unione europea &#8220;domanderanno al leader del Labour se abbia davvero la volontà di andare fino in fondo con il suo piano che punta alla permanenza nell&#8217;Unione doganale europea &#8211; modo per aggirare l&#8217;impasse sul backstop &#8211; oppure se si tratti solo di una mossa tattica per far cadere May in patria. E ancora, nel primo caso se tutto il partito, che conta diversi esponenti contrari alla Brexit, sarebbe pronto a sostenerlo&#8221;. I laburisti giurano che non si tratti di un endorsement ufficiale di Bruxelles a Corbyn. Ma è evidente che questa mossa serva sia per premere sulla May sia per preparare il terreno in caso di prossime elezioni, che potrebbero premiare i laburisti.</p>
<p>Una mossa che però, paradossalmente, potrebbe portare anche a un secondo effetto: il rafforzamento della premier May. Il fatto che l&#8217;Unione europea voglia discutere con il leader del centrosinistra britannico per persuadere il governo, non piace a nessuno nel lato dei conservatori. Nemmeno ai Tories ribelli che hanno bocciato l&#8217;accordo fra Londra e Bruxelles. Tanto che molti preferiscono, loro malgrado, l&#8217;intesa voluta dal primo ministro piuttosto che vedere un accordo sostenuto dall&#8217;opposizione e che travalichi la maggioranza <em>conservative</em>.</p>
<p></p>
<p>E questo anche perché l&#8217;eventuale unione doganale priverebbe Londra della possibilità di accordi commerciali con le potenze extra Ue interessate a stringere negoziati con Londra: Cina e Stati Uniti in primis. Ieir, il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> ha detto di avere tutto l&#8217;interesse ad aumentare l&#8217;interscambio con il Regno non appena sarà conclusa la Brexit. Ed è per questo che molti Tories, legati alla <em>special relationship</em> con l&#8217;altra sponda dell&#8217;Atlantico, non vogliono marce indietro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ue-brexit-corbyn.html">Il piano dell&#8217;Ue per la Brexit: asse con Corbyn per far fuori la May</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Europa non accoglie i cristiani perseguitati in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/l-europa-non-accoglie-i-cristiani-perseguitati-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 18:29:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="700" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1467275532-cristiani-siria-1024x700-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1467275532-cristiani-siria-1024x700-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1467275532-cristiani-siria-1024x700-1-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1467275532-cristiani-siria-1024x700-1-768x525.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Una guerra, quella in Siria, che inizia ad occupare più i libri di storia che le pagine dell&#8217;attualità. Oramai i dubbi principali riguardano per la verità lo status delle regioni in mano alle forze filo curde dell&#8217;Sdf e la provincia di Idlib. Ma il conflitto sembra perdere intensità sotto il profilo militare, anche se le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/l-europa-non-accoglie-i-cristiani-perseguitati-in-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="700" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1467275532-cristiani-siria-1024x700-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1467275532-cristiani-siria-1024x700-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1467275532-cristiani-siria-1024x700-1-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1467275532-cristiani-siria-1024x700-1-768x525.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>Una guerra, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/">quella in Siria</a>, che inizia ad occupare più i libri di storia che le pagine dell&#8217;attualità. Oramai i dubbi principali riguardano per la verità lo status delle regioni in mano alle forze filo curde dell&#8217;<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/cosa-sono-le-milizie-ypg/">Sdf </a>e la provincia di <strong>Idlib</strong>. Ma il conflitto sembra perdere intensità sotto il profilo militare, anche se le sue conseguenze in Siria ed in medio oriente sono destinate a produrre importanti effetti ancora per anni. Tra tutte, <strong>emerge la situazione dei cristiani</strong>: essi nel paese sono sempre di meno e, soprattutto, sempre più vulnerabili. </p>
<p>&#8220;I cristiani adesso sono solo il 2%&#8221; </p>
<p>Nei giorni scorsi a lanciare l&#8217;allarme è il cardinale <strong>Mario Zenari</strong>, nunzio apostolico in Siria: &#8220;Prima del conflitto, i cristiani in Siria costituiscono il 10% della popolazione e vivono in maniera piuttosto integrata&#8221;. Adesso, secondo il rappresentante del Vaticano a Damasco, il numero dei cristiani in Siria rappresenta soltanto il 2% della popolazione. Si rischia, di fatto, la fine della comunità cristiana in uno dei paesi dove i non musulmani hanno potuto vivere in condizioni adeguate ed anzi dove la stessa comunità è tra le principali artefici della nascita del moderno Stato siriano. Il problema non riguarda soltanto le zone occupate dall&#8217;Isis dal 2014 al 2017. Lì il califfato pone in essere in quegli anni una feroce persecuzione contro i cristiani, molti dei quali vengono uccisi oppure costretti a rifugiarsi in altre zone della Siria. Ma anche in quelle parti del paese dove l&#8217;Isis non mette piede, la situazione non va meglio.</p>
<p>Questo perchè inizia ad esserci una certa <strong>diffidenza</strong> ed una<strong> non indifferente paura</strong> nel rimanere in Siria. Aleppo, Homs e Damasco per anni rimangono sotto la concreta minaccia jihadista e con diversi quartieri occupati da miliziani islamisti. In quelle condizioni vivere normalmente per i cristiani è certamente impossibile. Da qui la fuga verso l&#8217;estero, Libano su tutti. Ma proprio in relazione al massiccio esodo dei cristiani verso altri paesi, emergono altri dati importanti: l&#8217;Europa sembra non volerli accogliere. </p>
<p>L&#8217;emblema del caso inglese</p>
<p>Trovare rifugio nel vecchio continente per un cristiano perseguitato in Siria o nel resto del medio oriente, durante gli anni più bui della presenza del califfato sembra impossibile. <strong>Il caso diventa politico in Gran Bretagna</strong>, dove alcuni dati dimostrano come, quasi paradossalmente, il numero dei cristiani ospitati è esiguo rispetto alla complessità del problema. Ad esempio, nel 2017 il governo di Londra accoglie le domande di asilo da parte di 4.850 siriani.<strong> Di questi, solo 11 sono cristiani</strong>. La Gran Bretagna è lo stesso paese, per rimanere in tema, che decide di non accogliere <strong>Asia Bibi</strong>, ossia la donna pachistana accusata di blasfemia e minacciata di morte anche dopo la sua liberazione. Lei adesso dovrebbe andare in Canada, il foreign office di Londra dichiara pericoloso per le proprie sedi diplomatiche e per la sicurezza accogliere la ragazza cristiana. Questo la dice lunga sul clima che si respira sotto questo fronte in Gran Bretagna: per un cristiano, chiedere asilo è più difficile. A Londra come, del resto, anche in altri paesi del vecchio continente.</p>
<p></p>
<p>Quello britannico è un caso emblematico in quanto, proprio pochi giorni fa, il ministro degli esteri <strong>Jeremy Hunt</strong> lancia una sorta di mea culpa: &#8220;Tra tutte le persone perseguitate per la loro fede nel mondo &#8211; <a href="https://www.theguardian.com/world/2019/jan/30/hunt-postcolonial-guilt-hindering-fight-against-christian-persecution">dichiara il titolare della diplomazia del Regno Unito</a> &#8211; l&#8217;80% sono cristiani. Il nostro retaggio coloniale ed i nostri sensi di colpa relativi al periodo coloniale hanno impedito al paese di fare abbastanza per proteggere i cristiani&#8221;. Un&#8217;ammissione ed un passo indietro che confermano politicamente la portata dei numeri sulla Siria sopra elencati. Hunt a dicembre ha già dato incarico al vescovo<strong> Philip Mounstephen</strong> di guidare una commissione incaricata di fare luce sui casi di persecuzione religiosa nel mondo e, in particolare, sulla situazione dei cristiani. </p>
<p>Per quanto riguarda la Siria, la speranza è che con un conflitto meno intenso e con le principali città tornate sotto il controllo del governo, adesso i tanti cristiani fuggiti possano tornare. Ma è chiaro che l&#8217;ammissione di Londra sulla tutela dei cristiani deve suonare, oggi più che mai, come un campanello d&#8217;allarme sulla paradossale discriminazione dei cristiani che chiedono rifugio nel vecchio continente. </p>
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		<title>Adesso i laburisti aprono  a un altro referendum sulla Brexit</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/adesso-laburisti-aprono-un-altro-referendum-sulla-brexit.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 17:02:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ora è ufficiale: il partito laburista inglese apre, per la prima volta, alla possibilità di indire un secondo referendum sulla Brexit. Secondo il maggior partito di opposizione, infatti, la Camera dei Comuni dovrebbe essere messa nelle condizioni di decidere se votare per una seconda consultazione popolare. La proposta è contenuta in un emendamento al cosiddetto “piano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-laburisti-aprono-un-altro-referendum-sulla-brexit.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Ora è ufficiale: il partito laburista inglese apre, per la prima volta, alla possibilità di indire un secondo referendum sulla <strong>Brexit</strong>. Secondo il maggior partito di opposizione, infatti, la Camera dei Comuni dovrebbe essere messa nelle condizioni di decidere se votare per una seconda consultazione popolare. La proposta<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/politics/2019/jan/21/labour-calls-for-vote-in-commons-on-holding-second-referendum"> è contenuta in un emendamento</a> al cosiddetto “piano B” per la Brexit della premier <strong>Theresa May</strong>.</p>
<p>La proposta, frutto di un compresso all’interno del partito britannico, è arrivata un po’ a sorpresa, sebbene, come scrive <em>Repubblica</em>, la direzione del <strong>Labour</strong> non sarà obbligata a seguire pedissequamente l’eventuale approvazione di un secondo referendum da parte della Camera, ma deciderà in base alle condizioni politiche del momento.</p>
<p>La mozione, <a href="http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2019/01/22/brexit-ue-londra-chiarisca-intenzioni-al-piu-presto_f30e0b49-9a63-4d9c-8b5a-0793d2a13597.html">riporta l’<em>Ansa</em>, </a>presentata direttamente dal leader del Labour, Jeremy Corbyn, propone di verificare l&#8217;esistenza di una maggioranza trasversale a <strong>Westminster</strong> su vari scenari: da quello sostenuto in prima battuta dallo stesso Corbyn di una Brexit più soft che lasci il Regno all&#8217;interno dell&#8217;unione doganale e con legami forti con il mercato unico; fino appunto a quella di un nuovo voto popolare in grado in teoria di rimettere in discussione l&#8217;uscita dall’Ue.</p>
<p>Il piano Labour per la Brexit</p>
<p>Inoltre, come spiega il <a style="color: #0000ff" href="https://www.theguardian.com/politics/2019/jan/21/labour-calls-for-vote-in-commons-on-holding-second-referendum"><em>Guardian</em></a>, il piano Brexit alternativo del partito sarebbe oggetto di una votazione separata se l&#8217;emendamento venisse portato avanti e propone per l&#8217;appunto che il Regno Unito rimanga in un&#8217;unione doganale <strong>post-Brexit</strong> con l’Unione Europea e abbia una forte relazione con il mercato unico. I diritti dei cittadini e gli standard dei consumatori sarebbero armonizzati con quelli dell’Ue.</p>
<p>In merito, il leader del Labour <strong>Jeremy Corbyn</strong> ha dichiarato: &#8220;Il nostro emendamento consentirà ai parlamentari di votare diverse opzioni per porre fine a questa situazione di stallo della Brexit e prevenire il caos di un no-deal. È tempo che il piano alternativo del Labour faccia centro, mantenendo tutte le opzioni sul tavolo, compresa l&#8217;opzione di un voto pubblico”. L’equilibrismo di Corbyn, tuttavia, non è servito a placare le tensioni interne del partito dato che almeno una settantina di parlamentari continuano a fare pressioni sul leader affinché supporti, in maniera netta, un secondo referendum &#8211; nonostante questa prima apertura. </p>
<p>Ue: “Londra chiarisca al più presto”</p>
<p>Nel frattempo, <strong>Bruxelles</strong> si aspetta delle risposte celeri da Londra. L’<em>Ansa</em> riporta le dichiarazioni del portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas: “Continuiamo a seguire molto da vicino il dibattito parlamentare nel Regno Unito. Sollecitiamo Londra a chiarire le proprie intenzioni. Non abbiamo niente altro da dire da Bruxelles, perché non c&#8217;è niente di nuovo dal Regno Unito&#8221;.<br /> <br />&#8220;In caso di una Brexit senza accordo, in <strong>Irlanda</strong> ci sarebbero barriere fisiche&#8221;, ha detto il portavoce, spiegando che l&#8217;Ue ha intensificato i preparativi per un divorzio senza intesa, e che il segretario generale è impegnato nel tour delle capitali con questo obiettivo. </p>
<p>L’ex ministro Osborne: “Inaccettabile il no deal”</p>
<p>L&#8217;ex ministro delle finanze conservatore <strong>George Osborne</strong> ha sottolineato che ci sono dei &#8220;problemi fondamentali&#8221; con ciò che è stato promesso al popolo britannico durante la campagna referendaria sulla Brexit del 2016. “Penso che non sia accettabile che questo Paese, il mio Paese, lasci l&#8217;Unione europea senza un accordo” <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.express.co.uk/news/uk/1076288/Brexit-news-UK-EU-Theresa-May-George-Osborne-no-deal-latest-today-referendum">ha spiegato a <em>Bloomberg</em></a>. “Questo è un grosso shock per l&#8217;economia britannica e, in effetti, per l&#8217;economia europea. Fa enormi danni a lungo termine nel Regno Unito e non è il modo in cui una nazione avanzata dovrebbe comportarsi”.</p>
<p>Dal Forum economico mondiale di Davos <strong>Hendrik du Toit</strong>, amministratore delegato della South African Bank, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.telegraph.co.uk/business/2019/01/22/politicians-must-deliver-brexit-risk-corrupting-democracy-banking/">ha dichiarato</a> che è fondamentale che i politici britannici rispettino il risultato del referendum del 2016, altrimenti rischierebbero di minare la democrazia. &#8220;Se il tuo popolo vota per qualcosa e tu non glielo dai, questo corrompe la democrazia. Ovviamente devi darlo in modo responsabile e sostenibile” ha osservato. </p>
<p>Per l&#8217;ex candidato repubblicano alla Casa Bianca <strong>Patrick J. Buchanan</strong>, lo stallo è una vittoria delle élite &#8220;rispetto alla volontà espressa del popolo britannico&#8221;. Inorridite dal voto sulla Brexit, scrive su <a href="https://www.theamericanconservative.com/buchanan/when-democracy-fails-to-deliver/"><em>the American Conservative</em></a>, &#8220;queste élite hanno giocato una partita d&#8217;attesa, seminando il panico e lanciando avvertimenti su ciò che potrebbe accadere per riconsiderare e invertire il voto democratico&#8221;. Tra <em>Brexiters</em> e <em>Remainers</em>, il futuro del Regno Unito è tutto fuorché all&#8217;insegna della chiarezza. La volontà degli elettori britannici verrà rispettata?</p>
<p></p>
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		<title>Un&#8217;autobomba esplode a Derry E ora l&#8217;Irlanda del Nord ha paura</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/derry-bomba-attentato-irlanda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2019 07:05:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[derry]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Ira]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda del Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537-768x466.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537-1024x621.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Un&#8217;autobomba esplode a Derry. E in Irlanda del Nord torna l&#8217;incubo delle violenze. Uno spettro che continua ad aleggiare in tutto il Regno Unito e che si pensava dovesse scomparire del tutto. Ma il caos sulla Brexit ha di nuovo reso &#8220;vivo&#8221; il ricordo di morti, arresti e attentati che hanno sconvolto l&#8217;Irlanda e la Gran Bretagna &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/derry-bomba-attentato-irlanda.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/derry-bomba-attentato-irlanda.html">Un&#8217;autobomba esplode a Derry E ora l&#8217;Irlanda del Nord ha paura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537-768x466.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537-1024x621.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Un&#8217;autobomba esplode a <strong>Derry</strong>. E in<strong> Irlanda del Nord</strong> torna l&#8217;incubo delle violenze. Uno spettro che continua ad aleggiare in tutto il Regno Unito e che si pensava dovesse scomparire del tutto. Ma il caos sulla <strong>Brexit</strong> ha di nuovo reso &#8220;vivo&#8221; il ricordo di morti, arresti e attentati che hanno sconvolto l&#8217;Irlanda e la Gran Bretagna per molti decenni.</p>
<p>La dinamica dell&#8217;attentato è stata questa. Due uomini hanno rubato un camioncino per il trasporto pizza intorno alle 18 di sabato. Poi, l&#8217;hanno lasciato alle 19:23 di fronte al <strong>tribunale</strong> di Derry, nel centro della città. Mezz&#8217;ora più tardi, intorno alle 20, i due uomini l&#8217;hanno fatto esplodere, in un&#8217;area fra l&#8217;altro piena di pub e negozi e con molti edifici pieni di persone, fra cui un centro anziani e un albergo. Poco prima della deflagrazione, una telefonata ha avvertito la polizia nord-irlandese. Ed è solo grazie a quella telefonata che si è evitata una tragedia che poteva trasformare il sabato sera di Derry (o Londonderry per gli unionisti) in una notte di sangue.</p>
<p></p>
<p>Ma questo non deve far credere a un ripensamento dei terroristi. In realtà,. il fatto di telefonare prima dello scoppio della bomba era una strategia usata già ai tempi dell&#8217;Ira, la<strong> Irish Republican Army</strong>. Durante i cosiddetti &#8220;troubles&#8221;, la polizia veniva avvertita prima della deflagrazione della bomba. Ed è per questo che gli investigatori dell&#8217;antiterrorismo britannico stanno mettendo gli occhi sulla formazione nota come &#8220;New Ira&#8221;, la fazione repubblicana che si è sempre opposta agli Accordi di pace del 1998.</p>
<p>La bomba non ha mietuto vittime. Ma la polizia non guarda con troppa serenità a quello che può avvenire in queste settimane.  Per gli investigatori, l&#8217;autobomba innescata per le vie di Derry era un <strong>&#8220;dispositivo grezzo&#8221;</strong> e l&#8217;attentato è stato &#8220;incredibilmente spericolato&#8221;. Tuttavia, secondo il vice capo della polizia, Mark Hamilton &#8220;è stato un chiaro tentativo di uccidere&#8221; e ha continuato dicendo che &#8220;le persone sono state evacuate giusto in tempo, ma la bomba è detonata mentre stavamo lasciando l&#8217;area&#8221;, sottolineando di aver avuto solo 10 minuti fra la telefonata di avvertimento e l&#8217;esplosione. &#8220;La Nuova Ira, come la maggior parte dei gruppi repubblicani dissidenti nell&#8217;Irlanda del Nord, è piccola, in gran parte non rappresentativa e determinata a riportare la gente indietro dove non vuole tornare&#8221;, ha aggiunto.</p>
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<p>Ma è chiaro che il campanello d&#8217;allarme è risuonato per tutta l&#8217;Irlanda del Nord, giungendo fino a Londra. Il terrorismo irlandese, che ha per decenni insanguinato la regione di Belfast, può tornare a colpire. E la Brexit, con le sue incertezze sul <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/brexit-irlanda-nord-confine/">confine fra Eire e Ulster</a>, rischia di essere una miccia per far riesplodere violenze che si pensava di aver sepolto definitivamente nella memoria del popolo irlandese e britannico.</p>
<p>Tutta la politica dell&#8217;Irlanda del Nord si è compattata <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bbc.co.uk/news/uk-northern-ireland-46940667">per condannare l&#8217;attentato</a>. Il <strong>Sinn Féin</strong>, partito nazionalista irlandese, ha immediatamente dichiarato di dissociarsi da qualsiasi tipo di violenza, condannando il gesto. <strong>Arlene Foster</strong>, leader del Democratic unione party (Dup), partito unionista ultraconservatore nord-irlandese che partecipa alla maggioranza dell&#8217;esecutivo di Theresa May, ha invece parlato subito di un attentato terroristico. E anche il ministro degli Esteri della Repubblica di Irlanda, <strong>Simon Coveney</strong>, ha condannato &#8220;l&#8217;attacco terroristico con autobomba&#8221; affermando che &#8220;non c&#8217;è alcuna ragione o giustificazione possibile per tali atti di terrore, che cercano di far riprecipitare l&#8217;Irlanda del Nord nella violenza e nel conflitto&#8221;.</p>
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<p>Ma i rischi non sono pochi, e le città del confine iniziano a temere una nuova militarizzazione da parte di Londra. Nei giorni scorsi, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/brexit-irlanda-scozia-voto/">come scritto su questa testata</a>, è arrivato l&#8217;ordine da parte del governo di addestrare migliaia di poliziotti inglesi e scozzesi da inviare in Irlanda del Nord in caso di Brexit senza accordo. Una scelta strategica: si vuole evitare che in Irlanda del Nord siano inviati agenti nati e cresciuti nelle aree oggetto di violenza. E adesso il governo May sa che non può perdere tempo: l&#8217;Irlanda del Nord ribolle.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/derry-bomba-attentato-irlanda.html">Un&#8217;autobomba esplode a Derry E ora l&#8217;Irlanda del Nord ha paura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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