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	<title>governo Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 20 May 2022 20:36:56 +0000</lastBuildDate>
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	<title>governo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il nuovo governo di Macron conferma la svolta post-ideologica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-governo-di-macron-conferma-la-svolta-post-ideologica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2022 20:34:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Emmanuel Macron, dopo aver vinto le presidenziali francesi per la seconda volta consecutiva, ha incaricato il nuovo governo, che però potrà avere una durata più o meno lunga a seconda di quello che succederà nelle urne tra poche settimane. Due sono le questioni che possono balzare subito agli occhi. Anzitutto le tempistiche: l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo, rispetto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-governo-di-macron-conferma-la-svolta-post-ideologica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220520223329805_927af8d85bee51959c60e62884e56381-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Emmanuel Macron</strong>, dopo aver vinto le presidenziali francesi per la seconda volta consecutiva, ha incaricato il nuovo governo, che però potrà avere una durata più o meno lunga a seconda di quello che succederà nelle urne tra poche settimane. Due sono le questioni che possono balzare subito agli occhi.</p>
<p>Anzitutto le tempistiche: l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo, rispetto alla tradizione, ha impiegato davvero molto per procedere con l&#8217;indicazione dei ministri. Con buone probabilità, l&#8217;ex <em>enfant prodige</em> della politica d&#8217;Oltralpe ha voluto più possibile avvicinarsi in linea temporale alle <strong>legislative</strong>, consentendosi una mossa, tanto politica quanto comunicativa, a ridosso di un appuntamento elettorale importante per la tenuta dello stesso governo. Le elezioni avranno luogo in due turni, ossia il 12 ed il 19 giugno.</p>
<p><em>In secundis</em>, il leader de <em>La Reinassance</em> ha voluto, con la scelta dei capi di Dicastero, confermare uno spostamento dell&#8217;asse verso <strong>destra</strong>, avvalorando la tesi secondo cui il presidente della Repubblica francese sarebbe ormai un leader politico post-ideologico o comunque non etichettabile con un&#8217;identità progressista. La composizione della prossima Assemblea legislativa sarà fondamentale. E Macron, conti e previsioni alla mano, non deve badare tanto alla sua destra, dove Marine Le Pen, Eric Zemmour saranno più divisi che mai (mentre i parlamentari Repubblicani &#8211; vista anche la composizione di questo esecutivo &#8211; dovrebbero sostenere un esecutivo macroniano), ma alla sua sinistra, dove il cartello elettorale massimalista che è guidato da Jean Luc Mélenchon sembra davvero poter puntare alla maggioranza degli scranni parlamentari.</p>
<p>Il vertice della <em>France Insoumise</em> sta conducendo questa campagna elettorale domandando ai cittadini di eleggerlo premier. Il capo dell&#8217;esecutivo deve del resto contare sul consenso dell&#8217;<strong>Assemblea legislativa</strong>. Dipendesse da Macron, l&#8217;ipotesi coabitazione dovrebbe essere scongiurata e il governo appena stilato resterebbe in carica. Ma al momento non è escludibile che il prossimo governo della Francia sia collocabile, ideologicamente parlando, a sinistra. E che i nomi che stiamo per fare non ricoprano per molto tempo i ruoli assegnati. Premesso questo, diviene comunque utile elencare quante e quali scelte abbia messo in campo il presidente della Repubblica francese in questa fase così delicata.</p>
<p><strong>Elisabeth Borne</strong>, premier donna incaricata, dovrà soprattutto contare sui ministri che Macron aveva già individuato durante il primo mandato. Le rotture rispetto al passato riguardano due dicasteri specifici: quello dell&#8217;Energia e quello dell&#8217;Ecologia. In particolare, il dicastero dell&#8217;<strong>Ecologia</strong> è quello che il presidente francese ha promesso di rendere centrale, mentre cercava (e ci è riuscito) di convincere l&#8217;elettorato di Mélenchon a preferirlo alla Le Pen per il secondo turno. Amélie de Montchalin, una donna che, come ha specificato pure l&#8217;<em>Ansa</em>, è considerabile di destra si occuperà di Ecologia, mentre Agnès Pannier-Runacher, che è di sinistra, avrà il compito di gestire la materia energetica.</p>
<p>Passiamo ai ministeri centrali. Se il ministro dell&#8217;Interno e quello dell&#8217;Economia resteranno gli stessi, cambierà invece la persona delegata ad abitare gli uffici di quella che in Italia chiameremmo Farnesina: <strong>Catherine Colonna</strong>, che è una repubblicana, sarà il nuovo ministro degli Esteri. Il che rappresenta un altro segnale della analizzatissima svolta post-ideologica.</p>
<p>Una figura che sta animando il dibattito tra le parti è quella di <strong>Pap Ndiaye</strong>, che è divenuto il nuovo ministro dell&#8217;Educazione nazionale. Sappiamo quanto il dibattito sulle minoranze animi la politica francese, e conosciamo anche quanti e quali messaggi sulla presunta &#8220;sostituzione&#8221; abbia lanciato la destra transalpina nel corso dell&#8217;ultimo decennio. Ecco, Pap Ndiaye è il simbolo dell&#8217;impostazione contraria ai sostenitori della linea dura sull&#8217;immigrazione e non solo.</p>
<p>Questo esecutivo potrebbe avere il tempo di porre soltanto le basi o di lavorare per un lungo periodo di tempo: dipenderà dai cittadini francesi. La trasversalità, e quindi la post-ideologia, è comunque il trait d&#8217;union delle nomine che Macron ha ufficiliazzato.</p>
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		<title>Francia, il focolaio dell&#8217;Europa che l&#8217;Italia non controlla</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-il-focolaio-delleuropa-che-litalia-non-controlla.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2020 17:28:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Controlli-Covid-aeroporto-di-Roma-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Controlli Covid aeroporto di Roma (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Controlli-Covid-aeroporto-di-Roma-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Controlli-Covid-aeroporto-di-Roma-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Controlli-Covid-aeroporto-di-Roma-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Controlli-Covid-aeroporto-di-Roma-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La diffusione odierna dei contagi, con buone probabilità, dipende per lo più dai contatti delle persone con i territori che hanno un&#8217;incidenza virale superiore alla nostra. Si tratta dei cosiddetti casi d&#8217;importazione. Il governo, sino a questo momento, ha stretto rispetto ad alcune zone di mondo, predisponendo controlli sui viaggi di rientro e non che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-il-focolaio-delleuropa-che-litalia-non-controlla.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Controlli-Covid-aeroporto-di-Roma-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Controlli Covid aeroporto di Roma (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Controlli-Covid-aeroporto-di-Roma-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Controlli-Covid-aeroporto-di-Roma-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Controlli-Covid-aeroporto-di-Roma-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Controlli-Covid-aeroporto-di-Roma-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La diffusione odierna dei contagi, con buone probabilità, dipende per lo più dai contatti delle persone con i territori che hanno un&#8217;incidenza virale superiore alla nostra. Si tratta dei cosiddetti casi d&#8217;importazione. Il governo, sino a questo momento, ha stretto rispetto ad alcune zone di mondo, predisponendo controlli sui viaggi di rientro e non che riguardano delle nazioni specifiche: Spagna, Croazia, Grecia e Malta sono state attenzionate dalle disposizioni del legislatore. Ma forse l&#8217;esecutivo giallorosso guidato dal premier <strong>Giuseppe Conte</strong> ha dimenticato di verificare se anche altre situazioni epidemiologiche, persino continentali, potessero rischiare di compromettere i sacrifici fatti dagli italiani con i mesi di lockdown,</p>
<p>I test negli aeroporti vengono sbandierati come un grande risultato: il Lazio, nello specifico, se ne vanta. E le nazioni che vengono prese in considerazione quando si tratta di operare con i test rapidi sulle persone che toccano il suolo del Belpaese sono quelle già citate. Ma quale tipo di azione è stata predisposta per verificare se chi rientra dalla Francia, ad esempio, possa risultare positivo al Sars-Cov2? Nessuna. Un vuoto potenzialmente preoccupante, in specie se si dà uno sguardo alle statistiche relative ai contagi in terra transalpina: parliamo di rilevazioni che <a href="https://it.insideover.com/politica/il-coronavirus-terrorizza-leliseo-macron-si-gioca-tutto.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect">fotografano anche fino a 2500 casi al giorno</a>. Possibile che il governo italiano si sia dimenticato di rendere obbligatori i tamponi o i test seriologici pure per quei cittadini che provengono da Oltralpe? Il viceministro del MoVimento 5 Stelle Pierpaolo Sileri, come ripercorso da<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/aumentano-contagi-dall-estero-governo-pensa-test-anche-chi-rientra-francia-ADQKj7j"><em> IlSole24Ore</em></a>, ha forse inteso tranquillizzare tutti, ventilando l&#8217;ipotesi che la lista delle nazioni per cui prevedere una prevenzione specifica venga rimpinguata in futuro. Ma per ora &#8211; questo è il dato rilevante &#8211; non è così. Anzi, non è così da un tempo sufficiente affinché i positivi provenienti dalla Francia abbiano già circolato abbastanza, per contribuire a quello che i media mainstream chiamano di nuovo &#8220;boom dei contagi&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Italia &#8211; dicono da parte governativa &#8211; deve procedere in direzione di settembre nella massima sicurezza. E ci mancherebbe. Ma evitare di prescrivere come obbligatori i tamponi o i test per chi arriva o rientra dalla Francia potrebbe essere un autogol decisivo ai fini dell&#8217;esordio in questa seconda fase di convivenza con il patogeno che ha sconvolto il mondo. La fase che prevede pure il rientro nelle scuole da parte degli studenti. Possibile che la mancata prescrizione derivi dai buoni uffici della maggioranza con la parte politica rappresentata da<a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html"> Emmanuel Macron</a>, ma non sarebbe comunque una scusante. La Francia, sino a prova contraria, è un focolaio che il governo ha scelto scientemente di non controllare. Con buona pace di chi si lamenta per via della opinabilità della misura che impone la mascherina obbligatoria all&#8217;aperto dalle 18 o della chiusura coatta delle discoteche.</p>
<p>La nazione transalpina non è una discoteca né un vettore di diffusione naturale, eppure da quella zona di mondo potrebbe arrivare un numero di positivi per nulla trascurabile. Un discorso simile potrebbe riguardare anche l&#8217;Olanda, il Belgio ed il Lussemburgo. Ma sino a questo momento tutto tace: il governo è per il non intervento nei confronti degli spostamenti che riguardano queste realtà nazionali. Il che può dipendere dalla diplomazia politica o no, ma poco cambia: un rischio c&#8217;è. Basta la logica di base per rendersene conto.</p>
<p>In Francia, per via della gravità della situazione, è stato imposto l&#8217;utilizzo delle mascherine nei luoghi di lavoro. E sempre in Francia, due giorni fa, sono stati superati i tremila contagi giornalieri. Se non è una seconda ondata, quella francese cos&#8217;è? Ora l&#8217;esecutivo potrebbe correre ai ripari. Il problema, che probabilmente sussiste già, è il tempo perso. Il traffico dalla Francia all&#8217;Italia, poi, non è di certo di scarsa rilevanza. I voli da Parigi a Milano, giusto per fare presente un caso, sono decine ogni giorno.</p>
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		<title>Francia, Macron sta riflettendo: dimissioni ed elezioni?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-macron-sta-riflettendo-dimissioni-ed-elezioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 12:54:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-francesi]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Sars-CoV-2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Emmanuel Macron non è più il brillante enfant prodige in grado di sbaragliare ogni avversario: la pandemia da Sars-Cov2 sembra essere stata l&#8217;ultima tappa di una crisi che parte da lontano. Dai gilet gialli alla sconfitta subita alle elezioni europee contro Marine Le Pen, passando per la stessa sorte subita alle amministrative: il ridimensionamento del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-macron-sta-riflettendo-dimissioni-ed-elezioni.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Emmanuel Macron</strong> non è più il brillante <em>enfant prodige</em> in grado di sbaragliare ogni avversario: la pandemia da Sars-Cov2 sembra essere stata l&#8217;ultima tappa di una crisi che parte da lontano. Dai <a href="https://it.insideover.com/politica/gilet-gialli-chi-sono-da-dove-vengono-e-quali-sono-le-loro-rivendicazioni.html">gilet gialli</a> alla sconfitta subita alle elezioni europee contro Marine Le Pen, passando per la stessa sorte subita alle amministrative: il ridimensionamento del macronismo è iniziato poco dopo l&#8217;insediamento all&#8217;Eliseo, ma il cigno nero degli ultimi mesi ha accelerato un processo che sta costringendo alla riflessione il leader di <em>En Marche!</em></p>
<p>La procura di Parigi <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/gestione-virus-parigi-apre-uninchiesta-macron-immune-1869183.html">ha aperto un&#8217;inchiesta</a> sugli eventuali errori di gestione delle istituzioni transalpine. C&#8217;è persino l&#8217;ipotesi di &#8220;omicidio volontario&#8221;. Si indaga anche sulla possibilità che le autorità sapessero dell&#8217;avvento del virus in largo anticipo rispetto all&#8217;ufficialità delle contromisure. Mentre il <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Sars-Cov2</a> imperversava in Nord Italia, a Parigi si votava per il primo turno delle elezioni municipali, con tutti gli assembramenti del caso.</p>
<p>Il presidente della Repubblica Emmanuel Macron è immune per legge, ma l&#8217;esecutivo guidato da <strong>Edouard Philippe</strong> può essere citato in giudizio presso la Corte di Giustizia, che ha ricevuto quasi cento denunce da quando il nuovo coronavirus è comparso Oltralpe. Anche seicento operatori sanitari <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/covid-19-ora-600-medici-francesi-denunciano-primo-ministro-1844168.html">hanno sporto una denuncia</a>. Un&#8217;altra grana per una maggioranza progressista che sembra aver smarrito la fiducia di buona parte dei cittadini.</p>
<p>Per tutti questi motivi, Emmanuel Macron sta ragionando sul da farsi. <a href="https://www.lefigaro.fr/politique/emmanuel-macron-la-tentation-d-une-demission-reelection-20200611">Un retroscena</a> di <em>Le Figaro</em> racconta di come il presidente transalpino abbia ammesso nel corso di un summit di essere disposto a &#8220;correre il rischio&#8221;. Dove per &#8220;rischio&#8221; bisogna intendere uno scenario drastico. Il leader di En Marche! è persino pronto a dimettersi, per poi confrontarsi in anticipo con le elezioni presidenziali, che naturalmente si svolgerebbero invece nel 2022.</p>
<p>La strategia può avere una ratio: misurarsi ora con il consenso degli elettori, prima che sia troppo tardi. In anticipo, insomma, rispetto ad un&#8217;ineluttabile discesa verso un baratro elettorale. Dimettersi e provare a farsi rieleggere sarebbe una mossa azzardata, ma un rimescolamento generale delle carte sul tavolo potrebbe rivelarsi salvifico. Soprattutto per via dei numeri presenti nell&#8217;assemblea legislativa. Numeri che raccontano una storia molto diversa da quella condita dall&#8217;entusiasmo iniziale. In termini tattici, sarebbe un &#8220;tutto per tutto&#8221;. Ma c&#8217;è anche una mossa meno drastica: la sostituzione di <strong>Edouard Philippe</strong> con un altro primo ministro.</p>
<p>Dalla ricerca di un capro espiatorio alla necessità di immettere nuovo ossigeno per poter gestire la riforma delle pensioni con meno criticità sociali: la sostituzione di Edouard Philippe consentirebbe ad <a href="http://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html">Emmanuel Macron</a> quantomeno di prendere tempo. La Republique En Marche! &#8211; come accennato &#8211; non è più il partito maggioritario dell&#8217;Assemblea Nazionale: <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-perde-il-sostegno-del-suo-partito.html">la scissione</a> che ha dato vita ad un partito ecologista non ha messo in discussione la tenuta del governo di centrosinistra, ma ha comunque fatto sì che Philippe debba avere a che fare con un nuovo interlocutore, che potrebbe alzare la posta o riservare sorprese inaspettate in aula.</p>
<p>L&#8217;opposizione è pronta? <strong>Marine Le Pen</strong> ha già dichiarato di volersi ricandidare per l&#8217;Eliseo. Dovrà vedersela con le velleità di Marion Maréchal e di Eric Zemmour, che nel frattempo hanno dato vita ad una scuola di formazione che ha assunto un ruolo considerevole nel dibattito pubblico francese. A Parigi, dove si vota a fine mese, dovrebbe vincere l&#8217;uscente Anne Hidalgo, con la riconferma di un Partito Socialista, che vive una crisi irreversibile ma che sta tentando a fatica un colpo di coda.</p>
<p>Il sistema partitico è in movimento. All&#8217;elenco manca Jean Luch Mélenchon, che dopo l&#8217;ottima performance delle presidenziali del 2016 si è rafforzato. A sinistra di Macron c&#8217;è un bel traffico. E l&#8217;erosione dei consensi potrebbe favorire il centrodestra, che potrebbe assecondare una scenografia cui nessuno tra gli attori politici ha mai voluto dare credito: un&#8217;alleanza tra le forze sovraniste e populiste ed il Partito Repubblicano, che è ancora impegnato nella ricostruzione dopo la sconfitta patita da Fillon.</p>
<p>Mentre scriviamo, però, non esistono le condizioni affinché <em>Rassemblement National</em> e Partito Repubblicano si alleino contro Macron.</p>
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		<title>In Iraq si tenta la strada per un nuovo governo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-iraq-si-tenta-la-strada-per-un-nuovo-governo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 14:14:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iraq, nuovi scontri durante proteste antigovernative" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse-1024x669.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, la democrazia irachena ha vissuto delle fasi molto altalenanti, principalmente a causa delle divisione dei poteri che è stata impostata per permettere a tutte le etnie e le religioni del Paese di essere rappresentate. Tale formazione ha reso però estremamente instabile soprattutto il Parlamento dell&#8217;Iraq, con la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-iraq-si-tenta-la-strada-per-un-nuovo-governo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iraq, nuovi scontri durante proteste antigovernative" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse-1024x669.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo la caduta del regime di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html">Saddam Hussein</a>, la democrazia irachena ha vissuto delle fasi molto altalenanti, principalmente a causa delle divisione dei poteri che è stata impostata per permettere a tutte le etnie e le religioni del Paese di essere rappresentate. Tale formazione ha reso però estremamente <strong>instabile</strong> soprattutto il Parlamento dell&#8217;Iraq, con la situazione che è degenerata soprattutto da un paio di anni a questa parte quando gli scandali pubblici hanno portato alla luce un <strong>sistema clientelare</strong> che ha impattato sull&#8217;opinione pubblica. Questa pratica &#8211; insieme alle instabilità causate dalle ingerenze estere e dalle problematiche sociali interne &#8211; ha portato ad una stagione di proteste che negli ultimi sei mesi ha già causato vari cambi al vertice; con l&#8217;ultimo governo che è riuscito ad instaurarsi &#8211; parzialmente &#8211; <a href="https://www.lemonde.fr/international/article/2020/05/07/en-pleine-crise-economique-l-irak-se-dote-d-un-nouveau-gouvernement_6038907_3210.html">nella notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 maggio</a>.</p>
<h2>Un governo claudicante</h2>
<p>Il nuovo governo del Paese, guidato dall&#8217;ex vertice dei servizi di spionaggio <strong>Mustafa Al-Kadhimi</strong>, si instaura in periodo particolarmente difficile per l&#8217;Iraq, non soltanto atterrato dalla crisi pandemica ma anche da difficili scenari di convivenza interna. Non è un caso infatti che la nascita della sua squadra di governo sia frutto di un lungo periodo di trattative, culminata con la nomina di soltanto 15 dei 22 ministeri programmati e dovendo tenere conto delle richieste della quasi totalità dei partiti iracheni. E in questo scenario, la sensazione è che quella che si troverà davanti Al-Kadhimi sarà una vera e propria <strong>sfida</strong>, composta in buona parte da trattative internazionali con il vicino Iran e di accordi con le forza alleate di Washington.</p>
<h2>L&#8217;obiettivo è salvare l&#8217;economia</h2>
<p>I lungi mesi di stallo politico e di rivolte sociali hanno distrutto il panorama economico dell&#8217;Iraq. Gli scioperi di massa che hanno portato ingenti danni alle filiere locali, il tracollo del prezzo del <strong>petrolio</strong> che ha dimezzato le entrate del Paese e la crisi causata dal <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">coronavirus</a> non sono che la punta dell&#8217;iceberg dei problemi che deve affrontare il nuovo governo di Baghdad. Assieme a loro, anche il rischio costante di una rinascita pericolosa dello Stato islamico e la paura che la vicina Teheran possa aizzare da un momento all&#8217;altro la componente sciita dell&#8217;Iraq, provocando nuove ondate di proteste difficili da controllare.</p>
<p>Il primo punto all&#8217;ordine del giorno, dunque, sarà quello di dare per quanto possibile impulso all&#8217;economia del Paese, nel tentativo di ribaltare una tendenza decrescente che la popolazione irachena conosce ormai troppo bene; per fare questo, saranno necessarie ingenti misure. Il problema risiede nel fatto che i lunghi anni di crisi hanno svuotato le casse del Paese e cercare una soluzione &#8211; che al tempo stesso metta d&#8217;accordo tutte le forze parlamentari &#8211; ora come ora più che una speranza appare una vera e propria <strong>impresa</strong>.</p>
<h2>Gli Stati Uniti hanno chiuso un occhio&#8230;</h2>
<p>Un assist importante al governo iracheno è stato concesso da un inaspettato alleato, gli <strong>Stati Uniti</strong>, che hanno appoggiato la possibilità di estendere per altri 120 giorni la durata delle<strong> forniture elettriche</strong> che il Paese può comprare dall&#8217;Iran, nonostante gli embarghi internazionali. Questa decisione ha reso più semplice dunque il dialogo con le forze sciite filo-iraniane, che si sono ritrovate maggiormente favorevoli ad un accordo che potesse dare il via al governo dell&#8217;Iraq. Tuttavia, anche in questo caso si tratta semplicemente di una <strong>soluzione transitoria</strong>, col medesimo problema che potrebbe riproporsi già sul finire del mese di agosto.</p>
<h2>&#8230; ma l&#8217;Iran farà lo stesso?</h2>
<p>Dopo aver ottenuto il lasciapassare da Washington, il panno adesso passa a Teheran. Dopo l&#8217;accordo di governo, è verosimile pensare come anche le volontà iraniane siano state <strong>momentaneamente</strong> messe da parte, nell&#8217;attesa di sviluppi internazionali dopo la difficile situazione globale di questi ultimi mesi. Tuttavia, il termine di scadenza di 120 giorni lascia già pensare a poche settimane di tregua prima che le volontà dell&#8217;Iran tornino a farsi sentire, col rischio di una nuova escalation di tensioni qualora le sue richieste possano non essere assecondate. E con esso, anche la vita del governo di Al-Kadhimi sembra davvero essere<strong> incerta</strong> e appesa ad un filo.</p>
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		<title>Johnson cambia già tutto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/johnson-cambia-gia-tutto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2020 16:46:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="746" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Boris-Johnson-cambio-di-governo-La-Presse-e1581612355608.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Johnson Uk (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Boris-Johnson-cambio-di-governo-La-Presse-e1581612355608.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Boris-Johnson-cambio-di-governo-La-Presse-e1581612355608-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Boris-Johnson-cambio-di-governo-La-Presse-e1581612355608-768x382.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Boris-Johnson-cambio-di-governo-La-Presse-e1581612355608-1024x509.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo il plebiscito elettorale che ha permesso di rispettare le scadenze per l&#8217;uscita del Regno Unito dall&#8217;Unione europea, Boris Johnson vara il primo rimpasto di governo per modellarlo maggiormente a sua immagine e somiglianza. E sebbene la mossa appaia meno drastica di quanto prospettato negli scorsi giorni, l&#8217;impatto rimane forte, considerando come non siano passati nemmeno due mesi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/johnson-cambia-gia-tutto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="746" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Boris-Johnson-cambio-di-governo-La-Presse-e1581612355608.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Johnson Uk (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Boris-Johnson-cambio-di-governo-La-Presse-e1581612355608.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Boris-Johnson-cambio-di-governo-La-Presse-e1581612355608-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Boris-Johnson-cambio-di-governo-La-Presse-e1581612355608-768x382.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Boris-Johnson-cambio-di-governo-La-Presse-e1581612355608-1024x509.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo il plebiscito elettorale che ha permesso di rispettare le scadenze per l&#8217;uscita del<span style="font-size: 1rem;"> </span><strong><span style="font-size: 1rem;">Regno Unito</span></strong><span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;">dall&#8217;Unione europea, </span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html">Boris Johnson</a><span style="font-size: 1rem;"> vara il primo rimpasto di governo per modellarlo maggiormente a sua immagine e somiglianza. E sebbene la mossa appaia meno drastica di quanto prospettato negli scorsi giorni, l&#8217;impatto rimane forte, considerando come non siano passati nemmeno due mesi dal suo insediamento al numero 10 di Downing Street.</span></p>
<p>L&#8217;obiettivo della mossa, secondo quanto riportato dalle fonti vicine al premier britannico, sarebbe quello di premiare i membri del partito che negli ultimi anni hanno dimostrato maggiormente il proprio impegno, aiutando la Gran Bretagna ad uscire dallo stallo successivo al referendum popolare del 2016. In particolare, un graduale svecchiamento del ceto dirigente dovrebbe essere attuato, in linea anche con la visione politica di Johnson e base della sua propaganda elettorale.</p>
<p>Dopo un primo rimpasto al ministero del tesoro e dovuto alle dimissioni di giovedì del consigliere dello scacchiere <strong>Sajid Javid</strong> e rimpiazzato con Rishi Sunak (ex capo della segreteria), Johnson nei prossimi giorni deciderà quali altri cambiamenti apportare al l&#8217;esecutivo. Le dimissioni a sorpresa sarebbero però in questo state state dovute, secondo quanto riportato da Adnkronos, a differenti visioni riguardo la struttura del gabinetto esecutivo.</p>
<p>Tuttavia, nel partito conservatore ed in tutta la politica britannica non sono mancate le critiche alla posizione del primo ministro, accusato di non rispettare le volontà popolari. Soprattutto, considerando come una larga fetta di voti acquisiti, in realtà, fossero figli della Brexit e non tanto di una migrazione definitiva dalle fila dei <em>Labours</em>, come invece è stato lasciato intendere dallo stesso Johnson. Creando dunque un governo più conservatore e fedele alle sue linee guida, si andrebbe a peggiorare il consenso verso l&#8217;elettorato più moderato: mossa criticata dalle opposizioni ma anche dai compagni conservatori, che hanno evidenziato il rischio di un drastico calo nei consensi.</p>
<p>Nella situazione che sta attraversando la Gran Bretagna e con il duro lavoro interno ed estero da svolgere, perdere consenso potrebbe rivelarsi problematico soprattutto per quanto riguarda la &#8220;vendita&#8221; all&#8217;elettorato degli accordi raggiunti. Inoltre, danneggerebbe la già tesa questione irlandese, cui minoranza cattolica da un governo troppo conservatore non si sentirebbero assolutamente rappresentate; mentre la rottura con <strong>Nicola Sturgeon</strong> diverrebbe forse definitiva.</p>
<p>In questo scenario, Johnson ha preferito un governo maggiormente allineato per poter contare su persone di fiducia in grado di seguire soprattutto i trattati internazionali per i nuovi regolamenti commerciali di cui Londra necessita. Non solo l&#8217;Europa infatti ma anche gli Stati uniti sono un fronte aperto &#8211; e di più difficile gestione &#8211; e questo particolare necessiterà di un grande sforzo da parte dell&#8217;attuale esecutivo.</p>
<p>A meno di due mesi, dunque, una parte del governo verrà già cambiata: anche se al momento non è ancora chiaro quanti o quali siano i nomi che ruoteranno. Tuttavia, gli elementi sono sufficienti per valutare come Johnson, ad appena due settimane dall&#8217;uscita effettiva del Regno dall&#8217;Unione europea, sia deciso a dare un&#8217;accelerata alle questioni: nella speranza di arrivare nel più breve tempo possibile ad una risoluzione delle questioni, nonostante gli attriti che si sono già creati soprattutto con la controparte europea di <strong>Ursula Von der Leyen</strong>.</p>
<p>Johnson, in fondo, è ben conscio di come la sua vita politica sia stata sin dal principio un <em>aut aut</em>, cui risultato non potrà che essere una vittoria o una sconfitta, con il pareggio che non è contemplato. Se il Regno ne uscirà rafforzato e la sua economia tornare a ricoprire l&#8217;importanza passata, il primo ministro ministro avrà davanti tanti anni ancora di governo: in caso contrario, le possibilità che venga rispedito a casa con la stessa velocità con cui è stato eletto sono molto elevate. Ed in questa battaglia, Johnson è obbligato a scegliere una squadra che gli sia vicina e lo rappresenti: conscia di essere legata al destino del proprio leader.</p>
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		<title>La nuova stabilità dell&#8217;Irlanda del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-nuova-stabilita-dellirlanda-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda del Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un murales che raffigura Bobby Sands in Irlanda del Nord (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il primo ministro inglese Boris Johnson, poco prima della sua visita a Belfast, ha predetto un futuro radioso per l&#8217;Irlanda del Nord ora che l&#8217;esecutivo di unità regionale, dopo circa tre anni di stallo, è tornato in attività. I cinque principali partiti politici locali, infatti, hanno raggiunto un accordo che gli consente di governare un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-stabilita-dellirlanda-del-nord.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un murales che raffigura Bobby Sands in Irlanda del Nord (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il primo ministro inglese <strong>Boris Johnson</strong>, poco prima della sua visita a Belfast, ha predetto un futuro radioso per l&#8217;Irlanda del Nord ora che l&#8217;<strong>esecutivo di unità regionale</strong>, dopo circa tre anni di stallo, è tornato in attività. I cinque principali partiti politici locali, infatti, hanno raggiunto un <a href="https://www.theguardian.com/politics/2020/jan/11/northern-ireland-assembly-reopens-three-years-after-collapse">accordo</a> che gli consente di governare un territorio difficile ed ancora profondamente segnato dalle storiche divisioni tra la comunità cattolica e quella protestante. Il Partito Democratico Unionista (DUP), conservatore, lealista ed ex partner di governo dei Tories a Westminister, esprime il primo ministro nella persona di Arlene Foster mentre il Sinn Fein, separatista e progressista, può contare sul vice-primo ministro Michelle O’Neill e sullo Speaker Alex Maskey. L&#8217;esecutivo vede anche la partecipazione del Partito Socialdemocratico, legati ai Laburisti inglesi, del movimento Alleanza, liberale ed europeista e del Partito Unionista dell&#8217;Ulster, di centro-destra ed unionista. Le elezioni legislative inglesi, svoltesi a dicembre, hanno visto il Dup ottenere otto dei diciotto seggi spettanti all&#8217;Irlanda del Nord mentre i rivali del Sinn Fein si sono fermati a sette scranni ed i Socialdemocratici ed Alleanza hanno conseguito, rispettivamente, due ed un seggio.</p>
<h2>Un&#8217;intesa positiva</h2>
<p>Boris Johnson, nel corso della sua vita, <a href="https://www.theguardian.com/politics/2020/jan/12/pm-to-visit-northern-ireland-as-assembly-reopens-for-business">incontrerà</a> il premier irlandese Leo Varadkar ed i due colloquieranno con Arlene Foster e Michelle O&#8217;Neill per dimostrare il proprio supporto al nuovo esecutivo unitario che vedrà presto la luce. Il governo locale dovrà affrontare, sin da subito, una serie di problematiche: in primis il cattivo funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale in loco, soggetto a lunghe liste di attesa per una visita e a scioperi. Londra verserà però, in seguito all&#8217;accordo raggiunto tra le parti, centinaia di milioni di sterline per supportare il Servizio Sanitario e ciò potrebbe aiutare il settore a riprendersi. <strong>L&#8217;intesa regionale</strong>, tra l&#8217;altro, è stata rafforzata dall&#8217;impegno espresso da Londra e Dublino per una serie di politiche culturali che dovrebbero porre l&#8217;irlandese sullo stesso piano legale dell&#8217;inglese proteggendo, al tempo stesso, la cultura dell&#8217;Ulster. Le tensioni che potrebbero emergere in seguito all&#8217;attuazione della Brexit (Belfast ha votato in maggioranza a favore della permanenza all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea) non si sono ancora manifestate del tutto e gli sviluppi locali, al contrario, rappresentano una piccola vittoria per l&#8217;esecutivo di Londra che, in questo modo, avrà un grattacapo in meno con cui fare i conti (almeno per il momento).</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>L&#8217;accordo raggiunto tra i partiti nordirlandesi ha anche allontanato lo svolgimento di nuove<strong> consultazioni regionali</strong>, le più recenti hanno avuto luogo nel 2017 ed ha così cristallizzato, seppur temporaneamente, i risultati dell&#8217;ultimo turno elettorale. In quell&#8217;occasione il Dup ed il Sinn Fein avevano conseguito un risultato quasi identico: gli Unionisti avevano ottenuto 28 seggi mentre i separatisti 27 scranni sui 90 dell&#8217;Assemblea Regionale di Stormond. Più lontani gli altri sfidanti con i Socialdemocratici fermi a 12 scranni, il Partito Unionista a 10 seggi ed Alleanza ad 8 scranni. Il rischio, dalle parti di Belfast, è che lo svolgimento delle elezioni possa significare anche la nascita, in base ai risultati, di nuovi problemi politici e di tensioni. Il quadro regionale, infatti, continua necessariamente a fare i conti con la polarizzazione di comunità diverse, quella cattolica e protestante, che per alcuni decenni si sono contrapposte, a tratti violentemente. L&#8217;avvicinarsi della <strong>Brexit</strong>, inoltre, rischia di agitare ulteriormente le acque e tanto Londra quanto Dublino dovranno mostrare una certa attenzione e prudenza per evitare che la situazione possa degenerare.</p>
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		<title>I Popolari ed i Verdi austriaci hanno raggiunto un accordo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-popolari-ed-i-verdi-austriaci-hanno-raggiunto-un-accordo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 17:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni in Austria]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190519145826_29377052-e1558940137928.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190519145826_29377052-e1558940137928.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190519145826_29377052-e1558940137928-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190519145826_29377052-e1558940137928-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190519145826_29377052-e1558940137928-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;Austria potrebbe presto avere, ad oltre tre mesi di distanza dalle elezioni legislative di settembre, un nuovo esecutivo. L&#8217;ex Cancelliere Sebastian Kurz, che aveva guidato, fino al mese di maggio, un governo di coalizione tra il suo Partito Popolare e la destra radicale del Partito delle Libertà, ha annunciato nella serata di mercoledì il raggiungimento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-popolari-ed-i-verdi-austriaci-hanno-raggiunto-un-accordo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190519145826_29377052-e1558940137928.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190519145826_29377052-e1558940137928.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190519145826_29377052-e1558940137928-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190519145826_29377052-e1558940137928-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190519145826_29377052-e1558940137928-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;Austria potrebbe presto avere, ad oltre tre mesi di distanza dalle elezioni legislative di settembre, un nuovo <a href="https://www.google.com/amp/s/www.bbc.co.uk/news/amp/world-europe-50969001">esecutivo</a>. L&#8217;ex Cancelliere Sebastian Kurz, che aveva guidato, fino al mese di maggio, un governo di coalizione tra il suo <strong>Partito Popolare</strong> e la destra radicale del Partito delle Libertà, ha annunciato nella serata di mercoledì il raggiungimento di un accordo con Werner Kogler, leader dei <strong>Verdi</strong>. L&#8217;inedita partnership è frutto di lunghi negoziati volti ad appianare le differenze tra due partiti politici che, almeno stando alle apparenze, non hanno molto in comune. Kurz ha dichiarato che è stato possibile &#8221; unire il meglio dei due mondi politici&#8221; e che si &#8220;potranno proteggere tanto i confini quanto il clima&#8221;. Kogler, invece, ha affermato che l&#8217;Austria dovrà divenire leader nella lotta al cambiamento climatico e che &#8220;è stato concordato molto più di quanto ci si sarebbe potuto aspettare in un primo momento&#8221;.</p>
<h2>Un progetto ambizioso</h2>
<p><strong>Sebastian Kurz</strong> dovrebbe tornare ad occupare il ruolo di Cancelliere mentre Kogler dovrebbe divenire il suo vice. I due leader hanno anche accennato al fatto che l&#8217;esecutivo abbasserà, in linea generale, le tasse ma ne introdurrà di nuove in ambito ambientale. Le differenti percentuali di voti ottenute alle consultazioni di settembre dovrebbe ripercuotersi anche sull&#8217;assegnazione dei ministeri: la parte del leone dovrebbero farla i Popolari che avevano conseguito il 37 per cento dei suffragi mentre il 14 per cento sfiorato dai Verdi dovrebbe valere 4 dicasteri su 15. I due schieramenti potranno contare, all&#8217;interno del Consiglio Nazionale , su 97 seggi su un totale di 183 scranni: un numero piuttosto rassicurante che dovrebbe consentire, almeno in una fase iniziale, il perseguimento del programma di governo.</p>
<p>L&#8217;ultimo ostacolo che si frappone alla nascita dell&#8217;esecutivo è il voto del <strong>Congresso Nazionale</strong> dei Verdi, che si riunirà sabato. Questo organismo sarà chiamato ad approvare o respingere quanto concordato dalla leadership ma non ci dovrebbero essere sorprese e l&#8217;accordo dovrebbe ricevere luce verde dall&#8217;assemblea.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Popolari e Verdi hanno rischiato molto nel voler perseguire questo progetto politico che potrebbe anche rivelarsi fallimentare. I <strong>benefici immediati</strong>, però, non sono pochi: Kurz tornerà ad essere Cancelliere, il suo partito potrà controllare i ministeri chiave come Esteri, Interni e Difesa ed il fallimento della sua precedente esperienza di governo con la destra radicale potrebbe essere così dimenticato in fretta. I Verdi, invece, avranno la possibilità, per la prima volta nella loro storia, di prendere parte ad un esecutivo nazionale e potranno dunque incidere, concretamente, sulle politiche decise a livello nazionale. Il rischio, però, è che le differenze tra i due movimenti, che guardano rispettivamente a destra ed a sinistra, possano portare nel lungo termine ad un&#8217;implosione dell&#8217;impalcatura di governo. Entrambi gli schieramenti, come è naturale che sia, vorranno ottenere il massimo in termine di successi politici individuali e ciò potrebbe andare a discapito delle aspettative del partner di coalizione. Come riportato dalla <a href="https://www.google.com/amp/s/uk.mobile.reuters.com/article/amp/idUKKBN1Z0235">Reuters</a>, infatti, la possibilità dell&#8217;esecutivo di durare cinque anni sarà determinata dalla capacità dei Verdi di ottenere dei risultati concreti sulle tematiche politiche che stanno loro più a cuore e bisognerà vedere se nella quotidianità le due parti riusciranno a mantenere buoni rapporti nel lungo termine. Il modello austriaco, infine, potrebbe essere replicato anche a Berlino dove la Grande Coalizione tra Popolari e Socialdemocratici e sempre più in crisi e dive i Verdi stanno emergendo come forza principale della sinistra.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;Austria diventerà neroverde?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/laustria-diventera-neroverde.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Dec 2019 10:05:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="850" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sebastian-Kurz-La-Presse-e1571914155529.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sebastian Kurz (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sebastian-Kurz-La-Presse-e1571914155529.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sebastian-Kurz-La-Presse-e1571914155529-300x133.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sebastian-Kurz-La-Presse-e1571914155529-768x340.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sebastian-Kurz-La-Presse-e1571914155529-1024x453.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Italia ci siamo abituati ad avere accoppiate di governo sarebbero state impensabili fino a pochi anni prima. Tuttavia, spesso siamo portati (erroneamente) a pensare che certe cose possano accadere soltanto all&#8217;interno del nostro Paese. Le cose, invece, non stanno affatto così e, al contrario, è molto facile che in altri Paesi accada qualcosa di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/laustria-diventera-neroverde.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="850" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sebastian-Kurz-La-Presse-e1571914155529.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sebastian Kurz (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sebastian-Kurz-La-Presse-e1571914155529.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sebastian-Kurz-La-Presse-e1571914155529-300x133.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sebastian-Kurz-La-Presse-e1571914155529-768x340.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sebastian-Kurz-La-Presse-e1571914155529-1024x453.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In Italia ci siamo abituati ad avere accoppiate di governo sarebbero state impensabili fino a pochi anni prima. Tuttavia, spesso siamo portati (erroneamente) a pensare che certe cose possano accadere soltanto all&#8217;interno del nostro Paese. Le cose, invece, non stanno affatto così e, al contrario, è molto facile che in altri Paesi accada qualcosa di diverso rispetto alle solite dinamiche politiche. Per comprenderlo, basta gettare uno sguardo sull&#8217;Austria, senza governo dalle <a href="https://it.insideover.com/politica/il-rebus-delle-elezioni-in-austria.html">elezioni dello scorso 29 settembre</a>. Nella tornata elettorale, il partito popolare di <strong>Sebastian Kurz</strong> vinse le elezioni con il 39,5% delle preferenze, senza riuscire ad aggiudicarsi la maggioranza dei seggi in parlamento. Da allora e fino ad oggi, <a href="https://www.insideover.com/politics/sebastian-kurz-wins-austrian-election-but-loses-former-coalition-partner.html">nessuna possibilità di alleanza si era presentata</a>, lasciando Vienna col fiato sospeso.</p>
<h3>Una pista verde per Kurz</h3>
<p><a href="https://www.reuters.com/article/us-austria-politics/austrias-kurz-confident-of-coalition-deal-with-greens-in-january-idUSKBN1YJ0DK">Dopo le dichiarazioni rilasciate a due grandi quotidiani austriaci</a>, si è fatta strada l&#8217;ipotesi che un governo a guida popolare possa nascere all&#8217;inizio del prossimo anno, verso la metà di gennaio. L&#8217;accordo preliminare che può portare il leader del partito di destra a ricoprire la carica di primo ministro sarebbe stato trovato con i <strong>Verdi</strong>; l&#8217;unione dei seggi dei due partiti darebbe una forte governabilità al Paese. Tuttavia, è lecito porsi una domanda: sulla base di quali punti i due partiti si potrebbero accordare?</p>
<p>Se si seguono le rispettive campagne elettorali, i punti di contatto si possono davvero contare sulla punta delle dita e, anche in quel caso, non si dovrebbe comunque addentrarsi all&#8217;interno delle scelte per la risoluzione dei problemi. Come può il partito dei verdi ad allearsi con colui che sostenne la reintroduzione della possibilità di fumare all&#8217;interno dei luoghi pubblici? Tuttavia, al momento sono questioni che ancora rimangono aperte, non essendoci stati comunicati ufficiali da nessuna delle fazioni; probabilmente per permettere di limare le (troppe) differenze lontano dagli occhi dei riflettori. Le uniche indiscrezioni sono state pubblicate dal quotidiano austriaco <em>Kurier</em>, che ha indicato come possibili contatti la tassazione sui <strong>combustibili fossi</strong> e l&#8217;incentivo all&#8217;utilizzo dei <strong>mezzi pubblici</strong>. Queste misure fortemente volute dai Verdi avrebbero trovato il favore di Kurz, a patto che le imposte si riversino sui produttori e sulle società di servizi, non gravando sui consumatori finali.</p>
<h3>Senza accordo, si tornerebbe al voto</h3>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/il-dilemma-politico-di-sebastian-kurz.html">L&#8217;indecisione politica che ha caratterizzato l&#8217;Austria</a> negli ultimi tre mesi ha reso necessaria un&#8217;accelerata nelle trattative, per allontanare lo spettro di un nuovo giro di <strong>consultazioni popolari</strong>. In questo scenario, entrambi i partiti avrebbero facilmente perso consensi, rischiando di rimanere esclusi dalla formazione del prossimo governo del Paese. Tanto sarebbe bastato per avvicinare le proprie posizioni e per provare a sedersi ad un tavolo per trattare.</p>
<p>Nei prossimi giorni si capirà meglio se il governo fortemente voluto da Kurz possa avere qualche possibilità di vedere la luce, oppure se il suo discioglimento avverrà anzitempo. Facilmente però almeno un tentativo verrà compiuto, per la gloria dei partiti e per la gloria dell&#8217;Austria, con il nuovo impasto sperimentale che presenterà la sua compagine al direttivo di Bruxelles, sempre più abituato ormai a singolari mix di differenti visioni politiche.</p>
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		<title>Boris Johnson porta il programma in Parlamento</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-porta-il-programma-in-parlamento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 09:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Boris Johnson (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo la vittoria ottenuta nelle elezione della passata settimana, adesso per il partito dei tories è giunto il momento di dimostrare di che pasta sono fatti i suoi esponenti. Nella giornata di giovedì, a corollario del discorso alla camera della regina Elisabetta II, il programma di governo è stato annunciato ai deputati presenti in un&#8217;aula &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-porta-il-programma-in-parlamento.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-porta-il-programma-in-parlamento.html">Boris Johnson porta il programma in Parlamento</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Boris Johnson (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo la vittoria ottenuta nelle elezione della passata settimana, adesso per il partito dei tories è giunto il momento di dimostrare di che pasta sono fatti i suoi esponenti. Nella giornata di giovedì, a corollario del discorso alla camera della regina <strong>Elisabetta II</strong>, <a href="https://www.lemonde.fr/international/article/2019/12/19/brexit-boris-johnson-va-devoiler-son-programme-legislatif_6023412_3210.html">il programma di governo è stato annunciato ai deputati</a> presenti in un&#8217;aula a maggioranza conservatrice. L&#8217;ampia maggioranza ottenuta dal partito di <strong>Boris Johnson</strong> ha messo i tories nella condizione di governare nelle più ampie libertà assolute: ad un grandissimo onore seguono però tantissimi oneri, senza scusante alcuna.</p>
<h3>Brexit, <em>first of all</em></h3>
<p>Non sarebbe nemmeno da sottolineare, ma il discorso principale fatto dal portavoce del partito conservatore è stato incentrato principalmente sulla <strong>Brexit</strong>, argomento che tiene banco nella politica britannica da ormai tre lunghissimi anni. Finalmente però <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-johnson-e-lunico-leader-in-grado-di-fare-la-brexit.html">il partito ha la possibilità di votare nella più totale autonomia</a>, senza i timori di franchi tiratori o di retromarce all&#8217;ultimo minuto, come accaduto più di un mese fa con il Dup nord-irlandese. L&#8217;accordo con Bruxelles verrà quindi ratificato da Westminster già nei prossimi giorni, come preannunciato a scrutini effettuati da Johnson. La mossa successiva sarà concordare con l&#8217;Unione europea le questioni formale legate alle merci soggette nuovamente a <strong>dogana</strong>; discorso che tiene banco soprattutto per la difficile questione di <strong>Belfast</strong>. Tuttavia, per i tories nulla appare impossibile, consci che un mancato accordo rischi di essere peggiore per la compagine europea, piuttosto che per Londra. Almeno, questa è la credenza che si vocifera all&#8217;interno dei palazzi parlamentari.</p>
<h3>Scuole e sanità: avanti tutta col programma conservatore</h3>
<p>Altri due punti chiave espressi dal neo insediato governo britannico hanno riguardato <a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://www.insideover.com/politics/beyond-brexit-boris-johnsons-foremost-domestic-priorities.html">importanti questioni di gestione interna del Paese</a><span style="font-size: 1rem;"> che hanno tenuto banco durante la campagna elettorale: l&#8217;</span><strong style="font-size: 1rem;">istruzione</strong><span style="font-size: 1rem;"> e la </span><strong style="font-size: 1rem;">sanità</strong><span style="font-size: 1rem;">. Mentre per il secondo sono state mantenute le intenzioni a proseguire col piano di 50mila nuove assunzioni nel personale infermieristico (cui rappresentanti sono stati chiamati al numero 10 di Downing Street mercoledì), il primo ha visto un rilancio dei fondi destinati durante i numeri della campagna elettorale. Sarà dunque una gestione interna del Paese lanciata verso l&#8217;ordine e la (si spera) buona gestione della </span><em style="font-size: 1rem;">Res Publica</em><span style="font-size: 1rem;">, in accordo con la corona ed in pieno stile tories: adesso non rimane altro da fare che rispettare gli </span><strong style="font-size: 1rem;">obiettivi</strong><span style="font-size: 1rem;">.</span></p>
<h3>Scozia e Irlanda</h3>
<p>Dopo la straripante vittoria alle urne,<a href="https://it.insideover.com/politica/lo-spettro-dellhung-parliament-su-westminster.html"> lo spettro di una qualsiasi alleanza è sparito dalla mente dei conservatori</a> meno fiduciosi. I principali sconfitti sono stati i rappresentati del <strong>NSP</strong>, partito indipendentista scozzese, che sperava in un accordo di coalizione per aiutare i conservatori ad uscire dall&#8217;Ue, con la Scozia fuori però dal Regno Unito. Il primo ministro scozzese, la signora <strong>Nicola Sturgeon</strong>, ha ribadito l&#8217;intenzione di voler indire un nuovo referendum tra i cittadini, ipotesi però fermamente respinta da Johnson. Mentre a livello parlamentare ciò non sembra impensierire il governo, il problema nasce sul piano sociale. Definendosi infatti un &#8220;<strong>leader popolare</strong>&#8220;, che credibilità avrebbe Johnson se perdesse l&#8217;appoggio proprio della popolazione scozzese, dove si è imposto come secondo partito? La questione è dunque destinata a tenere banco per tutta la legislatura conservatrice, dando più di un fastidio al rieletto primo ministro britannico. Il tutto, <a href="https://it.insideover.com/politica/johnson-affronta-due-incubi-scozia-e-irlanda-del-nord.html">senza dimenticarsi di un&#8217;altra questione dormiente</a> che interessa la Gran Bretagna: quella irlandese, cui stabilizzazione o degenerazione dipenderà dall&#8217;accordo raggiunto con Bruxelles. Elemento questo che forse però è stato sottovalutato dai deputati conservatori e potrà essere il colpo in canna dei falchi europei per ottenere delle condizioni di vantaggio rispetto a quanto ambito dalla compagine capitanata da Johnson.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-porta-il-programma-in-parlamento.html">Boris Johnson porta il programma in Parlamento</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Scandalo consulenze esterne per i ministri tedeschi?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/scandalo-consulenze-esterne-per-i-ministri-tedeschi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2019 13:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="753" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/angel-merkel-summit-Ue-La-Presse-e1576243993208.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/angel-merkel-summit-Ue-La-Presse-e1576243993208.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/angel-merkel-summit-Ue-La-Presse-e1576243993208-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/angel-merkel-summit-Ue-La-Presse-e1576243993208-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/angel-merkel-summit-Ue-La-Presse-e1576243993208-1024x514.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nella varie componenti di spesa di un ministero, una parte speciale è riservata alle consulenze esterne, necessarie allo svolgimento delle funzioni per poter contare sul supporto di personale formato ed istruito. Certi dicasteri in particolare necessitano di un numero più elevato di consulenze: si pensi al ministero dell&#8217;Economia, al ministero dei Trasporti ed al ministero &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/scandalo-consulenze-esterne-per-i-ministri-tedeschi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="753" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/angel-merkel-summit-Ue-La-Presse-e1576243993208.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/angel-merkel-summit-Ue-La-Presse-e1576243993208.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/angel-merkel-summit-Ue-La-Presse-e1576243993208-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/angel-merkel-summit-Ue-La-Presse-e1576243993208-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/angel-merkel-summit-Ue-La-Presse-e1576243993208-1024x514.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nella varie componenti di spesa di un ministero, una parte speciale è riservata alle <strong>consulenze esterne</strong>, necessarie allo svolgimento delle funzioni per poter contare sul supporto di personale formato ed istruito. Certi dicasteri in particolare necessitano di un numero più elevato di consulenze: si pensi al ministero dell&#8217;Economia, al ministero dei Trasporti ed al ministero dell&#8217;Ambiente, che per natura stessa dei loro ruoli hanno bisogno di moltissimi studi e relazioni, nonché differenti punti di vista.</p>
<p>È possibile dunque che in tutto il 2019 il ministero tedesco per l&#8217;Ambiente abbia speso solamente <strong>81mila euro</strong> per le consulenze esterne, affidando tutti i restanti svolgimenti dei compiti a membri interni dell&#8217;esecutivo? La risposta è no. Un caso speculare è stato inoltre riscontrato anche nel ministero della Difesa, altro apparato governativo che necessita generalmente di un elevatissimo numero di consulenze esterne. Ed è per questo che adesso si accendono i riflettori sulle spese.</p>
<h3>La lettura dei dati</h3>
<p><a href="https://www.spiegel.de/politik/deutschland/bundesregierung-trickst-bei-beraterkosten-a-1300034.html">Secondo quanto riportato dalla tedesca <em>Spiegel</em></a>, l&#8217;esecutivo ha assicurato come alla base del fraintendimento ci sarebbe un&#8217;<strong>interpretazione errata</strong> dei dati. I compensi destinati alle consulenze esterne non rientrerebbero infatti nelle spese accessorie dei ministeri, bensì nella componente di spesa per i salari, essendo assimilabili ai compensi dei dipendenti dei vari apparati del governo federale tedesco. Ci sarebbe da domandarsi a che cosa possa servire la voce apposita all&#8217;interno del modello relativo alle spese sostenute.</p>
<p>Come mai allora qualcuno di questi compensi è stato comunque incluso nelle spese accessorie? Dopo la denuncia della rappresentante del partito dei Verdi, <strong>Sven-Christian Kindler</strong>, qualcosa ha iniziato a muoversi. L&#8217;esecutivo presenterà una nuova stima dei dati, benché nella maggioranza di governo non ci siano grandi preoccupazioni a riguardo.</p>
<h3>I ministeri hanno bisogno delle consulenza</h3>
<p>La questione dei contratti esterni che vengono mascherati come spese interne non assume una grande rilevanza dal punto di vista economico, limitandosi ad una semplice nominalizzazione delle spese. Tuttavia, assume rilievo nell&#8217;evidenziare un grosso problema che attanaglia la politica tedesca: <strong>scarsa competenza</strong> nelle posizioni che si vanno ad occupare, che conducono alla necessità di affidarsi agli esterni per lo svolgimento delle mansioni. Ovviamente, per non rendere la questione plateale, si cerca di mascherare la spesa attribuendola a costi interni, per non far passare l&#8217;idea che la gestione sia quasi totalmente nelle mani di persone nominate all&#8217;esterno del ministero.</p>
<p>La prima volta nel quale questo scandalo venne galla fu il 2014, con il ministero della Difesa al tempo affidato all&#8217;attuale presidente della Commissione europea, <strong>Ursula von der Leyen</strong>, che dichiarò spese per oltre 100milioni di euro, <a href="https://www.spiegel.de/plus/ruestung-die-privaten-beziehungen-eines-beraters-ins-verteidigungsministerium-a-00000000-0002-0001-0000-000166262949">in molti casi valutate come non regolari</a> da una attenta analisi successiva. Scandalo che, comunque, non ha pesato nella carriera politica dell&#8217;esponente del partito tedesco del Cdu, arrivata sino alla nomina in Unione europea.</p>
<p>Una questione quella relativa ai costi in consulenze esterne che da anna attanaglia la politica dei governi. La causa è da ricercarsi anche nella formazione dell&#8217;esecutivo tedesco, basato sulle <strong>larghe intese</strong>. Per dare a tutti i partiti un ruolo di comando, spesso i ruoli non finiscono nelle mani di persone più adatte allo svolgimento delle mansioni e che, di conseguenza, devono delegare il lavoro a personale esterno. Aumentando così i costi della politica.</p>
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