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	<title>Google Archives - InsideOver</title>
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	<title>Google Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Cina e Usa, la guerra fredda sull&#8217;IA tra sicurezza nazionale e spinte del mercato</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/cina-e-usa-la-guerra-fredda-sullia-tra-sicurezza-nazionale-e-spinte-del-mercato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 08:13:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Anthropic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Usa e Cina si giocano la primazia tecnologica di domani, e non possono lasciare le scelte solo alle leggi del mercato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cina-e-usa-la-guerra-fredda-sullia-tra-sicurezza-nazionale-e-spinte-del-mercato.html">Cina e Usa, la guerra fredda sull&#8217;IA tra sicurezza nazionale e spinte del mercato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra <strong>Cina e Stati Uniti la battaglia per l&#8217;intelligenza artificiale</strong> si combatte non solo sul fronte della competizione tecnologico-industriale e geopolitica, dei vincoli reciprocamente imposti all&#8217;accesso a apparati e potenzialità operative di frontiera garantite dalle moderne tecnologie ma anche attraverso una complessa costellazione di processi, scelte commerciali condizionate dal dualismo geopolitico, pressioni bilaterali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le geografie della nuova guerra fredda tecnologica</h2>



<p><strong>Diverse geografie segnano i confini tra le due potenze divise dal Pacifico</strong>, in un contesto in cui i perimetri formali del mercato <a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-economica-e-sicurezza-nazionale-che-cosa-insegna-il-caso-unicredit-bpm.html" type="post" id="478156">sono ormai sostanzialmente condizionati a ogni livello da quelli della <strong>sicurezza nazionale</strong></a>. Peraltro, anche anche all&#8217;interno di quest&#8217;ultima sfera più ipertrofica nel sistema delle due maggiori potenze del pianeta si stanno a loro volta consolidando demarcazioni crescenti tra le <strong>decisioni strategiche, politiche e legislative da un lato e gli &#8220;usi e consuetudini&#8221;</strong> emersi sulla base dell&#8217;azione di singoli apparati, dal valore formalmente non vincolante ma politicamente rilevante. <strong>Ogni decisione di mercato è anche una decisione che impatta la sicurezza nazionale,</strong> specie in un contesto di rivalità ove Washington e Pechino hanno compreso si giocherà una quota determinante della primazia economica e tecnologica del mondo di domani. E non può essere rubricata a scelta demandabile unicamente alla <em>lex mercatoria</em>. Alcuni esempi parlano chiaro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Apple a OpenAI, tecnologia, IA e sicurezza</h2>



<p><strong>Apple, che ha dovuto alzare i listini dei suoi prodotti</strong> a causa dell&#8217;IA e dell&#8217;aumento dei prezzi per le memorie, ha fatto lobbying preventivo su Casa Bianca e Tesoro Usa per capire se <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/tra-tecnologia-e-sicurezza-nazionale-la-sfida-cinese-di-apple.html" type="post" id="521975">i chip di un suo fornitore cinese, Cxmt, oggi esclusi da sanzioni e vincoli, saranno ancora acquistabili in futuro.</a> E recente è la notizia che <strong>OpenAI e Google</strong> hanno venduto servizi basati sugli ecosistemi IA di ChatGpt e Gemini a dei colossi cinesi: <strong>Alibaba, Baidu e Tencent, </strong>secondo quanto riporta il <em>Financial Times</em>. Le operazioni sarebbero avvenute a Singapore.</p>



<p>Violazioni a norme o divieti? Nessuna. Però il dato è interessante perché Alibaba, Baidu, Cxmt e Tencent sono accomunate dall&#8217;essere tra le aziende che collaborano con le forze armate cinesi nell&#8217;elenco stilato da Pentagono e Congresso per segnalare quali gruppi contribuiscono all&#8217;ampliamento del complesso militare-industriale della Repubblica Popolare. Lista quantomeno artata se pensiamo che le forze armate di una nazione potente come la Cina inevitabilmente hanno rapporti di qualsiasi genere col sistema economico. Del resto, l&#8217;<strong>Iran ha fatto un ragionamento simile</strong> durante la<a href="https://it.insideover.com/guerra/le-big-tech-usa-nel-mirino-i-pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-golfo.html" type="post" id="508790"><strong>Terza guerra del Golfo</strong>, prendendo deliberatamente di mira</a> le strutture delle Big Tech nel Golfo, come i data center, <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/amazon-e-oracle-sotto-tiro-i-pasdaran-contro-big-tech-fanno-sul-serio.html" type="post" id="511873">perché ritenute funzionali a portare avanti le campagne militari americane facendo girare i dati sui loro server.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mondo nuovo</h2>



<p>La presenza di queste quattro aziende nel famigerato elenco della Sezione 1260H del Pentagono che marchia le compagnie &#8220;dual use&#8221; cinesi pone indubbiamente un tema politico, così come lo fa sul fronte opposto l&#8217;entrata in gamba tesa di Tencent per bloccare la scalata di un colosso americano come Meta al gruppo Manus, operazione da 2 miliardi di dollari che avrebbe portato in dote alla madrina di Facebook la start-up dell&#8217;IA dal cuore cinese divenuta grande a Singapore.<a href="https://www.ft.com/content/0d04378d-d71b-4225-b31a-70504e358480?syn-25a6b1a6=1"> Tencent mira a diventare il maggior azionista</a> di Manus <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/una-lezione-agli-usa-perche-la-cina-ha-bloccato-lacquisto-di-manus-da-parte-di-meta.html" type="post" id="515172">dopo che Meta è stata bloccata nella <strong>Repubblica Popolare dalla possibilità di completare l&#8217;affare.</strong></a> In parallelo, <strong>Anthropic ha iniziato a scrutinare l&#8217;utilizzo <a href="https://arstechnica.com/tech-policy/2026/07/anthropic-outed-for-claude-tracker-that-secretly-monitored-chinese-users/">da parte di soggetti cinesi di elementi del modello Code </a></strong>e a seguire <strong>Alibaba ha vietato ai dipendenti</strong> <a href="https://www.cnbc.com/2026/07/06/alibaba-anthropic-ai-ban-claude-china.html">dal 10 luglio di usare l&#8217;IA</a> del gruppo di Dario Amodei.</p>



<p>Il disaccoppiamento Usa-Cina è <strong>contrastato e anche nel mercato si susseguono le pulsioni interne a favore del &#8220;ponte&#8221; transpacifico</strong> e quelle che alimentano un clima di competizione. La geografia dell&#8217;IA non è però solo quella dei data center, degli accordi commerciali e dei confronti sulla rete e le infrastrutture: è anche una geografia politico-giuridico-commerciale in cui regole, poteri frenanti di fatto e ambizioni si mescolano mettendo il giogo della sicurezza nazionale su chi è impegnato nella <strong>corsa alla prosperità tecnologica e innovativa.</strong> Il mondo nuovo è già qui. Non resta che conviverci.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Geopolitica e finanza sono settori sempre più interconnessi. Andrea Muratore li racconta in “Follow the Money”, il nuovo corso on demand di “InsideOver”.&nbsp;</strong></p>



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<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><a href="https://it.insideover.com/follow-the-money-iscriviti-anteprima-gratuita">Follow the money, come finanza e geopolitica si influenzano: iscriviti all’anteprima gratuita</a></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="434" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1024x434.jpg" alt="" class="wp-image-501655" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1024x434.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-768x325.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1536x651.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-600x254.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784.jpg 1851w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br>Se invece sei già pronto a entrare nel mondo della Geopolitica e della Finanza, iscriviti al corso&nbsp;<strong>Follow The Money:</strong></p>



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<p><a href="https://it.insideover.com/course-landing/follow-the-money-come-finanza-e-geopolitica-si-influenzano">“Follow the Money”: come finanza e geopolitica si influenzano</a></p>
</blockquote>
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			</item>
		<item>
		<title>Niente litio, solo CO₂: Google lancia in Irlanda il nuovo impianto di accumulo energia pulita</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/batteria-co2-google-energia-rinnovabile-irlanda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:54:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1073" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Google-Energy Dome batteria a CO2 (fonte: Energy Dome)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome-1024x572.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome-768x429.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome-1536x858.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome-600x335.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Google ed Energy Dome realizzeranno in Irlanda un impianto di accumulo a lunga durata basato sulla tecnologia della batteria a CO₂, pensato per immagazzinare energia rinnovabile senza l’uso di litio o altri materiali critici</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/batteria-co2-google-energia-rinnovabile-irlanda.html">Niente litio, solo CO₂: Google lancia in Irlanda il nuovo impianto di accumulo energia pulita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1073" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Google-Energy Dome batteria a CO2 (fonte: Energy Dome)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome-1024x572.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome-768x429.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome-1536x858.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Google-ED-Ireland-Project-Press-release-EnergyDome-600x335.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La sfida delle rinnovabili non riguarda più soltanto la capacità di produrre energia pulita, ma anche <strong>la possibilità di conservarla </strong>quando la generazione supera la domanda. È questo il punto su cui si concentra il nuovo progetto nato <a href="https://blog.google/intl/en-ie/company-news/google-and-energy-dome-launch-energy-storage-project/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dall’accordo tra <strong>Google</strong> ed <strong>Energy Dome</strong></a>, che porterà alla realizzazione in <strong>Irlanda</strong> di un impianto di accumulo a lunga durata basato sulla tecnologia <strong>della batteria a CO₂. </strong>La struttura sorgerà nella contea di <strong>Offaly</strong>, vicino alla località di <strong>Rhode</strong>, su un’area che ospitava una ex centrale elettrica alimentata a torba, e avrà una capacità di 2<strong>3 megawatt con uno stoccaggio complessivo di 200 MWh</strong>. L’entrata in funzione è prevista per il <strong>2028</strong> e il progetto <strong>rappresenta il primo accordo commerciale diretto</strong> tra le due aziende per portare questa tecnologia su scala industriale.</p>



<p>L’obiettivo è affrontare uno dei problemi più complessi delle reti elettriche moderne: la produzione rinnovabile <strong>non sempre coincide con il momento in cui serve energia</strong>. Gli impianti eolici e solari possono generare grandi quantità di elettricità nelle ore di maggiore disponibilità, ma senza sistemi di accumulo parte di questa produzione <strong>rischia di non essere utilizzata</strong>, creando congestioni sulla rete.</p>



<p>Il sistema sviluppato da Energy Dome punta proprio a colmare questa distanza: l’elettricità in eccesso viene immagazzinata e <strong>restituita alla rete nei momenti di maggiore richiesta</strong>, aumentando la flessibilità del sistema elettrico e riducendo la necessità di ricorrere a impianti tradizionali di supporto. Inoltre, <strong>la scelta dell’Irlanda non è casuale</strong>: il Paese sta aumentando rapidamente la quota di energia rinnovabile &#8211; soprattutto grazie all’eolico &#8211; ma <strong>deve gestire una rete sottoposta a nuove pressioni</strong> tra cui una maggiore produzione variabile, crescita dei consumi e domanda crescente legata anche ai data center.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Google and Energy Dome unveil a 200 MWh CO2 Battery project designed to strengthen Ireland&#39;s grid.<a href="https://t.co/naHA9JnWgh">https://t.co/naHA9JnWgh</a><a href="https://x.com/hashtag/CO2Battery?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#CO2Battery</a> <a href="https://x.com/hashtag/LongDurationStorage?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#LongDurationStorage</a> <a href="https://x.com/hashtag/IrelandEnergy?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#IrelandEnergy</a> <a href="https://t.co/gpHhjAcEmX">pic.twitter.com/gpHhjAcEmX</a></p>&mdash; Interesting Engineering (@IntEngineering) <a href="https://x.com/IntEngineering/status/2070167695144710656?ref_src=twsrc%5Etfw">June 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&nbsp;Come funziona la batteria a CO₂ e perché guarda oltre il litio</h2>



<p>La tecnologia di Energy Dome utilizza <strong>un principio diverso rispetto alle batterie agli ioni di litio</strong> oggi più diffuse: non si basa sull’impiego di materiali critici come litio, nichel o cobalto, ma sfrutta <strong>un ciclo termodinamico chiuso</strong> in cui l’anidride carbonica viene compressa e successivamente espansa per produrre elettricità. Durante la fase di ricarica, l’energia disponibile dalla rete alimenta dei compressori che <strong>trasformano la CO₂ in forma liquida</strong>, immagazzinando anche il calore prodotto durante il processo. Quando invece la rete ha bisogno di energia, il sistema rilascia il gas che, espandendosi, aziona una turbina collegata a un generatore elettrico.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/convertire-le-emissioni-industriali-in-carburante-la-nuova-tecnologia-che-ripensa-il-ciclo-della-co%E2%82%82.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>La CO₂</strong></a><strong> non viene consumata ma continua a circolare all’interno dell’impiant</strong>o, creando un sistema progettato per funzionare per lunghi periodi. Secondo Energy Dome, questa configurazione <strong>permette di fornire energia programmabile per diverse ore</strong>, una caratteristica che la rende diversa dalle batterie tradizionali, spesso ottimizzate per cicli più brevi.</p>



<p>Il vantaggio strategico è legato soprattutto <strong>alla durata dello stoccaggio</strong>: le batterie al litio sono fondamentali per molte applicazioni, ma hanno limiti economici e industriali quando si parla di accumulare grandi quantità di energia per molte ore. La batteria a CO₂ punta invece a inserirsi in quella fascia intermedia tra le batterie elettrochimiche e sistemi più tradizionali come l’idroelettrico a pompaggio. Per l’Europa, questo tipo di tecnologia assume un significato ulteriore perché <strong>riduce la dipendenza da filiere industriali esterne </strong>legate ai minerali necessari alle batterie convenzionali. La possibilità di utilizzare componenti industriali già disponibili &#8211; come acciaio, serbatoi e sistemi di compressione &#8211; è uno degli elementi su cui punta Energy Dome per favorire una diffusione più ampia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Google e la corsa allo storage: il ruolo dei data center e dell’energia continua</h2>



<p>Google punta a raggiungere <strong>un approvvigionamento energetico completamente privo di emissioni su base oraria entro il</strong> <strong>2030</strong>, un obiettivo più complesso rispetto al semplice bilanciamento annuale dei consumi. Il problema è soprattutto la variabilità delle <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-sardegna-e-lassedio-delle-rinnovabili-la-lotta-tra-progresso-e-identita.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fonti rinnovabili</a>: un impianto solare produce energia durante il giorno, mentre il picco dei consumi può arrivare nelle ore successive. L’eolico, invece, dipende dalle condizioni meteorologiche e può generare grandi quantità di elettricità in momenti in cui la domanda è più bassa. Per questa ragione, <strong>lo stoccaggio a lunga durata sta diventando una componente centrale delle nuove reti elettriche</strong>.</p>



<p>Il progetto irlandese arriva dopo <strong>un’altra iniziativa simile annunciata negli Stati Uniti</strong>, in Arizona, sempre da 200 MWh. La combinazione dei due interventi indica un tentativo di portare la tecnologia fuori dalla fase dimostrativa e inserirla in contesti energetici reali. In Irlanda l’impianto sarà inoltre integrato con un contratto di capacità decennale assegnato da <strong>EirGrid</strong>, il gestore della rete elettrica nazionale.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalle vecchie centrali alle nuove reti: la trasformazione dell’infrastruttura energetica</strong></h2>



<p><a href="https://carboncredits.com/google-backs-co%e2%82%82-battery-breakthrough-of-energy-dome-in-a-first-bilateral-energy-storage-project-in-ireland/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Uno degli aspetti più interessanti del progetto</a> riguarda anche <strong>il luogo scelto per la costruzione</strong>. L’impianto nascerà infatti su un sito industriale già utilizzato per la produzione energetica, trasformando un’ex centrale a torba in una struttura dedicata allo stoccaggio di energia pulita. Questo tipo di riconversione rappresenta una tendenza sempre più presente nei programmi di transizione energetica: <strong>utilizzare infrastrutture esistenti</strong>, collegamenti alla rete e aree industriali già disponibili per costruire nuovi sistemi energetici.</p>



<p>Se questa tecnologia riuscirà a mantenere le promesse industriali, le batterie a CO₂ potrebbero ritagliarsi uno spazio sempre più consistente nella nuova infrastruttura energetica globale, affiancando le soluzioni esistenti e contribuendo alla gestione di sistemi elettrici sempre più complessi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/batteria-co2-google-energia-rinnovabile-irlanda.html">Niente litio, solo CO₂: Google lancia in Irlanda il nuovo impianto di accumulo energia pulita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le Big Tech Usa nel mirino: i Pasdaran mirano al complesso militare-industriale nel Golfo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-big-tech-usa-nel-mirino-i-pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-golfo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 05:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Ibm]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
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		<category><![CDATA[Pasdaran]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le Big Tech Usa come bersaglio legittimo: i Pasdaran mirano al complesso militare-industriale nel Golfo. Gli scenari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-big-tech-usa-nel-mirino-i-pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-golfo.html">Le Big Tech Usa nel mirino: i Pasdaran mirano al complesso militare-industriale nel Golfo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Iran</strong> ha dichiarato, tramite il corpo dei Guardiani della Rivoluzione (Irgc) che le infrastrutture tecnologiche delle compagnie statunitensi nel Golfo potrebbero essere ritenute <strong>bersagli legittimi negli attacchi in risposta ai bombardamenti americani e israeliani</strong> contro il Paese, iniziati lo scorso 28 febbraio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Iran alle aziende Usa: sono bersagli legittimi</h2>



<p><strong><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/3/11/iran-declares-us-israeli-economic-banking-interests-in-region-as-targets">Mazir Motamedi, </a></strong>corrispondente Al Jazeera da Teheran, ha infatti dichiarato che l&#8217;agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha indicato <strong>Google, Microsoft, Palantir, Ibm, Nvidia e Oracle</strong> come aziende i cui asset potrebbero diventare target legittimi e che da canali vicini ai Guardiani sono emerse comunicazioni minacciose agli abitanti dei Paesi della regione circa la <strong>necessità di restare ad almeno un chilometro di distanza dalle sedi delle banche Usa,</strong> che potrebbero diventare a loro volta bersaglio.</p>



<p>Non si tratta di una novità nella prassi, dato che i data center costruiti al culmine di grandi <a href="https://www.cnbc.com/inside-the-gulfs-trillion-dollar-ai-gamble/">progetti infrastrutturali di intelligenza artificiale in Medio Oriente</a> da parte di aziende Usa che hanno puntato miliardi di dollari sul settore, erano già <strong>un obiettivo per la rappresaglia iraniana</strong> da diversi giorni. Fa sostanza, però, l&#8217;identificazione del <strong>nuovo complesso militare-industriale-tecnologico</strong> e della nuova sinergia tra campioni dell&#8217;innovazione e strutture della sicurezza nazionale come un tutt&#8217;uno non distinto dalle ramificazioni operative del Pentagono e del Comando Centrale che stanno martellando Teheran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;IA in guerra</h2>



<p>Abbiamo dato conto del <strong>ruolo critico giocato dagli apparati </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/ai-in-guerra-da-claude-a-palantir-liran-come-primo-teatro-della-rivoluzione-militare.html"><strong>tecnologici Usa</strong> nel raid iniziale della guerra, </a>con i contributi del <strong>progetto Maven del Pentagono al targeting</strong> e all&#8217;individuazione di bersagli che si è rivelato decisivo per infliggere pesanti danni all&#8217;Iran. </p>



<p>Il combinato disposto della tecnologia israelo-americana ha con ogni probabilità <strong>favorito l&#8217;uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei nel suo compound</strong> nella giornata del 28 febbraio, e per l&#8217;Iran è stato difficile, in apertura di conflitto, limitare i colpi di Washington e Tel Aviv. La scelta iraniana di regionalizzare la guerra risponde anche alla volontà di <strong>annacquare lo strapotere tecnologico dei nemici.</strong> Facendo dunque aprire a raggiera lo spazio di tutela e difesa americano e mirando a far <strong>disperdere l&#8217;intercettazione aerea su più teatri</strong>. Tra cui anche quello volto a blindare la sicurezza dell&#8217;infrastruttura tecnologica mediorientale.</p>



<p><a href="https://www.cnbc.com/2026/03/11/iran-war-hyperscalers-huge-middle-east-ai-data-center-plans.html">Amazon Web Services ha già visto due strutture negli Emirati Arabi Uniti </a>e in Bahrain messe sotto attacco dalla risposta iraniana. E per i Pasdaran sdoganare tali obiettivi serve a un risultato chiaro: aumentare la granularità della guerra e la dispersione degli obiettivi su tutta la regione; far aumentare il costo del conflitto per gli Stati del Golfo, che vedono messa a repentaglio la loro volontà di essere hub tecnologici di rango globale; incentivare una strategia asimmetrica con cui, a costo limitato, <strong>Teheran vuole infliggere danni significativi a Washington e Tel Aviv; </strong>potenziare la dottrina della <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-lassenza-di-strategia-dellamerica-un-monito-per-le-guerre-di-domani.html">&#8220;difesa a mosaico&#8221; fatta di decentralizzazione tanto <strong>nell&#8217;assorbimento del colpo</strong> quanto nell&#8217;inflizione del danno</a>, con quest&#8217;ultimo processo delegato con maggior forza ai comandi locali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché l&#8217;Iran indica le aziende Usa come target</h2>



<p><a href="https://x.com/shanaka86/status/2031687264284369080">L&#8217;analista di scenari geopolitici e finanziari Shanaka Anslem Perera ha scritto</a> che per l&#8217;Iran il targeting &#8220;non è irrazionale&#8221;: &#8220;il software <strong>Mission Manager di Palantir </strong>fornisce il targeting basato sull&#8217;Intelligenza Artificiale che seleziona quale struttura iraniana colpire con ogni bomba americana. <strong>Aws ospita carichi di lavoro </strong>militari statunitensi. I chip di Nvidia alimentano i modelli di sorveglianza. Nella dottrina dell&#8217;Irgc, queste aziende non sono collaterali<strong>&#8220;, ma &#8220;sono il sistema nervoso digitale della kill chain che ha assassinato Khamenei&#8221;</strong>.</p>



<p>Architettura di un nuovo complesso militare-tecnologico dove i confini tra <strong>uso ordinario e uso operativo sono sempre più labili e, anzi, la stessa ambivalenza di aziende e ritrovati tecnologici</strong> diventa fattore competitivo e strumento di proiezione di potenza. </p>



<p>I Pasdaran hanno ben chiari quali siano gli <strong>snodi cruciali della proiezione del potere americano</strong>, su cui per la sfida del cloud si appoggiano inevitabilmente anche le capacità di Israele, e in un certo senso hanno <strong>appreso le moderne lezioni della guerra,</strong> fatta anche di deterrenza e minacce potenziali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La pressione dell&#8217;Iran sulle Big Tech Usa</h2>



<p>In un certo senso, classificando intere aziende come <strong>proiezioni militari l&#8217;Irgc porta il conflitto a un nuovo stadio,</strong> ove anche i provider di funzioni destinate all&#8217;attacco sono ritenuti complici di azioni cinetiche. Un dato che si inserisce anche con un obiettivo di guerra psicologica nei dibattiti interni agli Usa sull&#8217;IA e la guerra, come dimostrato dagli screzi &#8220;morali&#8221; di <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/etica-guerra-ia-cosa-succede-tra-anthropic-e-il-pentagono.html">Anthropic contro il Pentagono, </a>che ha usato Claude nei raid contro Teheran.  </p>



<p>L&#8217;Iran sembra voler dire che chi si chiama fuori dal confronto favorevole alla Difesa Usa potrebbe non essere ritenuto un bersaglio, nella consapevolezza, notata da Perera che per la dottrina della &#8220;<a href="https://it.insideover.com/guerra/difesa-e-contrattacco-le-opzioni-per-liran-nella-guerra-contro-israele-e-usa.html">difesa a mosaico</a>&#8221; oggi &#8220;31 comandi provinciali autonomi possiedono ciascuno un&#8217;autorità di fuoco indipendente su missili, droni e motoscafi veloci, e ognuno detiene un <strong>elenco pubblicato di strutture tecnologiche americane</strong>&#8221; potenzialmente colpibili. L&#8217;Iran allunga, nelle intenzioni, il raggio d&#8217;azione della guerra. E i passi in avanti dell&#8217;escalation sembrano difficili da invertire.</p>



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		<title>La sfida da 180 miliardi di dollari di Google per dominare l&#8217;Intelligenza artificiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-sfida-da-180-miliardi-di-dollari-di-google-per-dominare-lintelligenza-artificiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 01:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="886" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Youtube Google" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-1024x473.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-768x354.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-1536x709.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250924104413107_9ab5d5fd85be24f7b0693a169870cfdc-e1758703490797-600x277.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La sfida da 180 miliardi di dollari di Alphabet, parent company di Google, per dominare l'intelligenza artificiale: gli scenari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-sfida-da-180-miliardi-di-dollari-di-google-per-dominare-lintelligenza-artificiale.html">La sfida da 180 miliardi di dollari di Google per dominare l&#8217;Intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Alphabet</strong>, la <em>parent company</em> di Google, ha lanciato per il 2026 un progetto colossale di investimenti sull&#8217;<strong>intelligenza artificiale che mostra tanto le ambizioni del gruppo di Mountain View</strong> per sorpassare OpenAI e ChatGpt quanto, se non soprattutto, la portata della spesa in conto capitale necessaria per soddisfare queste necessità.</p>



<p>Trainata dai servizi di Google Alphabet, che nel 2025 ha comunicato conti con 403 miliardi di dollari di fatturato (+15% sul 2024), 24,8 miliardi di profitti (+30%) e un maxi-flusso di cassa positivo per 73,3 miliardi di dollari (quattro manovre finanziarie italiane) <strong>ha alzato per il 2026 a una cifra tra 175 e 185 miliardi di dollari le pianificazioni di investimento </strong>in conto capitale per l&#8217;infrastruttura tecnologica di riferimento per la rivoluzione tecnologica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La maxi-sfida di Alphabet per dominare l&#8217;Ia</h2>



<p><strong>Facendo una media, 180 miliardi di dollari:</strong> una progettualità che mobiliterà risorse paragonabili a quasi il 10% del Pil italiano per comprare <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/google-nvidia-nel-2026-la-battaglia-dei-giganti-su-chip-e-intelligenza-artificiale.html">chip, Tpu, </a>materie prime per realizzare data center, interconnessioni, hub logistici, cavi e centri di cloud computing</strong>, per ammodernare le reti energetiche volte a aumentare la potenza di calcolo, per governarne sicurezza e resilienza.</p>



<p>Questa è la portata del <strong>risveglio del gigante che ha puntato OpenAI, ChatGpt e Sam Altman</strong> per dominare il mercato dell&#8217;intelligenza artificiale generativa. Su scala globale, i sistemi Gemini di Google avevano 350 milioni di utenti mensili a gennaio 2025. Un anno dopo, il mese scorso, sono stati 650 milioni. In quest&#8217;ottica, <a href="https://fatjoe.com/blog/google-gemini-stats/#:~:text=The%20biggest%20thing%20to%20take,market%20share%20is%20also%20astounding.">la quota di mercato è salita da meno del 6% al 21,5%.</a></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>



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<h2 class="wp-block-heading">Il sistema-Google/Alphabet sull&#8217;Ia</h2>



<p>Google, ne abbiamo parlato, ha <strong>rivoluzionato il suo modello di business</strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/google-il-risveglio-del-gigante-alphabet-in-volo-grazie-allia.html"> integrando l&#8217;intelligenza artificiale nel sistema dominante della ricerca via web</a> e, come <a href="https://longyield.substack.com/p/alphabets-180-billion-ai-bet-inside">nota il portale Substack di analisi finanziarie <em>Long Yield</em></a><em>,</em> &#8220;&#8221;l&#8217;intelligenza artificiale sta trasformando i prodotti principali di Alphabet da piattaforme di query e pubblicità statiche ad agenti interattivi e personalizzati&#8221;. Tra i colossi dell&#8217;Ia, Google/Alphabet aveva a disposizione una quota imponente di risorse, ecosistemi tecnologici e dati su cui allenare gli algoritmi e i modelli, consentendo a Gemini di avere una struttura ideale in cui elaborare l&#8217;inferenza dei dati e passare dalla base ordinaria dell&#8217;Ia generativa a una struttura orientata a un&#8217;applicazione concreta dell&#8217;IA nei sistemi tecnologici.</p>



<p>Google vuole strutturarsi come <strong>piattaforma trasversale</strong> a trecentosessanta gradi per l&#8217;Ia combinando un linguaggio avanzato (Gemini), piattaforme tecnologiche di applicazione, <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/tecnologia-e-geopolitica-nelloceano-indiano-il-maxi-cavo-di-google-e-il-data-center-tra-i-granchi.html">una rete di <strong>data center e cavi sottomarini</strong> dispersa su scala globale</a>, da ultimo anche una sfida a <strong>Nvidia, campionessa dell&#8217;hardware</strong>, per sfidare con le unità di computazione funzionali all&#8217;inferenza proprietaria (Tpu) le Gpu di Nvidia dominanti negli altri comparti tecnologici. <em>Long Yield</em> riassume bene lo scenario:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La strategia di intelligenza artificiale di Alphabet si basa su uno stack verticalmente integrato: acceleratori proprietari (TPU), data center iperscalabili, modelli all&#8217;avanguardia e distribuzione capillare su prodotti consumer e aziendali. Questa integrazione consente prestazioni e struttura dei costi differenziate […] </p>



<p>Alphabet afferma di aver ridotto i costi unitari di servizio per Gemini del 78% grazie all&#8217;ottimizzazione del modello e ai miglioramenti dell&#8217;utilizzo, una leva cruciale per l&#8217;espansione dei margini</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida della sostenibilità</h2>



<p>L&#8217;obiettivo del Ceo Sundar Pichai e del suo management è quello di alimentare con il flusso di cassa dettato dall&#8217;attività ordinaria e dai futuri sviluppi una corsa all&#8217;IA onerosa e ambiziosa al tempo stesso. </p>



<p>Gli analisti si attendevano, però, spese per 120 miliardi di dollari, inferiore alle spese in conto capitale annunciate per il 2026 da Microsoft (140 miliardi) e Meta (135 miliardi), ma Mountain View si è alzata sui pedali e ha staccato entrambe, perlomeno negli annunci.<a href="https://www.ft.com/content/22d97d8e-1101-4b1b-8a28-66054dfa363a"> Sul breve periodo, gli azionisti hanno <strong>reagito vendendo azioni Alphabet,</strong></a> provocando un leggero slittamento nell&#8217;ultima settimana dopo tre mesi in cui il gruppo ha aumentato di due terzi il suo valore, battendo le altre <a href="https://it.insideover.com/economia/il-365-di-wall-street-in-dieci-aziende-la-borsa-usa-tra-euforia-e-bolla.html">&#8220;magnifiche sette&#8221; di Wall Street </a>per crescita. Ora la sfida sarà garantire la sostenibilità e i ritorni di un piano d&#8217;investimento ambizioso con cui Google vuole diventare la regina dell&#8217;Ia, mettendo la freccia su ogni concorrente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-sfida-da-180-miliardi-di-dollari-di-google-per-dominare-lintelligenza-artificiale.html">La sfida da 180 miliardi di dollari di Google per dominare l&#8217;Intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Google-Nvidia, nel 2026 la battaglia dei giganti su chip e intelligenza artificiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/google-nvidia-nel-2026-la-battaglia-dei-giganti-su-chip-e-intelligenza-artificiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 04:29:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Nvidia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/google.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Google" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/google.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/google-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/google-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/google-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Google-Nivida, su chip e intelligenza artificiale parte la battaglia dei giganti tra Mountain View e Santa Clara.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/google.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Google" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/google.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/google-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/google-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/google-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il 2026 si preannuncia <strong>destinato a essere dominato dalla &#8220;battaglia dei giganti&#8221; tecnologica</strong> per definire i nuovi standard dell&#8217;intelligenza artificiale: <strong>la posizione dominante di Nvidia</strong> nel fornire hardware abilitante per la potenza di calcolo e l&#8217;inferenza Ia è sfidata da <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/google-il-risveglio-del-gigante-alphabet-in-volo-grazie-allia.html">Alphabet, la parent company di Google</a>,</strong> che sta prendendo lo slancio per giocare un ruolo trasversale nel sistema.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tpu contro Gpu</h2>



<p>Se sul lato dei linguaggi naturali Google ha schierato <strong>Gemini 3</strong> per fare concorrenza a <strong>ChatGpt e OpenAI,</strong> frontrunner da fine 2022, su quello dell&#8217;hardware il gruppo guidato da <strong>Sundar Pichai</strong> sta minando la leadership di <strong>Nvidia, azienda decisiva come abilitatrice della rivoluzione Ia,</strong> i cui chip e le cui Gpu (Graphic processing unit) sono diventati la &#8220;benzina&#8221; della potenza di calcolo e che da una capitalizzazione di 250 miliardi di dollari è passata in tre anni ad essere la prima azienda della <strong>storia del capitalismo mondiale a raggiungere i 4mila e i 5mila miliardi</strong> di valore borsistico.</p>



<p>Le Gpu di Nvidia, come le H200 e le più recenti Blackwell, hanno garantito la possibilità di alzare la capacità generativa e la potenza di calcolo dei gruppi dell&#8217;Ia e sono ora sfidate da una diversa tecnologia di Google, che punta sulle <strong>Tensor Processing Unit (Tpu)</strong>, circuiti integrati per applicazioni specifiche (Asic) che mirano a incrementare la potenza di calcolo in fini specifici e concreti dell&#8217;uso dell&#8217;IA, dal cloud computing alla robotica, alzando l&#8217;asticella delle funzionalità che le reti neurali possono abilitare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nvidia-Google, sfida sull&#8217;Ia</h2>



<p>Google, che ha varato la prima Tpu nel 2016, ritiene che nei data center le sue tecnologie, compresa la recente Tpu Ironwood, possano garantire efficienza di costo e maggiore scalabilità rispetto ai chip di Nvidia.</p>



<p>L&#8217;azienda di Jensen Huang trova dunque pane per i suoi denti. <strong>Google, che si affida alla taiwanese Tsmc</strong> per parte della realizzazione delle Tpu, vuole presentarsi come azienda capace di diventare una vera e propria &#8220;Compagnia delle Indie&#8221; dell&#8217;Ia, controllando quote di mercato considerevoli in tutta la filiera, dalla generazione di dati alla componente industriale. <strong>L&#8217;azienda di IA Anthropic</strong> ha siglato un contratto da <strong>26 miliardi di dollari per le Tpu di Google,</strong> e &#8220;neocloud&#8221; come quelli di CoreWave si affideranno all&#8217;azienda di Pichai ma il vero &#8220;Santo Graal&#8221; potrebbe, per Mountain View, essere l&#8217;asse in discussione con Meta per portare nella parent company di Facebook e nei suoi data center le tecnologie di Alphabet.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dinamiche della concorrenza</h2>



<p>In un report agli investitori <a href="https://www.home.saxo/content/articles/equities/googlenvidia-25112025">la banca danese Saxo </a>ricorda che la discesa in campo di Alphabet/Google può aumentare la concorrenza e creare vantaggi di costo agli operatori sottolineando che ora &#8220;quando hyperscaler come Alphabet, Amazon e Microsoft progettano i propri acceleratori, non devono più accettare i prezzi e le forniture offerti da Nvidia&#8221; ma &#8220;possono spostare i carichi di lavoro tra chip interni e apparecchiature di terze parti, mettere i fornitori l&#8217;uno contro l&#8217;altro e trasferire parte dei risparmi ai clienti per conquistare quote di mercato nel cloud&#8221;. </p>



<p>Nvidia mantiene il vantaggio di poter proporre un pacchetto completo per integrazione tecnologia, avviamento della macchina AI e sviluppo di profonde capacità innovative generiche e rimane il punto di riferimento, soprattutto per i clienti che non hanno margini di spesa eccessivi. Ma ad oggi è chiaro che una <strong>partita di mercato sia stata lanciata. E l&#8217;intero ecosistema Usa può osservare</strong> con attenzione. Mentre al contempo è la rivalità tra aziende che può spingere verso nuove frontiere una corsa all&#8217;innovazione in cui Google, che sembrava la grande sconfitta dell&#8217;emersione di ChatGpt, vuole essere il game-changer.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
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		<title>Microsoft, Google e gli altri: big tech Usa punta miliardi sull&#8217;India</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/microsoft-google-e-gli-altri-big-tech-usa-punta-miliardi-sullindia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 05:57:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[Data center]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="data center" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Le Big Tech Usa investono decine di miliardi in India, soprattutto in data center e IA, portando al Paese opportunità ma anche sfide.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="data center" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/data-center-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Il settore tecnologico dell&#8217;<strong>India</strong> sta attirando enormi investimenti da parte delle <strong>Big Tech statunitensi</strong>. Tutto è partito da <strong>Microsoft </strong>che ha annunciato <strong>17,5 miliardi di dollari</strong> per potenziare il settore dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> indiano. Poche ore dopo <strong>Amazon </strong>ha rivelato un piano di oltre <strong>35 miliardi</strong> per rafforzare la logistica e l&#8217;e-commerce (e altro ancora). Non bisogna poi dimenticare i <strong>15 miliardi</strong> di <strong>Google </strong>allocati per costruire un <strong>data center</strong> di intelligenza artificiale nella città portuale di Visakhapatnam in collaborazione con Adani Group e Airtel. </p>



<p>In totale, contando solo questi tre colossi Usa, Delhi si è ritrovata sul tavolo circa 67,5 miliardi: un bottino davvero niente male che, se fatto fruttare a dovere, offrirà al premier <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html">Narendra Modi</a> la possibilità di tirare ulteriormente a lucido<a href="https://it.insideover.com/economia/dai-chip-alla-difesa-aerea-lindia-sullindustria-vuole-far-da-se.html"> l&#8217;anima hi-tech del suo Paese</a>, in attesa che possa presto spiccare il volo anche l&#8217;economia reale. </p>



<p>In ogni caso, la quasi totalità dei denari di Microsoft, Google e Amazon – sebbene etichettati sotto la voce IA, intelligenza artificiale – saranno impiegati per realizzare imponenti <a href="https://it.insideover.com/energia/giu-le-bollette-ai-data-center-la-cina-spende-per-il-duetto-energia-ia.html">data center</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-495306" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli investimenti hi-tech Usa in India spiccano il volo</strong></h2>



<p>Come ha spiegato il <em>Financial Times</em>, per Microsoft si tratta del più grande investimento in <strong>Asia </strong>e si aggiunge ai 3 miliardi precedentemente annunciati a gennaio.  Anche Google sta utilizzando i fondi per realizzare il suo più grande data center al di fuori degli Stati Uniti, mentre i 35 miliardi di Amazon, aggiunti ai <strong>40 miliardi</strong> già investiti in India, la renderanno il maggiore investitore straniero nel Paese guidato da Modi.</p>



<p>Perché tutti in India? Due sono le ragioni: l&#8217;India è una <strong>nazione in ascesa</strong>, nonostante i numerosi problemi la sua economia continua a crescere; l&#8217;India intende rafforzare il proprio <strong>settore hi-tech</strong>; l&#8217;India, in termini di scala, è l&#8217;unica alternativa della <strong>Cina</strong> (off limits per motivazioni geopolitiche). </p>



<p>Certo, le Big Tech Usa si sono fatte avanti, hanno fatto i loro annunci, ma al momento parliamo, appunto, soltanto di <strong>annunci</strong>. Gli investimenti saranno infatti soggetti a diverse condizioni, a partire dal fatto che il governo indiano dovrà aiutare le aziende ad acquisire i <strong>terreni </strong>(un compito niente affatto facile). Come se non bastasse, l&#8217;India non produce abbastanza <strong>energia rinnovabile</strong> per soddisfare questo settore ad alto consumo energetico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="733" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-1024x733.jpg" alt="" class="wp-image-471545" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-600x429.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-1536x1099.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;India si affida alla tecnologia</strong></h2>



<p>L&#8217;<strong>acqua</strong> è un problema ancora più grave per l&#8217;India perché i data center ne sono grandi consumatori. Secondo le stime della Banca Mondiale, questo Paese ospita il 18% della popolazione mondiale e solo il <strong>4% delle risorse idriche</strong>. L&#8217;Andhra Pradesh, per esempio, è già soggetto a siccità e i data center progettati in loco potrebbero aggravare ulteriormente la carenza idrica. </p>



<p>Negli ultimi decenni, la crescita economica indiana è stata accompagnata da una rapida urbanizzazione e da un&#8217;allocazione squilibrata delle risorse; questa nuova ondata di investimenti rappresenta per il gigante asiatico un&#8217;opportunità per correggere alcuni degli errori del passato. </p>



<p>Perso il treno di trasformarsi in una seconda Cina nel campo della manifattura, adesso l&#8217;India spera di spiccare il volo affidandosi all&#8217;hi-tech. I miliardi dei colossi Usa rappresentano puro ossigeno per un Paese-continente che sogna in grande. Dovranno tuttavia essere accompagnati da politiche e misure volte a creare le giuste condizioni per consentire all&#8217;Elefante, o meglio a un Elefante appesantito e poco snello, di decollare dopo decenni di occasioni sprecate.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184753326_13e17ec120bf8500ddfbafbd56d8faba-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-471546" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184753326_13e17ec120bf8500ddfbafbd56d8faba-1024x771.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184753326_13e17ec120bf8500ddfbafbd56d8faba-600x452.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184753326_13e17ec120bf8500ddfbafbd56d8faba-300x226.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184753326_13e17ec120bf8500ddfbafbd56d8faba-768x578.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184753326_13e17ec120bf8500ddfbafbd56d8faba-1536x1157.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184753326_13e17ec120bf8500ddfbafbd56d8faba.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/microsoft-google-e-gli-altri-big-tech-usa-punta-miliardi-sullindia.html">Microsoft, Google e gli altri: big tech Usa punta miliardi sull&#8217;India</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tecnologia e geopolitica nell&#8217;Oceano Indiano: il maxi-cavo di Google e il data center tra i granchi</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/tecnologia-e-geopolitica-nelloceano-indiano-il-maxi-cavo-di-google-e-il-data-center-tra-i-granchi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 05:46:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cavi sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Tecnologia-e-geopolitica-nellOceano-Indiano-il-maxi-cavo-sottomarino-di-Google-e-il-data-center-nellisola-dei-granchi-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tecnologia e geopolitica nell'Oceano Indiano: il maxi-cavo sottomarino di Google e il data center nell'isola dei granchi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/tecnologia-e-geopolitica-nelloceano-indiano-il-maxi-cavo-di-google-e-il-data-center-tra-i-granchi.html">Tecnologia e geopolitica nell&#8217;Oceano Indiano: il maxi-cavo di Google e il data center tra i granchi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Google, in corsa per giocare un ruolo da protagonista nella corsa dell&#8217;intelligenza artificiale, non cessa di proiettarsi come grande colosso tecnologico e studia un grande sistema di cavi sottomarini e data center avente al centro un piccolo isolotto dell&#8217;Asia Meridionale, <strong>Christmas Island</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Christmas Island al centro della geopolitica</h2>



<p>Vasta sola 135 km quadrati, appartenente politicamente all&#8217;Australia e posta però nell&#8217;Oceano Indiano, a 1.500 km dal Nuovissimo Continente e a 350 km da Giava e Sumatra, isole dell&#8217;Indonesia, questa piccola isola, ricca di fosfati, è nota soprattutto per la migrazione annuale del <strong>granchio rosso (Gecarcoidea natalis)</strong>, che ogni anno a novembre vede circa <strong>100 milioni di esemplari</strong> muoversi dalle foreste piovose dell&#8217;isola verso le spiagge e il mare per accoppiarsi e deporre le uova. Un autentico capolavoro della natura, che presto potrebbe avvenire al cospetto <strong>di un&#8217;importante infrastruttura del gruppo di Mountain View</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="What are 100 MILLION Crabs Doing Here? | The Trials of Life | BBC Earth" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Yo7Rpr_xyOU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_Yo7Rpr_xyOU");</script>
</div></figure>



<p><em><a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/google-planning-powerful-ai-data-centre-tiny-australian-indian-ocean-outpost-2025-11-06/">Reuters</a></em> parla di un data center per l&#8217;IA in un&#8217;area strategica per il confronto geopolitico tra il campo occidentale e la Cina, ma esponenti di Google hanno dichiarato ad <em>Ars Technica</em> che si parla di sistemi per la trasmissione dati via cavi sottomarini. &#8220;Ciò che Google ha confermato pubblicamente è che nel novembre 2024 l&#8217;azienda <a href="https://cloud.google.com/blog/products/infrastructure/bosun-australia-connect-initiative-for-indo-pacific-connectivity?e=48754805">ha annunciato</a> l&#8217;iniziativa <strong>Australia Connect</strong>, che si concentra sulle infrastrutture via cavo sottomarine per migliorare la connettività digitale nella regione indo-pacifica&#8221;,<a href="https://arstechnica.com/ai/2025/11/google-plans-secret-ai-military-outpost-on-tiny-island-overrun-by-crabs/"> scrive <em>Ars Technica</em>. </a>Una grande strategia, quella di Google, che ha proprio in Christmas Island una sua architrave.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rete globale di Google </h2>



<p>La società capitana del gruppo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/google-il-risveglio-del-gigante-alphabet-in-volo-grazie-allia.html">Alphabet</a> in sinergia con International Gateway Company ha annunciato che costruirà il cavo <strong>TalayLink dalla Thailandia a Christmas Island,</strong> per poi proseguire fino alla presa a terra nel Western Australia, e inoltre il progetto Dhivaru Trans-Indian Ocean passerà sempre dall&#8217;isola dei granchi per arrivare, più a <strong>Ovest, alle Maldive e in Oman.</strong> Quest&#8217;ultimo Paese è pensato come il punto di passaggio tra Penisola Arabica e Oceano Indiano del progetto Blue-Raman di cui Google è un grande investitore per un maxi-cavo tra Francia e India passante per Italia, Grecia,<a href="https://connect.geant.org/2025/06/25/blue-raman-submarine-cable-highlighted-at-high-level-event-the-mattei-plan-for-africa-and-global-gateway"> Israele, Giordania e Arabia Saudita</a></p>



<p>A Christmas Island passa poi l&#8217;Australia Singapore Cable (Asc), un&#8217;infrastruttura di 4.600 km in fibra ottica operativa dal 2018, che <strong>connette Australia, Indonesia, Singapore</strong> attraverso il medesimo punto: la piccola isola soggetta alla sovranità di Canberra.</p>



<p>Asc è operato da Vocus Communications, società di proprietà di Aware Super e del fondo<strong> Macquaire (socia nel nostro Paese di Autostrade per l&#8217;Italia),</strong> secondo operatore di telecomunicazioni in Australia. Google e Vocus coopereranno per il cavo sottomarino Bosun: Darwin-Singapore via Christmas Island. Ars Technica riferisce che &#8220;Google sta inoltre collaborando con partner come Vocus per fornire coppie di fibre ottiche terrestri che collegheranno Darwin alla Sunshine Coast, che collegheranno il cavo Bosun con<strong> il sistema di cavi sottomarini Tabua</strong> che collega gli Stati Uniti, l&#8217;Australia e le Fiji&#8221;, nel cuore del Pacifico. </p>



<p> Il reticolo che sembra delinearsi è quella di un&#8217;ampia serie di interconnessioni capaci di garantire flussi dati sicuri attraverso Paesi ritenuti aderenti o alleati al campo occidentale e di <strong>tagliare fuori i potenziali rivali o avversari, a partire dalla Cina, così da blindare un sistema di trasporto</strong> dell&#8217;informazione e dalla sua governance resistente a ogni potenziale infiltrazione. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125144746355_34f39a2f665f93fa1405d9f3f87a6c38-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-495304" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125144746355_34f39a2f665f93fa1405d9f3f87a6c38-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125144746355_34f39a2f665f93fa1405d9f3f87a6c38-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125144746355_34f39a2f665f93fa1405d9f3f87a6c38-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125144746355_34f39a2f665f93fa1405d9f3f87a6c38-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125144746355_34f39a2f665f93fa1405d9f3f87a6c38-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125144746355_34f39a2f665f93fa1405d9f3f87a6c38.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un granchio rosso di Christmas Island</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">A Christmas Island un nuovo ecosistema tecnologico</h2>



<p>Se tutti i progetti prendessero piede, Google sarebbe finanziatore, investitore o partner di progetti che <strong>avrebbero una capacità globale di trasmissione dell&#8217;informazione,</strong> potenziando tanto le sue prospettive in termini di flusso dati per alimentare e gestire l&#8217;IA quanto la rilevanza geostrategica dei suoi asset. E il perno di tutto ciò sarebbe Christmas Island, isoletta la cui peculiarità ambientale è oggi sfidata dalla <strong>salienza geopolitica del suo posizionamento</strong>. Il data center progettato da Google, in quest&#8217;ottica, può divenire un&#8217;infrastruttura di rilevanza globale. </p>



<p>&#8220;Due fonti dell&#8217;Isola di Natale e una fonte della difesa hanno affermato che il data center avrebbe avuto un vantaggio commerciale per Google, data la sua posizione nell&#8217;Oceano Indiano, tra Africa, Asia e Australia, nonché per i suoi potenziali utilizzi nella difesa&#8221;, <a href="https://www.theguardian.com/australia-news/2025/nov/07/google-ai-data-centre-christmas-island-department-defence-deal">scrive il Guardian.</a> Del resto, l&#8217;ex commodoro della Marina Australiana <strong>Peter Leavy </strong>nota che l&#8217;isola &#8220;è posizionata in modo ottimale per monitorare almeno ciò che accade nello Stretto della Sonda, nello Stretto di Lombok e nello Stretto di Malacca&#8221;. </p>



<p>Non saranno più solo i granchi a rendere interessante l&#8217;isola scoperta da un vascello della Compagnia britannica delle Indie Orientali il 25 dicembre 1643 e che dal Natale prende il nome. Nella geopolitica delle <strong>periferie al centro, anche Christmas Island diventa un punto caldo</strong> all&#8217;intersezione tra tecnologia, geopolitica e decoupling tra campi rivali.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
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		<title>Google, Il risveglio del gigante: Alphabet in volo grazie all&#8217;Ia</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/google-il-risveglio-del-gigante-alphabet-in-volo-grazie-allia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 05:42:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Alphabet]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/google.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="google" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/google.jpeg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/google-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/google-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/google-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Alphabet, casa madre di Google, sta uscendo alla distanza come la maggior rivale con cui OpenAI.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/google.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="google" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/google.jpeg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/google-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/google-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/google-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La corsa all&#8217;Intelligenza artificiale ha visto nel novembre 2025 emergere con forza tutte le potenzialità di una compagnia tecnologica tradizionale: <strong>Alphabet, casa madre di Google</strong>, sta uscendo alla distanza come la maggior rivale con cui OpenAI, su cui si sono finora concentrate tutte le attenzioni per lo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale generativa, si dovrà confrontare. E c&#8217;è tutta la storia tecnologica e industriale della corsa all&#8217;Ia in questa partita.</p>



<p>Parlano i dati: <strong>Alphabet è per risultati la regina della borsa tra le &#8220;magnifiche sette&#8221; del S&amp;P500,</strong> ha ormai raggiunto<strong> il valore di 300 dollari ad azione, cresce del 55% da inizio anno</strong>, e ha recentemente lanciato due prodotti innovativi che possono cambiare la partita dell&#8217;Ia. Da un lato, il chip fabbricato in casa <strong>Ironwood</strong>. Dall&#8217;altro, il modello generativo <strong>Gemini 3</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I due game-changer di Google/Alphabet</h2>



<p>Il primo è una Tensor Processing Unit (Tpu) che collega 9.216 processori e rappresenta la prima grande sfida da parte di una compagnia hyperscaler ai sistemi computazionali per l&#8217;Ia realizzati dalla regina del mercato, Nvidia. Grande novità, non sarà utilizzata solo da Mountain View ma anche fornito a un altro operatore del settore, <strong>Anthropic, che gestisce il modello Claude</strong>. Il secondo, invece, rappresenta la più compiuta sfida a ChatGpt e a Sam Altman ad oggi presente sul mercato, perché <strong>si tratta del compimento di un processo di riconversione tecnologica di Google/Alphabet</strong> tutt&#8217;altro che indifferente.</p>



<p>Quando tra fine 2022 e inizio 2023 ci fu il boom dell&#8217;Ia generativa, Google sembrava essere il grande bersaglio dei meccanismi come ChatGpt. Il suo modello di ricerca online e di monetizzazione tramite piattaforme pubblicitarie e indicizzazione dei contenuti appariva un meccanismo elefantiaco destinato a tramontare di fronte alla sfida agile e pret-a-porter dei linguaggi generativi. </p>



<p>La manovra con cui Alphabet <strong>ha svwntato il rischio di essere messa all&#8217;angolo è stata quantomeno funambolica</strong>: ribaltare il paradigma. <strong>Il gruppo guidato dal Ceo Sundar Pichai, a capo di Google dal 2015 e di Alphabet dal 2019,</strong> ha scelto di integrare l&#8217;Ia nel modello tradizionale. Questo si è riflesso nella decisione di fare leva sulla presenza di un combinato disposto tra una base dati e di informazioni senza paragone tra gli altri operatori Ia, di sfruttare la possibilità di integrare nel modello di ricerca le tecnologie di Gemini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari per Alphabet</h2>



<p>Alphabet si è trovata nella prospettiva di poter agire al tempo stesso da Big Tech tradizionale (nella logica delle piattaforme integrate fornitrici di servizi), di poter applicare nei propri ecosistemi (si pensi a YouTube) l&#8217;allenamento dell&#8217;intelligenza artificiale, di far leva sulla presenza di un retroterra di ricerca, sviluppo e industria con la capacità di rendersi indipendente da <strong>Nvidia per la fornitura di strumenti capaci di innalzare la potenza di calcolo</strong>. </p>



<p>A coronare il tutto, la scelta di puntare su Google da parte del re di Wall Street, <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/il-primo-trilione-di-warren-buffett.html">Warren Buffett,</a> che ha investito 4,3 miliardi di dollari</strong> sul gruppo di Mountain View. Raccogliendo, in definitiva, <a href="https://timesofindia.indiatimes.com/technology/tech-news/warren-buffetts-4-3-billion-alphabet-investment-signals-a-direct-challenge-to-nvidias-lead-in-ai-chips/articleshow/125506567.cms">l&#8217;ennesimo successo della sua carriera. </a>L&#8217;Ia è un ecosistema in evoluzione che si strutturerà come saldatura tra un&#8217;industria manifatturiera altamente specializzata, una galassia di servizi integrati e la necessità di economie di scala. <strong>La marcia di Alphabet può essere il risveglio del gigante che sembrava sopito</strong>, dato che Google può garantire tutte e tre partendo da una situazione di solidità che manca a OpenAI: la capacità di generare col business ricavi e profitti e di non dover proiettare nel futuro l&#8217;incertezza di guadagni <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cwy7vrd8k4eo">presunti come fa il gruppo di Altman. </a>E questo può essere davvero il fattore decisivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/google-il-risveglio-del-gigante-alphabet-in-volo-grazie-allia.html">Google, Il risveglio del gigante: Alphabet in volo grazie all&#8217;Ia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>45 milioni di dollari per la propaganda: Israele investe su Google per minimizzare la tragedia di Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/45-milioni-di-dollari-per-la-propaganda-israele-investe-su-google-per-minimizzare-la-tragedia-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Sep 2025 09:55:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=484600</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele Google" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709-1024x481.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709-1536x722.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709-600x282.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come ha spiegato su InsideOver Raffaele Buccolo in tempi non sospetti, negli ultimi mesi, il Ministero degli Esteri israeliano ha intensificato il proprio sforzo comunicativo attraverso una serie di campagne pubblicitarie digitali, veicolate soprattutto su Google e YouTube, per influenzare l’opinione pubblica occidentale. Ora è Drop Site News a svelare la massiccia campagna di propaganda sul motore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/45-milioni-di-dollari-per-la-propaganda-israele-investe-su-google-per-minimizzare-la-tragedia-di-gaza.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/45-milioni-di-dollari-per-la-propaganda-israele-investe-su-google-per-minimizzare-la-tragedia-di-gaza.html">45 milioni di dollari per la propaganda: Israele investe su Google per minimizzare la tragedia di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele Google" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709-1024x481.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709-1536x722.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250906103407661_d6c23aac074d2b51d0ccb25f4bff60ba-e1757147713709-600x282.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come ha spiegato su <a href="https://it.insideover.com/guerra/propaganda-israeliana-le-nuove-campagne-del-ministero-di-tel-aviv-con-la-complicita-delle-piattaforme.html"><em>InsideOver</em> Raffaele Buccolo in tempi non sospetti</a>, negli ultimi mesi, il <a class="" href="https://www.youtube.com/@IsraelMFA">Ministero degli Esteri israeliano</a> ha intensificato il proprio sforzo comunicativo attraverso una serie di campagne pubblicitarie digitali, veicolate soprattutto su <strong>Google</strong> e <strong>YouTube</strong>, per influenzare l’opinione pubblica occidentale. <a href="https://www.dropsitenews.com/p/google-youtube-netanyahu-israel-propaganda-gaza-famine">Ora è <em>Drop Site News</em></a> a svelare la massiccia campagna di propaganda sul motore di ricerca di Alphabet messa in campo dal governo di Benjamin Netanyahu, a riprova dello <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/amazon-google-e-microsoft-cloud-e-intelligenza-artificiale-per-la-guerra-di-israele.html">strettissimo legame tra Israele e le Big Tech della Silicon Valley</a>, da Microsoft a <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/palantir-i-malumori-della-base-di-trump-e-la-sorveglianza-di-massa.html">Palantir</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Operazione di propaganda su larga scala sui motori di ricerca</h2>



<p>Quella voluta da Israele è <strong>un’operazione di propaganda digitale su larga scala</strong>. L’obiettivo? Minimizzare la crisi umanitaria a Gaza e manipolare la percezione globale attraverso una campagna pubblicitaria da <strong>45 milioni di dollari</strong>.Il 2 marzo 2025, poche ore dopo l’annuncio del blocco totale di cibo, medicinali, carburante e altri aiuti umanitari a Gaza, i parlamentari israeliani si sono riuniti non per discutere dell’impatto devastante di questa decisione, ma per pianificare come gestire il contraccolpo mediatico. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="874" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Gy5zRQNXAAA0vzG-1024x874.jpeg" alt="" class="wp-image-484604" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Gy5zRQNXAAA0vzG-1024x874.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Gy5zRQNXAAA0vzG-300x256.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Gy5zRQNXAAA0vzG-768x655.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Gy5zRQNXAAA0vzG-600x512.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Gy5zRQNXAAA0vzG.jpeg 1290w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Durante un’audizione alla Knesset, il deputato <strong>Moshe Tur-Paz</strong> ha chiesto se fossero state prese misure per affrontare la narrativa internazionale, mentre il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, <strong>Avichai Edrei</strong>, ha rassicurato i presenti sull’avvio di una campagna digitale per negare la crisi alimentare, sostenendo che “non c’è fame” a Gaza, riporta <em>Drop Site News</em>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I documenti che raccontano la macchina della propaganda</h2>



<p>Documenti pubblici diffusi da <em>Drop Site News</em> rivelano che l’agenzia pubblicitaria del governo israeliano, <strong>Lapam</strong>, ha stipulato un contratto da 45 milioni di dollari (NIS 150 milioni) con Google, attraverso le piattaforme YouTube e Display &amp; Video 360. Un video del ministero degli Esteri israeliano, visto oltre 6 milioni di volte, afferma che “a Gaza c’è cibo, ogni altra affermazione è una menzogna”.</p>



<p>Parallelamente, sono stati spesi 3 milioni di dollari per una campagna su X e 2,1 milioni con la piattaforma Outbrain/Teads. Israele tenta di <a href="https://www.amnesty.it/striscia-di-gaza-allo-stremo/">minimizzare la gravissima situazione umanitaria</a>: secondo il ministero della Salute di Gaza, almeno <strong>367 palestinesi, di cui 131 bambini</strong>, sono morti per fame e malnutrizione dall’inizio del conflitto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La reazione di Google? Accusare l&#8217;Onu di antisemitismo</h2>



<p>Le <strong>accuse contro Google</strong> di complicità verso ciò che accade a Gaza &#8211; un genocidio, <a href="https://it.insideover.com/politica/i-piu-importanti-studiosi-di-genocidio-concordano-nellaffermare-che-a-gaza-sta-avvenendo-un-genocidio.html">secondo gli studiosi più autorevoli</a> &#8211; non sono nuove. Il <a href="https://www.un.org/unispal/document/a-hrc-59-23-from-economy-of-occupation-to-economy-of-genocide-report-special-rapporteur-francesca-albanese-palestine-2025/">rapporto</a> redatto dalla relatrice speciale delle Nazioni Unite, <strong>Francesca Albanese</strong>,  <a href="https://it.insideover.com/guerra/economia-del-genocidio-il-report-onu-di-francesca-albanese-che-accusa-decine-di-aziende-di-alimentare-lo-sterminio-a-gaza.html">Google viene accusata di trarre profitto dal “genocidio a Gaza”</a> attraverso il contratto di cloud computing <strong>Project Nimbus</strong>, siglato nel 2021 con il governo israeliano. In tutta risposta, anziché fare pubblica ammenda, il cofondatore di Google, <strong>Sergey Brin</strong>, ha definito l’Onu &#8220;antisemita&#8221; in un forum aziendale. </p>



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		<title>La &#8220;guerra del Golfo&#8221; tra il Messico e Google</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-guerra-del-golfo-tra-il-messico-e-google.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 04:41:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo del Messico]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Google Maps segue Trump e rinomina Golfo d'America il Golfo del Messico. E il Governo messicano fa causa al motore di ricerca.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051411184637_79d0ee05d8ff354ea4af3bdd1ac218df-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Governo messicano <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c5yk5nj7p7ko">ha fatto causa</a> a Google: lo ha annunciato la presidente del Messico, <strong>Claudia Sheinbaum.</strong> L’azione legale è una risposta alla nuova policy aziendale del colosso dell’informatica, che ha deciso di uniformarsi ai dettami di Donald Trump e di <strong>cambiare il nome del Golfo del Messico in Golfo d’America.</strong> Da questa settimana tutti gli utenti statunitensi potranno vedere su Google Maps – l’app di mappatura più usata dell’emisfero occidentale – la dicitura Golfo d’America, mentre i cittadini messicani continueranno a vedere il nome Golfo del Messico e tutti gli altri utenti nel resto del mondo vedranno affiancate entrambe le diciture. </p>



<p><strong>Il compromesso proposto da Google non ha incontrato il favore di Claudia Sheinbaum</strong> e dell’esecutivo messicano, che hanno deciso di fare causa all’azienda: «Non possiamo dire nulla sul cambiamento del nome di uno Stato, di una montagna o di un lago» se avviene nel territorio di un altro Paese, ha affermato la presidente, sottolineando che il potere decisionale del Governo statunitense è limitato al territorio effettivamente controllato dagli USA. «La parte del territorio sotto controllo statunitense possono chiamarla come meglio credono. La parte controllata dal Messico non può essere rinominata. Neanche la parte controllata da Cuba può essere rinominata».</p>



<p>L’inizio della vicenda risale al 9 febbraio scorso, quando Donald Trump ha firmato <a href="https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2025/02/gulf-of-america-day-2025/">un decreto</a> nel quale rinominava<strong> “Golfo d’America”</strong> quello che dal 1550 è conosciuto come Golfo del Messico, e che bagna le coste statunitensi, messicane e cubane. Il decreto del Presidente statunitense istituiva la Giornata del Golfo d’America, da celebrarsi ogni 9 febbraio, e dichiarava di voler «restaurare i nomi che onorano la grandezza americana». Un passaggio in particolare ha sollevato l’opposizione di Messico e Cuba, le cui coste sono bagnate dalle acque del Golfo. Nel documento, infatti, si legge che «l&#8217;area precedentemente nota come Golfo del Messico è stata a lungo una risorsa e parte integrante della nostra Nazione, ed è da sempre una parte indelebile dell&#8217;America». </p>



<p>Dato che in questo come in tanti altri documenti del Governo statunitense il termine “America” è usato come sinonimo degli Stati Uniti più che come designazione del continente, questo passaggio sembrerebbe dichiarare la volontà della nuova amministrazione di rivendicare la sovranità sull’intero golfo. L’impressione è corroborata dalle dichiarazioni di Donald Trump, che ha giustificato il decreto affermando che in ogni caso <strong>gli Stati Uniti fanno nel Golfo del Messico «la gran parte del lavoro</strong>, e dunque il territorio è nostro».&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gran rifiuto del Messico</h2>



<p>Il decreto aveva sin da subito scatenato <a href="https://www.nytimes.com/2025/01/08/us/politics/mexico-president-mexican-america-trump.html">la reazione</a> dei paesi vicini, in parte stizzita e in parte sinceramente divertita. La stessa Claudia Sheinbaum durante una conferenza stampa aveva mostrato una cartina delle Americhe risalente al 1607, cioè 169 anni prima della fondazione degli Stati Uniti, in cui il territorio nordamericano veniva identificato con il termine geografico di “America messicana”. «Potremmo chiamare così gli Stati Uniti», aveva affermato Sheinbaum, riuscendo a fatica a rimanere seria. «Suona bene, no?».&nbsp; L’annuncio di voler procedere per vie legali da parte del Governo messicano è dunque soltanto una piccola porzione di un braccio di ferro che dura da mesi, e che sotto l’apparenza della semplice disputa attorno ad una denominazione geografica nasconde in realtà una situazione di tensione tra i due Paesi, che è mitigata soltanto dalla volontà del Governo messicano di non cedere alle provocazioni di Washington per mantenere il più possibili stabili le relazioni con un partner commerciale tanto importante.&nbsp;</p>



<p>Del resto, questa sul Golfo del Messico non è la prima stoccata che La Presidenta, come<a href="https://it.insideover.com/economia/il-messico-fa-il-funambolo-allineato-agli-usa-aperto-alla-cina-finche-dura.html"> Sheinbaum</a> è chiamata dai suoi sostenitori in Messico, rifila a Donald Trump e alla amministrazione repubblicana degli Stati Uniti. Alle affermazioni del Presidente statunitense secondo cui il Messico sarebbe uno Stato <strong>«controllato e governato dai cartelli della droga»</strong> Sheinbaum aveva risposto, piccata, che «con tutto il rispetto il Presidente è male informato. In Messico governa il popolo e collaboreremo e ci capiremo con il Governo del presidente Trump, ne sono certa, ma difendendo la nostra sovranità come un Paese libero, indipendente e sovrano». </p>



<p>Anche per questo una decina di giorni fa il governo messicano <a href="https://www.reuters.com/world/americas/sheinbaum-says-she-rejected-trumps-offer-send-troops-mexico-2025-05-03/">ha rifiutato</a> fermamente la proposta degli Stati Uniti di<strong> inviare truppe nordamericane in territorio messicano</strong> per compiere operazioni militari contro le principali centrali del narcotraffico. «Trump me lo ha chiesto durante una telefonata» ha affermato Sheinbaum. «Sapete cosa gli ho risposto? No, presidente Trump, il nostro territorio è sacrosanto, la nostra sovranità non è in vendita, noi amiamo e difenderemo la nostra sovranità. Non accetteremo mai la presenza dell&#8217;esercito degli Stati Uniti nel nostro territorio».</p>



<p><strong><em>Donald Trump una ne fa e cento ne pensa. Anche a costo di provocare inutilmente i vicini. È il caso del Golfo del Messico, che ha voluto ribattezzare Golfo d&#8217;America, facendo infuriare i messicani. Se ti è piaciuto scoprire come è proseguita la vicenda, non perderti i nostri ulteriori approfondimenti. Abbonati ora a InsideOver <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">cliccando QUI!</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-del-golfo-tra-il-messico-e-google.html">La &#8220;guerra del Golfo&#8221; tra il Messico e Google</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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