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	<title>Giornalismo Archives - InsideOver</title>
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	<title>Giornalismo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Così i giovani giornalisti africani sfidano gli stereotipi dei media occidentali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 15:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="africa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Continente di drammi e di problemi, continente da salvare... Gli stereotipi dei media occidentali e il lavoro dei giovani per smentirli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/cosi-i-giovani-giornalisti-africani-sfidano-gli-stereotipi-dei-media-occidentali.html">Così i giovani giornalisti africani sfidano gli stereotipi dei media occidentali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="africa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/africa-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Per decenni, l’<strong>Africa</strong> è stata raccontata al mondo attraverso una lente riduttiva: un continente di fame, guerre, malattie e corruzione. Immagini di <a href="https://it.insideover.com/energia/dallegitto-al-kenya-lafrica-culla-il-sogno-del-nucleare-tra-ottimismo-e-illusione.html">bambini malnutriti o villaggi devastati</a> hanno dominato le copertine dei media occidentali, alimentando un immaginario che ignora la complessità del continente. Ma una nuova generazione di giornalisti africani sta sfidando questi cliché, armata di storie che parlano di innovazione, vitalità e cultura. “<em>Il problema non è solo ciò che i media occidentali mostrano, ma ciò che omettono</em>,” dice un giornalista ghanese. Un altro giornalista nigeriano di 32 anni afferma che “<em>L’Africa che vedo nei media occidentali è spesso un collage di disperazione.</em>”</p>



<p>I media internazionali tendono a perpetuare stereotipi obsoleti sull’Africa, “<em>le narrazioni di povertà e conflitti dominano ancora, trascurando la nostra forza e diversità</em>,” afferma <strong>Brian Akoko</strong>, giornalista freelance keniota. “<em>I giovani africani, attraverso giornalismo, cinema, social media e arte, possono contrastare queste immagini, raccontando storie forti.</em>” Le nuove generazioni rappresentano la prima linea&nbsp; in questa sfida, utilizzando piattaforme digitali per narrare storie autentiche che sfidano le semplificazioni dei media occidentali. <strong>L’Occidente spesso dipinge l’Africa come un luogo da “salvare”</strong>, un approccio paternalistico che ignora le soluzioni locali&nbsp; delle comunità africane. I media africani, collaborando con i giovani, sono un mezzo per evidenziare le storie oscurate dalle loro controparti estere, mostrando un continente dinamico e multiforme.</p>



<p>Un esempio significativo è la lotta contro gli stereotipi turistici che presentano un’Africa “selvaggia” o “primitiva”, limitata a safari e villaggi “tribali”. Questa visione riduttiva <strong>trascura la modernità di città come Nairobi, Lagos o Johannesburg, centri di tecnologia, moda e creatività.</strong> I giovani africani stanno creando contenuti che mostrano la diversità del continente, dai festival culturali alle startup tecnologiche, invitando i visitatori a scoprire un’Africa autentica. “<em>Purtroppo, stereotipi di povertà, conflitto e corruzione ancora persistono in alcune rappresentazioni mediatiche internazionali</em>,” osserva Brian Akoko. “<em>I giovani africani possono attivamente contrastare queste narrazioni condividendo le storie dei loro paesi attraverso giornalismo, cinema, social media, arte e studi accademici.</em>” Promuovendo un turismo che valorizzi le realtà urbane e le industrie innovative, si può ridefinire l’immagine del continente agli occhi del mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;energia dei giovani africani</h2>



<p>Un’altra soluzione, ci dice il giornalista sudafricano <strong>Kholekile Mnisi</strong>, è rappresentata dall’<strong>Unione Africana</strong> (UA), fondata nel 2002, che gioca un ruolo centrale nel promuovere l’unità, la pace e lo sviluppo sostenibile in Africa. <strong>Tra i suoi obiettivi più ambiziosi c’è l’idea di una moneta unica</strong>, che potrebbe ridurre la dipendenza dalle valute straniere e rafforzare l’integrazione economica del continente e l’abbattimento dei confini terrestri. Tuttavia, questo progetto deve affrontare sfide complesse, a partire dalla diversità economica tra i Paesi membri e la necessità di stabilità politica. L’UA, attraverso iniziative come l’Agenda 2063, immagina un’Africa prospera e autodeterminata, ma per realizzare questa visione è fondamentale che i media africani comunichino efficacemente questi obiettivi, coinvolgendo i giovani ed educando i cittadini.</p>



<p>In <strong>Kenya</strong>, per esempio, i giovani stanno ridefinendo il futuro del continente attraverso un’innovazione dinamica, attivismo e imprenditorialità. “<em>In Kenya, l’energia dei giovani è palpabile,</em>” sottolinea Brian. <em>“Stiamo assistendo a un’ondata di innovazione tecnologica, con centri tecnologici come la “</em><strong><em>Silicon Savannah</em></strong><em>”</em> <em>di Nairobi guidati da giovani imprenditori che sviluppano soluzioni in fintech, agritech ed energia rinnovabile.</em>” Startup come <strong>M-Pesa</strong>, una piattaforma di pagamento mobile, stanno dimostrando il potenziale dell’innovazione keniota nel risolvere problemi locali e attirare mercati globali. <strong>L’attivismo giovanile, potenziato dai social media, sta guadagnando terreno</strong>, complici i numerosi movimenti che promuovono soprattutto giustizia sociale, conservazione ambientale e responsabilità politica. “<em>I giovani chiedono un governo migliore e spazi per le loro voci,</em>” aggiunge Brian. Anche l’imprenditorialità creativa è in forte crescita; molti settori come la moda, le arti e le industrie culturali, stanno creando opportunità sostenibili e stanno sfidando i modelli economici tradizionali. Nonostante questo dinamismo, non mancano ostacoli di un certo peso. “<em>L’accesso ai finanziamenti e alle risorse per le loro idee innovative rimane un grande ostacolo,</em>” spiega Brian Akoko. “<em>Le strutture di potere, fortemente tradizionaliste, possono rappresentare un’opposizione alle prospettive dei giovani, rendendo difficile questa trasformazione.</em>” Inoltre la disinformazione sui social media, la disoccupazione e l’accesso limitato a un’istruzione di qualità rappresentano ulteriori sfide.</p>



<p>Fortunatamente i giovani stanno trovando soluzioni per superare questi ostacoli, utilizzando soprattutto piattaforme digitali per amplificare le loro voci. I giornalisti e content creator africani stanno infatti rivoluzionando il modo in cui il continente viene rappresentato. “<em>L’ascesa di giovani giornalisti e content creator africani rappresenta un punto di svolta,</em>” afferma Akoko. “<em>Stanno spostando l’attenzione verso una narrazione più sfumata e autentica che riflette le realtà vissute dagli africani.</em>” Attraverso <strong>podcast, testate online indipendenti e social media,</strong> raccontano storie che sfidano le narrazioni negative dei media internazionali, mettendo in luce l’innovazione, la ricchezza culturale e la diversità dell’Africa. La tecnologia e i social media hanno democratizzato la condivisione delle informazioni. “<em>La tecnologia e i social media sono stati trasformativi.</em> <em>Hanno democratizzato la condivisione delle informazioni, permettendo ai giovani africani di bypassare i gatekeeper tradizionali e comunicare direttamente le loro esperienze e prospettive a un pubblico globale.</em>”</p>



<p>Inoltre la collaborazione tra media africani e giovani è essenziale per creare una narrazione più autentica. “<em>La collaborazione è fondamentale.</em> <em>Le redazioni africane possono coinvolgere attivamente giovani giornalisti e content creator, fornendo loro risorse, mentorship e piattaforme per condividere le loro storie.</em>”</p>



<p><strong>Guardando ai</strong> <strong>prossimi cinque anni</strong>, Brian Akoko, così come gli altri giornalisti intervistati immaginano un futuro promettente: “<em>Nei prossimi cinque anni, prevedo un Kenya più connesso digitalmente e potenziato, con i giovani al centro dell’innovazione e della leadership. Vedo un paese in cui le soluzioni locali guidano la crescita economica e la nostra ricchezza culturale è celebrata globalmente. Per realizzare questa visione, dobbiamo dare priorità agli investimenti in un’istruzione di qualità e nelle infrastrutture digitali, creare un ambiente favorevole all’imprenditorialità giovanile e promuovere una cultura di inclusività e un buon governo che coinvolga attivamente i giovani nei processi decisionali.</em>”</p>



<p><strong><em>Dopo secoli anche drammatici, l&#8217;Africa resta per noi occidentali un continente ancora da scoprire. Segui gli interventi dei nostri esperti e fatti trasportare in un mondo che, al di là degli stereotipi, offre tanti aspetti inattesi. Abbonati ora <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">cliccando QUI!</a></em></strong></p>
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		<title>Giornata mondiale della libertà di stampa: l&#8217;Italia scivola al 49° posto e perde tre posizioni in un anno</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/giornata-mondiale-della-stampa-litalia-scivola-al-49-posto-e-perde-tre-posizioni-in-un-anno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2025 16:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="803" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Freedom_of_Speech_Includes_The_Press_32451481695-Wikimedia-commons-liberta-di-stampa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Freedom_of_Speech_Includes_The_Press_32451481695-Wikimedia-commons-liberta-di-stampa.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Freedom_of_Speech_Includes_The_Press_32451481695-Wikimedia-commons-liberta-di-stampa-600x402.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Freedom_of_Speech_Includes_The_Press_32451481695-Wikimedia-commons-liberta-di-stampa-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Freedom_of_Speech_Includes_The_Press_32451481695-Wikimedia-commons-liberta-di-stampa-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Freedom_of_Speech_Includes_The_Press_32451481695-Wikimedia-commons-liberta-di-stampa-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nella Giornata mondiale della libertà di stampa, com’è messa la stampa italiana? Il 3 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale della libertà di stampa: una festa simbolica, ma dal significato profondo, che riafferma l’importanza della libertà di parola, sancita dalla Dichiarazione universale dei diritti umani creata dall’ONU nel 1948, dopo la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/giornata-mondiale-della-stampa-litalia-scivola-al-49-posto-e-perde-tre-posizioni-in-un-anno.html">[...]</a></p>
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<p>Nella Giornata mondiale della libertà di stampa, com’è messa la stampa italiana? <strong>Il 3 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale della libertà di stampa: </strong>una festa simbolica, ma dal significato profondo, che riafferma l’importanza della libertà di parola, <strong>sancita dalla Dichiarazione universale dei diritti umani creata dall’ONU nel 1948</strong>, dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Una celebrazione, che ci ricorda quanto sia importante la presenza dei media, e soprattutto la presenza di voci e media indipendenti, soprattutto in una fase storica delicata come questa.</p>



<p>Tuttavia, per quanto riguarda l’Italia, <strong>il report del <em>World Press Freedom Index 2025 </em>appena pubblicato da <em>Reporter Senza Frontiere</em> (Rsf)</strong> fornisce dei dati per nulla rassicuranti: per la prima volta nella storia dell’indice, avviato a partire dal 2002, <strong>la libertà di stampa mondiale è al suo minimo storico e l’Italia, in particolare, è scesa al 49° posto su 180 Paesi</strong>, andando ben tre posizioni sotto rispetto al 2024, essendo ora soli sei punti sopra alla Romania (55° posto), che sta vivendo una fase estremamente critica a livello di politica interna dopo l’annullamento delle elezioni presidenziali, e persino <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-denuncia-dei-giornalisti-e-reporter-ucraini-sulla-repressione-e-controllo-di-zelensky-sui-media.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dell’Ucraina (62° posto), che, come sappiamo, è in regime di guerra.</a></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paesi-europei-a-confronto-indice-di-liberta-di-stampa-Italia-2025-1-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-468067" style="width:682px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paesi-europei-a-confronto-indice-di-liberta-di-stampa-Italia-2025-1-819x1024.jpg 819w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paesi-europei-a-confronto-indice-di-liberta-di-stampa-Italia-2025-1-600x750.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paesi-europei-a-confronto-indice-di-liberta-di-stampa-Italia-2025-1-240x300.jpg 240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paesi-europei-a-confronto-indice-di-liberta-di-stampa-Italia-2025-1-768x960.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paesi-europei-a-confronto-indice-di-liberta-di-stampa-Italia-2025-1.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption class="wp-element-caption">I Paesi europei in ordine per il loro grado di libertà di stampa secondo il report del <em>World Press Freedom Index 2025</em> per colori: dal verde che indica una situazione ‘buona’, giallo ‘soddisfacente’, arancione ‘problematica’, arancione scuro ‘difficile’, a rosso ‘molto seria’. L’Italia si posiziona al 49° posto su 180 Paesi – Magazine of Europe</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">La lotta dei media per mantenere la propria indipendenza</h2>



<p>La direttrice editoriale di Rsf Anne Bocandé ha evidenziato come la stampa stia vivendo una “situazione globale difficile”, in cui gli attacchi fisici contro i giornalisti sono sempre di più, e in cui d’altra parte, anche la pluralità di voci indipendenti è estremamente carente, tanto che <strong>i media di oggi lottano tra “il preservare la propria indipendenza editoriale e garantire la propria sopravvivenza economica”</strong>. Le difficoltà finanziarie nel mondo dei media, soprattutto quando si tratta di media indipendenti, non sono, purtroppo una novità, ma proprio per questo <strong>“quando i media sono in difficoltà finanziarie, vengono trascinati in una corsa per attrarre pubblico a scapito di un&#8217;informazione di qualità</strong>, e possono cadere preda degli oligarchi e delle autorità pubbliche che cercano di sfruttarli” ha commentato ancora Anna Bocandé. Tuttavia, quando i giornalisti hanno meno mezzi a disposizione per svolgere il proprio lavoro, resistere e garantire contenuti indipendenti e di qualità, diventa sempre più difficile.</p>



<p>Negli ultimi tre anni, con il conflitto russo-ucraino, la crisi del Medio Oriente e la sempre minore stabilità politica all’interno dell’Unione europea, la libertà di stampa ha subito durissimi colpi, non solo per quanto riguardo i giornalisti al fronte – dove <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-sotto-attacco-raid-israeliano-colpisce-la-tenda-dei-giornalisti-a-khan-younis.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">solo in Palestina sono stati uccisi otre 100 giornalisti dal 7 ottobre 2023</a></strong> – ma anche per quelli che lavorano nei quotidiani, in cui sempre più spesso l’acquisto di testate da parte di gruppi editoriali macroscopici, legati a personalità politiche influenti, impedisce l’indipendenza e pluralità di voci. Difatti, sebbene la globalizzazione e la tecnologia ci permettano oggi di leggere e accedere a migliaia di notizie e fonti in tempo reale da ogni parte del mondo, le limitazioni e la censura fanno sì che eventi cruciali vengano riportati solo superficialmente o in ritardo, influenzando negativamente <strong>l’opinione pubblica, che ha sempre meno fiducia nei giornalisti.</strong></p>



<p>Basti pensare che una giornalista come <strong><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/bufera-sulla-cnn-smontato-il-video-del-falso-prigioniero-di-assad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clarissa Ward, capo corrispondente di CNN che per anni ha creato filmati di vere e proprie fake news</a> su finti attacchi da parte di Hamas </strong>– poi smascherati – è stata recentemente premiata per la sua integrità giornalistica con il prestigioso Daniel Pearl Award per il suo “impegno per la verità”. Una situazione al limite del paradossale. E d’altro canto, non va così bene nemmeno in Italia, dove solo nelle ultime 48 ore è giunta la drammatica notizia che la nave di una Ong con aiuti umanitari diretta a Gaza è stata colpita da droni in acque internazionali al largo di Malta, ma la maggior parte dei <strong>media italiani ha preferito omettere anche solo il sospetto sulla provenienza di quel terribile e ingiustificato attacco: lo Stato di Israele.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Domenica 4 maggio in Romania si terranno ancora le elezioni presidenziali. Alle scorse elezioni il candidato Calin Georgescu era uscito vincitore al prima turno ma le elezioni sono state annullate dalla Corte Costituzionale romena per presunte “interferenze russe” attraverso… <a href="https://t.co/8NhEQUNfhO">pic.twitter.com/8NhEQUNfhO</a></p>&mdash; InsideOver (@insideoverita) <a href="https://twitter.com/insideoverita/status/1918686467058016495?ref_src=twsrc%5Etfw">May 3, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I casi che si potrebbero prendere in considerazione sono davvero tanti: dal recente <strong><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/romania-censura-e-bavaglio-alla-stampa-in-vista-delle-elezioni-giornalisti-bannati-e-arrestati.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arresto del giornalista irlandese Chay Bowes in Romania</a></strong>, che si era recato a Bucarest per riportare le elezioni, alla <strong><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/ucraina-mistero-e-orrore-sulla-morte-di-viktoriia-roshchyna-una-storia-dai-contorni-incerti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornalista ucraina Viiktoria Roschyna morta</a> in circostanze poco chiare in un carcere russo</strong> e il cui corpo è stato restituito alla famiglia con parti di organi mancanti. Di fronte a questo scenario, quale futuro oscuro si prospetta per la libertà di espressione, parola e stampa? Una giornata in cui riflettere su quanto l’indipendenza dei media, un aspetto che solitamente non consideriamo, sia fondamentale per tutti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/giornata-mondiale-della-stampa-litalia-scivola-al-49-posto-e-perde-tre-posizioni-in-un-anno.html">Giornata mondiale della libertà di stampa: l&#8217;Italia scivola al 49° posto e perde tre posizioni in un anno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Bello quell&#8217;articolo su Miami! L&#8217;ha scritto uno in India. Arriva il giornalismo &#8220;esternalizzato&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/bello-quellarticolo-su-miami-lha-scritto-uno-in-india-arriva-il-giornalismo-esternalizzato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2024 15:19:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1243" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142851179_c4929c63e4a1e380bd96eebb933d0696.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142851179_c4929c63e4a1e380bd96eebb933d0696.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142851179_c4929c63e4a1e380bd96eebb933d0696-600x388.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142851179_c4929c63e4a1e380bd96eebb933d0696-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142851179_c4929c63e4a1e380bd96eebb933d0696-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142851179_c4929c63e4a1e380bd96eebb933d0696-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142851179_c4929c63e4a1e380bd96eebb933d0696-1536x994.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da anni alcuni tra i principali media del mondo sono soliti esternalizzare parti delle loro attività redazionali ad attori di altri Paesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/bello-quellarticolo-su-miami-lha-scritto-uno-in-india-arriva-il-giornalismo-esternalizzato.html">Bello quell&#8217;articolo su Miami! L&#8217;ha scritto uno in India. Arriva il giornalismo &#8220;esternalizzato&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>“<strong>Outsourcing</strong>” è un termine economico che risuona molto meno minaccioso rispetto alla sua traduzione italiana “<strong>esternalizzazione</strong>”. Nel gergo aziendale ha quindi preso piede l&#8217;utilizzo della parola outsourcing, ovvero l&#8217;insieme di pratiche adottate da una data impresa per assegnare una o più mansioni del proprio processo produttivo/lavorativo a soggetti esterni. Una pratica del genere è ormai comune in ogni settore, compreso quello <strong>giornalistico</strong>. Ormai da anni, infatti, alcuni tra i principali media del mondo sono soliti esternalizzare parti delle loro attività redazionali ad attori operativi in altri Paesi. Nel 2008, per esempio, <em>WNYC Studios</em>, costola della <em>New York Public Radio</em>, si chiedeva in un articolo se il futuro del giornalismo coincidesse con la sua esternalizzazione in <strong>India</strong>. </p>



<p>Lo spunto di riflessione derivava da una vicenda che in quel periodo chiamava in causa il quotidiano <em>Miami Herald</em>, che come altri giornali statunitensi stava iniziando a ridurre il personale. E che, per limitare l&#8217;effetto patito dai tagli, aveva pensato bene di esternalizzare in India la revisione di una sezione settimanale di notizie locali e parte della produzione pubblicitaria.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142841734_20fc5d4435cc0aa946c881fc50cda885-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-437944" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142841734_20fc5d4435cc0aa946c881fc50cda885-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142841734_20fc5d4435cc0aa946c881fc50cda885-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142841734_20fc5d4435cc0aa946c881fc50cda885-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142841734_20fc5d4435cc0aa946c881fc50cda885-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142841734_20fc5d4435cc0aa946c881fc50cda885-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142841734_20fc5d4435cc0aa946c881fc50cda885.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;epicentro dell&#8217;outsourcing journalism</strong></h2>



<p>Altro giro, altra corsa. Nel 2015, <em>Hold The Front Page</em> riferiva che 12 posti di lavoro presso la<em> Scottish Provincial Press (SPP)</em>, nei reparti di prestampa e progettazione, sarebbero presto stati esternalizzati ad un&#8217;azienda situata in India, Express KCS. Trasferendo queste mansioni in Asia, e secondo il comunicato apparso su un sito web indiano di annunci lavorativi, i sostituti di impaginatori e grafici scozzesi sarebbero stati assunti per il corrispettivo di <strong>1.500-2.500 sterline all&#8217;anno</strong> (si badi bene: non al mese).</p>



<p>Storie del genere si sono susseguite fino ad oggi. Ma perché l&#8217;India piace così tanto? Il profilo dei “giornalisti esternalizzati” rintracciabili qui è in linea con tutto quello che qualsiasi media richiederebbe: lauree, esperienze lavorative pregresse &#8211; spesso nel mondo delle notizie &#8211; competenze informatiche.  Gli stipendi bassissimi rappresentano poi la ciliegina sulla torta di un arruolamento conveniente per tutti. Tranne che per i giornalisti tagliati e sostituiti da altri colleghi provenienti da Paesi in via di sviluppo. Ne sa qualcosa anche <em>Reuters</em>, in passato finita nell&#8217;occhio del ciclone per aver tentato di far coprire alcune notizie relative a Wall Street da reporter di Bangalore (attingendo a comunicati stampa e report ufficiali)&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="663" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142920830_6d076427832c89812b8ca560ed092165-1024x663.jpg" alt="" class="wp-image-437945" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142920830_6d076427832c89812b8ca560ed092165-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142920830_6d076427832c89812b8ca560ed092165-600x389.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142920830_6d076427832c89812b8ca560ed092165-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142920830_6d076427832c89812b8ca560ed092165-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142920830_6d076427832c89812b8ca560ed092165-1536x995.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240926142920830_6d076427832c89812b8ca560ed092165.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>“L&#8217;uberizzazione del giornalismo”</strong></h2>



<p>Il fenomeno è stato trattato di recente anche da <em>Le Monde Diplomatique</em>, che ha raccontato la storia di una donna francese finita a “sfornare testi tutto il giorno senza citare fonti o fare reportage sul campo”. Non in India, ma in <strong>Francia</strong>. </p>



<p>Ebbene, anche in Europa la pratica dell&#8217;esternalizzazione giornalistica è più che diffusa. All&#8217;ombra della Tour Eiffel esistono, infatti, numerosi lavoratori assunti da <strong>agenzie stampa</strong>, incaricati di scrivere come <strong>freelance </strong>per i siti web di rinomate testate nazionali (i cui lettori solitamente non hanno idea che gli articoli siano prodotti da “manodopera esternalizzata”).</p>



<p>Le pubblicazioni ritengono che questa specie di “uberizzazione” giornalistica sia giustificata perché aiuterebbe il settore ad adattarsi ai gusti dei lettori (meno inclini a leggere storie di qualità). “È come il lavoro in fabbrica. Non appena consegni qualcosa, ce n&#8217;è un altro che aspetta”, ha spiegato invece la donna intervistata dal mensile francese. </p>



<p>Il compito di questi giornalisti, dunque, non è altro che quello di condensare, riformulare o rielaborare notizie prese dalla concorrenza su qualsiasi argomento ordinato dai loro superiori. Gli indiani, che hanno un reddito ancora irrisorio, sono più che soddisfatti nell&#8217;essere chiamati ad operare per importanti media occidentali. I cittadini europei, invece, hanno molto più da perdere rispetto ai loro colleghi asiatici. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/bello-quellarticolo-su-miami-lha-scritto-uno-in-india-arriva-il-giornalismo-esternalizzato.html">Bello quell&#8217;articolo su Miami! L&#8217;ha scritto uno in India. Arriva il giornalismo &#8220;esternalizzato&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Da Bongiorno a Montanelli, il 25 aprile che non ti aspetti</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-25-aprile-di-chi-ha-unificato-l-italia-con-la-televisione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 17:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-600x300.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-1536x768.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mike Bongiorno, Raimondo Vianello, Ugo Tognazzi, Walter Chiari: sono soltanto alcuni dei nomi di chi ha vissuto in pieno la fine della guerra</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-600x300.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-1536x768.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È <strong>l&#8217;8 maggio del 1945</strong>, la radio in Italia sta trasmettendo della musica per come spesso previsto nella programmazione di allora: da qualche mese a questa parte, la vecchia Eiar risulta infatti ufficialmente chiusa e sostituita, nelle aree già controllate dagli angloamericani, con la<strong> Radio Audizioni Italiane </strong>(Rai). Una società quest&#8217;ultima ancora troppo giovane per poter avviare una programmazione stabile in una fase in cui, tra le altre cose, la penisola sta affrontando ben altre priorità. Nell&#8217;organico della neonata Rai però, c&#8217;è già un ragazzo poco più che ventenne con una voce molto apprezzata dal pubblico e a cui è stato dato l&#8217;incarico di leggere gli annunci più importanti dei radiogiornali. Ed è proprio quel ragazzo, nel pomeriggio di quell&#8217;8 maggio, a prendere il microfono e a leggere l&#8217;annuncio più importante:<em> &#8220;Interrompiamo le trasmissioni</em> &#8211; scandisce &#8211; pe<em>r comunicarvi una notizia straordinaria: le forze armate tedesche si sono arrese agli angloamericani. La guerra è finita. Ripeto, la guerra è finita&#8221;.</em></p>



<p>Quel ragazzo, nell&#8217;Italia di un dopoguerra che sta iniziando a nascere proprio in quelle ore, sarà noto soprattutto con il suo nome: si chiama infatti Corrado Mantoni, ma per tutti negli anni successivi sarà semplicemente <strong>Corrado</strong>. Uno dei presentatori più popolari di sempre, uno dei volti con cui ha preso forma e vita la televisione italiana e quindi la nuova società sorta dalle macerie del conflitto. Corrado non è l&#8217;unico, tra i personaggi dello spettacolo dell&#8217;Italia repubblicana, a essere protagonista nei giorni in cui i rumori della guerra iniziano a lasciare spazio alla <strong>ricostruzione</strong>. Tra il 25 aprile e l&#8217;8 maggio 1945, non ci sono soltanto futuri politici e future figure istituzionali in prima fila: sono tanti i nomi, diventati poi popolari nell&#8217;intrattenimento, ad aver un ruolo, a volte su fronti contrapposti, nelle settimane più delicate della nostra storia unitaria. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="CORRADO annuncia alla radio la fine della SECONDA GUERRA MONDIALE" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/x321nSn-wJk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_x321nSn-wJk");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Mike Bongiorno e Indro Montanelli, due insospettabili compagni di cella</h2>



<p>A proposito di televisione, c&#8217;è un nome che nel nostro Paese rappresenta ancora oggi un sinonimo del piccolo schermo ed è quello di <strong>Mike Bongiorno</strong>. Nell&#8217;aprile del 1945 il futuro presentatore è a casa sua a New York, lì dove è nato nel maggio del 1924 da genitori italiani (mamma piemontese e padre siciliano). In quel momento la sua guerra è già finita, ma solo grazie a un espediente: avendo documenti Usa in tasca, nel gennaio di quello stesso anno ha potuto usufruire di uno scambio di prigionieri tra statunitensi e tedeschi. Il passaporto Usa lo ha salvato già una volta, nel 1944: Mike Bongiorno infatti, è stato arrestato dai tedeschi nel Piemonte occupato in quanto scoperto mentre portava messaggi ad alcuni partigiani nascosti nelle montagne. Ai piedi delle Alpi il giovane Bongiorno c&#8217;era arrivato per la scelta della madre di vivere a Torino quando lui era ancora molto giovane: poi, scoppiato il conflitto, nelle fasi più calde della guerra nel nord Italia la sua conoscenza dell&#8217;inglese si è rivelata fondamentale per alcuni gruppi di combattenti, da qui la sua attività di <strong>staffetta partigiana</strong> e da qui il successivo arresto. I documenti statunitensi, in quell&#8217;occasione, gli hanno evitato la fucilazione, ma hanno anche rappresentato l&#8217;inizio di una girandola tra carceri e campi di prigionia. </p>



<p>Nel maggio del 1944, Mike Bongiorno è stato portato all&#8217;interno di <strong>San Vittore</strong>. Ed è qui che ha conosciuto<strong> Indro Montanelli</strong>, giornalista rinchiuso da quasi un anno nella struttura penitenziaria milanese in quanto accusato di aver diffamato il governo di Salò. Il futuro presentatore in carcere è stato designato tra gli uomini delle pulizie, per questo aveva meno restrizioni e poteva accedere anche nella sezione femminile. Montanelli, fidandosi di lui, lo ha più volte incaricato di far recapitare propri messaggi alla moglie di allora, anch&#8217;essa detenuta a San Vittore. La convivenza in carcere tra il giornalista e il presentatore è durata poche ma intense e significative settimane: Montanelli è stato scarcerato dopo essere anch&#8217;egli sfuggito alla fucilazione e ha trovato rifugio in Svizzera, mentre Bongiorno è stato portato prima nel campo di prigionia di Bolzano e poi in quello austriaco di <strong>Spittal</strong>, da dove è uscito nel gennaio 1945 grazie al prima menzionato accordo per lo scambio di prigionieri. </p>



<p>A guerra terminata, Montanelli proseguirà la sua carriera giornalistica mentre Mike Bongiorno tornerà in Italia. Qui diventerà il volto più popolare della nascente televisione. I due ricorderanno i mesi della prigionia vissuta assieme in alcune occasioni nel corso degli anni successivi: particolarmente importante è stata la testimonianza, durante un programma televisivo in prima serata, raccontata assieme da entrambi nel 1987. Quando erano trascorsi oramai 43 anni dai fatti. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="L&#039;incontro in carcere tra Mike Bongiorno e Indro Montanelli" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/UcQAn3WYodQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_UcQAn3WYodQ");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Da Raimondo Vianello a Walter Chiari, da Ugo Tognazzi a Enrico Ameri: i volti dello spettacolo rinchiusi a Coltano</h2>



<p>C&#8217;è poi in luogo in cui molti futuri volti popolari osservano i fatti dell&#8217;aprile del 1945 da dietro delle sbarre: si tratta del campo di prigionia di <strong>Coltano</strong>, vicino Pisa. Qui gli alleati hanno rinchiuso per alcuni mesi, prima del rilascio, decine di prigionieri di guerra e di appartenenti alla Repubblica Sociale Italiana. La caduta definitiva del fascismo, la fine del conflitto e il ritiro dal nord Italia delle forze tedesche è stato seguito e vissuto dal campo di Coltano da diversi futuri appartenenti al mondo dello spettacolo. Volti, anche in questo caso, che faranno parte della quotidianità degli italiani in un Paese in via di ricostruzione. </p>



<p>A partire ad esempio da un altro attore e presentatore divenuto icona della televisione: <strong>Raimondo Vianello.</strong> Il suo nome è tra gli aderenti alla <strong>Rsi</strong>, in cui è stato inquadrato come sottoufficiale dei bersaglieri. Fatto prigioniero dagli Alleati in risalita verso Milano, Vianello ha trascorso alcune settimane a Coltano prima di essere poi rilasciato: in seguito, l&#8217;attore intraprenderà la carriera all&#8217;interno del mondo dello spettacolo e diventerà famoso anche per il sodalizio sentimentale e lavorativo con la moglie Sandra Mondaini. Nel campo costruito dagli angloamericani in Toscana, era presenta anche un suo futuro compagno di avventura in numerosi spettacolo, ossia <strong>Ugo Tognazz</strong>i. Anche lui è risultato arruolato nella Rsi e per alcuni mesi ha prestato servizio nel Ponente Ligure. </p>



<p>Uno dei nomi più illustri rinchiusi in quell&#8217;aprile del 1945 a Coltano, era quello di <strong>Walter Chiari</strong>. La sua adesione alla Repubblica Sociale è stata spesso oggetto di <strong>controversie</strong> anche nel dopoguerra, per via di un maggiore attivismo dell&#8217;attore all&#8217;interno delle forze fedeli al governo di Salò. Chiari è stato infatti arruolato nella X Mas, così come raccontato anche nel 2023 dal figlio Simone Annicchiarico sul <em>Corriere della Sera</em>: &#8220;<em>Un saluto alla prima fila e alla decima. Lui nella Decima Mas aveva combattuto davvero. Dopo, non sopportò l’egemonia della sinistra”</em>, si legge nel racconto del figlio. </p>



<p>Nel campo di Coltano è stato tenuto prigioniero per alcuni mesi anche il futuro premio Nobel della letteratura, <strong>Dario Fo</strong>. Circostanza quest&#8217;ultima che negli anni &#8217;70, quando lo scrittore era già uno dei nomi più importanti associati alla sinistra, non ha mancato di creare polemiche. Lui, dal canto suo, ha confermato di essere stato prigioniero in quanto aderente alla Rsi: &#8220;Ma la mia adesione &#8211; ha spiegato in un&#8217;intervista su RaiTre nel 2015 &#8211; era in quanto italiano e non in quanto fascista, quell&#8217;esercito era l&#8217;unico esistente e l&#8217;ho fatto per evitare di essere deportato in Germania come lavoratore o come militare di leva&#8221;.</p>



<p>A proposito di voci e volti molto popolari, a Coltano nei prima mesi del 1945 era presente <strong>Enrico Ameri</strong>, colui che diverrà in seguito la voce di &#8220;Tutto il Calcio Minuto per Minuto&#8221;: il motivo della sua detenzione era dovuto, come per gli altri nomi, alla sua adesione alla Repubblica Sociale. La carriera nel giornalismo sportivo, subito dopo il conflitto, lo farà diventare l&#8217;icona delle domeniche degli italiani del boom economico, quelle trascorse attaccate alla radio per conoscere in tempo reale tutti i risultati dai vari campi della Serie A. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo spirito di ripartenza dopo la guerra </h2>



<p>Una data, il 25 aprile, e due barricate differenti in cui in quel momento si sono ritrovati futuri esponenti dello spettacolo. Eppure le differenze, all&#8217;epoca, non sono mai del tutto emerse: per chi, pur su due lati diversi, è stato protagonista di quelle settimane e ha successivamente intrapreso vie diverse dalla politica, il tempo ha come cancellato ogni tipo di divario ideologico o culturale. C&#8217;è chi ha scelto di stare convintamente con una parte, chi si è ritrovato per necessità all&#8217;interno di uno degli schieramenti, ma tutti hanno poi portato successivamente nei rispettivi campi la volontà di <strong>superare</strong> quei tragici momenti e di diventare protagonisti in un&#8217;Italia del tutto differente da quella in cui si era cresciuti. </p>



<p>Occorrerà attendere molti anni prima di sapere dell&#8217;attività di staffetta partigiana di Mike Bongiorno e, allo stesso modo, le esperienze sull&#8217;altro versante degli altri futuri esponenti dello spettacolo salteranno fuori dopo diverso tempo e non saranno mai del tutto impattanti sull&#8217;immagine e sulle rispettive carriere dei diretti interessati. Dopo quel 25 aprile e dopo la fine della guerra, era semplicemente nata un&#8217;altra Italia. Un Paese ricostruito e ricucito anche da chi ha intrattenuto per decenni intere generazioni di italiani. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-25-aprile-di-chi-ha-unificato-l-italia-con-la-televisione.html">Da Bongiorno a Montanelli, il 25 aprile che non ti aspetti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un (piccolo) spiraglio per Assange? Cosa ha deciso la corte britannica</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/un-piccolo-spiraglio-per-assange-cosa-ha-deciso-la-corte-britannica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 11:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ci sarà un secondo round per Julian Assange e la sua lotta contro l&#8217;estradizione negli Usa. Lo ha deciso l&#8217;Alta Corte di Londra, tornata a riunirsi dopo oltre un mese per decidere dell&#8217;ammissibilità del ricorso del fondatore di WikiLeaks contro la decisione del governo di Londra di estradarlo oltre Atlantico. Lo ha comunicato, alle 11.41 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/un-piccolo-spiraglio-per-assange-cosa-ha-deciso-la-corte-britannica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ci sarà un <strong>secondo round per Julian Assange</strong> e la sua lotta contro l&#8217;estradizione negli Usa. Lo ha deciso l&#8217;Alta Corte di Londra, tornata a riunirsi dopo oltre un mese per decidere dell&#8217;ammissibilità del ricorso del fondatore di WikiLeaks contro <strong>la decisione del governo di Londra di estradarlo oltre Atlantico</strong>. Lo ha comunicato, alle 11.41 odierne, l&#8217;agenzia <em>Reuters</em> con un sintetico lancio: Assange, scrive Reuters, &#8220;ha ottenuto dall&#8217;Alta Corte di Londra il permesso di portare la sua contestazione contro l&#8217;estradizione negli Stati Uniti in un&#8217;altra udienza martedì&#8221;. La Corte della capitale britannica &#8220;ha stabilito che Assange avrebbe potuto portare avanti il ​​suo ricorso in udienza plenaria&#8221;, sottolineando che nella loro richiesta di estradizione riaperta da <strong>Mike Pompeo, William Barr e Donald Trump nel 2017</strong> e proseguita dall&#8217;amministrazione di Joe Biden gli Stati Uniti non abbiano per ora fornito &#8220;garanzie soddisfacenti&#8221; sulla possibilità che per il furto di documenti e le divulgazioni di informazioni riservate Assange potesse appellarsi al Primo Emendamento e al contempo evitare reati punibili con la pena di morte.</p>



<p>Stella Assange, moglie del giornalista e attivista australiano, ieri <a href="https://www.quotidiano.net/video/stella-assange-julian-se-non-verra-salvato-rischia-di-finire-come-navalny-r8pgt9mk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si trovava a Perugia per ritirare il premio intitolato all&#8217;economista <strong>Federico Caffé, assegnato al marito</strong>.</a> Dal capoluogo umbro Stella ha ricordato che, se estradato, Assange rischiava di morire di detenzione e stenti come <strong>Aleksej Navalny in Russia</strong>. E ha invitato i giudici di Londra a dare un&#8217;opportunità all&#8217;uomo che tra il 2009 e il 2010 aprì alla stampa gli <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-non-parla-di-orlov-e-chi-non-parla-di-assange-pero-niente-prediche-per-favore.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">archivi di WikiLeaks,</a> che mostravano un&#8217;enorme pletora di documenti sensibili e di ampia rilevanza strategica circa presunti crimini di guerra, violazioni dei diritti umani e abusi dei governi occidentali, perpetrati soprattutto nella stagione delle guerre mediorientali.</p>



<p>Una sentenza che per i commentatori maggiormente vicini ad Assange rappresenta un successo solo parziale. <strong>Stefania Maurizi, giornalista che più di tutti in Italia ha seguito il caso</strong>, sul suo profilo X ha parlato di un verdetto chiaro &#8220;come l&#8217;acqua torbida&#8221;. Sottolineando come dall&#8217;appello consentito ad Assange si consentirebbe di discutere del tema estradizione solo su alcuni punti e non generalmente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">vi chiedo scusa, link corretto alla sentenza della <a href="https://twitter.com/hashtag/HighCourt?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#HighCourt</a> su <a href="https://twitter.com/hashtag/JA?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#JA</a> è questo:<a href="https://t.co/kPOtROJG7O">https://t.co/kPOtROJG7O</a></p>&mdash; Stefania Maurizi (@SMaurizi) <a href="https://twitter.com/SMaurizi/status/1772577599841051092?ref_src=twsrc%5Etfw">March 26, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In altre parole, Assange non è scagionato. Ma il suo caso rimandato più in là, la Maurizi dice attorno al 20 maggio, per <strong>discutere dei termini operativi della possibile estradizione</strong>. Tutto questo però è subordinato al fatto che gli Usa non rispondano delle garanzie chieste dall&#8217;amministrazione giudiziaria britannica. In altre parole, Assange potrà fare discutere il suo caso se Washington non chiarirà i capi d&#8217;accusa, che passano anche per l&#8217;alto tradimento e l&#8217;applicazione dell&#8217;Espionage Act, che intende imporre al giornalista. Qualora Washington aprisse a una maggiore trasparenza, insomma, per Assange la via dell&#8217;estradizione sarebbe aperta. Ma chiaramente con un addebito ben inferiore al rischio di oltre <strong>150 anni di galere</strong> pendente su di lui, in un processo che ha portato l&#8217;idea stessa di giornalismo alla sbarra. </p>



<p>In quest&#8217;ottica, qualcosa si sta muovendo sottobanco? Nei giorni scorsi due elementi danno adito a pensieri di questo tipo. Il dipartimento di Giustizia americano, è circolato da fonti giornalistiche, starebbe lavorando a un&#8217;<strong>ampia offerta di patteggiamento ad Assange</strong>, che comporterebbe l&#8217;assunzione di un&#8217;accusa di cattiva gestione di informazioni riservate, fonte di messa in mora dell&#8217;accusa dell&#8217;Espionage Act, e a una lieve condanna al giornalista. E la scorsa settimana nientemeno che <strong>Barack Obama</strong>, il presidente che aprì e chiuse il primo caso Assange <a href="https://it.insideover.com/politica/obama-trump-biden-assange-nel-mirino-di-tre-presidenti-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">graziando il whistleblower Chelsea Manning</a> e archiviando la prima procedura contro il giornalista, si è recato a Londra a trovare il <strong>primo ministro britannico Rishi Sunak</strong>. Agenda dell&#8217;incontro? Top secret. Ma difficile che il caso Assange sia stato dimenticato&#8230;</p>
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		<title>&#8220;Porre dubbi, vagliare criticamente&#8221;: Foa spiega il ruolo del giornalismo sul campo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/porre-dubbi-vagliare-criticamente-foa-spiega-il-ruolo-del-giornalismo-sul-campo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Sep 2023 08:43:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[propaganda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1250" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-scaled-600x391.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-1536x1000.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-2048x1333.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per Marcello Foa il sano giornalismo è la migliore garanzia perchè nell'informazione la corretta esposizione dei fatti prevalga</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1250" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-scaled-600x391.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-1536x1000.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104242781_21c17d23cea1e6b4a6358d7d16d042c6-2048x1333.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per <strong>Marcello Foa</strong> non ci sono dubbi: il <strong>sano giornalismo</strong> è la migliore garanzia perché nell&#8217;informazione la corretta esposizione dei fatti, soprattutto riguardanti la grande politica internazionale e le guerre, prevalga sul tifo da stadio. Storica firma de <em>Il Giornale</em>, attento osservatore della politica internazionale, presidente della Rai dal 2018 al 2021 e da alcune settimane conduttore de <em>Giù la maschera</em> su Rai Radio 1, Foa il prossimo 26 settembre sarà ospite alla conferenza&nbsp;<a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi">“<strong>Raccontare la guerra oggi</strong></a>” organizzata da&nbsp;<em>ilGiornale.it</em>&nbsp;e&nbsp;<em>InsideOver</em>&nbsp;con&nbsp;<strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/siamo-testimoni-non-protagonisti-biloslavo-racconta-i-40-2161956.html">Fausto&nbsp;Biloslavo,</a>&nbsp;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/tutelare-giornalismo-sul-campo-informazione-e-propaganda-2163843.html">Giovanna&nbsp;Botteri,</a>&nbsp;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/iraq-e-ucraina-rischio-tifo-nellinformazione-parla-fulvio-2206317.html">Fulvio Scaglione</a>, Lucia Goracci, <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-paesi-del-mediterraneo-sono-i-nostri-fratelli-il-racconto-di-alberto-negri.html">Alberto&nbsp;Negri</a></strong> e<strong> Daniele Bellocchio</strong>. Con lui dialoghiamo riguardo alla sua esperienza e al futuro dell’informazione&nbsp;in tempi di condizionamenti e propaganda.</p>



<p><strong>L&#8217;evento del 26 settembre si incentrerà sul tema del futuro del giornalismo sul campo in tempi di condizionamenti e propaganda. Quanto è attuale discutere di questi fatti?</strong></p>



<p>&#8220;Estremamente attuale! Non vedo l&#8217;ora di confrontarmi con colleghi che da prospettive diverse hanno raccontato sul campo guerre e scenari di crisi ai quattro angoli del pianeta in un panel plurale di grandi professionisti. Dal mio punto di vista porterò il mio apporto sotto forma di un contributo alla riflessione su cosa significa fare informazione in un&#8217;epoca dove le regole del gioco, per le fonti in presa diretta, sono estremamente mutate&#8221;.</p>



<p><strong>Si riferisce al proliferare dei social media come fonte primaria di diffusione informativa?</strong></p>



<p>&#8220;Si, e in particolare al fatto che siamo quotidianamente immersi in una bolla social in cui viviamo buona parte del nostro accesso ai flussi informativi. Ma i social, come ogni altro strumento di comunicazione, sono imbevuti di condizionamenti e propaganda fabbricata in forma industriale. Il caso del conflitto russo-ucraino lo testimonia: sia Mosca che Kiev utilizzano la comunicazione via social per portare acqua al proprio mulino&#8221;.</p>



<p><strong>Vecchi obiettivi, nuovi meccanismi&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;La propaganda di guerra si fa dal tempo dell&#8217;Antica Roma. Ed è comprensibile che una parte in lotta in una guerra cerchi di sottolineare quelle che ritiene essere la ragione della sua condotta. Ma bisogna stare attenti ai meccanismi di condizionamento&#8221;.</p>



<p><strong>Ed è qui che il giornalismo può fare la sua parte?</strong></p>



<p>&#8220;Si, in primo luogo andando alla radice nell&#8217;obiettivo di cercare la veridicità di affermazioni e fonti. Poniamo l&#8217;esempio della guerra: sui social network proliferano account che spesso si nascondono dietro nomi altisonanti o etichette di analisti presentando narrazioni sui vari conflitti, come quello ucraino, basate su fonti aperte. Si pone una prova ritenuta aperta, come una foto o un video, a testimonianza del fatto e si pretende che rappresenti un accadimento in maniera piena e oggettiva. Ma qui subentra il mestiere del giornalista che può e deve porre dubbi e vagliare criticamente le fonti e capire i meccanismi di condizionamento e propaganda. Distinguendo l&#8217;informazione sana da un approccio più fazioso alle notizie&#8221;</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="663" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104702144_97752a5aec0b9b7e6e837c8eccf9f4a5-1024x663.jpg" alt="" class="wp-image-410356" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104702144_97752a5aec0b9b7e6e837c8eccf9f4a5-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104702144_97752a5aec0b9b7e6e837c8eccf9f4a5-scaled-600x389.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104702144_97752a5aec0b9b7e6e837c8eccf9f4a5-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104702144_97752a5aec0b9b7e6e837c8eccf9f4a5-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104702144_97752a5aec0b9b7e6e837c8eccf9f4a5-1536x995.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104702144_97752a5aec0b9b7e6e837c8eccf9f4a5-2048x1327.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920104702144_97752a5aec0b9b7e6e837c8eccf9f4a5-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p>Marcello Foa è tra gli ospiti di &#8220;<a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi"><strong>Raccontare la guerra oggi</strong></a>&#8220;, l&#8217;incontro-dibattito che si terrà il 26 settembre a Milano, presso Palazzo delle Stelline. Con lui anche Fausto Biloslavo, Giovanna Botteri, Lucia Goracci, Alberto Negri, Fulvio Scaglione, Daniele Bellocchio.<br>Ingresso libero, posti limitati: <a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi"><strong>iscriviti qui</strong></a></p>
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<p><strong>Questo a suo avviso è una minaccia per l&#8217;informazione?</strong></p>



<p>&#8220;Si, dato che spesso si rischia che l&#8217;informazione scivoli nel commento e le analisi nel tifo da stadio, quando si fa riferimenti a scenari come quelli bellici. Ma ci vorrebbe sempre una sana dose di oggettività e realismo nel raccontare i fatti dal campo. I colleghi che saranno alla conferenza hanno avuto importanti esperienze nei teatri più caldi e sanno sicuramente maneggiare i ferri del mestiere per governare al meglio i flussi informativi in scenari bellici o di crisi&#8221;. </p>



<p><strong>La lezione di un giornalismo indipendente e senza condizionamenti: il sogno di Indro Montanelli, suo maestro e esempio di coscienza critica&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;Un obiettivo che bisogna perseguire in nome della libertà d&#8217;informazione e del futuro stesso dei media. In fin dei conti su cosa si gioca il futuro dell&#8217;informazione? Sulla riconquista della fiducia del pubblico attraverso credibilità e buon senso. Il pubblico sul breve periodo può essere condizionato da propaganda e condizionamenti, ma presto o tardi aumenta la domanda di informazione sana e veritiera. Serve attenzione alle fonti e visione diretta dal campo per capire i grandi scenari, così serve un approccio meno ideologico ai grandi temi geostrategici. Una sana e pacata modalità d&#8217;approccio a questa professione è oggi più che mai doverosa&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="798" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/26-settembre-ilGiornale.it_-1024x798.png" alt="" class="wp-image-410572" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/26-settembre-ilGiornale.it_-1024x798.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/26-settembre-ilGiornale.it_-600x468.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/26-settembre-ilGiornale.it_-300x234.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/26-settembre-ilGiornale.it_-768x598.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/26-settembre-ilGiornale.it_.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/porre-dubbi-vagliare-criticamente-foa-spiega-il-ruolo-del-giornalismo-sul-campo.html">&#8220;Porre dubbi, vagliare criticamente&#8221;: Foa spiega il ruolo del giornalismo sul campo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Storytelling ed empatia: la lezione di Sara Melotti per la Newsroom Academy</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/le-immagini-hanno-il-potere-di-toccare-le-coscienze-fotogiornalismo-e-storytelling-secondo-sara-melotti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 05:29:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[newsroom academy]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sara Melotti, 35 anni, è fotogiornalista e travel blogger e sarà tra gli ospiti della prossima edizione della Newsroom Academy</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/le-immagini-hanno-il-potere-di-toccare-le-coscienze-fotogiornalismo-e-storytelling-secondo-sara-melotti.html">Storytelling ed empatia: la lezione di Sara Melotti per la Newsroom Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Sara Melotti,</strong> 35 anni, è fotogiornalista e travel blogger e sarà tra gli ospiti della prossima edizione della <strong><a href="https://it.insideover.com/academy/diventa-reporter-ora-arriva-il-nuovo-corso-della-newsroom-academy.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Newsroom Academy su come diventare reporter condotta da Daniele Bellocchio. </a></strong>Già fotografa di moda tra Stati Uniti e Regno Unito, da diversi anni viaggia il mondo in cerca di scatti e storie che meritano di essere raccontate. Con lei parliamo della sua esperienza e delle sfide che attendono la professione del reporter.</p>



<p><strong>Cosa ti ha spinta a diventare reporter? Come hai cominciato a innamorarti della professione giornalistica?</strong></p>



<p>“Dopo una carriera avviata nella fotografia di moda un giorno ho capito che stavo sprecando la mia vita contribuendo ad alimentare una macchina infernale che crea standard di bellezza tossici, irreali e irraggiungibili. Ho mollato tutto e ho iniziato a viaggiare per un progetto fotografico personale chiamato ‘<a href="https://www.questforbeauty.co/home-it">Quest For Beauty</a>’ tramite il quale fotografavo le donne che incontravo per strada chiedendo loro “cos’è la bellezza?”. &nbsp;Viaggiando la mia curiosità e l’amore per il mondo sono cresciuti esponenzialmente, ho capito che c’erano infinite storie che meritavano di essere raccontate ed ho iniziato a documentare quello che vedevo. Credo che la parola più adatta per descrivere quello che faccio sia <em>storyteller</em> più che giornalista. Non sono a caccia di notizie ma di storie e esperienze, viaggio cercando di entrare più a fondo possibile nelle culture e nelle realtà che incontro e poi le racconto nella maniera più onesta e umana possibile; racconto usando la fotografia, il video e la scrittura e lo faccio con un punto di vista molto personale, parlando anche di quello che ho sentito (interiormente) oltre che a quello che ho visto”.</p>



<p><strong>Il tuo lavoro di fotogiornalista e documentarista ti ha portato in angoli remoti del mondo a raccontare varie storie umane molto complesse. Qual è il potere delle immagini nel trasmettere messaggi e conoscenza?</strong></p>



<p>“Le immagini sono uno strumento molto potente, hanno il potere di di toccare le coscienze ma anche di plasmare e distorcere la percezione che abbiamo della realtà. Per questo chi fa il nostro mestiere ha una grande responsabilità: far vedere la realtà per quella che è. Etica ed onestà dovrebbero sempre stare alla base della documentaristica”.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Sara-Melotti-S-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-407800" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Sara-Melotti-S-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Sara-Melotti-S-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Sara-Melotti-S-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Sara-Melotti-S-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Sara-Melotti-S-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Sara-Melotti-S-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Sara-Melotti-S.jpg 1355w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p><strong>Sara Melotti </strong>sarà tra gli ospiti del corso della Newsroom Academy &#8220;<a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora"><strong>Diventa reporter ora</strong></a>&#8221; di Daniele Bellocchio.<br>Fotografa, documentarista, videomaker, scrittrice: spiegherà come raccontare storie oggi, tramite i social media valorizzando al massimo il racconto e le persone che si incontrano.<br><strong>Per info e domande sul corso scrivere una mail ad academy@ilgiornale-web.it o chiamare il numero 028566445</strong></p>
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<p><strong>Nei tuoi reportage hai raccontato storie complesse di profughi, problemi giovanili, dipendenze da droghe. Quali sono le esperienze che ti hanno maggiormente toccata?</strong></p>



<p>“Ogni storia lascia dei segni abbastanza indelebili, quella che mi ha lasciato dei veri e propri solchi dentro è stata l’esperienza nei campi per sfollati interni dell Kurdistan iracheno. Il focus del progetto era sugli adolescenti che, oltre ad aver perso la casa e&nbsp; membri della famiglia in seguito agli attacchi dell’ISIS, ora si ritrovano a vivere nei campi, in condizioni veramente difficili, e per colpa di una serie di assurdità burocratiche molti di loro sono impossibilitati a continuare gli studi (l’unica istruzione a cui hanno accesso è quella informale che non conseguisce titoli di studio riconosciuti dal governo). A molti di questi ragazzi è stato letteralmente strappato il futuro, di conseguenza i problemi di salute mentale divampano in maniera allarmante. Ho parlato con diversi ragazzini che hanno tentato più volte il suicidio perchè non vedono via d’uscita alla situazione in cui si trovano. Per quanto cerchi di fare il tuo lavoro e mantenere un distacco sano, a volte è molto difficile non assorbire il dolore altrui”.</p>



<p><strong>In che misura il giornalismo e il racconto dal campo possono, a tuo avviso, essere valorizzati in un’era in cui il giornalismo vive sull’onda del minuto e dei flussi di agenzia?</strong></p>



<p>“Sinceramente non so se ho una risposta. Bisogna smetterla di fare sensazionalismo e tornare a quelle che dovrebbero essere le basi del giornalismo: verità, onestà, indagine. C’è bisogno di un giornalismo lento, che si prenda il tempo di andare a fondo nelle storie (anche se ciò porta meno clicks). Finchè non cambia il business model non vedo molti modi per cui il lavoro di chi ha voglia di lavorare bene, sopratutto sul campo, possa essere valorizzato”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="851" height="315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-407735" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1.jpg 851w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-600x222.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-300x111.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-768x284.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 851px) 100vw, 851px" /></a></figure>



<p><strong>Quali pensi siano i “ferri del mestiere” con cui si deve interfacciare un reporter in erba al giorno d’oggi?</strong></p>



<p>“Ripeto, io sono sono una “reporter” un po’ atipica in quanto indipendente e multimediale: lavoro principalmente con e grazie ai <strong>social </strong>(in particolar modo Instagram e Youtube) grazie ai quali posso raggiungere tantissime persone usando la forma narrativa che preferisco. Oltre ovviamente all’attrezzatura (se parliamo di reportage video o fotografico) credo che un utilizzo intelligente ed innovativo dei social, sia ormai necessario e fondamentale per un reporter freelancer oggi”.</p>



<p><strong>La Newsroom Academy mira a creare competenze e rapporti tra giovani professionisti. In che misura “fare rete” può aiutare a plasmare i reporter di domani?</strong></p>



<p>“L’esperienza è sempre la migliore maestra ma “fare rete” e confrontarsi con i propri “peers” è utile alla crescita professionale e umana, sopratutto all’inizio quando tutto è nuovo e non si sa bene in che direzione muoversi. Non sono una grande fan della competizione, credo che sul lungo termine sia molto più sano e utile supportarsi a vicenda e crescere insieme”.</p>



<p><strong>Ci sarai anche tu al corso per diventare reporter di Daniele Bellocchio. E in particolare la tua lezione si intitola proprio &#8220;Il reporter e i social media&#8221;. Puoi darci qualche anticipazione dei consigli, suggerimenti che darai agli iscritti?</strong><br><br>&#8220;Durante il mio intervento affronterò tutto quello che riguarda lo storytelling sul campo attraverso i social. Oggi il profilo instagram di un singolo individuo può bypassare i “gatekeepers” (i media) raggiungendo indipendentemente decine o addirittura centinaia di migliaia di persone; ma come si racconta una storia in maniera autentica, empatica, e allo stesso tempo capace di catturare l’attenzione di chi dall’altro lato dello schermo è già saturo di contenuti veloci e superficiali? Cercherò di rispondere a questa domanda dando anche degli strumenti pratici (sopratutto per quanto riguarda l’aspetto visivo visivo) per creare dei contenuti di spessore e che non passino inosservati.&#8221;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>PER INFO SUL CORSO &#8220;<a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora">DIVENTA REPORTER ORA</a>&#8220;: chiama il numero 028566445 o scrivi una mail ad academy@ilgiornale-web.it</strong></h2>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/le-immagini-hanno-il-potere-di-toccare-le-coscienze-fotogiornalismo-e-storytelling-secondo-sara-melotti.html">Storytelling ed empatia: la lezione di Sara Melotti per la Newsroom Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Iraq e Ucraina, il rischio del tifo nell&#8217;informazione&#8221;: parla Fulvio Scaglione</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iraq-e-ucraina-il-rischio-del-tifo-nellinformazione-parla-fulvio-scaglione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2023 05:19:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fulvio Scaglione modererà l'evento del 14 giugno di InsideOver. Oggi parla della sua esperienza e del rischio del tifo in politica estera</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iraq-e-ucraina-il-rischio-del-tifo-nellinformazione-parla-fulvio-scaglione.html">&#8220;Iraq e Ucraina, il rischio del tifo nell&#8217;informazione&#8221;: parla Fulvio Scaglione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230906145431899_6c0f6bd5328cb32233e604cc826b86c6-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Fulvio Scaglione</strong> non ha dubbi: il giornalismo odierno, soprattutto sulla politica estera, è troppo spesso condizionato da tifoserie e visioni partigiane. Classe 1957, giornalista dal 1983, dal 2000 al 2016 vice-direttore del settimanale <strong><em>Famiglia Cristiana</em></strong>, di cui nel 2010 ha varato l’edizione on-line del giornale, Scaglione è un affermato studioso e commentatore della politica estera contemporanea, specializzato sulla Russia e sul Medio Oriente. Il 26 settembre, presso la Fondazione delle Stelline a Milano, modererà la conferenza <a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi">&#8220;<strong>Raccontare la guerra oggi</strong></a>&#8221; organizzata da <em>ilGiornale.it</em> e <em>InsideOver</em> con <strong>Fausto <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/siamo-testimoni-non-protagonisti-biloslavo-racconta-i-40-2161956.html">Biloslavo,</a> Giovanna<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/tutelare-giornalismo-sul-campo-informazione-e-propaganda-2163843.html"> Botteri,</a> Marcello Foa, Lucia Goracci e Alberto <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-paesi-del-mediterraneo-sono-i-nostri-fratelli-il-racconto-di-alberto-negri.html?utm_source=link&amp;utm_medium=ilgiornale&amp;utm_campaign=evento_140623&amp;_ga=2.74641622.511591967.1694425949-519894340.1679401180&amp;_gl=1*16ca036*_ga*NTE5ODk0MzQwLjE2Nzk0MDExODA.*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY5NDUwODIxOC41NDMuMS4xNjk0NTA4MjQ2LjAuMC4w">Negri</a></strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/i-paesi-del-mediterraneo-sono-i-nostri-fratelli-il-racconto-di-alberto-negri.html?utm_source=link&amp;utm_medium=ilgiornale&amp;utm_campaign=evento_140623&amp;_ga=2.74641622.511591967.1694425949-519894340.1679401180&amp;_gl=1*16ca036*_ga*NTE5ODk0MzQwLjE2Nzk0MDExODA.*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY5NDUwODIxOC41NDMuMS4xNjk0NTA4MjQ2LjAuMC4w">.</a>. Con lui dialoghiamo riguardo alla sua esperienza e al futuro dell&#8217;informazione sugli scenari bellici più caldi del pianeta.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">&#8220;RACCONTARE LA GUERRA OGGI&#8221;: <a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi">ISCRIVITI ALL&#8217;EVENTO DEL 26 SETTEMBRE</a></h2>



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<p><strong>Scaglione, grazie mille per la disponibilità. La sua carriera giornalistica è stata lunga e articolata. Quale ritiene siano state le esperienze più importanti che l&#8217;hanno segnata?</strong></p>



<p>&#8220;Sicuramente, ritengo una svolta fondamentale nella mia carriera la nomina al ruolo di corrispondente da Mosca per <em>Famiglia Cristiana</em> nel 1992, che proseguì per tutto il decennio. La ritengo fondamentale non tanto e non solo per il ruolo di corrispondente in sé, che implica una maniera diversa e articolata di lavorare e approcciarsi ai problemi dell&#8217;informazione, quanto piuttosto per l&#8217;ampiezza di vedute che stare a Mosca in quel tempo complesso permetteva di sviluppare. Ai tempi collaboravo già con <em>Avvenire</em> ma ero corrispondente per un settimanale in una realtà dove lavoravano principalmente dei quotidianisti dei giornali e della Tv&#8221;. </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Cosa significò per lei l&#8217;esperienza russa?</strong></h4>



<p>&#8220;Significò innanzitutto lavorare fianco a fianco di validi professionisti a loro volta corrispondenti da Mosca come Fiammetta Cucurnia, Enrico Franceschini, Giulietto Chiesa. Nell&#8217;era Eltsin l&#8217;informazione italiana a Mosca vedevi operativi il massimo numero di corrispondenti a Mosca. Lavorare a Mosca ebbe poi per me una grande valenza personale. Mi sono laureato a Torino in Lingua e Letteratura straniera con una tesi a tema russo sulla cinematografia degli Anni Venti in Unione Sovietica, e questo per me chiudeva un cerchio. Infine, lavorare a Mosca mi aprì la passione per il Medio Oriente. Nel 1996 visitai l&#8217;Afghanistan allora già governato dai Talebani e da lì mi appassionai a un&#8217;area di mondo che ho raccontato a lungo&#8221;</p>



<p><strong>Da Mosca iniziò a raccontare anche le guerre. Guerre nate dalla dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica e che continuano ancora. Quali ha seguito?</strong></p>



<p>&#8220;Sono andato in Cecenia durante la prima guerra. In precedenza ho seguito i conflitti in Tagikistan e Nagorno-Karabakh. Conflitti sorti dalla fine prematura della superpotenza sovietica e dal coacervo di rivalità geopolitiche, secessionismi e nazionalismi che scatenò&#8221;.</p>



<p><strong>Così come la fine dell&#8217;Impero ottomano ha aperto l&#8217;inizio del caos mediorientale, così vale per l&#8217;Urss e la decomposizione del suo ex spazio imperiale. L&#8217;Ucraina di oggi si inserisce in questo contesto?</strong></p>



<p>&#8220;La guerra in Ucraina fa parte della lunga fine dell’Urss. L’Urss è crollata lasciando un vuoto e essendo un grande impero multinazionale, lasciando milioni di persone in luoghi che loro o i loro connazionali non ritenevano corretti sul profilo nazionale ed etnico e lasciando inoltre dietro di sé un coacervo di odii e risentimenti. Quando Putin ha detto che la fine dell’Urss è stata la più grande catastrofe geopolitica del Novecento da noi tutti l’hanno preso come una dichiarazione di nostalgia dell’Urss. In realtà evidenziava il fatto che la nascita di quindici Paesi in pochi mesi a partire dal 1991 non poteva non creare frizioni sul medio-lungo periodo. Soprattutto se in molti di questi Paesi esiste una ragione di risentimento verso la casa madre&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="798" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/evento_biloslavo-1024x798.png" alt="" class="wp-image-408881" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/evento_biloslavo-1024x798.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/evento_biloslavo-600x468.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/evento_biloslavo-300x234.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/evento_biloslavo-768x598.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/evento_biloslavo.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><strong><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi">ISCRIVITI ALL&#8217;EVENTO DEL 26 SETTEMBRE &#8220;RACCONTARE LA GUERRA OGGI&#8221;: POSTI LIMITATI</a></strong></figcaption></figure>



<p><strong>Questa complessità spesso è negata dalla nostra informazione&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;Registro con tristezza che ci sono dei momenti in cui a prescindere dalle ragioni delle parti in campo il sistema informativo occidentale si allinea come un sol uomo dietro determinate posizioni, rifiutando di discutere quelli che diventano dei veri e propri dogmi. Nel 2003 sull’Iraq bisognava dire che l’invasione era giusta e avrebbe prodotto dei vantaggi, prima fra tutte la fine delle indiscutibili armi di distruzione di massa. Ricordo una copertina dell’Economist che spiegava, nell’aprile 2003, la fine dell’era del petrolio e del ricatto del greggio da parte del Medio Oriente. Si prevedeva che il petrolio poteva arrivare a costare un dollaro al barile, previsione fallimentare. Questo dimostra un fatto: sul fronte informativo, quasi ogni pronostico e giustificazione si è rivelato fallace per quanto riguarda quella guerra. Con l’Ucraina sta succedendo la stessa cosa&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Agenzia_Fotogramma_FGR2095513-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-397662" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Agenzia_Fotogramma_FGR2095513-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Agenzia_Fotogramma_FGR2095513-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Agenzia_Fotogramma_FGR2095513-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Agenzia_Fotogramma_FGR2095513-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Agenzia_Fotogramma_FGR2095513-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Agenzia_Fotogramma_FGR2095513-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Agenzia_Fotogramma_FGR2095513-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Fulvio Scaglione </figcaption></figure>



<p><strong>Cosa la preoccupa in particolare?</strong></p>



<p>&#8220;In questa guerra, come successo con l’Iraq, è abbastanza facile stimolare il senso del tifo. E il tifo da stadio applicato alle estreme conseguenze può creare rischi e visioni distorte della realtà. In Iraq c’era Saddam Hussein, qui un Paese invaso e “vittima” per definizione, portando al grande pubblico la questione in termini di derby tra “Bene” e “Male”. Criticare questo tipo di atteggiamento finisce per non incidere sulle considerazioni finali di questa crisi. Ovviamente, è indubbio che questa guerra sia esplosa con l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina. Ma questo non deve lasciar perdere riflessioni a tutto campo sulle sue conseguenze geopolitiche per tutto il pianeta&#8221;.</p>



<p><strong>Ormai sembra che tra filorussi accaniti e fautori della vittoria accanita ucraina ci sia una tribalizzazione vera e propria, non trova?</strong></p>



<p>&#8220;Proliferano generalizzazioni ridicole dall’una e dall’altro lato e che spesso hanno delle firme importanti alle spalle. Mi consolo con una constatazione: queste firme importanti spesso sono le stesse che scrivevano articoli e considerazioni fuorvianti sull’Iraq. C’è della logica in questa follia, ma per fortuna d&#8217;altro canto ci sono fonti dialettiche, critiche, obiettive e intelligenti che guardano alle conseguenze di medio-lungo periodo degli eventi. E provano a difendere l&#8217;informazione di qualità&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre.png" alt="" class="wp-image-408851" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre-600x111.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre-300x56.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre-768x142.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>
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			</item>
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		<title>&#8220;Raccontare la guerra oggi&#8221;: quarant&#8217;anni di conflitti visti con gli occhi dei giornalisti italiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/eventi/raccontare-la-guerra-oggi-quarantanni-di-conflitti-visti-con-gli-occhi-dei-giornalisti-italiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 16:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Reporter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-scaled-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-1536x992.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-2048x1322.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 26 settembre alle 18 nella cornice della Fondazione delle Stelline di Milano si terrà la conferenza a tema "Raccontare la guerra oggi". </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/eventi/raccontare-la-guerra-oggi-quarantanni-di-conflitti-visti-con-gli-occhi-dei-giornalisti-italiani.html">&#8220;Raccontare la guerra oggi&#8221;: quarant&#8217;anni di conflitti visti con gli occhi dei giornalisti italiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-scaled-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-1536x992.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-2048x1322.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Fausto Biloslavo,</strong>&nbsp;reporter di guerra e storica firma della nostra testata;&nbsp;<strong>Alberto Negri</strong>, a lungo inviato de&nbsp;<em>Il Sole 24 Ore</em>&nbsp;nei principali teatri del Medio Oriente;&nbsp;<strong>Lucia Goracci</strong>, corrispondente Rai da Istanbul;&nbsp;<strong>Giovanna Botteri</strong>, corrispondente Rai da Parigi. A moderare l&#8217;incontro&nbsp;<strong>Fulvio Scaglione</strong>, a lungo vicedirettore di<em>&nbsp;Famiglia Cristiana</em>. Sono questi i protagonisti dell&#8217;incontro &#8220;<strong>Raccontare la guerra oggi&#8221;</strong> che si terrà il 26 settembre alle 18 nella cornice della&nbsp;<strong>Fondazione delle Stelline</strong>. Inizialmente prevista per il 14 giugno scorso, l&#8217;iniziativa era stata posticipata a causa della morte di Silvio Berlusconi e per i concomitanti funerali di Stato dell&#8217;ex presidente del Consiglio, svoltisi proprio nel capoluogo lombardo quello stesso giorno.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">&#8220;RACCONTARE LA GUERRA OGGI&#8221;: <br><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi">ISCRIVITI ALL&#8217;EVENTO DEL 26 SETTEMBRE</a></h2>



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<p>La valenza dei temi di cui la conferenza vuole discutere e su cui mira a coinvolgere il pubblico non è certamente scemata in questi mesi. Anzi, tra una guerra in Ucraina che non accenna a calare di intensità, con battaglie durissime consumatesi in tutta l&#8217;estate, il nuovo fronte caldo dell&#8217;Africa dalla Libia al Niger e tante <strong>situazioni critiche</strong> che restano aperte in forma conflittuale attiva o potenziale in tutto il mondo, il tema del racconto della guerra da parte del giornalismo contemporaneo è più attuale che mai. Le guerre, purtroppo, non cessano quando noi andiamo in vacanza e l&#8217;urgenza, la necessità di spiegare cosa sta succedendo nel mondo oggi, anche lontanto dai nostri occhi o dai media tradizionali, è quindi quanto mai pressante in questi giorni.</p>



<p>Il <strong>26 settembre</strong> ci sarà l&#8217;occasione per rilanciare la seconda iniziativa organizzata da <em>ilGiornale.it</em> con il patrocinio di Fondazione delle Stelline nello storico edificio oggi gestito dalla Fondazione stessa, che negli anni sta diventando un centro riconosciuto per la vita culturale e intellettuale milanese. A febbraio, nel dibattito&nbsp;<strong>&#8220;<a href="https://it.insideover.com/eventi/incontro-foa-tremonti-caracciolo-crisi-globalizzazione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chi decide le sorti del nostro futuro?</a>&#8220;</strong>&nbsp;si erano alternati sul palco l&#8217;ex presidente della Rai&nbsp;<strong>Marcello Foa</strong>, il direttore di&nbsp;<em>Limes</em>&nbsp;<strong>Lucio Caracciolo</strong>&nbsp;e l&#8217;ex Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze&nbsp;<strong>Giulio Tremonti.</strong>&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un parterre d&#8217;eccezione per la conferenza</h2>



<p>Confermatissmo, per il 26 settembre, il parterre di alto profilo inizialmente previsto per il 14 giugno, con professionisti che hanno attraversato la storia di questa professione negli ultimi quarant&#8217;anni.</p>



<p>I relatori ci racconteranno le loro esperienze, le loro storie personali da inviati sul campo e da narratori dei maggiori conflitti degli ultimi decenni dall&#8217;Iraq all&#8217;Ucraina, ma si parlerà anche, se non soprattutto, del <strong>futuro del giornalismo in presa diretta</strong>.</p>



<p>Quale futuro per quel tipo di giornalismo che si fa&nbsp;<strong>consumando la suola delle scarpe</strong>&nbsp;e permette di raccontare i conflitti di oggi in prima persona, oltre i condizionamenti di poteri, di ogni forma di disinformazione e delle distorsioni che possono inquinare narrazioni e racconti? Come doppiare gli ostacoli di disinformazione, fake news e propaganda? Ne parleremo coi relatori, giornalisti dalla lunga carriera che hanno visto in prima persona delicatissimi scenari, contesti turbolenti e guerre raccontando, senza sconti, le sfide di mondi complessi. Dimostrando che il giornalismo <strong>può e deve</strong> prendere di petto le grandi questioni del presente.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre.png" alt="" class="wp-image-408851" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre-600x111.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre-300x56.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre-768x142.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di andare nella direzione dei lettori</h2>



<p>Presentando l’iniziativa&nbsp;<strong>Andrea</strong>&nbsp;<strong>Pontini</strong>, amministratore delegato de ilGiornale.it dichiara che l’evento “porta in scena la filosofia di giornalismo che ilGiornale.it e InsideOver promuovono: quella di un’informazione aperta, leale e capace di andare in direzione dei lettori. Facendo sì che l’esperienza dei grandi protagonisti possa stimolare la riflessione, il dibattito e il confronto che rappresentano il sale della democrazia e della nostra libertà di pensiero. Un elemento, quest’ultimo, a cui non dobbiamo mai rinunciare, soprattutto quando si tratta di comprendere le conseguenze globali di guerre e conflitti che hanno cambiato profondamente l’ordine internazionale”.</p>



<p>Tale filosofia è condivisa dal presidente di Fondazione delle Stelline,&nbsp;<strong>Fabio</strong>&nbsp;<strong>Massa</strong>, per il quale tali occasioni di confronto sono di beneficio per il dibattito pubblico. Come dichiara Massa, infatti, “Fondazione delle Stelline è da sempre al centro del dibattito civile centrato sul futuro della città, della regione e, più in generale, della società italiana e, a partire dall’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione, abbiamo puntato molto sul recupero del suo ruolo di palcoscenico nel cuore di Milano deputato all’approfondimento di queste tematiche. Proprio in quest’ottica abbiamo accolto la proposta di diversi media di organizzare e promuovere momenti di riflessione e di racconto sulla società contemporanea. Con molto piacere, quindi, abbiamo dato il patrocinio all’iniziativa “Raccontare la guerra oggi” di InsideOver e ilGiornale.it, che vedrà protagonisti ospiti di eccezione. Questa conferenza si colloca perfettamente all’interno di un palinsesto che include i tre appuntamenti della kermesse Direzione Nord, gli incontri organizzati con l’associazione ITALIASTATODIDIRITTO. – sulla riforma della Giustizia, del Fisco e sul ruolo dell’informazione – e le iniziative in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti, come quelle che si sono tenute in occasione della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come partecipare all&#8217;evento</h2>



<p>L&#8217;evento è a ingresso libero e gratuito previa registrazione e fino a esaurimento posti. Per registrarsi all&#8217;evento è necessario compilare&nbsp;<strong><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo form</a></strong>&nbsp;che si trova sul sito di&nbsp;<em>InsideOver</em>. A chi si fosse registrato per la data precedente del 14 giugno, chiediamo cortesemente di iscriversi nuovamente. Inoltre, a causa del numero limitati di posti disponibili, gli organizzatori chiedono cortesemente a coloro che si sono registrati di segnalare eventuali forfait qualora non riuscissero a partecipare fisicamente all&#8217;iniziativa, così da permettere una più efficiente gestione degli ingressi.</p>



<p>Al dibattito seguirà un momento di convivialità con i vini delle&nbsp;<a href="https://www.piazzo.it/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">cantine Piazzo</a>, storica cantina delle Langhe, e con grissini e focacce artigianali del&nbsp;<a href="https://alfierialimentari.it/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">pastificio Alfieri</a>. Un rinfresco all&#8217;interno della bellissima cornice di&nbsp;<strong>Fondazione delle Stellin</strong>e per dare la possibilità ai partecipanti di scambiare qualche parola con i relatori davanti ad un bicchiere di vino e assaporando la freschezza di prodotti artigianali.</p>



<p><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/eventi/raccontare-la-guerra-oggi-quarantanni-di-conflitti-visti-con-gli-occhi-dei-giornalisti-italiani.html">&#8220;Raccontare la guerra oggi&#8221;: quarant&#8217;anni di conflitti visti con gli occhi dei giornalisti italiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Non si può più dire niente: come funziona la dittatura del politically correct nei media</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/non-si-puo-piu-dire-niente-come-funziona-la-dittatura-del-politically-correct-nei-media.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinapiumatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 09:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[cancel culture]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbatte statue, censura favole, riscrive la Storia. Epura scrittori, professori, scienziati, comici non in linea con i suoi dettami. La mannaia del politically correct non risparmia nessuno. Nemmeno i giornalisti. Alfieri della nuova “religione” laica o vittime sacrificali, e sacrificabili, quando osano non essere conformi. L’autocensura politicamente corretta che ha travolto i media progressisti americani &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/non-si-puo-piu-dire-niente-come-funziona-la-dittatura-del-politically-correct-nei-media.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbatte statue, censura favole, riscrive la Storia. Epura scrittori, professori, scienziati, <a href="https://www.theguardian.com/culture/2023/aug/15/edinburgh-venue-cancels-graham-linehan-event-complaints" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comici non in linea </a>con i suoi dettami. La mannaia del <em><strong>politically correct</strong></em> non risparmia nessuno. Nemmeno i giornalisti. Alfieri della nuova “religione” laica o vittime sacrificali, e sacrificabili, quando osano non essere conformi.</p>



<p>L’autocensura politicamente corretta che ha travolto i <strong>media progressisti</strong> americani culmina nel 2020, dopo l’omicidio dell’afroamericano George Floyd per mano della polizia. E non si ferma. Quello &#8211; dice<strong> Ruy Teixeira</strong>, politologo e fondatore di “The Liberal Patriot” &#8211; è servito solo come esempio del “razzismo strutturale” dell’America a “supremazia bianca”. “Le élite progressiste e le loro istituzioni si sono affrettate ad abbracciare l&#8217;idea che la razza sia il motore principale della disuguaglianza sociale e che tutti i bianchi debbano essere visti come privilegiati e tutte le &#8220;persone di colore&#8221; come oppresse”. Da risarcire per secoli di soprusi. Anche quando delinquono. Una narrazione con cui è vietato dissentire, altrimenti si è fuori.</p>



<p>Le teste che cadono sono tante e sono tutte illustri. A cominciare da James Bennet, capo della sezione “opinioni” del <em>New York Times</em>, costretto a dimettersi per aver pubblicato un editoriale del senatore Tom Cotton, favorevole all’impiego dell’esercito contro le frange violente delle <strong>rivolte pro neri </strong>che stavano devastando mezza America. Ad essere fatale a Stan Wischnowski, caporedattore del <em>Philadelphia Inquirer</em>, è un titolo: “Buildings Matter, Too” (anche gli edifici contano, ndr), che fa il verso a “Black Lives Matter”, vessillo delle rivendicazioni antirazziste.</p>



<p>Una <a href="https://harpers.org/a-letter-on-justice-and-open-debate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lettera&nbsp;contro la <em><strong>cancel culture</strong></em></a>, firmata dalla giornalista del<em> N</em>YT <strong>Bari Weiss</strong>, segna la sua condanna. Assunta nel tempio del progressismo per riequilibrarne gli eccessi perché di centro-sinistra, si è dimessa <a href="https://www.bariweiss.com/resignation-letter" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stremata dal “clima tossico”</a> di una redazione che per essere “inclusiva” bullizza a colpi di tweet (“razzista”, “nazista”) chi non si prostra alla “nuova ortodossia” liberal.&nbsp;Donald G. McNeil, giornalista scientifico di punta, sempre del <em>New York Times</em>, viene linciato per una parola detta (l’epiteto tabù per eccellenza “nigger”), ignorando contesto e intenzioni dell’”oltraggio”. Si dimette. E questi sono soltanto i casi che hanno fatto più rumore riguardanti la questione razziale, sentita negli States più che altrove. </p>



<p>Autocensura ed <strong>epurazione</strong> dell’’”eretico” sono la norma anche quando si toccano le altre categorie “santificate” dall’ideologia <em>woke</em> (propria di chi si è risvegliato, <em>woke</em> in inglese, ed è consapevole dei propri privilegi e pregiudizi razziali da espiare): donne, appartenenti alla comunità LBGTQ+, disabili, migranti. Il punto di vista deve essere uno solo: a favore, incondizionato e acritico. Pena: la gogna. Che addita e fa terra bruciata attorno ai dissidenti, dall’ondata di purghe inflitte dalla dittatura del <em>politically</em> <em>correct</em>.</p>



<p>In un panorama mediatico in cui &#8220;il dibattito &#8211; dice <strong>Michael Lind</strong>, giornalista e cofondatore del think tank New America &#8211; è stato sostituito dall&#8217;assenso obbligatorio e le <a href="https://www.tabletmag.com/sections/news/articles/the-end-of-progressive-intellectual-life" target="_blank" rel="noreferrer noopener">idee sono state sostituite da slogan</a> che possono essere recitati ma non messi in discussione”, ad essere via via sacrificata è l’obiettività giornalistica. Al punto che un fatto diventa notizia se avvalora la narrazione <em>woke</em>, altrimenti viene bannato. </p>



<p>È il caso, sollevato da <strong>Federico Rampini</strong> in “Suicidio occidentale”, del giovane ricercatore piemontese Davide Giri, ucciso a New York da un pregiudicato afroamericano appartenente a Ebk, una delle gang più feroci del Queens. La notizia, nonostante la rilevanza, viene censurata dal <em>New York Times </em>perché stona con la retorica antirazzista sposata dalla testata. “L’interesse del quotidiano e il vigore investigativo messo in campo &#8211; scrive Rampini &#8211; sarebbero stati diversi se le parti fossero state rovesciate. Se cioè la vittima fosse stata afroamericana e l’omicida un bianco; […]. La tragedia sarebbe finita in prima pagina”.</p>



<p>Anche il principio dell’<strong>obiettività</strong> alla base di ogni giornalismo credibile<a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/14648849231160997" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> si immola in nome del “grande risveglio” </a>e diventa “un concetto problematico che ha contribuito a emarginare i giornalisti non bianchi, escludendo le comunità di colore e nascondendo strutture di potere che giustificano lo status quo”.</p>



<p>Ora, però, la dittatura del <em>politically</em> <em>correct</em> sembrerebbe mostrare qualche crepa. Molti si sono resi conto che gran parte di ciò che facevano per compiacere l’<strong>ideologia <em>woke</em></strong> non aveva senso, o era dettato più dalla paura di essere epurati che da una reale convinzione. Non solo. “È diventato sempre più ovvio &#8211; nota Teixeira &#8211; che le persone che dovrebbero beneficiare del “risveglio” collettivo non sono d&#8217;accordo con alcune delle iniziative correlate”. Dalla campagna “Defund the police&#8221; per tagliare i fondi stanziati per la polizia (non apprezzata dagli elettori neri delle comunità infestate dalla criminalità) all’appello del giornalista afroamericano del <em>Wall street journal </em>Jason Riley, che ci ha scritto un libro: “Per favore, smettetela di aiutarci: come i liberali rendono più difficile il successo dei neri”.</p>



<p>Se il <a href="https://www.aei.org/op-eds/ruy-teixeira-asks-whether-america-has-reached-peak-woke/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“picco del wokismo”</a> pare passato almeno nella società, qualcosa si muove anche nel contesto di “morte cerebrale” del giornalismo Usa, polarizzato tra <em>woke </em>a tutti i costi e no <em>woke</em> a prescindere. “Ciò che sopravvive &#8211; <a href="https://www.tabletmag.com/sections/news/articles/the-end-of-progressive-intellectual-life" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rileva Lind </a>&#8211; oggi è costituito da un numero crescente di esiliati su Substack dal <strong>wokismo dell&#8217;establishment</strong> e da un numero crescente di dissidenti di sinistra, conservatori e populisti, alcuni dei quali si sono riuniti in nuove pubblicazioni come <em>American</em> <em>Affairs</em>, <em>Compact</em>, <em>The Bellows</em>, o più stravaganti come <em>Tablet</em>”.</p>



<p>Il cambio di passo si avverte anche negli avamposti della battaglia progressista. La <em>Cnn</em>, per smarcarsi dalle accuse di essere di parte e tornare a un approccio più obiettivo, si sta ricalibrando con programmi e <a href="https://www.theguardian.com/media/2022/jun/21/cnn-shifts-gears-from-partisanship-news-political-center" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conduttori spostati più al centro</a>. Mentre <em>The Atlantic</em> ha pubblicato un articolo che mette in crisi uno dei <strong><a href="https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2023/08/addiction-drug-policy-language-harm-evidence/674907/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dogmi della crociata liberal </a></strong>contro le parole: non ci sono prove &#8211; <a href="https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2023/08/addiction-drug-policy-language-harm-evidence/674907/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si legge </a>&#8211; che un termine considerato “equo” o “offensivo” lo sia anche per quelle categorie che si vogliono tutelare. La <a href="https://nymag.com/intelligencer/2022/04/political-correctness-is-losing.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conferma arriva da Ruben Gallego</a>, membro democratico del Congresso: &#8220;Quando noi politici latini usiamo il termine “latinx” (scelto dai liberal per definire gli americani di origini latine, <em>ndr</em>) è in gran parte per compiacere i progressisti ricchi e bianchi convinti che lo usiamo anche tra di noi&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Se il fervore <a href="https://nymag.com/intelligencer/2022/04/political-correctness-is-losing.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>politically</em> <em>correct</em> sembra perdere i colpi</a>, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-alla-sinistra-woke-non-scalda-il-gop-cosi-trump-ha-fermato-lascesa-di-desantis.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la guerra alla cultura <em>woke</em> non tira più </a>neanche a destra, dove è chi punta sul <a href="https://nymag.com/intelligencer/2022/04/political-correctness-is-losing.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tema sicurezza a guidare i sondaggi</a>. Tutti segnali che in America, con la campagna per le presidenziali in corso, ci penserà la paura di perdere consenso a smorzare l’ideologia. Della politica, e dei media.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/non-si-puo-piu-dire-niente-come-funziona-la-dittatura-del-politically-correct-nei-media.html">Non si può più dire niente: come funziona la dittatura del politically correct nei media</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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