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	<title>Giochi Olimpici Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 06 Oct 2025 15:13:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Giochi Olimpici Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Non solo per sport &#8211; La corsa del medio oriente verso le Olimpiadi</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-corsa-del-medio-oriente-verso-le-olimpiadi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 15:13:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Olimpici]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251006114412325_e32991f3d5650724fbdaa63f0e0e2c3c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251006114412325_e32991f3d5650724fbdaa63f0e0e2c3c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251006114412325_e32991f3d5650724fbdaa63f0e0e2c3c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251006114412325_e32991f3d5650724fbdaa63f0e0e2c3c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251006114412325_e32991f3d5650724fbdaa63f0e0e2c3c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251006114412325_e32991f3d5650724fbdaa63f0e0e2c3c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251006114412325_e32991f3d5650724fbdaa63f0e0e2c3c-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da Istanbul a Doha, il Medio Oriente prova a farsi largo per portare per la prima volta nella regione i cinque cerchi olimpici.</p>
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<p>Su cinque città ufficialmente candidate, ben quattro sono asiatiche. E, fra queste, due sono in Medio Oriente: si tratta di <strong>Istanbul</strong> e <strong>Doha</strong>, peraltro entrambe con ottime probabilità di vittoria<a href="https://www.rainews.it/articoli/2025/07/olimpiadi-il-qatar-si-candida-per-i-giochi-del-2036-24707274-563e-4811-aeab-b84b92f69171.html"> viste le esperienze accumulate da entrambe </a>nell&#8217;organizzazione di grandi eventi.<strong> Il Medio Oriente, strangolato da una crisi militare e politica senza precedenti, vuole correre veloce e vuole pensare al futuro. </strong>La gara per l&#8217;assegnazione delle <strong>Olimpiadi del 2036</strong> appare, in tal senso, decisamente emblematica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;derby&#8221; tra Istanbul e Doha</h2>



<p>Tutte le Olimpiadi (sia estive che invernali) fino al 2034 sono state assegnate: la prossima, in ordine di tempo, è quella di Milano/Cortina 2026, poi ci saranno i giochi estivi di Los Angeles del 2028, quelli invernali delle Alpi Francesi del 2030, quelli estivi di Brisbane del 2032 e, infine, quelli invernali di Salt Lake City 2034. La gara è quindi tutta sul 2036. Dopo le due edizioni previste tra Usa e Australia,<strong> il Medio Oriente vuole giocare tutte le proprie carte</strong>. Istanbul punta sul proprio brand:<a href="https://thearabweekly.com/istanbul-faces-stiff-competition-it-seeks-host-2036-olympic-games"> le sue sarebbero Olimpiadi organizzate a cavallo di due continenti</a>, in una delle città più famose e più ricche di storia al mondo. Inoltre, il presidente turco <strong>Erdogan</strong> ha scommesso molto sulla costruzione di nuovi stadi e nuovi impianti in tutto il Paese. Sulla Turchia e sulle sue capacità di organizzare eventi, c&#8217;è da tempo molto credito: i giochi europei del 2027, per esempio, sono stati assegnati proprio a Istanbul, <strong>mentre nel 2032 il Paese anatolico ospiterà con l&#8217;Italia gli Europei di calcio. </strong></p>



<p>Ma Doha non è da meno:<strong> il Qatar è stato forse il primo attore mediorientale a puntare le sue fish sul<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-il-soft-power.html"> soft power </a>dello sport</strong>. Il piccolo emirato negli anni ha ospitato di tutto, fino ad arrivare nel 2022 a organizzare i<strong> Mondiali di calcio</strong>. Ossia, di fatto, il secondo evento più seguito internazionalmente proprio dietro le Olimpiadi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In lizza anche Riad e la nuova capitale egiziana </h2>



<p>Oltre le due città prima menzionate, in corsa ufficialmente c&#8217;è anche la metropoli indiana di <strong>Ahmedabad</strong> e la nuova capitale indonesiana <strong>Nusantara</strong>. Dal sud America, è stata invece lanciata la candidatura di<strong> Santiago del Cil</strong>e, al momento l&#8217;unica fuori dal panorama asiatico. Il processo di assegnazione dell&#8217;Olimpiade 2036 tuttavia, potrebbe prevedere altri colpi di scena. Fino a pochi anni fa, la città ospitante veniva scelta tramite una rigida procedura. Si iniziava con il deposito delle candidature, l&#8217;ammissione di quelle ritenute valide e infine, sette anni prima dei Giochi, la votazione del Cio sanciva la città vincitrice. </p>



<p>Oggi è tutto molto diverso. Il Comitato Olimpico ha scelto la strada delle <strong>interlocuzioni dirette</strong> con i vari aspiranti candidati, a seguito delle quali poi verrà scelta la proposta vincente. Il tutto in un periodo non più schematicamente definito, dunque l&#8217;assegnazione potrebbe avvenire anche dieci anni prima l&#8217;evento. Vuol dire quindi che, durante le interlocuzioni, <strong>potrebbero emergere altre pretendenti</strong>. Una di queste, restando in Medio Oriente, potrebbe essere <strong>Riad</strong>. L&#8217;Arabia Saudita ha volontà e soldi da spendere e tra il 2030 e il 2034 ospiterà, rispettivamente, Expo e Mondiali di calcio. C&#8217;è poi l&#8217;<strong>Egitto</strong>, con il governo intenzionato eventualmente a portare avanti una città che non ha ancora un nome: quella che oggi è indicata genericamente come &#8220;<strong>Nuova Capitale Amministrativa</strong>&#8220;, destinata a sostituire Il Cairo entro pochi anni, potrebbe essere l&#8217;outsider dell&#8217;ultimo minuto. Aumentando quindi le pretese del Medio Oriente sul 2036.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Medio Oriente ha &#8220;fame&#8221; di futuro</h2>



<p>Anche se, <a href="https://www.olympics.com/ioc/news/ioc-president-coventry-announces-two-working-groups-to-strengthen-future-host-election-process-and-protection-of-the-female-category">così come dichiarato dalla segretario del Cio <strong>Kirsty Coventry</strong></a>, il processo di selezione è al momento sospeso &#8220;per effettuare le dovute riflessioni&#8221;, il momento della verità non sarebbe così lontano. Già nelle sessioni previste durante le Olimpiadi di Milano/Cortina, potrebbe spuntare la metaforica fumata bianca. Ma a prescindere dalle tempistiche e dal risultato, quello che più rimbalza agli occhi è <strong>la voglia del medio oriente di guardare nel lungo periodo. </strong></p>



<p>Nonostante un presente che parla solo di guerra, di tensioni e di instabilità, la regione ha voglia di puntare sul futuro. Un futuro forse finanziato da petrodollari e sponsorizzato da regimi non proprio democratici, ma pur sempre un futuro dove si potrà finalmente parlare di medio oriente per eventi sportivi e non per sciagure belliche. </p>
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		<title>Con Kirsty Coventry l&#8217;Africa sale sul tetto del Comitato Olimpico Internazionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-africa-sul-tetto-del-comitato-olimpico-internazionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 13:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Olimpici]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La nomina di Kirsty Coventry a capo del Cio rappresenta una prima volta per una donna ma anche per l'intero continente africano.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 20 marzo 2025 l&#8217;ex nuotatrice<strong> Kirsty Coventry</strong> è stata eletta<strong> presidente del Cio</strong>, il Comitato Olimpico Internazionale. A lei, nel corso della sessione svoltasi in Grecia, sono andati i voti di 49 delegati su 97 votanti. Ha così raggiunto il quorum, fissato proprio a 49, al primo turno e ha sbaragliato la concorrenza. Non una sorpresa: Coventry era appoggiata dall&#8217;uscente Tomas Bach, in carica dal 2013 e nominato al termine della sessione &#8220;presidente onorario a vita&#8221;. L&#8217;elezione di Coventry segna, in un solo colpo, due prime volte importanti: si tratta della<strong> prima donna</strong> a diventare presidente del Cio, così come si tratta del <strong>primo delegato africano in assoluto a sedere sulla poltrona più alta dello sport mondiale</strong>. Coventry infatti è nata nello <strong>Zimbabwe</strong> da una famiglia di origine inglese e, nonostante si sia formata sportivamente negli Usa, ha sempre gareggiato (e vinto) con le insegne del Paese africano. Diventandone adesso anche la più nota figura a livello internazionale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Kirsty Coventry was elected as IOC President, over fellow presidential candidates HRH Prince Feisal Al Hussein, David Lappartient, Johan Eliasch, Juan Antonio Samaranch, Lord Sebastian Coe and Morinari Watanabe. <a href="https://t.co/9S0F0z0PWm">pic.twitter.com/9S0F0z0PWm</a></p>&mdash; IOC MEDIA (@iocmedia) <a href="https://twitter.com/iocmedia/status/1902747481881907436?ref_src=twsrc%5Etfw">March 20, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La prima volta dell&#8217;Africa</h2>



<p>Quella di presidente del Cio non può essere considerata solo una carica di rango sportivo. In realtà, si tratta di <strong>uno degli incarichi più influenti anche in ambito politico.</strong> Le decisioni prese sul programma olimpico, sull&#8217;ammissione o sull&#8217;espulsione di alcuni Paesi dai Giochi, sulla partecipazione o sull&#8217;esclusione di categorie di atleti, hanno un&#8217;eco che va ben oltre le organizzazioni delle competizioni. Non a caso, il presidente del Cio siede sempre accanto al capo di Stato del Paese ospitante delle Olimpiadi durante la cerimonia di apertura. E spesso <strong>riesce a rappresentare una figura più terza di un segretario generale delle Nazioni Unite</strong>, accogliendo nei propri uffici delegati da ogni parte del mondo. Da non sottovalutare poi l&#8217;aspetto economico: il Cio, nell&#8217;ultimo quinquennio, ha registrato introiti pari a oltre sette miliardi di dollari.</p>



<p>Ben si comprende dunque il significato che ha per l&#8217;intero continente africano l&#8217;elezione di Coventry. L&#8217;ex nuotatrice è la decima presidente e, tra i suoi predecessori, si annoverano otto europei e uno statunitense. <strong>L&#8217;Africa è dunque arrivata prima di Asia e Oceania </strong>nel prendere il timone dello sport mondiale, due continenti questi ultimi dal grande peso tanto sportivo quanto politico. Sarà una donna africana, a partire da Milano-Cortina 2026, a sedere in tribuna accanto ai capi di Stato che inaugureranno i giochi olimpici. E questo almeno fino a Brisbane 2032, visto che il mandato di Coventry sarà valido per otto anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una speranza per lo Zimbabwe</h2>



<p>Prima di intraprendere la carriera politica al Cio, Kirsty Coventry è stata una grande nuotatrice. Nata ad Harare nel 1983 da una famiglia di origine inglese, già da adolescente ha manifestato le sue attitudini nel dorso e ha così deciso di andare ad allenarsi negli Stati Uniti. E non è stata solo una scelta legata alle poche strutture presenti nel suo Paese. Gli anni Ottanta hanno visto infatti la scalata di <strong>Robert Mugabe</strong> al potere. Come presidente, Mugabe ha sempre visto in chi aveva origini europee un rappresentante del periodo coloniale. Per Coventry e la sua famiglia dunque, l&#8217;aria non era quella giusta.</p>



<p>Per ben due volte tuttavia, ad Atene 2004 e a Pechino 2008, grazie ai due ori vinti nei 200 dorso, l&#8217;inno dello Zimbabwe ha risuonato in mondovisione. Un motivo di vanto non indifferente per questa parte di Africa. Adesso, con la nomina a capo del Cio, Coventry oltre che al prestigio potrebbe portare al suo Paese anche l&#8217;avvio di un <strong>processo di normalizzazione</strong>. Qui infatti la questione legata all&#8217;origine etnica è ancora aperta: sono molto forti le rivendicazioni della popolazione bantu, ma esistono anche accuse di discriminazioni da parte della minoranza di origine europea. Il fatto che sia una donna bianca a rappresentare lo Zimbabwe in una delle più alte cariche politiche internazionali, potrebbe favorire il superamento della reciproca diffidenza tra la parti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-africa-sul-tetto-del-comitato-olimpico-internazionale.html">Con Kirsty Coventry l&#8217;Africa sale sul tetto del Comitato Olimpico Internazionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tutti in piedi per Oksana, dal buio di Chernobyl all&#8217;oro dei Giochi</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/tutti-in-piedi-per-oksana-dal-buio-di-chernobyl-alloro-dei-giochi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 10:58:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Olimpici]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="816" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710-600x255.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710-1024x435.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710-768x326.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710-1536x653.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una storia di forza e di sport che ha dell'incredibile. No, non è una favola la storia di Oksana Masters, star dei Giochi Paralimpici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/tutti-in-piedi-per-oksana-dal-buio-di-chernobyl-alloro-dei-giochi.html">Tutti in piedi per Oksana, dal buio di Chernobyl all&#8217;oro dei Giochi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="816" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710-600x255.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710-1024x435.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710-768x326.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240902130537286_44365d4c82e390654e58463142eedd98-e1725275228710-1536x653.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quella di <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/uno-spettacolo-grottesco-lodio-della-rete-per-i-giochi-paralimpici.html">Oksana Masters</a></strong> è stata spesso definita una &#8220;favola&#8221;. In realtà la sua vita, fin dall&#8217;utero materno, ha avuto il sapore della tragedia. L&#8217;atleta paralimpica protagonista della cerimonia di apertura delle <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/la-musica-e-finita-gli-atleti-se-ne-vanno-ah-no-e-le-paralimpiadi.html">Paralimpiadi di Parigi</a></strong>, infatti, mette insieme il travaglio personale e il mondo in tumulto degli anni Novanta. </p>



<p>Masters, all&#8217;anagrafe <strong>Oksana Alexandrovna Bondarchuk</strong>, nasce in <strong>Ucraina</strong> nel 1989 con gravi malformazioni congenite causate dall&#8217;avvelenamento da radiazioni legate all&#8217;incidente di <strong>Chernobyl</strong>. Sei dita su ogni piede, mani palmate, niente pollici, un solo rene, uno stomaco parziale, niente bicipite destro. La gamba sinistra di sei pollici più corta della destra, ed entrambe prive delle ossa portanti. Come se il destino non si fosse accanito abbastanza sulla vita di questo corpicino percosso dalle radiazioni, poco dopo la nascita viene abbandonata in un orfanotrofio.</p>



<p>Iniziano sette anni e mezzo lunghi e bui, durante i quali verrà <strong>abusata sessualmente e psicologicamente</strong>. Anni interminabili durante i quai avrà paura di piangere o perfino di addormentarsi. &#8220;<em>Molte persone non vogliono credere a ciò che accade in certi orfanotrofi in Ucraina. Ma dovrebbero credere. Succedono cose orribili</em>&#8220;, ripete spesso l&#8217;atleta nelle sue interviste, all&#8217;interno delle quali tiene moltissimo a denunciare la condizione infantile nell&#8217;Europa dell&#8217;Est, soprattutto quella dell&#8217;infanzia abbandonata.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.wbur.org/wp/2018/03/1st-steps-May-1998.jpg" alt="" style="width:442px;height:auto"/></figure>
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<p>Eppure, da quel buio qualcuno ha scelto di salvare quella bambina dai capelli color fieno. Nel 1997, una logopedista americana, <strong>Gay Masters</strong>, single e senza figli, la adotta e la porta con sé negli Stati Uniti. Masters aveva per anni desiderato un figlio, ma essendo una donna single non era sicura delle sue possibilità. Poi incontrò una donna che aveva adottato in Russia. Mostrò a Gay le foto di due bambini in Ucraina che erano disponibili per l&#8217;adozione da parte dell&#8217;agenzia a cui si era rivolta. Una dei due era Oksana, in piedi accanto a un tavolo, con in mano un coniglietto di peluche.</p>



<p>In America, Oksana impara la parola “mamma” e l&#8217;inglese. Ma soprattutto, insegna l&#8217;ucraino a sua madre. Camminare su gambe irregolari, però, le provoca disturbi dolorosi e un&#8217;andatura difficile da reggere. Il dolore continua a intensificarsi e i medici incoraggiano l&#8217;<strong>amputazione</strong>. Nel maggio del 1998, 15 mesi dopo l&#8217;arrivo di Oksana negli Stati Uniti, le viene amputata la gamba sinistra. Cinque anni dopo, a 13 anni, anche la destra. Da allora le sue gambe sono state le protesi.</p>



<p>In America per Oksana Masters inizia un&#8217;altra vita. Ma i traumi restano. Da adolescente, che presto avrebbe perso entrambe le gambe, iniziò a tagliarsi. &#8220;<em>Un modo facile per intorpidire tutto</em>&#8220;, lo definirà in un&#8217;intervista al <em>Guardian</em> di qualche anno fa. Così la mamma adottiva la convinse a remare e non appena si sedette su una barca in acqua, Oksana si sentì di nuovo al sicuro. Iniziò la passione per il <strong>canottaggio</strong>, quello che nello sport paralimpico si chiama &#8220;adaptive&#8221;. Un percorso che alla fine l&#8217;avrebbe incoronata come una delle atlete americane più decorate della storia.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/58/Oksana_Masters_mixed_sculls_final_2012_crop.png/330px-Oksana_Masters_mixed_sculls_final_2012_crop.png" alt=""/></figure>
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<p>La sua bacheca dei trofei ha ricevuto un meritato inizio con la sua prestazione nelle prove del campionato mondiale adaptive del 2011 nel New Jersey, dove lei e il compagno di squadra <strong>Augusto Perez</strong> si sono classificati al secondo posto, preparando il terreno per il debutto di Oksana ai Giochi paralimpici l&#8217;anno successivo, quando conquistato una medaglia di bronzo insieme a Perez ai Giochi di Londra del 2012. Tuttavia, un infortunio alla schiena ha interrotto la sua carriera di <em><strong>para-rowing</strong></em>, lasciandola senza uno sport in cui competere.</p>



<p>Non sarebbe stato di certo uno stupido infortunio a fermare quel corpo ricamato da cicatrici e vita. Basta cambiare disciplina. <strong>Paraciclismo</strong> e <strong>sci di fondo</strong> diventano la sua nuova fede, trasformandola in un&#8217;olimpionica per tutte le stagioni, che consegue nel tempo risultati assolutamente impressionanti. <strong>Due medaglie d&#8217;oro nel paraciclismo femminile </strong>ai Giochi di Tokyo del 2020, oltre all&#8217;oro vinto ai Campionati mondiali su strada di Glasgow del 2023. Ha vinto ben <strong>nove medaglie nello sci di fondo femminile</strong>, tra cui un oro nel 2022 ai Giochi di Pechino. Due medaglie d&#8217;oro e una d&#8217;argento a Pechino nel 2022 nel <strong>parabiathlon femminile</strong>, che si aggiungono alle due medaglie d&#8217;argento vinte nelle stesse gare nel 2018. Detiene il record per il maggior numero di medaglie alle Paralimpiadi invernali con 14 e non mostra assolutamente alcun segno di rallentamento.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="🇺🇸🥇Oksana Masters wins United States&#039; first gold in Women&#039;s Sprint Sitting! | Paralympic Games" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/aXMnZvUxDBM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_aXMnZvUxDBM");</script>
</div></figure>



<p>Mamma Gay dice che ha una &#8220;<em>resilienza ucraina</em>&#8220;, un complimento che in questo momento storico si tinge di un significato triste e profondo. Come quella volta alle Paralimpiadi invernali di Pyeongchang nel 2018. Masters si era slogata e rotta un gomito tre settimane prima dei Giochi. Il suo medico le aveva detto che ci sarebbe stato un periodo di recupero di quattro-otto mesi, almeno per una persona &#8220;normale&#8221;. Oksana, invece, è arrivata a Pyeongchang e con il gomito rotto fasciato ha vinto cinque medaglie paralimpiche, due delle quali d&#8217;oro. </p>



<p>Masters ha superato quel traguardo alle Paralimpiadi invernali di Pechino, quando ha vinto sette medaglie, tra cui tre ori. Pochi giorni prima dell&#8217;inizio dei Giochi, la Russia aveva invaso l&#8217;Ucraina. E allora, essere alla Paralimpiadi ha assunto un doppio significato, vincere per sé e per Kiev, nonostante gareggi sotto le insegne di Washington, il Paese che le ha permesso di venire al mondo una seconda volta.</p>



<p>Gli atleti paralimpici non amano che le proprie storie facciano più notizia delle loro medaglie. Detestano la <strong>compassione</strong>: sono atleti e vogliono essere riconosciuti per questo. Ma le loro storie vanno raccontate perché siano di conforto e ispirazione per milioni di persone che brancolano nel buio. La storia di Oksana Masters non solo è una straordinaria storia di sport e di forza d&#8217;animo sovraumana, ma accende un faro su uno dei gesti più puri che l&#8217;umanità abbia concepito: l&#8217;<strong>adozione</strong>. </p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://s.yimg.com/ny/api/res/1.2/Oy1TRsF58mVAwTKO4oHhdw--/YXBwaWQ9aGlnaGxhbmRlcjt3PTI0MDA7aD0xNjAwO2NmPXdlYnA-/https://media.zenfs.com/en/the-courier-journal/2c8ba2ac4ca9e70013b7ba6ff3d68708" alt=""/></figure>
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<p>A Parigi, Masters è stata tra i portatori della torcia olimpica. Gareggerà per la terza volta come <strong>paraciclista</strong> nella <strong>corsa su strada</strong> e nella <strong>cronometro</strong>, il 4 e 5 settembre. Vietata la compassione: per lei tutto il nostro tifo.</p>



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		<title>Ridere dell&#8217;atleta disabile si può? La provocazione del Tik Tok ufficiale delle paralimpiadi</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/ridere-dellatleta-disabile-si-puo-la-provocazione-del-tik-tok-ufficiale-delle-paralimpiadi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Sep 2024 11:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Olimpici]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="462" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Tik-Tok-4-million-story-screen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Tik-Tok-4-million-story-screen.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Tik-Tok-4-million-story-screen-600x231.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Tik-Tok-4-million-story-screen-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Tik-Tok-4-million-story-screen-1024x394.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Tik-Tok-4-million-story-screen-768x296.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L'account Tim Tok ufficiale delle Paralimpiadi mostra anche gli errori e le gaffe degli atleti disabili. Una fertile provocazione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/ridere-dellatleta-disabile-si-puo-la-provocazione-del-tik-tok-ufficiale-delle-paralimpiadi.html">Ridere dell&#8217;atleta disabile si può? La provocazione del Tik Tok ufficiale delle paralimpiadi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="462" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Tik-Tok-4-million-story-screen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Tik-Tok-4-million-story-screen.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Tik-Tok-4-million-story-screen-600x231.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Tik-Tok-4-million-story-screen-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Tik-Tok-4-million-story-screen-1024x394.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Tik-Tok-4-million-story-screen-768x296.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Si può ridere della disabilità?</strong> No, non siamo impazziti. Questa è una domanda che milioni di persone si stanno ponendo di fronte all&#8217;<strong><a href="https://www.tiktok.com/login?redirect_url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40paralympics&amp;lang=en&amp;enter_method=mandatory">account Tik Tok</a></strong> delle <strong>Paralimpidi </strong>di <strong>Parigi 2024</strong>. Un profilo con <strong>4 milioni di follower</strong> e migliaia di like che non solo riporta le prodezze dei paratleti ma anche le loro <em>gaffe</em>, i loro errori e scivoloni &#8230; insomma, le loro papere. Quanto basta a scatenare un vespaio di polemiche a proposito del confine tra <em>ridere</em> e <em>de-ridere </em>che spesso può apparire molto labile.</p>



<p>Cominciamo col dire che <strong>il giudizio degli &#8220;abili&#8221;</strong> a tal proposito non conta nulla, o almeno poco. Di fronte a mille discorsi filosofici infarciti di panegirici sul buon gusto, soltanto una persona con disabilità ha il diritto ma soprattutto gli strumenti per valutare cosa sia offensivo e cosa non lo è. E poiché ogni uomo è diverso dall&#8217;altro sulla faccia della terra, anche la comunità degli atleti paralimpici si è divisa sull&#8217;argomento.</p>



<p>Certo è che il <strong>Comitato Paralimpico</strong> non è ammattito dalla mattina alla sera decidendo, dopo decenni di sforzi per l&#8217;<strong>inclusione</strong>, di mettere alla berlina atleti non vedenti, con amputazioni o altri tipi di menomazioni fisiche. Tanto da scegliere di proseguire con questa linea comunicativa per giunta gestita da un ex atleta paralimpico, il <em>deus ex machina</em> di questa scelta certamente audace. Dietro questa operazione controversa ci sono, infatti, <strong>Craig Spence</strong>, responsabile della comunicazione del Comitato Paralimpico, che ha affermato che gli atleti paralimpici possiedono un grande senso dell&#8217;<strong>umorismo</strong>. Un&#8217;affermazione un po&#8217; totalizzante ma &#8230; ne comprendiamo lo spirito. &#8220;<em>A loro piace ridere di queste cose, come a tutti noi, ed è per questo che abbiamo cercato di essere davvero provocatori sull&#8217;account TikTok delle Paralimpiadi</em>&#8220;, ha detto Spence. La persona dietro i post sui social media, è invece <strong>Richard Fox</strong>, ex atleta paralimpico. Un insospettabile, insomma.</p>



<p>Per chi si trova per la prima volta davanti all&#8217;<em>account</em> dei Giochi Paralimpici non è semplice intuire immediatamente che si tratti di un account ufficiale. Anzi, si potrebbe pensare di essere finiti di fronte a uno scherzo crudele di un profilo che bullizza gli atleti, mentre scivolano dalle carrozzine o mancano la pista del salto in alto. Le reazioni degli sportivi sono invece molto interessanti e quelle che contano in questo momento. &#8220;<em>Mi piace. Mi piace tutto. Mi piace qualsiasi tipo di copertura che accenda una discussione, a cui forse possiamo reagire e dire, &#8216;Ehi, questo non andava bene&#8217;, o forse promuovere una copertura controversa e dire &#8216;No, è esattamente quello che voglio dire in questo momento&#8217;</em>&#8220;, ha dichiarato il portabandiera della cerimonia di apertura e capitano di basket in carrozzina del team americano <strong>Steve Serio</strong> .</p>



<p>Il messaggio, anche se tagliente, sembra piuttosto chiaro. Non si tratta di un torneo della parrocchia per sfortunati reduci di guerra:  gli atleti paralimpici non partecipano. Sono in competizione e non sono piccoli angeli che vivono nella bambagia. Il Comitato aveva cominciato giorni prima a far assaggiare al pubblico questo approccio, pubblicando diversi video su YouTube per mostrare il lato più audace dei suoi concorrenti, tra cui &#8220;<em>Parigi 2024: ciò che conta davvero</em>&#8221; e &#8220;<em>Parigi 2024: mancano 100 giorni &#8211; Benvenuti alle Paralimpiadi </em>&#8220;. Lo slogan di entrambi è stato: &#8220;<em>Queste sono le Paralimpiadi… non stanno giocando</em>&#8220;. La serie &#8220;<em>What Really Matters</em>&#8220;, infatti, si apre con una nota stridente . Un simpatico uomo afferra il volante di un&#8217;auto con il piede. Si china verso il passeggero e dice con un sorriso: &#8220;<em>È la prima volta che viaggi in auto con un tizio senza braccia?</em>&#8220;. Il ragazzo senza braccia è la medaglia d&#8217;argento paralimpico <strong>Matt Stutzman</strong>, mentre il passeggero è <strong>Chuck Aoki</strong>, campione del rugby in carrozzina.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Wheelchair Rugby Player Chuck Aoki Joins The Armless Archer, Matt Stutzman, For A Drive 🚘" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/_GCQ0IYYxw8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube__GCQ0IYYxw8");</script>
</div></figure>



<p>Ma in queste ore stanno facendo il giro del mondo alcuni video diventati virali. Come quello del ciclista <strong><a href="https://v19-web-newkey.tiktokcdn.com/8bdf0bb3c41b4790f2f29484dd0117c3/66d44596/video/tos/useast2a/tos-useast2a-ve-0068c002/oECwMpPEzUHvV1DkAxfQJURTxBNDjBBIhuQbEe/?a=1988&amp;bti=NDU3ZjAwOg%3D%3D&amp;ch=0&amp;cr=3&amp;dr=0&amp;lr=tiktok_m&amp;cd=0%7C0%7C1%7C&amp;cv=1&amp;br=1822&amp;bt=911&amp;cs=0&amp;ds=3&amp;ft=piJEeMOc8Zmo0UCSI-4jV8ZurpWrKsd.&amp;mime_type=video_mp4&amp;qs=0&amp;rc=Ojs0ODM4PDs2PDM8OGRnNkBpams2OTY6ZjxtaTMzNzczM0BgYTIxMS8wX2MxXmAuMF9fYSNeMHIvcjRnMW5gLS1kMTZzcw%3D%3D&amp;vvpl=1&amp;l=20240901044427A0D57CC949CDF5BB4904&amp;btag=e00088000">Darren Hicks</a></strong>, che ha solo una gamba, che vince l&#8217;oro nel paraciclismo a cronometro a Tokyo con un sottofondo audio che suona come un sergente istruttore dei Marine che urla &#8220;<em>sinistr, sinistr, sinistr</em>&#8220;. Così coinvolgente che viene da chiedersi chi sia davvero oggetto di scherno, Hicks o le buffe manovre alla <em>Full Metal Jacket</em>. </p>


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<p>Un altro audio che ha lasciato sotto shock gli spettatori nella sezione commenti è quello in cui <strong>Zheng Tao</strong>, amputato di entrambe le braccia, che sbatte la testa contro il muro per aggiudicarsi l&#8217;oro ai Giochi di Londra 2012. Secondo atleti e responsabili della comunicazione questo aiuta. Spence difende a oltranza l&#8217;approccio, giustificandolo con i numeri. &#8220;<em>Stiamo stracciando le regole e coinvolgendo un nuovo pubblico</em>&#8220;, ha affermato. &#8220;<em>Abbiamo ricevuto un sacco di commenti che dicono, &#8216;Non sapevo che fosse successo, guarderò le Paralimpiadi di Parigi 2024&#8217;. Se alcune di quelle quattro milioni di persone si sintonizzano e guardano i giochi Paralimpici per la prima volta, allora abbiamo fatto il nostro lavoro</em>&#8220;. Come dargli torto.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Zheng Tao: Para Swimming Torpedo | Greatest Paralympic Moments of the Decade | Paralympic Games" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/lrlwMVi5QMg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_lrlwMVi5QMg");</script>
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<p>Quello che sfugge a molti, e che invece è il cuore dell&#8217;iniziativa del Comitato mira non all'&#8221;inclusione&#8221; ma alla <strong>normalizzazione</strong>. Al rifiuto della <strong>retorica tossica dei &#8220;superuomini&#8221; </strong>che nuoce all&#8217;inclusione stessa (tecnicamente si chiama <a href="https://ethicscasestudies.mediaschool.indiana.edu/cases/sensitive-news-topics/the-super-crip-stereotype.html">stereotipo del &#8220;<em>supercrip</em>&#8220;</a>): gli atleti sono lì per vincere una performance. Ecco perché un atleta disabile ha il diritto di ridere di se stesso e di invitare gli altri a fare lo stesso lontano dai pietismi. Ed è solo agli atleti paralimpici che spetta il diritto di dire come ci si sente e cosa può funzionare nell&#8217;approccio allo sport paralimpico, ri-appropriandosi del diritto all&#8217;autoironia e, dunque, consentendola anche agli &#8220;abili&#8221;. E poi, occorre ricordare, che lo spirito della linea editoriale del Comitato non è certo quella di <em>de-ridere</em> ma di <em>sorridere</em>, tutti insieme, al di là del numero di arti che possediamo. Quanto agli <a href="https://it.insideover.com/societa/uno-spettacolo-grottesco-lodio-della-rete-per-i-giochi-paralimpici.html#google_vignette">odiatori della rete</a>, che utilizzeranno il profilo per cattiverie gratuite e incivili crudeltà&#8230;lo farebbero comunque, con altri strumenti.</p>



<p>Qualcuno diceva che la caduta e la botta in testa sono i due elementi principali che scatenano le risate altrui. E il meccanismo della risata è una di quelle cose che la scienza fatica ancora a spiegare alla perfezione. Secondo una teoria tra le più accreditate, si tratta di un modo per &#8220;<em>dimostrare sostegno a qualcuno che ne ha bisogno</em>&#8220;. E allora ridiamo, tutti assieme&#8230;che ce n&#8217;è gran bisogno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/ridere-dellatleta-disabile-si-puo-la-provocazione-del-tik-tok-ufficiale-delle-paralimpiadi.html">Ridere dell&#8217;atleta disabile si può? La provocazione del Tik Tok ufficiale delle paralimpiadi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I &#8220;miserabili&#8221; cacciati da Parigi: l&#8217;altro volto delle Olimpiadi</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/i-miserabili-cacciati-da-parigi-laltro-volto-delle-olimpiadi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2024 07:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Olimpici]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/istockphoto-530948868-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/istockphoto-530948868-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/istockphoto-530948868-612x612-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/istockphoto-530948868-612x612-1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Il lavoro di un collettivo francese ha messo in luce l'operazione di "pulizia sociale" che Parigi ha portato avanti in vista delle Olimpiadi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-miserabili-cacciati-da-parigi-laltro-volto-delle-olimpiadi.html">I &#8220;miserabili&#8221; cacciati da Parigi: l&#8217;altro volto delle Olimpiadi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/istockphoto-530948868-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/istockphoto-530948868-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/istockphoto-530948868-612x612-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/istockphoto-530948868-612x612-1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Si narra che a <strong>Versailles</strong>, simbolo sempiterno della <em>grandeur</em> francese, l’olezzo umano avesse del nauseabondo. Ma poiché l’evoluzione ancora non aveva partorito un <em>upgrade </em>nell’igiene, gli effluvi personali erano “tamponati” con essenze, talchi, unguenti e stratagemmi vari, che non eliminavano il problema, bensì lo aggravavano. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Protest group concerned about Paris 2024 Olympics impact rally outside French Interior Ministry" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/5L_DQ4nXEAQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_5L_DQ4nXEAQ");</script>
</div></figure>



<p>Si perdoni il parallelo fetido, ma calzante, tra quelle abitudini e l’operazione di <strong>pulizia sociale </strong>che la Francia ha commesso in nome delle sante <strong>Olimpiadi di Parigi 24</strong>. In altre parole, l’idea disumana di sgomberare strade e quartieri, liberandoli dalla mefitica presenza di <strong>poveri</strong>, <strong>senza tetto</strong> e <strong>immigrati</strong>.<br>Parigi non poteva di certo presentarsi stracciona all’appuntamento dei Giochi Olimpici: ogni tenda da campeggio approntata sotto un ponte, ogni sacco a pelo srotolato su una panchina, ogni scatolone adibito ad alcova avrebbe inquinato l’immagine regale che Parigi e la sua nazione avrebbero fornito di sé. Nessuno spazio, dunque, per <em>les misérables</em>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.guim.co.uk/img/media/d16b1d0cb93965386a458a603d20425b036ebb0f/0_299_4589_2753/master/4589.jpg?width=620&amp;dpr=2&amp;s=none" alt=""/></figure>
</div>


<p>A lanciare l’allarme su quanto accaduto nell’ultimo anno è stato il <strong>collettivo <em>Le revers de la médaille</em> </strong>che ha messo insieme associazioni e organizzazioni presentando un report dal titolo “<em><a href="https://lereversdelamedaille.fr/wp-content/uploads/2024/06/1-year-of-social-cleansing-le-revers-de-la-medaille-Disclaimer-AI-generated-translation-from-the-French-version-may-not-be-accurate.pdf">One 1 year of social cleansing before the 2024 Olympic Games</a></em>”. L’inchiesta ha messo in luce i dati raccolti nella <strong>regione dell&#8217;Île-de-France </strong>per il periodo da aprile 2023 a maggio 2024, in cui sarebbe stata messa in atto una vera e propria &#8220;pulizia sociale&#8221; a danno delle <strong>fasce più svantaggiate </strong>(persone che vivono per strada, in alloggi precari o che dipendono dallo spazio pubblico per vivere e lavorare), per via dell&#8217;organizzazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.guim.co.uk/img/media/41f042119c15d19c9168ac371245a1d942f92166/0_269_5766_3460/master/5766.jpg?width=620&amp;dpr=2&amp;s=none" alt=""/></figure>



<p><strong>Espulsioni</strong> dall’area in questione, <strong>vessazioni </strong>oltre a ciò che il report definisce “<strong>invisibilizzazione</strong>” di popolazioni classificate dalle autorità pubbliche come indesiderabili dai luoghi in cui si stanno svolgendo i Giochi, senza offrire loro un rifugio alternativo e permanente. Si tratta di linee di azione pubblica in atto da diversi anni, ma che l’Olimpiade a caricato a pallettoni. </p>



<p>A far emergere questa evidenza, la 7a Notte della Solidarietà, evento realizzato tra il 25 e il 26 gennaio 2024, in cui sono state contate 3.462 persone senza alloggio a Parigi: un aumento del 16% rispetto all&#8217;evento precedente, sebbene il dato sia fortemente sottostimato. La distribuzione geografica dei senzatetto incontrati quella sera era concentrata nella <strong>zona centrale</strong> di Parigi e nel <strong>12° <em>arrondisement</em></strong> (compreso il Bois de Vincennes), le location centrali per i Giochi Olimpici del 2024, così come nel <strong>19° <em>arrondissement</em></strong>: queste aree, insieme, rappresentavano più della metà dei senzatetto.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.telegraph.co.uk/content/dam/world-news/2024/04/30/TELEMMGLPICT000375763066_17144860759420_trans_NvBQzQNjv4Bq7d6mr8mlzPEXWESRtNBMJGmfEaXzUGjZTlLbjM4Zpow.jpeg?imwidth=680" alt=""/></figure>
</div>


<p>Durante il periodo 2023-2024, l&#8217;Osservatorio sui luoghi di vita informali ha registrato <strong>138 sgomberi</strong> nell&#8217;Île-de-France, di cui 64 legati a baraccopoli, 34 sgomberi di insediamenti di tende (esclusivamente a Parigi e Aubervilliers), 33 sgomberi di case abusive e 7 sgomberi legati a nomadi. <strong>Persone coinvolte: 12.545</strong>, di cui 3.434  minori. Tra i provvedimenti più infami, il decreto prefettizio pubblicato il 9 ottobre 2023, che <strong>vieta la distribuzione di cibo</strong> nell’area tra il <strong>10° e il 20° <em>arrondissement</em></strong>. L&#8217;ordinanza è stata immediatamente sospesa a seguito di un appello lanciato da un gruppo di associazioni, rappresentando una grave minaccia per l&#8217;accesso al cibo durante i Giochi Olimpici.</p>



<p>Parigi, ovviamente, non è un caso isolato. I movimenti di popolazione precedenti i Giochi Olimpici vengono monitorati sin da Seul 1988. Tutte le Olimpiadi degli ultimi 40 anni fanno registrare due fenomeni concomitanti: il primo, e probabilmente il più noto, è il massiccio <strong>spostamento di residenti e di senzatetto </strong>nel periodo precedente l&#8217;evento. <strong>Pechino 2008</strong> è stato un triste primato: si stima che 1,25 milioni di persone risultarono come sfollate in seguito all&#8217;organizzazione dei Giochi del 2008. Idem per <strong>Rio 2016</strong>: quasi 80mila sfollati per la realizzazione delle infrastrutture olimpiche. Il secondo corollario dei Giochi Olimpici si riferisce, invece, a processi indiretti di sfollamento dei residenti, a causa di <strong>aumenti vertiginosi degli affitti</strong>, accoppiati spesso a <strong>sfratti violenti</strong>.</p>



<p>L’ironia del destino ha voluto che questa Parigi ripulita, tirata a lucido gettando la polvere sotto ai divani, si sia inceppata proprio per via del grande fiume dei Parigini, il gioiello che <strong>Emmanuel Macron voleva</strong> consegnare al mondo intero come un moderno Re Sole. E invece, come in una strana legge del contrappasso, proprio la Senna ha fatto saltare il sistema con le sue acque coleriche e <em>colleriche</em>. </p>



<p>Un esercito di lazzaroni, accucciati in altri fogli di giornale, attende la fine dei lustrini. Quando Parigi tornerà ad essere anche la loro.</p>
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		<title>Angola e Sud Sudan, la pace nel nome del basket</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/angola-e-sud-sudan-quando-il-basket-porta-alla-pace.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2024 06:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Olimpici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1451" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed-600x453.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed-300x227.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed-1024x774.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed-768x580.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed-1536x1161.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La favola del Sudan del Sud alle Olimpiadi di Parigi ricorda quella dell'Angola, altro Paese rinato grazia anche alla pallacanestro.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1451" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed-600x453.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed-300x227.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed-1024x774.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed-768x580.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222208761_b9fc99ff28f9684204219e8ccaf956ed-1536x1161.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La qualificazione della nazionale di basket del <strong>Sudan del Sud</strong> alle Olimpiadi di Parigi ha sorpreso forse gli stessi organizzatori. Pochi minuti prima dell&#8217;esordio nel torneo della squadra africana, a risuonare all&#8217;interno del palasport di Lille è stato l&#8217;inno del Sudan, Paese da cui il Sudan del Sud si è staccato nel 2011 e non senza attraversare guerre e problemi di ogni tipo. L&#8217;imbarazzo è però durato poco: iniziata la sfida contro Puerto Rico, i sudsudanesi hanno messo in campo tutto il loro entusiasmo e hanno agguantato la prima storica vittoria olimpica. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Puerto Rico Vs  South Sudan🏀Olympics July 28,2024 Men&#039;s Olympic Basketball #paris2024 #parisolympic" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/1KY9y-vMFaU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_1KY9y-vMFaU");</script>
</div></figure>



<p>Una favola non interrotta nemmeno dalla sfortunata eliminazione arrivata poi al termine del girone: i ragazzi, guidati dal <strong>coach Royal Ivey</strong>, si sono comunque battuti contro le più blasonate formazioni di Stati Uniti e Serbia. E hanno permesso a molti appassionati di tutto il mondo di rendere evidente la propria esistenza, portando agli occhi del mondo i propri colori e la propria bandiera. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un miracolo che parte da lontano</h2>



<p>Basket nel Sudan del Sud è sinonimo di <strong>riscatto</strong>. Un termine quest&#8217;ultimo che è una parola d&#8217;ordine, quasi un imperativo inconscio, per i suoi abitanti. Il Paese, come detto, è diventato indipendente solo nel 2011 ma anche dopo il distacco da Khartoum non ha conosciuto veri momenti di pace: dal 2013 al 2020 infatti, il territorio sudsudanese è stato teatro di una lunga e sanguinosa<strong> guerra civile </strong>che ha causato migliaia di vittime e almeno quattro milioni di sfollati. </p>



<p>Sono quindi due adesso le priorità<strong>: farsi riconoscere all&#8217;estero</strong> e<strong> ricostruire per intero un Paese </strong>rimasto senza infrastrutture. Due obiettivi difficili ma che, specialmente in campo sportivo, hanno fatto scattare un certo <strong>orgoglio nazionale</strong>. E hanno rievocato, nella mente di molti sportivi, l&#8217;esempio di <strong>Manute Bol</strong>. Ossia uno dei primi africani a giocare nell&#8217;Nba, lì dove ha svolto gran parte della sua carriera a cavallo tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90. Alto più di due metri, Bol era originario proprio di un villaggio dell&#8217;attuale Sudan del Sud e le sue gesta sportive hanno ispirato un&#8217;intera generazione di atleti del suo territorio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="791" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222330628_7b1fb5836fab3678c007ba3121c83457-791x1024.jpg" alt="" class="wp-image-431772" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222330628_7b1fb5836fab3678c007ba3121c83457-791x1024.jpg 791w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222330628_7b1fb5836fab3678c007ba3121c83457-600x776.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222330628_7b1fb5836fab3678c007ba3121c83457-232x300.jpg 232w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222330628_7b1fb5836fab3678c007ba3121c83457-768x994.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222330628_7b1fb5836fab3678c007ba3121c83457-1187x1536.jpg 1187w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240806222330628_7b1fb5836fab3678c007ba3121c83457.jpg 1484w" sizes="auto, (max-width: 791px) 100vw, 791px" /><figcaption class="wp-element-caption">Manute Bol</figcaption></figure>



<p>Tra questi, anche <strong>Luol Deng</strong>, anch&#8217;egli sudsudanese e anch&#8217;egli in grado di arrivare in Nba dove può vantare alcune stagioni con i Los Angeles Lakers. Ed è sua la &#8220;regia&#8221; della nazionale di basket: è stato proprio lui a chiamare a raccolta diversi giocatori originari del Sudan del Sud sparsi per il mondo, soprattutto tra Usa e Australia. Una volta creata la squadra, <strong>Deng ha anche pagato le prime trasferte</strong> e ha così permesso ai suoi connazionali di iniziare a giocare i tornei africani. Nel 2023 la <strong>storica prima volta a un mondiale</strong>, il cui piazzamento al diciassettesimo posto (davanti a tutte le altre africane) ha permesso al Sudan del Sud di ottenere il pass olimpico. E di iniziare così quel sogno destinato a riservare altre importanti sorprese. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Basketball Fans Anxiously Waited for The Win South Sudan vs Puerto Rico, Olympics 2024" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/WMHa3UFWQ4w?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_WMHa3UFWQ4w");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il precedente dell&#8217;Angola</h2>



<p>Non è la prima volta che il mondo della palla a spicchi diventa occasione di riscatto per un Paese africano<strong>. Il caso del Sudan del Sud ricorda da vicino quello dell&#8217;Angola </strong>che, a partire dagli anni &#8217;90, ha fatto del basket un simbolo di rilancio e di unità nazionale dopo decenni di guerra civile. Anche da queste parti del resto la pallacanestro è un&#8217;istituzione: &#8220;Ogni volta che gioca l&#8217;Angola &#8211; <a href="https://it.euronews.com/2021/05/19/in-angola-il-basket-e-nel-dna">ha dichiarato su <em>EuroNews</em> alcuni anni fa l&#8217;analista angolano <strong>Alfredo Fortunato</strong></a> &#8211;  il Paese praticamente si ferma, e tutti si attaccano alla tv per vedere giocare la formidabile squadra nazionale, con abilità all&#8217;altezza perfino dell&#8217;America o dell&#8217;Europa&#8221;.</p>



<p>Niente divisioni, niente guerre, niente pensieri negativi che assillano una popolazione che negli anni di atrocità ne ha viste purtroppo parecchie: quando inizia una partita di basket, la gente pensa solo a sventolare i vessilli dell&#8217;Angola e a fare il tifo per i propri giocatori. </p>



<p>La prima apparizione della nazionale a un torneo olimpico risale a <strong>Barcellona 1992</strong>, da allora gli angolani sono sempre stati presenti al mondiale e, almeno fino a Pechino 2008, alle Olimpiadi. Vincendo, nel frattempo, qualcosa come 11 tornei africani e contribuendo a dare dell&#8217;Angola l&#8217;immagine di un Paese normale. Esattamente come spera di fare, tra non molto, anche la nazionale del Sudan del Sud. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/angola-e-sud-sudan-quando-il-basket-porta-alla-pace.html">Angola e Sud Sudan, la pace nel nome del basket</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Olimpiadi e politica: conoscere e farsi conoscere, benvenuti a Pechino 2008</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/olimpiadi-e-geopolitica-il-caso-di-pechino-2008.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2024 15:40:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Estremo Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Olimpici]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il significato politico delle Olimpiadi: nel 2008, la kermesse ospitata da Pechino ha contribuito all'ascesa della Cina tra le potenze.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla fine si tratta pur sempre soltanto di sport, di gare, di atleti che aspettano quattro lunghi intensi anni per avere una ribalta globale e per vincere una medaglia che cambierebbe la vita. Il Cio, il comitato olimpico internazionale, promuove una netta distinzione tra politica e sport, imponendo nel suo statuto la separazione tra la governance politica da quella sportiva e imponendo, tra le altre cose, il divieto di intromissione dei vari governi nella gestione dei vari comitati olimpici nazionale. Tuttavia, è innegabile che quando si è davanti a un&#8217;Olimpiade è impensabile e impossibile scindere del tutto l&#8217;aspetto sportivo da quello politico. Dietro i cinque cerchi, in poche parole, ci sono anche storie, vicissitudini ed eventi dalla grande rilevanza geopolitica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;ha significato per i cinesi l&#8217;assegnazione dell&#8217;Olimpiade</h2>



<p>Curiosamente, tutto è partito da <strong>Mosca</strong>, città che nel proseguo del racconto tornerà spesso di attualità: era il 13 luglio 2001 infatti quando, durante il congresso del Cio ospitato nella capitale russa e convocato proprio per la scelta della sede dell&#8217;Olimpiade del 2008, la delegazione cinese ha potuto festeggiare la vittoria per l&#8217;assegnazione dell&#8217;edizione numero 29 dei giochi olimpici moderni. Il progetto elaborato dai promotori della candidatura di Pechino, ha superato di slancio già alla seconda votazione quelli di Toronto, Parigi, Istanbul e Osaka. Per la terza volta nella storia, l&#8217;Olimpiade ha virato verso l&#8217;estremo oriente (dopo le edizioni di Tokyo 1960 e Seul 1988) ma soprattutto per la prima volta la bandiera con i cinque cerchi ha iniziato a sventolare all&#8217;interno della Repubblica Popolare Cinese.</p>



<p>Prima ancora di una vittoria politica, per i cinesi si è trattato di una vera e propria festa di popolo. Al di là delle vicende politiche legate ai programmi di soft power del Partito Comunista, all&#8217;epoca guidato da<strong> Hu Jintao</strong>, l&#8217;assegnazione dei giochi del 2008 per oltre un miliardo di cinesi ha voluto significare la tanto attesa<strong> possibilità di aprirsi al mondo. </strong>Chi, sette anni più tardi del congresso del Cio di Mosca, si è recato in Cina per commentare le Olimpiadi, ha sottolineato per l&#8217;appunto la volontà della popolazione di lasciarsi alle spalle anni di isolamento e di vicende politiche che hanno portato l&#8217;universo del dragone lontano dal resto del pianeta.</p>



<p><strong>Conoscere e farsi conoscere</strong> è stato l&#8217;obiettivo cardine che ha guidato l&#8217;animo della popolazione alla vigilia dei Giochi. Una circostanza quest&#8217;ultima spiegata molto bene, nelle settimane dei giochi, dall&#8217;inviato e telecronista Rai <strong>Franco Bragagna</strong>: &#8220;A Sydney, per le Olimpiadi del 2000, si notava la felicità degli australiani per aver ritrovato e ospitato il mondo &#8211; ha dichiarato il giornalista proprio durante la cerimonia di chiusura di Pechino 2008 &#8211; Stessa felicità vista a Pechino: agli australiani il mondo manca per ragioni geografiche, ai cinesi è mancato per motivi politici&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="2001 Beijing has finally won the right to host the 2008 Olympic Games" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/2H91hlr8d4c?start=69&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_2H91hlr8d4c");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Così Pechino ha voluto presentarsi al mondo</h2>



<p>Ovviamente, per Hu Jintao e per la dirigenza cinese le Olimpiadi hanno da subito assunto l&#8217;aspetto della più importante vetrina internazionale in cui mostrare la &#8220;<strong>nuova Cina</strong>&#8220;. Ma anche un modo per dimostrare l&#8217;ingresso di Pechino nel ristretto gruppo delle potenze internazionali. Significati politici dunque che, già nel luglio del 2001, si sono aggiunti e sovrapposti a quelli della società del dragone. Subito dopo l&#8217;assegnazione dei giochi, si è come r<strong>innovato un tacito patto tra dirigenza e popolazione</strong>: per entrambi l&#8217;obiettivo è stato quello di andare a remare verso la stessa direzione. Nessuno, da quel momento, ha ritenuto di poter trascurare ogni singolo dettaglio: costruzione dei nuovi impianti di gara, edificazione delle nuove infrastrutture viarie e ferroviarie, puntualità nell&#8217;organizzazione e nella stesura dei piani di sicurezza, per sette anni non c&#8217;è stata persona in Cina che ha lasciato qualcosa al caso.</p>



<p>Lo <strong>spirito</strong> con cui il gigante asiatico si è approcciato all&#8217;organizzazione olimpica lo si è visto già nei progetti. Il <strong>Nido d&#8217;Uccello</strong>, lo stadio cioè destinato a ospitare la cerimonia di apertura e le gare di atletica leggera, è stato concepito per diventare, ancor prima che sede di gare, un vero e proprio monumento nazionale. Al suo fianco, per le gare di nuoto è stato costruito il &#8220;<strong>cubo di ghiaccio</strong>&#8220;, altra struttura disegnata con il preciso scopo di sorprendere i tifosi e le delegazioni provenienti dall&#8217;estero. Per raggiungere le sedi di gara, sotto Pechino è stata scavata una fitta rete di tunnel per dotare la megalopoli di nuove linee di metropolitana e di strutture attese da anni dai cittadini. </p>



<p>L&#8217;Olimpiade in tal senso ha rappresentato un vero e proprio <strong>motore infrastrutturale</strong>: anche negli anni successivi, la Cina ha continuato a progettare e costruire nuove strade e nuove ferrovie, non solo a Pechino ma in tutte le aree nevralgiche e più popolose del Paese. Una spinta che ha consentito di raggiungere un altro obiettivo della dirigenza: <strong>avviare una nuova fase economica</strong>. In quel momento la Repubblica Popolare cinese era famosa sotto questo fronte per ospitare centinaia di fabbriche, spesso figlie della delocalizzazione di aziende e multinazionali occidentali. Con i giochi del 2008, Pechino ha avviato una profonda era di ristrutturazione e pianificazione, transitando verso un&#8217;economia basata sulla tecnologia e su una produzione di alta qualità: si tratta di un passaggio fondamentale anche a livello politico, un&#8217;ulteriore evoluzione verso quella via cinese al comunismo che porterà da lì a breve anche alla teorizzazione della nuova via della seta e a un&#8217;implementazione dell&#8217;influenza del dragone asiatico nel panorama internazionale. </p>



<p>Quando alle <strong>ore 8:08 dell&#8217;8 agosto 2008</strong>, in ossequio al forte valore simbolico dato al numero 8 dalla cultura cinese, ha preso il via la cerimonia di apertura dell&#8217;Olimpiade, la Cina è risultata profondamente cambiata rispetto a quel luglio del 2001 in cui a Mosca la candidatura di Pechino ha ricevuto disco verde da parte del Cio. All&#8217;interno del Nido d&#8217;Uccello, per la prima volta il mondo ha potuto guardare molto da vicino all&#8217;universo cinese e, a sua volta, la Cina ha potuto guardare il mondo dall&#8217;interno. Una pagina di storia non solo sportiva.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="The sound of 2008 people drumming to the same beat | Opening Ceremony Beijing 2008" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/TA0ZVxHRxCM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_TA0ZVxHRxCM");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">I disordini durante il tour della fiaccola olimpica</h2>



<p>Nei mesi precedenti la cerimonia di apertura, la Cina ha quindi &#8220;studiato da potenza&#8221;. E, come tale, si è dovuta sobbarcare oneri e onori di una simile posizione: essere costantemente sotto i riflettori, ha voluto significare non ricevere solo i complimenti per la macchina organizzativa in moto, ma anche le <strong>critiche</strong> e le <strong>diffidenze</strong> di una fetta non trascurabile dell&#8217;opinione pubblica, soprattutto in occidente. Subito dopo l&#8217;assegnazione a Pechino dell&#8217;Olimpiade, molte organizzazioni umanitarie hanno espresso dubbi e perplessità sull&#8217;approdo nella Repubblica Popolare della bandiera a cinque cerchi. </p>



<p>Lo spirito olimpico, è stata l&#8217;obiezione dei detrattori dei giochi in Cina, mal si potrebbe conciliare in un Paese dal<strong> sistema politico autoritario</strong> e dove non sono poche le vicende legate al rispetto dei <strong>diritti umani</strong>. Due su tutti i temi sollevati: la condizione dei lavoratori nelle fabbriche e la situazione in <strong>Tibet</strong>, a cui si sono aggiunte anche le questioni relative alla tutela di tutte le minoranze. Critiche del genere sono sorte anche nel 2002, all&#8217;indomani dell&#8217;ufficializzazione del contratto tra il governo cinese e la società che gestisce e organizza il mondiale di Formula Uno. Nel 2004 tuttavia la prima gara del più importante campionato motoristico in territorio cinese, si è svolta sul circuito di Shangai senza particolari problemi, aprendo ulteriormente la strada al dragone verso l&#8217;organizzazione di seguiti eventi internazionali. </p>



<p>La pressione sulla Cina sotto il profilo politico, è aumentata quando ha preso il via il tradizionale <strong>tour della fiaccola olimpica </strong>tra i cinque continenti. Quando, con tanto di insegne e loghi rievocanti Pechino 2008, la torcia ha attraversato le vie delle città occidentali sono state diverse le manifestazioni in alcuni casi culminate in scontri. In diverse occasioni, soprattutto negli Usa, i manifestanti hanno provato a spegnere, come gesto dimostrativo, la fiaccola. </p>



<p>Le polemiche, come spesso capita alla vigilia dei più importanti eventi sportivi, hanno subito un costante ridimensionamento a poche settimane dall&#8217;inizio dei giochi. Anche perché nessun governo, nemmeno in occidente, ha dato seguito alle richieste di <strong>boicottaggio</strong> di Pechino 2008 avanzate da alcune parti politiche. Al contrario, molti leader internazionali hanno annunciato la propria presenza al Nido d&#8217;Uccello nel giorno della cerimonia di apertura. Tra questi, anche il presidente Usa<strong> George W. Bush </strong>e il primo ministro russo, <strong>Vladimir Putin.</strong>  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scoppio del conflitto russo-georgiano durante la cerimonia di apertura</h2>



<p>Proprio Putin è stato uno dei protagonisti delle fasi iniziali della kermesse olimpica. Non certo per la presenza nelle gare, nonostante il leader russo sia comunque un appassionato e praticante di judo, quanto per le decisioni da lui prese in filo diretto con Mosca mentre era seduto, a pochi passi da Hu Jintao e da Bush, nella tribuna dello stadio di Pechino. Putin è atterrato in Cina qualche giorno prima in qualità di primo ministro, carica assunta da pochi mesi: nel marzo del 2008 infatti è scaduto il suo secondo mandato al Cremlino e, per come previsto (allora) dalla costituzione russa, non ha potuto concorrere per un terzo mandato. Alla presidenza è così andato il fidato<strong> Dmitry Medvedev,</strong> il quale ha nominato Putin primo ministro in attesa poi delle elezioni del 2012. </p>



<p>Il dominus della politica russa era quindi rimasto Putin, il quale in quell&#8217;8 agosto ha raggiunto il Nido d&#8217;Uccello informato di alcune notizie provenienti dalla <strong>Georgia</strong>. Qui, in particolare, il governo di Tbilisi presieduto da <strong>Mikheil Saakashvili</strong> ha attaccato le forze ossete stanziate nell&#8217;<strong>Ossezia del Sud</strong>: si tratta di un territorio de jure georgiano ma de facto amministrato come una repubblica indipendente appoggiata da Mosca. L&#8217;azione delle forze di Tbilisi è iniziata alle prime luci dell&#8217;alba, quando a Pechino oramai tutto era pronto per il via alle Olimpiadi. Il premier russo, in contatto con Medvedev, ha preso le prime decisioni sul da farsi direttamente dalla tribuna. Forse ha informato degli eventi, a pochi minuti dall&#8217;inizio della cerimonia, sia Bush che Hu Jintao. In alcuni scatti di quella giornata, si nota infatti Putin con la camicia bianca conversare in un angolo con l&#8217;inquilino della Casa Bianca.</p>



<p>La scelta presa mentre sul campo sfilavano le delegazioni degli atleti, è stata quella di <strong>rispondere</strong> all&#8217;attacco georgiano: la Russia ha respinto le truppe di Tbilisi e ha mandato le proprie forze verso la capitale georgiana. Rientrato dalla cerimonia olimpica, Putin da Mosca ha seguito in prima persone l&#8217;evolversi di quella che è passata alla storia come<strong> la prima guerra in Europa</strong> del XXI secolo. Nonché il <strong>primo vero conflitto nell&#8217;area post sovietica</strong>. Non l&#8217;ultimo: 14 anni dopo, il 24 febbraio del 2022, scatterà l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, una riedizione ma su scala più ampia di quanto visto nell&#8217;estate del 2008 in Georgia. Il conflitto russo-ucraino inizierà quattro giorni dopo la chiusura di un&#8217;altra Olimpiade: quella invernale del 2022, anche quella curiosamente ospitata a Pechino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa rimane oggi di quella Olimpiade</h2>



<p>A livello sportivo, l&#8217;Olimpiade del 2008 è stata quella di <strong>Usain Bolt </strong>e <strong>Michael Phelps</strong>: il primo si è imposto come nuovo re dei 100 metri, stralciando peraltro il record del mondo, il secondo invece raggiungendo quota otto medaglie d&#8217;oro in una sola edizione dei giochi nel nuoto. E, a proposito di nuoto, per l&#8217;Italia tra le altre cose accorre annoverare il primo e unico alloro olimpico di<strong> Federica Pellegrini.</strong> Quell&#8217;estate cinese però ha senza dubbio lasciato molto altro a livello politico. Come accennato in precedenza, i cinque cerchi torneranno a Pechino 14 anni dopo, segno di come la Cina oramai ha consolidato la propria presenza nei circuiti internazionali. </p>



<p><strong>Pechino 2008 ha abbattuto metaforicamente un&#8217;ampia fetta della muraglia:</strong> il mondo ha incominciato a comunicare direttamente con la Repubblica Popolare, e viceversa. Quei giochi hanno contribuito e non poco a scrivere una nuova pagina dei rapporti internazionali e non solo con specifico riferimento alla Cina: per capire meglio questo primo scorcio di XXI secolo, occorre guardare con attenzione a quanto accaduto in quei giorni dentro e fuori gli stadi progettati per le Olimpiadi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/olimpiadi-e-geopolitica-il-caso-di-pechino-2008.html">Olimpiadi e politica: conoscere e farsi conoscere, benvenuti a Pechino 2008</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Perché offendere i credenti?&#8221;. sull&#8217;Ultima Cena olimpica lezione di rispetto da Melenchon e Al Azhar</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/perche-offendere-i-credenti-sullultima-cena-olimpica-lezione-di-rispetto-da-melenchon-e-al-azhar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2024 14:46:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Olimpici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1273" height="1148" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072922090566_8526e0216e469d6cb1ba79c149f67ac4-e1722283790639.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072922090566_8526e0216e469d6cb1ba79c149f67ac4-e1722283790639.jpg 1273w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072922090566_8526e0216e469d6cb1ba79c149f67ac4-e1722283790639-600x541.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072922090566_8526e0216e469d6cb1ba79c149f67ac4-e1722283790639-300x271.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072922090566_8526e0216e469d6cb1ba79c149f67ac4-e1722283790639-1024x923.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024072922090566_8526e0216e469d6cb1ba79c149f67ac4-e1722283790639-768x693.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1273px) 100vw, 1273px" /></p>
<p>"Perché offendere i credenti?": la lezione di Mélenchon sull'Ultima Cena olimpica sono una novità a sinistra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/perche-offendere-i-credenti-sullultima-cena-olimpica-lezione-di-rispetto-da-melenchon-e-al-azhar.html">&#8220;Perché offendere i credenti?&#8221;. sull&#8217;Ultima Cena olimpica lezione di rispetto da Melenchon e Al Azhar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Nel coro di critiche per l&#8217;evento più discusso della <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/lolimpiade-di-macron-apre-con-il-trionfo-del-trash-una-triste-pacchianata-che-ha-offeso-lo-sport-e-non-solo.html">cerimonia kitsch</a></strong> che ha <strong>aperto le Olimpiadi di Parigi</strong> spicca, da sinistra, la presa di posizione di <strong>Jean-Luc Mélenchon</strong> alla parodia dell&#8217;Ultima Cena andata in scena sabato scorso. </p>



<p>Il leader di La France Insoumise, primo partito nella coalizione di maggioranza relativa alle recenti legislative francesi, il Nuovo Fronte Popolare, simbolo della sinistra radicale erede della tradizione comunarda e barricadera, <strong>ha difeso la libertà di culto nel Paese</strong>. Una dimostrazione di <strong>laicità molto matura</strong> che si distingue dal <strong>laicismo fine a sé stesso che spesso, nella Republique,</strong> sfocia a livello culturale, in campo progressista, nella messa alla berlina della religione.</p>



<p>Mélenchon è un laico, il suo partito ha spinto per mosse come l&#8217;<strong>inserimento dell&#8217;aborto in Costituzione</strong> che certamente non rappresentano un esempio di clericalismo, è figlio di una donna credente che si è allontanata dalla religione. Non praticante di nessuna fede, mai esplicitamente professatosi ateo ma sostanzialmente agnostico, non ha mai <strong>nascosto di essere stato formato in un ambiente &#8220;culturalmente cattolico&#8221;</strong>. Di fronte a un centro ultra-laicista e a una destra radicale con <strong>venature reazionarie</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-al-voto-jean-luc-melenchon-lultimo-rivoluzionario-di-macronia.html">Mélenchon è stato in passato addirittura </a>accusato di simpatie &#8220;islamo-gauchiste&#8221; per la sua tolleranza verso l&#8217;Islam transalpino. Sulla <strong>rappresentazione dell&#8217;Ultima Cena</strong> Mélenchon ha preso posizione: &#8220;Non ho apprezzato la presa in giro dell&#8217;Ultima Cena cristiana, l&#8217;ultimo pasto di Cristo e dei suoi discepoli, che è fondamentale per il culto domenicale&#8221;, ha spiegato <a href="https://melenchon.fr/2024/07/27/jai-aime-ou-bien-je-nai-pas-aime/">Mélenchon sui suoi profili social.</a></p>



<p>Mélenchon non prende le mosse nel dibattito sulla blasfemia, che più che dalla Chiesa è stato fatto proprio dalla <strong>guerriglia culturale della destra</strong>, ma ha detto che &#8220;anche per i cittadini più anticlericali&#8221; è un rischio &#8220;offendere i credenti&#8221;. Spiega Mélenchon che quel giorno la Francia &#8220;<strong>parlava al mondo</strong>&#8220;, e che lo &#8220;spirito ribelle&#8221; di Thomas Jolly, direttore creativo di simpatie progressiste, è da lui generalmente approvato. Ma ha ammonito: &#8220;Tra i miliardi di cristiani nel mondo, quante persone buone e oneste ci sono per le quali la fede fornisce un aiuto per vivere e sapere come partecipare alla vita di tutti, senza disturbare nessuno?&#8221;. L&#8217;universalismo francese, insomma, o <strong>rispetta ogni scelta di vita</strong> o non garantisce la <em>Liberté</em>, l&#8217;<em>Egalité</em> e la <em>Fraternité</em>.</p>



<p>Insomma, una presa di posizione netta che <strong>forse fa più rumore</strong> proprio perché proveniente da un esponente di punta del mondo progressista e, va detto, da una figura politica che non ha mancato di elogiare altre parti della manifestazione. Ma che mostra, decisamente, quanto <strong>il tema del rispetto</strong> trasversale e della <strong>vera concezione di libertà</strong> sia attiva in Francia. <strong>C&#8217;entra, per Mélenchon,</strong> sicuramente anche una volontà tutta politica di apparire come figura <em>super partes</em> per tenere unito il Nuovo Fronte Popolare alla prova delle negoziazioni di governo e di pungere Emmanuel Macron e il suo desiderio di <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-chiede-la-tregua-olimpica-soprattutto-per-se-ma-per-prudenza-si-fa-vedere-poco.html">&#8220;<strong>tregua olimpica</strong>&#8221; </a>durante i Giochi. Ma indubbiamente la presa di posizione è di quelle da tener in conto per la sua irritualità. Sarà difficile, per gli avversari della Sinistra, associare a posizioni &#8220;woke&#8221; i progressisti transalpini dopo le uscite del segretario de La France Insoumise. Sempre pronto a sparigliare anche all&#8217;interno del suo stesso campo.</p>



<p>Non è l&#8217;unica presa di posizione che <strong>ricorda l&#8217;importanza del rispetto del credo e della diversità</strong> in un contesto lontano da quello dei teorici delle guerre culturali che, soprattutto da destra, rischiano di creare in risposta alla cerimonia una stucchevole aura di moralismo. Anche<strong> la moschea di Al-Azhar</strong>, la più celebre scuola islamica del mondo sunnita con sede a Il Cairo, ha dato un giudizio negativo della <strong>manifestazione di sabato</strong> in una dichiarazione sostenuta pienamente dal Grande Imam Ahmad Al-Tayeb.</p>



<p><a href="https://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/1234/528024/Egypt/Foreign-Affairs/AlAzhar-condemns-disrespectful-depiction-of-Christ.aspx">Al-Azhar, nota <em>Ahram</em>, </a>ha preso posizione sull&#8217;Ultima Cena olimpica e &#8220;ha sottolineato che le scene, che hanno scatenato un&#8217;indignazione mondiale, sono state criticate per la loro insensibilità verso i sentimenti religiosi e gli alti valori morali. Ha inoltre espresso preoccupazione per le implicazioni più ampie di tali rappresentazioni offensive, mettendo in guardia contro lo sfruttamento degli eventi globali per normalizzare gli insulti alla religione&#8221;. Un dato chiarissimo: <strong>inclusione è rispetto della libertà altrui anche sul fronte di veder garantito </strong>il proprio diritto a espletare o meno l&#8217;appartenenza a una fede. Senza per questo essere messo alla berlina. Come invece tanti sinceri liberali o progressisti, troppo spesso, si rifiutano di capire. Mentre invece nella destra radicale la difesa di una tradizione troppo spesso si traduce nella guerra esplicita a tutte le altre. Una dicotomia da cui è <strong>ovviamente complesso uscire in tempi di società estremamente polarizzate.</strong></p>
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		<title>OLIMPIADI E POLITICA &#8211; Mosca 1980, i Giochi del boicottaggio, di Mennea e della Simeoni</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/mosca-1980-lolimpiade-del-boicottaggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2024 14:41:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Olimpici]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica (Urss)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="799" height="596" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/mosca-1980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/mosca-1980.jpg 799w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/mosca-1980-600x448.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/mosca-1980-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/mosca-1980-768x573.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>L'Olimpiade organizzata nell'ex Urss è stata contraddistinta dal boicottaggio da parte degli Stati Uniti e di molti alleati.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="799" height="596" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/mosca-1980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/mosca-1980.jpg 799w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/mosca-1980-600x448.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/mosca-1980-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/mosca-1980-768x573.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Alla fine si tratta pur sempre soltanto di sport, di gare, di atleti che aspettano quattro lunghi intensi anni per avere una ribalta globale e per vincere una medaglia che cambierebbe la vita. Il Cio, il comitato olimpico internazionale, promuove una netta distinzione tra politica e sport, imponendo nel suo statuto la separazione tra la<em> governance</em> politica da quella sportiva e, tra le altre cose, il divieto di intromissione dei vari governi nella gestione dei vari comitati olimpici nazionale. Tuttavia, è innegabile che quando si è davanti a un&#8217;Olimpiade è impensabile e impossibile scindere del tutto l&#8217;aspetto sportivo da quello politico. Dietro i cinque cerchi, in poche parole, ci sono anche storie, vicissitudini ed eventi dal sapore politico e dalla grande rilevanza geopolitica. In vista di Parigi 2024, ripercorriamo la storia di alcune edizioni delle Olimpiadi dal forte impatto extra sportivo e in grado di avere una rilevanza andata ben oltre l&#8217;ambito e l&#8217;aspetto legato alle gare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il duello con Los Angeles</strong></h2>



<p>L&#8217;Olimpiade a Mosca è stata ospitata nel 1980, un periodo non certo semplice in ambito internazionale. A posteriori, è possibile affermare che da lì a breve quel mondo diviso in due blocchi è destinato a finire: appena sei anni dopo dopo i Giochi,<strong> Gorbacev</strong> <strong>inaugurerà le riforme della perestroika</strong>, nove anni dopo invece cadrà il <strong>muro di Berlino</strong> e nel <strong>1991</strong> infine verrà ammainata per sempre la bandiera rossa dal Cremlino. Ma quando la fiaccola olimpica è entrata a Mosca, la guerra fredda tra Urss e Usa era ancora ben sentita e il confronto tra il mondo comunista e quello a guida statunitense ancora ben avvertito. Dunque, i Giochi del 1980 sono da subito stati caratterizzati dalla<strong> contrapposizione tra il Cremlino e la Casa Bianca</strong>. Anzi, nessuno in quel momento pronosticava la fine di quell&#8217;ordine internazionale nel giro di appena un decennio.</p>



<p>Il confronto in salsa olimpica del 1980 è iniziato sei anni prima della kermesse, in fase di assegnazione: nel 1974 infatti, nel corso della sessione del Cio svolta a Vienna, la sfida era tra la capitale sovietica e una delle città più emblematiche degli Usa, ossia <strong>Los Angeles</strong>. A spuntarla, non senza stupore, è stata Mosca grazie al voto di 39 delegati olimpici. La votazione tenuta a Vienna non ha mancato di avere strascichi politici ed ha rappresentato una sorta di anticipazione di quello a cui, esattamente sei anni dopo, si assisterà in mondovisione: ossia, un&#8217;accesa disputa tra sovietici e statunitensi con le Olimpiadi sullo sfondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I primi proclami di boicottaggio</strong></h2>



<p>La scelta di Mosca ha subito comportato dibattiti sull&#8217;effettiva opportunità di portare in territorio sovietico i cinque cerchi. Del resto,<strong> era la prima volta che un evento del genere veniva assegnato al di là della cortina di ferro</strong>. Prima di allora, nessun paese comunista aveva avuto modo di ospitare kermesse di rango internazionale: dai mondiali di calcio ai gran premi di Formula Uno, l&#8217;Europa orientale legata al Patto di Varsavia era rimasta fuori dai grandi tornei. Nessuno quindi, in fase di avvicinamento ai Giochi, si era illuso che a Mosca sarebbe filato tutto liscio. E quando nel dicembre del 1979 l&#8217;Urss, in risposta alla chiamata di un governo che aveva preso da poco il potere a Kabul con un golpe, ha inviato le proprie truppe in<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-infinita-40-anni-di-conflitti-in-afghanistan.html"> <strong>Afghanistan</strong> non c&#8217;è voluto molto per chiamare in causa proprio le Olimpiadi.</a></p>



<p>L&#8217;allora presidente Usa,<strong> Jimmy Carter</strong>, ha infatti iniziato ad evocare il <strong>boicottaggio</strong> di Mosca 1980. La Casa Bianca, in particolare, ha provato a mettere pressione il Cremlino paventando il fallimento della kermesse olimpica per costringere i leader sovietici a lasciare l&#8217;Afghanistan. Ma, in ossequio al clima di quel periodo, nessuna delle parti in causa ha voluto demordere: l&#8217;Urss non ha minimamente pensato di porre termine alle operazioni in territorio afghano e gli Usa hanno confermato l&#8217;intenzione di non mandare gli atleti a Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dagli Usa alla Cina, le nazioni che disertano i Giochi</strong></h2>



<p>Dagli Usa in effetti, nel giorno in cui allo stadio olimpico di Mosca<strong> Leonid Breznev</strong> ha pronunciato la formula per l&#8217;apertura ufficiale dei Giochi, non è arrivato nessuno. Lungo la pista di atletica dello stadio non ha sfilato nessun atleta a stelle e strisce, né tanto meno sono stati inviati delegati o rappresentanti diplomatici in tribuna. Per Washington, più semplicemente, quelle Olimpiadi non esistevano.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="USSR anthem at 1980 Moscow Olympics | Гимн СССР 1980" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/14QSt1A8XPw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_14QSt1A8XPw");</script>
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<p>Il boicottaggio statunitense ha trascinato con sé anche quello di almeno altre 64 nazioni. Tra queste ad emergere era la <strong>Cina</strong>, il cui comitato olimpico ha quindi dovuto rinunciare alle prime Olimpiadi del dopoguerra a cui Pechino avrebbe potuto prendere parte. Infatti, fino alla kermesse di Montreal 1976, a rappresentare la Cina era il comitato olimpico con sede a Taipei. Il governo della Repubblica Popolare cinese era allora ai ferri corti con Mosca, mentre al contrario da pochi anni si era riavvicinato e riappacificato con Washington. Il boicottaggio cinese forse, agli occhi della dirigenza del Cremlino, ha rappresentato un <strong>affronto</strong> ben più pesante di quello statunitense.</p>



<p>In Europa, nazioni come <strong>Germania Ovest </strong>e <strong>Norvegia</strong> hanno deciso anch&#8217;esse di non mandare atleti in territorio sovietico. Dall&#8217;estremo oriente invece, si è presentata la delegazione nordcoreana ma non quella <strong>sudcoreana</strong>, così come a rimanere a casa sono stati anche i rappresentanti del <strong>Giappone</strong>. Niente Olimpiadi anche per<strong> Israele, Iran, Egitto, Arabia Saudita, Qatar </strong>ed <strong>Emirati Arabi Uniti.</strong> Boicottaggi questi ultimi che, con il senno del poi e con gli occhi rivolti all&#8217;attualità odierna, fanno non poco scalpore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ingresso degli “stalloni” italiani</strong></h2>



<p>E l&#8217;Italia? Il nostro Paese ha scelto una via di mezzo: da Roma sono partiti alla volta di Mosca gli aerei con a bordo gli atleti qualificati per le gare olimpiche, ma nei borsoni nessuno aveva all&#8217;interno il tricolore. Le squadre cioè non hanno rappresentato l&#8217;Italia, bensì<strong> i colori del comitato olimpico. </strong></p>



<p>Circostanza che non ha mancato di dare vita a uno degli episodi più curiosi di quell&#8217;edizione olimpica. Durante la cerimonia di apertura infatti, quando è stato il turno dell&#8217;ingresso nella parata dei nostri atleti, sul maxischermo è apparsa la scritta “<strong>Coni</strong>”, il ben noto acronimo di Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Ma la trascrizione dell&#8217;acronimo in caratteri cirillici forma una parola che in russo è traducibile con “<strong>stalloni</strong>”: da qui una reazione a metà tra lo stupito e il divertito da parte del pubblico moscovita presente in tribuna.</p>



<p>L&#8217;Italia non è stata comunque l&#8217;unica nazione a intraprendere per questa scelta. Molti altri Paesi, tra cui anche <strong>Francia</strong> e <strong>Gran Bretagna</strong>, hanno gareggiato sotto le insegne del comitato olimpico. Molti atleti sono ugualmente rimasti a casa: a Mosca infatti non è andato nessuno sportivo impegnato con squadre riconducibili alle forze militari.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa ha comportato il boicottaggio</strong></h2>



<p>L&#8217;assenza di molti Paesi ha impoverito e non poco quella Olimpiade. Durante i 15 giorni di Giochi, la cronaca sportiva ha ugualmente preso il sopravvento, ma per Mosca e per il suo governo si è in ogni caso trattato di una vetrina internazionale sfruttata solo parzialmente.</p>



<p>In alcune discipline, la mancanza di atleti Usa ha reso meno suggestive molte gare specialmente nell&#8217;atletica leggera. Anche se non sono mancati successivi sportivi importanti, alcuni dei quali indelebili ad esempio per il movimento italiano. Su tutti, a spiccare sono stati gli ori di <strong>Pietro Mennea</strong> e<strong> Sara Simeoni</strong> rispettivamente nei 200 metri e nel salto in alto.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="MOSCA 1980 FINALE SUI 200 METRI MENNEA CON TELECRONACA RAI DI PAOLO ROSI" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Fr5U7t-HR9A?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_Fr5U7t-HR9A");</script>
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<p>In definitiva, il boicottaggio Usa ha reso più scarna e meno “universale” la prima e finora unica olimpiade estiva svoltasi in Russia. Los Angeles, la città sconfitta da Mosca per l&#8217;assegnazione dei Giochi del 1980, nel 1978 si era riscattata vedendosi attribuire l&#8217;organizzazione delle Olimpiadi del 1984. In quell&#8217;occasione, i sovietici “restituiranno il favore” agli statunitensi disertando la kermesse disputata in California.</p>



<p>L&#8217;Olimpiade tornerà a essere universale e inclusiva di tutti i Paesi soltanto a Seul, in occasione dei Giochi del 1988. Quando oramai la guerra fredda era agli sgoccioli e l&#8217;ordine internazionale era in procinto di cambiare per sempre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/mosca-1980-lolimpiade-del-boicottaggio.html">OLIMPIADI E POLITICA &#8211; Mosca 1980, i Giochi del boicottaggio, di Mennea e della Simeoni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele manda gli agenti dello Shin Bet a Parigi per proteggere la squadra olimpica</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/israele-manda-gli-agenti-dello-shin-bet-a-parigi-per-proteggere-la-squadra-olimpica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 14:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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		<category><![CDATA[Shin Bet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240722165103299_d8936368d5a7f60603f6e9b53714703b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Olimpiadi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240722165103299_d8936368d5a7f60603f6e9b53714703b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240722165103299_d8936368d5a7f60603f6e9b53714703b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240722165103299_d8936368d5a7f60603f6e9b53714703b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240722165103299_d8936368d5a7f60603f6e9b53714703b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240722165103299_d8936368d5a7f60603f6e9b53714703b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240722165103299_d8936368d5a7f60603f6e9b53714703b-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il servizio di sicurezza generale di Israele ha inviato a Parigi agenti armati che dovranno proteggere la squadra olimpica da ogni minaccia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/israele-manda-gli-agenti-dello-shin-bet-a-parigi-per-proteggere-la-squadra-olimpica.html">Israele manda gli agenti dello Shin Bet a Parigi per proteggere la squadra olimpica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Degli agenti dello <strong>Shin Bet</strong>, il servizio di sicurezza interna dello Stato di Israele, scorteranno e <a href="https://www.timesofisrael.com/shin-bet-security-agents-to-secure-israeli-athletes-throughout-paris-olympics/">sorveglieranno</a> gli atleti della squadra israeliana che prenderà parte alle<strong> Olimpiadi di Parigi</strong>. È un provvedimento che le autorità di Israele avevano preso già in occasione delle Olimpiadi di Londra e di Rio de Janeiro e che a loro è sembrato tanto più necessario in questo momento estremamente delicato a causa del conflitto a Gaza, dei precedenti di terrorismo islamista in territorio francese e di certe pulsioni antisioniste che albergano nelle banlieu della grande immigrazione. In Israele, insomma, è vivo il timore di una ripetizione dei <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/monaco-1972-quando-il-terrore-e-piombato-sulle-olimpiadi.html">fatti di Monaco 1972</a>: quando un commando di <strong>Settembre Nero</strong>, organizzazione terroristica palestinese, prese in ostaggio la squadra olimpica israeliana con le conseguenze che tutti ben conosciamo.</p>



<p>Il primo a rendere nota l&#8217;informazione è stato il britannico <em>Telegraph</em>, che nei giorni scorsi e in esclusiva, ha riportato la presenza di agenti israeliani armati che sono &#8220;stati inviati a Parigi&#8221; per preparare la &#8220;<strong>più grande operazione di sicurezza mai realizzata</strong>&#8221; per gli atleti israeliani alle Olimpiadi. La squadra olimpica israeliana conta 88 persone, tra atleti e staff, che riceveranno tutte i &#8220;dettagli di sicurezza&#8221; dall&#8217;intelligence israeliana ma non potranno tutte contare su una &#8220;guardia del corpo&#8221; personale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un momento di massima tensione</h2>



<p>La notizia arriva proprio mentre la guerra tra Israele e Hamas nella <strong>Striscia di Gaza</strong> non si placa, e dopo che i <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-attacchi-houthi-nel-mar-rosso-il-rischio-escalation-e-il-piano-degli-usa-per-una-coalizione.html">ribelli houthi </a>yemeniti &#8211; armati e sostenuti dall&#8217;Iran -hanno <a href="https://www.rainews.it/maratona/2024/07/guerra-di-gaza-tel-aviv-attacca-lo-yemen-rischio-escalation-24ac9bf7-1792-4465-ba78-b8ed0a936f99.html">rivendicato l&#8217;attacco</a> che ha messo nel mirino di un drone suicida il centro di <strong>Tel Aviv</strong>. L&#8217;attacco ha visto come risposta da parte di Israele un raid aereo che ha colpito depositi di carburante e una raffinerie di petrolio nella città portuale di Hodeida, in <strong>Yemen</strong>.</p>



<p>In questo quadro delicato, con la tensione ad altissimi livelli, (un livello elevato), il <strong>Servizio di sicurezza generale</strong> di Israele, agenzia d&#8217;intelligence responsabile della sicurezza interna più nota con il nome di Shin Bet, vuole garantire la sicurezza degli atleti israeliani che prenderanno parte dalle prossime Olimpiadi, di fronte a quella che viene percepita come una continua minaccia degli estremisti nei confronti di ebrei e israeliani in Europa. La &#8220;crescente minaccia dall&#8217;Iran, insieme a Hamas e <strong>gruppi jihadisti</strong>, che stanno promuovendo vigorosamente attacchi contro israeliani ed ebrei&#8221; è stata segnalata da diversi avvisi in Francia, ed è un avvertimento all&#8217;ordine del giorno in Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Minaccia elevata e servizi segreti a Parigi</h2>



<p>&#8220;Sappiamo che ci sono minacce ma non vogliamo parlarne&#8221;, ha <a href="https://www.telegraph.co.uk/world-news/2024/07/20/israel-olympics-shin-bet-agents-street-gun-protect-athletes/">confermato</a> al Telegraph il ministro della cultura e dello sport israeliano, Miki Zohar. I dettagli del piano di sicurezza per le Olimpiadi è stato preparato un anno, e il budget per la sicurezza è raddoppiando. </p>



<p>&#8220;Facciamo del nostro meglio per assicurarci che <strong>gli atleti si sentano liberi</strong> ma anche al sicuro e non spaventati. Non vogliamo che notino troppo le guardie di sicurezza. Vogliamo che si sentano sicure di sé in modo che possano fare il loro lavoro&#8221;, ha spiegato un ex ufficiale dello Shin Bet, che interpellato dal giornale britannico ha spiegato come gli agenti segreti israeliane saranno &#8220;dotati di armi e nuove tecnologie&#8221; e saranno assistite dalle &#8220;forze di sicurezza locali&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una stretta collaborazione con le autorità francesi</h2>



<p>Secondo quanto riportato da altre fonti che hanno servito nello Shin Bet, gli agenti inviati da Israele &#8220;molto probabilmente sono già in Francia a <strong>controllare il terreno</strong>&#8220;. Ed è molto probabile che abbiano già preso contatto da tempo con i loro <em>specchi</em> del Mossad e con i referenti dei servizi segreti francesi che si occuperanno della sicurezza delle Olimpiadi, le sezioni antiterrorismo della Police Nationale e il <strong>DGSI</strong>, la <em>Direction générale de la Sécurité intérieure</em>, il servizio informazioni francese per le questioni interne. Omologo dello Shin Bet in Israele.</p>



<p>La &#8220;<strong>cooperazione con le autorità francesi</strong> è fondamentale affinché il team di sicurezza israeliano svolga correttamente il proprio lavoro&#8221;, spiegano le fonti. &#8220;La minaccia contro la squadra può arrivare da qualsiasi parte. Non c&#8217;è dubbio che ci sia un pericolo&#8221;.  Essa potrebbe arrivare da parte del gruppo armato <strong>Hamas</strong>, da sue falangi o altri gruppi terroristici. Ma secondo le ex fonti d&#8217;intelligence israeliane c&#8217;è sempre &#8220;l&#8217;Iran dietro quasi tutto&#8221;. Le autorità in Francia sono &#8220;particolarmente preoccupate a causa del livello di antisemitismo&#8221;. Ma è un fenomeno diffuso e radicato che si è solo accentuato con il riattivarsi del cruento confitto Israelo-palestinese .</p>



<h2 class="wp-block-heading">Decine di attentati &#8220;sventati&#8221;</h2>



<p>Israele afferma di aver sventato &#8220;decine di attacchi&#8221; contro cittadini di nazionalità israeliana all&#8217;estero negli ultimi mesi. La Francia viene considerata come Paese di &#8220;<strong>categoria 2</strong>&#8220;, ciò significa che il governo israeliano la considera una &#8220;potenziale minaccia&#8221; per gli israeliani. Le raccomandazioni che i servizi sicurezza ebraici raccomandano di adottare come &#8220;maggiori misure precauzionali&#8221;, sono ad esempio &#8220;evitare di mostrare apertamente segni della propria identità israeliana&#8221; e evitare di frequentare punti di ritrovo affollati e collegati alla comunità ebraica all&#8217;estero.</p>



<p>Lo Shin Bet ha dichiarato che questa sarà &#8220;una delle <strong>sfide di sicurezza più difficili</strong>&#8221; che una delegazione israeliana abbia mai dovuto affrontare. </p>



<p>Alla data dell&#8217;<em>accensione</em> del braciere Olimpico&nbsp;per Parigi 2024 &#8211; che avverrà il 26 di luglio dando ufficialmente inizio ai <em>giuochi</em> &#8211; mancano solo quattro giorni. Nel ricordo della strage di Monaco 1972 e degli atti abietti perpetrati dal terrorismo negli anni, gli apparati preposti sono dunque a lavoro per garantire la sicurezza e lasciare che lo sport <strong>trionfi sull&#8217;odio</strong> e sul fanatismo religioso che non ha alcun rispetto per la democrazia e per la vita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/israele-manda-gli-agenti-dello-shin-bet-a-parigi-per-proteggere-la-squadra-olimpica.html">Israele manda gli agenti dello Shin Bet a Parigi per proteggere la squadra olimpica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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