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	<title>Gilet gialli Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 17 Nov 2024 11:53:27 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Gilet gialli Archives - InsideOver</title>
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		<title>Sei anni dopo i Gilet Gialli tornano in piazza contro Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-gilet-gialli-tornano-in-piazza-nella-francia-ancora-il-malato-deuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Nov 2024 10:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine-600x313.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine-1024x533.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine-768x400.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine-1536x800.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di sabato 16 novembre i &#8220;Gilet Gialli&#8221; sono tornati in piazza in oltre 80 città della Francia per celebrare il sesto anniversario del primo fine settimana di mobilitazioni che, tra il 2018 e il 2019, avrebbe portato a una grande spaccatura nel Paese, paralizzando puntualmente Parigi e le altre grandi città e mostrando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-gilet-gialli-tornano-in-piazza-nella-francia-ancora-il-malato-deuropa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-gilet-gialli-tornano-in-piazza-nella-francia-ancora-il-malato-deuropa.html">Sei anni dopo i Gilet Gialli tornano in piazza contro Macron</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine-600x313.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine-1024x533.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine-768x400.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/1920px-2018-12-08_11-35-14_GJ_Noirefontaine-1536x800.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di sabato 16 novembre i &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/dai-gilet-gialli-alla-rivolta-contro-la-polizia-perche-la-francia-brucia.html">Gilet Gialli</a></strong>&#8221; sono tornati in piazza in oltre 80 città della Francia per celebrare il <strong>sesto anniversario</strong> del primo fine settimana di mobilitazioni che, tra il 2018 e il 2019, avrebbe portato a una grande spaccatura nel Paese, <strong>paralizzando puntualmente Parigi</strong> e le altre grandi città e mostrando il malessere profondo della <em>Republique</em>. Nonché lo scontento generalizzato verso un presidente, <a href="https://it.insideover.com/politica/scatta-ultimatum-dei-gilet-gialli-lincubo-di-macron-per-le-europee.html"><strong>Emmanuel Macron</strong>, accusato di essere elitista, distante dalla popolazione</a> e di governare solo per <strong>conto dell&#8217;alta borghesia parigina.</strong></p>



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<p><a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/gilet-gialli-un-anno-dopo.html"><strong>GUARDA IL REPORTAGE: GILET GIALLI, UN ANNO DOPO</strong></a></p>



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<p>Le proteste che per diciotto settimane di fila <strong>videro mobilitati i protestanti auto-organizzatisi</strong> a partire dal web nella più moderna rappresentazione delle <em>jacquerie</em> che spesso hanno portato a rivoltarsi gli abitanti della Francia periferica contro il potere costituito nascevano da esigenze concrete. Tanto che a fare da miccia fu la proposta di Macron di un&#8217;<strong>ecotassa</strong> sui carburanti percepita come ingiusta dagli abitanti delle periferie. Mesi di mobilitazione, scontri con la polizia e diverse violenze (12 i morti) spinsero Macron alla ritirata sull&#8217;ecotassa, <strong>ad alzare a 10 euro all&#8217;ora il salario minimo</strong>, al congelamento per diversi mesi dei rincari sull&#8217;energia.</p>



<p>Sei anni dopo, i Gilet Gialli sono tornati in piazza in una Francia che è oggi il <strong>malato d&#8217;Europa</strong> e in cui per molti cittadini la protesta pubblica è parsa una delle poche platee in cui far sentire la propria voce. Lo si è visto nel 2023 con la rivolta contro la <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/il-popolo-della-francia-e-contro-macron-sulla-riforma-delle-pensioni.html">riforma delle pensioni di Macron</a></strong> o ancora prima con le proteste anti-lockdown ai tempi della pandemia. La <strong>Francia periferica che si percepisce dimenticata</strong> si sente ancora lontana dalle <strong>roccaforti del potere</strong>. Macron è stato riconfermato nel 2022 alle presidenziali prima di subire una dura scoppola alle Europee di giugno, in cui il <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-europee-lo-schianto-fragoroso-di-scholz-e-macron.html"><strong>Rassemblement National</strong> è divenuto il primo partito</a>, e di veder ridimensionato profondamente il peso della sua coalizione liberale alle politiche di luglio. La rivolta contro la &#8220;macronia&#8221; è per molti osservatori l&#8217;onda lunga delle proteste dei Gilet Gialli, alla cui materializzazione non hanno certamente contribuito le <strong>complesse architetture politico-elettorali francesi</strong>, che hanno portato la protesta ad essere assorbita da un lato dalla caccia strumentale ai consensi del partito di Marine Le Pen e Jordan Bardella, senza sfogo istituzionale, e dall&#8217;altro dalla tendenza all&#8217;arroccamento del potere transalpino.</p>



<p>Il neo-primo ministro, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/monsieur-brexit-barnier-e-il-nuovo-premier-in-francia-e-le-pen-non-chiude.html">Michel Barnier</a></strong>, guida un governo di minoranza che unisce centrodestra moderato e macroniani <em>sub iudice</em> dei voti lepenisti. <strong>Una soluzione articolata a cui l&#8217;ex capo negoziatore della Brexit</strong>, esponente del partito gollista dei Repubblicani, intende imporre un&#8217;azione esecutiva chiara fondata sulle richieste del <a href="https://www.ouest-france.fr/politique/michel-barnier/six-ans-apres-le-grand-debat-demmanuel-macron-les-cahiers-de-doleances-inspirent-michel-barnier-b9012cae-9601-11ef-9921-e056d0673e10">&#8220;Grande Dibattito&#8221; nazionale convocato da Macron </a>in risposta alla protesta dei Gilet Gialli. Sulla carta dovrà parlare di potere d&#8217;acquisto, sicurezza economica, sviluppo. Temi che scottano oggi che la Francia è il &#8220;<strong>malato d&#8217;Europa</strong>&#8221; sul fronte del debito e dell&#8217;instabilità politica anche perché negli anni scorsi c&#8217;è stata poca volontà di ricucire gli strappi. E che la protesta dei Gilet Gialli ha contribuito a far emergere con forza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-gilet-gialli-tornano-in-piazza-nella-francia-ancora-il-malato-deuropa.html">Sei anni dopo i Gilet Gialli tornano in piazza contro Macron</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Identitari contro ecologisti. Così le giovani generazioni sognano l&#8217;Europa del domani</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/identitari-contro-ecologisti-cosi-le-giovani-generazioni-sognano-leuropa-del-domani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2022 15:05:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1297" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-1024x692.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-1536x1038.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-2048x1383.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La sensazione che si ha parlando con loro è che più o meno tutti sognino un&#8217;Europa differente. Alcuni desiderano che l&#8217;Unione europea sia più &#8220;potente&#8221; e più &#8220;politica&#8221;, mentre per altri Bruxelles e Strasburgo dovrebbero prendere sul serio l&#8217;ambientalismo e le istanze sociali. I giovani di Francia si preparano alle elezioni presidenziali del 2022 guardando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/identitari-contro-ecologisti-cosi-le-giovani-generazioni-sognano-leuropa-del-domani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/identitari-contro-ecologisti-cosi-le-giovani-generazioni-sognano-leuropa-del-domani.html">Identitari contro ecologisti. Così le giovani generazioni sognano l&#8217;Europa del domani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1297" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-1024x692.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-1536x1038.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220410170235487_53360f708fe61d996e2ee9c5249ee26d-2048x1383.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La sensazione che si ha parlando con loro è che più o meno tutti sognino un&#8217;Europa differente. Alcuni desiderano che l&#8217;Unione europea sia più &#8220;potente&#8221; e più &#8220;politica&#8221;, mentre per altri Bruxelles e Strasburgo dovrebbero prendere sul serio l&#8217;ambientalismo e le istanze sociali. I giovani di Francia si preparano alle elezioni presidenziali del 2022 guardando in direzioni opposte tra loro. L&#8217;Europa resta la costante dei loro ragionamenti. Un fenomeno nuovo è la <strong>Generation &#8220;Z&#8221;</strong>, gli identitari raccolti attorno alla candidatura di <strong>Eric Zemmour</strong>. Un&#8217;altra novità, per quanto non recentissima, è la militanza ecologista tagliata sul socialismo reale. Quella che sembra estendersi dal punto di vista quantitativo.</p>
<p>I seguaci di Zemmour si riconoscono con facilità. Molti hanno abbandonato <strong>Marine Le Pen</strong> dopo anni di fedeltà per il troppo laicismo. Non è un caso che il movimento giovanile che ha deciso di sposare la causa del polemista de <em>Le Figaro</em> sia composto per lo più da cattolici. I giovani elettori di sinistra con cui parliamo, invece, pensano tutto il meglio possibile della candidatura di <strong>Jean Lùc Mélenchon</strong>: il candidato della <em>France Insoumise</em> raccoglierà parecchi consensi giovanili al primo turno del dieci aprile, proponendo, peraltro durante la guerra scatenata in Ucraina da Vladimir Putin, anche una differente collocazione geopolitica rispetto a quella attuale. Poi, però, le cose cambieranno: &#8220;Emmanuel Macron sarà la nostra scelta per il secondo turno&#8221;, ci rivelano in tanti.</p>
<p>In Francia funziona così: la prima espressione elettorale delle elezioni presidenziali tende ad essere idealistica. Subito dopo si passa al pragmatismo. Anche <strong>Yannik Jadot</strong>, il candidato ecologista per l&#8217;Eliseo, raccoglie simpatie tra i ragazzi. Ma i sondaggi, un po&#8217; come vale anche per Zemmour, non ritengono possibile che Jadot vada oltre un&#8217;affermazione di rilievo. Marine Le Pen e Valerie Pécresse sembrano raccogliere meno successo tra la gioventù d&#8217;Oltralpe. <em>Les Republicains</em> hanno un elettorato sedimentato negli anni ma sembrano essersi fermati ad uno stantio 10%. I lepenisti, invece, per la prima volta nella loro storia, devono vedersela con un&#8217;alternativa considerata credibile alla loro destra.</p>
<h4>La &#8220;Generation Z&#8221; e la banlieue di Nizza</h4>
<p>&#8220;Sono una studentessa di Giurisprudenza, e voterò per Zemmour perché è il solo che si preoccupa realmente della sorte della Francia &#8211; ci dire <strong>Romy</strong>, una delle prime universitarie che incontriamo tra coloro che simpatizzano per l&#8217;intellettuale francese &#8211; . La Francia sta per perdere la faccia per l&#8217;arrivo in massa di immigrati, di musulmani radicali che attaccano le nostre libertà e le nostre tradizioni giudaico-cristiane. I delinquenti sulla nostra terra non vengono puniti &#8211; aggiunge &#8211; e vengono rilasciati anche se hanno ucciso nel nome di Allah. Tutto questo è inammissibile&#8221;, chiosa. La propaganda sulla &#8220;scristianizzazione&#8221; del giornalista francese sta persuadendo i cattolici di tutte le fasce d&#8217;età, in specie tra i gruppi considerati &#8220;tradizionalisti&#8221;.</p>
<p>Alcuni &#8220;perché &#8221; di chi preferisce Zemmour li incontriamo a <strong>Henri Sappia</strong>, una delle strade principali di una <strong>banlieue</strong> di Nizza. Non è <em>L&#8217;Ariane</em>, la banlieue delle radicalizzazioni fondamentaliste, ma resta periferia. La città della Costa Azzurra è quella dalla quale Marine Le Pen, riunendo tutti i sovranisti del Vecchio continente, ha lanciato la sua sfida all&#8217;Europa nel 2018. Poi, nel 2020, l&#8217;attentato alla Basilica di <em>Notre</em>&#8211;<em>Dame</em> <em>de l&#8217;Assomption</em>: l&#8217;assalto del fondamentalista proveniente da una periferia che ha tagliato tre teste all&#8217;interno di uno dei luoghi di culto più rappresentativi dell&#8217;intera nazione. Un ragazzo italo-francese ci offre in fretta e furia un passaggio al ritorno da Henri Sappia. Dice che siamo stati avventati ad avventurarci sino a quel punto della città. Che non capisce come ci siamo finiti. &#8220;Voterò per Zemmour. Sono cattolico e non ne posso più di tutta questa violenza. C&#8217;è bisogno di qualcuno che dica basta&#8221;. Non facciamo neppure in tempo a chiedergli il nome: ha troppa fretta di scaricarci in un luogo considerato sicuro.</p>
<p>D&#8217;altro canto ci aveva avvisato anche il <strong>tassista</strong> dell&#8217;andata: &#8220;Se potete cambiare zona, fatelo. Se dovete restare qui, state attenti al telefono ed al portafoglio. Il B&amp;B che mi avete chiesto è dietro quella strada (ma non ci accompagna, ndr)&#8221;. Ce lo ripete: &#8220;Secondo me dovreste cambiare quartiere. Questo non è un posto sicuro&#8221;. Svoltiamo l&#8217;angolo, incontriamo un gruppo di adolescenti che somiglia molto ad una gang, e ci raccoglie l&#8217;italo-francese di prima. Questa è la periferia da queste parti.</p>
<h4>La gioventù parigina</h4>
<p>A Parigi, com&#8217;è noto, la situazione sociale è diversa, in specie tra la gioventù universitaria. <strong>Julien</strong>, che opera sui big data, è sicuro della sua preferenza: &#8220;Al primo turno voterò Jadot, al secondo Macron&#8221;. Vale per lui come per molti altri della sua età. &#8220;<span class="Y2IQFc" lang="it">Sono un <em>data scientist</em> e sto lavorando alla creazione di giochi da tavolo per un&#8217;azienda&#8221;, ci racconta. Le ragioni del suo comportamento elettorale sono le seguenti: &#8220;P</span><span class="Y2IQFc" lang="it">er me, considerata l&#8217;attuale situazione ecologica globale, dobbiamo fare in modo che alcune cose accadano e penso che un candidato ambientalista abbia maggiori probabilità di apportare grandi cambiamenti. Anche se il suo programma non è perfetto, e ignora diversi grandi argomenti. Poi voterò Macron al secondo turno, Jadot del resto non ci sarà.&#8221;, esclama con certezza. Sul presidente uscente: &#8220;Trattandosi del suo secondo mandato, Macron potrà fare di più senza preoccuparsi del suo indice di popolarità, poiché in ogni caso caso, un presidente francese non può servire per più di due mandati&#8221;. Le preoccupazioni divergono a seconda dell&#8217;isolato in cui si risiede, non solo della città di appartenenza. </span></p>
<p>&#8220;<span class="Y2IQFc" lang="it">Ho 22 anni, sono uno studentessa di un master in Affari europei alla Sorbona e domenica voterò per Jean Luc Mélenchon&#8221;, ci racconta <strong>Margaux</strong>. &#8220;</span><span class="Y2IQFc" lang="it">Il suo programma mi parla, è completo, quantificato e copre molte domande. Ha proposte reali per la gente, per i precari, per i giovani. Le sue misure sociali riguardanti le donne (protezione mestruale, parità di retribuzione, bilancio per la lotta alla violenza sulle donne, aborto) mi colpiscono in modo particolare, così come la lotta al razzismo e all&#8217;islamofobia&#8221;, osserva. Ma anche sulla gestione dei fenomeni migratori la ragazzi si dice convinta: &#8220;Mélenchon propone una politica migratoria che sembra efficace e coerente. Infine, e soprattutto, essendo di sinistra nello spettro politico, è per me il candidato della sinistra per queste elezioni presidenziali. In lui ripongo tutte le mie speranze perché è, sempre secondo me, il candidato che propone più cambiamenti e che permetterebbe di passare da una politica di destra (con la presidenza Macron) a una politica di sinistra, più socialista, più vicino al popolo&#8221;. </span></p>
<h3>Perché i giovani non votano (e il problema degli appartamenti)</h3>
<p>L&#8217;astensione è telefonata dalle cronache internazionali: sarà dirompente. E in molti, anche tra i politologi, pongono domande sullo stato di salute della democrazia rappresentativa transalpina. Ma come mai, tra coloro che non andranno a votare, è possibile annoverare anche molti studenti universitari? Persino a <strong>Parigi</strong> si tende a soffrire per eisigenze elementari: &#8220;Guardi &#8211; ci racconta Chiara, una italiana che frequenta Studi europei nella capitale transalpina &#8211; che qui cercare un appartamento equivale a preparare un vero e proprio dossier, compreso di salario percepito!&#8221;. A tanti proprietari di casa, in Francia, non basta la provenienza o il <em>cursus honorum</em>: per affittare una stanza o un appartamento viene preteso qualcosa in più. &#8220;Uno studente che arriva dalla periferia non può permettersi 800 euro di affitto più tre caparre che corrispondono a tre mensilità. I prezzi sono assurdi. Non ci sentiamo rappresentati da nessuno. Io pago 600 euro per una stanza e mi è andata bene: sono abbastanza centrale. Per avere un prezzo decente, bisogna dimorare in una banlieue&#8221;. Gli appartamenti sono minimal o comunque molto limitati per vivibilità. E l&#8217;astensione, che è un po&#8217; la reazione, può essere scatenata da insofferenza sociale: &#8220;I programmi sono molti e apparentemente sono tutti validi ma i ragazzi francesi non si sentono rappresentati. Tanti non andranno a votare per lanciare un <strong>segnale economico-sociale</strong>: non è questo il modo di aprire gli spazi alle nuove generazioni&#8221;.</p>
<p>Anche il professor <strong>Jean Philippe Derosier</strong>, che è ordinario di Diritto Costituzionale all&#8217;Università di Lille e che abbiamo sentito soprattutto per comprendere la natura post-ideologica della svolta di Macron, conferma: &#8220;Penso che il partito più esteso tra i giovani sia quello dell&#8217;astensione. A Jean Luch Mélenchon &#8211; analizza il professore &#8211; non riuscirà il travaso di voti. Consideri che cinque anni fa, per paradosso e rispetto ai sondaggi, è sembrato in grado di assicurarsene di più&#8221;.</p>
<h3>I giovani che vogliono Macron</h3>
<p><strong>Hugo</strong> studia alla <em>Sorbonne</em> e la fa breve: &#8220;Voto Emmanuel Macron e non ho dubbi in merito&#8221;. Perché? &#8220;Sostengo il suo progetto di riforma delle pensioni, perché penso che in Francia viviamo ben al di sopra delle nostre possibilità, allo stato attuale delle cose&#8221;. Se i <em>gilet gialli</em> hanno contestato la riforma pensionistica, una parte della gioventù francese ritiene che l&#8217;innalzamento dell&#8217;età pensionabile sia la <em>conditio sine qua non</em>. Altrimenti &#8211; dice Hugo &#8211; come faremo noi a trovare lavoro? Le motivazioni non si limitano all&#8217;aspetto pensionistico: &#8220;Sostengo inoltre la strategia di Macron per un&#8217;Europa politicamente più forte, oltre a misure specifiche come la tassa sul carbone, la politica delle frontiere e la tassazione dei giganti digitali. Alla fine, nonostante le crisi che il governo di Macron ha dovuto affrontare (Covid-19, guerra in Ucraina), il bilancio economico francese non è poi così male. La Francia è il Paese europeo che attrae il maggior numero di investimenti esteri in termini di numero di progetti&#8221;, ricorda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/identitari-contro-ecologisti-cosi-le-giovani-generazioni-sognano-leuropa-del-domani.html">Identitari contro ecologisti. Così le giovani generazioni sognano l&#8217;Europa del domani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Francia, il grande dibattito sulla sicurezza a un anno dal voto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-il-grande-dibattito-sulla-sicurezza-a-un-anno-dal-voto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 May 2021 17:54:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il voto presidenziale in Francia del 2022 sarà una delle tappe cruciali che contribuiranno a definire gli assi futuri della politica europea assieme alle prossime elezioni tedesche, previste per il mese di settembre. E a meno di un anno dall&#8217;aprile decisivo per l&#8217;Esagono la competizione è già entrata nel vivo, con i sondaggi che danno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-il-grande-dibattito-sulla-sicurezza-a-un-anno-dal-voto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/scontri-francia-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il voto presidenziale in <a href="https://it.insideover.com/politica/si-apre-la-caccia-a-macron-chi-lo-sfidera-alle-presidenziali.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Francia del 2022</strong></a> sarà una delle tappe cruciali che contribuiranno a definire gli assi futuri della politica europea assieme alle prossime<a href="https://it.insideover.com/politica/draghi-merkel-e-linevitabile-dualismo-tra-italia-e-germania.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> elezioni tedesche,</a> previste per il mese di settembre. E a meno di un anno dall&#8217;aprile decisivo per l&#8217;Esagono la competizione è già entrata nel vivo, con i sondaggi che danno per possibile una riedizione del ballottaggio del 2017 tra <strong>Emmanuel Macron, </strong>presidente uscente, e la leader del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/storia-e-obiettivi-del-rassemblement-national-il-partito-di-marine-le-pen.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rassemblement National</a> <strong>Marine Le Pen, </strong>che in questa contesa parte <a href="https://it.insideover.com/politica/marine-le-pen-puo-farcela-cosi-i-sovranisti-europei-sognano-il-riscatto.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">con ben maggiori aspettative di vittoria rispetto all&#8217;ultima tornata.</a></p>
<p>In mezzo un&#8217;ampia zona d&#8217;incertezza data soprattutto dai dubbi sulle future mosse dell&#8217;ex premier e sindaco di Le Havre <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/philippe-si-dimette-e-lascia-a-testa-alta-un-problema-per-macron.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Edouard Philippe</a>, </strong>che ha lasciato circa un anno fa la carica di primo ministro al massimo dei consensi per la gestione della prima ondata di Covid-19, e dalle possibili mosse del centro-destra istituzionale dei <strong>Republicains</strong>. Che hanno la possibilità di compiere la mossa del cavallo incuneandosi tra l&#8217;elettorato moderato e quello &#8220;sovranista&#8221;. A patto di capire il punto di caduta principale della questione, e cioè che la Francia è un Paese che necessita di essere <strong>ricucito</strong>. E che ora più che mai il tema della <strong>sicurezza </strong>è di importanza vitale.</p>
<h2>Il problema della sicurezza in Francia</h2>
<p>Sicurezza, però, da intendere in forma organica. In vista del 2017 la Francia andò alle urne sull&#8217;onda emozionale dell&#8217;insorgenza del <strong>terrorismo islamista </strong>sul fronte interno. Minaccia che è tornata a riproporsi negli ultimi tempi, ma che non rappresenta la più insidiosa e preoccupante fonte di insicurezza del sistema-Paese transalpino. Negli ultimi anni la Francia ha sperimentato la <em>jacquerie </em>dei <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/da-capitol-hill-ai-gilet-gialli-le-guerre-intestine-alle-societa-occidentali.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gilet Gialli</a>, </strong>che ha dimostrato quanto forti, radicate e profonde siano le disuguaglianze tra il centro incardinato sulla capitale Parigi e sulle grandi città e una provincia rurale e profonda tagliata fuori dai servizi principali, dalle opportunità economiche, dall&#8217;ascesa sociale. La decisione di Macron di trasformare radicalmente il sistema di formazione dei <em>grand commis </em>superando l&#8217;architettura basata sull&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/da-fucina-delle-elite-a-casta-cosi-lena-ha-tradito-il-sogno-di-de-gaulle.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecole Nationale de Administration (Ena)</a> </strong>è stata il frutto recente della percezione di un crescente distacco tra l&#8217;élite amministrativa ed economica della Repubblica e la massa della popolazione. Ma a Macron, abile nel dialogare sui massimi sistemi e sugli scenari globali, sfugge un&#8217;idea per un&#8217;alternativa concreta per la Francia.</p>
<p>Più di recente, la <strong>pandemia </strong>ha acuito ancor di più le divergenze tra centro e periferia, tra gli inclusi e gli esclusi del modello di sviluppo. E la <a href="https://it.insideover.com/societa/francia-guerra-civile.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">recentissima lettera aperta indirizzata da numerosi alti ufficiali a riposo</a> delle forze armate francesi al presidente riguardante la presunta problematica legata all’intrecciarsi della minaccia terroristica di matrice islamista con la progressiva frantumazione del tessuto nazionale e sociale francese è stata seguita da una seconda missiva, questa volta anonima, i cui autori sostengono di essere militari in servizio, che hanno partecipato alle recenti missioni francesi in Afghanistan, Mali, Repubblica Centrafricana e all’operazione Sentinella, che si occupa della protezione degli obiettivi sensibili sul territorio francese dopo gli attacchi terroristici. Questa lettera, pubblicata dalla rivista di estrema destra <em><strong>Valeurs Actuelles, </strong></em>mantiene i toni gravi e problematici della precedente, ammonendo sul fatto di un <a href="https://www.valeursactuelles.com/societe/exclusif-signez-la-nouvelle-tribune-des-militaires/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">possibile rischio di guerra civile per la Francia nei prossimi anni.</a></p>
<p>Il governo di Emmanuel Macron ha provato a controbattere il crescente senso di insicurezza per mezzo di leggi ad hoc, come il famoso provvedimento sulla <strong>sicurezza collettiva </strong>approvato dall&#8217;Assemblea Nazionale ad aprile, finito però sotto lo scrutinio del Consiglio di Stato, che ha cassato il discusso Articolo 52 del provvedimento, che puniva fino 5 anni e 75mila euro di multa gli atti che permettevano di identificare un agente di polizia nell’esercizio delle sue funzioni. Segnalando la presenza di una forte tensione tra gli inviti a trattare in termini punitivi e repressivi le sorgenti dell&#8217;insicurezza e la necessità di una visione a tutto campo, politica e sociale, che aiuti a capire perché una grande nazione democratica, progredita e sviluppata come la Francia, dotata di una coscienza civica e di una religione civile repubblicana unificanti, possa vivere oggigiorno una fase così delicata.</p>
<h2>Un Paese in crisi di autorità</h2>
<p>Lo choc degli effetti della globalizzazione, delle disuguaglianze, della pandemia e dell&#8217;aumento delle minacce interne ha segnato nel profondo una nazione che, col declino delle figure che lo rappresentavano, non ha potuto più nell&#8217;ultimo quindicennio avere nel potere della <strong>monarchia repubblicana </strong>e presidenzialista dell&#8217;Eliseo un appiglio sicuro attorno a cui stringersi. La fibra stessa dello Stato è stata messa in discussione dalla difficoltà dell&#8217;autorità nel dare risposte a molte problematiche economiche, sociali e personali degli abitanti dell&#8217;Esagono. Fino a trasformare il tema stesso della vulnerabilità materiale e fisica dei cittadini in una questione politica.</p>
<p>Tutte le forze politiche hanno tentato di scendere a patti con la necessità di consolidati ragionamenti politici sul tema della sicurezza collettiva. Tanto che quando il 19 maggio scorso a Parigi si è tenuta un’importante manifestazione delle forze di polizia davanti all’Assemblea Nazionale volta a sensibilizzare sui temi della sicurezza collettiva dopo l&#8217;omicidio di un&#8217;impiegata 49enne all&#8217;entrata del commissariato di Rambouillet, avvenuta il 23 aprile scorso, e la morte in servizio del brigadiere Eric Masson durante un pattugliamento contro lo spaccio di droga ad Avignone, tutte le forze politiche tranne l&#8217;estrema sinistra de <strong>La France Insoumise </strong>hanno mostrato il loro netto sostegno a proposte di rafforzamento delle politiche securitarie.</p>
<p><a href="https://www.startmag.it/mondo/la-francia-si-scopre-insicura-e-confusa-a-un-anno-dalle-presidenziali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come nota </a><em>StartMag, </em>&#8220;se in passato ci fu mai un monopolio lepenista o alla Sarkozy sui temi della sicurezza, ora gli è stato sottratto&#8221;, dato che alla manifestazione &#8220;hanno partecipato non solo il ministro dell’Interno <strong>Gérald Darmanin</strong> (che di Sarkozy fu portavoce nel 2014), la destra lepenista o il segretario di Les Républicains François Jacob (con vari esponenti di primo piano, fino al dissidente Christian Estrosi) ma anche il segretario del partito socialista, Olivier Faure, insieme alla sindaca di Parigi, Anne Hidalgo. C’erano persino<a href="https://it.insideover.com/politica/le-elezioni-amministrative-disegnano-una-nuova-francia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> l’eurodeputato verde Yannick Jadot</a> e Fabien Roussel, candidato per il partito comunista alle prossime presidenziali&#8221;. Una solidarietà trasversale che spiega in un certo senso anche il nuovo posizionamento in rampa di lancio della Le Pen in vista del 2022: il fatto che molti temi cari al Rassemblement stiano diventando mainstream e che l&#8217;opinione pubblica, sulla scia del riposizionamento di Macron su sicurezza e islamismo radicale e della crescita dei lepenisti, si stia posizionando su un vero e proprio bipolarismo asimmetrico pendente verso destra aumenta le chanche dei sovranisti transalpini di giocarsi le proprie carte per l&#8217;Eliseo. Tutto questo, chiaramente, nella piena consapevolezza del fatto che alle domande di sicurezza collettiva si dovrà, un giorno, dare risposta: e che un approccio unicamente punitivo, che non passi per una piena integrazione sociale, politica ed economica dei fattori che minacciano l&#8217;unità della Repubblica, rischia di esacerbare ulteriormente i problemi piuttosto che risolverli.</p>
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		<title>Da Capitol Hill ai Gilet Gialli: le guerre intestine alle società occidentali</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/da-capitol-hill-ai-gilet-gialli-le-guerre-intestine-alle-societa-occidentali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 08:53:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Capitol Hill]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 17 dicembre scorso si è ricordato il decennale della Primavera Araba e quindi i tumulti che hanno interessato le società dell’altra parte del Mediterraneo, scaturiti da una certa sofferenza delle popolazioni e da un palese malcontento, spesso rimasto inespresso. Ma dall’altra parte, in Occidente, davvero è stato tutto sempre così tranquillo? I fatti accaduti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/da-capitol-hill-ai-gilet-gialli-le-guerre-intestine-alle-societa-occidentali.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/da-capitol-hill-ai-gilet-gialli-le-guerre-intestine-alle-societa-occidentali.html">Da Capitol Hill ai Gilet Gialli: le guerre intestine alle società occidentali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 17 dicembre scorso<a href="https://it.insideover.com/politica/l-improvvisa-cesura-storica-10-anni-fa-scoppiava-la-primavera-araba.html"> si è ricordato il decennale della Primavera Araba</a> e quindi i tumulti che hanno interessato le società dell’altra parte del Mediterraneo, scaturiti da una certa sofferenza delle popolazioni e da un palese malcontento, spesso rimasto inespresso. Ma dall’altra parte, in Occidente, davvero è stato tutto sempre così tranquillo? I fatti accaduti in <strong>Francia</strong> con il movimento dei <em>gilet gialli</em> e poi lo<a href="https://it.insideover.com/politica/lassalto-al-campidoglio-e-stato-un-tentativo-di-colpo-di-stato.html"> scorso 6 gennaio a Washington</a>, mostrano come anche dalle nostre parti la società abbia una certa <strong>sofferenza</strong> e risente la mancanza di un particolare spazio di <strong>rappresentanza</strong>.</p>
<h2>L’assalto a Capitol Hill</h2>
<p>Il 6 gennaio del 2021 è una data che ha segnato un’altra pagina di storia, con l’assalto al <strong>Campidoglio</strong> degli Stati Uniti. Immagini forti che hanno fatto il giro dei media di tutto il mondo suscitando sgomento e incredulità. La manifestazione organizzata dai sostenitori del presidente uscente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> in opposizione al risultato elettorale che ha decretato la nuova figura presidenziale in <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>, è andata oltre ogni aspettativa con azioni violente e discutibili che non verranno più dimenticate. L’invasione del Parlamento americano, la distruzione e la devastazione degli uffici, l’assalto alla Sala delle Statue (<em>National Statuary Hall</em>), sono stati atti che non solo hanno creato ingenti danni materiali ma, ancor di più, hanno colpito il cuore dell’America. Per non parlare poi delle vittime: la violenta iniziativa ha causato la morte di 4 manifestanti e di un poliziotto in servizio a Capiton Hill. La conta dei danni è ancora in corso. ma di certo rimarrà incalcolabile il valore della vita umana venuto a mancare in quel cotesto e il duro colpo inflitto al luogo simbolo della democrazia statunitense.</p>
<h2>Da dove proviene tutta questa insofferenza?</h2>
<p>Perché ancora una volta il mondo si trova a dovere fare i conti con manifestazioni che lasciano il segno? Da dove nasce questa ennesima rivolta? A queste domande dà una spiegazione <strong>Marino D’amore</strong>, sociologo e docente dell’Università “Niccolò Cusano”: “Quello che è accaduto a Capitol Hill – dichiara su <em>InsideOver </em>&#8211; è il risultato di un insieme di fattori. In primo luogo ci troviamo davanti a un’espressione di un dissenso molto variegato e frammentato. Al suo interno ci sono diverse componenti che hanno dato vita a un’azione da condannare sotto ogni aspetto, ma senza un comune denominatore, senza un’unità di fondo se non quella dell’uscita dall’invisibilità di intere parti sociali, ignorate dalla politica delle precedenti amministrazioni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Altro elemento da considerare &#8211; continua D’Amore- è la <strong>fine politica</strong> di Trump, almeno nel breve periodo, lasciato solo anche dai suoi più stretti collaboratori e dai repubblicani, che hanno colto l’occasione per abbandonarlo al suo destino. Un destino ancora non del tutto scritto che lo vede come il perdente più votato nella storia americana in una corsa presidenziale”. Il sociologo condanna quanto accaduto rassicurando al contempo che il drammatico episodio non metterà di certo a repentaglio la democrazia in America: “Una sedicente insurrezione- afferma- relativamente esigua nelle sue dimensioni, si sono contati 52 arresti, ma molto spettacolarizzata mediaticamente per il forte simbolismo istituzionale del suo obiettivo. Insomma, un episodio che, ritengo, non metterà a repentaglio la tradizione democratica americana ma, al contempo, assolutamente drammatico per le vittime che ha causato e la regressione culturale di cui è il risultato”.</p>
<h2>Il parallelismo con il movimento dei “Gilet Gialli” in Francia</h2>
<p>Quanto accaduto a Washington non è certo stato l&#8217;unico episodio del genere nel mondo occidentale. Di recente ad esempio, anche la <strong>Francia</strong> è stata al centro di giornate contraddistinte da tumulti in cui, oltre a rivendicazioni di natura politica, ad emergere sono state insofferenze di ordine sociale. Sul finire del 2018 il territorio transalpino<a href="https://it.insideover.com/gallery/francia-protesta-dei-gilet-gialli-a-parigi.html"> è stato attraversato dai disordini causati dal movimento dei “Gilet Gialli”</a>. Ogni sabato in migliaia si sono dati, e questo per diverse settimane, appuntamento a <strong>Parigi</strong> e nelle più grandi città francesi. Puntualmente si scatenavano episodi di violenza in grado, proprio come oltreoceano, di suscitare impressione e di catalizzare un forte interesse mediatico: “Io credo che la protesta francese condivida con quella americana la stessa grande visibilità mediatica – commenta Marino D&#8217;Amore – ma abbia delle differenze sostanziali, sia a livello sociale sia strutturale”.</p>
<p>In Francia le rivendicazioni erano politiche, ma senza connotazioni partitiche. Anzi, la non appartenenza agli schieramenti politici francesi era una prerogativa rivendicata dal movimento. Ma non solo: “Le motivazioni tra le due forme di protesta sono diverse – prosegue D&#8217;Amore – il movimento dei gilet gialli ha un’origine sociale che si concretizza in una protesta apertamente politica, il costo della vita troppo elevato ad esempio, come scintilla catalizzatrice che ha scatenato anche episodi di violenza da parte delle ali più estreme della protesta”. Una circostanza quest&#8217;ultima che ha reso possibile tracciare <a href="https://it.insideover.com/politica/il-fallimento-conclamato-della-primavera-araba-a-dieci-anni-di-distanza.html">un parallelismo anche con la primavera araba</a>: “Sotto gli aspetti dinamico e comunicativo – continua infatti il sociologo – considero il movimento dei gilet gialli più simile alla Primavera Araba, tenendo in considerazione le forti differenze legate alle cause, al clima politico-culturale e all’epilogo della vicenda”. Tra parallelismi e differenze, rimane però visibile un unico filo conduttore tra le varie proteste considerate: la <strong>percezione</strong>, da parte di una fetta non trascurabile della società, di non sentirsi pienamente rappresentata. Circostanza che ha portato, a Parigi come a Washington, a una deriva violenta.</p>
<h2>Episodi destinati a ripetersi?</h2>
<p>Il vero nodo sta nella struttura sociale attuale del mondo occidentale. Disuguaglianze e percezioni sempre più ridotte degli spazi di rappresentanza, rischiano di erodere irrimediabilmente la “<em>pax</em>” sociale anche nelle nostre comunità considerate avanzate. E la situazione potrebbe peggiorare in questo 2021 per via dell&#8217;emergenza <strong>coronavirus</strong>: “La crisi determinata dalla pandemia – <a href="https://it.insideover.com/economia/coronavirus-nel-2021-l-allarme-sulle-disuguaglianze-diventera-piu-concreto.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect&amp;_ga=2.105863243.953407025.1610881592-587293415.1601365185">ha dichiarato su InsideOver l&#8217;economista <strong>Sergio Cesaratto</strong></a> – ha ovviamente aggravato le diseguaglianze accrescendo la disoccupazione e mandando in crisi anche categorie imprenditoriali, piccole e grandi. Ma il problema c’era anche in precedenza”. I nodi quindi sono sempre più al pettine e questo proprio in uno dei momenti più delicati dal secondo dopoguerra.</p>
<p>Ecco quindi che gli episodi che hanno scosso l&#8217;opinione pubblica occidentale, in Francia prima e negli Usa poi, potrebbero essere destinati a ripetersi. Una sorta di vera e propria <strong>guerra intestina</strong> alle società occidentali, attraversate da disuguaglianze, tumulti e inquietudini interne a fette di popolazione che si sono sentite escluse economicamente e politicamente. Uno scenario che preoccupa e che, soprattutto dopo la crisi innescata dal Covid, potrebbe diventare una realtà con cui fare i conti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/da-capitol-hill-ai-gilet-gialli-le-guerre-intestine-alle-societa-occidentali.html">Da Capitol Hill ai Gilet Gialli: le guerre intestine alle società occidentali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; Colere jaune: storia di una lotta</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/colere-jaune-storia-di-una-lotta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2020 10:43:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/inside_over_youtube_ita2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/inside_over_youtube_ita2.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/inside_over_youtube_ita2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/inside_over_youtube_ita2-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Un reportage su uno dei più grandi movimenti di piazza del nuovo millennio, i gilet gialli di Parigi, raccontato attraverso le voci di chi in piazza c’era e chi la protesta l’ha studiata. Un’analisi aperta che pone l’attenzione sulle contraddizioni di chi lotta, sull’assenza di risposte della politica e sulla violenza come strumento di repressione e affermazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/colere-jaune-storia-di-una-lotta">REPORTAGE | Colere jaune: storia di una lotta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/inside_over_youtube_ita2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/inside_over_youtube_ita2.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/inside_over_youtube_ita2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/inside_over_youtube_ita2-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>Un reportage su uno dei più grandi movimenti di piazza del nuovo millennio, i gilet gialli di Parigi, raccontato attraverso le voci di chi in piazza c’era e chi la protesta l’ha studiata. Un’analisi aperta che pone l’attenzione sulle contraddizioni di chi lotta, sull’assenza di risposte della politica e sulla violenza come strumento di repressione e affermazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/colere-jaune-storia-di-una-lotta">REPORTAGE | Colere jaune: storia di una lotta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gilet gialli un anno dopo</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/gilet-gialli-un-anno-dopo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 17:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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<p>“In tutte le società &#8211; la nostra in Francia, la vostra in Italia &#8211; c’è un fondo di rabbia che resta. E loro ne fanno parte”. Loro sono i gilet gialli e a parlare è uno di quei parigini contrari al movimento di protesta. La colère si è prima tinta di giallo e poi si è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/gilet-gialli-un-anno-dopo.html">[...]</a></p>
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                        Politica
                    </a>
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                        16.01.2020
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                    Gilet gialli un anno dopo
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                        “In tutte le società &#8211; la nostra in Francia, la vostra in Italia &#8211; c’è un fondo di rabbia che resta. E loro ne fanno parte”. Loro sono i gilet gialli e a parlare è uno di quei parigini contrari&#8230;
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                Noemi La Barbera
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        <p>“In tutte le società &#8211; la nostra in Francia, la vostra in Italia &#8211; c’è un fondo di rabbia che resta. E loro ne fanno parte”. Loro sono i gilet gialli e a parlare è uno di quei parigini contrari al movimento di protesta. La colère si è prima tinta di giallo e poi si è colorata del rosso dei feriti durante gli scontri per le vie delle più importanti città della Francia. Il giallo dei gilet diventati bandiera di un movimento nato orgogliosamente in strada, intorno alle rotatorie, teatro di una protesta che ha origine nel rincaro del carburante, ma che a partire dal 17 novembre 2018 cambia forma e contenuti, ridisegnando di giallo la cartina della Francia.</p><figure id="attachment_252833" aria-describedby="caption-attachment-252833" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201151407_27895537.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-252833 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201151407_27895537-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201151407_27895537-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201151407_27895537-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201151407_27895537-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201151407_27895537.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-252833" class="wp-caption-text">@LaPresse</figcaption></figure>
    </div>
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        <p>Vanno in scena l’atto 1, l’atto 2, l’atto 3, fino ad arrivare al 53esimo, quello del loro anniversario, il 17 novembre di un anno dopo. Un anno in cui sul palco della piazza francese sale uno dei movimenti di protesta più grossi della storia recente francese e d’Europa. E porta in scena tutta la sua rabbia, covata nelle campagne e nelle periferie, ed esplosa in tutto il Paese. In una sorta di manifesto di odio per la capitale, per i ricchi, per la sede dell’establishment e verso Emmanuel Macron, le cui politiche, lamentano i gilets jaunes, li ha messi in ginocchio.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Colere jaune: storia di una lotta" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/MEybhnq93wk?feature=oembed&#038;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>La rabbia che sfocia nella violenza, spaccando il movimento. In una spirale, nel paradosso di una violenza che accende i riflettori sul movimento, ma al contempo ne mina la credibilità. Segno anche di una narrazione mediatica che ha faticato a metterlo a fuoco. Come ammette il giornalista di Radio France Inter, Philippe Randé: “Non capivamo cosa sarebbe accaduto” e che racconta di come, per la prima volta, i giornalisti siano stati costretti a lavorare con le guardie del corpo.</p>
<figure id="attachment_252834" aria-describedby="caption-attachment-252834" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130924_27948228-1024x683.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-252834 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130924_27948228-1024x683-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130924_27948228-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130924_27948228-1024x683-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130924_27948228-1024x683-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-252834" class="wp-caption-text">@LaPresse</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>“Era la guerra”, racconta chi è sceso in strada, ripercorrendo le fila di quella rabbia di cui i gilet gialli diventano artefici e vittime. Tra i casseur, estremisti infiltrati che si mescolano tra i manifestanti, che distruggono e incendiano. E quei partiti politici che cercano di raccoglierne il consenso. Persino dall’Italia.</p>

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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="989" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20190209223757_28415115.jpg" alt="" class="wp-image-252837" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20190209223757_28415115.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20190209223757_28415115-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20190209223757_28415115-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20190209223757_28415115-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>@LaPresse</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Dei gilet gialli si è detto di tutto. Di essere preda del Rassemblement National. Di essere dei fascisti, degli estremisti. Poi per strada risuona “Bella Ciao”, di cui cantano la loro versione. In una eterogeneità raramente vista, e difficilmente comprensibile, e dove rabbia e condizione sociale vorrebbero unire più dell’appartenenza ideologica. La rabbia che contiene la forza del sogno e la frustrazione del gesto.</p>

    </div>
</div>
                <div class="infinite-item-end"></div>
                <div class="lancio-editoriale" style="">
                    <div class="box-editoriale-container d-flex flex-column justify-content-center">
                        <div class="box-editoriale">Per continuare a raccontare il mondo</div>
                        <a class="btn btn-secondary" href="https://it.insideover.com/sostienici">SOSTIENICI</a>
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    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>“Sono sceso in strada per dire che volevo vivere meglio, e alla fine è peggio di prima”, ammette David, un giovane colpito da un proiettile di Lbd, le controverse armi usate dalla polizia francese. “Con i gilet gialli si è registrata un’escalation di violenza della polizia raramente vista in passato”, spiega Ian B., nome di copertura di uno dei membri del collettivo ‘Désarmons-les’, che ha esaminato e registrato, caso dopo caso, i presunti abusi delle forze dell’ordine. Secondo il rapporto annuale dell&#8217;Inspection générale de la Police nationale, con i gilet gialli si sarebbe registrato un &#8220;aumento senza precedenti e significativo&#8221; nell&#8217;uso del Lbd di oltre il 200%.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208120328_27947774-1.jpg" alt="" class="wp-image-252848" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208120328_27947774-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208120328_27947774-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208120328_27947774-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208120328_27947774-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>@LaPresse</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Se la violenza dei manifestanti fa il giro del mondo attraverso le immagini della tv, delle violenze della polizia si comincia a parlare solo dopo mesi, grazie anche alle condanne e le richieste di indagini da parte de Consiglio d’Europa, del Parlamento europeo e delle Nazioni Unite. E soprattutto grazie al moltiplicarsi delle inchieste giudiziarie sulle responsabilità della polizia.</p>
<figure id="attachment_252840" aria-describedby="caption-attachment-252840" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130942_27948233-1024x683.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-252840 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130942_27948233-1024x683-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130942_27948233-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130942_27948233-1024x683-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130942_27948233-1024x683-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-252840" class="wp-caption-text">@LaPresse</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Dietro ai numerosi casi di feriti e mutilati che si registrano in tutta la Francia, inizia a prendere forma la possibilità che le forze dell’ordine avrebbero colpito i manifestanti anche quando non rappresentavano una minaccia, a dimostrazione di un uso della forza deliberato e sproporzionato. Causato, secondo alcuni testimoni, dall&#8217;incapacità del governo di gestire la protesta. O frutto, secondo altri, di una vera e propria strategia della tensione per scoraggiare le persone ad andare a manifestare.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201173723_27897373.jpg" alt="" class="wp-image-252849" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201173723_27897373.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201173723_27897373-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201173723_27897373-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201173723_27897373-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>@LaPresse</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Ma gli scontri in strada, l’assenza di un vero leader, l’anticasta, la lotta per la democrazia, l’insofferenza per i media tradizionali, non riguardano solo i gilet gialli. In quella che è molto più di un’apparente sincronia del mondo, c’è un filo sottile e nitido che lega a doppio filo movimenti locali e distanti geograficamente. Assume i contorni della violenza, contiene un’illusione, pone una domanda di cambiamento.</p>
<figure id="attachment_252845" aria-describedby="caption-attachment-252845" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181124151203_27840957-1024x683.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-252845 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181124151203_27840957-1024x683-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181124151203_27840957-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181124151203_27840957-1024x683-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181124151203_27840957-1024x683-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-252845" class="wp-caption-text">@LaPresse</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Se un’alternativa sia possibile. Un’alternativa che passi dalla costruzione di una visione del mondo, più che da quella del consenso. La crisi delle politiche neoliberiste, la lotta per la giustizia sociale e la redistribuzione della ricchezza riguardano tante proteste recenti che trovano nei social la loro forza e nelle strade l’esplosione della loro frustrazione. Questi movimenti assumono i connotati di una vera e propria minaccia per gli Stati, che si trovano di fronte a un soggetto nuovo. E che nella fatica di un dialogo, finiscono con il rispondere alla violenza con la violenza.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg" alt="" class="wp-image-252858" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>@PASCAL PAVANI / AFP</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Ma le rivendicazioni di quel populismo che “non può mai finire bene”, come dice l’economista italiano trapiantato in Francia, Francesco Saraceno, impongono una riflessione. Sui limiti della democrazia. E il senso della lotta.</p>
<figure id="attachment_252844" aria-describedby="caption-attachment-252844" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208131005_27948242-1024x683.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-252844 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208131005_27948242-1024x683-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208131005_27948242-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208131005_27948242-1024x683-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208131005_27948242-1024x683-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-252844" class="wp-caption-text">@LaPresse</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Se resta ancora difficile comprendere l’eredità di un movimento che ha macinato contraddizioni e che ha rischiato di perdersi e di perdere, quello che invece risulta chiaro è che il fenomeno dei gilet gialli ha segnato la politica di Macron e la storia di Francia, un Paese pur abituato a secoli di lotta.</p>

    </div>
</div><div class="bottom-page">
    <div class="bottom-page-content text-center d-flex justify-content-center flex-column">
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                            Testo e video di
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                                    Noemi La Barbera
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                            e
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                                    Livia Crisafi
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/gilet-gialli-un-anno-dopo.html">Gilet gialli un anno dopo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Francia si rivolta contro Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-francia-si-rivolta-contro-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Dec 2019 11:29:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=245263</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Il-presidente-francese-Emmanuel-Macron-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Macron Francia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Il-presidente-francese-Emmanuel-Macron-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Il-presidente-francese-Emmanuel-Macron-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Il-presidente-francese-Emmanuel-Macron-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Il-presidente-francese-Emmanuel-Macron-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Era il 17 novembre del 2018 quando per la prima volta si riversò sulle strade francesi una strana massa di persone con indosso un gilet giallo. A distanza di oltre un anno, il movimento degli gilets jaunes ha raggiunto la fama internazionale, contagiando anche la popolazione del limitrofo Belgio. Il movimento nato per contrastare i rincari &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-francia-si-rivolta-contro-macron.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-francia-si-rivolta-contro-macron.html">La Francia si rivolta contro Macron</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Il-presidente-francese-Emmanuel-Macron-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Macron Francia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Il-presidente-francese-Emmanuel-Macron-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Il-presidente-francese-Emmanuel-Macron-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Il-presidente-francese-Emmanuel-Macron-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Il-presidente-francese-Emmanuel-Macron-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Era il 17 novembre del 2018 quando per la prima volta si riversò sulle strade francesi <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-macron-assedio-gilet-gialli.html">una strana massa di persone con indosso un gilet giallo</a>. A distanza di oltre un anno,<a href="https://it.insideover.com/politica/un-anno-di-gilet-gialli-in-francia.html"> il movimento degli <em>gilets jaunes </em>ha raggiunto la fama internazionale</a>, contagiando anche la popolazione del limitrofo Belgio. Il movimento nato per contrastare i rincari dei carburanti del 2019 voluti da <strong>Emmanuel Macron</strong> e per diminuire la pressione fiscale sui lavoratori non è l&#8217;unico nemico coalizzato del primo ministro francese.</p>
<h3>Le ferrovie indicono lo sciopero per il ponte dell&#8217;immacolata</h3>
<p>L&#8217;organismo dello <strong>Sncf</strong>, <a href="https://www.lemonde.fr/politique/article/2019/11/30/a-la-sncf-les-cheminots-en-premiere-ligne-de-la-mobilisation-du-5-decembre_6021151_823448.html">come riporta il quotidiano francese <em>Le Monde</em></a>, ha indetto lo sciopero dei ferrovieri per quattro giorni durante la festa dell&#8217;immacolata, considerati gli altri traffici attesi lungo le linee ferroviarie. Si stima al momento che allo sciopero prenderanno parte oltre  duecentomila persone, paralizzando le strade ferrate della Francia. Contro cosa protestano però i ferrovieri della Francia?<br />
In prima battuta, contro la <strong>decisione di abrogare i regimi pensionistici speciali</strong> dei quali godevano gli impiegati delle ferrovie, sebbene non sia stato annunciato come obiettivo primario dello sciopero. In secondo luogo, contro la riorganizzazione dell&#8217;apparato gestionale delle ferrovie francesi che, a dire dei dipendenti, ha peggiorato non solo le condizioni lavorative ma soprattutto la qualità del servizio offerto ai cittadini.</p>
<p>Non solo le ferrovie, ma <a href="https://www.lemonde.fr/societe/article/2019/11/30/les-enseignants-prets-pour-une-greve-massive-le-5-decembre_6021157_3224.html">anche il sindacato degli insegnanti ha dichiarato lo sciopero</a> per il 5 dicembre. Le accuse rivolte a Macron sono questa volta esplicitamente indirizzate alla riorganizzazione del sistema previdenziale, destinato &#8211; queste le accuse &#8211; a creare un esercito di pensionati del pubblico che non riusciranno ad arrivare alla fine del mese.</p>
<h3>Che cos&#8217;è il Macronismo?</h3>
<p>Quando il movimento <strong>En Marche!</strong> aveva ottenuto <a href="https://www.quotidiano.net/esteri/elezioni-francia-risultati-1.3095111">la maggioranza dei voti al ballottaggio delle elezioni presidenziali</a>, l&#8217;idea che il popolo si era fatto riguardo Macron era decisamente differente rispetto a quanto avvenuto. Con il suo volto nuovo, la spinta giovanile e la sua estraneità al mondo politico, sembrava<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/24/emmanuel-macron-storia-di-un-figlio-dellestablishment-che-e-riuscito-a-vendersi-come-alternativo-al-sistema/3540521/"> l&#8217;uomo perfetto per cambiare il Paese</a>; un volto nuovo di un novello socialismo che con François Hollande aveva affossato l&#8217;economia di Parigi. Certamente, un cambio di rotta è avvenuto: a livello internazionale Macron è stato in questi anni maggiormente incisivo del suo predecessore, migliorando la capacità di imposizione e la forza diplomatica del Paese. Sulle questioni interne, invece, ha attuato il concetto socialista di &#8220;<strong>organizzazione centralizzata dell&#8217;economia</strong>&#8220;, in una sorta di riformismo calato dall&#8217;alto. Un &#8220;socialismo illuminato&#8221; che nasce grazie alla bontà d&#8217;animo della classe aristocratica (che risulta essere la sua estrazione sociale) e non dalle spinte propositive del popolo. Particolare che lo rende molto sensibile all&#8217;<strong>incremento delle entrate erariali</strong> attraverso la tassazione e meno diretto al reale soddisfacimento dei bisogni della popolazione.</p>
<h3>Che cosa pensa il popolo di Macron?</h3>
<p>Il popolo questa volta ha deciso però di non guardare l&#8217;ennesimo politico incrementare la pressione fiscale ed è scesa in piazza a protestare. Prima il movimento dei giubbotti gialli e, a ruota, buona parte delle organizzazioni sindacali: ognuno per salvaguardare i privilegi della propria classe. Questa strana situazione nella quale <strong>il sindacalismo si ribella al </strong>socialismo stesso è molto particolare a livello internazionale, ma evidenzia molto bene la crisi interna alla Francia.</p>
<p>Mentre infatti il Paese di fatto cresce a livello di produzione nazionale, tale realtà non viene percepita dal popolo. Esso viene anzi esautorato non solo dei propri risparmi, ma, tramite i ritocchi previdenziali, anche del proprio futuro. La popolazione della Francia non si sente rappresentata però da questa nuova forma di &#8220;imperialismo democratico&#8221; ed ha deciso di alzare pubblicamente la propria voce, riportando la battaglia nelle strade della Francia. Questa volta, però, al fianco dei gilet gialli ci saranno anche i ferrovieri, le insegnanti e tutto il popolo francese che non si riconosce più in un&#8217;immagine del nuovo che troppo velocemente ha riesumato le abitudini dei propri predecessori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-francia-si-rivolta-contro-macron.html">La Francia si rivolta contro Macron</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Scatta ultimatum dei gilet gialli. L’incubo di Macron per le europee</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/scatta-ultimatum-dei-gilet-gialli-lincubo-di-macron-per-le-europee.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2019 14:51:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190420142145_29107108.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190420142145_29107108.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190420142145_29107108-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190420142145_29107108-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190420142145_29107108-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I gilet gialli scendono in piazza per il 23esimo sabato consecutivo. Oltre 60mila agenti cercheranno di fermare l’ennesima onda gialla che invaderà le strade di tutta la Francia. Nel mirino, ancora una volta, il presidente Emmanuel Macron, sempre più lontano dal Paese reale. Un ultimatum, simile a quello dello scorso mese, anche se la polizia minimizza: “Non si sente un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/scatta-ultimatum-dei-gilet-gialli-lincubo-di-macron-per-le-europee.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190420142145_29107108.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190420142145_29107108.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190420142145_29107108-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190420142145_29107108-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190420142145_29107108-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>I gilet gialli scendono in piazza per il 23esimo sabato consecutivo. Oltre 60mila agenti cercheranno di fermare l’ennesima onda gialla che invaderà le strade di tutta la Francia. Nel mirino, ancora una volta, il presidente Emmanuel Macron, sempre più lontano dal Paese reale. Un ultimatum, simile a quello dello scorso mese, anche se la polizia minimizza: “Non si sente un ribollire come quello del 16 marzo, soprattutto dal lato dell’ultrasinistra”. È probabile – secondo le forze dell’ordine parigine – che i gilet gialli organizzino qualcosa di più eclatante per il prossimo primo maggio. Anche se per ora non ci sono conferme.</p>
<p>Le manifestazioni toccheranno tutta la Francia e, solamente a Parigi, sono previsti quattro cortei, che però non potranno passare né per gli Champs-Elysées né per la zona che circonda la cattedrale di Notre Dame, il cui tetto è stato distrutto negli scorsi giorni da un incendio. Nelle altre città, invece, sono stati invece vietati il centro di Lione e la place du Capitole a Tolosa.</p>
<p>La tensione è altissima. Ancora prima dell’inizio delle manifestazioni sono state fermate 126 persone, secondo le stime diffuse dalla prefettura di Parigi, che ha fatto sapere di temere l’arrivo di “1500-200 di estremisti radicali”, in particolare ‘black bloc”, con l’intenzione di far “degenerare” le proteste in scontri. Proprio questi timori hanno spinto Macron a incontrare il ministro dell’Interno Christophe Castaner.</p>
<p>Non appena sono iniziate le manifestazioni, si è assistito ai primi tafferugli. Alcuni cassonetti della spazzatura sono stati dati alle fiamme e la polizia ha usato gas lacrimogeni lungo uno dei viali che, dalla Bastiglia, conduce a Place de la Republique.</p>
<p>Giovedì sarà una giornata campale per Macron. In questa occasione, infatti, il presidente francese terrà il suo discorso sul “Grande dibattito nazionale” lanciato in seguito alla crisi iniziata lo scorso novembre.</p>
<h2>L’allarme in vista delle europee</h2>
<p>Le proteste arrivano a poco più di un mese dalle elezioni europee. Macron, come abbiamo detto, è ai minimi termini. L’enfant prodige della politica si è rivelato un flop colossale. Troppi errori: primo tra tutti il sentirsi al di sopra del popolo francese, tanto che diversi commentatori lo hanno paragonato al Re Sole. In Francia il Rassemblement National di Marine Le Pen è al 22%, staccando di due punti En Marche!. Una pessima notizia per il presidente francese.</p>
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		<title>Macron come il Re Sole. A sciare mentre Parigi brucia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-come-il-re-sole-a-sciare-mentre-parigi-brucia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2019 07:58:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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<p>Parigi devastata dai casseur infiltrati nelle proteste dei gilet gialli, Emmanuel Macron a sciare sui Pirenei. L’opposizione francese colpisce duro il capo dlel’Eliseo per la sua scelta di passare il fine settimana in montagna a sciare mentre le forze dell’ordine avevano già lanciato l’allarme da giorni sui rischi delle nuove proteste. La Prefettura e il ministero dell’Interno erano stati chiarissimi già &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-come-il-re-sole-a-sciare-mentre-parigi-brucia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1131" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/54424805_373404530182544_8193699609558646784_n-1131x636.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/54424805_373404530182544_8193699609558646784_n-1131x636.jpg 1131w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/54424805_373404530182544_8193699609558646784_n-1131x636-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/54424805_373404530182544_8193699609558646784_n-1131x636-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/54424805_373404530182544_8193699609558646784_n-1131x636-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/54424805_373404530182544_8193699609558646784_n-1131x636-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1131px) 100vw, 1131px" /></p><p>Parigi devastata dai casseur infiltrati nelle proteste dei gilet gialli, Emmanuel Macron a sciare sui Pirenei. L’opposizione francese colpisce duro il capo dlel’Eliseo per la sua scelta di passare il fine settimana in montagna a sciare mentre le forze dell’ordine avevano già lanciato l’allarme da giorni sui rischi delle nuove proteste.</p>
<p>La Prefettura e il ministero dell’Interno erano stati chiarissimi già nei giorni precedenti. Parlavano di “momento di svolta”, di violenza maggiore rispetto agli ultimi atti della protesta dei gilet gialli. E la mobilizzazione delle forze dell’ordine aveva già fatto intendere il pericolo rappresentato da queste nuove violente proteste. E i saccheggi contro i negozi di lusso e contro i ristoranti, così come i roghi appiccati nelle strade del centro, sono stati la dimostrazione plastica di quanto stesse avvenendo mentre il capo dell’Eliseo era a godersi le montagne francesi.</p>
<p>Macron è rientrato a Parigi soltanto in tarda serata. E si è presentato alle 22:30 nell’unità di crisi del ministero dell’Interno. Quando tutto era finito e Parigi contava i danni. Mentre i commissariati della capitale erano ormai pieni di centinaia di arrestati  e i negozianti del centro iniziavano a fare le prime stime dei danni. Un ritardo che non è passato inosservato.</p>
<p>E per questo l’opposizione e i critici del capo dell’Eliseo sono insorti, accusando il presidente di aver abbandonato la sua capitale in un momento di debolezza e di terrore. Ennesima dimostrazione della lontananza del capo dello Stato rispetto non solo alla Francia profonda, ovvero quella dei gilet gialli, ma anche rispetto alla stessa Francia contraria alle proteste.</p>
<p>Come riporta Le Figaro, Aurore Bergé, parlamentare della La Republique en marche e portavoce del partito presidenziale ha difeso il capo dello Stato ricordando che “è sette giorni su sette e 24 ore al giorno al lavoro”, e che “non c’è incapacità al potere”.</p>
<p>Ma la questione è tutt’altro che risolta, specialmente per le tempistiche, Il capo dello Stato, appena tornato dal suo tour africano, aveva deciso di passare qualche giorno di relax con la moglie Brigitte nella stazione sciistica di La Mongie, per “rilassarsi”. Ai media locali aveva detto: “Trascorrerò qui due o tre giorni per ricaricare le batterie, per ritrovare paesaggi e volti amichevoli”.</p>
<p>La destra, a quelle parole, non ha potuto fare altro che insorgere. Un assist così dall’Eliseo era difficile anche soltanto da auspicare. E così i membri dei Repubblicani e di Rassemblement National hanno sfruttato la due giorni di relax macroniana per andare a colpire la leadership dell’Eliseo. “Mentre Parigi sta bruciando, Macron sta sciando e Castaner sta ancora dimostrando la sua incompetenza. Non c’è mai stata così tanta incompetenza e leggerezza alla testa della Francia”, scrive su Twitter il portavoce repubblicano Lydia Guirous.</p>
<p>Thierry Mariani, ex ministro e ora nella lista dei Rn per le elezioni europee , afferma che si tratti di “incoscienza” e “provocazione”. “Lontano dai gilet gialli, Macron fa un giro sugli sci. Il paese sta attraversando una crisi storica. […] E la sua scappata in pieno caos è un segno di disprezzo. Ancora uno”, afferma Jean-Lin Lacapelle.</p>
<p>Macron commette un altro tragico errore di immagine. E a nulla è valso il suo rientro nella capitale in tarda serata per fare il punto della situazione. Doveva esserci prima. Doveva far capire ai cittadini di Parigi e ai francesi che il capo dello Stato fosse presente nel momento di crisi. E invece ha preferito dedicarsi ad altro, a sciare mentre la Francia profonda ribolle e la violenza dilaga nel cuore del Paese.</p>
<p>Un segnale di distacco. Ma forse c’è anche dell’altro: quel terrore che da tempo aleggia nelle stanze dell’Eliseo. E la domanda che adesso sorge spontanea è se Macron non abbia voluto lucidamente allontanarsi da Parigi proprio per evitare di essere l’obiettivo delle violenze. Del resto non è un mistero che la coppia presidenziale viva da mesi con la preoccupazione che uno di questi sabati di protesta sfoci in un assalto al palazzo. E questa fuga sui Pirenei potrebbe essere un nuovo segnale di questo terrore.</p>
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		<title>Così Macron rischia di perdere i voti della borghesia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/cosi-macron-rischia-di-perdere-i-voti-della-borghesia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 10:17:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9533012-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9533012-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9533012-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9533012-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9533012-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Emmanuel Macron deve mettere mano all’economia francese, ma la reazione delle piazze – possiamo prevederlo sin da ora – non sarà delle migliori. La Republique En Marche! ha vinto le elezioni presidenziali prima e quelle parlamentari poi, garantendo pure di abbattere la spesa pubblica francese. Poi, nel corso della residenza di Emmanuel Macron all’Eliseo, sono emersi temi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-macron-rischia-di-perdere-i-voti-della-borghesia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9533012-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9533012-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9533012-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9533012-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9533012-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>Emmanuel Macron deve mettere mano all’economia francese, ma la reazione delle piazze – possiamo prevederlo sin da ora – non sarà delle migliori. La Republique En Marche! ha vinto le elezioni presidenziali prima e quelle parlamentari poi, garantendo pure di abbattere la spesa pubblica francese.</p>
<p>Poi, nel corso della residenza di Emmanuel Macron all’Eliseo, sono emersi temi contro tendenti rispetto alle previsioni: l’impoverimento del ceto medio e i conseguenti moti dei gilet gialli, quindi i prodromi di una rivolta sociale, che potrebbe sfociare nelle cabine elettorali. Tutto questo ha frenato la spinta liberista.</p>
<p>Macron è ingabbiato: i fondamentali e l’opportunismo elettorale suggeriscono la necessità di un intervento, ma buona parte degli elettori la pensano in modo diverso. L’aumento dei salari minimi doveva servire ad attutire la rabbia: non è bastato. I gilet gialli, ogni sabato, danno ancora filo da torcere. In Francia studiano il da farsi, ma qualunque soluzione venga individuata, rischia di suscitare la contrarietà di questa o di quella classe sociale.</p>
<p>La notizia, in questo frangente, è stata data dall’Huffington Post: il presidente della Repubblica francese ha rintracciato una possibile strada, una utile, magari, pure ad alimentare consensi in vista del 26 maggio, ma il sentiero è stretto e le vittime, in caso, sarebbero 120mila dipendenti pubblici a cui verrebbe dato il ben servito. C’è una parte di Francia che vuole meno tasse. Ce n’è un’altra, però, che rischia di dover abbandonare gli uffici. I due interventi non possono che essere concatenati. Si parla di “uovo di Pasqua”, ma in questa vicenda sembra buona pure la questione dell’uovo e della gallina: è nata prima l’esigenza di snellire il settore pubblico o il timore che mezza Francia, in funzione di questi tagli, costruisca delle barricate? Il nodo macroniano non sembra destinato a sciogliersi.</p>
<p>In questa dialettica, com’è normale che sia, si inseriscono i sovranisti di Marine Le Pen e i socialisti di Jean Luc Melenchon. Sono tutti pronti a raccogliere quello che Macron lascerà per strada. Le elezioni europee sanciranno il peso di En Marche! in Europa: non dovrebbe andare troppo male.</p>
<p>Il gruppo dell’Alde punta tutto sull’uomo forte del neobonapartismo per sedersi al tavolo dei vincitori. Sullo sfondo, però, ci sono le prossime presidenziali. Quell’appuntamento è il vero cruccio di Macron, l’appuntamento a cui non ci si può presentare, avendo fatto arrabbiare più di metà dei francesi. Bisogna stare attenti, ma se non si interviene sulla tassazione, La Republique En Marche! rischia di perdere pure i voti dei borghesi. È un bel dilemma quello di Macron. Comunque vada, a occhio, sarà un disastro.</p>
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