<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Genocidio degli armeni Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/genocidio-degli-armeni/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/genocidio-degli-armeni</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 15 Dec 2024 12:53:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Genocidio degli armeni Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/genocidio-degli-armeni</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Armeni in fuga: la &#8220;nuova&#8221; Siria targata Turchia ricorda troppo il passato</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/armeni-in-fuga-la-nuova-siria-targata-turchia-ricorda-troppo-il-passato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2024 12:53:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio degli armeni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=449202</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="824" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Margadeh.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Margadeh.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Margadeh-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Margadeh-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Margadeh-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Margadeh-768x494.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Baykar Sivazliyan, presidente dell'Unione degli Armeni Italiani, parla del destino del suo popolo nella nuova Siria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/armeni-in-fuga-la-nuova-siria-targata-turchia-ricorda-troppo-il-passato.html">Armeni in fuga: la &#8220;nuova&#8221; Siria targata Turchia ricorda troppo il passato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="824" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Margadeh.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Margadeh.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Margadeh-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Margadeh-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Margadeh-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Margadeh-768x494.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il <strong>regime siriano di <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-assad-chiude-un-2024-da-incubo-per-liran.html">Bashar al-Assad</a></strong> è crollato e in soli <strong><a href="https://it.insideover.com/dossier/i-dieci-giorni-che-hanno-sconvolto-la-siria">dieci giorni</a></strong> la fine del Governo che da oltre cinquant&#8217;anni dominava a Damasco ha portato i <strong>militanti d&#8217;opposizione</strong> a conquistare la parte del Paese in mano agli ex lealisti e ha stravolto la mappa del Paese levantino. Ora che il governo di transizione di <strong>Mohammad al-Bashir</strong>, vicino al gruppo militante Hay&#8217;at Tahrir al-Sham, si è insediato a Damasco, il Paese guarda con attenzione al futuro, e in particolare vi guardano le minoranze che a lungo hanno contribuito a costituire una Siria plurale. Cosa resterà di questo Paese dopo tredici anni di guerra civile? A chiederselo sono i <strong>curdi e le vaste minoranze cristiane, tra cui gli armeni</strong>.</p>



<p>La storia degli armeni in Siria è di lungo corso e legata ai grandi drammi dell&#8217;ultimo secolo. &#8220;Per poter capire la situazione degli armeni in Siria bisogna guardare alla storia&#8221;, dice a InsideOver il professor <strong>Baykar Sivazliyan</strong>, a lungo docente di Lingua e cultura armena presso l&#8217;Università degli Studi di Milano e oggi presidente dell&#8217;Unione degli Armeni d&#8217;Italia. &#8220;Mezzo secolo fa gli armeni in Siria erano oltre 200mila&#8221;, nota Sivazliyan, &#8220;e c&#8217;era grande gratitudine per il fatto che l&#8217;insediamento più consistente fosse stato favorito dall&#8217;aiuto dato dagli arabi del Paese ai sopravvissuti del genocidio del 1915&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli armeni e la Siria, una lunga storia di convivenza</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/religioni/i-genocidi-di-cristiani-dellimpero-ottomano.html">I massacri di armeni nell&#8217;Impero Ottomano </a>e la politica genocidiaria condotta dal governo di Istanbul durante la Grande Guerra generarono una &#8220;geografia del dolore&#8221; per questo popolo perseguitato che si sovrappose, drammaticamente, con luoghi della Siria tornati a far parlare di sé negli anni cupi della guerra civile. Tra il 1915 e il 1916, centinaia di migliaia di armeni furono costretti a vere e proprie <strong>marce della morte</strong> dall&#8217;Anatolia al deserto siriano, diretti a Deir ez-Zor. Gli anni bui del genocidio videro gli arabi di Siria prodigarsi, in diversi casi, a favore dei deportati: la memoria armena ricorda, ad esempio, il contributo dato dal sindaco di Deir ez-Zor, <strong>Haj Fadel Al-Aboud</strong>, per alleviare le condizioni drammatiche dei deportati.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Baykar_Sivaslyian.jpg" alt="" class="wp-image-449224" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Baykar_Sivaslyian.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Baykar_Sivaslyian-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Baykar_Sivaslyian-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Baykar_Sivaslyian-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Baykar Sivazliyan</strong></figcaption></figure>
</div>


<p>Quello fu l&#8217;inizio di un rapporto che, nota Sivazliyan, &#8220;è durato per decenni. La guerra civile&#8221;, dice il presidente della comunità armena in Italia, ha creato grandi sconvolgimenti: &#8220;già dieci anni fa questo numero si era dimezzato&#8221;, a poco tempo dallo scoppio del conflitto del 2011. Europa e Usa sono stati i principali luoghi di destinazione della comunità armena in fuga dalla Siria. L&#8217;avanzata dei militanti filo-turchi che ha <strong>travolto il regime di Assad ha portato con sé </strong>un aumento delle fughe di armeni dalle aree investite dall&#8217;offensiva: &#8220;Pensiamo ad <strong>Aleppo. Prima della guerra vi vivevano almeno 80mila armeni</strong>, ad oggi <strong>stando alle informazioni più recenti in nostro possesso non ne restano più di 15mila</strong>, e in totale in tutta la Siria <strong>saremo attorno ai 40mila</strong>&#8220;.</p>



<p>&#8220;A prescindere dal giudizio politico sul regime di Assad, che non è il centro della questione&#8221;, nota il docente, &#8220;sottolineiamo l&#8217;emersione di una profonda sfiducia da parte di molti armeni di fronte all&#8217;avanzata di <strong>forze legate a una potenza ingombrante come la Turchia</strong>, che al nostro popolo evoca tempi bui della storia, e la cui ingerenza in Siria si è fatta sempre più palese&#8221;. Del resto, Sivazliyan nota che &#8220;l&#8217;attenzione mediatica si è spostata sulla Siria nei giorni dell&#8217;offensiva, ma era mesi che il Paese si era surriscaldato e le forze turche e i loro alleati avevano iniziato una crescente pressione su comunità come quella dei curdi, e questo genera un sentimento di sfiducia&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un destino incerto</h2>



<p>Insomma, &#8220;il destino degli armeni è incerto&#8221;, e lo è ad Aleppo, a Damasco o in località dove questa comunità è molto radicata, come l&#8217;area di Chessab vicino Latakia. Ad ora non si registrano vessazioni da parte dell&#8217;ex opposizione ora al governo. &#8220;I rappresentanti dei rivoltosi hanno avuto numerosi contatti con la comunità e la Chiesa armena dando ampissime rassicurazioni che non succederà nulla&#8221;, segnala Sivazliyan, ma <strong>l&#8217;attenzione è alta:</strong> &#8220;Se inizieranno ad imporre l&#8217;ideologia islamista, a segregare i ragazzi e le ragazze nelle scuole o a trattare gli armeni come cittadini di serie B, sarà un problema. Però capisco i miei connazionali che appena hanno visto la situazione, malgrado le garanzie date in questi giorni, sono andati via&#8221;, nota il presidente. Due anni fa Chessab è stata attaccata da gruppi filo-turchi che hanno colpito il patriarcato armeno, divelto diverse tombe nei cimiteri e &#8220;richiamato alla mente scene che pensavamo dimenticate&#8221;, nota l&#8217;accademico armeno.</p>



<p>L&#8217;ipotesi di trovarsi in una Siria filo-turca e <strong>legata alle volontà politiche di Recep Tayyip Erdogan</strong> ha spinto molti armeni a non sentire più il Paese come casa propria. E fresco è ancora, nota Sivazliyan, &#8220;il ricordo <strong>dell&#8217;esodo degli armeni dal Nagorno-Karabakh, </strong>che ha portato il nostro Paese, di meno di 3 milioni di abitanti, ad accogliere 120mila profughi scacciati dagli azeri, dopo le recenti guerre e la conseguente pulizia etnica, strategie avallate dalla Turchia di Erdogan, dalla regione che rappresenta una delle culle della nostra storia&#8221;, il tutto &#8220;nel silenzio del mondo e ignorate dalla stragrande maggioranza dei media occidentali&#8221;. <strong>Impossibile cancellare i traumi della storia, recente e remota, su un popolo</strong>: la sensazione che gli armeni possano non sentire più la Siria come casa propria emerge, ed è una delle problematiche a cui la nuova leadership dovrà dare risposta. Ammesso che abbia intenzione di farlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/armeni-in-fuga-la-nuova-siria-targata-turchia-ricorda-troppo-il-passato.html">Armeni in fuga: la &#8220;nuova&#8221; Siria targata Turchia ricorda troppo il passato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I genocidi di cristiani dell&#8217;Impero Ottomano</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/i-genocidi-di-cristiani-dellimpero-ottomano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 15:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio degli armeni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=300260</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Ucciderò ogni uomo, donna e bambino cristiano&#8221;, affermò il 19 aprile 1915 il governatore di Van di fronte alla prospettiva di ribellione della città abitata dagli armeni; in Mesopotamia la tenace ribellione di numerose comunità cristiane, guidate dall&#8217;imprendibile generale Agha Petros, andò di pari passo con la campagna di sterminio operata dai turchi, che arrivarono a sconfinare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-genocidi-di-cristiani-dellimpero-ottomano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-genocidi-di-cristiani-dellimpero-ottomano.html">I genocidi di cristiani dell&#8217;Impero Ottomano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Ucciderò ogni uomo, donna e bambino cristiano&#8221;, affermò il 19 aprile 1915 il governatore di Van di fronte alla prospettiva di ribellione della città abitata dagli armeni; in Mesopotamia la tenace ribellione di numerose comunità cristiane, guidate dall&#8217;imprendibile generale <strong>Agha Petros</strong>, andò di pari passo con la campagna di sterminio operata dai turchi, che arrivarono a sconfinare nel territorio della neutrale Persia per distruggere i villaggi di un&#8217;etnia ritenuta nemica; i pogrom anti-greci in Anatolia proseguirono anche dopo la fine della guerra, sulla scia di nuovi e ripetuti scontri greco-turchi.</p>
<p>Per lunghi secoli la dominazione turco-ottomana di vaste regioni del <strong>Medio Oriente </strong>e <strong>dell&#8217;Europa orientale </strong>portò sotto l&#8217;autorità dei sultani di Istanbul numerose popolazioni cristiane. Nonostante una narrazione da &#8220;scontro di civiltà&#8221; ed effettivi momenti in cui la battaglia tra l&#8217;Impero turco e le principali potenze europee assunse connotati da scontro tra cristianità ed Islam (come dimostrato dalla battaglia di Lepanto del 1571) per lunghi secoli le popolazioni cristiane furono parte integrante della società imperiale. Tanto che nella &#8220;leva&#8221; compiuta dalle autorità ottomane nelle terre abitate da cristiani, il <em>devishirme, </em>i sultani di Istanbul più volte trovarono l&#8217;occasione di creare corpi militari come quello dei giannizzeri e burocrazie capaci di controbilanciare la tradizionale nobiltà turca.</p>
<p>La fase conclusiva della storia dell&#8217;impero fu però caratterizzata da un tragico strascico, essendo caratterizzata da ben diversi episodi di <strong>stermini di massa di popolazioni cristiane </strong>che per secoli erano state fedeli all&#8217;Impero: l&#8217;ultimo mezzo secolo che precedette la disfatta nella prima guerra mondiale fu un climax ascendente di tensioni e violenze che esplosero nei tre grandi genocidi dell&#8217;era della Grande Guerra. Al <strong>genocidio armeno, </strong>in cui furono uccisi oltre <a href="http://www.genocide-museum.am/eng/Description_and_history.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer">1,5 milioni di cristiani appartenente alla nazione armena,</a> si aggiunsero due massacri sistemici meno noti nel contesto della drammatica storia del Novecento, ma nel cui contesto perì un numero di persone superiore a quello del massacro degli armeni: il <a href="https://books.google.com/books?id=ZtcyAgAAQBAJ&amp;pg=PA177&amp;dq=assyrian+genocide+in+urmia&amp;hl=nl&amp;sa=X&amp;ei=bQ9IVd6vGcLYU9CxgaAO&amp;ved=0CE8Q6AEwBw#v=onepage&amp;q=assyrian%20genocide%20in%20urmia&amp;f=false" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>genocidio dei cristiani assiri </strong>che vivevano nell&#8217;attuale Iraq (di rito <strong>nestoriano, siriaco e caldeo</strong>), che provocò 900mila vittime, </a>e quello delle popolazioni di etnia e cultura greca e religione cristiane viventi in Anatolia, proseguito fino al 1922, in cui furono uccise 700mila persone.</p>
<p>Il bagno di sangue in cui l&#8217;Impero Ottomano, nella fase conclusiva della sua storia, trascinò popolazioni che erano state parti integrante della sua storia ha le sue radici in tre fattori avviatisi a inizio XIX secolo: il progressivo ridimensionamento territoriale del dominio della<strong> Sublime Porta, </strong>l&#8217;ascesa di crescenti appetiti coloniali stranieri sui suoi territori strategici e lo sdoganamento del <strong>nazionalismo turco </strong>da parte di numerose èlite di potere alternatesi nel controllo decisionale delle strategie dell&#8217;Impero.</p>
<p>Nei primi due casi, l&#8217;Impero ottomano subì numerose amputazioni territoriali, molte delle quali legate a proclamazioni d&#8217;indipendenza in cui l&#8217;elemento religioso cristiano assunse a fattore determinante (come quella della Bulgaria) o agli appetiti delle potenze europee (pensiamo all&#8217;annessione della Bosnia da parte dell&#8217;Austria-Ungheria e all&#8217;invasione italiana della Libia); l&#8217;orgoglio nazionale ferito fu utilizzato come elemento catalizzatore della svolta politica imposta da gruppi come quello dei <strong>Giovani Turchi </strong>per evolvere le dottrine politiche dominanti nell&#8217;Impero. I Giovani Turchi guidarono dal 1908 in avanti un&#8217;agenda politica fatta di graduale incentivazione del <strong>nazionalismo turco </strong>in cui venivano considerati come esterni al ceppo &#8220;puro&#8221; della nazione quegli elementi ritenuti di importazione straniera, come il cristianesimo. La complessa ideologia fatta di nazionalismo esasperato e di un tentativo di conciliazione tra Islam e positivismo portò i Giovani Turchi a indicare nei <strong>cristiani dell&#8217;Impero </strong>un potenziale nemico alla sua unità, che solo nella progressiva assimilazione alla nazione dominante avrebbe potuto trovare coesione.</p>
<p>Questa ideologia incendiaria provò a trovare giustificazione nel fatto che, tra XVIII e XIX secolo, nei territori mediorientali dell&#8217;Impero potenze europee come <strong>Russia e Francia </strong>si erano fatte garanti delle comunità locali cristiane, utilizzando questa possibilità come strumento di <em>soft power </em>per rendere il regime delle &#8220;capitolazioni&#8221; una proiezione di influenza regionale. Più volte questo fatto era stato strumentalizzato per far ricadere sui cristiani la colpa per il regresso politico dell&#8217;Impero, la sua debolezza di fronte alle potenze stranieri, la sua fragilità interna. L&#8217;autorità imperiale di Istanbul, a fine XIX secolo, trovò a sua volta nell&#8217;ostilità contro i cristiani un pretesto per riaffermare un&#8217;agenda di ordine opposto, quella della sempre più farinosa volontà di garantire l&#8217;unità panislamica. In questo contesto mautrarono i &#8220;massacri hamidiani&#8221;, in cui tra il 1894 e il 1896 da 80 a 300mila cristiani armeni e assiri furono uccisi in una sequela di pogrom.</p>
<p>Ma è solo quando alla miscela tossica di nazionalismo esasperato e fanatismo etnico del governo dei Giovani Turchi (dal 1913 al potere in un regime monopartitico guidato dal triumvirato dei &#8220;tre Pasha&#8221;, <strong>Talat, Enver, Ahmed</strong>) si aggiunse lo scoppio della Grande Guerra che i progetti di annientamento trovarono <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/la-battaglia-degli-storici-contro-il-negazionismo-sul-genocidio-armeno.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un&#8217;applicazione su larga scala.</a> I cristiani di varie fedi, abitanti millenari di terre in cui avevano convissuto con grande capacità di adattamento con diversi dominatori alternatisi tra l&#8217;Anatolia e il Medio Oriente, iniziarono a essere visti come agenti di <strong>potenze straniere nemiche della Turchia, </strong>potenziali focolai di rivolta nel decadente impero, a esser ritenuti nemici in quanto tali. Distruzioni di villaggi, marce della morte nel deserto, esecuzioni di massa: i tre genocidi presentano una sequela continua di episodi di questo tipo, in una drammatica riproposizione di quello che si è sviluppato come un processo in grado di autoalimentarsi, in una spirale di violenza crescente.</p>
<p>Questi genocidi, a cui si associarono centinaia di migliaia di morti per le carestie e i disastri naturali collegati alla guerra, furono un campanello d&#8217;allarme per quello che il Novecento sarebbe stato e il più grande caso di persecuzione anti-cristiana della storia umana. <strong>Larga parte </strong>di questa storia è ancora sottaciuta, tenuta nascosta per non urtare la sensibilità politica di quella Turchia divenuta oggi attore chiave sull&#8217;asse euro-atlantico e mediterraneo. A oltre un secolo di distanza, mentre i cristiani nelle terre che furono in passato ottomani vivono ancora una grande tribolazione, il ricordo di queste sofferenze e delle capacità di comunità antiche di proseguire la loro storia nonostante la sistematica campagna di annientamento ottomana e un susseguirsi di crisi politiche e sociali nei decenni successivi ci è di lezione e di monito. Di lezione, per insegnarci a capire al meglio quanti drammi abbiano contraddistinto il XX secolo. Di monito, perché ricordiamo l&#8217;importanza di aiutare comunità che sono fratelli della civiltà europea e testimoni di un <a href="https://insideover.ilgiornale.it/reportage/religioni/egitto/ecco-come-acs-restaura-le-chiese.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">passato di incontro e dialogo </a>che neanche la marea della storia ha potuto sommergere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-genocidi-di-cristiani-dellimpero-ottomano.html">I genocidi di cristiani dell&#8217;Impero Ottomano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché Biden ha riconosciuto il genocidio degli armeni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-biden-ha-riconosciuto-il-genocidio-degli-armeni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2021 06:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio degli armeni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=315851</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata del 24 aprile l&#8217;amministrazione Biden ha riconosciuto la natura genocidiale del massacro di un milione e mezzo di armeni operato dal decadente impero ottomano durante la prima guerra mondiale. La mossa permetterà al nuovo inquilino della Casa Bianca di accreditarsi agli occhi dell&#8217;elettorato come un politico che rispetta la parola data – perché &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-biden-ha-riconosciuto-il-genocidio-degli-armeni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-biden-ha-riconosciuto-il-genocidio-degli-armeni.html">Perché Biden ha riconosciuto il genocidio degli armeni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Joe-Biden-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella giornata del 24 aprile l&#8217;amministrazione Biden<a href="https://www.whitehouse.gov/briefing-room/statements-releases/2021/04/24/statement-by-president-joe-biden-on-armenian-remembrance-day/?fbclid=IwAR3yWzMxJ1hmJzAs-jFKUgokNUsN3j995rdBYKKXhUFaWBpBMT1G5h5xyp8"> ha riconosciuto</a> la <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-genocidi-di-cristiani-dellimpero-ottomano.html?fbclid=IwAR0iun85NiqwYfEAOrTbDBR5KeitOlIIarvbU6tK2Ew84cWdT7S1Vw90lME">natura genocidiale del massacro di un milione e mezzo di armeni</a> operato dal decadente impero ottomano durante la prima guerra mondiale. La mossa permetterà al nuovo inquilino della Casa Bianca di accreditarsi agli occhi dell&#8217;elettorato come un politico che rispetta la parola data – perché l&#8217;attribuzione del carattere genocidiale al massacro gli armeni era stata promessa in campagna elettorale –, e sta venendo letta e interpretata all&#8217;unanimità come un monito lanciato all&#8217;indirizzo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a>, il &#8220;dittatore necessario&#8221; che, secondo taluni, avrebbe stancato gli <strong>Stati Uniti</strong> e sarebbe prossimo ad un&#8217;esautorazione nel Mediterraneo allargato a favore dell&#8217;<strong>Italia</strong> di <strong>Mario Draghi</strong>.</p>
<p>È contenuto sicuramente del vero nelle disamine che vedono in Draghi un &#8220;uomo di Washington&#8221; chiamato ad esercitare (anche) una funzione anti-Erdogan, <a href="https://it.insideover.com/politica/draghi-allassalto-di-erdogan-cosa-ce-dietro-laffondo-del-premier.html">e lo abbiamo spiegato a più riprese e dettagliatamente sulle nostre colonne</a>, ma è in errore chi vede nella strumentalizzazione della spinosa questione del genocidio armeno da parte dell&#8217;amministrazione Biden un&#8217;azione concepita con l&#8217;obiettivo di tediare Ankara.</p>
<p>Perché è Biden che ha affidato alla <strong>Turchia</strong> uno dei fascicoli più rilevanti della contemporaneità, ovvero la costruzione di un brzezinskiano arco di crisi in Asia centrale <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-conseguenze-del-ritiro-usa-dallafghanistan-entro-l11-settembre.html">per il tramite dell&#8217;Afghanistan</a>. Ed è sempre Biden che sta lavorando con insistenza e dedizione all&#8217;allontanamento della Turchia dalle realtà gravitazionali di <strong>Russia</strong> e <strong>Cina</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/mar-nero-la-nuova-cortina-di-ferro.html?fbclid=IwAR3Ikmvxue5cQeqV8ilFTs2-Ht_bHtVnJ3_RmR8QmMxOBTDxXm28C9ZFeoo">delegando agli apparati militari e diplomatici il compito di inviare messaggi in tal senso</a>. Alla luce dei due punti di cui sopra, il riconoscimento del massacro sistematico e premeditato degli armeni va letto in tre modi: un atto storico dovuto, una restituzione del favore all&#8217;influente lobby armena, mobilitatasi per Biden durante le presidenziali, e un messaggio avente come destinatari Erevan e Mosca.</p>
<h2>Le ragioni di Biden</h2>
<p>Il riconoscimento della strage di un milione e mezzo di armeni ad opera degli ottomani in termini di genocidio – il primo del Novecento – avviene per tre ragioni che sono state già esposte: l&#8217;imperativo di risultare coerente e credibile agli occhi di un elettorato che ha voluto intronizzare alla Casa Bianca un &#8220;presidente moralista&#8221;, la legittimità storica dei fatti in oggetto e la ferrea volontà di inviare un messaggio all&#8217;<strong>Armenia</strong>, tornata con ritrosia nella sfera d&#8217;influenza russa all&#8217;indomani della fine della seconda guerra del Nagorno Karabakh.</p>
<p>Quella dell&#8217;amministrazione Biden non è una &#8220;punizione&#8221; alla Turchia, per la quale l&#8217;olocausto armeno rappresenta un vero e proprio tabù nazionale, un ricordo rimosso che unisce laici e religiosi, kemalisti e islamisti, e liberali e conservatori, ma una mossa sornionamente allusiva, ergo in grado di creare spaesamento (come sta effettivamente avvenendo), concepita con l&#8217;intento precipuo di mostrare all&#8217;Armenia che il periodo dell&#8217;isolamento internazionale è terminato e che, dunque, <span style="font-size: 1rem;">vi sono delle alternative concrete ad una Russia che, durante il conflitto, ha mantenuto una posizione di &#8220;neutralità ostile&#8221; e velatamente filo-azerbaigiana.</span></p>
<p>Scontentare Erdogan era inevitabile, da qui la chiamata chiarificatrice del 23 aprile, ma il gioco vale la candela: sottrarre alla Russia il &#8220;bottino di guerra&#8221; ottenuto grazie alla riapertura delle ostilità nel Nagorno Karabakh. E <strong>Nikol Pashinyan</strong>, che non ha fatto segreto della personale riluttanza a riallacciare con il Cremlino nel dopoguerra, <a href="https://it.insideover.com/societa/armenia-al-bivio-tra-paura-del-colpo-di-stato-e-desiderio-di-giustizia-sommaria.html">come palesato dalla crisi di marzo con le forze armate</a>, potrebbe cercare di approfittare dell&#8217;entrata in scena del fattore Biden per tentare il tutto per tutto alle incombenti parlamentari, programmate per il 20 giugno, e bloccare il processo di stabilizzazione del Caucaso meridionale trainato con notevole sforzo da Mosca.</p>
<h2>Cosa potrebbe succedere</h2>
<p>Il supporto degli Stati Uniti all&#8217;Armenia si configura come parte essenziale di una strategia di pressione multilivello avente come obiettivo la provocazione di crisi strumentali e strumentalizzabili lungo e dentro il Mondo russo (<em>Russkij Mir</em>).</p>
<p>Esercitando un piccolo ma rilevante controllo su Erevan, Washington potrebbe conseguire un doppio risultato: l&#8217;annullamento dei vantaggi ottenuti &#8220;accidentalmente&#8221; da Mosca grazie alla guerra e la possibile apertura di un <strong>arco di crisi</strong> – facendo leva sul forte risentimento armeno e sulla promessa di aiuti diretti in caso di nuove ostilità – che potrebbe risultare accattivante anche agli occhi di Baku e Ankara, abbagliate dalla prospettiva di replicare il successo bellico e trascinate con l&#8217;inganno in un possibile pantano. L&#8217;<strong>Azerbaigian</strong>, del resto, ha accolto negativamente il conferimento del carattere genocidiale al massacro degli armeni, <a href="https://kmetro0.it/2021/04/24/azerbaigian-duro-commento-alla-dichiarazione-di-biden-sulla-giornata-della-memoria-dellarmenia/">parlando a tal proposito di una politicizzazione</a>, nonché di una distorsione dei fatti, che ignora il contesto storico che lo ha preceduto e accompagnato – circa 500mila persone assassinate nel corso di pogrom operati da armeni nello stesso periodo. Ma non solo. Baku sottolinea anche i numeri massacri contro gli azerbaigiani da parte della Federazione rivoluzionaria armena (Dashnak) nel marzo 1918, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-strage-di-khojaly.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il genocidio commesso dall’Armenia a Khojaly</a> 30 anni fa, che rappresenterebbe un esempio di pregiudizio e doppio standard: &#8220;Gli eventi del 1915 dovrebbero essere studiati dagli storici, non dai politici. Tuttavia, come è noto, l’Armenia, che vuole nascondere gli eventi e cercare di dipingere se stessa come un paese oppresso, non ha accettato la proposta della Turchia di indagare sugli eventi di quel periodo da parte di una commissione storica congiunta&#8221;.</p>
<p>Le prossime mosse di Pashinyan, e in generale di politica e forze armate armene, saranno fondamentali al fine della comprensione del nuovo scenario che potrebbe andare delineandosi. L&#8217;amministrazione Biden avrà colpito nel segno se e quando si assisterà ad un raggelamento (anche timido) delle relazioni bilaterali con Mosca, affiancato da un concomitante riavvicinamento a Washington, e al diniego a procedere oltre nella collaborazione con Baku nell&#8217;ambito dell&#8217;attuazione degli accordi trilaterali di novembre e gennaio.</p>
<p>Alla Russia, dunque, l&#8217;onere di evitare che il Caucaso meridionale <span style="font-size: 1rem;">possa ospitare una crisi in stile Brzezinski o, qualora scoppiasse, l&#8217;ardua missione di replicare il successo della seconda guerra del Nagorno Karabakh: vincere senza colpo ferire.</span><span style="font-size: 1rem;"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-biden-ha-riconosciuto-il-genocidio-degli-armeni.html">Perché Biden ha riconosciuto il genocidio degli armeni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Genocidio armeno, è scontro tra Ankara e Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/genocidio-armeno-e-scontro-tra-ankara-e-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2019 11:46:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio degli armeni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=238875</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Stati Uniti Armenia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse-1024x646.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Più di cento anni sono passati da quello che gli armeni hanno ribattezzato Metz Yeghern, la terribile prova generale di tanti genocidi del Novecento. Una vicenda atroce che ancora oggi non trova lo spazio che meriterebbe sui media e nei libri di storia. La questione, infatti, è ben lontana da incontrare un consenso unanime su &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/genocidio-armeno-e-scontro-tra-ankara-e-washington.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/genocidio-armeno-e-scontro-tra-ankara-e-washington.html">Genocidio armeno, è scontro tra Ankara e Washington</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Stati Uniti Armenia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse-1024x646.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Più di cento anni sono passati da quello che gli armeni hanno ribattezzato <strong><em>Metz Yeghern</em></strong>, la terribile prova generale di tanti genocidi del Novecento. Una vicenda atroce che ancora oggi non trova lo spazio che meriterebbe sui media e nei libri di storia. La questione, infatti, è ben lontana da incontrare un consenso unanime su quei fatti ed il <strong>genocidio armeno</strong>, nonostante prove, fonti e testimonianze, è ancora vittima di negazionismo storico e politico. Come da copione, la Turchia, da tempo immemore, nega fortemente il genocidio adducendo motivazioni ondivaghe: non si può parlare di genocidio prima del 1943, l’assenza di intenzionalità, le morti armene come fatto “incidentale” nella Prima Guerra Mondiale e così via. In qualunque modo venga posta la questione il governo turco si è sempre posto in maniera  impassibile nei confronti dei &#8220;fatti del 1915&#8221;, come spesso li definisce in maniera chirurgica <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a>, arrivando ad inimicarsi qualsiasi governo &#8220;reo&#8221; di riconoscere il massacro. Per questa ragione, negli ultimi due decenni &#8211; che hanno visto un progressivo sdoganamento della vicenda &#8211; il genocidio armeno è diventato arma politica per il mondo intero, Turchia compresa, a scapito della verità e della giustizia. Una tematica al vetriolo anche per le relazioni Usa-Turchia che insiste su una base tutt&#8217;altro che banale come la <strong>Nato</strong>.</p>
<h2>Una svolta bipartisan</h2>
<p>Poi, la svolta di martedì 29 ottobre. Con una scelta fortemente <em>bipartisan</em> (405 si su 435 voti) <a href="https://www.congress.gov/bill/116th-congress/house-resolution/296?q=%7B%22search%22%3A%5B%22armenian+genocide%22%5D%7D&amp;s=1&amp;r=1">la Camera statunitense ha riconosciuto il genocidio armeno</a> con un testo che ha come preciso intento quello di allontanare dagli Stati Uniti il sospetto di negazionismo. Un provvedimento storico, pur se contraddistinto da una forza non vincolante, forte quanto basta per scatenare le ire di Ankara: dalla capitale turca prima si è tentato di sminuire il valore della vicenda per poi convocare l’ambasciatore Usa <strong>David Satterfield</strong>. Una vera e propria miccia accesa in una congiuntura più che rovente legata alla Siria e all&#8217;arrivo, in visita di Stato negli Usa, di Recep Tayyip Erdogan: visita prevista per il 13 novembre, che il leader ha scelto di non confermare ancora. Nel frattempo, il governo turco ha teso a denigrare la portata storica del provvedimento, bollato come “ad uso interno, privo di qualsiasi base storica e giuridica”.</p>
<p>Il <strong>braccio di ferro</strong> fra Usa e Turchia è cosa antica ed è andato ad acuirsi soprattutto durante le ultime battute della Guerra Fredda. Ondivago è stato l’atteggiamento che le amministrazioni americane hanno avuto nei confronti della vicenda: se, da un lato, i rapporti con la Turchia vanno tutelati in nome della <em>Realpolitik</em> Nato, Washington ha sempre avvertito la pressione della cosiddetta <em>Armenian Lobby</em>. Bisogna, infatti, ricordare che negli Stati Uniti vivono quasi <strong>un milione di armeni</strong>, metà dei quali residenti in California: si tratta della più grande comunità armena lontana dalla madrepatria. Ergo, il tema del genocidio ha rappresentato sempre un tema scottante nel quale bilanciare spinte interne e relazioni diplomatiche.</p>
<h2>L&#8217;atteggiamento altalenante di Washington</h2>
<p>Negli anni Ottanta erano stati soprattutto i Repubblicani a battere sul tema: da <strong>Ronald Reagan</strong> nel 1981 (che aveva accostato il genocidio armeno all&#8217;Olocausto e alla dittatura cambogiana) sino a <strong>George Bush Sr</strong> che, per la prima volta, aveva sdoganato pubblicamente l’argomento. Terminata l’era dei <em>cold warriors</em>, Bill Clinton non era stato da meno, paragonando la vicenda armena a “piaghe” come la dittatura comunista, ma sarà proprio la sua amministrazione ad imporre una frenata brusca al riconoscimento del genocidio. L’ex presidente aveva espresso la propria apprensione per la <a href="https://web.archive.org/web/20061005104158/http://clinton6.nara.gov/2000/10/2000-10-19-text-of-letter-from-the-president-on-turkey-and-armenia.html">Risoluzione 596</a> che riconosceva pubblicamente il genocidio. In una lettera del 19 ottobre 2000, il presidente americano esprimeva allo <em>speaker</em> della Camera la propria apprensione per una pubblica azione simile e, pur condividendone lo spirito, evidenziava come prioritarie altre questioni come la stabilizzazione dei Balcani, il contenimento della minaccia Saddam Hussein e la ricerca di fonti energetiche alternative. Il testo della risoluzione, poi, andava quantomeno emendato individuando nell’“Impero Ottomano” e non nel “governo turco” il mandante dello sterminio.</p>
<p>Complesso anche il post-11 settembre. Se <strong>George W. Bush Jr</strong> il 24 aprile 2006 (giorno in cui il popolo armeno commemora il genocidio) esprimeva la vicinanza di Washington a Yerevan, augurandosi, inoltre, una felice risoluzione del dramma del <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/tutte-le-sfide-dellazerbaijan/non-rinunceremo-mai-al-nagorno-karabakh.html">Nagorno-Karabakh</a>, molto dura fu <strong>Condoleezza Rice</strong> che, in qualità di Segretario di Stato, confessò la propria contrarietà ad una legge sul riconoscimento del genocidio, prediligendo la costituzione di una commissione storica congiunta Armenia-Turchia, in grado di far luce sui fatti e inaugurare l’era della collaborazione. Anche <strong>Barack Obama</strong>, durante la campagna elettorale del 2008, si era impegnato pubblicamente con i gruppi armeni negli Usa, per poi disimpegnarsi tiepidamente senza mai riuscire a pronunciare la parola “genocidio” : la vicenda siriana arrivò a bussare sia ad Ankara che a Washington e dunque si sa, <em>noblesse oblige</em>. Anche il presidente attuale <strong>Donald Trump</strong> è tornato più volte sul tema, senza però mai pronunciare la parola “genocidio” in luogo della più “tiepida” locuzione di &#8220;massacro&#8221;.</p>
<h2>Cui prodest?</h2>
<p><em>Cui prodest</em>? Viene da chiedersi. Stante la bontà intrinseca del passo, in termini umani, storici e diplomatici, anche ad un occhio poco malizioso il tempismo degli eventi appare quanto meno sospetto, se lo si lega soprattutto alla prospettiva di sanzioni e restrizioni al governo turco in seguito all&#8217;offensiva in Siria. Certo è che, se di cinismo si vuol parlare, questo non è imputabile esclusivamente al presidente Trump, visto il consenso <em>bipartisan</em> che la risoluzione ha scatenato: un effetto quasi liberatorio, dunque, dalle pastoie delle pressioni politiche e dei ricatti che Ankara esercita sugli alleati d’Oltreoceano. Del resto, l’uso politico di queste vicende è prassi, purtroppo, ben consolidata nel sistema internazionale: perfino <strong>Vladimir Putin</strong> ha più volte espresso il suo pubblico cordoglio per la sofferenza armena in maniera talmente maldestra (come nel 2015, anno del centenario del <em>Metz Yeghern</em> ) da provocare l’indignazione di Ankara. E mentre il Risiko del riconoscimento del genocidio continua, quasi un milione e mezzo di innocenti deportati, massacrati, stuprati aspettano ancora verità e giustizia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/genocidio-armeno-e-scontro-tra-ankara-e-washington.html">Genocidio armeno, è scontro tra Ankara e Washington</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 60/204 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-15 19:55:05 by W3 Total Cache
-->