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	<title>gemelli Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il paese dove incontri la copia di te stesso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2018 07:54:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/7287213.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/7287213.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/7287213-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/7287213-768x423.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un cartello colorato di blu all&#8217;inizio della strada principale recita: «Benvenuti a Kodinhi, villaggio gemello di Dio». Si trova nel distretto di Malappuram, a 150 chilometri dalla città costiera di Kochi, ed è un paesino di cloni, dove le persone vedono doppio, fanno fatica a riconoscersi pur conoscendosi da una vita e si moltiplicano all&#8217;infinito, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/paese-incontri-la-copia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/7287213.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/7287213.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/7287213-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/7287213-768x423.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p>Un cartello colorato di blu all&#8217;inizio della strada principale recita: «Benvenuti a Kodinhi, villaggio gemello di Dio». Si trova nel distretto di Malappuram, a 150 chilometri dalla città costiera di Kochi, ed è un paesino di cloni, dove le persone vedono doppio, fanno fatica a riconoscersi pur conoscendosi da una vita e si moltiplicano all&#8217;infinito, uguali e diversi, come l&#8217;agente Smith di Matrix. Perché qui c&#8217;è, senza né una ragione, né un motivo, l&#8217;ombelico del mondo dei gemelli, la più alta percentuale del pianeta: su mille nati quarantadue sono doppi, sei volte più della media globale che, dicono, sia di sei per mille nascite. Sono identici, o quasi, come le sorelle Montalcini, le gemelle Kessler, Castore e Polluce. La Terra stessa, secondo i calcoli della sonda Kepler, ha cento milioni di gemelli nell&#8217;universo. E su questa i fratelli uguali sono 125 milioni, più femmine che maschi, la maggior parte concentrata in Nigeria.</p>
<p>Al liceo del paesino, il Madrasathul Anwar, Sumayat e Afsayat, 16 anni vissute come davanti allo specchio, hanno finito le lezioni e tornano a casa come ogni giorno insieme ai compagni di classe. Gli insegnanti, dopo anni, hanno ancora difficoltà a distinguere l&#8217;una dall&#8217;altra: «Nella maggior parte dei casi chiamano tutte e due i nostri nomi per capire chi è chi» ride Sumayat. Succede anche ad altri: a scuola le coppie di gemelli sono diciassette. Quando Arshad e Asif giocano a calcio, gli organizzatori dei tornei del posto cercano di assicurarsi che siano sempre dalla stessa parte per non creare confusione nella squadra avversaria.</p>
<p>Nonostante la popolazione del villaggio sia, otto volte su dieci, musulmana, il «gemellaggio» ha contagiato anche la minoranza indù. E senza che le due comunità si siano mai mescolate. Tutto sarebbe iniziato settant&#8217;anni fa, l&#8217;età di due sorelle ancora in ottima salute, Kunhi e Pathuty, che non hanno dubbi sul perché di tanta abbondanza: «Questa è la benedizione di Dio, punto e basta. La scienza non può dimostrare nulla di diverso da questo».</p>

<p>Sarà. Ma due anni fa un team multinazionale di ricercatori di India, Germania e Regno Unito è arrivato fin qui per raccogliere campioni di saliva dai gemelli per isolare il loro Dna e cercare di scoprire le ragioni dell&#8217;arcano. Un altro gruppo ha lavorato invece sulle misure antropometriche: altezza, peso, forme del profilo facciale, dei denti e del viso. Finora però nessuna conclusione certa. Il dottor Krishnan Sribiju, che vive e lavora qui, è convinto che ci sia qualcosa di chimico nell&#8217;aria, nella terra o nell&#8217;acqua che stimola l&#8217;ovaia a produrre uova dizigote. Però potrebbe essere una sostanza chimica trovata nel patrimonio genetico delle donne l&#8217;origine di tutto.</p>
<p>Ma i gemelli restano un mondo misterioso, che nasconde qualcosa di magico e inquietante. Pare certo che abbiano la capacità di capirsi ad occhi chiusi, senza bisogno di parole, e che avvertano, come se fosse la loro, la sofferenza del fratello, come se invece di due persone distinte i gemelli fossero due metà separate. Gli scienziati li considerano un prezioso laboratorio capace di svelare molti misteri della vita umana, che sia un difetto della procreazione o la sua esaltazione. Nel loro essere uno e bino pare si nasconda il mistero dell&#8217;esistenza</p>
<p>Ne nascono sempre di più, anche in Occidente, a causa delle terapie contro la sterilità, delle mamme sempre più anziane. «Ma a differenza vostra a Kodinhi non usano metodi artificiali, né pillole o contraccettive: le donne non ricorrono nemmeno al clomifene citrato per promuovere l&#8217;ovulazione» dicono i medici al Khmer Times. Anzi, sono tutte giovani e quasi sempre alla prima gravidanza.</p>

<p>Non sono i soli comunque a moltiplicare gemelli come pani e pesci. Altri due villaggi Igbo, in Nigeria, e Cândido Godói, in Brasile, sembrano usciti dalla stessa culla di Kodinhi. Su Cândido Godói, un paesino di 6.500 abitanti nel nord del Brasile i ricercatori si dicono però convinti che il tasso così alto di gemelli sia da attribuire al fatto che si tratta di una comunità chiusa con un&#8217;alta incidenza di consanguineità: fratelli che si sposano con cugine e cugini che si sposano con zii. Più che miracolo genetico una grande famiglia.</p>
<p>E fino a qualche anno, sempre in India, c&#8217;era Umri, che contava 40 coppie di gemelli omozigoti su 800 abitanti, ovvero ogni nove parti uno era doppio. A Chunycon, in Corea con 38 coppie ogni 275 famiglie, il 36% della popolazione è identico; a Pleucadeuc, piccolo borgo della Bretagna di 1.400 anime, c&#8217;era una coppia di uguali ogni 63 persone: i primi, Marie e Jacquette, battezzati il 6 dicembre 1673. Così orgogliosi della propria magnifica diversità da organizzare, come Twinsburg, nell&#8217;Ohio, il festival annuale dei gemelli.</p>
<p>Ma non va sempre così. I gemelli fanno anche paura. Gli Antambahoaka, comunità malgascia dal nome impronunciabile, una delle diciotto del Madagascar, crede che i gemelli siano sinonimo di sventura, e prova dell&#8217;infedeltà della moglie. Un tempo, raccontano da queste parti, i bambini così finivano sotto gli zoccoli degli zebù solo perché doppi, poi trent&#8217;anni fa un medico, Auguste Simintramana aprì un orfanotrofio a Mananjary per i gemelli buttati via. Non farlo per le mamme voleva dire essere ripudiate dalla famiglia e ridotte in miseria. Pensare che per la saggezza popolare ogni uomo nasce gemello: «Colui che è, e colui che crede di essere».</p>

<p><strong>Massimo M. Veronese</strong></p>
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