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	<title>gasdotto Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 09 Aug 2025 09:58:29 +0000</lastBuildDate>
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	<title>gasdotto Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Dalla Nigeria al Marocco a tutto gas: il &#8220;tubo&#8221; da 6 mila km è pronto a diventare realtà</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/dalla-nigeria-al-marocco-a-tutto-gas-il-tubo-da-6-mila-km-e-pronto-a-diventare-realta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Aug 2025 09:58:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="900" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1.webp 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1-300x200.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1-768x512.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1-600x400.webp 600w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Dalla Nigeria al Marocco, il sogno del gasdotto africano da 6mila km è pronto a diventare realtà. Presto la partenza dei lavori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/dalla-nigeria-al-marocco-a-tutto-gas-il-tubo-da-6-mila-km-e-pronto-a-diventare-realta.html">Dalla Nigeria al Marocco a tutto gas: il &#8220;tubo&#8221; da 6 mila km è pronto a diventare realtà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="900" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1.webp 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1-300x200.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1-768x512.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1-600x400.webp 600w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>6mila km lungo la costa atlantica, un &#8220;serpentone&#8221; di metallo che dal Golfo di Guinea arriverà fin quasi allo Stretto di Gibilterra, un&#8217;opera da <strong>25 miliardi di dollari</strong> capace di cambiare la storia energetica dell&#8217;Africa, di connettere due Paesi strategici come <strong>Marocco e Nigeria</strong> attraversandone altri undici, tagliando fuori le aree instabili del continente e aprendo a una nuova forma di connettività verso l&#8217;Europa: l&#8217;agosto 2025 potrà essere ricordato come il mese in cui l&#8217;<strong>African Atlantic Gas Pipeline (Aagp)</strong> avrà ricevuto il via libera definitivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tappe del maxi-gasdotto Nigeria-Marocco</h2>



<p>Dopo che a dicembre 2024 i leader della Comunità di sviluppo dell&#8217;Africa occidentale (Cedeao) hanno approvato il progetto, una serie di incontri tra <strong>funzionari marocchini, nigeriani e degli altri Paesi coinvolti </strong>ha portato il progetto per il gasdotto Nigeria-Marocco (anche noto come Nigeria-Morocco Gas Pipeline, Nmgp) alla fase esecutiva. </p>



<p>A luglio, infatti, i due organismi promotori del progetto, l&#8217;Ufficio Nazionale degli Idrocarburi e delle Miniere del Marocco (Onyhm) e il colosso energetico di Abuja, la <strong>Nigerian National Petroleum Company</strong>, hanno, <a href="https://newsbase.com/story/nigeria-morocco-gas-pipeline-project-advances-towards-construction-phase-394900">come riporta &#8220;News Base&#8221;</a>, ottenuto l&#8217;ok definitivo di Sotogaz, compagnia energetica nazionale del Togo, ultimo Paese di cui mancava il semaforo verde ufficiale. Ora il progetto che potrà trasportare 30 miliardi di metri cubi di gas annui lungo la costa atlantica potrà passare alla realizzazione concreta. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">📯Rabat announces the start of the construction of the🇳🇬🇲🇦Nigeria-Morocco natural gas pipeline (NMGP)<br>This is one of the most expensive and politically ambitious energy projects in Africa, intended to connect Nigerian resources to Morocco and make it a key regional energy hub<br>🧵 <a href="https://t.co/aiYosoPXgv">https://t.co/aiYosoPXgv</a> <a href="https://t.co/DOGCoWxC7F">pic.twitter.com/DOGCoWxC7F</a></p>&mdash; Francesco Sassi (@Frank_Stones) <a href="https://twitter.com/Frank_Stones/status/1952646370428440788?ref_src=twsrc%5Etfw">August 5, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Tubi cinesi, fondi emiratini</h2>



<p>&#8220;Le prime fasi collegheranno il Marocco ai giacimenti di gas al largo del Senegal e della Mauritania, nonché il Ghana alla Costa d&#8217;Avorio. La seconda fase collegherà la Nigeria al Ghana e l&#8217;ultima fase collegherà la Costa d&#8217;Avorio al Senegal&#8221;, <a href="https://thearabweekly.com/uae-contribute-financing-nigeria-morocco-strategic-gas-pipeline-project">nota <em>Arab Weekly,</em></a> che rileva due importanti novità legate all&#8217;opera: la presenza di un corposo finanziamento emiratino nel progetto, spinto dai ritorni potenziali dell&#8217;investimento, e il fatto che sarà una ditta cinese, Jingye Steel, a fornire i tubi per l&#8217;Aagp.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;opera energetica e geopolitica</h2>



<p>L&#8217;impatto dell&#8217;opera sarà strategico ed economico. &#8220;Il gasdotto contribuirà a portare l&#8217;accesso all&#8217;elettricità a oltre 500 milioni di persone attraverso progetti di conversione del gas in energia, sosterrà lo sviluppo industriale, come la lavorazione dell&#8217;alluminio in Guinea, e <strong>potrebbe consentire il trasporto di idrogeno verde dal Marocco all&#8217;Europa&#8221;,<a href="https://www.intellinews.com/nigeria-morocco-gas-pipeline-project-advances-towards-construction-phase-394900/?utm_source=dlvr.it&amp;utm_medium=twitter"> nota Bne Intellinews</a>, </strong>sottolineando inoltre che &#8220;il progetto fornirà gas a tre paesi senza sbocco sul mare: <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/cosi-il-terrorismo-dilaga-nel-sahel-e-non-solo.html">Niger, Burkina Faso e Mali</a>&#8220;. </p>



<p>I tre Stati, &#8220;ribelli&#8221; rispetto al tradizionale ordine africano dalla caduta della <a href="https://it.insideover.com/dossier/francia-addio-allafrica">Françafrique</a> e della proiezione di Parigi nel continente e guidati da giunte militari golpiste vicine alla Russia, potrebbero essere attratti a tornare a dialogare con i propri vicini dai dividendi energetici ed economici delle interconnessioni. Non è l&#8217;unica potenziale ricaduta geopolitica del progetto. Il Marocco intende accelerare sul suo primo tratto, che collegherà la città del Nord-Est di Nador a Dakhla, centro sito nella contesa regione del<strong> Sahara Occidentale</strong>, su cui Rabat intende usare la proiezione energetica per rafforzare il proprio controllo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gasdotto, un banco di prova per l&#8217;Africa</h2>



<p>In prospettiva, il <strong>gas proveniente dall&#8217;Africa occidentale</strong> potrà correre fino all&#8217;Europa, aumentando l&#8217;interconnessione regionale e plasmando un&#8217;Africa integrata in profondità oltre barriere geografiche e politiche, doppiando ostacoli come l&#8217;instabilità del Sahel e la difficile governabilità del Sahara. Il progetto sarà un banco di prova per l&#8217;integrazione inter-africana e per il futuro assetto di un continente mai così strategico in cui diversi Paesi-ponte, come Nigeria e Marocco, rifiutano di essere proxy di potenze terze e promuovono un&#8217;agenda autonoma per valorizzare la loro posizione, i loro interessi, la loro sicurezza.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Navi spia, sabotaggi e fibre ottiche: quali sono i bersagli di una guerra sottomarina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/navi-spia-e-sabotaggi-quali-sono-i-bersagli-della-guerra-sottomarina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cavi sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1198" height="624" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421.jpg 1198w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-600x313.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-1024x533.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-768x400.jpg 768w" sizes="(max-width: 1198px) 100vw, 1198px" /></p>
<p>La nascita dell'Underwater Warfare deriva anche dalla necessità di difendere le infrastrutture sui fondali marittimi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1198" height="624" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421.jpg 1198w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-600x313.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-1024x533.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-768x400.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1198px) 100vw, 1198px" /></p>
<p>A fine settembre 2022, il capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, insieme all&#8217;allora ministro Lorenzo Guerini hanno stabilito con effetto immediato di aumentare le misure per la <strong>tutela delle infrastrutture strategiche sottomarine</strong> di rilevanza per l&#8217;interesse nazionale. La decisione è stata intrapresa a seguito dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-ce-da-sapere-sul-sabotaggio-di-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attentato ai gasdotti Nord Stream</a>, che corrono lungo i fondali del Baltico e collegano la Russia alla Germania, che ha dimostrato la <strong>fragilità </strong>di queste reti. </p>



<p>La Marina Militare Italiana ha quindi raddoppiato il dispositivo di sicurezza atto a sorvegliare le condutture strategiche per il nostro Paese posate sul fondo del Mediterraneo, affidandosi a Rov (<em>Remote Operated Vehicle</em>), unità di superficie e sottomarine insieme a personale del <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-e-cosa-fanno-gli-incursori-del-comsubin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comsubin</a>. Questo dispositivo <a href="https://www.cybersecitalia.it/mare-aperto-2022-i-rov-della-marina-militare-per-difendere-gasdotti-e-cavi-sottomarini-dai-nemici/21273/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è stato messo alla prova</a> durante l&#8217;esercitazione Mare Aperto 2022 tenutasi a ottobre, che tra i suoi obiettivi aveva anche la difesa di gasdotti e cavi di comunicazione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La fragilità delle reti sottomarine</h2>



<p>Questa criticità non è nuova: <a href="https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20211015_La_sfida_sottomarina_nel_Mediterraneo.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">da tempo</a> la Marina Militare – così come altre – ha individuato la <strong>fragilità</strong> delle reti sottomarine, in particolare quelle rappresentate dai cavi che trasportano le comunicazioni telematiche che rappresentano “la nuova frontiera della sicurezza globale”. </p>



<p>Si calcola infatti che circa il 97% delle informazioni scorra attraverso una fitta <strong>rete di cavi</strong> che corrono per 1,3 milioni chilometri tra tutti i continenti. Ai satelliti è devoluto il compito – in condizioni normali – di trasmettere solo la restante percentuale. Ogni giorno questa rete trasporta circa 10mila miliardi di dollari di trasferimenti finanziari e grandi quantità di dati, inoltre, la Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (Swift), che permette a 11mila istituzioni finanziarie di effettuare una media di 15 milioni di transazioni al giorno, dipende interamente dai cavi sottomarini.</p>



<p>I cavi in fibra ottica sono fragili e possono essere danneggiati in vario modo per cause naturali, ambientali o accidentali; il danno che ne deriva può essere riparato in maniera relativamente facile se collocato vicino alla costa, mentre un intervento in pieno oceano sarebbe molto più complesso e costoso per via delle difficoltà date dalla profondità del mare. </p>



<p>L’importanza dei cavi come strumento di comunicazione ha un peso rilevante nel settore della Difesa e della sicurezza, in quanto i Paesi dipendono da essi per la sicurezza nazionale, per coordinare operazioni militari, condurre missioni diplomatiche e raccogliere informazioni, utilizzando la stessa rete di cavi sottomarini dei dati civili per le comunicazioni militari classificate. Pertanto questa rete diventa un <strong>bersaglio di alto valore</strong>, e se sino a qualche anno fa la possibilità di un attacco in mare aperto era remota, oggi con le nuove tecnologie di cui si dispone grazie ai progressi dell&#8217;industria navale, questa è diventata molto più certa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nord Stream e gli altri sabotaggi: le operazioni di spionaggio internazionale</h2>



<p>Oltre all&#8217;attacco alle condutture Nord Stream, che date le profondità del Baltico in quel punto non rappresenta una sfida ingegneristica/militare importante, abbiamo avuto esempi recenti del troncamento di cavi sottomarini profondi imputabili ad attività umana: a gennaio 2022 uno dei due <strong>Svalbard Undersea Cable System</strong> che collegano la Norvegia alle isole Svalbard è stato misteriosamente troncato, e la commissione di inchiesta norvegese <a href="https://it.insideover.com/difesa/e-stata-attivita-umana-cosi-la-relazione-norvegese-sul-cavo-sottomarino-troncato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha raccolto prove che indicano il coinvolgimento umano</a> nell’interruzione del cavo. </p>



<p>Il taglio coordinato di più cavi potrebbe facilmente <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-il-primo-colpo-di-una-guerra-sara-inferto-ai-cavi-sottomarini.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">essere l&#8217;antefatto di un conflitto aperto</a> (ma anche un&#8217;azione nello spettro della “zona grigia” dei conflitti) in quanto potrebbe bloccare un Paese o una regione. </p>



<p>Più difficile, ma comunque fattibile, è sfruttarli per lo <strong>spionaggio</strong>: si ritiene che ciò possa essere fatto inserendo <em>backdoor </em>durante il processo di produzione dei cavi, prendendo di mira le stazioni di collegamento a terra o <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-lo-scontro-potenze-passa-spionaggio-sabotaggio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">collegandosi ai cavi in mare</a>. </p>



<p>Un esempio di questo tipo di operazioni nota come “<strong>Ivy Bells</strong>”, fu condotta dagli Stati Uniti nel periodo 1971-1981 posizionando dispositivi d’ascolto sui cavi che collegavano la base navale russa di Petropavlovsk a Vladivostok. In tempi più recenti, a ottobre 2015 nell&#8217;Oceano Atlantico al largo della costa orientale degli Stati Uniti una nave spia russa, la Yantar, è stata scoperta dalla catena <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-il-sosus.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sosus (<em>Sound Surveillance System</em>)</a> a mettere in mare piccoli Uuv (<em>Unmanned Underwater Vehicle</em>) dove sono posati i cavi sottomarini che collegano il continente nordamericano ai Caraibi e al Sudamerica. Alcuni Uuv sono in grado di tagliare o posare strumenti di ascolto sui cablaggi. </p>



<iframe title="Gli strani approdi della nave spia russa Yantar nel 2015" aria-label="Mappe di localizzazione" id="datawrapper-chart-mqOJH" src="https://datawrapper.dwcdn.net/mqOJH/3/" scrolling="no" frameborder="0" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" height="520" data-external="1"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"]){var e=document.querySelectorAll("iframe");for(var t in a.data["datawrapper-height"])for(var r=0;r<e.length;r++)if(e[r].contentWindow===a.source){var i=a.data["datawrapper-height"][t]+"px";e[r].style.height=i}}}))}();
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<p>Questa attività, come la possibile distruzione di gasdotti sottomarini, è facilitata anche perché <a href="https://www.submarinecablemap.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le mappe delle condutture sottomarine sono di pubblico dominio</a>. Alcuni analisti sostengono però, che un possibile sabotaggio ai cavi sortirebbe effetti limitati in quanto la rete può fare affidamento su una certa capacità di ridondanza data dal numero sempre crescente di collegamenti sottomarini. Questo è vero ma solo in parte: un attacco limitato, o condotto su vasta scala ma su un lungo arco di tempo, permetterebbe al “sistema” di assorbire il colpo proprio per questo motivo, ma un attacco coordinato ed esteso metterebbe in ginocchio la rete di un Paese e potrebbe addirittura escluderlo dalla possibilità di contattare tempestivamente i suoi comandi più periferici o quelli dislocati in altri continenti. </p>



<p>Nelle profondità marine, è bene non dimenticarlo, si combatte anche <a href="https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20170615_anti_submarine.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un&#8217;altra guerra silenziosa</a> tra unità subacquee: i sottomarini rappresentano uno strumento fondamentale per le marine militari in quanto, grazie alla loro furtività, sono perfetti per attacchi di sorpresa al traffico navale, per attacchi terrestri con missili da crociera, per il lancio di missili balistici intercontinentali, ma anche per la raccolta di dati di intelligence o per le operazioni di forze speciali. </p>



<p>L&#8217;<strong>Asw</strong> (<em>Anti Submarine Warfare</em>) si combatte anche sotto i mari, e <a href="https://www.leonardo.com/en/press-release-detail/-/detail/26-02-2021-leonardo-contratto-da-150-milioni-di-euro-per-sistemi-di-sorveglianza-e-protezione-dei-nuovi-sottomarini-della-marina-militare-italiana" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avere battelli <em>hunter/killer</em></a> particolarmente silenziosi e dalla lunga autonomia è quindi fondamentale non solo per il <a href="https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20211203_Cooperazione_europea_dominio_Underwater_supporto_allargato_Sottomarini_U212A.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contrasto all&#8217;attività navale di superficie avversaria</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Seabed Warfare</h2>



<p>Il sorgere della possibilità di colpire infrastrutture posate sui fondali marini – a tal proposito bisogna ricordare che un assetto altrettanto fragile è dato dalle teste di pozzo delle <strong>piattaforme di estrazione </strong><em><strong>offshore</strong> </em>da mare profondo – ha portato con sé la necessità di difenderle, e quindi lo sviluppo di dottrine e strumenti per la <strong><em>Seabed Warfare</em></strong>. </p>



<p>Al momento manca ancora una definizione univocamente accettata di <em>Seabed Warfare</em>: per guerra sui fondali marini s’intendono, come ha definito lo Us Naval Post Graduate School nel 2018, quelle operazioni che coinvolgono reti e sistemi sottomarini in grado di operare sul fondo del mare, interagire con i sistemi del fondale marino e intraprendere azioni contro altri sistemi. Ciononostante e proprio per le dinamiche determinatesi a cui si aggiungono anche <a href="https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20220712_Marina_Militare_e_Tim_Sparkle_in_accordo_per_la_protezione_dei_cavi_di_telecomunicazione_sottomarini.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sfide tecnologiche</a> a cui l&#8217;industria deve far fronte, si può definire un <strong>nuovo dominio</strong> che va ad aggiungersi ai cinque attualmente considerati dal mondo militare (Sea, Air, Land, Space e Cyber), ovvero quello sottomarino (o <em>Underwater</em>). </p>



<p>Bisogna però considerare che per controllare e agire in un dominio, una forza militare deve avere una completa <a href="https://www.startmag.it/smartcity/cosa-fara-thales-per-la-marina-militare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">consapevolezza situazionale</a> (<em>situational awareness</em>) dello stesso e possedere la capacità di agire tempestivamente al suo interno. La capacità di una forza marittima di agire da e nelle profondità di un oceano è attualmente <a href="https://it.insideover.com/difesa/navi-sottomarini-missili-italia-mare-export.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">estremamente limitata</a> se non addirittura inesistente per alcune marine militari, ma l&#8217;apertura di questo nuovo fronte sta <strong><a href="https://www.leonardo.com/it/news-and-stories-detail/-/detail/leonardo-showcases-at-seafuture" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dando impulso</a></strong> a ricerche che coinvolgono la Difesa, l&#8217;accademia e l&#8217;industria attraverso un processo sinergico. </p>



<p>Ci preme sottolineare che l&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-la-marina-militare-si-prepara-per-le-sfide-del-futuro.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approccio nazionale</a></strong> verso la conduzione di operazioni nel dominio sottomarino – alla base della definizione teorico/strategica per la Marina Militare del futuro – è sempre joint a livello interforza e internazionale in quanto esso non è avulso dai restanti cinque classici e abbisogna della collaborazione con alleati e partner per mettere a sistema assetti e capacità diverse.</p>



<p class="has-text-align-right" style="font-style:normal;font-weight:100"><em>Foto in copertina: Andrey Luzik/mil.ru/WikiCommons.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/navi-spia-e-sabotaggi-quali-sono-i-bersagli-della-guerra-sottomarina.html">Navi spia, sabotaggi e fibre ottiche: quali sono i bersagli di una guerra sottomarina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Mano ucraina, mente polacca: quei sospetti sull&#8217;attentato al gasdotto Nord Stream</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/mano-ucraina-mente-polacca-quei-sospetti-sullattentato-al-gasdotto-nord-stream.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Stream 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pista ucraino-polacca è quella che in Germania governo, apparati di sicurezza, intelligence e investigatori stanno indagando su Nord Stream</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/mano-ucraina-mente-polacca-quei-sospetti-sullattentato-al-gasdotto-nord-stream.html">Mano ucraina, mente polacca: quei sospetti sull&#8217;attentato al gasdotto Nord Stream</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>pista ucraino-polacca</strong> è quella che in Germania governo, apparati di sicurezza, intelligence e investigatori stanno ritenendo come più plausibile per comprendere le origini dell&#8217;<strong>attentato a Nord Stream</strong> che ha messo fuori uso il gasdotto del Mar Baltico. A lungo simbolo del rapporto russo-tedesco, il gasdotto è stato sabotato con un attacco dinamitardo il 27 settembre scorso su cui a lungo si è dibattuto circa le reali responsabilità.</p>



<p>Tra accuse giunte dal campo atlantico verso Mosca e indagini giornalistiche come quelle del celebre reporter <strong>Seymour Hersh</strong>, che ha accusato gli Stati Uniti di insabbiamento del caso, la Germania è stata a lungo silente e ha tirato dritto. Berlino è stata colpita su più fronti ma non spezzata dalla tempesta a Est scatenata dalla guerra in Ucraina. Tra il conflitto sul campo, la battaglia energetica aperta dalla fine della predominanza del gas russo in Europa e la surrettizia guerra economica lanciata contro Berlino dagli Stati Uniti a colpi di sussidi a chip e industria per la transizione green la Germania è stata <strong>messa sotto assedio</strong>. La sua politica ne è uscita frastagliata, l&#8217;economia è andata in recessione ma non è affondata, il cancelliere Olaf Scholz è stato messo sotto accusa per la presunta debolezza politica.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/tsunami-guerra-ucraina-germania-olaf-scholz.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lo &#8220;tsunami&#8221; della guerra d&#8217;Ucraina non sommerge la Germania</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia-e-finanza/allarme-berlino-ora-germania-scivola-recessione-2157280.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La recessione tedesca</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/economia/un-incubo-chiamato-guerra-economica-divergenze-usa-europa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La minaccia di una guerra economica Usa-Ue</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Ora, però, su molti fronti il peggio sembra alle spalle e si può fare chiarezza anche su Nord Stream. Due i fronti su cui Berlino indaga: la mano, da un lato. La mente, dall&#8217;altro. In quest&#8217;ottica il tandem di una &#8220;mano&#8221; ucraina mossa da una <strong>mente polacca</strong> appare oggi quello maggiormente scrutinato in attesa di trovare una &#8220;pistola fumante&#8221;. Se l&#8217;ipotesi fosse confermata si tratterebbe dunque di un vero e proprio atto di guerra ibrida da parte di un Paese alleato della Germania, essendo Varsavia membro della Nato, con ricadute geopolitiche ed energetiche non secondarie.</p>



<p>&#8220;I metadati di un’e-mail inviata al momento del noleggio della barca a vela “Andromeda”, presumibilmente utilizzata per trasportare gli esplosivi, porterebbero all’Ucraina&#8221;, nota <em>StartMag</em> che cita dati della Procura federale e parla di un&#8217;inchiesta di <em>Der Spiegel</em> destinata a portare a <strong>Francoforte sull&#8217;Oder</strong>, cittadina del Brandeburgo dove il 25 maggio una cittadina ucraina sarebbe stata perquisita in casa in quanto in passato compagna di un sospetto, non identificato dai media, per la responsabilità nell&#8217;attacco, mentre &#8220;ulteriori indizi che puntano in direzione dell’Ucraina sarebbero i proprietari ucraini di una società polacca che sarebbe stata coinvolta nel noleggio della nave&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1.png" alt="" class="wp-image-398540" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-600x137.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-300x69.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-768x175.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>Mano ucraina non vuol dire mano del governo ucraino. E <strong>Volodymyr Zelensky</strong> e il suo entourage, spesso entusiasticamente protesi a commentare ogni attacco alla Russia portato fuori dal territorio di Kiev, si sono ben guardati dal promuovere una campagna di comunicazione funzionale a rivendicarlo. Possibile esistano settori degli apparati ucraini di difesa e sicurezza più profondamente anti-russi e anti-tedeschi saldati alla strategia di Varsavia di <strong>aprire un solco</strong> tra Germania e Russia. E del resto, l&#8217;attacco al Nord Stream ha giocato agli interessi polacchi su più fronti.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/polonia-sottomarini-baltico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Polonia vuole i sottomarini: la svolta della nuova potenza del Baltico </a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/regno-unito-e-polonia-una-nuova-relazione-speciale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Regno Unito e Polonia: una nuova &#8220;relazione speciale&#8221;?</a></strong></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/difesa/riarmo-polonia-politica-militare-varsavia.html"><strong>Il riarmo della Polonia: come cambia la politica militare di Varsavia </strong></a></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>In primo luogo, nelle stesse settimane in cui si indagava a caldo su Nord Stream entrava in funzione <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/energia/che-cose-il-baltic-pipe-il-gasdotto-alternativo-a-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Baltic Pipe</a></strong>, il &#8220;tubo&#8221; Norvegia-Danimarca-Polonia che è stato inaugurato alla presenza del presidente polacco <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-andrzej-duda.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Andrzej Duda</a></strong>, ultra-conservatore e falco antirusso, la cui ratio è quella di un&#8217;infrastruttura energetica anti-russa e antitedesca. Ma non finisce qui.</p>



<p>In secondo luogo, l&#8217;area in cui il Nord Stream è stato sabotato è quella di <a href="https://it.insideover.com/difesa/bornholm-il-pivot-baltico-della-nato-al-centro-del-caso-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Bornholm</strong>,</a> nuovo pivot della catena baltica di contenimento della proiezione russa che è sotto la sovranità della Danimarca e nell&#8217;area di interesse della Svezia, Stato che in nome della russofobia ha accelerato il percorso d&#8217;avvicinamento alla Nato. </p>



<p>L&#8217;attacco al Nord Stream potrebbe essere giustificato non solo dalla volontà di colpire irrimediabilmente l&#8217;asse russo-tedesco ma anche dalla ricerca di un <em>false flag</em> per accelerare l&#8217;ingresso di Stoccolma nella Nato e, dunque, il contenimento antirusso a Est. Strategia totalmente avallata dalla Polonia e che non manca di ricevere assensi da parte di Copenaghen, la cui premier Mette Frederiksen è oggi tra le papabili candidate alla segreteria Nato dopo la fine del mandato di Jens Stoltenberg.</p>



<p>Infine, l&#8217;attacco al Nord Stream ha contribuito a aumentare i sospetti tra <strong>Germania e Russia</strong> da un lato e tra Berlino e gli Stati Uniti dall&#8217;altra. Potenziando dunque la strategia di divisione del campo europeo in cui la Polonia prospera sventolando da un lato alla Nato la minaccia di Mosca e ponendosi come &#8220;anti-Germania&#8221; davanti agli Stati Uniti col sostegno del suo alleato di ferro e protettore, il Regno Unito. Una mossa funzionale ad aumentare il peso di Varsavia nella Nato e l&#8217;appoggio da parte dell&#8217;alleanza della sua <strong>strategia militare.</strong></p>



<p>Il coinvolgimento degli Stati Uniti, che sicuramente hanno avuto dei grattacapi e degli imbarazzi dalla strategia, non è ritenuto come necessario da molti studiosi. &#8220;Non c&#8217;è bisogno di avere grandi navi che vanno nella zona per mettere giù eventuali incursori, e avere un sacco di attrezzatura per riportarli su&#8221;, ha <a href="https://theintercept.com/2023/05/17/intercepted-nord-stream-explosion-james-bamford/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarato a <em>The Intercept</em> lo </a>studioso di forze speciali <strong>James Bamford.</strong> L&#8217;attacco si potrebbe anche compiere &#8220;usando droni sottomarini che sono armati, o che possono posare un&#8217;arma lungo il gasdotto, e potrebbero essere impostati per esplodere in un dato momento&#8221;.<a href="https://polska-zbrojna.pl/Mobile/ArticleShow/36427"> </a></p>



<p><a href="https://polska-zbrojna.pl/Mobile/ArticleShow/36427">Sia i polacchi</a> che <a href="http://www.hisutton.com/New-Ukraine-Underwater-Maritime-Drone.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gli ucraini </a>hanno a disposizione <strong>droni sottomarini</strong> di questo tipo. E dunque a un costo relativamente basso si potrebbe pensare a un attacco condotto in questa maniera. La pista che gli inquirenti tedeschi, del resto, stanno battendo. E che potrebbe sposarsi con i sospetti politici che vedono nel nuovo &#8220;gendarme&#8221; dell&#8217;Est Europa il mandante e in ucraini desiderosi di tagliare un&#8217;arteria vitale per il gas russo la mano. Anche questo, nel tutti contro tutti apertosi il 24 febbraio 2022, è un tracciato che vale la pena esplorare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/mano-ucraina-mente-polacca-quei-sospetti-sullattentato-al-gasdotto-nord-stream.html">Mano ucraina, mente polacca: quei sospetti sull&#8217;attentato al gasdotto Nord Stream</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa c&#8217;è da sapere sul sabotaggio di Nord Stream</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-ce-da-sapere-sul-sabotaggio-di-nord-stream.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 17:13:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[gas russo]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Gazprom]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Stream 2]]></category>
		<category><![CDATA[sabotaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella notte del 26 settembre 2022 tre forti esplosioni sono state registrate a largo dell&#8217;isola di Bornholm, zona economica esclusiva di Svezia e Danimarca, dove passano i giganteschi tubi del gasdotto Nord Stream e del suo raddoppio, il Nord Stream 2. Dei due, soltanto il primo era operativo dal 2011, mentre il secondo, i cui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-ce-da-sapere-sul-sabotaggio-di-nord-stream.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-ce-da-sapere-sul-sabotaggio-di-nord-stream.html">Cosa c&#8217;è da sapere sul sabotaggio di Nord Stream</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella notte del 26 settembre 2022 tre forti esplosioni sono state registrate a largo dell&#8217;isola di Bornholm, zona economica esclusiva di Svezia e Danimarca, dove passano i giganteschi tubi del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/importanza-gasdotti-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gasdotto</a> <strong>Nord Stream</strong> e del suo raddoppio, il Nord Stream 2. Dei due, soltanto il primo era operativo dal 2011, mentre il secondo, i cui lavori sono stati terminati nel 2021, non era mai entrato in funzione. All&#8217;interno delle condutture passavano ancora svariati metri cubi di gas naturale per mantenere stabile la pressione, dopo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-germania-non-sara-piu-lhub-europeo-del-gas.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la decisione presa un mese prima dalla Russia</a> di <strong>fermare il flusso di gas verso la Germania</strong>. </p>



<p>La deflagrazione è stata talmente violenta da squarciare i tubi e generare una maxi <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/ecco-quali-sono-i-rischi-nube-metano-arrivo-italia-2071488.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nube di metano che si è estesa dalla Scandinavia all&#8217;Italia</a>, salvo poi diluirsi, oltre a un km di bolle marine che per giorni hanno impedito l&#8217;ispezione del sito della falla. I sismografi svedesi hanno inoltre misurato una scossa di terremoto di magnitudo 1.9 della scala Richter intorno alle ore 02:03 e un&#8217;altra di magnitudo 2.3 alle 19:04.</p>



<p>Da settembre scorso, questa vicenda dai contorni opachi e intorno alla quale aleggia la voce di una presunta operazione segreta ordinata da Usa, Russia o Ucraina, è stata avvolta da un <strong>alone di mistero</strong>. Le indagini ufficiali non hanno avuto risvolti significativi e sulla stampa internazionale sono state avanzate numerose congetture sulle origini delle falle. Un incidente, un attentato o un <strong>sabotaggio</strong>: sono queste le tre piste più citate, ma dopo cinque mesi quella più accreditata è diventata la terza, ovvero un atto umano volontario condotto di nascosto, <a href="https://www.forbes.com/sites/siladityaray/2022/10/06/pipeline-sabotage-suspicions-strengthen-swedish-probe-finds-detonations-caused-nord-stream-leak/?sh=4c7d756430d9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come confermato dagli investigatori tedeschi e svedesi</a>. Una domanda però resta, forse non per molto, senza risposta: chi ha detonato davvero gli esplosivi quel lunedì notte nelle profondità del mar Baltico?</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/ancora-nessuna-prova-sulla-russia-inchiesta-sullattacco-al-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Ancora nessuna prova sulla Russia”. Inchiesta sull’attacco al Nord Stream</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/energia/chi-guadagna-di-piu-dal-sabotaggio-di-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chi guadagna di più dal sabotaggio di Nord Stream?</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/possibile-sabotaggio-con-un-drone-lesperto-tedesco-sul-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Possibile sabotaggio con un drone”. L’esperto tedesco sul Nord Stream</a></strong></li>
</ul>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-ce-da-sapere-sul-sabotaggio-di-nord-stream.html">Cosa c&#8217;è da sapere sul sabotaggio di Nord Stream</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>I gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/importanza-gasdotti-nord-stream.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2023 15:24:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Stream 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1364" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-1536x1091.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-2048x1455.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il gasdotto Nord Stream è stato per molto tempo al centro dello scontro fra Occidente e Russia, con la Germania che si è trasformata nel corso degli anni in un vero e proprio hub energetico del gas russo in Europa. Questo condotto, infatti, ha rappresentato per gli anni di servizio la saldatura geopolitica tra Germania &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/importanza-gasdotti-nord-stream.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1364" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-1536x1091.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220927154141247_042d1db70a06ac865907b0c0f9428e54-2048x1455.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il gasdotto <strong>Nord Stream</strong> è stato per molto tempo al centro dello scontro fra Occidente e <strong>Russia</strong>, con la <strong>Germania</strong> che si è trasformata nel corso degli anni in un vero e proprio hub energetico del gas russo in Europa. Questo condotto, infatti, ha rappresentato per gli anni di servizio la saldatura geopolitica tra Germania e Russia, con il gas che, passando attraverso il Baltico, trasportava miliardi di metri cubo l&#8217;anno di gas nel cuore del Vecchio Continente escludendo il transito attraverso Paesi Baltici, Ucraina e Bielorussia. Non deve sorprendere dunque che il Nord Stream, insieme al suo raddoppio Nord Stream 2, abbia allarmato da sempre sia i Paesi dell&#8217;Europa orientale dentro la Nato sia gli Stati Uniti, preoccupati da quell&#8217;immenso flusso di gas russo diretto in Germania che non ha solo rafforzato il peso del Cremlino in Europa, ma anche arricchito Mosca attraverso i proventi del gas da quello che è stato il suo principale alleato in seno all&#8217;Unione europea e all&#8217;Alleanza Atlantica, ovvero Berlino. La guerra in Ucraina ha poi travolto ogni cosa.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Ancora nessuna prova sulla Russia&#8221;. Inchiesta sull&#8217;attacco al Nord Stream</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ancora-nessuna-prova-sulla-russia-inchiesta-sullattacco-al-nord-stream.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2022 07:45:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Baltico]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Stream 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le esplosioni al gasdotto Nord Stream hanno solo fatto tremare il Baltico, ma anche scosso i già fragili equilibri strategici dell&#8217;Europa nel mezzo della guerra in Ucraina. Le falle create sul gasdotto che collegava la Russia alla Germania &#8211; e il cui raddoppio rappresentava la saldatura di questo asse energetico pesantemente criticato da Washington &#8211; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ancora-nessuna-prova-sulla-russia-inchiesta-sullattacco-al-nord-stream.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYOI6EeH4GW_GqUYl4o3_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le esplosioni al <strong>gasdotto Nord Stream</strong> hanno solo fatto tremare il Baltico, ma anche scosso i già fragili equilibri strategici dell&#8217;Europa nel mezzo della guerra in Ucraina. Le falle create sul gasdotto che collegava la Russia alla Germania &#8211; e il cui raddoppio rappresentava la saldatura di questo asse energetico pesantemente criticato da Washington &#8211; hanno rappresentato un vero e proprio momento di rottura, simbolico oltre che strategico. Un punto di non ritorno sia per il sistema infrastrutturale ed energetico europeo, sia per i rapporti politici tra Mosca, Berlino e la Nato.</p>



<p>Sin dai primi momenti, le accuse mosse dai Paesi della regione, dalla Germania e dall&#8217;intera Alleanza Atlantica si sono rivolte verso la Russia. Secondo molti analisti, ma soprattutto dai politici dei vari Paesi, si era di fronte a un chiaro atto di sabotaggio da parte delle<strong> forze speciali della Marina russa </strong>con l&#8217;intento di dimostrare cosa avrebbe significato sostenere Kiev. Del resto, Mosca è una delle poche potenze regionali ad avere tutte le capacità tecnologiche e militari per compiere un attacco di quella portata, che ha creato falle particolarmente gravi su tutto il tracciato in acque danesi. Inoltre, e questa è l&#8217;analisi strategica, in questa fase il Cremlino aveva tutto l&#8217;interesse a colpire quel gasdotto in quanto non più utilizzato ma simbolicamente in grado di mandare un messaggio molto chiaro nei confronti della Germania e dell&#8217;Europa. In sostanza, <strong>Vladimir Putin </strong>avrebbe fatto comprendere al blocco occidentale che il suo gas poteva interrompersi da un momento all&#8217;altro e in modo definitivo.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/lombra-del-sabotaggio-sul-guasto-di-nord-stream.html">Alcuni osservatori avevano però posto in dubbio</a> non tanto la possibile responsabilità russa, ma la facilità di attribuire questo attacco a <strong>Mosca </strong>senza prove precise su movimenti sospetti di unità nemiche alla Nato utili a questo scopo (<a href="https://www.repubblica.it/esteri/2022/09/30/news/attacco_nord_stream_sabotaggio_gasdotto-367902775/">cosa che invece la stessa Alleanza ritiene plausibile</a>). Inoltre, <a href="https://it.insideover.com/difesa/possibile-sabotaggio-con-un-drone-lesperto-tedesco-sul-nord-stream.html">non è solo la Russia a possedere le qualità</a> per andare in profondità e minare quei tracciati e qualcuno ha ricordato che Mosca non aveva motivo di distruggere un&#8217;infrastruttura così importante che era l&#8217;unico collegamento fisico del proprio gas con il cuore dell&#8217;Europa e il suo maggiore cliente, soprattutto in chiave futura. Soprattutto perché in quel momento non generava alcun tipo di introito.</p>



<p>Questi dubbi sono stati riproposti curiosamente dalla stampa d&#8217;Oltreoceano, e in particolare dal <em>Washington Post</em>. Il quotidiano Usa, <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2022/12/21/russia-nord-stream-explosions/">in un recente articolo</a>, ha infatti segnalato che diverse fonti europei a conoscenza del dossier o comunque che si occupano di studiare il caso dell&#8217;attacco al Nord Stream iniziano a essere scettici sulla presunzione di colpevolezza russa. Un funzionario sentito dal <em>Wp </em>ha detto esplicitamente che a questo punto &#8220;<strong>non ci sono prove </strong>che la Russia fosse dietro il sabotaggio&#8221;, e 23 diplomatici e uomini dell&#8217;intelligence di nove Paesi condividono questo ragionamento pur non negando che Mosca possa essere davvero responsabile. Di base, in questo momento risulta impossibile qualsiasi tipo di attribuzione di responsabilità e quindi &#8211; questo è il filo rosso che lega le varie fonti &#8211; se la Russia è la maggiore indiziata, dall&#8217;altro lato non è corretto spingersi troppo in avanti con le accuse.</p>



<p>Interessante, a questo proposito, anche la precisazione che fa il <em>Washington Post</em> sull&#8217;intelligence statunitense, dal momento che il quotidiano ha certamente contatti molto inseriti nell&#8217;ambito dei servizi Usa. I giornalisti del quotidiano puntano proprio sul lavoro delle agenzie di spionaggio americane per considerare ipotesi alternative rispetto alla pista moscovita. &#8220;Gli <strong>Stati Uniti</strong> intercettano regolarmente le comunicazioni dei funzionari russi e delle forze militari, uno sforzo di intelligence clandestino che ha contribuito a prevedere con precisione l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte di Mosca a febbraio&#8221; scrivono, &#8220;ma finora, gli analisti non hanno sentito o letto dichiarazioni da parte russa che si attribuiscano il merito o suggeriscano che cercano di nascondere il loro coinvolgimento&#8221;.</p>



<p>In sostanza, per i funzionari intervistati dal giornale statunitense il problema in questo momento non è più quello di capire perché e come la Russia abbia colpito il gasdotto, ma un passo indietro: bisogna ancora capire chi l&#8217;ha fatto. Con una serie di punti interrogativi che inquietano diversi apparati di sicurezza, che da un lato cercano di <strong>proteggere le infrastrutture strategiche</strong> che passano sui fondali marini, dall&#8217;altro si domandano da quali attori difendersi. Del resto, dato il particolare momento storico, non è nemmeno da escludere una pista parastatale o legata in qualche modo ad attori statali. Basta pensare al ruolo della <strong>Wagner </strong>in Ucraina per capire che oggi esistono realtà molto sviluppate sotto il profilo bellico, anche superiore a quello dello stesso esercito russo. E anche guardando altrove, cioè al di fuori dei confini russi, i timori sulla ricerca di un autore insospettabile o mai sospettato o completamente nuovo non è altrettanto inquietante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ancora-nessuna-prova-sulla-russia-inchiesta-sullattacco-al-nord-stream.html">&#8220;Ancora nessuna prova sulla Russia&#8221;. Inchiesta sull&#8217;attacco al Nord Stream</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Perché sul gas l&#8217;Italia rischia di fare i conti con lo scenario peggiore</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/perche-sul-gas-litalia-rischia-di-fare-i-conti-con-lo-scenario-peggiore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2022 05:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Stream 2]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=370113</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220925081829197_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_693932.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220925081829197_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_693932.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220925081829197_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_693932-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220925081829197_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_693932-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220925081829197_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_693932-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220925081829197_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_693932-1536x1091.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ombra della penuria di gas si allunga sull&#8217;Europa intera, Italia compresa. Le ultime vicende lasciano presagire un futuro incerto e carico di ulteriori tensioni. Non bastasse il misterioso sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, con le accuse reciproche rimbalzate tra Stati Uniti/Unione europea e Russia, e le inevitabili conseguenze a cascata su tutto il mercato energetico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-sul-gas-litalia-rischia-di-fare-i-conti-con-lo-scenario-peggiore.html">[...]</a></p>
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<p>L&#8217;ombra della penuria di <strong>gas </strong>si allunga sull&#8217;Europa intera, Italia compresa. Le ultime vicende lasciano presagire un futuro incerto e carico di ulteriori tensioni. Non bastasse il misterioso sabotaggio dei gasdotti <strong>Nord Stream</strong>, con le accuse reciproche rimbalzate tra Stati Uniti/Unione europea e Russia, e le inevitabili conseguenze a cascata su tutto il <strong>mercato energetico europeo</strong>, ecco che tornano ad affiorare le mai risolte spaccature tra i membri Ue. </p>



<p>È lontano, infatti, l&#8217;accordo sul <strong>price cap</strong>, ovvero sul tetto da imporre al prezzo del gas. Da una parte troviamo la Germania, contraria a questa soluzione, dall&#8217;altra 15 Paesi, tra cui l&#8217;Italia, che l&#8217;hanno invece caldeggiata e sostenuta in una lettera inviata a Bruxelles. Ma non è finita qui, perché nel documento informale presentato dalla Commissione europea è ben evidente una seconda divergenza: quella tra i sostenitori del price cap al prezzo del gas, inteso come all&#8217;intero import della preziosa risorsa, e i fautori di una misura meno radicale, che vorrebbero invece applicare il price cap solo al gas di provenienza russa. </p>



<p>In uno scenario del genere, la stessa Commissione ha messo sul tavolo due proposte. La prima: lanciare un nuovo indicatore del mercato del gas da affiancare al Tdt di Amsterdam, e dedicato al <strong>Gnl </strong>&#8211; ovvero al gas naturale liquefatto – per slegare quest&#8217;ultima fornitura dai rincari del gas dovuti ad eventuali manipolazioni di Gazprom. La seconda: imporre un tetto al prezzo del gas usato per generare <strong>elettricità</strong>. </p>



<p>Questo ipotetico sistema comporterebbe un prezzo amministrativo ottenuto attraverso un intervento pubblico che andrebbe a pesare sui bilanci dei singoli stati membri. Più nello specifico, il sistema elettrico nazionale di ciascun Paese si farebbe carico di pagare la differenza tra il prezzo di mercato del gas e quello figlio del price cap. Il punto è che, lasciando ai singoli governi la possibilità di calmierare i prezzi, si creerebbe una <strong>spaccatura </strong>tra quei Paesi che possono effettivamente intervenire in maniera massiccia, perché dotati di un ingente spazio fiscale, e quelli che, al contrario, hanno le mani legate.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/energia/cosa-sappiamo-del-sabotaggio-contro-il-nord-stream.html">Cosa sappiamo del sabotaggio contro il Nord Stream</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-misteri-che-aleggiano-sul-nord-stream.html">Tutti i misteri che aleggiano sul Nord Stream</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/energia/dopo-il-caso-nord-stream-in-europa-si-rischia-la-tempesta-perfetta.html">Dopo il caso Nord Streami in Europa si rischia la tempesta perfetta</a></strong></li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Il gas divide l&#8217;Europa</h2>



<p>La <strong>Germania</strong>, intanto, ha attivato uno &#8220;scudo&#8221; di un valore compreso tra i 150 e i 200 miliardi di euro per calmierare i prezzi del caro energia. Berlino attingerà a piene mani dal Fondo di stabilizzazione economica, un fondo al di fuori del normale bilancio federale. &#8220;Il prezzo del gas deve andare giù&#8221;, è l&#8217;imperativo categorico del cancelliere tedesco <strong>Olaf Scholz</strong>. </p>



<p>C&#8217;è la Germania, dunque, e poi ci sono gli altri Paesi, alle prese con strane scomparse di gas e rebus all&#8217;apparenza irrisolvibili. Prendiamo l&#8217;<strong>Italia</strong>. &#8220;Gazprom ha comunicato di non poter confermare la consegna dei volumi di gas richiesti per oggi (sabato 1 ottobre ndr) a causa della dichiarata impossibilità di trasportare il gas attraverso l&#8217;Austria. Oggi, pertanto, i flussi di gas russo destinati a Eni attraverso il punto di ingresso di Tarvisio saranno nulli&#8221;, informava l&#8217;Eni sul proprio sito. </p>



<p>Poco dopo è arrivato un chiarimento da parte di un portavoce della stessa Eni: &#8220;A partire da oggi Gazprom non sta più consegnando il gas ad Eni poiché, stando alle sue comunicazioni, non sarebbe in grado di ottemperare agli obblighi necessari per ottenere il servizio di dispacciamento di gas in <strong>Austria</strong> dove dovrebbe consegnarlo&#8221;. La frase chiave è però la seguente: &#8220;Ci risulta però che l&#8217;Austria stia continuando a ricevere gas al punto di consegna al confine Slovacchia/Austria&#8221;. </p>



<p>Dal canto suo <strong>Gazprom </strong>ha affermato che &#8220;il motivo di questa interruzione sono le modifiche normative in Austria&#8221; e che la società russa &#8220;sta lavorando per risolvere il problema insieme all&#8217;Italia&#8221;. &#8220;Il trasporto di gas russo attraverso l&#8217;Austria – ha aggiunto il colosso russo &#8211; è stato sospeso a causa del rifiuto dell&#8217;operatore austriaco di confermare le nomine di trasporto&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;inverno si avvicina</h2>



<p>A poche settimane da un possibile abbassamento delle temperature in quasi tutta l&#8217;Europa, insomma, il quadro non è affatto positivo. Come sottolineato da <em>Ispi</em>, i flussi di gas provenienti dalla <strong>Russia </strong>sono ormai crollati oltre ogni minimo mai registrato. In picchiata, ma in negativo, anche i flussi europei &#8211; <strong>Norvegia </strong>in primis – che, complice il danno subito dai gasdotti Nord Stream, &#8220;servono&#8221; ai tedeschi. </p>



<p>Nonostante il poco stabile e lento aumento di <strong>gas algerino</strong>, la graduale ripresa dei flussi di Gnl e il <strong>TAP </strong>ai massimi consentiti dal gasdotto, come sottolineato dall&#8217;analista <em>Ispi </em>Matteo Villa, tutto questo potrebbe non bastare per frenare l&#8217;avvicinamento dell&#8217;Italia verso il <em><strong>worst case scenario</strong></em>. </p>



<p>Nel mese di settembre Roma ha importato 64 Gmc/a di gas, il 7% in meno delle importazioni che sarebbero servite per &#8220;andare in pari&#8221; con il 2021. Alla fine di ottobre la forbice potrebbe aumentare ancora. In generale, nel caso in cui l&#8217;Italia dovesse perdere i flussi di gas provenienti dalla Norvegia, e senza più il salvagente russo, allora Roma rischierebbe di arrivare a fine inverno con gli <strong>stoccaggi vuoti</strong>. E, probabilmente, sarebbe chiamata ad impiegare parte delle sue <strong>riserve strategiche</strong>. </p>



<p>Non solo: il fine inverno potrà essere raggiunto a fronte di una stagione fredda con temperature che rientrino nella media dell&#8217;ultimo decennio o superiori. In uno scenario ancora peggiore, a fronte di un inverno freddissimo e sempre ipotizzando un calo dei flussi europei, allora gli stoccaggi italiani potrebbero non bastare. </p>



<p>Il risultato coinciderebbe con una salita verso l&#8217;alto dei prezzi. In tal caso, la soluzione potrebbe essere quella di limitare i consumi così da ammortizzare il colpo. In che modo? Attuando un <strong>piano di razionamenti</strong> per salvaguardare industrie e famiglie. Al netto di qualsiasi scenario e ipotesi, è tuttavia fondamentale che l&#8217;Italia inizi a pianificare l&#8217;imminente futuro. L&#8217;inverno è alle porte.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-sul-gas-litalia-rischia-di-fare-i-conti-con-lo-scenario-peggiore.html">Perché sul gas l&#8217;Italia rischia di fare i conti con lo scenario peggiore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Possibile sabotaggio con un drone&#8221;. L&#8217;esperto tedesco sul Nord Stream</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/possibile-sabotaggio-con-un-drone-lesperto-tedesco-sul-nord-stream.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 12:22:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Baltico]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Stream 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le falle del gasdotto Nord Stream incendiano le già bollenti acque del Mar Baltico, con il rimpallo di accuse tra Occidente e Mosca. Le indagini proseguono, ma quello che ormai sembra certo è che non si possa parlare di incidenti: l’ipotesi più accreditata è quella del sabotaggio. Un attacco che, come ci spiega Göran Swistek, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/possibile-sabotaggio-con-un-drone-lesperto-tedesco-sul-nord-stream.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/possibile-sabotaggio-con-un-drone-lesperto-tedesco-sul-nord-stream.html">&#8220;Possibile sabotaggio con un drone&#8221;. L&#8217;esperto tedesco sul Nord Stream</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929142940770_b007c66501ad2795b95386fbb3666f62-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le falle del gasdotto Nord Stream incendiano le già bollenti acque del Mar Baltico, con il rimpallo di accuse tra Occidente e Mosca. <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-misteri-che-aleggiano-sul-nord-stream.html">Le indagini proseguono</a>, ma quello che ormai sembra certo è che non si possa parlare di incidenti: l’ipotesi più accreditata è quella del sabotaggio. Un attacco che, come ci spiega <strong>Göran Swistek</strong>, già comandante della Marina tedesca ed esperto di sicurezza marittima del <em><a href="https://www.swp-berlin.org/en/researcher/goeran-swistek">German Institute for International and Security Affairs</a></em>, può essere stato non solo complesso ma anche altamente tecnologico.</p>



<p><strong>L&#8217;indagine sulle perdite nel Nord Stream si basa sull&#8217;ipotesi di sabotaggio</strong></p>



<p>&#8220;L&#8217;ipotesi di un <a href="https://it.insideover.com/energia/cosa-sappiamo-del-sabotaggio-contro-il-nord-stream.html">atto di sabotaggio</a> appare plausibile da diverse prospettive. Innanzitutto, nel luogo in cui sono accaduti gli incidenti, il gasdotto è a una profondità di circa 70 metri. La conduttura è stata progettata per resistere a diversi tipi di sottosuolo (rocce, pietre, sabbia, fango, ecc.) così come agli impatti causati da fenomeni naturali (come il maltempo) e in una certa misura anche per altri tipi di interferenze (essere colpiti da un&#8217;ancora di una nave, ecc.). I tubi sono realizzati con acciaio spesso, un rivestimento di cemento con diversi altri strati, entrambi i tubi, sia del Nord Stream 1 che del 2, sono sostanzialmente nuovi, al punto che si possono sicuramente escludere guasti dovuti all&#8217;età del materiale… Soprattutto dopo che si verificano tre incidenti in un brevissimo periodo di tempo&#8221;</p>



<p><strong>Com’è possibile effettuare questo tipo di sabotaggi?</strong></p>



<p>&#8220;Per danneggiare il tubo, chiunque ha avuto bisogno di una buona quantità di forza. Poiché i sismografi vicini hanno rilevato delle vibrazioni, è molto probabile che sia avvenuta un&#8217;esplosione. Dando ora uno sguardo alle dimensioni dei danni e alla quantità di gas che sale in superficie, possiamo anche supporre che la distruzione sia di ampia portata. Questo porta alla conclusione che potrebbe essere stata utilizzata una discreta quantità di esplosivi per questo sabotaggio in tutte e tre le falle. Va da sé che questa quantità di esplosivi non è disponibile sul libero mercato…&#8221;</p>



<p><strong>Secondo lei, dottor Swistek,</strong> <strong>Quali mezzi potrebbero essere stati impiegati?</strong></p>



<p>&#8220;Per utilizzare questa quantità di cariche esplosive contro le condutture, qualcuno deve posizionare la carica a più di 70 metri di profondità. Per un normale subacqueo è quasi impossibile, soprattutto tenendo conto di trasportare le cariche esplosive e montarle sul tubo. È possibile che a farlo sia un sottomarino con capacità di dispiegare cariche esplosive o di condurre lavori in profondità. Però non molti Paesi hanno questo tipo di capacità e un sottomarino non passerebbe di certo inosservato&#8221;</p>



<p><strong>Per esempio?</strong></p>



<p>&#8220;I Paesi della regione non hanno molti sottomarini. Li possiedono Germania e Svezia. Per quanto ne so, l&#8217;unico sottomarino rimasto in Polonia non è operativo. Infine, la Russia non ha ufficialmente sottomarini nel Baltico, a parte uno formalmente utilizzato per scopi di ricerca. Inoltre, Mosca schiera spesso sottomarini dall&#8217;esterno della regione (cioè dalle basi della Flotta settentrionale) e li impiega nel Baltico. Questi movimenti sono generalmente ben noti&#8221;</p>



<p><strong>Swistek ci spiega poi alcune caratteristiche di questo mare</strong></p>



<p>&#8220;L&#8217;unica area in cui i sottomarini possono operare nel Mar Baltico inizia intorno all&#8217;area in cui si sono verificati gli incidenti dei gasdotti e si estende a nord fino all&#8217;Estonia. Qui abbiamo profondità d&#8217;acqua fino a 200 o 300 metri. Il restante Baltico ha spesso una profondità di circa 20-40 metri. I sottomarini non possono nascondersi lì. Ciò significa anche che i sottomarini sono rintracciabili prima e dopo l&#8217;ingresso nell&#8217;area da Bornholm fino all&#8217;Estonia. Quindi avremmo delle indicazioni su recenti movimenti di unità in quest&#8217;area. Per questo motivo, considero abbastanza ridotta la possibilità che sia stato utilizzato un sottomarino tradizionale.</p>



<p>Questo ci porta a ragionare su altri mezzi, come i mezzi subacquei senza pilota (UUV) o i droni. Potrebbero essere utilizzati anche per trasportare e montare cariche esplosive. Sono molto più piccoli dei sottomarini, ma richiederebbero una nave che li porti nell&#8217;area e li recuperi in seguito. Nemmeno molti Paesi hanno quel tipo di tecnologia, soprattutto per usarla in un&#8217;operazione con esplosivi. Senza puntare il dito, abbiamo osservato che la Russia ha lavorato molto negli ultimi anni per sfruttare il dominio sottomarino, che comprendeva anche lo sviluppo di diversi droni e UUV in grado di svolgere lavori sott&#8217;acqua e trasportare ordigni esplosivi&#8221;</p>



<p><strong>L&#8217;indagine dovrà chiarire le responsabilità di tutto questo. Sorge però spontanea una domanda, comandante: come è stato possibile bucare le reti di intelligence del Baltico, con un&#8217;infrastruttura così importante in un&#8217;area ormai divisa tra Nato e Russia con tutti gli assetti navali dei Paesi vicini?</strong></p>



<p>&#8220;La maggior parte delle infrastrutture marittime critiche è di proprietà di società private. Di solito hanno sensori per indicare guasti o danni, che poi lo segnalano al proprietario. Il proprietario può in seguito schierare una squadra di riparazione o avviare ulteriori indagini. Nessuna delle infrastrutture nel Baltico, ma anche nel Mare del Nord, nel Nord Atlantico e nel cosiddetto <em>High North</em> è costantemente sorvegliata dai militari. Questa è un&#8217;enorme vulnerabilità, soprattutto per quanto riguarda altre infrastrutture marittime critiche come piattaforme off-shore, cavi sottomarini e parchi eolici.</p>



<p>Dal punto di vista militare, i movimenti di navi da guerra e sottomarini da parte dei paesi della Nato o della Russia sono generalmente facili da osservare, rilevare e tracciare dai servizi di intelligence e dalla Difesa. Devono sempre superare aree strette o poco profonde, possono essere tracciati tramite satelliti e stazioni radar. Per questo motivo, chiunque abbia eseguito quel tipo di sabotaggio è stato in grado di aggirare i mezzi esistenti di sorveglianza e ricognizione. Ciò si aggiunge alla mia valutazione, che molto probabilmente non è stata utilizzata una capacità militare tradizionale per condurre questo atto ma molto probabilmente una sorta di capacità ibrida o un mezzo “dual use” come UUV o droni, in combinazione con una nave-madre non militare&#8221;.</p>



<p><strong>Il Baltico sta diventando sempre più importante: l&#8217;occhio della Nato si sposta a nord-est. Come possono cambiare le strategie atlantiche e russe dopo questo episodio su Nord Stream?</strong></p>



<p>&#8220;Non lo considero un momento di cambiamento della strategia. Rivela ciò che analisti e pianificatori militari avevano già ipotizzato, la vulnerabilità dell&#8217;Occidente quando si tratta delle sue infrastrutture marittime critiche. Per questo motivo, il tema ha trovato spazio anche nel nuovo Concetto Strategico della Nato e per diverse aree geografiche in cui l&#8217;Alleanza vuole rafforzare le proprie capacità di deterrenza e difesa. C&#8217;è un collegamento tra il Mar Baltico, l&#8217;<em>High North</em> e la regione artica. Tutte aree in cui l&#8217;alleanza ha ridotto la sua impronta e le sue capacità nell&#8217;ultimo decennio, mentre la Russia (e in una certa misura anche la Cina) le sta aumentando.</p>



<p>Tutte le aree di cui sopra sono importanti per il commercio internazionale (l&#8217;Artico potrebbe diventare presto con la rotta del Mare del Nord), hanno risorse naturali, sono importanti per le economie nazionali (con gli aspetti della sicurezza energetica e delle energie rinnovabili) e sono significative per il loro ruolo militare. Questo vale sia per la Russia che per la Nato. Per questo motivo Mosca ha già iniziato alcuni anni fa a spostare la sua attenzione su queste regioni, soprattutto per scopi economici e militari. La Nato, almeno con l&#8217;ultima strategia politica, ha riconosciuto il ruolo vitale di queste aree per l&#8217;architettura di sicurezza occidentale e allinea di conseguenza la sua posizione e le sue strategie militari. Ma non accadrà dall&#8217;oggi al domani, poiché alcune funzionalità devono essere prima sviluppate e acquisite, il che di solito richiede del tempo&#8221;</p>



<p><strong>Come si proteggono le infrastrutture da questi attacchi? Nel Mediterraneo la questione appare cruciale come nel Nord Europa</strong>&#8230; <strong>C&#8217;è bisogno che l&#8217;Europa sviluppi un livello di attenzione maggiore nella protezione dei cavi sottomarini</strong>?</p>



<p>&#8220;Sì, come accennato in precedenza, queste infrastrutture di proprietà privata non hanno fatto parte di alcun tipo di protezione governativa (militare o di polizia). Ora ci rendiamo conto di quanto siamo vulnerabili. Ma la quantità di infrastrutture marittime critiche già esistenti da proteggere sarà un&#8217;enorme sfida con mezzi e risorse nazionali limitati. Pertanto, il modo migliore per tutelare almeno le infrastrutture ad alta priorità deve essere una combinazione tra le nazioni europee con i loro mezzi sotto l&#8217;ombrello dell&#8217;Ue o attraverso un altro tipo di coordinamento&#8221;</p>



<p><strong>Un&#8217;ultima domanda: la Germania sembra essere il Paese più direttamente colpito da questo incidente. Sicuramente colpito a livello energetico, ma a livello strategico come può cambiare la percezione del Baltico da parte di Berlino?</strong></p>



<p>&#8220;Dobbiamo differenziare l&#8217;effetto diretto sull&#8217;approvvigionamento energetico dall&#8217;effetto più cognitivo o psicologico di questo sabotaggio. Di recente non è stato fornito gas alla Germania attraverso questi gasdotti. Per questo motivo non ha alcun impatto sulle consegne di gas. Sul mercato mondiale, quell&#8217;incidente ha provocato uno choc psicologico sulla disponibilità del gas e causato un aumento dei prezzi… Ha anche un effetto psicologico sulla consapevolezza della vulnerabilità delle infrastrutture critiche, dei suoi effetti destabilizzanti e dei mezzi limitati disponibili per contrastare tali minacce ibride.</p>



<p>Il Baltico è un&#8217;area con diverse linee in conflitto, soprattutto dall&#8217;inizio dell&#8217;aggressione russa in Ucraina. Ulteriori attività ibride o destabilizzanti sono quindi molto probabili nel prossimo futuro. Non si può nemmeno escludere che nel Baltico possa verificarsi una qualche ricaduta della stessa guerra in Ucraina. Questo deve essere compreso dai Paesi rivieraschi, in particolare a Berlino. La Germania è il Paese più grande della regione e ha la responsabilità di mantenere la sicurezza insieme ai suoi partner e alleati nella regione. Ora, domani e in futuro…&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/possibile-sabotaggio-con-un-drone-lesperto-tedesco-sul-nord-stream.html">&#8220;Possibile sabotaggio con un drone&#8221;. L&#8217;esperto tedesco sul Nord Stream</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi guadagna di più dal sabotaggio di Nord Stream?</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/chi-guadagna-di-piu-dal-sabotaggio-di-nord-stream.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 09:39:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Gasdotto North Stream-2]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Stream 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I sospetti sulla Russia, la difesa di Mosca che rimanda ai mittenti ogni accusa, il tweet sibillino dell&#8217;ex ministro degli Esteri polacco e attuale europarlamentare, Radoslav Sikorski, che suggerisce un ipotetico coinvolgimento degli Stati Uniti negli incidenti al Nord Stream. E poi le vecchie parole di Joe Biden, ricondivise in massa sui social network, con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/chi-guadagna-di-piu-dal-sabotaggio-di-nord-stream.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I sospetti sulla <strong>Russia</strong>, la difesa di Mosca che rimanda ai mittenti ogni accusa, il tweet sibillino dell&#8217;ex ministro degli Esteri polacco e attuale europarlamentare, Radoslav Sikorski, che suggerisce un ipotetico coinvolgimento degli Stati Uniti negli incidenti al <strong>Nord Stream</strong>. E poi le vecchie parole di Joe Biden, ricondivise in massa sui social network, con le quali il presidente statunitense ammoniva il Cremlino di non invadere l&#8217;Ucraina, pena la scomparsa del gasdotto. </p>



<p>Da qualunque prospettiva si intenda analizzare la vicenda Nord Stream, è impossibile districarsi tra le numerosissime indiscrezioni e confutazioni, indizi e prove parziali, senza essere accompagnati dal beneficio di molteplici dubbi. In attesa di ulteriori elementi (se mai compariranno) può intanto essere utile cercare di capire quali sono gli attori che avrebbero potuto guadagnare<strong> </strong>dal danneggiamento di Nord Stream. </p>



<p>Sia chiaro: non significa che uno di questi soggetti sia necessariamente il mandante della vicenda o che abbia partecipato al presunto sabotaggio. Unendo i punti, è però possibile quanto meno inquadrare lo <strong>scenario generale</strong> entro cui si è svolto l&#8217;intero episodio. Per poi avvicinarsi quanto più possibile alla verità.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots"/>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/bornholm-il-pivot-baltico-della-nato-al-centro-del-caso-nord-stream.html">Bornholm, il pivot baltico della Nato al centro del caso Nord Stream</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/lombra-del-sabotaggio-sul-guasto-di-nord-stream.html">L&#8217;ombra del sabotaggio sul guasto Nord Stream</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/energia/dopo-il-caso-nord-stream-in-europa-si-rischia-la-tempesta-perfetta.html">Perché adesso l&#8217;Europa rischia una tempesta perfetta</a></strong></li></ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots"/>



<h2 class="wp-block-heading">Dubbi e sospetti</h2>



<p>Gli Stati Uniti si sono a lungo opposti alla dipendenza della Nato – Germania in primis – dal gas naturale russo. Washington ha sempre avuto un grande timore: che un&#8217;eventuale minaccia di un taglio da parte di Mosca potesse, un giorno, alterare le decisioni politiche dell&#8217;Europa. Quel giorno è arrivato all&#8217;indomani dello scoppio della <strong>guerra in Ucraina</strong>. </p>



<p>In generale, poi, mentre Nord Stream, sia l&#8217;1 che il 2, sono stati danneggiati nei pressi dell&#8217;isola danese di Bornholm, nel Mar Baltico, Norvegia e Polonia hanno recentemente annunciato l&#8217;apertura del nuovo gasdotto baltico <strong>Trans Baltic Pipeline</strong>, una rotta di 850 chilometri che collega la Polonia alla terraferma danese, e poi alla Norvegia, storicamente il secondo fornitore di gas dell&#8217;Ue dopo la Russia. </p>



<p>Altro aspetto da considerare: i gasdotti Nord Stream si trovano in una profondità marina compresa tra gli 80 e 110 metri. Per effettuare un&#8217;azione di <strong>sabotaggio </strong>come quella accaduta si sono resi necessari veicoli sommergibili per poter piazzare esplosivi sulla conduttura o danneggiarla in altro modo. Ebbene, in teoria quasi tutti i <strong>Paesi europei</strong> hanno la capacità tecnica di operare in mare aperto con veicoli a pilotaggio remoto. Alcuni di loro hanno perfino sviluppato servizi militari subacquei che possono attaccare e distruggere obiettivi sottomarini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vincitori e vinti</h2>



<p>L&#8217;<strong>Ucraina</strong> ha subito puntato il dito contro la <strong>Russia</strong>, parlando di un attacco terroristico pianificato e di aggressione nei confronti dell&#8217;Ue. C&#8217;è però un&#8217;enorme falla in questo ragionamento: perché Mosca avrebbe dovuto danneggiare Nord Stream, andando così a perdere tutta la sua influenza sull&#8217;Europa? I sospetti potrebbero ricadere su Kiev, per un&#8217;azione volta a destabilizzare il Cremlino. Ma anche di fronte a quell&#8217;eventualità ci sarebbero non pochi dubbi da dissipare. Se, infatti, gli ucraini dovessero essere scoperti come colpevoli, le loro relazioni con l&#8217;Europa e la Nato sarebbero compromesse. </p>



<p>Per quanto riguarda l&#8217;ipotesi della <em>longa manus</em> di uno Stato europeo, per i governi Ue qualsiasi azione di sabotaggio avrebbe comportato molti più <strong>danni </strong>che non <strong>vantaggi</strong>, su tutti la distruzione di un canale certo per qualsiasi futura consegna di gas, senza considerare il fatto che Mosca potesse considerare un&#8217;eventuale azione un atto di guerra.</p>



<p>Si possono però soppesare alcune eccezioni alla regola. La <strong>Finlandia</strong>, ad esempio, si trova in una accesa disputa con Mosca, avendo annunciato la decisione di aderire alla Nato. I russi hanno interrotto le forniture di gas al Paese nordico e pure le consegne di elettricità. Helsinki ha però imposto l&#8217;embargo al carbone e al petrolio russi, quindi è difficile spiegarsi perché mai i finlandesi avrebbero considerato i gasdotti Nord Stream come un bersaglio per qualsiasi ritorsione. </p>



<p>Gli <strong>Stati Baltici</strong> potrebbero aver compiuto atti di sabotaggio contro gli oleodotti citati. Ma, privando l&#8217;Europa di gas, una mossa del genere avrebbe potuto spingere diversi governi europei ad allentare le sanzioni contro Mosca. </p>



<p>E gli <strong>Stati Uniti</strong>? Nel compiere un gesto simile avrebbero avuto enormi vantaggi, tra i quali rimuovere la leva energetica dalle mani di Putin e vendere il loro gas all&#8217;Europa. Ma sarebbero andati incontro anche a non trascurabili <strong>rischi politici</strong>, di sicurezza e strategici. </p>



<p>Ci sono dunque molti attori che, sulla carta, avrebbero potuto guadagnare dal sabotaggio del Nord Stream. È tuttavia impossibile accertare colpe e responsabilità. Anche perché, come detto, ogni potenziale vantaggio avrebbe portato con sè rischi enormi.</p>
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		<title>La Germania non sarà più l&#8217;hub europeo del gas?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-germania-non-sara-piu-lhub-europeo-del-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2022 17:19:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[gas russo]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Gasdotto North Stream-2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina ha avuto da subito una vittima : il gasdotto Nord Stream 2. Ma per la Germania c'è il rischio di un livellamento europeo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-germania-non-sara-piu-lhub-europeo-del-gas.html">La Germania non sarà più l&#8217;hub europeo del gas?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;inizio della guerra in Ucraina è coinciso con una scelta molto precisa da parte della <strong>Germania</strong>: lo stop alla certificazione del gasdotto Nord Stream 2, l&#8217;infrastruttura strategica più importante quella che avrebbe significato l&#8217;unione forse definitiva del gas russo all&#8217;Europa centrale. La mossa di <strong>Olaf Scholz</strong>, giunta dopo le enormi pressioni statunitensi per bloccare quella che era considerata la certificazione della dipendenza energetica europea (e in particolare tedesca) dai giacimenti russi, è stata una sorta di prova del nove della svolta Usa sui destini di Berlino. La Germania, che negli ultimi anni era stata ritenuta da diversi esperti una sorta di punto interrogativo rispetto all&#8217;agenda americana in Europa, aveva finalmente dato prova di allineamento rispetto all&#8217;Alleanza Atlantica e agli obiettivi imposti dal blocco occidentale. Uno di questi, ritenuto essenziale, era proprio lo sganciamento da Mosca sotto il profilo energetico, puntando su una diversificazione delle fonti che si sostanziava necessariamente nel taglio ai flussi.</p>
<p>Quando da Berlino arrivò il primo segnale di Scholz, il sottosegretario di Stato americano <strong>Victoria Nuland</strong>, una delle personalità più influenti dell&#8217;amministrazione Usa, <a href="https://tass.com/economy/1418817">affermò in modo eloquente</a> che il progetto del gasdotto Nord Stream 2 era &#8220;morto&#8221; e che molto probabilmente non sarebbe stato più &#8220;rianimato&#8221;. L&#8217;assoluta chiarezza con cui Nuland aveva parlato del Nord Stream 2 a febbraio faceva già capire che da parte di Washington non vi sarebbero stati ripensamenti. E che dunque non vi sarebbero stati nemmeno per Berlino, che da questa scelta ha fatto scaturire alcune decisioni di non poco conto che in qualche modo rinnegano una politica energetica profondamente ancorata al gas russo. La conferma da parte tedesca è arrivata anche in queste settimane con le parole del portavoce del governo tedesco, <strong>Steffen Hebestreit</strong>, il quale ha esplicitamente escluso che il cancelliere Scholz dia il via libera all&#8217;utilizzo del Nord <span class="hilg1">Stream</span> 2 &#8220;anche in caso di una situazione difficile nei prossimi mesi&#8221;.</p>
<p>Per la Germania si tratta di una questione di importanza capitale per due motivi. La saldatura con la Russia rappresentava infatti allo stesso tempo croce e delizia della politica tedesca degli ultimi anni. Si è creata nel tempo una evidente forma di <strong>dipendenza energetica da Mosca</strong> per cui oggi Scholz si trova a dover gestire non solo le pressioni internazionali, ma anche quelle interne e il rischio di rimanere incastrato dalle scelte di chi governa Mosca. Allo stesso modo, la forza dell&#8217;asse tra questi due Stati ha contribuito a fornire ai cancellieri tedeschi uno strumento politico per evitare di aderire in modo eccessivo alle dinamiche atlantiche. L&#8217;oro blu dei giacimenti russi rappresentava inevitabilmente quasi una garanzia di questo essere una potenza per definizione centrale e mai troppo legata al vento atlantista.</p>
<p>In tutto questo, chiaramente per la Germania c&#8217;è stato un ritorno politico ed economico dal voler essere <strong>l&#8217;hub energetico</strong> russo in Europa. Perché l&#8217;obiettivo di Berlino era quello di diventare la centrale in cui arrivava buona parte di questo tesoro di Mosca facendo poi defluire verso i propri clienti europei. L&#8217;utilità di questa posizione era ed è tuttora evidente anche nelle dinamiche politica continentali. Al punto che si può notare come la diversificazione delle fonti energetiche del Vecchio Continente sia stata per diverso tempo un tema di discussione tra le varie nazioni facenti parte dell&#8217;Unione europea nella consapevolezza che moltiplicare i corridoi di gas avrebbe rappresentato un rischio per chi era già hub e un investimento per i futuri possibili &#8220;competitor&#8221;. Un equilibrio di rotte energetiche in cui il <strong>Nord Stream 2</strong> doveva essere la certificazione di una posizione tedesca di assoluto vantaggio e ormai data per definitiva.</p>
<p>Per capire come la potenza tedesca stia cambiando la propria essenza anche nella sua idea di hub rispetto agli altri Paesi europei è utile leggere <a href="https://www.huffingtonpost.it/economia/2022/08/17/news/la_germania_sempre_piu_in_crisi_e_putin_conta_sempre_piu_rubli-10054737/?ref=HHTP-BS-I10054612-P4-S2-T1">Claudio Paudice su <em>Huffington Post</em></a>. Nell&#8217;analisi si legge che mentre la Russia prevede un rialzo dei suoi ricavi energetici legato all&#8217;aumento generale dei prezzi del gas nonostante il calo dell&#8217;export in Europa, la Germania è in forte sofferenza al punto che il costo dell&#8217;energia sta diventando insostenibile per famiglie e imprese e Uniper, che importa<strong> gas russo</strong>, è stato costretto al salvataggio da parte delle casse federali. La riduzione del flusso sulla linea del Nord Stream il gasdotto che doveva essere raddoppiato con il Nord Stream 2) è ormai una costante. E, spiega Paudice, l&#8217;allarme sul gas in Germania si riversa sugli altri Stati che ricevono l&#8217;oro blu dalle condutture tedesche.</p>
<p>Repubblica Ceca, Austria e Svizzera già registrano un brusco calo delle forniture, e questo allarme per l&#8217;inverno, con conseguente riempimento degli<strong> impianti di stoccaggio</strong>, rischia di far abbassare ulteriormente il volume distribuito ai Paesi limitrofi. Il presidente dell&#8217;Agenzia federale delle reti tedesca, Klaus Muller, ha già chiarito in queste ore che &#8220;non è previsto in tutti i nostri scenari&#8221; il riempimento medio degli impianti di stoccaggio al 95% entro il primo novembre e, come riporta Ansa, non c&#8217;è ottimismo nemmeno per il raggiungimento dell&#8217;obiettivo dell&#8217;85% a ottobre. Segnali che fanno intuire che il problema di accumulare gas possa diventare talmente urgente da ridurre ulteriormente i flussi verso altri Stati rinunciando, di fatto, all&#8217;essere ancora per qualche tempo un centro di smistamento dell&#8217;oro blu russo.</p>
<p>Questo, a lungo termine, può essere una costante che rischia di cambiare sensibilmente anche la percezione della Germania come potenza-chiave dell&#8217;Europa. Non essere più così necessaria nello scacchiere energetico europeo, con vecchi e nuovi flussi di gas che arrivano dal Nord Europa, dall&#8217;Africa settentrionale e dal Medio Oriente, oltre che l&#8217;arrivo delle <strong>gas naturale liquefatto</strong> in quantità sempre più grandi comporteranno inevitabilmente un declassamento di Berlino nella gerarchia dei Paesi utili come hub energetici, o quantomeno un livellamento di tutti gli Stati membri. Anche la ricerca di nuove fonti di energia, pur non immediata come la ricerca di nuovi esportatori di gas, rappresenta un ulteriore tassello di questa <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-nuova-europa-che-sorgera-dalle-ceneri-dell-ucraina.html">modifica del ruolo tedesco rispetto all&#8217;Unione europea</a> e ai suoi tradizionali clienti. E questo serve a capire come la rottura del patto con la Russia non sia solo un problema strategico per Mosca, che si ritrova a dover gestire la fine di un rapporto consolidato e molto remunerativo costringendo a deviare i flussi, ma anche per la stessa Berlino. Quest&#8217;ultima porrò fine alla dipendenza dal gas russo, ma allo stesso tempo rischia di vedere anche la fine di un ruolo che le ha permesso di costruirsi una rete di partnership fondamentale per guidare (anche politicamente) il Vecchio Continente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-germania-non-sara-piu-lhub-europeo-del-gas.html">La Germania non sarà più l&#8217;hub europeo del gas?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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