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	<title>gas naturale Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 09 Aug 2025 09:58:29 +0000</lastBuildDate>
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	<title>gas naturale Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Dalla Nigeria al Marocco a tutto gas: il &#8220;tubo&#8221; da 6 mila km è pronto a diventare realtà</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/dalla-nigeria-al-marocco-a-tutto-gas-il-tubo-da-6-mila-km-e-pronto-a-diventare-realta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Aug 2025 09:58:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="900" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1.webp 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1-300x200.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1-768x512.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1-600x400.webp 600w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Dalla Nigeria al Marocco, il sogno del gasdotto africano da 6mila km è pronto a diventare realtà. Presto la partenza dei lavori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/dalla-nigeria-al-marocco-a-tutto-gas-il-tubo-da-6-mila-km-e-pronto-a-diventare-realta.html">Dalla Nigeria al Marocco a tutto gas: il &#8220;tubo&#8221; da 6 mila km è pronto a diventare realtà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="900" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1.webp 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1-300x200.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1-768x512.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/AdobeStock_51212131-900x600-1-600x400.webp 600w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>6mila km lungo la costa atlantica, un &#8220;serpentone&#8221; di metallo che dal Golfo di Guinea arriverà fin quasi allo Stretto di Gibilterra, un&#8217;opera da <strong>25 miliardi di dollari</strong> capace di cambiare la storia energetica dell&#8217;Africa, di connettere due Paesi strategici come <strong>Marocco e Nigeria</strong> attraversandone altri undici, tagliando fuori le aree instabili del continente e aprendo a una nuova forma di connettività verso l&#8217;Europa: l&#8217;agosto 2025 potrà essere ricordato come il mese in cui l&#8217;<strong>African Atlantic Gas Pipeline (Aagp)</strong> avrà ricevuto il via libera definitivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tappe del maxi-gasdotto Nigeria-Marocco</h2>



<p>Dopo che a dicembre 2024 i leader della Comunità di sviluppo dell&#8217;Africa occidentale (Cedeao) hanno approvato il progetto, una serie di incontri tra <strong>funzionari marocchini, nigeriani e degli altri Paesi coinvolti </strong>ha portato il progetto per il gasdotto Nigeria-Marocco (anche noto come Nigeria-Morocco Gas Pipeline, Nmgp) alla fase esecutiva. </p>



<p>A luglio, infatti, i due organismi promotori del progetto, l&#8217;Ufficio Nazionale degli Idrocarburi e delle Miniere del Marocco (Onyhm) e il colosso energetico di Abuja, la <strong>Nigerian National Petroleum Company</strong>, hanno, <a href="https://newsbase.com/story/nigeria-morocco-gas-pipeline-project-advances-towards-construction-phase-394900">come riporta &#8220;News Base&#8221;</a>, ottenuto l&#8217;ok definitivo di Sotogaz, compagnia energetica nazionale del Togo, ultimo Paese di cui mancava il semaforo verde ufficiale. Ora il progetto che potrà trasportare 30 miliardi di metri cubi di gas annui lungo la costa atlantica potrà passare alla realizzazione concreta. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">📯Rabat announces the start of the construction of the🇳🇬🇲🇦Nigeria-Morocco natural gas pipeline (NMGP)<br>This is one of the most expensive and politically ambitious energy projects in Africa, intended to connect Nigerian resources to Morocco and make it a key regional energy hub<br>🧵 <a href="https://t.co/aiYosoPXgv">https://t.co/aiYosoPXgv</a> <a href="https://t.co/DOGCoWxC7F">pic.twitter.com/DOGCoWxC7F</a></p>&mdash; Francesco Sassi (@Frank_Stones) <a href="https://twitter.com/Frank_Stones/status/1952646370428440788?ref_src=twsrc%5Etfw">August 5, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Tubi cinesi, fondi emiratini</h2>



<p>&#8220;Le prime fasi collegheranno il Marocco ai giacimenti di gas al largo del Senegal e della Mauritania, nonché il Ghana alla Costa d&#8217;Avorio. La seconda fase collegherà la Nigeria al Ghana e l&#8217;ultima fase collegherà la Costa d&#8217;Avorio al Senegal&#8221;, <a href="https://thearabweekly.com/uae-contribute-financing-nigeria-morocco-strategic-gas-pipeline-project">nota <em>Arab Weekly,</em></a> che rileva due importanti novità legate all&#8217;opera: la presenza di un corposo finanziamento emiratino nel progetto, spinto dai ritorni potenziali dell&#8217;investimento, e il fatto che sarà una ditta cinese, Jingye Steel, a fornire i tubi per l&#8217;Aagp.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;opera energetica e geopolitica</h2>



<p>L&#8217;impatto dell&#8217;opera sarà strategico ed economico. &#8220;Il gasdotto contribuirà a portare l&#8217;accesso all&#8217;elettricità a oltre 500 milioni di persone attraverso progetti di conversione del gas in energia, sosterrà lo sviluppo industriale, come la lavorazione dell&#8217;alluminio in Guinea, e <strong>potrebbe consentire il trasporto di idrogeno verde dal Marocco all&#8217;Europa&#8221;,<a href="https://www.intellinews.com/nigeria-morocco-gas-pipeline-project-advances-towards-construction-phase-394900/?utm_source=dlvr.it&amp;utm_medium=twitter"> nota Bne Intellinews</a>, </strong>sottolineando inoltre che &#8220;il progetto fornirà gas a tre paesi senza sbocco sul mare: <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/cosi-il-terrorismo-dilaga-nel-sahel-e-non-solo.html">Niger, Burkina Faso e Mali</a>&#8220;. </p>



<p>I tre Stati, &#8220;ribelli&#8221; rispetto al tradizionale ordine africano dalla caduta della <a href="https://it.insideover.com/dossier/francia-addio-allafrica">Françafrique</a> e della proiezione di Parigi nel continente e guidati da giunte militari golpiste vicine alla Russia, potrebbero essere attratti a tornare a dialogare con i propri vicini dai dividendi energetici ed economici delle interconnessioni. Non è l&#8217;unica potenziale ricaduta geopolitica del progetto. Il Marocco intende accelerare sul suo primo tratto, che collegherà la città del Nord-Est di Nador a Dakhla, centro sito nella contesa regione del<strong> Sahara Occidentale</strong>, su cui Rabat intende usare la proiezione energetica per rafforzare il proprio controllo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gasdotto, un banco di prova per l&#8217;Africa</h2>



<p>In prospettiva, il <strong>gas proveniente dall&#8217;Africa occidentale</strong> potrà correre fino all&#8217;Europa, aumentando l&#8217;interconnessione regionale e plasmando un&#8217;Africa integrata in profondità oltre barriere geografiche e politiche, doppiando ostacoli come l&#8217;instabilità del Sahel e la difficile governabilità del Sahara. Il progetto sarà un banco di prova per l&#8217;integrazione inter-africana e per il futuro assetto di un continente mai così strategico in cui diversi Paesi-ponte, come Nigeria e Marocco, rifiutano di essere proxy di potenze terze e promuovono un&#8217;agenda autonoma per valorizzare la loro posizione, i loro interessi, la loro sicurezza.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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		<item>
		<title>La partita energetica a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-partita-energetica-a-un-anno-dallo-scoppio-della-guerra-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2023 04:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1097" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-1024x585.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-2048x1171.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un anno fa, mentre i missili devastavano Kiev e i combattimenti sanguinosi infuriavano in Ucraina, su Inside Over chi scrive propose, assieme a Emanuel Pietrobon, un focus politico ed economico su un tema fondamentale per l&#8217;Italia e l&#8217;Europa: l&#8217;energia. Si scrisse che per l&#8217;Europa era giunto il momento di pensare in grande e a maggior &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/la-partita-energetica-a-un-anno-dallo-scoppio-della-guerra-in-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-partita-energetica-a-un-anno-dallo-scoppio-della-guerra-in-ucraina.html">La partita energetica a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1097" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-1024x585.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-2048x1171.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un anno fa, mentre i missili devastavano Kiev e i combattimenti sanguinosi infuriavano in Ucraina, su <em>Inside Over</em> <a href="https://it.insideover.com/energia/lagenda-energetica-dellitalia-alla-prova-della-tempesta-ducraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chi scrive propose, assieme a <strong>Emanuel Pietrobon</strong>,</a> un focus politico ed economico su un tema fondamentale per l&#8217;Italia e l&#8217;Europa: l&#8217;energia. Si scrisse che per l&#8217;Europa era giunto il <strong>momento di pensare in grande</strong> e a maggior ragione per Roma fosse arrivata un momento decisivo. Finito il (comprensibile) momento della priorità data all&#8217;economicismo, arrivava quella della geopolitica. Lontana anni luce l&#8217;idea di diventare hub energetico del gas russo dopo la fine di South Stream, restava viva la forza della <strong>diversificazione energetica</strong> e la prospettiva della creazione di una &#8220;porta&#8221; mediterranea all&#8217;oro blu per sostituire le forniture di Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa e l&#8217;Italia oltre il gas russo</h2>



<p>L&#8217;Europa, ha scritto l&#8217;Ispi, &#8220;nella sua&nbsp;<strong>disperata ricerca di un sostituto del gas russo</strong>&nbsp;ha guardato al pragmatismo più che alla coerenza. Mosca ha gradualmente chiuso i rubinetti delle sue esportazioni di gas verso l’Europa, che nel corso di quest’anno si sono ridotte dell’80%.&nbsp;<strong>Il peso del gas russo tra i fornitori dell’Ue è così sceso sotto il 10%</strong>&#8220;. Anche grazie all&#8217;impegno italiano.</p>



<p>Nei mesi è nata la più ambiziosa strategia energetica mai sviluppata dal sistema-Paese italia dai tempi di Enrico Mattei: una corsa alle fonti ottimali di gas naturale per sostituire la dominanza russa, vicina al 40% delle forniture nel 2021, avviata da <strong>Mario Draghi e proseguita da Giorgia Meloni</strong>, che proprio al visionario manager democristiano di origini marchigiane ha intitolato il piano per la &#8220;caccia&#8221; al gas africano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il piano di Draghi e Meloni</h2>



<p>L&#8217;Italia deve pensare in grande e Draghi e Meloni, in continuità, sembrano averlo compreso. Draghi ha avviato, e gli va riconosciuto il merito, una strategia di diversificazione a tutto campo. Ha fino all&#8217;ultimo giorno del suo mandato dato la caccia fino all&#8217;ultimo metro cubo di gas tra <strong>Algeria, Azerbaijan, Congo </strong>e altri Paesi. Ha spinto sul <strong>price cap al gas russo</strong> prima che il boom di agosto rendesse inattuabile la sua proposta di 80 euro al MWh, oggi riposizionata a 180 euro. </p>



<p>Ha costruito un asse con la <strong>Norvegia</strong> che oggi fornisce mediamente un quarto del gas naturale che arriva all&#8217;Italia, divenendo suo primo fornitore. In sinergia con <strong>Claudio Descalzi,</strong> Ceo dell&#8217;Eni e ministro degli Esteri-ombra del suo governo, Draghi ha costruito un sistema vincente di relazioni energetiche che Meloni ha approfondito. Mirando a rompere la maggiore diffidenza possibile che si poteva incontrare sul percorso: il timore dei Paesi &#8220;sostituti&#8221; della Russia che la corsa alle forniture avrebbe avuto carattere provvisorio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-386160" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il premier Mario Draghi con il presidente dell&#8217;Algeria Abdelmadjid Tebboune, ad Algeri durante la missione del governo italiano il 18 luglio 2022.  (Foto: ANSA/Filippo Attili)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sfide di sistema</h2>



<p>Il governo Meloni sta in quest&#8217;ottica accelerando su un grande progetto di sistema che proprio dall&#8217;energia prende il là: quello dell&#8217;<strong>alleanza dei gasdotti nel Mediterraneo</strong>. Capace di dare struttura al &#8220;piano Mattei&#8221;, di vivificarlo, di renderlo competitivo. In primo luogo il governo Meloni punta fortemente <a href="https://it.insideover.com/energia/il-2023-sara-anno-del-via-libera-al-gasdotto-eastmed.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>EastMed</strong>,</a> gasdotto che può unire tra di loro Grecia, Cipro, Egitto; in secondo luogo sta costruendo un asse sistemico con Israele per promuovere la triangolazione tra <a href="https://it.insideover.com/energia/eastmed-e-gasdotto-della-pace-cosi-puo-nascere-lasse-roma-tel-aviv.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;apertura di Tel Aviv a East Med e lo smussamento delle pressioni turche sul progetto. </a>Infine, dopo la distruzione di Nord Stream nel controverso incidente vuole riprendere in mano l&#8217;idea di fare dell&#8217;Italia l&#8217;<strong>hub del gas nel Mediterraneo</strong> con vista Europa. </p>



<p>Il grande progetto, in quest&#8217;ottica, è fondato sulla sinergia tra tre assi. In primo luogo, la garanzia delle forniture algerine e libiche. In cui Roma deve essere garante e protagonista, tenendo conto che il gas di Algeri contribuisce a finanziare indirettamente la Russia tramite armi e accordi e che la Libia va tutelata securitariamente. In secondo luogo, il <a href="https://it.insideover.com/energia/lombra-dei-falchi-ue-sullitalia-alla-prova-della-tempesta-energetica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">grande gioco dei gasdotti </a>nei Balcani per la distribuzione dell&#8217;oro blu, che vede protagoniste aziende quali Eni e Snam. In terzo luogo, l&#8217;apertura a una strategia pragmatica in Europa sulla gestione dei mercati energetici. </p>



<p>In quest&#8217;ottica il passaggio è, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cittadini/armonizzare-crescita-e-dimensione-umana-lobiettivo-dello-2107019.html">per citare le riflessioni di <strong>Stefano Zamagni</strong></a>, da un&#8217;etica dell&#8217;utilità a una delle virtù. Nell&#8217;utilitarismo energetico a fare la differenza è stato unicamente il fattore-prezzo. E questo ha alimentato il crescente legame con la Russia e la conseguente dipendenza. Nell&#8217;epoca del &#8220;virtuosismo&#8221; energetico a farla da padrone sono la geopolitica e l&#8217;interesse nazionale. L&#8217;Italia si è trovata a cambiare domanda prospettica nella sua politica energetica. Da &#8220;dove trovare gas a buon mercato?&#8221; si è passati a riflette sul tema di &#8220;dove trovare approvvigionamenti sicuri da partner affidabili?&#8221;. Un <em>friendshoring </em>energetico guidato direttamente da <strong>Palazzo Chigi oltre le competenze di ogni ministero</strong>, data la dipendenza sistemica della sicurezza economica nazionale da questa partita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="795" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-1024x795.png" alt="mappa eastmed israele" class="wp-image-317728" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-1024x795.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-300x233.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-768x596.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-1536x1193.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-2048x1590.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Rischi e opportunità</h2>



<p>Tale approccio impone ovviamente rischi e opportunità. L&#8217;Italia spinge per il decoupling energetico dalla Russia e un domani potrà far pesare nei suoi confronti una maggiore resilienza, ma nel breve periodo questa strategia impone dei costi. L&#8217;esempio dello sviluppo dei terminal di gas naturale liquefatto da parte di Snam lo testimonia: serviranno centinaia di milioni di euro di spesa per aumentare la capacità di rigassificazione.</p>



<p>La seconda problematica è quella del fatto che l&#8217;Italia mira a essere un hub del gas in una fase in cui la domanda di oro blu dell&#8217;Europa è data in declino del 25-30% in un decennio. Ma lo sviluppo infrastrutturale consente di pensare alla sinergia tra opportunità di rafforzamento del Paese sul gas e infrastrutture dual use con ricadute sulla transizione energetica: si pensi al caso dell&#8217;idrogeno.</p>



<p>Infine, la diversificazione delle forniture impone di diversificare a sua volta l&#8217;attenzione nei confronti dei Paesi di riferimento per la crescita delle forniture di oro blu. Casi come le tensioni tra Algeria e Marocco o Azerbaijan e Armenia riguarderanno da vicino anche il sistema-Paese. Ma uno <strong>Stato maturo</strong> deve tenere in conto anche la prospettiva di sfide mulltidimensionali.</p>



<p>Infine, l&#8217;Italia delega una fetta importante della sua sicurezza energetica alle sue <strong>partecipate pubbliche come Eni e Snam</strong>. La sicurezza diventa funzione della corretta governance di queste aziende e ciò pone un problema di corretta gestione dei processi di rinnovo dei Cda, che per il Cane a sei zampe si avvieranno a breve.. Ma si pone anche un&#8217;attenzione sull&#8217;<strong>italianità assoluta</strong> del processo di diversificazione. Pensato a Palazzo Chigi, non imposto da terzi e attuato dalle energie dell&#8217;impresa e del mercato. Per permettere all&#8217;Italia di navigare nell&#8217;attuale caos energetico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-partita-energetica-a-un-anno-dallo-scoppio-della-guerra-in-ucraina.html">La partita energetica a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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