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	<title>gang Archives - InsideOver</title>
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	<title>gang Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tears and Bullets</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/criminalita/tears-and-bullets.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 12:54:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Barrio 18]]></category>
		<category><![CDATA[gang]]></category>
		<category><![CDATA[Honduras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Honduras&#160;è stato per anni uno dei Paesi più violenti al mondo e, ancora oggi, in molte aree le maras o pandillas esercitano un controllo capillare sul territorio.&#160; Negli ultimi anni, però, il successo ottenuto dal presidente salvadoregno Nayib Bukele nella guerra contro le gang ha modificato alcuni equilibri.&#160; Grazie allo stato d&#8217;emergenza, agli arresti di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/criminalita/tears-and-bullets.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b4_GAB6887-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Honduras&nbsp;è stato per anni uno dei Paesi più violenti al mondo e, ancora oggi, in molte aree le maras o pandillas esercitano un controllo capillare sul territorio.&nbsp;</p>



<p>Negli ultimi anni, però, il successo ottenuto dal presidente salvadoregno Nayib Bukele nella guerra contro le gang ha modificato alcuni equilibri.&nbsp;</p>



<p>Grazie allo stato d&#8217;emergenza, agli arresti di massa e al massiccio impiego di esercito e polizia, El Salvador è passato in pochi anni dall&#8217;essere uno dei Paesi più violenti del pianeta a uno dei più sicuri dell&#8217;America Latina.</p>



<p>Il modello adottato da Bukele ha spinto anche il governo onduregno a seguire una strategia simile, ma ha prodotto anche un effetto meno evidente: ha costretto le gang a trasformarsi.&nbsp;</p>



<p>Per evitare di fare la stessa fine dei loro compagni arrestati in El Salvador, molti affiliati hanno rinunciato ad alcuni dei simboli che per decenni avevano rappresentato la loro identità.&nbsp;</p>



<p>I tatuaggi della gang, un tempo motivo di orgoglio e appartenenza, oggi vengono evitati perché&nbsp;possono diventare un elemento sufficiente per essere arrestati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b24-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-525452" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b24-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b24-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b24-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b24-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b24-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b24.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Anche l&#8217;identità delle maras sta cambiando.&nbsp;</p>



<p>Il Barrio 18 continua a conservare gran parte delle proprie tradizioni, mentre la Mara Salvatrucha13 sembra orientata verso un&#8217;organizzazione meno legata all&#8217;identità personale e più alla funzione svolta all&#8217;interno del gruppo.&nbsp;</p>



<p>Alcuni affiliati spiegano di non &#8220;essere&#8221; più della MaraSalvatrucha, ma di &#8220;lavorare per&#8221; la Mara: una distinzione che riflette la volontà di ridurre l&#8217;esposizione dei propri membri e adattarsi a un contesto molto più ostile.&nbsp;</p>



<p>Le gang, dunque, non stanno semplicemente scomparendo ma stanno cambiando pelle, modificando simboli, linguaggio e modalità di appartenenza pur di continuare a sopravvivere.</p>



<p>Dopo circa dieci minuti di viaggio dall’uscita dell’aeroporto internazionale Ramón Villeda Morales, percorrendo la strada principale che conduce verso San Pedro Sula, basta svoltare a destra e imboccare una delle numerose vie secondarie per arrivare a Sector La Planeta.</p>



<p>Fin dai primi metri è evidente di essere entrati in un mondo parallelo, una società nella società, dove non è lo Stato a dettare le regole, ma le gang.&nbsp;</p>



<p>Qui il potere appartiene ai ragazzi del Barrio 18.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b13-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-525453" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b13-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b13-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b13-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b13-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b13-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b13.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il termine &#8220;maras&#8221;, con cui vengono comunemente indicate le principali gang di Honduras, El Salvador e Guatemala, deriva dalla parola spagnola &#8220;marabunta&#8221;, che significa &#8220;folla disordinata&#8221; e indica anche una specie di formiche rosse capace di distruggere tutto ciò che incontra sul proprio cammino.</p>



<p>L&#8217;immagine è&nbsp;efficace&nbsp;perchè le maras sono proprio questo, ovvero gruppi di giovani che all&#8217;apparenza possono sembrare innocui, ma che sono in grado di lasciare dietro di sé&nbsp;una lunga scia di violenza.</p>



<p>Le loro origini risalgono agli anni in cui migliaia di giovani centroamericani fuggirono dalle guerre civili rifugiandosi negli Stati Uniti.&nbsp;</p>



<p>Nei quartieri più difficili di Los Angeles si organizzarono prendendo esempio dalle gang già presenti sul territorio per difendersi dalla violenza delle bande rivali.</p>



<p>Fu proprio nelle strade di Los Angeles che nacque il Barrio 18.&nbsp;</p>



<p>Negli anni Novanta, con le deportazioni di massa dagli Stati Uniti verso l&#8217;America Centrale, molti membri della 18th Street Gang tornarono nei Paesi d&#8217;origine, contribuendo alla diffusione del fenomeno in Honduras, El Salvador e Guatemala.</p>



<p>Da allora il Barrio 18 e la Mara Salvatrucha, conosciuta anche come MS-13, combattono una guerra che dura ormai da oltre trent&#8217;anni.</p>



<p>Nel 2018 il presidente statunitense Donald Trump definì gli appartenenti alla MS-13 “animali”, mentre, il 23 settembre 2025, il segretario di Stato Marco Rubio ha inserito il Barrio 18 nell&#8217;elenco delle organizzazioni terroristiche straniere, una lista fino ad allora riservata a gruppi come al-Qaeda e lo Stato Islamico.</p>



<p>Secondo l&#8217;FBI, le maras rappresentano oggi tra le organizzazioni criminali di strada più pericolose al mondo.</p>



<p>L&#8217;Honduras continua a registrare uno dei più alti tassi di omicidi al mondo, oltre sei volte superiore alla media globale, ed è tra i Paesi con la maggiore incidenza di morti causate da armi da fuoco.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b26-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-525454" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b26-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b26-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b26-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b26-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b26-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b26.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>In molte zone, soprattutto nei quartieri segnati da povertà, disoccupazione e scarse opportunità educative, il controllo del territorio appartiene alle gang più che allo Stato.</p>



<p>Sector La Planeta, alla periferia di San Pedro Sula, ne è uno degli esempi più evidenti.&nbsp;</p>



<p>La città, nel 2012, registrò il più alto tasso di omicidi al mondo: 169 ogni 100 mila abitanti, un dato enorme se si considera che già oltre 22 omicidi ogni 100 mila abitanti rappresentano, a livello internazionale, un livello di criminalità estremamente elevato.</p>



<p>Entrare a Sector La Planeta senza essere conosciuti è praticamente impossibile.</p>



<p>Una fitta rete di sentinelle, composta spesso da ragazzini, controlla ogni accesso al quartiere.&nbsp;</p>



<p>Ogni automobile viene osservata, ogni volto sconosciuto segnalato immediatamente ai membri della gang.</p>



<p>Dopo pochi secondi ci fermano un gruppo di ragazzini.</p>



<p>Tredici, forse quattordici anni, si mettono davanti alla macchina e ci bloccano la strada.</p>



<p>Uno di loro inizia a fare domande dirette.</p>



<p>“Chi siete? Cosa volete? Perché&nbsp;siete qui?”</p>



<p>Il mio collega gli spiega con calma che avevamo un appuntamento con El Loco, un membro della gang.</p>



<p>A quel punto quei ragazzi hanno iniziato a parlare tra loro, hanno fatto qualche chiamata e poi ci hanno dato il permesso di entrare.&nbsp;</p>



<p>Perché qui&nbsp;la fiducia non esiste, esiste solo il controllo.</p>



<p>In una pulpería di Sector La Planeta, tra birre vuote, odore di carne alla griglia e fumo di marijuana, alcuni giovani giocano al flipper.&nbsp;</p>



<p>A prima vista sembrano ragazzi comuni, ma in realtà sono affiliati al Barrio18, una delle gang più temute del mondo.</p>



<p>Qui i membri del Barrio 18 hanno spesso tra i tredici e i ventisei anni.&nbsp;</p>



<p>Molti di loro sembrano avere un destino già scritto fin dall&#8217;infanzia.&nbsp;</p>



<p>Crescono in un ambiente in cui la gang rappresenta l&#8217;unico luogo in cui trovare protezione, riconoscimento e senso di appartenenza.</p>



<p>Alcune strade del quartiere sono veri e propri confini invisibili e attraversarle significa rischiare la vita, perché&nbsp;oltre quel limite inizia il territorio controllato dalla Mara Salvatrucha13 e da altre gang.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b7-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-525458" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b7-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b7-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b7-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b7-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b7-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b7.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>In queste comunità i padri sono spesso assenti e molte madri, lasciate sole, faticano a esercitare qualsiasi autorità sui figli.&nbsp;</p>



<p>Per tanti adolescenti la gang finisce così per occupare quel vuoto, trasformandosi nell&#8217;unica famiglia possibile.&nbsp;</p>



<p>Vivere in un quartiere come Sector La Planeta significa imparare fin da piccoli regole che non sono scritte in nessun codice, ma che tutti conoscono.&nbsp;</p>



<p>Qui la legge non è quella dello Stato.</p>



<p>“In questo barrio lo Stato e la legge siamo noi. Se qualcuno ruba o stupra, lo uccidiamo.”</p>



<p>A parlare è El Loco, ventitré&nbsp;anni e nove omicidi alle spalle.</p>



<p>Ha gli occhi socchiusi per la marijuana fumata durante tutta la giornata, una barba appena accennata e l&#8217;aspetto di un qualsiasi ragazzo poco più che ventenne.</p>



<p>Indossa scarpe da ginnastica, pantaloncini e una semplice maglietta.&nbsp;</p>



<p>Se lo incontrassi per strada in una città europea, probabilmente non attirererebbe nemmeno l&#8217;attenzione.&nbsp;</p>



<p>Non assomiglia ai gangster raccontati dai film hollywoodiani e forse è proprio questo l&#8217;aspetto più inquietante: la normalità con cui la violenza può presentarsi.</p>



<p>Quasi tutta la sua famiglia ha fatto parte del Barrio 18.&nbsp;</p>



<p>Per questo motivo non ha nemmeno dovuto affrontare il tradizionale rito d&#8217;iniziazione.</p>



<p>Per gli altri, invece, l&#8217;ingresso nella gang passa attraverso il cosiddetto &#8220;battesimo&#8221;: un violento pestaggio collettivo che sancisce l&#8217;appartenenza al gruppo.&nbsp;</p>



<p>Dura tredici secondi nella Mara Salvatrucha o MS13 e diciotto nel Barrio 18.</p>



<p>Una volta entrati, uscirne è quasi impossibile.</p>



<p>El Loco tiene subito a fare una precisazione.</p>



<p>“Qui in Honduras quando parlano di maras intendono quelli della MS-13. Noi preferiamo chiamarci pandilleros, da pandilla”.</p>



<p>Poi sorride appena e aggiunge:</p>



<p>&#8220;Noi siamo pandilleros. I mareros li ammazziamo.&#8221;</p>



<p>Sector La Planeta&nbsp;è uno dei quartieri più poveri e violenti della città.&nbsp;</p>



<p>Molte abitazioni portano ancora i segni lasciati dagli uragani che hanno colpito l&#8217;Honduras negli ultimi anni.</p>



<p>Quando arriva la sera, il quartiere cambia volto.</p>



<p>Le poche lampadine sparse tra le case non riescono a illuminare le vie sterrate e fangose.&nbsp;</p>



<p>La notte porta con sé&nbsp;una sensazione costante di pericolo che, per gli abitanti, con il tempo si trasforma in abitudine.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b18-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-525455" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b18-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b18-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b18-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b18-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b18-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b18.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Per i membri delle gang, invece, quella stessa sensazione diventa una dipendenza.</p>



<p>El Loco racconta uno degli episodi che più hanno segnato la sua vita.</p>



<p>“Qui ci spariamo spesso. Qualche tempo fa hanno aperto il fuoco contro me e mia sorella. Avevamo bevuto durante una festa e ci eravamo avvicinati troppo al confine con il territorio della MS-13.&nbsp;</p>



<p>Quando quelli che ci stavano sparando sono entrati nella nostra zona, alcuni ragazzi del Barrio sono intervenuti per aiutarci.</p>



<p>Li abbiamo catturati, li abbiamo torturati per farli parlare e poi li ho uccisi sparandogli alla testa.</p>



<p>In queste strade non puoi mai abbassare la guardia. Basta un attimo per passare da cacciatore a preda”.</p>



<p>Lo racconta senza alzare la voce, senza enfasi, come se stesse parlando di un episodio qualsiasi della sua giornata.</p>



<p>Nel mondo delle pandillas l&#8217;identità è fondamentale.</p>



<p>Per anni i membri della Mara Salvatrucha si sono riconosciuti anche attraverso dettagli apparentemente insignificanti: le scarpe Nike Cortez, un taglio sul sopracciglio, abiti particolarmente aderenti, indicati con il termine &#8220;mamey&#8221;.</p>



<p>Indossare quei simboli, anche senza appartenere alla gang, può costare la vita se ci si trova nel quartiere sbagliato.</p>



<p>Il Barrio 18, invece, continua a distinguersi attraverso lo stile &#8220;cholo&#8221;: pantaloni larghi, magliette oversize e un&#8217;estetica ereditata dalle gang di Los Angeles e del Messico.</p>



<p>Uno stile che non rappresenta soltanto un modo di vestirsi, ma un’identità culturale e territoriale, perchè in queste strade anche l&#8217;abbigliamento, può determinare da quale parte del confine ci si trova.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b17-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-525456" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b17-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b17-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b17-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b17-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b17-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b17.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nel quartiere di Sector La Planeta, controllato dal Barrio18, il microtraffico rappresenta una delle principali fonti di guadagno della gang.&nbsp;</p>



<p>Una bustina contenente circa mezzo grammo di cocaina pura può essere acquistata per quattro dollari.&nbsp;</p>



<p>Storicamente, insieme allo spaccio, anche le estorsioni hanno rappresentato una delle attività principali delle bande, non soltanto come fonte economica ma anche come strumento per esercitare controllo e consolidare il proprio potere sul territorio.</p>



<p>Per contrastare l’attività delle pandillas, nel dicembre 2022 le autorità honduregne hanno introdotto lo stato d’emergenza, concedendo alla polizia maggiori poteri, tra cui la possibilità di effettuare arresti e perquisizioni senza mandato giudiziario, soprattutto nelle aree considerate ad alta criminalità.</p>



<p>“Quando la polizia viene a prendere qualcuno della gang, spesso riusciamo a pagare per farlo liberare, perché&nbsp;molte volte non ci catturano per arrestarci, ma per chiedere un riscatto.&nbsp;</p>



<p>È così che fanno molti soldi extra.&nbsp;</p>



<p>Anche io una volta sono stato rapito, mi hanno liberato dopo circa una settimana. Se vengono nel nostro quartiere, sappiamo che nessuno aiuterà la polizia, perché&nbsp;le persone sanno che altrimenti pagherebbero con la propria vita”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b19-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-525457" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b19-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b19-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b19-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b19-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b19-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b19.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>El Negro&nbsp;è il capo della gang ed è l’unico ragazzo di colore del gruppo.&nbsp;</p>



<p>È ancora molto giovane eppure porta già sul corpo i segni di una vita trascorsa dentro un ambiente violento.</p>



<p>Quando era poco più di un bambino, mentre teneva una pistola in mano, si sparò accidentalmente alla mano sinistra.</p>



<p>Da quel giorno non riesce più a piegare completamente alcune dita.</p>



<p>Rispetto agli altri ragazzi della gang, El Negro appare più riservato.&nbsp;</p>



<p>Parla poco di sé&nbsp;e della propria vita, forse perché&nbsp;un capo non può permettersi di mostrare debolezza, di abbassare la guardia o lasciare spazio alla pietà.&nbsp;</p>



<p>La leadership, in quel mondo, significa soprattutto essere sempre pronti al pericolo.</p>



<p>Sua madre gli aveva offerto la possibilità di trasferirsi insieme a lei in un’altra città e provare a costruire una nuova vita.&nbsp;</p>



<p>Lui, però, aveva scelto di rimanere.&nbsp;</p>



<p>Aveva scelto la gang invece della famiglia, perché&nbsp;per lui la gang era diventata l’unica famiglia possibile.</p>



<p>“Un capo ha delle responsabilità. Devo avere sempre gli occhi aperti, anche dietro la schiena, perché&nbsp;il pericolo di essere ammazzato è sempre dietro l’angolo. Ma posso assicurarti che&nbsp;venderò cara la mia pelle”.</p>



<p>El Loco mi racconta che El Negro aveva recentemente ucciso sua zia, accusata di aver parlato con la polizia.&nbsp;</p>



<p>Mi spiega che, all’interno di una gang, in una situazione del genere, può essere proprio un familiare a dover compiere l’omicidio, perché&nbsp;bisogna dimostrare che la pandilla viene prima di qualsiasi legame di sangue.</p>



<p>“Quando fai parte di una pandilla, non c’è scelta.</p>



<p><br>Se è sangue del tuo sangue, sei tu che devi farlo”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b23-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-525459" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b23-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b23-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b23-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b23-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b23-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b23.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br>Per uno come El Negro, non solo è difficile immaginare una vita diversa, ma è quasi impossibile persino concepirla.</p>



<p>L’improvviso successo ottenuto dal presidente salvadoregno Nayib Bukele nella lotta contro le bande criminali ha aumentato la pressione sul governo honduregno affinché&nbsp;seguisse la stessa strada.&nbsp;</p>



<p>Anche se molte persone in Honduras non condividono completamente i metodi adottati da Bukele, una parte significativa della popolazione guarda con favore alle sue politiche di contrasto alle gang.</p>



<p>Tuttavia, diverse organizzazioni e osservatori hanno denunciato il rischio che molte persone arrestate non avessero alcun legame con le gang.</p>



<p>“Abbiamo visto tantissimi ragazzi che non avevano nessun legame con la gang essere arrestati soltanto perché&nbsp;avevano dei tatuaggi. Sai quante volte abbiamo visto la polizia picchiare, rubare e ammazzare persone senza un vero motivo?”.</p>



<p>Mentre pronuncia queste parole, El Loco mi mostra le cicatrici dei tre colpi di pistola che ha ricevuto durante la sua vita.&nbsp;</p>



<p>Le esibisce quasi come fossero medaglie al valore, testimonianze di sopravvivenza.</p>



<p>Poi mi mostra i suoi tatuaggi.</p>



<p>Sulla mano destra, proprio dove poco prima erano appoggiati alcuni proiettili, è impressa una frase in inglese:&nbsp;“All we need is love”.</p>



<p>Poche parole riescono a riassumere con tanta forza quella che, probabilmente, è allo stesso tempo una delle cause e una delle possibili soluzioni al fenomeno delle gang.</p>



<p>E forse è proprio qui che quella frase sul dorso della mano acquista il suo significato più profondo, perché&nbsp;dietro ogni storia di una gang, prima ancora del crimine, c’è spesso una storia di assenze.&nbsp;</p>



<p>E se l’amore può sembrare una risposta troppo semplice davanti a un fenomeno così complesso, rimane comunque il punto da cui ricominciare.</p>



<p>Offrire ai giovani un’alternativa prima che siano costretti a cercarla nelle strade.</p>



<p>“Io non ho paura di farmi tatuaggi. Qui in Honduras abbiamo regole diverse rispetto alle gang in El Salvador.&nbsp;</p>



<p>Noi non ci tatuiamo il simbolo della gang perché&nbsp;altrimenti troppe persone verrebbero arrestate.&nbsp;</p>



<p>Qui rischi di finire in carcere anche solo per un tatuaggio dedicato alla tua ragazza o a tuo figlio.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b8-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-525462" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b8-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b8-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b8-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b8-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b8-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b8.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Anche in El Salvador, probabilmente, con il tempo i membri delle gang si faranno sempre meno tatuaggi per evitare di essere arrestati. Io non ho paura del carcere. Ho convissuto tutta la vita con la violenza e so che la mia vita finirà con la violenza”.</p>



<p>I membri delle gang sono giovani che trascorrono le loro giornate tra alcool, droga e violenza, con come unica prospettiva quella di finire in carcere o morire per la gang.</p>



<p>Paradossalmente, però, in alcuni quartieri controllati dalle bande, l’aumento dei poteri concessi alla polizia ha generato ancora più paura tra gli abitanti.</p>



<p>“Preferisco subire un’estorsione da parte di ragazzi che conosco da quando sono nati piuttosto che subire la violenza di militari o poliziotti che non ho mai visto”.</p>



<p>È una frase che ritorna spesso quando si parla con le persone che vivono in questi quartieri.</p>



<p>Diverse associazioni per la difesa dei diritti umani sostengono che il prolungamento dello stato d’emergenza nazionale in Honduras abbia creato un sistema di impunità per le forze dell’ordine.&nbsp;</p>



<p>Secondo molti giornalisti onduregni, lo stato d’emergenza non avrebbe più come unico obiettivo la riduzione della violenza, ma sarebbe diventato anche uno strumento di controllo.</p>



<p>Le persone diventano spesso aggressive dopo aver vissuto sulla propria pelle la violenza.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b1-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-525461" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b1-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b1-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b1-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b1-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b1-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/b1.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Molti ragazzi che entrano nelle gang sono il prodotto dell’ambiente nel quale sono cresciuti e, come ogni essere umano, imparano a restituire al mondo ciò che dal mondo hanno ricevuto.</p>



<p>O, per dirlo con le parole di El Negro:</p>



<p>“Quando la violenza ti circonda, ti ci abitui e devi imparare fin da subito le regole fondamentali per riuscire a sopravvivere: spara per primo, prima che gli altri sparino a te; sii disposto a tutto per la gang e non parlare mai con la polizia.&nbsp;</p>



<p>Qui funziona così.</p>



<p>Penso che, anche se avessi voluto cambiare vita, il mio destino sarebbe stato quello di diventare un pandillero.&nbsp;</p>



<p>Il destino non si può fermare, bisogna soltanto seguire il suo disegno.</p>



<p>È tutta la vita che vedo violenza intorno a me e adesso non ho paura di morire.&nbsp;</p>



<p>Se morirò, non so che fine farà la mia anima, credo probabilmente che andrà all’inferno, a bruciare per l’eternità.</p>



<p>Ma una cosa la so e cioè che non ci sarà mai pace per noi pandilleri, perché&nbsp;non ci sarà mai fine a questa guerra”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/criminalita/tears-and-bullets.html">Tears and Bullets</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Omicidi, attentati, guerra fra gang: la Svezia è la pecora nera d&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/omicidi-attentati-guerra-fra-gang-la-svezia-e-la-pecora-nera-deuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 16:54:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[gang]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Svezia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un attentato al giorno per tutto gennaio, il tasso di violenza armata pro capite più alto della Ue. Che succede alla Svezia?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/omicidi-attentati-guerra-fra-gang-la-svezia-e-la-pecora-nera-deuropa.html">Omicidi, attentati, guerra fra gang: la Svezia è la pecora nera d&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Svezia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205162343154_988a140dba2581c1f3cb15ef8855c05a-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per il polso dell&#8217;uomo comune, la Svezia è una sorta di casa di vetro, <em>green</em> e gelida, patria degli Abba e dell&#8217;Ikea. Una punta di diamante nordeuropea, da osservare e replicare. La cronaca recente, tuttavia, ci mostra un Paese che tutto rosa e fiori non è. Ieri, la strage da parte di un 35enne che ha fatto irruzione nella scuola di avviamento professionale di <strong>Orebro</strong>, uccidendo 10 persone prima di suicidarsi: la &#8220;<strong><em>peggiore sparatoria di massa della storia svedese</em></strong>&#8220;, così è stato definito l&#8217;episodio sul quale si cerca ancora di far luce. O ancora il caso di <a href="https://it.insideover.com/criminalita/che-cosa-sappiamo-dellomicidio-di-salwan-momika.html"><strong>Salwan Momika</strong>,</a> ucciso mercoledì scorso durante una trasmissione su TikTok: l&#8217;uomo si era reso protagonista del rogo di una copia del Corano.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://akm-img-a-in.tosshub.com/indiatoday/images/story/202501/momika-salwan-30171361-16x9_0.jpg?VersionId=gBR7LY1JXQlE2fqzYbbaNPL8nndH.CfJ&amp;size=690:388" alt=""/></figure>
</div>


<p><strong>Il Governo ha perso il controllo</strong></p>



<p>Appena un giorno prima della sparatoria di Momika, un parente di <strong>Rawa Majid</strong>, noto spacciatore, ricercato a livello internazionale, noto anche come &#8220;La volpe curda&#8221;, è stato ucciso in un sobborgo appena fuori Stoccolma. L&#8217;episodio è stato seguito dal presunto omicidio di gruppo nella piccola città universitaria di Lund, dove un criminale professionista è stato ucciso a colpi di arma da fuoco da un diciassettenne in una stazione ferroviaria. Oltre <strong>30 attentati in tutto il Paese solo a gennaio</strong>, più di uno al giorno. Le autorità ora gettano la maschera, denunciando una vera e propria guerra civile tra gang e Stato: i servizi segreti hanno stimato l&#8217;anno scorso che ci sono più di 60mila criminali in Svezia che hanno collegamenti diretti con le gang, mentre clan con radici in <strong>Turchia</strong>, <strong>Siria</strong> e <strong>Somalia</strong> ora operano all&#8217;interno dei confini del Paese. Non solo, ma esistono noti flussi sommersi di persone che raggiungono il Paese solo per affiliarsi alla malavita.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media-cldnry.s-nbcnews.com/image/upload/t_fit-1000w,f_auto,q_auto:best/rockcms/2023-09/230929-sweden-gang-violence-mb-1016-fac4c2.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Il primo ministro svedese <strong>Ulf Kristersson</strong> ha ammesso che il suo Governo ha perso il controllo sulla crescente ondata di violenza che sta travolgendo il Paese, in un contesto di crescente preoccupazione pubblica. Nel 2024 la polizia ha segnalato complessivamente 317 esplosioni, un evento che ha coinciso con una preoccupante <em>escalation </em>dei <strong>conflitti legati alle gang</strong>. Secondo il primo ministro svedese, la violenza sta ora colpendo intere comunità, mostrando &#8220;totale indifferenza&#8221; alle conseguenze nelle aree residenziali. L&#8217;autorità di polizia svedese ha stimato nel 2024 che <strong>1.700 minorenni erano membri attivi di reti criminali</strong> mentre la violenza delle gang è aumentata al punto che il tasso di omicidi legati agli scontri tra bande è ora <strong>uno dei più alti in Europa</strong>. I minori sono più utili alla causa, potendo evitare l&#8217;ergastolo, accedendo all&#8217;iter della giustizia minorile: reclutati su piattaforme di messaggistica criptate, arrivano a guadagnare in media 7.000 € al mese. Esiste perfino un tabellario delle loro prestazioni: far saltare in aria una porta costa 3.000 €, uccidere qualcuno 80.000 €, ma le tariffe variano in base al luogo. Stoccolma, ora, spinge per l&#8217;approvazione di una legge che consenta alla polizia di intercettare i minori sotto i 15 anni.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://tidningensyre.se/wp-content/uploads/2023/12/utsatta-omraden-1024x600.png" alt="" style="width:532px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Le aree incriminate</h2>



<p>Gran parte della violenza ha avuto luogo nelle città più grandi: <strong>Stoccolma</strong>,<strong> Göteborg</strong>, <strong>Malmö e Uppsala</strong>. Esponenti di spicco dei Democratici Svedesi, si sono subito affrettati a puntare il dito contro l&#8217;immigrazione. Tuttavia, i dati mostrano un quadro più complesso: le condizioni sociali di chi vive nelle aree più colpite dalla criminalità sono inferiori agli standard di vita di gran parte del resto della Svezia. La polizia svedese ha individuato una serie di &#8220;<strong><em>utsatta</em></strong>&#8220;, ovvero <strong>zone considerate vulnerabili</strong>, disseminate su tutto il territorio nazionale. Sebbene queste aree ospitino appena il 5% della popolazione, risultano strettamente legate agli episodi di criminalità più violenti e preoccupanti del Paese. </p>



<p>Questi quartieri, caratterizzati da un&#8217;alta concentrazione di residenti provenienti da Paesi extraeuropei e da immigrati di seconda e terza generazione, sono il frutto di dinamiche socioeconomiche sviluppatesi nell’arco di decenni. Secondo gli esperti, proprio il contesto economico e sociale rappresenta il principale fattore che ha contribuito alla loro attuale condizione, ben più della semplice composizione demografica. Oltre l’80% delle microaree statistiche che rientrano negli &#8220;<em>utsatta</em>&#8221; presenta indicatori di forte disagio economico, e la metà di queste è classificata come particolarmente critica. Il <strong>tasso di disoccupazione</strong> di lunga durata in queste zone supera ampiamente la media nazionale e continua a crescere. Parallelamente, la percentuale di <strong>cittadini a rischio povertà</strong> (con un reddito inferiore al 60% della mediana nazionale) risulta più che doppia rispetto al resto del Paese, delineando un quadro di crescente <strong>fragilità sociale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Criminalità e immigrazione</h2>



<p>La Svezia vanta da tempo una delle <strong>reti di sicurezza sociale più generose al mondo</strong>, con uno Stato che si prende cura delle persone vulnerabili in tutte le fasi della vita. Ma oggigiorno ha anche un&#8217;altra particolarità: di gran lunga <strong>il più alto tasso pro capite di violenza armata nell&#8217;UE</strong>. In un numero crescente di casi, i tribunali hanno scoperto l&#8217;epidemia di violenza che emerge dall&#8217;arcipelago di case-famiglia svedesi, costruite con il duplice scopo di prendersi cura dei bambini affidati allo Stato e di punire i giovani delinquenti. Secondo i resoconti, tra cui ex membri di una gang, diversi operatori di istituti per giovani, procuratori e criminologi, le case di accoglienza si sono trasformate in luoghi di reclutamento per le gang, che le usano per arruolare assassini troppo giovani per essere incarcerati.</p>



<p>Il Governo che ha spazzato via l&#8217;era dei Socialdemocratici ha promesso di combattere la criminalità. Finora ha ulteriormente limitato le politiche di immigrazione precedentemente generose della Svezia, introducendo pene più severe per i reati con armi da fuoco e ha dato alla polizia maggiori poteri di sorveglianza. Persino l&#8217; esercito è stato chiamato a dare una mano. Ma il sistema non è stato concepito per questo tipo di criminalità&#8221;: ecco perché ora si studiano riforme in grado di dare maggiori poteri ai <strong>servizi sociali</strong>. Le nuove prigioni minorili ospiterebbero i criminali più incalliti, tenendoli separati dalle case-famiglia. Le stesse che ora &#8220;allevano&#8221; criminali. <br></p>



<p></p>



<p></p>
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		<item>
		<title>La storia: Solin Roman, crimine e redenzione nelle gang di Città del Capo</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/solin-roman-il-crimine-come-unico-rif.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 15:12:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[gang]]></category>
		<category><![CDATA[Manenberg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1894" height="1063" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9.jpg 1894w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1894px) 100vw, 1894px" /></p>
<p>Storia di crimine e redenzione a Manenberg,  un sobborgo di Città del Capo dove le gang la fanno da padrone .</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/solin-roman-il-crimine-come-unico-rif.html">La storia: Solin Roman, crimine e redenzione nelle gang di Città del Capo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1894" height="1063" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9.jpg 1894w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406201226139_7c835c85eb9ed32e3957a33d5efd20d9-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1894px) 100vw, 1894px" /></p>
<p><strong>Solin Roman</strong> non ha mai avuto il lusso di scegliere la sua battaglia. La vita stessa l&#8217;ha gettato nel mezzo di una realtà che non perdona. A 19 anni, il bisogno di sopravvivenza l&#8217;ha spinto ad abbracciare <strong>la gang degli Americans</strong>. Ne è uscito con la stessa ferocia poco prima dei suoi 21 anni, ma non senza segni indelebili. </p>



<p>Queste storie non trovano posto nei racconti che preferiamo sentire, perché toccano nervi scoperti di una società che ignora le sue periferie. <strong>A Manenberg, nel cuore torbido di Città del Capo</strong>, il crimine non è una deviazione ma la struttura portante. Solin Roman non è un’eccezione, ma un simbolo di un sistema che alimenta la disperazione e offre il crimine come unica ancora di salvezza.</p>



<p>Seduto davanti a un computer, Solin potrebbe sembrare un giovane qualunque, uno dei tanti che popolano le strade di Città del Capo. Ma il suo sguardo rivela abissi che pochi alla sua età possono comprendere. Cresciuto in una famiglia dove la criminalità non era un&#8217;eccezione, ma una tradizione, Solin si è trovato immerso in rapine, spaccio, violenze, non per gusto, ma perché era l&#8217;unica strada per proteggersi e l&#8217;unico fututro che conosceva. A Manenberg, la gang non è un&#8217;opzione: è l&#8217;unica via d&#8217;uscita da una vita già condannata. <strong>&#8220;Non sono stato io a scegliere la gang,&#8221; dice Solin. &#8220;La gang mi ha scelto.&#8221;</strong></p>



<p>Manenberg non offre molte alternative. È un quartiere dove il crimine è l&#8217;unica risposta alla povertà e all’assenza di opportunità. Gli Americans dominano la zona come un&#8217;impresa ben oliata, fornendo ciò che le istituzioni hanno abbandonato: protezione, appartenenza, un’identità. Per Solin, unirsi a loro non è stato un atto di ribellione ma di sopravvivenza. “Il mio destino era già scritto: sarei entrato e far parte della gang come mio fratello e i miei cugini,” confida con un tono rassegnato. Gli Americans sono il respiro di Manenberg, il governo ombra in un luogo dimenticato da Dio e dalla legge.</p>



<p><strong>A 19 anni, Solin era già immerso in rapine, spaccio e violenze.</strong> Non per il piacere della violenza, ma per la necessità di sopravvivere. Questo giovane ha dovuto adattarsi a un mondo dove la violenza era la norma. “Non c&#8217;era romanticismo in quella vita,” dice con amara sincerità. “Era sopravvivenza pura e semplice. Gli Americans mi hanno insegnato a vivere e a morire per strada.” La gang offriva una parvenza di sicurezza, un cammino in un mondo senza opzioni. Ogni giorno nel loro giro era una lotta per mantenere la sua umanità intatta, mentre ogni crimine commesso scavava un solco più profondo nella sua anima. &#8220;Le cose diventavano sempre più difficili a casa. Non c’era abbastanza cibo. Volevo cambiare, magari trovare un lavoro e aiutare mia madre.”</p>



<p>Poi, un’opportunità inattesa ha cambiato il corso della sua vita: Robin, un mentore spirituale, ha visto Solin in un video sui social media e ha deciso di intervenire. “Non era un santo,” racconta Solin, “ma era determinato a non vedere un’altra vita sprecata. Ha contattato la mia famiglia, ha insistito, ha lottato per farmi entrare nel programma di riabilitazione Sons of God.”</p>



<p><strong>Sons of God Reach  è un faro di speranza per giovani intrappolati nelle gang o nella droga .</strong> È un rifugio sicuro, una &#8220;casa di discepolato&#8221; dove ragazzi come Solin vengono strappati dalla strada per costruire una nuova esistenza. Qui, lontani dai vicoli bui di Città del Capo, i residenti vivono insieme, <strong>seguendo una routine disciplinata che include preghiera, insegnamenti spirituali e attività pratiche.</strong> Il programma combina supporto emotivo, crescita personale e interventi mirati a superare le dipendenze, offrendo una opportunità di rinascita. La spiritualità non è un concetto astratto: è la forza che li solleva quando tutto sembra perduto.  Il programma si impegna a dare a questi giovani un mestiere, una dignità, una possibilità di vivere senza paura.</p>



<p>“Iniziare il programma è stato un inferno,” ricorda Solin. “Ogni giorno era una battaglia, ma ho capito che era l’unica via per una vita diversa.” La strada verso la redenzione non è stata facile. Solin ha affrontato tentazioni e pericoli costanti, ma la sua determinazione a cambiare è rimasta ferrea. “Il programma mi ha trasformato,” dice. “Voglio una famiglia, un lavoro. Sogno una vita lontana dalla violenza.”</p>



<p>La sua storia è un percorso tortuoso verso una vita diversa. Solin non cerca la redenzione per espiare le sue colpe, ma per costruire un futuro che non gli era mai stato offerto. Il vero nemico di Solin non è la gang, ma il sistema che rende il crimine l’unica opzione per molti giovani. A Manenberg, le gang non sono solo un problema: sono <strong>la risposta disperata a una società che ha abbandonato i suoi giovani.</strong></p>



<p>Nonostante tutto, Solin non teme di tornare a Manenberg. “Mia madre è felice per me,” dice con un sorriso sottile. “La gente del quartiere è mia grande fan, e sta iniziando a vedere che il cambiamento è possibile.” Per molti come Solin, la gang è stata l’unico rifugio dalla disperazione. La sua storia è una feroce testimonianza di come, in certi contesti, il crimine possa rappresentare un ultimo, disperato grido per una via d’uscita. La sua lotta non è solo contro il passato, ma contro un sistema che continua a generare disperazione e violenza.</p>



<p>La vita è una maestra crudele, che presenta sfide a ogni angolo. Eppure, è spesso il nostro stesso ardore a incatenarci e liberarci. La storia di Solin Roman è una feroce testimonianza di questa verità, un grido che la speranza può fiorire anche nelle viscere più marce di Manenberg.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti incoraggiano Riyad, rapimento di massa in Nigeria, controlli alle frontiere polacche: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-incoraggiano-riyad-rapimento-di-massa-in-nigeria-controlli-alle-frontiere-polacche-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Sep 2023 15:57:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa usa]]></category>
		<category><![CDATA[gang]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Stati Uniti-Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sale la pressione migratoria in Germania, gli Stati Uniti velocizzano la normalizzazione tra Arabia Saudita e Israele, ricominciano i rapimenti di massa in Nigeria, il Niger accusa l'Onu di invitare il governo deposto, l'entourage di Raisi aggredisce un giornalista iraniano a New York. Ecco le notizie del giorno. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-incoraggiano-riyad-rapimento-di-massa-in-nigeria-controlli-alle-frontiere-polacche-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Gli Stati Uniti incoraggiano Riyad, rapimento di massa in Nigeria, controlli alle frontiere polacche: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;avvicinamento a Israele, Washington incalza l&#8217;Arabia Saudita stanziando 500 milioni di dollari per supportare la Difesa del regno. La Nigeria assiste inerme alla ripresa di una delle attività preferite delle bande criminali locali: i rapimenti di massa, stavolta in un campus universitario. La giunta nigerina non accetta che a rappresentare il Paese all&#8217;Onu sia l&#8217;inviato del governo deposto; un giornalista iraniano viene aggredito a New York dall&#8217;entourage del presidente Raisi e il cancelliere tedesco cerca di mettere un freno allo scandalo dei visti lavorativi illegali rilasciati dalla Polonia, che accrescono la pressione migratoria sulla Germania. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Stati Uniti catalizzano il riavvicinamento tra Riyad e Israele con supporto militare</h2>



<p>L&#8217;Agenzia per la cooperazione nella difesa e sicurezza degli Stati Uniti ha comunicato l&#8217;approvazione dello stanziamento di<strong> 500 milioni di dollari </strong>per supportare la manutenzione della flotta e dei veicoli da combattimento dell&#8217;Arabia Saudita. La proposta, giunta al Congresso dal Dipartimento di Stato, dovrebbe coprire <strong>pezzi di ricambio</strong>, componenti e servizi di riparazione per i <strong>veicoli militari</strong>, inclusi carri armati Abrams e M-60, veicoli da combattimento Bradley, corazzati e Humvee in dotazione alle forze armate reali saudite. Altri equipaggiamenti inclusi sono lanciamissili anticarro Tow, sistemi radar e attrezzatura per le comunicazioni. L&#8217;accordo giunge all&#8217;indomani dell&#8217;annuncio del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman riguardante la normalizzazione tra&nbsp;<strong>Israele e Arabia Saudita</strong>, a suo dire &#8220;sempre più vicina&#8221;.  L&#8217;Agenzia statunitense ha commentato: &#8220;La proposta supporterebbe la politica estera statunitense e gli obiettivi di sicurezza nazionale supportando un <strong>partner strategico</strong> e promuovendo la stabilità in Medio Oriente&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scholz minaccia controlli alle frontiere per i visti illegali rilasciati dalla Polonia</h2>



<p>Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha invitato il governo della Polonia a investigare sulle centinaia di migliaia di <strong>visti lavorativi </strong>rilasciati <strong>illegalmente</strong> da funzionari che avrebbero ricevuto tangenti, e ha minacciato di reintrodurre controlli alla frontiera. &#8220;Lo scandalo dei visti che sta avendo luogo in Polonia necessita di indagini approfondite&#8221; ha affermato Scholz ad un raduno elettorale in Baviera in vista del voto dell&#8217;8 ottobre per il rinnovo del Consiglio regionale. &#8220;Non voglio che il Paese si limiti a <strong>far passare </strong>liberamente i migranti&#8221;. Il Cancelliere ha comunicato che discuterà il problema con il governo polacco e ha ventilato l&#8217;ipotesi di implementare dei <strong>controlli alla frontiera </strong>con la Polonia e altri vicini. Il governo di Berlino è sottoposto a grande pressione a causa del crescente numero di arrivi di <strong>migranti clandestini</strong>, ma finora il cancelliere e la ministra dell&#8217;Interno hanno resistito alle richieste di introdurre controlli alle frontiere. I dati raccolti dalle agenzie tedesce parlano di oltre <strong>204mila richieste d&#8217;asilo</strong> ricevute nei primi 8 mesi del 2023, con un aumento del 77% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricominciano i rapimenti di massa in Nigeria</h2>



<p>Un grupo di uomini armati ha rapito oltre<strong> 30 persone</strong>, incluse 24 studentesse, in un raid nei pressi dell&#8217;università nello stato del Zamfara, nel nord-est della Nigeria. Poco prima dell&#8217;alba, decine di sequestratori appartenenti a gruppi criminali locali hanno circondato il villaggio di Sabon Gida, sede dell&#8217;<strong>Università Federale</strong> appena fuori dalla capitale Gasau, <strong>irrompendo</strong> in tre residenze femminili e portando via le studentesse sotto la minaccia delle armi. L&#8217;attacco è stato il primo rapimento di massa da quando il presidente Bola Ahmed Tinubu è entrato in carica nel maggio scorso promettendo di affrontare con forza le sfide alla sicurezza del Paese. I soldati schierati da Gasau hanno ingaggiato uno <strong>scontro a fuoco</strong> con gli aggressori ma una parte di loro è riuscita a radunare gli ostaggi e trasferirli in un&#8217;altra zona. I rapimenti di massa di studenti sono una delle attività in cui si sono <strong>specializzate</strong> le bande criminali nello stato di Zamfara. A febbraio 2021, i gangster assalirono una scuola femminile nella città di Jangebe e sequestrarono più di 300 studentesse, che furono liberate solo dopo il pagamento di un riscatto da parte delle autorità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">All&#8217;Onu, il Niger è ancora rappresentato dall&#8217;ex governo</h2>



<p>Il <strong>regime militare</strong> al potere in Niger, risultato del recente colpo di Stato e non riconosciuto internazionalmente ha accusato Antonio Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite, di aver <strong>impedito</strong> la partecipazione di Niamey alla 78esima Assemblea generale Onu con la complicità della Francia. Il colonnello Amadou Abdramane ha tenuto un discorso in diretta tv a nome del <strong>Consiglio nazionale</strong> per la salvaguardia della patria (Cnsp) accusando Guterres non solo di aver &#8220;rifiutato di prendere atto della <strong>lista ufficiale</strong> dei delegati del Niger all&#8217;Onu, Paese che è membro permanente dell&#8217;organismo&#8221;, ma anche di aver dato ascolto alla richiesta del ministro degli Esteri <strong>deposto</strong> Hassoumi Massaoudou di revocare il diritto di parola al rappresentante nigerino accreditato dal Cnsp, il ministro degli Esteri ad interim Yaou Sangarè Bakary. Quest&#8217;ultimo era stato nominato come rappresentante del Niger all&#8217;Onu a marzo scorso, quindi prima del colpo di Stato del 26 luglio. &#8220;Il Consiglio e il governo della Repubblica del Niger invitano la comunità nazionale e internazionale a testimoniare le <strong>perfide azioni</strong> del Segretario Generale dell’ONU&nbsp;che rischiano di compromettere qualsiasi sforzo volto a porre fine alla crisi nel nostro Paese” ha esortato Abdramane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giornalista iraniano aggredito dall&#8217;entourage di Raisi a New York</h2>



<p>La rete persiana Iran International ha comunicato che un giornalista della propria troupe è stato <strong>aggredito</strong> dall&#8217;entourage del presidente iraniano <strong>Ebrahim Raisi </strong>mentre si trovava a New York per seguire l&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il corrispondente Kian Amani stava facendo delle riprese fuori dall&#8217;hotel Millennium Hilton per documentare il seguito di Raisi che lasciava l&#8217;edificio quando l&#8217;incidente ha avuto luogo. Iran International, che trasmette in farsi da Washington, ha affermato che &#8220;l&#8217;entourage del presidente iraniano ha <strong>attaccato</strong>, molestato e insultato i giornalisti della nostra troupe&#8221; subito dopo che un funzionario iraniano si è avvicinato ad Amani chiedendogli <strong>per cosa</strong> stesse girando il filmato, e lui ha risposto &#8220;Non toccarmi, sono un giornalista&#8221;. Il vice inviato speciale del Dipartimento di Stato per l&#8217;Iran, Abram Paley, ha dichiarato in un tweet che &#8220;tale comportamento è <strong>inaccettabile</strong>. Condanniamo le apparenti molestie e intimidazioni di diversi giornalisti sul suolo americano&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Le armi destinate all&#8217;Ucraina nelle mani delle gang: cosa succede in Svezia</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/le-armi-destinate-allucraina-nelle-mani-delle-gang-cosa-succede-in-svezia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 13:19:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[gang]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Svezia è in corso una delle guerre della droga più violente del Vecchio Continente. Centinaia di attori, fra bande di strade e mafie strutturate, in lotta per il controllo del territorio e l&#8217;egemonia dei traffici di sostanze stupefacenti in ingresso nel Paese. La posta in palio è una cifra dai sei zeri in su. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/le-armi-destinate-allucraina-nelle-mani-delle-gang-cosa-succede-in-svezia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/le-armi-destinate-allucraina-nelle-mani-delle-gang-cosa-succede-in-svezia.html">Le armi destinate all&#8217;Ucraina nelle mani delle gang: cosa succede in Svezia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230328151850866_6c615e4ed0b07ec3ebeb29833a664e0f-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In <strong>Svezia </strong>è in corso una delle <strong>guerre della droga</strong> più violente del Vecchio Continente. Centinaia di attori, fra bande di strade e mafie strutturate, in lotta per il controllo del territorio e l&#8217;egemonia dei traffici di sostanze stupefacenti in ingresso nel Paese. La posta in palio è una cifra <strong>dai sei zeri in su</strong>.</p>



<p>La campagna di contrasto alla violenza gangsteristica delle autorità svedesi ha prodotto risultati misti, spostando il crimine anziché sopprimerlo, e quel poco che è stato duramente ottenuto rischia di essere cancellato dall&#8217;entrata in scena di una variabile inaspettata: la <strong>guerra in Ucraina</strong>. Perché esiste il rischio concreto che una parte delle armi inviate dai paesi occidentali all&#8217;esercito ucraino finisca nelle mani delle bande.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/criminalita/l-europa-sotto-la-tempesta-piovono-sangue-e-cocaina.html">Le guerre della cocaina d&#8217;Europa</a></strong></li>
</ul>



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<h2 class="wp-block-heading">Gli occhi delle gang sulle armi inviate a Kiev</h2>



<p>Stoccolma è in stato di allerta da inizio 2023. Gli informatori che aiutano gli inquirenti nelle loro indagini contro il crimine organizzato hanno messo in guardia le autorità portuali e frontaliere: i trafficanti di armi che si occupano di rimpinzare le strade di Göteborg di pistole, mitraglie ed esplosivi si sarebbero messi alla ricerca di <strong>armamenti in Ucraina </strong>su richiesta delle bande.</p>



<p>Le rivelazioni dei confidenti, per quanto sensibili, hanno trovato il modo di raggiungere il grande pubblico. Non è da escludere che l&#8217;apparente fuga di notizie sia, in realtà, una &#8220;diffusione gestita&#8221; delle informazioni voluta dai servizi segreti svedesi, che sperano di mettere le bande sotto pressione dimostrando di essere a conoscenza dei loro piani.</p>



<p>L&#8217;intelligence svedese <a href="https://www.aa.com.tr/en/europe/weapons-smuggling-in-sweden-out-of-control-expert/2838300">ha ragioni fondate</a> per temere l&#8217;ingresso clandestino delle armi occidentali inviate all&#8217;esercito ucraino. Perché trattasi di prodotti sofisticati e potenti in grado di esacerbare la guerra della droga, come ha ricordato l&#8217;agente doganale <strong>Jesper Liedholm</strong> a <em>Sveriges Radio</em>, perché l&#8217;Ucraina è divenuta un enorme arsenale al quale i trafficanti di armi (<strong>inclusi quelli della Scandinavia</strong>) stanno già attingendo,<strong> </strong>come hanno spiegato il giornalista investigativo <strong>Mathias Stahle</strong> e l&#8217;<strong>Ufficio nazionale di indagine della Finlandia</strong>, e perché &#8220;il mercato svedese delle armi è fuori controllo&#8221;, come ha denunciato il ricercatore <strong>Ardavan Khoshnood</strong> dell&#8217;università di Lund.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/criminalita/snabba-cash-viaggio-nella-svezia-criminale.html">Snabba Cash, viaggio nella Svezia criminale</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri della guerra della droga svedese</h2>



<p>Le origini della guerra della droga svedese affondano nei primi anni del Duemila, nelle lotte tra la senile e impreparata criminalità autoctona – già indebolita dall&#8217;afflusso di gangster iugoslavi durante gli anni Novanta – e l&#8217;emergente panorama delle bande mediorientali e subsahariane. </p>



<p>Motociclisti scandinavi, avanti con l&#8217;età e più abituati alle risse di strada che a faide chicagoane, contro gangster giovani e aitanti, mossi dalla fame e forgiati dalle guerre. Prevedibile l&#8217;esito – la sconfitta dei primi. Meno prevedibile la continuazione della storia – una guerra tra bande senza fine.</p>



<p>Il &#8220;mafiaverso&#8221; svedese è entrato in una fase di violento e caotico interregno da quando sono finite le ere delle bande di motociclisti e del crimine organizzato balcanico, causa l&#8217;estinzione delle prime e la ritirata strategica del secondo – i cui attori-chiave, primariamente albanesi ed ex-iugoslavi, hanno ceduto volontariamente il mercato della droga alle ambiziose e spietate bande di Medioriente e Subsahara, di cui sono diventati armieri. Intoccabili, perché <strong>indispensabili</strong>, i gangster dei Balcani hanno trovato nelle armi l&#8217;ancora di salvataggio dalla violenza che avrebbe successivamente invaso le strade svedesi.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/societa/alle-origini-della-guerra-della-droga-svedese.html">Alle origini della guerra della droga svedese</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/societa/sangue-e-kalashnikov-lungo-la-belgrado-stoccolma.html">Sangue e kalashinkov lungo la Belgrado-Stoccolma</a></strong></li>
</ul>



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<p>I numeri della guerra della droga spiegano, molto meglio delle parole, perché persino le notoriamente temute mafie balcaniche abbiano preferito fare un passo indietro in Svezia:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>388 sparatorie e 90 attentati dinamitardi, per un totale di <strong>61 morti</strong>, nel 2022;</li>



<li><strong>Oltre 400 attentati dinamitardi</strong> nel periodo 2018-21;</li>



<li><strong>1.674 sparatorie</strong> nel periodo 2017-21, per un totale di oltre 220 morti e più di 600 feriti;</li>



<li><strong>46 innocenti uccisi </strong>dalle bande nel periodo 2011-20, a causa di proiettili vaganti, per scambi di persona o per sfortuna, <strong>8 dei quali non ancora adolescenti </strong>–&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/societa/cosa-sta-accadendo-a-malmo.html">come la dodicenne uccisa da un proiettile vagante il 3 agosto 2020</a>.</li>
</ul>



<p>I numeri di cui sopra hanno significato il conseguimento di diversi record negativi per la Svezia, il fu punto di riferimento del liberalismo occidentale divenuto il primo paese dell&#8217;Unione Europea per numero di<strong> sparatorie mortali</strong>, nonché l&#8217;<strong>unico</strong> in cui la violenza con armi da fuoco è aumentata in maniera costante dal 2000.</p>



<p>Ostaggio di <strong>40 famiglie criminali e di 500 bande</strong>, i cui soldati rappresentano una sfida alla tenuta delle istituzioni in forza del numero –<a href="https://it.insideover.com/societa/alle-origini-della-guerra-della-droga-svedese.html"> 9/12.000 gangster </a>contro <a href="https://www.statista.com/statistics/1314554/sweden-police-officers/">21.000 poliziotti </a>–, la Svezia odierna è l&#8217;esempio plastico di cosa può accadere quando al fallimento dei progetti di ingegneria sociale, quali sono gli esperimenti di integrazione, segue l&#8217;indifferenza. La Svezia odierna è<a href="https://it.insideover.com/criminalita/snabba-cash-viaggio-nella-svezia-criminale.html"> Snabba Cash</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/le-armi-destinate-allucraina-nelle-mani-delle-gang-cosa-succede-in-svezia.html">Le armi destinate all&#8217;Ucraina nelle mani delle gang: cosa succede in Svezia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La rivalità tra gang arabe e cecene che preoccupa la Germania</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-rivalita-tra-gang-arabe-e-cecene-che-preoccupa-la-germania.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 13:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[gang]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Germania si torna a parlare ancora una volta di crimine organizzato e di società parallele che crescono all’ombra dello Stato, senza alcun rispetto per le sue leggi né per il resto dei cittadini. A far discutere nei giorni scorsi è stato l’arresto di tre giovani tra i 23 e i 26 anni, fermati con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-rivalita-tra-gang-arabe-e-cecene-che-preoccupa-la-germania.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-in-Germania-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div>
<p>In Germania si torna a parlare ancora una volta di crimine organizzato e di società parallele che crescono all’ombra dello Stato, senza alcun rispetto per le sue leggi né per il resto dei cittadini. A far discutere nei giorni scorsi è stato l<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/tre-arresti-furto-secolo-sono-tedeschi-gang-araba-1904032.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">’arresto di tre giovani</a> tra i 23 e i 26 anni, fermati con l’accusa di aver portato a termine il furto dei gioielli custoditi nella Volta Verde del Castello di Dresda.</p>
<p>L’episodio, risalente al novembre del 2019, aveva destato grande rabbia e preoccupazione in un’opinione pubblica stanca dell’impunità concessa ai clan che da anni controllano i traffici illegali all’interno della Germania seminando il panico tra le strade delle maggiori città tedesche. Le gang infatti sono attive principalmente nella capitale Berlino, come dimostra la rissa scoppiata di recente nel quartiere di Neukoelln tra due bande rivali e che ha coinvolto una trentina di persone. Quest’ultimo episodio, oltre a sottolineare l’incapacità delle forze di sicurezza di mantenere l’ordine persino nella capitale, è il segno di un aumento della <strong>violenza tra clan</strong> per il controllo del territorio.</p>
<p>Tra le gang più attive in Germania si trova da anni quella dei <strong>Rammo</strong>, una famiglia di origini libanesi rifugiatasi in Germania grazie all’asilo politico negli anni Ottanta, quando il Libano era sconvolto da una nuova guerra. Come <a href="http://www.german-times.com/arab-clans-control-many-berlin-streets-where-the-police-dare-to-patrol-only-in-squads-of-multiple-officers/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riportato</a> dal <em>Berliner Zeitung</em>, in quegli anni l’integrazione e il controllo dei migranti provenienti dal Medio Oriente o da altri contesti di guerra non era la priorità del Governo, soprattutto a seguito del crollo del muro di Berlino. I <strong>clan arabi</strong> hanno quindi potuto prosperare grazie a spaccio, prostituzione, furto, riciclaggio di denaro e compravendita di armi. La famiglia Rammo, tra l’altro, è stata collegata al furto nel castello di Dresda e a quello del “Big Maple Leaf”, una moneta d’oro del peso di 100 chili e del valore di oltre 4 milioni di franchi, avvenuto nel marzo del 2017.</p>
<p>Il nome dei Rammo compare anche in altri episodi di violenza riportati dalla stampa tedesca e che sfiorano alle volte la leggenda. Secondo i media locali, il capofamiglia una volta sarebbe stato fermato da una volante della polizia per un fanale rotto e si sarebbe rifiutato di mostrare i documenti, insultando e minacciando gli ufficiali. In poco tempo, i poliziotti si sarebbero tra l’altro trovati circondati da altri membri del clan giunti in soccorso del loro capo, costringendo gli agenti a chiamare i rinforzi. Questo episodio aveva destato particolare scalpore e dimostrato ancora una volta la pericolosità dei clan e il clima di impunità nel quale agiscono.</p>
<h2>La rivalità con i ceceni</h2>
<p>Le bande arabe non sono le uniche a destare preoccupazione in Germania. Secondo una serie di rapporti redatti dalla procura generale del <em>Bundeskriminalamt</em> (l’Ufficio federale della Polizia criminale del Ministero federale degli Interni) negli ultimi anni anche le <strong>gang cecene</strong> e dell’Est Europa hanno rafforzato il loro potere in Germania. La loro espansione è coincisa con un aumento delle violenze tra le strade: caso emblematico è quello della sparatoria avvenuta nel 2018 a Berlino, quando tre ceceni e tre kossovari aprirono il fuoco contro un bar. Ad allarmare gli inquirenti quando si parla delle bande cecene sono anche i legami che in alcuni casi queste ultime hanno con<strong> gruppi islamisti</strong> attivi in Germania e all’estero.</p>
<p>Ma nelle ultime settimane la stampa tedesca è tornata a parlare di criminalità organizzata e di rivalità tra bande per un altro motivo. Come riportato da Limes, l’11 novembre i leader delle due fazioni si sono incontrati per mettere fine alle guerre intestine e per spartirsi gli ambiti di competenza, così da non incorrere in una nuova escalation di violenza. L’incontro, che già di per sé aveva indignato la stampa tedesca, ha fatto discutere anche a causa della pubblicazione sui social media di una foto della riunione, accompagnata da una didascalia nella quale si specifica che il tutto è avvenuto con l’assenso della polizia. Le forze dell’ordine hanno immediatamente smentito qualsivoglia coinvolgimento nella faccenda, ma l’episodio ha ugualmente destato clamore e riacceso il dibattito su integrazione e criminalità organizzata in Germania.</p>
</div>
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		<title>The Lost Boys</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/the-lost-boys.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2019 12:54:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Barrio18]]></category>
		<category><![CDATA[gang]]></category>
		<category><![CDATA[Rivera Hernandez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/001-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/001-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/001-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/001-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/001-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Qui per la Avenida tutto tranquillo, mi ricevi?”. Un ragazzo sulla ventina parla con un walkie talkie. Le strade sono vuote, ricoperte da un’oscurità implacabile. Un bambino si gode l’aria fresca della notte: “Lo vedi? Quell’albero è nel territorio della MS13, mi fa troppa paura andare lì, sai?”. Alla periferia di San Pedro Sula – &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/the-lost-boys.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/001-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/001-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/001-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/001-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/001-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
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                        Società
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                        24.07.2019
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                <h1 class="article__title">
                    The Lost Boys
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                        “Qui per la Avenida tutto tranquillo, mi ricevi?”. Un ragazzo sulla ventina parla con un walkie talkie. Le strade sono vuote, ricoperte da un’oscurità implacabile. Un bambino si gode l’aria fresca della notte: “Lo vedi? Quell’albero è nel territorio della&#8230;
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                Federico Vespignani
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        <p>“Qui per la Avenida tutto tranquillo, mi ricevi?”. Un ragazzo sulla ventina parla con un walkie talkie. Le strade sono vuote, ricoperte da un’oscurità implacabile. Un bambino si gode l’aria fresca della notte: “Lo vedi? Quell’albero è nel territorio della MS13, mi fa troppa paura andare lì, sai?”. Alla periferia di San Pedro Sula – la capitale industriale dell’Honduras – si estende Rivera Hernandez, una distesa labirintica interconnessa come un sistema di correnti elettriche in costante conflitto. Un’area di 150mila abitanti  in cui sei gang stabiliscono piccoli universi denominando le comunità con numeri o lettere. Una volta, la gente parlava della Rivera come di una zona di guerra. Con il passare del tempo – e anche del sangue – ora la si potrebbe considerare come una sorta di insurrezione normalizzata.</p>
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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/90-1.jpg" alt="" class="wp-image-218873" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/90-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/90-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/90-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/90-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>Kevin discute con due membri del Barrio 18 di un furto avvenuto nel quartiere. La gang non permette che si verifichino furti nella loro area di influenza. Honduras, San Pedro Sula, Rivera Hernandez</figcaption></figure>
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    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Durante il giorno la Rivera è definita da una calma spettrale. Militari con passamontagna pattugliano le strade in pick up. “Ogni tanto sembra tutto così pacifico” &#8211; racconta Daniel Pacheko, un pastore evangelico molto attivo nell’area &#8211; “ma può cambiare tutto da un momento all’altro”. Pacheko cammina in equilibrio su una sottile linea. Si è guadagnato il rispetto delle gang della Rivera cercando di negoziare con le forze di sicurezza per evitare spargimenti di sangue, nell’instancabile tentativo di arginare la violenza tra i giovani. È riuscito a riqualificare intere aree e quello che un tempo era un “Botadero” (una discarica di cadaveri) ora è un campo di calcio dove ogni giorno si allenano i ragazzi nell’età in cui sono più a rischio di reclutamento da parte delle gang.</p>
<p>&nbsp;</p>
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        <p>“Una mente non occupata è una preda del demonio”, racconta Kevin Lopez, 26 anni, che insieme a Pacheko gestisce un programma di prevenzione con giovani a rischio, organizzando tornei di calcio. A 15 anni Kevin stava per entrare nel Barrio 18: “Avevo iniziato facendo la vedetta, ma poi ho capito che non era la vita per me: ho visto molti miei amici diventare cadaveri nelle strade”. Racconta che quando si è trasferito qui con la famiglia era completamente diverso: &#8220;C’erano le gang ma erano un’altra cosa: si poteva camminare liberamente ovunque, adesso non puoi più uscire dalla comunità in cui vivi altrimenti ti fanno fuori in un attimo”.</p>
<figure id="attachment_218186" aria-describedby="caption-attachment-218186" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-218186 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/8-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/8.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-218186" class="wp-caption-text">Un membro del Barrio 18 posa per un ritratto facendo il simbolo della gang. Il Barrio 18 è un&#8217;organizzazione caratterizzata da estrema violenza e opera nelle aree colpite da povertà dove si concentra gran parte della violenza dell&#8217;Honduras. Honduras, San Pedro Sula, Rivera Hernandez</figcaption></figure>

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    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>L’Honduras è attualmente uno dei più violenti Paesi del mondo, escludendo le zone di guerra. La violenza qui è condotta da gruppi criminali transnazionali, trafficanti di droga, forze di sicurezza corrotte e gang. Proprio queste ultime sono i principali attori del circolo criminale che caratterizza le aree più marginali come Rivera Hernandez.</p>

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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/3.jpg" alt="" class="wp-image-218726" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/3.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/3-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>Un membro del Barrio 18 fa luce sul confine con il territorio controllato dalla gang rivale MS13 o Mara Salvatrucha. Honduras, San Pedro Sula, Rivera Hernandez
</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Nell’odierno Honduras il livello di violenza e corruzione permette alle gang di avere una grande capacità operativa che, tra i suoi numerosi effetti, sta portando a una fuga di massa della popolazione. E, in tutto questo, il ruolo degli Stati Uniti è stato centrale. A partire dagli anni Ottanta l’Honduras è stato per il Dipartimento di Stato americano un hub nel contesto della Guerra fredda, fondamentale per condurre operazioni in Centro America e Caraibi, importante soprattutto per la sua posizione strategica tra El Salvador e Nicaragua, che all’epoca vivevano una violenta guerra civile, e vicina a Cuba.</p>
<figure id="attachment_218066" aria-describedby="caption-attachment-218066" style="width: 683px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-218066 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/011-683x1024.jpg" alt="" width="683" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/011-683x1024.jpg 683w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/011-200x300.jpg 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/011-768x1152.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/011.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption id="caption-attachment-218066" class="wp-caption-text">La comunità di Rivera Hernandez è stata fondata sui territori sequestrati dallo Stato e da proprietari privati negli anni &#8217;80 da gruppi di senzatetto. Da allora, i conflitti per i diritti delle terra sono un problema costante. Honduras, San Pedro Sula, Rivera Hernandez</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>In questo contesto l’Honduras, insieme agli altri Paesi del Centro America, vide una sistematica soppressione dei diritti civili: si formarono gruppi paramilitari con l’appoggio logistico della Cia (in particolare il temuto battaglione 316) furono uccisi 2mila studenti e avvennero numerose sparizioni di rappresentanti politici. Con la fine della Guerra fredda l’enorme network clandestino che si era sviluppato per sostenere le varie parti in conflitto si è semplicemente convertito in favore del crimine organizzato. Più recentemente, nel 2009, gli Usa hanno sostenuto il colpo di Stato militare contro il presidente democraticamente eletto Manuel Zelaya, in favore del governo di Juan Orlando, confermato nel novembre 2017 con elezioni considerate fraudolente e accolto con ampie proteste da parte della popolazione.</p>

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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/009.jpg" alt="" class="wp-image-218067" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/009.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/009-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/009-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/009-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>Moises guarda casa sua dalla collina. San Pedro Sula, Honduras, Rivera Hernandez</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Oggi l’Honduras è uno Stato di stampo oligarchico militare corrotto che cerca sistematicamente di sopprimere ogni dissenso e dove il 70% della popolazione vive in condizione di povertà. In questa miseria le gang si insinuano diventando parte della comunità.</p>
<figure id="attachment_218069" aria-describedby="caption-attachment-218069" style="width: 683px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-218069 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/013-683x1024.jpg" alt="" width="683" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/013-683x1024.jpg 683w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/013-200x300.jpg 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/013-768x1152.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/013.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption id="caption-attachment-218069" class="wp-caption-text">Un disegno del Barrio 18 su uno dei principali accessi all&#8217;area sotto il controllo della gang. Honduras, San Pedro Sula, Rivera Hernandez</figcaption></figure>

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</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>La presenza delle <em>maras</em> o <em>pandillas</em> in Honduras si può far risalire all’inizio degli anni Ottanta quando &#8211; secondo l’intelligence onduregna &#8211; si contavano fino a 300 diversi gruppi. La loro capacità operativa era molto limitata ed era legata alla competizione per il controllo del territorio, senza però arrivare alla violenza che le caratterizza oggi. Quando nel ‘96 il governo americano incominciò a rimpatriare nei Paesi di origine &#8211; in particolare nel cosiddetto Triangolo del Nord (Honduras, El Salvador, Guatemala) &#8211; i migranti che avevano costituito bande criminali negli Stati Uniti, la situazione cambiò drasticamente: l’arrivo in Honduras di membri della MS13  e del Barrio 18 introdusse nuovi elementi culturali e portò la violenta rivalità tra i due gruppi, che si era già esacerbata negli Usa. San Pedro Sula è un esempio perfetto di come le strutture delle gang transnazionali si siano fuse con quelle locali. Agli inizi del 2000 lo scontro tra la MS13 e il Barrio 18 portò un’ondata di violenza che spinse il governo a creare delle unità di élite e a introdurre nuove leggi che rendevano illegale l’affiliazione a questi gruppi. Le forze di sicurezza interpretarono in maniera molto ampia il delitto di affiliazione criminale, riconducendolo a un fattore di classe e generazione.</p>

    </div>
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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/014-1.jpg" alt="" class="wp-image-218078" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/014-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/014-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/014-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/014-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>Vedetta del Barrio 18 e ragazzini della comunità che si trovano il sabato notte. Honduras, San Pedro Sula, Rivera Hernandez</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>“L’altra notte stavo bevendo una soda in quest’angolo, quando è arrivato un pick up della Policia Militar e ha inchiodato. La prima cosa che ho fatto è stata scappare. Sentivo le pallottole sfrecciarmi intorno, sono riuscito a nascondermi tra le lamiere di un giardino e vedevo i flash delle torce cercarmi”, racconta Moises Cubas, 18 anni, nato e cresciuto nella Rivera in una zona controllata dal Barrio e figlio di contadini. La sua famiglia si era trasferita nella città per cercare qualcosa di meglio, ma Moises è cresciuto insieme agli <em>homeboys</em> – così vengono chiamati i membri delle gang &#8211; del quartiere e nutre un profondo rispetto per il Barrio 18.</p>
<figure id="attachment_218448" aria-describedby="caption-attachment-218448" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-218448 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/016-3-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/016-3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/016-3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/016-3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/016-3.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-218448" class="wp-caption-text">Un membro del Barrio 18 posa per un ritratto. Honduras, San Pedro Sula, Rivera Hernandez</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Il governo onduregno li definisce gruppi terroristici e conduce contro di loro una guerra nelle aree più povere del Paese. Dove non esiste una rappresentanza dello Stato, come a Rivera Hernandez, le gang diventano l&#8217;unica l’istituzione della comunità: governano il territorio attraverso l’estorsione e uccidono coloro che si rifiutano di pagare o che non possono farlo. Le gang non sono definite da una componente ideologica: i membri cercano solo di non essere uccisi o catturati e spesso finiscono per diventare &#8220;famiglia&#8221; per migliaia di giovani abbandonati a se stessi e senza alcuna possibilità economica.</p>

    </div>
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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/9.jpg" alt="" class="wp-image-218749" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/9.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/9-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>Le zone controllate dalla gang sono impoverite. Qui la popolazione che non può permettersi di vivere in aree tranquille, viene di solito stigmatizzata dalla società per presunti legami con la malavita. Honduras, San Pedro Sula, Rivera Hernandez</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Una figura scheletrica esce dai cespugli brandendo un kalashnikov. “Questa sera tocca a te tenere l’AK, niente storie”, dice Erik. Il caldo è soffocante e Jacob si perde guardando nel vuoto. Le Unità della Polizia Militare e del gruppo<em> Anti-pandilla</em> (anti-gang) hanno condotto pattugliamenti durante tutta la notte nella zona de La Planeta e di Cerrito Lindo, aree della Rivera sotto il controllo del Barrio18.</p>
<figure id="attachment_218523" aria-describedby="caption-attachment-218523" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-218523 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/10-1-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/10-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/10-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/10-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/10-1.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-218523" class="wp-caption-text">Josè Lopez sulla cima di un albero al confine tra le aree controllate dal Barrio 18 e l&#8217;MS13. Honduras, San Pedro Sula, Rivera Hernandez</figcaption></figure>

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</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>La prima volta che ho incontrato Erik, mi ha raccontato di come, qualche mese prima, fosse riuscito a evadere da un centro di detenzione per minori a Tegucigalpa, dove era detenuto per l’omicidio di un conducente di autobus che si era rifiutato di pagare l’estorsione. “Era già la terza volta che lo avevamo avvisato. È stato necessario”, mi racconta con occhi fermi.</p>

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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/015-1.jpg" alt="" class="wp-image-218450" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/015-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/015-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/015-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/015-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>Carlos posa per un ritratto. I giovani che vivono in un&#8217;area controllata dalle gang hanno paura di lasciare il loro quartiere perché potrebbero essere scambiati per membri della gang dalla gang rivale. Honduras, San Pedro Sula, Rivera Hernandez</figcaption></figure>
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        <p>La spirale di violenza in cui vivono questi ragazzi lascia loro poche vie d&#8217;uscita: l’unica alternativa in molti casi è la fuga o l’emigrazione, visto che il tessuto economico non è in grado di assorbirli come forza lavoro. Una reale possibilità per chi rimane, invece, non esiste. Ma questi “criminali” rimangono poco più che degli adolescenti e &#8211; nonostante la familiarità con una vita violenta sembri soffocare la speranza in un futuro diverso – continuano a nutrire sogni che li portano al di là dello stretto orizzonte di Rivera Hernandez.</p>
<figure id="attachment_218451" aria-describedby="caption-attachment-218451" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-218451 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/22222-1-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/22222-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/22222-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/22222-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/22222-1.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-218451" class="wp-caption-text">Membri della polizia militare onduregna fermano un gruppo di ragazzi che stavano giocando a calcio nell&#8217;area controllata dal Barrio 18. Honduras, San Pedro Sula, Rivera Hernandez</figcaption></figure>

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        <p>In Honduras la morte violenta dei giovani per mano di altri giovani riflette la violenza strutturale della società. Drammaticamente consapevoli della mancanza di un futuro nel loro Paese, i ragazzi infliggono la morte ai loro coetanei, quasi fosse un gioco, e assistono imperturbabili alla loro stessa morte sociale. L’unica alternativa sembra essere la fuga: migrare rimane l’unica possibilità per evitare l&#8217;oblio a cui il loro Paese li condanna. Per chi rimane, invece, l&#8217;unica possibilità è quella di vivere come &#8220;bambini perduti&#8221; su un&#8217;isola di violenza e terrore.</p>

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                            Testo, foto e video di
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                                    Federico Vespignani
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</div><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/the-lost-boys.html">The Lost Boys</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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