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	<title>fracking Archives - InsideOver</title>
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	<title>fracking Archives - InsideOver</title>
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		<title>BoJo e le trame contro Sunak</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/bojo-e-le-trame-contro-sunak.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 06:37:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[boris johnson]]></category>
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<p>Se due indizi fanno una prova, difficile contestare l’idea che su Londra si stia preparando una tempesta perfetta.&#160; Chi pensava che Boris Johnson si sarebbe limitato ad accettare di buon grado il ruolo di comparsa sulla scena politica inglese si sbagliava di grosso. E chi pensava che la &#8220;sindrome di Cincinnato” (il dittatore che dopo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/bojo-e-le-trame-contro-sunak.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102309535814_e38677ca68dc739fb95649960fa40929-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se due indizi fanno una prova, difficile contestare l’idea che su Londra si stia preparando una tempesta perfetta.&nbsp;</p>



<p>Chi pensava che Boris Johnson si sarebbe limitato ad accettare di buon grado il ruolo di comparsa sulla scena politica inglese si sbagliava di grosso.</p>



<p>E chi pensava che la <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/che-fine-ha-fatto-boris-johnson.html">&#8220;sindrome di Cincinnato”</a> (il dittatore che dopo essersi ritirato era stato richiamato al potere per salvare Roma) che lo ha colpito da quando si è dimesso si sarebbe limitata al tentativo (andato a vuoto) di tornare a Downing Street per acclamazione, dopo la caduta di Liz Truss, sbagliava ancora di più.</p>



<p>L’ex Primo Ministro Inglese non ha affatto depositato le armi, né tantomeno le sue velleità di tornare alla guida del paese e ogni occasione è buona per ribadirlo.&nbsp;</p>



<p>L’ultima, in ordine di tempo, gli è stata servita su un piatto d’argento dall’annuncio di Rishi Sunak di rinunciare a partecipare al summit globale sul clima, Cop27.</p>



<p>Per un primo ministro in carica che declina, ce n’è subito pronto un altro (ex) che si prende la scena.&nbsp;</p>



<p>Boris Johnson non ha mai perdonato all’allora Cancelliere di aver condannato a morte la sua resistenza al Numero 10 dimettendosi dal suo incarico nel governo e ora, quale migliore occasione per restituire a Sunak lo smacco subito la scorsa estate?</p>



<h2 class="wp-block-heading">I due indizi</h2>



<p>Le ultime immagini pubbliche di BoJo hanno consegnato alle cronache un leader abbronzato e rientrato in fretta e furia da Santo Domingo per rispondere alla chiamata dei suoi che lo volevano a raccogliere i cocci dei 44 terribili giorni con Liz Truss.</p>



<p>Le immagini private, invece, sono quelle di un uomo in continua elaborazione di una strategia per disarcionare il suo nemico giurato mentre, nel frattempo, manda avanti i suoi scudieri.</p>



<p>Alok Sharma, il presidente di Cop26, lo “Zar del clima”, ha avuto incarichi nel governo conservatore ininterrottamente dal 2016, con Theresa May, fino a quando Rishu Sunak non ha deciso di sbarazzarsene.</p>



<p>Sharma, che in questo modo oltre all’incarico ha anche perso la possibilità di partecipare alle riunioni di Gabinetto, (e magari dare conto a Boris dei contenuti emersi), ha deciso di concedere le sue riflessioni sulle scelte ambientali del nuovo Primo Ministro al <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/alok-sharma-attacks-sunak-for-cop27-snub-sdq3fjld6"><em>Sunday Times</em>.</a>&nbsp;</p>



<p>“La decisione di Sunak non partecipare a Cop27 è un grave errore” ha scandito argomentando che il rischio è quello di sminuire il ruolo di primo piano che il Regno Unito si era dato sulle questioni ambientali, aggiungendo che, una scelta del genere verrà pagata dai Conservatori alle urne.</p>



<p>In una intervista giudicata &#8220;incredibilmente aperta”, Sharma accusa l’attuale Primo Ministro di continuare a dare concessioni per petrolio e gas senza invece rinforzare la tassazione sugli extra-profitti delle grandi compagnie, concedendo sconti solo a quelle che reinvestono sulle rinnovabili.&nbsp;</p>



<p>“Questo è il tema del momento, non solo nell’ottica di difesa dell’ambiente&nbsp; &#8211; il suo ragionamento &#8211; ma anche per le grandi opportunità offerte in termini di posti di lavoro e di nuovi investimenti” ha concluso Sharma senza fare sconti a chi lo aveva appena liquidato.</p>



<p>Una cosa buona, però va detto, Sunak appena entrato a Downing Street l’avrebbe fatta. L&#8217;annuncio di non autorizzare il <em>fracking,</em> reintrodotto da Liz Truss, ha sedato gli animi dei territori costieri interessati e accontentato le richieste dei deputati Tories eletti in quelle aree.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Jonhson e la pancia del paese</strong></h2>



<p>“Boris Johnson vuole tornare al suo posto ad ogni costo&#8221;  ci spiega il professor Steve McCabe della City University di Birmingham. &#8220;La decisione di andare a Sharm El-Sheikh ha come principale obiettivo quello di causare imbarazzo al nuovo primo ministro”.</p>



<p>Johnson è uno che conosce bene la pancia del suo popolo, un uomo delle élite che si è sempre messo indosso i panni dell’”Uno-di-voi” esprimendo la grande capacità di entrare in simbiosi con gli umori degli inglesi dicendo loro quello che si aspettavano di sentire.</p>



<p>Esattamente le qualità che Sunak viene accusato di non avere, dietro a quegli abiti troppo costosi, che nessuno gli perdona e dietro a quell’immenso patrimonio che lo rende più ricco del re e che molti inglesi in difficoltà considerano una colpa.</p>



<p>Tutto questo è irrazionale, ma l’accusa di non saper entrare in sintonia con i sentimenti degli ultimi e di non rappresentare le esigenze della classe operaia e dei lavoratori, visti al contrario, sono esattamente i valori che hanno sempre rappresentato la forza di Johnson.</p>



<p>Poi si può discutere di quanto le promesse siano state tradotte in fatti, ma nella politica del populismo, gli annunci pesano, per le verifiche ci sarà tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">BoJo paladino del climate change</h2>



<p>Boris Johnson un anno fa aveva investito energie e promesse all’edizione di Cop26 che si era tenuta in casa, a Glasgow e che aveva dato al Regno Unito la presidenza del summit.</p>



<p>Oggi, il suo successore, voltando le spalle alla kermesse dà uno smacco nel segno della discontinuità che anche la debolissima Liz Truss aveva comunque garantito.</p>



<p>Così succede che: Sunak annuncia che non ci sarà e la mattina dopo<a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-11369097/Downing-Street-alarmed-reports-Boris-Johnson-travel-Egypt-Cop27-summit.htmlhttps://www.dailymail.co.uk/news/article-11369097/Downing-Street-alarmed-reports-Boris-Johnson-travel-Egypt-Cop27-summit.html"> i giornali </a>aprono con la notizia che Boris Johnson parteciperà.</p>



<p>A palazzo le fibrillazioni vanno alle stelle; la decisione crea scompiglio e manda l’ennesimo segnale di caos all’interno del partito che ormai sperava di aver raggiunto l’unità salvaguardando governo&nbsp; e poltrone.</p>



<p>Ma non avevano fatto i conti con la sete di vendetta di Johnson e con il suo grande afflato ambientalista…</p>



<p>Non è ben chiaro quali panni vestirà BoJo a Cop27: se andrà nella delegazione ufficiale del governo con gli altri deputati, se andrà come ospite del governo egiziano in un simbolico passaggio di consegne della presidenza tra i due paesi o se invece si accoderà alle delegazioni delle organizzazioni non governative invitate.</p>



<p>Quel che è certo è che ci sarà e sarà di nuovo accanto a Biden, a Macron e ai grandi della terra e sarà lì per riconquistarsi il&nbsp; posto al sole che non vuole lasciare all’avversario che invece resterà sotto il cielo plumbeo di Londra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sunak e le Lobbies </h2>



<p>Alla ricerca di una spiegazione per la mancata partecipazione del primo ministro al summit di Sharm El-Sheikh, il <em><a href="https://www.mirror.co.uk/news/politics/rishi-sunak-accepted-cash-fossil-28361452">Mirror</a></em> ha pubblicato i dettagli sui finanziamenti ricevuti da Sunak durante la campagna estiva per la premiership.&nbsp;</p>



<p><em>Ready4Rishi </em>avrebbe raccolto donazioni pari a 460.000 Sterline, (Liz Truss ne aveva ricevute 424.000) e tra i suoi finanziatori, stando alle notizie fornite dal quotidiano, ci sarebbero molti personaggi legati al mondo dal petrolio, del gas e dell’aviazione, tutti interessati ad investimenti legati ai combustibili fossili.</p>



<p>&#8220;Come avrebbe potuto deludere le loro aspettative?&#8221;, la critica per niente velata mossa da Ed Milliband, il ministro ombra laburista che su <em>Twitter</em> ha scandito: “Sunak è dalla parte delle grandi compagnie del petrolio e del gas, non certo dalla parte della gente”.</p>



<p>Boris Johnson invece c’è e mai si sarebbe sognato di dire al re di stare a casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Carlo III “si fa il suo summit sul clima a casa”</h2>



<p>Noto per il suo profondo impegno per l’ambiente, la biodiversità e la natura, re Carlo III, a pochi giorni dalla sua proclamazione coincisa con l’entrata in ufficio di Liz Truss, aveva già ricevuto disposizioni da parte del Primo Ministro di non farsi vedere a Cop27.&nbsp;</p>



<p>Lei pare volesse usare la prima missione del nuovo re in maniera più strategica, magari mandandolo in Canada, o forse, più semplicemente, non voleva ombre sul suo viaggio.</p>



<p>Ma, casualmente la notizia, <em>riservata</em>, era subito sfuggita dalle fessure di Buckingham Palace, quel luogo blindato dal quale non esce nulla che non debba uscire.</p>



<p>Oggi, il tema torna di stretta attualità perché il capo dello stato e del regno ha di fatto ricevuto le stesse indicazioni anche da parte di <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/rishi-sunak-will-deny-king-charles-his-trip-to-cop27-talks-h8nx5bgct">Rishi Sunak</a>, il quale si è limitato a far sapere di non volere riaprire il discorso.</p>



<p>Ma Carlo III ha in testa una corona e tra le mani un’agenda che il primo ministro appena arrivato può solo contemplare.&nbsp;</p>



<p>Così, Buckingham Palace ha rimesso la palla in campo annunciando che, due giorni prima di Cop27, il <a href="https://news.sky.com/story/king-charles-to-host-reception-ahead-of-cop27-despite-not-going-himself-12734141">palazzo ospiterà il “suo summit</a>”.</p>



<p>Sarà una festa aperta a 200 grandi imprenditori, uomini d’affari, <em>decision-makers </em>e ONG che vorrà rimarcare l’importanza della presidenza di turno del Regno Unito a Cop26. E non si tratterà di un banchetto reale, ma di un vero momento di confronto sulle tematiche legate alla sostenibilità, ad un’analisi dei progressi compiuti in questo ultimo anno esprimendo la volontà del regno di proseguire in questa direzione. Convintamente.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il destino incerto di Sunak </h2>



<p>Oggi, a minare la sicurezza che i Conservatori pensavano di aver raggiunto con la nomina di Rishi Sunak ci sono sempre più sempre più ostacoli.&nbsp;</p>



<p>I problemi del ministro dell’Interno Suella Braverman, che il Primo Ministro è stato costretto a richiamare nel suo governo per ragioni di equilibrismo politico, rischiano di trascinarlo giù con sè.&nbsp;</p>



<p>Poi c’è la scadenza della presentazione della manovra di bilancio d’autunno, rimandata al 17 novembre e sulla quale ci sono gli occhi puntati dei mercati, che non perdonano.</p>



<p>Il risultato è che chi pensava di averne già viste abbastanza, si prepari perché il cielo sopra Westminster è fosco e promette temporali.</p>



<p>E Boris Johnson non aspetta altro.</p>
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		<title>UK in blackout. L&#8217;ennesima promessa mancata di Liz Truss</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/uk-in-blackout-lennesima-promessa-mancata-di-liz-truss.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2022 08:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-2048x1371.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Regno Unito si prepara ai blackout invernali, come fu negli anni ’70, in barba alle promesse elettorali. Il nuovo primo ministro inglese aveva appena finito di scusarsi per il disastro generato dalla presenza del taglio dell’aliquota al 45% per i redditi superiori a 150.000 Sterline nel mini budget, che ora deve gestire l’ennesimo flop: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/uk-in-blackout-lennesima-promessa-mancata-di-liz-truss.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/uk-in-blackout-lennesima-promessa-mancata-di-liz-truss.html">UK in blackout. L&#8217;ennesima promessa mancata di Liz Truss</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Regno Unito</strong> si prepara ai blackout invernali, come fu negli anni ’70, in barba alle promesse elettorali. Il nuovo primo ministro inglese aveva appena finito di scusarsi per il disastro generato dalla presenza del taglio dell’aliquota al 45% per i redditi superiori a 150.000 Sterline nel mini budget, che ora deve gestire l’ennesimo flop: quello <strong>energetico</strong>.</p>



<p>La scorsa estate, durante la campagna che avrebbe designato l’erede di Boris Johnson alla guida del partito conservatore e del governo, <strong>Liz Truss</strong> era stata categorica nel garantire una presenza di scorte sufficienti per scaldare il rigido inverno inglese, prendendo le distanze dal suo rivale, Rishi Sunak, che invece paventava l’ipotesi di razionamenti. </p>



<p>Ora, però, tra le mani di Liz Truss è arrivato il rapporto presentato da ESO <em>(<a href="https://www.nationalgrideso.com/future-energy/future-energy-scenarios">National Grid Electricity System Operator</a></em>) che, nella stima del bilanciamento tra domanda e offerta di forniture elettriche, contrariamente a quanto profilato nelle rosee previsioni dello scorso Luglio, ha decisamente invertito la rotta. Londra non sarebbe più in grado di assicurare le forniture necessarie a scongiurare <em>blackout</em> tra Dicembre e Marzo 2023. La conclusione del report avrebbe indotto i relatori a suggerire, in caso di emergenza, un razionamento di 3-4 ore della fornitura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi fornisce energia al Regno Unito</h2>



<p>Il Regno Unito, diversamente da altri paesi Europei, Germania e Italia in primis, gode di una maggiore indipendenza dal gas russo grazie alle risorse presenti nel Mare del Nord e a quelle fornite attraverso il passaggio dalla Norvegia. Tre quarti del gas importati arrivano da lì, oltre a circa 1.4 gigawatts (GW) di elettricità che percorrono 730km lungo un cavo che collega Blyth in Northumberland a Kvilldal sulla costa opposta. </p>



<p>Questa, come evidenziato nella lettera che Liz Truss ha pubblicato sul <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/liz-truss-time-to-find-common-cause-with-our-european-friends-m09kjt5wl"><em>Times</em> </a>prima di recarsi a Praga per incontrare i leader europei, rappresenta la fonte di approvvigionamento per almeno 1 milione e mezzo di case, considerando che qui, dati del 2021, il 40% dell’elettricità si produce dal gas. Di più, il Paese è collegato all’Europa da condotti che arrivano in Belgio e Olanda e attraverso i quali il gas viene spedito in entrambe le direzioni, sulla base dei costi. Questo flusso è principalmente diretto verso le esportazioni nel continente per assicurare i grandi stoccaggi che sull’isola non sarebbero possibili. </p>



<p>Finora il sistema ha retto perché, in caso di necessità, gli inglesi si sono ripresi indietro il loro gas, esattamente come accade con l’elettricità trasferita attraverso conduttori collegati a Francia, Belgio, Olanda e Norvegia.  Ma l’inverno in arrivo si prospetta differente, ha chiarito il report di <em>National Grid</em>, perché anche i paesi europei sono in deficit.</p>



<p>Al di là degli scenari geopolitici, la <strong>Francia</strong> sta avendo problemi con i suoi reattori nucleari e la Norvegia sta soffrendo per via della siccità che non permette di alimentare il suo potenziale idroelettrico. Da qui il timore che lo stato scandinavo possa decidere di tagliare il cordone con Uk ed Europa per proteggere e garantire il suo uso interno.</p>



<p>Il conflitto in Ucraina e le conseguenze nelle forniture in arrivo dalla Russia per il Regno Unito non rappresentano, invece, un problema primario.  Negli ultimi 4 mesi, le importazioni di gas da quella latitudine sono state praticamente azzerate e lo stesso dicasi per il flusso di petrolio russo che, negli ultimi 2 mesi, è arrivato a zero. Il complessivo delle importazioni dalla Russia, nel periodo che va da Gennaio a Luglio 2022 è sceso a una percentuale del 4%.</p>



<p>I documenti ufficiali della <a href="https://commonslibrary.parliament.uk/research-briefings/cbp-9523/">Camera dei Comuni </a>certificano che, in un anno, le importazioni dalla Russia di gas, petrolio e combustibili fossili sono crollate del 96%. A controbilanciare questi tagli è la capacità di fare affidamento sul gas liquido naturale (LNG) fornito da <strong>Qatar</strong> e <strong>Stati Uniti</strong>, ma se le temperature precipitassero repentinamente, non ci sarebbe nessuna garanzia di forniture adeguate, sopratutto per le abitazioni degli inglesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il blackout di Liz Truss</h2>



<p>L’allarme blackout in realtà era già scattato quando, solo qualche giorno prima del report di ESO, il fornitore di energia <em>Ofgem</em> aveva parlato apertamente del “rischio importante” di trovarsi in emergenza per l’impossibilità di garantire forniture di gas secondo gli standard richiesti abitualmente.&nbsp;</p>



<p>E qui tornano in gioco le promesse e i guai di Liz Truss. Interpellata sul tema, mentre si trovava a Praga a rinsaldare il rapporti di “amicizia” con <strong>Emmanuel Macron</strong> e a farsi immortalare sorridente con Mario Draghi, ha glissato, limitandosi ad un generico “Siamo messi meglio di molti altri paesi europei”, ma senza smentire chiaramente la possibilità del blackout. Questa impasse è un’altra mina sulla già fragile posizione del primo ministro la cui leadership non è mai stata veramente riconosciuta.</p>



<p>La sua elezione, in settembre, non è avvenuta grazie al sostegno dei deputati del suo partito presenti a <strong>Westminster</strong> e questa mancanza di un largo consenso, con un automatismo tipico della spietatezza della politica, trasforma ogni passo falso in un&#8217;occasione per generare caos. Così, dal palazzo, partono dichiarazioni a ruota libera e le indiscrezioni finiscono in pasto ai media.</p>



<p>Esattamente quanto accaduto al <em>Times,</em> che ha ricevuto una segnalazione in base alla quale Liz Truss avrebbe sonoramente bocciato la campagna di comunicazione studiata ad hoc dal politico di lungo corso e oggi <em>business Secretary,</em> Jacob Rees-Mogg. L’idea era quella di sensibilizzare gli inglesi al consumo intelligente delle risorse con un piano costato 15 milioni di Sterline. I sudditi di sua maestà avrebbero ricevuto indicazioni su come risparmiare fino a 300 Sterline all’anno, abbassando la temperatura della caldaia (misura poi stralciata per timore di avere conseguenze sui più fragili e sugli anziani), spegnendo i termosifoni nelle stanze vuote e il riscaldamento quando si esce di casa.</p>



<p>Liz Truss, ideologicamente contraria a questo stile, non avrebbe digerito l’approccio troppo “interventista” ed invasivo nella <strong>libertà dei cittadini</strong>. Come ampiamente chiarito nel suo discorso alla <em>convention</em> del partito a Birmingham, il primo ministro non ha la minima intenzione di dire al suo popolo cosa deve fare, men che meno tra le mura di casa. </p>



<p>Ma le voci sparse dal palazzo hanno acceso l’artiglieria del fuoco amico: “decisione stupida &#8211; avrebbe riferito una fonte interna &#8211; perché non si davano lezioni di vita, ma di risparmio”. Per Liz Truss, però, l’idea di essere accusata di ricreare un “<strong>nanny State</strong>”, uno stato-balia troppo presente, è inaccettabile. Se da una parte si infilerebbe un dito negli occhi alla capacità di fare libera impresa tipicamente anglosassone, dall’altra si minerebbe il principio dell’assoluta non ingerenza dello Stato sulla vita dei cittadini, soprattutto quando è a guida Tories.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fracking per la ricerca di petrolio e gas</h2>



<p>Il fuoco amico non si ferma qui. Le ultime decisioni da parte del governo, che ha revocato i divieti imposti nel 2019 di effettuare <strong>fracking</strong> in mare per estrarre gas e ha elargito 100 nuove licenze per scavare alla ricerca petrolio e gas, non sono andate giù ai <a href="https://news.sky.com/story/labour-accuses-tories-of-energy-disarmament-and-mocks-19th-century-jacob-rees-mogg-12705654">laburisti</a>, agli ambientalisti e a molti deputati conservatori, preoccupati per le conseguenze nell’opinione pubblica e della loro futura rielezione.</p>



<p>Il rischio sismico che potrebbe conseguire alle trivellazioni è una eventualità sulla quale la scienza ancora non avrebbe una posizione univoca e definita e questo fa paura. L’ultimo sondaggio commissionato dal governo sul fracking, nell’autunno del 2021, dimostrò che solo il 17% dei cittadini intervistati sosteneva la possibilità di procedere su quella strada, mentre ’87% era totalmente favorevole alle energie rinnovabili. </p>



<p>Per aggirare l’ostacolo, il governo ha già in tasca la sua strategia pronta: pagare da 500 a 1000 sterline i residenti delle zone interessate al fracking per ottenere il consenso a procedere con le esplorazioni.  E se questo non bastasse è pronto un piano per <strong>distribuire royalties</strong>, dall’1 al 6%, sulle estrazioni effettuate.</p>



<p>La stima fornita dalle aziende del settore valuta un costo tra i 4 e i 400 milioni di sterline per ogni sito interessato, soldi che andrebbero spalmati in circa 20 anni e soggetti al prezzo del gas e alla produttività dei pozzi. “Con il 50% più uno dei consensi, raccolti porta a porta &#8211; ha spiegato Rees Moog &#8211; si potrà procedere”. Nel frattempo, se non si potranno garantire le forniture necessarie si dovrà approvare il via libera ai blackout.  Normalmente queste misure sono controfirmate dal primo ministro e dal re, Carlo III. Ma Liz Truss, a Natale, sarà ancora a <strong>Downing Street</strong>? Molti inglesi scommettono di no.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/uk-in-blackout-lennesima-promessa-mancata-di-liz-truss.html">UK in blackout. L&#8217;ennesima promessa mancata di Liz Truss</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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