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	<title>forze armate Archives - InsideOver</title>
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	<title>forze armate Archives - InsideOver</title>
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		<title>Edward Luttwak scrive che le forze armate europee sono una &#8220;tigre di carta&#8221;. Parliamone&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/edward-luttwak-scrive-che-le-forze-armate-europee-sono-una-tigre-di-carta-parliamone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 03:52:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa europea]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito europeo]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le forze armate europee sono una "tigre di carta"? Secondo il professor Luttwak sì, ma ci sono margini di miglioramento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/edward-luttwak-scrive-che-le-forze-armate-europee-sono-una-tigre-di-carta-parliamone.html">Edward Luttwak scrive che le forze armate europee sono una &#8220;tigre di carta&#8221;. Parliamone&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717093528847_c421a746f99f2141b91d39a06b313ee9-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Recentemente è apparso su <em><a href="https://unherd.com/2025/09/will-putin-call-natos-bluff/?lang=us">Unherd</a></em> un articolo, firmato dal noto politologo e stratega <strong>Edward Luttwak</strong>, in cui l&#8217;autore afferma che le forze armate europee sono, sostanzialmente, una “tigre di carta”. L&#8217;analisi di Luttwak è impietosa, e mette in evidenza tutte le criticità da noi espresse nel corso degli anni riguardo lo stato della Difesa dell&#8217;Europa. </p>



<p>Riportiamo, in tal senso, un passaggio di Luttwak riguardante la <strong>spesa</strong> per la Difesa, in cui viene giustamente osservato che <strong>il semplice aumento dei fondi non trasformerà gli Stati europei in potenze militari </strong>realmente efficaci. Innanzitutto, il criterio del PIL è troppo vago per avere un peso significativo. La Finlandia, ad esempio, spende solo il 2,4% del suo PIL per la Difesa, ma può mobilitare circa 250mila soldati determinati, essendo il Paese pienamente cosciente della minaccia ma soprattutto avendo avuto decenni di “educazione” alla difesa della nazione. Altri membri della NATO, che spendono molto di più dei finlandesi, ottengono molto meno in cambio dei loro soldi. </p>



<p>Inoltre, Luttwak afferma che concentrarsi sul PIL anziché sul fabbisogno di forze – così tanti battaglioni, reggimenti di artiglieria, squadriglie di caccia – non è altro che un invito a barare sui propri bilanci. <strong>L&#8217;ultimo sottomarino spagnolo, ad esempio, non è stato acquistato dalla tedesca Thyssen-Krupp</strong>, nota industria che fornisce alle marine militari di tutto il mondo sottomarini competenti e collaudati, al prezzi di 1 miliardo di euro. Al contrario, è stato orgogliosamente progettato e costruito nel cantiere navale statale spagnolo Navantia al costo di 3,8 miliardi di euro, all&#8217;incirca quanto quello di un sottomarino nucleare francese molto più grande. Aggiungiamo anche che il sottomarino in questione è stato mal progettato al punto che ne era in discussione la galleggiabilità, motivo per cui il prezzo è diventato esorbitante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E per quanto riguarda l&#8217;Italia&#8230;</h2>



<p>Venendo al nostro Paese, Luttwak afferma, a margine della questione legata alla spesa per il ponte sullo Stretto di Messina, che gran parte della spesa della <strong>Marina Militare italiana</strong> è destinata a navi da guerra prodotte dal cantiere navale statale italiano Fincantieri, ma non ci sono fondi sufficienti per coprire le spese di carburante e manutenzione necessarie per far funzionare più della metà di esse, il che significa, secondo l&#8217;autore, che <strong>un altro sussidio industriale viene camuffato da spesa per la Difesa.</strong> Nel frattempo, l&#8217;Italia si rifiuta di aumentare il suo bilancio per la difesa oltre il modestissimo obiettivo del 2%, che non ha ancora raggiunto.</p>



<p>L&#8217;articolo, come detto, è impietoso e in alcuni passaggi anche <strong>ingiusto</strong>, ma ci permette di porre l&#8217;attenzione su alcune criticità strutturali che la recente riforma ReArm Europe non prende in esame. Una su tutte riguarda il personale. Senza considerare gli altri Stati europei citati da Luttwak su questo problema (Polonia, Regno Unito, Svezia), all&#8217;Italia, che pure ha delle forze armate più numerose di altre nazioni del Vecchio continente, <strong>mancano almeno 40mila unità</strong>. Proprio la Marina, che sta vivendo un periodo di benvenuta ristrutturazione e ampliamento, abbisogna di ulteriori 10mila unità rispetto alle attuali per far fronte a tutti gli impegni che è chiamata a svolgere per l&#8217;interesse nazionale nei vari teatri di nostra competenza e per rispondere agli impegni stabiliti da organismi sovranazionali di cui facciamo parte. </p>



<p>Abbiamo già affrontato questo problema quando <a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-non-e-pronta-alla-guerra-paolo-mauri-no-e-non-e-solo-una-questione-di-armi.html">abbiamo commentato</a> le giuste affermazioni del ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong>: in Italia si è persa la mentalità di sacrificio per l&#8217;interesse nazionale, e con essa quindi la vocazione al “mestiere delle armi”. Non occorre ripetere qui i dati, drammatici più che allarmanti, di un recente sondaggio CENSIS in merito.</p>



<p>La tematica delle riserve di carburante, che secondo Luttwak mancherebbero, è invece interessante perché ci permette di aprire una riflessione sulle <strong>scorte strategiche</strong>. Se è vero, come affermato dal CSM Esercito generale <strong>Carmine Masiello</strong>, che quando scoppia un conflitto non sono solo le forze armate ad andare in guerra ma tutto il Paese (il sistema Paese diremmo noi), è altrettanto vero che questo sistema Paese ci appare, in questo delicato momento storico, impreparato a sostenere un conflitto di lungo periodo. <strong>L&#8217;industria ancora fatica, in alcuni settori, ad alzare i ritmi di produzione degli armamenti</strong> mentre non è noto se si stiano accumulando (o si pensi di farlo) riserve di materiali che servono a sostenere uno sforzo bellico: dal carburante per aerei, navi e carri, sino ai materiali più disparati che servono a costruirli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mancano le strutture</h2>



<p>Non ci sono nemmeno più <strong>strutture</strong> per addestrare i coscritti – che verrebbero chiamati alle armi in caso di conflitto – che affluirebbero a migliaia nelle caserme, in quanto la sospensione della leva obbligatoria nel 2004 ha determinato o la vendita delle stesse o il loro abbandono. Recuperarle in tempi brevi risulterebbe impossibile, e costruirne di nuove implicherebbe una spesa che forse non saremmo in grado di sostenere in fase emergenziale. </p>



<p>Parlando di leva, e tornando all&#8217;articolo di Luttwak, l&#8217;autore ne fa una questione vitale e sottolinea l&#8217;esempio virtuoso della Finlandia, esecrando invece la Svezia e la sua mobilitazione annuale di 10mila unità. Eppure, se gli svedesi potrebbero fare di più, il loro modello è forse quello che meglio si adatta alle nostre esigenze: una <strong>leva selezionata</strong> tra la massima coscrizione che permette, mese dopo mese, di addestrare un buon numero di personale che poi, allo scadere del periodo di coscrizione, verrebbe mantenuto in riserva con richiami annuali. </p>



<p>Il professor Luttwak chiude il suo articolo affermando che tutto quanto sopra spiega perché l&#8217;eterogeneo esercito di Putin – mercenari cresciuti in Russia nelle zone più povere e remote, criminali condannati e soldati schiavi nordcoreani – possa comunque spaventare i governi europei spingendoli a riarmarsi a caro prezzo, e forse su questo non ha tutti i torti: il nostro ecosistema Difesa è stato <strong>costantemente smantellato</strong> dal termine della Guerra Fredda e solo negli ultimi 3 anni, con colpevole ritardo, ci siamo accorti che la diplomazia internazionale è funzione anche della capacità di deterrenza convenzionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/edward-luttwak-scrive-che-le-forze-armate-europee-sono-una-tigre-di-carta-parliamone.html">Edward Luttwak scrive che le forze armate europee sono una &#8220;tigre di carta&#8221;. Parliamone&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>India e Pakistan. Potenziale bellico a confronto</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/india-e-pakistan-potenziale-bellico-a-confronto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2025 04:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Esercito indiano" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-1024x484.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con la nuova e pericolosa escalation tra India e Pakistan può essere interessante mettere a confronto il potenziale bellico dei due Paesi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/india-e-pakistan-potenziale-bellico-a-confronto.html">India e Pakistan. Potenziale bellico a confronto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Esercito indiano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>India </strong>e <strong>Pakistan </strong>sono Paesi che hanno una storica rivalità che li ha portati a combattere quattro conflitti e un&#8217;innumerevole serie di scontri di confine dal 1947 a oggi. Sulla scorta di quanto sta accadendo nel <strong>Kashmir</strong>, e relativa escalation generale tra Nuova Delhi e Islamabad, risulta interessante analizzare il potenziale bellico dei due rivali asiatici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli eserciti</h2>



<p>L&#8217;<strong>esercito</strong> <strong>indiano</strong> può contare su 2.148.000 effettivi, di cui 1.248.000 in servizio attivo e 900.000 riservisti, mentre quello pakistano conta 1.295.000 effettivi di cui 560.000 in servizio e 735.000 riservisti. Nuova Delhi non dispone, per il suo esercito di velivoli ad ala fissa mentre Islamabad possiede 249 velivoli per la maggior parte (214) rappresentati dall&#8217;addestratore monomotore a elica MFI-17. Per quanto riguarda gli elicotteri, il Pakistan ne possiede 92 da attacco/armati (AH-1, Mi-35, Z-10, Fennec) con gli AH-1 “Cobra” maggiormente presenti (50). L&#8217;India, invece, ha 80 elicotteri da attacco/armati di cui 75 “Rudra” e 5 “Prachand”. Per quanto riguarda i velivoli ad ala rotante da trasporto/collegamento, l&#8217;esercito indiano può contare su 258 macchine mentre quello pakistano su 222. Nuova Delhi predomina, leggermente, sugli UAV: sono 355 quelli, di vario tipo ma in maggior parte per la sorveglianza/ricognizione, in uso nell&#8217;esercito indiano. L&#8217;<strong>esercito pakistano</strong> invece ne possiede 300 tra cui alcuni UCAV (Unmanned Combat Air Vehicle). </p>



<p>L&#8217;India ha complessivamente un esercito dotato di un numero maggiore di mezzi rispetto al suo rivale: Nuova Delhi possiede 3854 <strong>MBT</strong> (Main Battle Tank) di cui 2400 T-72 e 1300 T-90. 2427 sono gli IFV (Infantry Fighting Vehicle), 4326 sono gli APC (Armoured Personnel Carrier), 219 MLRS (Multiple Launch Rocket System), 1200 veicoli di supporto e 10.000 logistici, nonché 4875 pezzi di artiglieria trainata ma solo 100 semoventi. Il Pakistan, di contro, possiede 2617 MBT di cui 600 Type 59 cinesi e 500 al-Zarrar insieme a 320 T-80. Complessivamente il Pakistan ha un parco carri molto più vario, che rappresenta un problema dal punto di vista logistico. L&#8217;esercito pakistano, inoltre, ha 900 IFV, 3025 APC, 520 MLRS, 2629 pezzi di artiglieria trainata, 662 semoventi, infine 1000 veicoli di supporto e 8.000 per la logistica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Marina militare</h2>



<p>Anche dal punto di vista navale, l&#8217;India surclassa di gran lunga il Pakistan.  La <strong>marina indiana</strong> conta 142.000 effettivi di cui 67.252 in servizio e 75.000 riservisti. Le unità navali indiane sono costituite da 2 portaerei, 3 SSBN, 17 SSK, 13 per la guerra anfibia, 13 cacciatorpediniere, 14 fregate, 18 corvette, 10 pattugliatori d&#8217;altura e 114 pattugliatori costieri nonché 3 cacciamine, 4 motomissilistiche e 95 navi ausiliarie. </p>



<p>La <strong>marina pakistana</strong>, che conta 40.000 effettivi di cui 30.000 in servizio e 10.000 in riserva, non ha portaerei, cacciatorpediniere ed SSBN ma soli 5 SSK, 3 navi per la guerra anfibia, 9 fregate, 9 corvette e 65 pattugliatori costieri. L&#8217;aviazione di marina indiana è naturalmente più strutturata con circa 40 caccia imbarcati (MiG-29), 20 elicotteri ASW/ASuW e 85 elicotteri da trasporto. 14 sono gli aerei AEW mentre 12 i pattugliatori marittimi a cui si sommano 12 UAV e 84 velivoli per altri scopi. L&#8217;aviazione navale pakistana ovviamente non ha velivoli imbarcati e solamente 6 elicotteri ASW/ASuW) più 30 da trasporto. I pattugliatori marittimi sono 11 che si sommano a 60 UAV e a 4 velivoli ad ala fissa per altri scopi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aviazioni a confronto</h2>



<p>Il divario numerico/qualitativo tra i due Paesi si fa sentire anche nell&#8217;aviazione da guerra. L<strong>&#8216;aeronautica militare indiana</strong> conta più di 310.000 effettivi di cui 170.000 in servizio attivo (140.000 in riserva). 440 sono i velivoli multiruolo tra cui i più moderni sono i 36 “Rafale” e i 259 Su-30MKI. 63 sono gli elicotteri armati mentre 447 da trasporto e sono presenti anche 14 aerei per la guerra elettronica, 6 AWACS e 276 da trasporto nonché 10 velivoli per missioni speciali e circa 150 UAV. </p>



<p>L&#8217;<strong>aviazione pakistana</strong> conta di 78.000 effettivi di cui 70.000 in servizio attivo (8.000 in riserva) e possiede 308 caccia multiruolo di cui i più moderni sono gli F-16 e i JF-17 (al 2022 risultavano operativi solo 12 J-10 dei 36 ordinati). L&#8217;aviazione pakistana non ha elicotteri armati ma 54 sono quelli da trasporto, e ha 8 velivoli da guerra elettronica e 9 AWACS che si sommano a 40 aerei da trasporto e circa 100 UAV.</p>



<p>L&#8217;India surclassa il Pakistan anche per i <strong>sistemi da difesa aerea</strong>: dispone infatti di 48 sistemi a lungo raggio, 144 a medio raggio, 341 a corto raggio e 2.000 pezzi di artiglieria contraerea di vario tipo. Il Pakistan, rispettivamente, ne ha 60, 78, 136 e 1.000. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Due potenze nucleari</h2>



<p>Diverso è invece il rapporto di forze per quanto riguarda l<a href="https://it.insideover.com/guerra/india-e-pakistan-due-potenze-nucleari-a-confronto.html">&#8216;<strong>arsenale nucleare</strong></a> e relativi vettori, sebbene tra India e Pakistan vi siano profonde differenze per quanto riguarda la tipologia degli stessi. Nuova Delhi infatti è l&#8217;unica ad avere in servizio ICBM (12) e IRBM (20) ma sui vettori a medio e corto raggio viene superata da Islamabad. L&#8217;India infatti ha 12 MRBM e 30 SRBM mentre il Pakistan ne ha rispettivamente 25 e 75. L&#8217;India ha circa una dozzina di SLBM mentre il Pakistan, non avendo SSBN, non ne ha. 60 sono i vettori nucleari aviolanciabili pakistani mentre 50 sono quelli indiani. </p>



<p>Il <strong>prodotto interno lordo nominale</strong> indiano è di circa 4.200 miliardi di dollari mentre quello pakistano di 340 miliardi, ma soprattutto il potenziale industriale indiano è considerato forte mentre quello pakistano debole.</p>



<p>L&#8217;India ha moderate <strong>riserve </strong>di uranio, cromo e rame, mentre vaste sono quelle di ferro, alluminio e carbone. Il Pakistan invece ha piccole riserve di uranio, ferro, alluminio e carbone, mentre moderate sono quelle cromo e vaste quelle di rame. Le capacità di <em>cyber warfare</em> indiane sono ben rodate ed efficienti (difensive/offensive) mentre quelle pakistane sono in fase di strutturazione e dipendono dal supporto cinese. Allo stesso modo le <strong>capacità spaziali</strong> indiane sono robuste con 50 satelliti militari autonomi mentre quelle pakistane sono pressoché inesistenti e dipendono dall&#8217;aiuto della Repubblica Popolare Cinese. Le capacità di <strong>intelligence </strong>indiane vengono considerate buone (network e tecnologia) mentre quelle pakistane sono buone nel campo della guerra ibrida ma non dal punto di vista tecnologico. </p>



<p>Dato che per vincere una guerra servono tre cose, ovvero logistica, logistica e logistica, la rete indiana è molto più articolata e diffusa di quella pakistana e soprattutto può contare su un numero molto maggiore di aeromobili da trasporto. </p>



<p>Le riserve stimate di <strong>combustibile </strong>potrebbero garantire all&#8217;India sino a 100 giorni di combattimenti senza rifornimenti esterni mentre al Pakistan solo 20. A livello generale, si stima che l&#8217;India possa sostenere operazioni belliche intense per 2/6 mesi mentre il Pakistan per 14 giorni/2 mesi, soprattutto l&#8217;India ha illimitate <strong>risorse d&#8217;acqua</strong> che le permettono di essere autosufficiente dal punto di vista agricolo mentre il Pakistan è dipendente dall&#8217;India per l&#8217;approvvigionamento acquifero e conseguentemente alcuni settori della sua agricoltura possono risentirne. </p>



<p>Infine, l&#8217;India ha circa 470 milioni di persone in età militare mentre il Pakistan 60 e soprattutto ha una velocità di mobilitazione maggiore rispetto al suo rivale: dalle 4 alle 6 settimane rispetto a 8/12 di Islamabad.</p>
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		<item>
		<title>Via i capi di Stato Maggiore e Marina: la rivoluzione di Trump nelle forze armate Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/via-i-capi-di-stato-maggiore-e-marina-la-rivoluzione-di-trump-nelle-forze-armate-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 06:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="755" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-600x236.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-300x118.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-1024x403.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-768x302.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-1536x604.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Via il capo di Stato Maggiore, Charles C.Q. Brown, e la capa della United States Navy, l&#8217;ammiraglio Lisa Franchetti: il presidente americano Donald Trump accelera nel suo programma di accentramento e controllo delle forze armate statunitensi e procede con i primi due avvicendamenti di peso. A essere esonerati sono i vertici della Marina, ovvero della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/via-i-capi-di-stato-maggiore-e-marina-la-rivoluzione-di-trump-nelle-forze-armate-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="755" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-600x236.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-300x118.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-1024x403.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-768x302.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025022207124539_1817a4d081f35d5b1adc10ef0b69f122-e1740204801939-1536x604.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Via il <strong>capo di Stato Maggiore</strong>, <a href="https://www.defensenews.com/pentagon/2025/02/22/trump-fires-joint-chiefs-chairman-navy-head-in-dod-leadership-purge/">Charles C.Q. Brown, e la capa della United States Navy, l&#8217;ammiraglio <strong>Lisa Franchetti</strong></a>: il presidente americano <strong>Donald Trump</strong> accelera nel suo programma di accentramento e controllo delle forze armate statunitensi e procede con i primi due avvicendamenti di peso. </p>



<p>A essere esonerati sono i vertici della Marina, ovvero della <strong>forza armata più strategica per Washington</strong>, e dei <strong>Joint Chief of Staff (Jcs)</strong>, gli Stati maggiori congiunti che coordinano l&#8217;attività degli apparati coordinati dal Pentagono. Ed è una scelta inusuale: in genere, i vertici delle forze armate sono ritenuti un patrimonio bipartisan e risulta molto raro vederli coinvolti nello spoil system dei vertici delle amministrazioni al cambio della guardia tra un partito e l&#8217;altro. In questo caso, invece, Trump accelera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il licenziamento di Brown, sostituito dal trumpiano Caine</h2>



<p>Nel caso di Brown, salito ai vertici del Jcs dopo il ritiro del predecessore <strong>Mark Milley nel 2023,</strong> l&#8217;avvicendamento è dovuto dalla volontà di Trump di spingere un fedelissimo ai vertici degli apparati militari statunitensi. C.Q. Brown, pensionato dopo 41 anni di servizio, è stato sostituito con <strong>John D. Caine, detto &#8220;Razin&#8221;,</strong> tenente generale che aveva lasciato le forze armate nel 2024 per entrare come partner nel fondo d&#8217;investimento Shield Capital e si era distinto come sottosegretario alla Difesa nella prima amministrazione Trump e come vicecomandante dell&#8217;operazione Inherent Resolve contro lo Stato Islamico in Medio Oriente.</p>



<p><a href="https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/114044712489265353">Trump ha <strong>ringraziato Brown sul suo social network Truth,</strong></a><strong> definendolo &#8220;un gentiluomo raffinato e un leader eccezionale&#8221;</strong>, ma ha anche aggiunto che è Caine l&#8217;uomo giusto per poter, insieme al capo del Pentagono Pete Hegseth, ripristinare &#8220;la pace attraverso la forza, mettere l&#8217;America al primo posto e ricostruire il nostro esercito&#8221;. C.Q. Brown appariva troppo organico alla vecchia amministrazione e, soprattutto, troppo legato all&#8217;odiato Milley, che Trump appena insediato ha silurato dal board del National Infrastructure Advisory Council dove era stato nominato da Joe Biden. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Via anche Franchetti, la prima donna a capo della Marina</h2>



<p>Se per salutare Brown è stato usato il guanto di velluto, ben più dura e repentina la rimozione dell&#8217;ammiraglio Franchetti, la cui uscita era data come plausibile da tempo. &#8220;Il suo nome, secondo quanto riferito, era su una lista circolata di ufficiali che l&#8217;amministrazione Trump stava valutando di licenziare per essere associati a iniziative di diversità, equità e inclusione (Dei)&#8221; contestate dall&#8217;amministrazione insediata un mese fa, <a href="https://defensescoop.com/2025/02/21/trump-fires-adm-franchetti-chief-of-naval-operations/">nota <em>Defense Scoop</em>.</a></p>



<p>Franchetti, insediata a novembre 2023 dopo la nomina da parte di Biden, ha spinto per la US Navy &#8220;le principali iniziative di modernizzazione, tra cui <a href="https://defensescoop.com/2024/09/18/navy-cno-navigation-plan-project-33-robotic-systems-information-dominance/">il Progetto 33</a> , che faceva parte del suo CNO Navigation Plan, pubblicato a settembre&#8221; che perora &#8220;l&#8217;accelerazione dell&#8217;acquisizione e della messa in campo di sistemi senza pilota, IA e capacità di dominio dell&#8217;informazione, per scoraggiare o sconfiggere un attacco cinese a Taiwan o ad<strong> altri interessi statunitensi nell&#8217;Indo-Pacifico</strong>&#8220;, prosegue la testata specializzata in difesa e sicurezza. </p>



<p>Una vera e propria rivoluzione anche ai vertici della marina può essere forse giustificata con queste scelte politiche e di procurement: <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-scure-di-trump-e-hegseth-sul-pentagono-maxi-tagli-in-arrivo.html">Trump e Hegseth hanno <strong>avviato un piano di revisione della spesa e degli acquisti di nuovi armamenti</strong> </a>per potenzialmente tagliare il budget del Pentagono. Ogni nuova iniziativa sarà vagliata dall&#8217;amministrazione, che intende ripartire da zero in quegli apparati ritenuti troppo legati alla vecchia guardia. Ma politicizzare le scelte nelle forze armate, patrimonio comune della sicurezza nazionale, rischia di essere un&#8217;arma a doppio taglio se ridurrà le capacità di leadership sistemica di Washington.</p>
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		<title>Il futuro delle forze armate USA nel Trump 2.0</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-futuro-delle-forze-armate-usa-nel-trump-2-0.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jan 2025 05:51:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1056" height="595" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/B-21-RAIDER.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/B-21-RAIDER.jpg 1056w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/B-21-RAIDER-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/B-21-RAIDER-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/B-21-RAIDER-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/B-21-RAIDER-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1056px) 100vw, 1056px" /></p>
<p>Cosa aspettarsi dalla presidenza Trump dal punto di vista delle forze armate? Quali sfide attendono la Casa Bianca nei prossimi 4 anni?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1056" height="595" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/B-21-RAIDER.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/B-21-RAIDER.jpg 1056w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/B-21-RAIDER-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/B-21-RAIDER-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/B-21-RAIDER-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/B-21-RAIDER-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1056px) 100vw, 1056px" /></p>
<p>Alla vigilia dell&#8217;insediamento della seconda presidenza <strong>Trump</strong>, le forze armate statunitensi stanno attraversando un processo di <strong>riforma </strong>determinato dal cambiamento degli equilibri globali. Un cambiamento cominciato da lustri, e che ha portato il Pentagono a ricalibrare il proprio strumento militare in funzione del prepotente ritorno degli scenari di conflitto convenzionale, ma soprattutto in funzione del contrasto alla crescente potenza militare cinese. </p>



<p>Ma cosa c&#8217;è da aspettarsi, dal punto di vista delle forze armate USA, dal prossimo quadriennio Trump? Il processo di modernizzazione e ricalibrazione dello strumento militare statunitense certamente non cesserà, anzi vedremo un&#8217;<strong>accelerazione</strong> di taluni programmi considerati essenziali per il rinnovamento, come ad esempio quelli riguardanti i <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/i-sistemi-ipersonici.html">sistemi ipersonici</a>, ancora considerati fondamentali stante il ritardo accumulato nei confronti della Repubblica Popolare Cinese e della Russia, ma soprattutto per via della proliferazione degli stessi a livello globale. Altrettanto sicuramente, però, verrà messa in atto una più profonda <strong>razionalizzazione delle spese</strong> – quindi delle modifiche anche importanti ai requisiti di sistema e/o, più in grande, a interi programmi di acquisizione – per evitare di incappare negli errori del passato (vedasi JSF – Joint Strike Fighter). </p>



<p>Proprio questa tematica sta toccando il programma dell&#8217;USAF per il caccia di sesta generazione <strong>NGAD</strong> (<em>Next Generation Air Dominance</em>) che ha visto un&#8217;importante ridefinizione dei requisiti di sistema per cercare di abbassarne il costo unitario, stimato, qualche mese fa, in circa 300 milioni di dollari. Il progetto, reso noto nel 2010, aveva come requisito principale di sviluppo quello di essere una piattaforma <em>Penetrating Counter-Air</em> (PCA), pensata per sostituire gli F-22 Raptor. Poi la piattaforma si è evoluta in qualcosa di più, anche grazie alla richiesta di poter interagire con droni da attacco (i CCA – <em>Collaborative Combat Aircraft</em>), aspetto quest&#8217;ultimo su cui ancora oggi insistono i vertici dell&#8217;USAF. </p>



<p>La priorità in questo momento sembra essere quella di avere un approccio flessibile per la progettazione, ma il NGAD si configura come una famiglia di sistemi, e la possibilità di avere una piattaforma omni-ruolo a costi contenuti è una chimera, come dimostra la storia dell&#8217;F-35 (che però è stato vessato da soluzioni industriali poco agili). <strong>L&#8217;amministrazione Trump difficilmente cancellerà il programma</strong>, che è praticamente stato “azzerato” per quanto riguarda la definizione dei requisiti, ma non è da escludere che si decida per una strada di compromesso optando per una macchina molto meno omni-ruolo e, allo stesso tempo, accelerando nella produzione degli F-15EX. Meno probabile è la riapertura delle linee di produzione dell&#8217;F-22, sebbene la politica USA abbia preso in considerazione questa opzione nel recente passato.</p>



<p>Per continuare ad avere uno strumento di <strong>deterrenza </strong>credibile ed efficace, gli Stati Uniti dovranno necessariamente accelerare lo sviluppo del nuovo bombardiere strategico <strong>B-21 “Raider”</strong>: il velivolo è in produzione da oltre un decennio e l&#8217;USAF vuole una capacità operativa prima che finisca il decennio. Oltre ai test di volo, i tre prototipi stanno testando nuove tecnologie che non sono state divulgate del Pentagono. È probabile che ogni B-21 costerà tra circa 750 milioni di dollari ovvero quasi a 1,3 miliardi meno rispetto al B-2 “Spirit” che andrà a sostituire (insieme ai B-1B), che costa la cifra astronomica di 2 miliardi di dollari a esemplare. L&#8217;USAF vorrebbe avere 100 di questi nuovi bombardieri in servizio. </p>



<p>Il programma <strong>LGM-35A “Sentinel”</strong> per un nuovo ICBM (<em>Intercontinental Ballistic Missile</em>) proseguirà nonostante la sua revisione, determinata da un aumento dei costi dell&#8217;81% rispetto al budget, con conseguente costo complessivo che ora ha raggiunto quasi i 140 miliardi di dollari. L&#8217;orizzonte temporale non è del tutto definito, stante la recente modernizzazione dei Minuteman III (2012) che dovrebbero restare in servizio almeno sino al 2050.</p>



<p>Il <strong>settore navale</strong> sarà quello più impegnativo da affrontare per la nuova amministrazione: da tempo la cantieristica USA soffre di mancanza di manodopera specializzata dopo i tagli (e le chiusure) degli anni passati, e con una PLAN (<em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>) in espansione numerica (e con nuove tipologie di unità in prossimo ingresso in servizio come la portaerei “Fujian”), questo potrebbe rappresentare un serio problema nel medio/lungo periodo se non si deciderà di investire in nuovi cantieri capaci di sostenere i ritmi di produzione richiesti dalla U.S. Navy per le nuove unità di superficie e subacquee. <a href="https://news.usni.org/2024/11/15/navy-promises-first-columbia-class-boat-will-be-on-patrol-in-2030">Secondo </a>il Segretario della Marina, il primo battello della nuova classe di sottomarini lanciamissili balistici “<strong>Columbia</strong>” verrà schierato nel 2030, ma esistono, per le già citate problematiche, ritardi nella produzione: 96 mesi per ciascun sottomarino invece degli 84 originariamente preventivati. </p>



<p>Il programma, che è la massima priorità di acquisizione del Pentagono e modernizza la parte marittima della triade nucleare, ha un margine di errore esiguo perché ogni battello deve sostituire in un rapporto “uno a uno” i sottomarini di classe Ohio in fase di dismissione. Per assorbire il rischio, la U.S. Navy sta estendendo la vita operativa di un massimo di cinque classe Ohio. La marina USA sta <a href="https://www.navalnews.com/event-news/sna-2024/2024/01/us-navy-doubles-down-on-carrier-capability/">velocizzando </a>anche la consegna delle sue nuove portaerei a propulsione nucleare di <strong>classe Ford</strong> per venire incontro alla maggiore necessità strategica (e operativa) sviluppatasi col ritiro dal servizio del “Enterprise”, le tempistiche allungate dei lavori di routine su quelle in servizio, e la crescente instabilità globale.</p>



<p>I Marines, <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-marines-cambiano-pelle-per-stare-al-passo-della-cina.html">come sappiamo da tempo</a>, stanno tornando alla loro vocazione prettamente anfibia e stanno parallelamente ingrossando le proprie <strong>capacità contro-bolla</strong> in sinergia con l&#8217;U.S. Navy mentre l&#8217;U.S. Army sta spingendo sulle capacità di colpire obiettivi a lungo e lunghissimo raggio, grazie alla fine del Trattato INF sulle forze missilistiche intermedie, attraverso lo sviluppo del sistema “<strong>Typhon</strong>”, che sarà accompagnato anche da vettori ipersonici una volta disponibili.</p>



<p>Generalmente, pertanto, le sfide per la nuova amministrazione resteranno le stesse affrontate da quelle precedenti in considerazione dello scenario che da tempo si è delineato sul palcoscenico globale. Riteniamo poco probabile quindi che la nuova presidenza adopererà dei tagli lineari, ma, come già detto, verranno rivisti i programmi più dispendiosi per cercare di ridurne i costi.</p>
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		<title>7 ottobre, un anno dopo &#8211; Iran e Israele alla resa dei conti, gli arsenali a confronto</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/7-ottobre-un-anno-dopo-iran-e-israele-alla-resa-dei-conti-gli-arsenali-a-confronto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 12:23:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /></p>
<p>Nella possibilità, quantunque remota, di uno scontro aperto tra Iran e Israele diventa interessante guardare alle rispettive forze armate.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1623x1080-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /></p>
<p>L&#8217;andamento della crisi in atto in Medio Oriente, la peggiore dai tempi della guerra del Kippur del 1973, che apre alla possibilità (lungi dall&#8217;esser certa) di una guerra aperta, consiglia di dare uno sguardo al potenziale militare dei due Paesi che ne sono coinvolti: <strong>Iran</strong> e <strong>Israele</strong>.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-cronaca-di-dodici-mesi-terribili.html">L&#8217;anno più lungo del Medio Oriente</a></strong></li>
</ul>



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<p>Le forze armate iraniane sono composte da personale convenzionale, inquadrato in marina, aeronautica, esercito e difesa aerea, e nelle IRGC (<em>Islamic Revolutionary Guard Corps</em>), meglio note come <em>pasdaran</em>. Secondo stime dell&#8217;<a href="https://www.cfr.org/backgrounder/irans-revolutionary-guards">CFR (<em>Council of Foreign Relations</em>)</a> di aprile 2024, <strong>le forze convenzionali assommavano circa 350mila uomini</strong> nell&#8217;esercito (compresi i coscritti), 18mila in marina, 37mila nell&#8217;aeronautica e 15mila nella difesa aerea. Per quanto riguarda le IRGC, la loro consistenza è data da circa 150mila uomini nelle forze di terra, più di 20mila nella marina, 15mila nelle forze aerospaziali e possono contare <strong>sulla mobilitazione permanente di 600mila uomini delle forze paramilitari Basij</strong>. Da questo conteggio sono esclusi i <em>proxy</em> iraniani che operano in Iraq, Siria, Libano, Bharein, Yemen e in misura minore nei territori palestinesi.</p>



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<p><strong>Le forze di difesa israeliane (IDF – <em>Israel Defense Forces</em>) hanno oltre 169.500 </strong>effettivi in servizio attivo secondo il rapporto Military Balance 2023 dell&#8217;International <em>Institute for Strategic Studies</em> (IISS). <strong>Le IDF hanno anche circa 465mila riservisti</strong>, di cui circa 300mila richiamati dopo l&#8217;attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre. In Israele il servizio militare è obbligatorio per chi ha più di 18 anni, con una durata di 32 mesi per gli uomini e di 24 mesi per le donne. In dettaglio, l&#8217;esercito può contare su 126mila effettivi in servizio, la marina su 9500 e l&#8217;aeronautica su 34mila.</p>



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<p class="has-medium-font-size"><strong><a href="https://it.insideover.com/topic/7-ottobre-un-anno-dopo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO &#8211; LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER</a></strong></p>



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<p>Date le caratteristiche del possibile teatro bellico (due Paesi non confinanti e non bagnati dallo stesso mare), un possibile conflitto aperto coinvolgerebbe, oltre ai sistemi missilistici, le <strong>forze aeree</strong>, pertanto risulta interessante elencarne in dettaglio le componenti principali. </p>



<p>La <strong>IAF</strong> (Israel Air Force) ha in servizio 339 aerei da combattimento, tra cui 309 aerei multiruolo (difesa aerea e attacco al suolo). Questa flotta include: 196 cacciabombardieri F-16, 83 F-15 e 30/39 F-35. Israele possiede 7 aerocisterne Boeing 707 che si accompagnano ad altrettanti KC-130H per il rifornimento in volo tattico. La <strong>IRIAF</strong> (Islamic Republic of Iran Air Force) è una forza aerea obsoleta, composta per la maggior parte da velivoli ereditati dai tempi antecedenti la rivoluzione del 1979. La totalità dei caccia ammonta a 183 velivoli tra cui 63 F-4 (e alcuni RF-4), 26 F-14, 23 Sukhoi Su-24, 20 MiG-29, 17 F-5, 17 F-7 , 8 Saeqeh (versione locale dell&#8217;F-5), 9 Mirage F-1 e un numero imprecisato di Su-22 e Su-25. Non si conosce l&#8217;operatività di questi assetti, ma si stima che per quanto riguarda i caccia di provenienza occidentale essa sia molto bassa per via dell&#8217;impossibilità di ottenere pezzi di ricambio. Anche l&#8217;IRIAF ha una flotta di aerocisterne composta, sulla carta, da 3 Boeing 707 e altrettanti 747. Per quanto riguarda l&#8217;ala rotante, Israele ha in servizio 128 elicotteri di vario tipo tra cui 26 da attacco AH-64A e 22 AH-64D. La Repubblica Islamica, invece, non possiede elicotteri da attacco e si ritiene ne abbia in servizio solo 6 da trasporto medio e leggero. </p>



<p>L&#8217;<strong>arsenale missilistico</strong> iraniano, che è operato dalle IRGC, è ancora annoverato tra i più numerosi dell&#8217;aerea mediorientale e può contare su una notevole serie di vettori a corto e medio raggio. Sebbene non sia nota ufficialmente la sua consistenza, è interessante per questa trattazione indicare i modelli dei soli MRBM (<em>Medium Range Ballistic Missile</em>), gli unici in grado di colpire Israele. Teheran può contare quindi su un numero imprecisato di Shahab-3, Sejjil, <a href="https://www.janes.com/osint-insights/defence-news/weapons/iran-unveils-kheibar-shekan-ballistic-missile">Kheibar Shekan</a>, Khorramshahr, Ghadr-1 (o Qadr) ed Emad, questi ultimi entrambe varianti dello Shahab-3. Le IRGC hanno dato enfasi allo sviluppo di vettori ipersonici (Fattah e Fattah-2) ma il loro ingresso in servizio è controverso. <strong>L&#8217;Iran ha in servizio almeno due missili da crociera a lungo raggio</strong>: il Soumar (2/3mila km di gittata) e il <a href="https://www.csis.org/analysis/iran-israel-air-conflict-one-week">Paveh</a>, derivato del primo (1600 km di gittata stimata). Anche Israele possiede missili balistici: si tratta della famiglia dei Jericho, i cui modelli 2 e 3 sono rispettivamente un MRBM e un IRBM (<em>Intermediate Range Ballistic Missile</em>). Si ritiene che Tel Aviv possa disporre di <strong>90 testate nucleari</strong> tra cui si stima che 50 possano essere montate su questi tipi di vettori balistici. Le forze israeliane hanno anche missili da crociera: il Delilah, un LACM (<em>Land Attack Cruise Missile</em>) da 250/300 km di gittata e il Popeye, un ALCM (<em>Air Launched Cruise Missile</em>) da un centinaio di km di gittata.</p>



<p>Per completezza di trattazione forniamo qualche dato sulle rispettive forze terrestre e navali, sebbene in caso di aperto conflitto diretto non sarebbero verosimilmente impiegate (e impiegabili) per via della natura del teatro come già detto. Israele possiede circa 400 MBT (<em>Main Battle Tank</em>) tipo Merkava IV e 4M (più 700 tipo III in magazzino) e diverse centinaia (forse migliaia) di veicoli blindati per trasporto truppe. L&#8217;Iran ha all&#8217;incirca <a href="https://www.dia.mil/Portals/110/Images/News/Military_Powers_Publications/Iran_Military_Power_LR.pdf">1900 MBT</a> (tra cui il T-72S è quello principale) e 2600 veicoli per trasporto truppe (di cui i BMP-2 sono i più capaci). </p>



<p>Dal punto di vista navale, Israele ha 7 corvette e 8 pattugliatori missilistici insieme a 5 sottomarini. La marina iraniana, nel suo complesso (quindi compresa la marina delle IRGC) non ha molte unità d&#8217;altura eccezion fatta per 7 fregate (di cui una sicuramente in riparazione dopo essere affondata in porto) e tre sottomarini classe Kilo. L&#8217;Iran, complessivamente, può però contare su una vasta e variamente assortita flottiglia di unità di superficie e sottomarine minori inquadrate nella IRIN (<em>Islamic Repubblic of Iran Navy</em>) e nella marina delle IRGC utilizzata per l&#8217;interdizione del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz, a cui si affiancano unità di supporto di grosso tonnellaggio frutto della conversione di mercantili <a href="https://news.usni.org/2023/01/03/iran-building-drone-aircraft-carrier-from-converted-merchant-ship-photos-show">recentemente costruite</a> per future operazioni fuori aerea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/7-ottobre-un-anno-dopo-iran-e-israele-alla-resa-dei-conti-gli-arsenali-a-confronto.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; Iran e Israele alla resa dei conti, gli arsenali a confronto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Affare Leopard: l&#8217;Italia vuole tank e missili ma fondi e tempi sono un&#8217;incognita</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/affare-leopard-litalia-vuole-tank-e-missili-ma-fondi-e-tempi-sono-unincognita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2024 08:08:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito italiano]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Governo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[tank]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Italia ripensa alle capacità terresti delle sue Forze Armate e convalida l&#8217;intenzione di acquisire una partita di 132 carri armati Leopard 2 per equipaggiare due reggimenti di cavalleria meccanizzata. Senza trascurare la necessità di aggiornare, al contempo, le capacità difensive delle truppe schierate attraverso l&#8217;acquisizione delle piattaforme lanciarazzi multipli su ruota M142 Himars. Promettendo di dotare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/affare-leopard-litalia-vuole-tank-e-missili-ma-fondi-e-tempi-sono-unincognita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/affare-leopard-litalia-vuole-tank-e-missili-ma-fondi-e-tempi-sono-unincognita.html">Affare Leopard: l&#8217;Italia vuole tank e missili ma fondi e tempi sono un&#8217;incognita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21137574_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’<strong>Italia</strong> ripensa alle <strong>capacità terresti</strong> delle sue Forze Armate e convalida l&#8217;intenzione di acquisire una partita di 132 carri armati <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/il-carro-armato-tedesco-leopard-2.html">Leopard 2</a> </strong>per equipaggiare<strong> </strong>due reggimenti<strong> </strong>di cavalleria meccanizzata. Senza trascurare la necessità di aggiornare, al contempo, le capacità difensive delle truppe schierate attraverso l&#8217;acquisizione delle piattaforme lanciarazzi multipli su ruota <strong>M142 Himars</strong>. Promettendo di dotare l&#8217;Esercito (EI) di ulteriori risorse fondamentali in un momento tanto critico quanto delicato degli &#8220;equilibri&#8221; di forza e deterrenza che angustiano il cuore del <strong>Vecchio continente</strong>.</p>



<p>Come ricorda in un precedente <a href="https://it.insideover.com/difesa/via-libera-ai-leopard-2-per-lesercito-italiano-si-rafforza-la-partnership-con-la-germania.html">articolo </a>Andrea Muratore, questa commessa sarà collegata all&#8217;acquisizione di <strong>140</strong>&nbsp;<strong>piattaforme terrestri</strong>, su base Leopard assegnate brigate pesant<strong>i</strong>, reparti logistici e del genio. Stiamo parlando di piattaforme di nuova generazione nelle versioni addette al recupero e al soccorso dei tank, e di unità “gettaponte” e pioniere. Tutti mezzi essenziali per un dispiegamento efficiente e completo delle unità corazzate sul campo. In sostituzione dell&#8217;attuale flotta di <em>Main Battle Tank</em> costituita da carri Ariete C1, C2, Leopard 1 e derivati.</p>



<p>Il programma di &#8220;Rinnovamento della componente corazzata dello strumento militare terrestre&#8221;, è dunque parte della dimostrazione di quella che può a tutti gli effetti essere considerata una <strong>presa di coscienza</strong> dell&#8217;importanza &#8211; mai estinta &#8211; della componente terrestre di una potenza internazionale. A maggior ragione in questi tempi di incertezze che hanno assistito a due <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-operazioni-terrestri-nella-guerra-di-oggi-russia-e-israele-a-confronto.html">operazioni terrestri</a> in piena regola, e hanno riscoperto il timore di un conflitto convenzionale tra la Nato e la Federazione Russa lungo il fronte orientale dove un tempo si era eretta una<em> cortina di ferro</em> ideale divisa da uno schieramento permanente di battaglioni di carri armati e missili strategici. (E vedeva l&#8217;Italia pronta allo schieramento di una forza di 250mila uomini suddivisi in 3 corpi d&#8217;armata nel culmine della Guerra Fredda, <em>ndr</em>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">La riaffermazione del Potere militare terrestre </h2>



<p>In un momento in cui il potere militare terrestre sembra essersi &#8220;riaffermato&#8221;, la Commissione Difesa della Camera dei Deputati ha approvato il piano da&nbsp;<strong>oltre 8,2 miliardi di euro</strong>&nbsp;per l&#8217;EI, ma dagli ambianti militari &#8211; che hanno come di consueto accolto calorosamente gli sforzi dello Stato &#8211; sembra perviene subito una perplessità, e pare fondarsi sulla somma degli 8 miliardi di euro stanziati a fronte di 20 miliardi necessari per ottenere quanto realmente richiesto: ossia un pacchetto che comprende tank, unità di supporto, logistica, munizioni, e 21 piattaforme lanciarazzi <a href="https://www.lockheedmartin.com/en-us/products/himars.html">Himars</a> di produzione statunitense attualmente impiegate con successo dall&#8217;esercito ucraino nel <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-peso-effettivo-dei-lanciarazzi-himars-nel-conflitto-in-ucraina.html">conflitto</a> con la Russia.</p>



<p>Qualcuno direbbe che è questione &#8220;di tempo&#8221; oltre che di &#8220;denaro&#8221;. Perché anche se nel futuro i bilanci consentiranno approvazione e l&#8217;erogazione dei fondi per raggiungere l&#8217;obiettivo nel suo complesso, nel frattempo permarrà l&#8217;incognita del tempo: quasi a suggerire la preoccupazione che potrebbe anche accadere qualcosa <em>prima</em> che le risorse vengano <strong>acquisite</strong>. I tempi citati contemplano i prossimi 10 anni.</p>



<p>È un&#8217;ipotesi remota, potremmo dire e auspichiamo pensare. Ma allo stesso tempo concreta, nel quadro generale che guarda da un lato agli <strong>Stati Uniti </strong>che si avvicinano alle elezioni presidenziali e non escludono un ritorno di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/trump-potrebbe-essere-problema-lucraina-2248957.html">Donald Trump</a>, fermo sostenitore dell&#8217;imposizione del<a href="https://www.ilfoglio.it/politica/2024/03/01/news/meloni-segue-la-linea-conte-schlein-riduce-le-spese-militari-6279169/?fbclid=IwAR2DF8EbsDFQh-mSo2f7j_b4hLMKFbT_ZWwdSvTOCqYaPpTXYaVft-z7boU"> 2% del Pil</a> come investimento obbligato nel compartimento difesa di ogni membro nell&#8217;Alleanza Atlantica che fonda se proprie certezze sulla superpotenza statunitense, noto lanciatore di invettive che non escludevano &#8220;l&#8217;uscita degli Usa della Nato&#8221;; e dall&#8217;altro l&#8217;ombra di una minaccia allo <em>status-quo</em> dell&#8217;Europa, dove le asserzioni del capo di stato della principale potenza militare dell&#8217;Unione &#8211; sì, stiamo parlando della <a href="https://it.insideover.com/difesa/truppe-europee-a-kiev-la-nuova-grande-strategia-di-macron-tra-ue-e-ucraina.html">Francia</a> e di <strong>Emmanuel Macron</strong> &#8211; hanno proprio recentemente trovato la risposta della Russia &#8211; pervenuta attraverso il caustico <a href="https://tass.com/politics/1753363">Dmitry Peskov</a> &#8211; e sembrano sempre &#8220;danzare&#8221; sul filo della provocazione. A un passo dall&#8217;<em>escalation</em> dove non si dimentica mai di citare quella <strong>capacità nucleare</strong> che potrebbe trovare applicazione oltre il concetto di deterrenza. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tempo, prospettive, armamenti</h2>



<p>Attualmente l&#8217;Europa e le potenze militari che compongono il blocco continentale dell&#8217;Alleanza Atlantica condividono una fase in cui potremmo considerarle &#8220;<strong>sotto pressione</strong>&#8220;; dal momento che sarebbe eccessivo considerarle &#8220;sotto minaccia&#8221;. In fasi come queste è corretto ricordare come <strong>armi</strong> e <strong>diplomazia</strong> diventino essenzialmente complementari per mantenere, e non dover stabilire o ristabilire con la forza, lo status-quo che potrebbe mutare irreversibilmente in assenza di quella &#8220;proiezione di potenza&#8221; e in seguito alla dimostrazione di debolezza o inconsistenza dei sistemi di difesa a tutti i livelli. </p>



<p>Una componente terrestre aggiornata e adeguata allo status di potenza continentale come l&#8217;Italia è ed è sempre stata, è dunque auspicabile. Non per andare alla guerra, s&#8217;intenda, ma proprio per continuare a scongiurarla in sintonia con gli Alleati che sembrano parimenti decisi a &#8220;riarmarsi&#8221; per garantire la sicurezza del continente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/affare-leopard-litalia-vuole-tank-e-missili-ma-fondi-e-tempi-sono-unincognita.html">Affare Leopard: l&#8217;Italia vuole tank e missili ma fondi e tempi sono un&#8217;incognita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le lezioni militari di due anni di guerra in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-lezioni-militari-di-due-anni-di-guerra-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 16:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[esercito ucraino]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=414681</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1442" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-scaled-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-1536x1153.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-2048x1537.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A due anni dall'inizio del conflitto in Ucraina, cerchiamo di analizzare le lezioni apprese dalla guerra sul piano militare</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-lezioni-militari-di-due-anni-di-guerra-in-ucraina.html">Le lezioni militari di due anni di guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1442" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-scaled-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-1536x1153.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-2048x1537.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 24 febbraio 2022 l&#8217;invasione russa dell&#8217;<strong>Ucraina</strong> ha scatenato un conflitto che ha profondamente mutato l&#8217;assetto della politica internazionale, determinando una frattura – non del tutto insanabile – tra Occidente e Oriente le cui ripercussioni sono maggiormente evidenti nel continente europeo. </p>



<p>Dal punto di vista squisitamente militare, la guerra ha cambiato la postura, e quindi la dottrina, di entità statali e non statali, che hanno fatto tesoro di quanto osservato sul campo di battaglia nel corso di questi due lunghi anni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligence, logistica e guerra elettronica</h2>



<p>Innanzitutto ha confermato come una <strong>cattiva intelligence</strong> porti al non raggiungimento degli obiettivi di un&#8217;operazione militare: la Russia ha sottovalutato la capacità di resistenza ucraina, per via di una raccolta di informazioni parziale e falsata da tare dovute allo stesso meccanismo gerarchico russo che tende a non mettere in discussione le decisioni/visioni dei vertici, e quindi il piano di rovesciamento del governo Zelensky è fallito. </p>



<p>Dal punto di vista russo, e come ormai è accertato universalmente, quell&#8217;invasione doveva essere breve per portare a un <strong>rapido <em>regime change</em></strong> in Ucraina e alla cattura del governo di Kiev. Questo non è avvenuto anche perché l&#8217;esercito ucraino ha potuto giovare dell&#8217;assistenza occidentale dal punto di vista dell&#8217;attività Isr (<em>Intelligence Surveillance Reconnaissance</em>) e quindi spostare adeguatamente le proprie forze là dove più necessarie per contrastare i piani russi: il fallito assalto russo all&#8217;aeroporto di <strong>Gostomel </strong>nelle prime ore del conflitto, che avrebbe permesso qualora fosse riuscito a puntare rapidamente sulla capitale ucraina per catturare/eliminare i vertici politici di Kiev (<em>decapitation strike</em>), lo dimostra. Secondariamente, e sempre per la questione legata alla carenza di Isr, l&#8217;operazione militare speciale ha certificato che le forze impiegate, benché numericamente consistenti, devono essere utilizzate senza troppa dispersione: le cinque direttrici principali iniziali (sei se consideriamo doppia quella su Kiev da est e da ovest) hanno avuto l&#8217;effetto di <strong>disperdere le forze</strong> che si sono trovate davanti una resistenza non attesa, sempre perché è mancata la vera contezza delle capacità e del morale degli ucraini. </p>



<p>La guerra ha anche confermato quanto sia importante avere una <strong>rete logistica</strong> efficace: le forze russe nei primi mesi del conflitto (sino al primo anno di guerra), hanno faticato a ricevere rifornimenti per la natura geografica di alcune parti di territorio e perché la movimentazione dei rifornimenti era mal organizzata. Inoltre quando tra le fila ucraina hanno cominciato a entrare in servizio sistemi a lungo raggio in numero adeguato, come gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-peso-effettivo-dei-lanciarazzi-himars-nel-conflitto-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">M-142 “Himars”</a>, i russi si sono trovati costretti ad allontanare magazzini e snodi logistici dal loro raggio d&#8217;azione perché ancora non in grado di eliminare quella minaccia per via della scarsa capacità Isr e di <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-intende-per-guerra-elettronica-e-cose-il-jamming.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ew (<em>Electronic Warfare</em>)</a> iniziale. </p>



<p>Parlando di <strong>Ew</strong> si è avuta ulteriore conferma del suo peso nel successo delle operazioni: se i russi, nonostante abbiano sempre posto grande importanza a questo settore, inizialmente hanno mostrato importanti <strong>lacune</strong>, nel corso dei due anni di guerra hanno saputo affinare le proprie tattiche di impiego al punto da riuscire a stabilire un ombrello di protezione relativamente efficace in grado talvolta di confondere e disattivare i sistemi avversari come droni kamikaze di lungo raggio, missili da crociera e razzi guidati. Questo è confermato dai sempre minori successi della campagna ucraina di bombardamento del territorio della Federazione con droni kamikaze. </p>



<p>Per quanto riguarda droni ed Ew, quanto sta accadendo in un particolare settore del fronte verrà quasi sicuramente ripreso nei manuali militari: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/sacca-avdiivka-si-sta-chiudendo-ucraini-resistono-oltre-2281730.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nella regione di Kherson</a> la testa di ponte ucraina oltre il fiume Dnepr sta resistendo ai contrattacchi russi grazie all&#8217;efficacia della “bolla” difensiva che mescola sistemi di guerra elettronica, piccoli droni per attività Isr e <em><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/russia-sta-usando-i-suoi-droni-kamikaze-ucraina-2017769.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">loitering munitions</a></em>, nonché sistemi di artiglieria di vario tipo tenuti a debita distanza coadiuvati da attività dell&#8217;aviazione (se pur debole). </p>



<p>A testimonianza di quanto affermato, la Russia <a href="https://www.newsweek.com/russia-ukraine-kherson-dnieper-isw-1838958" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a ottobre 2023</a> ha provveduto ad avvicendare il comandante militare di quel settore per via dei continui insuccessi sul campo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">War of drones</h2>



<p>Sicuramente una lezione appresa da questo conflitto a livello globale è l&#8217;<strong>uso dei droni di ogni tipo</strong> in combattimento. L&#8217;utilizzo degli Uav (<em>Unmanned Aerial Vehicle</em>) è noto da decenni, ma questo conflitto, ancor più di quello in <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/le-lezioni-militari-che-si-possono-apprendere-dal-conflitto-nel-nagorno-karabakh.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nagorno-Karabakh</a></strong> che ha mostrato una prima lezione in tal senso, ha evidenziato come droni di piccola/media grandezza, anche reperibili in commercio, possano costituire un&#8217;ottima soluzione per avere strumenti efficaci di offesa a basso/bassissimo costo. </p>



<p>Per quanto riguarda le <em>loitering munitions</em> più a lungo raggio, come le iraniane <strong>Shahed-136</strong> (che in Russia prendono il nome di Geran-2), la guerra in Ucraina ha evidenziato come il loro rapporto costo/efficacia ne faccia un&#8217;arma centrale per i conflitti del futuro, anche in considerazione che le difese aeree, oltre a venire spesso bucate da esse, subiscono un “consumo” di risorse particolarmente dispendioso nel tentativo di abbatterle. </p>



<p>Ancora una volta i droni entrano in gioco direttamente sul campo di battaglia quando, armati artigianalmente, sganciano granate di vario tipo su mezzi corazzati o trincee nemiche: questa tattica, inizialmente escogitata dall&#8217;esercito ucraino e quasi immediatamente ripresa sul fronte opposto, è apparsa da subito particolarmente efficace tanto che nell&#8217;attacco di <strong>Hamas </strong>a Israele del 7 ottobre scorso abbiamo rivisto esattamente la stessa dinamica da parte del gruppo armato palestinese. </p>



<p>L&#8217;attuale scontro asimettrico con gli <strong>Houthi </strong>nel Mar Rosso ha poi, ancora una volta, certificato che, sebbene i droni kamikaze vengano per la maggior parte abbattuti in un ambiente non permissivo come quello composto dal dispositivo aeronavale occidentale, essi provochino un dispendio di risorse non indifferente considerando i sistemi missilistici che vengono impiegati a tale scopo. </p>



<p>Il <strong>rapporto costo/efficacia</strong>, imparato sul campo di battaglia ucraino, è quindi diventato una tematica fondamentale nel mondo della Difesa. </p>



<p>Restando nel campo dei droni, ma passando al <strong>teatro marittimo</strong> dello scontro, l&#8217;Ucraina ha dimostrato che pur non avendo una marina militare degna di questo nome, sia stata in grado di effettuare efficaci operazioni di interdizione navale costringendo la Russia a spostare gli assetti più preziosi della flotta a oriente e subendo perdite importanti. Impiegati a piccoli gruppi per penetrare le difese di un&#8217;unità navale, gli Usv (<em>Unmanned Surface Vehicle</em>) kamikaze hanno decimato la capacità di sbarco anfibio russa nel Mar Nero, affondando quattro navi classe “Ropucha”, con una quinta gravemente danneggiata. </p>



<p>Più in generale, l&#8217;utilizzo combinato di Uav e Usv kamikaze, di droni Isr per la valutazione dei danni inflitti, di missili da crociera o sistemi a razzo guidati, ha impressionato gli analisti per i risultati ottenuti nei confronti della “bolla” <strong>A2/AD (<em>Anti Access / Area Denial</em>)</strong> russa nella penisola di Crimea. Pertanto, nel mondo militare, si sta ripensando alla struttura multistrato di queste bolle di interdizione aeronavale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tank e superiorità aerea sono ancora essenziali</h2>



<p>Tornando al fronte terrestre, la guerra in Ucraina ha dimostrato come le <strong>forze corazzate</strong>, e in particolare i carri armati, siano ancora uno strumento centrale nel quadro delle operazioni militari. Proprio l&#8217;avvento delle <em>loitering munitions</em>, dei sistemi Atgm (<em>Anti Tank Guided Missile</em>) avanzati, dell&#8217;artiglieria di precisione e di capacità di bombardamento aereo <em>stand off</em> guidato, hanno fatto ritenere obsoleti gli Mbt (<em>Main Battle Tank</em>). </p>



<p>La guerra in corso, però, ha dimostrato il contrario anche se bisogna considerare che nessuno dei due belligeranti ha mai ottenuto la superiorità aerea sul campo di battaglia, sebbene per motivazioni profondamente diverse. Nessuna operazione militare russa o ucraina effettuata con equipaggiamento leggero ha mai avuto successo, e sebbene non ci siano stati grossi scontri tra carri armati, essi si sono ancora una volta rivelati preziosi per il supporto alla fanteria. </p>



<p>Restando sul piano delle operazioni terrestri, il fallimento della seconda controffensiva ucraina ha confermato che se si intende effettuare una campagna <em><strong>enemy oriented</strong></em>, sia necessario avere risorse adeguate per metterla in atto. Proprio per una questione di risorse disponibili (uomini e mezzi), gli alleati (Stati Uniti in testa) suggerivano di seguire la filosofia <em>terrain oriented</em>, cercando di colpire i russi in alcuni punti chiave del fronte per cercare di ottenere lo sfondamento in un settore strategico che avrebbe permesso il taglio dell&#8217;istmo di territorio occupato che collega la Crimea alla Federazione russa, ma sappiamo che così non è stato. </p>



<p>Dal punto di vista aeronautico, è bene sottolineare come lo <strong>strumento aereo</strong> sia stato scarsamente utilizzato da entrambi i contendenti, se osservato con il metro della prassi occidentale della guerra aerea: le sortite giornaliere dei cacciabombardieri russi sono state quasi un terzo di quelle effettuate dai velivoli della coalizione durante la Prima Guerra del Golfo, mentre è risultato evidente che avere il controllo dello spazio aereo avversario risulta ancora essere la chiave per il successo delle operazioni terrestri anche in assenza di un&#8217;aeronautica avversaria di pari livello: per affermarlo basta osservare le prime settimane di guerra in cui l&#8217;attività di soppressione/eliminazione delle difese aeree nemiche (<strong>Sead/Dead</strong>) da parte delle forze aerospaziali russe (Vks &#8211; <em>Vozdushno-Kosmicheskiye Sily</em>) è stata frammentaria e quindi non efficace, avendo come effetto il rallentamento dell&#8217;avanzata e soprattutto lasciando al nemico la possibilità di colpire le vitali linee di rifornimento. </p>



<p>D&#8217;altro canto le Vks si sono dimostrate efficaci, dal <strong>punto di vista strategico</strong>, come vettori per i missili da crociera che hanno contribuito a disarticolare/distruggere le infrastrutture ucraine, in concomitanza con la medesima attività svolta dalle unità lanciamissili della marina russa (sottomarini classe Kilo e fregate classe Admiral Gorshkov) e con l&#8217;intervento delle unità terrestri di missili balistici mobili (Iskander-M e attualmente missili balistici di fabbricazione <a href="https://www.reuters.com/world/white-house-north-korea-recently-provided-russia-with-ballistic-missiles-2024-01-04/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nordcoreana</a>, presto affiancati da quelli <a href="https://www.reuters.com/world/iran-sends-russia-hundreds-ballistic-missiles-sources-say-2024-02-21/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">iraniani</a>).</p>
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		<title>&#8220;Army of 2030&#8221;: il piano dell&#8217;esercito Usa per le guerre di domani</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/army-of-2030-il-piano-dellesercito-usa-per-le-guerre-di-domani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> "Army of 2030" è il piano strategico con cui le forze armate Usa si preparano alle guerre di domani. Vediamo cosa comporta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da tempo le maggiori testate specializzate in difesa e sicurezza del panorama americano sono concentrate sul grande piano di riadattamento ai nuovi scenari globali dello United States Army. Si chiama &#8220;<strong>Army of 2030</strong>&#8221; ed è il piano strategico con cui le forze armate statunitensi si preparano a combattere le guerre di domani. Proposta a ottobre 2022, sta diventando oggi di dominio pubblico mentre si parla della roadmap per la sua applicazione nelle forze armate a stelle e strisce.</p>



<p>Considerata chiusa l&#8217;esperienza della <strong>controinsorgenza</strong> promossa, con esiti tutt&#8217;altro che edificanti in molti contesti, a partire dalle lunghe guerre mediorientali in <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/liraq-nei-nuovi-scenari-geopolitici-mondiali.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iraq</a> e </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-tomba-degli-imperi-e-la-lezione-agli-usa-cosa-ha-svelato-il-ritiro-dallafghanistan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Afghanistan</strong> </a>e superata l&#8217;era in cui il focus primario era nella contrapposizione asimmetrica al terrorismo, Washington torna a pensare alla <strong>minaccia di scontri convenzionali</strong>. E il <a href="https://api.army.mil/e2/c/downloads/2022/10/06/4632c205/army-2030-information-paper.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento programmatico</a> per il progetto &#8220;Army of 2030&#8221; pubblicato sul sito ufficiale dell&#8217;esercito Usa non manca di sottolineare che la prima spinta alla modernizzazione sia data dalla &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/sigillare-il-mar-cinese-meridionale-la-mossa-della-cina-per-fermare-gli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sfida della Cina</a>&#8220;</strong> e dalla &#8220;<strong>minaccia acuta posta dalla Russia&#8221;</strong> alla posizione globale degli Usa nel mondo. Un&#8217;interpretazione operativa delle domande di sicurezza che la <a href="https://www.whitehouse.gov/wp-content/uploads/2022/10/Biden-Harris-Administrations-National-Security-Strategy-10.2022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>National Security Strategy </strong>del 2022</a> firmata dal presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a> imponeva alle forze armate Usa di porsi.</p>



<p>La risposta? Una spinta a consolidare la ricerca della cosiddetta <strong><em>full-spectrum dominance</em></strong>, ovvero la corsa degli Stati Uniti a mantenere un vantaggio competitivo su tutti i settori del mondo militare avendo al centro l&#8217;operatività delle forze di terra come punta di lancia della proiezione americana. A cui si aggiunge una svolta definita <em>data-driven</em>: l&#8217;interoperatività tra le armi, in sostanza, dovrà avere al centro in futuro anche lo scambio costante di dati sui terreni operativi e le forze armate nemiche tra le diversi componenti dell&#8217;esercito, ognuna delle quali assocerà dunque una piattaforma di raccolta informativa al suo corpo operativo. L&#8217;obiettivo? Valorizzare quello che lo Us Army definisce &#8220;<strong>il vero vantaggio dell&#8217;esercito americano&#8221;, </strong>ovvero il <strong>fattore umano</strong> inteso come somma di esperienza operativa e competenze dei singoli militari.</p>



<p><a href="https://www.csis.org/analysis/army-plans-its-warfighting-future" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il <strong>Center for Strategic and International Studies</strong> (Csis) sottolinea </a>che &#8220;Army of 2030&#8221; sarà il concetto strategico su cui l&#8217;esercito americano evolverà una dottrina militare destinata a mandare definitivamente in pensione quella sulla <strong>&#8220;Air-Land Battle&#8221;</strong> teorizzata quarant&#8217;anni fa e applicata a partire dalla guerra del Golfo del 1991, fondata su una versione moderna della guerra-lampo con operazioni integrate aeronavali e terrestri, per dare sostanza alla nuova operatività data dalle &#8220;<strong>operazioni multi-dominio</strong>&#8221; (Mdo) che integrano spazio e campo cyber nella prospettiva operativa di ogni arma. Il Csis nota che &#8220;la trasformazione dell&#8217;esercito si può riassumere in <a href="https://www.ausa.org/publications/army-readiness-and-modernization-2022">sei obiettivi di modernizzazione che</a>&nbsp;avranno un impatto sulla struttura: fuoco di precisione a lungo raggio, veicoli da combattimento di prossima generazione, uso di dispositivi a sollevamento verticale, comunicazioni di rete tra i corpi, difesa aerea e missilistica integrata e aumento della letalità dei soldati&#8221;. Uno scenario che riassume alla perfezione l&#8217;idea di un esercito che potrebbe doversi trovare a combattere non forze asimmetriche o truppe meno equipaggiate e addestrate, ma veri e propri <strong>eserciti parigrado</strong> in conflitti su larga scala.</p>



<p>A tal proposito, il generale <strong>James Rainey</strong> e il tenente generale <strong>Laura Potter</strong> hanno <a href="https://warontherocks.com/2023/08/delivering-the-army-of-2030/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">commentato su <em>War on the Rocks</em> le prospettive di ammodernamento delle forze armate Usa</a> in riferimento ai cambiamenti strutturali delle unità operative che questa svolta strategica imporrà: se per due decenni l&#8217;esercito americano ha gestito la <strong>controinsorgenza</strong> con unità militari decentralizzate fondate su brigate molto mobili, i due militari non negano che in futuro si possa tornare alla strutturazione di più gerarchizzati &#8220;eserciti di teatro&#8221; per gestire al meglio le operazioni multi-dominio. Anzi, la previsione di Rainey e Potter è che sarà la divisione &#8220;la&nbsp;formazione tattica primaria sul futuro campo di battaglia&#8221;. </p>



<p>Le divisioni potranno tornare in auge, spiegano gli autori, &#8220;a causa della loro capacità di sincronizzare le manovre&#8221; in forma più centralizzata e di raccordarsi con una <strong>catena di comando più strutturata</strong> a livello di armata e corpo d&#8217;armata. Le capacità tecniche per gestire in rete le operazioni di raccolta informativa, comunicazione strategica, coordinamento con le armi aeree, navali, cyber e spaziali possono per ogni unità essere centralizzate a livello di divisione per permettere ai comandanti di prima linea di &#8220;allocare il peso dello sforzo principale e spostarsi rapidamente&#8221; su fronti che si ipotizza saranno meno frastagliati di quelli del recente passato.</p>



<p>In sostanza, la dottrina americana potrebbe tornare nei fatti a ricalcare i contorni dell&#8217;<strong>era della Guerra Fredda</strong>, in cui il confronto diretto con gli eserciti del Patto di Varsavia era ritenuto centrale nelle prospettive d&#8217;ingaggio delle forze armate a stelle e strisce. L&#8217;idea di eserciti strutturati con catene di comando chiare e distinzione tra centrali operative di elaborazione strategica e comandi operativi sul campo, unita all&#8217;elevata tecnologizzazione delle forze armate odierne, crea al contempo un <strong>peculiare ibrido</strong> tra modernità e tradizione. La guerra di domani, per Washington, sarà un affare complesso e da gestire con attenzione: ragion per cui l&#8217;obiettivo sarà, in &#8220;Army of 2030&#8221;, unire il meglio dell&#8217;esperienza di ieri a ciò che i moderni ritrovati tecnologici possono offrire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/army-of-2030-il-piano-dellesercito-usa-per-le-guerre-di-domani.html">&#8220;Army of 2030&#8221;: il piano dell&#8217;esercito Usa per le guerre di domani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Spesa militare globale alle stelle: così gli Usa potrebbero perdere il dominio</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/spesa-militare-globale-stelle-usa-dominio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sarebbe stata pari a 2.113 miliardi di dollari, secondo i dati del centro studi di Mediobanca, la spesa complessiva nel settore Difesa lo scorso anno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/170412-F-GR156-894-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo aver sfondato quota 2mila miliardi di dollari nel 2021, la <strong>spesa mondiale in Difesa</strong> e forze armate di ogni tipo ha toccato un nuovo record nel 2022. Sarebbe stata pari a 2.113 miliardi di dollari, secondo i dati del centro studi di <strong>Mediobanca</strong>, la spesa complessiva nel settore lo scorso anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dice il report Mediobanca</h2>



<p>Piazzetta Cuccia ha compilato un report riguardante l&#8217;evoluzione dei trend di investimento in Difesa e sicurezza partendo dall&#8217;impatto della <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-ucraina-inizio-situazione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guerra russo-ucraina</a> sullo stato mondiale degli investimenti nelle forze armate e negli acquisti di armamenti.</p>



<p>Ne viene fuori un quadro in cui buona parte della spesa militare si concentra nella parte iniziale dell&#8217;elenco. La superiorità indiscussa è ancora degli <strong>Stati Uniti d&#8217;America</strong> che con 801 miliardi di dollari <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-aumentano-spesa-militare-2023.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">assorbono</a> il 37,9% della spesa mondiale in Difesa. Una superiorità notevole su ogni altro concorrente, prima fra tutti la Cina. Che insegue con 293 miliardi e il 13,9% del totale. Usa e Cina, concorrenti del nuovo bipolarismo in definizione, coprono la maggioranza assoluta della spesa globale. E, nota Mediobanca, i primi cinque Paesi, nel cui novero si iscrivono anche India, Regno Unito e Russia (77, 68 e 66 miliardi di spesa nel 2022 a parità di potere d&#8217;acquisto) coprono il 61,8% della spesa globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa primi, non più in dominio</h2>



<p>Washington fino a pochi anni fa spendeva in Difesa più di tutto il resto del mondo messo assieme. Ora la situazione è cambiata per chiari motivi sistemici: un mondo più competitivo vede rivali degli Usa e <a href="https://it.insideover.com/difesa/boom-della-spesa-militare-globale-ecco-i-paesi-che-si-riarmano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovi entranti</a> operare politiche di investimento notevoli. La crescita di Cina e India, Paesi a loro volta in contrasto reciproco, va di pari passo con lo sviluppo di <strong>capacità interne di crescita</strong> della domanda militare e di equipaggiamento.</p>



<p>Da notare il caso russo, che sarà in ulteriore sviluppo nel 2023, anno in cui un terzo del bilancio statale sarà rivolto al <strong>finanziamento delle forze armate</strong> a causa della guerra in Ucraina. I budget di Cina, India e Russia, inoltre, sono molto inferiori nominalmente agli Usa anche perché riflettono un minor costo del personale, della manodopera e dei servizi. Per i soli <strong>costi del personale</strong>, ad esempio, <a href="https://www.pgpf.org/budget-basics/budget-explainer-national-defense" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gli Usa hanno speso nel 2022 <strong>181 miliardi di dollari</strong>,</a> quasi il triplo di quanto stanziato nel totale dalla Russia.</p>



<p>Da notare anche il rialzo dei budget militari europei e degli alleati dell&#8217;Occidente. Dopo i primi cinque, a parte l&#8217;Arabia Saudita settima con 56 miliardi di dollari, fino al tredicesimo posto si trovano <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-summit-di-vilnius-e-la-sfida-sistemica-della-nato-che-si-scopre-mondiale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i potenziali partner</a> della <strong>&#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/g7-e-quad-contro-la-coercizione-economica-della-cina-cosa-cambia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nato mondiale</a>&#8220;</strong>: Francia (57 miliardi), <strong>Germania </strong>(56 miliardi, settima ex aequo), Giappone (54) e Corea del Sud (50) completano i primi dieci posti. L&#8217;<strong>Italia</strong> è undicesima con 32 miliardi, seguita da Australia e Canada. In quest&#8217;ottica, il <strong>riarmo dell&#8217;Indo-Pacifico</strong> e la corsa alla crescita della spesa militare in Europa, <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-francia-cambia-dottrina-militare-cosa-nasconde-il-piano-di-macron.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guidata dalla Francia</a> e con Germania e Italia in scia, possono ulteriormente potenziare questo trend.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo &#8220;keynesismo militare&#8221;?</h2>



<p>In quest&#8217;ottica, è importante sottolineare l&#8217;importanza di un trend così strutturato che se da un lato risponde alla crescente turbolenza del sistema-mondo, dall&#8217;altro ha importanti ripercussioni <strong>economico-industriali</strong>. Questa fase storica sembra essere caratterizzata da un ritorno degli investimenti in Difesa e sicurezza come rilancio delle prospettive di molti Paesi per espandere la domanda aggregata in una fase di alta inflazione e tassi.</p>



<p>Sembra di rivivere la fase del &#8220;<strong>keynesismo militare&#8221;</strong> degli Usa Anni Sessanta e Settanta, in cui i governi federali espandevano la base produttiva sul fronte militare per fini economici oltre che di sicurezza nazionale. A Washington questo oggi prende forma soprattutto sul fronte dell&#8217;aumento considerevole, stimato al 24% da Mediobanca, delle spese in ricerca e sviluppo, capaci di creare dividendi industriali e tecnologici, nell&#8217;ultimo decennio. Nel 1981, parlando dell&#8217;inizio del processo che avrebbe portato al caccia F-22, il deputato democratico del Massachusetts, Barney Frank, parlava esplicitamente del tema: &#8220;Abbiamo una filosofia economica molto strana a Washington: si chiama keynesismo armato. Risulta opinione diffusa credere che il governo non crei posti di lavoro quando finanzia la costruzione di ponti o importanti ricerche o riqualifica i lavoratori, ma quando costruisce aeroplani che non saranno mai utilizzati in combattimento, questa è ovviamente presentata come la salvezza economica&#8221;.</p>



<p>Questa la grande questione da tenere in conto: l&#8217;aumento della spesa militare consolida la corsa alla <strong>sicurezza collettiva</strong> per ogni singolo Paese e crea dividendi civili potenzialmente dirompenti sulle nuove tecnologie, ma a costo di aumentare l&#8217;<strong>instabilità</strong> geopolitica e creare un sistema in cui tale circolo vizioso si può autoalimentare. La scommessa, rileggendo quanto detto da Frank quarant&#8217;anni fa, è che queste armi finiranno in larga parte per non sparare mai. Ma non può essere una garanzia sufficiente per dormire sonni tranquilli in un contesto in cui tutto il mondo spende una quota di fondi maggiore dell&#8217;intero Pil italiano in armamenti.</p>
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		<title>MBDA e Difesa insieme nella Defence Leadership Academy</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/mbda-e-difesa-insieme-nella-defence-leadership-academy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
		<category><![CDATA[mbda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-scaled-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Parlare di Difesa, oggi, significa parlare di un vero e proprio ecosistema, con diverse “nicchie ecologiche” rappresentate non solo dal mondo militare e dell&#8217;industria, ma anche da quello accademico, della politica e dell&#8217;informazione. Creare sinergie tra questi diversi ambiti è fondamentale per affrontare le sfide del mondo moderno, caratterizzato da instabilità diffusa e competizione permanente, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/mbda-e-difesa-insieme-nella-defence-leadership-academy.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/mbda-e-difesa-insieme-nella-defence-leadership-academy.html">MBDA e Difesa insieme nella Defence Leadership Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-scaled-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230517_094028-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Parlare di <strong>Difesa</strong>, oggi, significa parlare di un vero e proprio <strong>ecosistema</strong>, con diverse “nicchie ecologiche” rappresentate non solo dal mondo militare e dell&#8217;industria, ma anche da quello accademico, della politica e dell&#8217;informazione. Creare sinergie tra questi diversi ambiti è fondamentale per affrontare le sfide del mondo moderno, caratterizzato da instabilità diffusa e competizione permanente, ma anche perché l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-la-marina-militare-si-prepara-per-le-sfide-del-futuro.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approccio multidominio</a> della Difesa implica necessariamente che il mondo politico/militare si interfacci in modo più approfondito con quello dell&#8217;industria, per ottenere sistemi integrati e integrabili in tutti i domini “<em>by design</em>”.</p>



<p>Creare sinergie significa creare una <strong>nuova </strong><em><strong>leadership</strong> </em>che sia in grado di affrontare le sfide del nuovo ecosistema Difesa, ed è proprio per questo che <strong>MBDA</strong>, una <em>joint venture</em> tra Italia, Francia, Germania e Regno Unito leader europea nel settore della missilistica e delle tecnologie per la Difesa, nel 2019 ha dato il via a un progetto didattico, la <em><strong>Defence Leadership Academy</strong></em>, per incentivare studi, organizzare seminari e percorsi di alta formazione, fornire strumenti tecnologici e manageriali, su tematiche rilevanti per la comprensione del contesto e lo sviluppo delle competenze e dei valori del “<em>Defence Leader</em>”. </p>



<p>La Academy di MBDA ambisce a diventare un polo culturale e formativo capace di sviluppare una leadership volta a riconoscere e gestire la complessità del reale e a promuovere e diffondere a livello politico e sociale un’adeguata cultura della Difesa. </p>



<p>Presso l&#8217;<strong>ISMA</strong>, l&#8217;Istituto di Scienze Militari Aeronautiche di Firenze, si è tenuta tra il 17 e il 19 maggio 2023, grazie al coordinamento scientifico/logistico di <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/ab-project-italia/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AB Project</a></strong> (società di consulenza per la formazione e lo sviluppo delle risorse umane), la terza edizione dell&#8217;Academy avente come tematica la previsione degli scenari futuri sulla base delle sfide dell&#8217;ecosistema Difesaa cui abbiamo avuto modo di partecipare grazie al gentile invito di MBDA. </p>



<p>Non si è trattato solo di un ciclo di conferenze, bensì di un vero e proprio <strong>corso formativo</strong>, comprensivo di esercitazioni pratiche riguardanti metodologie di previsione di scenario (in particolare <em>foresight</em>), che hanno permesso, attraverso la suddivisione in gruppi di lavoro, la condivisione di punti di vista diversi tra appartenenti al mondo militare, a quello dell&#8217;industria e per la prima volta anche ad analisti ed altri esperti di settore, in modo da avere un punto di vista esterno e più ampio possibile. Anche definirlo corso è limitante, in quanto i partecipanti hanno avuto modo di affrontare le tematiche della tre giorni fiorentina in modo attivo e propositivo, scambiandosi opinioni ed effettuando un <em>brainstorming </em>da pari, ovvero spogliandosi dei propri ruoli istituzionali o industriali per confrontarsi e trovare nuove soluzioni mettendo a frutto la propria esperienza di settore. </p>



<div id="gallery_396814" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_396814 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230517_094028-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230517_094028-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Foto autore<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230517_092128-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230517_092128-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Foto autore<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ISMA-17-maggio-00669.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ISMA-17-maggio-00669-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Foto 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<p>I lavori si sono aperti mercoledì 17 maggio coi saluti istituzionali effettuati dal generale di Brigata Aerea comandante dell&#8217;ISMA <strong>Urbano Floreani</strong> e dall&#8217;ingegner <strong>Manlio Cuccaro</strong>, direttore esecutivo del gruppo tecnologia e performance di MBDA, che hanno preceduto il primo pannello di discussione tenuto dal professor <strong>Luciano Bozzo</strong> dell&#8217;università di Firenze e dal consigliere del ministro della Difesa <strong>Gianclaudio Torlizzi</strong> moderati dal professor <strong>Lorenzo Castellani</strong>. L&#8217;argomento di questo primo intervento è stato il “conflitto e cooperazione nei nuovi scenari globali: focus emergenti”. A seguire si è toccata la tematica degli “eco-sistemi e resilienza: nuove sfide” grazie al contributo del generale di Brigata <strong>Daniele Durante</strong> e della dottoressa <strong>Valentina Bianchini</strong> ricercatrice presso l&#8217;università di Tor Vergata moderati dal dottor <strong>Di Leo</strong>, ricercatore presso il CASD-IRAD. Nel pomeriggio di mercoledì si è toccata una tematica molto attuale e controversa quando si è parlato di “Difesa e <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-dilemma-terminator-ecco-i-rischi-dellutilizzo-dellintelligenza-artificiale-in-campo-militare.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intelligenza artificiale</a>: governare o subire?” con gli interventi del contrammiraglio <strong>Gaetano Virgilio</strong> direttore della Direzione Alta Formazione e ricerca del CASD, dell&#8217;ingegner <strong>Alessandro Massa</strong>, capo dei laboratori di ricerca di Leonardo Spa, della dottoressa <strong>Rosanna Fanni</strong>, Trade &amp; Technology Dialogue Coordinator al CEPS e della dottoressa <strong>Martini </strong>ricercatrice persso il CASD-IRAD, moderati dal colonnello <strong>Icardi</strong>, già capo ufficio innovazione presso lo Stato maggiore Difesa. Successivamente, a chiusura della prima giornata di lavori, è stato affrontata la tematica del personale e di come fare per “trattenere” un dipendente in azienda (o ente) con la partecipazione del generale di Brigata Aerea <strong>Alberto Surace</strong>, capo del Primo Reparto Stato maggiore Aeronautica, il dottor <strong>Stefano Tonchich</strong>, vice direttore delle risorse umane per MBDA moderati dal generale di Squadra Aerea (in riserva) <strong>Fernando Giancotti</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi?utm_source=strip&amp;utm_medium=ilgiornale&amp;utm_campaign=evento_140623" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png" alt="" class="wp-image-398022" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori-600x137.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori-300x69.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori-768x175.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>Il secondo giorno si è aperto con l&#8217;intervento dell&#8217;ingegner <strong>Stefania Sperandei</strong>, capo settore del gruppo sistemi futuri di MBDA a cui ha subito fatto seguito l&#8217;intervento “tecnico” del professor <strong>Antonio Furlanetto</strong> e del professor <strong>Francesco Brunori</strong>, entrambi di Skopìa. Il resto della giornata e il venerdì sono stati occupati infatti dall&#8217;attività di <em>foresight </em>a gruppi con la metodologia di <em><strong>backcasting </strong></em>partendo da diversi scenari (associati a vari gruppi di lavoro). La tre giorni di lavori si è conclusa con l&#8217;intervento del tenente colonnello <strong>Pasquale Mannino</strong>, capo sezione analisi e tendenze future presso lo Stato maggiore Difesa UGID, con quello del dottor <strong>Stefano Testa</strong>, della <em>Missile Systems University</em> di MBDA e con la consegna degli attestati di partecipazione. </p>



<p>Come visto non si è trattato di un semplice ciclo di conferenze, e nemmeno di un corso di formazione vero e proprio, bensì di un <strong>seminario </strong>con esercitazioni pratiche che ha permesso di mettere a sistema persone dalla formazione diversa senza pregiudizi, avendo come risultato immediato un arricchimento personale dato proprio dalla possibilità di interazione che ha fornito stimoli nuovi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/mbda-e-difesa-insieme-nella-defence-leadership-academy.html">MBDA e Difesa insieme nella Defence Leadership Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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