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	<title>Fintech Archives - InsideOver</title>
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	<title>Fintech Archives - InsideOver</title>
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		<title>Wirecard ci ricorda i rischi legati all&#8217;abolizione del contante</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/wirecard-guerra-contante.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2020 15:57:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Wirecard]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1066" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania Wirecard" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111-1024x568.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111-768x426.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111-1536x852.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111-2048x1137.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scandalo Wirecard sta travolgendo quella che fino a poche settimane fa era considerata una delle più promettenti aziende tecnologiche tedesche. L&#8217;istituto di moneta elettronica con sede ad Aschheim, vicino a Monaco, uno dei pochi ad essere autorizzato ad emettere carte prepagate all&#8217;interno dell’Unione europea, ha ammesso che un valore pari a 1,9 miliardi di euro in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/wirecard-guerra-contante.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/wirecard-guerra-contante.html">Wirecard ci ricorda i rischi legati all&#8217;abolizione del contante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1066" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania Wirecard" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111-1024x568.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111-768x426.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111-1536x852.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Wirecard-carte-La-Presse-e1592825901111-2048x1137.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo <a href="https://it.insideover.com/economia/wirecard-spariti-2-miliardi-di-dollari.html">scandalo </a><strong>Wirecard </strong>sta travolgendo quella che fino a poche settimane fa era considerata una delle più promettenti aziende tecnologiche tedesche.<strong> L&#8217;istituto di moneta elettronica</strong> con sede ad Aschheim, vicino a Monaco, uno dei pochi ad essere autorizzato ad emettere carte prepagate all&#8217;interno dell’Unione europea,<a href="https://www.dgap.de/dgap/News/adhoc/wirecard-stellungnahme-des-vorstands-zur-aktuellen-lage-des-unternehmens/?newsID=1355035#:~:text=Der%20Vorstand%20der%20Wirecard%20AG,mit%20%C3%BCberwiegender%20Wahrscheinlichkeit%20nicht%20bestehen."> ha ammesso</a> che un valore pari a 1,9 miliardi di euro in fondi fiduciari depositati in due banche delle Filippine, riportati nero su bianco nel consuntivo 2019, non è mai realmente esistito, l&#8217;ad <strong>Markus Brown </strong>si è dimesso ed è stato raggiunto da <a href="https://it.insideover.com/economia/wirecard-markus-braun-arrestato-in-germania.html">un mandato di arresto</a> e in sei giorni, dal 18 al 24 giugno, il valore delle azioni è sceso da 100 a 12 euro l&#8217;una.</p>
<p>Lo scandalo Wirecard ci ricorda un&#8217;importante problematica legata alla graduale diffusione della finanza digitale e dei prodotti e dei sistemi di pagamento ad essi associati, da molti propugnata fianco a fianco alla richiesta di graduale <a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-al-contante-non-ferma-levasione.html">espulsione del denaro contante</a> dalle transazioni di pagamento.</p>
<p>La stragrande maggioranza dell&#8217;attività finanziaria, è risaputo, avviene in via telematica e anche i conti corrente, le attività possedute da cittadini e imprese, i saldi per pagare debiti o mutui non sono altro che una lunga sequela di 0 e 1 registrati nei sistemi informativi delle banche e delle agenzie finanziarie. Il <strong>fintech, </strong>in questo contesto, interviene aggiungendo un tassello fondamentale, offrendo la possibilità di internalizzare nei sistemi in rete <strong>pagamenti e transizioni </strong>e aprendo a un nuovo tipo di istituzione finanziaria, più &#8220;leggera&#8221;, puntando in maniera primaria sulla riduzione di costi fissi non indifferenti (ad esempio il mantenimento di filiali affollate) attraverso il rifiuto dell&#8217;uso di denaro contante come mezzo.</p>
<p>Tuttavia, gli ultimi anni ci hanno insegnato che puntare esclusivamente sulla digitalizzazione e sull&#8217;informatizzazione della finanza può creare, allo stato attuale delle cose, effetti collaterali non indifferenti. In primo luogo, l&#8217;approccio snello delle multinazionali fintech impone minore attenzione ai <strong>controlli della sicurezza </strong>delle transazioni; in secondo luogo, come sottolinea il <a href="https://www.washingtonpost.com/business/wirecard-scandal-could-give-fintech-a-bad-name/2020/06/23/33759bd4-b53b-11ea-9a1d-d3db1cbe07ce_story.html"><em>Washington Post </em></a>le aziende fintech sono molto spesso oberate dalla necessità di crescere rapidamente e nel minor tempo possibile rendendo partecipi i loro finanziatori dei loro progressi in termini di profitto e dividendi. &#8220;Questo&#8221; &#8211; si nota &#8211; &#8220;può portare le imprese a sentirsi poco incoraggiate nel prendere un approccio responsabile nel controllare i flussi di denaro da attività potenzialmente illecite&#8221;. Non dimentichiamo che proprio in uno dei Paesi più aperti al fintech, l&#8217;Estonia<strong>, </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lo-scandalo-danske-bank-tremare-deutsche-bank.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la filiale locale di <strong>Danske Bank </strong>ha contribuito</a> a uno dei più grandi piani di riciclaggio di massa della storia.</p>
<p>Si noti che questi due punti sono esattamente simmetrici ai due maggiori appunti mossi in direzione del contante da parte di chi chiede una graduale eliminazione di banconote e monete dalla società. &#8220;Tra questi&#8221;, <a href="https://www.wallstreetitalia.com/perche-eliminare-i-contanti-e-una-pessima-idea/">sottolinea <em>Wall Street Italia</em></a>, &#8220;<strong>Kenneth S. Rogoff</strong>, noto economista di Harvard che con il suo saggio pubblicato nel 2006 <em>The Curse of Cash (Princeton University Press)</em>,  stima che più di un terzo di tutta la moneta statunitense in circolazione è utilizzata da criminali e truffatori fiscali nell’economia domestica e suggerisce che la percentuale è ancora più alta per le banconote di grosso tagli&#8221;. Ebbene, focalizzarsi solo sul contante impedisce di vedere che senza una reale garanzia di protezione anche nella finanza digitalizzata possono succedere problematiche del medesimo tipo e &#8211; anzi! &#8211; unendo alla natura digitale dei conti corrente quella delle transazioni si amplia il perimetro da difendere da malfunzionamenti di sistema, &#8220;buchi&#8221;, attacchi hacker. Fattispecie particolarmente vera in relazione ai clienti di imprese come Wirecard, in larga misura costituito da milioni di consumatori <em>retail </em>che si affidano alle sue prepagate.</p>
<p>Nel 2016, ad esempio, la <strong>Banca centrale del Bangladesh </strong>subì un furto informatico al suo conto presso la <strong>Federal Reserve di New York, </strong>depredato di 101 milioni di dollari, 81 dei quali sono stati dirottati su conti bancari privati nelle Filippine, Paese che deve sicuramente rafforzare la sua capacità di reazione a manovre &#8220;ombra&#8221; come quelle prese in esame, e altri 20 su un conto di una banca nello Sri Lanka. L&#8217;anno successivo gli <a href="https://www.cybersecurity360.it/nuove-minacce/wannacry-come-funziona-e-come-difendersi-dal-ransomware-che-ha-fatto-piangere-il-mondo/">hacker del virus <strong>WannaCry </strong></a>puntarono a sfruttare in maniera spericolata il metodo della richiesta di riscatti finanziari per liberare i sistemi operativi da loro colpiti. Gli hacker riuscirono a raccogliere una cifra modesta, 106mila dollari, ma l&#8217;azione spaventò notevolmente gli esperti di sicurezza informatica e finanziaria di tutto il mondo. Per ogni Paese <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cybersecurity-come-dominio-della-sicurezza-nazionale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la <strong>cybersecurity </strong></a>è fattore di sicurezza nazionale, e lo è ancora di più quando in gioco ci sono i dati finanziari di milioni di cittadini.</p>
<p>In conclusione, una transizione graduale e consapevole verso mezzi di pagamento digitali e diversificati non è da ritenere necessariamente una problematica, per quanto fattori umani, fiduciari e culturali possano legittimamente rallentare la graduale riduzione del peso del contante nella nostra società. Al tempo stesso, portare sul ramo fintech l&#8217;intero comparto economico senza le dovute garanzie di sicurezza dai rischi di &#8220;buchi&#8221; nel sistema o da vere e proprie frodi risulta estremamente problematico, e aumenterebbe soltanto la sfiducia dei cittadini: la de-contantizzazione porta alla mancanza di un rapporto materiale con il denaro che rende sempre meno tangibile il rapporto con esso e deve essere compensata da garanzie di assoluta sicurezza nella tutela delle transazioni. Una meta da cui siamo ancora ben lontani, come insegna il caso Wirecard.</p>
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		<title>Il Regno della Brexit è davvero allo sbando totale?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-regno-della-brexit-e-davvero-allo-sbando-totale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2019 14:09:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fintech]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/brexit.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/brexit.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/brexit-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/brexit-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/brexit-1024x711.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Londra non si parla d’altro: il Regno è allo sbando e il nuovo primo ministro ha promesso l’impossibile e di sicuro fallirà nel provvedere a un’uscita efficiente dall’Unione europea. La brillante carriera politica di Boris Johnson potrebbe persino concludersi a breve dopo le ultime mosse che hanno indispettito non poco Il Parlamento e la Scozia, sempre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-regno-della-brexit-e-davvero-allo-sbando-totale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/brexit.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/brexit.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/brexit-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/brexit-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/brexit-1024x711.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">A Londra non si parla d’altro: il Regno è allo sbando e il nuovo primo ministro ha promesso l’impossibile e di sicuro fallirà nel provvedere a un’uscita efficiente dall’Unione europea. </span><span style="font-weight: 400;">La brillante carriera politica di <strong>Boris Johnson</strong> potrebbe persino concludersi a breve dopo le ultime mosse che hanno indispettito non poco Il Parlamento e la Scozia, sempre più indipendentista fra le mani della nazionalista <strong>Nicola Sturgeon</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insomma, la Brexit si è dimostrata un percorso estremamente arduo &#8211; e molto probabilmente anche fallimentare &#8211; dopo la tentata sospensione del Parlamento non andata in porto dopo la delibera della Corte Suprema e le prossime dimissioni dello Speaker della Camera dei Comuni, John Bercow.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, nonostante in termini puramente politici la situazione possa risultare tragica, è un luogo comune che la vita economica del Regno debba andare di pari passo con quella governativa. Più di una fonte ha riportato la possibilità di una recessione economica della Gran Bretagna dovuta alla Brexit, secondo dati come la chiusura dei confini e la difficoltà ad accordarsi fra compagnie &#8211; o sedi di una stessa compagnia &#8211; che si muovono fra gli Stati membri dell’Ue e il Regno Unito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certo che non sarà più facile promuovere affari congiunti e accordi bilaterali fra i due territori e le aziende che vi operano all’interno. Ma è anche vero che negli ultimi anni a partire dalla Brexit il Paese non ha fatto che accrescere la sua presenza economica, specialmente nell’ambito </span><i><span style="font-weight: 400;">finance and technology</span></i><span style="font-weight: 400;"> (fintech, in breve).</span></p>
<p><a href="https://www.finextra.com/newsarticle/34127/brexit-be-damned-uk-fintech-sector-sees-record-growth"><span style="font-weight: 400;">Le ultime stime</span></a><span style="font-weight: 400;"> di Innovative Finance per la prima metà del 2019 riportano una crescita record di 2.9 miliardi di sterline di fondi ricevuti dalle compagnie che operano nel settore per un totale di 123 accordi. Nonostante il volume degli accordi sia diminuito, il valore dei singoli accordi sembra aumentato, proiettando una crescita maggiore rispetto l’anno scorso (3.3 miliardi in tutto il 2018).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per dare una stima dell’interesse del pubblico nella fintech britannica, da settembre 2018 fino ad oggi </span><a href="https://www.businessleader.co.uk/industry-survey-spotlights-uk-fintechs-preparations-for-brexit/73329/"><span style="font-weight: 400;">sono stati investiti più di 65 milioni</span></a><span style="font-weight: 400;"> su Crowdcube, probabilmente il sito di fundraising per aziende più famoso del Regno Unito, secondo il suo Co-fondatore, Luke Lang.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La forza finanziaria e tecnologica della capitale britannica è, quindi, molto difficile da sorpassare, per quanto diverse città ci stiano duramente provando nell’Europa continentale. Il volume di servizi terziari e finanziari esportato dal Regno era di circa 88 miliardi di dollari nel 2018, </span><a href="https://thefintechtimes.com/londons-fintech-scene/"><span style="font-weight: 400;">secondo TheCityUK</span></a><span style="font-weight: 400;">. Ad oggi le stime riportano un&#8217;ulteriore crescita del volume di affari totale del Paese, facendo solo immaginare quanto il settore economico sia, in realtà, largamente inalterato dalla Brexit.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonostante la proiezione ottimista per il mercato britannico, però, banche e aziende si stanno preparando per lo scenario peggiore: il cosiddetto </span><i><span style="font-weight: 400;">No-deal Brexit</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad avere più timore di eventuali ripercussioni sono le SMEs, cioè le <strong>piccole e medie imprese</strong>, non disponendo di grandi capitali per far fronte alle possibile difficoltà che un’uscita senza accordi possa comportare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In fondo, le aziende britanniche basano buona parte delle proprie risorse umane nei cittadini dell’Ue, che si spostano chi alla ricerca di prestigio personale, chi di maggiori disponibilità finanziarie, nella capitale per riempire i vuoti di un mercato in costante espansione. La chiusura del confine e l’obbligo di un visto lavorativo potrebbe scoraggiare l&#8217;immigrazione dei talenti europei, girandoli verso altri mercati in crescita e in competizione con quello di Londra, come Berlino, Amsterdam o Lisbona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Grandi aziende con maggiori possibilità di capitale hanno già provveduto all’apertura di sedi e compagnie sussidiarie nei vari paesi dell’Unione, ma aziende di minore statura potrebbero trovarsi obbligate ad operare in un mercato chiuso, per quanto voluminoso e performante. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, bisogna anche considerare un elemento meno “matematico”: Londra è una delle città leader del mondo in molti ambiti e il prestigio di vivere e lavorare nella City non si perderà con l’uscita dall’Unione. Sia poiché la popolazione straniera non è solo europea sia perché la possibilità e il prestigio di avere l’esperienza londinese sul curriculum ha un valore non da poco per molti, specialmente nel campo finanziario e tecnologico. </span><span style="font-weight: 400;">È poco probabile che il flusso migratorio di studenti e lavoratori declini benché meno che si fermi d’improvviso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo Stato britannico e la sua posizione globale nel mondo potranno anche uscirne indeboliti dall’uscita. Presumere, però, che anche la sua leadership economica dovrà subire lo stesso effetto non è scontato e si muove in un orizzonte puramente retorico. </span><span style="font-weight: 400;">La classe politica inglese &#8211; </span><span style="font-weight: 400;">e non britannica </span><span style="font-weight: 400;">&#8211; è decisa a uscire per ora entro il 31 ottobre. Una possibile estensione a dicembre 2020 è stata discussa sottobanco e riportata per dei giorni dalle grandi testate del Paese, ma la concretizzazione della Brexit è nell’aria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciò che possono fare i sudditi di sua Maestà, per ora, è solo aspettare e sperare per il meglio.</span></p>
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