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	<title>finanziamenti Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 27 Sep 2025 14:08:16 +0000</lastBuildDate>
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	<title>finanziamenti Archives - InsideOver</title>
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		<title>Orbán vs UE: il nuovo braccio di ferro sulla legge contro i fondi stranieri alle Ong</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 16:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ong]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1055" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria Orban Ong (la Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237-1024x563.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Viktor Orban vuole una legge che restringa i finanziamenti esteri a Ong e media in nome della sovranità nazionale. La Ue però non ci sta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/orban-vs-ue-il-nuovo-braccio-di-ferro-sulla-legge-contro-i-fondi-stranieri-alle-ong.html">Orbán vs UE: il nuovo braccio di ferro sulla legge contro i fondi stranieri alle Ong</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1055" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria Orban Ong (la Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237-1024x563.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Viktor Orban</strong> si appresta a scrivere un nuovo capitolo della sua agenda politica che sta già facendo discutere in patria e anche in Europa. A maggio è stato presentata al Parlamento ungherese una proposta di legge “Trasparenza della vita pubblica” che punta a modificare nel profondo il rapporto tra Stato e organizzazioni civiche: chi riceve fondi dall’estero e partecipa attivamente al dibattito pubblico, dovrà fare tutto alla luce del sole. Spiegato in altre parole, <strong>il provvedimento punta il dito contro <a href="https://it.insideover.com/politica/la-fabbrica-dei-dissidenti-come-le-ong-ti-organizzano-il-cambio-di-regime.html">Ong e media </a>che negli ultimi anni hanno beneficiato di finanziamenti esteri</strong> e che, a detta del premier magiaro, avrebbero esercitato pressioni per influenzare l’opinione pubblica.  </p>



<p>L’iniziativa ha suscitato il plauso dei parlamentari di Fidesz &#8211; partito il cui leader è Orban &#8211; i quali hanno parlato di <strong>difesa della sovranità nazionale</strong> e del popolo ungherese contro le interferenze straniere. Tuttavia, in quel di Bruxelles non sono mancati i mal di pancia, una volta conosciuto il contenuto del disegno di legge, dal momento che per i funzionari europei minerebbe le fondamenta valoriali dell’Unione e potrebbe essere persino una scure da abbattere contro le schiere del dissenso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa prevede il testo della legge<strong> </strong></h2>



<p>Il fulcro della proposta consiste nel costringere tutte le organizzazioni impegnate nella sfera politica e pubblica, come le attività di lobbying o di finanziamento delle campagne elettorali, a <strong>iscriversi a un registro nazionale di recente istituzione se ricevono soldi da oltre il confine.</strong> Prima di poter incassare denaro dall’estero, queste entità dovranno r<strong>ichiedere e ottenere un’autorizzazione formale</strong> e i loro dirigenti saranno obbligati a rendere pubbliche le proprie dichiarazioni patrimoniali. Chi sgarra – come l’accettazione di fondi senza autorizzazione – rischia sanzioni pesantissime fino a 25 volte l’ammontare delle somme ricevute, e in casi gravi, l’esclusione dalle attività di pubblico interesse.</p>



<p>Il guardiano in tutto ciò sarà l’Ufficio per la Protezione della Sovranità, il quale dovrà indagare sul rispetto dell’aderenza alla normativa e i<strong>ndividuare gli attori che agiscono per conto di interessi stranieri</strong> che, secondo il portavoce del Governo di Budapest <strong>Zoltán Kovács</strong>, avrebbero portato acqua al mulino delle opposizioni nei tempi più recenti: &#8220;Le indagini e le rivelazioni pubbliche degli ultimi anni hanno rivelato che milioni di dollari, provenienti principalmente da entità americane e <a href="https://telex.hu/belfold/2025/05/14/torvenyjavaslat-kulfoldi-tamogatas-szuverenitasvedelmi-hivatal-szabalyozas">con sede a Bruxelles</a>, sono stati convogliati verso gruppi della società civile ungherese e organi di informazione con chiari obiettivi ideologici”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La disapprovazione dell’Ue</h2>



<p>Gli oppositori di Orban hanno tuonato contro il disegno di legge a partire dal sindaco di Budapest <strong>Gergely Karácsony</strong> che ha parlato di un provvedimento che s’ispirerebbe alla <strong>normativa russa sugli agenti stranieri</strong>. Le parole di Karácsony sono rimbombate nei corridoi delle istituzioni comunitarie, tanto che Tineke Strik, relatrice al Parlamento europeo per l’Ungheria, ha parlato di un “copia-incolla” delle legge che porta il timbro del Cremlino, non escludendo l’intervento della Corte di giustizia dell’Ue nel caso in cui il provvedimento dovesse vedere la luce. </p>



<p>La Commissione europea non ha voluto attendere che il Parlamento magiaro si esprimesse, ma per bocca di un suo portavoce ha già chiesto che l’iniziativa legislativa venga ritirata in quanto <strong>violerebbe i principi comunitari</strong> relativamente alla libertà di associazione e all’accesso ai finanziamenti da parte delle soggetti operanti nella società civile. A mettere le mani avanti c’è anche un drappello di eurodeputati che hanno preso carta e penna per scrivere alla Commissione chiedendo di bloccare <a href="https://it.insideover.com/politica/braccio-di-ferro-ue-ungheria-tolto-a-orban-un-miliardo-di-euro.html">l’erogazione di risorse finanziarie</a> a favore di Budapest per via di un presunto <a href="https://it.insideover.com/politica/lue-stringe-la-morsa-sullungheria-via-il-diritto-di-voto-al-consiglio-europeo.html">deterioramento dello stato di diritto</a> in terra d’Ungheria.&nbsp;</p>



<p>La legge non è ancora realtà, ma il dibattito è già rovente, ancor più in un contesto storico-politico dove le ingerenze negli affari interni di un Paese sovrano sono fortemente malviste per via del processo di “<a href="https://it.insideover.com/politica/trump-spinge-verso-la-deglobalizzazione.html">deglobalizzaione</a>” in corso, come espresso da diversi analisti. Oltre agli sviluppi della vicenda ungherese, lo spunto interessante è capire come si definiranno gli equilibri mondiali nello scontro tra sovranisti e globalisti, tra “mondo globalizzato” e “difesa della patria” che, come abbiamo visto in questa storia, riguarda anche la società civile.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/orban-vs-ue-il-nuovo-braccio-di-ferro-sulla-legge-contro-i-fondi-stranieri-alle-ong.html">Orbán vs UE: il nuovo braccio di ferro sulla legge contro i fondi stranieri alle Ong</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il prezzo della Via della Seta: Pechino da finanziatore a esattore del debito globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-prezzo-della-via-della-seta-pechino-da-finanziatore-a-esattore-del-debito-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 14:14:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241220190312449_73ec29e050457a087910229b017a1957.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241220190312449_73ec29e050457a087910229b017a1957.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241220190312449_73ec29e050457a087910229b017a1957-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241220190312449_73ec29e050457a087910229b017a1957-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241220190312449_73ec29e050457a087910229b017a1957-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241220190312449_73ec29e050457a087910229b017a1957-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241220190312449_73ec29e050457a087910229b017a1957-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pechino incasserà miliardi di dollari per i prestiti fatti ai Paesi più poveri nell'ambito della BRI, ma rischia il boomerang geopolitico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-prezzo-della-via-della-seta-pechino-da-finanziatore-a-esattore-del-debito-globale.html">Il prezzo della Via della Seta: Pechino da finanziatore a esattore del debito globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Nel grande gioco della finanza mondiale, la <strong>Cina</strong> sembra avere cambiato volto: da generoso prestatore a esigente esattore. A dirlo è <a href="https://interactives.lowyinstitute.org/features/peak-repayment-china-global-lending/">un rapporto del Lowy Institute</a>, autorevole think tank australiano, che accende i riflettori su un lato oscuro della <strong>Belt and Road Initiative (BRI)</strong>,&nbsp; nota anche con la denominazione italiana di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html"><strong>Nuova</strong> <strong>Via della Seta</strong></a>, e delle sue conseguenze nei Paesi in via di sviluppo. Secondo lo studio, nel 2025 Pechino dovrebbe riscuotere <strong>35 miliardi di dollari in interessi sul debito </strong>di cui 22 miliardi arriverebbero dalle casse dei 75 Paesi a più basso reddito (secondo le stime dell’Onu). Dopo i fasti degli anni 2010, quando il Dragone elargiva generosi prestiti per finanziare progetti infrastrutturali nelle nazioni sottosviluppate, il vento pare sia cambiato, tanto che ci si domanda se si tratti ancora di cooperazione allo sviluppo o di neocolonialismo economico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa ci dice il rapporto&nbsp;</h2>



<p>L’iniziativa della Nuova Via della Seta, inaugurata nel 2013 dal presidente <strong>Xi Jinping</strong>, nasce con l’obiettivo di erogare investimenti alle economie meno progredite (e non solo) per la costruzione di infrastrutture quali centrali elettriche, aeroporti, porti e strade per espandere la propria rete commerciale e contrastare il dominio delle istituzioni politiche e finanziarie occidentali.</p>



<p>Nel 2016 la Cina ha elargito più di 50 miliardi di dollari sotto forma di finanziamenti, segnando la fase di maggior espansione della Belt and Road Initiative  e superando di parecchio tutte le concessioni fatte dal <strong>Club di Parigi</strong>, raggruppamento degli enti finanziari appartenenti ai 22 Paesi più ricchi del mondo. Dopo la pandemia l’impegno del Dragone è nettamente diminuito tanto che oggi l’ammontare dei  flussi finanziari da oltre la Muraglia si aggira intorno ai 7 miliardi. I Paesi beneficiari si ritroverebbero a pagare un conto molto salato tra restituzioni e interessi dando molto di più di quanto ricevono e la Cina, di conseguenza, siederebbe sul vertice della piramide dei creditori bilaterali nei confronti delle nazioni povere. </p>



<p>Non è tutto. ll quadro si complica ancora di più se si guarda al crescente peso del <strong>debito detenuto da attori privati – banche e fondi d’investimento – che oggi detengono il 61% del debito totale dei Paesi in via di sviluppo</strong>. Quello bilaterale, invece, si è ridotto al 14%.&nbsp; Per far fronte a una sempre più evidente insostenibilità del debito, diversi governi si troverebbero costretti a effettuare ingenti tagli alla spesa pubblica e i settori più penalizzati sarebbero l’istruzione e la sanità.&nbsp;</p>



<p>Lo studio del Lowy Institute evidenzia anche come la Cina possa utilizzare gli investimenti e la riscossione dei crediti come <strong>arma geopolitica</strong>, specie adesso che l’Occidente sta vivendo una crisi non solo commerciale ma anche culturale. In molti hanno notato come Nicaragua, Isole Salomone e Burkina Faso abbiano ricevuto prestiti cospicui dopo aver disconosciuto la sovranità di Taiwan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta del Dragone</h2>



<p>Di fronte ai dati del think tank di Sydney, la reazione di Pechino non si è fatta attendere. La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning ha dichiarato che la Cina agisce secondo le logiche di mercato e che un drappello di attori internazionali sta cavalcando una narrazione menzognera secondo cui i cinesi sarebbero responsabili del debito dei Paesi in via di sviluppo mentre sul banco degli imputati dovrebbero esserci le istituzioni e i creditori commerciali delle nazioni più progredite.&nbsp;</p>



<p>Diversi analisti hanno sempre espresso scetticismo sugli intenti benefici della Via della Seta ritenendo che in realtà non fosse altro che un cavallo di Troia per spingere i Paesi meno sviluppati nella <strong>spirale dell’insolvibilità del debito</strong> e allungare poi le mani sui loro asset strategici. In quest’ottica, come riportato da <em><a href="https://www.aljazeera.com/news/2017/7/29/sri-lanka-signs-hambantota-port-deal-with-china">Al Jazeera</a></em>, ha fatto scuola il caso del porto di Hambantota nello Sri Lanka dove le autorità cingalesi&nbsp; hanno appaltato la gestione dell’infrastruttura a una società cinese a fronte dell’incapacità di ripagare il prestito grazie al quale era stato costruito.&nbsp;</p>



<p>Tuttavia, diversi enti accademici hanno pubblicato dati che dimostrerebbero l’indulgenza di Pechino nei confronti dei suoi debitori. Un’analisi condotta nel 2020 dalla China Africa Research Initiative della Johns Hopkins University ha evidenziato che, nel periodo compreso tra il 2000 e il 2019, la Cina ha condonato debiti africani per un totale di 3,4 miliardi di dollari.&nbsp;</p>



<p>Indubbiamente il comportamento della Cina in relazione alla riscossione dei crediti non prescinderà dall’evoluzione del contesto globale. Gli Stati Uniti di Trump sono sempre <a href="https://it.insideover.com/guerra/lisolazionismo-americano-inizia-molto-prima-di-biden-e-trump.html">più interessati alle faccende domestiche</a>, mentre l’Europa è impegnata a barcamenarsi tra la minaccia dei dazi e la guerra in Ucraina. Per la Cina, dunque, ci sono ampi margini di azione per intessere <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-via-della-seta-cambia-pelle-xi-adesso-scommette-sul-sud-globale.html">nuovi intrecci commerciali e geopolitici</a>, ma un atteggiamento improntato unicamente a fare cassa rischierebbe di intaccare la fiducia riposta nella Via della Seta da buona parte del mondo.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-prezzo-della-via-della-seta-pechino-da-finanziatore-a-esattore-del-debito-globale.html">Il prezzo della Via della Seta: Pechino da finanziatore a esattore del debito globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ultimo bersaglio di Trump: ActBlue, la piattaforma di donazioni dei Dem</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lultimo-bersaglio-di-trump-actblue-la-piattaforma-di-donazioni-dei-dem.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 07:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-600x280.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-1024x478.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-768x358.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-1536x717.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La piattaforma per i contributi ai Democratici, ActBlue, è nel mirino della Casa Bianca per la presunta origine illecita e straniera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lultimo-bersaglio-di-trump-actblue-la-piattaforma-di-donazioni-dei-dem.html">L&#8217;ultimo bersaglio di Trump: ActBlue, la piattaforma di donazioni dei Dem</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-600x280.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-1024x478.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-768x358.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/4e3a91ed9e1782e7d502114fb06b3626-1-e1746429911917-1536x717.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> ha recentemente firmato un <a href="https://it.insideover.com/politica/immigrazione-trivelle-gender-raffica-di-ordini-di-esecutivi-di-trump.html">ordine esecutivo</a> che sollecita il dipartimento di Giustizia ad avviare un’indagine sulla principale piattaforma di donazioni del <strong>Partito Democratico</strong>, <strong>ActBlue</strong>. La mossa dell’inquilino della Casa Bianca non era del tutto imprevedibile, poiché nel recente passato il portale web è stato posto sotto la lente di ingrandimento di diversi procuratori per via dei <strong>sospetti di contributi illegali e provenienti da Paesi stranieri</strong> moltiplicatisi negli ultimi anni. La piattaforma nasce con l’obiettivo di incentivare le donazioni dal basso, ovvero da parte del cittadino medio americano per finanziare le cause liberali e progressiste, ragione per cui i Democratici interpretano l’iniziativa di Trump come un accanimento contro di loro: “ll memorandum di Donald Trump contro ActBlue è progettato per minare la partecipazione democratica, e non c&#8217;è da stupirsi”. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I primi sospetti e le azioni del Congresso &nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Nel 2023 l’attivista conservatore <strong>James O’Keefe</strong> aveva diffuso la notizia secondo cui alcuni cittadini di età avanzata del Maryland avrebbero elargito svariate migliaia di dollari ad ActBlue secondo i registri della Commissione federale elettorale e i diretti interessati hanno affermato di non avere mai donato somme di denaro cospicue tramite la piattaforma ma solo cifre modiche. Quanto sostenuto dai donatori dell’Old Line State ha scoperchiato il vaso di Pandora sui <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/sorpresa-quando-era-pagato-da-kamala-harris-tiktok-non-era-un-pericolo-per-la-democrazia.html">flussi di finanziamento ai Democratici</a> tramite la loro principale infrastruttura digitale, fino ad attirare l’attenzione del Congresso. </p>



<p>Il deputato repubblicano <strong>Bryan Steil</strong>, in qualità di presidente della Commissione per l&#8217;amministrazione della Camera,  ha avviato un audit sui finanziamenti da oltre 200 milioni di dollari avvenuti nell’arco degli ultimi 14 anni per scovare eventuali irregolarità. Dopo una prima disamina, la Commissione per l’amministrazione ha constatato che<strong> le donazioni su Actblue non richiedevano il codice di verifica (CVV) della carta di credito</strong>, inducendo il suo Presidente a ritenere che le transazioni di denaro avvenissero con altri mezzi che renderebbero di più difficile identificazione l’origine del denaro. </p>



<p>Il 5 agosto 2024 Steil ha inviato una lettera alla Commissione elettorale federale in cui si chiedeva di implementare una regolamentazione che costringesse le campagne politiche ad accettare pagamenti online solo con carte di credito di cui va verificato il codice di sicurezza e vieti alle stesse l’accettazione di contributi con carte prepagate e regalo. Sempe Steil ha poi inviato delle lettere a procuratori generali di cinque Stati &#8211; Arkansas, Florida, Missouri, Texas e Virginia &#8211; in cui li invitava a investigare sui fondi ad ActBlue per il seguente motivo: “Questa indagine si è concentrata sul potenziale sfruttamento illecito di <strong>&#8216;donatori fittizi&#8217;</strong> ignari, le cui identità potrebbero essere state utilizzate per convogliare fondi illeciti in campagne nel vostro stato”. Scendendo più nel dettaglio, la commissione del Congresso ha riscontrato <strong>donazioni sproporzionate rispetto al patrimonio netto del donatore, contributi da cittadini affiliati a un partito che finanziano i candidati della formazione avversaria</strong> e transazioni frequentissime da elettori molto anziani e giovani.</p>



<p>Arrivando all’oggi sono circa una ventina i procuratori repubblicani che stanno indagando sui fiumi di soldi che passano da ActBlue dal momento che alcuni di loro sospettano che parte dei soldi provenga dall’estero per influenzare l’esito delle competizioni elettorali mettendo in atto il meccanismo dello “<em>smurfing</em>” mediante cui le somme più ingenti vengono scomposte in più piccole e attribuite a donatori comuni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le reazioni e le contromisure&nbsp;</h2>



<p>Alla notizia dell&#8217;ordine esecutivo di Trump, da ActBlue hanno fatto sapere che procederanno per vie legali per tutelarsi diramando una nota in cui si legge: “L&#8217;escalation odierna della Casa Bianca è palesemente illegale e deve essere vista per quello che è: l&#8217;ultimo fronte di Donald Trump nella sua campagna per sradicare ogni opposizione politica, elettorale e ideologica&#8221;. Un plauso è invece arrivato da <strong>Elon Musk</strong> che non molto tempo prima aveva accusato la dirigenza di Actblue di finanziare i gruppi che stanno vandalizzando gli <a href="https://it.insideover.com/economia/il-futuro-di-tesla-e-un-enigma-tra-incertezze-e-speranze.html">store di Tesla</a>.&nbsp;</p>



<p>Fino a quando l’indagine su Actblue è rimasta di appannaggio del solo Congresso, il già citato Bryan Steil ha detto che il personale della piattaforma si è dimostrato collaborativo fornendo tutta la documentazione che prova l&#8217;impegno per una maggiore regolamentazione delle transazioni finalizzata a <strong>bloccare in automatico le donazioni effettuate tramite carte regalo nazionali, carte prepagate o regalo estere, nonché quelle provenienti da Paesi soggetti a sanzioni</strong>.</p>



<p>Steil ha affermato che resta ancora tanto da fare per scongiurare irregolarità e illeciti, ma un interrogativo aleggia su come la faccenda potrà evolvere da ora in avanti con l’amministrazione Trump che ha deciso di diventare un giocatore in questa regolazione dei conti.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Vi ricordate i miliziani dell’Isis? Un’azienda francese é sospettata di averli finanziati</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca/vi-ricordate-i-miliziani-dellisis-unazienda-francese-e-sospettata-di-averli-finanziati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 04:51:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10104498.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>L'azienda Lafarge e otto soggetti tra dirigenti e intermediari andranno a processo per aver versato 5 milioni di dollari ai jihadisti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca/vi-ricordate-i-miliziani-dellisis-unazienda-francese-e-sospettata-di-averli-finanziati.html">Vi ricordate i miliziani dell’Isis? Un’azienda francese é sospettata di averli finanziati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10104498.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Tutti ricordiamo i terroristi del sedicente <strong>Stato islamico (ISIS)</strong> comparire in video bardati di nero dalla testa ai piedi e imbracciare un fucile mentre inneggiavano alla guerra santa contro l’Occidente. Bene, pensate che un’azienda, per la precisione francese, sembrerebbe averli finanziati per mantenere operativa la propria sussidiaria in <strong>Siria</strong>, mentre infuriava la guerra civile nel 2013 e 2014.&nbsp;</p>



<p>La società finita sotto la lente d’ingrandimento della magistratura parigina è <strong>Lafarge</strong>, gigante del cemento fusosi nel 2015 con la svizzera <strong>Holcim</strong> da cui è nata la denominazione sociale LafargeHolcim, che nel 2025 andrà a processo per volere di tre giudici inquirenti con l’accusa di finanziamento del terrorismo. Secondo gli inquirenti, i soggetti coinvolti “hanno, in una logica di ricerca di profitti per l’entità economica che servivano, o per qualche profitto personale diretto, organizzato, convalidato, facilitato o attuato una politica che prevedeva l’invio di finanziamenti alle organizzazioni terroristiche stabilite intorno alla fabbrica di cemento”.</p>



<p>A finire sul banco degli imputati sono otto persone, tra cui l’ex amministratore delegato Bruno Lafont, diversi dirigenti e intermediari siriani. I sospetti riguardano l’<strong>erogazione di cinque milioni di dollari</strong> ai miliziani dello Stato Islamico per perseguire i propri interessi di business<em> </em>nella regione, per di più in un contesto dove la Siria era sottoposta a un <strong>regime sanzionatorio</strong>, a partire dal 2011, imposto dalla comunità internazionale per colpire il governo di Damasco per via della repressione dei civili durante le manifestazioni di piazza. Proprio l’operatività di Lafarge a Jalabiya &#8211; città in cui ha sede l&#8217;impianto produttivo &#8211;  nonostante le sanzioni economiche, ha insospettito il ministero dell’Economia transalpino fino a fargli presentare due denunce che hanno portato all&#8217;apertura delle indagini l’anno successivo. I giudici dell’istruttoria hanno scritto nell’ordinanza “la società ha mantenuto la sua autonomia decisionale e avrebbe potuto porre fine all&#8217;attività della fabbrica in qualsiasi momento, soprattutto quando i suoi dirigenti fossero venuti a conoscenza delle richieste finanziarie delle entità terroristiche”, spiegando che mediante l’elargizione di denaro la società avrebbe  ottenuto la libera circolazione dei camion e dei dipendenti sul territorio, come riportato da <em><a href="https://www.liberation.fr/societe/police-justice/lafarge-en-syrie-un-premier-proces-ordonne-fin-2025-pour-financement-du-terrorisme-20241017_GJK2EL5JGNFZ7IQFXUDSWCN5SE/">Libération</a>. </em></p>



<p>Oltre all’accusa di finanziamento del terrorismo, sull’azienda pende anche l’<strong>indagine per complicità in crimini contro l’umanità</strong> commessi da gruppi armati e, a tal proposito,&nbsp; il gruppo anticorruzione Sherpa è intervenuto per esprimere l’auspicio che anche questo filone giunga a una conclusione: &#8220;Mentre la decisione odierna chiude parte dell&#8217;indagine giudiziaria, questo caso si estende oltre il finanziamento del terrorismo. Lafarge è la prima azienda al mondo ad essere stata accusata di complicità in crimini contro l&#8217;umanità&#8230; Gli atti di complicità non possono quindi restare impuniti&#8221;.</p>



<p>Lafarge in un’indagine analoga condotta negli Stati Uniti, sempre per l’ipotesi di finanziamento per terrorismo, ha <strong>patteggiato 778 milioni di dollari </strong>accettando la responsabilità dei singoli soggetti coinvolti nell’inchiesta. Non ci resta che attendere il prossimo anno per  assistere a ulteriori sviluppi.</p>
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