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	<title>Finanza europea Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 30 Jun 2024 11:53:09 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Finanza europea Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Se re Carlo sapesse&#8230; C&#8217;è un conte italiano più British dei suoi</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/se-re-carlo-sapesse-ce-un-conte-italiano-piu-british-dei-suoi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 11:52:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185-600x404.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185-1024x690.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185-1536x1034.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due storie che non si incrociano ma che viaggiano parallele nel Regno di re Carlo III e che raccontano di miserie umane e ricchezze terrene.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/se-re-carlo-sapesse-ce-un-conte-italiano-piu-british-dei-suoi.html">Se re Carlo sapesse&#8230; C&#8217;è un conte italiano più British dei suoi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185-600x404.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185-1024x690.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629133813512_6169db363c1bf4c3eeb215c025ea9185-1536x1034.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Gli inglesi trattano i cani come i figli e i figli come i cani</em>, ripeteva Mrs. Duffin, la mia anziana insegnante di inglese. Non aveva né cani né figli, ma un pacioso gatto di nome Thomas. <em>Teacher</em> Duffin scuoterebbe il capo di fronte alla notizia di una delle famiglie più ricche del Regno condannata per malversazioni nei confronti dei propri domestici, <strong>pagati meno del cibo per cani</strong>. Si tratta dei celeberrimi <strong>Hinduja</strong>: la dinastia di magnati, il cui nome appare un perfetta crasi tra oriente esotico e piccanti salami da spalmare, possiedono un impero sul quale non tramonta mai il sole. Dagli anni Venti, infatti, l&#8217;Hinduja Group ha continuato a rafforzare le sue attività con diversificazioni nei settori della mobilità, della tecnologia digitale, dei media, dell&#8217;intrattenimento e delle comunicazioni, dello sviluppo di progetti infrastrutturali, dei lubrificanti e dei prodotti chimici speciali, dell&#8217;energia, del settore immobiliare e dell&#8217;assistenza sanitaria, prima sotto la guida dell&#8217;ex presidente Srichand e ora sotto la guida del presidente Gopichand, abilmente supportato dai fratelli Prakash e Ashok Hinduja.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2024/06/18/1718732650-hinduja.jpg" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Ajay Hinduja, a sinistra, e sua moglie Namrata insieme al loro avvocato Robert Assael</figcaption></figure>
</div>


<p>Con un <strong>patrimonio stimato di 37 miliardi di sterline</strong>, alcuni membri di questa famiglia di nababbi &#8211; che chissà perché vive in <strong>Svizzera </strong>&#8211; sono stati condannati al carcere dalla giustizia elvetica per lo sfruttamento abituale dei dipendenti nella loro magione sul <strong>lago di Ginevra</strong>. Uomini e donne costretti a turni disumani per un salario da fame. Alloggi con materassi arrangiati sul pavimento. Pochi contatti con il resto del mondo. Fra le tante follie, le spese sostenute nella tenuta da<em> Mille e una notte</em> per mantenere <strong>un singolo cane</strong>, risultate più alte di quelle per pagare i dipendenti. In media i domestici venivano infatti pagati <strong>meno di 8 euro al giorno</strong>, versati non in franchi svizzeri ma in rupie indiane, girati su conti a cui non avevano accesso diretto.</p>



<p>Ma se il conto in banca non fa nobiltà, in quel del Regno è proprio un nobile (italiano) a poter dare lezione di stile. Si tratta di <strong>Luca Rinaldo Contardo Padulli di Vighignolo </strong>che non potendo contare in patria sulle proprie ascendenze blasonate ma esclusivamente sul patrimonio di famiglia, negli anni Settanta volò a Londra per lavorare nel cuore della finanza europea, dopo essersi laureato alla Bocconi. Il nostrano conte è balzato agli occhi della cronaca per via di un acquisto da capogiro realizzatosi nel quadrilatero della moda milanese, un palazzotto in quel di <strong>via Bagutta 20</strong> da 40 milioni di euro. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://tse2.mm.bing.net/th?id=OIP.vGsn733zEEe4KNQxSS-ncQHaED&amp;pid=Api&amp;P=0&amp;h=180" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Il conte Padulli</figcaption></figure>
</div>


<p>Indaga, indaga, il nostro conte non è un Carneade, ma è stato socio di Montedison, Ferfin, Alerion e Moleskine: secondo il <em>Times,</em> con il suo immenso patrimonio controlla <strong>12 mila ettari di terreno</strong>, oltre alla tenuta del XVI secolo in cui vive nel <strong>Norfolk</strong>, e possiede <strong>più di 100.000 immobili</strong>. Ma questi non sono i suoi unici primati: il conte produce il 2% delle <strong>patate britanniche</strong>, avendo rilevato nel 1994 la Albanwise Wallace Estates, oggi annoverata tra le più grandi aziende agricole e immobiliari del Regno Unito. Dal 2005, invece, è direttore dell’<em>hedge fund</em> Camomille Associates con oltre 2,3 miliardi di asset.</p>



<p>Ma è lo <strong>stile di vita</strong> che fa del nostro conte un gentiluomo: di lui si dice che viaggi in <em>economy</em>, guidi ancora un vecchia Opel Corsa e usi i mezzi pubblici. Pare sia molto amato dai suoi vicini britannici, aprendo spesso i suoi giardini al pubblico e offrendo ogni estate uno spettacolo pirotecnico all&#8217;intera zona. E poi un primato che fa infuriare i <strong>Windsor</strong>: possiede, infatti, più terre di <strong>re Carlo III</strong>. Tuttavia, le autorità del Regno sono riuscite a trovare una pagliuzza nel <em>pedigree</em> del Padulli: lo scorso anno la sua società sarebbe stata accusata di non aver pagato l&#8217;adeguamento alle <strong>norme antincendio </strong>scattate dopo l&#8217;incidente alla Grenfell Tower di Londra. Conte, ma come? Ci cade sugli estintori? La società smentisce. Il conte tace con eleganza. Non sappiamo se egli abbia un cane, ma siamo certi ami i croccantini riscaldati.</p>
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		<title>Il coronavirus cambierà (anche) le banche europee</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-coronavirus-cambiera-anche-le-banche-europee.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2020 16:13:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Deutsche Bank" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono mesi difficili da affrontare per il comparto bancario quelli in cui ci stiamo addentrando, nei quali l&#8217;impatto della crisi causata dalla pandemia di coronavirus si farà sentire sui consumatori con tutta la sua forza dirompente. Con l&#8217;aumento della disoccupazione, la minore capacità di spesa delle famiglie, i diminuiti ricavi delle imprese e soprattutto le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-coronavirus-cambiera-anche-le-banche-europee.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Deutsche Bank" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sono mesi difficili da affrontare per il comparto bancario quelli in cui ci stiamo addentrando, nei quali l&#8217;impatto della crisi causata dalla pandemia di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">coronavirus</a> si farà sentire sui consumatori con tutta la sua forza dirompente. Con l&#8217;aumento della <strong>disoccupazione</strong>, la minore capacità di spesa delle famiglie, i diminuiti ricavi delle imprese e soprattutto le difficoltà per i privati di restituire i propri <strong>debiti</strong> rischiano di cambiare per sempre il volto del mondo bancario così come lo abbiamo conosciuto sino ad adesso. E come sottolineato dal presidente del Consiglio di vigilanza della Banca centrale europea <strong>Andrea Enria</strong> a <a href="https://www.ilsole24ore.com/radiocor/nRC_23.06.2020_08.23_87I58128"><em>IlSole24Ore</em></a>, a patire questa volta saranno soprattutto i gruppi bancari delle minori dimensioni, che si troveranno di fronte ad una durissima scelta: sopperire sotto le accresciute sofferenze oppure<strong> fondersi</strong> per dare vita a nuovi gruppi bancari. Quale che sia la strada intrapresa, ad ogni modo, segnerà una profonda linea di demarcazione tra il modo di gestire gli istituti di credito prima e dopo la pandemia; e soprattutto, difficilmente da questo cambiamento ne trarrà qualche vantaggio il consumatore finale.</p>
<h2>Si rischia un record di insoluti</h2>
<p>Come sottolineato anche per quanto riguarda gli Stati Uniti d&#8217;America, anche in Europa la pandemia di coronavirus ha lasciato più di una problematica da risolvere per l&#8217;apparato economico, generando una serie di conseguenze assai pericoloso per il comparto bancario. Prima di tutto, per quanto riguarda le<strong> linee di credito</strong> e gli indebitamenti contratti negli scorsi anni, che per molte famiglie potranno adesso risultare impossibili da restituire a causa delle mutate condizioni occupazionali e dell&#8217;erosione dei risparmi nel difficile periodo di confinamento domestico imposto dal <em>lockdown</em>.</p>
<p>I gruppi bancari di grandi dimensioni hanno maggiori possibilità di superare la crisi grazie alle maggiori disponibilità finanziarie e la possibilità di ricorrere con superiore facilità alla <strong>cartolarizzazione</strong> dei crediti. Le banche del territorio e più in generale quelle con un basso capitale sociale sono invece maggiormente esposte ai rischi, in quanto la mancata restituzione di un grosso finanziamento potrebbe da solo compromettere buona parte della stabilità dell&#8217;istituto.  E le maggiori preoccupazioni arrivano al momento dall&#8217;ultimo rapporto redatto dal<strong> Fondo monetario internazionale</strong>, nel quale è stato appunto evidenziato lo spettro del default di massa dei consumatori come ragione principale della crisi del comparto bancario dei prossimi mesi.</p>
<h2>Le banche devono essere ridisegnate</h2>
<p>Dalla crisi dei debiti sovrani in avanti la <strong>Bce</strong> ha sempre utilizzato la stessa arma per combattere la stagnazione economica: l&#8217;abbassamento del tasso di sconto. Tuttavia, mentre questa procedura permettere di rendere più profittevoli gli investimenti di lungo periodo per i consumatori, riduce all&#8217;osso i guadagni che le banche portano in attivo di bilancio a seguito di un finanziamento. Con l&#8217;<a href="https://mercati.ilsole24ore.com/tassi-e-valute/tassi/euribor">indice <strong>Euribor</strong></a> in negativo ormai da anni, sovente è successo nell&#8217;Eurozona che molte banche non siano riuscite con gli interessi maturate a coprire le perdite dei finanziamenti non restituiti. E con la crisi che l&#8217;Europa si trova a dover affrontare in questo momento, la sensazione è che questa situazione sia destinata purtroppo a peggiorare, generando la rovina non soltanto di una parte del comparto bancario ma anche delle stesse famiglie.</p>
<p>In questo scenario, dunque, è fondamentale per gli organi centrali e per gli stessi istituti bancari un sistema volto a <strong>ridisegnare</strong> l&#8217;attuale panorama bancario ed il modo in cui viene svolto e gestito il lavoro. L&#8217;obiettivo, infatti, deve essere identificato nella solidificazione delle basi fondanti, di modo che nei difficili mesi che verranno gli istituti di credito riescano a reggere l&#8217;impatto più forte della crisi e possano aprire in seguito la strada alla ripresa economica. Purtroppo e come spesso accade, però, questa manovra potrebbe fondarsi su duri tagli del personale, informatizzazione del lavoro e <strong>rincaro dei costi</strong> dei servizi sulle spalle dei clienti.</p>
<h2>Nuovi rischi per i consumatori?</h2>
<p>In questa situazione, però, aleggiano anche preoccupazioni riguardo all&#8217;affidabilità degli investimenti finanziari, contrattati in buona parte tramite l&#8217;intermediazione di un&#8217;istituto di credito o di una finanziaria. In particolar modo, la possibilità che avvenga un incremento delle vendite di strumenti finanziari particolarmente pericolosi (come i <a href="https://www.borsaitaliana.it/borsa/glossario/credit-loan-obligation.html"><strong>Clo</strong></a>, recentemente bollati da<strong> Moody&#8217;s</strong> con outlook negativi) e complicati da comprendere (come i Derivati) non è da sottovalutare. Sostanzialmente, sia perché con il primo strumento è possibile introdurre sul mercato i mutui cartolarizzati, sia perché con i secondi gli istituti di credito godono di ampi margini di <strong>guadagno</strong> &#8211; decisamente superiori alle semplici negoziazioni delle azioni. E in questo modo &#8211; in ultima battuta &#8211; le instabilità del momento ed i rischi d&#8217;impresa bancaria verrebbero &#8220;<strong>girati</strong>&#8221; per l&#8217;ennesima volta sulle spalle dei correntisti e degli investitori.</p>
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		<title>Dopo la Brexit Londra resterà un hub della finanza mondiale?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dopo-la-brexit-londra-restera-un-hub-della-finanza-mondiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2020 16:21:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_3087394-e1564770697710.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_3087394-e1564770697710.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_3087394-e1564770697710-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_3087394-e1564770697710-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_3087394-e1564770697710-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla prima volta che la parola Brexit è stata pronunciata, ha generato una sorta di psicosi tutta tesa ad immaginare il futuro di un Europa monca. Tra i dubbi più gettonati quelli che riguardano le frontiere, i rapporti tra euro e sterlina e perfino il futuro stesso della lingua inglese nel Vecchio Continente. Fra questi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/dopo-la-brexit-londra-restera-un-hub-della-finanza-mondiale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dopo-la-brexit-londra-restera-un-hub-della-finanza-mondiale.html">Dopo la Brexit Londra resterà un hub della finanza mondiale?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_3087394-e1564770697710.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_3087394-e1564770697710.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_3087394-e1564770697710-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_3087394-e1564770697710-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_3087394-e1564770697710-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dalla prima volta che la parola <strong>Brexit</strong> è stata pronunciata, ha generato una sorta di psicosi tutta tesa ad immaginare il futuro di un Europa monca. Tra i dubbi più gettonati quelli che riguardano le frontiere, i rapporti tra euro e sterlina e perfino il futuro stesso della lingua inglese nel Vecchio Continente. Fra questi dubbi eccellenti vi è quello del <strong>futuro della Londra finanziaria</strong>: la city sarà ancora un faro luminoso per le Borse di tutto il mondo o diventerà un <em>hub</em> di periferia? La Brexit, infatti, potrebbe danneggiare l&#8217;attrattiva di Londra come centro bancario europeo, punto di ingresso nell&#8217;UE e centro finanziario globale.</p>
<h2>La city in numeri</h2>
<p>La forza di Londra come centro finanziario globale è quella di un gigante. La capitale britannica possiede una quota di quasi il 50% in alcuni segmenti dei mercati finanziari globali. Il Regno Unito è anche uno dei principali attori nei mercati azionari statunitensi, con il 20% del mercato globale. Al contrario, altri paesi europei svolgono solo un ruolo relativamente piccolo nei mercati mondiali. In termini di mercati europei, il Regno Unito e la Germania detengono, poi, ciascuno una quota di oltre il 20% nell&#8217;emissione di cartolarizzazioni, ovvero di quei processi che trasformano strumenti finanziari non trasferibili in altri strumenti finanziari trasferibili. La quota di attività, poi, dei fondi di investimento in Europa è del 24% per il Regno Unito, rispetto al 22% in Francia e al 17% in Germania (Fonte: Oecd).</p>
<p>Ma questo colosso quanto è indipendente dall’Unione europea? Recenti ricerche hanno scoperto che la sincronizzazione dei cicli economici tra il Regno Unito e l&#8217;area dell&#8217;euro è aumentata dalla fine degli anni &#8217;90. Gli <a href="https://voxeu.org/article/brexit-euro-ins-and-euro-outs">studi di due economisti</a>, Nauro Campos e Corrado Macchiarelli, hanno recentemente sostenuto che ciò probabilmente aumenta i costi di una potenziale uscita del Regno Unito dall&#8217;UE. Il ciclo del credito del Regno Unito è diventato anche significativamente più allineato con il ciclo del credito dell&#8217;area dell&#8217;euro, in particolare dalla fine degli anni &#8217;90. Ciò evidenzia che i legami finanziari UE-Regno Unito sono diventati più stretti, anche se non ci dice chi soffrirebbe di più da questo divorzio. Ma se questo timore perdura soprattutto tra le burocrazie continentali, in quel di Canary Wharf non ci si scompone troppo.</p>
<p>Secondo <a href="https://www.reuters.com/article/uk-britain-eu-finance-analysis/london-retains-global-finance-throne-amid-brexit-chaos-idUSKBN1WU0I8">Youssef Cassis</a>, professore di storia economica al College of Europe, specializzato in centri finanziari, capitali finanziarie come Londra hanno una notevole longevità e la loro ascesa e caduta si verifica in genere a un ritmo “glaciale”.Non vi sarebbe tra l’altro, a suo dire, un precedente storico di una grande economia, quella europea, che si sia mai disaccoppiata dal suo relativo <em>hub</em> finanziario (Londra). Nel corso del tormentato destino del voto sulla Brexit si erano espressi, negli scorsi mesi, anche top manager come l&#8217;amministratore delegato di Deutsche Bank <a href="https://www.hansonlee.com/london-will-remain-the-top-financial-centre-post-brexit-says-deutsche-bank-chief/">John Cryan</a>: Cryan, tuttavia, sostiene che il distretto finanziario britannico sarà &#8220;molto diverso&#8221; quando cambieranno le sue relazioni con il resto dell&#8217;Europa. La Brexit, tuttavia, non rovinerà la posizione della City di Londra come principale centro finanziario europeo, poiché è importante per un istituto finanziario come una banca “inseguire” i propri clienti, e per molti di questi, soprattutto in alcune aree, Londra è il più grande <em>hub</em> commerciale”.</p>
<h2>Il caso della Total</h2>
<p>Cauti gli studiosi, fiduciosi molti operatori finanziari. Eppure, alcuni casi concreti mostrano che qualcosa sta accadendo e più di qualcuno è pronto a fare la valigia. <a href="https://www.theguardian.com/business/2020/jan/14/total-to-move-financial-hub-from-london-to-paris-after-brexit">La compagnia petrolifera francese Total ha infatti previsto di ritirare il proprio denaro dal Regno Unito</a> dopo la Brexit e di rimpatriare il suo <em>hub</em> finanziario a Parigi,compresi 60/ 70 posti di lavoro, entro la fine del 2020. &#8220;Una decisione logica&#8221;, secondo il suo CEO Patrick Pouyanné, data la decisione del Regno Unito di lasciare l&#8217;Ue.</p>
<p>La decisione di Total di abbandonare la città solleverà ancora una volta dubbi sul fatto che Londra possa mantenere la sua posizione di centro finanziario più importante d&#8217;Europa contro la concorrenza di Parigi e Francoforte. Pouyanné ha affermato che dal punto di vista legale &#8220;non cambierà molto&#8221;, ma la società spera di inviare un segnale positivo secondo cui Parigi è un luogo attraente per gli affari, un gesto di fiducia verso l’Europa. La decisione di Total di riportare il suo nucleo finanziario a Parigi arriva sei anni dopo che la società aveva spostato le sue operazioni finanziarie a Londra per avvicinarsi ai più importanti investitori, consulenti e analisti del settore petrolifero. Da allora, la Brexit ha sollevato incertezza sul futuro accesso del Regno Unito ad altri centri finanziari dell&#8217;UE e Total ha pianificato di investire un quinto dei suoi investimenti in energia a basse emissioni di carbonio entro i prossimi 15 anni.La ritirata dal Regno Unito è iniziata lentamente nei primi mesi dello scorso anno dopo aver annunciato l&#8217;intenzione di spostare la propria squadra di 200 <em>energy trader</em> da Londra a Ginevra.Stessa sorte per il team londinese incaricato di commercializzare il gas naturale liquefatto (GNL), di recente rientrato a Parigi per unirsi a questo nuovo business.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dopo-la-brexit-londra-restera-un-hub-della-finanza-mondiale.html">Dopo la Brexit Londra resterà un hub della finanza mondiale?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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