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	<title>Farnesina Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 26 Apr 2022 16:33:02 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Farnesina Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Dall&#8217;Onu a Erdogan: il possibile gioco italiano sull&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/onu-erdogan-il-possibile-gioco-italiano-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 15:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Farnesina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1099" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Luigi Di Maio (ANSA)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914-1536x879.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914-2048x1172.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Italia si prova a muovere sottotraccia in una delle fasi più delicate della guerra in Ucraina. Non un&#8217;azione semplice. Roma, che in un primo momento dell&#8217;escalation aveva optato per una politica di mediazione sul modello tedesco, con l&#8217;avanzare del conflitto si è invece mostrata fortemente orientata verso le richieste atlantiche. Una scelta di campo che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/onu-erdogan-il-possibile-gioco-italiano-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/onu-erdogan-il-possibile-gioco-italiano-ucraina.html">Dall&#8217;Onu a Erdogan: il possibile gioco italiano sull&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1099" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Luigi Di Maio (ANSA)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914-1536x879.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBVeKxA238XUPosRnuL_ANSA-scaled-e1650985127914-2048x1172.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>Italia</strong> si prova a muovere sottotraccia in una delle fasi più delicate della <strong>guerra in Ucraina</strong>. Non un&#8217;azione semplice. Roma, che in un primo momento dell&#8217;escalation aveva optato per una politica di mediazione sul modello tedesco, con l&#8217;avanzare del conflitto si è invece mostrata fortemente orientata verso le richieste atlantiche. Una scelta di campo che chiaramente impone oneri e onori. E se il sostegno all&#8217;Ucraina, con piena adesione alle scelte Nato, viene visto come un punto a favore nelle logiche di Washington e dell&#8217;Occidente, dall&#8217;altro lato è evidente che tutto questo possa escludere l&#8217;Italia dai soggetti internazionali accreditati con il Cremlino per una possibile mediazione. Gli spiragli dunque sono difficili, ma il governo italiano può sfruttare una prima finestra di opportunità data non tanto dagli antichi legami energetici e commerciali con Mosca, quanto dalla richiesta di Kiev di avere anche il Belpaese tra gli Stati garanti di un futuro accordo di pace. La richiesta, <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-tra-i-paesi-garanti-ma-e-nebbia-sullaccordo-per-lucraina.html">confermata anche dal ministro degli Esteri <strong>Luigi Di Maio</strong></a>, implica per Roma un ruolo quantomeno non totalmente secondario nelle logiche euro-atlantiche. E essere tra i membri di questa possibile piattaforma di garanti internazionali serve anche a sostenere l&#8217;ipotesi di un a Italia di nuovo in corsa per ritagliarsi un ruolo nella &#8220;corsa alla pace&#8221;.</p>
<p>In questo senso, alcuni elementi possono essere di aiuto a un rinnovato percorso dell&#8217;Italia sul piano diplomatico. Il primo è che il segretario generale delle Nazioni Unite è stato prima in Turchia, Paese che si è attivato da tempo per proporsi come mediatore tra Russia e Ucraina, per poi organizzare un viaggio a Mosca e Kiev. L&#8217;Onu in questi mesi è apparso un attore quasi estraneo alle logiche del conflitto, tuttavia il fatto che adesso si muova il suo vertice,<strong> Antonio Guterres</strong>, può essere il segnale che una trattativa esiste. Perché saranno proprio le Nazioni Unite, coinvolte nel possibile patto tra i due Stati belligeranti e in questo sistema di Paesi garanti, a porre il loro ombrello formale a questo possibile nuovo status dell&#8217;Ucraina post-bellica.</p>
<p>Se l&#8217;<strong>Onu</strong> lavora a un accordo, l&#8217;Italia può così mostrarsi anche più attiva nella gestione della sua agenda estera senza intaccare nei freni posti dagli Stati Uniti, che finora invece hanno lavorato, in coordinamento con Londra e Kiev, per isolare completamente il Cremlino facendo impantanare le forze russe in una guerra logorante. Va ricordato, proprio sull&#8217;appoggio italiano all&#8217;Onu, che questo stesso meccanismo di convergenza si è rivelato utile in Libia per evitare gli scivolamenti verso Khalifa Haftar. La vicinanza al governo riconosciuto dalla comunità internazionale a Tripoli e al piano di pacificazione proposto, con molte velleità e difficoltà, dal Palazzo di Vetro (e di certo reso possibile dalle armi turche) ha fatto sì che la parte occidentale della Libia non diventasse un terreno completamente estraneo agli interessi italiani. Scelta certamente obbligata dopo la caduta di Gheddafi, ma che ha evitato la già nota ambiguità di alcuni esecutivi tra Bengasi e Tripoli.</p>
<p>Altro punto che sembra andare nella direzione di una rinnovata spinta verso la diplomazia della <strong>Farnesina</strong>, che non implica, va premesso, un ruolo da protagonista assoluto, è quella dei rapporti con i Paesi che si sono presentati come mediatori. In particolare con la <strong>Turchia</strong>. <a href="https://www.corriere.it/politica/22_aprile_26/di-maio-ankara-pace-ucraina-ca61f4bc-c4ce-11ec-8db2-dfe15c68e9dd.shtml?refresh_ce"><em>Il Corriere della Sera</em>, oggi</a>, ricorda come il ministro degli Esteri italiano consideri fondamentale il ruolo turco e come abbia ricordato che insieme al presidente del Consiglio Mario Draghi si muova per consolidare i rapporti con Ankara. In questo senso, sempre il <em>Corsera</em> rivela che &#8220;i contatti tra Roma e Ankara sono sempre più intensi, anche grazie all’attivismo dell’ambasciatore Giorgio Marrapodi. Il segretario generale della Farnesina Ettore Sequi ha incontrato il consigliere politico di Erdogan, Di Maio vedrà presto il ministro degli Esteri turco<strong> Mevlut Cavusoglu</strong> e in settimana volerà di nuovo ad Ankara il direttore degli affari politici della Farnesina, Pasquale Ferrara&#8221;. Mosse particolarmente importanti cui si deve aggiungere un&#8217;altra precedente di qualche settimana, e cioè il viaggio del ministro della Difesa Lorenzo Guerini ad Ankara per incontrare il suo omologo Hulusi Akar. Il titolare della Difesa, che agli inizi di aprile si è recato a Istanbul incontrando non solo Akar, ma anche il ministro britannico, Ben Wallace, aveva ribadito la centralità dell&#8217;Alleanza Atlantica e il sostegno totale a Kiev, ma aveva anche espresso <a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2022-04-08/ucraina-guerini-italia-pronta-a-ruolo-garante-16314436/">l&#8217;apprezzamento del governo italiano</a> per il lavoro di mediazione della Turchia. Già in quell&#8217;occasione Guerini aveva aperto alla possibilità dell&#8217;Italia come Paese garante.</p>
<p>Per <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong>, oggi impegnato in una nuova telefonata con Putin, si tratta di un momento molto importante della propria agenda estera. Il presidente turco aveva fatto il possibile per far sì che nella città di Antalya fossero presenti le due delegazioni russe e ucraine per un primo incontro diretto tra governi. Il vertice non aveva portato ai risultati sperati, ma ha comunque sancito una nuova fase della percezione di Ankara nell&#8217;ambito Nato. Nel frattempo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-blocca-bosforo-navi-militari-stretti-turchi.html">ha bloccato il Bosforo per nuove navi militari russe</a>, ha chiuso i cieli agli aerei di Mosca diretti in Siria, ma ha sempre mantenuto un canale di dialogo con il Cremlino pur ribadendo l&#8217;avversione all&#8217;attacco russo in Ucraina. Una strategia che serve non solo a lui, ma anche ai partner atlantici, che quantomeno possono di aver spodestato l&#8217;asse franco-tedesco dal ruolo di primo piano nelle logiche internazionali sul conflitto. Sono potenze Nato ma non Ue a gestire davvero il dossier. E con cui Roma ha mantenuto rapporti sempre molto particolari in ambito mediterraneo.</p>
<p>Per l&#8217;Italia, che con Ankara ha avuto rapporti tesi nelle fasi iniziali di Draghi a <strong>Palazzo Chigi</strong> ma con cui condivide il nodo libico e il problema del gas, avere un rapporto più consolidato con Erdogan può essere utile per inserirsi in un contesto di mediazione da cui per adesso appare esclusa. Ma anche per evitare che l&#8217;ostilità con la Russia sul fronte energetico possa andare di pari passo con un eventuale allontanamento tra Roma e Ankara, visto che dalla Turchia passano importanti corridoi del gas. Il tentativo di inserimento italiano è difficile, ma conferma un dinamismo di Palazzo Chigi e della Farnesina nel provare a ristabilire una propria strategia anche sfruttando i sommovimenti della politica europea e atlantica. Tra cui rientra, inevitabilmente, anche il <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-continua-sul-mar-nero-e-ora-scatta-il-piano-turco.html">gioco del Sultano</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/onu-erdogan-il-possibile-gioco-italiano-ucraina.html">Dall&#8217;Onu a Erdogan: il possibile gioco italiano sull&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La grande fuga da Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-grande-fuga-da-kiev-crisi-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Feb 2022 12:29:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Farnesina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il traffico a Kiev è regolare, non ci sono ingorghi per le strade né all&#8217;interno del perimetro urbano e né nelle grandi arterie attorno la capitale ucraina. Segno di una situazione ancora tutto sommato calma e di un sabato di febbraio che scorre normalmente, senza grandi clamori nella vita delle persone. La vera frenesia in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-grande-fuga-da-kiev-crisi-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-grande-fuga-da-kiev-crisi-ucraina.html">La grande fuga da Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o0qkhIj3gUzpW8Zac_ANSA-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il traffico a <strong>Kiev</strong> è regolare, non ci sono ingorghi per le strade né all&#8217;interno del perimetro urbano e né nelle grandi arterie attorno la capitale ucraina. Segno di una situazione ancora tutto sommato calma e di un sabato di febbraio che scorre normalmente, senza grandi clamori nella vita delle persone. La vera frenesia in questo momento sta coinvolgendo i palazzi che ospitano le <strong>ambasciate</strong> straniere. Il personale diplomatico è in <strong>fuga</strong> dall&#8217;Ucraina.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3KUwNSV"><strong>Cinque risposte sulla crisi tra Russia e Ucraina</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3GfXgqA"><strong>Perché si parla di crisi tra Ucraina e Russia</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3f4K7Fq"><strong>Qual è il rischio di un conflitto per l&#8217;Ucraina? </strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Le ultime vere novità parlano di un &#8220;rompete le righe&#8221; generale ordinato da molte cancellerie occidentali e non solo. Il personale non essenziale, con familiari al seguito, a partire da venerdì è stato pregato, dai vari governi di appartenenza, a recarsi negli aeroporti di Kiev e ritornare quanto prima a casa. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intanto ha convocato una riunione di coordinamento all&#8217;unita dì crisi della <span class="hilg1">Farnesina</span>.</p>
<h2>Dagli Usa alla Germania, chi ha ordinato la grande fuga da Kiev</h2>
<p>La situazione è precipitata, dicono fonti ucraine, a partire da venerdì sera. Da quando cioè dalla Casa Bianca il consigliere per la sicurezza nazionale <strong>Jake Sullivan</strong> ha parlato di un&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina a partire già dalla prossima settimana. Gli <strong>Stati Uniti</strong>, i quali già avevano ordinato un parziale ritiro del proprio personale dall&#8217;ambasciata di Kiev, hanno annunciato nella notte tra venerdì e sabato la chiusura della sede diplomatica nella capitale ucraina: &#8220;La persistente minaccia di un&#8217;azione militare &#8211; si legge in una nota del dipartimento di Stato &#8211; hanno imposto questa misura che riguarda soprattutto il personale non essenziale&#8221;. A partire dalla giornata di domenica, l&#8217;ambasciata Usa manterrà solo una piccola rappresentanza consolare a <strong>Leopoli</strong>. Non è un caso: si tratta della città più vicina al confine polacco e dove movimenti e partiti filo occidentali hanno maggior presa. Anche il <strong>Regno Unito</strong> è sulla stessa lunghezza d&#8217;onda di Washington. Londra non solo sta ritirando il personale diplomatico, ma anche i militari presenti in Ucraina: &#8220;Entro domenica &#8211; ha dichiarato il sottosegretario alla Difesa <strong>James Heappey</strong> a <em>Bbc Radio</em> &#8211; tutti i nostro soldati andranno via dal Paese. Se lì ci sarà una guerra, non ci saranno truppe britanniche&#8221;.</p>
<p>Ad aggiungersi alla lista di Paesi che stanno evacuando il proprio personale diplomatico da Kiev sono anche <strong>Israele</strong>, <strong>Kuwait</strong> e <strong>Australia</strong>. Nelle ultime ore si è aggiunta la <strong>Germania</strong>. Il ministero degli Esteri tedesco ha annunciato il ridimensionamento del personale in ambasciata, ma ha anche diramato un&#8217;allerta per i propri concittadini ancora presenti nel Paese. L&#8217;Ucraina non viene più considerata zona sicura ed è stato emanato l&#8217;invito a lasciare il suo territorio. Inoltre, come si legge sul sito del ministero degli Esteri tedesco, i viaggi verso l&#8217;Ucraina sono &#8220;fortemente sconsigliati&#8221;. I voli non sono sospesi, ma i tedeschi sono invitati a non salire a bordo degli arei con destinazione Kiev. Nelle ultime ore, sul fronte europeo, anche la <strong>Spagna</strong> si è aggiunta al coro di Paesi che hanno invitato i propri cittadini a lasciare l&#8217;Ucraina.</p>
<h2>Farnesina: &#8220;Italiani lascino l&#8217;Ucraina&#8221;</h2>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;Italia, una novità importante è arrivata poco dopo le 14:00, a seguito di una riunione di emergenza tenuta alla Farnesina alla presenza, tra gli altri, del ministro degli Esteri <strong>Luigi Di Maio</strong>. In un primo momento si era parlato dell&#8217;invito rivolto ai connazionali presenti nel Paese di rendersi rintracciabili e registrarsi sul sito del ministero. Successivamente però, all&#8217;interno dell&#8217;apposita sezione &#8220;Viaggiare Sicuri&#8221; del sito della Farnesina, è apparso un nuovo avviso relativo all&#8217;Ucraina: &#8220;In considerazione dell’attuale situazione &#8211;<a href="https://www.viaggiaresicuri.it/country/UKR"> si legge</a> &#8211; in via precauzionale, si invitano i connazionali a lasciare temporaneamente il paese con i mezzi commerciali disponibili. Considerata, inoltre, la situazione di incertezza ai confini, si raccomanda di posticipare tutti i viaggi non essenziali verso l’Ucraina e di mantenersi costantemente aggiornati sui mezzi d&#8217;informazione e su questo sito&#8221;. Secondo i dati del ministero, sarebbero circa 2.000 gli italiani attualmente presenti in Ucraina. In gran parte sono concentrati nell&#8217;area della capitale Kiev.</p>
<p>Poco dopo le 14:30 è stato lo stesso Luigi Di Maio a rendere nota la posizione di Roma in merito la permanenza del suo personale diplomatico. In particolare, si legge in una nota dell&#8217;<em>Agi</em>, il titolare della Farnesina avrebbe ordinato l&#8217;evacuazione del personale non essenziale. Questo di intesa con tutti gli altri ministri degli Esteri della zona Ue. Quindi, a partire dalle prossime ore, tutte le ambasciate europee ridurranno il numero delle persone presenti all&#8217;interno degli uffici.</p>
<h2>Mosca: &#8220;Dagli Usa solo isteria, vogliono la guerra&#8221;</h2>
<p>Venerdì sera si è parlato anche di un&#8217;evacuazione del personale diplomatico russo. Un ulteriore segnale di un certo aumento della tensione. Da Mosca però hanno smentito: &#8220;Non stiamo evacuando nessuno &#8211; ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, <strong>Maria Zakharova</strong> &#8211; Stiamo solo ottimizzando il personale perché temiamo provocazioni da parte di Kiev e di Paesi terzi. Ma la nostra ambasciata e i nostri consolati rimangono aperti&#8221;. Secondo i vertici della diplomazia russa, la grande fuga decretata dai Paesi occidentali da Kiev altro non sarebbe che un pretesto per alimentare tensione: &#8220;L&#8217;isteria della Casa Bianca dice tutto &#8211; ha proseguito Zakharova &#8211; gli angloamericani vogliono una guerra&#8221;. A fargli eco è stato da Washington l&#8217;ambasciatore russo negli Stati Uniti, <strong>Anatoly Antonov</strong>: &#8220;Non ci sono prove di invasione imminente &#8211; ha dichiarato &#8211; si cerca solo di arrecare ancora più tensione&#8221;.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/tipo_attacco_russia"><strong>Come potrebbe articolarsi l’attacco russo all’Ucraina?</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Le autorità ucraina da parte loro predicano calma. Nelle settimane precedenti, alla notizia di un primo ridimensionamento del personale delle ambasciate di alcuni Paesi occidentali, il governo di Kiev non ha nascosto una certa irritazione. Lo stesso <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html">presidente Zelensky</a> ha visto in queste mosse la possibilità di un ulteriore grave aumento della tensione. &#8220;Invitiamo a mantenere la calma &#8211; hanno fatto sapere tramite una nota dal ministero degli Esteri ucraino &#8211; stiamo in contatto con i nostri alleati 24 ore su 24 per provare a ridurre la tensione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-grande-fuga-da-kiev-crisi-ucraina.html">La grande fuga da Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Cosa c&#8217;è dietro lo schiaffo diplomatico degli Emirati Arabi all&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cosa-ce-dietro-lo-schiaffo-diplomatico-degli-emirati-arabi-allitalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2021 16:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Farnesina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un secco no, quello delle autorità emiratine, al passaggio nel proprio spazio aereo di un C130 dell&#8217;Aeronautica militare italiana che, con a bordo 42 giornalisti italiani e numerosi a militari, era diretto a Herat, in Afghanistan, per la cerimonia dell&#8217;ammainabandiera del tricolore nella base di Camp Arena. Il diniego ha costretto il C130 a effettuare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-ce-dietro-lo-schiaffo-diplomatico-degli-emirati-arabi-allitalia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Mohammed-bin-Rashid-Al-Maktoum-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un secco no, quello delle autorità emiratine, al passaggio nel proprio spazio aereo di un <strong>C130 dell&#8217;Aeronautica militare italiana</strong> che, con a bordo 42 giornalisti italiani e numerosi a militari, era diretto a Herat, in <strong>Afghanistan</strong>, per la cerimonia dell&#8217;ammainabandiera del tricolore nella base di Camp Arena.</p>
<p>Il diniego ha costretto il C130 a effettuare un atterraggio nell&#8217;aeroporto saudita di Dammam per una lunga sosta mentre la trattativa tra il comandante del velivolo italiano, il <strong>maggiore Valentina Papa</strong>, e le autorità emiratine procedeva. Il volo era partito a mezzanotte da Pratica di Mare e inizialmente prevedeva l&#8217;arrivo a Herat per le 9,30 locali (le 7 italiane). Le autorità locali sono state irremovibili, riservandosi fino all&#8217;ultimo di dare un via libera che poi non hanno comunque concesso. A bordo è stata anche valutata, in contatto con le autorità della Difesa italiana interessate, l&#8217;ipotesi di tornare indietro, annullando la presenza della stampa alla cerimonia di Herat, nel frattempo posticipata di alcune ore. Poi, la decisione di proseguire, con una nuova rotta verso l&#8217;Afghanistan, necessariamente più lunga, per aggirare il territorio degli Emirati, seguendo un percorso che non prevedesse il sorvolo di basi militari.</p>
<p>Un grave sgarbo diplomatico che lascia di stucco la <a href="https://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/nota-farnesina-convocazione-ambasciatore-emirati-arabi-uniti.html#h">Farnesina</a>. Su istruzione del ministro Luigi Di Maio, il segretario generale del ministero degli Esteri ambasciatore Ettore Sequi, ha convocato l&#8217;ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti <strong>Omar Al Shamsi</strong>. Sul caso, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha dichiarato: «La questione non è dipesa da noi, sono state mosse alcune iniziative di carattere diplomatico, è stato convocato l&#8217;ambasciatore degli Emirati al ministero degli Esteri per chiedere spiegazioni e per manifestare tutto il disappunto e lo stupore per avere negato il sorvolo rispetto a decisioni che erano già state comunicate, assunte e garantite».</p>
<p>Ciò che sorprende maggiormente è che, come si fa in questi casi, <strong>il piano di volo era stato precedentemente approvato</strong>, ma solo all’ultimo minuto Abu Dhabi non ha concesso il via libera al sorvolo dei propri cieli, costringendo la comandante a trovare un aeroporto alternativo per atterrare, rifornirsi e cambiare di conseguenza il percorso. Al netto di un <em>misunderstanding</em> o di problemi tecnici, sui quali si farà luce nelle prossime ore, il pensiero va a una valutazione complessiva delle relazioni bilaterali tra il nostro Paese  e gli Emirati: i rapporti sono complicati ma non sospesi, sebbene lo <a href="https://it.insideover.com/politica/roma-segue-a-ruota-washington-niente-armi-ai-saud-ed-agli-emirati.html"><strong>stop alle forniture militari deciso dall’Italia</strong></a> potrebbe avere qualche ruolo nello sgarro diplomatico di oggi. Negli scorsi mesi la decisione era stata ufficializzata da un atto dell&#8217;Unità per le autorizzazioni dei materiali d&#8217;armamento che fa capo alla Farnesina. Gli ordigni che l&#8217;Italia esportava sono stati utilizzati principalmente nel <strong>conflitto in Yemen</strong>, Paese dove Arabia Saudita ed Emirati sono coinvolti militarmente nel quadro della coalizione araba che sostiene il governo Hadi, riconosciuto dalla comunità internazionale, e combatte i ribelli Houthi. Il provvedimento riguarda almeno sei diverse autorizzazioni già sospese a luglio 2019, tra le quali la licenza Mae 45560 relativa a quasi 20mila bombe aeree della serie Mk. Una sorta di embargo legato al fatto che in Yemen non sono stati discriminati i bersagli civili da quelli dei ribelli Houthi.</p>
<p>Un’occasione per uno stress test dei rapporti con Abu Dahabi si era presentata un mese fa, quando una delegazione del ministero della Difesa si era recata in loco e negli incontri con gli omologhi locali si era deciso di avviare <strong>nuove attività di cooperazione</strong> attraverso la firma di un protocollo. Un tampone al gelo delle relazioni bilaterali, dunque, che rischiava di produrre un impatto negativo sull&#8217;interscambio economico e commerciale con il rischio di annullamento di molte commesse (Eni, Leonardo, le grandi imprese italiane coinvolte nei progetti infrastrutturali emiratini). Un gesto che resta, qualora lo fosse, una ritorsione a scoppio ritardato, visto e considerato anche che gli Emirati sono l&#8217;unico Paese del Golfo che ospita un contingente di militari italiani e che è in costruzione la prima chiesa cattolica del Paese, un precedente innovativo per tutto il mondo islamico.</p>
<p>Meno probabile l&#8217;ipotesi, paventata nelle prime ore dopo l&#8217;accaduto, di un diniego per ragioni di genere: il fatto che il velivolo fosse pilotato da una donna non sembra, al momento, essere causa diretta o indiretta dell&#8217;accaduto.</p>
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		<title>Di Maio si affida all&#8217;apparato: così la Farnesina media tra Usa e Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/di-maio-si-affida-allapparato-cosi-la-farnesina-media-tra-usa-e-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Sep 2019 06:41:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Farnesina]]></category>
		<category><![CDATA[politica estera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-di-Maio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (Fotogramma)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-di-Maio.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-di-Maio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-di-Maio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-di-Maio-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Da nuovo ministro degli Esteri Luigi Di Maio dovrà affrontare una serie di dossier di primaria importanza. Il capo politico del Movimento cinque stelle assume, dopo l&#8217;impegnativa esperienza di vicepremier, ministro dello Sviluppo economico e ministro del Lavoro nel primo governo Conte, la strategia funzione di capo della Farnesina in una fase che vede un contesto internazionale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/di-maio-si-affida-allapparato-cosi-la-farnesina-media-tra-usa-e-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-di-Maio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (Fotogramma)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-di-Maio.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-di-Maio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-di-Maio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-di-Maio-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Da nuovo ministro degli Esteri <strong>Luigi Di Maio </strong>dovrà affrontare <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/gaffe-errori-e-dossier-bollenti-maio-si-prende-esteri-1748190.html">una serie di dossier di primaria importanza</a>. Il capo politico del <strong>Movimento cinque stelle</strong> assume, dopo l&#8217;impegnativa esperienza di vicepremier, ministro dello Sviluppo economico e ministro del Lavoro nel primo governo Conte, la strategia funzione di capo della Farnesina in una fase che vede un contesto internazionale in continua ebollizione: dai problemi più vicini alle sponde italiane, come la questione migratoria e le crisi di Libia e Algeria che mettono a repentaglio <a href="https://it.insideover.com/economia/trivelle-gasdotti-e-interessi-nazionali-i-cinque-stelle-alla-prova-di-maturita.html">parte dell&#8217;import energetico italiano,</a> alle questioni di portata globale concernenti la sfida tra potenze (Stati Uniti, Russia, Cina) passando per dossier scottanti come Iran e Venezuela Di Maio dovrà assieme al premier <strong>Giuseppe Conte </strong>gestire questioni che potrebbero condizionare il futuro di una media potenza come l&#8217;Italia.</p>
<p>Sotto certi punti di vista la nomina di Di Maio alla Farnesina ha suscitato perplessità per la giovane età e la relativamente scarsa attenzione dimostrata dal capo politico pentastellato alle questioni di politica internazionale, non a caso passate in subordine nella stesura del programma di governo col <strong>Partito democratico</strong>. D&#8217;altro canto, la scelta del capo politico del primo partito rappresentato in Parlamento di assumere la guida degli Esteri porterà inevitabilmente l&#8217;agenda internazionale a risultare primaria nella definizione degli equilibri dell&#8217;esecutivo e, tema non secondario, potrebbe di conseguenza attrarre una quantità crescente di risorse economiche su una branca dell&#8217;esecutivo negli ultimi anni svuotata progressivamente di fondi e disponibilità.</p>
<h2>Gli uomini chiave della Farnesina</h2>
<p>E tale centralità politica rafforza il ruolo dell&#8217;apparato interno alla Farnesina, rodato sistema basato sul coordinamento delle centrali diplomatiche e informative sparse per il mondo che ha la sua figura apicale nel Segretario generale del ministero degli Esteri <strong>Elisabetta Belloni</strong>. Classe 1958, la Belloni occupa tale posizione dal 2016 ed è donna d&#8217;apparato dal lungo trascorso nella carriera diplomatica e amministrativa, tra cui spicca la direzione dell&#8217;Unità di crisi della Farnesina (2004-2008). Stimata e rispettata da Di Maio anche prima del fragoroso successo del Movimento alle elezioni politiche del 2018, tanto che <a href="https://www.ilpost.it/2018/05/09/elisabetta-belloni/">girarono voci</a> dell&#8217;interessamento del partito alla Belloni come ministro degli Esteri ideale di un governo pentastellato, la Belloni è stata la prima persona a incontrare il neo titolare del dicastero dopo il passaggio di consegne con <strong>Enzo Moavero Milanesi</strong>.</p>
<p>Incontrandosi a cena nella serata del 5 settembre, la Belloni e Di Maio hanno iniziato a delineare la struttura futura della Farnesina. E in tal senso è da ritenere cruciale il consiglio dato dalla prima al secondo sulla nomina del capo di gabinetto del ministero, che Di Maio ha colto al volo scegliendo per la posizione l&#8217;ambasciatore italiano in Cina, <strong>Ettore Sequi</strong>.</p>
<p>Sequi sarà dunque, assieme alla Belloni, l&#8217;uomo chiave della nuova Farnesina. La sua nomina è significativa, certificando la rilevanza data dalla Farnesina nel suo insieme alle relazioni con Pechino nel rispetto dell&#8217;ancoraggio europeo e atlantico del Paese che per il ministero è storicamente ritenuto prioritario. La Farnesina, in un certo senso, appoggia l&#8217;apertura di Di Maio alla Cina culminata nella firma al Memorandum per la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html" target="_blank" rel="noopener">Nuova Via della Seta</a> da parte di Conte e Xi Jinping nel marzo scorso, ma reintegrando Sequi nei suoi ranghi a Roma mira a portarla avanti con la guida diplomatica esperta di un conoscitore diretto dell&#8217;Impero di Mezzo. E non a caso la mossa arriva a pochi giorni di distanza da una scelta di segno opposto nei confronti di Pechino, ovvero il rilancio del decreto sul <strong>Golden power </strong>nel settore tecnologico che inquieta <strong>Huawei</strong> e le aziende simili e che era in prima battuta decaduto pochi giorni prima della crisi del governo Conte I.</p>
<h2>Due guide per Di Maio</h2>
<p>La Belloni e Sequi appaiono dunque come i &#8220;pretoriani&#8221; di Luigi Di Maio, uomo che per esperienza internazionale e conoscenza geopolitica necessita senz&#8217;altro di consiglieri di primo livello per colmare oggettivi limiti personali ma d&#8217;altro canto è tra gli esponenti più istituzionalizzati del Movimento cinque stelle e tra i pochi suoi leader ad aver capito la necessità di affidarsi ad apparati politico-burocratici che sanno portare avanti scelte strategiche e procedure indipendentemente dall&#8217;avvicinarsi dei ministri. Rappresentando, nel caso della Farnesina, la continuità della nostra politica estera. Che ora necessita di chiare, precise scelte strategiche per vivacizzare l&#8217;interesse nazionale: come rapportarsi nella sfida politica ed economica Usa-Cina? Che politica energetica e diplomatica applicare nel Mediterraneo? Come vagliare l&#8217;apertura alla Cina in termini di investimenti e sicurezza? Che approccio avere nei confronti della crisi in Libia? Nodi gordiani che andranno sciolti per capire l&#8217;atteggiamento e la capacità d&#8217;azione dell&#8217;Italia e la cui risoluzione potrà avvenire solo rafforzando le capacità decisionali del ministero degli Esteri.</p>
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		<title>Di Maio d&#8217;Africa: gli obiettivi del nuovo capo della Farnesina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/di-maio-dafrica-gli-obiettivi-del-nuovo-capo-della-farnesina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Meneghetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 05:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Farnesina]]></category>
		<category><![CDATA[politica estera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-Di-Maio-ministro-degli-Esteri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-Di-Maio-ministro-degli-Esteri.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-Di-Maio-ministro-degli-Esteri-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-Di-Maio-ministro-degli-Esteri-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-Di-Maio-ministro-degli-Esteri-1024x731.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel suo primo post da ministro degli Esteri, Luigi Di Maio ha abbozzato una dichiarazione programmatica che dovrà guidare l&#8217;intero operato della Farnesina nei mesi a venire. Delle &#8220;linee guida&#8221;, come lui stesso le definisce, nelle quali si parla di migrazioni, relazioni con le economie emergenti ed Africa. Quest&#8217;ultimo punto risulta particolarmente interessante, non solo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/di-maio-dafrica-gli-obiettivi-del-nuovo-capo-della-farnesina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/di-maio-dafrica-gli-obiettivi-del-nuovo-capo-della-farnesina.html">Di Maio d&#8217;Africa: gli obiettivi del nuovo capo della Farnesina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-Di-Maio-ministro-degli-Esteri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-Di-Maio-ministro-degli-Esteri.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-Di-Maio-ministro-degli-Esteri-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-Di-Maio-ministro-degli-Esteri-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Luigi-Di-Maio-ministro-degli-Esteri-1024x731.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel suo primo post da ministro degli Esteri, <strong>Luigi Di Maio</strong> ha abbozzato una dichiarazione programmatica che dovrà guidare l&#8217;intero operato della Farnesina nei mesi a venire. Delle &#8220;linee guida&#8221;, come lui stesso le definisce, nelle quali si parla di migrazioni, relazioni con le economie emergenti ed Africa.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo punto risulta particolarmente interessante, non solo perché strettamente legato ai due che lo precedono, ma anche perché esplicitamente rivolto a una realtà geografica, quella africana, spesso poco citata o sottovalutata dai recenti titolari del dicastero. Tra il parlare e l&#8217;agire vi è però un abisso. E le dichiarazioni di Di Maio dovranno necessariamente scontrarsi con una realtà fatta di sfide e questioni estremamente spinose.</p>
<h2>Un&#8217;opportunità da sfruttare, ma con cautela</h2>
<p>L&#8217;Africa non è una preoccupazione, ma un&#8217;opportunità &#8220;per individuare nuovi partner strategici attraverso i quali incrementare lo sviluppo e la crescita del nostro Paese&#8221;: un concetto che Di Maio ha voluto ribadire nel suo primo messaggio diretto agli ambasciatori.</p>
<p>In questo, il ministro pentastellato sembra aver già raccolto <a href="https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/09/04/leader-gilet-gialli-maio-africa-rischia-frizioni-con-francia_wOuW4SOxvnvyM2yIbkqIOO.html">il plauso</a> di <strong>Christophe Chalencon</strong>, il leader dei gilet gialli che, tuttavia, avverte: &#8220;Condivido la visione di Di Maio al 300%, ma va da sé che ciò gli provocherà non poche frizioni con il governo e le imprese francesi&#8221;. Frizioni tutt&#8217;altro che ignote al nuovo titolare della Farnesina, già in passato protagonista di attriti con l&#8217;Eliseo a causa dei suoi legami con lo stesso movimento dei <em>gilets jaunes. </em></p>
<p>Chalencon non sbaglia a mettere in guardia Di Maio, perché tra i temi caldi che coinvolgono la politica estera italiana vi è la questione del &#8220;<strong>dossier libico</strong>&#8220;. In questo caso, il ministro dovrà assolutamente tentare di non ripetere l&#8217;esempio della Conferenza di Palermo indetta dal premier Conte lo scorso ottobre, summit conclusosi sostanzialmente in <a href="https://it.insideover.com/politica/conferenza-palermo-errori-italia.html">un grosso flop</a>: è invece necessario che Di Maio sia capace di prendere una posizione netta e non nebulosa come fatto invece in passato, quando richiamava al dialogo le parti coinvolte nella crisi di Libia &#8220;con la necessità di coinvolgere anche attori quali Russia ed Egitto&#8221;. Un appello caduto nel vuoto, che in più aveva fatto storcere più di un naso a Parigi, da sempre sul chi va là nei confronti di chiunque si inserisca in quella che Macron e i suoi predecessori ritengono una vera e propria <a href="https://it.insideover.com/politica/le-vere-ragioni-della-guerra-libia-gli-interessi-della-francia.html">&#8220;sfera di influenza&#8221;</a>.  Di fatto, i primi appelli di Di Maio in qualità di ministro degli Esteri sembrano improntati all&#8217;apertura indiscriminata nei confronti di tutti i Paesi, ma senza un piano ben preciso e con una volontà &#8211; a dire il vero parecchio opaca &#8211; di elevare l&#8217;Italia al ruolo di interlocutore versatile e, perché no, avvantaggiato in particolare nell&#8217;ottica di relazioni economiche e commerciali con i Paesi africani. Ma il quadro è ben più complesso.</p>
<h2>L&#8217;Italia parte svantaggiata</h2>
<p>L&#8217;Africa, che Di Maio giustamente indica come un continente dalle mille opportunità strategiche, è da tempo al centro delle mire di tutte le maggiori potenze mondiali, non solo la Francia.</p>
<p>Pensiamo alla <a href="https://it.insideover.com/politica/africa-lezione-cina-potenza-globale.html">Cina</a>, che in Africa sta di fatto conducendo un programma di espansionismo economico e infrastrutturale, o alla Russia, che <a href="https://www.theguardian.com/world/2019/jun/11/leaked-documents-reveal-russian-effort-to-exert-influence-in-africa">sta concentrando</a> i suoi sforzi su una politica di accordi militari in almeno 13 Paesi diversi. Il Giappone, dal canto suo, <a href="https://it.insideover.com/politica/i-progetti-del-giappone-in-africa.html">è in gioco</a> sin dagli anni Novanta grazie al suo avanzato <em>know-how</em> tecnologico, e gli Stati Uniti, seppur rallentati dalla politica &#8220;friendly countries first&#8221; del presidente Donald Trump, non mancano di spingere per avere la loro fetta di torta. L&#8217;Italia dovrà necessariamente fare i conti con questo e superare i proclami del ministro uscente <strong>Enzo Moavero Milanesi</strong> per mettere seriamente in pratica un programma di aiuti e sviluppo economico nell&#8217;area africana. Una regione che si annuncia come particolarmente interessante è il Corno d&#8217;Africa: non solo per i legami storici con la nostra Penisola, ma anche per la forte voglia di modernità e rinnovamento espressa dai Paesi che la compongono, dall&#8217;Etiopia all&#8217;Eritrea, passando per <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-strategia-militare-della-cina-in-africa-passa-dal-gibuti.html">Gibuti</a>, dove ha sede una base militare italiana recentemente oggetto di visita da parte del ministro uscente della Difesa <strong>Elisabetta Trenta</strong>.</p>
<p>Anche qui, tuttavia, non mancano i &#8220;ma&#8221;: tutte queste nazioni sono soggette a frequenti capovolgimenti sociali e politici, e l&#8217;instabilità dei loro governi (o, nel caso dell&#8217;Eritrea, di un vero e proprio regime) sono ulteriormente alimentate dalla presenza di interlocutori famelici e aggressivi come i Paesi del Golfo, che vedono nel Corno d&#8217;Africa <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-libia-al-somaliland-gli-emirati-alla-conquista-dellafrica.html">una rampa di lancio</a> per gestire il conflitto in Yemen, oltre che una sorta di Eldorado per l&#8217;importazione di manodopera a basso costo. Con loro, e con la crescita vertiginosa della loro influenza in campo economico, dovrà fare i conti Di Maio.</p>
<h2>&#8220;Superare Dublino&#8221;</h2>
<p>C&#8217;è poi il nodo relativo ai migranti. Nel suo messaggio agli ambasciatori Di Maio parla della necessità di &#8220;responsabilizzare l&#8217;Europa&#8221;, superando al tempo stesso la <strong>Convenzione di Dublino</strong>: un accordo concernente l&#8217;esame delle richieste d&#8217;asilo che, a dirla tutta, risulta obsoleto da tempo, risalendo al 1990 (l&#8217;entrata in vigore è invece del 1997). Ma il nostro ministro <a href="https://it.insideover.com/politica/dublino-al-via-scontro-sud-est-litalia-destinata-perdere.html">non è certo il primo</a> a parlare di una revisione del documento: già nel 2015 la Germania aveva deciso di sospenderne temporaneamente l&#8217;efficacia, mentre da tempo i Paesi che compongono il <a href="https://it.insideover.com/politica/dubbi-dei-paesi-visegrad-crescita-economica-demografia.html">Gruppo di Visegrad</a> ne chiedono l&#8217;annullamento o il blocco. Non è chiaro cosa intenda Di Maio a questo proposito: &#8220;superare Dublino&#8221; può essere letto in un&#8217;ottica duplice, sia che lo si voglia di fatto abrogare o che si cerchi al contrario di installare una politica dell&#8217;accoglienza ancora più radicale e inclusiva, tema tutt&#8217;altro che sconosciuto al giovane ministro. Non stupisce, dunque, che Di Maio associ questo suo pensiero all&#8217;Africa, continente che al di là delle opportunità economiche rappresenta anche uno dei principali fronti migratori del pianeta. Sembrerebbe quindi, a giudicare da quanto detto finora, che la Farnesina a gestione pentastellata voglia in qualche modo assurgere al rango di &#8220;jolly&#8221; che, attraverso la cooperazione multilaterale con le nazioni africane, possa ottenere vantaggi economici per sé da una parte e una limitazione dei flussi di migranti verso la nostra costa dall&#8217;altra. &#8220;Aiutiamoli a casa loro&#8221; in salsa giallorossa? Presto per dirlo, ma una cosa è certa: con un programma così di massima, e senza una chiara traccia da seguire, le premesse sono tutt&#8217;altro che promettenti, e rischiano di smuovere le acque per l&#8217;Italia nel peggior modo possibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/di-maio-dafrica-gli-obiettivi-del-nuovo-capo-della-farnesina.html">Di Maio d&#8217;Africa: gli obiettivi del nuovo capo della Farnesina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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