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	<title>Farc Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il massacro dimenticato della Colombia: 6mila innocenti uccisi nella guerra civile</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/il-massacro-dimenticato-della-colombia-6mila-innocenti-uccisi-nella-guerra-civile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2024 09:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c-600x434.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c-1024x741.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c-768x556.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c-1536x1111.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Tribunale di pace della Colombia, noto come Giurisdizione speciale per la pace (JEP), ha recentemente emesso un’accusa contro diversi membri dell’esercito per reati di tortura e persecuzione legati ai noti episodi dei cosiddetti “falsi positivi”. Questo fenomeno si riferisce a esecuzioni extragiudiziali in cui civili innocenti sono stati falsamente presentati come guerriglieri uccisi in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/il-massacro-dimenticato-della-colombia-6mila-innocenti-uccisi-nella-guerra-civile.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c-600x434.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c-1024x741.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c-768x556.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102145649838_acb09c6edba53705f932194ea165188c-1536x1111.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Tribunale di pace della Colombia, noto come Giurisdizione speciale per la pace (JEP), ha recentemente emesso un’accusa contro diversi membri dell’esercito per reati di tortura e persecuzione legati ai noti episodi dei cosiddetti <strong>“falsi positivi”. </strong>Questo fenomeno si riferisce a esecuzioni extragiudiziali in cui civili innocenti sono stati falsamente presentati come <a href="https://it.insideover.com/guerra/colombia-le-farc-sono-tornate.html">guerriglieri uccisi in combattimento,</a> una pratica che secondo le stime del tribunale ha portato alla morte di almeno 6.402 persone tra il 2002 e il 2008. </p>



<p>Con l’accusa emessa il 28 ottobre, la JEP ha dichiarato colpevoli di tortura quattro militari e altri tre di persecuzione, con un totale di oltre cento vittime accertate, molte delle quali appartenenti alle popolazioni indigene Kankuamo e Wiwa della Sierra Nevada de Santa Marta. La rilevanza di questa decisione va oltre la giustizia per i crimini di guerra commessi durante il conflitto colombiano: costituisce un segnale di svolta nel sistema giudiziario colombiano, con un Tribunale che dimostra la volontà di perseguire anche membri delle forze armate in nome della verità e della riconciliazione nazionale. La complessa struttura del JEP, nata con l’accordo di pace del 2016 tra il governo colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), è un esempio di giustizia transizionale che si concentra su crimini contro l’umanità e crimini di guerra, mirando alla responsabilità individuale dei colpevoli, siano essi ex guerriglieri, militari o civili coinvolti nel conflitto. </p>



<p>La sentenza, che prevede sanzioni non detentive ma restrizioni su residenza e movimento per i condannati, <strong>sarà monitorata dalla Missione di verifica delle Nazioni Unite in Colombia,</strong> e include una forte componente riparativa. Infatti, i condannati hanno collaborato con le vittime per elaborare progetti di riparazione che spaziano dalla realizzazione di un documentario sulla vicenda alla costruzione di un parco commemorativo in onore delle vittime, fino a una mostra nel Museo Nazionale della Memoria. Quest’ultimo è attualmente in fase di realizzazione e ospiterà reperti e testimonianze sui crimini commessi durante il conflitto. Inoltre, i militari coinvolti si sono offerti di partecipare come docenti nelle scuole di formazione militare per educare i giovani soldati sull’importanza dei diritti umani e sulla necessità di evitare che episodi come i “falsi positivi” possano ripetersi in futuro. La decisione del JEP assume una portata ampia non solo per la Colombia ma anche a livello internazionale, poiché sottolinea come il perseguimento della giustizia per crimini contro l’umanità sia essenziale per costruire una pace duratura e contribuire al rafforzamento della democrazia e dello stato di diritto.</p>
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		<title>Alle origini della guerra civile colombiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/alle-origini-della-guerra-civile-colombiana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1126" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240-600x330.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240-1536x845.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>450mila morti, 30mila scomparsi, 5 milioni di sfollati. Sono i numeri della guerra civile colombiana, la più lunga della contemporaneità, di cui i più ignorano le radici.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1126" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240-600x330.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308311558481_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_101240-1536x845.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Tutto ha avuto inizio con l&#8217;omicidio di un politico carismatico che sognava di diventare presidente della sua nazione e di farne una grande potenza. Era il favorito alle incombenti elezioni, la sua visione politica aveva stregato il popolo e la sua caparbietà lo rendeva una minaccia allo status quo. Se eletto, avrebbe potuto incidere sulla traiettoria della storia latinoamericana. Se eletto, la Rivoluzione cubana avrebbe avuto luogo a Bogotá nel 1950, anziché all&#8217;Avana nel 1959.</p>



<p>Il politico in questione si chiamava <strong>Jorge Eliécer Gaitán</strong>, era il leader del Partito Liberale, e alle presidenziali colombiane del 1950 non sarebbe mai arrivato: fu freddato a colpi di revolver il 9 aprile 1948 in quello che è rimasto, a tutti gli effetti, un caso irrisolto. Un caso irrisolto che continua a tormentare la Colombia, che da quel maledetto 1948 è in <strong>guerra civile</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal barrio a Plaza Bolívar</h2>



<p>Jorge Eliécer Gaitán Ayala nacque in un giorno imprecisato del gennaio 1903 in uno dei quartieri più poveri e pericolosi di Bogotá: barrio Egipto. Crebbe con la madre, di professione insegnante, imparando ad amare i libri e a navigare nelle acque degli stenti sin dalla tenera età.</p>



<p>Sviluppò un carattere eccentrico negli anni del collegio, probabilmente in reazione al bullismo subito dai compagni a causa del suo pallore – riflesso della malnutrizione –, avvicinandosi alle idee del liberalsocialismo colombiano all&#8217;alba dell&#8217;ingresso all&#8217;università.</p>



<p>Brillante ma esuberante, ai limiti della problematicità, Gaitán sarebbe rapidamente diventato lo studente più conosciuto dell&#8217;Università Nazionale della Colombia, presso la quale fondò un circolo letterario e un centro liberale. Dopo la laurea in diritto e scienze politiche, conseguita nel 1924, Gaitán ottenne una borsa per il proseguimento degli studi a Roma. Rientrò a Bogotá nel 1928, forte di un dottorato con lode e di capacità oratorie apprese ascoltando i discorsi di <strong>Benito Mussolini</strong>, determinato a entrare in politica.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/salvador-allende-il-marxista-incompreso.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Salvador Allende, il marxista incompreso</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>La sua prima comparsa al Congresso, nelle vesti di avvocato, fu un enorme successo: l&#8217;arringa di Gaitán, che era stato chiamato a parlare del massacro delle banane – una strage commessa dall&#8217;<strong>United Fruit</strong> <strong>Company </strong>–, gli sarebbe valsa l&#8217;appellativo di &#8220;Tribuno del popolo&#8221; da parte della stampa e il reclutamento nel Partito Liberale.</p>



<p>Il percorso di Gaitán sembrava destinato alla presidenza. Nel 1931 l&#8217;elezione a presidente della Camera dei rappresentanti. Nel 1933 la nomina a negoziatore del governo nella crisi tra Colombia e Perù. Nel 1936 la trasformazione in sindaco di Bogotá. Nel 1940 l&#8217;investitura a titolare del ministero dell&#8217;istruzione. Nel 1946 la prima corsa verso Casa de Nariño, terminata in terza posizione. </p>



<p>Due anni dopo, a metà strada dalle nuove presidenziali, la Colombia aveva iniziato a sentire gli effetti dell&#8217;inizio della Guerra fredda: imbarbarimento del discorso politico, polarizzazione della società in opposti estremismi, radicalizzazione nelle forze armate, capillarizzazione e quotidianizzazione di disordini e violenze politiche. I tentativi di Gaitán di risolvere la situazione, agendo sulla sovrastruttura, si sarebbero rivelati fatali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Bogotazo alla Violencia</h2>



<p>Colombia, 1948. Liberali e conservatori sono sul piede di guerra: agguati, scontri e uccisioni avvengono a cadenza settimanale. Una sorta di isteria collettiva ha colpito la classe dirigente, che accusa i liberali di essere al soldo dell&#8217;Unione Sovietica, e gli appelli alla calma di Gaitán sono delle grida nel deserto.</p>



<p>Mancano due anni alle prossime presidenziali, programmate per il 1950, e Gaitán è in campagna elettorale dal 1946. Promette di trasporre a livello nazionale le politiche di de-oligarchizzazione dell&#8217;agricoltura e le misure contro l&#8217;analfabetismo che lo hanno reso famoso a Bogotá. Ha stretto amicizia con <strong>Rómulo Betancourt</strong>, presidente venezuelano schierato a sinistra, e sta seguendo attentamente la situazione a Cuba.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/camilo-torres-il-prete-guerrigliero-del-vangelo-a-mano-armata.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Camilo Torres, il prete-guerrigliero del Vangelo a mano armata</a></strong></li>
</ul>



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<p>Il 9 aprile, il giorno del suo assassinio, Gaitán aveva in agenda di incontrare un giovane venuto dall&#8217;Avana per conoscerlo, tal <strong>Fidel Castro</strong>. Ma i due non si incontrarono mai: il tribuno del popolo fu ucciso a revolverate da uno sconosciuto sulla strada verso l&#8217;Hotel Continental. La folla individuò il presunto autore dell&#8217;agguato in un operaio edile, <strong>Juan Roa Sierra</strong>, linciandolo a morte.</p>



<p>Gaitán morì in ospedale qualche ora dopo l&#8217;attentato. L&#8217;annuncio della sua dipartita fu uno <em>choc </em>per la popolazione della capitale, che quel giorno diede vita a una furiosa sollevazione, passata alla storia come il <strong>Bogotazo</strong>, culminata in 600+ morti, 450+ feriti e 500+ arresti. L&#8217;inizio della guerra civile prima della guerra civile: la violenza (<em>la violencia</em>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla Violencia alla guerra civile</h2>



<p>La storiografia indica nell&#8217;assassinio del leader comunista <strong>Jacobo Prías Álape</strong>, ucciso l&#8217;11 febbraio 1960 da un commando di bandoleri, il casus belli della guerra civile colombiana. Ma la verità è che, nel 1960, la nazione era in guerra già da dodici anni.</p>



<p>La brutale scomparsa di Gaitán incoraggiò i liberali e i comunisti a formare dei comitati di autodifesa, che ben presto si trasformarono in movimenti guerriglieri, innescando un circolo vizioso di vendette trasversali, all&#8217;insegna dell&#8217;occhio per occhio, che entro il 1960 avrebbe lasciato a terra, morti, <strong>duecentomila </strong>civili, <strong>quindicimila </strong>guerriglieri/paramilitari di sinistra, <strong>cinquemila </strong>guerriglieri/paramilitari di destra e <strong>quasi cinquemila</strong> elementi di forze dell&#8217;ordine e forze armate.</p>



<p>Il mondo credeva che la penisola coreana fosse stata il primo teatro dello scontro egemonico tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Nulla di più sbagliato: era in Colombia che le due superpotenze avevano iniziato a guerreggiare, nel 1948, finanziando l&#8217;armamento e la radicalizzazione di conservatori e liberali, futuri opposti estremismi.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/colombia-in-guerra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Colombia in guerra</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Dai documenti declassificati negli anni successivi, che formano una parte infinitesimale del dossier Colombia – <a href="https://www.semana.com/nacion/articulo/gaitan-cia-evidencia/45925-3/">che resta essenzialmente secretato</a> –, è emerso che l&#8217;Agenzia era tanto preoccupata della figura e delle idee di Gaitán, poiché ritenuto in grado di proiettare la Colombia nell&#8217;orbita sovietica, da aver condotto un dossieraggio su di lui. </p>



<p>Secondo una versione di un agente di Langley, <strong>John Mepples Spirito</strong>, le indagini su Gaitán sarebbero state propedeutiche alla pianificazione del suo omicidio. Ma la pista dell&#8217;assassinio ordito dalla Cia è stata successivamente indebolita dalla ritrattazione dello stesso Mepples e nessun&#8217;altra prova in tale direzione è più emersa. Anche perché ogni documento in possesso degli Stati Uniti sul caso Gaitán reca la scritta &#8220;segreto di stato&#8221;. </p>



<p>L&#8217;omicidio di Gaitán, a decenni di distanza, resta uno dei grandi misteri latinoamericani. Episodio che ha contribuito a cambiare il corso della Guerra fredda nel cono sud, che ha innescato la guerra civile più lunga della contemporaneità e che ha fermato (per sempre?) la corsa della Colombia verso la grandezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/alle-origini-della-guerra-civile-colombiana.html">Alle origini della guerra civile colombiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Terre di nessuno: Darién Gap, l&#8217;inferno dei migranti sudamericani</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/terre-di-nessuno-darien-gap-linferno-dei-migranti-sudamericani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2022 16:20:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Narcos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1736" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-2048x1389.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Se non fosse un vero inferno in terra, una no man’s land inquietante, il Darién Gap sarebbe un luogo affascinante e incontaminato, come ne sono rimasti pochi sul Pianeta. Noto anche come &#8220;tappo del Darién&#8220;, per via della fitta vegetazione, si tratta di 575mila ettari di giungla al confine tra Panama e Colombia, ove perfino &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/terre-di-nessuno-darien-gap-linferno-dei-migranti-sudamericani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/terre-di-nessuno-darien-gap-linferno-dei-migranti-sudamericani.html">Terre di nessuno: Darién Gap, l&#8217;inferno dei migranti sudamericani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1736" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740194_42adeebee4e756356320965eaab9e0e8-2048x1389.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Se non fosse un vero inferno in terra, una <em>no man’s land</em> inquietante, il <strong><a href="https://www.google.com/maps/d/u/0/viewer?mid=13AtjOFUTYX8AAokDGqwM7zeZTjY&amp;hl=en_US&amp;ll=8.333590010030871%2C-77.55051799999998&amp;z=7">Darién Gap</a></strong> sarebbe un luogo affascinante e incontaminato, come ne sono rimasti pochi sul Pianeta. Noto anche come &#8220;<strong>tappo del Darién</strong>&#8220;, per via della fitta vegetazione, si tratta di <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=uzRcf1MTHfU">575mila ettari di giungla al confine tra Panama e Colombia</a></strong>, ove perfino la leggendaria Panamericana si interrompe. Un labirinto di serpenti, ragni velenosi, animali selvatici è natura ostile è il primo ostacolo da superare per chi volesse mai avventurarcisi. Eppure, chi dovesse sopravvivere a questo inferno terrestre, deve fronteggiare una minaccia ancora più grande della natura ostile: le <strong>gang criminali </strong>che qui hanno stabilito il loro quartier generale. Gruppi noti per la loro crudeltà, tra cui abusi sessuali, rapine, traffico di esseri umani.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Il Darièn Gap, un luogo “mitico”</h2>



<p>Per via della sua natura, il Darién Gap è da tempo immemore uno dei sogni proibiti di esploratori, viaggiatori e sognatori del raid panamericano. Negli ultimi cento anni si sono moltiplicate le imprese per poterlo attraversare, a piedi o con mezzi motorizzati, molte delle quali con epiloghi tragici.</p>



<p>La prima spedizione post-coloniale nel Darién fu tentata nel 1924–25, sostenuta da numerosi importanti promotori, tra cui la Smithsonian Institution. Il primo veicolo a transitare il Darién, invece, era guidato da tre brasiliani a bordo di due Ford Model T. Gli avventurieri sudamericani lasciarono Rio de Janeiro nel 1928 e giunsero negli USA dieci anni dopo: erano Leonidas Borges de Oliveira, tenente dell&#8217;esercito brasiliano, Francisco Lopez da Cruz dell&#8217;aeronautica brasiliana e Mário Fava, un giovane meccanico: i tre sono fra i pochi ad aver incontrato Sandino ancora vivo per essere attesi come eroi da Franklin D. Roosevelt. Negli anni Sessanta la febbre per il Darién tornò a far sognare <em>hippy</em> e <em>rider</em> da tutte le parti del mondo su due e quattro ruote. I primi ad attraversare completamente e su quattro ruote il Gap furono Loren Upton e Patty Mercier su una Jeep, impiegando 741 giorni incredibili per percorrere 201 chilometri.</p>



<p>Sono falliti più volte i tentativi di costruire una strada che potesse attraversare, anche in una certa sicurezza, il Gap. Oltre alle turbolenze politiche che scuotono l’area, vi è la difficoltà e i costi proibitivi dei lavori su un terreno così difficile, ma anche le pressioni per proteggere l&#8217;ambiente della foresta pluviale: il parco del Darién, infatti è il più grande del centro America, e oltre ai timori per l’ambiente, hanno avuto un ruolo rilevante anche le proteste dei gruppi indigeni, come gli <strong>Embera-Wounaan </strong>e i <strong>Kuna</strong>, che temono che una strada nel bel mezzo della giungla rappresenti una minaccia per le loro culture tradizionali. Esistono anche ragioni sanitarie che hanno fatto progressivamente abbandonare l’idea di un progetto stradale: il Gap, a suo modo, è una barriera biologica alla diffusione dell&#8217;afta epizootica in Nord America, l’incubo di tutti gli allevatori bovini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dramma del Gap</h2>



<p>Fin qui molto fascino e spirito d’avventura. Ma il Darién Gap non è più questo. Oggi urla di dolore e disperazione. Si tratta, infatti, dell’<strong>unica porta d&#8217;uscita via terra dal Sud America</strong>, l’unica speranza per persone che fuggono da persecuzioni politiche o semplicemente partono alla ricerca di un futuro migliore verso Stati Uniti, Canada o Messico.</p>



<p>Prima del 2010, il Darien Gap era utilizzato principalmente da persone provenienti dall&#8217;Asia e dall&#8217;Africa per attraversare l&#8217;America meridionale e centrale. Nel 2020/2021 il numero di cubani e haitiani è aumentato e attualmente la popolazione dal <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-i-narco-militari-hanno-trasformato-il-venezuela-in-una-prigione.html">Venezuela</a></strong> costituisce fino al 67% dei migranti totali che attraversano il passaggio. Secondo le stime dell’<a href="https://reliefweb.int/attachments/dfef5f4e-f11a-4cac-ab31-094ad90dafc5/Mixed%20Movements%20Through%20Darien%20-%20Report%20-%20August%202022.pdf">Unhcr</a>, nonostante le restrizioni di movimento durante la pandemia di Covid-19 e la chiusura delle frontiere nel 2020, il transito di persone attraverso Darién è aumentato esponenzialmente. Al 31 agosto 2022, il numero di migranti in transito ha raggiunto 102.067 persone, stabilendo un record senza precedenti di attraversamenti. Si stima che, entro la fine del 2022, circa 200.000 persone avranno attraversato la pericolosa <em>Darién jungle</em>.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="672" data-id="370787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740350_a672acb5902afa4d9f8abfed579c9455-1024x672.jpg" alt="" class="wp-image-370787" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740350_a672acb5902afa4d9f8abfed579c9455-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740350_a672acb5902afa4d9f8abfed579c9455-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740350_a672acb5902afa4d9f8abfed579c9455-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740350_a672acb5902afa4d9f8abfed579c9455-1536x1008.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161740350_a672acb5902afa4d9f8abfed579c9455-2048x1344.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="672" data-id="370781" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161741261_1749b875c32e756300780e7a84f6f597-1024x672.jpg" alt="" class="wp-image-370781" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161741261_1749b875c32e756300780e7a84f6f597-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161741261_1749b875c32e756300780e7a84f6f597-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161741261_1749b875c32e756300780e7a84f6f597-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161741261_1749b875c32e756300780e7a84f6f597-1536x1008.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009161741261_1749b875c32e756300780e7a84f6f597-2048x1344.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p>La via principale attualmente utilizzata da rifugiati e migranti che entrano irregolarmente a Panama passa attraverso la comunità indigena di Canaán Membrillo. Per ragioni di convenienza e sicurezza, un numero crescente di persone utilizza anche la rotta Bajo Chiquito. Le persone in transito continuano anche ad arrivare nella comunità di Zapalal, e in altri punti di accoglienza informale, senza meccanismi di registrazione governativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il viaggio verso Nord</h2>



<p>Gli uomini, le donne, ma soprattutto i bambini che attraversano il Gap che sopravvivono al percorso sono dei fantasmi: emaciati, feriti, disidratati, con ossa rotte e i piedi sanguinanti dalle settimane di cammino. Chi può permetterselo paga degli accompagnatori -i cosiddetti <em>coyote</em>-pericolosi <strong>trafficanti di esseri umani </strong>che sono i primi a tradire i loro “protetti” o a venderli ad altre bande, soprattutto nel tratto di foresta vergine che separa le città di Acandí, in Colombia, da Bajo Chiquito, a Panama.</p>



<p>Si lasciano indietro la miseria, ma anche i pochi averi che gli vengono sottratti, oltre ai cadaveri dei compagni di viaggio che non ce l’hanno fatta. Alcuni di loro, troppo stanchi o feriti per proseguire, decidono di non rallentare il percorso di chi può farcela-spesso i più giovani- e scelgono di aspettare la fine accasciati sulle montagne. Chi riesce ad arrivare a Panama racconta che il Darién Gap ha l’odore della morte per via dei cadaveri in decomposizione che appestano il cammino.</p>



<p>Da alcuni anni, all’arrivo a Panama, gruppi di volontari e organizzazioni non governative hanno istituito dei punti di assistenza presso gli approdi via terra, alla fine di questo incubo. Gli psicologi di Medici Senza Frontiere, ad esempio, aiutano i migranti a far fronte allo <strong>stress post-traumatico</strong> che segue al percorso. I pazienti spesso raccontano di aver trovato davanti a sè i cadaveri di persone che hanno subito cadute mortali o sono annegate in fiumi in piena. La maggior parte di loro, al di là delle difficoltà logistiche, riferisce di essere stata presi di mira da bande criminali che aggrediscono e li derubano, persino del loro cibo, armati di fucili da caccia, passamontagna, fucili e coltelli. E come ulteriore bottino, gli stupri, anche più volte durante il cammino, completano questo quadro d’orrore. Non si tratta solo delle donne ma anche di uomini e bambini, spesso costretti ad assistere alle violenze subite dai propri compagni di viaggio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="986" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/darien-gap-986x1024.jpg" alt="" class="wp-image-370797" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/darien-gap-986x1024.jpg 986w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/darien-gap-289x300.jpg 289w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/darien-gap-768x797.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/darien-gap-1480x1536.jpg 1480w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/darien-gap-1973x2048.jpg 1973w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/darien-gap-scaled.jpg 1850w" sizes="auto, (max-width: 986px) 100vw, 986px" /><figcaption>Infografica di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le Farc e i gruppi paramilitari</h2>



<p>Al di là della natura ostile di questi luoghi, cosa ha reso il Darién Gap il <em>sancta sanctorum</em> di criminali e aguzzini? <strong>Gruppi paramilitari</strong>, bande criminali e trafficanti di droga si concentrano qui poichè il tappo del Darién è divenuto nei decenni un itinerario centrale per trasportare <strong>armi </strong>e <strong>cocaina </strong>dal Sudamerica al Nord: è una terra di nessuno, soprattutto nel tratto che si apre dopo la frontiera colombiana, verso Panama.</p>



<p>Il Gap, soprattutto dagli anni Novanta in poi, si è trasformato nel <em>buen retiro</em> delle <strong>Farc</strong> (Forze Armate Rivoluzionarie Marxiste della Colombia), che presidiano i due lati del confine tra Panama e Colombia. Da sei anni, tuttavia, i guerriglieri si sono ritirati dal Gap, grazie allo storico accordo di pace con il governo colombiano siglato nel 2016. Negli ultimi vent’anni anche i gruppi di paramilitari si sono andati smobilitando, andando però a confluire nei <strong>cartelli dei narcos</strong>, tra i quali il più è quello degli <strong>Urabeños.</strong> Questi ultimi hanno raggiunto una sorta di patto di non belligeranza con i migranti e i loro accompagnatori, purché il loro cammino non intralci i loro traffici o metta la polizia colombiana sulle loro tracce. Quando questo accade non c’è scampo per nessuno. La loro influenza, da quello che sappiamo oggi, va via via scemando man mano che ci si avvicina a Panama ma si può senza dubbio affermare che sono loro a gestire i flussi di accesso al Gap e a incassare i “pedaggi” per arrivare dalla parte opposta.</p>


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<h2 class="wp-block-heading">Il dramma dei bambini</h2>



<p>L’obiettivo finale di chi attraversa tra mille pericoli il Darién Gap è quello di ottenere una serie di visti di transito che portino dall’America centrale, via via verso il Messico e gli Stati Uniti. Le condizioni in cui versano la maggior parte dei Paesi dell’America latina e le restrizioni sanitarie e politiche degli ultimi anni, hanno spinto sempre più persone a tentare il passaggio da clandestini, via terra.</p>



<p>Ma il numero più impressionante è quello che riguarda i bambini. <a href="https://www.unicef.org/press-releases/2021-records-highest-ever-number-migrant-children-crossing-darien-jungle-towards-us">L’Unicef ha stimato</a> che almeno <strong>19mila minorenni</strong> hanno attraversato la giungla nel 2021, il triplo di quanto avvenuto complessivamente nel lustro tra il 2016 e il 2020. Un quinto di queste persone sono bambini, di cui <strong>il 50% con un’età inferiore ai sei anni</strong>. Molti di questi hanno viaggiato da soli poichè le famiglie avevano a disposizione solo il denaro necessario per un familiare; altri si sono ritrovati da soli dopo aver dovuto assistere alla morte o allo stupro dei genitori. Per chi ce la fa, il cammino è costellato di immagini agghiaccianti che nessun bambino dovrebbe vedere e che segneranno tutta la loro vita.</p>



<p>Nel 2021 almeno 5 bambini sono stati trovati morti nella giungla. Dall&#8217;inizio del 2022, più di 150 bambini sono arrivati ​​a Panama senza i genitori: alcuni di loro sono neonati, quasi 20 volte di più rispetto allo scorso anno. Nella giungla, la violenza sessuale è sempre più usata dalle bande criminali come strumento di terrore ed estorsione. Mai prima d&#8217;ora, raccontano le squadre sul campo, si sono visti così tanti bambini piccoli attraversare il Darién Gap, spesso non accompagnati: è il dramma di un intero continente che ancora non viene assurto al rango di crisi umanitaria.</p>



<p>Grandi o piccoli che siano, i sopravvissuti del Darién Gap tornano a sperare quando il centro America è alle spalle. Per molti di loro sarà stato tutto inutile: le porte del Nord non si apriranno mai.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/terre-di-nessuno-darien-gap-linferno-dei-migranti-sudamericani.html">Terre di nessuno: Darién Gap, l&#8217;inferno dei migranti sudamericani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le Farc e la pace inconclusa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-farc-e-la-pace-inconclusa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 15:29:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="818" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154-768x327.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154-1024x436.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Colombia, dalla firma degli accordi di pace nel 2016, sono stati assassinati 253 ex guerriglieri. Il consiglio nazionale di reintegrazione riporta che fra l’1 e il 24 gennaio è stato accertato un decesso per morte violenta ogni cinque giorni. Boris Guevara, membro dello staff della comunicazione durante i negoziati, e autore di Memorias Guerrilleras, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-farc-e-la-pace-inconclusa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-farc-e-la-pace-inconclusa.html">Le Farc e la pace inconclusa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="818" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154-768x327.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154-1024x436.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In <strong>Colombia</strong>, dalla firma degli accordi di pace nel 2016, sono stati assassinati 253 ex guerriglieri. Il consiglio nazionale di reintegrazione riporta che fra l’1 e il 24 gennaio è stato accertato un decesso per morte violenta ogni cinque giorni. Boris Guevara, membro dello staff della comunicazione durante i negoziati, e autore di <em>Memorias Guerrilleras</em>, in un’intervista alla stampa locale, ricorda che molti, alla consegna delle armi, avevano dichiarato di temere per la propria sicurezza, e che alcuni di quelli ritratti nel documentario sono stati eliminati con brutalità.</p>
<p>Un certo numero era in attesa di ricevere misure di protezione per essere stato oggetto di intimidazioni e oltre mille petizioni di questo tipo sono in fase di revisione. Per i combattenti smobilitati, che si sono impegnati nell’attivismo per i diritti umani nelle comunità povere del paese, il rischio di ricevere una pallottola a un angolo di strada, essere sequestrati in un autobus o nella propria casa, e poi giustiziati, è grande. Secondo la giurisdizione speciale per la pace, dall’inizio dell’anno si sono verificati sei massacri in aree agricole, quattordici omicidi e tredici minacce di morte a leader sociali.</p>
<p>I 13mila uomini e donne delle <strong>Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc)</strong> hanno cercato di inserirsi nel tessuto civile, impegnandosi in diverse attività produttive, da microimprese a cooperative, inclusa la riconversione delle coltivazioni di cocaina in piantagioni di caffè, che li rende bersaglio delle rappresaglie del narcotraffico. Le Farc si sono trasformate in un partito politico, che ha adottato il nome di <em>Comunes</em>, e suoi membri sono stati eletti nelle Camere. La società colombiana, tuttavia, non è mai stata pronta alla riconciliazione.</p>
<p>E’ importante ricordare la bocciatura del piano di attuazione degli accordi da parte del 50,21% del totale di 13 milioni di partecipanti a un <strong>referendum </strong>nazionale. Lo scarto fra il “sì” e il “no” era stato di circa 54.000 preferenze, rivelando un paese diviso in due. Il “sì” aveva prevalso nelle zone rurali &#8211; Choco, Cauca, Putumayo e Vaupein -, e in 67 degli 81 municipi più colpiti, con una dichiarazione di voto che esplicitava il rifiuto dell’economia della guerra &#8211; in 16 anni la Colombia aveva ricevuto 10 miliardi di dollari da Washington per fermare gli insorti.</p>
<p>Le Farc hanno l’obbligo di liquidare il proprio patrimonio e compensare le vittime. Non sono stati previsti, tuttavia, fondi sufficienti per la formazione e l’inserimento lavorativo degli ex-combattenti, sebbene la pace sia stata la porta d’entrata per investimenti esteri e finanziamenti milionari dagli Stati Uniti e l’Unione Europea. Si sono sottoposte al giudizio degli organi preposti per stabilire le responsabilità del conflitto, pure se il governo non ha mai assicurato l’incolumità dei <strong>testimoni</strong>. Con la riduzione dell’amnistia, e senza una rete economica, c’è chi si sente garantito solo da un fucile.</p>
<p>Ripudiata la violenza, le Farc hanno incontrato un cammino disseminato di difficoltà. Questo è un momento cruciale per la tenuta degli accordi, a causa del travaso nell’<a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerriglia-non-ha-deposto-le-armi.html">Esercito di Liberazione Nazionale (Eln)</a>, ancora attivo. In un paese dove esiste una fra le più alte concentrazioni di proprietà terriere &#8211; il 4% controlla oltre la metà della proprietà -, la questione dell’accesso alla terra, elemento strutturale di <strong>disuguaglianza</strong>, è un potente motore per la lotta armata, nonostante 52 anni di contrasto e un bilancio di un quarto di milione di vite umane perdute e, secondo le stime, dai 5 agli 8 milioni di sfollati.</p>
<p>I deputati di <em>Comunes</em> hanno chiesto a <b>Ivan Duque</b> di rivedere la posizione su Cuba, reintrodotta dagli Stati Uniti nella lista dei patrocinatori del terrorismo, su richiesta del presidente. In rispetto dei protocolli internazionali, e in compimento del proprio ruolo di garante, questa si è negata a estradare i comandanti dell’Eln, designati a partecipare nei colloqui, previsti con questa formazione, per completare il processo di pacificazione della Colombia. Malgrado il governo si sia ritirato, in risposta a un attacco terroristico, i negoziatori devono essere sempre salvaguardati per la stessa credibilità del processo.</p>
<p>Le ex Farc, in sintonia con i massimi rappresentanti dell’esecutivo dell’allora premier <strong>Juan Manuel Santos</strong>, nella lunga trattativa che aveva portato agli accordi del 2016, hanno sottolineato il contributo storico di Cuba, ed esortato a continuare nella direzione del dialogo con l’Eln, aldilà di interessi particolari. Anche da questa partita si determina la realizzazione delle ambizioni geopolitiche della Colombia e, se possibile, le Farc appaiono, oggi, un attore più lungimirante del governo.</p>
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		<title>In Colombia la situazione politica continua ad essere tesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-colombia-la-situazione-politica-continua-ad-essere-tesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2020 17:24:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Colombia-Farc-La-Presse-e1579022657966.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Colombia Farc (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Colombia-Farc-La-Presse-e1579022657966.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Colombia-Farc-La-Presse-e1579022657966-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Colombia-Farc-La-Presse-e1579022657966-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Colombia-Farc-La-Presse-e1579022657966-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La polizia colombiana ha sventato un piano che avrebbe dovuto portare all&#8217;assassinio di Rodrigo Londoño Echeverri, leader politico dell&#8217;ex movimento guerrigliero delle Farc e meglio conosciuto come Timochenko. Il generale Oscar Atehortua, comandante delle Forze di Sicurezza, ha riferito che due sicari sono stati fermati a poca distanza da una fattoria in cui si trovava, in quel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-colombia-la-situazione-politica-continua-ad-essere-tesa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Colombia-Farc-La-Presse-e1579022657966.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Colombia Farc (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Colombia-Farc-La-Presse-e1579022657966.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Colombia-Farc-La-Presse-e1579022657966-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Colombia-Farc-La-Presse-e1579022657966-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Colombia-Farc-La-Presse-e1579022657966-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La polizia colombiana ha sventato<a href="https://www.bbc.com/news/world-latin-america-51086526"> un piano</a> che avrebbe dovuto portare all&#8217;assassinio di <strong>Rodrigo Londoño Echeverri</strong>, leader politico dell&#8217;ex movimento guerrigliero delle Farc e meglio conosciuto come Timochenko. Il generale Oscar Atehortua, comandante delle Forze di Sicurezza, ha riferito che due sicari sono stati fermati a poca distanza da una fattoria in cui si trovava, in quel momento, Timochenko ed ha aggiunto che il piano criminale sarebbe stato ordito dai ribelli dissidenti Iván Márquez e Hernan Dario Velasquez, che dovrebbero trovarsi in Venezuela.</p>
<p>Le Farc hanno portato avanti, per decenni, attività di guerriglia contro Bogotà e solamente un difficile accordo di pace, firmato nel 2016 dopo anni di trattative, ha portato alla cessazione delle ostilità ed alla smobilitazione del gruppo combattente di ideologia marxista che si è poi trasformato in un partito politico. Una parte dei ribelli, però, non ha accettato questo sviluppo ed ha ripreso in mano le armi per continuare a combattere contro il governo centrale.</p>
<h2>Ostacoli alla stabilità</h2>
<p><strong>L&#8217;intesa del 2016</strong>, che ha garantito alle Farc cinque seggi al Senato e cinque alla Camera dei Deputati, non è riuscita a pacificare del tutto il Paese latinoamericano. Una parte dei ribelli continua, infatti, a combattere mentre altri gruppi di insorti, legati all&#8217;Esercito di Liberazione Nazionale ( di tendenze marxiste), non hanno mai siglato alcun accordo con Bogotà. <a href="https://www.aa.com.tr/en/americas/17-social-leaders-killed-in-colombia-this-year-ngo/1701562">Indepaz</a>, un&#8217;associazione non governativa attiva in Colombia, ha poi riferito che, solamente in questo 2020, sono già stati uccisi 17 leader sociali e difensori dei diritti umani. Una tragedia, quella degli <strong>assassinii dei leader sociali</strong>, che colpisce il Paese da molto tempo e che rischia di causare gravi problemi di stabilità: la maggior parte di queste persone uccise negli ultimi mesi, infatti, si occupava di implementare a livello locale gli Accordi di Pace siglati tra Bogotà e le Farc. Secondo Indiepaz questi atti criminali sarebbero legati alle azioni di bande criminali, di proprietari terrieri e di gruppi di narcotrafficanti che vedono nei leader sociali un ostacolo ai loro piani. Secondo quanto riferito dall&#8217;Ufficio dell&#8217;Ombudsman colombiano, infine, almeno 560 leader sociali sarebbero stati uccisi dalla firma dell&#8217;intesa ad oggi.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p><strong>Il futuro politico</strong> della Colombia rischia di risentire di alcuni cronici problemi, come quello della violenza diffusa e del narcotraffico, ma anche dei gravi sviluppi che avvengono in Venezuela, dove la crisi umanitaria in atto ha portato ad un esodo da parte di moltissime persone in difficoltà. Il governo colombiano dovrà sicuramente migliorare la protezione da esercitare nei confronti delle persone più vulnerabili riuscendo, al tempo stesso, ad affrontare tutte le residue minacce che possano compromettere il futuro della pace nel Paese. Gli eventuali sviluppi delle vicende di Caracas, che si trascinano ormai da anni, non possono non riguardare anche Bogotà che di certo non intrattiene buoni rapporti con il governo socialista venezuelano e che vedrebbe probabilmente di buon occhio l&#8217;ascesa al potere dell&#8217;opposizione politica interna al presidente <strong>Nicolas Maduro</strong>. La comunità internazionale ed in particolare gli Stati Uniti dovranno vigilare con attenzione sugli eventi colombiani per evitare che anche questo Paese possa essere definitivamente destabilizzato.</p>
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		<title>Segnali di distensione in Colombia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/segnali-di-distensione-in-colombia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 08:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Colombia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Colombia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;esecutivo colombiano del presidente conservatore Ivan Duque ha deciso di reagire alle contestazioni del Comitato per lo Sciopero Nazionale, che vede al suo interno la partecipazione di più di una dozzina di gruppi studenteschi, di lavoratori e di attivisti ed ha aperto a possibili colloqui diretti con questa organizzazione. Il Comitato aveva dimostrato, il 21 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/segnali-di-distensione-in-colombia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Colombia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;esecutivo colombiano del presidente conservatore <strong>Ivan Duque</strong> ha deciso di reagire alle contestazioni del Comitato per lo Sciopero Nazionale, che vede al suo interno la partecipazione di più di una dozzina di gruppi studenteschi, di lavoratori e di attivisti ed ha <a href="https://www.google.com/amp/s/www.voanews.com/americas/colombian-president-extends-olive-branch-protesters%3famp">aperto</a> a possibili <strong>colloqui</strong> diretti con questa organizzazione. Il Comitato aveva dimostrato, il 21 novembre, portando nelle strade della Colombia oltre 250mila persone ed era poi tornato nelle piazze la settimana successiva movimentano, però, un numero molto inferiore di cittadini: il gruppo chiede, tra le altre cose, che il governo si astenga dal promuovere ed implementare riforme che vadano a toccare il sistema pensionistico, le leggi sul lavoro e le tasse e che, inoltre, il piano di pace con i ribelli marxisti delle Farc venga effettivamente implementato.</p>
<h2>Un tentativo di dialogo</h2>
<p>L&#8217;offerta dell&#8217;amministrazione colombiana non è, però, senza condizioni ed è legata al fatto che il Comitato cancelli lo <strong>sciopero generale</strong> previsto per mercoledì. Quest&#8217;ultimo ha reso noto, pur apprezzando l&#8217;apertura del governo, che è ormai troppo tardi per evitare la manifestazione, destinata a mantenere la pressione sull&#8217;esecutivo. Il timore di Bogotà è che le dimostrazioni possano impattare negativamente sulle <a href="https://www.google.com/amp/s/colombiareports.com/amp/duques-resistance-breaks-president-agrees-to-negotiate-end-of-colombias-anti-government-protests">attività</a> economiche del Paese ma un dialogo tra le parti non sarà comunque facilmente attuabile. In un primo momento, infatti, il presidente Duque aveva avviato un processo di consultazioni interne denominate &#8220;Conversazione Nazionale&#8221; da cui erano stati però esclusi gli esponenti del Comitato.</p>
<p>La Colombia vive una situazione politica difficile e <strong>l&#8217;instabilità</strong> rischia di prendere il sopravvento. Una parte dei ribelli marxisti delle <strong>Farc</strong> non ha mai accettato l&#8217;accordo di pace raggiunto con Bogotà nel 2016 ed ha continuato a combattere e più recentemente altri membri del gruppo, insoddisfatti dell&#8217;implementazione dell&#8217;accordo, sono tornati ad opporsi violentemente alle autorità. Nel Paese è inoltre attivo anche l&#8217;Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), di tendenze marxiste, che non ha ancora raggiunto un&#8217;intesa che porti alla cessazione delle ostilità verso la controparte e diversi gruppi criminali legati al narcotraffico, attività particolarmente redditizia ma anche portatrice di ulteriori violenze.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/la-colombia-rischia-linstabilita.html">Almeno</a> 150 ex-combattenti delle Farc e circa 627 leader sociali ed attivisti, responsabili di implementare l&#8217;intesa su scala locale, hanno perso la vita nel Paese e ciò costituisce un ulteriore segnale che le cose, evidentemente, non stanno funzionando a dovere.  Le <strong>proteste popolari</strong>, che ricordano quanto recentemente avvenuto un Cile, rischiamo così di destabilizzare ulteriormente una situazione già difficile. Duque dovrà essere pronto a raggiungere una serie di compromessi con i contestatori, che paiono particolarmente agguerriti ma il cui ammansimento è necessario per evitare il ripetersi di uno scenario cileno che nuocerebbe gravemente alla nazione. La stabilita della Colombia potrebbe avere riflessi anche sul vicino Venezuela, che annaspa da anni in una gravissima crisi economica, politica e sociale e da cui moltissimi profughi si recano proprio nella confinante Colombia. Servirà probabilmente del tempo, in ogni caso, per capire sino a che punto potrà spingersi il dialogo tra le parti e per vedere se queste trattative potranno avere riflessi efficaci anche sul più generale ed auspicato processo di pacificazione del Paese.</p>
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		<title>La Colombia rischia l&#8217;instabilità</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-colombia-rischia-linstabilita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Nov 2019 15:57:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Colombia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le proteste e le violenze che hanno recentemente colpito diversi Stati latinoamericani, come Cile e Bolivia, si sono estese anche alla Colombia. Qui, nella giornata di giovedì, oltre duecentomila persone sono scese nelle strade, prendendo parte allo sciopero generale, per protestare contro la possibile implementazione di misure di austerità, per manifestare contro la corruzione e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-colombia-rischia-linstabilita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le<a href="https://www.bbc.com/news/world-latin-america-50515216"> proteste</a> e le violenze che hanno recentemente colpito diversi Stati latinoamericani, come Cile e Bolivia, si sono estese anche alla Colombia. Qui, nella giornata di giovedì, oltre duecentomila persone sono scese nelle strade, prendendo parte allo <strong>sciopero generale</strong>, per protestare contro la possibile implementazione di misure di austerità, per manifestare contro la corruzione e per criticare il governo per non aver onorato l&#8217;accordo di pace del 2016 con il gruppo ribelle marxista delle Farc. Le dimostrazioni, perlopiù pacifiche, sono degenerate in scontri in alcune città come a Bogotà e Calì mentre <strong>tre persone hanno perso la vita</strong> nella provincia della Valle del Cauca. Centinaia, invece, i feriti tra dimostranti e poliziotti. Bogotà ha smentito di voler effettuare riforme del sistema pensionistico o lavorativo e anche qualora fosse ha confermato che essere verrebbero concordate con i gruppi di riferimento.</p>
<h2>La situazione</h2>
<p>Le <a href="https://www.reuters.com/article/us-colombia-strike/three-colombia-police-killed-in-bombing-after-thousands-gather-for-renewed-protests-idUSKBN1XW1MN">autorità</a>, nel tentativo di arginare le dimostrazioni che sono proseguite anche nella giornata di venerdì, hanno proclamato il <strong>coprifuoco</strong>, a partire dalle nove di sera, nella capitale Bogotà mentre la stessa misura è stata implementata anche nella città di Calì. La situazione attuale presenta molteplici rischi: da un lato ci sono gli abusi da parte delle forze di polizia, con undici episodi già sotto inchiesta, che rischiano di fomentare ancora di più la rabbia popolare mentre dall&#8217;altro si sono registrati episodi di saccheggio di supermercati e persino il furto di un autobus pubblico da parte dei manifestanti più facinorosi. Il caos, inoltre, potrebbe facilitare le azioni dei gruppi legati al narcotraffico:<strong> tre poliziotti sono rimasti uccisi</strong> e dieci feriti nello scoppio di una bomba a Santander de Quilichao, nella provincia sud-occidentale di Cauca, dove sono attivi diversi gruppi criminali. La Colombia è una nazione particolarmente <a href="https://www.theguardian.com/world/2019/aug/29/ex-farc-rebels-announce-offensive-despite-peace-deal-colombia-video">fragile</a>: per oltre cinquant&#8217;anni, sino al 2016, è stata oggetto del violento confronto tra il governo centrale ed il gruppo ribelle marxista delle <strong>Farc</strong>, un&#8217;insurrezione che ha provocato centinaia di migliaia di morti. Il fragile accordo di pace che ha posto fine al conflitto sembra, però, a rischio: alcune fazioni delle Farc hanno proseguito la lotta armata, almeno 150 ex-combattenti sono stati uccisi e 627 leader sociali ed attivisti, responsabili dell&#8217;implementazione su scala locale dell&#8217;accordo, hanno perso la vita. L&#8217;esecutivo conservatore di Ivan Duque è stato accusato di non aver fatto abbastanza per proteggere queste persone.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>In Colombia più che altrove, dunque, l&#8217;instabilità potrebbe causare danni molto seri. Il Paese continua ad essere preda di <strong>gruppi legati al narcotraffico</strong> ed oltre alle Farc dissidenti sono presenti anche i paramilitari di destra e le milizie dell&#8217;Esercito di Liberazione Nazionale (Eln), di sinistra radicale, con cui non è stato ancora siglato un accordo di pace definitivo. La nazione non è stata del tutto pacificata ed anche i risultati raggiunti potrebbero subire degli scossoni che rischiano di far crollare la fragile impalcatura su cui si reggono. Gli <strong>Stati Uniti</strong>, probabilmente, osservano con preoccupazione quanto sta accadendo a Bogotà: la Colombia è un fedele alleato di Washington, con cui l&#8217;attuale esecutivo conservatore condivide anche la stessa ideologia politica e confina con l&#8217;odiato Venezuela, dove la crisi umanitaria non si ferma. Bogotà potrebbe probabilmente giocare, qualora non venga eccessivamente destabilizzata, un ruolo nella futura risoluzione delle vicende che hanno colpito Caracas e pertanto i suoi equilibri interni sono piuttosto importanti.</p>
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		<title>Il futuro della pace in Colombia è sempre più a rischio</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-futuro-della-pace-in-colombia-e-sempre-piu-a-rischio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 15:43:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Colombia-Farc-voto-La-Presse-e1572450150108.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Colombia Farc" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Colombia-Farc-voto-La-Presse-e1572450150108.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Colombia-Farc-voto-La-Presse-e1572450150108-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Colombia-Farc-voto-La-Presse-e1572450150108-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Colombia-Farc-voto-La-Presse-e1572450150108-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Claudia Lopez sarà il nuovo sindaco di Bogotà e per la prima volta la capitale della Colombia elegge una donna ai vertici del potere municipale. Questo è lo sviluppo più significativo delle consultazioni locali che hanno avuto luogo, nella giornata di domenica, nel Paese latinoamericano dove più di trentasei milioni di elettori hanno votato per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-futuro-della-pace-in-colombia-e-sempre-piu-a-rischio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Colombia-Farc-voto-La-Presse-e1572450150108.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Colombia Farc" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Colombia-Farc-voto-La-Presse-e1572450150108.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Colombia-Farc-voto-La-Presse-e1572450150108-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Colombia-Farc-voto-La-Presse-e1572450150108-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Colombia-Farc-voto-La-Presse-e1572450150108-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Claudia Lopez</strong> sarà il nuovo<a href="https://www.euronews.com/2019/10/28/bogota-elects-first-woman-mayor-in-colombia-regional-vote"> sindaco</a> di Bogotà e per la prima volta la capitale della Colombia elegge una donna ai vertici del potere municipale. Questo è lo sviluppo più significativo delle consultazioni locali che hanno avuto luogo, nella giornata di domenica, nel Paese latinoamericano dove più di trentasei milioni di elettori hanno votato per scegliere trentadue governatori, oltre mille sindaci e migliaia di deputati locali e regionali. La posizione di sindaco di Bogotà ha una grande rilevanza nel Paese e pertanto il successo della Lopez, appartenete al movimento dei Verdi, rappresenta un successo per i progressisti colombiani. Nella città di Medellin, invece, l&#8217;attivista indipendente Daniel Quintero ha sconfitto Alfredo Ramos, a capo del Partito del Centro Democratico, lo schieramento del presidente Duque. Sullo sfondo, però, ci sono i gravi problemi di stabilità che il Paese ha affrontato negli ultimi decenni e che non sono del tutto risolti.</p>
<h2>Il ruolo delle Farc</h2>
<p>La campagna per le elezioni locali ha fatto registrare diversi episodi di violenza: sette candidati sono stati uccisi, dodici hanno subito attacchi mentre oltre cento sono stati minacciati. Gli organi elettorali hanno, però, definito queste consultazioni come le più pacifiche tra gli scrutini locali e regionali svolti negli ultimi anni. La Colombia ha, infatti, una lunga e triste tradizione di violenze politiche fomentate anche dai decenni di contrapposizione violenta tra il governo centrale e diversi gruppi di guerriglieri, su cui spiccano le<strong> Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane (Farc)</strong>.</p>
<p>Bogotà ha raggiunto <strong>un&#8217;intesa</strong> con le Farc, di ideologia politica marxista, solamente nel 2016 ponendo, in questo modo, fine ad una ribellione che durava dal 1964 e che aveva provocato almeno 260 mila morti e milioni di sfollati. Il gruppo ha cessato le proprie attività di combattimento, consegnato le armi in proprio possesso agli ispettori delle Nazioni Unite ed i guerriglieri hanno iniziato un percorso di integrazione nella società civile, reso più difficile dalla resistenza di alcuni settori della politica e della società civile. Il primo accordo di pace tra il governo centrale ed i ribelli marxisti era stato respinto da un referendum popolare svoltosi nell&#8217;ottobre del 2016, a causa dell&#8217;eccessiva tolleranza mostrata nei confronti dei guerriglieri responsabili di omicidi e crimini di guerra. Una nuova intesa era stata siglata, poco dopo, dall&#8217;allora presidente <a href="https://www.nytimes.com/2016/11/30/world/americas/colombia-farc-accord-juan-manuel-santos.html">Jose Manuel Santos</a> e dai vertici delle Farc. Il gruppo, trasformatosi in partito politico, ha una rappresentanza minima garantita nel Parlamento nazionale ed ha presentato candidati alle consultazioni locali, uno dei quali è stato eletto a capo di un municipio.</p>
<h2>Gli sviluppi</h2>
<p>La Colombia non può definirsi uno Stato completamente <strong>in pace</strong>. Organizzazioni criminali e gruppi di ex-Farc dissidenti continuano ad operare sul territorio nazionale, l&#8217;Esercito di Liberazione Nazionale (Eln), inoltre, è ancora attivo sebbene ci siano stati, nel corso del tempo, diversi contatti con le autorità di Bogotà. Sullo sfondo incombe il rischio che l&#8217;accordo di pace raggiunto con le Farc possa deragliare. Alla fine di agosto, ad esempio, <a href="https://www.washingtonpost.com/world/the_americas/as-colombia-peace-accord-unravels-ex-farc-leaders-take-up-arms-to-resume-struggle/2019/08/29/e2a50bd6-ca5d-11e9-9615-8f1a32962e04_story.html">Iván Márquez</a> e Jesús Santrich, due ex comandanti ribelli che avevano partecipato alle trattative dell&#8217;Avana con le autorità colombiane, hanno annunciato il loro ritorno sul campo di battaglia. L&#8217;applicazione dell&#8217;intesa, a livello locale, si è rivelata <strong>particolarmente difficile</strong>: il vuoto lasciato dai guerriglieri marxisti è stato riempito da altri gruppi che si scontrano per contendersi il territorio, centocinquanta ex guerriglieri e seicentoventisette attivisti e leader sociali, destinati ad implementare l&#8217;accordo, sono stati invece uccisi ed il dito è stato puntato verso l&#8217;amministrazione Duque, accusata di non fare abbastanza per proteggere queste persone. Il futuro della Colombia sarà così influenzato dalle dinamiche politiche interne e dalla capacità e volontà della classe dirigente e degli ex combattenti di adempiere ai termini concordati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-futuro-della-pace-in-colombia-e-sempre-piu-a-rischio.html">Il futuro della pace in Colombia è sempre più a rischio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le tresche di Maduro e Guaidò in Colombia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-tresche-di-maduro-e-guaido-in-colombia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2019 12:14:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Violenza-in-Colombia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Violenza in Colombia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Violenza-in-Colombia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Violenza-in-Colombia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Violenza-in-Colombia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Violenza-in-Colombia-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A otto mesi dall&#8217;inizio, la crisi presidenziale venezuelana ondeggia tra il tragico e il farsesco. La tragedia è quella di un popolo prostrato da anni di crisi economica, dalla fame e dalla carenza di generi alimentari. La farsa sono certi atteggiamenti di Nicolas Maduro e Juan Guaidò, che perseverano in un braccio di ferro pericoloso e molto spesso trovano nella strumentalizzazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-tresche-di-maduro-e-guaido-in-colombia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Violenza-in-Colombia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Violenza in Colombia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Violenza-in-Colombia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Violenza-in-Colombia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Violenza-in-Colombia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Violenza-in-Colombia-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A otto mesi dall&#8217;inizio, la crisi presidenziale venezuelana ondeggia tra il tragico e il farsesco. La tragedia è quella di un popolo prostrato da anni di crisi economica, dalla fame e dalla carenza di generi alimentari. La <strong>farsa </strong>sono certi atteggiamenti di <strong>Nicolas Maduro </strong>e <strong>Juan Guaidò, </strong>che perseverano in un braccio di ferro pericoloso e molto spesso trovano nella strumentalizzazione di temi apparentemente secondari un&#8217;occasione per facili retoriche. Ne è prova la recente disputa sulla<a href="https://it.insideover.com/politica/venezuela-in-profondo-rosso-sfida-maduro-guaido-farsa.html" target="_blank" rel="noopener"> gestione di un territorio parte in realtà della </a><strong>Guyana, </strong>Paese confinante con la Repubblica Bolivariana.</p>
<p>Vi è poi la complessa trama di <strong>relazioni pericolose </strong>dei due contendenti. Sia Maduro, riconosciuto internazionalmente e dalle Nazioni Unite, che Guaidò, supportato da buona parte dei Paesi del campo occidentale e dai rivali latinoamericani di Caracas, sono figure ben poche limpide. E le recenti tresche di entrambi con personalità di fama discutibile abitanti oltre i confini del Venezuela, in Colombia, lo dimostrano.</p>
<p>Del resto <strong>Bogotá </strong>non può non risultare coinvolta dai disordini venezuelani. La Colombia è stata per anni il più irriducibile avversario del governo di Hugo Chavez e Nicolas Maduro, additata da Caracas come l&#8217;epicentro di ogni complotto e tentativo eversivo che ha destabilizzato il Paese, ed è ora la meta privilegiata dei <strong>profughi venezuelani </strong>che a milioni hanno lasciato il disastrato Paese latinoamericano. Contenere il flusso sugli oltre 2.200 chilometri di confine e stabilizzare il Venezuela è un obiettivo che il presidente <strong>Ivan Duque</strong> sta affrontando pensando che Juan Guaidò possa rappresentare un cavallo vincente. Guaidò nel febbraio scorso, poco dopo l&#8217;autoproclamazione a Presidente, ha attraversato il confine con la Colombia per partecipare a un evento internazionale organizzato dal <strong>miliardario</strong> e proprietario di Virgin <strong>Richard Branson</strong>. Nell&#8217;occasione avrebbe avuto contatti con membri di un potente gruppo di paramilitari narcotrafficanti colombiani, <strong>Los Rastrojos</strong>. Sul web ha iniziato recentemente a circolare una foto che ritrae il leader dell&#8217;opposizione con un membro di Los Rastrojos, prova per Maduro e i suoi di una connivenza che Guaidò ha seccamente negato.</p>
<p>Ma lo stesso Maduro ha scheletri nell&#8217;armadio analoghi. <a href="https://www.corriere.it/sette/esteri/19_settembre_26/colombia-tornano-paramilitari-piu-forti-prima-grazie-maduro-0feaab76-df8c-11e9-aa5f-fbca0c81b7c9.shtml" target="_blank" rel="noopener">Il <i>Corriere della Sera </i>ha ricostruito</a> le relazioni tra il regime di Caracas e la vasta galassia di gruppi di opposizione al governo colombiano che si animano nelle regioni periferiche e rurali del Paese, sottolineando come l&#8217;appoggio dei chavisti sia andato via via crescendo mano a mano che si invertiva il flusso nel confine: dopo l&#8217;esodo dei colombiani in fuga dal conflitto tra governo e <strong>Farc</strong> di inizio XXI secolo vi è ora il ben più corposo afflusso dei venezuelani in Colombia. Molto spesso vittima di un traffico di esseri umani spietato.</p>
<p>La situazione in Colombia non è certamente semplice, come ha segnalato in un’intervista al quotidiano colombiano <em>El Tiempo</em> Christoph Harnisch, capo delegazione della Croce rossa nel Paese latinoamericano:  &#8220;Oggi ci sono cinque tipi di conflitto armato in Colombia: la guerriglia dell’Eln, l’Epl (gruppo di matrice maoista), il Clan del Golfo, la dissidenza Farc, il conflitto tra Eln ed Epl nel Catatumbo. Minimo comune denominatore: la coca&#8221;. Caracas ha sempre negato il suo sostegno a queste guerriglie, procedendo anche a operazioni militari contro cellule presenti sul suo territorio ma, come ha scritto recentemente Federico Larsen su <em>Limes</em><em>, </em>esse sono diventate forze alleate imprescindibili per Maduro: fanno da antemurale in maniera più efficace rispetto ai movimenti <em>campesinos </em>e ai gruppi sociali indigeni ai progetti liberali sponsorizzati dai governi di destra latinoamericani. Portando, di fatto, la guerra in casa al rivale.</p>
<p>Alla crescita di questi movimenti ha contribuito la reazione scomposta del liberalconservatore Duque, che ha concentrato unicamente sul terreno militare la reazione ribaltando la saggia politica di mediazione e di divisione del fronte opposto portata avanti dal predecessore e Premio Nobel per la Pace Juan Manuel Santos. Con l&#8217;effetto di creare problematiche per i casi di abusi dell&#8217;esercito contro civili scambiati per guerriglieri e narcotrafficanti e di radicalizzare ancora di più questi ultimi fino a un nuovo livello di efferatezza e brutalità. L&#8217;instabilità sistemica del Venezuela potrebbe avvolgere la Colombia molto presto se Bogotá non saprà avanzare una strategia regionale e un&#8217;azione a tutto campo: e l&#8217;unica carta a disposizione è la mediazione tra gli opposti estremismi di Maduro e Guaidò. Che si contendono le spoglie esangui di un Paese prostrato.</p>
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		<title>Incubo dal sottosuolo</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/incubo-dal-sottosuolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 05:28:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/donnico-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/donnico-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/donnico-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/donnico-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/donnico-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando il pick-up della Ong viene affiancato da due giovani in moto, che fanno una foto alla nostra targa, si oltrepassa un filo invisibile. Nulla infatti è lasciato al caso quando si sta per entrare in una zona di coltivazione massiccia di coca, dove sono i gruppi armati illegali a dettare legge. La strada sterrata che porta al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/incubo-dal-sottosuolo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/donnico-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/donnico-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/donnico-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/donnico-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/donnico-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quando il pick-up della Ong viene affiancato da due giovani in moto, che fanno una foto alla nostra targa, si oltrepassa un filo invisibile. Nulla infatti è lasciato al caso quando si sta per entrare in una zona di coltivazione massiccia di <strong>coca</strong>, dove sono i gruppi armati illegali a dettare legge.</p>
<p>La strada sterrata che porta al municipio di <strong>Leiva</strong>, nella regione del Nariño nel sud della <strong>Colombia</strong>, può rappresentare la sintesi di tutte quelle zone rurali del Paese dove lo Stato non esiste.</p>
<p>Le case che si incontrano lungo il tragitto non lasciano alcun dubbio su chi comanda davvero. Le sigle scritte con le bombolette spray marcano i confini dei gruppi che controllano il territorio e aggiornandoci sul recente cambio di potere: la sigla delle <strong>Farc</strong> è infatti stata cancellata ed è stata sostituita da quella della <strong>Agc (Autodefensas gaitanistas de Colombia)</strong>. Non più la guerrilla, quindi, ma i paramilitari.</p>
<p>Arrivare a Leiva significa ritrovarsi tra un popolo arroccato su di un crinale della cordigliera occidentale della Colombia: di fronte i monti del Cauca, alle spalle, invece, la cordigliera occidentale che fa da barriera naturale all&#8217;entrata di quell&#8217;enorme estensione di selva che scende fino all&#8217;oceano Pacifico, là dove le vie di comunicazione sono esclusivamente fluviali.</p>
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<p>La posizione geografica colpisce e fa riflettere e non si hanno troppe difficoltà a intendere l&#8217;importanza strategica di tutti i municipi limitrofi a questa cordigliera: storicamente infatti questa zona è un&#8217;area fertile per la produzione di coltivazioni illecite e a lungo è stata protagonista di conflitti armati.</p>
<p>Le cronache parlavano di Leiva non solo a causa degli scontri tra l’esercito e i gruppi al margine della legge, ma anche per la lotta clandestina tra i vari gruppi che da tempo si contendono la produzione e il traffico di cocaina e della sua materia prima. La regione del Nariño continua ad essere al primo posto in Colombia per area di estensione di coltivazione di coca, contribuendo quasi ad un terzo della produzione totale del Paese.</p>
<p>&#8220;Fino a circa due mesi fa&#8221; &#8211; rivela Silvio Mellara, capo della missione in Colombia della Ong Perigeo- &#8220;la dissidenza della vecchia guerrilla Farc faceva ancora da padrone nell&#8217;altro lato della cordigliera. Lasciato poi campo libero della zona, sono subito entrati in forze maggiori i paramilitari, rendendo di fatto off limits ai non addetti l&#8217;attraversamento della cordigliera&#8221;.</p>
<p>Una montagna che, dal versante opposto rispetto a dove è ubicata Leiva, è una sorta di Disneyland delle coltivazioni di coca e delle operazioni ad essa correlate.</p>
<p><div id="gallery_230938" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_230938 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/donnico.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/donnico.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/3D7A2152.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/3D7A2152.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/3D7A1986.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/3D7A1986.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/3D7A1899.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/3D7A1899.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/3D7A1879.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/3D7A1879.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/3D7A1832.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/3D7A1832.jpg","subHtml":""}];</script></p>
<p>Il cambio di legge repentino ha fatto sì che alcuni miliziani passassero da un gruppo all’altro. Una mossa tanto azzardata quanto difficile da perdonare. Solo il giorno prima del nostro arrivo a Leiva, due corpi carbonizzati sono stati trovati all&#8217;ingresso del “pueblo”, così come altri corpi di sono stati rinvenuti nell&#8217;ultimo mese.</p>
<p>Attualmente, però, non si commettono omicidi legati al controllo delle coltivazioni di coca all&#8217;interno del villagggio e queste morti sono da ascrivere ai regolamenti di conti interni tra gruppi rivali. La gran parte di queste morti però non è registrata ufficialmente.</p>
<p>È in questo contesto difficile che opera la Ong italiana Perigeo, in Colombia dal 2016, che si occupa dello sminamento della regione del Nariño.</p>
<p>Dalle finestre dei loro uffici di Leiva si vedono giovani che giocano a calcio nel campetto di cemento che definisce la piazza la villaggio. Ed è qui che incontriamo Dora, una cooperante della Ong specializzata nello sminamento.</p>
<p>È con lei e con gli altri colleghi che ripercorriamo quello che è il lavoro di bonifica e sminamento dei territori a rischio o con presenza di artefatti esplosivi. Solamente in questo modo, infatti, è possibile comprendere come gli sminatori si muovono sul campo.</p>
<p>Il connubio &#8211; grandi estensioni di coltivazioni di coca &#8211; presenza di mine/artefatti esplosivi pare essere quasi indissolubile. E Leiva (e le terre che la circondano) ne sono l&#8217;esempio che conferma la regola.</p>
<p>&#8220;Sono profondamente convinta dell&#8217;importanza del lavoro che il mio team sta compiendo, sia per quanto riguarda la bonifica, sia per quanto riguarda l&#8217;azione svolta a livello educativo sulle popolazioni locali &#8221; racconta Dora, con occhi che rivelano esperienze di vita non comuni ai più.</p>
<p>Durante il conflitto armato sia la guerrilla che i gruppi paramilitari hanno fatto ampio uso di mine anti uomo e di artefatti esplosivi artigianali, provocando molto spesso vittime innocenti.</p>
<p>Tra loro c’è anche Don Nicolas, contadino della zona, le cui mani scolpite dai calli palesano la dura vita di anni nel campo.  &#8220;La mia fortuna&#8221;, ricorda, &#8220;è stato il fatto che il meccanismo di attivazione della mina che avevo calpestato non era direttamente sull&#8217;artefatto ma in una zona vicina. Se la mina fosse esplosa sul colpo, non credo l&#8217;avrei scampata&#8221;.</p>
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