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	<title>Fao Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Jun 2022 06:11:23 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Fao Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>&#8220;Fuori la Russia dalla Fao&#8221;: cosa cela l&#8217;attacco di Zelensky</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/fuori-la-russia-dalla-fao-cosa-cela-lattacco-di-zelensky.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 06:11:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Fao]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="609" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128-300x95.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128-1024x325.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128-768x244.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128-1536x487.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128-2048x650.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Kiev chiede che Mosca sia cacciata dalla Fao, l&#8217;agenzia Onu per l&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura, ritenendola responsabile per la crisi alimentare in via di sdoganamento. A esplicitarlo il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha esortato la comunità internazionale a procedere con la cacciata della Russia dall&#8217;organizzazione con sede a Roma. &#8220;Non ci può essere alcuna discussione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/fuori-la-russia-dalla-fao-cosa-cela-lattacco-di-zelensky.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/fuori-la-russia-dalla-fao-cosa-cela-lattacco-di-zelensky.html">&#8220;Fuori la Russia dalla Fao&#8221;: cosa cela l&#8217;attacco di Zelensky</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="609" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128-300x95.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128-1024x325.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128-768x244.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128-1536x487.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122808402667_f881e0679676673e6a4a4ea38ee8a8f7-scaled-e1640677258128-2048x650.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Kiev chiede che Mosca sia cacciata dalla <span class="hilg1">Fao</span>, l&#8217;agenzia Onu per l&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura, ritenendola responsabile per la <strong>crisi alimentare </strong>in via di sdoganamento. A esplicitarlo il presidente ucraino, <strong>Volodymyr Zelensky, </strong>che ha esortato la comunità internazionale a procedere con la cacciata della Russia dall&#8217;organizzazione con sede a Roma. &#8220;Non ci può essere alcuna discussione sul prolungamento dell&#8217;adesione della Russia alla <span class="hilg1">Fao</span>&#8220;, ha affermato il leader di Kiev, accusando Mosca di aver innescato una crisi globale e uno shock al mercato grano invadendo l&#8217;Ucraina. &#8220;Cosa ci sta a fare se sta causando la fame ad almeno 400 milioni, o potenzialmente a più di un miliardo di persone?&#8221;, ha sottolineato Zelensky, interveenendo in videocollegamento alla riunione Ocse a Parigi.</p>
<p>L&#8217;affondo di Zelensky è volto a addossare alla Russia quella che è ritenuta la più <a href="https://it.insideover.com/economia/verso-la-crisi-alimentare-globale-quali-sono-le-nazioni-piu-esposte.html" target="_blank" rel="noopener">grave delle responsabilità connesse all&#8217;attacco al suo Paese</a> decretato da Vladimir Putin. Indubbiamente la guerra ha causato, negli ultimi mesi, una notevole accelerazione dei prezzi delle derrate alimentari. L&#8217;indice dei prezzi della Fao, un paniere delle principali commodities alimentari, ha <strong>battuto ogni record </strong>per tre mesi consecutivi. E tutto questo è confermato dall&#8217;outlook semestrale dell&#8217;organizzazione, secondo il quale il valore delle importazioni globali di cibo ha raggiunto quest&#8217;anno il nuovo record di 1,8 trilioni di dollari, non a causa dell&#8217;aumento dei volumi ma dei prezzi elevati e dei costi di trasporto. La Fao definisce molto preoccupante il fatto che molti Paesi a rischio di insufficienza alimentare &#8220;stanno pagando di più ma ricevono meno cibo&#8221;. L&#8217;organizzazione prevede nei suoi studi che il costto globale delle importazioni di cibo crescerà di 51 miliardi di dollari rispetto al 2021, mettendo a rischio in diverse aree nel mondo la <strong>sicurezza alimentare</strong>.</p>
<p>Per Zelensky questo è quanto basta per chiedere la cacciata della Russia dalla Fao. A detta del presidente ucraino le responsabilità della crisi alimentare ricadono unicamente su Mosca. Va sottolineato che tale misura appare come decisamente remota e non avrebbe altro che una <strong>valenza simbolica</strong>. La Fao, infatti, è sicuramente un organo importante nella regolamentazione degli standard alimentari e della gestione delle crisi sistemiche nei Paesi in via di sviluppo ma non ha autorità politica o commerciale sui mercati globali. La Fao nel contesto del suo mandato ha come principale missione quella di garantire assistenza tecnica ai Paesi vulnerabili che necessitano di sostegno nel consolidamento del proprio settore rurale. Essa interviene con particolare attenzione, e si tratta del focus primario del suo mandato, nella formulazione di programmi e politiche per la riduzione della fame e di articolate strategie nazionali di sviluppo rurale. Il suo principale canale di finanziamento sono i fondi stanziati da <strong>Paesi sviluppati e organizzazioni internazionali </strong>a cui si aggiungono quelli garantiti da banche internazionali per lo sviluppo.</p>
<p>La Russia è accusata da Zelensky e dall&#8217;Occidente di usare cinicamente la partita del grano come strumento di pressione e di conflitto ibrido, di affamare i Paesi che dipendono dalle forniture di Mosca e Kiev e di aver sdoganato una corsa al rialzo dei prezzi che, tuttavia, indubbiamente preesisteva alla guerra, che pure l&#8217;ha accelerata. Ma su nessuna di tali questioni la Fao può avere <strong>giurisdizione concreta</strong>. La Fao può ovviare al problema della carenza alimentare in un Paese, non promulgare azioni o sanzioni politiche contro chi ne è ritenuto responsabile. Stati come <strong>Ciad, Libano </strong>e <strong>Sri Lanka </strong>sono già nel caos, segno che la crisi alimentare può avvicinarsi con forza. Ma la Fao ha un mandato legato alle conseguenze, non alle cause.</p>
<p>Il dato che Zelensky può sottolineare è eminentemente politico. Colpire la Russia escludendola dalla Fao attraverso un voto dei Paesi membri significherebbe dare uno schiaffo a Mosca di fronte alla sua base di consenso negli Stati in via di sviluppo ad oggi tiepidi sull&#8217;invasione. L&#8217;assemblea biennale della Fao dovrebbe votare a maggioranza assoluta sull&#8217;espulsione di Mosca. Ad oggi non ci sono casi simili nella storia dell&#8217;organizzazione: quello che più si avvicina fu la mancata concessione dello status di <strong>membro a pieno titolo </strong>al <strong>Sudafrica </strong>nel 1963, <a href="https://books.google.it/books?id=21FG76SeMbsC&amp;pg=PA150&amp;lpg=PA150&amp;dq=expulsion+from+fao+procedure&amp;source=bl&amp;ots=3KVOBIafrS&amp;sig=ACfU3U0rTXNN8EJ6joWni69R7Qw4iToSdg&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjMqbLmtqD4AhUxiP0HHbZEBzoQ6AF6BAgOEAM#v=onepage&amp;q=expulsion%20from%20fao%20procedure&amp;f=false">quando il Paese governato dal regime dell&#8217;apartheid</a> rimase allo status di osservatore per delibera dell&#8217;assemblea Fao. Ma arrivare alla conta rischia di rappresentare un boomerang per il presidente ucraino rinvigorendo la Russia sul proscenio internazionale. La Fao conta ad oggi 194 Stati membri (tutti gli Stati membri dell&#8217;Onu tranne il Lichtenstein, più le Isole Cook e Niue) a cui si aggiungono l&#8217;Unione Europea e due membri osservatori (Isole Faroe e Tokelau) e servirebbero circa un centinaio di assensi alla procedura d&#8217;espulsione della Russia per formalizzarla. Un rischio che Zelensky non può, ad oggi, permettersi di correre. Mentre nel frattempo il braccio di ferro sul grano e sul cibo continua inesorabilmente, non è l&#8217;offensiva diplomatica che <a href="https://fondazionefeltrinelli.it/la-guerra-ibrida-tra-pressioni-economiche-e-ingerenze-non-militari/">può fermare Mosca dalla tentazione di sfruttarlo come mezzo di pressione sui suoi Paesi rivali.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/fuori-la-russia-dalla-fao-cosa-cela-lattacco-di-zelensky.html">&#8220;Fuori la Russia dalla Fao&#8221;: cosa cela l&#8217;attacco di Zelensky</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lo spettro di una crisi alimentare globale: cosa può succedere ora</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/lo-spettro-di-una-crisi-alimentare-globale-cosa-puo-succedere-ora.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2022 05:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Fao]]></category>
		<category><![CDATA[Grano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo la pandemia di Covid-19 anche la guerra in Ucraina sta avendo la funzione di acceleratore delle dinamiche più importanti su scala globale, e il rischio di una crisi alimentare non fa eccezione. In questi mesi si stavano addensando sul mondo le ombre dei rincari delle materie prime alimentari, dovuti a un mix di tensioni geopolitiche, speculazione finanziaria e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/lo-spettro-di-una-crisi-alimentare-globale-cosa-puo-succedere-ora.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/lo-spettro-di-una-crisi-alimentare-globale-cosa-puo-succedere-ora.html">Lo spettro di una crisi alimentare globale: cosa può succedere ora</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220314201655306_ffcbdf271c9fad6a069ce46881d31441-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo la pandemia di Covid-19 anche la guerra in Ucraina sta avendo la funzione di <strong>acceleratore </strong>delle dinamiche più importanti su scala globale, <a href="https://it.insideover.com/economia/la-corsa-senza-fine-delle-materie-prime-travolgera-leconomia-globale.html" target="_blank" rel="noopener">e il rischio di una <strong>crisi alimentare </strong>non fa eccezione.</a> In questi mesi si stavano addensando sul mondo le ombre dei rincari delle materie prime alimentari, dovuti a un mix di tensioni geopolitiche, speculazione finanziaria e crisi di rapporto tra domanda e offerta. La <strong>guerra </strong>ha fatto da detonatore a una situazione già esplosiva in cui la fibrillazione dei mercati era crescente settimana dopo settimana ed esplodendo in uno dei punti cardine per il mercato alimentare globale ha aggiunto ulteriore volatilità.</p>
<p>Il rapporto Fao “<a href="https://www.fao.org/3/cb4474en/cb4474en.pdf" target="_blank" rel="noopener">State of food security and nutrition in the world</a>” dell&#8217;organizzazione basata a Roma ha stimato che il 34,8% della popolazione mondiale ha sperimentato nel 2021 problemi di fame: l&#8217;8,9% (poco meno di 690 milioni di persone) era denutrito, il 25,9% (ben due miliardi di persone) hanno avuto acesso discontinuo alle fonti di cibo o subito la fame per alcuni periodi dell&#8217;anno. E la situazione può peggiorare con la guerra</p>
<h2>La guerra stravolge i mercati alimentari</h2>
<p>Al centro della crisi russo-ucraina, in particolare, i mercati del grano.<a href="https://formiche.net/2022/03/grano-fertilizzanti-mangimi-prezzi-agricoltura/"> </a><em>Formiche</em> ha ricordato che la guerra russo-ucraina è anche una &#8220;battaglia del grano&#8221;: “Russia e Ucraina coprono una parte consistente delle esportazioni globali di grano (35%), orzo (25% e olio di girasole (75%)&#8221; oltre a mais e colza, &#8220;materie prime vitali per l’industria alimentare europea, prima tra le manifatture alimentari mondiali&#8221;. Le dinamiche di prezzo lo testimoniano- Il future sul prezzo del grano, che a inizio febbraio era valutato 764 dollari al bushel, il 7 marzo nel pieno della guerra era salito a 1258 dollari, registrando un aumento di circa il 40%. In seguito è sceso, stabilizzandosi però ampiamente sopra i mille dollari al bushel (quantità paragonata a un volume di circa 35 litri).</p>
<p>Il boom del future sul grano va di pari passo con quelli che misurano i prezzi di mercato di germogli di soia (+8,27% a febbraio), latte (+7,35%), mais (+15%), <a href="https://www.fao.org/worldfoodsituation/foodpricesindex/en/">e l&#8217;<strong>indice mondiale dei prezzi della Fao </strong>ha toccato, nella rilevazione mensile di febbraio, un nuovo masismo storico.</a> La Fao inoltre ricorda che il paese guidato da Vladimir Putin è stato nel 2021 anche il maggiore esportatore mondiale di <strong>fertilizzanti</strong> azotati e il secondo fornitore al mercato di fertilizzanti potassici e fosforici, categorie di prodotti fondamentali per l&#8217;agricoltura e le coltivazioni funzionali all&#8217;alimentazione del bestiame.</p>
<h2>I fronti di crisi</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/societa/il-lato-oscuro-della-guerra-in-afghanistan.html" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;<strong>Afghanistan </strong>in cui sono tornati</a> al potere i Talebani,<a href="https://it.insideover.com/guerra/i-numeri-della-guerra-in-yemen-cosi-si-annienta-un-paese.html" target="_blank" rel="noopener"> lo Yemen devastato dalla guerra,</a> il Tigray teatro di battaglia nel conflitto civile etiope, i Paesi dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/lacqua-sbarca-sul-mercato-ed-ingolosisce-wall-street.html" target="_blank" rel="noopener">Africa subsahariana assediati dalla desertificazione</a> e il <a href="https://www.iconaclima.it/estero/crisi-climatica-siccita-catastrofica-in-madagascar-e-angola-si-muore-di-fame/">Madagascar alle prese con la <strong>peggiore siccità </strong></a>da mezzo secolo in avanti sono solo alcuni dei teatri chiave su cui cambiamenti climatici e crisi politiche hanno impattato. Le dinamiche di inflazione crescente seguite alla ripresa post-Covid su scala globale e il &#8220;big bang&#8221; bellico hanno fatto il resto.</p>
<p>Questo perchè con la guerra si realizza il trittico di problematiche ideali per scatenare la tempesta perfetta. In primo luogo l&#8217;incertezza geopolitica ed economica ha impostato un salto verso l&#8217;alto dei futures e dei prezzi delle materie prime alimentari, oltre che dei prodotti fondamentali per ottenerle (come i fertilizzanti). In secondo luogo, si è ottenuta una destrutturazione delle <strong>catene di fornitura globali </strong>e un rischio di perdita di quote di commercio che è ben identificabile nel solo caso di <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-russi-bloccano-il-porto-ma-la-russia-non-puo-ferire-odessa.html" target="_blank" rel="noopener">Odessa,</a> città prossima all&#8217;assedio dal cui porto sono spedite materie prime alimentari sufficienti a sfamare 400 milioni di persone. Infine, l&#8217;incentivazione delle misure protezionistiche e di tutela della <strong>sovranità alimentare </strong>aumenta l&#8217;instabilità.</p>
<p><a href="https://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2022/03/14/news/guerra_e_fame-341325437/"><em>Repubblica </em>parla chiaramente di</a> un &#8220;un rischio imminente di una vera e propria interruzione, una disarticolazione delle filiere alimentari mondiali&#8221;. Un fenomeno che in Occidente si manifesterà sotto forma di un&#8217;<strong>ondata di rincari </strong>sui cibi, dai prodotti a base di cereali alla carne, o da mosse come quella dell&#8217;Ungheria, con il premier Viktor Orban che ha promosso lo stop all&#8217;export di cereali temendo che il conflitto tra Russia e Ucraina possa causare carenze significative nell’approvvigionamento nazionale. Ma che, nel quadro di una conseguente impennata dei prezzi a livello mondiale,  &#8220;andrà a incidere soprattutto su quelle aree già afflitte da crisi umanitaria. Dal Medioriente al Nord Africa, paesi come la Repubblica Democratica del Congo, il Sudan, la Libia e lo Yemen. Tutto ciò produce una saldatura del nesso tra armi e fame, che per il <strong>Programma Alimentare Mondiale</strong> è una delle cause principali delle crisi alimentari&#8221;. L&#8217;insicurezza alimentare diventa insicurezza geopolitica e competizione per le risorse. Quest&#8217;ultima aumenta le tensioni e, in un contesto di instabilità ambientale, porta in primo piano anche questioni importanti come la lotta per materie prime alimentari e <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-ruolo-della-geopolitica-dellacqua-nella-crisi-ucraina.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>acqua, </strong>fattore che notiamo non esser secondario nemmeno nel conflitto russo-ucraino.</a></p>
<h2>Verso una problematica globale</h2>
<p>&#8220;Ora come ora il discorso non è se ci sarà una crisi alimentare globale, ma quanto questa sarà estesa&#8221;, ha <a href="https://www.bbc.com/news/business-60623941"><strong>dichiarato alla Bbc Svein Tore Holsether,</strong> </a>ad di Yara, colosso internazionale della distribuzione dei fertilizzanti, sottolineando che &#8220;già prima che la guerra scoppiasse eravamo in un momento delicatissimo per l&#8217;emisfero settentrionale, è il periodo dell&#8217;anno in cui le materie prime devono iniziare a spostarsi per arrivare là dove saranno elaborate&#8221;. <a href="https://www.ft.com/content/02095093-329b-4b66-9f80-13d07350014c">La &#8220;Lehmann Brothers&#8221; agroalimentare potrebbe</a> essere rappresentata dall&#8217;interruzione delle vitali forniture russe ed ucraine ai mercati mondiali, specie quelli in via di sviluppo, nei periodi a venire. Report delle Nazioni Unite a tal proposito sottolineano che circa un terzo delle terre coltivabili dell&#8217;Ucraina, &#8220;granaio d&#8217;Europa&#8221;, potrebbero non essere adattate a coltura quest&#8217;anno e l&#8217;export russo è messo a repentaglio dall&#8217;<strong>esclusione del Paese </strong>dai mercati internazionali e dal sistema Swift. La crisi agricola chiama la crisi dell&#8217;allevamento (la Spagna, ad esempio, importa un quinto del mangime per il bestiame dall&#8217;Ucraina), la crisi energetica impatta trasversalmente, le nuove barriere di mercato fanno il resto. Il tutto in un contesto di mutato cambiamento climatico che moltiplica i disastri naturali e gli impatti sulla sicurezza alimentare. Il clima non è certamente roseo.</p>
<p>Maximo Torero Cullen, capo economista della Fao, <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2021/12/15/global-food-crisis-pandemic/">in un&#8217;intervista al <em>Washington Post </em>del dicembre scorso</a>, ha sottolineato che la crisi alimentare in corso &#8220;abbiamo ancora disponibilità di cibo, mentre il problema è l’accesso”. Stefano Prato, Managing Director della Society for International Development, ha in quest&#8217;ottica criticato tale approccio per aver incentivato, nel quadro del sistema economico dominante, una <strong>specializzazione economica </strong>che ha fatto si che molte nazioni si siano trovate dipendenti non tanto dalla necessità di produrre cibo, quanto piuttosto di metterlo a disposizione della loro popolazione. &#8220;Il sistema economico dominante ha spinto molti Paesi, soprattutto quelli in via di sviluppo, verso una massiccia specializzazione e un modello economico basato sulla produzione di pochi prodotti destinati prevalentemente all’esportazione per poi dover importare tutto il resto&#8221;, ha dichiarato Prato ad <a href="https://altreconomia.it/il-mondo-e-sullorlo-di-una-crisi-alimentare-ma-la-fao-punta-su-ricette-fallimentari/"><em>Altra Economia</em>.</a> &#8220;Un sistema che crea dipendenza&#8221; e nel cui quadro, per Prato &#8220;fatto che, anche nei mesi passati, la Fao abbia cavalcato nuovamente questa idea di una specializzazione estrema nella produzione di generi alimentari è preoccupante&#8221;.  E questo problema si riverbera ora dove ci troviamo di fronte a:</p>
<ul>
<li>una globalizzazione in rapida trasformazione con un decoupling crescente tra la Russia e l&#8217;Occidente.</li>
<li>Un&#8217;insicurezza nei commerci generalizzata e legata alle rivalità geopolitiche.</li>
<li>Inflazione e crisi energetica che completano il quadro dei rincari generalizzati di pressoché ogni bene, merce e commodity.</li>
</ul>
<p>Un sistema globale che obbliga all&#8217;interconnessione rischia di implodere quando il mercato si trova sotto shock e può mettere all&#8217;angolo i Paesi più vulnerabili del pianeta. La lezione del 2010-2011, anni in cui fu proprio un&#8217;ondata di rincari nei prezzi alimentari globali a dare la miccia d&#8217;innesco alle <strong>Primavere Arabe, </strong>ci può essere d&#8217;aiuto nel capire quali possono essere le conseguenze, specie in un sistema in continuo deterioramento. La crisi alimentare globale, insomma, può portare a ulteriori tensioni. I Paesi del Nord Africa sono osservati speciali anche in questa occasione. Essendo, come ricorda <a href="https://lnkd.in/djYh9ycH">Sace in una sua pubblicazione recente,</a> i &#8220;più grandi importatori di grano al mondo, l’80% del quale proviene proprio da Russia e Ucraina&#8221;, si trovano di fronte a un rischio shock notevole.</p>
<p>&#8220;Solo l’Egitto, maggiore importatore mondiale di grano in valore e terzo in volume (2,7 miliardi di dollari per 10 milioni di tonnellate nel 2020) importa il 90% del grano da questi due Paesi, seguito da Algeria, Marocco e Tunisia-&#8220;. E non è un buon segno il fatto che già prima della guerra russo-ucraina proprio la Tunisia, miccia d&#8217;innesco del caos del 2011, stesse affrontando profonde difficoltà nell’approvvigionamento di<a href="https://www.africarivista.it/tunisia-la-crisi-ucraina-pesa-sullinflazione-alimentare/198790/"> grano duro e tenero, come ricorda <em>Africa Rivista</em>.</a> Il timore di non trovare pane in tavola è motore delle più grandi manovre di sommovimento fin dai tempi antichi. E questa lezione, non da scordare, vale anche nell&#8217;era della globalizzazione. In cui ha già avuto modo di sdoganarsi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/lo-spettro-di-una-crisi-alimentare-globale-cosa-puo-succedere-ora.html">Lo spettro di una crisi alimentare globale: cosa può succedere ora</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Cina si prende la Fao: Qu Dongyu è il nuovo direttore generale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-cina-si-prende-la-fao-qu-dongyu-e-il-nuovo-direttore-generale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2019 14:15:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fao]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="753" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190622184330_29727146-e1561299314438.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190622184330_29727146-e1561299314438.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190622184330_29727146-e1561299314438-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190622184330_29727146-e1561299314438-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190622184330_29727146-e1561299314438-1024x514.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Cina si prende la Fao piazzando un suo uomo a capo di una delle più importanti organizzazioni internazionali. Non è certo stato un atto di forza quello di Pechino, dal momento che Qu Dongyu è stato regolarmente votato dall&#8217;assemblea generale svoltasi oggi a Roma. Il successore di José Graziano da Silva ha vinto al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-si-prende-la-fao-qu-dongyu-e-il-nuovo-direttore-generale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-si-prende-la-fao-qu-dongyu-e-il-nuovo-direttore-generale.html">La Cina si prende la Fao: Qu Dongyu è il nuovo direttore generale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="753" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190622184330_29727146-e1561299314438.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190622184330_29727146-e1561299314438.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190622184330_29727146-e1561299314438-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190622184330_29727146-e1561299314438-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190622184330_29727146-e1561299314438-1024x514.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La Cina si prende la <strong>Fao</strong> piazzando un suo uomo a capo di una delle più importanti organizzazioni internazionali. Non è certo stato un atto di forza quello di Pechino, dal momento che<strong> Qu Dongyu</strong> <a href="http://www.fao.org/news/story/it/item/1199205/icode/">è stato regolarmente votato dall&#8217;assemblea generale svoltasi oggi a Roma</a>. Il successore di José Graziano da Silva ha vinto al primo turno, con 108 voti a favore su una platea di 191 Paesi; tanto è bastato per superare in scioltezza i rivali Davit Kirvalidze e Cartherine Geslain-Lanéelle e raggiungere la maggioranza necessaria prevista dal regolamento.</p>
<h2>Una vittoria schiacciante</h2>
<p>Ogni Paese aveva diritto a esprimere la propria preferenza secondo il criterio &#8220;un Paese un voto&#8221;, in una votazione a scrutinio segreto e a maggioranza semplice. Nei numeri non c&#8217;è stata praticamente partita, con il candidato cinese che ha bruciato Kirvalidze e Geslain-Lanéelle assicurandosi il ruolo di Direttore Generale della Fao dal 1 agosto 2019 al 31 luglio 2023; alla scadenza del termine, Dongyu potrà essere eventualmente confermato per un secondo mandato. Il risultato non avrà soddisfatto gli <strong>Stati Uniti</strong>, che avevano puntato sul georgiano Kirvalidze e avvisato gli altri Paesi di valutare attentamente se dare la loro fiducia a Dongyu. <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mani-della-cina-sulla-fao-nuovo-scontro-con-gli-stati-uniti.html">Secondo la Casa Bianca</a>, infatti, Qu Dongyu sarebbe una personalità utilizzata da Pechino per rafforzare la propria politica estera, fare pressione sugli Stati membri della Nuova Via della Seta e penetrare nelle istituzioni internazionali.</p>
<h2>Un cinese a capo della Fao</h2>
<p>Nonostante i ripetuti allarmi lanciati degli Stati Uniti, Dongyu ha prevalso come da pronostico. Alla vigilia dello scrutinio la <strong>Cina</strong> era sicura di essere in vantaggio sulla concorrenza per due motivi: intanto il Direttore Generale uscente, da Silva, aveva dato l&#8217;endorsement al candidato cinese, poi le relazioni diplomatiche e i tanti investimenti effettuati dal Dragone nei Paesi in via di sviluppo lasciavano intendere una nutrita schiera di soggetti a sostegno di Pechino. Il vantaggio di Dongyu sugli altri due pretendenti è emblematico del come oggi viene percepita la Cina nel mondo, non più una minaccia ma un partner con cui collaborare. Il candidato cinese, come detto, ha rimediato 108 preferenze; la francese Lanéelle, sostenuta dall&#8217;Unione Europea, Italia compresa, si è fermata a 71 voti, mentre l&#8217;uomo supportato dagli Stati Uniti, Kirvalidze, ha raccolto le briciole.</p>
<h2>Chi è Qu Dongyu?</h2>
<p>Qu Dongyu è quindi il nono Direttore Generale dell&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura. Cerchiamo allora di capire meglio chi è e quali compiti avrà all&#8217;interno della Fao. Dongyu è nato nel 1963 ed è attualmente viceministro dell&#8217;Agricoltura e degli affari rurali in Cina e professore universitario. È un biologo di formazione e conta più di 30 anni di lavoro nel settore agricolo e alimentare, oltre che nello sviluppo di tecnologie digitali per migliorare l&#8217;efficacia delle are rurali della Cina. La sua esperienza sarà fondamentale per studiare le migliori politiche destinate a migliorare la produzione agricola, agevolare il commercio dei beni alimentari e migliorare la sostenibilità dei processi agroalimentari.</p>
<h2>Ombre e polemiche</h2>
<p>La guerra commerciale in atto fra Cina e Stati Uniti ha costretto il Dragone a rifornirsi di cereali e soia da mercati alternativi; il Dragone, dunque, conosce benissimo queste tematiche e considera l&#8217;alimentazione uno dei temi principali da affrontare con impegno e serietà. La Cina aspira a ricoprire una posizione sempre più responsabile all&#8217;interno dell&#8217;Onu e delle sue agenzie connesse. Per questo motivo Pechino ha intensificato gli investimenti in Africa e in America Latina, sia per interessi economici che diplomatici. Non mancano poi ombre e polemiche sulla vittoria di Dongyu. <a href="https://www.agi.it/estero/fao_cinese_qu_dongyu_eletto_direttore_generale-5711365/news/2019-06-23/">Secondo alcune indiscrezioni</a> il gigante asiatico avrebbe addirittura pagato un debito di 70 milioni di dollari in cambio del ritiro &#8211; avvenuto lo scorso marzo &#8211; del candidato camerunense, Medi Mongui; in più il governo cinese avrebbe minacciato Brasile e Uruguay con il bando delle loro esportazioni verso la Cina nel caso in cui non avessero appoggiato Dongyu in fase di votazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-si-prende-la-fao-qu-dongyu-e-il-nuovo-direttore-generale.html">La Cina si prende la Fao: Qu Dongyu è il nuovo direttore generale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il 60% della carne che mangeremo nel 2040 non sarà carne</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-60-della-carne-che-mangeremo-nel-2040-non-sara-carne.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Dell'Orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2019 06:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[Fao]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1369" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2717575.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2717575.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2717575-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2717575-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2717575-1024x730.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel primo episodio della trilogia di Matrix, nell&#8217;atto di tradire il proprio gruppo e consegnare Morpheus nelle mani dell&#8217;Agente Smith, l&#8217;informatico Cypher assapora una bistecca al sangue in un ristorante di lusso accuratamente disegnato dal sistema. La sua celebre battuta &#8220;l&#8217;ignoranza è un bene&#8221; risiede nella consapevolezza che la carne che sta gustando in realtà &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-60-della-carne-che-mangeremo-nel-2040-non-sara-carne.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-60-della-carne-che-mangeremo-nel-2040-non-sara-carne.html">Il 60% della carne che mangeremo nel 2040 non sarà carne</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1369" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2717575.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2717575.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2717575-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2717575-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2717575-1024x730.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel primo episodio della trilogia di <strong>Matrix</strong>, nell&#8217;atto di tradire il proprio gruppo e consegnare Morpheus nelle mani dell&#8217;Agente Smith, l&#8217;informatico Cypher assapora una bistecca al sangue in un ristorante di lusso accuratamente disegnato dal sistema. La sua celebre battuta &#8220;l&#8217;ignoranza è un bene&#8221; risiede nella consapevolezza che la carne che sta gustando in realtà non sia carne, bensì il frutto di un impulso cerebrale stimolato da un software artificiale che lo aiuta a percepirla come tale, riproducendone odore, consistenza, sapore.</p>
<p>In un futuro non troppo lontano in molti vivremo esperienze derivate dal medesimo concetto: mangeremo carne in grado di darci solo la suggestione che lo sia. La maggior parte di questa, infatti, già nel 2040 non proverrà più da animali macellati, e oltre il 60% sarà coltivato in tini o sostituito da prodotti vegetali che hanno l&#8217;aspetto e il sapore della carne.<br />
Un rapporto dedicato al tema, stilato dalla società di consulenza globale <a href="https://www.atkearney.com/retail/article/?/a/how-will-cultured-meat-and-meat-alternatives-disrupt-the-agricultural-and-food-industry"><em>AT Kearney</em>,</a> traccia i contorni del pesante impatto ambientale della produzione di carne convenzionale e le preoccupazioni che l&#8217;opinione pubblica nutre per il benessere degli animali nell&#8217;ambito dell&#8217;allevamento industriale, per arrivare a quantificare in prospettiva qualcosa che di fatto è già realtà. Sebbene l&#8217;industria della carne convenzionale <strong>valga </strong>oltre 1000 miliardi di dollari l&#8217;anno, è responsabile di un elevata produzione di emissioni, della distruzione di habitat selvatici, e dell&#8217;inquinamento di fiumi e oceani. Non può essere più considerata, dunque, futuribile.</p>
<p>&#8220;L&#8217;industria zootecnica su larga scala è vista da molti come un male inutile&#8221;, dice il rapporto. &#8220;Con i vantaggi dei nuovi sostituti della carne vegana e della carne coltivata rispetto a quella prodotta in modo convenzionale, è solo questione di tempo prima che questi prodotti conquistino una quota di mercato sostanziale&#8221;.</p>
<p>Aziende come <strong>Beyond Meat</strong>, <strong>Impossible Foods</strong> e <strong>Just Foods</strong> che utilizzano ingredienti vegetali per creare hamburger sostitutivi, uova strapazzate e altri prodotti simili sono in rapida crescita. Beyond Meat in particolare, quotata in borsa a <em>Wall Street</em>, <a href="https://www.trend-online.com/prp/wall-street-azioni-beyond-meat-hamburger/">ha aumentato i ricavi del 215%</a> dal momento della sua quotazione e il valore della singola azione è passato da <strong>65 dollari a 151 dollari</strong> solo negli ultimi sei mesi. <em>AT Kearney</em> stima che 1 miliardo di dollari sia già stato investito in questi prodotti vegani, anche dalle aziende che dominano il mercato della carne convenzionale.</p>
<p>Altre imprese stanno lavorando alla coltivazione di cellule di carne in coltura, per produrre carne vera e propria senza dover allevare e uccidere gli animali. Nessun prodotto di questo tipo ha ancora raggiunto i consumatori, ma <em>AT Kearney</em> prevede che la carne coltivata dominerà il mercato nel lungo periodo poiché riprodurrebbe in modo più fedele il gusto e la sensazione di carne convenzionale rispetto alle alternative vegetali.</p>
<p>Il punto, in ogni caso, è che non si tratta nemmeno più di moda, di tutela degli animali, di preferenza per la dieta vegetariana, bensì di disponibilità di risorse. In un mondo che oggi consuma <strong>250 milioni di tonnellate di carne</strong> (cinque volte quella del 1950), con una media di 80 chilogrammi pro capite l’anno, i ritmi di produzione sono diventati insostenibili. Gli animali usano circa il 40% della terra arabile globale e occupano due miliardi di ettari di pascolo, di cui circa 700 milioni potrebbero essere utilizzati per la coltivazione, <a href="https://altreconomia.it/carne-mangia-pianeta/">dice la Fao</a>. Consumano un terzo di tutti i cereali prodotti al mondo: ne servono tre chilogrammi, in media, per produrre un solo chilogrammo di carne, insieme a 15.500 litri d’acqua (nel caso dei bovini; 3.900 litri per un chilogrammo di carne avicola).</p>
<p>Con una popolazione mondiale di quasi 8 miliardi di persone e un benessere sempre più diffuso rispetto a secoli, ma persino decenni fa, il consumo di carne propriamente detta sta diventando un lusso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-60-della-carne-che-mangeremo-nel-2040-non-sara-carne.html">Il 60% della carne che mangeremo nel 2040 non sarà carne</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le mani della Cina sulla Fao: nuovo scontro con gli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-mani-della-cina-sulla-fao-nuovo-scontro-con-gli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2019 04:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fao]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1902" height="1092" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5643649-e1560527645880.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5643649-e1560527645880.jpg 1902w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5643649-e1560527645880-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5643649-e1560527645880-768x441.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5643649-e1560527645880-1024x588.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1902px) 100vw, 1902px" /></p>
<p>Ormai Stati Uniti e Cina si scontrano su tutto, tanto che non esiste più alcun settore al riparo dal braccio di ferro tra Washington e Pechino. La guerra commerciale era soltanto l&#8217;incubatrice di tanti altri scontri, i dazi americani erano un modo per far capire al Dragone che la sua ascesa al vertice del potere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mani-della-cina-sulla-fao-nuovo-scontro-con-gli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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<h2>Elezioni velenose</h2>
<p>Oggetto di contesa sino-americano è l&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura (<strong>Fao</strong>), o meglio la scelta del nuovo direttore generale. In lista ci sono tre candidati e, a seconda del profilo che verrà scelto, l&#8217;Italia potrebbe tra l&#8217;altro fare uno sgarbo agli Stati Uniti. Già, perché come riporta La Stampa, uno di questi è il cinese <strong>Qu Dongyu</strong>, che si contende il posto insieme al georgiano Davit Kirvalidze e alla francese Catherine Geslain-Lanéelle. Due profili, il camerunense Médi Mongui e l’indiano Ramesh Chand, si sono ritirati, quindi la scelta ricadrà per forza di cosa sui tre nomi citati. Il primo voto è previsto per il 23 giugno.</p>
<h2>Italia: un altro smacco agli Stati Uniti?</h2>
<p>Gli Stati Uniti sono stati chiari: appoggeranno Kirvalidze perché secondo la Casa Bianca Dongyu sarebbe una personalità nelle mani di Pechino, che lo utilizzerebbe per rafforzare la propria politica estera, fare pressioni sui partner del progetto della Nuova Via della Seta e chiedere risorse naturali ad altri governi. Impensabile che per Washington possa esserci un cinese nella carica più alta della Fao, mentre per altri Stati la scelta non sarebbe così tragica. L&#8217;Italia, che ospita la sede dell&#8217;organizzazione, non ha ancora scelto chi appoggiare anche se esiste l&#8217;ipotesi che Roma possa appoggiare Dongyu. Si tratterebbe dell&#8217;ennesimo &#8220;smacco&#8221; agli alleati americani, solo pochi mesi dopo la firma del memorandum d&#8217;intesa con la Cina per la Belt and Road Initiative.</p>
<h2>Terremoto diplomatico</h2>
<p>Nel caso in cui l&#8217;Italia dovesse puntare su Dongyu si scatenerebbe un vero e proprio terremoto diplomatico. La scelta di Roma verrebbe interpretata dagli Stati Uniti come una concessione fatta a Pechino in seguito all’adesione del governo italiano alla Nuova Via della Seta, per altro già criticato dagli americani. Ma se il candidato cinese dovesse sbaragliare la concorrenza, con o senza l’appoggio dell&#8217;Italia, un terremoto avverrebbe comunque. Gli Stati Uniti potrebbero ridurre i finanziamenti alla Fao, e questo imbarazzerebbe anche il nostro governo. Allo stesso tempo la <strong>Cina</strong> metterebbe idealmente le mani su un&#8217;organizzazione fondamentale per consentire lo sviluppo di molti Paesi arretrati o con carenza di cibo, molti dei quali alleati di Pechino e situati in Asia. Il rischio, sostengono dalla Casa Bianca, è che il Dragone possa manovrare la Fao a seconda dei suoi interessi, ad esempio per rimpolpare i rifornimenti alla Corea del Nord piuttosto che al Myanmar, due realtà osteggiate in Occidente per il loro sistema politico.</p>
<h2>Le sicurezze della Cina</h2>
<p>Secondo alcune fonti, Pechino avrebbe addirittura chiesto ai sostenitori di Dongyu di fotografare con i cellulari la loro preferenza sulle schede per dimostrare al governo cinese di aver appoggiato il candidato giusto. Il gigante asiatico ha ricevuto l&#8217;appoggio del direttore generale uscente della Fao, da Silva, ed è fiduciosa ritiene che il candidato cinese possa vincere al primo turno. I tanti investimenti fatti in Paesi in via di Sviluppo potrebbero finalmente rivelarsi producenti.</p>
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