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		<title>Fra Ibrahim Faltas: &#8220;Due popoli e due Stati, se non ora quando?&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/fra-ibrahim-faltas-due-popoli-e-due-stati-se-non-ora-quando.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 09:01:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il vicario della Custodia di Terra Santa racconta la Pasqua di passione della Palestina e le prospettive per una soluzione della crisi di Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/fra-ibrahim-faltas-due-popoli-e-due-stati-se-non-ora-quando.html">Fra Ibrahim Faltas: &#8220;Due popoli e due Stati, se non ora quando?&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Abuna. Chi lo conosce (lui, peraltro, conosce tutti) lo chiama così: padre. <strong>Fra Ibrahim Faltas</strong> (nato ad Alessandria d&#8217;Egitto nel 1964, ordinato sacerdote nell&#8217;ordine dei Frati minori &#8211; Custodia di Terra Santa nel 1992) è una delle figure di spicco della Palestina intera. <strong>Oggi è Vicario della Custodia di Terra Santa</strong>, dopo esserne stato Discreto (il Discretorio è l&#8217;organismo che coadiuva il lavoro del Custode) ed Economo. Ma è stato anche parroco di Gerusalemme (2004-2010) ed è direttore del Collegio di Terra Santa in Betlemme nonché responsabile dello status quo nella Basilica della Nativià. Chi segue con continuità le vicende di Israele e dei palestinesi, infine, certo lo ricorda protagonista, nel 2002, dei 39 giorni dell&#8217;assedio alla Basilica, quando 220 palestinesi, molti dei quai armati, si rifugiarono nel tempio per sfuggire a un rastrellamento dell&#8217;esercito israeliano. Fu lui a mediare per tutto quel periodo (a cui poi ha dedicato un libro, &#8220;L&#8217;assedio della Basilica della Natività&#8221;), fino ad arrivare a una soluzione negoziata dello scontro. È la sua voce, quindi, a descriverci quella che, più che mai, è una Pasqua di passione per cristiani, musulmani ed ebrei.</p>



<p>&#8220;Prima di questa guerra, a parte ovviamente il periodo della pandemia, gli israeliani davano sempre permessi ai cristiani di Gaza e di Cisgiordania per venire alle celebrazioni pasquali a Gerusalemme&#8221;, racconta abuna Ibrahim: &#8220;Quest&#8217;anno da Gaza ovviamente non è venuto nessuno. Dalla Cisgiordania quasi nessuno. Perché hanno dato pochi permessi ma anche perché la gente non ha più i mezzi per raggiungere Gerusalemme. I cristiani di Cisgiordania sono impiegati tutti, in pratica, nel settore del turismo, che è completamente bloccato dal 7 ottobre scorso. Nessuno lavora da allora, e come si può pensare che famiglie che non hanno più i soldi per il pane trovino le forze per venire a Gerusalemme? Per le feste di Pasqua, prima di questa guerra, arrivava gente da tutta la Terra Santa, eravamo sempre intorno alle 30 mila persone. La Domenica delle Palme non eravamo 3 mila, quasi tutti sono stranieri che lavorano qui, non c&#8217;erano i pellegrini ed erano pochissimi i cristiani locali. Gli altri anni al Santo Sepolcro non si riusciva nemmeno a muoversi. Quest&#8217;anno i sacerdoti concelebranti erano quasi più numerosi dei fedeli. Mai visto prima nella storia&#8221;.</p>



<p><strong>Che notizie arrivano da Gaza?</strong>   </p>



<p> &#8220;Dal 7 ottobre, giorno dell&#8217;attacco di Hamas e della reazione di Israele, i cristiani si sono radunati in due conventi, 600 persone in quello latino e 200 in quello greco-ortodosso. Stanno malissimo, hanno perso tutto, e tanti di loro sono stati uccisi. Adesso a Gaza i morti, secondo i dati ufficiali, hanno superato le 32 mila persone, ma in realtà sono molte di più perché tanti cadaveri sono ancora sotto le macerie o per le strade, senza aver avuto una sepoltura degna. Adesso c&#8217;è anche la minaccia della fame. Gli aiuti umanitari non arrivano, e quando arrivano c&#8217;è il rischio che gli israeliani sparino sulla folla, non pochi sono morti in questo genere di situazione. La gente non ha elettricità, non ha l&#8217;acqua e beve quella del mare. È una situazione orribile, disumana. I feriti sono arrivati a 75 mila. Dall&#8217;inizio della guerra a oggi 13 mila bambini sono stati uccisi. Tantissimi malati e feriti hanno bisogno di medicine ma non arriva niente. Un inferno&#8221;.</p>



<p><strong>I giornali riportano, però, che presso i cittadini di Israele è ancora alto il sostegno per questa operazione militare&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;In realtà, anche in questi giorni ci sono state grandi manifestazioni per chiedere elezioni anticipate e le dimissioni di questo governo. Anche tra gli israeliani ci sono molte divisioni, perché è ovvio che in una situazione come questa nessuno sta bene, israeliano, palestinese, cristiano o musulmano che sia. Tutti soffrono. Non c&#8217;è una famiglia israeliana che non sia stata toccata dal lutto, per gli ostaggi, i feriti o i morti, che tra gli israeliani sono stati tanti non solo il 7 ottobre ma anche nella guerra successiva. Oltre al lutto c&#8217;è la totale incertezza sul futuro del Paese. Conosco tanti israeliani che sono disperati e vorrebbero una tregua. Soprattutto vogliono la salvezza degli ostaggi, mentre anche da quel punto di vista arrivano notizie terribili. Un ostaggio israeliano è morto nei giorni scorsi di fame e di stenti, un uomo di 34 anni. Gli ostaggi sono 134 e hanno diritto di essere salvati. La tregua servirebbe anche a salvare loro. Ma dove vuole andare Israele, dove vuole andare questo Governo?&#8221;.</p>



<p><strong>Credi nella prospettiva, di cui tanto si parla, di un cessate il fuoco?</strong></p>



<p>&#8220;Ci aspettavamo una tregua per il Ramadan ma ormai siamo oltre la metà del Ramadan e la tregua non si è vista. Ci sono trattative, in Qatar, in Egitto, ma non si è ancora arrivati a un accordo. E poi il vento che tira qui fa disperare&#8221;.</p>



<p><strong>In che cosa possiamo sperare, allora?</strong></p>



<p>&#8220;La mia speranza è che dopo tutti questi morti, da un lato e dall&#8217;altro, si capisca finalmente che l&#8217;unica prospettiva reale è la soluzione a due Stati. Ora lo dicono tutti i potenti della terra, persino gli americani, che la soluzione non può essere che quella. E allora che la realizzino! Ora a Gaza siamo oltre i 110 mila tra morti e feriti ma dopo, quando smetteranno di sparare, vedranno che le vittime saranno ancor più numerose. In Cisgiordania ci sono stati tanti scontri, tanti arresti e più di 450 morti dall&#8217;inizio della guerra. Basta sangue, basta odio, basta vendetta! Ci dicono che la soluzione è quella dei due Stati. Se non la applicano dopo tutti questi morti, allora quando?&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/fra-ibrahim-faltas-due-popoli-e-due-stati-se-non-ora-quando.html">Fra Ibrahim Faltas: &#8220;Due popoli e due Stati, se non ora quando?&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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