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	<title>f35 Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 04 May 2023 15:37:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>f35 Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;ombra di una nuova guerra in Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/a-fari-spenti-verso-una-nuova-guerra-in-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[f35]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'antagonismo tra Israele e Iran è uno dei pochi elementi fissi in Medio Oriente. Così l'ipotesi di un attacco preventivo contro Teheran prende piede</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“A chi dice che se agiremo contro l’Iran si arriverà al conflitto, rispondo che scoppierà un’orribile guerra nucleare se non lo faremo”. Un intervento storico quello del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che a marzo si è rivolto direttamente così per la prima volta al popolo iraniano in un’intervista al canale in lingua inglese Iran International evocando lo spettro dell’olocausto atomico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio concreto di escalation</h2>



<p>Ancora risuonavano le parole del premier Netanyahu e lo stesso messaggio veniva recapitato al capo del Pentagono Lloyd Austin in visita in Israele dal suo omologo israeliano mentre l’ambasciatore dell’Azerbaijan smentiva indiscrezioni secondo le quali il suo Paese avrebbe autorizzato l’utilizzo di una sua base per fornire supporto logistico agli aerei israeliani in un’eventuale<strong> missione contro Teheran.</strong> Distratto da una logorante guerra d’attrito in Ucraina, il mondo dell’informazione e l’opinione pubblica internazionale sembrano non aver ancora aperto gli occhi sulla prospettiva di un’imminente <strong>escalation nucleare in Medio Oriente</strong>. L’allarme più recente è stato lanciato a febbraio dal direttore della Cia William Burns per il quale all’Iran “bastano poche settimane per arrivare ad arricchire l’uranio al 90% e oltre”, un livello sufficiente per costruire un’arma atomica pur comunque “essendo molto lontano in termini di capacità di sviluppare un’arma”.</p>



<p>Nel frattempo un altro evento, il <strong>disgelo tra l’Arabia Saudita e l’Iran</strong> sotto la mediazione cinese, ha rubato la scena per diverse settimane a quanto avviene nell’est Europa. Tutto da confermare nei fatti e nei prossimi mesi, questo riavvicinamento è stato salutato dalle cancellerie occidentali in maniera positiva e persino la Casa Bianca ha fatto buon viso a cattivo gioco sottolineando la possibilità, in apparenza, di una <strong>distensione nell’area</strong>. Di diverso avviso è stata la reazione della politica israeliana ben sintetizzata dalla dichiarazione del capo dell’opposizione Yair Lapid, che ha definito l’accordo tra i due Paesi come “un totale e pericoloso <strong>fallimento del governo israeliano</strong>” e un “crollo del muro di difesa regionale che abbiamo cominciato a costruire contro l’Iran”. L’allusione è agli <strong>accordi di Abramo</strong> nei quali Netanyahu puntava ad integrare l’Arabia Saudita e che, secondo quanto riportato dal New York Times e dal Wall Street Journal alla vigilia dell’intesa firmata a Pechino, aveva già avanzato delle condizioni per una sua adesione.</p>



<p>Per una curiosa coincidenza <strong>Israele</strong> e <strong>Iran</strong> stanno affrontando dei momenti di grande agitazione sociale: il primo a causa della contestata riforma sulla giustizia che, seppur congelata, non ha impedito di arrivare alla diciassettesima settimana di proteste; il secondo per le rivolte seguite alla morte di Mahsa Amini, la ventiduenne deceduta mentre era sotto custodia della polizia morale per non aver indossato correttamente l&#8217;hijab.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I sommovimenti interni e la possibile sortita </h2>



<p>La fragilità politica israeliana si riflette anche nella politica estera. Secondo indiscrezioni riportate dalla rete televisiva israeliana Channel 12, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti, avrebbe dichiarato una sospensione di qualsiasi collaborazione con Tel Aviv sino a quando Netanyahu non avrà ripreso il controllo del governo. Seppure queste voci siano state prontamente smentite da Netanyahu stesso, è evidente che l&#8217;esecutivo continua a proiettare un’immagine di <strong>grande instabilità</strong>.</p>



<p>Di qui si rafforza l’ipotesi che per rilanciare il suo governo, il premier israeliano possa decidere di <strong>chiudere</strong> definitivamente una <strong>partita con l&#8217;Iran</strong> dando via libera a un attacco preventivo agli impianti nucleari del Paese sciita. Sempre secondo Channel 12, di recente, Netanyahu avrebbe presieduto ad almeno cinque incontri con i massimi responsabili della sicurezza per discutere i dettagli di un <strong>possibile attacco</strong> e avrebbe informato di tali piani anche il segretario di Stato americano Anthony Blinken, il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan e il presidente francese Emmanuel Macron.</p>



<p>Il ministro della difesa Yoav Gallant ha indicato una <strong>“linea rossa”</strong> dichiarando che non permetterà che venga superato il limite dell’arricchimento dell’uranio al 90%. È l’impianto di Fordow, vicino la città di Qom, che desta maggiore preoccupazione, una delle tre strutture di produzione nucleare, dove Teheran arricchisce le particelle di uranio fino all’87%.</p>



<p>Per Netanyahu quella contro il nucleare iraniano è quasi una <strong>questione personale</strong>. Non è la prima volta che il premier spinge sull’idea di intervenire contro il Paese degli ayatollah. L’ex premier e ministro della difesa Ehud Barak ha rivelato che Netanyahu ha infatti dovuto <strong>annullare dei piani di attacco</strong> già nel 2010 e nel 2011 e un’operazione simile è stata bocciata anche nel 2012 perché Israele era all’epoca impegnato in esercitazioni militari con gli americani e si voleva evitare un coinvolgimento diretto miliare di Washington contro Teheran. Nel 2010 fu il capo di Stato maggiore Gabi Ashkenazi a bloccare i piani militari in una riunione ristretta dicendo che le Tsahal (le forze di difesa israeliane) non erano pronte per l’operazione, raccogliendo l’appoggio di diversi ministri. </p>



<p>Sempre secondo quanto dichiarato da Barak, anche lui a favore di un attacco militare, nel 2011 il nuovo responsabile dell’esercito Benny Gantz diede invece il suo ok per l’operazione e la discussione arrivò a livello del “<strong>forum degli otto</strong>” ministri senior. In tale sede le presentazioni delle difficoltà, dei rischi e delle possibili perdite da parte del capo di Stato maggiore e il successivo intervento di Yuval Diskin, capo dello Shin Bet (il servizio di sicurezza interno) portarono ad un binario morto anche questo secondo tentativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Eliminare il programma nucleare iraniano</h2>



<p>L’<strong>incubo nucleare</strong> è sempre stato al centro delle preoccupazioni d’Israele. L’aviazione israeliana è infatti già intervenuta nel giugno 1981 con l’operazione Babilonia bombardando il reattore di Osirak in <strong>Iraq </strong>e nel settembre 2007 con l’operazione Orchard distruggendo una centrale in costruzione ad al Kibar in <strong>Siria</strong>.</p>



<p>Tali precedenti impallidiscono di fronte alla complessità di un’operazione volta a fermare il programma nucleare iraniano. Molti dei potenziali obbiettivi sono distanti dalle basi israeliane tra i 1500 e i 1800 km, ma le forze di Tsahal avrebbero comunque fatto <strong>importanti progressi</strong> negli ultimi anni. Secondo il Jerusalem Post, gli <strong>F-35 israeliani </strong>potrebbero compiere l’attacco senza necessità di rifornimenti in volo e nel 2022 l’aviazione israeliana avrebbe condotto almeno quattro <strong>simulazioni di attacch</strong>i ad ampio raggio. La prima per testare il sistema radar e di allerta, quest’ultimo simile a quello che protegge le installazioni nucleari. Le altre simulazioni si sarebbero concentrate su missioni da combattimento in volo e sulle misure di difesa contro sistemi di attacco elettronici. Ad inizio anno Israele e Stati Uniti inoltre hanno condotto nel Mediterraneo orientale la più massiccia esercitazione militare congiunta.</p>



<p>Il direttore dell’Agenzia internazionale per l&#8217;energia Atomica Rafael Grossi, in visita a Teheran, ha gettato acqua sul fuoco parlando di progressi e di “<strong>discussioni costruttive</strong>” sul dossier nucleare, ma questa volta sembra proprio che la resa dei conti possa essere solo questione di mesi se non di settimane e che un governo in preda ad una crisi senza precedenti potrebbe cercare di uscire dall’angolo puntando tutto sulla possibilità di un <strong>successo in politica estera</strong>. Un azzardo rischioso che rappresenterebbe l’apertura di un nuovo fronte dagli esiti imprevedibili e dalla posta troppo alta, non solo per Israele.</p>
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		<item>
		<title>Gli Usa adesso mandano gli F35 in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-adesso-mandano-gli-f35-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 May 2022 14:08:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[f35]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-1536x1019.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-2048x1358.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Importanti movimenti di aerei Usa tra le due sponde dell&#8217;Atlantico. In particolare, così come spiegato da AirForceTimes, per la prima volta Washington ha deciso di inviare nel Vecchio Continente i nuovi F35. Una squadra di 200 uomini della Guardia Aerea del Vermont è pronta a essere dislocata nel nord Europa, pronti a muovere almeno otto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-adesso-mandano-gli-f35-in-europa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-1536x1019.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA23379014-2048x1358.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Importanti movimenti di aerei <strong>Usa</strong> tra le due sponde dell&#8217;Atlantico. In particolare, <a href="https://www.airforcetimes.com/news/your-air-force/2022/05/04/vermont-f-35s-to-fly-europe-air-policing-missions/">così come spiegato da<em> AirForceTimes</em></a>, per la prima volta Washington ha deciso di inviare nel Vecchio Continente i nuovi <strong>F35</strong>. Una squadra di 200 uomini della Guardia Aerea del <strong>Vermont</strong> è pronta a essere dislocata nel nord Europa, pronti a muovere almeno otto tra i nuovi jet consegnati appena due anni fa. La decisione del <strong>Pentagono</strong> è un ulteriore chiaro segnale dell&#8217;aumento della <strong>tensione</strong> lungo il fronte baltico e dell&#8217;Europa settentrionale. La missione degli F35 sarà quella di sorvegliare i confini della Nato da possibili intrusioni russe.</p>
<h2>Gli spostamenti dal Vermont e da Aviano</h2>
<p>La guardia nazionale del Vermont è stata la prima negli Usa a essere dotata degli F35, ossia dei caccia combattenti di quinta generazione operativi dal settembre del 2019. Ogni jet è costato 94 milioni di Dollari, ma complessivamente<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/programma-f-35.html"> il programma volto al funzionamento dei nuovi velivoli</a> potrebbe comportare una spesa di 1.5 trilioni di Dollari in 50 anni di sviluppo del progetto. Si tratta dell&#8217;investimento più oneroso mai avviato oltreoceano. I primi modelli sono entrati in fase operativa meno di tre anni fa e sono stati dati in dotazione alla Guardia Aerea del Vermont. Mai però fino ad oggi sono stati schierati in scenari esterni ai confini statunitensi.</p>
<p>Nei prossimi giorni il Vecchio Continente sarà il primo contesto fuori dal nord America in cui i nuovi jet verranno utilizzati. Le procedure per il trasferimento di otto F35 dal Vermont sono già iniziate. Fonti del Pentagono hanno rivelato ai media locali di ipotizzare una loro messa in funzione in Europa nel giro di poche settimane. La squadra chiamata dal Vermont dovrebbe essere composta per l&#8217;appunto da 200 tra militari e piloti. La dislocazione sarà nelle aree settentrionali dell&#8217;Europa. &#8220;Non siamo in Europa per attaccare o iniziare qualcosa. Siamo lì per assumere una posizione in difesa della Nato e sostenere i nostri alleati&#8221;, <a href="https://abcnews.go.com/Technology/wireStory/vermont-35s-fly-europe-air-policing-missions-84491696">ha dichiarato su Abc</a> il tenente colonnello <strong>John “Rocky” MacRae</strong>, comandante dello squadrone che a breve arriverà nel Vecchio Continente. Operazioni di &#8220;polizia&#8221;, come le ha chiamate lo stesso tenente colonnello, volto alla <strong>sorveglianza</strong> dei confini orientali e settentrionali dell&#8217;Alleanza.</p>
<p>Un altro importante movimento sta riguardando aerei già stanziati in Europa. In particolare, almeno sei jet<strong> F16</strong> sono decollati dalla base di <strong>Aviano</strong> per raggiungere le basi Nato in <strong>Romania</strong>. L&#8217;Alleanza Atlantica sta quindi provando a blindare i confini orientali dell&#8217;Europa. Evidenti i timori di possibili sconfinamenti russi o vere e proprie escalation nei cieli del Vecchio Continente.</p>
<h2>L&#8217;allerta Nato del 29 aprile</h2>
<p>Un allarme, quello dell&#8217;Alleanza Atlantica, nato soprattutto dagli ultimi sconfinamenti da parte russa denunciati da alcuni Paesi dell&#8217;Europa settentrionale. Come quello che ha riguardato a fine aprile la <strong>Danimarca</strong> e la <strong>Svezia</strong>. Non è un caso che lo scorso 29 aprile la Nato ha diramato un&#8217;allerta per i confini orientali e settentrionali del Vecchio Continente: &#8220;I caccia Nato si sono alzati in volo più volte negli ultimi quattro giorni per intercettare gli aerei russi sul Mar Baltico e sul Mar Nero&#8221;, si legge nella nota con cui è stata diramata l&#8217;allerta.</p>
<p>All&#8217;aumentare degli episodi che vedono impegnati aerei dell&#8217;Alleanza in possibili manovre di sconfinamento da parte russa, da parte degli Usa in primis si è quindi deciso di rispondere con un maggiore stanziamento di uomini e mezzi lungo le frontiere più delicate. L&#8217;arrivo dei nuovi F35 sotto il profilo politico rappresenta un segnale molto importante. Washington ha deciso cioè di inviare i suoi jet più moderni in Europa, andando quindi a confermare un elevato livello di allerta per le prossime settimane.</p>
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		<title>Il programma F-35</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/programma-f-35.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2021 06:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[f35]]></category>
		<category><![CDATA[Programma F-35]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2718508.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2718508.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2718508-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2718508-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2718508-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2718508-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il cacciabombardiere F-35 è un velivolo di quinta generazione con caratteristiche stealth, ovvero a bassa rilevabilità radar. Il programma F-35 prende il nome di  Jsf, acronimo di Joint Strike Fighter. Il velivolo si configura come un cacciabombardiere multiruolo monoposto con la capacità di volare a regime supersonico per brevi periodi. In quanto caccia di quinta generazione deve rispettare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/programma-f-35.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2718508.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2718508.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2718508-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2718508-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2718508-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2718508-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il cacciabombardiere F-35 è un velivolo di quinta generazione con caratteristiche <strong>stealth</strong>, ovvero a bassa rilevabilità radar. Il <strong>programma F-35</strong> prende il nome di  Jsf, acronimo di Joint Strike Fighter.</p>
<p>Il velivolo si configura come un <strong>cacciabombardiere multiruolo monoposto</strong> con la capacità di volare a regime supersonico per brevi periodi. In quanto caccia di quinta generazione deve rispettare determinati parametri: i propulsori devono esser dotati di spinta vettoriale; devono essere impiegati materiali compositi; e devono esser adottati sensori, radar e avionica integrata di tipo avanzato per migliorare enormemente la  <i>situational awareness</i>(ovvero la capacità del pilota di prendere coscienza dell&#8217;ambiente tattico circostante).</p>
<p>Il programma F-35 raggruppa diversi Paesi, oltre agli Stati Uniti, tra cui i maggiori sono <strong>Regno Unito </strong>e <strong>Italia</strong>.</p>
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		<title>La Queen Elizabeth imbarcherà caccia Usa nella sua prima missione</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-queen-elizabeth-imbarchera-caccia-usa-nella-sua-prima-missione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2019 14:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[f35]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei Queen Elizabeth]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La portaerei britannica Hms Queen Elizabeth imbarcherà caccia americani nella sua prima missione operativa. Il nuovo vettore aeronavale nel Regno Unito è pronto a salpare alla volta del Pacifico, dopo aver accelerato il raggiungimento della completa operatività. Data la mancanza di una sua componente aerea porterà sul ponte un gruppo imbarcato misto di F-35 B &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-queen-elizabeth-imbarchera-caccia-usa-nella-sua-prima-missione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_2210502-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La portaerei britannica <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/gran-bretagna-pronta-inviare-portaerei-corea-del-nord/">Hms Queen Elizabeth</a></strong> imbarcherà caccia americani nella sua prima missione operativa. Il nuovo vettore aeronavale nel Regno Unito è pronto a salpare alla volta del Pacifico, dopo aver accelerato il raggiungimento della completa operatività. Data la mancanza di una sua componente aerea porterà sul ponte un gruppo imbarcato misto di<strong> F-35 B </strong>americani e inglesi. </p>
<p>Ad annunciarlo è stato il segretario della Difesa britannico <strong>Gavin Williamson</strong>,che questa settimana ha reso noto che la più imponente nave che la Royal Navy abbia mai posseduto è pronta per la sua<strong> prima missione operativa</strong>, che la vedrà impegnata anche in un pattugliamento dell&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong> &#8211; come più e più volte era stato paventando nei momenti di massima tensione internazionale che vedevano come protagonisti regionali la <strong>Corea del Nord</strong> e la <strong>Cina</strong>.</p>
<p></p>
<p>Per questa missione la Queen Elizabeth, che evidentemente non dispone ancora di un numero sufficiente di piloti addestrati ai jet di quinta generazione Lightning II inquadrati del Fleet Air Arm (la componente aerea del Rn), accoglierà un gruppo aereo misto di due &#8220;squadron&#8221;, composti in maggioranza di caccia americani provenienti dalla forza aerea del Us Marine Corps. &#8220;La prima missione operativa di Hms Queen Elizabeth includerà il <strong>Mediterraneo</strong>, il <strong>Medio Oriente</strong> e il Pacifico&#8221; proiettando la potenza del Regno Unito nei mari più &#8220;caldi&#8221; del globo. </p>
<p>È proprio nelle acque al centro delle tensioni internazionali come il Mar Cinese Meridionale, dove <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-marina-americana-invia-un-segnale-alla-cina-esercitazioni-a-largo-delle-paracelso/">la Marina degli Stati Uniti continua a condurre operazioni intese a rivendicare la libertà di navigazione</a> rispetto alle prevaricazioni cinesi che reclamano la giurisdizione di isole e tratti di mare, che la Difesa britannica vuole portare il suo <strong>&#8220;hard power&#8221;</strong>, tornando <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/londra-riacquisisce-lo-status-di-potenza-nei-mari/">una grande potenza dei mari</a> dopo diversi anni che hanno visto la mancanza di una portaerei nella flotta. Secondo quanto dichiarato dal generale britannico Sir Richard Barrons, molti stati ha iniziato ad adottare, rispetto ai due decenni precedenti, &#8220;un approccio aggressivo e bellicoso nelle relazioni internazionali&#8221;, &#8220;La politica giusta che il Regno Unito dovrebbe intraprendere è quella di assumersi parte delle responsabilità, insieme agli alleati, nel tentativo di far rispettare l&#8217;ordine internazionale basato sulle regole: la Queen Elizabeth e le Jsf è probabilmente il modo giusto per iniziare a farlo&#8221;. Queste le motivazioni alla base della scelta di inviare subito il vettore ad incrociare nelle acque teatro di tensioni internazionali.</p>
<p>La Portaerei</p>
<p>La Hms (<em>Her Majesty&#8217;s Ship</em>)<a href="https://www.royalnavy.mod.uk/queenelizabeth"> Queen Elizabeth</a> (R08) è un vettore aeronavale classe &#8220;Queen Elizabeth&#8221; lungo 280 metri, con 65mila tonnellate di dislocamento e la capacità di trasportate 40 jet a decollo Stovl F-35B e il pari numero di elicotteri AgustaWestland Merlin Mk2 e Mk3 per la guerra sottomarina. La peculiarità distintiva della portaerei, a differenza di tutte le precedenti, è quella di avere sul ponte dotato di <em>sky-jump</em> due diverse torri di comando: una destinata al controllo della nave, l&#8217;altra al controllo delle operazione per gli aeromobili imbarcati. Costata ai contribuenti oltre 3 miliardi di sterline, porterà con se un equipaggio di mille uomini tra marinai, piloti, avieri, e royal marines. Il suo motto è &#8220;Semper Eadem&#8221;, il comando è affidato al Commodoro Jerry Kyd, che è stato in precedenza comandante delle portaerei britanniche<i>Ark Royal</i> e <i>Illustrious</i>. La portaerei, secondo le stime iniziali, avrebbe dovuto raggiugnere l&#8217;operatività nel 2020/21, ma evidentemente le crisi internazionali e la necessità del Regno Unito di giocare il un ruolo di potenza sullo scacchiere globale hanno fatto si che un&#8217;accelerazione nei progetti rendesse possibile il suo impiego già nella seconda metà del 2019.</p>
<p></p>
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		<title>La Germania dice no agli F-35: spazio alle altre opzioni per la Luftwaffe</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-germania-dice-no-agli-f-35-spazio-alle-opzioni-la-luftwaffe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2019 09:52:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia Typhoon]]></category>
		<category><![CDATA[f35]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="947" height="631" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35.jpg 947w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 947px) 100vw, 947px" /></p>
<p>Dopo molte indiscrezioni che lo avevano dato come favorito, il ministero della Difesa tedesco ha definitivamente scartato l&#8217;opzione F-35 come possibile successore per il Panavia Tornado. I cacciabombardieri che dovranno essere radiati per obsolescenza entro il 2025 verranno rimpiazzati da una combinazione di F/A -18 Super Hornet e EA-18 Growler, o da una versione aggiornata &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-germania-dice-no-agli-f-35-spazio-alle-opzioni-la-luftwaffe.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="947" height="631" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35.jpg 947w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 947px) 100vw, 947px" /></p><p>Dopo molte indiscrezioni che lo avevano dato come favorito, il ministero della Difesa tedesco ha <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-germania-adesso-vuole-gli-f-35-rimanere-al-passo-tempi/">definitivamente scartato l&#8217;opzione F-35</a> come possibile successore per il<strong> Panavia Tornado</strong>. I cacciabombardieri che dovranno essere radiati per obsolescenza entro il 2025 verranno rimpiazzati da una combinazione di F/A -18 Super Hornet e EA-18 Growler, o da una versione aggiornata dell&#8217;<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.eurofighter.com/about-us">Eurofighter Typhoon</a>. L<strong>&#8216;opzione Typhoon</strong>, già nei programmi dell&#8217;alleato britannico, sarebbe la favorita sul piano interno, poiché l&#8217;azienda tedesca Airbus compartecipa nel programma Eurofighter per il 33%.</p>
<p></p>
<p>Gli 84 cacciabombardieri, dei quali 56 nella versione Ids &#8211; per<i>attacco al suolo</i>&#8211; e 28 nella versione Ecr &#8211; per la <em>soppressione di difese radar/elettroniche</em> &#8211; valgono un contratto da 15 miliardi di euro dei quali potrebbe beneficiare anche l&#8217;italiana Leonardo (ex-Finmeccanica) che detiene 36% del programma EFA e potrebbe offrire alla Luftwaffe una nuova versione aggiornata del multiruolo con ala freccia de alette <em>canard</em>, nota come Tr.4 . Il nuovo Typhoon verrebbe modificato per sopperire ad ogni necessità, quali l&#8217;attacco al suolo, la guerra elettronica, l&#8217;impiego di missili anti-nave, ma anche, e sopratutto, lo <strong>strike nucleare</strong> che la Germania ha sempre potuto garantire tra le sue capacità tattiche propio grazie al Tornado: che poteva impiegare il munizionamento nucleare B-61.</p>
<p></p>
<p>Berlino, che ha detto no alla Lockheed Martin e alla Boeing (rifiutando l&#8217;opzione F-15 Advanced Eagle), potrebbe tuttavia affidare la commessa agli americana acquistando un pacchetto di cacciabombardieri F/A-18 e caccia per guerra elettronica E/A-18; poiché l&#8217;Eurofighter ad ora non ha tra le sue certificazioni né quella di poter condurre uno strike con munizioni nucleari, né le capacita di soppressione di difese radar/elettroniche o di svolgere altri compiti nell&#8217;ambito della guerra elettronica.</p>
<p></p>
<p>Dall&#8217;altro canto, un&#8217;implementazione del progetto Eurofigher, il favorito dei tedeschi, garantirebbe sia l&#8217;occupazione locale, sia sovranità industriale che la Germania intenderebbe mantenere. Inoltre sarebbe una giustificazione valida da avanzare nei confronti di Parigi, come fa notare giustamente notare la rivista specializzata <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.portaledifesa.it/index~phppag,3_id,2808.html?fbclid=IwAR2bwzS2WRNqBP7fY1R5FWRh8jTI1E9uow--IEAUedYOcHZpX5WtaYNNAOA">RID</a></em>, che allude al progetto congiunto del nuovo <a href="http://www.occhidellaguerra.it/supercaccia-europeo-si-fara-firmato-accordo-francia-germania/">caccia europeo FCAS</a>. Progetto già minacciato dalla differenza di vedute tra l&#8217;Eliseo e la Bundestag. La decisione definitiva su quale sarà il jet destinato a salvare la Luftwaffe dalla sua condizione disastrosa verrà presa entro la fine di quest&#8217;anno. Non sarà un caccia di 5ª generazione dunque a servire Berlino, ma un caccia certificato per l&#8217;impiego di munizioni nucleari B61-12 possibilmente &#8220;Made in Germany&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-germania-dice-no-agli-f-35-spazio-alle-opzioni-la-luftwaffe.html">La Germania dice no agli F-35: spazio alle altre opzioni per la Luftwaffe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nuove potenzialità per gli F-35  &#8220;Fermeranno i missili nucleari&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-pensano-intercettare-missili-nucleari-lf-35.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2019 07:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[f35]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Balistico Intercontinentali (Icbm)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="947" height="631" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35.jpg 947w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 947px) 100vw, 947px" /></p>
<p>Nel quadro della nuova Missile Defense Review americana, recentemente &#8211; e finalmente &#8211; pubblicata, il Pentagono ha espresso la volontà di utilizzare il nuovo cacciabombardiere stealth F-35 come piattaforma per l&#8217;intercettazione dei missili balistici intercontinentali. Il progetto dà sei mesi di tempo all&#8217;Usaf e alla Missile Defense Agency per individuare il modo di integrare l&#8217;F-35 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-pensano-intercettare-missili-nucleari-lf-35.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-pensano-intercettare-missili-nucleari-lf-35.html">Nuove potenzialità per gli F-35  &#8220;Fermeranno i missili nucleari&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="947" height="631" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35.jpg 947w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 947px) 100vw, 947px" /></p><p>Nel quadro della nuova <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://cdn.dvidshub.net/media/video/1901/DOD_106376169/DOD_106376169-1024x576-1769k.mp4" target="_blank">Missile Defense Review</a> americana, recentemente &#8211; e finalmente &#8211; pubblicata, il Pentagono ha espresso la volontà di utilizzare il nuovo <strong>cacciabombardiere stealth F-35</strong> come piattaforma per l&#8217;intercettazione dei <strong>missili balistici intercontinentali</strong>.</p>
<p>Il progetto dà sei mesi di tempo all&#8217;<strong>Usaf</strong> e alla <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Missile_Defense_Agency" target="_blank">Missile Defense Agency</a> per individuare il modo di integrare l&#8217;F-35 nell&#8217;impalcatura della difesa antimissile Usa, di cui fanno parte diversi sistemi <strong>Abm</strong> (Anti Ballistic Missile) già noti quali il <strong>Thaad</strong> o l&#8217;<strong>Aegis Ashore</strong>. </p>
<p>L&#8217;<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/programma-f-35/" target="_blank">F-35</a>, secondo il Pentagono, rappresenta infatti il <strong>velivolo più idoneo</strong> per il nuovo ruolo di intercettore di Icbm grazie alla sua suite di sensori di ultima generazione. Come si legge nel rapporto preliminare della Missile Defense Review il velivolo &#8220;ha un sistema di sensori che possono individuare la segnatura infrarossa di un missile in fase di spinta e i suoi computer di bordo possono identificare l&#8217;origine della minaccia missilistica. È già in grado tracciare e distruggere i missili da crociera nemici, e, in futuro, potrà essere equipaggiato con un nuovo vettore, o uno modificato, capace di abbattere i missili balistici avversari nella loro fase di spinta e potrà essere rapidamente ammassato in quei punti caldi per rinforzare le capacità di difesa attiva degli Usa e le operazioni di attacco&#8221;.</p>
<p>I fattori a favore dell&#8217;F-35</p>
<p>L&#8217;F-35 nasce come un velivolo multiruolo dotato di un&#8217;elevata capacità di integrazione con gli altri <em>asset</em> presenti sul campo di battaglia. </p>
<p>La sua <strong>dotazione sensoristica</strong> e la <strong>capacità di condividere, in tempo reale, i dati raccolti</strong> con praticamente tutti i sistemi schierati, ne fanno una piattaforma unica al mondo: il cacciabombardiere, ad esempio, può essere usato anche per la raccolta e condivisione istantanea di informazioni di <strong>intelligence elettronica</strong> (Elint) sfruttando la lunga portata dei suoi sensori passivi e le caratteristiche stealth.</p>
<p>L&#8217;F-35 infatti sarà in grado di raccogliere tutti i dati inerenti al lancio di un missile, elaborarli attraverso gli algoritmi dei suoi sistemi di bordo sviluppati dalla Northrop e dalla Mda e generare un tracciato di traiettoria in 3D dell&#8217;Icbm da trasmettere attraverso il suo sistema di comunicazione utilizzante la tecnologia Link 16.</p>
<p>I problemi da risolvereIl problema del pattugliamento</p>
<p>L&#8217;idea di colpire un missile intercontinentale nella sua fase di spinta utilizzando un cacciabombardiere come l&#8217;F-35 implica un problema non da poco. </p>
<p>Richiederebbe infatti che un <strong>discreto numero di velivoli venisse impegnato in continui pattugliamenti</strong> nelle prossimità degli ipotetici siti di lancio di un Icbm.</p>
<p></p>
<p>In breve gli F-35, equipaggiati con un nuovo tipo di missile intercettore &#8211; che come vedremo sarà il secondo problema &#8211; deve venire dispiegato <strong>molto vicino alle basi di lancio</strong> per poter attaccare l&#8217;Icbm nella fase di spinta e questo vorrebbe dire una spesa non indifferente per il bilancio Usa ed una notevole <strong>usura di mezzi e uomini</strong> che potrebbero essere impiegati più proficuamente in altri teatri e tipologie di missione.</p>
<p>In questo senso un <strong>drone</strong> potrebbe essere molto più efficace considerando il rapporto costi/benefici ed infatti tra le varie nuove strategie di difesa antimissile gli Stati Uniti hanno considerato anche questa possibilità.</p>
<p>Il problema del missile intercettore</p>
<p>Al momento l&#8217;F-35 è armato con il missile <strong>Aim-120C Amraam</strong>, che è un missile aria aria non adatto per intercettare un missile balistico. Per fare un paragone atto a capirne il perché, l&#8217;Amraam ha una velocità massima di Mach 4 mentre il missile <strong>Rim-161 &#8220;Standard&#8221;</strong> utilizzato dal sistema antimissile Aegis ha una velocità massima di Mach 15,25 (o di 4,5 km/s) nella sua versione Block IIA.</p>
<p>Di montare un missile &#8220;Standard&#8221; sull&#8217;F-35 non se ne parla: il vettore è sicuramente troppo lungo (6,55 metri) e pesante per poter essere ospitato nelle baie del cacciabombardiere e difficilmente potrebbe essere trasportato come carico subalare per lo stesso motivo.</p>
<p>Occorre quindi pensare ad una versione dell&#8217;Amraam appositamente atta allo scopo oppure occorre un nuovo missile dotato delle caratteristiche necessarie per intercettare un Icbm che sta lasciando l&#8217;atmosfera ad una <strong>velocità compresa tra i 4 ed i 7,4 km/s</strong>.</p>
<p>Gli Stati Uniti potrebbero, in questo senso, recuperare un vecchia idea data da un missile ora andato in pensione insieme al suo concetto operativo. Si tratta del <strong>missile antisatellite Asm-135 Asat</strong>, residuato della Guerra Fredda (1984) e mai entrato in servizio dopo una serie di test a causa del lievitare dei costi: il dispiegamento sarebbe venuto a costare 5,3 miliardi di dollari a fronte dei 500 milioni preventivati.</p>
<p>Il concetto operativo dell&#8217;Asat è molto simile a quello che si prevede per il futuro missile che dovrà equipaggiare l&#8217;F-35: il missile veniva infatti portato in volo da un caccia <strong>F-15A</strong> appositamente modificato e lanciato verso lo spazio ai limiti della stratosfera dopo che il velivolo si era messo in una cabrata accentuata a tutto motore.</p>
<p>Sono stati prodotti solo 15 missili Asat a fronte di 112 previsti, e 5 di questi sono stati testati con successo.</p>
<p>La sfida da vincere</p>
<p>Questa particolare attenzione verso l&#8217;intercettazione dei missili intercontinentali nella loro fase di spinta iniziale è l<strong>a vera sfida da vincere</strong> per la difesa missilistica americana.</p>
<p>Assicurarsi l&#8217;intercettazione in questa fase, della durata compresa <strong>tra i 120 e i 170 secondi</strong> a seconda che il missile balistico sia rispettivamente a propulsione solida o liquida, significa avere la certezza della neutralizzazione della minaccia.</p>
<p>I sistemi che vanno a colpire i veicoli di rientro, come il <strong>Gmd</strong> di base a <strong>Fort Greely</strong> in Alaska e a <strong>Vandenberg</strong> in California o il <strong>Thaad</strong>, sono prima di tutto inefficaci contro un attacco di saturazione e secondariamente hanno una percentuale di successo ancora troppo bassa per avere degli standard di sicurezza accettabili. </p>
<p>L&#8217;idea di utilizzare gli F-35 come piattaforme per l&#8217;intercettazione degli Icbm nelle primissime fasi del volo è solo una delle tante che si può leggere nell&#8217;attuale Missile Defense Review.</p>
<p>Tra di esse troviamo, oltre a sistemi <strong>laser montati su droni</strong> che riprendono anch&#8217;essi <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nap.edu/read/13189/chapter/4#34" target="_blank">un&#8217;idea degli anni &#8217;80</a> del secolo scorso quando, nel quadro della Strategic Defense Initiative di Reagan, si era pensato di montare dei laser ad alto potenziale su dei <strong>Boeing 747</strong>, un sistema di intercettazione degli Icbm basato nello spazio.</p>
<p>Si tratterebbe di <strong>satelliti armati di piccoli razzi intercettori</strong> che andrebbero a colpire i missili in arrivo quando sono ancora nella loro fase di ascesa e subito prima della fase <em>post boost</em> integrati da una nuova rete di satelliti dotati di sensori appositamente dedicati alla scoperta e direzione di tiro per le nuove armi. </p>
<p>C&#8217;è anche chi parla di <strong>satelliti armati di laser</strong>, che sarebbero utili soprattutto contro le <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-russia-batte-tutti-operativa-la-prima-testata-hgv-per-missili-intercontinentali/" target="_blank">nuove testate ipersoniche e manovrabili Hgv</a>, ma nella Missile Defense Review non vengono espressamente citati.</p>
<p>Questo aspetto risulta sicuramente quello più controverso perché potrebbe infrangere il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/cose-lo-space-warfare-perche-cosi-importante/" target="_blank">trattato internazionale sullo spazio esterno</a> (Outer Space Treaty) del 1967 che mantiene lo spazio privo di armi nucleari o di distruzione di massa. </p>
<p>La debolezza del trattato risiede nella sua semplicità e nel fatto che sia frutto dei suoi tempi: allora non erano prese in esame armi come laser o fasci a microonde da piazzare in orbita e l&#8217;unica paura era quella che venissero piazzate nello spazio testate nucleari da sganciare al momento giusto sul territorio avversario. </p>
<p>Quello che è certo è che <a href="https://www.defensenews.com/breaking-news/2019/01/17/space-based-interceptors-and-drones-with-lasers-the-pentagons-missile-defense-review-wish-list-revealed/" target="_blank">vedremo presto i frutti della Missile Defense Review americana</a> e non solamente per la questione dell&#8217;F-35 usato in funzione antimissile: la maggior parte dei programmi avrà finanziamenti enormi che porteranno ai primi riscontri entro la fine del prossimo biennio.</p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-pensano-intercettare-missili-nucleari-lf-35.html">Nuove potenzialità per gli F-35  &#8220;Fermeranno i missili nucleari&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Per la prima volta Israele sarà  all&#8217;esercitazione Cobra Warrior</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-volta-israele-sara-allesercitazione-cobra-warrior.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2019 11:31:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Aviazione israeliana]]></category>
		<category><![CDATA[f35]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1173" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_7700152.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_7700152.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_7700152-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_7700152-768x469.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_7700152-1024x626.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il portavoce del Ministero della Difesa inglese ha reso noto che Israele, per la prima volta nella storia, parteciperà all&#8217;esercitazione congiunta Cobra Warrior con la il prossimo settembre. Che cos&#8217;è l&#8217;esercitazione Cobra Warrior Precedentemente conosciuta come Cqwi (Combined Qualified Weapons Instructor), l&#8217;esercitazione ora chiamata Cobra Warrior ha come obiettivo quello di fornire una fase di valutazione combinata per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-volta-israele-sara-allesercitazione-cobra-warrior.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-volta-israele-sara-allesercitazione-cobra-warrior.html">Per la prima volta Israele sarà  all&#8217;esercitazione Cobra Warrior</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1173" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_7700152.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_7700152.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_7700152-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_7700152-768x469.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_7700152-1024x626.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il portavoce del <a style="color: #0000ff" href="https://ukdefencejournal.org.uk/israeli-fighter-jets-to-take-part-in-exercise-over-british-skies/" target="_blank">Ministero della Difesa inglese</a> ha reso noto che <strong>Israele</strong>, per la prima volta nella storia, parteciperà all&#8217;esercitazione congiunta <strong>Cobra Warrior</strong> con la il prossimo settembre.</p>
<p>Che cos&#8217;è l&#8217;esercitazione Cobra Warrior</p>
<p>Precedentemente conosciuta come <strong>Cqwi</strong> (Combined Qualified Weapons Instructor), l&#8217;esercitazione ora chiamata Cobra Warrior ha come obiettivo quello di fornire una <strong>fase di valutazione combinata per gli istruttori di armi in erba</strong> della Raf. Con la rideonominazione, però, si è riconosciuto il carattere più ampio dell&#8217;esercitazione che ora prevede un programma più complesso ed omnicompresivo che coinvolge tutti gli elementi di una Forza Aerea.</p>
<p>La Cobra Warrior infatti prevede la <strong>partecipazione di vari <em>asset</em></strong> per la messa in scena di una situazione di combattimento in cui le minacce provengono non solo dai caccia nemici, ma anche da un ambiente elettronicamente ostile e da sistemi di difesa aerea di vario tipo: pertanto partecipano velivoli come gli <strong>E-3D Sentry</strong> oltre ai <strong>Typhoon</strong> e <strong>Tornado</strong> della Royal Air Force.</p>
<p>L&#8217;esercitazione prevede anche una parte relativa alle <strong>missioni SAR</strong> (Search And Rescue) per simulare il recupero di piloti abbattuti grazie anche all&#8217;impiego di velivoli ad ala rotante come Chinooks, Lynx e Apache utilizzati in funzione di copertura. </p>
<p>La Cobra Warrior quest&#8217;anno si terrà presso la <strong>base Raf di Waddington</strong>, nel Lincolnshire, a sud ovest della città di Sheffield, ma data la portata dell&#8217;esercitazione altre strutture saranno coinvolte.</p>
<p>La partecipazione di Israele</p>
<p>Come riportato dalla Raf, <strong>il ruolo di Israele nella Cobra Warrior di quest&#8217;anno non è stato ancora ben delineato</strong>, ma quello che sappiamo è che la <strong>Iaf</strong> (Israeli Air Force), parteciperà con un certo numero di <strong>F-15</strong> affiancati dal relativo personale di supporto.</p>
<p>Come già accennato è la prima volta che la Raf e la Iaf svolgono apertamente un&#8217;esercitazione congiunta anche se personale inglese ha partecipato, se pur solo in qualità di osservatore, alla <strong>Blue Flag</strong> del 2017, l&#8217;esercitazione internazionale che si svolge in Israele e che in quell&#8217;anno ha visto coinvolti velivoli provenienti da Stati Uniti, Polonia, Italia, Grecia e per la prima volta da Germania, India e Francia. </p>
<p>Sempre secondo fonti inglesi, <a style="color: #0000ff" href="https://www.timesofisrael.com/in-first-iaf-to-fly-in-british-air-exercise-cobra-warrior/" target="_blank">riportate dal <em>Times of Israel</em></a>, il Regno Unito parteciperà all&#8217;<strong>edizione del 2020</strong> della Blue Flag e sarà la prima volta che velivoli inglesi saranno rischierati in Israele da quando è nato lo Stato battente la Stella di Davide.</p>
<p>Non solo Israele alla Cobra Warrior</p>
<p> I velivoli israeliani non saranno i soli a partecipare all&#8217;esercitazione Cobra Warrior. Già nelle edizioni passate erano si è potuto assistere alla presenza dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, ma è soprattutto la <strong>Germania</strong> ad essere di casa.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;anno scorso, ad esempio, la <em>Bundesluftwaffe</em> era presente presso la base Raf di <strong>Connigsby</strong>, sede prescelta per i velivoli tedeschi e ben nota per essere una delle più importanti basi inglesi, con i suoi Eurofighter Typhoon e Tornado. I Tornado provenivano dal 51esimo <em>Taktisches Luftwaffengeschwader</em> (TLG.51) basato a Schleswig-Jagel e gli EF2000 dal TLG.73 di Rostock-Laage.</p>
<p><a style="color: #0000ff" href="http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/notizie/Pagine/20180927_Conclusa-lesercitazione-Cobra-Warrior-2018.aspx" target="_blank">Anche l&#8217;Italia era presente</a> nella passata edizione e lo sarà anche nella prossima. L&#8217;anno scorso, sempre a Waddington, i nostri <strong>Typhoon del Quarto Stormo</strong> caccia di base a Grosseto e due piloti rispettivamente provenienti dal 36esimo stormo di Gioia del Colle e 37esimo di Trapani-Birgi sono stati impegnati in attività che hanno anche visto il rifornimento in volo da aerocisterne americane, inglesi e tedesche.</p>
<p>Vedremo anche gli F-35?</p>
<p>Oltre alla chiara <strong>finalità diplomatica</strong> dell&#8217;esercitazione con la partecipazione di Israele &#8211; che non è nuova a questo tipo di &#8220;diplomazia aeronautica&#8221; &#8211; risulta di particolare interesse notare che su quattro forze aeree presenti, tre sono dotate del nuovo <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/programma-f-35/" target="_blank">cacciabombardiere stealth F-35</a>.</p>
<p>Israele, <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/caccia-f-35-israeliani/" target="_blank">coi suoi Adir</a>, è stato, in particolare, il primo ad ottenere la Ioc per gli F-35 al di fuori degli Stati Uniti ed il primo ad utilizzarli in combattimento, anticipando in questo anche quelli americani <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/afghanistan-f-35-marines/" target="_blank">recentemente impiegati in Afghanistan</a>. Anche l&#8217;Italia, così come la Gran Bretagna, ha ottenuto da poco l&#8217;importante obiettivo della <a href="http://www.occhidellaguerra.it/dichiarata-la-ioc-per-gli-f-35-italiani-allesercitazione-nato-tlp-di-amendola/" target="_blank">Initial Operational Capability</a> e pertanto la Cobra Warrior potrebbe essere un&#8217;occasione importante per Raf, Iaf, e Am di <strong>mettere alla prova la capacità della macchina</strong> di integrarsi con diverse piattaforme e soprattutto, viste le finalità dell&#8217;esercitazione, testare i sistemi d&#8217;arma e relativo software di utilizzo.</p>
<p>Ovviamente ancora non c&#8217;è nulla di certo in merito, e restano solo mere speculazioni, però non ci stupiremmo di vedere almeno gli F-35 inglesi ed italiani volare nei cieli albionici il prossimo settembre.</p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-volta-israele-sara-allesercitazione-cobra-warrior.html">Per la prima volta Israele sarà  all&#8217;esercitazione Cobra Warrior</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gli F-35 inglesi sono pronti a colpire: ecco come cambia l&#8217;aeronautica</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-f-35-inglesi-pronti-colpire-cambia-laeronautica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2019 17:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica britannica]]></category>
		<category><![CDATA[f35]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="3500" height="2333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8004758-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8004758-1.jpg 3500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8004758-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8004758-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8004758-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3500px) 100vw, 3500px" /></p>
<p>La Gran Bretagna possiede nove F-35 pronti al combattimento, lo ha confermato il segretario della Difesa Gavin Williamson. Dopo l&#8217;acquisto, la consegna della prima tranche, e la lunga sessione di test portata a termine con l&#8217;alleato statunitense, la forza aerea britannica sarebbe pronta ad impiegare in azione la prima formazioni di caccia di 5ª  generazione Joint &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-f-35-inglesi-pronti-colpire-cambia-laeronautica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-f-35-inglesi-pronti-colpire-cambia-laeronautica.html">Gli F-35 inglesi sono pronti a colpire: ecco come cambia l&#8217;aeronautica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3500" height="2333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8004758-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8004758-1.jpg 3500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8004758-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8004758-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8004758-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3500px) 100vw, 3500px" /></p><p>La Gran Bretagna possiede <strong>nove F-35 pronti al combattimento</strong>, lo ha confermato il segretario della Difesa <strong>Gavin Williamson</strong>. Dopo l&#8217;acquisto, la consegna della prima tranche, e la lunga sessione di test portata a termine con l&#8217;alleato statunitense, la forza aerea britannica sarebbe pronta ad impiegare in azione la prima formazioni di caccia di 5ª  generazione Joint Strike Fighter. Così facendo il Regno Unito si confermerebbe la terza potenza internazionale pronta a inviare i suoi nuovi caccia, dopo Stati Uniti e Israele che li hanno già impegnati in azione in Libia e Siria.  </p>
<p></p>
<p>Gli F-35B Lightning II pronti all&#8217;azione sono stati assegnati come già riportato alla nuova portaerei HMS Queen Elizabeth, ma sono custoditi nella base Raf di Marham, mentre la base Raf Lakenheath si prepara ad accogliere <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/f-35-schierati-in-europa-ecco-la-prima-base-permanente/">le squadriglie alleate della forza aerea statunitense</a> che entrerebbero in azione &#8211; a fianco degli F-35 con la coccarda della Raf &#8211; per difendere lo spazio aereo Nato nell&#8217;Europa continentale. </p>
<p></p>
<p>Attualmente sono 17 velivoli nella flotta F-35, e 18 quelli in costruzione ordinati per la seconda tranche, per arrivare ad un totale di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/quanti-f-35-per-il-regno-unito/">138 velivoli che saranno in forza tra Royal Air Force e Royal Navy </a>.  Secondo quanto riportato dalle fonti del Ministero della Difesa, i caccia operativi già presenti in Gran Bretagna posso essere gestiti congiuntamente dalle due forze aeree nazionali operando da vettori di terra e di mare, non appena la portaerei sarà pronta a prendere il mare con il suo Carrier Strike Group.</p>
<p></p>
<p>Il Segretario alla Difesa Williamson ha aggiunto durante la sua dichiarazione riguardante l&#8217;operatività del nuovo vettore che: &#8220;Mentre si festeggia il primo secolo della RAF, stiamo già pensando ai prossimi 100 anni&#8221;. Come riportato dal sito della Difesa, il segretario Williamson ha dichiarato che gli<strong> F-35 formeranno la spina dorsale della flotta aerea da combattimento del Regno Unito</strong> insieme ai jet Typhoon; annunciato inoltre che Londra è pronta a dotarsi di nuovi e complessi armenti all&#8217;avanguardia per &#8220;Aumentare enormemente le sue capacità&#8221; <strong>nell&#8217;era Brexit</strong>. &#8220;La nostra nazione sta entrando in una nuova era, al di fuori dell&#8217;Unione Europea, e le nostre enormi conquiste nella capacità aerea rendono chiaro il nostro impegno per un ruolo sulla scena mondiale sia per i nostri alleati che per i nostri nemici.&#8221; ha concluso.</p>
<p>La forza aera britannica sta infatti radiando dal servizio la sua enorme flotta di Panavia Tornado, per incentrare tutta le sue capacità sui nuovi F-35 e su i <strong>Typhoon</strong>, aggiornati per l&#8217;impiego di nuovi armi come il missile <em>air-to-air</em> Meteor, il missile da crociera Deep Shadow e i missili di precisione <em>air-to-ground</em> Brimstone in seguito al &#8220;<strong>Programma Centurion</strong>&#8220;. Questo jet multiriolo di 4 generazione &#8220;plus&#8221; dovrebbe rimanere, secondo i piani della difesa britannica, in servizio almeno fino al 2040, quando si pensa che il nuovo <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/londra-svela-tempest-caccia-sesta-generazione-1554218.html">jet stealth di 6ª generazione &#8220;Tempest&#8221;</a> avrà già raggiunto la sua capacità operativa.  Secondo il capo del programma Sir Stephen Hillier, il Tempest dovrebbe essere pronto per 2035. Portando la capacità aera di sesta generazione nella Royal Air Force.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-f-35-inglesi-pronti-colpire-cambia-laeronautica.html">Gli F-35 inglesi sono pronti a colpire: ecco come cambia l&#8217;aeronautica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Giappone, svolta sulle portaerei: sono pronti ad arrivare gli F-35</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/giappone-svolta-sulle-portaerei-pronti-ad-arrivare-gli-f-35.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2018 21:08:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[f35]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei Izumo]]></category>
		<category><![CDATA[Programma F-35]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="947" height="631" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35.jpg 947w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 947px) 100vw, 947px" /></p>
<p>Le voci di corridoio che si erano susseguite negli ultimi mesi ora trovano conferma ufficiale: il Giappone acquisterà un importante lotto di F-35 che include anche la versione imbarcata a decollo corto e atterraggio verticale (Stovl) per equipaggiare le nuove portaerei classe Izumo. L&#8217;ordine piazzato da Tokyo prevede l&#8217;acquisto di 105 velivoli di cui 42 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/giappone-svolta-sulle-portaerei-pronti-ad-arrivare-gli-f-35.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/giappone-svolta-sulle-portaerei-pronti-ad-arrivare-gli-f-35.html">Giappone, svolta sulle portaerei: sono pronti ad arrivare gli F-35</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="947" height="631" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35.jpg 947w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/f35-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 947px) 100vw, 947px" /></p><p>Le voci di corridoio che si erano susseguite negli ultimi mesi ora trovano conferma ufficiale: il <strong>Giappone</strong> acquisterà un importante lotto di <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/programma-f-35/" target="_blank"><strong>F-35</strong></a> che include anche la versione imbarcata a decollo corto e atterraggio verticale (Stovl) per equipaggiare le nuove <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/giappone-sta-annunciare-portaerei-difensive-1608425.html" target="_blank">portaerei classe Izumo</a>.</p>
<p>L&#8217;ordine piazzato da Tokyo prevede l&#8217;<strong>acquisto di 105 velivoli</strong> di cui <strong>42 saranno della versione B</strong>, quella Stovl impiegabile dalle portaerei &#8220;minori&#8221;, e attualmente solo in dotazione a Stati Uniti, Regno Unito e <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/f-35-italiani/" target="_blank">Italia</a>. L&#8217;acquisizione, del valore di <strong>10 miliardi di dollari</strong>, fa parte del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2018-12-18/michael-flynn-sentencing-washington-owes-him-an-apology" target="_blank">progetto di aumento delle spese per la Difesa</a> che prende il nome di <strong>Mdt</strong> (Medium Term Defense) e prevede un investimento complessivo pari a <strong>27.500 miliardi di Yen</strong> (244 miliardi di dollari) spalmati su un periodo che va dal 2019 al 2023. Un aumento netto della spesa militare pari a 3mila miliardi di Yen rispetto al quinquennio precedente.</p>
<p>La minaccia cinese e la politica statunitense</p>
<p>La decisione del Giappone si inquadra nel mutato scenario strategico asiatico che ha visto e sta vedendo un drammatico <strong>aumento dell&#8217;espansionismo cinese</strong>. La politica di Pechino, che punta alla prosperità attraverso l&#8217;espansione commerciale intessendo una rete di rapporti <em>win-win</em> con gli altri Paesi (la <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/che-cose-la-nuova-via-della-seta/" target="_blank">Nuova Via della Seta</a>), deve essere giocoforza supportata da un&#8217;<strong>implementazione dello strumento militare</strong> ed in particolar modo, per questioni geografiche e strategiche, di quello navale.</p>
<p>La Cina intende diventare un attore di primo piano sul palcoscenico globale proiettando la propria influenza oltre i mari a lei adiacenti e pertanto diventa essenziale la costruzione di una <strong>consistente flotta &#8220;di alto mare&#8221;</strong> che prevede l&#8217;ingresso in servizio di un adeguato numero di portaerei e rispettive unità di scorta. Le costruzioni cinesi non vanno sottovalutate: in questo particolare momento Pechino ha raggiunto, ad esempio, il primato nei missili antinave ipersonici staccando i suoi diretti concorrenti &#8211; Russia e Stati Uniti &#8211; attraverso la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.youtube.com/watch?v=JT7Lod8uylE" target="_blank">costruzione del CM-401</a>, presentato per la prima volta ufficialmente al recente <strong>Salone Internazionale di Zhuhai</strong>. </p>
<p></p>
<p>La politica di <strong>Shinzo Abe</strong> va incontro anche ai desideri di Washington di vedere le spese militari dei propri alleati aumentare per poter razionalizzare meglio il proprio dispositivo militare e colmare (e superare) i gap che separano gli Stati Uniti dai suoi avversari, eredità della passata amministrazione Obama caratterizzata da tagli lineari alla Difesa che hanno <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lallarme-degli-esperti-di-questo-passo-gli-usa-perderanno-la-superiorita-aerea/" target="_blank">seriamente compromesso l&#8217;attività e la linea logistica</a> (e manutentiva) delle Forze Armate americane.</p>
<p>La politica di Trump &#8220;America first&#8221; va letta anche in questo senso: sensibilizzare i propri alleati verso un aumento delle spese militari in modo che gli Stati Uniti possano <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-svolta-negli-stati-uniti-un-traguardo-del-b21/" target="_blank">concentrarsi nello sviluppo e modernizzazione del proprio arsenale</a> per assicurarsi stabilmente la supremazia globale ed avere una proiezione di forza ad hoc che funga da efficace deterrente contro le potenze &#8220;emergenti&#8221; quali la Russia ed in particolar modo la Cina.</p>
<p>Le controversie costituzionali</p>
<p>Il Giappone, com&#8217;è noto, <strong>non può dotarsi di strumenti militari offensivi</strong>, siano essi bombardieri a lungo raggio o portaerei. Lo vieta la loro costituzione che all&#8217;<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.mod.go.jp/e/d_act/d_policy/dp01.html" target="_blank">articolo 9</a> esprime il concetto di rinuncia, da parte nipponica, di ricorrere al diritto sovrano dell&#8217;uso della guerra come strumento di risoluzione delle dispute internazionali. Questo quindi si riflette sull&#8217;assetto delle proprie Forze Armate che vengono infatti definite <strong>Self Defense Forces</strong> (Forze di autodifesa) il cui compito è quello di mantenere il minimo livello necessario di difesa della nazione e pertanto viene escluso il possesso e l&#8217;impiego di sistemi d&#8217;arma ritenuti offensivi come appunto le portaerei o i bombardieri. </p>
<p>Questa importante postura apre quindi delle controversie in merito alla trasformazione delle unità classe Izumo e al relativo acquisto degli F-35B che andranno ad equipaggiarle.</p>
<p></p>
<p>Le Izumo, sulla carta, vengono definite &#8220;cacciatorpedinere portaelicotteri&#8221; per poter aggirare i limiti costituzionali, un po&#8217; come avviene per l&#8217;Italia e nave Cavour, che, come nave Garibaldi, è stata definita &#8220;incrociatore portaeromobili&#8221;. I lavori di adeguamento delle Izumo (2 unità in servizio e altre due previste), che in fase di costruzione erano già state pensate con ascensori rinforzati, rivestimento del ponte di volo antivampa e possibilità di dotarsi di ski-jump, sembrano quindi cozzare contro i limiti costituzionali. Ancora di più se si pensa all&#8217;impiego degli F-35B.</p>
<p>Il Governo di Abe, in merito a questa problematica, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ft.com/content/f32519c8-0263-11e9-99df-6183d3002ee1" target="_blank">ha affermato che l&#8217;impiego degli F-35 dalle Izumo sarà puramente difensivo</a> spiegando che il Giappone dispone di sole due piste &#8220;avanzate&#8221; per poter controllare il suo arcipelago meridionale, non casualmente oggetto di contesa con la Cina: <strong>Iwo Jima</strong> nel Mar delle Filippine e la base di Naha a <strong>Okinawa</strong>. Entrambe troppo lontane dalla &#8220;zona calda&#8221; in questione.</p>
<p>Per raffreddare gli animi, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-cina-minaccia-giappone-non-costruite-piu-le-portaerei/" target="_blank">soprattutto cinesi</a>, che si sono scaldati in merito alla trasformazione delle Izumo, Tokyo ha riferito che &#8220;Non possiamo permetterci di convertire le navi in vascelli che siano esclusivamente dedicati ad effettuare operazioni con velivolo ad ala fissa; una conversione totale in portaerei non può accadere e non accadrà&#8221;.</p>
<p>Plaude quindi Washington, che che chiude un occhio a fronte del consistente ordine di F-35 che porterà un&#8217;ulteriore <strong>boccata d&#8217;ossigeno al programma</strong> &#8211; e ne abbasserà notevolmente i costi di produzione con beneficio di tutti gli acquirenti &#8211; e che così si troverà ad avere un fedele alleato bene armato in uno scacchiere caldo e vitale per gli interessi americani, in quanto ormai la partita per il controllo dell&#8217;economia globale si gioca in Asia. </p>
<p>Tokyo però sembra non sorridere per la propria scelta. Se da un lato 105 nuovi F-35 rappresentano un importante passo avanti nella modernizzazione della <strong>Jsdaf</strong> (Japan Self Defense Air Force), dall&#8217;altro potrebbero dare un duro colpo alle produzioni aeronautiche locali: il progetto di sostituzione del vecchio <strong>Mitsubishi F-2</strong> &#8211; versione autoctona dell&#8217;F-16 &#8211; potrebbe infatti vedere i fondi destinatigli venire stornati in favore dell&#8217;acquisizione del cacciabombardiere di quinta generazione della Lockheed-Martin. </p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/giappone-svolta-sulle-portaerei-pronti-ad-arrivare-gli-f-35.html">Giappone, svolta sulle portaerei: sono pronti ad arrivare gli F-35</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;F35 è finalmente operativo  per partire dalle portaerei americane</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lf35-finalmente-operativo-partire-dalle-portaerei-americane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2018 19:17:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[F-35C]]></category>
		<category><![CDATA[f35]]></category>
		<category><![CDATA[marina-militare-usa]]></category>
		<category><![CDATA[Programma F-35]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_7881796.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_7881796.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_7881796-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_7881796-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_7881796-1024x733.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 12 dicembre 2018 segna un&#8217;altra pietra miliare nello sviluppo del programma F-35. La sua versione imbarcata, la C, è stata dichiarata in grado di operare dalle portaerei della Marina americana. A bordo della USS Carl Vinson (Cvn 70) che incrocia nelle acque del Pacifico al largo della California, lo stormo imbarcato della US Navy &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/lf35-finalmente-operativo-partire-dalle-portaerei-americane.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lf35-finalmente-operativo-partire-dalle-portaerei-americane.html">L&#8217;F35 è finalmente operativo  per partire dalle portaerei americane</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_7881796.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_7881796.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_7881796-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_7881796-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_7881796-1024x733.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>12 dicembre 2018</strong> segna un&#8217;altra pietra miliare nello sviluppo del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/programma-f-35/" target="_blank">programma F-35</a>. La sua versione imbarcata, la C, è stata dichiarata in grado di operare dalle portaerei della <strong>Marina americana</strong>.</p>
<p>A bordo della <strong>USS Carl Vinson</strong> (Cvn 70) che incrocia nelle acque del Pacifico al largo della California, lo stormo imbarcato della US Navy <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.vfa147.navy.mil/" target="_blank">VFA-147</a></strong> &#8220;Argonauts&#8221; ha completato il <strong>programma di qualificazione</strong> per poter operare dalle portaerei con l&#8217;F-35C, l&#8217;ultimo passaggio richiesto al velivolo prima di dichiarare la <strong>Ioc</strong> (Initial Operating Capability), la capacità operativa iniziale che determinerà l&#8217;effettivo ingresso in servizio attivo del caccia di quinta generazione dalle caratteristiche stealth.                </p>
<p>Di cosa si tratta?</p>
<p>La <strong>Sffoc</strong> (Safe for Flight Operation Certification) raggiunta dagli Argonauts è il passaggio finale per la transizione dello stormo imbarcato dagli <strong>F/A-18E</strong> &#8220;Super Hornet&#8221; agli F-35C &#8220;Lightning II&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Questo processo assicura che lo stormo sia dotato di <strong>personale qualificato per effettuare le operazioni</strong> di manutenzione e di sicurezza in supporto alle operazioni della flotta. Tutti gli stormi imbarcati che sono in fase di transizione da un velivolo ad un altro sono obbligati a completare il programma di certificazione Sffoc prima che possano conseguire la piena indipendenza nel condurre operazioni di volo.</p>
<p>Quando viene introdotto un nuovo velivolo nella flotta viene demandato ad un apposito stormo, denominato <strong>Fleet Replacement Squadron</strong> (Frs), il compito di effettuare tutte le operazioni di transizione da un velivolo ad un altro in affiancamento allo stormo che riceverà la nuova macchina. In questo caso è trattato del <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.public.navy.mil/AIRFOR/VFA125/Pages/default.aspx" target="_blank">VFA-125</a></strong> &#8220;Rough Raiders&#8221;, riattivato a gennaio del 2017. Da quando ha completato il dispiegamento operativo lo scorso inverno, il VFA-147 ha infatti lavorato insieme ai &#8220;Rough Raiders&#8221; per completare la certificazione di abilitazione all&#8217;impiego imbarcato del Lighting II. Da questo momento, quindi, gli &#8220;Argonauts&#8221; saranno in grado di operare in modo indipendente con i nuovi F-35C.       </p>
<p>Il programma Sffoc abbraccia <strong>diversi campi di azione</strong>, come ad esempio l&#8217;addestramento del personale del ponte di volo e meccanici di bordo. Inoltre il raggiungimento della certificazione prevede che lo stormo imbarcato abbia in effettiva dotazione <strong>almeno il 30% dei velivoli</strong> assegnatigli. Altri requisiti includono l&#8217;installazione e la capacità di operare con il software di impiego dell&#8217;F-35, il ben noto <strong>Alis</strong> (Autonomic Logistic Information System) che è adibito sia alla logistica del velivolo sia alla manutenzione oltre che all&#8217;inserimento dei diversi profili di attacco.   Nel caso degli stormi imbarcati esiste anche un requisito fondamentale che prevede di essere in grado di effettuare tutto lo spettro di interventi di manutenzione necessari a bordo della portaerei oltre ad aver appreso la capacità di effettuare operazioni sulle dotazioni di armi del velivolo in tutta sicurezza.</p>
<p>&#8220;La certificazione Sffoc ottenuta dagli Argonauts è stata conseguita dopo uno sforzo erculeo dei marinai dello stormo e attesta la consapevolezza dell&#8217;equipaggio in merito alle abilità conseguite per operare e mantenere in linea di volo gli F-35C&#8221; sono state le parole del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.cpf.navy.mil/news.aspx/110634?fbclid=IwAR2aoiyAkHXYfmbpfwhCGTrALeZYL0QhLC3Rcqm1BTMwxsVC7Qv4yJWdVwM" target="_blank">capitano Max McCoy</a>, comandante del Joint Strike Fighter Wing &#8220;Attendiamo con ansia la dichiarazione della Ioc e l&#8217;integrazione dell&#8217;F-35C nel Carrier Strike Group. Il velivolo è una componente fondamentale affinché la Us Navy mantenga il predominio ovunque nel mondo&#8221;.           </p>
<p></p>
<p>Secondo quando rilasciato dalla Marina americana la <strong>capacità operativa iniziale</strong> (Ioc) che permetterà agli F-35C di effettuare le prime operazioni di volo, sarà conseguita <strong>entro la fine di febbraio del 2019</strong>.</p>
<p>L&#8217;F-35C, il falco della flotta americana</p>
<p>L&#8217;<a href="http://www.occhidellaguerra.it/programma-f-35/" target="_blank">F-35C</a> è la versione imbarcata lanciabile da catapulta del velivolo di quinta generazione stealth della Lockheed-Martin.</p>
<p>Esso <strong>differisce</strong> notevolmente rispetto sia alla versione basata a terra, la A, sia rispetto a quella a decollo corto e atterraggio verticale (Stovl), la B.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;<strong>ala</strong> infatti, così come i piani di coda, è di dimensioni maggiori ed è <strong>ripiegabile</strong> per facilitarne la sistemazione nei comunque angusti spazi di una portaerei. È dotato di un <strong>cannone da 25 millimetri</strong> in un pod (contenitore esterno) ventrale a differenza di quanto avviene nella versione A, in cui è posto internamente. Il <strong>carrello di atterraggio è rinforzato</strong> per sopportare le enormi sollecitazioni dovute ad un appontaggio tradizionale con cavi di arresto e, così come avviene per la versione B, il rifornimento in volo avviene tramite sonda flessibile &#8220;a cestello&#8221;. Ha un<strong> raggio di azione di 1100 chilometri</strong> (600 miglia nautiche) superiore a quello della altre due versioni. La Us Navy prevede di utilizzarlo congiuntamente agli F/A-18E/F Super Hornet.</p>
<p>Il motore è un <strong>Pratt &amp; Whitney F-135</strong> che è praticamente identico a quello della versione A &#8211; nella B differisce per avere l&#8217;ugello orientabile ed una spinta leggermente inferiore &#8211; ed è accreditato di erogare una spinta massima di 44 mila libbre (circa 20 mila chilogrammi). </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lf35-finalmente-operativo-partire-dalle-portaerei-americane.html">L&#8217;F35 è finalmente operativo  per partire dalle portaerei americane</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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