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	<title>Europol Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 30 May 2024 15:45:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Europol Archives - InsideOver</title>
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		<title>Europol sotto attacco: i dati venduti sul darkweb</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/europol-sotto-attacco-i-dati-venduti-sul-darkweb.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2024 07:52:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber attack]]></category>
		<category><![CDATA[Europol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1418" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-600x443.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1024x756.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-768x567.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1536x1134.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è fermento all&#8217;Aia, precisamente nella sede centrale dell&#8217;Europol, l&#8217;agenzia dell&#8217;Unione europea per la cooperazione nell&#8217;attività di contrasto che si occupa di coordinare operazioni di polizia su scala europea ma anche internazionale. Un lavoro che si basa sulle informazioni. Ed è proprio un furto di informazioni che in questi giorni sta tenendo molti addetti ai lavori &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/europol-sotto-attacco-i-dati-venduti-sul-darkweb.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1418" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-600x443.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1024x756.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-768x567.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cybersecurity-hacekr-1536x1134.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è fermento all&#8217;Aia, precisamente nella sede centrale dell&#8217;Europol, l&#8217;<strong>agenzia dell&#8217;Unione europea per la cooperazione nell&#8217;attività di contrasto</strong> che si occupa di coordinare operazioni di polizia su scala europea ma anche internazionale. Un lavoro che si basa sulle informazioni. Ed è proprio un <strong>furto di informazioni </strong>che in questi giorni sta tenendo molti addetti ai lavori con il fiato sospeso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mercato nero del web</h2>



<p>Pochi giorni fa, prima sui canali del <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/droga-armi-malware-e-pedofilia-i-bassifondi-della-rete-necessari-per-la-liberta.html">Darkweb </a>e poi in <a href="https://it.insideover.com/criminalita/il-grande-mercato-dei-dati-personali-sul-darkweb.html">via ufficiale</a>, è stata data notizia di un attacco informatico sferrato con successo ai sistemi informatici dell&#8217;agenzia. Inizialmente non era chiaro cosa fosse stato trafugato, si parlava genericamente di &#8220;dati classificati&#8221;. Il 13 maggio, infine, si è capito qualcosa di più: sul noto forum del Darkweb <strong>Breach Forums</strong>, la sigla <strong>IntelBroker</strong>, dietro cui non è chiaro se si nasconda un singolo criminale o una vera e propria organizzazione strutturata, ha rivendicato l&#8217;esfiltrazione &#8211; e<strong> la vendita sul mercato nero del web</strong> &#8211; di<strong> </strong>file FOUO [<em>for official use only</em>, ovvero file riservati], documenti contenenti dati sensibili, informazioni sui dipendenti dell’Europol, codici sorgente, file PDF, documenti di intelligence.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Indagini in corso</h2>



<p>A essere &#8220;bucata&#8221; sarebbe stata la piattaforma <strong>EPE</strong>, portale online utilizzato dagli esperti delle forze dell’ordine di tutta Europa per<em>&nbsp;“condividere conoscenze, migliori pratiche e dati sui reati non identificabili a livello personale”.</em> Attualmente, la piattaforma è offline per consentire agli inquirenti di svolgere analisi informatiche forensi e cercare di indentificare l&#8217;attaccante. L&#8217;Europol, in una nota ufficiale, ha però rassicurato in primis sé stessa dicendo che <em>“nessuna informazione operativa viene elaborata nell’EPE, i sistemi principali di Europol non sono stati interessati e nessun dato operativo è stato compromesso”.</em></p>



<p>Secondo quanto riportato dal sito specializzato <em>Red Hot Cyber</em>, IntelBroker ha anche rivendicato di aver avuto accesso a una delle community ospitate sul portale EPE, ovvero EC3 SPACE (Secure Platform for Accredited&nbsp;Cybercrime&nbsp;Experts), &#8220;che ospita centinaia di materiali relativi alla criminalità informatica utilizzati da più di 6.000 esperti di tutto il mondo&#8221;. I dati personali e riservati di membri delle forze dell&#8217;ordine, esperti di sicurezza informatica e altri professionisti potrebbero dunque essere a rischio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un attacco State sponsored? </h2>



<p>Sebbene l&#8217;identità di chi si nasconda dietro la sigla IntelBroker non sia nota, di certo non passa inosservata la sua predilezione per i &#8220;pesci grossi&#8221;. Le sue vittime, nel corso degli anni, sono stati attori statali di prima grandezza. Tra questi, si sospetta che vi sia la sua azione dietro l&#8217;esfiltrazione di dati sensibili dal <strong>Dipartimento di Stato, il Dipartimento della Difesa e l’esercito americano</strong>. Determinati target portano dunque a ipotizzare l&#8217;azione di un&#8217;organizzazione criminale con entrature in qualche nazione interessata a questo genere di informazioni. Ma quale sia il committente &#8211; o i committenti &#8211; è al momento impossibile da stabilire.</p>



<p>Questo incidente riporta in primo piano la necessità di non abbassare la guardia. Se anche un colosso della sicurezza come Europol si trova esposto a questo genere di minacce, allora è chiaro che nessuno è veramente al sicuro. Il crimine informatico va di pari passo con l&#8217;evoluzione tecnologica. Una rincorsa tra guardie e ladri che non avrà mai fine, un carosello infernale in cui nessuno può arrendersi. Pena: l&#8217;annientamento. </p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Operazione Cronos: com&#8217;è stato disarticolato LockBIT</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/operazione-cronos-come-stato-disarticolato-lockbit.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2024 18:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Europol]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Bureau of Investigation (Fbi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Cyber-warfare-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cyber (La Pressde)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Cyber-warfare-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Cyber-warfare-La-Presse-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Cyber-warfare-La-Presse-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Cyber-warfare-La-Presse-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Europol, Eurojust, FBI, l&#8217;agenzia per il crimine informatico inglese. Questa la task force autrice dell&#8217; &#8220;operazione Cronos&#8220;, la più grande azione, almeno in tempi recenti, contro un colosso del crimine informatico: il famigerato gruppo LockBIT, autore, a partire del 2019 di un numero imprecisato di attacchi che ha fruttato alla holding criminale, secondo le stime, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/operazione-cronos-come-stato-disarticolato-lockbit.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Cyber-warfare-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cyber (La Pressde)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Cyber-warfare-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Cyber-warfare-La-Presse-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Cyber-warfare-La-Presse-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Cyber-warfare-La-Presse-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Europol</strong>, Eurojust, <strong>FBI</strong>, l&#8217;agenzia per il crimine informatico inglese. Questa la task force autrice dell&#8217; &#8220;<strong>operazione Cronos</strong>&#8220;, la più grande azione, almeno in tempi recenti, contro un colosso del crimine informatico: il famigerato gruppo <strong>LockBIT</strong>, autore, a partire del 2019 di un numero imprecisato di attacchi che ha fruttato alla holding criminale, secondo le stime, oltre <strong>200 milioni di dollari</strong>. </p>



<p>Un modus operandi quello di LockBIT (i cui appartenenti, seppur non vi sia certezza a riguardo, provengono dall&#8217;Est Europa) basato principalmente sul ricatto. Una volta bloccati i sistemi della vittima di turno grazie a un ramsonware omonimo, veniva avanzata la richiesta: soldi in cambio della decrittazione dei sistemi informatici. In caso contrario, il gruppo, allo scadere del tempo concordato, procedeva con la pubblicazione nel <strong>dark web </strong>di tutti i dati esfiltrati. </p>



<p>Un sistema che nella giornata di ieri è stato disarticolato con una grande operazione, portata a termine sfruttando una vulnerabilità sull&#8217;infrastruttura di LockBIT che ha consentito alle forze dell&#8217;ordine di accedere ai segreti più reconditi del gruppo. </p>



<p>Solo sei ore fa, la task force ha reso noti oltre 180 affiliati al gruppo criminale e, molto probabilmente, nelle prossime ore ci saranno altre rivelazioni. Sui diversi siti di LockBIT (almeno una ventina sono stati violati), da ieri campeggia un countdown allo scadere del quale la task force renderà note tutte le informazioni acquisite sul gruppo. Occhio per occhio, dente per dente, verrebbe da dire. </p>



<p>Questa è solo l&#8217;ultima manifestazione eclatante di una guerra sotterranea e senza quartiere che si combatte con una tastiera, una guerra dove &#8211; per una volta &#8211; l&#8217;unione e la cooperazione hanno fatto la differenza, radendo al suolo una delle organizzazioni criminali più prolifiche. </p>



<p>Alcuni arresti sono stati già eseguiti in Polonia ed è ora caccia ad altri criminali che in queste ore, non più al sicuro dietro uno schermo, staranno cercando di far perdere le proprie tracce nel mondo reale. In risposta a questa debacle, un portavoce di LockBIT ha contattato l&#8217;agenzia Reuters attraverso un canale Telegram promettendo vendetta, ma allo stato attuale, sembra più uno sterile moto di stizza che una reale minaccia. </p>



<p>Senza dubbio una giornata felice per chi si occupa di sicurezza informatica, ma è bene non cantare vittoria e restare vigile, perché morto un gruppo LockBIT, se ne formerà presto un altro. E starà certamente più attento a non offrire il fianco. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le nuove armi del terrore</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/droni-donne-e-ragazzi-allarme-di-europol-sulle-nuove-armi-del-terrore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Calogero Migliore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jun 2017 07:20:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Europol]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/4-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo il report pubblicato il 15 giugno da Europol, la minaccia jihadista in Europa è in netta crescita. Soltanto nel 2016, le detenzioni per attività collegate al terrorismo di matrice islamica sono state 718, una cifra che mostra un trend in aumento, se si pensa che nel 2014 erano state 395 e nel 2015 il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/droni-donne-e-ragazzi-allarme-di-europol-sulle-nuove-armi-del-terrore.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/4-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Secondo il report pubblicato il 15 giugno da Europol, la minaccia jihadista in Europa è in netta crescita. Soltanto nel 2016, le detenzioni per attività collegate al terrorismo di matrice islamica sono state 718, una cifra che mostra un trend in aumento, se si pensa che nel 2014 erano state 395 e nel 2015 il numero arrivò a 687. In particolare, a fare aumentare il numero degli arresti è stata la Francia, che mostra ogni anno un numero sempre più elevato di operazioni e di detenzioni legate al fenomeno jihadista: solo nel 2016, 426 persone sono state arrestate con l’accusa di partecipare in qualche modo a reti terroriste islamiche. L’ascesa del fenomeno del terrorismo legato al <strong>jihad</strong> è ancora più evidente se si mettono a confronto i dati degli ultimi cinque anni: nel 2012, gli arresti per terrorismo internazionale in tutta l’Unione Europea furono 159, un quinto circa rispetto a quelli dell’anno scorso.</p>
<p>In questo aumento di arresti, che dimostra un’escalation della minaccia per quanto riguarda tutta l’Europa, Europol ha fatto notare in particolare l’incremento del numero di donne e di minori impegnati nel terrorismo internazionale. Il ruolo delle donne nel jihad sta mutando radicalmente, passando da una partecipazione ancillare della figura femminile nell’organizzazione degli attentati terroristici ad una sorta di vero e proprio arruolamento di nuclei femminili sempre più sostanziosi nella guerra del terrore. Nel 2015, le donne arrestate per attività vicine al terrorismo internazionale islamista sono state il 18% del totale dei detenuti, nel 2016 il numero è aumentato al 26%. Un segnale, questo, di come sia sempre più capillare la propaganda terrorista a tal punto anche da scardinare il muro che molto spesso è imperante nelle organizzazioni fondamentaliste riguardo al ruolo della donna.</p>
<p>Anche i minori sono sempre più soggetti al fenomeno della <strong>radicalizzazione</strong>. Un fenomeno trasversale che prende tutti i Paesi europei in cui dilaga la questione dei foreign fighters, dal momento che molti portano con sé i propri figli, ma anche perché molti minorenni sono già in grado di autoradicalizzarsi tramite internet e i social network e partono di loro spontanea volontà per i territori di guerra in Medio Oriente oppure rimangono per progettare attentati in Europa. Nel primo caso, è interessante quanto denunciato da Europol soprattutto con riferimento ai circa quaranta bambini olandesi che sono partiti con i padri alla volta dell’Iraq e della Siria o che sono nati lì e potrebbero tornare nei Paesi Bassi con la fine del conflitto. Decine di bambini addestrati a vivere nel fondamentalismo islamico più feroce e che, tornati in Europa, risulterebbero totalmente avulsi dal contesto occidentale trasformandosi in terroristi o predicatori di jihad. Il secondo caso, in altre parole quello dei giovani adulti ancora minorenni, è un fenomeno già ampiamente studiato soprattutto per quanto riguarda la Spagna, la Francia e la Gran Bretagna. Un esercito di ragazzi già pronti per unirsi alla cosiddetta &#8220;<strong>self-jihad</strong>&#8220;. A conferma di quanto detto, il 30% degli arrestati per attività collegate al terrorismo islamico ha meno di 25 anni.</p>
<p>Secondo l’intelligence europea, la propaganda del jihadismo globale sta cambiando pelle rispetto al passato. Oggi, la quantità di messaggi propagandistici sta diminuendo, grazie anche allo sviluppo sempre più forte di barriere statali alla creazione di siti internet di propaganda del terrore ma anche grazie agli impegni presi dagli Stati con le grandi aziende tecnologiche e di servizi informatici come Google, Facebook o di messaggistica come Telegram. Una diminuzione della quantità che però, a detta degli esperti europei, contrasta con una migliore qualità dei messaggi. La rete dello Stato Islamico ma anche di Al-Qaeda &#8211; in forte ripresa a detta degli analisti di Europol &#8211; si è incentrata ora su una diversificazione della propaganda e a una maggiore capacità di penetrare nel tessuto sociale. Meno proclami, meno siti, ma più forza nel messaggio. Messaggi che sono inoltre differenti a seconda del target sociale di riferimento e dell’area geografica dove si vuole far breccia con il proselitismo.</p>
<p>Quello che preoccupa in particolare Europol in questa fase del terrorismo internazionale è la crescita della rete dei cosiddetti “<strong>lupi solitari</strong>”, che in realtà, più che solitari, sono semplicemente persone che sagiscono da sole ma nel contesto di un’organizzazione ramificata. Un singolo uomo, oggi, è capace di incutere terrore tanto quanto un commando terrorista, ed è quello il messaggio che l’Isis ha voluto lanciare già da diverso tempo. E in questo senso, la minaccia di attacchi tramite droni con esplosivo viene sempre più evidenziata da Europol come un fenomeno con cui presto le intelligence europee dovranno fare i conti e così i sistemi di sicurezza degli Stati. Le informazioni rilasciate dai siti jihadisti sull’utilizzo di queste nuove armi e su come si possa sviluppare un esplosivo letale anche in piccole quantità, ha messo in allerta tutte le forze di sicurezza dell’Unione Europea. Una minaccia con cui non tutti gli Stati sono pronti a confrontarsi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Isis sta creando nuovi social</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/daesh-sta-creando-nuovi-social.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2017 07:44:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Antiterrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Europol]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="422" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/03/isis-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/03/isis-1.jpg 650w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/03/isis-1-300x195.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>I miliziani del Daesh stanno sviluppando dei social network alternativi di loro stessa produzione per evitare di utilizzare le piattaforma sociali create in Occidente a fini propagandistici. Questo è quanto ha spiegato il direttore di Europol, Rob Wainwright, nell’ultima conferenza stampa tenutasi a Londra.Le dichiarazioni di Wainwright vengono dopo un’operazione svolta dalla stessa Europol nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/daesh-sta-creando-nuovi-social.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="650" height="422" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/03/isis-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/03/isis-1.jpg 650w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/03/isis-1-300x195.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p><p>I miliziani del Daesh stanno sviluppando dei social network alternativi di loro stessa produzione per evitare di utilizzare le piattaforma sociali create in Occidente a fini propagandistici. Questo è quanto ha spiegato il direttore di Europol, Rob Wainwright, nell’ultima conferenza stampa tenutasi a Londra.Le dichiarazioni di Wainwright vengono dopo un’operazione svolta dalla stessa Europol nel corso della settimana, quando in poco più di due giorni, gli uffici europei hanno scoperto una rete jihadista in internet che utilizzava una sorta di versione islamista di Facebook. La scoperta ha immediatamente lanciato l’allarme in tutta Europa e in Occidente sul rischio che questo comporta per la sicurezza globale. Se, infatti, i tecnici del Daesh riescono a costruire proprie piattaforme sociali, utilizzando internet in modo da evitare ogni tipo di contatto con mezzi di comunicazione occidentali, potrebbero captare e mandare messaggi a innumerevoli militanti senza che le intelligence, al momento, possano utilizzare le reti classiche.Le reti sociali tradizionali sono state quelle finora utilizzate da parte di moltissimi miliziani e gruppi terroristi. Facebook, Twitter, siti internet, Telegram, sono stati per molto tempo dei grandiosi mezzi di comunicazione, nonostante il loro controllo straniero. Proprio per questo motivo, Facebook e Google, da tempo subiscono forti pressioni da parte della comunità internazionale e di tutti gli Stati impegnati nella lotta al terrorismo, affinché impongano politiche di privacy meno restrittive e diano maggiori garanzie alle forze di sicurezza di intervenire nelle trame dei social network e di internet. Tuttavia, queste richieste, contrastano contro le politiche dei colossi di comunicazione online, che invece fanno proprio della riservatezza dei dati acquisiti il vanto delle loro politiche ed il motivo per cui gli utenti si fidano nell’utilizzarli.Certamente, come ha segnalato Wainwright, il fatto che i terroristi si sentano obbligati a costruire delle proprie piattaforme sociali su internet per gestire le proprie attività, contatti e blog, dimostra come la pressione sui social network stia ormai diventando sempre più chiara. Le forze di intelligence hanno infatti da tempo adottato una politica molto più inflessibile su queste reti, specialmente su Facebook e Google, per via della loro fondamentale importanza nella lotta al crimine internazionale.Dall’altro lato, però, ora il rischio è che si creino universi paralleli di comunicazione in cui sarà molto più difficile addentrarsi, perché i parametri saranno diversi. L’utilizzo delle reti tradizionali era pericoloso e preoccupante, ma nello stesso tempo era più semplice riuscire a centrare l’obiettivo di intercettare le comunicazioni. Ora la minaccia si diversificherà in un numero di sistemi alternativi che possono essere potenzialmente infiniti.La conferenza stampa del direttore di Europol è nata proprio in funzione di una vasta operazione di intelligence multinazionale &#8211; in cui hanno collaborato le forze di Grecia, Portogallo, Stati Uniti, Polonia e Belgio- e che ha individuato migliaia di estremisti su almeno cinquanta piattaforme di internet distinte. Il numero così elevato ha dimostrato, ancora una volta, l’assoluta necessità dell’antiterrorismo di ampliare le proprie prerogative e soprattutto di intensificare la collaborazione con soggetti statali e privati. Il mondo di internet è per definizione un mondo senza confini dove gli attori privati sono ormai dei veri e propri soggetto internazionali, con cui bisogna fare i conti. Facebook (che detiene anche Whatsapp), Google, Telegram sono ormai colossi internazionali che hanno un impatto enorme sulla vita dei cittadini e che sono dei veri e propri attori geopolitici.Proprio per questo motivo, Wainwright ha voluto riaffermare l’assoluta importanza della cooperazione internazionale, specialmente tra Unione Europea e Regno Unito, nonostante Brexit. Per il capo di Europol, non è possibile pensare a un sistema di difesa mondiale senza che vi sia collaborazione fra Londra e l’Europa, soprattutto perché le conoscenze tecnologiche di entrambi sono fondamentali all’una come all’altra sponda della Manica. Per Wainwright, l&#8217;uso dei social network e di internet rappresenta la vera grande sfida dell’antiterrorismo internazionale delle prossime generazioni, perché è lì che nascono e si sviluppano le nuove generazioni di jihadisti. Un mondo oscuro e senza limiti in cui le forze dell’antiterrorismo devono avere il più possibile la capacità non solo di intervenire sui sistemi conosciuti, ma anche quello di capire le dinamiche sulla nascita d nuovi e più pericolosi sistemi alternativi. L’operazione contro il Daesh e Al Qaeda dell’ultima settimana ne è stata una chiara dimostrazione.</p>
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		<title>Perché l&#8217;Isis continuerà a minacciarci</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-lisis-continuera-minacciarci.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2016 08:11:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Europol]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="843" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/NEWPRESS_20161205182816_21517148.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/NEWPRESS_20161205182816_21517148.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/NEWPRESS_20161205182816_21517148-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/NEWPRESS_20161205182816_21517148-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/NEWPRESS_20161205182816_21517148-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/NEWPRESS_20161205182816_21517148-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>“Gli Stati Uniti affrontano la più grave minaccia terroristica dall’undici settembre. Gran parte della minaccia deriva da individui che sono stati radicalizzati in casa. Sono 227 i terroristi radicalizzati negli Stati Uniti dal 2001, ma 115 di essi sono stati identificati negli ultimi due anni. E’ probabile che tale tendenza aumenterà nel prossimo anno per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-lisis-continuera-minacciarci.html">[...]</a></p>
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Gran parte della minaccia deriva da individui che sono stati radicalizzati in casa. Sono 227 i terroristi radicalizzati negli Stati Uniti dal 2001, ma 115 di essi sono stati identificati negli ultimi due anni. E’ probabile che tale tendenza aumenterà nel prossimo anno per colpire obiettivi occidentali”.<a href="http://www.ilgiornale.it/static/reportage/cristiani_siria_iraq/cristiani_siria_iraq_home.htm" target="_blank"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18902" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/12/Strip.jpg" alt="strip" /></a>È quanto si legge nel Terror Threat Snapshot, diramato poche ore fa dalla Commissione dell’Homeland Security. Il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti d&#8217;America sovrintende anche al Sistema di identificazione del Livello di Sicurezza Interna ed al Secret Service.Lo Stato islamico<strong>Nel 2016 l’Isis ha condotto 62 attacchi confermati dalle autorità contro l’Occidente</strong>, ferendo 732 persone ed uccidendone 215. La minaccia per l&#8217;Europa e gli Stati Uniti persisterà anche nell’immediato futuro. Nel 2017 assisteremo ad una fuga di massa dei jihadisti da Mosul e Raqqa. I gruppi terroristici continueranno a fare affidamento sui <strong>programmi per i rifugiati</strong>, <strong>confini porosi</strong> e <strong>rotte migratorie</strong> note per accedere nei diversi paesi in tutto l&#8217;Occidente. Da rilevare che alcuni Paesi occidentali non associano la possibile minaccia jihadista ai programmi per i rifugiati. Più di 40.000 combattenti, 7900 dei quali provenienti dai paesi occidentali, hanno raggiunto la Siria dal 2011. In totale, coloro che hanno sposato la causa jihadista in Siria ed Iraq provengono da almeno 120 paesi. <strong>Europol</strong> stima che quasi duemila combattenti europei sono ritornati a casa. Il National Counterterrorism Center ha identificato soggetti, che tentavano di ottenere l&#8217;ingresso negli Stati Uniti attraverso il programma per i rifugiati, legati ai gruppi terroristi in Siria. L&#8217;amministrazione Obama ha reinsediato quasi 13.000 rifugiati siriani negli Stati Uniti lo scorso anno fiscale, ma funzionari di polizia e servizi segreti hanno ripetutamente lamentato l’assenza di un’efficace schermatura dei potenziali rifugiati.Le ramificazioni dell&#8217;IsisSecondo i dati dell’Homeland Security, almeno 34 gruppi estremisti islamici hanno giurato fedeltà all’Isis che ha stabilito otto ramificazioni ufficiali. L’Isis opera in Afghanistan, Algeria, Bangladesh, Brasile, Egitto, India, Indonesia, Iraq, Giordania, Libia, Libano, Nigeria, Territori palestinesi (Gaza), Pakistan, Filippine, Russia (Caucaso), Sudan, Siria, Tunisia e Yemen. Nel 2015 lo Stato islamico ha perso il 14 per cento del suo territorio. Nei primi nove mesi del 2016, l’Isis ha perso un ulteriore 12 per cento. Pochi giorni fa, l’Isis ha annunciato il successore di Abu Muhammad Al Adnani, principale architetto della propaganda del gruppo nel globo. Il nuovo portavoce, Abu Hassan al Muhajir, ha chiesto attacchi contro la Turchia ed in tutto il mondo.Al QaedaL’Homeland Security teme il ruolo di Jabhat al Nusra in al Qaeda. Al Nusra continuerà a sostenere l&#8217;ideologia di al Qaeda nell’attaccare l&#8217;Occidente. I combattenti dell&#8217;opposizione siriana stanno formando alleanze sempre più strette con Jabhat al Nusra. Il gruppo ha sempre più integrato i combattenti dell&#8217;opposizione siriana per contrastare gli assalti coordinati dalle forze del regime di Assad. Jabhat al Nusra sta guadagnando fiducia nella popolazione siriana e potrebbe consolidare una propria base territoriale protetta che la comunità internazionale eliminerebbe difficilmente”.GuantanamoNell’ultima valutazione del direttore della National Intelligence, presente nell’ultima parte del Terror Threat Snapshot di dicembre, si conferma il ruolo degli ex detenuti di Guantanamo. Almeno il 30 per cento dei detenuti rilasciati sono ritornati (o sospettati)  all&#8217;attività jihadista. Almeno venti detenuti rilasciati dal 2009 sono stati reinseriti nell’organico jihadista. Attualmente a Guantanamo si trovano 59 detenuti. L’amministrazione Obama stima che almeno una dozzina di ex detenuti di Guantanamo ha condotto attacchi mortali contro le forze americane e alleate in Afghanistan dopo essere state rilasciate.L’Iran“L&#8217;accordo nucleare iraniano, associato all&#8217;instabilità in Iraq, Siria e Yemen, ha rialimentato le ambizioni di Teheran e collocato il regime in una posizione più forte per ottenere l&#8217;egemonia regionale. L’aggressione iraniana, in particolare nel Golfo Persico, è diventata di routine e rimane in gran parte incontrastata. Se lasciata incontrollata, Teheran continuerà a minacciare gli interessi degli Stati Uniti in a casa ed all&#8217;estero”.</p>
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		<title>Il link tra Panama Papers e Isis</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/progetto-hydra-califfato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2016 16:07:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Europol]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Panama papers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="3072" height="1959" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1433924384-isis-libia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1433924384-isis-libia-1.jpg 3072w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1433924384-isis-libia-1-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1433924384-isis-libia-1-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1433924384-isis-libia-1-1024x653.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3072px) 100vw, 3072px" /></p>
<p>La strage di Nizza del 14 luglio scorso ha rappresentato un cambio di strategia da parte dello Stato islamico. Proprio ieri l&#8217;Europol, l&#8217;agenzia europea di contrasto al crimine, ha lanciato un nuovo allarme: &#8220;L&#8217;Isis sta perdendo sul campo di battaglia in Iraq e Siria e la sua unica possibilità ora è eseguire contrattacchi in Europa. Dobbiamo aspettarci &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/progetto-hydra-califfato.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3072" height="1959" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1433924384-isis-libia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1433924384-isis-libia-1.jpg 3072w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1433924384-isis-libia-1-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1433924384-isis-libia-1-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1433924384-isis-libia-1-1024x653.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3072px) 100vw, 3072px" /></p><p>La strage di Nizza del 14 luglio scorso ha rappresentato un cambio di strategia da parte dello Stato islamico. Proprio ieri l&#8217;Europol, l&#8217;agenzia europea di contrasto al crimine, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/strategia-caos-lisis-europa-ha-cambiato-obiettivo-1338213.html" target="_blank">ha lanciato un nuovo allarme</a>: &#8220;L&#8217;Isis sta perdendo sul campo di battaglia in Iraq e Siria e la sua unica possibilità ora è eseguire contrattacchi in Europa. Dobbiamo aspettarci nuovi attacchi terroristici&#8221;. L&#8217;agenzia ha poi spiegato che i terroristi potrebbero ricorrere a &#8220;lupi solitari che colpiscono nel mucchio&#8221;, ovvero &#8211; secondo le ipotesi più probabili &#8211; con autobombe. Un po&#8217; come succede in Medio Oriente, in particolare in Iraq, dove esercito regolare e peshmerga hanno imparato a conoscere i mezzi alla &#8220;Mad Max&#8221; dello Stato islamico.<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.huffingtonpost.it/2016/12/03/panama-papers-isis_n_13391614.html?utm_hp_ref=italy" target="_blank">Come scrive sull&#8217;<em>Huffington Post</em> Maria Antonietta Calabrò</a>, gli obiettivi nel mirino dei terroristi sono &#8220;i cosiddetti &#8216;soft target&#8217;, luoghi affollati dove mietere il maggior numero di vittime, come è avvenuto a partire dall’attacco al Teatro Bataclan (Parigi, novembre 2015) o sul lungomare di Nizza (14 luglio 2016)&#8221;.La novità, come sottolinea l&#8217;<em>Huffington</em>, è che l&#8217;allarme è stato lanciato dopo che si sono concluse le indagini finanziarie sui<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/panama-papers-ottimo-hackeraggio/" target="_blank"> Panama Papers</a>, questo il nome del fascicolo di 11.5 milioni di documenti riservati creato da Mossack Fonseca, uno studio legale panamense, riguardanti società e individui che, chi in un modo e chi in un altro, hanno cercato di evadere il fisco o riciclare denaro. Secondo le informazioni raccolte dall&#8217;Europol, nei documenti di Mosseck Fonseca ci sarebbero centinaia di nominativi sotto indagine nel <strong>progetto Hydra</strong>, elaborato dalla stessa agenzia per contrastare le diverse forme di finanziamento dello Stato islamico. Come ha spiegato il capo dell&#8217;intelligence finanziaria dell&#8217;Europol, Simon Riondet: &#8220;Il fatto è che oggi noi possiamo collegare le compagnie rivelate dai Panama Papers non solo con i crimini economici quali il riciclaggio, ma anche con il terrorismo, i gruppi criminali organizzati russi, il traffico di droga, il traffico di esseri umani&#8221;.Un dato, questo, che secondo l&#8217;agenzia dimostrerebbe come i terroristi dello Stato islamico stiano sempre più ricorrendo alla criminalità organizzata per finanziarsi.</p>
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