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	<title>European Space Agency (Esa) Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>European Space Agency (Esa) Archives - InsideOver</title>
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		<title>A Siviglia si gettano le nuove basi per la corsa europea allo spazio</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/a-siviglia-si-gettano-le-nuove-basi-per-la-corsa-europea-allo-spazio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 09:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia spaziale italiana (Asi)]]></category>
		<category><![CDATA[European Space Agency (Esa)]]></category>
		<category><![CDATA[Razzo Vega]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spazio, il primo volo senza equipaggio della navetta di SpaceX (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È in corso a Siviglia il vertice dell&#8217;Esa, l&#8217;agenzia spaziale europea, che dovrà stabilire gli indirizzi per il futuro dell&#8217;industria spaziale del vecchio continente. Nel corso del summit, sul tavolo ci saranno gli investimenti del settore per programmi di sviluppo da tre a a sei anni di spesa. La delegazione italiana si presenta ai tavoli di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/a-siviglia-si-gettano-le-nuove-basi-per-la-corsa-europea-allo-spazio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/a-siviglia-si-gettano-le-nuove-basi-per-la-corsa-europea-allo-spazio.html">A Siviglia si gettano le nuove basi per la corsa europea allo spazio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spazio, il primo volo senza equipaggio della navetta di SpaceX (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Spazio-il-primo-volo-senza-equipaggio-della-navetta-di-SpaceX-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È in corso a <strong>Siviglia</strong> il vertice dell&#8217;<strong>Esa</strong>, l&#8217;agenzia spaziale europea, che dovrà stabilire gli indirizzi per il futuro dell&#8217;industria spaziale del vecchio continente. Nel corso del summit, sul tavolo ci saranno gli investimenti del settore per programmi di sviluppo da tre a a sei anni di spesa. La delegazione italiana si presenta ai tavoli di lavoro forte della presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri con delega per lo spazio, <strong>Riccardo Fraccaro</strong>, del presidente dell’<strong>Agenzia Spaziale Italiana (Asi)</strong>, <strong>Giorgio Saccoccia</strong> e dall’ammiraglio <strong>Carlo Massagli</strong>, segretario del Comitato Interministeriale per lo Spazio ed Aerospazio.</p>
<p>Tante le sfide sul tavolo della conferenza, che dovrà decidere la destinazione di <strong>12,5 miliardi di euro</strong> nei prossimi tre anni, che potrebbero aiutare a decollare nuovi progetti, come il sistema per evitare il rischio di collisione fra i satelliti (Automated Satellite Collision Avoidance), o programmi per la tutela del pianeta che vanno dalla sorveglianza dei rischi legati alle tempeste geomagnetiche e alle minacce degli asteroidi vicini alla Terra.</p>
<p>L&#8217;Italia rappresenta il terzo partner, per importanza, dell&#8217;Esa: nel 2016, ovvero in occasione del precedente vertice che si tiene a cadenza triennale, l&#8217;impegno italiano era misurabile in circa <strong>1 miliardo e 300 milioni</strong> tra programmi obbligatori (440 milioni) e facoltativi  (880 milioni).</p>
<h2>L&#8217;occasione per l&#8217;Italia e l&#8217;ostruzionismo francese</h2>
<p>Per l’Italia, <a href="https://www.asi.it/2019/11/a-siviglia-il-futuro-spaziale-delleuropa/" target="_blank" rel="noopener">come si legge sul sito ufficiale dell&#8217;Asi</a>, il <strong>comparto aerospaziale è in forte espansione</strong>, ed è soprattutto capace di dare la giusta spinta per l’innovazione tecnologica del Paese e sostenere lo sviluppo della sua economia in generale. Qualche numero, sempre fornito dall&#8217;Asi, aiuta a capire l&#8217;importanza del settore spaziale italiano: sono coinvolte 250 imprese, di cui l&#8217;80% sono Pmi con una grande percentuale di microimprese; si è registrato un incremento del 74% di start-up negli ultimi 5 anni; il settore impiega circa 7mila occupati avendo fatto registrare un +15% negli ultimi 5 anni; il valore del prodotto industriale è circa 2 miliardi di euro l&#8217;anno ripartiti per il 66% da produzioni manifatturiere e per il restante 34% da servizi.</p>
<p>Più in dettaglio l&#8217;Italia è il maggior contribuente (sia in termini finanziari che produttivi) del <a href="https://www.asi.it/trasporto-spaziale/vega/" target="_blank" rel="noopener">nuovo razzo vettore Vega</a>: il nostro Paese ha infatti sostenuto il programma di sviluppo con il <strong>65% dei finanziamenti</strong>, seguito dalla Francia con circa il 12,5%, a seguire anche Spagna, Svezia, Svizzera e Paesi Bassi.</p>
<p>Il Vega è praticamente un sistema <em>made in Italy</em>. Dal punto di vista industriale le società italiane giocano un ruolo primario e fondamentale: la Elv, una società che vede la partecipazione al 70% dal <strong>gruppo Avio</strong> e al 30% dall&#8217;Asi, è responsabile dello sviluppo del lanciatore nel suo complesso. La stessa Avio è anche responsabile dello sviluppo e realizzazione dei quattro stadi del razzo, infine la <strong>Vitrociset</strong> si occupa della realizzazione del segmento di terra, dalla torre di lancio al banco di integrazione e test.</p>
<p>Le sorti del razzo Vega saranno decise proprio durante il vertice di Siviglia e non si prospetta un futuro roseo, con all&#8217;orizzonte fosche nubi tinte del tricolore di Francia. Per capire perché il programma potrebbe essere a rischio occorre fare un passo indietro: lo scorso <a href="https://www.agi.it/estero/caduto_razzo_avio_vega-5816981/news/2019-07-11/" target="_blank" rel="noopener">11 luglio</a> il razzo <strong>Vega 15</strong> avrebbe dovuto mettere in orbita il primo satellite spia degli Emirati Arabi Uniti, il Falcon Eye 1, ma il vettore, poco dopo il lancio dal poligono di Kourou nella Guyana francese, perde quota e si inabissa nell’Oceano Atlantico.</p>
<p>Le cause della perdita del Vega non sono ancora state chiarite, e <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-razzo-italiano-cade-nellatlantico-i-servizi-temono-un-sabotaggio.html" target="_blank" rel="noopener">si è perfino agitato lo spettro di un sabotaggio</a> dalle connotazioni &#8220;geopolitiche&#8221; a causa del carico trasportato. L&#8217;Italia infatti aveva inviato, per affiancare la commissione di inchiesta congiunta dell’Esa e di Arianespace, un esponente del <strong>Ministero della Difesa</strong> (appartenente ai nostri servizi di intelligence) che si era affiancato a quelli della <strong>Dga</strong>, la direzione generale degli armamenti francese.</p>
<p>In questi mesi, però, è venuta a mancare la volontà politica di andare a fondo alla vicenda e soprattutto di <strong>proteggere i nostri interessi nazionali</strong> (quindi le nostre industrie): non sappiamo nulla degli esiti dell&#8217;inchiesta e l&#8217;attuale governo (come il precedente) sembra che abbia lasciato nel dimenticatoio la questione.</p>
<p>Questione che però sarà &#8211; e sicuramente è già &#8211; sul tavolo di Siviglia sfruttata dalla <strong>Francia</strong>, che la sfrutterà come uno spiraglio per inserirsi e scalzare la possibilità che il Vega divenga il sistema principale europeo per la messa in orbita di assetti spaziali in favore del proprio vettore <strong>Ariane</strong>. In questo, manco a dirlo, Parigi è sostenuta da <strong>Berlino</strong> in un asse che vede la cooperazione tra i due Paesi espandersi in tutti i settori oltre quello della Difesa.</p>
<p>L&#8217;errore strategico italiano è stato quello di non aver &#8220;battuto i pugni sul tavolo&#8221; per arrivare a chiarire i motivi della perdita del razzo Vega, e ormai è troppo tardi per poterlo fare: la scelta dell&#8217;Esa ricadrà molto probabilmente sul sistema francese, e nonostante Avio abbia concluso a ottobre un accordo con <strong>Arianespace</strong> &#8211; come riportato da <em>La Verità</em> &#8211; questo non servirà a garantire la possibilità di orientare le scelte strategiche del programma, anche in considerazione del solito atteggiamento francese quando si tratta di questioni del genere: gli indirizzi, le scelte, sono insindacabili e chi partecipa può solo adeguarsi (<a href="https://it.insideover.com/guerra/litalia-deve-scegliere-il-suo-caccia-di-nuova-generazione.html" target="_blank" rel="noopener">vedere caso cacciabombardiere Scaf o Fcas</a>). Pertanto anche i ritorni economici sono riservati, per la maggior parte, alle aziende francesi del consorzio <strong>Airbus</strong> che tramite Eads costruisce il razzo Ariane.</p>
<p>L&#8217;Italia quindi si trova costretta a <strong>giocare sulla difensiva</strong> e si teme che a Siviglia l&#8217;atteggiamento sia quello del povero col cappello in mano che si deve accontentare degli avanzi di Francia e Germania.</p>
<p>C&#8217;è anche un&#8217;altra considerazione che possiamo fare e che potrebbe spiegare l&#8217;atteggiamento dei governi italiani: sembra che l&#8217;Italia consideri la partecipazione ai programmi dell&#8217;Esa come una questione da relegare principalmente all&#8217;industria privata: l&#8217;accordo di Avio con Arianespace e la gestione della &#8220;crisi Vega&#8221; sembra dimostrarlo. Eppure è la stessa Esa a richiedere che i governi aumentino i finanziamenti all&#8217;agenzia per poter restare al passo con la concorrenza straniera, in particolare con quella statunitense, russa, ma anche cinese, che sta dimostrando un incremento esponenziale di capacità e investimenti.</p>
<h2>Gli obiettivi dell&#8217;Esa e la militarizzazione dello spazio</h2>
<p>L&#8217;Esa, alla vigilia del vertice di Siviglia, ha infatti stilato quelli che saranno i suoi <strong>obiettivi</strong> per il prossimo triennio: ridurre entro il 2023/2024 i tempi e i costi di realizzazione dei satelliti del 30% rispetto agli standard attuali, raddoppiare il numero di dimostratori tecnologici utilizzando sia elementi Cots (Commercial Off The Shelf) che CubeSats/SmallSats, sviluppare entro il 2030 adeguate tecnologie robotiche per gestire e ridurre i detriti spaziali.</p>
<p>Obiettivi ambiziosi ma concretamente realizzabili, secondo l&#8217;agenzia, soprattutto attraverso una migliore efficienza di gestione e con un aumento del <strong>20% dei finanziamenti dei governi</strong>.</p>
<p>Come affrontare questo maggiore impegno governativo? Una soluzione che sembra essere in voga all&#8217;estero è quella della <strong>militarizzazione</strong> dello spazio, intesa non solo come concreto posizionamento di assetti militari, ma anche come militarizzazione della gestione di tutte le attività ad esso collegate.</p>
<p>Da tempo la Russia ha trasformato le sue forze aeree (che si chiamavano Vvs &#8211; Voyenno-Vozdushnye Sily) in forze aerospaziali (diventate quindi Vks &#8211; Vozdušno-kosmičeskie Sily), gli Stati Uniti, con Trump, hanno inaugurato una nuova forza armata, la <strong>Space Force</strong>, e la stessa Francia di Macron ha aperto il suo comando spaziale.</p>
<p>Anche l&#8217;Italia quindi potrebbe seguire la stessa strada che permetterebbe una razionalizzazione dei compiti, un maggior coordinamento tra enti pubblici (l&#8217;Asi) e le Forze Armate che così si troverebbero a collaborare in maniera più stretta per individuare strategie e programmi, e soprattutto coinvolgerebbe maggiormente lo Stato alla partecipazione del bilancio delle attività spaziali, subordinando così l&#8217;attività dei privati, indirizzandola, affiancandola e quindi tutelandola. Un modo anche per responsabilizzare i governi e soprattutto far capire, all&#8217;estero, che l&#8217;Italia non intende accontentarsi delle briciole.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un razzo italiano cade nell&#8217;Atlantico: i servizi temono un sabotaggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-razzo-italiano-cade-nellatlantico-i-servizi-temono-un-sabotaggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2019 15:18:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Arianespace]]></category>
		<category><![CDATA[European Space Agency (Esa)]]></category>
		<category><![CDATA[Falcon Eye 1]]></category>
		<category><![CDATA[Razzo Vega 15]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="874" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Razzo-Vega-15-La-Presse-e1566746281564.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Razzo-Vega-15-La-Presse-e1566746281564.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Razzo-Vega-15-La-Presse-e1566746281564-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Razzo-Vega-15-La-Presse-e1566746281564-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Razzo-Vega-15-La-Presse-e1566746281564-1024x466.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso 11 luglio il razzo Vega 15 avrebbe dovuto mettere in orbita il primo satellite spia degli Emirati Arabi Uniti, il Falcon Eye 1, ma il vettore, poco dopo il lancio dal poligono di Kourou nella Guyana francese, perde quota e si inabissa nell&#8217;Oceano Atlantico. L&#8217;incidente è stato il primo che ha coinvolto il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-razzo-italiano-cade-nellatlantico-i-servizi-temono-un-sabotaggio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-razzo-italiano-cade-nellatlantico-i-servizi-temono-un-sabotaggio.html">Un razzo italiano cade nell&#8217;Atlantico: i servizi temono un sabotaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="874" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Razzo-Vega-15-La-Presse-e1566746281564.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Razzo-Vega-15-La-Presse-e1566746281564.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Razzo-Vega-15-La-Presse-e1566746281564-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Razzo-Vega-15-La-Presse-e1566746281564-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Razzo-Vega-15-La-Presse-e1566746281564-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo scorso <a href="https://www.agi.it/estero/caduto_razzo_avio_vega-5816981/news/2019-07-11/" target="_blank" rel="noopener">11 luglio</a> il razzo <strong>Vega 15</strong> avrebbe dovuto mettere in orbita il primo satellite spia degli Emirati Arabi Uniti, il Falcon Eye 1, ma il vettore, poco dopo il lancio dal poligono di Kourou nella Guyana francese, perde quota e si inabissa nell&#8217;Oceano Atlantico.</p>
<p>L&#8217;incidente è stato il primo che ha coinvolto il razzo Vega, progettato per il 70% dalla <strong>Avio Spa</strong> di Colleferro: dopo circa due minuti di volo, all&#8217;accensione del secondo stadio (chiamato Zefiro 23), un&#8217;anomalia diffusa dei sistemi ha provocato una drastica diminuzione della spinta che ne ha causato lo schianto in mare.</p>
<p>I precedenti 14 lanci dei razzi tipo Vega, effettuati per conto della francese <strong>Arianespace</strong>, sono sempre stati coronati da successo facendone uno dei vettori più sicuri al mondo. Questo, unito all&#8217;improvvisa e catastrofica catena di malfunzionamenti, ha fatto pensare che la perdita sia da imputare ad un atto di sabotaggio.</p>
<h2>L&#8217;occhio indiscreto degli Emirati nello spazio</h2>
<p>Il satellite Falcon Eye 1 fa parte di una coppia di <strong>satelliti spia</strong> costruiti dalla <strong>Francia</strong> per conto degli Emirati Arabi Uniti, i primi in assoluto per Abu Dhabi. Il contratto di produzione e messa in orbita ha un valore complessivo di un miliardo di euro ed in particolare Falcon Eye 1 è stato <a href="https://www.meinsurancereview.com/News/View-NewsLetter-Article/id/47518/type/MiddleEast/UAE-Failed-rocket-and-satellite-insured-for-US-416m" target="_blank" rel="noopener">assicurato per 416 milioni di dollari.</a></p>
<p>Il satellite, secondo fonti specializzate, era dotato della <a href="https://www.latribune.fr/entreprises-finance/industrie/aeronautique-defense/apres-14-vols-reussis-le-lanceur-europeen-vega-connait-son-premier-echec-823259.html" target="_blank" rel="noopener">più avanzata ottica che la Francia avesse mai messo a disposizione</a> ad un Paese straniero. Falcon Eye 1 sarebbe stato in grado, infatti, di spazzare un&#8217;area di venti chilometri quadrati con una risoluzione di 70 centimetri. Costruito da un consorzio costituto dalla <strong>Airbus Defence and Space</strong> e dalla <strong>Thales Alenia Space</strong> pesava 1197 chilogrammi avrebbe dovuto essere messo in orbita a 611 chilometri di altezza dalla superficie terrestre.</p>
<p>Il direttore generale dell&#8217;agenzia spaziale degli Emirati Arabi, il dottor Mohammed al-Ahbabi, ha spiegato, in occasione dell&#8217;incidente, che &#8220;il sistema Falcon Eye include 2 satelliti (Falcon Eye 1 e 2). Lo scopo del secondo è quello di essere un&#8217;alternativa rispetto al primo in caso di perdita o malfunzionamenti&#8221;.</p>
<p>Ha infine aggiunto che il secondo satellite sarà lanciato, sempre dalla Guyana francese, entro la fine di quest&#8217;anno.</p>
<h2>I sospetti di sabotaggio</h2>
<p>La serie improvvisa di anomalie ha destato sospetti immediati di un possibile sabotaggio: ad affiancare la commissione di inchiesta congiunta dell&#8217;Esa e di Arianespace, infatti, è arrivato un esperto della <strong>Dga</strong>, la direzione generale degli armamenti francese, seguito da uno del <strong>Ministero della Difesa</strong> italiano.</p>
<p>Come riporta anche <em>Repubblica</em>, a Palazzo Chigi i dubbi sull&#8217;incidente sono arrivati poche ore dopo lo schianto, determinando la mobilitazione della nostra intelligence per un&#8217; istruttoria altamente riservata.</p>
<p>Il Falcon Eye 1, infatti, rappresentava uno strumento molto delicato in mano a un Paese che, in questo periodo storico, è tra i protagonisti di una crisi internazionale dove sono coinvolti attori regionali e mondiali: quella del Golfo Persico.</p>
<p>Una cortina di silenzio è scesa sull&#8217;incidente e sull&#8217;ipotesi del sabotaggio, allo stesso modo il lancio di Vega 15 è avvenuto in sordina, ma i sospetti che il fallimento della missione possa essere stata causato da un intervento esterno è forte proprio per le attuali congiunture internazionali.</p>
<p>Gli Emirati Arabi Uniti sono infatti uno dei diretti avversari dell&#8217;<strong>Iran</strong> e sono attivi nella lotta alle milizie sciite in Yemen: uno strumento sofisticato come il Falcon Eye 1 avrebbe potuto dare un vantaggio diretto ad Abu Dhabi rispetto a Teheran anche in considerazione delle evidenti difficoltà incontrate dall&#8217;Iran nel suo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/quello-ce-sapere-sul-programma-missilistico-delliran.html" target="_blank" rel="noopener">programma missilistico</a>.</p>
<p>Il rateo di incidenti dei vettori iraniani è infatti molto alto (circa il 70% rispetto al 5% del resto dell&#8217;industria spaziale) ed i tentativi di mettere satelliti in orbita si è trasformato sempre in un fallimento.</p>
<p>Si apre quindi la possibilità che dietro l&#8217;incidente a Vega 15 ci possa essere lo zampino dell&#8217;Iran e <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-ibrida-degli-ayatollah-sempre-piu-cyber-attacchi-delliran.html" target="_blank" rel="noopener">della sua cyber warfare</a>, divenuta sempre più attiva e pericolosa negli ultimi anni. Sebbene sia difficile credere che Teheran possa avere le risorse e le capacità di penetrare le difese telematiche dei computer del poligono francese di Kourou oppure di mettere in atto attacchi elettronici di disturbo (jamming) delle comunicazioni spaziali, non è da escludere che possa essere stato coadiuvato in questo dai suoi &#8220;alleati&#8221;: la <strong>Cina</strong> e la <strong>Russia</strong>.</p>
<p>Analisti del Royal Institute of International Affairs avvisano che &#8220;Cina e Russia stanno dando impulso alla guerra elettronica, ai cyber attacchi e agli strumenti per ottenere la superiorità sul campo di battaglia elettromagnetico&#8221; ed entrambe le nazioni &#8220;pongono particolare attenzione a &#8220;disturbare le comunicazioni satellitari dell&#8217;avversario inibendone l&#8217;efficacia operativa&#8221; quindi sia la Cina sia la Russia stanno cercando mezzi per compromettere la rete satellitare degli Stati Uniti e dei suoi alleati, come gli Eau.</p>
<p>A rafforzare questa tesi c&#8217;è l&#8217;esponenziale aumento dei cyber attacchi provenienti da Russia, Cina, Corea del Nord e Iran che aprono ad un&#8217;ipotesi affatto campata in aria: Teheran potrebbe essere stata usata da Pechino o da Mosca come proxy per un cyber attacco di questo tipo.</p>
<p>Il confronto in Medio Oriente, via via sempre più caldo, non si sta svolgendo solo con la contrapposizione di assetti navali e aerei, bensì anche con attacchi cibernetici che vedono protagonisti gli Stati Uniti &#8211; con al loro fianco Israele, Arabia Saudita e Eau &#8211; e l&#8217;Iran, affiancato dai suoi proxy. In questo scenario Russia e Cina restano ai margini ma sono entrambe coinvolte, quindi è ragionevole pensare che la perdita di Vega 15 possa essere stata causata da un intervento iraniano sotto controllo di Mosca o Pechino.</p>
<p>Sicuramente il prossimo lancio ci fornirà più elementi per capire cosa realmente possa essere successo: al di là di un possibile secondo &#8220;incidente&#8221; &#8211; il virgolettato ora è d&#8217;obbligo &#8211; sarà interessante vedere che tipo di misure di sicurezza prenderanno Esa ed Arianespace, e, qualora siano di tipo diverso, avremo la prova indiretta di un precedente sabotaggio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-razzo-italiano-cade-nellatlantico-i-servizi-temono-un-sabotaggio.html">Un razzo italiano cade nell&#8217;Atlantico: i servizi temono un sabotaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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