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	<title>Estremo Oriente Archives - InsideOver</title>
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	<title>Estremo Oriente Archives - InsideOver</title>
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		<title>Olimpiadi e politica: conoscere e farsi conoscere, benvenuti a Pechino 2008</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/olimpiadi-e-geopolitica-il-caso-di-pechino-2008.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2024 15:40:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Estremo Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Olimpici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il significato politico delle Olimpiadi: nel 2008, la kermesse ospitata da Pechino ha contribuito all'ascesa della Cina tra le potenze.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426065610172_547093ce3de236d9ea56fb9d9cc9cf6d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla fine si tratta pur sempre soltanto di sport, di gare, di atleti che aspettano quattro lunghi intensi anni per avere una ribalta globale e per vincere una medaglia che cambierebbe la vita. Il Cio, il comitato olimpico internazionale, promuove una netta distinzione tra politica e sport, imponendo nel suo statuto la separazione tra la governance politica da quella sportiva e imponendo, tra le altre cose, il divieto di intromissione dei vari governi nella gestione dei vari comitati olimpici nazionale. Tuttavia, è innegabile che quando si è davanti a un&#8217;Olimpiade è impensabile e impossibile scindere del tutto l&#8217;aspetto sportivo da quello politico. Dietro i cinque cerchi, in poche parole, ci sono anche storie, vicissitudini ed eventi dalla grande rilevanza geopolitica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;ha significato per i cinesi l&#8217;assegnazione dell&#8217;Olimpiade</h2>



<p>Curiosamente, tutto è partito da <strong>Mosca</strong>, città che nel proseguo del racconto tornerà spesso di attualità: era il 13 luglio 2001 infatti quando, durante il congresso del Cio ospitato nella capitale russa e convocato proprio per la scelta della sede dell&#8217;Olimpiade del 2008, la delegazione cinese ha potuto festeggiare la vittoria per l&#8217;assegnazione dell&#8217;edizione numero 29 dei giochi olimpici moderni. Il progetto elaborato dai promotori della candidatura di Pechino, ha superato di slancio già alla seconda votazione quelli di Toronto, Parigi, Istanbul e Osaka. Per la terza volta nella storia, l&#8217;Olimpiade ha virato verso l&#8217;estremo oriente (dopo le edizioni di Tokyo 1960 e Seul 1988) ma soprattutto per la prima volta la bandiera con i cinque cerchi ha iniziato a sventolare all&#8217;interno della Repubblica Popolare Cinese.</p>



<p>Prima ancora di una vittoria politica, per i cinesi si è trattato di una vera e propria festa di popolo. Al di là delle vicende politiche legate ai programmi di soft power del Partito Comunista, all&#8217;epoca guidato da<strong> Hu Jintao</strong>, l&#8217;assegnazione dei giochi del 2008 per oltre un miliardo di cinesi ha voluto significare la tanto attesa<strong> possibilità di aprirsi al mondo. </strong>Chi, sette anni più tardi del congresso del Cio di Mosca, si è recato in Cina per commentare le Olimpiadi, ha sottolineato per l&#8217;appunto la volontà della popolazione di lasciarsi alle spalle anni di isolamento e di vicende politiche che hanno portato l&#8217;universo del dragone lontano dal resto del pianeta.</p>



<p><strong>Conoscere e farsi conoscere</strong> è stato l&#8217;obiettivo cardine che ha guidato l&#8217;animo della popolazione alla vigilia dei Giochi. Una circostanza quest&#8217;ultima spiegata molto bene, nelle settimane dei giochi, dall&#8217;inviato e telecronista Rai <strong>Franco Bragagna</strong>: &#8220;A Sydney, per le Olimpiadi del 2000, si notava la felicità degli australiani per aver ritrovato e ospitato il mondo &#8211; ha dichiarato il giornalista proprio durante la cerimonia di chiusura di Pechino 2008 &#8211; Stessa felicità vista a Pechino: agli australiani il mondo manca per ragioni geografiche, ai cinesi è mancato per motivi politici&#8221;.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="2001 Beijing has finally won the right to host the 2008 Olympic Games" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/2H91hlr8d4c?start=69&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_2H91hlr8d4c");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Così Pechino ha voluto presentarsi al mondo</h2>



<p>Ovviamente, per Hu Jintao e per la dirigenza cinese le Olimpiadi hanno da subito assunto l&#8217;aspetto della più importante vetrina internazionale in cui mostrare la &#8220;<strong>nuova Cina</strong>&#8220;. Ma anche un modo per dimostrare l&#8217;ingresso di Pechino nel ristretto gruppo delle potenze internazionali. Significati politici dunque che, già nel luglio del 2001, si sono aggiunti e sovrapposti a quelli della società del dragone. Subito dopo l&#8217;assegnazione dei giochi, si è come r<strong>innovato un tacito patto tra dirigenza e popolazione</strong>: per entrambi l&#8217;obiettivo è stato quello di andare a remare verso la stessa direzione. Nessuno, da quel momento, ha ritenuto di poter trascurare ogni singolo dettaglio: costruzione dei nuovi impianti di gara, edificazione delle nuove infrastrutture viarie e ferroviarie, puntualità nell&#8217;organizzazione e nella stesura dei piani di sicurezza, per sette anni non c&#8217;è stata persona in Cina che ha lasciato qualcosa al caso.</p>



<p>Lo <strong>spirito</strong> con cui il gigante asiatico si è approcciato all&#8217;organizzazione olimpica lo si è visto già nei progetti. Il <strong>Nido d&#8217;Uccello</strong>, lo stadio cioè destinato a ospitare la cerimonia di apertura e le gare di atletica leggera, è stato concepito per diventare, ancor prima che sede di gare, un vero e proprio monumento nazionale. Al suo fianco, per le gare di nuoto è stato costruito il &#8220;<strong>cubo di ghiaccio</strong>&#8220;, altra struttura disegnata con il preciso scopo di sorprendere i tifosi e le delegazioni provenienti dall&#8217;estero. Per raggiungere le sedi di gara, sotto Pechino è stata scavata una fitta rete di tunnel per dotare la megalopoli di nuove linee di metropolitana e di strutture attese da anni dai cittadini. </p>



<p>L&#8217;Olimpiade in tal senso ha rappresentato un vero e proprio <strong>motore infrastrutturale</strong>: anche negli anni successivi, la Cina ha continuato a progettare e costruire nuove strade e nuove ferrovie, non solo a Pechino ma in tutte le aree nevralgiche e più popolose del Paese. Una spinta che ha consentito di raggiungere un altro obiettivo della dirigenza: <strong>avviare una nuova fase economica</strong>. In quel momento la Repubblica Popolare cinese era famosa sotto questo fronte per ospitare centinaia di fabbriche, spesso figlie della delocalizzazione di aziende e multinazionali occidentali. Con i giochi del 2008, Pechino ha avviato una profonda era di ristrutturazione e pianificazione, transitando verso un&#8217;economia basata sulla tecnologia e su una produzione di alta qualità: si tratta di un passaggio fondamentale anche a livello politico, un&#8217;ulteriore evoluzione verso quella via cinese al comunismo che porterà da lì a breve anche alla teorizzazione della nuova via della seta e a un&#8217;implementazione dell&#8217;influenza del dragone asiatico nel panorama internazionale. </p>



<p>Quando alle <strong>ore 8:08 dell&#8217;8 agosto 2008</strong>, in ossequio al forte valore simbolico dato al numero 8 dalla cultura cinese, ha preso il via la cerimonia di apertura dell&#8217;Olimpiade, la Cina è risultata profondamente cambiata rispetto a quel luglio del 2001 in cui a Mosca la candidatura di Pechino ha ricevuto disco verde da parte del Cio. All&#8217;interno del Nido d&#8217;Uccello, per la prima volta il mondo ha potuto guardare molto da vicino all&#8217;universo cinese e, a sua volta, la Cina ha potuto guardare il mondo dall&#8217;interno. Una pagina di storia non solo sportiva.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="The sound of 2008 people drumming to the same beat | Opening Ceremony Beijing 2008" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/TA0ZVxHRxCM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_TA0ZVxHRxCM");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">I disordini durante il tour della fiaccola olimpica</h2>



<p>Nei mesi precedenti la cerimonia di apertura, la Cina ha quindi &#8220;studiato da potenza&#8221;. E, come tale, si è dovuta sobbarcare oneri e onori di una simile posizione: essere costantemente sotto i riflettori, ha voluto significare non ricevere solo i complimenti per la macchina organizzativa in moto, ma anche le <strong>critiche</strong> e le <strong>diffidenze</strong> di una fetta non trascurabile dell&#8217;opinione pubblica, soprattutto in occidente. Subito dopo l&#8217;assegnazione a Pechino dell&#8217;Olimpiade, molte organizzazioni umanitarie hanno espresso dubbi e perplessità sull&#8217;approdo nella Repubblica Popolare della bandiera a cinque cerchi. </p>



<p>Lo spirito olimpico, è stata l&#8217;obiezione dei detrattori dei giochi in Cina, mal si potrebbe conciliare in un Paese dal<strong> sistema politico autoritario</strong> e dove non sono poche le vicende legate al rispetto dei <strong>diritti umani</strong>. Due su tutti i temi sollevati: la condizione dei lavoratori nelle fabbriche e la situazione in <strong>Tibet</strong>, a cui si sono aggiunte anche le questioni relative alla tutela di tutte le minoranze. Critiche del genere sono sorte anche nel 2002, all&#8217;indomani dell&#8217;ufficializzazione del contratto tra il governo cinese e la società che gestisce e organizza il mondiale di Formula Uno. Nel 2004 tuttavia la prima gara del più importante campionato motoristico in territorio cinese, si è svolta sul circuito di Shangai senza particolari problemi, aprendo ulteriormente la strada al dragone verso l&#8217;organizzazione di seguiti eventi internazionali. </p>



<p>La pressione sulla Cina sotto il profilo politico, è aumentata quando ha preso il via il tradizionale <strong>tour della fiaccola olimpica </strong>tra i cinque continenti. Quando, con tanto di insegne e loghi rievocanti Pechino 2008, la torcia ha attraversato le vie delle città occidentali sono state diverse le manifestazioni in alcuni casi culminate in scontri. In diverse occasioni, soprattutto negli Usa, i manifestanti hanno provato a spegnere, come gesto dimostrativo, la fiaccola. </p>



<p>Le polemiche, come spesso capita alla vigilia dei più importanti eventi sportivi, hanno subito un costante ridimensionamento a poche settimane dall&#8217;inizio dei giochi. Anche perché nessun governo, nemmeno in occidente, ha dato seguito alle richieste di <strong>boicottaggio</strong> di Pechino 2008 avanzate da alcune parti politiche. Al contrario, molti leader internazionali hanno annunciato la propria presenza al Nido d&#8217;Uccello nel giorno della cerimonia di apertura. Tra questi, anche il presidente Usa<strong> George W. Bush </strong>e il primo ministro russo, <strong>Vladimir Putin.</strong>  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scoppio del conflitto russo-georgiano durante la cerimonia di apertura</h2>



<p>Proprio Putin è stato uno dei protagonisti delle fasi iniziali della kermesse olimpica. Non certo per la presenza nelle gare, nonostante il leader russo sia comunque un appassionato e praticante di judo, quanto per le decisioni da lui prese in filo diretto con Mosca mentre era seduto, a pochi passi da Hu Jintao e da Bush, nella tribuna dello stadio di Pechino. Putin è atterrato in Cina qualche giorno prima in qualità di primo ministro, carica assunta da pochi mesi: nel marzo del 2008 infatti è scaduto il suo secondo mandato al Cremlino e, per come previsto (allora) dalla costituzione russa, non ha potuto concorrere per un terzo mandato. Alla presidenza è così andato il fidato<strong> Dmitry Medvedev,</strong> il quale ha nominato Putin primo ministro in attesa poi delle elezioni del 2012. </p>



<p>Il dominus della politica russa era quindi rimasto Putin, il quale in quell&#8217;8 agosto ha raggiunto il Nido d&#8217;Uccello informato di alcune notizie provenienti dalla <strong>Georgia</strong>. Qui, in particolare, il governo di Tbilisi presieduto da <strong>Mikheil Saakashvili</strong> ha attaccato le forze ossete stanziate nell&#8217;<strong>Ossezia del Sud</strong>: si tratta di un territorio de jure georgiano ma de facto amministrato come una repubblica indipendente appoggiata da Mosca. L&#8217;azione delle forze di Tbilisi è iniziata alle prime luci dell&#8217;alba, quando a Pechino oramai tutto era pronto per il via alle Olimpiadi. Il premier russo, in contatto con Medvedev, ha preso le prime decisioni sul da farsi direttamente dalla tribuna. Forse ha informato degli eventi, a pochi minuti dall&#8217;inizio della cerimonia, sia Bush che Hu Jintao. In alcuni scatti di quella giornata, si nota infatti Putin con la camicia bianca conversare in un angolo con l&#8217;inquilino della Casa Bianca.</p>



<p>La scelta presa mentre sul campo sfilavano le delegazioni degli atleti, è stata quella di <strong>rispondere</strong> all&#8217;attacco georgiano: la Russia ha respinto le truppe di Tbilisi e ha mandato le proprie forze verso la capitale georgiana. Rientrato dalla cerimonia olimpica, Putin da Mosca ha seguito in prima persone l&#8217;evolversi di quella che è passata alla storia come<strong> la prima guerra in Europa</strong> del XXI secolo. Nonché il <strong>primo vero conflitto nell&#8217;area post sovietica</strong>. Non l&#8217;ultimo: 14 anni dopo, il 24 febbraio del 2022, scatterà l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, una riedizione ma su scala più ampia di quanto visto nell&#8217;estate del 2008 in Georgia. Il conflitto russo-ucraino inizierà quattro giorni dopo la chiusura di un&#8217;altra Olimpiade: quella invernale del 2022, anche quella curiosamente ospitata a Pechino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa rimane oggi di quella Olimpiade</h2>



<p>A livello sportivo, l&#8217;Olimpiade del 2008 è stata quella di <strong>Usain Bolt </strong>e <strong>Michael Phelps</strong>: il primo si è imposto come nuovo re dei 100 metri, stralciando peraltro il record del mondo, il secondo invece raggiungendo quota otto medaglie d&#8217;oro in una sola edizione dei giochi nel nuoto. E, a proposito di nuoto, per l&#8217;Italia tra le altre cose accorre annoverare il primo e unico alloro olimpico di<strong> Federica Pellegrini.</strong> Quell&#8217;estate cinese però ha senza dubbio lasciato molto altro a livello politico. Come accennato in precedenza, i cinque cerchi torneranno a Pechino 14 anni dopo, segno di come la Cina oramai ha consolidato la propria presenza nei circuiti internazionali. </p>



<p><strong>Pechino 2008 ha abbattuto metaforicamente un&#8217;ampia fetta della muraglia:</strong> il mondo ha incominciato a comunicare direttamente con la Repubblica Popolare, e viceversa. Quei giochi hanno contribuito e non poco a scrivere una nuova pagina dei rapporti internazionali e non solo con specifico riferimento alla Cina: per capire meglio questo primo scorcio di XXI secolo, occorre guardare con attenzione a quanto accaduto in quei giorni dentro e fuori gli stadi progettati per le Olimpiadi. </p>
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		<title>Il sogno mai realizzato di Abe: la pace tra Giappone e Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-sogno-mai-realizzato-di-abe-la-pace-tra-giappone-e-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2022 14:02:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Estremo Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Curili]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-1536x1045.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-2048x1393.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La morte di Shinzo Abe nell&#8217;attentato dell&#8217;8 luglio scorso è un colpo al cuore del Giappone, che perde il premier più longevo della storia del Paese, il politico più influente della sua generazione e uno dei pensatori strategici più fini. Ma è anche una dura botta per l&#8217;ordine regionale, in particolar modo per i rapporti tra Tokyo e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-sogno-mai-realizzato-di-abe-la-pace-tra-giappone-e-russia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-sogno-mai-realizzato-di-abe-la-pace-tra-giappone-e-russia.html">Il sogno mai realizzato di Abe: la pace tra Giappone e Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-1536x1045.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022070915282285_1b08936045caaf3513c17861945204a7-2048x1393.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La morte di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-shinzo-abe.html" target="_blank" rel="noopener"> </a><strong>Shinzo Abe </strong>nell&#8217;attentato dell&#8217;8 luglio scorso è un colpo al cuore del Giappone, che perde il premier più longevo della storia del Paese, il politico più influente della sua generazione e uno dei pensatori strategici più fini. Ma è anche una <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-futuro-dellasia-senza-abe.html" target="_blank" rel="noopener">dura botta per l&#8217;<strong>ordine regionale, </strong></a>in particolar modo per i rapporti tra Tokyo e i suoi vicini. Incanalando nel nazionalismo moderato l&#8217;anima revanscista e conservatrice del Paese, Abe ha voluto riportare nella storia Tokyo rispettando il caposaldo dell&#8217;alleanza con gli Stati Uniti ma picconando gradualmente alcune delle determinanti della sovranità limitata a cui il Giappone era confinato dal 1945 ad oggi. Oltre alla questione nota del riarmo e del superamento della clausola pacifista, questo ha avuto a che fare anche con la ricerca di una pacificazione definitiva con la Russia.</p>
<p>Con undici visite in Russia negli otto anni del suo lungo mandato di governo (eccezion fatta per la breve esperienza dal 2006 al 2007) tra il 2012 al 2020, Abe <a href="https://it.insideover.com/politica/le-isole-curili-ed-il-futuro-delle-relazioni-russo-giapponesi.html">ha tentato a più riprese, e senza successo,</a> di risolvere la disputa territoriale ereditata dalla breve guerra del 1945 tra Unione Sovietica e Giappone e di siglare un accordo di pace con la Russia. Nel 1945, <a href="https://it.insideover.com/storia/tra-hitler-e-stalin-le-terre-di-sangue-vittime-dei-regimi-totalitari.html" target="_blank" rel="noopener">sconfitta la <strong>Germania Nazista </strong>in Europa,</a> Stalin ordinò in agosto di attaccare un Giappone già messo in ginocchio dal bombardamento atomico di Nagasaki, aprendo le ostilità in Manciuria e occupando la parte meridionale dell&#8217;isola di Sakhalin e le <strong>Isole Curili. </strong> Queste ultime sono rivendicate dal Giappone come &#8220;Territori del Nord&#8221; illegittimamente occupati da Mosca. La questione non è mai stata chiarita dato che l’Unione Sovietica non presenziò alla Conferenza di San Francisco che nel 1952 concluse l&#8217;accordo di pace tra gli Alleati e il Giappone democratico. Solo una convenzione del 1956 regola, ad oggi, i rapporti russo-giapponesi, senza che nessun trattato di pace sia mai stato raggiunto.</p>
<p>Abe ha cercato la definizione concreta dei <strong>rapporti con la Russia </strong>con insistenza durante il suo governo; <strong>Vladimir Putin </strong>ha visto nel leader giapponese un politico affidabile, un partner dialogante che si distanziò in larga parte dall&#8217;offensiva diplomatica occidentale dopo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/la-mia-maidan.html">Euromaidan, </a>dal conseguente<a href="https://it.insideover.com/politica/27533-2.html"> regime sanzionatorio </a>dalle espulsioni a raffica di diplomatici russi nel 2018 dopo il caso Skripal, in ultima istanza dalla decisione del governo del suo &#8220;delfino&#8221; <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fumio-kishida-il-nuovo-primo-ministro-giapponese.html" target="_blank" rel="noopener">Fumio Kishida</a> </strong>di sostenere con insistenza l&#8217;Ucraina dopo l&#8217;invasione del 24 febbraio scorso. Abe ha perseguito con testardaggine la sua ricerca di una relazione franca e diplomatica con Mosca. In primo luogo, perché conscio dell&#8217;impossibilità di confrontarsi con due rivali in Estremo Oriente, Cina e Russia. In secondo luogo, per nutrire la retorica nazionalista col ritorno alla madrepatria delle Curili. Infine, per alzare il potere negoziale come attore autonomo di fronte agli Stati Uniti e ai Paesi dell&#8217;Indo-Pacifico.</p>
<p>Putin ha più volte dato semaforo verde alle trattative con Tokyo, ma il nodo della questione è sempre stato il timore russo di una ri-militarizzazione delle Curili in caso di ritorno al Giappone, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-disputa-infinita-delle-isole-curili.html" target="_blank" rel="noopener">giustificato dalla paura che nell&#8217;area si potessero insediare assetti aerei o marittimi di Washington.</a> Abe è arrivato a chiedere alla Russia, nei vari incontri succedutisi, non l&#8217;intero arcipelago ma la sua parte più meridionale, la <strong><b>Piccola catena delle Curili </b></strong>centrata sull&#8217;isolotto di <strong>Shikotan</strong>. Nella sua agenda, il trattato di pace serviva a consolidare, su altri fronti, la partnership con Mosca: l&#8217;energia, con le forniture di gas naturale; la stabilizzazione della Penisola Coreana, con interessi comuni alla de-escalationn nucleare; la partnership in nazioni in via di sviluppo, con il Giappone che intendeva sfidare la Via della Seta cinese sin dai suoi primi alleati di riferimento.</p>
<p>Il <strong>&#8220;delitto Moro mondiale&#8221;, </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/abe-vittima-del-giappone-profondo.html" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;omicidio di Shinzo Abe,</a> pone fine definitivamente a questo progetto. Né Yoshihide Suga né Fumio Kishida, alternatisi al governo dopo le dimissioni di Abe nel 2020, hanno riproposto un&#8217;agenda autonoma simile. Anche e soprattutto perché mancanti dello standing e della visione strategica del predecessore. <a href="https://it.insideover.com/storia/la-pira-moro-andreotti-la-via-mediterranea-della-prima-repubblica.html" target="_blank" rel="noopener">Come Moro nell&#8217;Italia degli Anni Sessanta</a> Abe sapeva che per contare di più di fronte agli alleati di riferimento il Giappone poteva e doveva mostrare capacità di azione autonoma negli scenari più vicini e di riferimento. E la Russia era uno di questi.</p>
<p>Per Tokyo si trattava di cancellare l&#8217;onda lunga della <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/tra-pearl-harbor-e-salo-la-strana-alleanza-tra-litalia-e-il-giappone.html" target="_blank" rel="noopener">Guerra russo-giapponese del 1904-1905,</a> </strong>del conflitto di confine di <strong>Khalin Gol, </strong>nella Manciuria occupata da Tokyo, del 1939, della breve guerra del 1945 per tornare a un rapporto strategico e soprattutto non mediato da potenze esterne. Un simbolo del <strong>ritorno autonomo del Giappone nella storia</strong>. Suffragato, nei mesi più recenti, dall&#8217;attenta presa di posizione di Abe sulla guerra in Ucraina, ostile a ogni fine bellicista o interventista. Per il premier conservatore, mai la Russia, con cui difficilmente il Giappone potrà in futuro essere alleato o amico, è stato un nemico. In quanto potenza del Pacifico, è stata ritenuta un partner fondamentale con cui dialogare. Ma oggi questo sentiero sembra essere chiuso, forse per lungo tempo. E il sogno di Abe di una pace capace di aprire a un dialogo strategico a tutto campo tra i due Paesi e a valorizzare Tokyo nello scacchiere regionale destinato ad essere rimesso nel cassetto.</p>
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		<title>Ungern Khan, il &#8220;barone pazzo&#8221; in guerra contro i bolscevichi</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/ungern-khan-il-barone-pazzo-in-guerra-contro-i-bolscevichi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2021 05:11:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Estremo Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica (Urss)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1892" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-300x296.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-1024x1009.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-768x757.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-1536x1514.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-2048x2018.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Roman Fyodorovich von Ungern-Sternberg fu un personaggio unico nella storia dell&#8217;Asia orientale a cavallo tra il XIX e il XX secolo, che incrociò la sua traiettoria con la storia a lui contemporanea segnata dalla disgregazione dell&#8217;Impero russo e dalla Rivoluzione bolscevica e dai retaggi di un antico passato che lo ossessionava e a cui faceva pieno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/ungern-khan-il-barone-pazzo-in-guerra-contro-i-bolscevichi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1892" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-300x296.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-1024x1009.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-768x757.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-1536x1514.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/10265385_large-2048x2018.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Roman Fyodorovich von Ungern-Sternberg</strong> fu un personaggio unico nella storia dell&#8217;Asia orientale a cavallo tra il XIX e il XX secolo, che incrociò la sua traiettoria con la storia a lui contemporanea segnata dalla disgregazione dell&#8217;Impero russo e dalla Rivoluzione bolscevica e dai retaggi di un <strong>antico passato</strong> che lo ossessionava e a cui faceva pieno riferimento.</p>
<p>Guerriero coraggioso in gioventù, Ungern si ritagliò dopo la fine della Grande Guerra un ruolo primario nelle forze controrivoluzionarie. Grazie a <em>Bestie, Uomini, Dei</em>, il saggio del fisico polacco <strong>Ferdinand Antoni Ossendowski </strong>che lo incontrò nel 1921, si è potuto capire appieno la portata e la visione d&#8217;insieme del progetto cui &#8220;Ungern Khan&#8221; si dedicò anima e corpo per attrarre attorno a sé militari, monaci buddisti, sciamani per contribuire alla creazione di un <strong>mondo pre-moderno</strong> nelle steppe dell&#8217;Asia orientale. &#8220;Barone pazzo&#8221; per qualcuno, figlio dei suoi tempi che agì strumentalmente per essere temuto dai nemici per altri, Ungern ha lasciato un segno come figura unica garantendo l&#8217;estrema forma di resistenza identitaria al comunismo trionfante all&#8217;inizio degli Anni Venti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/ungern-khan-il-barone-pazzo-in-guerra-contro-i-bolscevichi.html">Ungern Khan, il &#8220;barone pazzo&#8221; in guerra contro i bolscevichi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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