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Società

Il gruppo di difesa territoriale in Polonia

Sono da poco passate le otto, quando l’enorme cancello della caserma di Minsk Mazowiecki, a quaranta chilometri da Varsavia, si apre per lasciare entrare una cinquantina tra uomini, ragazzi e qualche rara ragazza in uniforme. Pestando i grossi stivali di pelle sul selciato, e senza mai perdere la ritmica andatura, il gruppetto di giovani e meno giovani si distribuisce con ordine al centro del campo e aspetta gli ordini del comandante. “L’addestramento di oggi fa parte di un’iniziativa promossa dal Ministero di Difesa Nazionale nel 2015, per rafforzare il rapporto tra le organizzazioni paramilitari polacche e l’esercito nazionale, e migliorare il potenziale bellico dei gruppi di volontari – in questo caso l’Associazione dei Fucilieri (o Z.S. Strzelec) - grazie alla supervisione e all’insegnamento di soldati esperti,” spiega Waldemar Zubek, portavoce del Ministero della Difesa. Reportage di Costanza Spocci e Eleonora Vio

Società

Le leve slovacche

Una trentina di ragazzi in tenuta militare arranca sotto la pioggia e affonda i piedi nel fango facendosi strada tra la boscaglia. Holovec, una piccola cittadina nel centro della Slovacchia, è ormai a una decina di chilometri alle spalle. Il comandante è un ragazzo biondo di una ventina d’anni e porta con sé un megafono che ripara sotto una mantella verde. Si sistema l’elmetto e urla ai suoi commilitoni di accelerare il passo di marcia.Slovenski Branci (SB), o “Leve Slovacche”, è un gruppo paramilitare slovacco, costituito più di quattro anni fa dagli allora minorenni Peter Svreck, Michal Feling e KEPTA. Le origini del gruppo si trovano in Russia, ai piedi di un monastero e nel campo di addestramento di un gruppo di cosacchi ultra-ortodossi dal nome in codice “Stiak”. Reportage di Costanza Spocci e Eleonora Vio

Società

Bulgaria-Turchia: i guardiani del confine

Nelle foreste della montagna Strandja, al confine bulgaro con la Turchia, un gruppo eterogeneo di volontari si addestra alla lotta per sorvegliare la frontiera. Fra loro ci sono i membri dell’Unione Militare dei Veterani Bulgari “Vasil Levski” e del movimento nazionale “Shipka”, intenzionati a fornire alle proprie famiglie quella protezione che il governo bulgaro non sembra in grado di garantire. L'obiettivo di questa "pattuglia", guidata dall'ex ufficiale dell'esercito Vladimir Ruscev, è infatti quello di intercettare e fermare i potenziali terroristi che penetrano nel Paese mescolandosi ai gruppi di migranti. Reportage di Matteo Bastianelli.

Nazionalismi

L’esercito civile in difesa dell’identità estone

Il Kaitseliit è un'organizzazione di difesa ausiliaria, composta da civili provenienti per lo più dall'estrema destra, che ambisce a garantire la preservazione dei principi di indipendenza e sovranità dello stato, nonché la sua integrità ed il suo ordine costituzionale. Il sentimento che spinge queste persone a partecipare è la sensazione di un imminente invasione Russa dalla quale dovranno difendersi.

Nazionalismi

Il Kaiseliit a 360 gradi

Il Kaiseliit, un'organizzazione di difesa ausiliaria, composta da civili provenienti per lo più dall'estrema destra, vuole difendere l'indipendenza dello stato estone da una possibile invasione Russa, e lo fa impiegando anche donne e bambini. Con la tecnologia a 360 gradi ci siamo immersi in questa realtà.

Nazionalismi

Giochi di guerra

Il Kaitseliit possiede armamenti propri (abbigliamento militare, fucili, pistole, lancia razzi, carri armati, aerei) e viene impegnata in regolari esercitazioni militari in modo indipendente o insieme all’esercito estone, ma anche della Nato.

Nazionalismi

La militarizzazione dell’Estonia

Oggi il Kaiseliit conta circa 17.000 membri ufficiali e circa 150.000 partecipanti ai suoi addstramenti, a cui aggiungere 2000 donne e 5000 minorenni tra gli 8 e i 18 anni. Cifra enorme considerando che la totalità della popolazione estone è poco più di 1 milione.

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