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	<title>Eroina Archives - InsideOver</title>
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	<title>Eroina Archives - InsideOver</title>
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		<title>Anni Settanta, l&#8217;eroina invade l&#8217;Italia. Più che un crimine, quasi un colpo di Stato</title>
		<link>https://it.insideover.com/letteratura/anni-settanta-leroina-invade-litalia-piu-che-un-crimine-quasi-un-colpo-di-stato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 12:09:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Eroina]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1052" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="EROINA" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725-600x329.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725-1024x561.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725-768x421.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725-1536x842.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Operazione Blue Moon è al centro del libro "Il figlio peggiore", dove si racconta la diffusione dell'eroina come strumento di controllo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/anni-settanta-leroina-invade-litalia-piu-che-un-crimine-quasi-un-colpo-di-stato.html">Anni Settanta, l&#8217;eroina invade l&#8217;Italia. Più che un crimine, quasi un colpo di Stato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1052" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="EROINA" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725-600x329.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725-1024x561.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725-768x421.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071708170493_f154ac7b84b924091c0bfd8cb3c3511d-e1721304680725-1536x842.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se ne parla da diversi anni come di una sorta di leggenda. Una di quelle operazioni di spionaggio uscite dalla penna di Ian Fleming. Eppure, scavando tra le carte giudiziarie di alcune delle stragi che hanno insanguinato la nostra storia repubblicana, stando alle rivelazioni di ex appartenenti ai servizi segreti, è tutto vero: <strong>la diffusione massiccia dell&#8217;eroina in Italia, tra il 1974 e il 1975, rientrerebbe in una strategia di controllo delle masse e di gestione della contestazione giovanile post &#8217;68</strong>, figlia di una<a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-circondata-dalla-guerra-fredda.html"> Guerra Fredda</a> che ha giustificato alcuni tra i più tragici esperimenti d&#8217;intelligence mai partoriti da mente umana. Parliamo dell&#8217;<strong>Operazione Blue Moon</strong>.</p>



<p>Di questa operazione, ideata da uomini della CIA e di cui erano a conoscenza uomini degli apparati italiani, si torna a parlare grazie a un libro di recentissima pubblicazione: &#8220;<strong><em>Il figlio peggiore</em></strong>&#8220;, <strong>del giornalista Peter D&#8217;Angelo e dello scrittore e documentarista Fabio Valle</strong>. Edito da Fandango Libri, Il figlio peggiore è un romanzo che, traendo spunto da una realtà ricostruita attraverso i documenti dell&#8217;epoca, racconta il dramma dell&#8217;esplosione dell&#8217;eroina tra i giovani italiani e il tentativo vano di alcune persone di capirci qualcosa.</p>



<p>Perché il sospetto che dietro questa improvvisa epidemia ci fosse qualcosa di organizzato alcuni lo ebbero sin da subito. Ma queste persone &#8211; giornalisti, attivisti, investigatori non compromessi &#8211; nei migliori casi non giunsero a nessuna conclusione, nei peggiori furono vittime di strani incidenti di percorso atti a farli desistere dal loro intento.</p>



<p>D&#8217;Angelo e Valle costruiscono una spy story corale, ricca di colpi di scena e costruita come un&#8217;inchiesta, ma senza la pretesa di esserlo. &#8220;Laddove la documentazione lasciava dei buchi &#8211; ci ha spiegato Peter D&#8217;Angelo &#8211; abbiamo fatto ricorso alla finzione narrativa, cercando di restare coerenti con il contesto&#8221;. </p>



<p>Per comprendere cosa sia stata <strong>l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/lsd-e-fentanyl-quando-le-droghe-diventano-unarma-di-distruzione.html">Operazione Blue Moon</a></strong> bisogna calarsi nella realtà del tempo. Il &#8217;68, con la sua forza motrice che aveva trascinato giovani di tutto il mondo in strada a protestare, a esigere un cambiamento epocale che in effetti ci fu, aveva lasciato un trauma profondo negli apparati di sicurezza che dell&#8217;ordine e della disciplina fanno un vero mantra. E se a questo trauma leghiamo il contesto storico, dove la Guerra fredda è in realtà molto più calda di quanto ancora oggi non si pensi, ne esce fuori un mix letale come l&#8217;eroina.</p>



<p>A tutto questo bisogna aggiungere il particolare ruolo dell&#8217;Italia: estrema propaggine dell&#8217;impero americano, frontiera con il blocco comunista (quello jugoslavo e quello sovietico), culla del più grande partito comunista d&#8217;Europa. Insomma, nel nostro Paese la contestazione giovanile andava fermata a tutti i costi, spenta, sedata. E allora ecco che<strong> nel 1974 un mare di eroina invade le strade delle grandi città, dalle periferie al centro</strong>, fino a sconfinare nelle province. </p>



<p>Nasce il mito nero dei &#8220;capelloni&#8221;, che sono tutti drogati. <strong>La paura del tossicodipendente si radica tanto a fondo nella coscienza collettiva</strong> grazie a un impressionante tam tam mediatico. I maggiori giornali dell&#8217;epoca creano un clima di allarmismo che oggi appare senza ombra di dubbio sovradimensionato. Più che cercare una soluzione al problema, lo si demonizza. In poche parole: l&#8217;Operazione Blue Moon riesce alla perfezione.</p>



<p>Come in ogni guerra non ortodossa, la paura si insinua tra ampie fasce di popolazione. Il sospetto e il pregiudizio prendono il sopravvento. La gente avverte forte un clima di insicurezza e invoca stabilità. Una stabilità che solamente il blocco democratico e atlantista, ovvero la DC, è in grado di garantire. </p>



<p>Libri come &#8220;Il figlio peggiore&#8221; ci ricordano che i giochi di potere sono spesso incomprensibili se non a grande distanza di tempo. Giochi crudeli, che &#8211; come in questo caso &#8211; hanno lasciato una lunga scia di morti. <strong>Una generazione falcidiata per garantire stabilità. Una stabilità con troppi scheletri nell&#8217;armadi</strong>o. </p>
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		<title>L&#8217;Albania manda in orbita due satelliti per combattere i narcos locali</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/albania-manda-in-orbita-due-satelliti-per-combattere-i-narcos-locali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Valle]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2023 06:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cannabis]]></category>
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		<category><![CDATA[Narcos]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="albania" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-1024x706.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-2048x1413.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con l’anno nuovo la piccola e di certo non florida Albania ha fatto il suo primo passo tra le stelle. Non è una battuta ma la realtà. Lo scorso 3 gennaio dal centro spaziale statunitense di Cape Canaveral è stata lanciata una coppia di razzi Space X che hanno portato nel cielo due satelliti rispettivamente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/albania-manda-in-orbita-due-satelliti-per-combattere-i-narcos-locali.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="albania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-1024x706.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204151451701_f509c03410324efc1e98d95313e35f17-2048x1413.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con l’anno nuovo la piccola e di certo non florida <strong>Albania</strong> ha fatto il suo primo passo tra le stelle. Non è una battuta ma la realtà. Lo scorso 3 gennaio dal centro spaziale statunitense di Cape Canaveral è stata lanciata una coppia di razzi Space X che hanno portato nel cielo due <strong>satelliti</strong> rispettivamente battezzati <strong><strong>Shqiperia</strong> 1</strong> e <strong>Shqiperia 2</strong> (Albania 1 e Albania 2). Con orgoglio il primo ministro socialista Edi Rama li ha definiti “due occhi supertecnologici” che serviranno a monitorare l’Albania “con elevata precisione e piena chiarezza d’immagine”.</p>



<p>Il mini programma spaziale di Tirana è parte dell’accordo, del valore di 6 milioni di dollari, siglato tra la Protezione civile albanese e Satellogic Usa e avrà una durata di tre anni con più compiti. Tutti urgenti. Accanto al <strong>monitoraggio ambientale</strong> — incendi, abusi edilizi, sfruttamento di risorse naturali, siccità, traffico, etc.— i satelliti controlleranno dall’alto (anzi dall’altissimo) le attività del <strong>crimine organizzato</strong> albanese e la sicurezza delle porose frontiere della piccola repubblica balcanica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli obiettivi del governo albanese</h2>



<p>L’obiettivo per Rama è “inaugurare una <strong>nuova era di legalità</strong> combattendo la corruzione e rafforzando l’imposizione delle leggi&#8221;. &#8220;Da oggi l’Albania ha più capacità high-tech per controllare, proteggere e amministrare il territorio, fornendo in tempo reale dati importanti su una serie di aspetti chiave per lo sviluppo sostenibile”, ha detto il premier albanese. Con il sostegno degli specialisti americani gli operatori del governo (e della polizia) di Tirana potranno, grazie alle immagini satellitari, ottenere una <strong>copertura completa</strong> o quasi del proprio territorio e agire in tempi rapidi.</p>



<p>Una scelta necessaria. La prima emergenza è combattere e sradicare la <strong>coltivazione di cannabis</strong>, una produzione che alimenta una florida economia sommersa con centinaia di piantagioni clandestine (curate da oltre cinquemila contadini) per lo più disseminate nelle regioni meridionali del Paese, in particolare nella zona montuosa di Lazarat, una sorta di Medellín in salsa balcanica. Una vecchia storia che l’Interpool conosce bene.</p>



<p>Nonostante gli intermittenti sforzi del governo (molto ansioso di entrare nel club dell’Unione Europea malgrado le sue opacità) e gli interventi (non sempre riusciti) della polizia, le <strong>narco mafie</strong> sono ancora potenti e continuano ad alimentare non solo il mercato locale ma, soprattutto, le <strong>reti criminali </strong>estese in tutta Europa. Traffici che passano dall’Adriatico (quindi l’Italia) o attraverso l’ex Jugoslavia e raggiungono le principali centrali dello spaccio di mariujana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa cambierà con i satelliti</h2>



<p>Adesso, almeno secondo Rama, tutto cambierà, “i satelliti renderanno impossibile, non la coltivazione di interi appezzamenti, ma la coltivazione oltre i 70 cm, che è il punto che il satellite non vede più in dettaglio. Così, ogni giorno, in tempo reale, la Polizia di Stato avrà <strong>davanti agli occhi</strong> ciò che succede in tutto il territorio dell’Albania”.</p>



<p>Bene. Peccato che i narcos albanesi non si limitino però soltanto alla cannabis. Sfruttando la posizione geostrategica del loro Paese i banditi locali — in collaborazione con il loro colleghi kosovari — assicurano e controllano non solo il passaggio dell’<strong>eroina</strong> in transito dalla Turchia verso i mercati continentali ma anche il traffico d’armi e d’esseri umani lungo la cosiddetta “rotta balcanica” o il Canale d’Otranto. </p>



<p>Risultato? Tantissimi denari che oltre a foraggiare a tutti i livelli statuali la <strong>corruzione</strong>, una piaga endemica nel “Paese delle aquile”, consente alla criminalità albanese di reinvestire i guadagni in altre manovre illecite o/e in operazioni di riciclaggio in patria e all’estero. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Corretto quindi chiedersi, come fanno gli esponenti dell’opposizione e molti analisti, se Shqiperia 1 e Shqiperia 2, primo passo secondo il Premier di una ipotetica “<strong>costellazione satellitare</strong>” nazionale, serviranno sul serio a combattere il crimine in tutte le sue articolazioni oppure sono solo l’ennesimo bluff di Rama per ottenere l’agognato biglietto d’ingresso in Europa. Vedremo.</p>
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		<title>Eroina elettronica</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/reportage-container-cina/eroina-elettronica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2020 14:21:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Eroina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2192" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Nel 1997, sul territorio cinese erano presenti 300mila computer e 620mila persone erano in grado di navigare su internet. Due decenni dopo, quel numero è esploso. Secondo l’agenzia governativa China Internet Network Information Center, 802 milioni di persone accedono oggi a Internet, dando alla Cina il primato della più grande comunità online del mondo. Negli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/reportage-container-cina/eroina-elettronica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2192" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><div
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                        Società
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                    <time class="meta__date" datetime="11.05.2020">
                        11.05.2020
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                <h1 class="article__title">
                    Eroina elettronica
                </h1>

                                    <div class="article__lead">
                        Nel 1997, sul territorio cinese erano presenti 300mila computer e 620mila persone erano in grado di navigare su internet. Due decenni dopo, quel numero è esploso. Secondo l’agenzia governativa China Internet Network Information Center, 802 milioni di persone accedono oggi&#8230;
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    <div class="contributor">
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            <a href="https://it.insideover.com/autore/antonio-faccilongo" rel="contributor">
                Antonio Faccilongo
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<div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Nel 1997, sul territorio cinese erano presenti 300mila computer e 620mila persone erano in grado di navigare su internet. Due decenni dopo, quel numero è esploso. Secondo l’agenzia governativa China Internet Network Information Center, 802 milioni di persone accedono oggi a Internet, dando alla Cina il primato della più grande comunità online del mondo. Negli ultimi anni, però, anche un altro dato è aumentato in maniera esponenziale: quello dei dipendenti da internet e gaming online. Nel 2019 infatti i giovani affetti da questa dipendenza ammontavano a ben 24 milioni.</p><div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Digital heroin" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/kdB3PXa77yM?feature=oembed&#038;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div><p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_kdB3PXa77yM");</script></p>
    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Come affermano le nostre fonti in Cina &#8211; con la diffusione globale del Coronavirus, iniziata nella città di Wuhan e con il conseguente isolamento delle persone &#8211; tutte le forme di dipendenza sono aumentate. Lo stress emotivo a cui sono sottoposti i cittadini amplifica le vecchie dipendenze, in particolare proprio quella da internet e gaming online.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1644" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_3.jpg" alt="" class="wp-image-272958" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_3-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_3-768x658.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_3-1024x877.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Un gruppo di ragazzi condivide una postazione in un game point di Pechino</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>In tutto il mondo, ci sono circa 198 milioni di fan degli E-Sports e di questi 75 milioni si trovano in Cina. Gli interessi economici in gioco sono altissimi e si stima che l&#8217;industria cinese dei videogiochi valga da sola 30 miliardi di dollari di entrate all’anno, coinvolgendo oltre mezzo miliardo di persone. E c’è anche chi ha cercato di far includere gli E-Sports alle olimpiadi, non trovando però alcun riscontro.</p>
<figure id="attachment_272959" aria-describedby="caption-attachment-272959" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_2.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-272959 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_2-1024x877.jpg" alt="" width="1024" height="877" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_2-1024x877.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_2-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_2-768x658.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-272959" class="wp-caption-text">Un ragazzo passa intere giornate in un internet point di Pechino. Gioca contemporaneamente a 4 giochi, due sul computer e due sul telefono. Per non lasciare la sua postazione si porta il cibo precotto da casa</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Le competizioni professionali di videogiochi esistono ormai da molti anni, ma la loro crescita negli ultimi cinque è stata esponenziale. Queste competizioni, iniziate come eventi di nicchia dedicati a giocatori che volevano testare le loro abilità, si sono trasformate in veri e propri tornei che si svolgono all’interno di arene ultramoderne che ospitano migliaia di tifosi urlanti e offrono montepremi da capogiro in grado di raggiungere anche svariati milioni di euro.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1644" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_9.jpg" alt="" class="wp-image-272965" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_9-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_9-768x658.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_9-1024x877.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Le riprese per una diretta televisiva di una competizione nazionale di e-sports tenutasi a Shanghai</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>I giocatori professionisti si allenano fino a 14 ore al giorno per sette giorni alla settimana, sono seguiti da team di professionisti che ne guidano le carriere e li spingono a dare il massimo per il bene della squadra (e del profitto). Normalmente, ogni squadra è composta da 15 giocatori, un allenatore, un fisioterapista, un medico e vari manager. Il piatto in gioco è altissimo, chi sbaglia viene immediatamente sostituito e difficilmente avrà un’altra occasione.</p>
<figure id="attachment_272966" aria-describedby="caption-attachment-272966" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_8.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-272966 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_8-1024x877.jpg" alt="" width="1024" height="877" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_8-1024x877.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_8-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_8-768x658.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-272966" class="wp-caption-text">Un membro del team Hero all’entrata nell’arena mentre saluta i suoi fan a Shanghai</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>La carriera di questi atleti inizia molto presto, intorno ai 15 anni, ma finisce anche in un lampo, intorno ai 23 anni. E questo accade per due motivi: perché lo stile di vita e i ritmi stressanti conducono i giocatori a voler cambiare stile di vita e poi perché, superati i vent’anni, i riflessi cognitivi cominciano a calare e le prestazioni a risentirne.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1644" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_11.jpg" alt="" class="wp-image-272967" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_11.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_11-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_11-768x658.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_11-1024x877.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Un ragazzo mentre usa il suo smartphone all’interno di una sala giochi a Pechino</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>La posta in gioco e il livello di professionalità in questo settore sono così alti che alcune università hanno lanciato un corso specifico per gli E-Sports in modo tale da addestrare i futuri campioni. Qui gli studenti imparano soprattutto tecniche di gioco avanzate e, dopo il primo anno, vengono divisi in diverse classi. I migliori si concentrano sul diventare giocatori professionisti mentre agli altri viene insegnata la parte amministrativa, finanziaria, promozionale e progettuale del settore.</p>
<figure id="attachment_272969" aria-describedby="caption-attachment-272969" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_7.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-272969 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_7-1024x877.jpg" alt="" width="1024" height="877" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_7-1024x877.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_7-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_7-768x658.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-272969" class="wp-caption-text">Giovani fan in attesa dell’arrivo del team Hero, professionisti rinomati di e-sports, a Shanghai</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Sempre più giovani in Cina sognano di diventare atleti professionisti di E-Sports. Ma solo un piccolo numero lo diventerà realmente. Molti invece, cercando di inseguire questo sogno, potrebbero incorrere in gravi problemi. Nel 2008, il primo Paese a dichiarare la dipendenza da internet come un disturbo clinico è stata la Cina, di fatto riconoscendone la pericolosità sia per la persona sia per la società.</p>
<figure id="attachment_272970" aria-describedby="caption-attachment-272970" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_10.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-272970 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_10-1024x877.jpg" alt="" width="1024" height="877" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_10-1024x877.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_10-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_10-768x658.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-272970" class="wp-caption-text">Il palco di una competizioni di e-sports tenutasi a Shanghai. In palio in questi tornei ci sono montepremi da svariati milioni di euro e la fama tra centinaia di milioni di giovani</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Molti giovani passano la quasi totalità della loro esistenza all’interno di internet caffè, dove possono navigare o giocare online, perdendo completamente il senso del tempo e dello spazio, hanno difficoltà a smettere di giocare e a “riconettersi” con la realtà. Trascorrono intere giornate o notti giocando online a League of Legends o Counter- Strike, giochi leader in questo settore. Decessi per infarto e ictus sono oramai molto comuni e il loro numero è in aumento. Queste morti sono principalmente dovute a una dipendenza sempre più forte e a tornei molto stressanti per il fisico e la mente, che possono arrivare a durare anche 40 ore consecutive. Talvolta i ragazzi, per evitare di abbandonare i loro schermi, possono arrivare ad indossare dei pannolini.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1644" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_4.jpg" alt="" class="wp-image-272972" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_4-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_4-768x658.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_4-1024x877.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Genitori distratti dai loro smartphone in una sala giochi di Tayuan</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Questa dipendenza, che spesso è stata accumunata a quella per l’eroina, sta colpendo un’intera generazione di giovani cinesi. Il governo di Pechino ha adottato alcune misure per cercare di limitarne gli effetti. Ad esempio, è stata emanata una legge che regolamenta il tempo che un singolo utente può utilizzare un gioco. Per questo tra i ragazzi è diventato comuni fare “zapping”, raggirando così il limite temporale del videogaming saltando da un gioco ad un altro utilizzando il massimo dei minuti consentiti ma su un numero pressoché illimitato di giochi, mandando di fatto in frantumi le disposizioni della legge.</p>
<figure id="attachment_272973" aria-describedby="caption-attachment-272973" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_1.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-272973 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_1-1024x877.jpg" alt="" width="1024" height="877" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_1-1024x877.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_1-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_1-768x658.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-272973" class="wp-caption-text">Utenti della metro di Pechino mentre utilizzano i loro cellulari per navigare</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>A fine anni Novanta, quando il problema praticamente non esisteva, sono nati i primi campi di rieducazione. Oggi sono diffusi in tutta la Cina e ospitano migliaia di ragazzi, inviati dalle loro famiglie, in cerca di guarigione. Questi campi assomigliano a centri di addestramento militare dove i ragazzi indossano tute mimetiche, marciano per ore come soldati e ricevono un addestramento incline a fargli superare ostacoli e avversità.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1644" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_16.jpg" alt="" class="wp-image-272974" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_16.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_16-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_16-768x658.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_16-1024x877.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Giovani ragazzi si addestrano all’arte del Tai Chi nel campo di recupero da dipendenze da internet e videogaming della città di Weifang</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Rigore e disciplina sono al primo posto e chi non rispetta le regole viene mandato in isolamento. In molte occasioni questi centri sono stati criticati per durezza dei loro trattamenti. Uno di questi centri ha acquisito notorietà dopo che si è venuto a sapere che, per trattare alcune forme molto intense di dipendenza, si è ricorso all&#8217;uso della terapia elettro-convulsiva. Nel tempo, il rincorrersi di notizie di abusi sui ragazzi ha spinto il governo cinese a controllare con maggiore attenzione questi centri. Il centro Zheng Xin di Weifang è uno dei più importanti in Cina per diagnosticare e curare la dipendenza da Internet.</p>
<figure id="attachment_272983" aria-describedby="caption-attachment-272983" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_21.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-272983 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_21-1024x877.jpg" alt="" width="1024" height="877" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_21-1024x877.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_21-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_21-768x658.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-272983" class="wp-caption-text">La rigida dottrina militare imposta ai ragazzi è mantenuta in ogni circostanza anche duranti i pasti. Chi non si è impegnato abbastanza durante le attività o si è comportato in modo non rispettoso deve rimanere al suo posto in piedi tutto il tempo e guardare gli altri mentre mangiano</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>La struttura è composta da diversi edifici &#8211; aule per le lezioni, palestra, uffici, mensa, dormitori, una sala per gli spettacoli, il cinema e un cortile dove vengono fatti gli esercizi atletici – e nel campo non sono ammessi dispositivi elettronici di nessun tipo. In questo centro il trattamento consiste in una combinazione di terapia farmacologica, consulenza psicologica, esercizio fisico e attività con le famiglie che possono incontrare una volta al mese. La durata del percorso di recupero è imprevedibile ma generalmente dura almeno sei mesi, anche se ci sono stati casi di ragazzi che sono stati ospitati anche due anni.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1644" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_13-1.jpg" alt="" class="wp-image-273388" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_13-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_13-1-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_13-1-768x658.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_13-1-1024x877.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Il campo di recupero da dipendenze da internet e videogaming della città di Weifang</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>I ragazzi del camp iniziano la loro giornata alle sei del mattino. Dopo le pulizie di rito e l’appello sugli attenti in stile Marines, inizia l’allenamento. Prima i ragazzi marciano a ritmo impeccabile e dopo fanno esercizi ginnici per attivare il corpo e la mente. Al termine di questa prima fase, tutti corrono alla mensa dove avranno la loro meritata colazione.</p>
<figure id="attachment_272979" aria-describedby="caption-attachment-272979" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_14-1.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-272979 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_14-1-1024x877.jpg" alt="" width="1024" height="877" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_14-1-1024x877.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_14-1-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_14-1-768x658.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-272979" class="wp-caption-text">Razzi marciano nel giardino del campo di recupero da dipendenze da internet e videogaming della città di Weifang</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Nel resto della giornata i ragazzi si esercitano in attività fisiche, come Tai Chi, ginnastica, corsa, marcia, yoga, e in attività artistiche come il canto, la recitazione, il disegno e in altre piccole attività. I dormitori sono spartani e funzionali, con letti a castello con materassi sottili e stuoie di paglia in ogni camera. Dopo la cena i ragazzi si occupano di lavare le loro uniforme e poi vanno a dormire.</p>
<div id="gallery_272990" class="inline-gallery-container"></div>
            <script>
                var gallery_272990 = [{"src":"https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_25.jpg","thumb":"https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_25-150x150.jpg","subHtml":"<div class="lightGallery-captions">n                        <h4>A fine giornata i ragazzi in fila tornano nelle loro stanze per il meritato riposo</h4>n                        <p></p>n                    </div>"},{"src":"https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_23-1.jpg","thumb":"https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_23-1-150x150.jpg","subHtml":"<div class="lightGallery-captions">n                        <h4>Una rappresentazione di canto nel teatro del campo di Weifang</h4>n                        <p></p>n                    </div>"},{"src":"https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_18-1.jpg","thumb":"https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_18-1-150x150.jpg","subHtml":"<div class="lightGallery-captions">n                        <h4>Un insegnante e un ragazzo del campo giocano al dama cinese mentre delle ragazze praticano il Tai Chi, campo di recupero da dipendenze da internet e videogaming, Weifang</h4>n                        <p></p>n                    </div>"},{"src":"https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_20.jpg","thumb":"https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_20-150x150.jpg","subHtml":"<div class="lightGallery-captions">n                        <h4>I ragazzi allu2019interno di questi centri di recupero vengono monitorati 24h tramite delle telecamere sparse per il campo. Quello di Weifang u00e8 uno dei campi piu00f9 famosi e prestigiosi di tutta la Cina</h4>n                        <p></p>n                    </div>"},{"src":"https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_22.jpg","thumb":"https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_22-150x150.jpg","subHtml":"<div class="lightGallery-captions">n                        <h4>I ragazzi allu2019interno di questi centri di recupero vengono monitorati 24h tramite delle telecamere sparse per il campo</h4>n                        <p></p>n                    </div>"},{"src":"https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_24.jpg","thumb":"https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/EroinaDigitale_AntonioFaccilongo_24-150x150.jpg","subHtml":"<div class="lightGallery-captions">n                        <h4>I ragazzi si riposano e aspettano il loro turno per esercitazioni fisiche nel giardino del campo di recupero da dipendenze da internet e videogaming, Weifang</h4>n                        <p></p>n                    </div>"}];
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    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Le enormi conseguenze pagate da questa giovane generazione sembrano non interessare all’industria degli E-Sports, troppo concentrata a massimizzare i suoi profitti. Ma soprattutto oggi, vista la situazione di crisi sanitaria globale, sembra davvero importante rimettere al primo posto dei programmi la salute e il benessere di questi ragazzi.</p>
<p>&nbsp;</p>

    </div>
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                            Foto, testo e video
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                                    Antonio Faccilongo
                                </a>
                                                                        </div>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/reportage-container-cina/eroina-elettronica.html">Eroina elettronica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il lato oscuro delle Seychelles</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-lato-oscuro-delle-seychelles.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 08:01:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Eroina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2693728-e1559549818967.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2693728-e1559549818967.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2693728-e1559549818967-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2693728-e1559549818967-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2693728-e1559549818967-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Coralli, spiagge bianche, acque cristalline  e hotel da sogno è questo il ritratto che agenzie turistiche e depliant di viaggio fanno delle Seychelles, un paradiso tropicale, un arcipelago di 115 isole nel cuore dell&#8217;oceano indiano, Mecca del turismo internazionale tanto che ogni anno sono oltre 350mila i vacanzieri, principalmente russi, francesi, tedeschi e italiani, che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-lato-oscuro-delle-seychelles.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-lato-oscuro-delle-seychelles.html">Il lato oscuro delle Seychelles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2693728-e1559549818967.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2693728-e1559549818967.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2693728-e1559549818967-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2693728-e1559549818967-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2693728-e1559549818967-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Coralli, spiagge bianche, acque cristalline  e hotel da sogno è questo il ritratto che agenzie turistiche e depliant di viaggio fanno delle <strong>Seychelles</strong>, un paradiso tropicale, un arcipelago di 115 isole nel cuore dell&#8217;oceano indiano, Mecca del turismo internazionale tanto che ogni anno sono oltre 350mila i vacanzieri, principalmente russi, francesi, tedeschi e italiani, che atterrano a Mahé per godersi un soggiorno di puro relax, sole, natura e divertimento in uno dei posti più incontaminati del pianeta. Questo è il lato delle Seychelles scolpito nell&#8217;immaginario comune e alimentato dall&#8217;industria del turismo, però esiste anche un altro volto del Paese africano: un volto drammatico, fatto di primati agghiaccianti, invisibile alla maggior parte di visitatori, ma ormai diffuso come una metastasi nella società e nella comunità locale. Le Seychelles sono infatti il primo Paese al mondo per numero di <strong>eroinomani</strong> in rapporto alla popolazione locale. Su 94mila abitanti delle Seychelles, oltre 6mila sono consumatori di eroina, significa che il 10% dei Seychellois sono tossicodipendenti.</p>
<p>A far luce sulla tragedia che si sta consumando nelle isole dell&#8217; Oceano Indiano è stata un&#8217;<a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-50488877">inchiesta della <em>Bbc</em> </a>. Il media britannico ha spiegato innanzitutto perché queste terre siano diventate l&#8217;Eldorado dei narcotrafficanti e come mai il consumo della sostanza oppiacea si sia diffuso in modo così esponenziale negli ultimi anni tra i giovani, e non solo, dell&#8217;arcipelago africano. La risposta, il network inglese, l&#8217;ha ricercata in due fattori: il primo è che non esiste un reale controllo alle frontiere e quindi l&#8217;assenza di autorità e la presenza di confini porosi hanno attirato l&#8217;attenzione dei cartelli dei narcotrafficanti che hanno visto in queste terre un facile luogo di approdo e smercio di tonnellate di stupefacenti. La seconda ragione invece viene ricercata in un motivo più sociale, ovvero l&#8217;assoluta dipendenza della popolazione, e soprattutto dei giovani, dal turismo. Gran parte della comunità locale ha ormai accettato l&#8217;idea di crescere e invecchiare con la consapevolezza che la propria vita deve essere modellata a misura dei 350mila turisti che ogni anno arrivano, insieme ai capitali, sulle spiagge delle isole. La frustrazione dettata dalla consapevolezza che la propria vita deve essere subordinata a esigenze e comfort dei visitatori, essendo quest&#8217;ultimi sinonimo di introiti, ha portato a un annichilimento dei sogni e delle prospettive e con un assottigliamento delle aspirazioni e un dilagare della frustrazione, ecco che l&#8217;eroina ha impiegato molto poco tempo per penetrare nel tessuto sociale e diffondersi a macchia d&#8217;olio.</p>
<p>Levina Mosses è un&#8217;ex tossicodipendente che ha deciso di raccontare la sua storia ai media internazionali. La donna ha iniziato a drogarsi quando aveva 17 anni, il suo ex moroso, e poi anche padre dei suoi figli, era uno spacciatore ed è stato lui a introdurla all&#8217;eroina. &#8221;All&#8217;epoca il mio ragazzo era un pusher, quindi non ho mai dovuto pagare per le droghe. Ma dopo anni di abuso di eroina, ne avevo abbastanza. La mia unica opzione era quella di trovare la forza per pulirmi oppure la mia vita sarebbe finta&#8221;. Lavinia Mosses ha lasciato il suo ragazzo, ha iniziato un percorso di disintossicazione e riabilitazione e oggi lavora come consulente delle persone dipendenti facendo della sua storia personale una risorsa per aiutare chi sta attraversando un incubo analogo a quello che lei ha sconfitto.</p>
<p>Il governo delle Seychelles, per far fronte all&#8217;emergenza della droga, ha deciso di adottare tutt&#8217;altra politica rispetto a quella del pugno di ferro e della repressione indiscriminata messa in campo dal presidente delle Filippine Rodrigo<a href="https://it.insideover.com/societa/duterte-guerra-droga-giustizia-violenza.html"> Duterte</a>, infatti la tossicodipendenza, nell&#8217;arcipelago africano,viene tratta dal governo delle Seychelles come una vera e propria malattia. Patrick Herminie, capo della<strong> Agency for the Prevention of Drug Abuse and Rehabilitation</strong> (Apdar), ha così parlato ai microfoni di <a href="http://www.seychellesnewsagency.com/articles/9980/Anti-heroin+program+in+Seychelles+shows+promise%2C+but+drug+problem+is+big+and+growing">Seychelles News Agency</a><span style="font-size: 1rem;">: &#8221;La situazione della droga alle Seychelles è chiaramente una minaccia per l&#8217;esistenza del paese. Oltre il 10 percento della nostra forza lavoro non è in grado di lavorare poiché abusa di droghe e molti sono anche colpiti da altre malattie come l&#8217;HIV e l&#8217;epatite C&#8221;, poi ha proseguito spiegando il lavoro che l&#8221;&#8217;<em>Agenzia per la prevenzione dell&#8217;abuso di droghe e la riabilitazione</em>&#8221; svolge: &#8216;&#8221;L&#8217;Agenzia è stata istituita nell&#8217;agosto 2017 e abbiamo introdotto il MMP, (programma di mantenimento del Metadone). I pazienti hanno due possibilità: aderire a un MMP ad alta soglia, che include un periodo di trattamento durante il quale il paziente viene ricoverato per impegnarsi nella disintossicazione o il programma a bassa soglia, che si concentra sulla riduzione del danno. In entrambi i casi chi aderisce ha accesso a supporto medico e psicosociale. Attualmente abbiamo oltre 2mila</span><span style="font-size: 1rem;"> persone registrate e il 68% di loro sta rispondendo in modo positivo alla terapia&#8221;.</span></p>
<p>Ma le logiche dei trafficanti di droga non concepiscono né scrupoli e neppure commiserazioni ed ecco che per affrontare le politiche dell&#8217;esecutivo di Victoria e il programma di distribuzione di Metadone, gli spacciatori hanno deciso di abbassare drasticamente il costo dell&#8217;eroina per riappropriarsi così di quella fetta di mercato che le terapie di disintossicazione hanno loro strappato. Alle Seychelles, prima delle misure atte a contrastare la dipendenza dagli stupefacenti, un grammo di eroina costava circa 1&#8217;000 rupie, più o meno 70 dollari. Oggi, sul mercato, un gramo di eroina lo si trova anche a 30 rupie, poco più di 2 dollari statunitensi. Inoltre una nuova minaccia si sta delineando all&#8217;orizzonte dell&#8217;arcipelago africano: l&#8217;arrivo di droghe sintetiche la cui dipendenza non può essere trattata con il Metadone: &#8221;Non abbiamo ancora numeri ufficiali ma sappiamo che i rivenditori stanno iniziando a importare nuove droghe che non possiamo trattare con il Metadone&#8221;, ha affermato sempre Patrick Herminie, &#8216;speriamo che l&#8217;agenzia sia in grado di adattarsi rapidamente e riesca ad affrontare anche le nuove minacce in arrivo&#8221;.</p>
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		<title>La droga verso l&#8217;Italia e la sicurezza dei porti</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/traffico-droga-italia-sicurezza-porti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2019 07:44:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5912567.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5912567.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5912567-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5912567-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5912567-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’ingresso di Matteo Salvini al Viminale e la battaglia contro gli sbarchi nel nostro Paese ha aperto un faro su un aspetto spesso poco considerato: quello dei porti. Mentre i social si affannano in sterili battagli a colpi di hashtag sui porti chiusi e porti aperti, pochi si sono chiesti cosa siano davvero i porti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/traffico-droga-italia-sicurezza-porti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5912567.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5912567.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5912567-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5912567-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5912567-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’ingresso di <strong>Matteo Salvini</strong> al Viminale e la battaglia contro gli sbarchi nel nostro Paese ha aperto un faro su un aspetto spesso poco considerato: quello dei <strong>porti</strong>. Mentre i social si affannano in sterili battagli a colpi di hashtag sui porti chiusi e porti aperti, pochi si sono chiesti cosa siano davvero i porti italiani. L’accelerazione economica arrivata con la globalizzazione ha dato ai commerci marittimi una centralità quasi assoluta. Gli scali portuali sono diventati i nodi di una rete globale fatta di container e navi che solcano i mari. E l’Italia, nel cuore del Mediterraneo, non fa eccezione.</p>
<p>L’aspetto forse più paradossale è che la posizione strategica dello Stivale è stata sfruttata appieno più dalle associazioni criminali che dallo Stato o dalle aziende. Nel suo Report sulla sicurezza portuale italiana 2018, l’Italian port security ha cercato di capire quali sono le fonti di rischio per i nostri porti, esaminando in particolare i traffici illeciti in entrata. Sì perché se è vero che negli anni della corsa alle Ong i nostri scali erano il punto di massaggio di migliaia di migranti, è anche vero che quegli stessi luoghi sono la porta principale attraverso cui le organizzazioni criminali, nazionali e straniere, gestiscono il loro business. </p>
<p>Nella ricerca si mette bene in evidenza che i nostri porti fanno da crocevia per tre tipologie di traffico. Il primo riguarda il contrabbando di sigarette che colpisce principalmente i porti dell’Adriatico con flussi in arrivo da Albania, Grecia e in generale dai paesi balcanici. Il secondo concerne le infiltrazioni clandestine e l’aumento dei singoli che cercano passaggi su navi cargo e porta container come accade soprattutto per gli arrivi da Grecia e Turchia e che nella maggior parte di casi migranti coinvolge cittadini provenienti da Iran, Iraq, Afghanistan, Pakistan e Siria. Chiaramente i numeri sono bassi ma il problema di possibili infiltrazioni di <strong>foreign fighters</strong> di ritorno dal conflitto siriano rende la minaccia molto alta. Il terzo riguarda invece il traffico degli stupefacenti. Numeri alla mano è proprio quest’ultimo punto il più sensibile e problematico.</p>
<p>Il grande flusso di cocaina in Italia</p>
<p>Il traffico di sostanze stupefacenti è la fonte primaria per tutte le organizzazioni criminali. Stando al rapporto dell’Europol European Union Serious and Organized Crime Threat Assessment, solo nel 2017 in Europa si contavano almeno 5 mila diverse organizzazioni criminali, di queste almeno il 34% si concentra nella attività legate al mercato degli stupefacenti. Stando ai dati della Direzione Centrale per i Sevizi Anti-Droga (Dcsa) sempre nel 2017 sono stati sequestrati 101.175 kg di sostanze illecite. Per quanto riguarda i porti, l’Italian port security ha spiegato che la sfida più complessa per gli apparati di vigilanza è rappresentata dalla <strong>cocaina</strong>, gestita da grandi organizzazioni su tratte medio lunghe.</p>
<p></p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-67711" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2019/01/rotte-cocaina.png" alt="rotte cocaina" /></p>
<p>&#8220;L’Italia&#8221;, si legge nel report, &#8220;è una delle principali destinazioni del traffico di cocaina; meno frequentemente costituisce un paese di transito. Il traffico di questa sostanza in Italia è perlopiù monopolio delle varie cosche (’ndrine) della ’Ndrangheta, per le quali il traffico di stupefacenti costituisce il settore più remunerativo&#8221;. Questa inquietante eccellenza ha fatto sì che le cosche siano state in grado di intessere rapporti con potete organizzazioni globali, soprattutto in Sud America. In questo senso il porto di Gioia Tauro è diventato lo snodo dei traffici, basti pensare che nel 2017 sono stati sequestrati 1700 chilogrammi di cocaina. Allo stesso tempo però il 2018 ha mostrato cambiamenti importanti con lo spostamento dei flussi in altri scali, come Genova e Livorno. Le rotte che arrivano verso l’Italia sono sostanzialmente quattro:</p>
<p>La <strong>California express</strong> che dal Nord America via Panama raccoglie i flussi dal Sud America per poi arrivare a Gioia Tauro;La <strong>Medusa</strong> che tocca Messico e Bahamas che che arriva in Europa con scali in Spagna, specialmente a Valencia;La <strong>rotta dell’Argentina</strong> che raccoglie i flussi dal Paese per poi convogliarli a Montevideo, in Uruguay, prima di arrivare in Calabria;La <strong>rotta africana</strong> che prevede uno scalo della merce nei Paesi del golfo di Guinea, dal “Narco-Stato” della Guinea Bissau a Ghana e Nigeria.</p>
<p>L’ingresso della cocaina in Italia avviene poi in modi diversi. Per quello che riguarda i porti, l’elemento chiave è dato dai dipendenti al soldo delle cosche, operatori portuali che conoscono i carichi in arrivo e agiscono con tempestività per far sparire il contenuto illecito. Una delle insidie maggiori per la sicurezza dei porti è rappresentata ora dalla parcellizzazione dei carichi, ovvero la scelta consapevole di sposare gli arrivi da Gioia Tauro verso altri città come hanno dimostrato i sequestri lungo il Tirreno.</p>
<p>L&#8217;insidia del traffico di eroina</p>
<p>Per l’eroina ci sono invece volumi e traffici diversi. Rispetto alla cocaina ci si trova di fronte a un fenomeno più difficile da inquadrare. I rivoli attraverso i quali la sostanza arriva nel nostro Paese sono più piccoli ma più numerosi, coinvolgono anche il trasporto su gomma e l’uso di piccole imbarcazioni che effettuano sbarchi illeciti lungo la costa. Ma i dati che arrivano dai porti indicano che una certa quantità arriva anche negli scali. I flussi provengono principalmente dalla <strong>Persia</strong>. L’Afghanistan a livello globale è riconosciuto come il più grande produttore dell’eroina seguita dai Paesi vicini come Iran e Pakistan. Per quello che riguarda il “mercato” italiano i Paesi di raccordo sono tre, la Turchia, la Grecia e l’Albania. Dalle coste dell’Anatolia parte soprattutto la rotta diretta a Trieste, sia per legami storici che commerciali. A questo flusso si aggiunge quello che parte dai porti albanesi. In particolare sono state registrate due rotte, una diretta verso Bari e l’altra verso Brindisi. In generale in Italia le organizzazioni che gestiscono questo tipo di movimenti sono legate alla malavita albanese al fianco delle famiglie Pugliesi.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-67710" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2019/01/rotte-eroina.png" alt="rotte eroina" /></p>
<p>Quali sono i flussi di marijuana a hashish</p>
<p>Secondo i dati della Dcsa nel 2017 in Italia sono state sequestrate 78 tonnellate di <strong>marijuana</strong>. Come per l’eroina, la Puglia si conferma terra di frontiera per l’accesso dei traffici. Le due rotte principali di accesso al nostro Paese sono infatti quella albanese e quella greca, in particolare nel porto di Bari. In realtà negli ultimi tempi sono stati effettuati dei sequestri da navi provenienti dalla Spagna anche nel versante tirrenico, in particolare con quantitativi di droga provenienti da Barcellona fermati a Genova e Civitavecchia nel Lazio. Ma le due città portuali sono la meta anche di un altro flusso, quello dell&#8217;hashish. Un po’ come l’Afghanistan per l’eroina, il Marocco risulta essere il punto di partenza di tutti i flussi. La mafia marocchina ha stretto fitti legami con ’Ndrangheta e Camorra, ha scritto ancora l’Italian port security. L’hub più importante di questo flusso è il porto di Tangeri. I mezzi viaggiano verso l’Italia, facendo scalo nel capoluogo ligure, nella città laziale e in Sardegna, a Porto Torres. Rispetto alla cocaina questo traffico non avviene per mezzo di container, ma con un modalità singolari, attraverso la componente civile del traffico portuale, cioè con l’uso di auto e altri mezzi di trasporto caricati a bordo dei traghetti usati per il trasporto passeggeri. Il resto del traffico avviene fuori dal controllo stringente dei porti, con trasbordi in imbarcazioni più piccole o sbarchi illeciti in punti isolati della costa.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-67709" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2019/01/rotte-marijuana.png" alt="rotte marijuana" /></p>
<p></p>
<p>Questo quadro rende evidente che le sfide per il controllo dei porti e soprattutto la loro sicurezza sono molteplici. Nelle raccomandazioni al termine del rapporti l’Italian port security scrive chiaramente che una delle chiavi per migliorare l&#8217;implementazione dei dispositivi  è quella della cooperazioni tra tutti coloro che operano per garantire la sicurezza dei porti, dai funzionari del ministero dei trasporti, alla polizia di frontiera fino all&#8217;agenzia delle dogane e dei monopoli. In questo senso l&#8217;Italia rappresenta uno dei primi Paesi che ha tentato di rendere omogeneo l&#8217;approccio attraverso il &#8220;Piano di Sicurezza Nazionale Marittimo&#8221; noto come &#8220;Cristoforo Colombo&#8221;. Un piano sviluppato <em>ad hoc</em> per fronteggiare la minaccia terroristica nei porti, un piano flessibile che prevede misure studiate in modo esclusivo e particolareggiato per i singoli porti. Il 2019 potrebbe essere l&#8217;anno di svolta per i porti, da un lato si pone la sfida per la corretta applicazione del &#8220;Piano Cristoforo Colombo&#8221;, dall&#8217;altro bisognerà affrontare le nuove tendenze dei traffici di stupefacenti, in particolare con l&#8217;aumentare dei punti di sbarco e dei rivoli che le organizzazioni criminali usano per rifornire il mercato italiano. </p>
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		<title>Storia di un massacro americano:  continua la crisi degli oppiacei</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/storia-un-massacro-americano-continua-la-crisi-degli-oppiacei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2018 07:47:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Eroina]]></category>
		<category><![CDATA[Oppiacei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>La gravissima crisi degli oppiacei che da anni sta sconvolgendo gli Stati Uniti è diventata una vera e propria &#8220;emergenza di salute pubblica&#8221;. Così l&#8217;ha definita il Presidente Donald J. Trump in un memorandum del 26 ottobre scorso, che faceva eco a un&#8217;informativa della Drug Enforcement Administration (DEA) del 2015, nella quale si può leggere:  &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/storia-un-massacro-americano-continua-la-crisi-degli-oppiacei.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/storia-un-massacro-americano-continua-la-crisi-degli-oppiacei.html">Storia di un massacro americano:  continua la crisi degli oppiacei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/depression-824998_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>La gravissima crisi degli oppiacei che da anni sta sconvolgendo gli Stati Uniti è diventata una vera e propria &#8220;emergenza di salute pubblica&#8221;. Così l&#8217;ha definita il Presidente Donald J. Trump in <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.chicagotribune.com/news/nationworld/politics/ct-trump-opioids-emergency-20171026-story.html" target="_blank">un memorandum del 26 ottobre</a> scorso, che faceva eco a un&#8217;informativa della Drug Enforcement Administration (DEA) del 2015, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.dea.gov/docs/2015%20NDTA%20Report.pdf" target="_blank">nella quale si può leggere</a>:  &#8220;Le morti per overdose, in particolar modo da farmaci sotto prescrizione, hanno raggiunto livelli epidemici&#8221;. Nel 2015, 53mila persone sono morte per overdose, principalmente causata da oppiacei, mentre nel 2016 il dato ha fatto segnare un incremento del 21%, portando a 64.000 le vittime: più della somma dei caduti delle guerre in Iraq e in Vietnam, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.vox.com/policy-and-politics/2017/7/7/15925488/opioid-epidemic-deaths-2016" target="_blank">come riportato da German Lopez di <em>Vox</em></a>.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/continua-a-sostenerci/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-42088 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/02/occhi_banner.jpg" alt="occhi_banner" width="745" height="100" /></a></p>
<p>Se sul versante del narcotraffico l&#8217;eroina sta conoscendo un preoccupante ritorno di fiamma, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://blog.ilgiornale.it/foa/2016/07/14/afghanistan-guerra-e-droga-la-verita-che-imbarazza-la-nato/" target="_blank">sulle cui origini Marcello Foa aveva indagato nel 2016</a>, a essere oltremodo allarmante è l&#8217;incontrollato abuso da parte di farmaci antidolorifici. Come scritto da Hector Abad Faciolince in un <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.internazionale.it/opinione/hector-abad-faciolince/2017/11/02/case-farmaceutiche-epidemia-oppioidi" target="_blank">articolo ripreso da </a><em><a href="https://www.internazionale.it/opinione/hector-abad-faciolince/2017/11/02/case-farmaceutiche-epidemia-oppioidi" target="_blank">Internazionale</a>: </em>&#8220;I nuovi tossicodipendenti e i morti per overdose degli Stati Uniti, in maggioranza bianchi, cadono nel vizio perché i medici gli prescrivono dei “painkillers”, analgesici molto forti, oppiacei sintetici, molto più potenti dell’eroina e della morfina&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Gli oppiacei che uccidono, scrive Faciolince, sono &#8220;droghe legali&#8221; come l&#8217;ossicodone, il fentanil o il Vicodin, rivenduti poi in Internet come eroina. &#8220;Poi c’è un’altra droga sintetica ancora più letale, il carfentanil, che si usa come sedativo per gli elefanti, e che è cento volte più potente del fentanil. Bastano pochi granelli di carfentanil sulla lingua per uccidere un essere umano&#8221;.</p>
<p>Gli oppiacei, un&#8217;emergenza nazionale</p>
<p>Negli Stati Uniti, che consumano l&#8217;80% degli oppiacei prodotti al mondo, le morti per overdose hanno ormai superato quelle per incidente d&#8217;auto o sparatoria, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.cbsnews.com/news/drug-overdose-deaths-heroin-opioid-prescription-painkillers-more-than-guns/" target="_blank">come riporta la CNN</a>. Il governatore repubblicano del Maryland, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.washingtonpost.com/local/md-politics/hogan-declares-opioid-state-of-emergency/2017/03/01/5c22fcfa-fe2f-11e6-99b4-9e613afeb09f_story.html?utm_term=.1276cf18199c" target="_blank">Larry Hogan, ha dichiarato il livello massimo d&#8217;emergenza nello Stato</a> e avviato un piano da 50 milioni di dollari per la prevenzione del narcotraffico e la lotta alla dipendenza da oppiacei.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;amministrazione Obama, proponendo nel dicembre 2016 il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.washingtonpost.com/news/powerpost/wp/2016/12/07/congress-passes-21st-century-cures-act-boosting-research-and-easing-drug-approvals/" target="_blank">21st Century Cures Act</a>, ha visto una rara maggioranza bipartisan (94-5 in Senato) favorevole allo stanziamento di 1 miliardo di dollari nella lotta alla tossicodipendenza; Donald J. Trump ha approvato un ulteriore finanziamento da 485 milioni di dollari nel 2017, e nel corso degli ultimi anni si è rafforzata la posizione della figura del Office of National Drug Control Policy, il <em>Drug Czar </em>dell&#8217;Executive Office della Casa Bianca. A ricoprire l&#8217;incarico, attualmente, è Richard J. Braum, ex membro del gruppo di studio ONU sulle droghe.</p>
<p>Alla radice della crisi degli oppiacei: il ruolo delle case farmaceutiche</p>
<p>Il mondo di &#8220;Big Pharma&#8221; ha una responsabilità non secondaria nelle dinamiche che hanno portato al completo sdoganamento degli oppiacei ed alla gravissima crisi odierna. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/feb/05/opioids-crisis-democrats-joe-kennedy" target="_blank">Come scritto da Ross Barkan sul <em>Guardian, </em></a>&#8220;sappiamo che la crisi non esisteva prima che la Purdue Pharma buttasse sul mercato l&#8217;OxyContin. Guidate da Purdue Pharma, le principali compagnie farmaceutiche elaborarono una campagna per persuadere dottori e pazienti&#8221;, convincendoli a sottovalutare i rischi degli oppiacei e a sopravvalutare i loro ruoli terapeutici.</p>
<p></p>
<p>Il lobbying di Big Pharma sul Congresso statunitense è stato, a partire dalla metà degli anni Novanta, continuo e pressante. Barkan cita il caso spinoso di Joe Kennedy III, rappresentante democratico del Massachussetts che, stando a <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://theintercept.com/2018/01/31/joe-kennedy-response-opioid-crisis/" target="_blank">quanto segnalato da </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://theintercept.com/2018/01/31/joe-kennedy-response-opioid-crisis/" target="_blank">The Intercept</a>, </em>avrebbe ricevuto continue pressioni per legiferare, sfruttando la sua posizione di dichiarato progressista, contro l&#8217;affidamento ai Centers for Disease Control di strumenti tali da disincentivare la dipendenza da oppiacei nella cittadinanza.</p>
<p>Quella che non è certamente una presentazione positiva per il 37enne erede della più celebre dinastia politica americana, di <a href="http://www.occhidellaguerra.it/dem-rispolverano-un-kennedy-attaccare-donald-trump/" target="_blank">recente alfiere delle critiche al Presidente in occasione del Discorso sullo Stato dell&#8217;Unione</a>, rivela al tempo stesso come la crisi degli oppiacei non basi le sua fondamenta solo nella debolezza interna alla società americana: una volontà politica ed economica ha guidato lo sdoganamento pericoloso di farmaci e antidolorifici che, diffusi in maniera incontrollata, hanno portato a un grave sconvolgimento interno al Paese. Per fermare questo <em>American carnage, </em>questo massacro americano imputabile a droghe legali e illegali, il governo federale e gli Stati dovranno affrontare la questione con tutta la serietà richiesta da una vera e propria emergenza di sicurezza nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/storia-un-massacro-americano-continua-la-crisi-degli-oppiacei.html">Storia di un massacro americano:  continua la crisi degli oppiacei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Pakistan, nell&#8217;abisso dell&#8217;eroina</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/lislam-che-non-ti-aspetti/pakistan-nellabisso-delleroina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 08:58:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Ansar al Islam]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Eroina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/fff.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/fff.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/fff-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/fff-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/fff-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ecco l&#8217;abisso: assoluto, livellatore, inumano e stigmatizzato. Un abisso che esiste negli uomini, in uomini che sono tutti uguali, senza rotta e speranza. Ce l&#8217;hanno cucito sul corpo, impresso negli occhi e lo percorrono, trascinandosi incoscienti sui marciapiedi, giacendo sdraiati sotto i ponti e questuandolo, come in un paradosso, quando questo sembra scappargli via. Per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/lislam-che-non-ti-aspetti/pakistan-nellabisso-delleroina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/fff.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/fff.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/fff-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/fff-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/fff-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ecco l&#8217;abisso: assoluto, livellatore, inumano e stigmatizzato. Un abisso che esiste negli uomini, in uomini che sono tutti uguali, senza rotta e speranza. Ce l&#8217;hanno cucito sul corpo, impresso negli occhi e lo percorrono, trascinandosi incoscienti sui marciapiedi, giacendo sdraiati sotto i ponti e questuandolo, come in un paradosso, quando questo sembra scappargli via.</p>
<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Fl1GJRCtP-s" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
<p>Per addentrarsi nell&#8217;eroina, nel mondo di chi la consuma, per immergersi in quello che è l&#8217;abisso della <strong>tossicodipendenza in Pakistan</strong>, occorre un preliminare abbandono di certezze e concetti assimilati a priori, occorre spogliarsi di catalogazioni che marchiano le debolezze e la disperazione, occorre essere vuoti da ogni stigmatizzazione e da ogni j&#8217;accuse: solo dopo avere accantonato tutto ciò, si può conoscere la realtà di coloro che sono partiti per la guerra, ma con sciente consapevolezza di venirne sconfitti.</p>
<p>Il Red Fort è sullo sfondo, un muezzin chiama alla preghiera e la sua voce riecheggia di minareto in minareto e la capitale del Punjab si tinge a poco a poco di rosso: è rosso il cielo di Lahore, sono rossi i tetti e pure i muri delle case, così come la terra, e rosso è un tramonto macchiato dall&#8217;<strong>eroina</strong>. Per le vie cittadine si osservano ovunque tossicodipendenti avvolti in coperte. Alcuni hanno mosche che sciamano sulla bocca, altri sulle palpebre chiuse, sotto le quali, menzogneri sogni di crudele evasione, si rincorrono propugnando il finto benessere dell&#8217;istante. Ovunque a Lahore si incontrano uomini, donne e ragazzini che siedono con una siringa in mano o perduti nei viaggi dell&#8217;oppiaceo. Hanno volti quasi mistici, a tratti da martiri. I capelli annodati, le guance scavate, gli occhi vitrei e spiritati. Sono eremiti nella massa, solidali nell&#8217;esigenza e perennemente soli nella pena.</p>
<p></p>
<p><p>Sapevi che in Pakistan c&#039;è il più alto tasso di consumo di eroina nel mondo?</p></p>
<p>Il paese asiatico vanta l&#8217;agghiacciante primato di essere il primo paese al mondo per consumo di eroina: <strong>800mila tossicodipendenti e 44 tonnellate di sostanza</strong> vengono consumate in un anno in Pakistan. Per rendersi conto della tragedia che la droga afghana produce nel Paese confinante, occorre spingersi nell&#8217; Alì park. E&#8217; qui, nella città vecchia, nel quartiere a luci rossi di Heera Mandi, all&#8217;ombra degli avelli e degli edifici di epoca Moghul di Lahore, che si ritrovano i consumatori cittadini. Da lontano è un normale parco ma, avvicinandosi e addentrandosi, ecco che la realtà si manifesta immediata. Due giovani di vent&#8217;anni stanno sciacquando l&#8217;ago di una siringa dentro una bottiglietta d&#8217;acqua. Uno rimbocca la manica della camicia e poi, con la cintura stretta intorno al braccio, fa gonfiare le vene; l&#8217;altro dunque appoggia l&#8217;ago e, con accuratezza da alchimista, guarda in controluce la siringa che, dopo che è stato pigiato un po&#8217; lo stantuffo, penetra il braccio del giovane amico, trafitto e perduto come un San Sebastiano di terra pakistana. Un uomo vaga spettrale, ha le braccia tagliate e gli occhi fissi nell&#8217; altrove, poco distante c&#8217;è un altro capannello con dei tossicodipendenti che si passano una siringa di mano in mano e, più appartati, ci sono due giovanissimi, Shabbaz e Muhammad, con degli stracci in mano, che stendono sul prato e cospargono di colla da scarpe.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29767 aligncenter" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2017/07/GUM_20170524_pakistan_032.jpg" alt="GUM_20170524_pakistan_032" /></p>
<p>&#8221;Oggi non abbiamo abbastanza soldi per comprarci l&#8217;eroina. Usiamo la colla. E&#8217; vero: siamo dei tossici, ma non abbiamo altro nella vita. Siamo orfani e veniamo dalla periferia di Lahore, non abbiamo amici e neppure genitori. La famiglia siamo noi e gli altri che frequentano questo parco. Oggi abbiamo 24 e 26 anni, <strong>abbiamo iniziato a drogarci quando ne avevamo 12</strong>. Non smetteremo mai di farlo, finirà quando moriremo&#8221;. E poi, con un fatalismo cosciente e amaro, proseguono: &#8221;La nostra vita non è altro che cercare una dose e farcela in vena. A volte succede che arriva la polizia, ci sbatte in prigione per qualche giorno, ci picchia e, alla fine, ci rilascia. Noi torniamo qua e rifacciamo la vita di sempre. Non è un bel vivere e non sarà neanche un bel morire quando ci toccherà andarcene, ma è quello che ci attende&#8221;.</p>
<p></p>
<p>La morte non spaventa ed è vissuta come un&#8217;imprescindibile e imminente compagnia dell&#8217;oggi per gli eroinomani di Lahore. Non traspare paura dai loro racconti, piuttosto emerge un&#8217;esasperata accettazione della prigionia a cui sono costretti e un inaccessibile desiderio di libertà, prefigurato però soltanto nella morte. &#8221;Alcuni amici sono mancati. Sai, ogni volta che ci droghiamo di eroina può succedere qualcosa ed è capitato che alcuni ragazzi, come noi , siano morti qua, proprio nel parco dove stiamo parlando ora. Un&#8217;overdose, ed è tutto finito&#8221;. La violenza del racconto è accompagnata dalla violenza delle immagini intorno. Dove tutto porta i segni dell&#8217;eroina, del male che distrugge il mondo, ne affossa logiche e valori, affetti e religioni ed è così che uomini si trascinano come defunti, implorando la dose per vivere morendo poco a poco.</p>
<p>Tra loro c&#8217;è anche Safraaz, il quale non vuole parlare però in mezzo agli altri ed invita ad andare a casa sua, in un appartamento del centro. Safraaz è divorato dalla droga. Gli zigomi e le ossa sembrano voler uscire dalla pelle, cammina a fatica, ha 50 anni e da quasi 30 anni usa sostanze: &#8221;Quando ho i soldi compro l&#8217; eroina, se no tutto quello che riesco a procurarmi. Ormai io vivo qua e mi drogo. I soldi me li danno amici e parenti; io dico che mi servono per mangiare, ma li spendo per la dose. Ho bisogno di farmi e quando ho l&#8217;eroina consumo 2 o 3 grammi al giorno&#8221;. La casa è buia e anche i raggi del sole pakistano sembrano voler star lontani dai bovindi della sua dimora, lasciando Safraaz sprofondare nel buio che ha in sé e tutt&#8217;intorno. Smette di parlare all&#8217;improvviso, slaccia lo salwar kamiz e dalla corda dei pantaloni estrae una pacchetto di stagnola. Lo apre, ed eccola: è lì dentro l&#8217;eroina. Si infila 20 rupie nel naso e poi, con un gesto di prostrazione nei confronti di una divinità assoluta, si piega la sniffa e in un colpo solo l&#8217; eroina è nel suo cervello: è sdraiato per terra, le orbite sono riverse e non resta che assistere al momento, nel buio e nel silenzio della sua casa dove tutto ha un sapore, di sconfitta, pena e colpevolezza.</p>
<p>C&#8217;è una sensazione di personale vergogna nell&#8217;essersi affacciati a guardare nell&#8217;abisso, nell&#8217;osservare la vita degli ultimi. Uomini come Safraaz e ragazzi come Shabaaz e Muhammad sono pugili in rovina, che incassano colpi senza poterli restituire: uno dopo l&#8217;altro, dalla vita, dalla sorte, dal nichilismo. Vittime senza nemmeno la consolazione della pietà degli altri ma, anzi ,violentati nell&#8217;intimo dalla crocifissione inclemente del pubblico disprezzo, della comune indifferenza e della morale accusatrice dei più.</p>
<p><em><strong>Foto di Marco Gualazzini</strong></em></p>
<p></p>
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		<title>Il regno dell&#8217;eroina</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/21274-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 06:34:19 +0000</pubDate>
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<p>Noto come &#8220;la Svizzera dell&#8217;Asia Centrale&#8221; a causa del suo territorio montagnoso, il Kyrgyzstan confina a nord con il Kazakhstan, a ovest con l&#8217;Uzbekistan, a sud ovest con il Tajikistan e a sud est con la Cina. A causa della sua posizione geopolitica, dell&#8217;insicurezza dei confini e della corruzione dilagante, il Kyrgyzstan è diventato un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/21274-2.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/21274-2.html">Il regno dell&#8217;eroina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Tali fattori, uniti alla mancanza di risorse naturali e di industria del Kyrgyzstan, hanno reso il Paese un solido canale del traffico di droga. Si stima infatti che il 20 per cento dell&#8217;oppio e dell&#8217;eroina prodotti in Afghanistan raggiunga la Russia attraverso il Kyrgyzstan. Non ci sono però dati sulle entrate che il Kyrgyzstan ricava, né su eventuali quantità trattenute localmente rispetto a quelle inviate in altri Paesi.Il Kazakhstan incrocia direttamente i vari percorsi della droga che collegano l&#8217;Asia centrale alla Federazione Russa e all&#8217;Europa. In effetti, tutte le droghe che seguono il “percorso a nord” devono attraversare il territorio del Kazakhstan, a meno che non siano inviate per via aerea o marittima attraverso il Mar Caspio. Le numerose vie e tratti ferroviari importanti che attraversano il confine tra Kazakhstan e Russia, oltre alla lunghezza stessa del confine (6.800 km) e alla topografia, ostacolano i tentativi di fermare il traffico di droga.</p>
<p>Ciò nondimeno, il Kazakhstan, grazie alle sue notevoli risorse finanziarie, è probabilmente, tra gli stati dell&#8217;Asia centrale, quello che ha le maggiori possibilità di affrontare la minaccia costituita dal traffico di droga.Ci sono anche tre percorsi che attraversano il Kazakhstan partendo dal Kyrgyzstan. Il primo inizia a Bishkek, supera il confine arrivando a Korday (nel Kazakhstan) in direzione di Almaty, prosegue fino a Ayaguz passando per Georgievka e Ust-Kamenogorsk e sfocia nella Federazione Russa. Sempre partendo da Bishkek, il secondo percorso passa per Almaty per proseguire, attraversando Saryshagan, fino a Petropavlovsk prima di raggiungere la Federazione Russa. Il terzo, a ovest di Bishkek, raggiunge Taraz passando per Symkent-Kyzylorda e Uralsk per poi addentrarsi nella Federazione Russa.</p>
<p><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.alfredobosco.com/" target="_blank" rel="noopener">Foto di Alfredo Bosco</a></p>
<p></p>
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		<title>Il nuovo traffico della droga</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/traffico-droga-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2016 12:13:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Eroina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161130214226_21468745.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161130214226_21468745.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161130214226_21468745-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161130214226_21468745-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161130214226_21468745-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nel 2014 il 5% della popolazione mondiale, 250 milioni di persone fra i 15 e 64 anni, ha fatto uso di droga. I dati emergono dal rapporto World drug report delle Nazioni Unite. Il numero di per sè non è aumentato molto negli ultimi anni. Quello ad essere cresciuto però è il volume delle persone &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/traffico-droga-mondo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161130214226_21468745.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161130214226_21468745.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161130214226_21468745-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161130214226_21468745-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161130214226_21468745-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nel 2014 il 5% della popolazione mondiale, 250 milioni di persone fra i 15 e 64 anni, ha fatto uso di <strong>droga</strong>. I dati emergono dal rapporto World drug report delle Nazioni Unite. Il numero di per sè non è aumentato molto negli ultimi anni. Quello ad essere cresciuto però è il <strong>volume delle persone</strong> che vengono classificate come <strong>tossicodipendenti</strong>. Per la prima volta dal 2008 il loro numero è tornato a salire. Nel giro di un anno gli individui con seri disturbi di dipendenza sono passati da 27 a 29 milioni.[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;374&#8243; gal_title=&#8221;Diffusione droga Bellotto&#8221;]Di questi 14 fanno uso di sostanze per via endovenosa e il 14 di loro convive con l&#8217;<strong>Hiv</strong>. Se i tossicodipendenti aumentano rimangono costanti i decessi. Nel 2014 le morti per overdose hanno superato le 200mila unità, un numero tristemente in linea con il 2013. Altro dato significativo è il ritorno dell&#8217;<strong>eroina</strong>. In particolare la sua assunzione, e i relativi decessi, in particolare in Nord America ed Europa centrale e occidentale. Il dato fa riflettere soprattutto se si considera che la produzione mondiale di oppiacei è diminuita del 38% in un anno così come sono scesi gli ettari coltivati (-11%) e sono aumentati i sequestri del 5%.In questo contesto a proliferare sono le organizzazione del narcotraffico. Dalla lunga tradizione delle Farc colombiane fino al consolidamento dei cartelli messicani che controllano tutti i flussi che dall&#8217;America latina fluiscono vero gli Usa. Non è un caso infatti che il neo presidente eletto Donald Trump abbia ribadito a più riprese di migliorare il controllo del confine con il Messico, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/un-muro-che-esiste-gia-ma-incolpano-trump/" target="_blank">anche con un muro</a>. Oltre ai gruppi storici negli anni anche il terrorismo islamista ha iniziato ad esplorare questo mercato, in particolare dopo lo scoppio del conflitto siriano.<div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:122.25%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="https://magic.piktochart.com/embed/18848390-tot-dorghe" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div>Il fiorente mercato della cocainaUno dei mercati più fiorenti è quello della cocaina. La polvere bianca nel 2014 ha visto prima di tutto un incremento della terra coltivata (+10%) ma soprattutto un picco della produzione, cresciuta di quasi il 40%. A rimanere costanti sono i numeri dei sequestri intorno al mondo. A livello regionale solo gli Usa hanno visto un aumento di sequestri per un totale i 95 tonnellate nell&#8217;ultimo anno. Cifre in aumento anche per il Centroamerica (85 tonnellate in crescita) e Perù (30 tonnellate). Il primato dei sequestri resta alla Colombia (191 tonnellate) anche se in calo rispetto all&#8217;anno precedente.Proprio la Colombia si conferma come il primo produttore al mondo, con 96 mila ettari di terreno coltivati. Il sorpasso, avvenuto ai danni del Perù, è dovuto anche alla diminuzione del numero di piantagioni distrutte. Nel 2014 sono state eradicati solo 12 mila ettari di piante di coca, a fonte dei 22 mila del 2013. Sul fronte dei consumo Usa e Europa si sono mantenuti costanti mentre è cresciuto in Asia, in particolare tra i nuovi ricchi dell&#8217;estremo oriente. Unico dato in controtendenza la quantità consumata. Nel 1998 c&#8217;erano 14 milioni di persone che consumavano 36,3 grammi di coca l&#8217;anno, mentre nel 2014 i consumatori sono saliti a 18,3 milioni ma la quantità è scesa a 28,6 grammi.<div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:244%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="https://magic.piktochart.com/embed/18728745-coca-occhi" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div>Il ritorno dell&#8217;eroina e l&#8217;outlet afganoCome detto l&#8217;eroina ha prosperato negli ultimi anni. Oggi si stima che il suo mercato valga 55 miliardi di dollari l&#8217;anno. Attualmente nel mondo ci sono tre grandi poli di produzione degli oppiacei. Il primo, il più ristretto è quello Colombiano e Messicano. Il primo è in diminuzione, soprattutto per quanto riguarda gli ettari coltivati, mentre il secondo gode di una discreta salute. La Dea ha più volte spiegato che ogni anno il Messico produce 26 tonnellate di eroina e rappresenta il primo fornitore per il mercato a statunitense. Basti pensare che quell&#8217;eroina difficilmente arriva molto a nord, più facili si fermi nelle grandi città degli Usa. Secondo la Royal Canadian Mounted Police il 90% dell&#8217;eroina che è entrata in Canada non proveniva dal Sudamerica ma dall&#8217;Afghanistan.Il paese dei talebani infatti è il primo produttore al mondo di oppio. Si calcola infatti che ogni anno oltre 375 tonnellate di eroina fluiscano dal Paese nel resto del mondo. In particolare un terzo della produzione viaggia verso l&#8217;Europa attraverso la rotta balcanica. L&#8217;elemento forse più significativo è che la lotta ai talebani portata avanti dall&#8217;amministrazione Usa fin dagli anni 2000 non ha di fatto sortito alcun tipo di effetto sulla produzione di oppio. Nel 2002 c&#8217;erano 72 mila ettari coltivati a papavero da oppio mentre nel 2012, dieci anni dopo i terreni per la produzione di eroina sono saliti a 154 mila e adesso hanno superato i 180 mila ettari.Il terzo polo della produzione di oppiacei è il cosiddetto triangolo d&#8217;oro composto da Laos, Thailandia e Myanmar con quest&#8217;ultimo che rimane il secondo Paese produttore con 50 tonnellate esportate ogni anno.<div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:250%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="https://magic.piktochart.com/embed/18728816-ero-occhi" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div>Il boom delle anfetamineChi non conosce crisi è il mercato delle droghe sintetiche. Nel 2014 tutti gli indicatori hanno riportato indici positivi. La produzione è cresciuta e con essa anche i sequestri. +21% per le metanfetamine, +15 per le anfetamine e +122% per l&#8217;ecstasy. In generale nel giro di sei anni, fra il 2008 e 2014, i sequestri sono passati da 52 tonnellate a oltre 160. In questo caso i centri di produzione delle metanfetamine sono sparsi per il mondo. Dato che non necessitano di piantagioni ma laboratori, le attività possono essere spostate e nascoste.Secondo la Dea il 90% delle pillole che entrano negli Usa vengono prodotte in Messico mentre gli punti caldi del mercato si trovano in Cina, che solo nel 2013 ha sequestrato oltre 100 tonnellate di pasticche e in Europa. Anche se pure l&#8217;Africa ha iniziato a produrre in proprio. Le autorità nigeriane hanno chiuso diversi laboratori nella zona di Asaba nel sud del Paese, che erano in grado di produrre 4 tonnellate di pillole alla settimana.<div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:250%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="https://magic.piktochart.com/embed/18729126-meta-occhi" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div>I gruppi del narcotraffico e il nuovo hub sirianoIn tutto questo a guadagnarci sono grandi gruppi del narcotraffico. Fra questi al primo posto rimangono le Farc colombiane che hanno fatto del traffico di droga. La pace siglata con il governo di Bogotà per il momento non ha sortito gli effetti sperati anche il presidente Juan Manuel Santos è convinto di poterle usare per combattere il narcotraffico.Ci sono però anche dei gruppi in ascesa, in particolare quelli africani. Nel Golfo di Guinea i flussi di cocaina provenienti dal Sud America sono diventati via via sempre più consistenti, basti pensare che tra il 2009 e 2014 fra Capo Verde, Gambia, Nigeria e Ghana i volumi dei sequestri sono aumentati di oltre il 70%. I flussi che hanno colpito questa zona, e che si diffondono poi in tutta l&#8217;Africa occidentale fino all&#8217;Europa, anche grazie alle operazioni di al-Qaeda nel Maghreb che usa il traffico degli stupefacenti per finanziare le proprie attività.C&#8217;è infine un ultimo gruppo di nuovi narcotrafficanti che hanno trovato terreno fertile fra Libano e Siria. In particolare per quanto riguarda la produzione di un particolare tipo di anfetamine, il Captagon. La zona della valle di Bekaa, in Libano è uno dei centri di maggiore produzione destinata a due principali mercati: quello siriano e quello del Golfo. Nel primo caso i principali acquirenti sono i combattenti della guerra civile, nel secondo caso si tratta dei ricchi figli delle petromonarichie, in Qatar, Emirati arabi e Arabia Saudita. Nel corso degli ultimi anni la produzione di Captagon si è progressivamente spostata in Siria. Il governo di Damasco in più di un occasione ha accusato i ribelli di trarre profitto dalla vendita delle anfetamine. Gli stessi combattenti non hanno mai nascosto di farne uso.</p>
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		<title>Il lato oscuro della guerra in Afghanistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-lato-oscuro-della-guerra-in-afghanistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 14:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Eroina]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Oppio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/Photos-of-U.S.-and-Afghan-Troops-Patrolling-Poppy-Fields-June-2012-13.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/Photos-of-U.S.-and-Afghan-Troops-Patrolling-Poppy-Fields-June-2012-13.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/Photos-of-U.S.-and-Afghan-Troops-Patrolling-Poppy-Fields-June-2012-13-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/Photos-of-U.S.-and-Afghan-Troops-Patrolling-Poppy-Fields-June-2012-13-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>I contadini afghani la chiamano giang-i-tariàk, la guerra dell’oppio. Una guerra che, nonostante la distanza, ci riguarda. Le conseguenze di quello che è successo nel martoriato Afghanistan, infatti, giungono fino a noi. Fino all’Europa e &#8211; soprattutto &#8211; fino all’Italia. Ma in che modo? Con quella che Enrico Piovesana, giornalista ed autore di Afghanistan 2001-2016: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-lato-oscuro-della-guerra-in-afghanistan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/Photos-of-U.S.-and-Afghan-Troops-Patrolling-Poppy-Fields-June-2012-13.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/Photos-of-U.S.-and-Afghan-Troops-Patrolling-Poppy-Fields-June-2012-13.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/Photos-of-U.S.-and-Afghan-Troops-Patrolling-Poppy-Fields-June-2012-13-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/Photos-of-U.S.-and-Afghan-Troops-Patrolling-Poppy-Fields-June-2012-13-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>I contadini afghani la chiamano <em>giang-i-tariàk</em>, la guerra dell’oppio. Una guerra che, nonostante la distanza, ci riguarda. Le conseguenze di quello che è successo nel martoriato <strong>Afghanistan</strong>, infatti, giungono fino a noi. Fino all’Europa e &#8211; soprattutto &#8211; fino all’Italia. Ma in che modo? Con quella che Enrico Piovesana, giornalista ed autore di <em>Afghanistan 2001-2016: la nuova guerra dell’oppio</em> (Arianna Editrice, pp. 96 euro 8,90), chiama “<strong>il ritorno dell’eroina</strong>”. E il nostro Paese è il secondo mercato in Europa – dopo la Gran Bretagna – di questa micidiale sostanza prodotta grazie alle piantagioni di papavero nelle montagne del Paese asiatico.Che l&#8217;Afghanistan sia il più grande produttore di oppio al mondo &#8211; seguito dal Triangolo d’Oro compreso tra la Birmania, il Laos, la Thailandia e il Vietnam &#8211; non è certo una novità. Ma il volume del giornalista è un viaggio-inchiesta che ci conduce alla scoperta del lato più oscuro e meno dibattuto di questo allarmante fenomeno: quello della <strong>connivenza delle forze d’occupazione americane e alleate con il business dell’oppio e dell’eroina</strong>. Per l’autore, che riporta numerose testimonianze raccolte durante i suoi viaggi come corrispondente per <em>Peace Reporter</em>, questa è stata “una spregiudicata strategia, orchestrata dalla CIA secondo una pratica operativa attuata dall’agenzia fin dalla sua nascita, che ha provocato il boom della produzione di oppio afgano e del traffico internazionale di eroina, con il coinvolgimento degli stessi militari alleati, italiani compresi”. La conseguenza è tristemente sotto gli occhi di tutti: una nuova epidemia globale di tossicodipendenza, scientemente diffusa in nome del business, miete silenziosamente centomila vittime ogni anno, soprattutto in Europa e in Russia.Enrico Piovesana scopre tutto per caso. E’ inviato nella regione di Helmand per occuparsi prevalentemente di temi umanitari, ma la realtà che si trova di fronte è ben diversa da quella che pensava. Il giornalista, infatti, durante la sua permanenza conosce molti coltivatori della pianta. Un cosa normale da queste parti: “Quando ti trovi a lavorare nella zona capitale mondiale dell’oppio, tutti ne hanno a che fare”, spiega. “Per la gente di qui, l’oppio rappresenta una scelta obbligata in quanto è l’unica fonte di reddito in grado di garantire un livello minimo di sopravvivenza. Con le coltivazioni di riso, grano e mais, gli agricoltori farebbero la fame&#8221;.E sono proprio i coltivatori a chiarire a Piovesana che oltre a sequestragli il raccolto, in nome di una presunta lotta alla droga, le autorità afghane con l’aiuto degli eserciti stranieri presenti, la fanno diventare eroina per introdurla nel mercato globale. “Con il nostro oppio – racconta una testimonianza nel libro – il governo ci fa l’eroina e la vende all’estero con l’aiuto dei militari stranieri. Un po’ dell’oppio sequestrato viene bruciato davanti ai giornalisti per fare scena, ma tutto il resto finisce nelle raffinerie di Karzai e dei suoi amici”. Sembrerebbe una trama da film hollywoodiano. Ma non è così. A dirlo non sono solo i coltivatori che vedono sfumare il loro guadagno. In questa battaglia per il potere politico-economico sono molti gli attori in gioco. Dal governo all’ex presidente Karzai, dai potenti locali ai vari contingenti internazionali, dai talebani alla DEA e le altre agenzie antidroga.Un’inchiesta del 2009 del <em>New York Times</em> ha denunciato il fatto che <strong>Karzai, come altri narcotrafficanti legati al mondo afgano, era a libro paga della CIA</strong>. Nel 2010 la parlamentare Nasima Niazi ha dichiarato all’agenzia di stampa iraniana <em>Fars News</em> che “le forze straniere dispiegate in Afghanistan sono coinvolte nella produzione e nel traffico di droga”. Una denuncia simile è arrivata l’anno successivo da Yusef Alì Weazi, il consigliere di Hamid Karzai, alla televisione <em>Press Tv</em>: “Abbiamo le prove che le truppe britanniche non solo siano inattive nel contrastare il traffico di droga, ma che vi siano addirittura coinvolte”. Queste sono solo alcune delle numerose testimonianze che riporta il libro del giornalista.In questo affare milionario si è infiltrato anche lo Stato Islamico. Viktor Ivanov, direttore dell’agenzia antidroga russa, ha denunciato che nel traffico dell’eroina afghana verso l’Europa l’ISIS riesce a guadagnare circa un miliardo di dollari all’anno. Questa denuncia è stata confermata anche da Tom Keatinge, analista del <em>Royal United Services Institute</em> di Londra, che spiega come il Califfato sarebbe deciso a puntare sempre di più su questo business, per garantirsi un canale di finanziamento parallelo a quello del petrolio, messo in crisi dopo i bombardamenti made in Russia. E non è un caso che, stando all’ultimo rapporto mondiale sulla droga stilato dall’ONU, si registra un forte incremento dei quantitativi di eroina entrati in Turchia via Irak. Per poi arrivare, attraverso il Kosovo, anche da noi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-lato-oscuro-della-guerra-in-afghanistan.html">Il lato oscuro della guerra in Afghanistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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