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	<title>Energia solare Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 25 Aug 2026 08:12:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Energia solare Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Dalla CO₂ agli amminoacidi: il reattore solare che produce cibo senza agricoltura</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/amminoacidi-proteine-sintetiche-co2-energia-solare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 08:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia solare]]></category>
		<category><![CDATA[proteine]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Energia solare (freepik)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-1024x767.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-768x575.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-1536x1150.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-600x449.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un gruppo di ricercatori tedeschi ha sviluppato un sistema capace di trasformare acqua, CO₂ ed energia solare in amminoacidi, senza ricorrere alle coltivazioni tradizionali. Il processo apre una nuova strada per produrre le molecole alla base delle proteine partendo da risorse non agricole</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/amminoacidi-proteine-sintetiche-co2-energia-solare.html">Dalla CO₂ agli amminoacidi: il reattore solare che produce cibo senza agricoltura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Energia solare (freepik)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-1024x767.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-768x575.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-1536x1150.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-600x449.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Esiste una matematica oggettiva che governa le proiezioni demografiche dei prossimi anni e che rischia di far saltare le fondamenta stesse della nostra catena di approvvigionamento globale. Le stime delle <strong>Nazioni Unite</strong> indicano infatti che <strong>entro il 2050 la domanda mondiale di cibo subirà un&#8217;impennata del 60%</strong>, mentre le superfici agricole disponibili per la coltivazione cresceranno a malapena del 2%.</p>



<p>Di fronte a questa forbice statistica appare del tutto evidente che il modello basato <strong>sull&#8217;espansione intensiva delle colture</strong> e sull&#8217;occupazione massiccia di suolo ha ormai esaurito il suo margine di manovra. Questo scenario spinge la ricerca scientifica a esplorare percorsi radicalmente diversi <strong>per garantire la sicurezza alimentare</strong>, senza devastare ulteriormente gli ecosistemi e le riserve idriche del pianeta.</p>



<p>Il cortocircuito logico dell&#8217;agricoltura contemporanea risiede in un paradosso naturale spesso ignorato: <strong>le piante</strong>, pur utilizzando la luce solare per costruire biomassa attraverso la fotosintesi, sono macchine biologiche estremamente inefficienti nel convertire l&#8217;energia ricevuta in molecole utili per il nostro sostentamento. Si tratta di un limite strutturale che ha convinto diversi poli universitari a tentare di bypassare completamente il regno vegetale, per creare nutrimento partendo letteralmente dai mattoni fondamentali della <strong>chimica atmosferica</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Scientists created a modular system that transforms methanol into amino acids for livestock and meat production. <a href="https://t.co/cgW8nhamoN">https://t.co/cgW8nhamoN</a></p>&mdash; Interesting Engineering (@IntEngineering) <a href="https://x.com/IntEngineering/status/2080412690451775571?ref_src=twsrc%5Etfw">July 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;anidride carbonica alla chimica delle proteine</h2>



<p>È in questo spazio di frontiera tra chimica industriale e biologia sintetica che si colloca il lavoro portato avanti dai ricercatori della <strong>Technical University of Munich (TUM)</strong>. Il team è riuscito a mettere a punto un&#8217;architettura sperimentale capace di <a href="https://www.tum.de/en/news-and-events/all-news/press-releases/details/turning-solar-power-into-protein" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fabbricare amminoacidi pescando i propri ingredienti direttamente dall&#8217;aria e dall&#8217;acqua</a>, grazie alla spinta dell&#8217;energia rinnovabile.</p>



<p>Il meccanismo alla base di questa intuizione parte dai <strong>pannelli fotovoltaici</strong> che generano la corrente necessaria <strong>per scindere l&#8217;acqua e isolare l&#8217;idrogeno</strong>. Quest&#8217;ultimo viene poi fatto reagire con <strong>l&#8217;anidride carbonica</strong> catturata dall&#8217;ambiente per sintetizzare il <strong>metanolo</strong>, un alcol comunissimo solitamente relegato al ruolo di precursore chimico per plastiche e solventi, ma che in questo caso diventa il carburante di una reazione biologica molto più raffinata.</p>



<p>Sfruttando enzimi altamente specializzati che fungono da microscopiche catene di montaggio, il gruppo guidato da studiosi come <strong>Volker Sieber, Viktoria Lehmann </strong>e <strong>Vivian Willers</strong> è riuscito a processare il metanolo verde trasformandolo in ben <strong>sette diversi amminoacidi</strong>, tra cui figurano elementi fondamentali come <strong>la glicina, l&#8217;alanina, la prolina e il glutammato</strong>. Si dimostra così che è possibile ingegnerizzare i blocchi costitutivi delle proteine senza dover piantare un solo seme nel terreno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Produrre amminoacidi senza coltivare la terra: la scommessa tedesca</strong></h2>



<p>L&#8217;aspetto più dirompente <a href="https://doi.org/10.1038/s41467-026-74522-x" target="_blank" rel="noreferrer noopener">di questo approccio</a> non risiede soltanto nella sintesi in sé, ma nella natura profondamente modulare del sistema sviluppato in Baviera. L&#8217;infrastruttura funziona come una sorta di piattaforma <strong><em>&#8220;plug-and-play&#8221;</em></strong> dove basta variare la tipologia di enzima inserito nel reattore per ottenere in uscita un amminoacido differente, adattando la produzione alle specifiche esigenze del mercato.</p>



<p>Questo dettaglio tecnico assume <strong>un peso commerciale enorme</strong> se si guarda alla voracità dell&#8217;industria zootecnica globale, visto che per mantenere alti i rendimenti di animali come le mucche da latte non è sufficiente il semplice foraggio, ma servono mangimi pesantemente addizionati con milioni di tonnellate di proteine e amminoacidi. Si tratta di un fabbisogno che oggi viene soddisfatto quasi interamente raschiando via foreste per fare spazio a sterminate piantagioni di soia.</p>



<p>Svincolare questa immensa filiera di approvvigionamento dai ritmi e dagli spazi della terra coltivata significherebbe <strong>ridurre una pressione ambientale difficile da sostenere</strong>. Allo stesso tempo, si aprirebbe una strada importante per il settore della carne coltivata, ancora alla ricerca di soluzioni efficienti per alimentare le colture cellulari nei bioreattori: proprio quei substrati nutritivi e liquidi ricchi di amminoacidi che la tecnologia tedesca punta a ottenere a partire dalla luce solare e <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/convertire-le-emissioni-industriali-in-carburante-la-nuova-tecnologia-che-ripensa-il-ciclo-della-co%E2%82%82.html">dalla CO₂.</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">&nbsp;</h3>



<h2 class="wp-block-heading">Il distacco dal suolo e il futuro dell’approvvigionamento alimentare</h2>



<p>Attualmente il traguardo della commercializzazione su vasta scala resta confinato all&#8217;orizzonte, trattandosi a tutti gli effetti di una prova di fattibilità in cui i volumi di produzione generati nei laboratori del TUM sono ancora infinitesimali. Il prossimo scoglio sarà necessariamente quello di <strong>aumentare l&#8217;efficienza catalitica degli enzimi</strong> per rendere l&#8217;intero processo economicamente competitivo rispetto ai raccolti tradizionali.</p>



<p>Eppure, al netto delle sfide ingegneristiche ancora da superare, l&#8217;aver dimostrato la percorribilità tecnica di questa sintesi costituisce una potenziale cesura storica nel rapporto tra l&#8217;uomo e l&#8217;approvvigionamento calorico. Questo risultato suggerisce che in un futuro non troppo lontano la capacità di nutrire intere nazioni potrebbe non dipendere più dalla fertilità del suolo o dall&#8217;estensione dei confini agricoli, ma <strong>dalla potenza di calcolo biochimico e dall&#8217;infrastruttura energetica a disposizione.</strong></p>



<p>Disaccoppiare la produzione di cibo dalla terra significa riscrivere le regole della sovranità alimentare globale: si trasformano così elementi ubiqui come la luce solare e le <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/biochar-lantico-metodo-agricolo-che-ricicla-i-rifiuti-organici-e-cattura-il-carbonio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emissioni di carbonio</a> nelle vere materie prime del ventunesimo secolo, spostando il baricentro del potere dalle sterminate pianure coltivate ai <strong>reattori enzimatici industriali</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fonti:</strong></h3>



<p>Technical University of Munich, Turning solar power into protein, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.tum.de/en/news-and-events/all-news/press-releases/details/turning-solar-power-into-protein" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.tum.de/en/news-and-events/all-news/press-releases/details/turning-solar-power-into-protein</a></p>



<p>Nature Communications, Turning solar power into protein, 2026. Disponibile su: <a href="https://doi.org/10.1038/s41467-026-74522-x" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://doi.org/10.1038/s41467-026-74522-x</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/amminoacidi-proteine-sintetiche-co2-energia-solare.html">Dalla CO₂ agli amminoacidi: il reattore solare che produce cibo senza agricoltura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Cina avvia l&#8217;impianto che produce energia solare anche di notte</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/cina-centrale-solare-energia-notte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 05:04:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Energia solare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Impianto solare ibrido (getty images)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-600x338.webp 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con 260.000 specchi orientabili e un sistema di accumulo nei sali fusi, il nuovo impianto di Hami punta a superare uno dei principali limiti dell'energia solare: l'intermittenza della produzione. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Impianto solare ibrido (getty images)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se c&#8217;è un limite strutturale che da sempre frena la definitiva consacrazione delle <strong>fonti rinnovabili</strong> e condiziona le agende energetiche globali è la loro totale dipendenza dai capricci della meteorologia e dai cicli naturali, un problema che rende l&#8217;accumulo di elettricità un nodo strategico persino più vitale della generazione stessa.</p>



<p>È esattamente in questo collo di bottiglia logistico che l&#8217;industria di Stato cinese sta assumendo un ruolo sempre più centrale, cercando alternative concrete al tradizionale monopolio <strong>delle batterie agli ioni di litio</strong> per stabilizzare la rete elettrica. La risposta più imponente a questa necessità è oggi operativa ad <strong>Hami</strong>, nella regione autonoma dello <strong>Xinjiang</strong>.</p>



<p>Parliamo di <a href="https://www.iflscience.com/the-worlds-largest-hybrid-solar-farm-that-stores-energy-after-sunset-in-molten-salt-joins-chinas-great-solar-wall-84099" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una colossale centrale ibrida</a> realizzata dalla <strong>China Three Gorges Corporation (CTG)</strong> ai piedi dei monti <strong>Tianshan</strong> nel deserto del <strong>Gobi</strong>, un impianto da 480 milioni di dollari capace di erogare una potenza complessiva di <strong>un gigawatt </strong>ma che nasconde la sua vera natura ingegneristica nella divisione dei compiti. Se 900 megawatt derivano da un immenso parco fotovoltaico tradizionale che immette energia in rete durante il giorno, i restanti <strong>100 megawatt</strong> <strong>sono affidati a</strong> <strong>un sofisticato sistema solare termodinamico a concentrazione</strong> che si estende per oltre 1.800 ettari e che ha il compito esclusivo di immagazzinare il calore del sole per restituirlo sotto forma di elettricità proprio quando i pannelli si spengono.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">China&#39;s new hybrid solar plant uses molten salt thermal storage to extend clean power generation after dark, setting a new global scale record. <a href="https://t.co/SXi6V6j0bC">https://t.co/SXi6V6j0bC</a> <a href="https://t.co/h4Q9wWnP1Q">pic.twitter.com/h4Q9wWnP1Q</a></p>&mdash; Interesting Engineering (@IntEngineering) <a href="https://x.com/IntEngineering/status/2075739375611048408?ref_src=twsrc%5Etfw">July 11, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come i sali fusi trasformano il calore del Sole in elettricità notturna</strong></h2>



<p>Il cuore pulsante di questa anomalia tecnologica non si basa su reazioni chimiche interne a una cella ma su <strong>principi di pura termodinamica applicata su scala industriale</strong>, sfruttando <strong>una foresta argentata composta da ben 260.000 specchi mobili</strong> che inseguono il movimento del sole nel cielo e concentrano i raggi verso una rete di tubature in cui scorrono speciali <strong>sali fusi</strong>.</p>



<p>Questo fluido viene letteralmente cotto fino a raggiungere temperature intorno ai 550 gradi centigradi e <strong>si trasforma in una sorta di gigantesca batteria liquida </strong>capace di conservare l&#8217;energia termica con dispersioni minime. Quando arriva il tramonto, il calore accumulato nei serbatoi viene liberato e utilizzato per generare <strong>enormi quantità di vapore ad alta pressione</strong> che vanno ad alimentare una turbina convenzionale, garantendo l&#8217;erogazione di elettricità pulita <strong>per circa otto ore consecutive in assenza totale di luce solare</strong>.</p>



<p>I vertici del progetto hanno spiegato che l&#8217;adozione di questo particolare approccio ha permesso di aumentare l&#8217;efficienza della conversione termica <strong>fino al 10% rispetto agli standard di categoria</strong>, implementando, peraltro, una configurazione a decine di blocchi separati che consente agli operatori di effettuare manutenzioni specifiche senza dover mai fermare l&#8217;intera struttura. <strong>Un cervello elettronico centralizzato</strong> coordina le due anime dell&#8217;impianto con una precisione di regolazione della frequenza millimetrica, determinando uno stacco netto rispetto alle <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/la-nuova-tecnica-elettrochimica-per-recuperare-il-litio-dalle-batterie-esauste.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">batterie al litio</a> che restano ottime per coprire i picchi improvvisi di domanda ma faticano enormemente a sostenere carichi prolungati per un&#8217;intera nottata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri del polo di Hami e l&#8217;avanzata della Grande Muraglia Solare</h2>



<p>Sebbene la fase di operatività commerciale sia stata formalizzata soltanto nelle scorse settimane, l&#8217;infrastruttura era già segretamente allacciata alla rete regionale dallo scorso autunno e ha avuto tutto il tempo di dimostrare la tenuta del sistema erogando milioni di chilowattora in fase di test, preludio a un regime di crociera che prevede <strong>una produzione annua di circa 2,07 terawattora di elettricità</strong>. Un volume che &#8211; secondo le stime del costruttore &#8211; dovrebbe <strong>bastare ad alimentare i consumi di oltre 830.000 abitazioni</strong> e a tagliare circa 1,63 milioni di tonnellate di <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/convertire-le-emissioni-industriali-in-carburante-la-nuova-tecnologia-che-ripensa-il-ciclo-della-co%E2%82%82.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anidride carbonica</a> ogni dodici mesi.</p>



<p>Si tratta di numeri che spingono lo Xinjiang a <strong>un tasso di consumo di energia rinnovabile superiore al 95%</strong>, ma che rappresentano soltanto il punto di partenza di un piano governativo decisamente più aggressivo. La CTG ha già messo in cantiere una seconda fase di lavori per triplicare la capacità del polo di Hami <strong>fino a 3 gigawatt</strong>, mentre a poca distanza un&#8217;altra società statale ha iniziato a gettare le fondamenta di un impianto ibrido fotovoltaico-termodinamico che arriverà a toccare quota <strong>1,5 gigawatt</strong>.</p>



<p>Tutto questo fermento edilizio si inquadra in una mastodontica operazione infrastrutturale ribattezzata ufficiosamente come la <strong><em>&#8220;Grande Muraglia Solare&#8221;,</em></strong> una cintura di pannelli e specchi lunga <strong>400 chilometri </strong>che sta trasformando le lande aride della Mongolia Interna e del nord-ovest in una fabbrica a cielo aperto pensata per erogare decine di miliardi di chilowattora verso i distretti industriali di Pechino attraverso linee di trasmissione ad altissima tensione.</p>



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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Cina traccia la nuova rotta delle rinnovabili</strong></h2>



<p>Con il traguardo raggiunto a Hami, la Cina consolida la propria leadership globale nell&#8217;innovazione green, dimostrando come sia possibile portare su scala industriale tecnologie finora rimaste marginali. Sebbene nel mondo esistano già alcune decine di impianti solari a concentrazione con accumulo termico, <strong>nessuna struttura aveva mai toccato simili livelli di potenza e integrazione</strong>. Il modello dello Xinjiang traccia così una nuova strada per la transizione energetica mondiale, dimostrando come le fonti pulite possano concretamente garantire una copertura costante e affidabile, <strong>superando in modo definitivo il limite dell&#8217;intermittenza.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fonti:</strong></h3>



<p>IFLScience, The world&#8217;s largest hybrid solar farm that stores energy after sunset in molten salt joins China&#8217;s &#8216;Great Solar Wall&#8217;, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.iflscience.com/the-worlds-largest-hybrid-solar-farm-that-stores-energy-after-sunset-in-molten-salt-joins-chinas-great-solar-wall-84099" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.iflscience.com/the-worlds-largest-hybrid-solar-farm-that-stores-energy-after-sunset-in-molten-salt-joins-chinas-great-solar-wall-84099</a> </p>



<p>Electrek, China’s massive new Hami solar project uses molten salt storage, 2026. Disponibile su: <a href="https://electrek.co/2026/07/09/china-hami-solar-molten-salt-storage/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://electrek.co/2026/07/09/china-hami-solar-molten-salt-storage/</a><br></p>



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		<item>
		<title>Pannelli solari e batterie: così la Cina aiuta Cuba contro la morsa energetica degli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/pannelli-solari-e-batterie-cosi-la-cina-aiuta-cuba-contro-la-morsa-energetica-degli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 05:58:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Energia solare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1196" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9-1024x638.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9-1536x957.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9-600x374.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre gli Stati Uniti stringono la morsa energetica su Cuba, la Cina rafforza il sostegno finanziario e soprattutto energetico all’Avana.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1196" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9-1024x638.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9-1536x957.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140556396_90c21f67b0812f3b0bdbeecd518d9dc9-600x374.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un momento del genere, con la<a href="https://it.insideover.com/economia/finche-ce-guerra-ce-speranza-lattacco-alliran-fa-volare-la-borsa-di-tel-aviv.html"> guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro l&#8217;Iran</a>, il <strong>dossier cubano</strong> non è proprio in cima all&#8217;agenda cinese. Certo, Pechino segue con attenzione (e interesse) le mosse degli Usa in America Latina e Caribi, e sostiene, almeno idealmente, le cause dei propri partner locali. </p>



<p>Washington ha chiuso i rubinetti del <strong>petrolio venezuelano</strong> che rifornivano l&#8217;Havana, minacciando tariffe aggiuntive ai Paesi che avessero venduto la preziosa risorsa a un&#8217;isola sempre più in evidente difficoltà economica. Dal canto suo, la <strong>Cina</strong>, per bocca del suo ministero degli Esteri, ha dichiarato di sostenere <strong>Cuba </strong>&#8220;nella salvaguardia della sua sovranità e sicurezza nazionale&#8221;, e di opporsi alle &#8220;interferenze straniere&#8221;. </p>



<p><strong>Lin Jian</strong>, portavoce del suddetto dicastero, ha aggiunto una frase rilevante: &#8220;Forniremo sempre supporto e aiuto alla parte cubana al meglio delle nostre capacità&#8221;. </p>



<p>Nel corso di un incontro tra il presidente cubano, <strong>Miguel Diaz-Canel</strong>, e l&#8217;ambasciatore cinese a Cuba, Hua Xin, sono stati formalizzati l&#8217;invio di <strong>80 milioni di dollari</strong> in <strong>assistenza finanziaria</strong> e una donazione di <strong>60.000 tonnellate di riso</strong> da parte del gigante asiatico. Ma è <a href="https://it.insideover.com/ambiente/dai-pannelli-solari-alle-auto-elettriche-cosi-la-tecnologia-green-cinese-fa-respirare-il-mondo.html">sul fronte energetico</a> che l&#8217;asse Pechino-Havana appare particolarmente dinamico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Assedio-a-Cuba-Trump-rafforza-lembargo-LAvana-trema-1024x600.jpg" alt="" class="wp-image-504843" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Assedio-a-Cuba-Trump-rafforza-lembargo-LAvana-trema-1024x600.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Assedio-a-Cuba-Trump-rafforza-lembargo-LAvana-trema-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Assedio-a-Cuba-Trump-rafforza-lembargo-LAvana-trema-768x450.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Assedio-a-Cuba-Trump-rafforza-lembargo-LAvana-trema-1536x900.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Assedio-a-Cuba-Trump-rafforza-lembargo-LAvana-trema-600x352.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Assedio-a-Cuba-Trump-rafforza-lembargo-LAvana-trema.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il supporto energetico della Cina a Cuba</strong></h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-il-venezuela-cuba-limpero-colpisce-ancora.html">La tenaglia statunitense che si è chiusa</a> attorno a Cuba ha provocato effetti devastanti. Il <strong>prezzo del cibo</strong>, per esempio, è schizzato alle stelle così come quello dei trasporti. La <strong>benzina</strong>, senza più il sostegno venezuelano, è stata razionata tramite un&#8217;app; sul mercato nero il costo di un litro può toccare gli 8 dollari, ben più del prezzo ufficiale di poco più di un dollaro. </p>



<p>La carenza di oro nero ha costretto numerosi bus, in primis quelli turistici, a fermarsi. Gravi problemi anche per le compagnie aeree impossibilitate a rifornirsi. Che fare? Accelerare, nei limiti del possibile, la <strong>transizione verde</strong> affidandosi ai <strong>pannelli solari</strong> e alle <strong>batterie </strong><em>made in China</em>. </p>



<p>Nel dicembre 2024, l&#8217;Avana e Pechino hanno sottoscritto un&#8217;intesa per la realizzazione di <strong>sette parchi solari</strong>, per una capacità installata complessiva di 35 MW. Come ha evidenziato il <em>Guardian</em>, il governo cubano ha inoltre fissato l&#8217;obiettivo di portare a 92 il numero degli impianti fotovoltaici entro il 2028, raggiungendo una capacità totale di <strong>2 GW</strong> (con un ruolo determinante degli investimenti cinesi). </p>



<p>Secondo i dati ufficiali, all&#8217;ottobre 2025 sull&#8217;isola risultavano già operativi <strong>35 parchi solari</strong>, in grado di garantire una capacità massima di generazione pari a 750 MW e di consentire un risparmio stimato di 111.620 tonnellate di combustibili fossili. Nel periodo compreso tra l&#8217;aprile 2024 e l&#8217;aprile 2025, ha inoltre registrato il think tank <em>Ember</em>, l&#8217;import cubano di pannelli solari cinesi è cresciuto di <strong>34 volte</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140616207_f697bbaeb42eca351a4701ff9a65b14d-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-507684" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140616207_f697bbaeb42eca351a4701ff9a65b14d-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140616207_f697bbaeb42eca351a4701ff9a65b14d-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140616207_f697bbaeb42eca351a4701ff9a65b14d-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140616207_f697bbaeb42eca351a4701ff9a65b14d-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140616207_f697bbaeb42eca351a4701ff9a65b14d-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260303140616207_f697bbaeb42eca351a4701ff9a65b14d.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Necessità energetica</strong></h2>



<p>Cuba intende arrivare al 2035 soddisfacendo il <strong>26%</strong> del proprio fabbisogno elettrico nazionale con <strong>fonti rinnovabili</strong> (contro il 5% del 2024). </p>



<p>La Cina, come detto, è in prima fila ed è ben felice di aiutare l&#8217;Havana. Servono tuttavia <strong>risorse </strong>perché Pechino non intende accollarsi l&#8217;intero costo della transizione enrgetica cubana (costo stimato: tra gli <strong>8 e i 10 miliardi di dollari</strong> in dieci anni). </p>



<p>C&#8217;è poi un altro problema, perché i pannelli solari da soli non bastano a completare l&#8217;opera. È necessario produrre energia solare, ma anche trovare un modo efficace ed efficiente per <strong>trasmetterla </strong>nell&#8217;intero Paese e <strong>immagazzinarla</strong>. </p>



<p>Qui entrano in campo le batterie cinesi anche se, come ha spiegato l&#8217;<em>Economist</em>, un kit solare domestico di <strong>Copextel</strong>, un rivenditore statale che vende pannelli solari e scaldabagni, costa circa 5.000 dollari, una cifra fuori dalla portata della maggior parte delle famiglie cubane. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="How Chinese aid fast-tracks solar farms in Cuba under Trump&#039;s renewed sanctions" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/-G__kdCIvvg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_-G__kdCIvvg");</script>
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		<item>
		<title>Il velivolo alimentato a energia solare di BAE raggiunge nuovi stratosferici traguardi</title>
		<link>https://it.insideover.com/spazio/il-velivolo-alimentato-a-energia-solare-di-bae-raggiunge-nuovi-stratosferici-traguardi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2024 06:02:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Energia solare]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La tecnologia aeronautica guarda sempre al futuro e continua a fare passi da gigante nello sviluppo e nei test di nuovi sistemi che potrebbero rivoluzionare il modo di volare intorno al pianeta e fare anche la differenza tra l&#8217;aria e il quarto dominio, lo spazio. È nell&#8217;ambito di questa corsa verso il progresso che BAE &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spazio/il-velivolo-alimentato-a-energia-solare-di-bae-raggiunge-nuovi-stratosferici-traguardi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/RS186348_PHASA35_2024-dimensioni-grandi-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La tecnologia aeronautica guarda sempre al futuro e continua a fare passi da gigante nello sviluppo e nei test di nuovi sistemi che potrebbero rivoluzionare il modo di volare intorno al pianeta e fare anche la differenza tra l&#8217;aria e il quarto dominio, lo spazio.</p>



<p>È nell&#8217;ambito di questa corsa verso il progresso che <strong>BAE Systems</strong> ha sviluppato un sistema aereo a pilotaggio remoto, un drone per essere<em> essenziali</em> , che è alimentato dall&#8217;energia solare e che ha recentemente completato con successo una nuova serie di voli di prova. Questo sistema aereo a pilotaggio remoto, chiamato <strong>PHASA-35</strong>  e associato allo pseudo-satellite ad alta quota <em>High Altitude Pseudo Satellite</em>, sempre sviluppato dagli ingegneri britannici, ha &#8220;segnato una svolta nella corsa all’utilizzo della stratosfera per il monitoraggio e le comunicazioni terrestri&#8221;, hanno annunciato da BAE&nbsp;Systems, azienda nota per fornire alcune tra le soluzioni tecnologiche più avanzate al mondo nel campo della difesa, dell’industria aerospaziale e della sicurezza.</p>



<p>Secondo quanto riportato, nelle scorse settimane il drone alimentato a energia solare che vanta un’<strong>apertura alare di ben 35&nbsp;metri</strong>, una capacità di trasporto di un carico utile di 15&nbsp;kg, e che si avvale di una serie di &#8220;tecnologie all’avanguardia&#8221; tra cui materiali compositi avanzati, gestione termica e pannelli fotovoltaici per fornire energia che durante il giorno viene immagazzinata in celle ricaricabili ad alte prestazioni che gli consentono di volare anche di notte, ha <strong>volato per 24&nbsp;ore</strong> attraversando la<strong> stratosfera</strong>.</p>



<p>Il velivolo sperimentale di BAE è decollato dallo Spaceport America&nbsp;nel <strong>New Mexico</strong> eseguendo successivamente un atterraggio di successo in condizioni di pieno servizio, ovvero &#8220;pronto a solcare nuovamente i cieli&#8221; solo due giorni più tardi.&nbsp; Per gli sviluppatori di FalconWorks, il ramo di ricerca e sviluppo avanzati del settore aereo di&nbsp;BAE&nbsp;Systems, &#8220;il lancio, il volo, l’atterraggio, la sua potenziale riconfigurazione e la possibilità di un rilancio così rapido hanno dimostrato l’importante traguardo raggiunto nello sviluppo di PHASA-35&#8221;. Rivelando: “Ci stiamo impegnando per continuare a sviluppare PHASA-35 a ritmo sostenuto per poterlo rendere <strong>operativo già nel 2026</strong>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un drone multiuso nella stratosfera </h2>



<p>Progettato per operare &#8220;<strong>al di sopra delle condizioni meteorologiche</strong> e del convenzionale traffico aereo&#8221;, il PHASA-35 possiede &#8220;tutto il potenziale per offrire una gamma stabile e persistente di utilizzi&#8221; che vanno dall’intelligence, alla sorveglianza fino alla ricognizione a lunghissima durata. Secondo quanto riportata da BAE&nbsp;Systems, questo grande drone che ricorda nelle sue linee essenziali i velivoli progettati dai veri pionieri dell&#8217;aria, fa parte di una più ampia gamma di UAS e capacità che l&#8217;azienda sta sviluppando per offrire massima &#8220;flessibilità in termini di portata, carico utile e costi&#8221;. </p>



<p>Il PHASA-35 potrà essere utilizzato per la distribuzione delle <strong>reti di comunicazione</strong> come il 4G e il 5G, e per un’ampia gamma di applicazioni civili, come soccorsi in caso di calamità e protezione delle frontiere, come<strong> alternativa ai tradizionali sistemi aerei e satellitari</strong>. </p>



<p>Il finanziamento e il monitoraggio dei test da parte dell&#8217;<strong>US Army Space e Missile Defense Command Technical Center</strong>, e voli di prova presso White Sands Missile Range coordinati e supportati da personale proveniente dal Naval Surface Warfare Center, ci ricorda al contempo come sistemi simili possano svolgere anche ruoli rilevanti nel campo della difesa.</p>



<p>Durante le ultime prove il drone alimentato a energia solare che può volare nella stratosfera ha trasportato infatti un sensore che gli consentirebbero di svolgere missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione, sviluppato dalla <strong>divisione di intelligence</strong> digitale di BAE Systems.</p>
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		<title>La Sardegna e l&#8217;assedio delle rinnovabili: la lotta tra progresso e identità</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/la-sardegna-e-lassedio-delle-rinnovabili-la-lotta-tra-progresso-e-identita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuele Avilloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 16:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Energia solare]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1239" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-1536x991.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> In Sardegna, l'assalto delle multinazionali alle energie rinnovabili sta scatenando polemiche e molte proteste.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-sardegna-e-lassedio-delle-rinnovabili-la-lotta-tra-progresso-e-identita.html">La Sardegna e l&#8217;assedio delle rinnovabili: la lotta tra progresso e identità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1239" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-1536x991.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In una Sardegna avvolta dai venti antichi e solcata da secoli di storia, si sta giocando una partita che sembra appartenere al futuro, ma che inevitabilmente si scontra con il passato. È la partita delle energie rinnovabili, dove i protagonisti non sono più i contadini, i pastori o i piccoli artigiani, ma le grandi multinazionali. Queste aziende, <strong>colossi energetici come la cinese Chint, la francese GDF e l&#8217;israeliana Doral Group</strong>, sono arrivate sull&#8217;isola con progetti ambiziosi, parchi eolici e fotovoltaici che potrebbero produrre una quantità di energia sufficiente a coprire molte volte i bisogni dell&#8217;isola. Ma ciò che appare come una rivoluzione verde potrebbe nascondere un lato oscuro: la speculazione energetica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un assalto ai terreni e al paesaggio</strong></h2>



<p>La Sardegna è diventata il terreno di caccia prediletto per le multinazionali che cercano di sfruttare le risorse naturali dell’isola, in particolare il vento e il sole, che qui non mancano mai. <strong>Un vero assalto, descritto dai media locali come una colonizzazione moderna, che sta cambiando il volto del territorio. </strong>In alcuni casi, come nel Nord della Nurra, la società cinese Chint ha acquistato mille ettari di terreno per costruire il più grande parco fotovoltaico d&#8217;Europa. Terreni che un tempo erano coltivati o destinati al pascolo ora sono ricoperti di pannelli solari.</p>



<p>La stessa situazione si ripete in altre zone dell&#8217;isola, come l&#8217;impianto denominato Guspini, dove <strong>progetti agrivoltaici minacciano le rovine archeologiche di Neapolis</strong>, un antico sito storico affacciato sul Golfo di Oristano. Le comunità locali, fortemente legate alla loro terra, si sono subito mobilitate.<strong> A Guspini e in altre località, i cittadini hanno alzato le barricate</strong>, dichiarando la loro opposizione a questi impianti invasivi che minacciano non solo il paesaggio ma anche l’economia locale, basata su agricoltura, pastorizia e turismo​. In questo scontro tra modernità e tradizione, emerge chiaramente un conflitto di valori: da un lato <strong>la promessa di energia pulita e sostenibile</strong>, dall’altro<strong> la difesa di un territorio</strong> che rischia di perdere la propria identità. Una guerra combattuta dai residenti, sempre meno, la quale tuttavia passa in sordina tra i tanti problemi nazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il rischio della speculazione</strong></h2>



<p>Dietro la promessa delle energie rinnovabili si cela un pericolo più sottile: la speculazione. Secondo uno studio della CNA Sardegna, se tutti i progetti attualmente in fase di autorizzazione dovessero essere realizzati, <strong>l&#8217;isola rischierebbe di produrre undici volte l&#8217;energia che consuma.</strong> Questo eccesso di produzione non è destinato a servire le comunità locali, ma verrebbe esportato altrove, alimentando<strong> il sospetto che la Sardegna stia diventando una semplice &#8220;fabbrica energetica&#8221;</strong> per altre regioni o Paesi. A questo si aggiunge il fatto che i progetti più imponenti sono guidati da aziende straniere, il che accentua ulteriormente la percezione di una &#8220;colonizzazione&#8221; energetica.</p>



<p>La cifra che circola sui media è impressionante:<strong> si parla di speculazioni per oltre otto miliardi di euro</strong>, un giro d&#8217;affari che sta trasformando l&#8217;energia rinnovabile da opportunità per il territorio a strumento di profitto per pochi​. A preoccupare non è solo l’aspetto economico, ma anche l’impatto ambientale. Molti degli impianti previsti sorgerebbero in aree di grande valore naturalistico o paesaggistico, compromettendo la biodiversità e minacciando habitat protetti. Anche dal punto di vista burocratico, si parla di un &#8220;far west&#8221; in cuoi il vuoto normativo permette a queste aziende di agire senza un controllo adeguato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La risposta della politica: una moratoria, ma basterà?</strong></h2>



<p>Di fronte a questa situazione, la politica regionale ha deciso di intervenire. Nel luglio del 2024, la giunta regionale ha approvato <strong>una moratoria di 18 mesi su tutti i nuovi progetti di impianti eolici e fotovoltaici​.</strong> L’obiettivo è quello di frenare l’assalto delle multinazionali e concedere tempo per pianificare una mappa delle aree idonee, negoziando con lo Stato per evitare che decisioni cruciali vengano prese altrove. Tuttavia, per molti, questa moratoria è solo una soluzione temporanea che non affronta le radici del problema. Le comunità locali continuano a manifestare, chiedendo non solo una regolamentazione più severa, ma anche un maggiore coinvolgimento nelle decisioni che riguardano il loro territorio.</p>



<p>Il dibattito politico si è acceso, con posizioni divergenti anche all&#8217;interno delle stesse istituzioni. Se da un lato la moratoria è vista come una misura necessaria per fermare la speculazione, dall’altro c’è chi la critica per aver bloccato anche progetti che potrebbero portare benefici reali all’isola. Per Claudia Zuncheddu della Rete per la difesa della sanità pubblica, la moratoria non è sufficiente a contrastare quella che definisce una vera e propria “aggressione” al territorio sardo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un futuro incerto tra progresso e identità</strong></h2>



<p>In questo scontro tra il futuro delle energie rinnovabili e la tutela del territorio, emerge chiaramente un dilemma che va oltre la Sardegna. La transizione ecologica è una necessità globale, ma la sua attuazione non può avvenire a scapito delle comunità locali e del loro diritto di autodeterminazione. L&#8217;isola, con la sua storia millenaria e il suo legame profondo con la terra, rappresenta un simbolo di questa resistenza, una resistenza che non è contro il progresso, ma contro un progresso imposto dall’esterno, che rischia di cancellare l’identità di un territorio unico.</p>



<p>Le energie rinnovabili sono senza dubbio una parte fondamentale della soluzione alla crisi climatica, ma come ogni grande cambiamento, devono essere gestite con attenzione e rispetto per il contesto in cui si inseriscono. In Sardegna, questo significa trovare un equilibrio tra la necessità di sfruttare le risorse naturali e la preservazione di un paesaggio, di una cultura e di una tradizione che non possono essere sacrificate sull&#8217;altare del profitto.</p>



<p>Alla fine, la domanda che la Sardegna pone al mondo è semplice: <strong>possiamo davvero considerare sostenibile un modello di sviluppo che ignora le persone e i luoghi che ne saranno colpiti?</strong> La risposta, forse, non arriverà dalle grandi multinazionali o dalle aule dei palazzi del potere, ma dalle piazze e dai campi di questa terra antica, dove il vento soffia ancora come ha sempre fatto, libero, indomito e fiero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-sardegna-e-lassedio-delle-rinnovabili-la-lotta-tra-progresso-e-identita.html">La Sardegna e l&#8217;assedio delle rinnovabili: la lotta tra progresso e identità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La &#8220;tempesta solare&#8221; che minaccia l&#8217;Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-tempesta-solare-che-minaccia-loccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 18:38:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia solare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="946" height="710" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220201193642433_8e175e8e537973bc4229213aa01e500d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220201193642433_8e175e8e537973bc4229213aa01e500d.jpg 946w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220201193642433_8e175e8e537973bc4229213aa01e500d-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220201193642433_8e175e8e537973bc4229213aa01e500d-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 946px) 100vw, 946px" /></p>
<p>Una &#8220;tempesta solare&#8221; è pronta a colpire l&#8217;Occidente, Unione europea e Stati Uniti compresi. L&#8217;epicentro del nuovo scossone economico che potrebbe danneggiare l&#8217;economia globale è situato in Cina, mentre il cuore del problema riguarda la produzione di pannelli solari. Prima di proseguire oltre, è importante sottolineare subito un dato: Pechino fornisce al mondo oltre l&#8217;80% &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-tempesta-solare-che-minaccia-loccidente.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-tempesta-solare-che-minaccia-loccidente.html">La &#8220;tempesta solare&#8221; che minaccia l&#8217;Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="946" height="710" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220201193642433_8e175e8e537973bc4229213aa01e500d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220201193642433_8e175e8e537973bc4229213aa01e500d.jpg 946w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220201193642433_8e175e8e537973bc4229213aa01e500d-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220201193642433_8e175e8e537973bc4229213aa01e500d-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 946px) 100vw, 946px" /></p><p>Una &#8220;<strong>tempesta solare</strong>&#8221; è pronta a colpire l&#8217;Occidente, Unione europea e Stati Uniti compresi. L&#8217;epicentro del nuovo scossone economico che potrebbe danneggiare l&#8217;economia globale è situato in <strong>Cina</strong>, mentre il cuore del problema riguarda la produzione di <strong>pannelli solari</strong>. Prima di proseguire oltre, è importante sottolineare subito un dato: Pechino fornisce al mondo oltre l&#8217;80% dei moduli fotovoltaici. E, dunque, se si ferma l&#8217;ex Impero di Mezzo si congela anche l&#8217;esportazione di questi prodotti, fondamentali per sfruttare le energie rinnovabili e abbattere l&#8217;inquinamento.</p>
<p>Che cosa è successo oltre la Muraglia? Le <strong>catene di approvvigionamento</strong> cinesi sono state travolte da due fattori: 1) le misure di lockdown attuate dalle autorità nel tentativo di contrastare la variante Omicron e 2) <a href="https://it.insideover.com/energia/pechino-a-corto-di-energia-cosa-ce-dietro-ai-blackout.html">i limiti di consumo energetico</a> imposti al Paese per la <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-la-crisi-energetica-cinese-potrebbe-ostacolare-leconomia-globale.html">carenza di energia</a> che, tra gli altri, ha colpito anche il gigante asiatico. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>, dalla Casa Bianca, ha già iniziato a monitorare la situazione per capire se il rallentamento cinese sui pannelli solari rappresenterà un <strong>rischio</strong> per le catene di approvvigionamento degli Stati Uniti. L&#8217;eventualità che sia effettivamente così è piuttosto elevata.</p>
<h2>Il “rallentamento” dei pannelli solari</h2>
<p>Diversificare le catene di approvvigionamento quando è la Cina a occuparsi quasi da sola dell&#8217;intero giro di pannelli solari del globo, risulta essere un&#8217;impresa titanica. Secondo quanto riportato da <a href="https://asiatimes.com/2022/01/solar-panels-a-portrait-of-china-supply-chain-risks/"><i>Asia Times</i></a>, la maggior parte dei Paesi che sta cercando di stroncare le emissioni di carbonio affidandosi alle energie rinnovabili, si è ritrovata a fare i conti con <strong>rallentamenti</strong> imprevisti. I progetti nei quali dovevano rientrare i pannelli solari sono bloccati a causa dell&#8217;impennata dei <strong>prezzi</strong> degli stessi, aumentati del 50-60% rispetto a un anno fa.</p>
<p>Lo scorso settembre il prezzo del carbone del termico, schizzato alle stelle, e i limiti imposti dal governo cinese alle tariffe dell&#8217;elettricità hanno causato la chiusura dei generatori di molte centrali elettriche, provocando una <strong>crisi energetica</strong> nel nord-est della Cina e presto diffusa a livello nazionale. Nel frattempo, i prezzi dei prodotti industriali ad alto consumo energetico sono anch&#8217;essi aumentati. È il caso del <strong>silicio</strong>, una materia prima dei pannelli solari il cui valore è passato da circa 2.600 dollari per tonnellata a oltre 10mila (+300%). A cosa è dovuto questo aumento?</p>
<h2>Effetto contagio</h2>
<p>Alcune province, tra le quali quelle dello Yunnan e del Sichuan, hanno ridotto la produzione di silicio del 90% per finalità di <strong>risparmio</strong> energetico. I produttori di pannelli solari, anche loro invischiati nella diatriba per ridurre il consumo energetico, hanno subito il colpo. Al punto da costringere i cinque più importanti player cinesi del settore (ovvero Longi, Jinko, Trina Solar, JA Solar e Risen Energy) a rilasciare un comunicato congiunto nel tentativo di invitare il Dipartimento dell&#8217;Energia del governo a consentire una maggiore flessibilità di consumo energetico.</p>
<p>Il raddoppio del prezzo dei pannelli solari e la parallela diminuzione del 50% delle forniture dei prodotti, entrambe a causa di razionamento dell&#8217;energia in Cina, hanno quindi destabilizzato gli sviluppatori solari. Che adesso non sono più in grado di procedere con i loro progetti. Gli <strong>Stati Uniti</strong> saranno pure riusciti a sostituire i pannelli cinesi con quelli importati da Malesia e Vietnam, ma nella peggior parte dei casi i produttori del sud-est asiatico che riforniscono Washington non sono altro che imprese cinesi che hanno delocalizzato all&#8217;estero la fase finale di assemblaggio. Insomma, i pannelli solari cinesi continuano a essere decisivi. E senza le loro esportazioni diversi Paesi rischiano di dover rimandare gran parte dei loro progetti green.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-tempesta-solare-che-minaccia-loccidente.html">La &#8220;tempesta solare&#8221; che minaccia l&#8217;Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;asse tra Emirati Arabi Uniti e Azerbaigian</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/gli-emirati-arabi-uniti-si-uniscono-alla-corsa-allazerbaigian.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 08:03:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia solare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-09-at-10.34.01.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-09-at-10.34.01.jpeg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-09-at-10.34.01-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-09-at-10.34.01-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-09-at-10.34.01-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-09-at-10.34.01-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La vittoria nella seconda guerra del Karabakh ha dato un impulso determinante, vitalizzante e neurotonico ai piani che la presidenza Aliyev ha in serbo per l&#8217;Azerbaigian. Consapevole delle implicazioni geopolitiche ed economiche derivanti dall&#8217;esito del conflitto, nonché della rendita di posizione ottenibile da un acuto leveraggio dell&#8217;incuneamento geostrategico della nazione, il presidente Ilham Aliyev ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/gli-emirati-arabi-uniti-si-uniscono-alla-corsa-allazerbaigian.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gli-emirati-arabi-uniti-si-uniscono-alla-corsa-allazerbaigian.html">L&#8217;asse tra Emirati Arabi Uniti e Azerbaigian</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-09-at-10.34.01.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-09-at-10.34.01.jpeg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-09-at-10.34.01-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-09-at-10.34.01-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-09-at-10.34.01-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-09-at-10.34.01-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p>La vittoria nella <strong>seconda guerra del Karabakh</strong> ha dato un impulso determinante, vitalizzante e neurotonico ai piani che la presidenza Aliyev ha in serbo per l&#8217;<strong>Azerbaigian</strong>. Consapevole delle implicazioni geopolitiche ed economiche derivanti dall&#8217;esito del conflitto, nonché della rendita di posizione ottenibile da un acuto leveraggio dell&#8217;incuneamento geostrategico della nazione, il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ilham-aliyev.html">Ilham Aliyev</a> ha trasformato Baku in un cantiere a cielo aperto e nel teatro di una corsa mondiale al corteggiamento alla quale stanno partecipando piccole, medie e grandi potenze.</p>
<p>L&#8217;obiettivo della presidenza Aliyev è di <span style="font-size: 1rem;">trasformare l&#8217;Azerbaigian in un magnete naturale per gli investimenti stranieri, generando un moto d’attrazione autoalimentante che garantisca sicurezza e sostenibilità nel medio e lungo termine. Innumerevoli, come si è scritto poc&#8217;anzi, le potenze che stanno rispondendo positivamente alla chiamata proveniente da quel mercato sconfinato chiamato Azerbaigian: dall&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/azerbaigian-un-partner-fondamentale-dellitalia.html">Italia</a> alla <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-e-azerbaigian-alla-conquista-dello-spazio.html">Turchia</a> e dalla <a href="https://it.insideover.com/economia/nuova-via-della-seta-prossima-fermata-azerbaigian.html">Cina</a> al <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-il-qatar-e-cosi-interessato-allazerbaijan.html">Qatar</a>, passando per gli ultimi arrivati, gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>.</span></p>
<div class="post-adv mt-4 mb-4 ml-md-3 float-right">
<div class="gptslot evo-intext" data-adunitid="2"></div>
</div>
<h2>Il progetto targato Masdar</h2>
<p>Nella giornata del 6 aprile<a href="https://www.azernews.az/business/177715.html"> ha avuto luogo un&#8217;importante trilaterale a Baku</a> tra il titolare del <span style="font-size: 1rem;">Ministero dell&#8217;Energia dell&#8217;Azerbaigian, <strong>Parviz Shahbazov</strong>, il presidente di</span><span style="font-size: 1rem;"> </span>Azerenergy<span style="font-size: 1rem;">, <strong>Baba Rzayev</strong>, </span><span style="font-size: 1rem;">e l&#8217;amministratore delegato della firma emiratina</span><span style="font-size: 1rem;"> </span>Masdar, <strong>Mohamed Jameel Al Ramahi</strong>. I tre si sono riuniti per mettere la firma su un pacchetto di accordi in materia di cooperazione energetica nel promettente settore fotovoltaico azerbaigiano.</p>
<p>Gli accordi prevedono che la Masdar costruisca un&#8217;avanguardistica centrale solare da 230 megawatt nella penisola di Abseron, del valore di duecento milioni di dollari e con una capacità annua di cinquecento milioni di chilowattora di elettricità – <a href="https://www.khaleejtimes.com/business/masdar-to-develop-first-foreign-investment-based-utility-scale-solar-power-project-in-azerbaijan">abbastanza per illuminare più di 110mila abitazioni</a> –, e che Azerenergy si occupi della sua connessione alla rete nazionale e dell&#8217;acquisto dell&#8217;energia ivi generata. Si tratta del <span style="font-size: 1rem;">primo progetto fotovoltaico implementato in Azerbaigian sotto forma di partenariato tra pubblico e privato e del primo investimento targato Masdar nella nazione sudcaucasica.</span></p>
<p>L&#8217;impianto, che dovrebbe iniziare le attività commerciali nel 2023, è stato progettato per permettere all&#8217;Azerbaigian di accelerare in maniera significativa il ritmo della diversificazione e dell&#8217;autosufficienza energetica; una volta in funzione, infatti, dovrebbe consentire di risparmiare ogni anno centodieci milioni di metri cubi di gas naturale e duecentomila tonnellate di carbone, nonché di ridurre <span style="font-size: 1rem;">drasticamente </span><span style="font-size: 1rem;">le emissioni di gas serra – dovrebbero registrare una diminuzione del 35% su base annua.</span></p>
<p>In sintesi, una volta completata, la centrale contribuirà in maniera determinante a dare concretezza ai sogni di diversificazione energetica dell’Azerbaigian, che ha fissato come obiettivo di fine decennio la produzione di un terzo dell’elettricità da fonti rinnovabili.</p>
<h2>Il solare in Azerbaigian</h2>
<p>Forte di una media annuale di duecentocinquanta giorni di soleggiamento, che in termini di radiazione solare equivalgono a 5000–6500 MJ/m2, <a href="https://it.insideover.com/economia/energia-solare-il-futuro-dellazerbaigian.html">l’Azerbaigian è il Paese del Caucaso meridionale “più baciato dal Sole”</a> e, di conseguenza, il maggiormente bendisposto allo sfruttamento di questa fonte energetica. Secondo l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), “l’Azerbaigian ha un potenziale energetico solare di 23.040 megawatt, il più elevato in comparazione agli altri segmenti del rinnovabile”. Spiegato altrimenti, Baku potrebbe estrarre più energia dal Sole che dal vento e dal mare.</p>
<p>La dirigenza è pienamente cosciente del ruolo che il solare potrebbe giocare nella corsa alla sicurezza energetica, perciò, negli anni recenti, ha eteroguidato la crescita del settore a mezzo di investimenti domestici e attrazione di capitale straniero. I numeri mostrano e dimostrano come il fotovoltaico azerbaigiano, sebbene si trovi allo stadio embrionale, stia crescendo rapidamente: <span style="font-size: 1rem;">potenziamento degli impianti esistenti e progressiva costruzione di nuovi hanno condotto ad un aumento dell</span><span style="font-size: 1rem;">a capacità installata totale da 36.30 megawatt a 50 megawatt dal 2019 al 2020.</span></p>
<p>Ultimo ma non meno importante, v&#8217;è da considerare il fattore Karabakh. Perché la regione presenta un elevato potenziale in termini di rendita fotovoltaica: le sole aree comprese <span style="font-size: 1rem;">tra Kalbajar, Lachin, Gubadli, Zangilan, Jabrayil e Fuzuli sarebbero in grado di offrire una capacità totale di 7.214 megawatt.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gli-emirati-arabi-uniti-si-uniscono-alla-corsa-allazerbaigian.html">L&#8217;asse tra Emirati Arabi Uniti e Azerbaigian</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ultima vittoria dell&#8217;Eni in Kazakistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lultima-vittoria-delleni-in-kazakistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 08:27:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia solare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Agli albori di marzo è iniziata la costruzione di una centrale solare nella regione del Turkestan, il polmone economico della nazione kazaka, che potrebbe contribuire positivamente alla causa del miglioramento delle relazioni bilaterali tra Roma e Nur-Sultan. Tra le varie peculiarità che caratterizzano l&#8217;impianto, infatti, una risalta in maniera particolare: è targato Eni. Il progetto, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/lultima-vittoria-delleni-in-kazakistan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lultima-vittoria-delleni-in-kazakistan.html">L&#8217;ultima vittoria dell&#8217;Eni in Kazakistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Fotovoltaico-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Agli albori di marzo è iniziata la costruzione di una centrale solare nella regione del Turkestan, il polmone economico della nazione kazaka, che potrebbe contribuire positivamente alla causa del miglioramento delle relazioni bilaterali tra Roma e Nur-Sultan. Tra le varie peculiarità che caratterizzano l&#8217;impianto, infatti, una risalta in maniera particolare: è targato <strong>Eni</strong>.</p>
<h2>Il progetto, di cosa si tratta</h2>
<p>Il 4 marzo, nella regione del Turkestan, <a href="https://www.inform.kz/en/italy-s-eni-begins-construction-of-solar-power-station-in-turkestan-region_a3760588">delegazioni di Italia e Kazakistan hanno preso parte</a> alla cerimonia di posa della prima pietra di una centrale solare targata Eni. Il sito, della cui costruzione se ne sta occupando la <strong>ArmWind LLP</strong>, la sussidiaria in loco dell&#8217;eccellenza nostrana, è stato progettato per una capacità di 50 megawatt e i lavori dovrebbero terminare a inizio 2022, sebbene le prime immissioni di elettricità nella rete locale potrebbero e dovrebbero  iniziare già entro fine anno.</p>
<p>La costruzione della centrale si inquadra nel più ampio contesto di una strategia nazionale per il potenziamento della copertura energetica nel Turkestan, una regione pivotale per l&#8217;economia che, però, al momento patisce la carenza di 320 megawatt. Ai fini della risoluzione di tali problematiche e del conseguimento della piena autosufficienza, il governo sta attraendo investimenti dall&#8217;estero nei campi del solare e dell&#8217;idroelettrico.</p>
<p>L&#8217;Eni, che ha ottenuto di essere inserita nell&#8217;agenda di diversificazione energetica di Nur-Sultan, attraverso questo progetto contribuirà &#8220;a ridurre drammaticamente le emissioni di anidride carbonica nell&#8217;atmosfera&#8221; e &#8220;alla decarbonizzazione del settore energetico kazako&#8221;, ergo il suo ricordo verrà cementato a lungo nella memoria nazionale. Questo è il motivo per cui l&#8217;apertura dei cantieri è stata celebrata a mezzo di una simbolica cerimonia commemorativa alla quale hanno partecipato personalità di rilievo come l&#8217;ambasciatore italiano a Nur-Sultan, <strong>Pasquale D&#8217;Avino</strong>, il governatore del Turkestan, <strong>Meirzhan Myrzaliev</strong>, e il presidente dell&#8217;ArmWind, <strong>Alex Stilovato</strong>.</p>
<h2>I dettagli</h2>
<p>La centrale solare, come scritto sopra, <a href="https://astanatimes.com/2021/03/italian-and-hungarian-investors-launch-solar-power-plant-project-in-turkestan-region/?fbclid=IwAR1usfy_4dFDHIxc4_WE9GHBlLF0z---RogyxFlRH41UCtuYpIjJ5hYNT9A">avrà una capacità di 50 megawatt</a> e potrebbe iniziare a produrre energia elettrica già a partire da fine anno. Avrà un valore di 12 miliardi e 500 milioni di tenge, l&#8217;equivalente di circa 24 milioni e 875mila euro, e comporterà la creazione di duecento posti di lavoro.</p>
<p>I lavori porteranno all&#8217;installazione di 113.500 pannelli solari, un numero sufficiente a garantire, almeno sulla carta, la produzione di novanta milioni di kilowatt su base annua. Spiegato altrimenti, trasformando quelle cifre asettiche in fatti concreti, la centrale dell&#8217;ArmWind LLP sarà in grado di coprire con certezza almeno il 2% dell&#8217;attuale deficienza di energia elettrica del Turkestan.</p>
<h2>L&#8217;Eni e il rinnovabile in Kazakistan</h2>
<p>Esattamente un anno or sono, cioè marzo 2020, <a href="https://www.milanofinanza.it/news/eni-avvia-la-produzione-nel-parco-eolico-di-badamsha-in-kazakhstan-202003261206119631">la ArmWind LLP avviava la produzione commerciale</a> nella fattoria del vento di Badamsha (regione di Aqtöbe), un parco eolico dalla capacità di 48 megawatt e in grado di provvedere al rifornimento annuale di 198 gigawattora all&#8217;intero l&#8217;oblast. Anche in quel caso, il contributo alla causa della decarbonizzazione è stato significativo: una media di 172mila tonnellate di anidride carbonica in meno ogni anno.</p>
<p>Il parco eolico di Badamsha è stato il primo progetto progetto realizzato e portato a termine nell&#8217;ambito del memorandum d&#8217;intesa sulla cooperazione nello sviluppo del settore delle rinnovabili siglato nel giugno 2017 tra il Gruppo Eni e il Ministero dell&#8217;Energia del Kazakistan. Il potenziamento della fattoria del vento, per il quale è stata già indetta una gara, è stato aggiudicato nuovamente dalla ArmWind LLP.</p>
<p>Le rinnovabili, in sostanza, si stanno rivelando un settore determinante sul quale si sta giocando il futuro delle relazioni tra <strong>Italia</strong> e <strong>Kazakistan</strong>: noi abbiamo i mezzi, le competenze e le conoscenze, loro hanno un appetito che va soddisfatto, meglio se a prezzi modici. Dall&#8217;energia alla collaborazione in altri campi, poi, il passo può essere realmente breve.</p>
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		<title>Energia solare, il futuro dell&#8217;Azerbaigian</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/energia-solare-il-futuro-dellazerbaigian.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2021 07:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia solare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Baku-Pixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Baku-Pixabay.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Baku-Pixabay-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Baku-Pixabay-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Baku-Pixabay-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Baku-Pixabay-1536x746.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella corsa dell&#8217;Azerbaigian verso lo status di potenza energetica consolidata, nonché diversificata ed autosufficiente, sta assumendo un&#8217;importanza crescente un tassello che, spesso e volentieri, viene trascurato dall&#8217;analisi convenzionale: il solare. Baku, in effetti, pur essendo la sua immagine largamente associata agli idrocarburi, dispone del potenziale necessario allo sviluppo di un settore solare all&#8217;avanguardia e in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/energia-solare-il-futuro-dellazerbaigian.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Baku-Pixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Baku-Pixabay.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Baku-Pixabay-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Baku-Pixabay-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Baku-Pixabay-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Baku-Pixabay-1536x746.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella corsa dell&#8217;<strong>Azerbaigian</strong> verso lo <em>status</em> di potenza energetica consolidata, nonché diversificata ed autosufficiente, sta assumendo un&#8217;importanza crescente un tassello che, spesso e volentieri, viene trascurato dall&#8217;analisi convenzionale: il solare.</p>
<p>Baku, in effetti, pur essendo la sua immagine largamente associata agli idrocarburi, dispone del potenziale necessario allo sviluppo di un settore solare all&#8217;avanguardia e in grado di produrre risultati significativi al fine della sicurezza energetica.</p>
<h2>Una centrale galleggiante per Baku</h2>
<p>Forte di una media annuale di duecentocinquanta giorni di soleggiamento, che, in termini di radiazione solare equivalgono a <span style="font-size: 1rem;">5000–6500 MJ/m</span><span style="font-size: 12px; line-height: 0; vertical-align: baseline;">2</span>, l&#8217;Azerbaigian è il Paese del Caucaso meridionale &#8220;più baciato dal Sole&#8221; e, di conseguenza, il maggiormente bendisposto allo sfruttamento di questa fonte energetica.</p>
<p><a href="https://www.mordorintelligence.com/industry-reports/azerbaijan-renewable-energy-market">Secondo l&#8217;Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA)</a>, &#8220;l&#8217;Azerbaigian ha un potenziale energetico solare di 23.040 megawatt, il più elevato in comparazione agli altri segmenti del rinnovabile&#8221;. In altri termini, Baku potrebbe estrarre più energia dal Sole che dal vento e dal mare.</p>
<p>La dirigenza è pienamente cosciente del ruolo che il solare potrebbe giocare nella corsa alla sicurezza energetica, perciò, negli anni recenti, ha eteroguidato la crescita del settore a mezzo di investimenti domestici e attrazione di capitale straniero. L&#8217;ultima novità, a quest&#8217;ultimo riguardo,<a href="https://www.agenzianova.com/a/601d498946ae81.15408862/3302811/2021-02-05/speciale-energia-azerbaigian-una-centrale-solare-galleggiante-verra-realizzata-a-baku"> è del 5 febbraio</a>, giorno in cui Baku ha ospitato l&#8217;incontro preparatorio all&#8217;apertura di un importante cantiere nel lago Boyukshor.</p>
<p>Il lago, che si trova nei pressi della capitale azera ed è il secondo più grande del Paese, ospiterà una centrale solare galleggiante dalla capacità totale di 100 kilowatt e della cui realizzazione si occuperà la spagnola Gamma Solutions.</p>
<p>Tornando al vertice, vi hanno partecipato, oltre ai rappresentanti del governo azero e dell&#8217;azienda incaricata, anche delegazioni di Tamiz Shahar, società coinvolta nello smaltimento rifiuti, e dell&#8217;Asian Development Bank. La presenza dell&#8217;ultima all&#8217;incontro è legata al fatto che la costruzione della centrale del Boyukshor rientra nell&#8217;ambito di un programma-quadro a proiezione regionale che la vede coinvolta e, Azerbaigian a parte, riguarda anche <strong>Kirghizistan</strong> e <strong>Afganistan</strong>.</p>
<h2>Il settore solare in Azerbaigian</h2>
<p>Il settore solare azero si trova allo stadio embrionale ma sta crescendo rapidamente: la capacità installata totale è aumentata da 36.30 megawatt a 50 megawatt dal 2019 al 2020, riflesso del potenziamento degli impianti esistenti e della progressiva costruzione di nuovi.</p>
<p>Lo scorso 28 gennaio, in occasione del quinto incontro della commissione governativa sull&#8217;energia rinnovabile, <a href="https://menafn.com/1101510524/Projects-on-using-renewable-energy-sources-discussed-in-Azerbaijan-PHOTO">è stato comunicato che procedono</a> i negoziati con l&#8217;emiratina Masdar per l&#8217;edificazione di una centrale dalla capacità di 200<span style="font-size: 1rem;">–</span>230 megawatt a sud della capitale. L&#8217;impianto dovrebbe sorgere a settantacinque chilometri da Baku, e la Masdar, <a href="https://www.energylivenews.com/2020/01/13/masdar-inks-deal-to-develop-220mw-solar-plant-in-azerbaijan/">che ha siglato un accordo con il Ministero dell&#8217;Energia dell&#8217;Azerbaigian a gennaio dell&#8217;anno scorso</a>, dovrebbe occuparsi<em> in toto</em> di progettazione, finanziamento e funzionamento.</p>
<p>Se e quando effettivamente realizzata, la centrale contribuirà in maniera determinante a dare concretezza ai sogni di diversificazione energetica dell&#8217;Azerbaigian, che ha fissato come obiettivo di fine decennio la produzione di un terzo dell&#8217;elettricità da fonti rinnovabili.</p>
<h2>L&#8217;effetto Nagorno Karabakh</h2>
<p><a href="https://www.insideover.com/war/nagorno-karabakh-winners-and-losers.html">La fine della seconda guerra del Nagorno Karabakh, </a><span style="font-size: 1rem;">favorevole a Baku, ha dato impulso al rispolveramento di progetti sino all&#8217;anno scorso irrealizzabili a causa dello stallo nella regione contesa. L&#8217;accordo di cessate il fuoco ha determinato il trasferimento di una serie di villaggi sotto la sovranità azera, privando le autorità della repubblica non riconosciuta dell&#8217;Artsakh del controllo su interi distretti e sul cui destino, di conseguenza, adesso sta legiferando l&#8217;Azerbaigian.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">La presidenza Aliyev ha in serbo dei progetti monumentali per quella parte di Nagorno Karabakh de-occupata, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-costruira-un-parco-tecnologico-nel-nagorno-karabakh.html">tra i quali un parco tecnologico</a>, e l&#8217;energia solare rientra nell&#8217;elenco. <a href="https://www.azernews.az/karabakh/174929.html">Il governo sta pianificando la costruzione</a> di una centrale da 200 megawatt in un luogo ancora da definire, e degli impianti <em>ad hoc</em> ad uso largamente agricolo potrebbero vedere luce in otto aree, comprese tra Kalbajar, Lachin, Gubadli, Zangilan, Jabrayil e Fuzuli, dove è stato accertato &#8220;dell&#8217;alto potenziale di energia solare [&#8230;] dalla capacità totale di 7.214 megawatt&#8221;.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/energia-solare-il-futuro-dellazerbaigian.html">Energia solare, il futuro dell&#8217;Azerbaigian</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il nuovo grande gioco (energetico) per la conquista dell&#8217;Asia centrale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-grande-gioco-energetico-per-la-conquista-dellasia-centrale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2020 15:35:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia solare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=294285</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1201" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-1024x641.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-1536x961.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-2048x1281.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;estinzione dell&#8217;Unione Sovietica ha avuto ripercussioni epocali sul piano delle relazioni internazionali: non soltanto ha determinato la fine della guerra fredda, ma ha riscritto profondamente la geografia dell&#8217;Eurasia. Intere aree storicamente appartenute a Mosca hanno ottenuto l&#8217;indipendenza, dal Baltico al Turkestan, aprendo spiragli per una competizione tra potenze impensabile e impossibile prima del 1991. Quel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-grande-gioco-energetico-per-la-conquista-dellasia-centrale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-grande-gioco-energetico-per-la-conquista-dellasia-centrale.html">Il nuovo grande gioco (energetico) per la conquista dell&#8217;Asia centrale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1201" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-1024x641.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-1536x961.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fotovoltaico-2048x1281.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;estinzione dell&#8217;Unione Sovietica ha avuto ripercussioni epocali sul piano delle relazioni internazionali: non soltanto ha determinato la fine della guerra fredda, ma ha riscritto profondamente la geografia dell&#8217;Eurasia. Intere aree storicamente appartenute a Mosca hanno ottenuto l&#8217;indipendenza, dal Baltico al Turkestan, aprendo spiragli per una competizione tra potenze <span style="font-size: 1rem;">impensabile e impossibile</span><span style="font-size: 1rem;"> prima del 1991.</span></p>
<p>Quel che è accaduto in Asia centrale a partire dal dopo-guerra fredda è stato il riavvio del cosiddetto Grande Gioco (<em>Great Game</em>), uno scontro egemonico per il dominio dell&#8217;area che ha coinvolto l&#8217;impero russo e l&#8217;impero britannico dalla metà del 19esimo secolo all&#8217;inizio del Novecento. Oggi, però, contrariamente al passato, la natura bipolare della competizione è divenuta <strong>multipolare</strong> e sono cambiati anche i moventi che guidano le azioni dei giocatori.</p>
<p>Negli –stan stanno affrontandosi il <a href="https://it.insideover.com/politica/il-giappone-si-unisce-alla-corsa-per-lasia-centrale.html">Giappone contro la Cina</a>, la <a href="https://www.insideover.com/politics/secretary-of-state-mike-pompeos-trip-in-the-stans-explained.html">Russia contro gli Stati Uniti</a>, <a href="https://it.insideover.com/politica/quello-scontro-fra-russia-e-turchia-in-asia-centrale.html">l&#8217;Unione Economica Euriasiatica contro il Consiglio Turco</a>, le <a href="https://it.insideover.com/politica/laltro-teatro-di-battaglia-fra-arabia-saudita-e-iran.html">petromonarchie wahhabite contro l&#8217;Iran e la Turchia</a>, e quest&#8217;ultima è a sua volta<a href="https://www.insideover.com/politics/why-russia-should-worry-about-turkeys-growing-presence-in-the-stans.html"> in conflitto con l&#8217;asse russo-cinese</a> poiché in parte agente per la, e rispondente alla, Casa Bianca. La maggior parte di queste potenze interessate ad avere una voce in capitolo nell&#8217;arteria del cuore della Terra mackinderiano è accomunata da un elemento, ovvero lo sfruttamento della<strong> diplomazia energetica</strong> quale mezzo di corteggiamento.</p>
<h2>La nuova via della seta fotovoltaica</h2>
<p>Il Kazakistan è la prima economia dell&#8217;Asia centrale ed è titolare dell&#8217;85% del potenziale fotovoltaico regionale. La Cina, che dal 2013 detiene il primato mondiale nella costruzione di impianti fotovoltaici, <a href="https://eurasianet.org/chinese-solar-investments-in-central-asia-a-snapshot">sta utilizzando</a> le proprie competenze per sviluppare il settore dell&#8217;energia solare kazako e aumentare la propria influenza all&#8217;interno del Paese, che riveste un&#8217;importanza centrale ai fini della<a href="https://www.insideover.com/economy/from-china-to-the-world-the-belt-and-road-initiative.html"> Belt and Road Initiative</a>, volgarmente nota come la Nuova Via della Seta.</p>
<p>La strategia di Pechino per la conquista di Nur-Sultan si basa su un modello già collaudato altrove con successo: alternanza di prestiti, doni e servizi a prezzi convenienti. Un ruolo-chiave è stato svolto, nel 2018, dal regalo di un impianto solare da un megawatt al <span style="font-size: 1rem;">parco dell&#8217;innovazione di Alatau, localizzato nei pressi di Almaty, al quale hanno fatto seguito un contratto da 39 milioni di dollari </span><span style="font-size: 1rem;">alla Risen Energy di Ningbo per realizzare un impianto da quaranta megawatt a Karaganda e l&#8217;apertura di due maxi-fattorie solari a Zhangiztobe, da trenta megawatt, e Kapshagay, da cento megawatt, entrambe costruite dalla Universal Energy di Shanghai e inaugurate tra agosto e settembre dell&#8217;anno scorso.</span></p>
<p>Il dinamismo cinese ha alimentato la competizione nel settore con le altre grandi potenze interessate al destino della prima economia degli –stan. Nel 2018 tecnici e ingegneri russi si sono occupati di raddoppiare la capacità dell&#8217;impianto solare di Burnoye, mentre l&#8217;anno successivo è avvenuta l&#8217;entrata in scena di una potenza insospettabile:<a href="https://www.rferl.org/a/here-comes-the-sun-to-help-power-kazakhstan/29732873.html"> la Germania</a>. Due compagnie tedesche, Solarnet e SES Saran, hanno ultimato l&#8217;edificazione dell&#8217;impianto fotovoltaico più grande e potente del Paese, a Saran, con una capacità di cento megawatt e dotato di un sistema protettivo che dovrebbe assicurare una regolare produzione di energia in condizioni climatiche avverse per un periodo di almeno quarant&#8217;anni.</p>
<p><figure id="attachment_308272" aria-describedby="caption-attachment-308272" style="width: 2000px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-308272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/asia-centrale-cartina--1024x723.png" alt="" width="2000" height="1412" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/asia-centrale-cartina--1024x723.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/asia-centrale-cartina--300x212.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/asia-centrale-cartina--768x542.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/asia-centrale-cartina--1536x1085.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/asia-centrale-cartina--2048x1446.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /><figcaption id="caption-attachment-308272" class="wp-caption-text">Infografica di Alberto Bellotto</figcaption></figure></p>
<h2>Il fattore Stati Uniti</h2>
<p>Il primo ottobre di quest&#8217;anno l&#8217;Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID, <em>US </em><span style="font-size: 1rem;"><em>Agency for International Development</em>)<a href="https://kz.usembassy.gov/usaid-launches-power-central-asia-to-strengthen-regional-energy-sector-cooperation/"> ha lanciato</a> un ambizioso piano quinquennale da quaranta milioni di dollari, &#8220;Power Central Asia&#8221;, rivolto ai cinque –stan ex sovietici (Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan). Il programma servirà gli obiettivi di favorire l&#8217;integrazione e l&#8217;interconnessione dei mercati energetici regionali, in particolare quello dell&#8217;elettricità, di aumentare l&#8217;interscambio dei prodotti energetici, di aiutare le compagnie nazionali a raggiungere gli obiettivi di produzione e di accelerare la transizione verso il rinnovabile.</span></p>
<p>Nell&#8217;ultimo decennio l&#8217;Usaid ha svolto un ruolo determinante nel favorire la diversificazione energetica nell&#8217;Asia centrale ex sovietica e, inoltre, si è specializzata nella schermatura delle reti delle centrali elettriche per ridurre i danni provocati da possibili attacchi cibernetici.</p>
<h2>Il ruolo sempreverde della Russia</h2>
<p>La rottura tra il Cremlino e l&#8217;Occidente provocata da <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/la-mia-maidan.html">Euromaidan</a> e dalla scia di eventi che gli ha fatto seguito, dal <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-i-documenti-declassificati-nelle-mani-di-durham.html">Russiagate</a> al<a href="https://it.insideover.com/politica/caso-navalny-lunione-europea-sanzionera-la-russia.html"> caso Navalny</a>, ha avuto come principale riflesso il<a href="https://www.insideover.com/politics/russias-identity-after-euromaidan-goodbye-europe-hello-asia.html"> riorientamento delle priorità strategiche</a> dell&#8217;agenda estera russa dall&#8217;Europa all&#8217;Asia. Nello specifico, oltre alla formazione di un<a href="https://it.insideover.com/economia/russia-e-cina-costruiranno-uno-dei-piu-grandi-impianti-chimici-del-pianeta.html"> asse di ferro con Pechino</a>, Mosca ha anche dato impulso ai lavori all&#8217;interno dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-lunione-economica-euroasiatica.html">Unione Economica Eurasiatica</a> (UEE) e al recupero del terreno perduto nell&#8217;intera area ex sovietica.</p>
<p>I rapporti con il Turkmenistan, la terza economia più importante nello spazio <span style="font-size: 1rem;">–</span>stan,<a href="https://caspiannews.com/news-detail/turkmenistan-turns-to-uae-russia-for-a-boost-in-gas-chemical-industries-2020-5-18-47/"> sono entrati in una nuova fase</a> dopo anni di turbolenze e dispute energetiche. Il processo di allontanamento, in larga parte dovuto al quasi-inglobamento di Ashgabat nell&#8217;orbita cinese, sembra essere stato interrotto l&#8217;anno scorso con la riesumazione delle esportazioni di gas turkmeno verso la Russia, ponendo fine ad un gelo durato<strong> tre anni</strong>.</p>
<p>La Russia, oggi, sta occupandosi di sviluppare l&#8217;industria chimica turkmena, via investimenti e invio di specialisti, e da alcuni mesi <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2957773/2020-05-28/energia-russia-e-turkmenistan-preparano-protocollo-di-cooperazione">sono in corso trattative</a> per la formulazione di un protocollo di cooperazione nel campo energetico. Il documento, del quale è stata raggiunta una bozza preliminare a maggio di quest&#8217;anno, fungerà da quadro di riferimento per &#8220;la costruzione della linea di trasmissione di energia ad alta tensione Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan, l&#8217;interazione del sistema dell&#8217;energia elettrica dell&#8217;Asia centrale e la formazione del mercato comune dell&#8217;energia elettrica dell&#8217;Uee entro il 2025&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda le relazioni generali tra la Russia e gli <span style="font-size: 1rem;">–</span>stan, il 15 ottobre si è tenuto l<a href="http://www.asianews.it/news-en/Moscow-boosts-relations-with-Central-Asia,-to-exclusion-of-the-US-51337.html">&#8216;ultimo video-vertice</a> del formato &#8220;Asia centrale+Russia&#8221;, anche noto come &#8220;CA+1&#8221;. L&#8217;evento, che è nato con l&#8217;obiettivo di trattare gli <span style="font-size: 1rem;">–</span>stan come se fossero un <strong>monolite unico e coeso</strong>, si è focalizzato sul miglioramento dei rapporti e della cooperazione nei settori strategici, tra i quali l&#8217;energia.</p>
<h2>Le petromonarchie</h2>
<p>L’Arabia Saudita,<a href="https://it.insideover.com/politica/laltro-teatro-di-battaglia-fra-arabia-saudita-e-iran.html"> affiancata dalle altre petromonarchie del golfo</a>, in primis gli Emirati Arabi Uniti, è presente nello scenario centroasiatico sin dall’immediato post-guerra fredda e ha utilizzato il più efficace strumento diplomatico che ha a disposizione per ossificare il proprio ruolo: i <strong>petrodollari</strong>. Riyad ha giocato un ruolo molto importante nel consentire agli <span style="font-size: 1rem;">–</span>stan di <strong>ampliare</strong> la rete infrastrutturale per il trasporto di idrocarburi di eredità sovietica, investendo nella costruzione di <strong>nuovi</strong> gasdotti ed oleodotti bypassanti i territori russi, sia per ridurre la dipendenza da Mosca che per abbattere il prezzo finale del prodotto legato ai costi di passaggio.</p>
<p>L’ampliamento della rete energetica è avvenuto sia per mezzo di investimenti che di maxi-prestiti. Proprio un finanziamento saudita ha consentito al Turkmenistan di iniziare i lavori per l’ambizioso <strong>gasdotto Tapi</strong> (Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan-India) che, <strong>se completato</strong>, sarà uno dei principali successi di Riyad ottenuti nell’area <span style="font-size: 1rem;">–</span>stan e anche nell’Asia meridionale.</p>
<p>Il 5 marzo di quest&#8217;anno Uzbekistan e Arabia Saudita hanno concluso tre accordi di collaborazione strategica dal valore di <strong>oltre due miliardi di</strong> <strong>dollari</strong> nei settori dell’elettricità, dell’eolico e della formazione professionale. Gli accordi hanno una portata storica: Tashkent ha scelto Riyad per la costruzione di un maxi-impianto per la generazione di energia elettrica dalla capacità di 1500 megawatt e di un impianto per la produzione di energia eolica dalla capacità di 500-1000 megawatt; due strutture che accelereranno sensibilmente il ritmo della corsa uzbeka verso l&#8217;autosufficienza energetica.</p>
<p>Il principale motivo per cui l’Arabia Saudita e le altre petromonarchie sono interessate ad espandere il raggio d’azione nell’Asia ex sovietica è il contenimento dell’Iran. Teheran è entrata negli <span style="font-size: 1rem;">–</span>stan dapprima che l’Unione Sovietica implodesse, galvanizzando la rinascita islamica che sul finire degli anni ’80 avrebbe accelerato il crollo del comunismo ma anche lo scoppio di sanguinose guerre civili fra le forze politico-sociali laiche e quelle religiose.</p>
<p>Lo scopo anti-iraniano della penetrazione petromonarchica si è palesato nel tempo: laddove aumenta l’esposizione saudita, lì cresce l’ostilità delle istituzioni verso l’Iran. Il Tagikistan è il caso più emblematico: la stretta sull’islam radicale inaugurata dal presidente Emomali Rahmon, che negli ultimi tre anni ha portato alla chiusura di circa <strong>2mila</strong> moschee in tutto il paese, ha colpito essenzialmente i luoghi di culto e i centri culturali vicini tanto ai <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html">Fratelli Musulmani</a>, <strong>quindi alla Turchia</strong>, che all’Iran.</p>
<p>Non è da escludere che l&#8217;Arabia Saudita e i suoi surrogati, in qualità di custodi integerrimi degli interessi statunitensi nel mondo, in futuro possano spostare il focus delle loro agende dal contenimento anti-iraniano e antiturco al bilanciamento dell&#8217;influenza di Russia e Cina. <span style="font-size: 1rem;">Sarà il modo in cui gli –stan decideranno di muoversi nell&#8217;ambito dell’Uee e della Belt and Road Initiative a mostrare quali sono gli obiettivi delle petromonarchie nei confronti di Mosca e Pechino.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-grande-gioco-energetico-per-la-conquista-dellasia-centrale.html">Il nuovo grande gioco (energetico) per la conquista dell&#8217;Asia centrale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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