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	<title>Energia nucleare Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 29 Apr 2026 14:14:09 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Energia nucleare Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L’atomo francese come scudo: Parigi al centro della sicurezza energetica d&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/latomo-francese-come-scudo-parigi-al-centro-della-sicurezza-energetica-deuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 00:21:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> In pieno shock energetico la Francia è tornata a svolgere una funzione di stabilizzazione sistemica per l’intero mercato elettrico europeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/latomo-francese-come-scudo-parigi-al-centro-della-sicurezza-energetica-deuropa.html">L’atomo francese come scudo: Parigi al centro della sicurezza energetica d&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Francia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il dato è più importante di quanto sembri. Se a <strong>marzo la produzione nucleare francese ha superato in media i 44 gigawatt</strong>, raggiungendo il livello più alto per questo mese dal 2019, non siamo davanti a una semplice buona notizia industriale. Siamo davanti alla prova che, in pieno shock energetico provocato dalla guerra in Medio Oriente,<a href="https://it.insideover.com/energia/perso-il-niger-la-francia-vuole-luranio-della-mongolia-per-il-suo-nucleare.html"> la Francia è tornata a svolgere una funzione di stabilizzazione </a>sistemica per l’intero mercato elettrico europeo. Bloomberg, citando dati di RTE, segnala che questa ripresa dell’atomo ha consentito quasi di raddoppiare le esportazioni elettriche francesi fino a circa 11,5 gigawatt medi, attenuando così l’impatto della crisi sui prezzi continentali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno della rendita strategica francese</h2>



<p>Per anni il nucleare francese era apparso come una potenza appannata: problemi tecnici, fermate per manutenzione, corrosione, incertezze industriali e dibattito politico avevano incrinato l’immagine della Francia come grande batteria d’Europa. Ora quel vantaggio comparativo riemerge con forza. RTE ha certificato che già nel 2025 la produzione nucleare francese era risalita a 373 terawattora, riportando il Paese in una posizione di abbondanza elettrica a basse emissioni e di <strong>forte capacità esportatrice verso i vicini europei.</strong></p>



<p><strong>Questo cambia il significato geopolitico dell’energia francese.</strong> Il nucleare non è più soltanto una scelta di politica industriale nazionale, ma torna a essere uno strumento di influenza continentale. In un’Europa ancora esposta alle fiammate del gas e alle tensioni sulle rotte energetiche globali, chi dispone di una grande capacità stabile di generazione elettrica dispone anche di una leva politica. E la Francia la sta riacquistando.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra in Medio Oriente e il vantaggio francese</h2>



<p>Lo shock mediorientale ha avuto un effetto immediato sui mercati energetici europei, facendo risalire il premio di rischio su gas ed elettricità. In questo contesto, la Francia si è trovata in una posizione migliore rispetto a molti partner perché <strong>la sua esposizione al gas per la produzione elettrica è più limitata. </strong>RTE ha sottolineato proprio questo punto: la ripresa del nucleare rende oggi la Francia meno vulnerabile alle oscillazioni del gas rispetto ai suoi vicini.</p>



<p>È qui che il dato dei 44 gigawatt medi assume un significato strategico. Non indica soltanto che i reattori funzionano meglio. Indica che <strong>la Francia può esportare più elettricità proprio quando l’Europa ne ha più bisogno. </strong>E dunque può contribuire a frenare l’impennata dei prezzi in un momento in cui la guerra sta facendo saltare le vecchie illusioni di sicurezza energetica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’export elettrico come arma geoeconomica</h2>



<p>Le esportazioni elettriche non sono mai solo commercio. Quando raggiungono volumi elevati diventano uno strumento geoeconomico. RTE ha mostrato che già nel 2025 la Francia aveva stabilito un nuovo record di saldo netto esportatore, pari a 92,3 terawattora, il livello più alto dall’inizio degli scambi elettrici europei.</p>



<p>Questo significa che Parigi non si limita a proteggere il proprio mercato interno. <strong>Diventa un fattore di tenuta per il sistema europeo nel suo insieme</strong>. In altri termini, l’interconnessione trasforma la potenza elettrica francese in un elemento di equilibrio regionale. E in un’epoca di guerre energetiche, chi equilibra i prezzi esercita una forma di potere silenzioso ma molto concreta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sovranità energetica non basta senza rete</h2>



<p>C’è però un limite che non va ignorato. <strong>Più il nucleare francese torna forte, più emerge il problema infrastrutturale.</strong> RTE insiste infatti sulla necessità di investimenti crescenti nella rete per sostenere elettrificazione, competitività e capacità di trasporto dell’energia. La nuova abbondanza produttiva rischia altrimenti di scontrarsi con colli di bottiglia fisici e territoriali.</p>



<p>È il paradosso della potenza energetica contemporanea: <strong>non basta produrre, bisogna anche trasportare, </strong>distribuire e difendere la continuità dei flussi. L’atomo francese può alleviare la crisi europea, ma soltanto se sostenuto da reti adeguate e da una visione strategica di lungo periodo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parigi ritrova una funzione continentale</h2>



<p>In definitiva, il superamento dei 44 gigawatt medi a marzo dice una cosa semplice ma decisiva: <strong>la Francia è tornata a essere un pilastro della sicurezza energetica europea.</strong> Non per generosità, ma per convergenza tra interesse nazionale e utilità sistemica. In una fase in cui il Medio Oriente rimette il fattore energetico al centro della geopolitica, Parigi riscopre la vecchia verità del proprio modello: il nucleare non è soltanto elettricità. È sovranità, competitività e influenza. E oggi, in un’Europa nervosa e ancora vulnerabile, questa influenza vale quasi quanto una garanzia strategica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/latomo-francese-come-scudo-parigi-al-centro-della-sicurezza-energetica-deuropa.html">L’atomo francese come scudo: Parigi al centro della sicurezza energetica d&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La svolta di Von der Leyen: apre al nucleare di ultima generazione per l’autonomia energetica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-svolta-di-von-der-leyen-apre-al-nucleare-di-ultima-generazione-per-lautonomia-energetica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 05:56:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="nucleare" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare-1024x673.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare-1536x1010.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare-600x394.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Von der Leyen ha dichiarato che non investire nel nucleare è stato un errore e annuncia un piano per i reattori SMR.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-di-von-der-leyen-apre-al-nucleare-di-ultima-generazione-per-lautonomia-energetica.html">La svolta di Von der Leyen: apre al nucleare di ultima generazione per l’autonomia energetica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="nucleare" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare-1024x673.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare-1536x1010.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/nucleare-600x394.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutti si interrogano su cosa accadrà con il petrolio e il gas, ma attenzione a trascurare il <strong>nucleare</strong>. La presidente della Commissione Europea <strong>Ursula von der Leyen</strong>, <a href="https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2026/03/10/a-parigi-il-summit-internazionale-per-il-rilancio-del-nucleare-civile_16f4f702-0b4d-4680-ad86-39ee1b856bae.html">intervenendo al summit sull’energia nucleare di questo marzo a Parigi</a>, ha dichiarato che <strong>l’allontanamento del Vecchio Continente&nbsp; dall’energia atomica è stato un errore strategico</strong>.&nbsp;</p>



<p>Tale ammissione di colpa non spunta fuori dal cilindro senza un perché, ma ha a che fare con il disegno industriale che da qualche decennio ha preso forma in Europa. Negli ultimi anni, <strong>sempre più Paesi hanno progressivamente spento i reattori nucleari sul loro territorio</strong>. Dopo lo scoppio di due guerre (Russia e Iran), le quali inevitabilmente hanno delle ricadute sulle catene di approvvigionamento energetico, <strong>le istituzioni comunitarie sono pronte a riconsiderare lo sviluppo dell’atomo per garantire una maggiore stabilità all’economia e all&#8217;industria europea</strong>. Non a caso, nei palazzi di Bruxelles si fa largo l’idea secondo cui il nucleare e le rinnovabili possono coesistere in una logica di affrancamento dall’importazione di combustibili fossili; per farlo, però, è necessario <a href="https://it.insideover.com/ambiente/clima-leuropa-annacqua-gli-obiettivi-al-2040-ma-il-green-deal-resta-in-piedi.html">ribaltare il paradigma che ha dominato negli ultimi tempi</a>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto dell’Unione con il nucleare&nbsp;</h2>



<p>Bruxelles e l’energia atomica hanno sempre avuto un rapporto altalenante, a tratti anche contradditorio. Già in tempi non sospetti, nel Vecchio Continente si è andata formando una frattura tra due gruppi di nazioni: da una parte i Paesi capeggiati dalla Francia, mai disposti a rinunciare alla produzione di energia atomica; dall’altra <a href="https://www.qualenergia.it/articoli/germania-un-anno-chiusura-centrali-nucleari/">la Germania</a> e altri che hanno già detto addio all’atomo o sono prossimi a farlo.</p>



<p>Lungo questo crinale, la Commissione europea ha agito perorando la causa di chi ha spinto per chiudere le centrali nucleari, in modo da dedicare ingenti risorse e investimenti unicamente alla lotta per le rinnovabili e alle emissioni di CO2.&nbsp;Un cambio di passo ragguardevole si è verificato nel 2022, anno in cui il Parlamento europeo ha votato a favore della cosiddetta “<strong>tassonomia verde</strong>”, uno strumento finalizzato a individuare le <strong>attività economiche compatibili con l’agenda green</strong> e dunque meritevoli di investimenti. Una volta concluso l’iter legislativo, spulciando nell’elenco delle fonti energetiche approvate, si poteva ravvisare l’energia nucleare.&nbsp;</p>



<p>Tale decisione non è passata in sordina, tanto che ha sollevato numerose polemiche. Sebbene il processo di fissione dell’atomo (divisione del nucleo centrale in nuclei più piccoli) non sprigioni una grande quantità di emissioni ai fini della produzione elettrica, <strong>il rovescio della medaglia è lo smaltimento delle scorie radioattive</strong>, particolarmente nocive per la l’ambiente e la salute umana. Nonostante il dibattito vivace, la Commissione sembra orientata, oggi come oggi, alla fissione dei nuclei atomici, specie a causa delle contingenze del momento come le crisi geopolitiche, il caro energia e la rottura nelle catene di importazione come la chiusura parziale dello Stretto di Hormuz.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli <em>Small Modular Reactor</em> e cosa c’entra l’Italia</h2>



<p>Nonostante il rinnovato interesse per il nucleare, la Commissione pare non intenzionata a tornare alla produzione energetica di vecchia scuola, ovvero tramite le <strong>tradizionali centrali nucleari</strong>. Una delle nuove tecnologie in rampa di lancio sono gli <strong><a href="https://it.insideover.com/energia/polonia-in-arrivo-i-primi-reattori-modulari-deuropa-cosi-varsavia-inaugura-la-nuova-era-del-nucleare.html"><em>Small Modular Reacto</em>r</a> </strong>(SMR), reattori nucleari di dimensioni contenute ed edificabili secondo una logica di flessibilità: il luogo di produzione e di assemblaggio dei componenti possono essere distinti. Tale impostazione permetterebbe una contrazione dei tempi di costruzione e costi più sostenibili. Ursula von der Leyen, il 10 marzo, ha presentato un<strong> piano di investimenti volto a stimolare lo sviluppo degli SMR</strong>,&nbsp; puntando ad avere i primi impianti operativi nel continente entro l’inizio degli anni 2030.&nbsp;</p>



<p>Questa prospettiva non lascia indifferenti i Governi europei, <a href="https://it.insideover.com/energia/storie-cera-una-volta-una-potenza-nucleare-chiamata-italia.html">compreso quello italiano</a>. <strong>L’esecutivo di Giorgia Meloni </strong>ha più volte mostrato un certo interesse per il nucleare di nuova generazione e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha più volte ribadito che gli SMR sono tra le tecnologie più avanzate, economiche e sicure lungo il cammino che conduce all’indipendenza energetica. In Parlamento si starebbe già lavorando a un disegno di legge che preveda la forgiatura di <strong>una nuova holding partecipata da aziende pubbliche tra cui Enel, Ansaldo Energia e Leonardo</strong>. L’opportunità, ove si realizzasse, sarebbe molto ghiotta per le aziende del Bel Paese operanti in progetti internazionali per la messa a punto degli SMR, poiché si vedrebbero aprire la porta di un business perlopiù inesplorato in Patria.</p>



<p>L’obiettivo dell’Italia e dell’Europa consiste nel definire una strategia dettata dal pragmatismo richiesto dai tempi che viviamo, al fine di generare non solo energia a basso costo e in modo continuativo, ma anche nuove opportunità economiche e occupazionali per il futuro del Vecchio Continente.&nbsp;</p>



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		<title>La corsa nucleare dell&#8217;Egitto: con la centrale di Al-Dabaa prende forma il sogno di Nasser</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-corsa-nucleare-dellegitto-con-la-centrale-di-al-dabaa-prende-forma-il-sogno-di-nasser.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 05:22:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1882" height="1310" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto.jpeg 1882w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-300x209.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-1024x713.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-768x535.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-1536x1069.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-600x418.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1882px) 100vw, 1882px" /></p>
<p> Con la corruzione della centrale nucleare l’Egitto vuole sedersi al tavolo della nuova geoeconomia energetica globale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-corsa-nucleare-dellegitto-con-la-centrale-di-al-dabaa-prende-forma-il-sogno-di-nasser.html">La corsa nucleare dell&#8217;Egitto: con la centrale di Al-Dabaa prende forma il sogno di Nasser</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1882" height="1310" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto.jpeg 1882w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-300x209.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-1024x713.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-768x535.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-1536x1069.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-600x418.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1882px) 100vw, 1882px" /></p>
<p>Un sogno antico che diventa geopolitica contemporanea: l’Egitto insegue da decenni l’idea di una <a href="https://it.insideover.com/energia/i-piani-della-russia-per-dominare-il-futuro-del-nucleare.html">centrale nucleare.</a> Da Nasser a oggi, ogni tentativo si era infranto contro crisi economiche, instabilità politica o pressioni internazionali. Con <strong>El-Dabaa</strong> quel sogno prende forma, ma lo fa in un contesto molto diverso: <strong>il Paese è diventato un nodo energetico regionale,</strong> l’Africa è al centro di una nuova competizione globale e la Russia usa l’atomo civile come leva strategica per consolidare alleanze e influenze.</p>



<p>Le immagini satellitari che documentano l’avanzamento dei lavori e l’installazione del primo recipiente a pressione mostrano che il progetto non è più un’aspirazione: è un’infrastruttura concreta, con tempi, tecnologie e una rete di interessi che va ben oltre i confini egiziani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa c’è in gioco per Il Cairo</h2>



<p>Per l’Egitto, El-Dabaa è molto più di un impianto energetico. È un modo per affrontare tre vulnerabilità che negli ultimi anni sono diventate ingovernabili.</p>



<p><strong>Primo: l’esplosione della domanda, che ha causato blackout diffusi</strong>. Un Paese da 110 milioni di abitanti non può permettersi una rete elettrica instabile.<br><strong>Secondo: il calo della produzione di gas</strong>, un settore che aveva sostenuto per anni l’economia ma che oggi fatica a coprire il fabbisogno interno.<br><strong>Terzo: la necessità di proiettare un’immagine di stabilità</strong> e modernizzazione in un contesto regionale turbolento.</p>



<p>Al-Sisi ha bisogno di mostrare un successo industriale, qualcosa che dimostri che la Vision 2030 non è solo un esercizio retorico. Il nucleare, con i suoi simboli di potenza e autonomia, risponde perfettamente a questa narrativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra lunga della Russia</h2>



<p><strong>Mosca non costruisce solo un impianto: costruisce influenza. </strong>L’accordo del 2015, accompagnato da un prestito miliardario, lega l’Egitto alla tecnologia, alla fornitura di combustibile e alla gestione dei rifiuti provenienti dai reattori VVER-1200. È un modello già applicato altrove: dalla Turchia all’Ungheria, la strategia di Rosatom è trasformare il nucleare civile in un rapporto di lunga durata, quasi simbiotico. In un momento in cui la Russia è isolata sul piano occidentale, il successo del “progetto africano” diventa una dimostrazione di vitalità geopolitica. El-Dabaa è, a suo modo, una vetrina: tecnologia moderna, reattori di terza generazione, accordi di fornitura firmati nonostante le pressioni internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una corsa regionale che cambia gli equilibri</h2>



<p>Il Medio Oriente assiste a un nuovo protagonismo nucleare: <strong>Arabia Saudita e Stati Uniti hanno appena siglato un’intesa</strong> che apre a una cooperazione strategica sul nucleare civile. Gli Emirati già producono energia con i reattori coreani della centrale di Barakah. L’Iran, dal canto suo, continua ad arricchire uranio e a negoziare sul dossier atomico. In questo contesto, l’Egitto non vuole restare indietro. Avere un proprio impianto significa pesare di più nei forum energetici regionali, attirare investimenti e dotarsi di una leva negoziale finora assente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando l’energia diventa strategia di potenza</h2>



<p>La portata del progetto è enorme: 4.800 megawatt di capacità installata, un tempo di completamento stimato in dodici anni, <strong>un costo vicino ai 20 miliardi di dollari. Ma la vera cifra è politica.</strong> Il Cairo mostra di poter diversificare i propri partner, non dipendere esclusivamente dagli aiuti del Golfo e non cedere all’idea che il nucleare sia appannaggio esclusivo delle grandi potenze.</p>



<p>L’accordo con la Russia, e ora i progressi visibili, segnalano che l’Egitto vuole sedersi al tavolo della nuova geoeconomia energetica globale con un ruolo paragonabile a quello delle medie potenze emergenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli interrogativi aperti</h2>



<p>Resta però un nodo cruciale: l’Egitto sta costruendo un’infrastruttura strategicamente fragile. <strong>Dipende da un partner internazionale sotto sanzioni</strong>, da finanziamenti onerosi e da un contesto politico interno che potrebbe complicare la gestione a lungo termine. Inoltre, la scelta nucleare richiede stabilità, istituzioni robuste e una capacità industriale affidabile. Tre fattori che, nel Nord Africa del 2025, non possono essere dati per scontati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il messaggio geopolitico</h2>



<p>El-Dabaa è la prova che il Mediterraneo non è più solo un mare di transito, ma <strong>un laboratorio energetico</strong>, dove Russia, Stati Uniti, Cina e potenze regionali sperimentano nuovi equilibri. L’Egitto ha scelto di entrare in questo gioco con una mossa che parla al futuro, ma che porta con sé tutti i rischi di un Paese che vuole crescere più in fretta della sua stessa stabilità. La centrale sarà anche un’opera ingegneristica. Ma è già, prima di tutto, un messaggio politico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-corsa-nucleare-dellegitto-con-la-centrale-di-al-dabaa-prende-forma-il-sogno-di-nasser.html">La corsa nucleare dell&#8217;Egitto: con la centrale di Al-Dabaa prende forma il sogno di Nasser</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Regno Unito lancia la sfida del nuovo nucleare: arrivano i mini-reattori Rolls-Royce</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/il-regno-unito-lancia-la-sfida-del-nuovo-nucleare-arrivano-i-mini-reattori-rolls-royce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 07:17:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="638" height="426" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Dal-Galles-il-Regno-Unito-lancia-la-sfida-del-nuovo-nucleare-con-i-mini-reattori-Rolls-Royce.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Dal-Galles-il-Regno-Unito-lancia-la-sfida-del-nuovo-nucleare-con-i-mini-reattori-Rolls-Royce.jpg 638w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Dal-Galles-il-Regno-Unito-lancia-la-sfida-del-nuovo-nucleare-con-i-mini-reattori-Rolls-Royce-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Dal-Galles-il-Regno-Unito-lancia-la-sfida-del-nuovo-nucleare-con-i-mini-reattori-Rolls-Royce-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<p>Dal Galles il Regno Unito lancia la sfida del nuovo nucleare con i mini-reattori Rolls-Royce. Gli scenari operativi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="638" height="426" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Dal-Galles-il-Regno-Unito-lancia-la-sfida-del-nuovo-nucleare-con-i-mini-reattori-Rolls-Royce.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Dal-Galles-il-Regno-Unito-lancia-la-sfida-del-nuovo-nucleare-con-i-mini-reattori-Rolls-Royce.jpg 638w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Dal-Galles-il-Regno-Unito-lancia-la-sfida-del-nuovo-nucleare-con-i-mini-reattori-Rolls-Royce-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Dal-Galles-il-Regno-Unito-lancia-la-sfida-del-nuovo-nucleare-con-i-mini-reattori-Rolls-Royce-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<p>2,5 miliardi di sterline di investimento e un campione nazionale, Rolls-Royce, per costruire i reattori di ultima generazione: il Regno Unito ha lanciato con grande ambizione la corsa agli <strong>Small Modular Reactors (Smr)</strong> e individuato la storica centrale elettronucleare di Wylfa, sull&#8217;isola gallese di Anglesey e chiusa dal 2015, come luogo dove testare questa innovativa tecnologia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa di Londra agli Smr</h2>



<p><a href="https://www.eai.enea.it/nuovo-nucleare-ricerca-tecnologie-scenari-e-prospettive/nuovo-nucleare-focus/il-nucleare-di-nuova-generazione.html">Gli Smr, lo ricordiamo</a>, sono pensati da molti progettisti di impianti nucleari come una versione più scalabile e gestibile degli impianti nucleari, dato che sono ritenuti in grado di abbattere i costi di realizzazione, rendere possibile la realizzazione modulare e accelerare la maturità delle tecnologie. </p>



<p>Il sito di Wylfa, dopo un fallito tentativo di Hitachi di rilanciare la generazione nucleare, è dal 2019 di proprietà della holding statale Great British Energy – Nuclear (Gbe-N). L&#8217;obiettivo di Londra è sfruttare gli Smr per <strong>usi di generazione energetica</strong> che aiutino a superare i gap emersi nella gestione di progetti più vasti, come quello di una centrale in realizzazione sulla costa occidentale dell&#8217;Inghilterra, a <a href="https://www.nytimes.com/2024/02/22/business/uk-nuclear-power.html">Hinkley Point</a>, i cui costi sono quasi raddoppiati da 18 a una stima <a href="https://www.theguardian.com/business/2024/jan/23/hinkley-point-c-could-be-delayed-to-2031-and-cost-up-to-35bn-says-edf">di 31-35 miliardi di sterline entro il 2031 rispetto alle iniziali previsioni del 2015.</a> </p>



<p>Il Regno Unito mira, dunque, a cercare una nuova vita, sfruttando quella che <a href="https://www.ocean4future.org/savetheocean/archives/119917"><em>Oceans4Future</em> descrive come una tecnologia avveniristica:</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Gli <strong>SMR </strong>utilizzano gas (tipicamente elio) per trasferire il calore dal nocciolo alla turbina, offrendo vantaggi come minori emissioni e la possibilità di integrazione con altre tecnologie. Possono essere utilizzati per altre applicazioni che includono il riscaldamento, la desalinizzazione o il vapore per esigenze industriali. Le dimensioni molto compatte ne permettono la collocazione in impianti industriali o vicino ai centri urbani. </p>
</blockquote>



<p>Tale tecnologia sta avendo già <strong>sperimentazioni operative in Cina e Russia,</strong> è sbarcata in Europa con dei progetti già concreti in <a href="https://it.insideover.com/energia/polonia-in-arrivo-i-primi-reattori-modulari-deuropa-cosi-varsavia-inaugura-la-nuova-era-del-nucleare.html">Polonia</a> e vede anche l&#8217;Italia muoversi per il suo sviluppo con<a href="https://it.insideover.com/energia/enel-ansaldo-leonardo-il-nucleare-italiano-riparte-con-le-mini-centrali.html"> l&#8217;asse Enel-Ansaldo-Leonardo.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia nucleare del Regno Unito</h2>



<p>Nell&#8217;antica isola dei druidi, Anglesey (Isola di Mona per i romani) il Regno Unito vuole dunque far rinascere le sue prospettive nucleari. <strong>E lo farà con il contributo di Rolls-Royce SMR,</strong> &#8221; una società affiliata del produttore di motori a reazione, una <a href="https://www.nytimes.com/2025/11/12/business/uk-nuclear-power-plant.html">delle poche grandi aziende industriali rimaste in Gran Bretagna&#8221;, nota il <em>New York Times</em></a><em>,</em> aggiungendo che &#8221; sta cercando di sfruttare la sua esperienza nella progettazione e costruzione dei reattori per i sottomarini nucleari britannici per creare un nuovo business. Ha coinvolto investitori, tra cui la Qatar Investment Authority, il fondo sovrano dell&#8217;emirato del Golfo Persico; Constellation, un&#8217;azienda di servizi pubblici americana; e CEZ, la società elettrica della Repubblica Ceca&#8221;.</p>



<p>La capacità di generazione nucleare del Regno Unito aveva raggiunto il picco nel 1995, con 12,2 GW di potenza installata, e la produzione da nucleare, che oggi soddisfa il 16% della domanda interna, ha toccato i massimi in rapporto al fabbisogno nel 1998, prima che tra <a href="https://www.carbonbrief.org/analysis-uk-nuclear-output-falls-to-lowest-level-since-1982/"><strong>chiusure di impianti e progetti in difficoltà</strong> iniziasse un trentennio di grande incertezza.</a> Da 90 TWh generati mediamente negli Anni Novanta ogni anno, Londra è oggi a 35. La sperimentazione sugli Smr in Galles mira a far capire se <strong>la via può essere quella dell&#8217;installazione di tecnologie più scalabili e concrete</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro dell&#8217;energia nucleare e le pressioni Usa</h2>



<p>Il futuro degli Smr si giocherà nel prossimo decennio, se aziende e governi sapranno produrre risultati in termini di economicità delle tecnologie. &#8220;Il governo laburista guidato da  Keir <a href="https://www.theguardian.com/environment/2025/feb/06/keir-starmer-unveils-plan-for-large-nuclear-expansion-across-england-and-wales">Starmer ha abbracciato l&#8217;energia nucleare</a> nella speranza che possa generare elettricità senza emissioni di anidride carbonica, offrendo al contempo l&#8217;opportunità di una nuova e importante industria di esportazione degli Smr&#8221;, <a href="https://www.theguardian.com/environment/2025/nov/13/us-disappointed-that-rolls-royce-will-build-uks-first-small-modular-reactors">scrive il <em>Guardian</em></a> facendo però notare che <strong>la decisione di convertire ai nuovi reattori l&#8217;impianto di Wylfa</strong> ha subito contestazioni da parte degli Usa, con l&#8217;ambasciatore <strong>a Londra Warren Stephens</strong> che ha mostrato le critiche dell&#8217;amministrazione Trump per il fatto che Londra non ha preso in considerazione le costruzione di un nuovo impianto tradizionale realizzabile dall&#8217;americana <strong>Westinghouse</strong>.</p>



<p>Gbe-N sarà dunque chiamata a un importante banco di prova per testare la produttività e la maturità della tecnologia Smr: il nuovo nucleare, nella remota periferia britannica, dovrà affrontare un grande test industriale, energetico e di mercato. Destinato a guidare il futuro dell&#8217;evoluzione del percorso del &#8220;mini-nucleare&#8221; anche nel resto delle economie avanzate e a far capire il vero ruolo della generazione atomica in un mondo che <a href="https://it.insideover.com/energia/il-mondo-ha-fame-di-energia-fossili-e-rinnovabili-ai-massimi-storici-assieme.html">ha sempre più fame di energia.</a></p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
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		<title>&#8220;Non fermeremo l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, no a negoziati diretti con gli Usa&#8221;: l&#8217;Iran gela Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-usa-liran-gela-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 17:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1321" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington-1536x1057.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Iran chiude, per ora, a un negoziato diretto con gli Stati Uniti sul nucleare dopo che la ripresa delle sanzioni europee ha di fatto posto fine al Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), l&#8217;accordo sulla gestione del programma atomico di Teheran concluso nel 2015 con il benestare dei presidenti Barack Obama e Hassan Rouhani. La &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-usa-liran-gela-washington.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1321" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington-1536x1057.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Non-fermeremo-larricchimento-delluranio-no-a-negoziati-diretti-con-gli-Usa-lIran-gela-Washington-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Iran </strong>chiude, per ora, a un negoziato diretto con gli Stati Uniti sul nucleare dopo che la ripresa delle sanzioni europee ha di fatto posto fine al <strong>Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), l&#8217;accordo sulla gestione del programma atomico</strong> di Teheran concluso nel 2015 con il benestare dei presidenti Barack Obama e Hassan Rouhani. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia negoziale di Araghchi</h2>



<p>Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, alternando il volto del duro a quello dell&#8217;abile mediatore, ha espresso la nuova <strong>linea della Repubblica Islamica: rilanciare sull&#8217;uso della leva nucleare</strong> come strumento di negoziato e deterrenza. Parlando ad <em>Al Jazeera</em> Araghchi ha dichiarato che l&#8217;Iran &#8220;non intende negoziare direttamente con gli Usa&#8221; e &#8220;non fermerà l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio&#8221;. </p>



<p>Washington e i Paesi europei, questi ultimi spesso dimenticando le clausole del Jcpoa di cui erano firmatari, hanno più volte chiesto all&#8217;Iran la <strong>completa de-nuclearizzazione</strong> come segno della buona volontà circa il rifiuto di costruire una bomba atomica. <strong>Il Jcpoa consentiva l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio al 3,67%</strong> per fini di nucleare civile e per Araghchi questa soglia va conservata. </p>



<p>&#8220;Siamo pronti a negoziare per dissipare le preoccupazioni sul nostro programma nucleare e confidiamo nella sua natura pacifica&#8221;, ha aggiunto il navigato diplomatico, ricordando però che la formula proposta dall&#8217;Iran è la stessa interrotta dall&#8217;<strong>attacco israeliano a giugno: colloqui indiretti, come quelli andati in scena in Oman e a Roma</strong>, senza contatto diretto tra le diplomazie e con un Paese terzo operante da pontiere. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Iran non vuole disarmare</h2>



<p>L&#8217;Oman si è più volte offerto, mentre indiscrezioni di stampa dei giorni scorsi riportavano che <strong>Donald Trump</strong> abbia chiesto a <strong>Giorgia Meloni</strong> di tenere aperto un canale diplomatico indiretto via Italia tra Usa e Iran. La sensazione è che la <strong>guerra lanciata da Israele</strong> e la posizione occidentale non ostile all&#8217;assalto ordinato da Benjamin Netanyahu al nucleare iraniano, a cui si è aggiunto il 22 giugno scorso il raid americano con l&#8217;operazione Midnight Hammer, abbiano <strong>suscitato profonda sfiducia negoziale nell&#8217;élite iraniana,</strong> della cui posizione Araghchi prova a fare una somma.</p>



<p>Dunque: sì al principio negoziale, no al bilaterale con chi, gli Usa, è accusato di aver violato il patto. No alle richieste unilaterali, sì al pragmatismo. Significativamente, <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog-november-01-2025/">Araghchi</a> ha aggiunto che &#8220;non negozieremo mai il nostro programma missilistico e nessun attore razionale disarmerebbe&#8221;. Il richiamo agli <strong>attori razionali è una sponda alla diplomazia, che sembra chiamare fuori qualsiasi possibile convergenza</strong> con chi &#8220;razionale&#8221; non è ritenuto, e qua il riferimento va a Israele. </p>



<p>Araghchi deve tenere conto sia di chi nel regime vuole usare la resistenza della Repubblica Islamica alla guerra dei dodici giorni come un volano nazionalista che dei fautori del rilancio dell&#8217;<strong>attivismo anti-israeliano</strong> e dell&#8217;ala più moderata della politica, a cui peraltro appartiene anche il presidente Massoud Pezeshkian. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia negoziale dell&#8217;Iran</h2>



<p><strong>Cosa unisce queste correnti? Un &#8220;valore d&#8217;uso&#8221; dato allo strumento nucleare e la presa di consapevolezza</strong> del fatto che la <strong>guerra con Israele è ritenuta un successo per Teheran</strong> che ha potuto impedire a Tel Aviv, nella percezione iraniana, di conseguire i suoi obiettivi strategici: &#8220;Non possiamo fermare l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio e ciò che non può essere ottenuto con la guerra non può essere ottenuto con la politica&#8221;, ha detto <a href="https://it.insideover.com/politica/araghchi-il-tessitore-del-cessate-il-fuoco-e-la-diplomazia-paziente-delliran.html">Araghchi,</a> che una volta di più <strong>deve tenere insieme gli istinti contraddittori della politica iraniana</strong> e le pressioni degli scenari internazionali. </p>



<p>La scommessa iraniana è che <strong>Israele abbia passato il solco per gli Usa</strong> con la condotta a Gaza degli ultimi mesi e non goda più di linee di credito politiche paragonabili al passato, dunque ogni sua iniziativa bellica sarà disincentivata. </p>



<p>Nel frattempo, per l&#8217;Iran<strong>, colpito duramente da Tel Aviv nella sua proiezione regionale</strong> dal Libano allo Yemen dall&#8217;attivismo militare di Israele, il nucleare diventa giocoforza strumento di proiezione e leva negoziale di fronte al resto del mondo. Aver evitato l&#8217;annientamento del programma a giugno è stato un risultato e Araghchi lo ha ricordato: &#8220;i materiali nucleari sono rimasti sotto le macerie degli impianti nucleari attaccati e non sono stati trasferiti altrove. La tecnologia esiste, nonostante le perdite&#8221;, ha detto ad Al-Jazeera. Il messaggio iraniano è chiaro: <strong>Fordow, Natanz, Isfahan sono stati colpiti ma non obliterati completamente</strong>: da questo dato fatto, volendo, si potrà negoziare. Ma con passo cauto.</p>



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