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	<title>Emmanuel Macron Archives - InsideOver</title>
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	<title>Emmanuel Macron Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il vero obiettivo di Macron? Non far governare la sinistra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 15:31:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="&quot;L&#039;Europa può morire&quot;: Macron suona la carica ma non sa dove andare" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9-1536x1023.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A quasi due mesi dal voto delle elezioni legislative, in cui il Nuovo Fronte Popolare (NFP) è arrivato primo senza ottenere la maggioranza assoluta, il presidente francese Emmanuel Macron non è ancora riuscito a individuare il prossimo capo del governo e continua a prendere tempo, attirandosi sempre più critiche dopo 12 giorni di trattative. La &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-vero-obiettivo-di-macron-non-far-governare-la-sinistra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-vero-obiettivo-di-macron-non-far-governare-la-sinistra.html">Il vero obiettivo di Macron? Non far governare la sinistra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="&quot;L&#039;Europa può morire&quot;: Macron suona la carica ma non sa dove andare" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426164415296_c85f7952e3718afb34ce8e82967172f9-1536x1023.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A quasi due mesi dal voto delle elezioni legislative,<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/macron-fa-il-furbo-prova-a-spaccare-la-sinistra-e-viene-rispedito-al-mittente.html"> in cui il Nuovo Fronte Popolare (NFP)</a></strong> è arrivato primo senza ottenere la maggioranza assoluta, il presidente francese Emmanuel Macron non è ancora riuscito a individuare il prossimo capo del governo e continua a prendere tempo, attirandosi sempre più critiche dopo 12 giorni di trattative. La Francia è attualmente governata da un governo dimissionario guidato dal macronista<strong> Gabriel Attal</strong> e, secondo quasi tutti gli osservatori internazionali, la priorità di Macron è evitare la nomina di un premier di sinistra.</p>



<p>La Costituzione francese presenta forti ambiguità nella formazione del governo, portando le <strong>fazioni politiche </strong>a dibattere sull&#8217;interpretazione più corretta. È il presidente eletto a detenere i poteri più ampi, inclusa la nomina del primo ministro, mentre il governo è politicamente responsabile verso il parlamento. L&#8217;interpretazione prevalente ha rafforzato il potere presidenziale, riducendo il ruolo del primo ministro, tranne durante i periodi di &#8220;coabitazione&#8221; politica, a un mero esecutore. <strong>Le riforme del 2000/01 hanno ulteriormente consolidato questo ultra-presidenzialismo.</strong> Tuttavia, dal 2017, il sistema politico è diventato più frammentato, destabilizzando il tradizionale bipolarismo tra socialisti e gollisti e portando alla necessità di formare governi di coalizione per garantire la stabilità politica.</p>



<p>Così nacque il fronte repubblicano, un accordo di desistenza tra partiti che ha impedito al Rassemblement National di ottenere una maggioranza alle elezioni legislative <strong>del 30 giugno e 7 luglio</strong>. Tuttavia, il fronte presentava profonde divergenze sui programmi e il sistema si è bloccato dopo il voto. Macron ha scelto di recitare un ruolo da protagonista anziché limitarsi a fare da arbitro: cerca un primo ministro che non venga subito sfiduciato dalla nuova Assemblée Nationale, divisa in tre blocchi (macronisti, lepenisti e sinistra). Ma dietro la presunta ricerca di “stabilità” c&#8217;è soprattutto l&#8217;ostilità alle proposte di sinistra: la candidatura del socialista Bernard Cazeneuve, ex premier, è crollata quando Cazeneuve ha espresso l&#8217;intenzione di adottare un programma di discontinuità, in particolare sulla controversa riforma delle pensioni di Macron.</p>



<p>Al contrario, i macronisti avevano tentato un accordo con la destra liberista di Nicolas Sarkozy, che però è fallito poiché il leader di quella destra, Laurent Wauquiez, non vuole sostenere un governo di coalizione e preferisce preservarsi per la corsa all’Eliseo del 2027.</p>



<p>Secondo la segretaria degli Ecologisti, Marine Tondelier, Macron &#8220;intende appoggiarsi sulla destra dell’arco politico, con la compiacenza del Rassemblement National&#8221;. Per il campo macronista, il progetto del NFP è “pericoloso”, addirittura “molto pericoloso”. Il vero problema sembra essere che Macron e i segmenti centristi, imprenditoriali ed elitari che lo sostengono non vogliono cambiare le loro politiche, né riformarsi. Per lo stesso motivo è stata scartata anche la candidatura di Thierry Beaudet, maestro elementare vicino alla sinistra. Macron punta invece a una <strong>“grande coalizione repubblicana”</strong> che finga che nulla sia cambiato, che il presidente non sia stato bocciato, ma questa prospettiva è respinta sia dai populisti di sinistra che dalla destra nazionalista.</p>



<p>Nel frattempo, il tempo stringe. Si avvicina la scadenza per la nuova legge di bilancio, che dovrebbe essere presentata all’Assemblea Nazionale per l’approvazione il primo ottobre. Inoltre, entro venerdì 20 settembre, la Francia, sottoposta dalla Commissione europea alla procedura per deficit eccessivo, dovrà spiegare a Bruxelles quali misure correttive intende adottare per evitare sanzioni finanziarie.</p>



<p>Il quotidiano progressista <em>Le Monde</em> ha parlato di una &#8220;situazione inedita e pericolosa&#8221; e ha spiegato che &#8220;nulla è più dannoso che continuare a trascinare un governo dimissionario che si comporta come se alle urne non fosse avvenuto alcun cambiamento&#8221;. La sinistra si sta innervosendo e in parte già pentendo per l&#8217;accordo di desistenza. Persino il leader del Parti Socialiste, <strong>Raphaël Glucksmann,</strong> amato dai renziani italiani, che sembrava prima interessato a fare da quinta colonna macroniana nel NFP, sperando nel cedimento dell&#8217;opposizione, ha poi chiarito che “non parteciperà alla negazione della democrazia” né “ad alcun governo che non sia del Nfp”. Il concetto di &#8220;vittoria al centro&#8221; sembra sempre più al tramonto.</p>
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		<title>Nuova Caledonia: Macron e l’esercito per fermare la secessione</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/nuova-caledonia-macron-e-lesercito-per-fermare-la-secessione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2024 15:25:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Azerbaigian]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito francese]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La situazione in Nuova Caledonia continua ad essere estremamente tesa. Il governo di Parigi, alle prese con movimentismo indipendentista anti-francese che potrebbe far precipitare la situazione in una guerra civile di un&#8217;entità maggiore alla crisi attuale, ha dovuto mobilitare distaccamenti dell&#8217;Armée de Terre, l&#8217;esercito francese, e inviare in loco oltre mille uomini di rinforzo. Raggiungendo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/nuova-caledonia-macron-e-lesercito-per-fermare-la-secessione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240413084637359_2a826bbcd7766b885c0431705d338cfc-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La situazione in <strong>Nuova Caledonia</strong> continua ad essere estremamente tesa. Il governo di Parigi, alle prese con movimentismo indipendentista anti-francese che potrebbe far precipitare la situazione in una guerra civile di un&#8217;entità maggiore alla <a href="https://www.lnc.nc/article/nouvelle-caledonie/faits-divers/direct-emmanuel-macron-attendu-tres-prochainement-en-nouvelle-caledonie?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR05cBdwMWK550hZz1HmdfZ2myGu2IJZ1ARBn7Bd-wn-t7dWBLyJ9FLC200_aem_ASHfx6uDpZ8MvSoXbyE6PxTIsXv_yQ37fvbiT5vo7LomoNuDC99rvSGbsyIebHX9Y9oorNP6B1ayKlBhx5B7kOpz">crisi attuale</a>, ha dovuto mobilitare distaccamenti dell&#8217;Armée de Terre, l&#8217;esercito francese, e inviare in loco oltre mille uomini di rinforzo. Raggiungendo un totale di 3.000 unità per fronteggiare le azioni violente degli indipendentisti e sgomberare, con l&#8217;ausilio dei blindati Vbrg della Gendarmeria, oltre 70 blocchi stradali posti sugli snodi fondamentali e nei distretti dove si è concentrata la rivolta. Fondamentale è stato riacquisire il controllo delle strade per impedire ai dimostranti di fermare la viabilità che collega all&#8217;aeroporto dell&#8217;isola del <strong>Pacifico sud-occidentale</strong>, che ha lo status di <strong>collettività francese d&#8217;oltremare</strong> e dipende da Parigi. Molti turisti si sono trovati bloccati contro la loro volontà e sottoposti ai rischi delle rimostranze violente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Australia and New Zealand began evacuating nationals from New Caledonia, with government planes arriving in the French territory which has experienced a week of deadly riots, sparked by electoral changes by the French government in Paris <a href="https://t.co/2OU1NVrARg">https://t.co/2OU1NVrARg</a> <a href="https://t.co/XJGmaB8BIN">pic.twitter.com/XJGmaB8BIN</a></p>&mdash; Reuters (@Reuters) <a href="https://twitter.com/Reuters/status/1792883537755902111?ref_src=twsrc%5Etfw">May 21, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Obiettivo dei francesi, che hanno inviato anche contingente di &#8220;<strong>teste di cuoio</strong>&#8221; del GIGN &#8211; un&#8217;unità d&#8217;élite della Gendarmeria nazionale francese specializzata in azioni antiterrorismo, nella liberazione di ostaggi e in operazioni speciali &#8211; è quello di riprendere al più presto il completo <strong>controllo dei quartieri</strong> che sono ormai in mano agli indipendentisti. I quali, secondo alcuni analisti e osservatori, sarebbero stati <strong>infiltratati </strong>da agenti esterni, alcuni provenienti dall&#8217;<strong><a href="https://fr.euronews.com/my-europe/2024/05/19/troubles-en-nouvelle-caledonie-pourquoi-parle-t-on-de-lazerbaidjan">Azerbaijan</a></strong>, che appoggia le proteste in &#8220;risposta al sostegno di Parigi all&#8217;<strong>Armenia</strong>&#8221; con la quale prosegue una guerra dimenticata nel cuore del Caucaso, e fomentati da attivisti filo-russi che possiamo essere stati attivati dal<strong> Cremlino</strong> in risposta alla postura bellicista che la Francia ha assunto riguardo il <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-scusa-il-francesismo-in-ucraina-vacci-tu.html">conflitto ucraino</a>. La presenza di agenti provocatori esteri presuppone un ruolo non marginale per i <strong>servizi segreti</strong> francesi del DGSE che saranno presenti e rafforzati in loco.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="959" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-21-alle-13.07.18-959x1024.jpg" alt="" class="wp-image-422265" style="width:584px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-21-alle-13.07.18-959x1024.jpg 959w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-21-alle-13.07.18-600x640.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-21-alle-13.07.18-281x300.jpg 281w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-21-alle-13.07.18-768x820.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-21-alle-13.07.18.jpg 1186w" sizes="auto, (max-width: 959px) 100vw, 959px" /></figure>
</div>


<p>Il <strong>Consiglio di difesa</strong> convocato a Parigi ha deciso prorogare lo stato di emergenza e schierare soldati a protezione degli edifici pubblici, oltre a fornire i mezzi per consentire la partenza dei turisti rimasti bloccati sull&#8217;Isola. Questo mentre le forze speciali della Gendarmeria &#8211; che mercoledì 15 maggio hanno riportato la notizia di un giovane agente francese morto a <strong>Nouméa</strong> durante gli scontri &#8211; proseguono gli arresti e gli sgomberi.</p>



<p>Il presidente <strong>Emmanuel Macron</strong> si recherà oggi, martedì 21 maggio, in Nuova Caledonia per organizzare “una missione” dall&#8217;isola. La portavoce del governo ha dichiarato ieri che: &#8220;Il Presidente della Repubblica, nel Consiglio dei Ministri, ha annunciato che si recherà in Nuova Caledonia&#8221; mentre le autorità locali hanno comunicato oggi l&#8217;arresto di 22 persone. &#8220;Avanzando&#8221; grazie ai rinforzi nei distretti di Dumbéa, Païta e Mont-Dore. Operazioni di sicurezza sono state segnalate anche nei distretti di Vallée-du-Tir, Tuband, Ducos e Normandie.</p>



<p>Si ricordi che al centro di quella che viene definita una &#8220;<strong>crisi postcoloniale</strong>&#8220;, sono vecchi nodi economici e politici ritrovati in vista della futura applicazione di una <strong>nuova legge elettorale</strong> che Parigi intende adottare. La legge ha &#8220;incendiato i separatisti&#8221; che ritengono queste nuove disposizioni un danno per le popolazioni indigene ancestrali, in particolare i <strong>Kanak</strong>, o canachi, abitanti autoctoni&nbsp;melanesiani&nbsp;e&nbsp;polinesiani&nbsp;della&nbsp;Nuova Caledonia che costituiscono il 44% della popolazione totale dell&#8217;isola. La legge in questione potrà essere adottata solo attraverso la modifica la Costituzione. Attualmente il primo ministro <strong>Gabriel Attal</strong> è impegnato nella creazione di una “<strong>missione di dialogo</strong>” per raggiungere un accordo tra separatisti e lealisti e risolvere questi pericolosi <em>troubles</em> d&#8217;oltremare che dimostrano, ancora una volta, come ogni movimento violento possa &#8220;attirare&#8221; ingerenze estere interessate alla destabilizzazione dall&#8217;<em>interno</em> di entità territoriali come preoccupazione accessoria di un sistema già posto sotto pressione.</p>
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		<title>Clément Beaune, l&#8217;ombra di Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/clement-beaune-lombra-di-macron</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Macron]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma delle pensioni francese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-19.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-19.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-19-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-19-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-19-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-19-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-19-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Scopriamo chi è uno degli uomini più influenti della politica francese: Clément Beaune, braccio destro del presidente Macron </p>
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<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-19.png" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/09/clement-beaune.mp4"></video></figure>



<p>L’uomo più potente di&nbsp;<strong>Francia</strong>&nbsp;di cui non si parla abbastanza, esce adesso dall’ombra, almeno al di là della crescente notorietà nazionale, attraverso un lungo profilo pubblicato sul&nbsp;<em>New York Times</em>. Si tratta di Clément Beaune, ministro dei trasporti francese, nonché braccio destro del presidente Emmanuel Macron.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Scopri di più: <a href="https://it.insideover.com/politica/clement-beaune-esce-dallombra-il-braccio-destro-di-macron.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clément Beaune, l&#8217;ombra di Macron</a></li>
</ul>
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		<title>UK in blackout. L&#8217;ennesima promessa mancata di Liz Truss</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/uk-in-blackout-lennesima-promessa-mancata-di-liz-truss.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2022 08:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[fracking]]></category>
		<category><![CDATA[gas russo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Regno Unito si prepara ai blackout invernali, come fu negli anni ’70, in barba alle promesse elettorali. Il nuovo primo ministro inglese aveva appena finito di scusarsi per il disastro generato dalla presenza del taglio dell’aliquota al 45% per i redditi superiori a 150.000 Sterline nel mini budget, che ora deve gestire l’ennesimo flop: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/uk-in-blackout-lennesima-promessa-mancata-di-liz-truss.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Regno Unito</strong> si prepara ai blackout invernali, come fu negli anni ’70, in barba alle promesse elettorali. Il nuovo primo ministro inglese aveva appena finito di scusarsi per il disastro generato dalla presenza del taglio dell’aliquota al 45% per i redditi superiori a 150.000 Sterline nel mini budget, che ora deve gestire l’ennesimo flop: quello <strong>energetico</strong>.</p>



<p>La scorsa estate, durante la campagna che avrebbe designato l’erede di Boris Johnson alla guida del partito conservatore e del governo, <strong>Liz Truss</strong> era stata categorica nel garantire una presenza di scorte sufficienti per scaldare il rigido inverno inglese, prendendo le distanze dal suo rivale, Rishi Sunak, che invece paventava l’ipotesi di razionamenti. </p>



<p>Ora, però, tra le mani di Liz Truss è arrivato il rapporto presentato da ESO <em>(<a href="https://www.nationalgrideso.com/future-energy/future-energy-scenarios">National Grid Electricity System Operator</a></em>) che, nella stima del bilanciamento tra domanda e offerta di forniture elettriche, contrariamente a quanto profilato nelle rosee previsioni dello scorso Luglio, ha decisamente invertito la rotta. Londra non sarebbe più in grado di assicurare le forniture necessarie a scongiurare <em>blackout</em> tra Dicembre e Marzo 2023. La conclusione del report avrebbe indotto i relatori a suggerire, in caso di emergenza, un razionamento di 3-4 ore della fornitura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi fornisce energia al Regno Unito</h2>



<p>Il Regno Unito, diversamente da altri paesi Europei, Germania e Italia in primis, gode di una maggiore indipendenza dal gas russo grazie alle risorse presenti nel Mare del Nord e a quelle fornite attraverso il passaggio dalla Norvegia. Tre quarti del gas importati arrivano da lì, oltre a circa 1.4 gigawatts (GW) di elettricità che percorrono 730km lungo un cavo che collega Blyth in Northumberland a Kvilldal sulla costa opposta. </p>



<p>Questa, come evidenziato nella lettera che Liz Truss ha pubblicato sul <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/liz-truss-time-to-find-common-cause-with-our-european-friends-m09kjt5wl"><em>Times</em> </a>prima di recarsi a Praga per incontrare i leader europei, rappresenta la fonte di approvvigionamento per almeno 1 milione e mezzo di case, considerando che qui, dati del 2021, il 40% dell’elettricità si produce dal gas. Di più, il Paese è collegato all’Europa da condotti che arrivano in Belgio e Olanda e attraverso i quali il gas viene spedito in entrambe le direzioni, sulla base dei costi. Questo flusso è principalmente diretto verso le esportazioni nel continente per assicurare i grandi stoccaggi che sull’isola non sarebbero possibili. </p>



<p>Finora il sistema ha retto perché, in caso di necessità, gli inglesi si sono ripresi indietro il loro gas, esattamente come accade con l’elettricità trasferita attraverso conduttori collegati a Francia, Belgio, Olanda e Norvegia.  Ma l’inverno in arrivo si prospetta differente, ha chiarito il report di <em>National Grid</em>, perché anche i paesi europei sono in deficit.</p>



<p>Al di là degli scenari geopolitici, la <strong>Francia</strong> sta avendo problemi con i suoi reattori nucleari e la Norvegia sta soffrendo per via della siccità che non permette di alimentare il suo potenziale idroelettrico. Da qui il timore che lo stato scandinavo possa decidere di tagliare il cordone con Uk ed Europa per proteggere e garantire il suo uso interno.</p>



<p>Il conflitto in Ucraina e le conseguenze nelle forniture in arrivo dalla Russia per il Regno Unito non rappresentano, invece, un problema primario.  Negli ultimi 4 mesi, le importazioni di gas da quella latitudine sono state praticamente azzerate e lo stesso dicasi per il flusso di petrolio russo che, negli ultimi 2 mesi, è arrivato a zero. Il complessivo delle importazioni dalla Russia, nel periodo che va da Gennaio a Luglio 2022 è sceso a una percentuale del 4%.</p>



<p>I documenti ufficiali della <a href="https://commonslibrary.parliament.uk/research-briefings/cbp-9523/">Camera dei Comuni </a>certificano che, in un anno, le importazioni dalla Russia di gas, petrolio e combustibili fossili sono crollate del 96%. A controbilanciare questi tagli è la capacità di fare affidamento sul gas liquido naturale (LNG) fornito da <strong>Qatar</strong> e <strong>Stati Uniti</strong>, ma se le temperature precipitassero repentinamente, non ci sarebbe nessuna garanzia di forniture adeguate, sopratutto per le abitazioni degli inglesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il blackout di Liz Truss</h2>



<p>L’allarme blackout in realtà era già scattato quando, solo qualche giorno prima del report di ESO, il fornitore di energia <em>Ofgem</em> aveva parlato apertamente del “rischio importante” di trovarsi in emergenza per l’impossibilità di garantire forniture di gas secondo gli standard richiesti abitualmente.&nbsp;</p>



<p>E qui tornano in gioco le promesse e i guai di Liz Truss. Interpellata sul tema, mentre si trovava a Praga a rinsaldare il rapporti di “amicizia” con <strong>Emmanuel Macron</strong> e a farsi immortalare sorridente con Mario Draghi, ha glissato, limitandosi ad un generico “Siamo messi meglio di molti altri paesi europei”, ma senza smentire chiaramente la possibilità del blackout. Questa impasse è un’altra mina sulla già fragile posizione del primo ministro la cui leadership non è mai stata veramente riconosciuta.</p>



<p>La sua elezione, in settembre, non è avvenuta grazie al sostegno dei deputati del suo partito presenti a <strong>Westminster</strong> e questa mancanza di un largo consenso, con un automatismo tipico della spietatezza della politica, trasforma ogni passo falso in un&#8217;occasione per generare caos. Così, dal palazzo, partono dichiarazioni a ruota libera e le indiscrezioni finiscono in pasto ai media.</p>



<p>Esattamente quanto accaduto al <em>Times,</em> che ha ricevuto una segnalazione in base alla quale Liz Truss avrebbe sonoramente bocciato la campagna di comunicazione studiata ad hoc dal politico di lungo corso e oggi <em>business Secretary,</em> Jacob Rees-Mogg. L’idea era quella di sensibilizzare gli inglesi al consumo intelligente delle risorse con un piano costato 15 milioni di Sterline. I sudditi di sua maestà avrebbero ricevuto indicazioni su come risparmiare fino a 300 Sterline all’anno, abbassando la temperatura della caldaia (misura poi stralciata per timore di avere conseguenze sui più fragili e sugli anziani), spegnendo i termosifoni nelle stanze vuote e il riscaldamento quando si esce di casa.</p>



<p>Liz Truss, ideologicamente contraria a questo stile, non avrebbe digerito l’approccio troppo “interventista” ed invasivo nella <strong>libertà dei cittadini</strong>. Come ampiamente chiarito nel suo discorso alla <em>convention</em> del partito a Birmingham, il primo ministro non ha la minima intenzione di dire al suo popolo cosa deve fare, men che meno tra le mura di casa. </p>



<p>Ma le voci sparse dal palazzo hanno acceso l’artiglieria del fuoco amico: “decisione stupida &#8211; avrebbe riferito una fonte interna &#8211; perché non si davano lezioni di vita, ma di risparmio”. Per Liz Truss, però, l’idea di essere accusata di ricreare un “<strong>nanny State</strong>”, uno stato-balia troppo presente, è inaccettabile. Se da una parte si infilerebbe un dito negli occhi alla capacità di fare libera impresa tipicamente anglosassone, dall’altra si minerebbe il principio dell’assoluta non ingerenza dello Stato sulla vita dei cittadini, soprattutto quando è a guida Tories.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fracking per la ricerca di petrolio e gas</h2>



<p>Il fuoco amico non si ferma qui. Le ultime decisioni da parte del governo, che ha revocato i divieti imposti nel 2019 di effettuare <strong>fracking</strong> in mare per estrarre gas e ha elargito 100 nuove licenze per scavare alla ricerca petrolio e gas, non sono andate giù ai <a href="https://news.sky.com/story/labour-accuses-tories-of-energy-disarmament-and-mocks-19th-century-jacob-rees-mogg-12705654">laburisti</a>, agli ambientalisti e a molti deputati conservatori, preoccupati per le conseguenze nell’opinione pubblica e della loro futura rielezione.</p>



<p>Il rischio sismico che potrebbe conseguire alle trivellazioni è una eventualità sulla quale la scienza ancora non avrebbe una posizione univoca e definita e questo fa paura. L’ultimo sondaggio commissionato dal governo sul fracking, nell’autunno del 2021, dimostrò che solo il 17% dei cittadini intervistati sosteneva la possibilità di procedere su quella strada, mentre ’87% era totalmente favorevole alle energie rinnovabili. </p>



<p>Per aggirare l’ostacolo, il governo ha già in tasca la sua strategia pronta: pagare da 500 a 1000 sterline i residenti delle zone interessate al fracking per ottenere il consenso a procedere con le esplorazioni.  E se questo non bastasse è pronto un piano per <strong>distribuire royalties</strong>, dall’1 al 6%, sulle estrazioni effettuate.</p>



<p>La stima fornita dalle aziende del settore valuta un costo tra i 4 e i 400 milioni di sterline per ogni sito interessato, soldi che andrebbero spalmati in circa 20 anni e soggetti al prezzo del gas e alla produttività dei pozzi. “Con il 50% più uno dei consensi, raccolti porta a porta &#8211; ha spiegato Rees Moog &#8211; si potrà procedere”. Nel frattempo, se non si potranno garantire le forniture necessarie si dovrà approvare il via libera ai blackout.  Normalmente queste misure sono controfirmate dal primo ministro e dal re, Carlo III. Ma Liz Truss, a Natale, sarà ancora a <strong>Downing Street</strong>? Molti inglesi scommettono di no.</p>
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		<title>Francia, la guerra stravolge i piani di Zemmour, Le Pen e Pécresse</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/francia-la-guerra-stravolge-i-piani-di-zemmour-le-pen-e-pecresse.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Valle]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 06:01:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Marine Le Pen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=346284</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220309105650234_e985c5cc5f291fe69e1a9f7230c09f0a-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220309105650234_e985c5cc5f291fe69e1a9f7230c09f0a-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220309105650234_e985c5cc5f291fe69e1a9f7230c09f0a-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220309105650234_e985c5cc5f291fe69e1a9f7230c09f0a-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220309105650234_e985c5cc5f291fe69e1a9f7230c09f0a-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220309105650234_e985c5cc5f291fe69e1a9f7230c09f0a-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220309105650234_e985c5cc5f291fe69e1a9f7230c09f0a-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra russo-ucraina ha scosso una volta di più la campagna per l’Eliseo e terremotato il campo della destra. Mentre Macron tiene la scena internazionale continuando una difficile mediazione con Vladimir Putin, i tre candidati della destra francese — Zemmour, Le Pen, Pécresse — sono costretti rivedere contenuti, strategie e tempistiche. Il primo ha scelto, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/francia-la-guerra-stravolge-i-piani-di-zemmour-le-pen-e-pecresse.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/francia-la-guerra-stravolge-i-piani-di-zemmour-le-pen-e-pecresse.html">Francia, la guerra stravolge i piani di Zemmour, Le Pen e Pécresse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<h2>La versione di Zemmour</h2>
<p>In più, commentando i tentativi di dialogo di Macron con Mosca, il leader di “<strong>Reconquete</strong>” si è detto convinto che la Francia può ergersi come legittimo negoziatore tra le due superpotenze soltanto a condizione di uscire (come già fece de Gaulle nel 1966) dal comando integrato della <strong>Nato</strong> e ritrovare la sua piena sovranità. &#8220;Come insegna la storia si negozia soltanto tra signori, non con i vassalli&#8221;. Ciliegina sulla torta, Zemmour si è dichiarato contrario ad accogliere profughi ucraini. “Vogliono restare vicini a casa, inutile portarli da noi&#8221;.</p>
<p>Insomma, per il sulfureo candidato la guerra è semplicemente un litigio regionale e un’arma di distrazione mediatica. &#8220;Il contrasto tra i fratelli russi e i fratelli ucraini ci fa dimenticare il vero scontro di civiltà in atto. I nostri problemi fondamentali non sono ad Est ma a Sud&#8221;. Parole dure e divisive che hanno riportato il polemista nell’occhio del ciclone e causato, secondo l’istituto Ipos-Sopra Steria, qualche ammaccatura nei sondaggi.</p>
<h2>La posizione di Le Pen e Precrésse</h2>
<p>Molto più prudente invece <strong>Marine Le Pen</strong>. La signora ha scelto sulla questione un profilo basso e ha rallentato di molto la sua campagna centellinando al più frasi di circostanza sul conflitto in corso. Non a caso. La sua prima preoccupazione è ora smarcarsi dalle precedenti posizioni filo russe ed evitare domande imbarazzanti sul suo incontro con Putin nel marzo 2017 o sui prestiti ricevuti sempre in quell’anno da una banca russa e non ancora interamente restituiti. Meglio perciò limitare gli interventi alle conseguenze delle misure internazionali sul potere d’acquisto dei ceti più fragili e periferici, il suo elettorato di riferimento. Del resto in questa anomala campagna elettorale il motto di madame Marine è &#8220;innanzitutto adattarsi agli imprevisti&#8221;. Bombe comprese.</p>
<p>Non pervenuta invece <strong>Valérie Precrésse</strong>, la candidata moderata. Il suo unico exploit si è risolto nella proposta di inviare due “emissari per la pace”, rispettivamente Hubert Vèdrine e Nicolas Sarkozy, a Kiev e a Mosca. Poi qualche banalità assortita e nulla più.</p>
<p>Gli ultimi sondaggi fotografano la situazione di stallo. Con il 30,5 Macron vola al primo posto, seguono ben distanziati Marine Le Pen (14,5) e Zemmour (13). A sorpresa leader goscista Mèlenchon raggiunge il 12, superando così una scoraggiata Precrésse che rimane inchiodata al 11,5. Su tutto e tutti aleggia l’inquietudine di oltre il 90 per cento dei francesi verso una crisi che sembra inarrestabile.</p>
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		<title>La promessa legge e ordine di Valérie Pécresse</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-promessa-legge-e-ordine-di-valerie-pecresse.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2022 06:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Macron]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220109153718291_c40c69a3cc6ce5c2f72823f4dc46d100-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220109153718291_c40c69a3cc6ce5c2f72823f4dc46d100-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220109153718291_c40c69a3cc6ce5c2f72823f4dc46d100-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220109153718291_c40c69a3cc6ce5c2f72823f4dc46d100-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220109153718291_c40c69a3cc6ce5c2f72823f4dc46d100-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220109153718291_c40c69a3cc6ce5c2f72823f4dc46d100-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220109153718291_c40c69a3cc6ce5c2f72823f4dc46d100-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un aspirapolvere come metafora di sicurezza e di contrasto alla criminalità organizzata. Valérie Pécresse, candidata alle elezioni presidenziali di aprile per il partito di centrodestra Les Republicains, ama parlare chiaro ed ha scelto di mettere la lotta al degrado, che minaccia banlieu e periferie urbane, al centro della sua campagna elettorale. &#8220;Bisogna tirar fuori il kärcher (una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-promessa-legge-e-ordine-di-valerie-pecresse.html">[...]</a></p>
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<p>Le bande tengono sotto assedio le periferie e minacciano la popolazione, schiacciata tra violenza e miseria, ma gli interventi dello Stato latitano e così il tema della <strong>sicurezza</strong> è tornato ad essere centrale nella sfida tra gli aspiranti Capi di Stato. La Pécresse, già ministro dell&#8217;Educazione e poi del Bilancio durante la presidenza di <strong>Nicolas Sarkozy</strong>, ha annunciato che, se verrà eletta, creerà <strong>20mila</strong> nuovi posti nelle prigioni, aprirà centri di detenzione provvisoria e riaprirà il carcere a chi è stato condannato a meno di un anno di detenzione. Questi ultimi beneficiano di una sospensione della pena decisa durante la presidenza Hollande per lottare contro il sovrappopolamento delle carceri ed il rischio di recidiva.</p>
<h2>I sondaggi elettorali</h2>
<p>Valérie Pécresse è un&#8217;avversaria dura per <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html"><strong>Emmanuel Macron</strong></a>. Intelligente, capace, <strong>europeista</strong>, schierata a fianco delle attività e dei ceti produttivi francesi è stimata al secondo posto dai sondaggi che sono stati realizzati in vista delle elezioni presidenziali. Le ultime rilevazioni, pubblicate nei primi giorni di gennaio, le attribuiscono una percentuale di voti al primi turno oscillante tra il 16 ed il 17%, sostanzialmente appaiata con<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-marine-le-pen.html"><strong> Marine Le Pen</strong></a> ma distanziata da Macron che dovrebbe raccogliere il 25% delle preferenze. Segue <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-eric-zemmour-ideologo-del-sovranismo-francese.html"><strong>Éric Zemmour</strong></a>, il giornalista sovranista, che potrebbe raccogliere il 14% dei voti e poi ci sono i tanti candidati di<strong> una sinistra debole</strong> e frammentata.</p>
<p>Le cose potrebbero mutare al ballottaggio qualora la Pécresse riesca ad accedervi. In questo caso la distanza da Macron si riduce a due-tre punti percentuali. Si tratta di un <strong>pareggio sostanziale</strong>, tenendo conto del margine di errore. Tutti gli scenari, insomma, sono ancora aperti. Sposata e con tre figli, la Pécresse è dipinta dai suoi avversari come una borghese residente in un ricco quartiere di Parigi (parla correntemente giapponese e russo) e lontana dalle radici provinciali che tanto sono apprezzate in Francia. A metterla in difficoltà, paradossalmente, potrebbe essere un elettorato bianco sempre più pugnace, ostile nei confronti degli immigrati e desideroso di leggi più severe.</p>
<h2>L&#8217;offensiva contro Macron</h2>
<p>La Francia ha appena assunto<strong> la presidenza semestrale</strong> dell&#8217;Unione europea, in un momento che non poteva essere più propizio per Macron. Tra i punti programmatici che la Francia vuole promuovere ci sono il <strong>salario minimo</strong>, la <strong>carbon tax</strong>, una maggiore regolamentazione del settore big tech. <strong>Digitalizzazione e protezione dell&#8217;ambiente</strong> sono, dunque, i due cavalli di battaglia su cui Parigi intende scommettere senza trascurare altri elementi, come ricordato da Macron in un discorso riportato da <em>Deutsche Welle</em>, quali &#8220;il <strong>rapporto con l&#8217;Africa</strong>&#8221;  e &#8220;l&#8217;autonomia strategica&#8221; nei confronti della Cina e degli Stati Uniti.</p>
<p>Il trionfalismo che Macron intende sbandierare potrebbe rivelarsi prematuro dato che gli effetti della <strong>pandemia</strong> e del <strong>lockdown</strong> provocati dal coronavirus sono ancora molto sentiti in Francia e la gestione della crisi da parte dell&#8217;esecutivo verrà giudicata con estrema attenzione dagli elettori, sempre più stanchi ed esasperati dopo quasi due anni di emergenza sanitaria. La Pécresse ha accusato Macron di &#8220;aver <strong>fatto razzia</strong>&#8221; dei soldi dei contribuenti durante la pandemia ed ha preso l&#8217;impegno di tagliare 200mila posti di lavoro dalla poco efficiente amministrazione pubblica, una promessa già fatta ma poi non rispettata da Macron. &#8220;Emmanuel Macron ha un&#8217;ossessione: quella di compiacere gli altri mentre io ho un&#8217;ossessione diversa: quella di fare&#8221; ha spiegato ai suoi sostenitori in un discorso citato dal <em>Financial Times</em>.</p>
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		<title>L&#8217;ex capo negoziatore Ue sulla Brexit: &#8220;La prossima è la Francia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lex-capo-negoziatore-ue-sulla-brexit-la-prossima-e-la-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2021 10:38:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-300x201.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-1024x688.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-768x516.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-1536x1032.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-2048x1375.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo il Regno Unito potrebbe essere la Francia la prossima ad abbandonare l&#8217;Unione europea. A dirlo non è &#8220;sovranista&#8221; ma un europeista convinto come il repubblicano Michel Barnier, ex ministro e già Commissario europeo per il Mercato Interno ed i Servizi e, soprattutto, Capo negoziatore dell’Unione Europea per l’attuazione della Brexit. Barnier è un politico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lex-capo-negoziatore-ue-sulla-brexit-la-prossima-e-la-francia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lex-capo-negoziatore-ue-sulla-brexit-la-prossima-e-la-francia.html">L&#8217;ex capo negoziatore Ue sulla Brexit: &#8220;La prossima è la Francia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-300x201.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-1024x688.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-768x516.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-1536x1032.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/brexit-francia-2048x1375.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo il Regno Unito potrebbe essere la <strong>Francia</strong> la prossima ad abbandonare l&#8217;Unione europea. A dirlo non è &#8220;sovranista&#8221; ma un europeista convinto come il repubblicano <strong>Michel Barnier</strong>, ex ministro e già Commissario europeo per il Mercato Interno ed i Servizi e, soprattutto, Capo negoziatore dell’Unione Europea per l’attuazione della Brexit. Barnier è un politico esperto e navigato: dopo essersi laureato all&#8217;Escp Europe di Parigi, nel 1972, ed eletto per la prima volta al Parlamento francese nel 1978, ha sempre vissuto di politica.</p>
<p>Conservatore, ricorda il <a href="https://www.ilpost.it/2017/04/08/michel-barnier-responsabile-negoziati-brexit-unione-europea/"><em>Post</em></a>, è stato eletto più volte deputato e senatore e ha ricoperto molti importanti incarichi: è stato ministro dell’Ambiente, ministro per gli Affari Europei, ministro degli Esteri nel 2004-2005, ministro dell’Agricoltura e consigliere di Stato di Nicolas Sarkozy. Dalla fine degli anni Novanta gli incarichi nazionali di Barnier si sono alternati con gli incarichi a livello europeo: dal 1999 al 2004 è stato commissario per le politiche regionali e per la riforma delle istituzioni, nel 2010 l’ex presidente della Commissione José Manuel Barroso gli aveva affidato la responsabilità del Mercato interno e dei Servizi finanziari e nel 2014 venne nominato commissario europeo per l’Industria e l’Imprenditoria, dopo aver sfidato Juncker alla nomina di presidente della Commissione e aver perso.</p>
<h2>L&#8217;ex capo negoziatore dell&#8217;Ue per la Brexit: &#8220;La Francia potrebbe lasciare l&#8217;Unione&#8221;</h2>
<p>Insomma, un curriculum di tutto rispetto quello di Barnier. Il quale teme che la sua Francia, un giorno, possa seguire le orme del Regno Unito e lasciare l&#8217;Unione europea. Di fatto, affossando la stessa Ue. Come riporta il <a href="https://www.telegraph.co.uk/news/2021/04/16/michel-barnier-warns-frexit-remains-risk-ahead-presidential/"><em>Telegraph</em></a>, secondo Michel Barnier la Francia potrebbe essere la prossima a lasciare l&#8217;Unione europea se il presidente Macron non imparerà le lezioni della Brexit su temi fondamentali come quello dell&#8217;immigrazione. &#8220;Potremmo trarre noi stessi alcuni insegnamenti dalla Brexit. Ormai è troppo tardi per il Regno Unito ma non per noi&#8221; ha osservato il politico francese. &#8220;Chiediamoci: perché questa percentuale del 52% [a favore dell&#8217;uscita dall&#8217;Unione europea] nel referendum [sulla Brexit]? Il 52% dei cittadini ha votato contro Bruxelles, contro l&#8217;Ue, tanto che hanno effettivamente finito per lasciare l&#8217;Unione&#8221;, ha aggiunto. Uno dei motivi che hanno spinto il Regno Unito a lasciare l&#8217;Ue, ha spiegato Barnier, riguarda le politiche sull&#8217;immigrazione. Una lezione che gli altri stati europei, a cominciare dalla Francia, devono imparare se non vogliono seguire le orme di Londra.</p>
<p>&#8220;Possiamo trovare, non solo nel Regno Unito, ma qui in Francia, nelle regioni settentrionali e orientali, cittadini che vogliono lasciare l&#8217;Ue. Dicono che l&#8217;Ue non ha risposto ai desideri legittimi dei cittadini, c&#8217;è agitazione sociale o rabbia, si potrebbe dire, perché non c&#8217;è protezione delle frontiere esterne, alcuni dicono, i flussi di immigrazione stanno avendo un impatto su di noi, e anche l&#8217;Europa è spesso criticata per la sua burocrazia e complessità&#8221;, ha spiegato Barnier.</p>
<h2>La corrente europeista di Barnier</h2>
<p>Come riportato dall&#8217;agenzia <a href="https://www.reuters.com/article/us-france-politics-barnier-idUSKBN2AG2C8"><em>Reuters</em></a>, l&#8217;ex Capo negoziatore della Brexit per conto dell&#8217;Unione europea starebbe pensando di candidarsi alle prossime elezioni francesi. Tanto che, lo scorso febbraio, l&#8217;ex ministro francese ha lanciato una sua corrente all&#8217;interno del partito dei repubblicani che prende il nome di &#8220;Patriota ed europeo&#8221;. Attualmente, i <a href="https://it.insideover.com/politica/si-apre-la-caccia-a-macron-chi-lo-sfidera-alle-presidenziali.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sondaggi non sembrano essere incoraggianti</a> per il presidente uscente Emmanuel Macron: a soli 12 mesi dall’appuntamento elettorale, solo il 35% dei francesi afferma di avere fiducia nell’azione del governo circa la gestione della pandemia e solo il 45% ha un’opinione favorevole di Macron, secondo due recenti sondaggi dell’<em>Ifop</em>. A sfidare Emmanuel Macron, a destra, oltre al moderato Barnier, ci saranno sicuramente <strong>Marine Le Pen</strong>, presidente del Rassemblement National, e l’ex <em>Les Republicains </em><strong>Xavier Bertrand</strong>. Da sinistra sfideranno Macron <strong>Jean-Luc Mélenchon</strong> e, probabilmente, la socialista <strong>Anne Hidalgo</strong>, sindaca di Parigi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lex-capo-negoziatore-ue-sulla-brexit-la-prossima-e-la-francia.html">L&#8217;ex capo negoziatore Ue sulla Brexit: &#8220;La prossima è la Francia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così la Francia si sta ribellando a Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-la-francia-si-sta-ribellando-a-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 15:32:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Marine Le Pen]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="798" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Sciopero-francia-contro-Macron-Getty-e1575646310537.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sciopero Macron (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Sciopero-francia-contro-Macron-Getty-e1575646310537.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Sciopero-francia-contro-Macron-Getty-e1575646310537-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Sciopero-francia-contro-Macron-Getty-e1575646310537-768x409.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Sciopero-francia-contro-Macron-Getty-e1575646310537-1024x545.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Francia profonda ha deciso: Emmanuel Macron è tutto fuorché un enfant prodige. Lo sciopero nazionale iniziato ieri è una radiografia precisa di come, nel caso si votasse oggi, il ceto medio e gli strati popolari guarderebbero altrove. La Republique En Marche è ormai percepito come il partito delle rendite di posizione. Una buona parte &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-francia-si-sta-ribellando-a-macron.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="798" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Sciopero-francia-contro-Macron-Getty-e1575646310537.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sciopero Macron (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Sciopero-francia-contro-Macron-Getty-e1575646310537.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Sciopero-francia-contro-Macron-Getty-e1575646310537-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Sciopero-francia-contro-Macron-Getty-e1575646310537-768x409.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Sciopero-francia-contro-Macron-Getty-e1575646310537-1024x545.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La Francia profonda ha deciso:<strong> Emmanuel Macron</strong> è tutto fuorché un <em>enfant prodige</em>. Lo sciopero nazionale iniziato ieri è una radiografia precisa di come, nel caso si votasse oggi, il ceto medio e gli strati popolari guarderebbero altrove. La Republique En Marche è ormai percepito come il partito delle rendite di posizione. Una buona parte dei francesi, durante le presidenziali francesi del 2017, aveva sperato che Macron potesse incarnare un ruolo guida, tenendo però in considerazione anche le esigenze del settore pubblico. Quello che, con un po&#8217; di approssimazione e in modo omnicomprensivo, viene definito mediante la parola &#8220;popolo&#8221;. Era già palese, però, come esistesse una preoccupazione diffusa: quella di voler evitare che il governo transalpino &#8211; dopo Hollande &#8211; si appiattisse di nuovo sui diktat della &#8220;tecnocrazia di Bruxelles&#8221;. E il successo parziale di <strong>Marine Le Pen </strong>è stata la prima spia di quella preoccupazione. Il &#8220;nuovo Napoleone&#8221; non sta riuscendo nell&#8217;impresa di tenere unito l&#8217;esercito. Dalle retrovie spingono affinché l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo abdichi.</p>
<p>Oggi, a distanza di oltre due anni, si può infatti affermare con certezza: il primo mandato di Emmanuel Macron non ha retto alla prova degli equilibri sociali, che vanno disgregandosi. La pensione a punti, che è una misura tendente a far sì che sistema pubblico e sistema privato divengano in sostanza equivalenti, non soddisfa le esigenze dei lavoratori statali. E la Francia, da un paio di giorni a questa parte, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/francia-collasso-sciopero-chiusa-tour-eiffel-1794798.html">è del tutto paralizzata</a>. Dai cancelli chiusi degli istituti scolastici ai tram piantati sulle strade di collegamento delle principali città, passando per i commissariati di polizia svuotati dalle forze dell&#8217;ordine, che si dividono tra scioperanti e impiegati per garantire la sicurezza, e per il blocco delle stazioni ferroviarie: lo scopo del governo non era certo quello di sollevare una rivolta dal basso, che è tuttavia realtà sin dalla comparsa dei <strong>gilet gialli</strong>. Gli scontri, poi, condiscono uno scenario già compromesso di per sé. La<strong> presenza dei black bloc</strong> alle manifestazioni di questa settimana, dal punto di vista dell&#8217;analisi politologica, può portare fuori strada: quel movimento si insedia spesso e volentieri in occasioni di questo tipo, ma il malessere che la Francia profonda prova verso Macron non è frutto di un caos disorganizzato.</p>
<p>Parigi, Nantes, Bordeaux, Montpellier: la protesta monta, prescindendo dal luogo di residenza di chi scende in piazza. E la tradizione bonapartista francese coadiuva la ricerca di un comune spirito nazionale, che oggi è del tutto avverso alle politiche messe in campo da Macron e dai suoi. I sindacati, come si apprende dall&#8217;<em>Adnkronos</em>, parlano di &#8220;zona d&#8217;ombra&#8221;. Una espressione che sembra utile a fotografare le difficoltà in cui Macron è inciampato, astraendo la questione della riforma delle pensioni, che è solo l&#8217;ultimo tassello di un puzzle tanto composito quanto rigettato dalla maggioranza silenziosa dei cugini d&#8217;Oltralpe. Il presidente della Repubblica avrà ancora il consenso dell&#8217;alta borghesia e della sinistra progressista, ma nel 2022 dovrà giocarsi la rielezione, cercando di riallacciare quel rapporto con la base popolare che, al momento, appare davvero sfilacciato.</p>
<p>Il governo, dinanzi alle mobilitazioni di questi giorni, ha optato per il silenzio, mentre sempre l&#8217;esecutivo ha annunciato nuovi tagli a favore del settore privatistico e, nello specifico, di quello automobilistico: è una rappresentazione plastica di come La Républiche En Marche appaia fuori sincrono rispetto alle priorità di chi manifesta. La mancata reazione politica alla paralisi di questi giorni dovrebbe servire a calmare le acque. Ma esiste già una data per la nuova mobilitazione: martedì 10 dicembre. Lo spazio per le trattative non è molto. Marine Le Pen, nel frattempo, ingrossa le fila, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-fronte-lepenista-si-allarga-aderiscono-anche-gli-ex-seguaci-di-macron.html">pescando proprio dai macroniani</a>. Solo il tempo però sarà in grado di chiarire il rebus sui destinatari elettorali del grosso malcontento scagliato nei confronti dell&#8217;attuale presidente della Repubblica.</p>
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		<title>La Nato ha un problema. E non è da sottovalutare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-nato-ha-un-problema-e-non-e-da-sottovalutare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Franzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 11:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Jurgen Trittin]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="857" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9895334-e1565252109741.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9895334-e1565252109741.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9895334-e1565252109741-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9895334-e1565252109741-768x343.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9895334-e1565252109741-1024x457.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In tempi recenti, la Nato si è ritrovata sotto il fuoco incrociato dei suoi stessi Paesi membri. Il più delle volte, in esternazioni e dichiarazioni ufficiali, essa è stata addebitata di essere un&#8217;organizzazione oramai ininfluente alla realizzazione di fini comunitari, ma piuttosto mera esecutrice degli ordini di alcuni Stati. Peraltro, in dissidio fra di loro sugli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nato-ha-un-problema-e-non-e-da-sottovalutare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="857" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9895334-e1565252109741.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9895334-e1565252109741.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9895334-e1565252109741-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9895334-e1565252109741-768x343.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9895334-e1565252109741-1024x457.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In tempi recenti, la <strong>Nato</strong> si è ritrovata sotto il fuoco incrociato dei suoi stessi Paesi membri. Il più delle volte, in esternazioni e dichiarazioni ufficiali, essa è stata addebitata di essere un&#8217;organizzazione oramai ininfluente alla realizzazione di fini comunitari, ma piuttosto mera esecutrice degli ordini di alcuni Stati. Peraltro, in dissidio fra di loro sugli obiettivi da perseguire, sui metodi da adottare, sui nemici da combattere.</p>
<p>Ad esempio, nel gennaio del 2019, niente di meno che il presidente degli Stati Uniti, <strong>Donald Trump</strong>, aveva tuonato contro l&#8217;Alleanza atlantica, <a href="https://www.nytimes.com/2019/01/14/us/politics/nato-president-trump.html" target="_blank" rel="noopener">minacciando un&#8217;uscita di scena a stelle e strisce</a>. Questa si configurerebbe come un addio clamoroso, essendo che la Nato è venuta alla luce sin a partire dagli anni Cinquanta come strumento di fagocitazione dei Paesi dell&#8217;Europa occidentale nell&#8217;orbita americana, attraverso una difesa militare volta a mantenere saldi gli alleati ed a contrastare <em>soft</em> ed <em>hard power</em> sovietici. Un abbandono non preventivabile sino all&#8217;elezione alla Casa bianca del tycoon repubblicano: <strong>smantellare</strong> questa organizzazione &#8211; ritenuta oramai inattuale &#8211; equivarrebbe a squilibrare, distruggere e rifondare <a href="https://www.panorama.it/news/esteri/il-neoisolazionismo-di-trump-minaccia-ue-e-nato/">ultradecennali pilastri relazionali</a> fra Stati Uniti ed Europa.</p>
<p>Tuttavia, non è soltanto da oltreoceano che sono giunte minacce di porre fine all&#8217;Alleanza Atlantica, almeno nella sua attuale configurazione: anche dallo stesso Vecchio Continente sono partiti dei dardi micidiali. <a href="https://www.economist.com/europe/2019/11/07/emmanuel-macron-in-his-own-words-english" target="_blank" rel="noopener">In un&#8217;intervista al <em>The Economist</em></a>, del novembre 2019, il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> ha dichiarato di star osservando la &#8220;morte cerebrale della Nato&#8221;. Una dichiarazione non incidentale: probabilmente, indicante il mai domo desiderio, espresso dall&#8217;occupante dell&#8217;Eliseo, di mettere <a href="https://it.insideover.com/politica/la-visione-di-macron-la-francia-smantella-nato-e-ue.html">la Francia alla testa di un esercito europeo</a>.</p>
<p>L&#8217;ultimo fendente, in ordine cronologico, è stato sferrato con caparbietà e tenacia da un membro Nato di grande prestigio, tanto per le spese sostenute ogni anno come contributo nazionale all&#8217;organizzazione, quanto, ancora più in maniera ovvia, per la storia e la grandezza del Paese: la <strong>Germania</strong>. Oggi in difficoltà economica, <a href="https://it.insideover.com/economia/germania-evitata-recessione.html">vicina alla recessione</a>, e con sommovimenti politici interni di enorme portata.</p>
<h2>La Nato è diventata uno spettro</h2>
<p>La nuova freccia che ha infilzato la Nato, in un suo momento di particolare debolezza strutturale peraltro, è partita dall&#8217;arco di <a href="https://www.bundestag.de/abgeordnete/biografien/T/trittin_juergen-524164">Jürgen Trittin</a>, dal 2009 capogruppo di Alleanza 90/Verdi al Deutscher Bundestag e oggi membro della Commissione per gli Affari esteri. <a href="https://www.spiegel.de/politik/deutschland/juergen-trittin-zur-nato-antwort-auf-gastbeitrag-von-heiko-maas-a-1296267.html" target="_blank" rel="noopener">In un editoriale per il <strong><em>Die Spiegel</em></strong></a>, il deputato tedesco ha rincarato la dose sulle deficienze dell&#8217;Alleanza Atlantica, sottolineandone le asimmetrie e le ipocrisie.</p>
<p>La preoccupazione del parlamentare &#8211; il quale parla nell&#8217;ottica di un rafforzamento dell&#8217;Unione europea come organizzazione sovranazionale &#8211; si rivolge alla sicurezza del Vecchio continente,<a href="https://it.sputniknews.com/politica/201911168301331-deputato-tedesco-definisce-la-nato-unombra-di-se-stessa/" target="_blank" rel="noopener"> che la Nato sembra oramai incapace di garantire</a>. Sentendosi quindi, personalmente, più incline ad aderire alla visione di Macron che non a quella del capo del suo Dicastero, il Ministro degli Esteri della Germania <strong>Heiko Mass</strong>, il quale ha invece sostenuto che come sia imprescindibile <a href="https://www.spiegel.de/politik/deutschland/heiko-maas-sicherheit-fuer-europa-gastbeitrag-des-bundesaussenministers-a-1295735.html">&#8220;desiderare la Nato&#8221;</a>.</p>
<p>Gli esempi ed i fatti che ha Trittin addotto a proprio sostegno, per corroborare la propria posizione, sono stati significativi. Su tutti: il fatto che gli Stati Uniti abbiano dichiarato il <strong>mercantilismo tedesco</strong> come una <a href="https://it.insideover.com/politica/germania-nel-mirino-di-trump.html">minaccia nazionale</a> (un fatto non irrilevante, invero, perché l&#8217;eccessivo export nella bilancia dei pagamenti di un Paese, inevitabilmente, danneggia la domanda interna altrui, <em>ndr</em>); il <strong><em>caos</em> libico</strong> ancora irrisolto; la prepotenza della Turchia di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noopener">Recep Tayyip Erdogan</a> in Siria, ove il Sultano sarebbe finanche intenzionato a compiere una pulizia etnica nel silenzio dell&#8217;Alleanza Atlantica cui Ankara partecipa (con Trump che comunque, in merito, ha <a href="http://www.elzeviro.eu/affari-di-palazzo/la-rovente-dichiarazione-di-trump-sulla-turchia-entrata-siria.html">minacciato sanzioni</a>).</p>
<p>Secondo Trittin, &#8220;è giunto il tempo di essere onesti&#8221;: un&#8217;alleanza di tal fatta è non soltanto inutile, ma anche addirittura lesiva. Una realtà negativa, di fronte alla quale non si può nascondere la testa sotto la sabbia: la Nato è mera &#8220;<strong>ombra di se stessa</strong>&#8220;, incapace di garantire sicurezza all&#8217;Europa (nonostante la bravure nello scoraggiare le minacce simmetriche). Anche per certe insanabili divergenze dei suoi Stati membri: definire le priorità di questi ultimi, e dell&#8217;Unione Europea cui essi aderiscono, è un&#8217;operazione per la quale non si può più attendere.</p>
<h2>Le discrepanze interne sull&#8217;esistenza dell&#8217;Alleanza Atlantica</h2>
<p>Altri tasti dolenti toccati dal deputato tedesco sono stati anche la risoluzione unilaterale dell&#8217;accordo sul nucleare dell&#8217;Iran (<strong>Jcpoa</strong>), deciso da Trump senza la consultazione dei membri Nato &#8211; una mossa che, sostiene il parlamentare di Alleanza 90/Verdi, danneggia la sicurezza europea &#8211; e le relazioni con la Russia. E non soltanto quella di<strong> Vladimir Putin</strong>, ma anche quella appena uscita dal crollo dell&#8217;Urss, quando l&#8217;Alleanza Atlantica si espanse verso oriente, verso gli Urali.</p>
<p>Una tematica sempreverde, nelle discussioni delle posizioni di geopolitica internazionale, la quale è &#8211; storicamente, non soltanto nella contemporaneità &#8211; quanto mai divisiva. Ad esempio, in totale disaccordo con Trittin, e prima ancora (soprattutto) con Macron, sono i <strong>Paesi baltici</strong> e la <strong>Polonia</strong>, in prima linea a temere, fors&#8217;anche con alta e non dissimulata pressione, un&#8217;aggressione russa (da considerare, naturalmente, nell&#8217;ottica delle esperienze storiche fattuali che hanno indotto in questi Paesi una cautela tanto manifesta).</p>
<p>In un&#8217;intervista sempre del novembre 2019 (un mese particolarmente rovente, da questo punto di vista), <a href="https://www.ft.com/content/a0a71b16-03a1-11ea-a984-fbbacad9e7dd">rilasciata al <em>Financial Times</em></a>, il primo ministro polacco <strong>Mateusz Morawiecki</strong> ha accusato l&#8217;Eliseo di aver fatto una dichiarazione del tutto irresponsabile e pericolosa, nel contesto internazionale in cui opera la Nato. Egli ha definito quest&#8217;ultima come &#8220;l&#8217;alleanza più importante del mondo, quando si tratta di preservare la libertà e la pace&#8221;, elogiando la protezione statunitense all&#8217;Europa e <a href="https://it.sputniknews.com/mondo/201911118284536-primo-ministro-polacco-su-critica-nato-di-macron-lui-non-sente-il-fiato-dellorso-russo-sul-collo/">domandandosi</a> se non siano le problematiche interne a quest&#8217;ultima a rendere la <em>partnership</em> militare così debole, al giorno d&#8217;oggi.</p>
<p>Un punto di vista che nasce da un certo orizzonte di senso, da una certa <em>weltanschauung</em> &#8211; quella polacca -, del tutto esprimibili e legittimi, ma al contempo non condivisibili né condivisi da altri membri Nato: una riprova, essa stessa concreta, delle <strong>difficoltà</strong> attualmente in essere nell&#8217;Alleanza.</p>
<h2>La morte cerebrale della Nato</h2>
<p>L&#8217;evidente discrasia fra Germania e Polonia, come pure le eventuali (ma altrettanto evidenti) divisioni interne ai vari Paesi, sono adamantini e lucidi specchi di una situazione che, di fatto, esiste ed ha necessità di essere presa in esame con attenzione: l&#8217;effettiva debolezza della Nato. Poiché, infatti, se un tempo tutti gli Stati europei &#8211; in fase di ricostruzione post-bellica e di rilancio economico &#8211; erano concordi nella loro adesione, oggi le resistenze sono assai più numerose.</p>
<p>Prima fra tutte, sollecitata dal disinteresse di Trump nel mantenere con impegno la <em>leadership</em> dell&#8217;Alleanza, è stata quella francese: Macron, come già detto, ha dichiarato la &#8220;<em>morte cerebrale della Nato</em>&#8220;, per la mancanza di volontà, da parte degli Stati Uniti, di continuare a guidarla come nei decenni scorsi. Essa, infatti, sussiste solo grazie ai suoi membri, e se questi ultimi sono poco inclini alla cooperazione interna, allora essa non può che deperire, lentamente ed inesorabilmente.</p>
<p>All&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo sono giunti diversi <em>endorsement</em> e dichiarazioni di concordanza con quanto sostenuto: tanto dal Vecchio Continente, quanto dall&#8217;altra parte dell&#8217;Atlantico. Una delle più importanti è stata sicuramente quella di <strong>Jacob Heilbrunn</strong> sul <a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2019/11/08/emmanuel-macron-is-right-nato-is-over/"><em>Washington Post</em></a>, la cui laconica dichiarazione &#8220;Macron ha ragione&#8221; racchiude tutto il suo ragionamento, e probabilmente la posizione di molti esperti di politica americani.</p>
<p>La Nato era nata per &#8220;tenere fuori i russi, dentro gli americani e giù i tedeschi&#8221; (dichiarazione del Segretario Generale <strong>Lord Ismay</strong> risalente al 1957). Con la caduta del Muro di Berlino, la base della sua essenza è fondamentalmente <a href="https://oltrelalinea.news/2019/11/10/la-nato-e-finita-il-washington-post-da-ragione-a-macron/">venuta meno</a>: la minaccia comunista è svanita, e la risalita più o meno impetuosa della Germania ha sparigliato le carte in tavola. Ne è nata una situazione di stallo, un serpente che si morde la coda e che progressivamente erode il suo corpo.</p>
<p>Per quanto gli alleati europei si siano prodigati a mitigare le conclusioni dell&#8217;intervista di Macron come <a href="https://www.dw.com/en/angela-merkel-condemns-macrons-drastic-words-on-nato/a-51154583">&#8220;<strong>impertinenza gallica</strong>&#8220;</a>, la sostanza ed il succo delle sue parole è rimasta intatta. Prova lampante ne è proprio l&#8217;editoriale di Trittin per il <em>Die Spiegel</em>: un&#8217;interpretazione contraria alle rassicurazioni di Merkel, e quindi indice di fragilità dell&#8217;asse governativa pro-Nato.</p>
<h2>Dalla nostalgia alla <em>Realpolitik</em></h2>
<p>L&#8217;argomentazione del deputato tedesco prosegue e si conclude cercando di fare una disamina delle prospettive militari per il <strong>futuro</strong> della Germania e dell&#8217;Europa tutta (con particolare riferimento, naturalmente, all&#8217;Unione europea). Queste ultime, secondo Trittin, nel momento in cui non vedessero più garantita la propria sicurezza, non potrebbero rimanere impassibili &#8211; vedendo la Nato morire di se stessa -, senza muovere un muscolo a proprio favore.</p>
<p>Il suo suggerimento contemplerebbe opzioni che vanno al di là della questione militare, e che si insinuano in campi d&#8217;azione ben più ampi: quelli politici ed economici. Trittin bramerebbe che l&#8217;<strong>euro</strong> divenisse la valuta di riserva mondiale, al posto del dollaro, e che i legami interni all&#8217;UE si rafforzassero nell&#8217;ottica di un&#8217;unione progressivamente più stretta fra gli Stati, in risposta all&#8217;unilateralismo statunitense. Una contro-sentenza che rafforzi ed attrezzi dovutamente le risposte europee alle questioni globali: quindi &#8220;<em>l&#8217;opposto di una morte cerebrale</em>&#8220;, cioè l&#8217;abbandono della nostalgia per i tempi che furono della Nato, in direzione della <strong><em>Realpolitik</em></strong>.</p>
<p>Tuttavia, anche in queste ultime considerazioni si possono riscontrare delle criticità. Infatti, anche l&#8217;<strong>Unione europea</strong> come organizzazione sovranazionale sta attraversando complicazioni non indifferenti: non soltanto per la sempre più grande disaffezione da parte delle varie popolazioni, ma anche e soprattutto per le sue interne asimmetrie strutturali. Le quali, per di più, proprio nella moneta unica (e nell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/la-follia-dellausterita.html">austerità</a>) hanno il loro fulcro, <a href="http://www.elzeviro.eu/affari-di-palazzo/matolcsy-dobbiamo-ammettere-che-euro-e-stato-un-errore.html">come evidenziato da <strong>Gyorgy Matolcsy</strong></a> &#8211; Governatore della Banca Centrale ungherese &#8211; in un suo articolo per il <em>Financial Times</em>: una moneta unica afflitta dalla stessa inadeguatezza ed inattualità storiche di cui soffre la Nato.</p>
<p>Al di là di queste considerazioni &#8211; importanti da accennare ma appartenenti ad un altro contesto -, non si può non ritenere di estremo interesse l&#8217;opinione di Jürgen Trittin: la Nato è, nella sua prospettiva, oramai soltanto &#8220;un&#8217;ombra di se stessa&#8221;, e per motivazioni che vanno dallo storico al geopolitico, passando per l&#8217;economico. Un&#8217;Alleanza da molti osservatori ritenuta <strong>obsoleta</strong>, le cui ragioni storiche sono cadute, e le cui azioni militari dimostrano inadempienza rispetto ai vecchi dettami. Oltreché coordinazioni non onnicomprensive. La progressiva e continua metamorfosi delle relazioni internazionali sta sfaldando i vecchi pilastri: non è da escludere che la Nato sia uno dei prossimi a cadere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nato-ha-un-problema-e-non-e-da-sottovalutare.html">La Nato ha un problema. E non è da sottovalutare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un asse Italia-Visegrad ferma il grande inciucio di Bruxelles</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quellalleanza-che-ha-bloccato-la-nomina-di-timmermans.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2019 10:06:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="566" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624-300x88.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624-768x226.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624-1024x302.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;È una bella domanda ma è difficile dare una risposta, non è da escludere che saremo costretti ad aggiornarci. Vediamo&#8221;. Così risponde il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti in sala stampa, alla domanda se oggi si raggiungerà un accordo sulle nomine al vertice dell&#8217;Unione europea. La verità è che l&#8217;Italia è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quellalleanza-che-ha-bloccato-la-nomina-di-timmermans.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quellalleanza-che-ha-bloccato-la-nomina-di-timmermans.html">Un asse Italia-Visegrad ferma il grande inciucio di Bruxelles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="566" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624-300x88.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624-768x226.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624-1024x302.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;È una bella domanda ma è difficile dare una risposta, non è da escludere che saremo costretti ad aggiornarci. Vediamo&#8221;. Così risponde il presidente del Consiglio <strong>Giuseppe Conte</strong>, parlando con i giornalisti in sala stampa, alla domanda se oggi si raggiungerà un accordo sulle nomine al vertice dell&#8217;Unione europea. La verità è che l&#8217;Italia è in una posizione invidiabile e può fare da ago della bilancia: trovare un&#8217;intesa non sarà cosa facile, spiegano fonti europee citate dall&#8217;<em>Ansa</em>, che allo stesso tempo evidenziano come il nome dell&#8217;olandese<strong> Frans Timmermans</strong> rimanga il più gettonato.</p>
<p>L&#8217;accordo siglato a margine del G20 di Osaka fra Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi, sponsorizzato anche da <strong>Angela Merkel</strong>, prevede Timmermans alla Commissione, il belga Charles Michel al Consiglio Europeo, il tedesco <strong>Manfred Weber</strong> presidente dell&#8217;Europarlamento e un francese alla guida della Bce. Uno &#8220;schema&#8221; che non può funzionare senza il sostegno del nostro Paese, che a questo punto potrà pretendere delle garanzie rispetto alla paventa procedura d&#8217;infrazione. &#8220;La verità è che non c&#8217;è un patto di Osaka: è un fraintendimento. Perché è stato deciso il giorno prima di Osaka&#8221; ha ribadito il Presidente del Consiglio.</p>
<h2>La candidatura di Timmermans e la spaccatura del Ppe</h2>
<p>Tra i leader nazionali che si sono espressi contro la &#8220;schema Osaka&#8221; del solito asse franco-tedesco ci sono il primo ministro bulgaro Boyko Borisov, il croato Andrej Plenković, il primo ministro ungherese Viktor Orbán e quello irlandese Leo Varadkar. Opposizione che, insieme alla Polonia, alla Romania e ad altri Paesi che avevano già espresso resistenza a Timmermans, ha messo i bastoni fra le ruote all&#8217;establishment europeo che vuole il socialista olandese Presidente della Commissione Ue e Weber presidente del Parlamento europeo.</p>
<p>&#8220;Come Partito popolare europeo, non abbiamo accettato il pacchetto negoziato ad Osaka. Penso che sia giusto dire che c&#8217;è molta opposizione alla proposta che è stata fatta a Osaka dal punto di vista del Ppe&#8221;, <a href="https://www.politico.eu/article/european-council-summit-conservatives-rebel-against-angela-merkel-eu-top-jobs-osaka-g20-plan/">ha detto Varadkar</a> nella giornata di ieri. &#8220;La stragrande maggioranza dei primi ministri del Ppe non crede che dovremmo rinunciare alla presidenza della Commissione abbastanza facilmente, senza combattere&#8221;.</p>
<p>Contro la candidatura di Timmermans si è espresso anche il presidente del Parlamento europeo, <strong>Antonio Tajani</strong>. &#8220;Per noi non è possibile votare un candidato socialista&#8221; per la Commissione Ue, &#8220;perché si andrebbe contro la volontà popolare&#8221;, ha detto parlando con i giornalisti al suo arrivo al pre-vertice del Ppe a Bruxelles. &#8220;Lo dico come vicepresidente del Ppe e come vicepresidente di Forza Italia&#8221;.</p>
<h2>Perché l&#8217;Italia è decisiva</h2>
<p>I Paesi di Visegrád sono stati chiari: Zoltan Kovacs, portavoce del governo ungherese, ha dichiarato che &#8220;i V4 non possono sostenere né Manfred Weber né Frans Timmermans&#8221;, definendo l&#8217;olandese l&#8217; uomo messo in una posizione chiave dal finanziere <strong>George Soros</strong> per &#8220;dirigere le politiche pro-immigrazione e le politiche finanziarie ed economiche secondo i suoi interessi&#8221;. I quattro Paesi da soli, tuttavia, non hanno il peso specifico necessario per bloccare la nomina di Timmermans.</p>
<p>Come recita l&#8217;articolo 17 del<a href="https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2008:115:0013:0045:IT:PDF"> Trattato di Maastricht</a>, &#8220;tenuto conto delle elezioni del Parlamento europeo e dopo aver effettuato le consultazioni appropriate, il Consiglio europeo, deliberando a <strong>maggioranza qualificata</strong>, propone al Parlamento europeo un candidato alla carica di presidente della Commissione. Tale candidato è eletto dal Parlamento europeo a maggioranza dei membri che lo compongono. Se il candidato non ottiene la maggioranza, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone entro un mese un nuovo candidato, che è eletto dal Parlamento europeo secondo la stessa procedura&#8221;.</p>
<p>In buona sostanza, Il requisito per ottenere l&#8217; investitura di presidente della Commissione prevede l&#8217;appoggio di almeno 21 stati su 28, in rappresentanza del 65% della popolazione. Una maggioranza qualificata che, al momento, non c&#8217;è, perché oltre al Gruppo di Visegrád si sono espressi contro lo &#8220;schema Osaka&#8221; anche Bulgaria, Croazia e Irlanda, mentre il Regno Unito ha fatto sapere che, nel caso di voto, starà dalla parte della maggioranza. Un voto contrario dell&#8217;<strong>Italia</strong> potrebbe essere decisivo.</p>
<p>Un voto che però &#8211; secondo quanto fatto sapere dal presidente del Consiglio Ue Donald Tusk &#8211; è stato rinviato a domani. Non si terrà inoltre la riunione del collegio dei Commissari previsto per domani a Strasburgo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quellalleanza-che-ha-bloccato-la-nomina-di-timmermans.html">Un asse Italia-Visegrad ferma il grande inciucio di Bruxelles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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