<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>elezioni Usa Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/elezioni-usa/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/elezioni-usa</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 06 Nov 2024 11:11:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>elezioni Usa Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/elezioni-usa</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Così il Medio Oriente ha accolto la vittoria di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-il-medio-oriente-ha-accolto-la-vittoria-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 11:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=443877</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-600x317.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-1024x541.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-768x406.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-1536x811.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Forse il primo a capire che il vento, all&#8217;interno degli Stati Uniti, stava per virare è stato Benjamin Netanyahu. Mentre ancora negli Usa la gente era in fila per votare, il premier israeliano ha attuato uno dei più significativi rimpasti del suo governo. La rimozione del ministro della Difesa, Yoav Gallant, e la sua sostituzione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-il-medio-oriente-ha-accolto-la-vittoria-di-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-il-medio-oriente-ha-accolto-la-vittoria-di-trump.html">Così il Medio Oriente ha accolto la vittoria di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-600x317.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-1024x541.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-768x406.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240724083909421_83ab1d76afbc5afed850f1a3abbafd0e-e1721803218592-1536x811.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Forse il primo a capire che il vento, all&#8217;interno degli Stati Uniti, stava per virare è stato <strong>Benjamin Netanyahu</strong>. Mentre ancora negli Usa la gente era in fila per votare, il premier israeliano ha attuato uno dei più significativi <strong>rimpasti</strong> del suo governo. La rimozione del ministro della Difesa, <strong>Yoav Gallant</strong>, e la sua sostituzione con l&#8217;uscente ministro degli Esteri <strong>Yisrael Katz</strong>, non è arrivata in un momento casuale.</p>



<p>Al contrario, <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-kamala-harris-travolta-dalla-valanga-di-trump.html">alla luce del successo di Donald Trump e della sconfitta della vice presidente uscente Kamala Harris</a>, ha rappresentato il <strong>primo segnale lanciato da un medio oriente ben attento</strong>, su tutti i vari fronti, nel seguire l&#8217;andamento elettorale statunitense. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La filosofia di &#8220;Bibi&#8221;: &#8220;Ora o mai più&#8221;</h2>



<p>Nonostante alcune accuse rivolte dallo stesso Trump a Netanyahu negli ultimi mesi, i vertici politici di Tel Aviv <strong>da tempo scommettevano sul successo di &#8220;The Donald&#8221;</strong>. Del resto, il tycoon da presidente è stato colui che ha spostato l&#8217;ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme e, tra le altre cose, ha promosso gli Accordi di Abramo. </p>



<p>Il messaggio di congratulazioni inviato dal premier israeliano al rieletto capo della Casa Bianca, appare piuttosto emblematico in tal senso: &#8220;Quello di Trump &#8211; ha scritto Netanyahu &#8211; è il più importante rientro della storia&#8221;. Ad ogni modo, la mossa relativa al licenziamento di Gallant è stata la più importante di queste ore. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Dear Donald and Melania Trump,<br><br>Congratulations on history’s greatest comeback!<br><br>Your historic return to the White House offers a new beginning for America and a powerful recommitment to the great alliance between Israel and America.<br><br>This is a huge victory!<br> <br>In true friendship,… <a href="https://t.co/B54NSo2BMA">pic.twitter.com/B54NSo2BMA</a></p>&mdash; Benjamin Netanyahu &#8211; בנימין נתניהו (@netanyahu) <a href="https://twitter.com/netanyahu/status/1854070348926328965?ref_src=twsrc%5Etfw">November 6, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Avvertendo il sentore di un passaggio di testimone oltreoceano,<strong> Netanyahu ha voluto rompere gli indugi</strong> e liberarsi così del ministro che ha rappresentato la più importante voce critica tutta interna al suo governo. Il segnale appare abbastanza chiaro: <strong>Netanyahu vuole proseguire con le operazioni belliche </strong>avviate nell&#8217;ultimo anno e, con Donald Trump alla Casa Bianca, spera in un appoggio ancora più importante. </p>



<p>Anche perché Gallant, tra le altre cose, è stato il <strong>gancio ideale</strong> per l&#8217;uscente Joe Biden nei momenti di maggior distacco tra Washington e Tel Aviv. La sua rimozione, a poche ore dal trionfo di Trump, è possibile leggerla quindi, tra le altre cose, come la volontà, da parte di Netanyahu, di <strong>tagliare da subito i legami con l&#8217;uscente amministrazione Usa.  </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">In Iran va giù il Riyal</h2>



<p>Dall&#8217;altra parte della barricata, alcuni commenti sulla vittoria del tycoon newyorkese sono arrivati anche da <strong>Hamas</strong>. Sami Abu Zuhri, alto esponente del movimento palestinese, ha dichiarato infatti il proprio auspicio affinché &#8220;Trump eviti gli errori di Biden&#8221; e lavori concretamente per una tregua. </p>



<p>Ma ovviamente l&#8217;attenzione principale è rivolta verso l&#8217;<strong>Iran</strong>. Donald Trump, nel corso del suo primo mandato, ha inasprito le sanzioni contro Teheran e non ha mai fatto mistero di vedere nella Repubblica Islamica un elemento di fastidio nella regione. </p>



<p>Anche se ufficialmente la leadership iraniana ha sempre sostenuto una linea prudente,<strong> non è un mistero che a Teheran si sia fatto il tifo per Kamala Harris</strong>. E questo è testimoniato anche dall&#8217;andamento di queste ore del <strong>Riyal</strong>, la moneta locale, andata giù di parecchi punti rispetto al Dollaro. Segno di un parziale e generale <strong>scetticismo</strong> del Paese legato al ritorno di Trump a Washington. </p>



<p>Pochi commenti invece dalle petromonarchie, i cui leader hanno mantenuto un atteggiamento di neutralità sulla disputa elettorale Usa già dalle prime settimane di comizi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-il-medio-oriente-ha-accolto-la-vittoria-di-trump.html">Così il Medio Oriente ha accolto la vittoria di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Harris, Trump e l&#8217;arte della propaganda: dal sogno dell&#8217;America alla pancia degli americani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/harris-trump-e-larte-della-propaganda-dal-sogno-dellamerica-alla-pancia-degli-americani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 19:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2024]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=443458</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="604" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/istockphoto-171159426-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/istockphoto-171159426-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/istockphoto-171159426-612x612-1-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/istockphoto-171159426-612x612-1-600x592.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/istockphoto-171159426-612x612-1-300x296.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Due macchine imponenti che hanno portato avanti una campagna elettorale difficile e accidentata, ma soprattutto intrisa di simboli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/harris-trump-e-larte-della-propaganda-dal-sogno-dellamerica-alla-pancia-degli-americani.html">Harris, Trump e l&#8217;arte della propaganda: dal sogno dell&#8217;America alla pancia degli americani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="604" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/istockphoto-171159426-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/istockphoto-171159426-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/istockphoto-171159426-612x612-1-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/istockphoto-171159426-612x612-1-600x592.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/istockphoto-171159426-612x612-1-300x296.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Propaganda. Dice l&#8217;Enciclopedia Treccani: &#8220;<em>Azione che tende a influire sull’opinione pubblica, orientando verso determinati comportamenti collettivi, e l’insieme dei mezzi con cui viene svolta</em>&#8220;: ergo, una campagna elettorale è interamente un&#8217;operazione di propaganda. Spesso anche spicciola e folkloristica. Se poi si tratta delle <strong>elezioni Usa</strong>, ancora di più.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://imageio.forbes.com/specials-images/imageserve/67278cd892ffd8c2c71a1409/TOPSHOT-US-VOTE-POLITICS-DEBATE-HARRIS-TRUMP/0x0.jpg?crop=1506,848,x0,y96,safe&amp;height=400&amp;width=711&amp;fit=bounds" alt="" style="width:392px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Di simboli acchiappa consensi sia <strong>Donald Trump</strong> sia <strong>Kamala Harris</strong> ne hanno utilizzati a iosa. Stesso obiettivo, tattiche differenti. La prima caratteristica che è balzata subito agli occhi degli osservatori è il tipo di strategia emotiva che i due candidati hanno utilizzato nel corso della campagna elettorale: se Trump parla-come spesso si ricorda- &#8220;alla pancia&#8221; del Paese, il <em>tycoon</em> ha sempre giocato sulle <strong>paure dell&#8217;elettorato</strong>, facendo particolarmente leva su temi come immigrazione e sicurezza; dall&#8217;altra parte Harris ha tentato di insistere sulla <strong>retorica del sogno americano</strong>, ma la rincorsa su certi temi in calcio d&#8217;angolo l&#8217;ha fatta spesso sembrare posticcia. Due i simboli potenti utilizzati da entrambi i palchi: il primo è un assente, in realtà, ed è stato Corey Comperatore, il vigile del fuoco morto nel rally di Butler in cui Trump ha subito l&#8217;attentato del 13 luglio. La sua uniforme, infatti, ha campeggiato sul palco della <em>convention </em>repubblicana la scorsa estate. Dall&#8217;altra parte, c&#8217;è un ex presidente, <strong>Barack Obama</strong>, che su quella retorica del sogno ha costruito due potenti campagne elettorali. Non è un caso che sia stato utilizzato come uomo &#8220;immagine&#8221; prima da <strong>Joe Biden</strong> (per evitare un disastro alle <em>midterm</em>) e poi dalla stessa Harris, che lo ha voluto con sé in più occasioni.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://ew.com/thmb/gdchvTa1Q_eLuyGPAUyQ5YmtptA=/1500x0/filters:no_upscale():max_bytes(150000):strip_icc()/Jennifer-Lopez-Kamala-Harris-110124-02-be9dac1c58214ed284946e3516255d25.jpg" alt="" style="width:384px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Passando al <strong>web</strong>, le strategie dei due candidati sembrano agli antipodi. I <em><strong>social media</strong></em> sono stati strumenti chiave per Trump. Li ha usati per bypassare i media tradizionali, comunicando direttamente con il pubblico. I suoi post sono quasi sempre provocatori e controversi, studiati per attirare attenzione e alimentare il ciclo mediatico. La frequenza e l’impatto dei suoi contenuti hanno creato una narrativa costante che ha polarizzato il dibattito pubblico. Poi venne <em><strong>Truth</strong></em>, social &#8220;personale&#8221; da due milioni di sottoscrittori dal quale poter dire tutto-o quasi tutto. Anche Harris ha utilizzato tantissimo questi strumenti, ma con uno stile più istituzionale, da &#8220;vicepresidente&#8221;. Questo non ha risparmiato una sequela di video in cui puntualmente la candidata dem riceveva telefonate da chicchessia per sorprendersi del messaggio ricevuto. O le comparsate in<em> </em>programmi molto popolari come il <em>Late show</em> nel quale si è &#8220;lasciata andare&#8221; a una lattina di birra. Le sequenze hanno fatto il giro della rete.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://cultaholic.com/_next/image?url=%2Fmedia%2FHulk%20Hogan%20Donald%20Trump%20October%202024%20arm%20wrestle.jpg&amp;w=3840&amp;q=75" alt="" style="width:464px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Ma è forse il giocare a &#8220;<strong>guardie e ladri</strong>&#8221; ad essere il meglio riuscito. Almeno sui rispettivi elettorati. Se Trump ha giocato al <strong>perseguitato </strong>dalla legge, accusando il sistema di volerlo fare fuori a suon di sentenze, Harris ha tirato fuori dalla naftalina la toga da giudice, bacchettando il <em>tycoon</em> come in un&#8217;aula di tribunale, elencandogli ogni volta le sue malefatte. Uno stile che ha aperto la strada ancora di più-se ancora ce ne fosse bisogno-ad una campagna sul filo dell&#8217;<strong>insulto personale</strong>, delle caricature, come in un perenne <em>talk show</em> di quart&#8217;ordine.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media-cldnry.s-nbcnews.com/image/upload/t_fit-760w,f_auto,q_auto:best/rockcms/2024-10/241010-elon-must-donald-trump-se-445p-b1402f.jpg" alt="" style="width:436px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Quanto al proprio <strong>entourage</strong>, i due sono stati molto attenti al messaggio da veicolari e ai personaggi a cui farlo fare. I due vice parlano da sé: il &#8220;giovane&#8221;-ex detrattore per Trump, il pacioso ex-professore per Harris. Per poi scegliersi degli <em>alter ergo </em>di chiara fama da dare in pasto alle folle. Trump ha scommesso senza sé ne ma su <strong>Elon Musk</strong>: un altro <em>robber baron</em> come lui, non esattamente un trumpiano della prima ora, ma soprattutto il simbolo dell&#8217;America che si fa Prometeo nella scienza e nella tecnica. Canta, balla, elargisce denari: Musk promette di essere un braccio destro che rimetterà le cose a posto. </p>



<p>Ma il candidato del Gop non ha dimenticato di inserire nel menù anche un po&#8217; di sano nazionalpopolare: e cosa c&#8217;è meglio del <strong>wrestling</strong>? Scegliendo non un wrestler qualunque, bensì <strong>Hulk Hogan</strong> che, baffo platino d&#8217;ordinanza, ha strappato una lunga serie di t-shirt per mostrare il suo amore per Trump. E le folle sono andate in visibilio. Dall&#8217;altra parte della barricata si è deciso di usare i VIP <em>cum grano salis</em>. Da un lato, <strong>due ex presidenti dem del calibro di Clinton e Obama</strong> (anche gli unici in vita, oltra al centenario Jimmy Carter&#8230;) ingaggiati per essere le<em> cheerleader</em> di una campagna incerta e accidentata. E poi una vagonata di artisti rock e pop che, chi in autonomia, chi chiamato sul palco per direttissima hanno animato i <em>rally </em>dem: <strong>Jennifer Lopez</strong> e <strong>Bruce Springsteen</strong> solo per citarne due.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://static.politico.com/d5/4a/590c4be64dc2b362f1513147f6f0/biden-01712.jpg" alt="" style="width:398px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Ma in tempi bui, anche la <strong>guerra</strong> entra nel tritacarne della propaganda, sia che si tratti di Ucraina che di <strong>Medio Oriente</strong>. Ma è quest&#8217;ultimo a entrare a gamba tesa nella campagna elettorale più che mai. Trump si è messo a corteggiare gli <strong>elettori arabo-americani </strong>divisi nel Michigan, che dovrà vincere assolutamente: &#8220;<em>Quello che vogliamo è la pace</em>&#8220;, ha detto Trump a un gruppo di leader imprenditoriali arabo-americani all&#8217;interno del ristorante di Dearborn, nel Michigan, pochi giorni fa. Sui cartelloni pubblicitari che costeggiano le autostrade del Michigan e durante le visite, la campagna di Trump sostiene che lui è un “sostenitore della pace” in Medio Oriente, mentre dipinge Harris come filo-israeliana. Harris, invece, sul tema è stata <strong>cerchiobottista</strong> sin dall&#8217;inizio. </p>



<p>La sua misteriosa assenza in occasione del discorso di <strong>Benjamin Netanyahu </strong>al Congresso non ha di certo segnato una svolta nell&#8217;amministrazione Usa che resta-nel tempo e nello spazio-stretta alleata di Israele. Sul palco della convention di Milwaukee, però, ha voluto i genitori di Hersh Goldberg-Polin, israelo-americano ostaggio a Gaza, poi ucciso da <strong>Hamas</strong>. In quell&#8217;occasione i rappresentanti del movimento pro-Pal erano stati tenuti lontano dal palco, rabboniti da una generica dichiarazione di intenti di Harris che aveva citato il diritto alla sicurezza di Israele oltre che quello palestinese a una patria.</p>



<p>Che queste elezioni si sarebbero decise sulla propaganda era chiaro da tempo. I due si sono perfino tirati dietro una delle due catene americane di <em>fast food</em> più nota, la prima, pavoneggiandosi del suo impiego da cameriera ai tempi dell&#8217;università, l&#8217;altro andando a servire patatine fritte con tanto di parannanza. Ancora poche ore e tutto sarà inesorabilmente già storia.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/harris-trump-e-larte-della-propaganda-dal-sogno-dellamerica-alla-pancia-degli-americani.html">Harris, Trump e l&#8217;arte della propaganda: dal sogno dell&#8217;America alla pancia degli americani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Elezioni Usa: i sette Stati in cui Harris e Trump si giocano la presidenza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-i-sette-stati-in-cui-harris-e-trump-si-giocano-la-presidenza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2024 09:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni USA 2024]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=443152</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1220" height="856" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/full.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/full.png 1220w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/full-600x421.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/full-300x210.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/full-1024x718.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/full-768x539.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1220px) 100vw, 1220px" /></p>
<p>Arizona, Georgia, Michigan, Nevada, North Carolina, Pennsylvania e Wisconsin: sono questi i 7 Stati che decideranno le elezioni Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-i-sette-stati-in-cui-harris-e-trump-si-giocano-la-presidenza.html">Elezioni Usa: i sette Stati in cui Harris e Trump si giocano la presidenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1220" height="856" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/full.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/full.png 1220w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/full-600x421.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/full-300x210.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/full-1024x718.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/full-768x539.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1220px) 100vw, 1220px" /></p>
<p><em><strong>Swing State</strong></em>, <em>Battleground State</em>,<em> purple State</em>: comunque vogliate chiamarli, 7 dei 50 Stati federati decideranno queste elezioni Usa così segnate dall&#8217;incertezza: <strong>Arizona</strong>, <strong>Georgia</strong>, <strong>Michigan</strong>, <strong>Nevada</strong>, <strong>North Carolina</strong>, <strong>Pennsylvania</strong> e <strong>Wisconsin</strong> hanno, infatti, nelle mani la scelta del prossimo inquilino della Casa Bianca.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.270towin.com/maps/nVPVD.png" alt="" style="width:542px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Arizona</h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="208" height="208" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-4.png" alt="" class="wp-image-443268" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-4.png 208w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-4-100x100.png 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-4-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px" /></figure>



<p>Il<em> Copper State</em>, al momento sembra assegnare un primato a <strong>Donald Trump</strong>. Il presidente Biden ha ottenuto una vittoria decisiva in Arizona nelle ultime elezioni presidenziali, consegnando lo Stato ai democratici per la prima volta dal 1996.Tuttavia, qui sono da tener d&#8217;occhio due distretti in particolare: il 1° e il 6°. Il primo, copre una parte Nord-orientale di <strong>Maricopa</strong>: Biden ha vinto l&#8217;area che rappresenta con 1,5 punti nelle ultime elezioni presidenziali, rendendo questa una gara ultra-competitiva. Nel sesto, invece, nascosto nell&#8217;angolo Sud-orientale dello stato, Biden ha vinto con un margine ancora più risicato nel 2020, solo 0,1 punti percentuali, rendendola un&#8217;altra gara molto seguita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Georgia</h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="208" height="208" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-5.png" alt="" class="wp-image-443270" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-5.png 208w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-5-100x100.png 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-5-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px" /></figure>



<p>Il <em>Peach State</em> evoca ancora incubi se pensiamo alle elezioni Usa 2020. Anche qui, al 1° novembre, sembra condurre Trump. La Georgia ha avuto un ruolo chiave nell&#8217;elezione di Biden nel 2020, quando è passata da rossa a blu per poco meno di 12.000 voti. Con i numeri dei sondaggi così stretti, Kamala Harris e Trump hanno visitato <strong>Savannah</strong> a fine agosto e settembre, mentre il compagno di corsa di Harris, Tim Walz, e il Second Gentleman Doug Emhoff hanno visitato la città a ottobre, mentre i principali duellanti hanno fatto campagna elettorale ad <strong>Atlanta</strong> durante il mese scorso. Le elezioni del 2020 sono state le prime in cui la Georgia è passata ai democratici dal 1980, quando Jimmy Carter vinse lo Stato con un margine di quasi il 15%.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Michigan</h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="208" height="208" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-6.png" alt="" class="wp-image-443271" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-6.png 208w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-6-100x100.png 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-6-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px" /></figure>



<p>Nello Stato dei Grandi Laghi, Harris sembra aver per il momento un vantaggio di quasi due punti percentuali. Da qui, tuttavia, i risultati potrebbero non arrivare tanto presto. Nelle <strong>contee di Wayne e Macomb </strong> di solito trascorrono diverse ore tra la chiusura dei seggi e l&#8217;inizio dei risultati non ufficiali. Nel 2020, mentre i risultati arrivavano a rilento la sera delle elezioni senza un vincitore dichiarato, l&#8217;assenza di risultati conclusivi ha lasciato un vuoto informativo durato un giorno intero, che si è rapidamente riempito di informazioni errate e <strong>disinformazione,</strong> gettando dubbi sulle elezioni dell&#8217;intero Stato. Da non dimenticare, poi, che qui Trump si sta guadagnando il sostegno della <strong>comunità araba</strong> <strong>e musulmana </strong>che vuole punire i dem per le scelte in Medio Oriente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nevada</h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="208" height="208" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-7.png" alt="" class="wp-image-443273" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-7.png 208w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-7-100x100.png 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-7-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px" /></figure>



<p>Nel <em>Silver State</em>, al momento, Trump sembra condurre con meno di un punto percentuale. Il Nevada sta vivendo una <strong>profonda crisi economica </strong>e la sua <em><strong>working class</strong></em> potrebbe costituire l&#8217;ago della bilancia nelle elezioni. Con i suoi sei voti elettorali, il Nevada ha sbilanciato i democratici in ogni votazione presidenziale dal 2008, ma i candidati vincitori se la sono cavata con margini risicati. Quest&#8217;anno, l&#8217;esito potrebbe essere determinato dagli elettori della classe operaia, logorati da bassi salari e costi sempre più alti. Negli anni passati, i potenti sindacati politicamente impegnati hanno aiutato a sostenere i candidati democratici verso la vittoria, e quest&#8217;anno la sola Culinary Union mirava a bussare ad almeno un milione di porte. Anche l&#8217;<strong>AFL-CIO</strong> ha fatto campagna per Harris, e i Nevada Teamsters hanno fatto in modo di sostenerla, anche se l&#8217;organizzazione nazionale ha rifiutato di dare un sostegno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">North Carolina</h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="208" height="208" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-8.png" alt="" class="wp-image-443276" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-8.png 208w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-8-100x100.png 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-8-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px" /></figure>



<p>L&#8217;<em>Old North State </em>sembra propendere per Trump, che trascorrerà ogni giorno fino alle elezioni nello Stato che ha vinto per ben due volte. Gli ingenti danni causati dall&#8217;<strong>uragano Helene</strong> nella Carolina del Nord occidentale hanno creato una dose di incertezza sullo stato attuale delle cose. Le inondazioni hanno distrutto case e sfollato residenti in diverse contee, tra cui la città liberal di <strong>Asheville</strong> e le aree rurali conservatrici che la circondano. Il team di Trump ha dichiarato di essere fiducioso sulle sue possibilità in North Carolina. I democratici, però, guardano all&#8217;attenzione di Trump sullo Stato come un segnale di ottimismo per Harris, poiché l&#8217;eccesso di apparizioni del Gop potrebbero indicare che la loro campagna è in difficoltà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pennsylvania </h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="208" height="208" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-9.png" alt="" class="wp-image-443277" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-9.png 208w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-9-100x100.png 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-9-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px" /></figure>



<p>Una distanza irrisoria quella che separa i due candidati nel <em>Keystone State</em>. <em>Nomen omen</em> non è mai stato più vero come in questo caso: lo Stato sarà davvero la chiave di volta in questa tornata elettorale e fra gli Stati in bilico. Il quinto stato più popoloso offre <strong>19 voti elettorali</strong> ed è <strong>il più grande dei sette</strong> indecisi. Sia Harris sia Trump hanno condotto una campagna elettorale particolarmente aggressiva qui, correndo su e giù tra i Grandi Laghi e l&#8217;Atlantico più spesso che in qualsiasi altro angolo d&#8217;America. La storia, però, sembra giocare contro Harris: dal 1948, nessun democratico è diventato presidente senza vincere in Pennsylvania. Dal 1992, lo Stato è diventato parte del <em><strong>Blue Wall </strong></em>degli Stati industriali del nord che hanno sempre sostenuto il candidato democratico, finché Trump non l&#8217;ha abbattuto nel 2016, sebbene con una maggioranza risicata. Nel 2020, Biden se l&#8217;è ripresa, ma ancora una volta con un margine strettissimo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Wisconsin</h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="208" height="208" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-10.png" alt="" class="wp-image-443280" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-10.png 208w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-10-100x100.png 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/image-10-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px" /></figure>



<p>Nel <em>Dairyland</em>, i due contendenti sono a un punto percentuale uno dall&#8217;altro, a favore di Harris. Venerdì sera entrambi i candidati hanno tenuto comizi a breve distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro nella città più grande del Wisconsin, <strong>Milwaukee</strong>. Quest&#8217;ultima ospita la maggior parte dei voti democratici dello Stato, ma i suoi sobborghi repubblicani conservatori sono un&#8217;area critica per Trump, mentre cerca di riprendersi lo Stato che ha vinto di misura nel 2016 ma perso nel 2020.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-i-sette-stati-in-cui-harris-e-trump-si-giocano-la-presidenza.html">Elezioni Usa: i sette Stati in cui Harris e Trump si giocano la presidenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Biden-Trump sulla Cnn: la replica triste dello svanito contro lo spaccone</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-triste-spettacolo-del-duello-biden-trump-sulla-cnn.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 05:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=426765</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1367" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn-600x427.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn-1024x729.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn-1536x1094.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A guardare questo primo dibattito fra Donald Trump e Joe Biden si fa un solo e unico pensiero: aver buttato via 90 preziosi minuti di vita. E ancora: questi due sono stati davvero presidenti degli Stati Uniti d&#8217;America? E ancora, questa è davvero la Cnn? E se non bastasse, questa è l&#8217;America? I due, che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-triste-spettacolo-del-duello-biden-trump-sulla-cnn.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-triste-spettacolo-del-duello-biden-trump-sulla-cnn.html">Biden-Trump sulla Cnn: la replica triste dello svanito contro lo spaccone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1367" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn-600x427.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn-1024x729.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screen-Cnn-1536x1094.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A guardare questo primo dibattito fra <strong>Donald Trump</strong> e <strong>Joe Biden</strong> si fa un solo e unico pensiero: aver buttato via 90  preziosi minuti di vita. E ancora: questi due sono stati davvero presidenti degli <strong>Stati Uniti d&#8217;America</strong>? E ancora, questa è davvero la<em> Cnn</em>? E se non bastasse, questa è l&#8217;America?</p>



<p>I due, che non si sfidavano dai duelli del 2020, avevano accettato regole rigidissime per questo dibattito: microfoni spenti mentre parla l&#8217;avversario, niente appunti, nessuna possibilità di interagire con il proprio staff. Forse troppe regole per un duello che si è trasformato nella più triste puntata di <em>Forum</em> degli anni Novanta. Così banale, vuota e surreale che entrambi i candidati meriterebbero di essere esclusi dalla corsa elettorale a pedate per lo spettacolo deplorevole offerto questa notte. E non perché abbiano battibeccato come due comari (forse sarebbe stato meglio!) ma perché non c&#8217;è stato nulla nelle domande tantomeno nelle risposte. <strong>Il vuoto pneumatico</strong> condito da punzecchiature fra due dischi rotti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://pbs.twimg.com/media/GPYdJQdbYAAIgGc.jpg:large" alt=""/></figure>



<p>Peggio dei due sfidanti c&#8217;è stata solo la conduzione della <em>Cnn</em>. Il set di domande poste dai due giornalisti mummificati ha avuto due reazioni costanti: le <strong>smorfie </strong>consuete di Trump, perennemente fuori tema, pronto a rispondere a ogni domanda con l&#8217;argomento precedente; dall&#8217;altro lato, Biden, spesso alle prese con vuoti di memoria e difficoltà a parlare. Nella sostanza, i massimi argomenti di entrambi sono stati: &#8220;sono stato il migliore presidente degli Usa&#8221; (Trump), &#8220;lui è stato il peggior presidente degli Usa&#8221; (Biden). </p>



<p>Il duello è partito a bomba con domande su <strong>inflazione</strong>, <strong>tasse </strong>e <em><strong>social security</strong></em>, temi caldi e molto cari alla pancia dell&#8217;elettorato. E cosa hanno raccontato i due nei pochi secondi a disposizione? <strong>Nulla</strong>. Nessuno ha fornito dati reali con fonti precise. <strong>Solo slogan</strong>. Biden ha insistito sull&#8217;economia in piena espansione anche se, come dice spesso, c&#8217;è ancora del lavoro da fare. Ma dal punto di vista dell&#8217;ex presidente  Trump, &#8220;<em>l&#8217;economia sta crollando</em>&#8221; ed è in totale disordine, come ha detto durante un recente comizio elettorale nel Wisconsin. I salari sono sì cresciuti, ma la disoccupazione non si è tenuta sotto il 4% e la fiducia dei consumatori (che accumulano debiti) ha vacillato, soprattutto nell&#8217;ultimo mese.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Biden and Trump kicked off the first presidential debate on CNN by slamming each other&#39;s records on the economy. Watch and follow live: <a href="https://t.co/aAgMty4ys1">https://t.co/aAgMty4ys1</a> <a href="https://t.co/1OLrFXfEUr">pic.twitter.com/1OLrFXfEUr</a></p>&mdash; CNN (@CNN) <a href="https://twitter.com/CNN/status/1806501396453236736?ref_src=twsrc%5Etfw">June 28, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Superata l&#8217;intro sull&#8217;economia, è stato il momento dell&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/aborto-la-parola-che-biden-ha-paura-di-pronunciare.html#google_vignette">aborto</a></strong>, volutamente posizionato in cima all&#8217;elenco delle domande. Dopo una serie di schermaglie consuete su tempi e modalità, Trump ha reputato giusto il rimando alla scelta degli Stati come già avviene per altre questioni, in barba all&#8217;esistenza di un Stato federale che si candida a guidare. &#8220;<em>I support Roe vs Wade</em>&#8220;, ha tuonato Biden: ma nella sostanza nessuno dei due ha saputo andare oltre la <strong>triade stupro-incesto-rischio per la salute della madre</strong>. La parola con la a fa perdere voti, anche se i due sono bravissimi da sé nel farlo.</p>



<p>Si è poi passati all&#8217;<strong>immigrazione</strong>. Un tema scottante per entrambi: un <em>refrain</em> di Trump ma anche una capitolazione per Biden, costretto a <strong>blindare il confine meridionale</strong>, avendo firmato un ordine esecutivo per limitare il numero esorbitante di richieste di asilo dei migranti al confine con il Messico. Un tema moschicida per la retorica di entrambi, una incentrata sulla militarizzazione del problema, l&#8217;altra tutta sull&#8217;empatia. Sullo sfondo, l&#8217;incapacità del Congresso di produrre una nuova legge per riformare il <strong>processo di asilo</strong>. I legislatori repubblicani, inchinandosi a Trump, si sono infatti rifiutati di collaborare con la Casa Bianca. </p>



<p>Al cospetto della patata bollente della <strong>guerra in Ucraina</strong>, lo show è perfino peggiorato. Se Trump ha ribadito di aver sempre ricevuto rispetto da parte di <strong>Vladimir Putin</strong>, ha ribadito che &#8220;quando c&#8217;era lvi&#8221; nessuno avrebbe invaso né l&#8217;Ucraina tantomeno Israele. &#8220;<em>Putin is a war ciminal</em>!&#8221;, gli risponde Biden. Il discorso vira sulla spesa/sostegno a Kiev, ma senza che nessuno dica <em>come </em>mettere fine alla guerra. Trump promette di farlo all&#8217;indomani dalla sua rielezione. Biden non sa andare oltre gli assegni in bianco.</p>



<p>Sul <strong>Medio Oriente</strong> forse Biden può vantare un credito. Quello di essersi esposto con il piano che ormai porta il suo nome, ma che è ben lungi dall&#8217;essere messo in pratica. L&#8217;ex presidente Trump non ha specificato come affronterebbe la guerra se rieletto e in che modo le sue politiche differirebbero da quelle di Biden. Offre solo commenti vaghi mentre critica il presidente: inoltre, non ha risposto alla domanda se avrebbe sostenuto uno Stato palestinese indipendente per porre fine alla <strong>guerra tra Israele e Hamas </strong>a Gaza.</p>



<p>Il tema di <strong>Capitol Hill </strong>fa capolino a quasi un&#8217;ora dall&#8217;inizio del dibattito. All&#8217;ex presidente è stato chiesto di commentare le sue azioni e omissioni il 6 gennaio 2021. Inizialmente Trump ha cercato di deviare la domanda, indicando altri ambiti in cui voleva attaccare il nemico. Biden ha invece sottolineato come Trump sia rimasto nello Studio Ovale per tre ore senza far nulla. &#8220;<em>E ora, dice, se perde di nuovo &#8211; da bravo piagnone che è &#8211; potrebbe esserci un bagno di sangue</em>&#8220;, lo incalza Biden. Dal canto suo, il magante ha promesso di rispettare il risultato di novembre &#8220;purché sia &#8220;f<em>air and legal</em>&#8220;.</p>



<p>Anche sulla <strong>crisi climatica</strong> il dibattito è stato banalizzato. Trump torna addirittura sulla domanda precedente per poi ricordare che sotto la sua presidenza gli Usa hanno avuto la migliore aria e la migliore acqua della storia. Biden gli risponde sciorinando la sua &#8220;migliore legislazione sull&#8217;ambiente&#8221;. In più occasioni, compresa la domanda sul clima, sia il presidente che il <em>tycoon</em> hanno ripetutamente promesso di <strong>proteggere la previdenza sociale</strong>, ma nessuno dei due ha fornito proposte dettagliate per affrontare l&#8217;imminente insolvenza se il Congresso non dovesse intervenire. La stoccata sul tema <em>welfare</em>, la fornisce Trump sul tema dei <em><strong>black voters</strong></em>: gli afroamericani continuano a lottare economicamente più di altri gruppi etnici sotto molti aspetti. Ma il presidente Biden ha detto che gli elettori neri dovrebbero riconoscere che il tasso di disoccupazione dei neri è &#8220;<em>il più basso da molto, molto tempo</em>&#8220;. Trump, che ambisce a al voto di neri e ispanici, ribadisce che l&#8217;inflazione sta uccidendo queste fasce svantaggiate.</p>



<p>Arrivare in fondo al dibattito è pure sadismo. In più di un momento la tentazione di mettersi le mani in volto e distogliere lo sguardo dallo schermo è stata forte. &#8220;<em>Cretino</em>&#8220;, &#8220;<em>Piagnone</em>&#8220;, &#8220;<em>Perdente</em>&#8220;, &#8220;<em>Questo qui</em>&#8221; sono stati gli appellativi sciorinati nel corso della trasmissione. <a href="https://it.insideover.com/cronaca/la-pupa-e-il-riccone-la-vera-storia-del-processo-a-donald-trump.html">&#8220;<em>Sei andato con una pornostar quando tua moglie era incinta</em>&#8220;, &#8220;<em>Non ho fatto sesso con una pornostar</em>&#8220;</a>, un&#8217;altra vetta altissima. E poi ancora le battutacce sul <strong>golf</strong>, di fronte alla domanda <em>hot </em>sull&#8217;età.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Biden and Trump responded to questions about voter concerns regarding age and capability to serve during the CNN presidential debate in Atlanta. Watch CNN and follow live: <a href="https://t.co/1L1VCZQBWF">https://t.co/1L1VCZQBWF</a> <a href="https://t.co/02QySSSKkj">pic.twitter.com/02QySSSKkj</a></p>&mdash; CNN (@CNN) <a href="https://twitter.com/CNN/status/1806521129495871563?ref_src=twsrc%5Etfw">June 28, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Questa notte sulla <em>Cnn</em> è andato in onda uno <strong>spettacolo indecoroso</strong>. No, non per via delle solite schermaglie tra il guascone e il rimbambito. Non abbiamo visto nemmeno quelle. Indecoroso per la politica in sé, indecoroso per i momenti che viviamo. Indecoroso per un grande Paese che è stato terra promessa per molti e che ha per le mani parte del timone del Pianeta. Aspiranti piloti di quel timone, due bambini canuti, stanchi, incompetenti, capricciosi, <em>gaffeur</em>, senza alcuna idea del domani. Senza un progetto per un&#8217;America perduta e nessuna capacità di accendere gli animi. Hanno perso, hanno già perso entrambi. Per salvare la dignità, se non possono scegliere di fermarsi, che almeno non si presentino al dibattito di settembre.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-triste-spettacolo-del-duello-biden-trump-sulla-cnn.html">Biden-Trump sulla Cnn: la replica triste dello svanito contro lo spaccone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Elezioni Usa: bisogna scegliere il presidente, fateli salire sul ring</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-bisogna-scegliere-il-presidente-fateli-salire-sul-ring.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 07:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=425968</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1403" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1-600x438.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1-1024x748.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1-768x561.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1-1536x1122.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ora tocca a Biden-Trump ma il duello più famoso fu quello tra Kennedy e Nixon. E pensare che prima era toccato a due donne...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-bisogna-scegliere-il-presidente-fateli-salire-sul-ring.html">Elezioni Usa: bisogna scegliere il presidente, fateli salire sul ring</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1403" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1-600x438.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1-1024x748.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1-768x561.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627003824104_08d278ae57a2c13ea0ff3fd764c08ef1-1536x1122.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Stasera <strong><a href="https://it.insideover.com/video/chi-e-joe-biden-il-presidente-piu-anziano-della-storia-degli-usa">Joe Biden</a></strong> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html"><strong>Donald Trump</strong> </a>si sfideranno in un dibattito televisivo che andrà in onda sulla <em>Cnn</em>. Regole rigidissime regolamenteranno il ring fra i due: niente &#8220;appunti da casa&#8221;, nessuna possibilità di consultarsi con i rispettivi staff nelle pause pubblicitarie, ma soprattutto microfoni spenti mentre l&#8217;avversario sta parlando, per evitare l&#8217;effetto <em>talk show </em>urlato. Qualcuno, infatti, ricorderà il povero Biden costretto a sbottare nei confronti del disco rotto Trump, intimandogli di tacere una volta per tutte.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="&#039;Will you shut up, man?&#039;: Biden and Trump clash in first US presidential debate" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/vU0fx8d2FiY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_vU0fx8d2FiY");</script>
</div></figure>



<p>Una predilezione di pancia, quella degli americani per il <strong><em>wrestling</em> politico</strong>, che è intimamente legata alla storia della tv. Il tubo catodico, infatti, trasformò per sempre il dibattito politico, eleggendo elementi secondari come il <em>look</em>, la telegenia, l&#8217;ironia, la prontezza di spirito. Tutte doti che non fanno necessariamente un buon presidente, ma un campione dei media sì. Un metodo molto rischioso che espone a scivoloni imperdonabili. Come nel 1976, quando il presidente in carica <strong>Gerald Ford </strong>annunciò che il governo degli Stati Uniti non considerava Paesi come la Polonia o la Jugoslavia, schiacciati dall’egemonia sovietica. Una gaffe imperdonabile che pagò caramente nei sondaggi e al voto. Stessa sorte toccò a <strong>George Bush padre</strong>, che collezionò due figuracce nel primo dibattito del 1992: più volte non comprese le domande rivoltegli e molto spesso venne beccato a osservare nervosamente il suo orologio. Otto anni più tardi, nel 2000, il duello televisivo presidenziale vide protagonista di sospironi di impazienza il candidato democratico <strong>Al Gore</strong>, accusato di essersi comportato da saccente e maleducato, lasciando la vittoria a Bush figlio.</p>



<p>Quando si pensa alla storia dei duelli presidenziali in tv, la prima immagine che balza alla mente è lo scontro<strong> <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/vizi-privati-e-pubbliche-virtu-quando-le-spie-usa-coprivano-le-scappatelle-di-jfk.html">Kennedy</a>-Nixon nel 1960</strong>. Ben pochi sanno, o ricordano, che il primo dibattito televisivo ebbe luogo quattro anni prima, quando <strong>Adlai Stevenson sfidò Dwight Eisenhower</strong>: tuttavia, i due uomini non comparvero nel dibattito. Invece, il 4 novembre 1956, due loro sostituti discussero in tv: per i Democratici, l&#8217;ex First Lady e icona del partito <strong>Eleanor Roosevelt</strong>; per i repubblicani, la senatrice senior del Maine, <strong>Margaret Chase Smith</strong>. Nel 1956 Margaret Chase Smith era al suo secondo mandato al Senato e conosceva Eleanor Roosevelt da due decenni. &#8220;<em>Rispettavo e ammiravo la signora Roosevelt per la sua intelligenza e leadership attiva</em>&#8220;, scriverà Smith nella sua autobiografia. Smith era stata un’assidua frequentatrice della Casa Bianca ai tempi di Roosevelt ed era apparsa nel programma radiofonico della First Lady. Entrambi avevano rubriche su quotidiani periodici e nel 1956 apparivano regolarmente nelle liste delle donne più ammirate d&#8217;America.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="From the Archives: Eleanor Roosevelt and Senator Margaret Chase Smith on &quot;Face the Nation&quot; in 1956" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/XSYxwS0njKs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_XSYxwS0njKs");</script>
</div></figure>



<p><br>Il forum di dibattito fu il programma della CBS <em>Face the Nation</em> , allora alla sua seconda stagione: era la prima volta che una donna appariva in quel programma. Sebbene Smith non fosse ancora sicura delle sue capacità di dibattito, <strong>era fiduciosa di poter offrire un argomento forte a sostegno di Eisenhower. </strong>Si optò per una dichiarazione di chiusura di due minuti, anche se la CBS accettò con riluttanza. Vennero vagliate con attenzione chirurgica le scelte nel guardaroba e nell&#8217;acconciatura. Bisognava essere energiche ma educate, informate ma pudiche.<br>Il dibattito ebbe luogo due giorni prima delle elezioni e si concentrò quasi interamente su questioni di politica estera. Come previsto, Smith rimase equilibrata e taciturna, il che permise a Roosevelt di dominare, fino alle dichiarazioni conclusive. La tensione si tagliò fette tra le due virago, tanto da portare Eleanor Roosevelt a rifiutare la stretta di mano dopo il dibattito.</p>



<p>Quel primo duello dimostrò che la preparazione contava fino a un certo punto: vincente era chi sapeva <strong>bucare lo schermo</strong>. Il nuovo mezzo televisivo stava subendo un <em>boom</em> non solo negli USA, ma nel mondo intero. Ma come si giunse a quello storico dibattito? Nel 1960 entrambi i candidati avevano qualcosa da dimostrare e molto da perdere: da un lato, il senatore Kennedy, giovane, bello, rampollo di una delle più ricche famiglie della <em>East Coast</em>, doveva dimostrare di non essere un raccomandato, o peggio, una seconda scelta (come, in effetti, era). Dall’altro lato, Nixon, un uomo della <em>middle class</em>, storico vicepresidente di Eisenhower, doveva dimostrare di non essere “l’eterno secondo”. Le premesse erano buone: Kennedy era un animale da palcoscenico e Nixon un grande e saggio oratore.</p>



<p>Nel 1960, l’operazione duelli fu presa in carico dalle tre emittenti principali. La <strong>CBS</strong>, che sponsorizzò il primo; dalla <strong>NBC</strong>, che sponsorizzò il secondo; dalla <strong>ABC </strong>che sponsorizzò il terzo e quarto dibattito. Entrambi i candidati accettarono e presentarono un numero ragionevole di richieste affinché tutto si svolgesse con imparzialità. Vennero scelti giornalisti esperti: questi potevano fare domande a entrambi i candidati; in particolare nel primo e nel quarto dibattito entrambi poterono fare delle dichiarazioni di apertura prima che i giornalisti cominciassero con le loro domande.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="The First Kennedy-Nixon Debate of 1960" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/IrKXSTk9Sq4?start=26&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_IrKXSTk9Sq4");</script>
</div></figure>



<p>Se Kennedy veniva dato come vincente da coloro i quali avevano seguito il dibattito in tv, tutti quelli che avevano ascoltato il duello alla radio credevano che<strong> Nixon si fosse difeso meglio</strong>. In quell’occasione nuovi elementi balzarono agli occhi dell’opinione pubblica: le mani (tremanti o ferme), il volto (sudato o disteso), il <em>look </em>e la gestualità. Non a caso, nel primo duello, l’America intera fissò nella mente il contrasto tra il sorriso smagliante di Kennedy e il volto sudato e mal rasato di Nixon. Il trionfo televisivo di Kennedy (seguito da una vittoria di misura, invece) segnò così tanto la storia americana che, per i successivi sedici anni, nessun candidato alla presidenza ebbe più il coraggio di affrontare il proprio avversario in tv.</p>



<p>Quarantaquattro anni dopo, ancora una volta, gli Americani e il mondo si preparano a una nuova stagione elettorale. Sul ring, due cariatidi che si candidano a guida della nazione (e del mondo). Dopo il 27 giugno, un nuovo scontro è previsto il 10 settembre sulla Abc. Preparate i pop corn, altro che 1960.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-bisogna-scegliere-il-presidente-fateli-salire-sul-ring.html">Elezioni Usa: bisogna scegliere il presidente, fateli salire sul ring</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Russiagate, si riapre il caso: i misteri italiani di Joseph Mifsud</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/ma-chi-e-joseph-mifsud.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 15:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=426438</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joseph Mifsud (Screenshot da YouTube)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Dalla Sicilia alla Link University, ecco la vita di Mifsud prima dello scoppio del Russiagate e della sua misteriosa scomparsa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/ma-chi-e-joseph-mifsud.html">Russiagate, si riapre il caso: i misteri italiani di Joseph Mifsud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joseph Mifsud (Screenshot da YouTube)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Essere irreperibile da quasi sette anni ha portato un piccolo ipotetico vantaggio a <strong>Joseph Mifsud</strong>: la sua assenza davanti ai magistrati,<a href="https://www.agrigentonotizie.it/cronaca/intrigo-russiagate-spese-pazze-universita-non-luogo-procedere-mifsud.html"> ha comportato il &#8220;non luogo a procedere&#8221; nei suoi confronti da parte del Gup di Agrigento</a>. Ma qual è il nesso<a href="https://it.insideover.com/spionaggio/russiagate-si-riapre-il-caso-la-scomparsa-di-joseph-mifsud-luomo-chiave.html"> tra il nome più importante del cosiddetto <strong>Russiagate</strong></a> e la cittadina siciliana?</p>



<p>Mifsud in Italia ha ricoperto diversi incarichi. Tra cui anche quello di<strong> presidente del Consorzio Universitario di Agrigento</strong> e, in questa veste, secondo i magistrati della città dei templi il professore maltese avrebbe messo mano al portafoglio dell&#8217;ente per spese in realtà personali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il doppio volto di Mifsud</h2>



<p>Ad ogni modo, e al netto delle indagini al momento arenate per via della sua irreperibilità, per capire meglio chi è Joseph Mifsud occorre andare proprio ad Agrigento. Qui lo ricordano in tanti, sia al polo universitario che all&#8217;ex provincia. All&#8217;epoca infatti, era il 2009, a premere per la sua nomina era stato <strong>Eugenio D&#8217;Orsi</strong>, presidente della provincia di Agrigento. Nel 2019, quando il Russiagate era già diventato di dominio pubblico, l&#8217;ex amministratore agrigentino su <em>Byoblu</em> ha parlato di un<strong> doppio volto</strong> di Mifsud: &#8220;In un primo momento aveva portato molta speranza ad Agrigento &#8211; si legge nelle parole rilasciate cinque anni fa &#8211; poi è come scomparso, senza dubbio si è rivelato un ciarlatano&#8221;.</p>



<p>Mifsud è arrivato ad Agrigento su suggerimento, stando a quanto raccontato dallo stesso D&#8217;Orsi, di <strong>Roberto Di Mauro</strong>. Quest&#8217;ultimo è un deputato di lungo corso dell&#8217;assemblea regionale siciliana, fedelissimo dell&#8217;ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e attuale assessore nella giunta Schifani. Il politico, anch&#8217;egli agrigentino, a sua volta avrebbe conosciuto Mifsud in <strong>Egitto</strong> ed in quell&#8217;occasione sarebbe così nata un&#8217;intesa volta a realizzare in Sicilia un progetto universitario internazionale</p>



<p>Dopo la nomina ad Agrigento, in effetti qualcosa di positivo si era mosso: &#8220;Ricordo &#8211; afferma un ex studente del polo siciliano su <em>InsideOver</em> &#8211; che dialogava molto con noi studenti. Era un piacere sentirlo, poter avere un professore con tante conoscenze del mondo accademico internazionale qui ad Agrigento era un grande privilegio, in tanti hanno puntato su di lui&#8221;. </p>



<p>&#8220;Con alcuni colleghi di Giurisprudenza avevamo fondato un&#8217;associazione all&#8217;interno dell&#8217;università &#8211; racconta sempre a InsideOver un altro studente &#8211; era il 2010 e lui, quando è venuto a conoscenza della nostra realtà, ha dato subito ordine ai funzionari di trovarci una stanza per avere una sede. Non ce l&#8217;aspettavamo e questo per noi aveva rappresentato all&#8217;epoca un grande significato&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="SICILIA TV - Cupa Agrigento - Joseph Mifsud è il nuovo presidente" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/5xy-9GByN0c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_5xy-9GByN0c");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La traccia lasciata ad Agrigento</h2>



<p>Gli ex studenti, nel parlare di Mifsud, evidenziano però anche alcuni aspetti quantomeno <strong>controversi</strong>: &#8220;Non mancavano elementi strani nel suo comportamento &#8211; ha dichiarato uno di loro &#8211; una volta ad esempio ha invitato a cena tutti i soci della nostra associazione. Al ristorante si era presentato con una collaboratrice di San Pietroburgo, una studentessa di cui non capivamo il ruolo e che poi non abbiamo più visto&#8221;. Però, in uno dei tanti incontri con gli studenti di allora, nelle sue parole emergeva realmente la volontà di portare in Sicilia molti progetti e molte collaborazioni dall&#8217;estero.</p>



<p>Qualcosa è cambiato a partire dal 2012, quando di quei progetti poi non c&#8217;è stata traccia. Ed è quello il momento in cui anche l&#8217;ex presidente della provincia D&#8217;Orsi ha ravvisato un drastico mutamento nel comportamento di Mifsud: &#8220;Qui lo si vedeva sempre meno &#8211; conferma un dipendente del polo universitario di Agrigento &#8211; poi qualche anno dopo è venuta alla luce l&#8217;inchiesta sulle sue presunte spese pazze&#8221;.</p>



<p>Un riferimento all&#8217;indagine descritta in precedenza, dove Mifsud è accusato di aver usato i soldi dell&#8217;università per spese personali: trasferte, tablet, cellulari, tutto finito nelle sue mani ma pagato con i soldi dei contribuenti. Ma, per l&#8217;appunto, l&#8217;inchiesta raramente potrà accertare la verità perché di Mifsud non si ha traccia: &#8220;E all&#8217;80% &#8211; <a href="https://it.insideover.com/politica/all80-mifsud-e-morto.html">ha dichiarato nel 2019 una fonte della procura di Agrigento a InsideOver </a>&#8211; riteniamo sia morto&#8221;. In città ha comunque lasciato traccia soprattutto della sua seconda fase, quella dei progetti mai compiuti e del mistero relativo alla sua funzione a capo del polo universitario. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una personalità misteriosa</h2>



<p>Dopo Agrigento, Mifsud è rimasto spesso in Italia per via della sua attività alla<strong> Link Campus</strong>. Un&#8217;attività limitata ad alcuni seminari, secondo il numero uno della Link, <strong>Vincenzo Scotti</strong>. Tuttavia, Mifsud per l&#8217;università avrebbe svolto diversi incarichi ed è proprio qui che si è incontrato, nel 2016, con <strong>George Papadopoulos</strong>, ex collaboratore di Donald Trump. Un incontro da cui sarebbe poi nata l&#8217;intera vicenda legata al Russiagate. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Vincenzo Scotti: &quot;Joseph Mifsud? Una banderuola, va in una direzione o nell&#039;altra&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/y3H0gCTHnLo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_y3H0gCTHnLo");</script>
</div></figure>



<p>Professore capace, ma anche personaggio misterioso, persona molto empatica con gli studenti ma, al tempo stesso, amministratore sospettato di appropriarsi di soldi dell&#8217;ente. Tanti volti e tanti misteri attorno a Mifsud, ancora oggi irrisolti. Intanto il prossimo 31 ottobre, passeranno sette anni dalla sua ufficiale scomparsa e la sua ultima immagine risale al 2018. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/ma-chi-e-joseph-mifsud.html">Russiagate, si riapre il caso: i misteri italiani di Joseph Mifsud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aborto, la parola che Biden ha paura di pronunciare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/aborto-la-parola-che-biden-ha-paura-di-pronunciare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 10:32:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=415982</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1016" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joe Biden (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-1024x694.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&#8220;Le parole sono importanti&#8220;, diceva qualcuno. La parola &#8220;aborto&#8220;, tuttavia, non è una parola leggera e negli Stati Uniti ha scatenato spesso dibattiti politicamente feroci e fisicamente violenti tra pro-life e pro-choice. L&#8217;amministrazione Biden, quando ancora era in nuce, ha puntato su varie tematiche forti, quelle che in America vanno sotto il nome di moral &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/aborto-la-parola-che-biden-ha-paura-di-pronunciare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/aborto-la-parola-che-biden-ha-paura-di-pronunciare.html">Aborto, la parola che Biden ha paura di pronunciare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1016" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joe Biden (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-1024x694.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&#8220;<em>Le parole sono importanti</em>&#8220;, diceva qualcuno. La parola &#8220;<strong>aborto</strong>&#8220;, tuttavia, non è una parola leggera e negli Stati Uniti ha scatenato spesso dibattiti politicamente feroci e fisicamente violenti tra <em>pro-life</em> e<em> pro-choice</em>. L&#8217;amministrazione Biden, quando ancora era in nuce, ha puntato su varie tematiche forti, quelle che in America vanno sotto il nome di <em>moral issues</em>, e che scuotono nelle viscere l&#8217;elettorato. Uno fra questi temi era proprio la <strong>libertà riproduttiva</strong>, intesa nel senso più ampio possibile: dalla contraccezione all&#8217;aborto, passando per la pillola del giorno dopo e la fecondazione assistita. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Biden alle prese con l&#8217;aborto nel 2020</h2>



<p>Fresco di insediamento, nel 2021, Biden e la sua amministrazione si erano ritrovati ad affrontare <a href="https://it.insideover.com/politica/aborto-e-pena-di-morte-le-questioni-morali-che-incombono-su-biden.html">un&#8217;ondata di misure restrittive </a>nei vari Stati, tanto da far temere sin da subito un ribaltamento della celebre <em><strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roe_contro_Wade#:~:text=Roe%20contro%20Wade%20%C3%A8%20una,nella%20giurisprudenza%20statunitense%20sull'aborto.">Roe vs. Wade</a></strong></em>, come poi sarebbe accaduto in seguito. Nella campagna elettorale del 2020, le compagne di partito come Kamala Harris e Elisabeth Warren avevano preso l’iniziativa nel proporre ampie piattaforme sul diritto all’aborto: in tutta risposta Biden si schierò con la <em>Roe vs Wade</em> piuttosto tardivamente, continuando a essere reticente sul tema. Vi è da dire, però, che nei suoi primi 100 giorni in carica, ha annullato le restrizioni sulle pillole abortive, sul finanziamento della <em>Planned Parenthood</em> e rimosso gli ostacoli alla ricerca medica che utilizza tessuti fetali ottenuti da aborti. </p>



<p>Ma era questa la vera natura di Joe Biden prima di diventare presidente? Affatto. Era il 2019 quando il cattolico Biden finì in mezzo al fuoco incrociato degli avversari dentro ai dem per aver sostenuto la legge che impedisce il finanziamento federale all&#8217;aborto: ergo, tutto quello che è venuto dopo è stato <em>build up </em>da presidente progressista, degno successore di Barack Obama, ma in qualche modo &#8220;artefatto&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Biden dopo il ribaltamento della Roe vs Wade</h2>



<p>Il 24 giugno del 2022, tuttavia, è stato tempo di abbandonare gli indugi in quello che Biden stesso ha definito &#8220;<a href="https://it.insideover.com/donne/biden-un-giorno-triste-per-gli-usa-sullaborto-un-grave-errore.html">un giorno triste per gli Stati Uniti</a>&#8221; e un &#8220;grave errore&#8221;. Fu quella l&#8217;occasione per ribadire i pregi di una legge dai frutti <em>bipartisan</em> e che aveva prosperato per ben tre presidenze repubblicane (Nixon, Reagan, Bush), ma anche per svelare le debolezze dell&#8217;amministrazione sul tema: in quell&#8217;occasione Biden aveva ripetuto una serie di slogan volti ad appoggiare la battaglia delle donne d&#8217;America, ma più di qualcuno aveva notato che, al di là dei toni di quel discorso, l&#8217;attenzione era scivolata verso l&#8217;eufemismo ben più generico &#8220;<strong>salute della donna</strong>&#8220;, menzionando quasi mai la parola &#8220;<em>abortion</em>&#8220;. Tutto questo accadeva a soli cinque mesi dalle <a href="https://it.insideover.com/politica/ne-con-biden-ne-con-trump-come-il-voto-personale-ha-definito-le-midterm.html">midterm</a>. Le elezioni di metà mandato, nel novembre 2022, si sono rivelate una vera epifania per la questione aborto, ritenuta a lungo &#8220;troppo intellettuale&#8221; e &#8220;troppo di genere&#8221; per spostare voti. I seggi erano appena chiusi negli <em>eastern states</em> quando i primi exit poll restituivano la classifica dei temi prioritari per gli elettori: non sorprese che l’inflazione avesse ottenuto il 32% ma colpì come l’aborto avesse registrato <strong>una rilevanza del 27%</strong>. Circa il 60% di tutti gli elettori affermarono che l’aborto dovrebbe essere legale nella maggior parte o in tutti i casi, rispetto al 51% delle elezioni generali del 2020.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto conta l&#8217;aborto nella campagna elettorale del 2024?</h2>



<p>Solo pochi giorni fa, un sondaggio della <em><a href="https://www.kff.org/womens-health-policy/poll-finding/kff-health-tracking-poll-march-2024-abortion-in-the-2024-election-and-beyond/">Kaiser Family Foundation</a> </em>ha cercato di prendere la temperatura alla nazione su questa vicenda, per provare a comprendere che flussi di voto l&#8217;aborto sarà in grado di spostare. Circa la metà degli elettori registrati sostiene che la questione avrà un grande impatto sulle elezioni di novembre e <strong>1 elettore su 8 sostiene che l&#8217;aborto sarà una questione primaria</strong> per la propria scelta di voto personale. Particolarmente motivante per le <strong>donne nere</strong>, di cui un quarto condivide questa priorità. Il problema resta trainante per le elettrici democratiche (22%), per quelle che vivono in Stati dove l&#8217;aborto è vietato (19%) e donne in età riproduttiva (17%). La metà degli elettori che ha indicato il diritto all&#8217;aborto come principale fattore mobilitante il proprio voto sostiene che l&#8217;interruzione di gravidanza andrebbe legalizzata in tutti i casi: di questo gruppo, circa il 48% sostiene di votare per Joe Biden qualora si andasse al voto in questo giorni, mentre il 26% sostiene di voler scegliere Trump. </p>



<p>A conti fatti, 1 su 8 non rappresenta una cifra che riflette la maggioranza degli elettori ma, in una tornata elettorale complessa come questa, potrebbe risultare decisiva. Le elettrici nere, ad esempio, saranno un gruppo fondamentale: tendono a votare democratico e a contribuire all&#8217;alta affluenza alle urne. In linea più generale Biden, sembra incontrare una lieve percentuale in più di elettori pronti a fidarsi di lui su questo tema (il 38%) rispetto a Trump (29%), ma resta che una quota significativa di elettori, 1 su 5, ritiene di non fidarsi di nessuno dei due su un tema così delicato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dilemma di Biden, oggi</h2>



<p>Ora Biden si trova in un pericoloso <em>cul-de-sac</em>, pressato dal mondo della <em>far left</em> ma anche dai conservatori democratici, in particolar modo al Sud: è questa la<strong> schiavitù</strong> di ogni candidato democratico dalla notte dei tempi. Da qui fino a novembre, ogni passo sul tema rischia di compromettere un risultato che non è affatto scontato: tutti i candidati alla presidenza ricordano bene il caso del 1992, quando, al di là della crisi economica, la scelta antiabortista costò a Bush padre la rielezione. L&#8217;ultimo discorso di Joe Biden sullo stato dell&#8217;Unione, nemmeno una settimana fa, è sembrato restituire <em>verve</em> all&#8217;intero carrozzone democratico claudicante. Così come è sembrato dare nuovo smalto a certe battaglie democratiche. </p>



<p>Ma al di là dei toni frizzanti del presidente in quel di Capitol Hill, il discorso ha svelato- per l&#8217;ennesima volta- il difficile approccio di Biden al tema aborto. Anche in questa occasione il presidente ha puntato su &#8220;<strong>libertà di scelta</strong>&#8221; e &#8220;<strong>libertà riproduttiva</strong>&#8220;. Ancor più grave la modifica in corso d&#8217;opera al discorso scritto, ove &#8220;la legge del Texas vieta l&#8217;aborto&#8221; si è trasformato in &#8220;la legge del Texas ha vietato la sua capacità di agire&#8221;, riferendosi a una donna presente in aula, costretta a fuggire dallo Stato per abortire. Un messaggero imperfetto, dunque, questo<strong> Biden che gioca a fare il progressista che non è mai stato</strong>. Vista dal di fuori, la strategia della campagna di Biden sembra, per ora, lasciar &#8220;andare&#8221; il presidente a ciò che è: un 81enne cattolico che ha visto e rivisto spesso le sue opinioni conservatrici su alcuni temi. Puntare al tema più generale della &#8220;libertà riproduttiva&#8221; potrà sì fargli guadagnare voti (il ribaltamento della <em>Roe vs Wade </em>attacca anche altri punti come fecondazione in vitro e controllo delle nascite), ma rischia di alienare l&#8217;appoggio di chi vuol sentire la parola aborto, al di là di ogni stigma.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/aborto-la-parola-che-biden-ha-paura-di-pronunciare.html">Aborto, la parola che Biden ha paura di pronunciare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I dem incastrati nella &#8220;trappola&#8221; Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-dem-incastrati-nella-trappola-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 07:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=414491</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="749" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Joe-Biden-La-Presse-e1569049043125.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joe Biden" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Joe-Biden-La-Presse-e1569049043125.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Joe-Biden-La-Presse-e1569049043125-300x117.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Joe-Biden-La-Presse-e1569049043125-768x300.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Joe-Biden-La-Presse-e1569049043125-1024x399.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando Barack Obama, nel suo libro di memorie A Promise Land , ripercorse le ragioni che lo avevano portato a scegliere Joe Biden come suo vice, l&#8217;espressione usata fu &#8220;He did his homework&#8220;. Un bravo scolaro, dunque, dalla lunga carriera al Congresso, un uomo mite ed esperto, estremamente resiliente-perché fiaccato terribilmente dal destino che gli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-dem-incastrati-nella-trappola-biden.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-dem-incastrati-nella-trappola-biden.html">I dem incastrati nella &#8220;trappola&#8221; Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="749" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Joe-Biden-La-Presse-e1569049043125.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joe Biden" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Joe-Biden-La-Presse-e1569049043125.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Joe-Biden-La-Presse-e1569049043125-300x117.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Joe-Biden-La-Presse-e1569049043125-768x300.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Joe-Biden-La-Presse-e1569049043125-1024x399.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando <strong>Barack Obama</strong>, nel suo libro di memorie <em>A Promise Land </em>, ripercorse le ragioni che lo avevano portato a scegliere <strong>Joe Biden </strong>come suo vice, l&#8217;espressione usata fu &#8220;<em>He did his homework</em>&#8220;. Un bravo scolaro, dunque, dalla lunga carriera al Congresso, un uomo mite ed esperto, estremamente resiliente-perché fiaccato terribilmente dal destino che gli portò via moglie e figlia in un tragico incidente d&#8217;auto. Ma è proprio in queste umane valutazioni che nell&#8217;ormai lontano 2008 si è andato a creare quel progressivo buco nero in cui sono rimasti intrappolati i democratici americani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vittoria della nomination nel 2020</h2>



<p>Tralasciando i se e i ma su cosa sarebbe potuto accadere nel 2016, bisogna ricordare come Biden ha vinto la <strong>corsa alla nomination nel 2020</strong>. Se Bernie Sanders, Elisabeth Warren e Pete Buttigieg non si erano risparmiati per nulla durante la corsa interna al partito, Biden aveva risparmiato le forze rispetto ai suoi compagni di corsa, decisamente più energici. I primi episodi delle primarie ne furono una conferma: Nevada, New Hampshire e Iowa furono sconfitte brucianti per il candidato Biden. Fu la South Carolina ad accendere gli animi degli elettori dem, che con il contributo dell&#8217;elettorato <em>black</em>, conferì al futuro presidente degli Stati Uniti una poderosa vittoria. Da qui, l&#8217;abbandono della competizione da parte dei suoi rivali e l&#8217;agevole conquista della <em>nomination</em> che si palesò nella tarda primavera dell&#8217;<em>annus horribilis </em>del mondo.</p>



<p>Tutto il resto è già storia. Se i fatti di Capitol Hill avevano fatto ben sperare in un presidente di polso e <em>di tutti</em>, il <em>pater familias</em> in grado di lenire le ferite di una nazione divisa, Joe Biden si è presto trasformato in una sorta di meme vivente, quasi a dimostrare che &#8220;essere una brava persona&#8221; non è condizione sufficiente a guidare una potenza egemone in difficoltà. Dall&#8217;elezione drammatica che lo ha visto sconfiggere <strong>Donald Trump</strong> sono passati quasi quattro anni e da allora il Partito Democratico non è stato in grado di partorire alcuna proposta alternativa a Biden il <em>gaffeur</em>, costretto ad arrancare fra due enormi conflitti all&#8217;estero e una politica interna pericolosa come una pentola a pressione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali alternative a Biden?</h2>



<p>Quali sarebbero state, dunque, le alternative per i democratici, per scrollarsi di dosso l&#8217;ottuagenario vicario di Obama che non è riuscito nei suoi intenti? Un anno fa <a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2023/02/05/poll-biden-trump-2024/">un sondaggio Post-ABC News</a> rivelava che <strong>il 58% degli elettori democratici non volesse Biden come candidato alla presidenza</strong>. Da parte del partito, invece, si iniziava già a percepire un allineamento con l&#8217;<em>incumbent</em>, materializzando una strana disconnessione con l&#8217;elettorato. L&#8217;apparato del partito-che non può non subire l'&#8221;occupazione&#8221; da parte del candidato ingombrante, ha preferito, dunque, la sicurezza all&#8217;ignoto. C&#8217;è da biasimarli? Dalla prospettiva esterna ai dem, è molto facile dire &#8220;<strong>candidati alternativi</strong>&#8220;: l&#8217;opzione più saggia sarebbe quella di giungere a un <em>ticket</em> uomo-donna, d&#8217;età compresa fra i 40 e (non oltre) i 70, possibilmente vincitore in un <em>swing state</em> (o almeno rosso). Ma pur utilizzando un crivello di questo tipo a livello nazionale, i candidati papabili risulterebbero tutti semisconosciuti a livello nazionale, esponendo il partito a gravissimi attacchi: qualcuno obietterà che nel 2008 si ragionò differentemente, permettendo a Obama di diventare forte (e testato) primaria dopo primaria. Ma simili miracoli accadono una volta sola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dubbi su Kamala Harris</h2>



<p>La soluzione più a buon mercato, persistente nei <em>rumors</em> attorno alla Casa Bianca, sarebbe stata per molti <strong>Kamala Harris</strong>. Una vice tuttavia destinata a essere meteora caduta in disgrazia. Quando venne scelta, dopo degli inizi al vetriolo con l&#8217;allora competitor Biden (arrivò ad accusarlo di razzismo, ricordiamolo), Harris incarnava tutto ciò che non era il suo presidente. Nera, sangue misto, professionista di alto profilo, ma mai confrontatasi con il test elettorale, e soprattutto senza un suo &#8220;popolo&#8221;. Se questa idea poteva ancora convincere qualcuno fino a due anni fa, dentro e fuori il partito, alcune sortite di Harris ne hanno minato la credibilità: strafalcioni, risate sguaiate, ineleganza in varie occasioni, <em>in primis</em> il suo viaggio di stato in Messico e Guatemala al grido di <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-al-di-la-di-biden-e-trump-le-alternative-impossibili-in-vista-del-2024.html">&#8220;Non venite!&#8221;</a>. All&#8217;impopolarità del suo principale, dunque, Harris ha aggiunto la propria, <strong>diventando incandidabile a sua volta</strong>. Tuttavia, l&#8217;inossidabile n.2 alla Casa Bianca, non si arrende al suo ruolo ombra e proprio di fronte alle nuove difficoltà di Biden pare aver gettato la maschera: nei giorni scorsi, in seguito al report del procuratore Huron che ha bollato Biden come &#8220;anziano e smemorato&#8221;, Harris si è detta &#8220;<em>pronta a servire come presidente</em>&#8220;, mettendo sotto scacco il partito. I dem, infatti, ora si vedrebbero costretti a riconoscere alla vicepresidente una sorta di prelazione nella corsa alla Casa Bianca, qualora Biden decidesse di fare un passo indietro. Questo, del resto, la mette in diretta competizione con un&#8217;altra donna nera, <strong>Michelle Obama</strong>, sulla cui ascesa nel partito si vocifera fin dall&#8217;ultimo giorno del mandato del consorte, ma la cui attuazione è molto ben lontana dal romanzetto rosa che in molti dipingono: la sua discesa in campo, infatti, è meno agevole di quel che sembra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La trappola Kamala Harris</h2>



<p>Ad onor del vero, qualsiasi vicario pronto a sostituite Biden diverso da Harris equivarrebbe ad <strong>ammettere davanti alla nazione intera due aspetti gravissimi</strong>: 1) negli ultimi quattro anni gli Stati Uniti sono stati nelle mani di un anziano inaffidabile per il quale è giunto il tempo di andare in soffitta perché divenuto ormai una mina vagante; 2) smarcarsi da Harris, per i dem, sarebbe la prova di aver toppato anche sulla vice, mettendo potenzialmente gli Stati Uniti nelle mani di un&#8217;incompetente che sfiora quasi il <a href="https://projects.fivethirtyeight.com/polls/approval/kamala-harris/">53% di disapprovazione</a>. A questo si è aggiunto un panorama di &#8220;alternative&#8221; desolante, costituito soltanto dal senza speranze Dean Phillips, dalla pecora nera dei Kennedy Robert F. (poi passato agli indipendenti), e infine dalla guru del self-help Marianne Williamson. Un carrozzone sguarnito, e non solo per via della deferenza verso Biden, ma anche per l&#8217;assenza di volti carismatici che non scadessero nelle filippiche da <em>far left </em>alla Ocasio-Cortez. Quanto basta a far sembrare il circo degli avversari una fucina politica vivace e frizzante, e che ha cercato-suo malgrado-di tener testa all&#8217;incorreggibile Donald Trump.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-dem-incastrati-nella-trappola-biden.html">I dem incastrati nella &#8220;trappola&#8221; Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La campagna di Biden e la maledizione di Carter</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-campagna-di-biden-e-la-maledizione-di-carter.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 11:20:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=413787</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come la lotta all'inflazione e le crisi in Medio Oriente accomunano le amministrazioni dei due presidenti democratici</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-campagna-di-biden-e-la-maledizione-di-carter.html">La campagna di Biden e la maledizione di Carter</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21775839_medium-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è un fantasma, o forse più di uno, che si aggira al 1600 di Pennsylvania Avenue. Non è solo quello del ritorno di <strong>Donald Trump</strong>, il cavaliere oscuro favorito tra gli sfidanti repubblicani per ottenere la nomination del partito, bensì anche quello di un altro predecessore del presidente <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/persone/joe-biden-133796.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biden</a> </strong>appartenente però alla sua stessa famiglia politica. A turbare il sonno del vecchio Joe, sempre più in affanno nei sondaggi, è infatti <strong>Jimmy Carter</strong>, eletto per un solo mandato dal 1977 al 1981, il cui sfortunato destino a Washington rappresenta un incubo ricorrente per l’attuale inquilino della Casa Bianca.&nbsp;</p>



<p>I due si conoscono dal 1974 quando l’allora senatore Biden incontrò per la prima volta Carter, all’epoca governatore della Georgia. Quest&#8217;ultimo era incuriosito dalla folgorante ascesa del giovane a <em>Capitol Hill</em> e stando alle testimonianze legarono molto. “Gli dissi che alla gente importa più la credibilità e se un candidato ha a cuore i loro interessi piuttosto che i programmi e le capacità di risolvere problemi”, così rispose il parlamentare del Delaware all&#8217;amministratore del <em>Peach state</em> che di lì a due anni sarebbe sceso in campo per la presidenza.&nbsp;</p>



<p>Non potevano sapere che un giorno entrambi avrebbero condiviso l’esperienza unica di entrare nello Studio Ovale per guidare il Paese affrontando problematiche quasi identiche. In politica interna un’inflazione elevata. Negli affari esteri una turbolenta situazione in <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/assedio-su-israele-ed-escalation-nel-mar-rosso-cos-pu-2264691.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medio Oriente</a>.&nbsp;“I crescenti costi legati all’aumento dei prezzi stanno danneggiando il tessuto della società americana” scriveva Biden nel 1978, al tempo della sua campagna per la rielezione al Senato, puntando il dito contro i costi e l’inefficienza del governo mentre Carter era al secondo anno della sua presidenza. L&#8217;<strong>inflazione</strong> all’epoca si aggirava intorno al 13%, quasi 10 punti in più rispetto al livello corrente che pure mette in difficoltà l’attuale presidente e potrebbe impedirne la vittoria il prossimo novembre. </p>



<p>Eppure, nonostante le divergenze politiche accentuate da un certo protagonismo mediatico da parte di Biden &#8211; “sta imparando ma non abbastanza in fretta” sosteneva il giovane politico riferendosi a Potus &#8211;&nbsp;la relazione tra i due non ne ha mai sofferto. Rievocando quel periodo il <em><a href="https://www.wsj.com/politics/elections/biden-knew-carter-was-in-trouble-in-1979-now-hes-in-the-same-boat-74c96cdb" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wall Street Journal</a></em> ricorda che l’allora senatore sostenne la corsa di Carter per un secondo mandato dichiarando nell&#8217;aprile del 1980 che il loro candidato, pur non essendo la scelta migliore, stava facendo un &#8220;buon lavoro&#8221;. Un intervento che lascia emergere come i due siano stati uniti anche da uno scarso sostegno popolare.</p>



<p>L’inflazione non fu comunque l’unico fattore ad affondare la rielezione di Carter deprimendo i suoi indici di gradimento nazionale. Esauritosi il lungo e sfortunato impegno americano in Vietnam, il <strong>Medio Oriente</strong> era diventato una nuova fonte di preoccupazione per gli Stati Uniti. La rivoluzione teocratica in Iran aveva determinato la fine dell’alleanza tra Washington e Teheran dando il via ad una crisi che ancora oggi resta insoluta e minaccia di precipitare l’intera regione nel caos. Per liberare i 53 dipendenti dell’ambasciata americana tenuti in ostaggio dal nuovo regime iraniano il presidente autorizzò nell’aprile del 1980 la spericolata operazione <em>Eagle Claw</em> che si concluse in un disastro con la morte di otto militari della<em> Delta Force</em> e la fine del sogno per Carter di un secondo mandato alla <strong>Casa Bianca</strong>.</p>



<p>È probabile che in questi mesi che precedono le <a href="https://www.ilgiornale.it/tag/elezioni-usa-167885.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>elezioni presidenziali</strong></a> Biden stia osservando con orrore l&#8217;accumularsi delle somiglianze tra la sua amministrazione e quella del suo lontano predecessore.&nbsp;Il presidente democratico conosce bene la storia. Sa di essere impegnato in una lotta non solo contro l&#8217;inflazione e i <em>proxies</em> di Teheran ma anche contro un destino tremendamente familiare. E in un modo o nell&#8217;altro, all&#8217;ombra di Carter, questa sarà la sua ultima battaglia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-campagna-di-biden-e-la-maledizione-di-carter.html">La campagna di Biden e la maledizione di Carter</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trump e l&#8217;agenda choc contro il deep State</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-e-lagenda-choc-contro-il-deep-state.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Dec 2023 08:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Bureau of Investigation (Fbi)]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=412978</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il candidato favorito del partito repubblicano prepara il piano più radicale e vendicativo della storia recente degli Stati Uniti</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-lagenda-choc-contro-il-deep-state.html">Trump e l&#8217;agenda choc contro il deep State</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_2023120917154261_919b6ffc1486e46b25bb10c7a12da78c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per tracciare scenari di un possibile secondo mandato di <strong>Donald Trump </strong>alla Casa Bianca non è necessario ricorrere alla fantasia. Basta ascoltare le sue parole e quelle dei suoi alleati. “Dittatore solo per un giorno per chiudere il confine e trivellare” ha dichiarato il miliardario a <em>Fox News</em>. “Daremo la caccia ai cospiratori, non solo nel governo ma anche nei media” minaccia Kash Patel, alleato dell’ex presidente che potrebbe avere un ruolo di primo piano nella sicurezza nazionale in caso di rielezione del candidato del <strong>partito repubblicano</strong>. Queste sono solo alcune delle affermazioni che insieme alle indiscrezioni di stampa permettono di delineare un Trump bis a poche settimane dai <em>caucus</em> in Iowa.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vendetta sul nemico</h2>



<p>Il filo conduttore delle iniziative che il <em>tycoon </em>potrebbe realizzare in caso di vittoria sarebbe all’insegna della <strong>lotta al <em>deep State</em></strong>, i “poteri forti” interni al governo e alla società americane rappresentati come ostili al <em>disrupter in chief</em>. Già nel primo mandato si era registrato uno scontro acceso&nbsp;con esponenti del mondo giudiziario, della politica (non solo appartenenti al partito democratico), delle istituzioni, dei media e della <strong>Cia</strong>. Altri quattro anni alla Casa Bianca per Trump si configurerebbero quindi come la sfida finale contro elementi da lui ritenuti colpevoli per la sconfitta del 2020. Una versione sostenuta dal popolo Maga, adesso nel mirino dell&#8217;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/lfbi-lancia-lallarme-i-seguaci-trump-minaccia-stati-uniti-2225676.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fbi</a>.</p>



<p>“Se da presidente vedrò qualcuno che mi attacca pesantemente dirò: incriminatelo” ha dichiarato Trump in un’intervista al canale <em>Television </em>rafforzando le voci riportate dal <em>Washington Post </em>secondo le quali il <em>tycoon </em>vorrebbe processare Bill Barr, ex ministro della Giustizia, e John Kelly, ex capo di gabinetto, per aver espresso posizioni a lui contrarie. Un desiderio di vendetta che si estenderebbe anche al generale Mark Milley per essersi opposto all<strong>’uso della forza </strong>contro i manifestanti e per aver stabilito un canale di comunicazione per rassicurare i cinesi negli ultimi turbolenti giorni della presidenza del miliardario.&nbsp;</p>



<p>La ricetta del candidato repubblicano prevederebbe una “militarizzazione” del ministero della Giustizia con indagini a tappeto contro gli oppositori e, come riporta il <em>New York Times</em>, l’impiego dell’esercito per sedare le proteste facendo appello all’<em>Insurrection Act</em> del 1807. Il quotidiano ricorda che, dopo la repressione di piazza Tienanmen da parte del regime cinese, Trump decantò in un’intervista a <em>Playboy </em>i vantaggi del “<a href="https://www.nytimes.com/2023/12/04/us/politics/trump-2025-overview.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">potere della forza</a>”. La Signora in grigio evoca persino un possibile invio di militari a Chicago per cercare di porre fine alla violenza e alle sparatorie in città. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;espansione del governo</h2>



<p>Il programma del <em>Make America great again</em> <em>2.0 </em>proseguirebbe con l’occupazione di circa 4000 posti chiave governativi e la nomina di migliaia di fedelissimi trumpiani anche in posizioni pubbliche di fascia intermedia. Per combattere l’<strong>immigrazione&nbsp;clandestina</strong> l’ideologo in materia alleato dell’ex presidente, Stephen Miller, sarebbe già al lavoro per redigere un piano che, stando alle parole dello stesso <em>tycoon</em>, realizzerebbe “la più grande operazione di deportazione interna nella storia americana” con raid, campi di detenzione e voli di rimpatrio. &nbsp;</p>



<p>Per il <em>Wall Street Journal </em>Trump ha in mente l’espansione del ruolo delle autorità&nbsp;federali in una delle aree sin qui ritenute di competenza dei singoli Stati come l’<strong>istruzione</strong>. Una rivoluzione per il partito che fu di Ronald Reagan per il quale il governo era il problema e non la soluzione. Nell’agenda del miliardario ci sarebbero la creazione di un organismo che concederebbe&nbsp;licenze per l&#8217;insegnamento solo ai professori che “abbracciano i valori patriottici e il modello di vita Usa” e l’istituzione di una “<em>American Academy</em>”, università pubbliche dalle finalità <em><strong>anti-woke</strong></em>. </p>



<p>A completare il programma&nbsp;più radicale di un candidato presidenziale nella storia recente degli Stati Uniti vi sarebbero poi il divieto ai medici di fornire assistenza ai giovani <em>transgender </em>che vogliono intraprendere il percorso per il cambio di sesso e la fondazione su terreni federali di una decina di <strong><em>freedom cities</em> </strong>delle dimensioni di Washington D.C. L’obiettivo sarebbe quello di lanciare una campagna di “abbellimento” nazionale in tutto il Paese per “sbarazzarsi degli edifici brutti” e ripensare gli spazi pubblici.&nbsp;</p>



<p>La possibilità di un ritorno del <em>tycoon </em>alla <strong>Casa Bianca</strong> spacca gli Stati Uniti tra sostenitori e contrari. In campo repubblicano l’ex deputata Liz Cheney afferma che&nbsp;“non possiamo sopravvivere ad un presidente che vuole porre fine alla Costituzione” mentre l’ideologo <em>neocon</em> Robert Kagan ha pubblicato un lungo saggio sul <em>Washington Post </em>dal titolo “una <strong><a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2023/11/30/trump-dictator-2024-election-robert-kagan/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dittatura di Trump</a></strong> sta diventando sempre più inevitabile: smettiamola di far finta di niente”. Considerato l&#8217;aggressivo programma nazionale propugnato dal candidato al momento in testa nelle preferenze dei simpatizzanti del Gop, il voto per le presidenziali del 2024 potrebbe trasformarsi in una competizione tra gli americani che sarebbero rassicurati dal trionfo dell'&#8221;uomo forte&#8221; sul <em>deep State</em> e quelli che troverebbero terrificante tale prospettiva.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-lagenda-choc-contro-il-deep-state.html">Trump e l&#8217;agenda choc contro il deep State</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/735 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-14 17:08:24 by W3 Total Cache
-->