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	<title>Elezioni primarie negli Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
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	<title>Elezioni primarie negli Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
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		<title>I democratici Usa cambiano il calendario delle primarie: Biden sigilla la ricandidatura</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-primarie-democratici-usa-biden-2024.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni primarie negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="biden" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;impronta di Joe Biden sul Partito Democratico Usa si riflette sulle prossime elezioni, che potrebbero restare appannaggio del politico ormai 80enne. Con l&#8217;approvazione definitiva del nuovo calendario delle primarie presidenziali, a prevalere è stata la linea del Presidente, da tempo fautore di un cambiamento che rispecchiasse maggiormente l&#8217;aspetto degli elettori del partito. Via l&#8217;Iowa, protagonista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-primarie-democratici-usa-biden-2024.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-primarie-democratici-usa-biden-2024.html">I democratici Usa cambiano il calendario delle primarie: Biden sigilla la ricandidatura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="biden" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230205140823860_893704482e9bc58e65893800eab3614a-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;impronta di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a></strong> sul Partito Democratico Usa si riflette sulle prossime elezioni, che potrebbero restare appannaggio del politico ormai 80enne. Con l&#8217;approvazione definitiva del nuovo <strong>calendario delle primarie presidenziali</strong>, a prevalere è stata la linea del Presidente, da tempo fautore di un cambiamento che rispecchiasse maggiormente l&#8217;aspetto degli elettori del partito. </p>



<p>Via l&#8217;Iowa, protagonista dei caotici caucus del 2020 che non hanno mai proclamato un vero vincitore, dentro Michigan e Nevada. L&#8217;ordine dei primi Stati al voto nell&#8217;inverno 2024 sarà dunque questo: <strong>South Carolina, New Hampshire/Nevada, Georgia</strong> e <strong>Michigan</strong>. L&#8217;ordine del giorno, presentato lo scorso dicembre, è stato ratificato sabato scorso durante una riunione del Comitato Nazionale Democratico (Dnc) durata 3 giorni a Philadelphia, in Pennsylvania. &#8220;Amici, il Partito Democratico somiglia di più all&#8217;America così come questa proposta&#8221;, ha commentato il capo del Dnc, Jaime Harrison.</p>



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<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-verso-le-primarie-cosa-sono-e-come-funzionano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa sono e come funzionano le primarie Usa</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-super-tuesday.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Che cos&#8217;è il Super Tuesday</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/joe-biden-il-temporeggiatore.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden, il temporeggiatore</a></strong></li></ul>



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<h2 class="wp-block-heading">La mappa delle prossime primarie democratiche</h2>



<p>Sarà la South Carolina ad aprire i giochi. La miracolosa South Carolina. Fu qui infatti che tre anni fa partì <a href="https://it.insideover.com/politica/la-vittoria-di-biden-in-south-carolina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;inaspettata rimonta di Biden</a>, uscito pesantemente sconfitto sia in Iowa che in New Hampshire, i due appuntamenti inaugurali della stagione elettorale che in passato hanno consegnato la nomination a Barack Obama e Bill Clinton. Ad aiutare Biden furono l&#8217;alleanza con il potente parlamentare <strong>Jim Clyburn</strong> e la demografia. In questo Stato del Profondo sud la <strong>comunità afroamericana</strong> muove una quantità decisiva di voti, rappresentando quasi il 30% della popolazione. </p>



<p>Questo gruppo demografico, politicamente vicino ai democratici, è numeroso anche in Georgia, altro Stato voluto da Biden, il quale a oggi rimane il primo candidato dem a vincere alle presidenziali dal 1992. C&#8217;è poi il Nevada, che ha una forte presenza ispanica, ma dove contano anche i <strong>sindacati</strong>. Il Culinary Workers Union, la più grande organizzazione sindacale di tutto lo Stato con oltre 60 mila membri, è stato cooptato dai democratici grazie all&#8217;impegno del compianto senatore Harry Reid.</p>



<p>Il Michigan, invece, è la cartina tornasole della <strong>rivincita democratica</strong> dopo la batosta del 2016. Incapaci di rispondere alla crisi del 2008, l&#8217;economia e una crescente disattenzione dei vertici del partito hanno permesso all&#8217;opposizione Gop di governare senza troppe difficoltà. Ora, invece, sta avendo luogo qui la <strong>rivoluzione</strong> del Partito Democratico. La vittoria di Biden nel 2020 aveva riportato il Wolverine State tra i territori colorati di blu nelle mappe elettorali. Le ultime midterm sono state stravinte dai democratici. Il Michigan è quindi l&#8217;ultimo tassello riempito dal partito: dopo i Latinos, gli afroamericani e i bianchi moderati anche il <strong>Midwest</strong> ha la sua importanza nella geografia del voto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le voci contrarie e il piano di Biden</h2>



<p>La decisione di modificare il calendario delle primarie per le elezioni presidenziali del 2024 ha però trovato la <strong>contrarietà</strong> di chi verrà &#8220;retrocesso&#8221;. I democratici del New Hampshire e dell&#8217;Iowa continuano a opporsi, anzitutto per il potere perso nella scelta del candidato, ma anche per il disinteresse mostrato dal Partito Democratico verso i loro Stati.</p>



<p>Questi Stati sono preoccupati per le implicazioni finanziarie dello svolgimento delle elezioni al di fuori del loro normale ciclo. Il New Hampshire non potrà nemmeno rispettare i nuovi criteri aggiornati dal Dnc. La maggioranza repubblicana nelle camere statali <strong>ostacolerà</strong> il passaggio alle nuove primarie volute dal Comitato Nazionale Democratico, rendendo improbabile la transizione al prossimo calendario. </p>



<p>&#8220;A livello statale, i repubblicani hanno il governatore, la Camera e il Senato, e tutti hanno detto in modo molto chiaro che queste disposizioni non sono in grado di partire e che non saranno attuate&#8221;, ha dichiarato il presidente del partito democratico del New Hampshire, Ray Buckley. &#8220;Siamo in una posizione impossibile, senza possibilità di vittoria&#8221;, ha continuato.</p>



<p>Biden è intenzionato a proseguire per la sua strada. La novità delle primarie sigilla la preannunciata <strong>ricandidatura</strong>, non ancora ufficiale, ma diverse volte accennata e ribadita dai suoi consiglieri. Con questo calendario, il Presidente democratico potrà ambire con molta più serenità all&#8217;investitura alla convention dell&#8217;estate del 2024, confermando la coalizione con i progressisti che Hillary Clinton non ha mai avuto.</p>
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		<item>
		<title>Trump ridisegna il GOP e si sbarazza dei &#8220;dissidenti&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-ridisegna-il-gop-e-si-sbarazza-dei-dissidenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Aug 2022 06:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni primarie negli Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1160" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-1024x618.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-1536x928.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-2048x1237.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Esiste un GOP senza Donald Trump? E Donald Trump senza GOP? Questa è la domanda principale che accompagna la lunga attesa verso le midterm ma anche l’interrogativo chiave per le elezioni del 2024. Negli Stati Uniti la vita partitica è molto differente da quella europea e si può affermare, con una certa approssimazione, che i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-ridisegna-il-gop-e-si-sbarazza-dei-dissidenti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1160" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-1024x618.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-1536x928.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220817080336931_848eb68ab505eb1afc3895ff435d34c0-2048x1237.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Esiste un GOP senza <strong>Donald Trump</strong>? E Donald Trump senza GOP? Questa è la domanda principale che accompagna la lunga attesa verso le <strong>midterm</strong> ma anche l’interrogativo chiave per le elezioni del 2024. Negli Stati Uniti la vita partitica è molto differente da quella europea e si può affermare, con una certa approssimazione, che i partiti “esistono” soprattutto quando ci si avvicina alle scadenze elettorali, trasformandosi in vere macchine da guerra. Gli ultimi anni, all’insegna della polarizzazione estrema, le cose sono di gran lunga cambiate.</p>
<h2>I dissidenti del GOP</h2>
<p>Il trumpismo non è morto con la sconfitta del 2020 così come un certo “bidenismo” non è davvero mai nato. Ed è proprio tra le fila del GOP che si sta consumando la vendetta di Trump, verso quel partito che da due anni è sospeso tra l’indignazione e nessuna vera alternativa al <em>tycoon</em>. Oggi è il giorno in cui Donald Trump ha raggiunto la vittoria più importante da quando ha lasciato la Casa Bianca: buttare fuori dal Congresso <strong>Liz Cheney</strong>, la conservatrice ribelle, alle prese con la sconfitta alle primarie in Wyoming nelle quali era la perdente annunciata contro <span style="font-size: 1rem;">Harriet Hageman</span>. <span style="font-size: 1rem;"><a href="https://www.nytimes.com/interactive/2022/08/16/us/elections/results-wyoming-us-house-district-1.html">Cheney, che ha dichiarato la propria sconfitta</a> con il 30% delle preferenze, ha però vinto nella contea di Teton, una delle due aree dello Stato conquistate dal presidente Biden, con circa l&#8217;80% dei voti. Significa che molti elettori democratici le hanno tributato il proprio sostegno.</span></p>
<p>A conferma di quanto Trump tenesse a queste primarie basta un particolare: è lo Stato dove ha concentrato la maggior parte degli sforzi per compattare il partito contro Cheney, che era stata eletta per la prima volta nel 2016. Cinquantasei anni, figlia dell&#8217;ex vicepresidente Dick Cheney, ha votato per l&#8217;<strong>impeachment</strong> dell’ex presidente: da allora, si è trasformata in una repubblicana dissidente, oggetto di attacchi e minacce, costretta quasi a vivere sotto scorta.</p>
<p><strong>E gli altri “dissidenti”</strong>? Dei dieci deputati alla Camera che votarono per la destituzione, una parte non si ricandida e solo due hanno superato lo scoglio delle primarie. <strong>Jaime Herrera Beutler</strong> (Washington) ha perso la sua corsa alle primarie il 9 agosto scorso: contro di lei Trump ha appoggiato Joe Kent, un veterano delle forze speciali dell&#8217;esercito, e lei ha ammesso la sconfitta; nel Michigan, <strong>Peter Meijer</strong> è stato estromesso per un soffio dalle primarie repubblicane il 2 agosto da John Gibbs, un funzionario dell&#8217;amministrazione Trump che l&#8217;ex presidente ha approvato. La sconfitta di Meijer, però, ha un tenore leggermente diverso. Viene da uno stato non fortemente repubblicano, ma che tende al democratico. Il suo avversario ha ricevuto il sostegno del Comitato per la campagna del Congresso democratico, con i democratici che speravano che Gibbs sarebbe stato più facile da battere a novembre. Ma alla fine quest&#8217;ultimo ha vinto perché i repubblicani volevano qualcuno che fosse più fedele a Trump, se non necessariamente al Partito Repubblicano. In South Carolina, <strong>Tom Rice</strong>, ex fedelissimo di Trump ha pagato la scelta sulla condanna ai fatti di <strong>Capitol Hill</strong>: il suo avversario Russell Fry, appoggiato dall’ex presidente, lo ha sconfitto.</p>
<p>Se questi tre hanno almeno tentato la corsa alle primarie, lo scorso inverno è stato il momento dei grandi abbandoni: <strong>Fred Upton</strong> (Michigan) ha deciso di lasciare il Congresso dopo più di 30 anni piuttosto che affrontare uno sfidante approvato da Trump in una campagna negativa e costosa, mentre sopportava minacce di morte. <strong>John Katko</strong> (New York) ha pagato non solo il voto di <em>impeachment</em>: il suo sostegno ad altri progetti di legge <em>bipartisan</em> ha fatto infuriare l&#8217;ala destra del suo partito. Quasi esattamente un anno dopo il tentativo di <em>impeachment</em> ha annunciato il suo ritiro. <strong>Adam Kinzinger</strong> (Illinois) ha annunciato il suo ritiro tra le minacce di morte degli elettori e l&#8217;ostilità dei colleghi repubblicani. Come Cheney, ha assunto un ruolo di primo piano nel comitato che indaga sul ruolo di Trump nella rivolta al Campidoglio. <strong>Anthony Gonzalez</strong> (Ohio) è stato la prima vittima di questo gruppo: a settembre ha annunciato di essere stato inondato di minacce, temuto per la sicurezza di sua moglie e dei suoi figli, e che si sarebbe ritirato piuttosto che affrontare delle primarie feroci.</p>
<p>Da questa disfatta si sono salvati solo due stoici repubblicani &#8220;ribelli&#8221;: <strong>Dan Newhouse</strong> (Washington), sopravvissuto al suo avversario appoggiato da Trump grazie in gran parte a un sistema primario in cui i candidati di ogni partito si candidano in un unico concorso di qualificazione, con i primi due votanti che avanzano alle elezioni generali di novembre; <strong>David Valadao</strong> (California), da molti considerato “l&#8217;unicorno” di questo gruppo: nonostante l’attacco a Trump, ha evitato di essere preso di mira personalmente dall&#8217;ex presidente.</p>
<p>Al Senato furono invece sette i pro-<em>impeachment</em> e solo <a href="https://www.nytimes.com/interactive/2022/08/16/us/elections/results-alaska.html?action=click&amp;pgtype=Article&amp;state=default&amp;module=styln-elections-2022&amp;region=BOTTOM_NAV&amp;context=election_recirc"><strong>Lisa Murkowski</strong> </a>si è rimessa in gioco, in Alaska, riuscendo a strappare la corsa per novembre: <span style="font-size: 1rem;">ha l&#8217;approvazione del leader della minoranza al Senato Mitch McConnell e sta affrontando la sfida con Kelly Tshibaka, ex commissaria del Dipartimento dell’Amministrazione dell&#8217;Alaska appoggiata da Trump, e altri 17 candidati alle primarie aperte.</span></p>
<h2>Trump non molla il GOP e il GOP non molla Trump</h2>
<p><em>Rebus sic stantibus</em>, il partito appare ora sempre più saldamente nelle mani di Trump, o quantomeno dei trumpiani. La corsa alle primarie e le vicende politiche di quest’ultimo mese mostrano che <strong>Trump rimane un centro di potere all&#8217;interno del partito</strong>.</p>
<p>C’è poi un evento che non potrà non minare la campagna elettorale: <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-cercava-lfbi-a-mar-a-lago.html"><strong>i fatti di Mar-a-Lago</strong></a>. Questi ultimi giorni hanno dato ancora più la prova della resistenza del cerchio magico attorno a Trump. L&#8217;impulso a legittimare frettolosamente la prospettiva di Trump illustra una pericolosa strategia retorica spesso impiegata dai politici del GOP durante il suo primo mandato. Dopo che Trump ha rilasciato la sua dichiarazione sulla perquisizione, i politici conservatori hanno fatto eco ad aspetti chiave del suo messaggio. Alcuni hanno sanificato le idee di Trump combinandole con critiche più misurate o riferimenti a processi democratici. La loro ondata di <em>tweet</em> ricicla l&#8217;idea di Trump di un Dipartimento di Giustizia armato, combinandola con la promessa, da parte di molti, di utilizzare i processi democratici per &#8220;seguire i fatti&#8221;, scomodando riferimenti a Gestapo e camicie brune.</p>
<p>Mentre la stagione del midterm entra nella sua fase finale, i repubblicani in corsa appaiono legati all&#8217;ex presidente come mai prima d&#8217;ora, che gli piaccia o no. Nel Connecticut, lo Stato che ha lanciato la famiglia Bush e il conservatorismo compassionevole, un focoso contendente al Senato che ha promosso l&#8217;elezione di Trump, ha travolto il candidato appoggiato dal GOP statale. Nel frattempo a Washington, repubblicani che vanno dal leader della minoranza al Senato Mitch McConnell al teorico della cospirazione Marjorie Taylor Greene difendono a spada tratta il magnate dagli artigli dell’FBI. Nonostante si favoleggi dell’impraticabile opzione di <strong>candidatura come “indipendente”</strong>, di fronte alle sue crescenti vulnerabilità legali, Trump ha bisogno del sostegno del partito per mantenere la sua carriera politica. Così come molti nel partito hanno bisogno di Trump, la cui approvazione si è rivelata cruciale per avanzare verso la prova di novembre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-ridisegna-il-gop-e-si-sbarazza-dei-dissidenti.html">Trump ridisegna il GOP e si sbarazza dei &#8220;dissidenti&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump prepara il rientro: le due strade per puntare al 2024</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-prepara-il-rientro-le-due-strade-per-puntare-al-2024.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 16:02:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni primarie negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1457" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022071613284717_052dc3d18261eccc9a2a55f6c4c4b7e7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022071613284717_052dc3d18261eccc9a2a55f6c4c4b7e7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022071613284717_052dc3d18261eccc9a2a55f6c4c4b7e7-300x228.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022071613284717_052dc3d18261eccc9a2a55f6c4c4b7e7-1024x777.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022071613284717_052dc3d18261eccc9a2a55f6c4c4b7e7-768x583.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022071613284717_052dc3d18261eccc9a2a55f6c4c4b7e7-1536x1166.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_2022071613284717_052dc3d18261eccc9a2a55f6c4c4b7e7-2048x1554.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Suona quasi assurdo ma Donald Trump potrebbe essere prossimo ad annunciare la sua candidatura alla nomination per le elezioni presidenziali del 2024 del Partito Repubblicano. Proprio quando l’attuale inquilino della Casa Bianca vive un momento di popolarità minima, il 76enne 45° Presidente degli Stati Uniti sembra pronto a lanciare il guanto di sfida ad un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-prepara-il-rientro-le-due-strade-per-puntare-al-2024.html">[...]</a></p>
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<p>Uno dei personaggi più controversi degli ultimi decenni in realtà non se n’è mai andato. Nonostante sia stato cacciato dai suoi amati social, negli ultimi mesi ha inanellato una serie di incontri pubblici negli stati dell’<strong>America profonda</strong>. Ovunque vada, dall’Illinois all’Alabama, dall’Oklahoma all’Alaska, trova il modo di lanciare messaggi che lo riportino sulle prime pagine, dall’ultima faida con Elon Musk ai tanti attacchi ai Democratici. La risposta del gran pubblico che lo segue ovunque sembrerebbe provare che la sua presa sulla base repubblicana è ancora solidissima. Le cose in realtà sono più complesse.</p>
<p>Le folle oceaniche non sono la base repubblicana, ma la “<strong>Trump Nation</strong>”, quel movimento dai confini fumosi che ancora non ha digerito la sconfitta elettorale e sembra bramare una rivincita che “rimetta le cose a posto”. Negli ultimi giorni alcuni sondaggi, <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-07-12/nearly-half-of-republicans-want-someone-other-than-trump-in-2024">come quello commissionato dal <em>New York Times</em></a>, hanno evidenziato una certa perdita di consensi tra gli elettori repubblicani per l’ex presidente ma siamo sempre attorno al 50%, una montagna da scalare per i potenziali rivali. Se <a href="https://www.cnbc.com/2022/06/30/gop-megadonors-turn-on-trump-look-for-2024-alternatives-after-jan-6-hearings.html">la <em>CNBC</em> parla di “fuga” dei ricchi finanziatori repubblicani</a>, Trump certo non ha problemi da questo punto di vista, alimentato com’è dalle piccole donazioni dei suoi fedelissimi.</p>
<p>Non tutti, però, all’interno del GOP vedrebbero l’annuncio con favore. Molti all’interno della <i>Beltway</i> starebbero lavorando dietro le quinte per convincerlo ad aspettare almeno il risultato delle elezioni di medio termine. Con i Democratici pronti a scaricare Biden e la sua caotica amministrazione per distanziarsi dalla crisi economica e dall’incubo inflazione, cambiare discorso sarebbe un autogol clamoroso. Eppure ci sono diverse ragioni a favore o contro di quella che sarebbe una scelta decisamente insolita in America, dove capita rarissimamente che un candidato si faccia avanti così presto.</p>
<h2>Perché sarebbe meglio aspettare</h2>
<p>Annunciare la discesa in campo costringerebbe Trump a rispettare le severe regole elettorali sulla raccolta fondi, cosa che potrebbe costargli caro. Per ora i comitati a lui collegati hanno accumulato cifre da record, 124 milioni di dollari nell’ultimo rapporto trimestrale, pubblicato a metà aprile. Continuando per qualche altro mese, la distanza con i Democratici, che sperano nell’effetto aborto per rianimare la propria anemica raccolta fondi, potrebbe diventare già incolmabile. Come se non bastasse, il rientro in campo dell’ex nemico pubblico numero uno sarebbe una boccata d’ossigeno insperata per i media mainstream, i cui ascolti sono crollati a livelli impensabili solo pochi anni fa.</p>
<p>Invece di annunciare nuovi licenziamenti, l’effetto Trump sarebbe il cambio di narrativa che tutti, Democratici inclusi, vedrebbero con estremo favore. Aspettare i risultati delle <i>mid-terms</i> potrebbe poi giocare a favore dello stesso Trump. Nonostante una serie di vittorie alle primarie, c’è chi pensa che i candidati da lui appoggiati siano troppo estremi, incapaci di raccogliere voti tra gli indipendenti ed i cosiddetti “<strong>Reagan Democrats</strong>”, molti dei quali sarebbero disgustati dalla deriva progressista del partito.</p>
<p>Al 30 giugno, il record degli<i> endorsements</i> di Trump è un impressionante <a href="https://www.washingtonexaminer.com/news/campaigns/comprehensive-look-trumps-endorsement-record">147 vittorie e solo 11 sconfitte</a>, ma alcune di queste sono state dolorose, come quelle in Georgia, <i>swing state</i> per eccellenza. Se a Novembre la cosiddetta “red wave” dovesse materializzarsi sul serio, Trump se ne prenderebbe sicuramente il merito. A quel punto, mettersi contro al “kingmaker” potrebbe essere politicamente pericoloso per molti Repubblicani.</p>
<h3>Perché può essere utile lanciare subito la candidatura</h3>
<p>Le ragioni per una discesa in campo anticipata, però, non mancano. A sentire Bill O’Reilly, ex superstar di <em>Fox News</em> da sempre vicino a Trump, nel suo campo c’è chi teme che la copertura mediatica a reti unificate della commissione parlamentare sull’<strong>assalto al Campidoglio</strong> sia il primo passo verso un’incriminazione formale. Il <a href="https://www.lawfareblog.com/evaluating-jan-6-committees-evidence">dibattito</a> tra gli esperti di diritto statunitensi è molto vivace e diviso su linee decisamente partigiane, ma quasi tutti sembrano d’accordo nell’affermare che costruire un caso solido su questioni tanto sensibili e senza prove incontrovertibili sarà un’impresa titanica.</p>
<p>Se le probabilità di successo non sembrano molto alte, gli effetti politici su Trump ed i candidati da lui appoggiati potrebbero essere comunque devastanti. Scendere in campo prima del 5 settembre, Labor Day, la festività che tradizionalmente segna il rientro dalla pausa estiva della politica, renderebbe più semplice far passare l’incriminazione come l’ennesimo attacco da parte del “deep state”, che i fedelissimi di Trump già vedono come il fumo negli occhi.</p>
<p>Altri invece dicono che sarebbe lo stesso Trump a voler aiutare quei media mainstream che continua a chiamare “fake news”. Tanto Trump è entusiasta di raccogliere fondi quanto è restio a spenderli. Fino a quando i media erano potenti, non aveva bisogno di investire miliardi in spot elettorali; <em>CNN</em>, <em>MSNBC</em> e gli altri non facevano che regalargli pubblicità gratuita. Senza il loro aiuto involontario, la sua vittoria nel 2016 sarebbe forse stata impossibile.</p>
<p>In ultima analisi, però, a fare la differenza potrebbe essere la voglia di liberare il campo da possibili avversari interni. Il convitato di pietra è certamente il Governatore della Florida <strong>Ron DeSantis</strong>. Se Trump suscita emozioni forti sia a favore che contro, l’italo-americano ha un profilo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-biden-giu-nei-sondaggi-gli-americani-vogliono-facce-nuove.html">decisamente più digeribile per l’elettore medio</a>. Laureato in legge a Yale e Harvard, ex avvocato militare del JAG, ha un curriculum quasi perfetto. A renderlo popolarissimo tra i conservatori le vittorie contro la Disney ed i sindacati, come la gestione della pandemia e dell’economia della Florida, tra le meno colpite dalla crisi. DeSantis sembra inattaccabile ma costringerlo a venire allo scoperto nel bel mezzo della campagna per la rielezione a governatore sarebbe una mossa tanto spregiudicata quanto in linea col carattere di Trump. Il “dream ticket” è quasi certamente un’illusione ma muoversi d’anticipo potrebbe far venire allo scoperto altri possibili avversari, garantendo a Trump delle primarie più tranquille.</p>
<p>Siamo quindi vicini ad un rientro in campo del personaggio che, nel bene o nel male, ha dominato gli ultimi 10 anni? Pochi nel Gop hanno dubbi sull’intenzione di Trump di candidarsi ancora. Per come la vede lui, ha parecchi conti da regolare con quella “palude” di Washington che avrebbe sconfitto la sua “rivoluzione”. Ai suoi rally si urla a gran voce contro i brogli, con rabbia, astio. I fedelissimi non vedono l’ora di poter tornare alle urne ed il loro entusiasmo potrebbe fare la differenza. Forse, però, renderà Trump ancora meno disposto a scendere a <strong>compromessi</strong> e quindi più indigesto agli elettori moderati. E l’ex presidente sembra determinato a “sistemare le cose” alla sua maniera, senza mezze misure.</p>
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		<title>La California dem volta le spalle alla sinistra liberal</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/primarie-usa-effetti-california-liberale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2022 05:25:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni primarie negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla California liberal suona un forte campanello di allarme per Joe Biden e tutto il partito democratico. Sette Stati hanno votato alle primarie in vista delle elezioni di metà mandato che si terrano il 8 novembre . Gli Stati in questione sono California, Iowa, Mississippi, Montana, New Jersey, New Mexico e South Dakota. Ma l’attenzione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/primarie-usa-effetti-california-liberale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24108933-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dalla California liberal suona un forte campanello di allarme per Joe Biden e tutto il partito democratico. Sette Stati hanno votato alle primarie in vista delle elezioni di metà mandato che si terrano il 8 novembre . Gli Stati in questione sono California, Iowa, Mississippi, Montana, New Jersey, New Mexico e South Dakota. Ma l’attenzione è rivolta in particolare al Golden State. Le votazioni assumono infatti per la California democratica una rinforzata importanza. È emersa la profonda preoccupazione degli elettori per la crescente <strong>criminalità</strong> e per il problema dei <strong>senzatetto</strong> anche nelle zone più progressiste del Paese. L&#8217;esito delle primarie è stato un segnale di insofferenza da parte dei democratici, che speravano in un ritorno alla normalità con il presidente <strong>Joe Biden</strong>, ma che rimangono insoddisfatti dello stato delle cose della Nazione.</p>
<p>A Los Angeles, <strong>Rick Caruso</strong>, immobiliarista miliardario ex repubblicano sostenuto da Elon Musk, ha investito milioni di dollari nella lotta alla criminalità e per contrastare il fenomeno dei senzatetto. Caruso si trova a fronteggiare la candidata liberale <strong>Karen Bass</strong>, ex presidente democratica del Congressional Blac Caucus, intenta a prevenire la violenza aumentando gli interventi sociali. Caruso ha però ricevuto circa il 42% dei voti, mentre la Bass circa il 37. L&#8217;ex repubblicano ha quindi trovato appoggio in una città fortemente democratica, nonostante sia noto che si sia unito al Partito Democratico solo poco prima di candidarsi.</p>
<h2>Il flop dei procuratori</h2>
<p>A San Francisco, si è invece invocato <strong>Chesa Boudin</strong>, procuratore distrettuale, credendo di segnare una grande vittoria per la sinistra progressista. Boudin, insieme a George Gascon a Los Angeles, sono stati però revocati perché considerati troppo indulgenti. L’elezione di martedì si inserisce infatti in un più ampio contesto di contraccolpi contro i procuratori distrettuali scelti dagli elettori per riformare il sistema giudiziario penale.</p>
<p>Boudin, ex difensore d’ufficio, ha iniziato il suo incarico come massimo procuratore della città nel 2020. La sua priorità era la sicurezza pubblica, dichiarando che a lungo andare sarebbe arrivato a rendere il sistema più equo. Il suo mandato è avvenuto durante le ondate del coronavirus, motivo per cui è difficile condurre un’accurata analisi del suo lavoro. La pandemia ha infatti influenzato il comportamento criminale molto più delle politiche attuate. Per molti il voto è stato la conseguenza di un accumulo di frustrazione da parte dei residenti della città per le difficili condizioni delle strade, per non parlare della vendita di <strong>droghe</strong> e degli <strong>accampamenti</strong> per i senzatetto o per la <strong>mancanza di cure</strong> per chi soffre di malattie mentali.</p>
<p>Nonostante il suo tentativo di difendersi dalle accuse, dichiarando di non essere responsabile delle condizioni in cui riversano le vie della città, ha riconosciuto di essere diventato un veicolo per la loro rabbia. Gli elettori di San Francisco hanno difatti estromesso Boudin dopo due anni e mezzo di carica, accendendo una spia sulla gerarchia democratica della città, che potrebbe essere troppo a sinistra rispetto agli elettori. Ciò è potuto accadere perché quel che conta per gli elettori insoddisfatti sono i risultati, che non ci sono stati. Le persone, sconvolte dalla criminalità, hanno optato per la rimozione di chi non ha attuato alcun cambiamento e agire affinché avvenga.</p>
<h2>Il problema della criminalità</h2>
<p>Il problema della criminalità è diventato un’arma a doppio taglio per i Democratici: alcuni elettori chiedono un’azione repentina sulle disparità razziali, mentre per altri la priorità è la sicurezza propria e dei loro quartieri. È la testimonianza di come il problema abbia nettamente diviso il partito. Sono quindi cambiati i venti politici? Forse la protesta di sinistra “<strong>defund the police</strong>”, soprattutto dopo l’omicidio di George Floyd, è diventata uno strumento per i repubblicani e non più una seria proposta politica dei democratici. I progressisti sono quindi stati messi sulla difensiva nel loro stesso partito per le problematiche sopracitate.</p>
<p>Alla Casa Bianca, <strong>Biden</strong> ha rifiutato la retorica più severa adottata dalla sinistra attivista. “La risposta non è definanziare la polizia”, ha affermato a febbraio. I democratici si sono concentrati sulla sicurezza pubblica e sul controllo delle armi, soprattutto in seguito alle sparatorie di Buffalo e a <a href="https://it.insideover.com/societa/texas-teatro-stragi-causa-legge-permissiva.html">Uvalde</a>, in Texas. Biden sta insistendo per nuove restrizioni sulle armi e controlli più rigidi, su entrambi gli argomenti gli elettori tendono ad essere allineati con il partito.</p>
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		<title>La sfida finale tra il moderatismo dem e il socialismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ecco-la-sfida-finale-tra-il-moderatismo-dem-e-il-socialismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2020 15:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Democratici]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni primarie negli Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Primarie Dem South Carolina, la campagna elettorale dei candidati Sanders (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Super Tuesday può coincidere con l&#8217;ultimo duello tra due correnti di pensiero. Joe Biden e Bernie Sanders sono perfetti come protagonisti di questa storia. Moderatissimo e pragmatico il primo, massimalista, socialista ed utopistico il secondo: Eraclito sosteneva che un polo non potesse sopravvivere senza la persistenza del suo contrario, ma nella nottata di oggi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-la-sfida-finale-tra-il-moderatismo-dem-e-il-socialismo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-la-sfida-finale-tra-il-moderatismo-dem-e-il-socialismo.html">La sfida finale tra il moderatismo dem e il socialismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Primarie Dem South Carolina, la campagna elettorale dei candidati Sanders (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-super-tuesday.html">Super Tuesday</a> può coincidere con l&#8217;ultimo duello tra due correnti di pensiero. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a> sono perfetti come protagonisti di questa storia. Moderatissimo e pragmatico il primo, massimalista, socialista ed utopistico il secondo: Eraclito sosteneva che un polo non potesse sopravvivere senza la persistenza del suo contrario, ma nella nottata di oggi uno dei due dovrà pur lasciare qualcosa per strada.</p>
<p>Chi ottiene il maggior numero di delegati in questa tappa delle primarie, di solito, stacca tre quarti di biglietto per la nomination che vale la candidatura alla Casa Bianca. Quello che è accaduto in queste ore ha già sconvolto le previsioni: Joe Biden, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/bernie-vola-nei-sondaggi-e-buttigieg-si-ritira-grande-sfida-1834564.html">dopo il trionfo in South Carolina</a>, ha incassato tre &#8220;sì&#8221;. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pete-buttigieg.html">Pete Buttigieg</a>, che si è ritirato per mancanza di fondi, <strong>Amy Klobuchar</strong> e <strong>Beto O&#8217;Rourke</strong> si sono presentati a Dallas nel corso della serata di ieri, annunciando in pubblico il dirottamento delle loro preferenze sull&#8217;ex vicepresidente di Barack Obama. Prima di allora, sembrava difficile che Joe Biden potesse tornare competitivo. Tutto, andamento dei sondaggi alla mano, suggeriva come <strong>Michael Bloomberg</strong> potesse rappresentare l&#8217;unica alternativa percorribile al radicalismo liberal dilagante.</p>
<p>Invece i moderati si sono compattati attorno al loro Ettore, certificando di saper fare squadra al momento della verità. Bloomberg, che è a sua volta un moderato, è percepito come un esterno. Una sorta di Donald Trump che ha scelto di abitare nell&#8217;altro campo. E questo dettaglio spaventa i vertici partitici. Achille, che nella nostra narrativa corrisponde al senatore del Vermont, non è più tanto certo della vittoria. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-elizabeth-warren.html">Elizabeth Warren</a>, la principale competitor nel campo della &#8220;new left&#8221;, non si è affatto ritirata. Anzi, la senatrice del Massachusetts sta rilanciando, mentre i centristi hanno reso la vita più semplice agli elettori moderati: Biden o sconfitta interna. La variabile Bloomberg, dopo il taglia-fuori di queste ore, può essere ridimensionata. Ma bisognerà comunque aspettare gli esiti elettorali di ogni singolo Stato prima di emettere sentenze.</p>
<p>Certo, lo spontaneismo strategico è un elemento della politica americana. Ma l&#8217;innesco di un effetto domino così palese, con tutte queste dichiarazioni di sostegno verso Biden in poche ore, fa pensare. Gli Obama e i <strong>Clinton</strong>, che contano ancora molto, soprattutto in termini d&#8217;influenza economica, potrebbero aver deciso da che parte stare: con Biden, appunto.</p>
<p>La Warren, che sembrava essere stata scelta da Barack Obama <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/barack-obama-snobba-joe-biden-sostiene-warren-1803536.html">nelle prime fasi di queste primarie</a>, è stranamente ancora della partita. Si tratta di un altro dettaglio che avvalora la tesi di Trump. Quella secondo cui i Dem starebbero lavorando per impedire che Bernie Sanders arrivi trionfante alla convention estiva. La senatrice pesca del resto dallo stesso elettorato del &#8220;vecchio leone&#8221; E la &#8220;mano invisibile&#8221; che ha mosso questa operazione può essere quella della <strong>vecchia gestione obamiana</strong>. Si comprenderà qualcosa di più quando verranno fatti i nomi dei candidati come vice-presidente: Biden ha già allargato le braccia in direzione di Michelle. Sanders, quasi all&#8217;improvviso, si è ritrovato accerchiato. Ma la sfida di stanotte &#8211; come premesso &#8211; non riguarda soltanto gli uomini.</p>
<p>Joe Biden e Bernie Sanders sono due simboli. Il primo è espressione di una dottrina politica, quella più legata all&#8217;establishment, che sembrava destinata alla sparizione. Il secondo, d&#8217;altro canto, è l&#8217;incarnazione dell&#8217;egualitarismo economico-sociale. Il Super Tuesday, allora, diviene così un duello all&#8217;ultimo voto tra le due principali ideologie che si stanno contendendo il centrosinistra negli States, ma anche nell&#8217;intero Occidente.</p>
<p>Keir Starmer contro Jeremy Corbyn; Matteo Renzi contro Nicola Zingaretti; Emmanuel Macron contro Jean Luch Mélenchon. Il paradigma è sempre lo stesso. E chi vince le primarie americane, comunque vadano le presidenziali, è destinato a dettare tempi e temi anche in Europa.</p>
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		<title>La madre di tutte le battaglie: gli Stati del &#8220;Super Tuesday&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-madre-di-tutte-le-battaglie-gli-stati-del-super-tuesday.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 07:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni primarie negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[Super Tuesday]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Candidati democratici (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Martedì 3 marzo sarà già, inaspettatamente, il giorno del giudizio per molti candidati che sperano di ottenere la nomination democratica per la corsa alla presidenza degli Stati Uniti. Nella corsa di avvicinamento ai primi caucus in Iowa sembrava profilarsi una situazione incerta, con candidati di diverso profilo e orientamento politico concordi nel ritenere non decisive &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-madre-di-tutte-le-battaglie-gli-stati-del-super-tuesday.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Candidati democratici (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Martedì 3 marzo sarà già, inaspettatamente, il giorno del giudizio per molti candidati che sperano di ottenere la nomination democratica per la corsa alla presidenza degli Stati Uniti. Nella corsa di avvicinamento ai primi caucus in Iowa <a href="https://www.insideover.com/politics/where-we-stand-after-the-latest-democratic-debate.html">sembrava profilarsi una situazione incerta</a>, con candidati di diverso profilo e orientamento politico concordi nel ritenere <a href="https://it.insideover.com/politica/i-dem-aspettano-il-super-tuesday.html">non decisive le prime schermaglie elettorali</a> e, di fatto, decisi a ritenere il voto di 14 diversi Stati nella giornata del &#8220;Super Tuesday&#8221; il vero inizio della gara elettorale.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none;" title="delegati dem" src="https://e.infogram.com/3de1ea68-7eb6-4401-91b5-2bc9259949df?src=embed" width="100%" height="500" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Le prime settimane hanno cambiato tutte le carte in tavola. <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a> </strong>si è rapidamente profilato come il favorito a sorpresa della corsa, risultando il più <a href="https://it.insideover.com/politica/sanders-punta-sullamerica-profonda-e-lui-lanti-trump.html">solido e trasversale dei candidati</a> e, contrariamente alle attese, la corsa del 3 marzo avrà dunque un favorito da battere. La capacità di compattare un blocco sociale trasversale, radicato sia nelle fasce economicamente più svantaggiate che tra i giovani e gli studenti, ha permesso all&#8217;anziano senatore del Vermont di staccare notevolmente <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>, </strong>che è apparso troppo radicato alla sua posizione centrista, e di respingere i primi assalti di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pete-buttigieg.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Pete Buttigieg</strong></a>, il giovane ex sindaco di South Bend che si presenta <a href="https://it.insideover.com/politica/il-metodo-mckinsey-la-tecnocrazia-secondo-buttigieg.html">con un&#8217;agenda tecnocratica</a>. Mina vagante <strong>Michael Bloomberg</strong>, <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-michael-bloomberg.html">l&#8217;ex sindaco di New York</a> che farà il suo debutto nel Super Tuesday e mira a assistere al tracollo di Biden per arrivare in testa tra l&#8217;elettorato moderato, soprattutto urbano, e diventare il polarizzatore degli anti Sanders.</p>
<p><a href="https://www.vox.com/2020/2/5/21113779/2020-presidential-delegate-tracker">1.344 dei 3.979 delegati della Democratic National Conventio</a>n che sceglierà il candidato alla Casa Bianca saranno in palio nelle contese del tre marzo, che riguarderanno Stati molto diversi tra loro: Alabama, Arkansas, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia. Uno spaccato dell&#8217;America in cui si possono riassumere le molte anime dei democratici e, al tempo stesso, la complessità del processo che porterà all&#8217;emersione dello sfidante di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener">Donald Trump</a> all&#8217;interno di un partito lacerato dai conflitti tra la sua ala sinistra e l&#8217;<strong>establishment</strong>.</p>
<h2>California, il bersaglio più ambito</h2>
<p>Con 415 delegati, la <strong>California </strong>è senza ombra di dubbio il bersaglio più importante della corsa elettorale alla nomination. Il Golden State porterà in dote al vincitore nella sua corsa interna la consacrazione a ruolo di favorito: Stato democratico per eccellenza e <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-california-e-trump-ora-e-scontro-sulla-pena-di-morte.html">roccaforte dell&#8217;anti-trumpismo</a>, la California sta conoscendo un&#8217;evoluzione in senso sempre più multiculturale del suo elettorato che potrebbe penalizzare chi è percepito come un candidato eccessivamente sgradito o, al contrario, difficilmente in grado di slegarsi dalla dipendenza da un unico gruppo etnico o sociale. Questo è ad esempio il caso di Joe Biden, che è in testa nelle regioni molto popolate da afroamericani ma fatica a imporsi su un preciso blocco sociale.</p>
<p>ll recente risultato del <strong>Nevada </strong>rafforza la tendenza indicata dai sondaggi che vede in Sanders il favorito per la conquista della California, con percentuali di voti superiori ampiamente al 25% dei consensi: &#8220;il Nevada è uno stato etnicamente diversificato e Sanders ha fatto bene tra una vasta gamma di gruppi demografici, tra cui il 53% degli ispanici e il 27% degli afroamericani. Questo è un elettorato abbastanza buono per Sanders: elettorato giovane, classe operaia, sindacalizzato, fortemente ispanico&#8221;, commenta la <a href="https://www.facebook.com/pg/elezioniusa/posts/?ref=page_internal">pagina Facebook di informazione &#8220;Elezioni USA 2020&#8221;.</a> Uno scenario analogo potrebbe essere quello più plausibile nel melting pot californiano.</p>
<h2>Le primarie dem nell&#8217;America profonda</h2>
<p>Il senatore del Vermont, stando alle previsioni di FiveThirtyEight, conduce la corsa anche nell&#8217;America profonda, negli Stati a tradizione repubblicana in cui i democratici andranno a competere nel Super Tuesday.</p>
<p>Il <strong>Texas </strong>è caratterizzato da un contesto etnico-sociale e da un&#8217;ampiezza demografica tale da essere uno Stato complesso e caleidoscopico come la California. L&#8217;ideale perché la capacità di compattamento di Sanders possa radicarsi.</p>
<p>Situazione molto polverizzata, invece, in Stati come <strong>Tennessee, Alabama e Arkansas, </strong>sbancati a larga maggioranza da Trump nel 2016. Nel cuore conservatore dell&#8217;America il partito dell&#8217;asinello si scompone sulle linee di faglia da cui è attraversato: centri urbani contro periferia, contee rurali contro contee più sviluppate, in maniera analoga a quanto accaduto tra Trump e Hillary Clinton nelle presidenziali del 2016. <strong>Joe Biden </strong>può sfruttare in Alabama il suo maggior ascendente sulla comunità afro-americana, mentre negli altri Stati i toni anti-establishment di Sanders possono far più presa su una popolazione complementare alla solida roccaforte tradizionalista, ostile al governo centrale e vicina alle confesisoni evangeliche che sostiene i repubblicani.</p>
<p>Parliamo di Stati dove, in ogni caso, il vincitore democratico delle primarie difficilmente prevarrà a novembre: in ogni modo, il test in questi Stati è egualmente fondamentale perchè permetterà di capire chi nel partito detiene maggiore elasticità per potersi confrontare con Trump nel rapporto tra le varie anime dell&#8217;America in quegli Stati elettoralmente in bilico, dal Michigan alla Florida.</p>
<h2>La costa Est, feudo democratico</h2>
<p><strong>Massachusetts, Vermont e Virginia, </strong>Stati dell&#8217;Est a forte tradizione democratica, e il <strong>Minnesota </strong>saranno invece contese in un certo senso più &#8220;tradizionali&#8221;, in cui più conteranno programmi, prese di posizione e radicamento territoriale dei singoli contendenti. Non a caso nell&#8217;ultimo di questi quattro Stati è data in testa la senatrice &#8220;di casa&#8221; <strong>Amy Klobuchar, </strong>contendente di secondo piano e di minor peso, i cui delegati potrebbero però tornare utili ai concorrenti nel caso in cui in estate si arrivasse a una convention contesa. Scontata la vittoria massiccia di Sanders in Vermont, tra <strong>Boston e Richmond, </strong>invece, Bloomberg e Buttigieg possono giocarsi carte importanti.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-486f9" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="Le primarie dem Stato per Stato" src="//datawrapper.dwcdn.net/486f9/1/" height="500" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="USA states choropleth map"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"])for(var e in a.data["datawrapper-height"]){var t=document.getElementById("datawrapper-chart-"+e)||document.querySelector("iframe[src*='"+e+"']");t&&(t.style.height=a.data["datawrapper-height"][e]+"px")}})}(); </script><br />
Di fronte a un elettorato mediamente più urbanizzato e simile all&#8217;idealtipo dell&#8217;elettore democratico di middle class, gli Stati dell&#8217;Est potranno dar indicazioni su quale dei candidati centristi potrebbe rappresentare un oppositore credibile a Sanders e contendergli sul campo la conquista diretta della nomination. Sanders sta emergendo perchè capace di navigare in direzione contraria alla tendenza democratica a cavalcare il particolarismo della società americana, non ragionando in termini di minoranze da aggregare ma di coalizioni da costruire, come detto, con spirito trasversale e con un programma politico-economico inclusivo, che va dalla promessa di una sanità pubblica universale alla sfida ai monopoli finanziari.</p>
<p>Il <strong>Super Tuesday sarà dunque già decisivo, </strong>e punirà chi pensava di fare dell&#8217;affollamento al centro un asset per emergere: tra Biden, Buttigieg e Bloomberg qualcuno è già di troppo, e il voto dei quattordici Stati di marzo rischia di vedere il più debole tra i tre costretto a dare forfait. Una posizione delicata, in particolar modo, per l&#8217;ex sindaco di New York che inaugura con gran sfoggio di risorse la sua corsa alla presidenza dopo che nel mare democratico le prime, impetuose correnti si erano già mosse.</p>
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		<title>Il New Hampshire può cambiare i Dem</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-new-hampshire-puo-cambiare-i-dem.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2020 09:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni primarie negli Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1211" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sanders New Hampshire" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731.jpg 1211w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1211px) 100vw, 1211px" /></p>
<p>La stagione delle primarie del Partito Democratico americano è ormai entrata nel vivo: dopo una lunga fase interlocutoria segnata da dibattiti e polemiche tra le diverse anime dei progressisti americani, spaccati tra moderati e socialisti, è ormai giunto il momento della disfida elettorale, già iniziata con i caucus dell&#8217;Iowa svoltisi il 3 febbraio. I risultati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-new-hampshire-puo-cambiare-i-dem.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-new-hampshire-puo-cambiare-i-dem.html">Il New Hampshire può cambiare i Dem</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1211" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sanders New Hampshire" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731.jpg 1211w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1211px) 100vw, 1211px" /></p><p>La stagione delle primarie del <strong>Partito Democratico</strong> americano è ormai entrata nel vivo: dopo una lunga fase interlocutoria segnata da dibattiti e polemiche tra le diverse anime dei progressisti americani, spaccati tra moderati e socialisti, è ormai giunto il momento della disfida elettorale, già iniziata con i caucus dell&#8217;Iowa svoltisi il 3 febbraio. I risultati dell&#8217;Iowa hanno però generato polemiche per la lentezza con cui sono stati diffusi ed in ogni caso hanno visto un sostanziale pareggio tra Pete Buttigieg, trentotto anni ed astro nascente dei Democratici moderati, giunto al primo posto con il 26,2 per cento dei voti ed il senatore <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a>, settantotto anni e coriaceo esponente della sinistra radicale, piazzatosi, con il 26,1 per cento dei consensi, subito dietro a Buttigieg. Più distanziati la senatrice Elizabeth Warren, anche lei schierata su posizioni ultraprogressiste, con il 18 per cento dei voti e l&#8217;ex vicepresidente moderato Joe Biden, fermo al quarto posto con il 15 per cento dei consensi.</p>
<h2>Prossima tappa: New Hampshire</h2>
<p>Il quarto posto di Joe Biden ha suscitato un certo sconcerto tra gli osservatori ed ha portato ad ipotizzare come l&#8217;uomo politico possa non essere più il favorito per la vittoria finale e come il suo ruolo di<strong> leader dei moderati</strong> potrebbe essere assunto da Buttigieg. Questo trend, però, dovrà essere confermato anche nelle prossime tappe della competizione a partire dal New Hampshire, dove si voterà l&#8217;11 febbraio. Bernie Sanders, stando a quanto riferito da alcuni aggregatori di sondaggi, dovrebbe riuscire a prevalere in questo Stato del Nord-Est, che vota per i Democratici dal 1992 e che è popolato per il 94 per cento da bianchi. L&#8217;anziano leader della sinistra radicale dovrebbe riscuotere una percentuale di voti compresa tra il 24,8 ed il 26,8 per cento di voti mentre il suo rivale più immediato, Buttigieg, lo inseguirebbe partendo da un range compreso tra il 18 ed il 22 per cento delle preferenze elettorali. Subito dietro ci sarebbero, invece, Joe Biden ed Elizabeth Warren. La sfida del New Hampshire, come è facile immaginare, non avrà particolari ricadute numeriche sull&#8217;attribuzione dei delegati per la Convention finale: in ballo, infatti, ci sono appena 33 delegati su un totale di 3979.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Una vittoria oppure una sconfitta in New Hampshire, a causa della grande attenzione mediatica data a questo appuntamento, può comunque avere<strong> ricadute importanti</strong> sulle prospettive future dei diversi aspiranti presidenti. Gli elettori, inoltre, non voteranno secondo la formula del caucus, secondo alcuni poco rappresentativa, ma con il classico scrutinio segreto nell&#8217;urna e ciò rende ancora più importante questa sfida politica, La vittoria di Sanders non è in discussione, ma un&#8217;ulteriore rafforzamento di Buttigieg a discapito di Biden potrebbe segnare un pesante tracollo per la candidatura dell&#8217;ex vicepresidente, che ha disperatamente bisogno di una prestazione convincente per evitare un pericoloso effetto domino sul suo nome che, in realtà, ha goduto di consensi significativi a livello nazionale. Il passato è d&#8217;obbligo perché, secondo l&#8217;istituto FiveThirtyEight, Bernie Sanders avrebbe ora <a href="https://www.nytimes.com/2020/02/07/opinion/democratic-primary-2020-election.html">maggiori chance</a> di giungere ad una vittoria finale rispetto all&#8217;ex vicepresidente. Poche speranze, invece, per la Warren e Buttigieg. Il New Hampshire, in ogni caso, costituirà un succulento banco di prova per gli aspiranti rivali del presidente Donald Trump che, di certo, li attende al varco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-new-hampshire-puo-cambiare-i-dem.html">Il New Hampshire può cambiare i Dem</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il flop che può regalare la vittoria a Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-dem-partono-male-ecco-il-flop-che-puo-regalare-a-trump-la-vittoria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 18:39:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni primarie negli Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Donald-Trump-discorso-stato-dellUnione-La-Presse-e1580927952114.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Congresso (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Donald-Trump-discorso-stato-dellUnione-La-Presse-e1580927952114.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Donald-Trump-discorso-stato-dellUnione-La-Presse-e1580927952114-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Donald-Trump-discorso-stato-dellUnione-La-Presse-e1580927952114-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Donald-Trump-discorso-stato-dellUnione-La-Presse-e1580927952114-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I caucus in Iowa hanno raccontato una sola storia: un disastro per il Partito Democratico americano. Mentre scriviamo, Real Politics &#8211; uno dei principali siti di risultati e rilevazioni statistiche per la politica a stelle e strisce &#8211; riporta un risultato che è fermo al 71% delle schede scrutinate. Una percentuale inchiodata, che non si sblocca, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-dem-partono-male-ecco-il-flop-che-puo-regalare-a-trump-la-vittoria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Donald-Trump-discorso-stato-dellUnione-La-Presse-e1580927952114.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Congresso (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Donald-Trump-discorso-stato-dellUnione-La-Presse-e1580927952114.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Donald-Trump-discorso-stato-dellUnione-La-Presse-e1580927952114-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Donald-Trump-discorso-stato-dellUnione-La-Presse-e1580927952114-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Donald-Trump-discorso-stato-dellUnione-La-Presse-e1580927952114-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>I caucus in <strong>Iowa</strong> hanno raccontato una sola storia: un disastro per il Partito Democratico americano. Mentre scriviamo, <em>Real Politics</em> &#8211; uno dei principali siti di risultati e rilevazioni statistiche per la politica a stelle e strisce &#8211; <a href="https://www.realclearpolitics.com/">riporta un risultato che è</a> fermo al 71% delle schede scrutinate.</p>
<p>Una percentuale inchiodata, che non si sblocca, per via dei ritardi della macchina partitica, che non ha funzionato. La colpa &#8211; fanno sapere gli asinelli &#8211; è da attribuire alla tecnologia, in specie all&#8217;applicazione che era stata predisposta. Ma cambia davvero poco. È come se una nave fosse rimasta ancorata al momento della partenza, che è &#8220;falsa&#8221; nel senso sportivo dell&#8217;espressione. La società dello spettacolo, su cui la politica americana è imperniata, non perdona. E la narrativa prevede tempi che vanno rispettati.</p>
<p>Il primo passaggio delle primarie degli asinelli, comunque sia andato, è compiuto. Ma è il nome del vincitore a non essere noto. Il giovane sindaco di Sout Bend, ossia <strong>Pete Buttigieg</strong>, avrebbe, e il condizionale rimane d&#8217;obbligo, ottenuto la maggioranza dei delegati. A<strong> Bernie Sanders</strong>, invece, sarebbe destinata la maggioranza relativa dei voti complessivi. Entrambi, in qualche modo, possono esultare. Però bisogna ancora aspettare. E non si sa quanto. Sembra paradossale, ma a distanza di quarantotto ore dalla chiusura dei seggi, non conosciamo ancora l&#8217;entità dello scarto effettivo tra i primi due, che dovrebbero essere separati da un paio di punti, e tutti gli altri. Con tutto quello che ne consegue in termini di strategie politiche per i vari comitati dei candidati, che si apprestano a competere nel secondo Stato chiamato alle urne, il New Hampshire, senza avere contezza numerica della performance d&#8217;esordio.</p>
<p>Sappiamo &#8211; questo sì &#8211; che <strong>Joe Biden</strong> può tutto, ma non dormire sonni tranquilli. Anzi, l&#8217;ex vicepresidente di Barack Obama dovrebbe essere arrivato persino dietro Elizabeth Warren, che era data in fase calante. Quarto, dunque, in una competizione che di solito conta qualcosa in termini di scaramanzia: in passato chi ha vinto in Iowa, a parte qualche caso, ha staccato un biglietto per la nomination presidenziale. Joe Biden, che è partito col favore dei pronostici, deve buttare più di un occhio sulla sua tattica, e magari rettificarla. Se non altro perché la sua campagna rischia di naufragare prima di marzo, quando si comincerà a fare sul serio. <strong>Michael Bloomberg</strong>, il principale rivale nel campo moderato, è pronto ad approfittare di ogni passo falso.</p>
<p>Pete Buttigieg &#8211;<a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-candidatura-di-buttigieg-puo-sconvolgere-i-piani-dei-dem.html"> lo avevamo annotato</a> in tempi non sospetti &#8211; è una variabile difficile da calcolare. Ora il primo cittadino dell&#8217;Indiana può sperare in una sorta di &#8220;effetto Obama&#8221;. Replicare la parabola del primo presidente afroamericano della storia statunitense non è semplice, ma neppure impossibile, considerando pure il caos registrato. E infatti, prima ancora che emergessero i dati, Buttigieg ha comunicato agli americani di aver conseguito un risultato &#8220;vittorioso&#8221;.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Dopo l&#8217;Iowa, il primo candidato apertamente gay alla Casa Bianca dovrebbe sgonfiarsi, ma a questo punto nulla può essere dato per scontato. C&#8217;è un&#8217;ulteriore conseguenza, che non è per nulla irrilevante. </span>Non conoscendo i nomi dei vincitori, cioè di coloro che hanno superato lo sbarramento previsto, che era al 15%, non possiamo procedere con l&#8217;eliminare proprio nessuno dalla competizione interna. I candidati che non passano il primo turno sono chiamati a stringere accordi con chi rimane in gara. Gli accordi, in questo genere di elezione, sono all&#8217;ordine del giorno. Ma i tavoli delle trattative, per essere aperti, hanno bisogno di numeri veri. Le mere ipotesi non sono sufficienti. L&#8217;unico vincitore dell&#8217;Iowa, a ben guardare, è<strong> Donald Trump</strong>.</p>
<p>The Donald ha trionfato alle primarie del Partito Repubblicano, con il 92% dei consensi peraltro. E su questo non sono mai esistiti troppi dubbi. Ma al tycoon è piombata addosso anche la disorganizzazione dei Dem. Non sanno votare tra di loro, possono governare gli Stati Uniti d&#8217;America. Un bell&#8217;argomento, non c&#8217;è che dire.</p>
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		<title>Sanders punta sull&#8217;America profonda: è lui l&#8217;anti Trump?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sanders-punta-sullamerica-profonda-e-lui-lanti-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2020 07:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni primarie negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="904" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bernie-Sanders-La-Presse-e1578655825523.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bernie Sanders (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bernie-Sanders-La-Presse-e1578655825523.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bernie-Sanders-La-Presse-e1578655825523-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bernie-Sanders-La-Presse-e1578655825523-768x362.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bernie-Sanders-La-Presse-e1578655825523-1024x482.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Iowa è l’emblema stesso dei flyover States statunitensi: rurale, arroccata nell’America profonda, lontana dalle metropoli della costa. Lo scenario in cui hanno inizio le primarie democratiche, nello Stato che tradizionalmente le inaugura, non potrebbe in questo caso essere più simbolico. L’America profonda è stata nel 2016 cruciale per la sconfitta elettorale dei democratici di Hillary &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/sanders-punta-sullamerica-profonda-e-lui-lanti-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sanders-punta-sullamerica-profonda-e-lui-lanti-trump.html">Sanders punta sull&#8217;America profonda: è lui l&#8217;anti Trump?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="904" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bernie-Sanders-La-Presse-e1578655825523.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bernie Sanders (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bernie-Sanders-La-Presse-e1578655825523.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bernie-Sanders-La-Presse-e1578655825523-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bernie-Sanders-La-Presse-e1578655825523-768x362.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bernie-Sanders-La-Presse-e1578655825523-1024x482.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’<strong>Iowa </strong>è l’emblema stesso dei <em>flyover States </em>statunitensi: rurale, arroccata nell’America profonda, lontana dalle metropoli della costa. Lo scenario in cui hanno inizio le <strong><a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/la-corsa-a-ostacoli-dei-democratici-usa/">primarie democratiche</a></strong>, nello Stato che tradizionalmente le inaugura, non potrebbe in questo caso essere più simbolico. L’America profonda è stata nel 2016 cruciale per la sconfitta elettorale dei democratici di <strong>Hillary Clinton </strong>contro <strong>Donald Trump, </strong>e l’Iowa vi contribuì premiando quest’ultimo con dieci punti di distacco (51,15% contro il 41,74% della sfidante).</p>
<p>Ora, i democratici rilanciano la corsa alla <strong>Casa Bianca </strong>e, in prima fila tra i favoriti per la nomination, vi è lo sfidante della Clinton alle primarie del 2016, quel <strong>Bernie Sanders </strong>fautore di un’agenda apertamente di sinistra, incentrata sulla lotta alle disuguaglianze economiche e il rafforzamento dell’industria e dello Stato sociale. L’Iowa è eclissata, nelle aspettative dei candidati presidenti, dal <strong>Super Tuesday </strong>del 3 marzo. Quel giorno andranno al voto ben quattordici Stati (Alabama, Arkansas, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia) oltre ai democratici residenti all’estero. Logico, dunque, che nella condotta dei candidati <a href="https://it.insideover.com/politica/i-dem-aspettano-il-super-tuesday.html">l’Hawkeye State sia risultato, rispetto al passato, ridimensionato</a>. Ma non al punto da non fornire spunti interessanti.</p>
<p>E nel contesto democratico, una certezza va costituendosi: <strong>Bernie Sanders </strong>è l’unico candidato capace di parlare empaticamente al cuore rurale e periferico. E lo ha dimostrato nella giornata dell’1 febbraio, <a href="https://www.commondreams.org/news/2020/02/01/i-cant-believe-amount-people-here-over-3000-rally-sanders-influential-iowa-survey">parlando a un evento elettorale nella cittadina di <strong>Cedar Rapids</strong></a><strong>, </strong>con circa 130.000 abitanti secondo centro dello Stato.</p>
<p>All’evento, scrive <strong><a href="https://www.ilsussidiario.net/news/primarie-usa-cosi-lo-iowa-fa-tremare-donald-trump/1980824/">Mauro Bottarelli<em>,</em></a> </strong>“si attendevano, in questo angolo di America rurale, conservatrice e profonda, al massimo 500 persone. Erano in 3mila”, in una città cruciale nel distretto agricolo del mais che ha premiato in massa Trump nel 2016 e ora teme per gli effetti del braccio di ferro commerciale con la Cina senza aver ricevuto dividendi massicci dal triennio di crescita economica dell’amministrazione. “La Main street reale, gli Usa anti-establishment e agricolo-manifatturieri ante litteram”, insomma “il bacino elettorale che nel 2016 ha mandato Donald Trump alla Casa Bianca” ascolta Sanders con interesse. Il trumpismo, del resto, ha prodotto una <a href="https://it.insideover.com/economia/decollo-di-wall-street-e-disuguaglianze-i-due-volti-della-trumpnomics.html">crescita economica sostenuta</a> incentrata sul taglio dell’aliquota fiscale sui redditi d’impresa e sul<em> reshoring </em>dei grandi capitali statunitensi all’estero, ma che <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/i-brindisi-dellelite-di-wall-street-nellera-trump/">si è concentrata principalmente a favore dei redditi superiori</a>: le problematiche che erano sul terreno nel 2016, legate allo scarto crescente e alle disuguaglianze tra costa e metropoli, sussistono ancora.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/lelite-di-wall-street-decolla-ed-e-sempre-piu-ricca.html">I 400 uomini più ricchi d’America sfiorano, con i loro patrimoni, quota 3.000 miliardi di dollari</a> cavalcando i guadagni garantiti dalla riforma fiscale, dalla corsa delle borse (Nasdaq oltre 9000 punti, S&amp;P500 +28% nel 2019) e dai <em>buyback </em>azionari. <a href="https://it.insideover.com/economia/le-banche-usa-padrone-della-finanzia-ue.html">Colossi bancari </a>e <a href="https://it.insideover.com/economia/i-favori-fiscali-ai-giganti-del-web.html">giganti del web </a>sono premiati con sconti fiscali di ampia portata, mentre, come hanno fatto notare gli economicsti <strong>Gabriel Zucman e Emmanuel Saez</strong> dell’Università di Berkeley nel recente volume <strong><em>The triumph on injustice</em></strong>, i lavoratori semplici pagano un’aliquota d’imposta effettiva (24,2%) superiore a quella dei magnati di Wall Street (23%). È in questo contesto che Sanders si batte per strappare ai repubblicani il cuore della nazione. Decisivo nella conta dei voti per la Casa Bianca.</p>
<p>Bottarelli si domanda se “l’America profonda, il Mid-West piccolo borghese” sia arrivato “al paradosso storico di ascoltare la ricetta di un socialista dichiarato nella speranza di far rivivere il liberalissimo <em>american dream</em>”. Per ora di certo vi è che Bernie Sanders ha deciso di percorrere una strada diversa, forse più complessa, rispetto all’anti-trumpismo d’antan ostentato dagli sfidanti <strong>Elizabeth Warren e Joe Biden</strong>. Cercando di ascoltare il popolo di Trump, piuttosto che disprezzarlo come fatto da Hillary Clinton nel 2016. Uno scenario centro contro periferia nelle <strong>primarie democratiche </strong>non è da escludersi. Per questo Sanders dà importanza agli Stati periferici: perché in fin dei conti a decidere un’elezione presidenziale sono tanti piccoli Iowa, Montana e Alabama piuttosto che singoli trionfi nelle metropoli come <strong>New York</strong>. E se la strategia sarà vincente, Trump potrebbe scoprire nell’anziano senatore del Vermont un avversario formidabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sanders-punta-sullamerica-profonda-e-lui-lanti-trump.html">Sanders punta sull&#8217;America profonda: è lui l&#8217;anti Trump?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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