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	<title>elezioni midterm Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 23 May 2026 13:06:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>elezioni midterm Archives - InsideOver</title>
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		<title>Usa, l&#8217;incubo Dem: tra mini-Mamdani e superprogressisti alla Ocasio-Cortez, rischio sconfitta a novembre e nel 2028</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tra-mini-mamdani-e-aoc-i-dem-rischiano-alle-midterm-e-si-giocano-il-2028.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 08:34:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="860" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel Partito Democratico americano si sta aprendo una faglia sempre più evidente: le figure nuove ed entusiasmanti sono le più divisive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-mini-mamdani-e-aoc-i-dem-rischiano-alle-midterm-e-si-giocano-il-2028.html">Usa, l&#8217;incubo Dem: tra mini-Mamdani e superprogressisti alla Ocasio-Cortez, rischio sconfitta a novembre e nel 2028</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="860" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/New-York-al-voto-un-test-per-lAmerica-Mamdani-contro-tutti-e1762242427458.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel <strong>Partito Democratico americano</strong> si sta aprendo una faglia sempre più evidente. Non è più soltanto il tradizionale conflitto tra moderati e progressisti, né la vecchia dialettica tra l’establishment clintoniano e la sinistra sandersiana. Oggi la tensione attraversa il partito in forme nuove, territoriali e culturali insieme: da una parte la crescita dei cosiddetti “<strong>mini-Mamdani</strong>”, amministratori e candidati locali che spingono un’agenda urbana radicale fondata su <strong>affitti calmierati, Welfare municipale e redistribuzione aggressiva;</strong> dall’altra la centralità simbolica e mediatica di <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong>, ormai trasformata in una figura nazionale capace di mobilitare milioni di elettori ma anche di polarizzare profondamente il Paese. Il problema, per i democratici, è che entrambe queste forze sono oggi indispensabili — e contemporaneamente destabilizzanti.</p>



<p>La vittoria e poi l’ascesa amministrativa di <strong>Zohran Mamdani</strong> a New York hanno accelerato un processo che covava da anni dentro la coalizione democratica. Mamdani, socialista democratico, ha costruito la sua popolarità attorno a un’agenda estremamente concreta: congelamento degli affitti, autobus gratuiti, asili universali, supermercati municipali, aumento della tassazione sui ricchi e forte intervento pubblico sul costo della vita urbana. La novità non sta soltanto nelle proposte. Sta nel fatto che <strong>questa piattaforma, fino a pochi anni fa confinata alla sinistra movimentista, oggi riesce a vincere elezioni in grandi città americane.</strong> E soprattutto riesce a parlare a una generazione urbana che considera il capitalismo contemporaneo incapace di garantire casa, trasporti, sanità e stabilità economica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come nasce un mini-Mamdani</h2>



<p>È qui che nascono i “mini-Mamdani”. Non esiste una corrente formalmente organizzata, ma nella stampa progressista e negli ambienti democratici l’etichetta viene ormai usata per descrivere <strong>una nuova generazione di candidati urbani </strong>che replicano il modello politico del sindaco di New York: socialismo municipale, comunicazione digitale aggressiva, focus sul costo della vita e forte retorica anti-élite.</p>



<p>Tra i nomi più citati c’è <strong>Chris Rabb</strong>, che ha appena vinto una primaria democratica in Pennsylvania sostenuto da <em>Democratic Socialists of America </em>e <em>Justice Democrats </em>con un programma basato su reddito universale, sanità pubblica e supermercati municipali. La sua vittoria viene letta negli Stati Uniti come una delle prime estensioni “fuori New York” del modello Mamdani. Ma il fenomeno riguarda anche consiglieri comunali e attivisti in città come <strong>Chicago, Philadelphia, Seattle e Los Angeles:</strong> candidati giovani, multietnici, altamente presenti sui social, che parlano meno di “rivoluzione socialista” e molto di più di affitti, <em>childcare</em>, trasporto pubblico e bollette. In sostanza, i mini-Mamdani stanno trasformando il socialismo democratico americano da linguaggio universitario a politica amministrativa urbana.</p>



<p>Il punto cruciale è che questo messaggio attecchisce perché si collega alla <strong>crisi concreta delle metropoli american</strong>e. In molte città governate dai democratici vivere è diventato economicamente insostenibile anche per laureati e lavoratori qualificati. L’esplosione degli affitti e del costo dei servizi ha aperto uno spazio politico che il liberalismo moderato non riesce più a occupare.</p>



<p>Ma proprio qui emerge anche il problema. <strong>La traduzione amministrativa di questo programma si sta rivelando molto più difficile della sua narrazione elettorale. </strong>Negli ultimi mesi, una parte della stampa americana ha iniziato a raccontare le difficoltà della nuova amministrazione Mamdani: tensioni sul bilancio cittadino, accuse di spesa eccessiva e necessità di trattare con il mondo finanziario di Wall Street. Persino il <em>Wall Street Journal</em> ha raccontato gli incontri tra Mamdani e figure simbolo del capitalismo americano come <strong>Jamie Dimon </strong>e <strong>David Solomon</strong>, segnale di quanto anche i nuovi socialisti urbani siano costretti a confrontarsi con la realtà economica della città.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ed è qui che entra in scena AOC</h2>



<p>Se Mamdani rappresenta la municipalizzazione del socialismo democratico, <strong>Alexandria Ocasio-Cortez </strong>incarna invece la sua nazionalizzazione simbolica. Negli ultimi mesi AOC ha alzato ulteriormente il livello dello scontro ideologico. In una recente intervista diventata virale ha dichiarato che “non si può guadagnare un miliardo di dollari”, sostenendo che le immense fortune americane derivino da squilibri di potere, sfruttamento del lavoro e concentrazione economica. Allo stesso tempo, durante la Conferenza di Monaco sulla sicurezza, ha accusato <strong>Donald Trump</strong> di voler inaugurare una “età dell’autoritarismo”, sostenendo che le disuguaglianze economiche globali alimentino il populismo di destra e che il Partito Democratico debba tornare a una “<em>working-class centered politics</em>”, cioè a una politica centrata sulla classe lavoratrice. Queste uscite sono importanti perché mostrano la trasformazione definitiva di AOC <strong>da semplice deputata progressista a figura ideologica nazionale. </strong>Non parla più soltanto di tasse o Green New Deal. Oggi interviene su geopolitica, sicurezza internazionale, capitalismo globale, guerra, redistribuzione e futuro della democrazia americana. E soprattutto lo fa con un linguaggio fortemente moralizzato e polarizzante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una centralità che inquieta l’establishment democratico</h2>



<p>Perché AOC riesce contemporaneamente in due operazioni politiche apparentemente incompatibili: <strong>spostare il partito a sinistra</strong> e diventare una delle figure più popolari della base democratica. Un sondaggio recente la colloca già tra i nomi più forti in vista delle primarie presidenziali del 2028. Non a caso negli Stati Uniti è già iniziata la discussione sul dopo-Bernie Sanders. Secondo <em>Axios</em>, il confronto emergente dentro l’ala progressista sarebbe ormai tra AOC e <strong>Ro Khanna</strong>: “<em>Old Bernie vs New Bernie</em>”. Il problema, per i democratici moderati, è che <strong>più AOC cresce come figura nazionale, più aumenta anche la sua tossicità elettorale</strong> nei segmenti suburbani e indipendenti che decidono le elezioni presidenziali.</p>



<p>I repubblicani hanno compreso perfettamente il meccanismo. Ogni candidato progressista viene immediatamente descritto come una “versione locale di AOC”: socialista, anti-capitalista, ostile alla polizia, favorevole a tasse aggressive e troppo distante dall’America moderata. Eppure il partito non può marginalizzarla davvero. Dopo il logoramento della leadership bideniana e l’invecchiamento dell’establishment democratico, <strong>AOC è una delle pochissime figure capaci di generare entusiasmo autentico.</strong> Nessun altro dirigente democratico possiede oggi la stessa capacità di fundraising online, mobilitazione giovanile e presenza mediatica. <strong>Per questo il Partito Democratico si trova stretto tra mini-Mamdani e AOC.</strong></p>



<p>I primi rappresentano la pressione dal basso delle città democratiche, dove il costo della vita sta radicalizzando una nuova generazione urbana. La seconda rappresenta il volto nazionale di quella trasformazione: una figura capace di sintetizzare identità progressista, populismo economico e mobilitazione digitale. Ma queste due spinte rischiano di allontanare il partito dal centro elettorale americano.</p>



<p>Perché gli Stati Uniti non sono Brooklyn. Le politiche che funzionano politicamente a New York o San Francisco possono diventare un’arma potentissima per i repubblicani in Pennsylvania, Wisconsin o Arizona. Ed è proprio qui che Trump e il GOP stanno costruendo la loro strategia: presentare i democratici come il partito delle élite urbane radicali concentrate su redistribuzione, welfare e sperimentazione ideologica mentre l’America “normale” teme inflazione, criminalità e declino economico.</p>



<p>La vera domanda, allora, è se il Partito Democratico riuscirà a trasformare questa energia in un progetto nazionale credibile senza perdere il centro moderato. Perché oggi la sinistra democratica americana non appare più come una corrente marginale. Sta diventando, pezzo dopo pezzo, il linguaggio politico dominante delle grandi città americane — e AOC ne è ormai il simbolo nazionale più potente.</p>



<p>Il Partito Democratico americano rischia di arrivare al 2028 con una <strong>contraddizione irrisolta</strong> che potrebbe già esplodere nelle elezioni di novembre: la crescente distanza tra la sua base urbana progressista e il resto dell’elettorato nazionale. Il punto decisivo è che oggi la sinistra democratica non è più una minoranza rumorosa ma marginale. È diventata la componente più energica, organizzata e culturalmente dominante del partito nelle grandi città. E questa trasformazione potrebbe produrre due effetti opposti: rilanciare i democratici dopo gli anni difficili del post-Biden oppure spingerli verso una radicalizzazione percepita che favorirebbe i repubblicani.</p>



<p><strong>A novembre si vedrà già il primo test reale.</strong></p>



<p>Nelle elezioni locali e congressuali del 2026 il tema centrale sarà probabilmente il costo della vita. Ed è qui che i “mini-Mamdani” potrebbero avanzare ulteriormente. In molte città democratiche il modello moderato tradizionale è in crisi: gli elettori vedono amministrazioni che spendono molto ma non riescono a contenere affitti, criminalità, <em>homelessness </em>e pressione fiscale. Questo apre spazio a candidati progressisti che promettono interventi più aggressivi.</p>



<p>Se i mini-Mamdani dovessero vincere nuove primarie democratiche in città e distretti urbani, il messaggio politico sarebbe enorme: significherebbe che il futuro della base democratica appartiene sempre meno al liberalismo moderato e sempre più a una forma americana di socialdemocrazia urbana.</p>



<p>Ma qui emerge il rischio immediato per il partito. <strong>Ogni avanzata progressista nelle grandi città rischia di produrre una contro-mobilitazione suburbana e rurale. </strong>I repubblicani stanno già preparando una narrativa molto precisa: associare ogni democratico, anche moderato, a Ocasio-Cortez e ai nuovi sindaci progressisti. Per il GOP il messaggio è semplice: “Guardate New York, San Francisco, Chicago. Questo è il futuro democratico”. Criminalità, costo degli affitti, crisi migratoria urbana e tensioni sociali verranno utilizzati come prove del “fallimento progressista”. Se a novembre i democratici perderanno terreno nei sobborghi o negli <em>swing states</em>, dentro il partito esploderà una guerra interna violentissima.</p>



<p>I moderati diranno che AOC e i mini-Mamdani stanno trasformando il partito in qualcosa di troppo radicale per l’America media. I progressisti risponderanno invece che il centrismo ha fallito, che l’era Biden non ha risolto il problema del costo della vita e che solo una piattaforma economica più aggressiva può mobilitare giovani e working class.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scenario per il 2028</h2>



<p><strong>Per la prima volta dopo anni, il Partito Democratico potrebbe arrivare alle primarie senza una leadership naturale.</strong> L’era Biden sarà definitivamente chiusa e la vecchia generazione clintoniana-obamiana apparirà esaurita. In questo vuoto, AOC potrebbe diventare molto più di una leader mediatica: potrebbe trasformarsi nel punto di riferimento nazionale dell’intera ala progressista. La domanda non è più se possa influenzare il partito. Lo sta già facendo. La vera domanda è se possa conquistarlo.</p>



<p>Ci sono tre scenari realistici. <strong>Primo scenario</strong>: AOC si candida direttamente nel 2028. Sarebbe la scelta più traumatica ma anche la più coerente con l’evoluzione attuale. AOC potrebbe presentarsi come la candidata della “working-class multirazziale”, combinando populismo economico, diritti civili, welfare aggressivo e critica alle élite finanziarie. In questo caso il partito vivrebbe una dinamica simile a quella vissuta dai repubblicani con Trump nel 2016: una figura inizialmente considerata troppo divisiva che però domina il dibattito grazie a una capacità superiore di mobilitazione mediatica e militante. <strong>Il problema è che AOC entusiasma enormemente una parte dell’America e ne spaventa un’altra. </strong>Potrebbe aumentare l’affluenza giovanile e urbana ma anche provocare una gigantesca mobilitazione conservatrice.</p>



<p><strong>Secondo scenario</strong>: nasce un compromesso “post-AOC”. In questo caso il partito sceglierebbe una figura meno polarizzante ma capace di assorbire parte dell’agenda progressista. Qui entrano nomi come <strong>Ro Khanna </strong>o altri democratici progressisti più pragmatici. L’obiettivo sarebbe mantenere l’energia della sinistra senza spaventare gli indipendenti suburbani. In pratica: redistribuzione economica sì, ma con toni meno ideologici e meno conflittuali di AOC. Questo è probabilmente lo scenario preferito dall’establishment democratico. Ma potrebbe non bastare. Perché la base progressista americana sta diventando sempre meno disposta ad accettare compromessi moderati.</p>



<p><strong>Terzo scenario</strong>: reazione moderata e ritorno al centro. Se a novembre i democratici dovessero subire sconfitte pesanti attribuite alla radicalizzazione urbana, il partito potrebbe reagire tentando una restaurazione centrista. <strong>Governatori moderati, figure tecnocratiche e democratici pragmatici proverebbero a riconquistare il controllo del partito</strong> promettendo sicurezza, crescita economica e distanza dalla sinistra identitaria. Il problema è che questo scenario presenta un rischio enorme: spegnere completamente l’entusiasmo della base giovane.</p>



<p></p>
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		<title>Trump perde anche gli Evangelici</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-perde-anche-gli-evangelici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 08:05:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<category><![CDATA[Evangelici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="evangelici trump" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In principio il mondo degli evangelici era il suo blocco prediletto, tanto da puntare tutto su di loro per vincere la Casa Bianca nel 2016, e anche nel 2020. Stessa cosa dicasi per il mondo degli ultras pro-life. Proprio con questi ultimi, tuttavia, sono iniziate le tensioni poco dopo le midterm. Donald Trump è stato, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-perde-anche-gli-evangelici.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="evangelici trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118085911346_02826b4b712c1ab830d2a1e8b24797fa-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In principio il mondo degli <strong>evangelici</strong> era il suo blocco prediletto, tanto da puntare tutto su di loro per vincere la Casa Bianca nel 2016, e anche nel 2020. Stessa cosa dicasi per il mondo degli <a href="https://it.insideover.com/politica/i-pro-life-adesso-vogliono-la-testa-di-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultras <em>pro-life</em></a>. Proprio con questi ultimi, tuttavia, sono iniziate le tensioni poco dopo le <strong><em>midterm</em></strong>. Donald Trump è stato, infatti, aspramente criticato da diversi esponenti del fronte pro-vita e della destra del Partito Repubblicano, dopo aver imputato alla questione dell’aborto la cattiva performance dei conservatori alle recenti elezioni. In tanti hanno criticato Trump, affermando che nessuno dei candidati da lui sostenuti fosse favorevole a un divieto assoluto all’aborto, contrariamente a quanto apparentemente affermato dall’ex Presidente.</p>



<p>La terza candidatura di Trump alla presidenza parte, dunque, con il piede sbagliato: a rischio il sostegno di alcuni dei suoi <strong>maggiori donatori</strong>, alcuni dei quali si sono impegnati a sostenere il suo rivale, il governatore della Florida, Ron DeSantis, nonostante egli non abbia ancora annunciato ufficialmente la sua intenzione di candidarsi. Ma l&#8217;accusa più grande che giunge dal mondo dei conservatori cristiani è quella di non rappresentare in alcun modo i <strong>valori biblici</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/trump-gli-evangelici-e-la-fine-del-mondo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Trump, gli evangelici e la fine del mondo</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chi è Donald Trump</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/evangelici-trump-messaggero-dio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gli evangelici esaltati da Trump: &#8220;È il nuovo messaggero di Dio&#8221;</a></strong></li></ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">I conservatori sono ancora trumpiani?</h2>



<p>Ma ben al di là delle <em>moral issues</em>, si staglia il nocciolo della questione. La destra conservatrice tifa ancora per Trump? In vista delle elezioni del 2020, il <em>Tycoon</em> si è appoggiato pesantemente alla sua versione della &#8220;<strong>maggioranza silenziosa</strong>&#8220;, sperando che il gruppo che consegnò a Richard Nixon due vittorie presidenziali, lo avrebbe portato al traguardo. Quella previsione non si è avverata nel 2020 tantomeno alle <em>midterm</em>. E dopo aver subito tre cicli elettorali deludenti, Trump sembra ora trovarsi di fronte a una maggioranza di conservatori che si stanno rivoltando sempre più contro di lui.</p>



<p>L’ex Presidente, infatti, sembra aver dichiarato guerra ad alcuni leader del movimento, rei di non essere abbastanza leali, dopo che alcuni di loro si sono espressi contro la sua campagna presidenziale del 2024. Contro questi esempi di presunta slealtà Trump sciorina l’elenco delle mosse che avrebbe fatto in loro favore, come ad esempio attrezzare la Corte Suprema di nomine sufficienti a ribaltare la sentenza <em><strong>Roe vs. Wade</strong></em> sull&#8217;aborto. Dimentico, forse, che il Partito Repubblicano abbia raggiunto un risultato inferiore alle aspettative soprattutto perché ha sostenuto candidati &#8220;impresentabili&#8221; in Stati chiave, tra i quali Herschel Walker in Georgia, Blake Masters e Kari Lake in Arizona e il &#8220;<em>ticket</em>&#8221; Doug Mastriano-Mehmet Oz in Pennsylvania.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dichiarazioni forti dal mondo evangelico contro Trump</h2>



<p>La corda degli evangelici anti-Trump sembra guadagnare sempre più adepti. Uno di loro è <strong>Bob Vander Plaats</strong>, uno dei massimi leader del pensiero evangelico americano, che ha esitato a sostenere Trump nel 2016. &#8220;In questo momento questa è quasi una maggioranza silenziosa &#8220;, dice <strong>Everett Piper</strong>, editorialista del quotidiano conservatore <em>Washington Times</em> ed ex presidente di un&#8217;università evangelica, che ha pubblicato una lunga filippica post-midterm sostenendo che Trump stia &#8220;facendo del male&#8221; agli evangelici americani. &#8220;La conclusione della scorsa settimana è semplice: Donald Trump deve andarsene&#8221;, ha aggiunto Piper. &#8220;Se sarà il nostro candidato nel 2024, verremo distrutti&#8221;. Gli fa eco il telepredicatore <strong>James Robison</strong>, che ha lavorato come consigliere spirituale di Trump e ha paragonato l&#8217;ex <em>Commander-in-Chief</em> a un &#8220;piccolo scolaro elementare&#8221; mentre si rivolgeva alla <em>National Association of Christian Lawmakers</em>. </p>



<p>&#8220;Al momento, il nostro movimento è diviso&#8221;, ha dichiarato in un&#8217;intervista a<strong> </strong>Mike Evans, che ha aiutato Trump a ottenere il sostegno dei cristiani evangelici nel 2016, quando ha vinto la presidenza. &#8220;Il cristiano evangelico medio è una persona basata sulla fede. Donald Trump non personifica i valori biblici. Quindi, sebbene ammirino molto le sue politiche, onestamente <strong>non ammirano la persona</strong>&#8220;. </p>



<p>Questa non è l&#8217;unica intervista che Evans ha rilasciato sulla questione, poiché ha affermato che lui e il suo gruppo non chiuderanno più un occhio sulle cose che Trump dice e fa, come potrebbero aver fatto nel 2016. &#8220;Donald Trump non può salvare l&#8217;America. Non può nemmeno salvare se stesso&#8221;, ha scritto sul <em>Washington Post</em>. &#8220;<strong>Ci ha usat</strong>i per vincere la Casa Bianca. Abbiamo dovuto chiudere la bocca e gli occhi quando ha detto cose che ci hanno fatto inorridire. Non posso più farlo&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono gli evangelici di Trump</h2>



<p>Il pool originale di sostenitori cristiani evangelici di Trump includeva soprattutto cristiani pentecostali e carismatici. Un gruppo numeroso, spesso emarginato da gruppi evangelici più potenti a causa delle loro convinzioni sulla “profezia personale” e sulla “<strong>guerra spirituale</strong>”. Alcuni di loro, ad esempio, hanno denunciato come eretica la “consigliera spirituale” di Trump, Paula White. Per molti pentecostali e carismatici, Trump ha rappresentato una rottura così radicale dalle norme politiche da rappresentare il compimento della profezia biblica. Lo hanno paragonato a figure bibliche come Ciro il Grande, un re pagano che tuttavia fu scelto per salvare il popolo di Dio. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="The MAGA Church" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/yoglNFN5-Js?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_yoglNFN5-Js");</script>
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<p>Un sottogruppo di evangelici noti come <em>Premillennial Dispensationalists</em> ha visto addirittura la decisione di Trump di spostare l&#8217;ambasciata americana a Gerusalemme come un passo necessario per realizzare il dominio di Cristo sulla Terra e <strong>sfidare Satana</strong>. Questo stile apocalittico non piace a tutti gli evangelici conservatori: ora, dopo sei anni in cui Trump ha influenzato la sottocultura evangelica e ha portato al centro opinioni precedentemente marginali, qualsiasi sfidante dovrà affrontare un compito arduo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">De Santis flirta con gli evangelici</h2>



<p>L’elettorato evangelico, infatti, sta subendo un serrato <strong>corteggiamento</strong> da parte di Ron De Santis: quest&#8217;estate, il governatore della Florida è stato invitato a partecipare alla conferenza <em>Road to Majority</em> della <em>Faith &amp; Freedom Coalition</em>, e ha ricevuto recentemente l’<em>endorsement</em> di Tom Ascol, un importante pastore evangelico. Da ciò che si è visto finora, il suo <em>flirt</em> con gli evangelici prosegue plasmando la sua retorica e la sua oratoria. </p>



<p>DeSantis, infatti, esemplifica l&#8217;uso ortodosso americano del potere politico per fini cristiani conservatori. Mentre usa il linguaggio aggiornato della lotta alla &#8220;<em>wokeness</em>&#8220;, utilizza la carica di governatore per perseguire un programma di <strong>guerra culturale</strong> in quel della Florida, riaffermando il primato delle strutture familiari tradizionali e dei ruoli di genere e tenendo i bambini lontani da materiale che potrebbe entrare in conflitto con le convinzioni dei loro genitori. Il messaggio di vittoria di De Santis nella notte delle elezioni era, non a caso, “<em>Florida is where woke goes to die</em>”. Egli è dunque un&#8217;ottima scorciatoia elettorale per gli evangelici, permettendo loro di votare Gop rinnegando Trump.</p>
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		<title>Finisce la maratona alla Camera Usa: McCarthy eletto Speaker dopo 15 votazioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/finisce-la-maratona-alla-camera-usa-mccarthy-eletto-speaker-dopo-15-votazioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2023 07:33:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Kevin McCarthy, alla fine, ce l&#8217;ha fatta: nella notte italiana è stato eletto Speaker della Camera dei Rappresentanti Usa e terza carica dello Stato alla quindicesima votazione. Superato, dunque, il veto degli esponenti di destra del Partito Repubblicano che mettevano in dubbio la credibilità del deputato della California in quanto ex sostenitore di Donald Trump &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/finisce-la-maratona-alla-camera-usa-mccarthy-eletto-speaker-dopo-15-votazioni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/AYWK8n8HfXQoK_fM7EEx_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kevin-mccarthy-il-leader-repubblicano-alla-camera.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kevin McCarthy</a></strong>, alla fine, ce l&#8217;ha fatta: nella notte italiana è stato eletto Speaker della Camera dei Rappresentanti Usa e terza carica dello Stato alla quindicesima votazione. Superato, dunque, il veto degli esponenti di destra del <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-repubblicano-americano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Partito Repubblicano</a></strong> che mettevano in dubbio la credibilità del deputato della California in quanto ex sostenitore di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donald Trump</a></strong> che ha criticato l&#8217;ala più populista della formazione per le sue prese di posizione dopo le elezioni del 2020 e, soprattutto, i fatti di<a href="https://it.insideover.com/politica/assalto-a-capitol-hill-cosa-sappiamo-sulla-nuove-accuse-contro-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Capitol Hill del 6 gennaio 2021.</a></p>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/partito-repubblicano-nella-bufera-mccarthy-schiacciato-tra-pro-e-anti-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Buona parte dei ventuno ultraconservatori ribelli sono stati conquistati alla causa di McCarthy</a> alla dodicesima e tredicesima votazione, ma ci è voluta la quindicesima chiamata perché l&#8217;ex leader della minoranza repubblicana conquistasse la carica di Speaker, succedendo a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nancy-pelosi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nancy Pelosi.</a> E anche in questo caso, si è trattato di un successo non completo. Su 222 voti disponibili, anche al quindicesimo scrutinio McCarthy si è <strong>fermato a 216 consensi</strong> a suo favore. L&#8217;elezione è stata legata al fatto che quattro legislatori che avevano votato nomi terzi per fare ostruzione sono passati a dichiararsi, in aula, presenti non votanti. La maggioranza necessaria<a href="https://www.nytimes.com/interactive/2023/01/04/us/politics/house-speaker-vote-tally.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> per vincere la contesa è così scesa da 218 a 214 voti</a>. Solo quattro i voti di scarto di McCarthy sul candidato di bandiera democratico, <strong>Hakeem Jeffries</strong>, supportato da tutti e 212 i voti del Partito dell&#8217;Asinello alla Camera.</p>



<p>Il Partito Repubblicano ha visto un braccio di ferro interno che si è scaricato su McCarthy, il quale nella corsa alla sua elezione ha pagato le critiche subite dopo la vittoria azzoppata alle Midterm e si è trovato di fronte a un&#8217;anticipazione di&nbsp;<a href="https://www.nytimes.com/2023/01/05/us/politics/republican-party-leadership.html">quanto sarà difficile per lui controllare la Camera</a>&nbsp;in funzione di opposizione a Joe Biden nei prossimi due anni. Il <em><a href="https://www.nytimes.com/live/2023/01/06/us/house-speaker-vote-mccarthy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a></em> parla di una fazione di destra del Partito Repubblicano &#8220;indisciplinata&#8221;, decisa a &#8220;tagliare la spesa&#8221; pubblica per sabotare Joe Biden e pronta a &#8220;interrompere gli affari legislativi a Washington&#8221; a cui McCarthy ha dovuto fare concessioni, aggiungendo poi: &#8220;La lotta per la presidenza che ha paralizzato la Camera prima ancora che aprisse la sua sessione ha suggerito che compiti di base come l&#8217;approvazione di leggi di finanziamento del governo o il finanziamento del debito federale provocheranno lotte epiche nei prossimi due anni&#8221;.</p>



<p>Il danno d&#8217;immagine per il Partito Repubblicano resta grave. Anche e soprattutto perché a due anni dai fatti del 6 gennaio e dagli assalti a Capitol Hill l&#8217;anniversario degli eventi era giunto senza che il veto imposto da deputati che negano, come i fautori degli assalti, la correttezza della vittoria di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Biden</a> su Trump fosse ancora stato rimosso. Dopo uno stallo che si prolungava con una durata senza precedenti dal 1859 ora il Partito Repubblicano è deciso a fare della Camera la sua <strong>platea anti-Biden</strong> e a concedere spazi in commissione anche ai suoi membri di destra più spinta.</p>



<p>Lo stallo in cui McCarthy si è trovato lo ha portato a rischiare più volte di bruciarsi e ha spinto lo stesso Trump a fare pressione sui suoi sostenitori più decisi in vista del via libera all&#8217;elezione a Speaker. Difficile capire se ci siano veri vincitori in questa vicenda complessa. La realtà dei fatti parla dell&#8217;<strong>ennesima dimostrazione di polarizzazione</strong> interna a una singola formazione legata al concetto che una formazione di opposizione ha della Camera da lei controllata: quello di uno strumento di censura dell&#8217;amministrazione. Il rischio è che si riproponga ciò che i <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-democratico-americano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Democratici</a> promossero dopo le Midterm 2018, facendo della Camera la loro platea anti-Trump e arrivando a promuovere come iniziativa di partito una procedura d&#8217;impeachment a dir poco avventata. Scelte, queste, che mettono il Paese di fronte ai rischi della tribalizzazione politica ormai avviata da cui l&#8217;America è assediata.</p>
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		<title>I pro-life adesso vogliono la testa di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-pro-life-adesso-vogliono-la-testa-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 14:05:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-1536x1017.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La popolarità e il destino di Donald Trump si stanno trasformando in una spirale avvolta su se stessa. Se l&#8217;ex presidente degli Stati Uniti doveva già vedersela con i suoi garbugli giudiziari e i detrattori all&#8217;interno del Gop, adesso rischia di perdere una fetta importante dell’elettorato conservatore. Il tycoon è stato, infatti, aspramente criticato da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-pro-life-adesso-vogliono-la-testa-di-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-1536x1017.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La popolarità e il destino di <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-si-ricandida-i-tre-possibili-scenari.html">Donald Trump</a> si stanno trasformando in una spirale avvolta su se stessa. Se l&#8217;ex presidente degli Stati Uniti doveva già vedersela con i suoi garbugli giudiziari e i detrattori all&#8217;interno del Gop, adesso rischia di perdere una fetta importante dell’elettorato conservatore. Il <em>tycoon</em> è stato, infatti, aspramente criticato da diversi esponenti del fronte pro-vita e della destra del Partito repubblicano, dopo aver imputato alla questione dell&#8217;<strong>aborto</strong> l&#8217;insuccesso dei conservatori alle recenti <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-alla-mancata-red-wave-repubblicana-alle-midterm.html?_gl=1*1rkf6wa*_ga*MTE1Njk2MDQ3Ni4xNTk2MzQ1NTY5*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY2Nzk3NzU0My4xNzguMS4xNjY3OTg1NTUzLjAuMC4w"><em>midterm</em></a></strong>. Diversi conservatori hanno criticato Trump, affermando che nessuno dei candidati da lui sostenuti fosse favorevole a un divieto assoluto all&#8217;aborto, contrariamente a quanto apparentemente affermato dall&#8217;ex presidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le accuse di Trump</h2>



<p>Trump era tornato a commentare nel fine settimana il risultato dei Repubblicani alle elezioni di metà mandato dello scorso novembre, imputando la sconfitta della maggior arte dei candidati conservatori al tema dell&#8217;aborto, realizzando un autogol clamoroso. In un messaggio pubblicato sul suo social <em>Truth</em>, ha infatti raccontato che troppi candidati hanno gestito la questione in maniera inadeguata, riferendosi in particolare a quelli che a suo dire avrebbero insistito &#8220;con troppa fermezza&#8221; nel promuovere il divieto assoluto dell&#8217;interruzione di gravidanza, <strong>anche in caso di stupro o incesto</strong>. Trump è parso anche puntare l&#8217;indice contro l&#8217;elettorato conservatore, sostenendo che la tradizionale componente antiabortista &#8220;ha ottenuto quel che voleva&#8221; con la sentenza della Corte Suprema dello scorso anno, &#8220;e poi si è dileguata&#8221; abbandonando sostanzialmente la causa e le piazze.</p>



<p>Diversi conservatori sarebbero ora pronti a detronizzarlo. &#8220;Letteralmente zero candidati repubblicani hanno sostenuto che l&#8217;aborto debba essere vietato anche quando la vita della madre è a rischio&#8221;, ha dichiarato, ad esempio, il noto commentatore di orientamento conservatore <strong>Ben Domenech</strong>, che ha accusato l&#8217;ex presidente di &#8220;tradire la causa pro-vita&#8221;. Analizzando le primarie del 2024, in cui Trump è l&#8217;unico candidato dichiarato (scivolato però in basso nei sondaggi), Domenech ha aggiunto: &#8220;Trump ha tradito la causa pro-vita. Esiste ora un&#8217;enorme apertura per colpirlo nella posta in gioco del 2024, che mi aspetto che diversi candidati seguano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump e i pro-life, un matrimonio di convenienza</h2>



<p>Quello che sembrerebbe un rapporto datato, ovvero quello tra Trump e gli antiabortisti non è stato altro che <strong>un matrimonio di convenienza sin dal 2016</strong>. Nessuno, all’interno dei militanti pro-life, ha mai pensato veramente a Trump (che all&#8217;epoca era inequivocabilmente favorevole alla scelta) come un vero sostenitore della sua causa o delle basi religiose conservatrici di quella causa stessa. Ma la la promessa di ribaltare grazie alla Corte Suprema la storica <em>Roe vs. Wade</em> è stato un carrozzone troppo ghiotto per non saltarci sopra.</p>



<p>Ora che però il gioco si fa duro, Trump è pronto a far volare gli stracci, perfino scaricando questa fetta di elettorato. Pronto a fargli la guerra anche il noto opinionista <strong>Ramesh Ponnuru</strong> (lui stesso un attivista anti-aborto di lunga data) bollando le affermazioni di Trump come &#8220;un mucchio di sciocchezze in cima a un nocciolo di verità”. La verità consisterebbe nel fatto che alcuni candidati repubblicani che hanno preso posizione sull&#8217;aborto-come Dixon, Michels, Mastriano, Walker e Masters- hanno tutti perso. Ma come ormai è assodato, alle <em>midterm</em> sono intervenute ben <a href="https://it.insideover.com/politica/ne-con-biden-ne-con-trump-come-il-voto-personale-ha-definito-le-midterm.html">altre dinamiche nelle scelte di voto</a>, definito mai così “personale” come in questa tornata: lo schema generale dei risultati suggerisce, infatti, che gli elettori hanno punito i repubblicani più per i loro stretti legami con Trump, e con il refrain della frode elettorale presunta nel 2020, che per la loro opposizione all&#8217;aborto. Del resto, i governatori repubblicani che hanno firmato divieti totali o parziali sull&#8217;aborto, infatti, sono stati rieletti in Florida, Georgia, Ohio e Texas.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump ha bisogno dei pro-life per vincere</h2>



<p>Sfortunatamente per Trump, fintanto che la sua candidatura per il 2024 sarà in piedi, necessiterà del movimento anti-aborto più di quanto il movimento abbia bisogno di lui. Con ogni probabilità, ci saranno altri candidati (sicuramente l&#8217;ex presidente Pence, forse l&#8217;arcirivale Ron DeSantis) disposti a mettersi in riga. La reazione alla collera di Trump, secondo <em>NBC News</em>, da parte delle organizzazioni anti-aborto più aggressive è stata significativa. Un importante gruppo anti-aborto ha respinto i commenti dell&#8217;ex presidente, invitando Trump a presentare un programma di &#8220;ambizioso consenso a favore della vita&#8221;.</p>



<p><a href="https://sbaprolife.org/">Susan B. Anthony Pro-Life America </a>ha criticato i candidati del Gop che adottano quella che ha definito una &#8220;<strong>strategia dello struzzo</strong>&#8220;, sostenendo che Trump e altri candidati alla presidenza nel 2024 dovrebbero articolare in modo più completo la loro posizione sul divieto all&#8217;interruzione di gravidanza. &#8220;L&#8217;approccio alla vittoria sull&#8217;aborto nelle gare federali, dimostrato da un decennio, è questo: affermare chiaramente l&#8217;ambiziosa posizione di consenso a favore della vita e contrastarla con la visione estrema degli oppositori democratici&#8221;, ha affermato lunedì il gruppo in una dichiarazione. &#8220;Non vediamo l&#8217;ora di sentire quella posizione completamente articolata da Trump e da tutti i candidati alla presidenza&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa al più antiabortista di tutti nel Gop</h2>



<p>Che l’argomento metta già pepe fra i<em> runners</em> per Usa2024 è già chiaro da parte di un semimorigerato come Mike Pence: la provocazione da parte di Pro-Life America ha ricevuto una calorosa risposta dall&#8217;ex vicepresidente, <a href="https://twitter.com/Mike_Pence/status/1610058386762256384">che ha ritwittato la dichiarazione del gruppo anti-aborto</a>, aggiungendo che era &#8220;ben detto&#8221;, dopo aver ripetutamente elogiato il ribaltamento di <em>Roe v. Wade</em>.</p>



<p>La domanda, dunque, è ormai lecita: la campagna antiabortista può fare a meno di Trump? Certamente. Trump può vincere senza i pro-life, amesso che superi le sue beghe legali? Difficile, se non impossibile. Significa perdere una fetta d’America conservatrice fino al midollo che non negozierà per nessuna ragione la propria etichetta <em>pro-life</em> che già qualcuno ambisce a mettersi sul petto, presentandosi come il più antiabortista degli antiabortisti. La percezione, sempre più ampia, è che la candidatura dell&#8217;ex presidente nel 2024 rischi di andare in pezzi un anno prima delle primarie: come l’ha dipinta bene il <em>New York Magazine</em>, si tratta sempre più di una &#8220;corsa per la rielezione triste, solitaria, assetata, distrutta, praticamente finta&#8221;. Che si tratti di Pence o di qualcun’altro, i conservatori antiabortisti sono alla ricerca di un nuovo padrino. The Donald, nel frattempo, ha già perso un enorme bacino di imprescindibili, mettendoli alla berlina invece che rinfocolarne l’affezione.</p>
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		<title>Georgia: vincono i dem, Biden e Trump assenti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/georgia-vincono-i-dem-biden-e-trump-assenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 11:08:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-americane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYTjqrrvfXQoK_fM62Ng_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYTjqrrvfXQoK_fM62Ng_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYTjqrrvfXQoK_fM62Ng_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYTjqrrvfXQoK_fM62Ng_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYTjqrrvfXQoK_fM62Ng_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYTjqrrvfXQoK_fM62Ng_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYTjqrrvfXQoK_fM62Ng_ANSA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le midterm sono ufficialmente chiuse. Raphael Warnock ha sconfitto il repubblicano Herschel Walker, protegè dell&#8217;ex presidente Donald Trump. La vittoria conferma la risicata maggioranza democratica alla Camera alta del Congresso (51-49). Warnock, che ha ottenuto il 51,3% delle preferenze contro il 48,7% dello sfidante, è il primo senatore nero in questo Stato del profondo sud &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/georgia-vincono-i-dem-biden-e-trump-assenti.html">[...]</a></p>
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<p>Le <em><strong>midterm</strong></em> sono ufficialmente chiuse. <strong>Raphael Warnock</strong> ha sconfitto il repubblicano <strong>Herschel Walker</strong>, protegè dell&#8217;ex presidente Donald Trump. La vittoria conferma la risicata maggioranza democratica alla Camera alta del Congresso (51-49). Warnock, che ha ottenuto il 51,3% delle preferenze contro il 48,7% dello sfidante, è il primo senatore nero in questo Stato del profondo sud degli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La campagna elettorale in Georgia</h2>



<p>A poche ore dall’inizio dello spoglio delle<em> <a href="https://it.insideover.com/politica/il-futuro-dei-dem-e-di-biden-dopo-le-midterm-dossier.html">midterm</a></em>, la<strong> Georgia</strong> sembrava essere l’ago della bilancia che potesse scegliere, con un differimento di un mese, le sorti del Congresso degli Stati Uniti: poi, le cose sono andate diversamente. Il ballottaggio ha perso di centralità e la campagna elettorale che ha visto scontrarsi il democratico <strong>Raphael Warnock</strong> e il repubblicano <strong>Herschel Walker</strong> aveva apparentemente perso di <em>appeal</em>. Entrambi i candidati non erano riusciti a raggiungere il 50% dei voti al primo turno: ai seggi Warnock aveva ottenuto il 49,4 % delle preferenze elettorali e Walker il 48,5 %. </p>



<p>Il <a href="https://it.insideover.com/politica/il-partito-dei-predicatori-negli-usa.html">pastore protestante</a> ha partecipato ad un totale di sei eventi nel fine settimana, oltre ad un sermone nella sua chiesa in cui ha dichiarato ai presenti che &#8220;votare è una forma di preghiera&#8221;. L&#8217;agenda di Walker negli ultimi giorni di campagna elettorale, di contro, è stata molto più scarna. L&#8217;ex giocatore di football ha partecipato solo a due eventi: una partita ad Atlanta e un comizio elettorale a Loganville, dove è apparso insieme al senatore repubblicano Tim Scott, della Carolina del Sud.  </p>



<p>Se l&#8217;Asinello ambiva a conquistare il 51esimo seggio nella Camera Alta, il Gop sperava di recuperare terreno dopo gli scandali e le gaffe del suo candidato e ottenere una vittoria che sarebbe servita a <strong>bloccare l&#8217;agenda del presidente per i prossimi due anni</strong>. Quella in Georgia è stata la più costosa di tutte le elezioni di metà mandato, con 400 milioni di dollari spesi in totale e un record di persone, 1,85 milioni, che hanno già votato negli scorsi giorni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;assenza di Joe Biden</h2>



<p>Quella che avrebbe dovuto essere l’acme delle<em> midterm</em> ha finito per essere il duello relegato nella soffitta delle agende dei big. A poche ore dal ballottaggio hanno fatto molto rumore le assenze di <strong>Joe Biden</strong> e <strong>Donald Trump</strong> dalla campagna elettorale. In particolare, quella del capo della Casa Bianca. L’assenza di Biden si spiega, parzialmente, con l’atteggiamento che il presidente ha avuto nella fase finale delle <em>midterm</em>, ovvero quello di panchinaro della politica <em>dem</em>, “costretto” a mandare avanti potenti galvanizzatori come <a href="https://it.insideover.com/politica/alle-midterm-va-in-scena-il-duello-dei-duelli-biden-e-obama-contro-trump.html">Obama</a>, in primis, e i Clinton. Nemmeno la <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-alla-mancata-red-wave-repubblicana-alle-midterm.html">mancata <em>red wave</em></a>, con il seguente giubilo per il carrozzone Biden-Harris, ha spinto verso una manovra più energica in quel di Atlanta. </p>



<p>L&#8217;assenza di Biden in Georgia è stata giudicata dai media americani anche come un tentativo di <strong>non compromettere la corsa del senatore democratico</strong>, evitando di esporsi: è noto che il presidente non goda di grande popolarità tra i democratici ed è allo stesso tempo bersaglio prediletto dei veleni repubblicani. Biden, inoltre, non ha avuto nessun ruolo finora in Georgia, dove ancora una volta hanno acceso le folle l&#8217;ex presidente Obama e la moglie Michelle. &#8220;Sono qui per dirvi che non possiamo mollare&#8221;, ha detto l&#8217;ex presidente davanti ad una folla entusiasta. Nei giorni scorsi è comparsa anche l&#8217;ex First Lady Michelle per una tappa ad Atlanta nel tour di presentazione del suo nuovo libro.</p>



<p>Una scelta lungimirante perché una missione di Biden avrebbe rischiato di spingere gli elettori repubblicani, rimasti tiepidi davanti al loro candidato, a mobilitarsi e ad andare alle urne. Pertanto, la Casa Bianca ha preferito non trasformare il ballottaggio in Georgia in un referendum: soprattutto in virtù della mancanza di entusiasmo tra i repubblicani, che reputano Walker un penoso autogol. Un vantaggio dato dalla presenza di un candidato senza lode nè infamia che la presenza di Biden avrebbe annullato nel giro di poche ore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Donald Trump non pervenuto</h2>



<p>Alla luce delle debolezze del Gop in questa tornata, si spiega anche l’assenza di Donald Trump, che i media hanno lasciato trionfante dopo la sua <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-si-ricandida-i-tre-possibili-scenari.html">ufficializzazione della corsa per il 2024</a>. Esattamente come Biden, il <em>tycoon</em> avrebbe rischiato di inquinare con i suoi recenti risultati (deludenti) la già disastrosa campagna del candidato del Gop.</p>



<p>La popolarità di Trump è stata intaccata dall&#8217;ascesa di <strong>Ron DeSantis</strong> a possibile candidato alle presidenziali del 2024. Dunque, l&#8217;assenza del magnate, arriva probabilmente su richiesta della stessa macchina elettorale candidato, per non compromettere la corsa finale, visto l&#8217;insuccesso di altri cavalli di Trump, come Mehmet Oz in Pennsylvania o l&#8217;aspirante governatrice dell&#8217;Arizona Kate Lake.</p>



<p>A giocare contro Walker non sono solo le tante controversie che hanno caratterizzato la sua campagna &#8211; come le rivelazioni di sue ex partner di averle costrette ad abortire &#8211; ma anche il legame con Trump, considerato il grande sconfitto delle ultime elezioni visto i risultati di gran parte dei candidati scelti e sostenuti da lui. Eppure Walker aveva ricevuto grande sostegno da parte di Trump, nonostante l’opposizione dei veterani repubblicani. Trump lo ha imposto contro il veto dei big del partito, perplessi dalla pochezza del curriculum del candidato e dalla debolezza del suo messaggio. Walker ha impostato la campagna parlando di <strong>&#8220;vampiri&#8221; e &#8220;alieni&#8221;</strong>, rivolgendosi ai veterani con problemi psichici con un indecoroso &#8220;siamo tutti pazzi&#8221;, respingendo in modo confuso le confessioni di due donne che lo hanno accusato di averle pagate per abortire (lui, fervente antiabortista). <em>Last but not least</em>, si è poi scagliato contro gli elettori nati dopo il 1990, i nativi digitali, sostenendo che &#8220;non hanno il diritto di scegliere cosa deve diventare l&#8217;America&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché 51 vale molto più di 50</h2>



<p>Una maggioranza di 51 anziché 50 apparirebbe effimera, se intesa esclusivamente da un punto di vista matematico. Invece è in grado di cambiare notevolmente le sorti del Congresso e delle sue dinamiche.</p>



<p>Per Biden la vittoria è un colpo da maestro: con una vera maggioranza al Senato, il presidente potrebbe velocizzare il processo di conferma dei suoi candidati in ruoli strategici dell&#8217;amministrazione e della giustizia e avrebbe un paracadute nel caso in cui qualche senatore democratico, come è accaduto in passato con <strong>Joe Manchin</strong>, dovesse tradire la linea del partito. Non solo, i democratici guadagnerebbero più seggi e più risorse nelle commissioni del Senato e i presidenti non avrebbero più bisogno del sostegno repubblicano per emettere citazioni in giudizio di testimoni nelle indagini.</p>



<p>Con un Senato 50/50, qualsiasi parità di voti viene interrotta dal vicepresidente, mentre i comitati operano in base a un accordo di condivisione del potere e sono equamente divisi. Così il Comitato giudiziario, ad esempio, che supervisiona tutte le nomine giudiziarie e ha 11 senatori per ogni partito. Sarebbe rimasto così se lo sfidante repubblicano avesse sconfitto Warnock. Ma con la vittoria di Warnock, i Democratici organizzeranno il Senato e avranno la maggioranza in ogni commissione.</p>



<p>Ciò spianerà la strada a una conferma più rapida dei giudici e dei candidati al ramo esecutivo. I repubblicani nell&#8217;attuale Congresso non hanno avuto i voti per sconfiggere nessuno di loro, fintanto che ogni democratico è rimasto a bordo. Ma la parità di voti in commissione ha fornito loro strumenti procedurali aggiuntivi per rallentare le cose. Non c&#8217;è voto per delega all&#8217;aula del Senato: se per qualsiasi motivo un democratico non può votare, potrebbe essere necessario ritardare le procedure.</p>



<p>Le nomine ad alta priorità, come i segretari di gabinetto e i giudici d&#8217;appello, verranno confermate indipendentemente dal trascinamento dei repubblicani. Ma anche i giudici dei tribunali distrettuali e le posizioni meno importanti del ramo esecutivo sono decisive, ed è molto più probabile che vengano confermati se ci sono 51 democratici in Senato. I comitati con maggioranze democratiche troveranno anche più facile condurre indagini di supervisione a cui i repubblicani si oppongono. Non tutta la supervisione è di parte ma una netta maggioranza renderà le udienze e le indagini più agevoli. E con la Camera a maggioranza repubblicana che prepara le proprie udienze, i Democratici potrebbero accogliere con favore l&#8217;opportunità di avere un maggiore controllo sulle udienze del Senato. Senza dimenticare l’ipotesi più banale, ma più probabile: esiste la possibilità che i Democratici possano perdere un senatore per dimissioni o morte nei prossimi due anni e avere un 51esimo senatore sarà un&#8217;assicurazione preziosa.</p>
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		<title>L&#8217;America divisa governa il disordine mondiale?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lamerica-divisa-governa-il-disordine-mondiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 14:20:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Divided We Stand è il titolo del diciottesimo numero del magazine inglese di Inside Over, dedicato agli Stati Uniti e alle grandi prospettive del Paese dopo le elezioni di midterm. Prospettive, quelle della superpotenza a stelle e strisce, oggi più che mai duali. La volontà della Cina di non arrivare a un confronto diretto con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lamerica-divisa-governa-il-disordine-mondiale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong><em>Divided We Stand</em></strong> è il titolo del diciottesimo numero del magazine inglese di <em>Inside Over,</em> dedicato agli Stati Uniti e alle grandi prospettive del Paese dopo le <strong>elezioni di midterm</strong>. Prospettive, quelle della superpotenza a stelle e strisce, oggi più che mai duali. La volontà della Cina di non arrivare a un confronto diretto con Washington emerge sempre di più nelle ultime settimane e da febbraio in avanti le <strong>difficoltà della Russia in Ucraina</strong> hanno ridimensionato la portata della preoccupazione di Washington per il colosso esteuropeo. Gli Usa possono dire di essere ancora gli <strong>azionisti di maggioranza</strong> di un ordine globale non più a loro discrezione ma sicuramente privo, per ora, di sfidanti alla pari.</p>



<p>Ma nonostante tutto ciò gli States restano divisi al loro interno. E le recenti elezioni di Midterm hanno restituito un Paese spaccato. Spaccato, in primis, tra <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-democratico-americano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Partito Democratico</a> e </strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-repubblicano-americano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Partito Repubblicano</strong>. </a>Spaccato attorno all&#8217;eredità controversa di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Donald Trump</strong>.</a> Spaccato tra battaglie valoriali, questioni identitarie e disuguaglianze. Una nazione divisa ma che resta in piedi su scala globale. Pronta, forse, a proiettare all&#8217;esterno la sua potenza con maggior intensità rispetto al recente passato per compattarsi di fronte alle problematiche interne.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://www.insideover.com/issue/divided-we-stand" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Divided We Stand</em> –  Leggi l&#8217;ultimo numero del magazine inglese di InsideOver</a></strong></li></ul>



<p>Ted Galen Carpenter, analista geopolitico che più volte abbiamo avuto il piacere di ospitare sulle nostre colonne, firma due articoli che permettono di analizzare questa prospettiva. Il primo è legato alle <strong>divisioni interne dell&#8217;America dopo le midterm</strong>. In cui ha fallito la strategia del Partito Repubblicano &#8220;trumpiano&#8221; di compattare attorno alle questioni identitarie l&#8217;elettorato, ma è anche emersa un&#8217;inquietante tendenza alla demonizzazione politica. Il presidente <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a></strong> e i suoi seguaci hanno ripetutamente insistito sul fatto che i loro avversari politici erano razzisti, fascisti e una vera e propria minaccia alla democrazia stessa negli Stati Uniti.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.insideover.com/politics/americas-bitter-divisions-continue-the-impact-of-the-2022-midterm-elections.html"><em><strong>America’s Bitter Divisions Continue: The Impact of the 2022 Midterm Elections</strong> </em>&#8211; <strong>L&#8217;analisi di Ted Galen Carpenter sull&#8217;America spaccata</strong></a></li></ul>



<p>L&#8217;America continua a essere, però, operativamente centrale nello scacchiere geopolitico globale. Carpenter approfondisce la questione nel suo secondo articolo in cui studia la <strong>visione del dominio Usa sugli scenari geopolitici europei</strong>. Arrivando a dire esplicitamente che la leadership Usa è fonte di indebolimento geopolitico e di veri e propri danni per l&#8217;Unione Europea.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.insideover.com/politics/us-leadership-is-damaging-europe.html"><strong><em>US &#8220;Leadership&#8221; is Damaging Europe &#8211;</em> L&#8217;approfondimento di Ted Galen Carpenter sulla geopolitica americana e l&#8217;Ue </strong></a></li></ul>



<p>Eyal Zisser, docente di studi strategici all&#8217;Università di Tel Aviv, approfondisce invece il futuro della <strong>relazone speciale</strong> tra Usa e Israele. Le strette relazioni tra i due paesi hanno resistito alla prova del tempo e persino approfondito il nesso Washington-Tel Aviv. Gli israeliani contano sul sostegno bipartisan sia da parte dei democratici che dei repubblicani nonché su un ampio sostegno del pubblico americano, e in particolare degli ebrei americani. L&#8217;AIPAC, la lobby ebraica filo-israeliana negli Stati Uniti, è strumentale nel mantenere queste strette relazioni, che d&#8217;altro canto Tel Aviv alimenta come presidio occidentale in Medio Oriente.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.insideover.com/politics/the-future-of-us-israel-alliance.html"></a><em><a href="https://www.insideover.com/politics/the-future-of-us-israel-alliance.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>The future of US-Israel Alliance </strong></a>&#8211;</em><strong><a href="https://www.insideover.com/politics/the-future-of-us-israel-alliance.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Lo scenario di Eyal Zisser</a></strong></li></ul>



<p>Infine, <strong>Emmanuel Karagiannis</strong> parla di come sul conflitto russo-ucraino Washington abbia capito la strategia russa di giustificazione delle manovre belliche basata sullo sfruttamento propagandistico del fattore-etnia. Per Karagiannis, studioso del King&#8217;s College, se da un lato un intervento militare degli Stati Uniti nella regione è altamente improbabile, dall&#8217;altro Washington potrebbe inviare un messaggio di rassicurazione alle ex repubbliche sovietiche come il Kazakistan. La creazione di una grande Russia, in cui vivrebbero tutti i russi etnici e di lingua russa, non può essere liquidata come &#8220;una cosa del passato&#8221;. Quindi, l&#8217;amministrazione Biden deve essere più proattiva e prepararsi a più crisi come l&#8217;Ucraina. Per preservare la strategia di governance del disordine globale anche con un Paese spaccato alle spalle.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.insideover.com/war/russias-weaponization-of-ethnicity-in-ukraine-lessons-learned-for-washington.html"><strong><em>Russia’s weaponization of ethnicity in Ukraine: Lessons Learned for Washington</em> &#8211; Lo studio di Emmanuel Karagiannis </strong></a></li></ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lamerica-divisa-governa-il-disordine-mondiale.html">L&#8217;America divisa governa il disordine mondiale?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Camera ai Repubblicani: sarà la loro tribuna contro Biden?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-camera-ai-repubblicani-sara-la-loro-tribuna-contro-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 15:08:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sottotono, carica di tensioni e fonte di (ulteriori) divisioni interne, la prestazione del Partito Repubblicano americano alle elezioni di midterm ha però prodotto l&#8217;obiettivo minimo per non definire fallimentare la campagna, la conquista della maggioranza alla Camera. Solo nella giornata odierna il Grand Old Party ha raggiunto ufficialmente la necessaria soglia dei 218 seggi, con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-camera-ai-repubblicani-sara-la-loro-tribuna-contro-biden.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-camera-ai-repubblicani-sara-la-loro-tribuna-contro-biden.html">La Camera ai Repubblicani: sarà la loro tribuna contro Biden?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111716071542_2b6ce60224d81f902ab56f70fe38ca18-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sottotono, carica di tensioni e fonte di (ulteriori) divisioni interne, la prestazione del <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-repubblicano-americano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Partito Repubblicano</a></strong> americano alle elezioni di midterm ha però prodotto l&#8217;obiettivo minimo per non definire fallimentare la campagna, la conquista della maggioranza alla Camera.</p>



<p>Solo nella giornata odierna il Grand Old Party ha raggiunto ufficialmente la necessaria soglia dei 218 seggi, con otto <em>flip</em> rispetto alle elezioni del 2020, ottenendo l&#8217;ufficialità del controllo della Camera a più di una settimana dal voto e in assenza di &#8220;onde rosse&#8221;. &#8220;Mi congratulo con il leader McCarthy per la maggioranza alla Camera e sono pronto a lavorare con i&nbsp;repubblicani&nbsp;per ottenere risultati per le famiglie che lavorano&#8221;, ha dichiarato il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Joe Biden</strong> </a>pochi istanti dopo l&#8217;annuncio. &#8220;Lavorerò con chiunque, repubblicano o democratico, sia disposto a collaborare per ottenere risultati&#8221; per il popolo americano, ha aggiunto Biden.</p>



<p>Un messaggio distensivo che però cela molte tensioni, prima fra tutte quella riguardante il futuro ruolo della Camera come platea anti-Biden in mano ai Repubblicani. Donald Trump e i suoi fedelissimi avevano in passato annunciato la possibilità che la conquista della Camera da parte dei Repubblicani aprisse a un&#8217;ondata di inchieste aggressive sull&#8217;attuale amministrazione. Nel 2018 la conquista democratica della Camera era stata la base per una <strong>duplice procedura di impeachment</strong> poi respinta dal Senato che era apparsa come un&#8217;inchiesta &#8220;di partito&#8221; più che bipartisan. I Repubblicani intendono far deragliare la <strong>Commissione d&#8217;inchiesta sui fatti di Capitol Hill </strong>e aprire a una serie di procedure contro Biden.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Faro sul disastroso ritiro dall&#8217;Afghanistan</h2>



<p>La prima possibile inchiesta che i Repubblicani intendono promuovere sarà quella sul caotico ritiro dall&#8217;Afghanistan, in particolare sul caso dei tredici militari rimasti uccisi nell&#8217;attentato all&#8217;aeroporto di Kabul durante l&#8217;evacuazione di migliaia di civili. Molti tra i repubblicani sono inoltre intenzionati a indagare sulla famiglia del presidente, <a href="https://www.cnn.com/2022/11/16/politics/republican-censorship-lawsuit-biden-fbi-hunter-laptop" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in particolare sulle attività di suo figlio, Hunter Biden</a>. &#8220;Il deputato James Comer del Kentucky, che è probabilmente in corsa per presiedere il Comitato di supervisione della Camera&#8221;, riporta la CNN, &#8220;ha dichiarato che invierà nuovamente una lettera al dipartimento del Tesoro chiedendo all&#8217;agenzia di pubblicare eventuali rapporti sospetti sull&#8217;attività bancaria <a href="https://www.cnn.com/2022/10/06/politics/hunter-biden-investigation-federal-prosecutors-weighing-charges" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legati a Hunter Biden</a>&#8220;.</p>



<p>Il papabile prossimo leader della Camera <strong>Kevin McCarthy</strong> non condivide l&#8217;impostazione del <em>redde rationem</em> e teme che questa corsa dei deputati della Destra del Grand Old Party a usare come platea la Camera possa danneggiare il clima politico del Paese e, come nota il <em>New York Times</em>, ritiene che i Repubblicani hanno chiaramente bisogno di lasciarsi alle spalle <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Trump</a></strong> e il suo stile politico. Ora che ha annunciato un&#8217;altra corsa per la presidenza, non sarà facile da fare, ma è facile vedere che è ciò che deve essere fatto&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Clima e soldi: a cosa può puntare il Gop</h2>



<p>Su altri fronti in ogni caso i Repubblicani avranno gioco più facile a convergere. Saranno <strong>rallentate le politiche climatiche</strong> di Biden e si negozierà al rialzo per spostare i fondi per le infrastrutture dell&#8217;amministrazione negli Stati dell&#8217;America profonda e &#8220;rossa&#8221;. L&#8217;analista conservatore <strong>Yuval Levin,</strong> senior fellow presso l&#8217;American Enterprise Institute, <a href="https://www.nytimes.com/2022/11/17/opinion/democrats-midterms.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha scritto sul <em>New York Times</em> che i Repubblicani </a>dovrebbero pensare a sfruttare in forma propositiva e costruttiva la loro pur risicata maggioranza. Anni fa il Grand Old Party, nota Levin, era ritenuto &#8220;troppo libertario per molti elettori conquistabili – sulla spesa pubblica e sulle tasse, ma anche sull&#8217;immigrazione, sul commercio e sulla politica familiare&#8221;. Il partito è più &#8220;appetibile per gli elettori incerti su questi temi ora. Questo potrebbe spiegare perché sembra che i repubblicani <a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2022/11/14/republican-popular-vote-seats/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbiano conquistato</a> la maggioranza dei voti per i seggi della Camera a livello nazionale in queste elezioni, superando i democratici di circa tre o quattro punti percentuali&#8221; e invitare a lavorare per produrre risultati condizionando l&#8217;agenda Biden.</p>



<p>Questo vorrebbe una dialettica politica sana e costruttiva: ma con una corsa alla nomination che si preannuncia serrata tra <a href="https://it.insideover.com/politica/desantis-in-volo-repubblicani-spaccati-i-sondaggi-contro-la-candidatura-di-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo stesso Trump e Ron DeSantis e antiche trincee</a> di odio politico mai colmate, oltre a ben cento eletti che negano la validità delle elezioni del 2020, sarà difficile per McCarthy e i suoi tenere il <strong>fronte compatto</strong>. La maggioranza può proiettare il Partito Repubblicano a un ruolo propositivo e operativo nella politica Usa. Ma può anche esacerbare ulteriormente gli animi come successo nel 2018 con la guerra dell&#8217;impeachment scatenata dai <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-democratico-americano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Democratici</a> a Trump dopo la vittoria alla Camera.</p>
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		<title>Trump verso le primarie: cosa sono e come funzionano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-verso-le-primarie-cosa-sono-e-come-funzionano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2022 04:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni negli USA]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha finalmente sciolto la prognosi: correrà per la Casa Bianca nel 2024. Prima di ambire ad essere uno dei due sfidanti per Pennsylvania Avenue dovrà però affrontare lo scoglio delle primarie di partito, quelle che potranno incoronarlo effettivamente unico candidato del Gop fra tanti sfidanti. La gara non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-verso-le-primarie-cosa-sono-e-come-funzionano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYRK6seSTXn1cIYZehjT_ANSA-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’ex presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> ha finalmente sciolto la prognosi: correrà per la Casa Bianca nel 2024. Prima di ambire ad essere uno dei due sfidanti per Pennsylvania Avenue dovrà però affrontare lo scoglio delle <strong>primarie </strong>di partito, quelle che potranno incoronarlo effettivamente unico candidato del Gop fra tanti sfidanti. La gara non sarà semplice e nei Repubblicani, ancora sotto shock per il risultato inaspettato delle <em><a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-alla-mancata-red-wave-repubblicana-alle-midterm.html?_gl=1*1rkf6wa*_ga*MTE1Njk2MDQ3Ni4xNTk2MzQ1NTY5*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY2Nzk3NzU0My4xNzguMS4xNjY3OTg1NTUzLjAuMC4w">midterm</a></em>, già volano gli stracci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I <em>caucus</em> e le primarie</h2>



<p>Prima delle elezioni generali, la maggior parte dei candidati alla presidenza passa attraverso una serie di primarie e <em><strong>caucus</strong></em> statali. Sebbene siano gestiti in modo diverso, entrambi hanno lo stesso scopo: permettono agli Stati di scegliere i candidati dei principali partiti politici per le elezioni generali.</p>



<p>Le primarie statali sono gestite dai governi locali. Le votazioni avvengono a scrutinio segreto. I <em>caucus </em>sono riunioni private gestite dai partiti politici e si tengono a livello di contea e distretto. Nella maggior parte dei casi, i partecipanti si dividono in gruppi a seconda del candidato che sostengono. Gli elettori indecisi formano il proprio gruppo. Ogni gruppo tiene discorsi a sostegno del proprio candidato e cerca di convincere altri a unirsi alla propria cerchia. Alla fine, il numero di elettori in ogni tavolo determina quanti delegati ha vinto ogni candidato. Sia le primarie che i <em>caucus</em> possono essere &#8220;aperti&#8221;, &#8220;chiusi&#8221; o un ibrido dei due: l&#8217;apertura risiede nel fatto che le persone possono votare per un candidato di qualsiasi partito politico. Durante una primaria o un caucus chiusi, invece, solo gli elettori registrati a quel partito possono partecipare e votare. Le primarie e i <em>caucus</em> &#8220;semi-aperti&#8221; e &#8220;semi-chiusi&#8221; sono variazioni dei due tipi principali.</p>



<p>In ogni primaria o <em>caucus </em>è in gioco un certo numero di delegati. Si tratta di individui che rappresentano il loro Stato alle convenzioni nazionali dei partiti. Vince la <em>nomination</em> il candidato che riceve la maggioranza dei delegati del partito. Le parti hanno un numero diverso di delegati a causa delle regole coinvolte nella loro assegnazione. Ogni partito ha anche alcuni delegati o superdelegati che non sono vincolati a un candidato specifico che partecipa alla <em>convention</em> nazionale. Quando le primarie e i <em>caucus </em>sono terminati, la maggior parte dei partiti politici tiene una convenzione nazionale dove i candidati vincitori ricevono la loro nomina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalle primarie alle <em>convention</em></h2>



<p>I delegati statali si recano alla convenzione nazionale per votare e per confermare la scelta dei candidati. Ma se nessun candidato ottiene la maggioranza dei delegati di un partito durante le primarie e i <em>caucus</em>, i delegati della convenzione scelgono il candidato. Ciò avviene attraverso ulteriori turni di votazione. Esistono due tipi principali di delegati. </p>



<p>In rari casi, nessuno dei candidati è in grado di avere la maggioranza dei delegati che partecipano alla convenzione che è quindi considerata &#8220;<strong>contestata</strong>&#8220;. I delegati sceglieranno il loro candidato presidenziale attraverso uno o più turni di votazione. Nel primo turno di votazione, i delegati impegnati di solito devono votare per il candidato a cui sono stati assegnati all&#8217;inizio della convention. I delegati non impegnati possono votare per qualsiasi candidato. I superdelegati non possono votare al primo turno a meno che un candidato non abbia già abbastanza delegati. Se nessun candidato vince al primo turno, la convenzione è considerata &#8220;<strong>mediata</strong>&#8220;. I delegati promessi possono scegliere qualsiasi candidato nei successivi turni di votazione. I superdelegati possono votare in questi turni successivi. Il ballottaggio continua fino a quando un candidato non ottiene la maggioranza richiesta per vincere la nomina. Alla <em>convention</em>, il candidato presidenziale annuncia ufficialmente la selezione di un vicepresidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump e l’incognita DeSantis</h2>



<p>Nel cercare di capire dove Trump potrà trovare terreno fertile in termine di delegati, bisognerà comprendere, inoltre, quale sarà anche l’effetto dei potenziali rivali: soprattutto quello dell’<strong>incognita<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ron-desantis%EF%BF%BC.html"> Ron DeSantis</a></strong>, la cui popolarità è cresciuta di almeno 7 punti tra il prima e dopo <em>election day</em>. Mentre DeSantis ha ottenuto una vittoria storica e schiacciante che ha consolidato la Florida come uno stato rosso, i candidati al Senato degli Stati Uniti approvati da Trump hanno perso in Pennsylvania, Arizona e Nevada, consentendo ai Democratici di mantenerne il controllo. La vittoria della Florida resta fondamentale perché DeSantis ha vinto anche l&#8217;area di Miami, bastione <em>dem</em> grazie al <strong>voto ispanico</strong>. Il repubblicano italoamericano ha vinto con un vantaggio di 20 punti in uno stato che Trump ha conquistato per appena 3 punti.</p>



<p>Ma riporre tutte le speranze repubblicane su DeSantis potrebbe non funzionare. La Florida non è il resto degli Stati Uniti e lui stesso ha abbracciato gran parte della filosofia trumpista. Se gli elettori stanno rifiutando non solo Trump, ma il suo approccio alla politica, allora un&#8217;alternativa &#8220;trumpiana&#8221; a Trump non è una soluzione nemmeno per le primarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mappa geografica dei trumpiani</h2>



<p>Nel marzo 2020, Trump aveva conquistato la nomina del Partito Repubblicano superando la soglia dei delegati necessari. L&#8217;ex presidente, che all&#8217;epoca fronteggiava solo un&#8217;opposizione simbolica, viaggiava spedito verso novembre, dopo aver vinto le primarie della Florida e dell’Illinois. La ricandidatura di Trump, quattro anni fa, giunse molto più velocemente rispetto al 2016, quando superò il numero magico solo a fine maggio nel Nord Dakota.</p>



<p>Alle midterm 2022, per la prima volta dal 1934, il partito del presidente non ha perso una sola legislatura statale ha effettivamente guadagnato terreno nel <strong>Midwest</strong>: Michigan, Minnesota e Wisconsin. Tutti i candidati in corsa per le cariche per il controllo delle elezioni negli stati in bilico che hanno appoggiato la teoria di Trump sulle elezioni del 2020 sono stati sconfitti, così come i negazionisti elettorali come Blake Masters e Lee Zeldin. Viene da pensare che in questi Stati, sebbene le primarie si svolgano <em>nel partito</em> e non in tutto elettorato, la partita sarà comunque molto complessa per Trump. Così come potrebbe essere difficile in quel della Carolina del Sud di <strong>Tim Scott</strong> e nella Virginia di <strong>Glenn Youngkin</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-repubblicani-che-possono-sfidare-trump-in-vista-del-2024.html?utm_source=facebook&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=newsfeed_io&amp;fbclid=IwAR1BDxfxxIIlEE6BUULiqoR6rEcE3Qh3yTVE3SlJ9sjYV5A_ZSQ0ISMTeDM">papabili del Gop alle primarie</a>.</p>



<p>Presumibilmente, anche la mappa dei filotrumpiani potrebbe essere un indicatore, sebbene nessuno possa sapere con certezza se questi elementi effettivamente si spenderanno per l’ex Pigmalione, fra due anni. Un peso cospicuo potrebbero averlo il voltagabbana John Kennedy assieme all’ex n.2 del Gop Steve Scalise in Louisiana, il nemico degli assegni in bianco all&#8217;Ucraina <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-gop-e-lo-stop-agli-assegni-in-bianco-allucraina-dopo-le-midterm.html">Kevin KcCarthy</a> (California), Blaine Luetkemeyer nel Missouri, sostenitore del ritiro degli Usa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, oppure Jason Smith, aspirante presidente della Commissione Bilancio (Missouri).</p>



<p>Dallo <strong>Stato di New York </strong>potrebbero giungere altre sorprese, visto il risultato elettorale e la presenza di pezzi da novanta del trumpismo: la promessa del MAGA Elise Stefanik, George Santos, uno che a gennaio 2021 era tra i rivoltosi di Capitol Hill, Anthony D’Esposito e Mike Lawler, che se l’è giocata nei sobborghi benestanti dove risiedono i Clinton.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nomina di McCarthy: inizia la resa dei conti nel Gop</h2>



<p>Le dinamiche di aggiustamento all’interno della Camera possono essere considerate un’altra cartina al tornasole delle possibilità di Trump nel partito. La vittoria di <strong>Kevin McCarthy</strong>, eletto dai Repubblicani <em>speaker </em>del prossimo Congresso, arriva a poche ore dal grande annuncio di Donald Trump.</p>



<p>McCarthy ha superato agevolmente l&#8217;ostacolo interno rappresentato dal delegato dell&#8217;Arizona Andy Biggs, battuto per 188 a 31 voti. Biggs era stato sostenuto da una parte del Gop che fa capo a Trump, e formato dal gruppo del <em>Freedom Caucus della Camera</em>. Questo è stato un primo test importante, che se da un lato segna un punto a favore di McCarthy, dall&#8217;altro rilancia i timori sulla faida interna tra i ranghi dei conservatori. McCarthy rappresenta il paradigma di questa situazione: è legato a Trump, ma una parte dei fedelissimi del <em>tycoon</em> lo rifiuta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo Iowa</h2>



<p>Nella danza delle primarie, un ruolo fondamentale è rivestito dall’<strong>Iowa</strong> che, per tradizione, apre la stagione elettorale. Dal 1972, l&#8217;Iowa ha tenuto il primo evento di nomina di ogni ciclo elettorale presidenziale negli Stati Uniti. Nel 2020, i risultati dei <em>caucus </em>statali sono stati ritardati da problemi tecnologici ed errori di tabulazione, ravvivando il dibattito sull&#8217;opportunità che l&#8217;Iowa continui a mantenere la prima posizione nel calendario. I critici affermano che lo Stato non è rappresentativo della diversità demografica e geografica della nazione. L&#8217;elettorato è più vecchio e meno urbano e 9 residenti su 10 sono bianchi. A questo campione non rappresentativo di elettori verrebbe data un&#8217;importanza sproporzionata nel calendario elettorale, rischiando di influenzare il resto del processo.</p>



<p>I sostenitori affermano che l&#8217;Iowa trae vantaggio dall&#8217;essere piccolo. La dimensione degli stati consente un impegno democratico diretto tra candidati ed elettori. Un terreno di prova per l&#8217;organizzazione della campagna e le competenze politiche al dettaglio di cui i candidati avranno bisogno man mano che procedono. Sebbene le voci democratiche abbiano dominato il dibattito, anche i leader repubblicani sono interessati al risultato. Jeff Kaufmann, il presidente del Partito repubblicano dell&#8217;Iowa, ha dichiarato che intende lavorare con la sua controparte democratica per mantenere lo status dell&#8217;Iowa. </p>



<p>Non a caso proprio, lo scorso 4 novembre, Trump aveva annunciato sibillino: &#8220;Molto, molto probabilmente lo farò di nuovo&#8221;, riferendosi alla sua candidatura. Il <em>corn state</em> ha infatti premiato il Gop sia al Senato che alla Camera.</p>
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		<title>DeSantis in volo, Repubblicani spaccati: i sondaggi &#8220;contro&#8221; la candidatura di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/desantis-in-volo-repubblicani-spaccati-i-sondaggi-contro-la-candidatura-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 17:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<category><![CDATA[Florida]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1297" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-1024x692.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-1536x1038.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-2048x1383.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Donald Trump si prepara ad annunciare la terza corsa presidenziale consecutiva in seno al Partito Repubblicano e la sfida parte nella maniera di molte che, tante volte, l&#8217;ex inquilino della Casa Bianca ha dovuto affrontare: in salita. Ormai appare chiaro che lo spauracchio di The Donald ha mobilitato più della media l&#8217;elettorato democratico alle recenti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/desantis-in-volo-repubblicani-spaccati-i-sondaggi-contro-la-candidatura-di-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1297" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-1024x692.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-1536x1038.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115171832465_3a90d31842e0a50fe42ba3e0b6806cb6-2048x1383.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Donald Trump</strong> si prepara ad annunciare la terza corsa presidenziale consecutiva in seno al <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-repubblicano-americano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Partito Repubblicano</a></strong> e la sfida parte nella maniera di molte che, tante volte, l&#8217;ex inquilino della Casa Bianca ha dovuto affrontare: in salita. Ormai appare chiaro che lo spauracchio di The Donald ha mobilitato più della media l&#8217;elettorato democratico alle recenti midterm e ha bloccato molti elettori incerti dal votare repubblicano, aprendo la strada alla mezza sconfitta del Grand Old Party. Proiettato sì a rovesciare a suo favore il controllo della Camera, ma costretto a cedere un seggio al Senato e due incarichi di governatore a favore del<a href="https://it.insideover.com/politica/le-sfide-chiave-delle-midterm-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> partito dell&#8217;Asinello</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump polarizza al voto</h2>



<p><a href="https://www.nbcnews.com/politics/2022-election/trump-hurt-republicans-2022-elections-numbers-point-yes-rcna56928" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come ha riportato un sondaggio Nbc,</a> &#8220;a livello nazionale, il 32% degli elettori nel 2022 ha dichiarato che il loro voto era per opporsi a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>&#8220;. Ma &#8220;il 28% ha detto che il loro voto era per opporsi a Donald Trump&#8221;, anche se Trump non detiene alcun incarico. Ciò suggerisce che &#8220;il continuo dominio di Trump sul Grand Old Party ha reso le elezioni del 2022, nella mente degli elettori, un referendum quasi tanto su un ex presidente sconfitto quanto sull&#8217;attuale presidente e partito al potere&#8221;. Una situazione senza precedenti che è il rovescio della medaglia che vede Trump, dal gennaio 2021, di fatto <strong>capo dell&#8217;opposizione.</strong></p>



<p>Gli elettori indipendenti &#8220;costituivano il 31% dell&#8217;elettorato e hanno favorito i democratici rispetto ai repubblicani con un margine del 49% al 47%, una netta rottura rispetto agli ultimi quattro midterm in cui hanno votato a due cifre per il partito che non controllava il potere&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">DeSantis stacca Trump in cinque Stati</h2>



<p>Con il bicchiere delle midterm nelle migliori delle ipotesi mezzo vuoto per il Partito Repubblicano, Trump è costretto a incassare il trionfo di <strong><a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/ron-desantis-e-il-modello-florida-cosi-lancia-la-sua-sfida-a-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ron DeSantis</a></strong> in Florida e la riconferma sonora del suo avversario interno <strong>Brian Kemp,</strong> governatore della Georgia. Ora i sondaggi danno contro a The Donald proprio nei confronti dell&#8217;astro nascente DeSantis.  </p>



<p>Secondo un recente sondaggio di un importante think tank conservatore, il Club for Growth, commissionato all&#8217;agenzia WPAi Intelligence poco dopo le midterm, Ron DeSantis è dato avanti in diversi Stati chiave. Il <strong>governatore della Florida</strong> sarebbe avanti a Trump di 11 punti tra i Repubblicani residenti in Iowa, con cui nel 2024 si apriranno le primarie repubblicane. DeSantis risulta essere in vantaggio su Trump col 52% contro il 37% di Trump nelle preferenze del New Hampshire, un altro Stato tra i primi a essere interessati dalle primarie. E DeSantis vola in Georgia (55-35) oltre, ovviamente, al suo Stato nativo: 56-30, in questo caso. In tutti e quattro gli Stati, nota Us News, Trump ad agosto era avanti, compresa la Florida sempre più &#8220;rossa&#8221; dopo la rielezione a valanga di DeSantis.</p>



<p>Il presidente del Club for Growth David McIntosh si è unito ad altri repubblicani nell&#8217;esortare Trump a non annunciare una candidatura per il 2024 in tempi così brevi, ritenendolo un fattore potenzialmente danneggiante in vista del ballottaggio del Senato in Georgia all&#8217;inizio di dicembre. </p>



<p>Anche il <em><a href="https://www.texastribune.org/2022/11/14/texas-voters-ron-desantis-donald-trump/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Texas Tribune</a></em> ha pubblicato un sondaggio interessante poco dopo la rielezione brillante del governatore <strong>Greg Abbott</strong> contro il democratico Beto O&#8217;Rourke: è stato chiesto ai votanti conservatori del Texas in vista delle primari edel 2024 per chi voterebbero tra sei candidati repubblicani, tra cui DeSantis e Trump. DeSantis &#8220;è stata la prima scelta, con il 43% degli intervistati che ha dichiarato che voterebbe per lui se le elezioni primarie si tenessero oggi. Trump è arrivato al secondo posto con il 32%&#8221;. Una vittoria netta che mostra però, nelle sue pieghe, la divisione del partito e soprattutto il suo spostamento a destra, dato che il sostegno di DeSantis tra gli elettori intervistati &#8220;è salito al 66% quando è stato chiesto loro di una situazione in cui Trump avrebbe rifiutato di candidarsi nel 2024&#8221;. Insomma DeSantis è considerato alternativo a Trump ma un <strong><em>second best</em> tutt&#8217;altro che di basso valore</strong> dagli stessi trumpiani. Mentre al contrario chi sostiene DeSantis non ne vuole sapere del ritorno al passato, per quanto recente.</p>



<p>In quest&#8217;ottica verrebbe meno anche la tradizionale arma di Trump di giocare a suo favore le divisioni interne al Partito Repubblicano che già in passato gli hanno permesso di scalarlo da outsider. The Donald ha fatto in passato piazza pulita dei centristi, ha posizionato su posizioni conservatrici ortodosse la formazione aggiungendovi elementi nazionalisti e populisti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fattore Trump spacca i Repubblicani?</h2>



<p>Dopo il caos di <a href="https://it.insideover.com/politica/i-pericolosi-dolori-di-una-fragile-superpotenza.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Capitol Hill</a> del 6 gennaio 2021, però, Trump ha perso anche il sostegno di parte dei conservatori vecchio stampo che lo avevano appoggiato, ha imbarcato al suo fianco figure discutibili, seguaci di QAnon e, soprattutto, portavoce della non dimostrata teoria del <strong>complotto elettorale democratico</strong> nel novembre 2020. DeSantis, ex trumpiano di ferro, si è attentamente distanziato da questa visione e ha mantenuto un profilo operativo, amministrativo e solidamente istituzionale che gli ha fatto guadagnare credito. E proprio lui appare oggi la figura capace di ricucire, piuttosto che dividere ulteriormente il partito. A Trump non è restato che provare a colpire in contropiede sulla presunta ingratitudine del governatore. &#8220;Ron DeSantis deve il suo governatorato a Donald Trump e sfidarlo nel 2024 sarebbe un atto di slealtà traditore&#8221;, ha detto Roger Stone, consigliere di lunga data di Trump.</p>



<p>Quel che è certo è che le elezioni di metà mandato hanno intaccato la <a href="https://www.axios.com/2022/11/10/trump-midterms-results-not-angry">percezione pubblica di Trump come &#8220;kingmaker&#8221;</a> all&#8217;interno del Partito Repubblicano e reso la battaglia per il cuore e l&#8217;anima del Partito dell&#8217;Elefantino contendibile per la prima volta dal 2016, anno del ciclone elettorale del trumpismo. Riassorbito il ribellismo trumpiano sulla pandemia, divenuta oramai istituzionale la postura critica verso Paesi come la Cina, avallata anche dai Democratici, proseguite dopo il Covid le politiche economiche e commerciali avviate dalla Casa Bianca e dimostrato, di fatto, che il trumpismo non è stato un accidente della Storia i Repubblicani non l&#8217;hanno più percepito come un&#8217;anomalia, ma come una componente del loro Dna politico. E DeSantis rappresenta, in quest&#8217;ottica, il conservatorismo post-Trump in assenza di trumpismo: un fenomeno capace di sopravvivere politicamente e, anzi, di conquistare con l&#8217;animo libertario, il richiamo ai valori conservatori e il focus su libertà d&#8217;impresa, bassa tassazione e sicurezza anche elementi elettorali delle minoranze, ispanici in testa. Trump, però, è uomo che non ama le mezze misure. Non ha accettato la sconfitta elettorale del 2020 pur avendo conquistato ben 74 milioni di voti, una base di consenso notevole; non accetterà oggi un delfino capace di smussare i toni dei suoi discorsi portandone avanti, di fatto, gli issues.</p>



<p>L&#8217;ex Presidente vuole competere e correre, carico di spirito di rivincita contro i Democratici e contro i presunti traditori al suo stesso Partito. L&#8217;unico presidente capace di tornare in sella dopo un mandato di opposizione fu il democratico <strong>Grover Cleveland </strong>che dopo il mandato 1885-1889 cedette la Casa Bianca a Robert Harrison dopo la sconfitta al voto del 1888 salvo prendersi la rivincita nel 1892, governando poi dal 1893 al 1897. <strong>Richard Nixon</strong> perse nel 1960 contro John Fitzgerald Kennedy e si prese la rivincita otto anni dopo, nel 1968, venendo poi riconfermato nel 1972, ma in entrambi i casi parliamo di un altro mondo. Per nessun altro candidato contendente per i due massimi partiti Usa, escluso il caso straordinario dei mandati bellici di Franklin Delano Roosevelt, si è più manifestata la possibilità di una riscossa elettorale dopo una sconfitta presidenziale. E parliamo in tutti i casi di <strong>presidenti molto meno divisivi di Trump</strong> anche all&#8217;interno dei loro stessi partiti. La congiuntura astrale sembra tutt&#8217;altro che favorevole a The Donald. Il quale, però, abitua da tempo a sparigliare: anche nel 2016, in fin dei conti, era un outsider e ha ribaltato ogni pronostico. Mai sottovalutare una corsa al potere di un uomo ambizioso e instancabile come l&#8217;ex presidente, anche dopo il doppio scivolone di Capitol Hill e delle midterm.</p>
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		<title>Il &#8220;partito&#8221; dei predicatori negli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-partito-dei-predicatori-negli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2022 06:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Flirtano con i Democratici e i Repubblicani, raccolgono milioni di seguaci e tentano spesso il salto verso le urne: sono i predicatori americani, paradosso politico nel Paese trionfo del materialismo e del &#8220;destino manifesto&#8221;. Anche queste midterm hanno riproposto il modello del predicatore politico, proprio nello Stato che ha in mano gli equilibri al Senato: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-partito-dei-predicatori-negli-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-partito-dei-predicatori-negli-usa.html">Il &#8220;partito&#8221; dei predicatori negli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34386859-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Flirtano con i Democratici e i Repubblicani, raccolgono milioni di seguaci e tentano spesso il salto verso le urne: sono i predicatori americani, paradosso politico nel Paese trionfo del materialismo e del &#8220;destino manifesto&#8221;. Anche queste <em>midterm </em>hanno riproposto il modello del predicatore politico, proprio nello Stato che ha in mano gli equilibri al Senato: in <strong>Georgia</strong>, infatti, il prossimo 6 dicembre andranno al ballottaggio il reverendo <em>dem</em> <strong><a href="https://youtu.be/nqEb2w-fhio">Rafael Warnock</a></strong> e l&#8217;ex campione di football <strong>Herschel Walker</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Raphael Warnock </h2>



<p>Classe 1969, il senatore <strong>Raphael Warnock</strong> è cresciuto in quartiere popolare di Savannah, undicesimo di dodici fratelli, padre predicatore e madre raccoglitrice di tabacco. Non viene da una missione qualsiasi: per oltre 16 anni Warnock ha servito come pastore senior presso la Ebenezer Baptist Church di Atlanta, l&#8217;ex pulpito del reverendo <strong>Martin Luther King Jr</strong>. È il pastore più giovane selezionato per ricoprire quel ruolo di leadership nella storica chiesa.</p>



<p>Warnock è diventato famoso nella politica della Georgia come attivista leader nella campagna per espandere <em>Medicaid</em> nello Stato ai sensi dell&#8217;<em>Affordable Care Act</em>. Nel gennaio 2020, Warnock ha annunciato la sua candidatura alle elezioni speciali del Senato degli Stati Uniti cercando di spodestare la repubblicana in carica Kelly Loeffler, strappandole il seggio-corsi e ricorsi storici- proprio al ballottaggio. Warnock è il primo afroamericano a rappresentare la Georgia al Senato e il primo democratico nero ad essere eletto al Senato da un ex stato della Confederazione.</p>



<p>Warnock è la perfetta incarnazione del reverendo nero. Carismatico, oratore progressista, teologo e politico. Nel suo curriculum ci sono campagne per combattere la povertà, denunce contro il sistema carcerario e le discriminazioni ai seggi, temi che ad Atlanta scottano più che mai. Pur non avendo abbandonato l’abito talare, Warnock è sulle barricate in tema di aborto (ha definito il ribaltamento di <em>Roe v. Wade </em>&#8220;devastante”), matrimoni gay, armi da fuoco (guadagnandosi l’odio della <em>National Rifle Association</em>, pena di morte (ha tentato senza successo di fermare l&#8217;esecuzione del condannato a morte Troy Davis nel 2011).</p>



<p>Ma l’agone politico americano è da sempre avvezzo a figure simili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Norman Thomas, il pastore socialista </h2>



<p>Esponente del cosiddetto <strong>cristianesimo sociale</strong>, che si batteva contro l’individualismo e l’utilitarismo della società americana, il pastore presbiteriano <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=2cIrZFIQhhk">Norman Thomas</a></strong> si candidò alle presidenziali per ben sei volte (dal 1928 al 1948) con l’etichetta <strong>socialista</strong>.</p>



<p>Studente modello a Princeton, Thomas studiò con Woodrow Wilson, futuro presidente degli Stati Uniti. Dopo la laurea, intraprese la carriera da assistente sociale e allo stesso tempo l&#8217;Union Theological Seminary. Nel 1911 fu ordinato sacerdote e accettò un incarico presso la Chiesa presbiteriana di East Harlem a New York. Thomas si interessò al socialismo e iniziò a svolgere un ruolo molto più attivo nei movimenti sociali e nella politica. A causa delle sue opinioni pacifiste, fu strenuo oppositore dell’ingresso nella prima guerra mondiale, bollando il conflitto come &#8220;immorale&#8221; e &#8220;insensato&#8221;.</p>



<p>Nel 1924 Thomas, ormai membro del Partito Socialista, venne sconfitto nella corsa per diventare Governatore di New York. Nel 1928, 1932, 1936, 1940, 1944 e 1948, si candidò alla presidenza come presentando una piattaforma socialista lontana però dal sovietismo. Thomas ha contribuito a fondare l&#8217;<em>American First Committee</em>, un&#8217;organizzazione che ha incoraggiato il governo degli Stati Uniti e le imprese americane a concentrare le proprie attività negli Stati Uniti piuttosto che in altri Paesi. Dopo l&#8217;attacco giapponese a Pearl Harbor nel 1941, sostenne l&#8217;ingresso degli americani nella seconda guerra mondiale. Con l&#8217;inizio della Guerra Fredda alla fine degli anni Quaranta, Thomas denunciò la dittatura comunista, incoraggiando gli Stati Uniti a tornare all&#8217;isolazionismo di un tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fondamentalista Jerry Falwell </h2>



<p>La marcata presenza di personaggi legati al mondo delle chiese protestanti ha spesso assunto una deriva decisamente fondamentalista. Il movimento ha cominciato ad avere una certa consistenza durante la presidenza Reagan con il successo della <em>Christian Coalitio</em>n, un’organizzazione che si sviluppò dalle ceneri della cosiddetta<em> Moral Majority</em>. La sua notorietà raggiunse il picco con la proliferazione dei predicatori televisivi, tra cui il reverendo <strong>Jerry Falwell</strong>, meglio noto come “The Doctor”.</p>



<p>Nato nel 1933 a Lynchburg, in Virginia, raggiunse un vasto pubblico con <em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=uYUw4BxpH4Q">Old Time Gospel Hour</a></em>, un programma radiofonico e televisivo trasmesso negli anni Ottanta dalla rete <em>Liberty Broadcasting Network</em>, raccogliendo un milione e mezzo di ascoltatori. Ha fondato la <em>Lynchburg Christian Academy</em> nel 1967 e il Liberty Baptist College nel 1971. Dimessosi come presidente della <em>Moral Majority</em> nel 1987, ha ricostituito il movimento sotto il nome di <em>The Moral Majority Coalition</em> nel 2004, in concomitanza della conferma di George W. Bush Jr alla Casa Bianca. Del resto, i gruppi tradizionalisti hanno rappresentato un importante gruppo di pressione sui Repubblicani all’alba degli anni Duemila. Falwell può a ragion veduta essere inquadrato come un <em>tycoon</em> dei media cristiani: nel 1995 ha iniziato con il <em>National Liberty Journal</em>, una pubblicazione mensile per i cristiani evangelici, poi è stata poi la volta, nel 2002, di <em>Liberty Channel</em>, una <em>all news</em> cristiana che ne ha fatto un eroe della <strong><em>Bible belt</em></strong>.</p>



<p>Nella sua carriera Falwell non si è risparmiato <strong>attacchi violenti e fondamentalisti</strong> contro gruppi e minoranze, per essere poi costretto a perenni scuse pubbliche. Come quella volta che prese di mira il cartone animato <em><strong>Teletubbies</strong></em>, a suo dire reo di difendere la presunta ”ideologia gender”. In tema di aborto, femminismo e omosessualità, la peggiore delle bordate giunse all’indomani degli <strong>attacchi dell’11 settembre 2001 </strong>quando dichiarò: “Io credo davvero che i pagani, gli abortisti, e le femministe, e i gay, e le lesbiche che stanno attivamente cercando di condurre uno stile alternativo di vita, l&#8217;ACLU, la &#8220;People For the American Way&#8221;, tutti quelli che hanno cercato di secolarizzare l&#8217;America. Io punto il dito sul loro viso e dico avete aiutato a far succedere questo&#8221;. Soltanto un anno dopo tornò sull’argomento, questa volta prendendosela con il profeta <strong>Maometto</strong>: “Credo che Maometto fosse un terrorista. Ho letto a sufficienza sia autori musulmani e non musulmani [per decidere] che fosse un uomo violento, un uomo di guerra”.</p>



<p>Morto nel 2007, ha lasciato il testimone al figlio <strong>Jerry Falwell Jr</strong>: trumpiano della prima ora, si batte per l’integrità morale a tutto tondo come elemento fondante della vita cristiana, tanto da imporre agli studenti del suo ateneo relazioni sessuali prematrimoniali, l’assunzione di alcol, la lettura di pubblicazioni o siti “che sono offensivi verso gli standard e le tradizioni della Liberty University”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il reverendo Jesse Jackson</h2>



<p>Il reverendo <strong>Jessie Jackson</strong>, invece, nasce politicamente come uno dei “ragazzi di<strong> Selma</strong>”. Nato nella Carolina del Sud nel 1941, nel 1965 entra a far parte della Southern <em>Christian Leadership Conference</em> (Sclc): la collaborazione e l&#8217;intesa con <strong>Martin Luther King Jr</strong> è tale che quest&#8217;ultimo decide nel 1966 di affidargli la direzione organizzativa del movimento a Chicago, e poi la direzione nazionale. Dopo la morte di King, i rapporti col suo successore Ralph Abernathy si fecero tesi: alla fine del 1971, Jackson e Abernathy ebbero duri scontri e Jackson venne sospeso dall&#8217;organizzazione. Nel 1984, perciò, organizzò la <em><strong>Rainbow Coalition</strong></em>: nel 1984 divenne il secondo afro-americano ad organizzare una campagna nazionale per candidarsi a presidente degli Stati Uniti, con i democratici: ma quell’anno la nomination <em>dem</em> toccò a Walter Mondale. Lo scherzo del destino si ripropose nel 1988: Jackson mise su <a href="https://www.youtube.com/watch?v=HHd6XYMlP4I">una campagna per le primarie strepitosa</a>: tuttavia, il suo sfidante, Michael Dukakis, riuscì ad aggiudicarsi gli Stati più popolati e divenne così il candidato dei democratici alle elezioni del 1988.</p>



<p>Dopo la doppia e fallimentare scalata alla Casa Bianca il reverendo Jackson ha proseguito su una strada complessa: attivista, pastore, ma in qualche modo anche ambasciatore <em>at large</em>. Tra gli anni Ottanta e gli inizi dei Duemila è infatti in teatri caldi, per negoziare spesso la liberazione di ostaggi americani o per incoraggiare processi di pace, come in Irlanda del Nord.</p>



<p>La notte del 4 novembre 2008 <strong>Barack Obama</strong> diventa il primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti: sotto il palco allestito nel Grant Park di Chicago c’è un uomo in lacrime: è il reverendo Jackson. Solo qualche mese prima, si era reso protagonista di un’infelice battuta a microfono aperto su <em>Fox News</em> sull&#8217;ex presidente, colpevole a suo dire, di rimarcare troppo che i neri americani dovessero assumersi maggiori responsabilità per la loro condizione sociale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-partito-dei-predicatori-negli-usa.html">Il &#8220;partito&#8221; dei predicatori negli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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