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	<title>Elezioni Iran Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 29 Jun 2024 08:31:02 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Elezioni Iran Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le presidenziali in Iran: pochi alle urne e primo un riformista. Che grattacapo per Alì Khamenei!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jun 2024 08:22:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un riformista e un conservatore si sfideranno al secondo turno in Iran la prossima settimana. Molto bassa l'affluenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-iran-verso-un-clamoroso-ballottaggio.html">Le presidenziali in Iran: pochi alle urne e primo un riformista. Che grattacapo per Alì Khamenei!</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non è bastato il turno di questo venerdì in Iran per decretare il successore di <strong>Ebrahim Raisi</strong>, il presidente<a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-figura-di-raisi-e-cosi-importante.html"> morto nello scorso mese di maggio nello schianto del suo elicottero</a>. Per la seconda volta nella storia della Repubblica Islamica infatti, il Paese andrà al <strong>ballottaggio</strong> per eleggere il nuovo capo dell&#8217;esecutivo. Nessun candidato ha raggiunto il 50%+1 dei voti necessario per poter essere eletto. Anche se i risultati definitivi probabilmente arriveranno all&#8217;inizio della prossima settimana, il quadro appare oramai abbastanza consolidato. A sfidarsi saranno due candidati apparentemente agli antipodi: da un lato il riformista, vera sorpresa del voto, <strong>Massoud Pezeshkian</strong>, dall&#8217;altra il conservatore <strong>Saeed Jalili</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;inattesa sfida a due</h2>



<p>Il sentore di un ballottaggio a Teheran ha iniziato a serpeggiare poche ore prima del voto. Veri e propri sondaggi alla vigilia non sono stati diramati, ma sui social e per le strade in tanti hanno espresso il proprio appoggio proprio a <strong>Massoud Pezeshkian</strong>. Medico di 69 anni, <strong>ex ministro della sanità durante l&#8217;era del presidente riformista Khatami</strong>, Pezeshkian secondo molti analisti è risultato il più convincente tra i candidati durante gli ultimi dibattiti televisivi.</p>



<p>Stando ai risultati ufficialmente comunicati, a lui sarebbe andato il 42% dei consensi ed è dunque stato il più votato del primo turno. Di origine azera e curda, proveniente dalla delicata e strategica regione di <strong>Tabriz</strong>, Pezeshkian porterà in dote al secondo turno il fatto di essere l&#8217;unico rappresentante dell&#8217;ala moderata/riformista del panorama politico della Repubblica Islamica. Il suo programma in effetti prevede una maggiore distensione con l&#8217;Occidente, nonché la revisione della norma relativa all&#8217;obbligatorietà dell&#8217;hijab per le donne.</p>



<p>Alle sue spalle invece si è piazzato il diplomatico e conservatore<strong> Saeed Jalili</strong>. A lui, volto noto nelle cancellerie occidentali per essere stato tra i capi negoziatori dell&#8217;accordo sul nucleare, sarebbe invece andato il 38% dei consensi. Fautore di una linea più &#8220;isolazionista&#8221; in politica estera, Jalili è fautore anche di una linea conservatrice in campo sociale. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🔴UPDATE   <br><br>Latest results released by the Interior Ministry show that presidential candidate Masoud Pezeshkian is now ahead of three other candidates, with 8,302,577 votes.    <a href="https://twitter.com/hashtag/IranVotes2024?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#IranVotes2024</a> <a href="https://t.co/ycr9LVdtsz">pic.twitter.com/ycr9LVdtsz</a></p>&mdash; Iran Election 2024 (@PressTVElection) <a href="https://twitter.com/PressTVElection/status/1806935757971427662?ref_src=twsrc%5Etfw">June 29, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il rebus affluenza </h2>



<p>Staccati gli altri due candidati, a partire dal presidente del parlamento <strong>Mohammad Qalibaf</strong>. È sicuramente lui il grande deluso della tornata elettorale visto che, anche nell&#8217;immediata vigilia, era considerato da molti come il vero favorito. In ultima posizione si è invece piazzato l&#8217;unico religioso in lizza, <strong>Mustafa Pourmohammadi</strong>. E anche questa è una notizia: comunque vada al ballottaggio fissato per il 5 luglio, il prossimo presidente iraniano non sarà un membro del clero sciita. Circostanza che, dalla rivoluzione islamica del 1979 a oggi, si è verificata unicamente una volta con la presidenza di <strong>Mahmud Ahmadinejad</strong>. Quest&#8217;ultimo, fino a oggi, è stato anche l&#8217;unico presidente a essere eletto al secondo turno: era il 2005 infatti quando l&#8217;allora sindaco di Teheran batteva al ballottaggio <strong>Alì Rafsanjani.</strong></p>



<p><strong>La vera incognita del voto odierno riguarda l&#8217;affluenza</strong>. Non ci sono dati ufficiali in tal senso, ma i media locali parlano di un 40%-42% di elettori al voto. Una percentuale molto bassa e che, come evidenziato dalla corrispondente di<em> Al Jazeera</em> a Teheran, <strong>Zeina Khodr</strong>, implicherebbe anche una difficoltà degli stessi riformisti a portare persone ai seggi.</p>



<p>&#8220;Molti &#8211; <a href="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2024/6/29/iran-presidential-election-results-live-vote-count-under-way-a-tight-race">ha scritto Kodr </a>&#8211; sono convinti che lo stesso Pezeshkian altro non è che l&#8217;espressione di un candidato di governo&#8221;. Per la Guida Suprema Khamenei e i vertici della Repubblica Islamica, in vista del ballottaggio, la vera sfida riguarda proprio <strong>la ricerca di una legittimazione politica</strong> al momento messa in discussione da urne poco frequentate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-iran-verso-un-clamoroso-ballottaggio.html">Le presidenziali in Iran: pochi alle urne e primo un riformista. Che grattacapo per Alì Khamenei!</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran, presidente cercasi ma solo se conservatore. Astenersi Ahmadinejad</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-dopo-raisi-all-insegna-ancora-dei-conservatori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jun 2024 10:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Iran si prepara al voto del 28 giugno, indetto dopo la morte del presidente Raisi: il Paese sembra però lontano dal voltare pagina.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024052010441718_2fad99f80db0a24131913b1e013755ed-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Passaporto in mano, cenno di saluto ai giornalisti e fotografi presenti, occhiali adesso portati meno saltuariamente che gli conferiscono un&#8217;aura da professione universitario più marcata che in passato: è così che si è presentato<strong> Mahmood Ahmadinead</strong> nella sede dove, a Teheran, viene depositata da giorni la documentazione degli aspiranti presidenti iraniani. Ci sarà quindi, forse, anche lui nella partita. Ed è il suo, a livello internazionale, per adesso il nome più noto visto che Ahmadinejad ha dato molto da discutere durante i suoi otto anni di presidenza.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">⚡️BREAKING <br><br>Former Iranian president Ahmadinejad has officially registered his name for the presidency of Iran <a href="https://t.co/FFa9ZEgQyR">pic.twitter.com/FFa9ZEgQyR</a></p>&mdash; Iran Observer (@IranObserver0) <a href="https://twitter.com/IranObserver0/status/1797157640486699354?ref_src=twsrc%5Etfw">June 2, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ma a consegnare le carte necessarie per inserire i propri contrassegni nella lista di aspiranti presidenti sono stati, secondo i dati resi noti dal governo di Teheran, almeno in 80. Un numero che non deve sorprendere, visto che tre anni fa  sono stati addirittura 500 i pretendenti. Si tratta di un lungo elenco che subirà a breve una &#8220;scrematura&#8221; da parte del<strong> Consiglio dei Guardiani</strong>. Ad ogni modo, il <strong>dopo Raisi</strong> in Iran sembra essere già iniziato. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Ghalibaf a Larijani, passando per quattro donne</h2>



<p>A depositare tutto il materiale necessario per la candidatura è stato anche, già nei primi giorni di apertura dei termini, un nome su cui in molti, in Iran e non solo, stanno scommettendo. Si tratta d<strong>i Mohammad Bagher Ghalibaf</strong>. Attuale presidente del Parlamento, ex sindaco di Teheran, secondo molti analisti il suo curriculum contiene tutti i &#8220;<em>desiderata</em>&#8221; dei vertici della Repubblica Islamica e, in particolare, della<strong> Guida Suprema Khamenei</strong>. <strong>Conservatore</strong>, politico di lungo corso, sostenitore di una linea senza sconti in politica estera e sul nucleare, Ghalibaf ha quindi tutte le caratteristiche ritenute idonee per essere considerato un presidente in grado di dare <strong>continuità al mandato di Raisi</strong>. Perché, molto probabilmente, il cruccio di questi giorni a Teheran è proprio questo: evitare che la morte di Raisi,<a href="https://it.insideover.com/politica/liran-trattiene-il-fiato-disperso-lelicottero-di-raisi.html"> precipitato con il suo elicottero lo scorso 19 maggio</a>, possa dare seguito a un effetto domino capace di <strong>destabilizzare</strong> la Repubblica Islamica. </p>



<p>Per la Guida Suprema e soprattutto per i capi dell&#8217;apparato militare, attuale cuore pulsante del sistema politico iraniano, risulta quanto mai necessario far assorbire il prima possibile la fine prematura e tragica del presidente defunto. Ghalibaf però potrebbe non essere l&#8217;unico a ricevere l&#8217;investitura ufficiosa (e silente) di pasdaran e ayatollah. Tra gli ottanta nomi consegnati all&#8217;ufficio elettorale, spiccano anche quelli di <strong>Saeed Jalili </strong>e <strong>Alireza Zakani</strong>: entrambi conservatori, il primo è stato anni fa a capo del Consiglio di sicurezza nazionale, il secondo invece, proprio come Ghalibaf, sindaco della capitale.</p>



<p>Diverso invece il discorso per <strong>Ali Larijani</strong>, altro volto noto che ha depositato i documenti all&#8217;ufficio elettorale. Ex presidente del Parlamento, il suo è uno dei nomi più spendibili dal lato <strong>moderato</strong> e <strong>riformista</strong>. Vicino all&#8217;ex presidente Rouhani, predecessore di Raisi e ultimo moderato al potere, nel 2015 è stato tra i fautori dell&#8217;accordo sul nucleare. Ma più che alla Guida Suprema, il curriculum di Larijani sembrerebbe maggiormente gradito alla comunità internazionale.</p>



<p>In lizza, oltre al già citato Ahmadinejad e ad altri circa settanta candidati, ci sono anche <strong>quattro donne</strong>. Si tratta di <strong>Zohreh Elahian</strong>,<strong> Hajar Chenarani</strong>, <strong>Rafat Bayat </strong>e <strong>Hamideh Zarabadi</strong>. Le prime tre sono collocate nel campo conservatore, l&#8217;ultima invece in quello riformista. La più nota è Zohreh Elahian, ex deputata e favorevole alle misure repressive contro le manifestanti anti velo, per questo additata come uno dei candidati più vicini alle posizioni ultra conservatrici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I conservatori nettamente favoriti</h2>



<p>Andando a guardare i numeri, ben si intuisce come sia proprio il versante conservatore a risultare favorito per il voto presidenziale. Degli 80 candidati per le presidenziali di giugno, 46 sono considerati dalla stessa stampa iraniana come conservatori, mentre i rappresentanti del fronte riformista sarebbero 13. Moderati o &#8220;indipendenti&#8221; tutti gli altri. Le prossime elezioni, convocate per il 28 giugno per via della norma che impone consultazioni entro 50 giorni dalla dimissione o dalla morte del presidente in carica, seguiranno quindi la scia delle ultime tre consultazioni.</p>



<p>Sia nel 2020 infatti, in occasione delle elezioni legislative, che nelle presidenziali del 2021 e nelle ultime legislative tenute a marzo, i conservatori hanno portato a casa un risultato netto a proprio favore. Non senza ovviamente <strong>il favore della Guida Suprema e dei pasdaran</strong>, questi ultimi veri artifici delle recenti linee assunte dall&#8217;Iran sia in politica estera che in politica interna. La morte di Soleimaini, avvenuta per mano Usa nel gennaio 2020, le proteste scoppiate nel 2022 dopo la morte della giovane <strong>Mahsa Amini</strong>, le recenti tensioni con Israele, sono stati tutti elementi che hanno spinto i vertici della Repubblica Islamica a blindare le istituzioni a danno dei gruppi politici moderati o riformisti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;attesa &#8220;cesoia&#8221; del Consiglio dei Guardiani</h2>



<p>Su tutti i candidati si aspetta comunque il pronunciamento del <strong>Consiglio dei Guardiani</strong>, un organo formato da 12 membri, di cui sei nominati direttamente dalla Guida Suprema. Spetta a loro, e soprattutto allo stesso Khamenei, dire chi potrà partecipare alle presidenziali e chi invece dovrà vedersi respingere la propria candidatura. I criteri di selezione lasciano molto spazio alla discrezione del Consiglio. Vuol dire quindi che verranno autorizzati a concorrere per la presidenza soltanto coloro che, in quel momento, rispecchiano più o meno l&#8217;orientamento politico della Guida Suprema. </p>



<p>Nel 2021, degli oltre 500 candidati soltanto in 7 hanno ricevuto il via libera per partecipare al voto. Quest&#8217;anno è lecito pensare che i candidati ufficiali saranno ancora meno. Ogni decisione verrà presa comunque entro il 12 giugno, termine fissato per la definitiva partenza della<strong> campagna elettorale</strong>. </p>



<p>Quasi certo di vedersi tagliata la candidatura, esattamente come tre anni fa, è Ahmadinejad: fautore tra il 2005 e il 2013 di una linea molto conservatrice, di recente però è entrato in netto contrasto con i vertici della Repubblica Islamica e ha per questo preferito tornare a insegnare Ingegneria civile all&#8217;università di Teheran. Rischiano di restare fuori gran parte dei riformisti, compreso lo stesso Larijani. La cesoia dei Guardiani dovrebbe arrivare anche per le quattro donne in lizza, anche se qualche speranza viene ancora accreditata sul nome di Zohreh Elahian.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-dopo-raisi-all-insegna-ancora-dei-conservatori.html">Iran, presidente cercasi ma solo se conservatore. Astenersi Ahmadinejad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La crisi economica iraniana e le proteste. Cosa sta succedendo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-crisi-economica-iraniana-e-le-proteste-cosa-sta-succedendo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 18:15:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste in Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi sempre più Paesi sono sprofondati in una spirale pericolosa, fatta di crisi economica e carenze alimantari. Si è parlato soprattutto di Tunisia, Egitto, Libano e Siria ma da qualche settimana un altro Paese sta attirando l’attenzione internazionale: l’Iran. Una gravissima crisi sta colpendo Tehran limitando il potere d’acquisto della popolazione. Così i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-economica-iraniana-e-le-proteste-cosa-sta-succedendo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30191370-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Negli ultimi mesi sempre più Paesi sono sprofondati in una spirale pericolosa, fatta di crisi economica e carenze alimantari. Si è parlato soprattutto di Tunisia, Egitto, Libano e Siria ma da qualche settimana un altro Paese sta attirando l’attenzione internazionale: l’Iran. Una gravissima crisi sta colpendo Tehran limitando il potere d’acquisto della popolazione. Così i generi alimentari di base sono diventati inaccessibili anche per la classe media. A differenza delle altre nazioni, in Iran sono esplose proteste che hanno causato la morte di almeno cinque persone.</p>
<h2>Le origini della crisi<span class="Apple-converted-space"> </span></h2>
<p>Sono diversi i fattori che hanno favorito l’insorgere della <strong>crisi economica</strong> in Iran. Prima della lista la pandemia da Covid-19 che ha bloccato per mesi l’economia, intensificato le spese pubbliche e fatto crollare il prezzo del petrolio. Subito dopo la <strong>guerra in Ucraina</strong> ha esacerbato le tensioni geopolitiche che da anni affliggono il Paese e ne compromette lo svilupp. Un mix pericoloso potenziato anche con le durissime sanzioni imposte da Usa e Ue che da anni favoriscono la stagnazione economica.</p>
<p>L’economia del Paese è caratterizzata dai settori dell’agricoltura, dei servizi e principalmente degli idrocarburi. L’Iran è infatti al quarto posto al mondo per riserve di petrolio e al secondo per gas naturale. Nonostante abbia un sistema economico notevolmente differenziato, Tehran resta particolarmente dipendente dai proventi del settore energetico e quindi alla sua volatilità. Tra il 2021 e il 2022, un calo delle entrate petrolifere e un aumento delle spese hanno portato il governo ad affrontare un periodo di deficit fiscale che non da segni di diminuzione. Quasi ogni aspetto dell’economia è in regressione. Secondo la <a href="https://www.worldbank.org/en/country/iran/overview#1">World Bank</a> il PIL reale del 2020-2021 è regredito verso quello del 2010-2011 mentre quello pro capite è sceso al livello registrato tra 2004 e 2005.</p>
<p>Ma la crisi ha radici lontane, da quando gli Stati Uniti nel 2018 si sono ritirati dall&#8217;accordo sul nucleare iraniano per volontà dell&#8217;ex presidente Donald Trump e le <strong>sanzioni</strong> si sono intensificate. Da quel momento la valuta nazionale, il toman, ha perso l&#8217;82% del suo valore e l&#8217;inflazione è salita dal 30% a oltre il 40%. La popolazione vive in una situazione di estrema precarietà con la soglia di povertà fissata a 400 dollari al mese per nucleo familiare. La pensione non supera i 7 milioni di toman &#8211; 232 euro &#8211; e costringe milioni di persone a non riuscire ad arrivare a fine mese.</p>
<p>A causa della guerra in Ucraina prezzi dei <strong>generi alimentari</strong> sono saliti alle stelle. Prima i prezzi hanno toccato carne e pesce, poi farina e riso scatenando la collera della popolazione che non sa più di cosa cibarsi. Secondo un’intervista realizzata da <em>Le Monde</em> ad esempio il prezzo di una confezione di formaggio costa adesso 30.000 toman, cinque volte di più rispetto a un anno fa e la famiglia intervistata non riesce più a reperire nemmeno lo yogurt, uno degli alimenti fondamentali della dieta iraniana insieme al riso. I prezzi sono diventati inaccessibili sia alle classi povere che a quelle medie. Secondo molti la classe media ormai non esiste più. Già da gennaio in molti si sono riuniti in almeno 80 città iraniane ma è negli ultimissimi mesi che si sono fatte più intense e sono state represse violentemente.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>Le proteste<span class="Apple-converted-space"> </span></h2>
<p>Il limite è stato raggiunto quando il 3 maggio il governo guidato dal fondamentalista <strong>Ebrahim Raisi</strong> ha dichiarato di voler ridimensionare i sussidi per il grano e la farina. Questa mossa ha portato ad un aumento dei prezzi fino al 300% mettendo in estrema difficoltà il potere d’acquisto delle famiglie. La fine dei sussidi ha portato la popolazione a scendere per le strade delle città iraniane dando vita ad una nuova ondata di manifestazioni dopo quelle del 2019. Le prime province toccate sono state quelle meridionali e occidentali tra cui le provincia del Khuzestan, del Chaharmahal Bakhtiari, e le città di Boroujerd nel Lorestan, e Dehdasht nel Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, aree già molto svantaggiate e povere. Sono state registrate anche altre manifestazioni in alcune città dell&#8217;area di Esfahan nel centro del Paese e più a est nella provincia di Khorosan Razzavi. A Tehran le manifestazioni sono arrivate il 15 maggio proseguendo per diversi giorni.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Le manifestazioni, che non sono state registrate in altri paesi affetti dalle stesse problematiche, sono state caratterizzate da slogan che chiedono il rovesciamento del potere. Slogan rivolti direttamente a Raisi e alla massima autorità del Paese, guida suprema <strong>Ali Khamenei</strong>, ritenuti responsabili della crisi. Alcuni hanno anche invocato il ritorno della dinastia Pahlavi, spazzata via dalla rivoluzione del 1979. Le manifestazioni hanno quindi assunto connotazioni politiche.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Le <strong>rappresaglie</strong> da parte delle forze dell’ordine non si sono fatte attendere anche se meno violente di quelle del 2019. Sono cinque le persone rimaste uccise durante le repressioni armate. Internet è stato bloccato per diversi giorni per evitare che le persone organizzassero raduni sul web. In confronto a quelle del 2019, le manifestazioni di adesso sono ben organizzate e presentano richieste ben precise e non oltrepassano mai il limite, negoziando con i leader politici<span class="Apple-converted-space">.</span></p>
<p>Ormai la fiducia degli iraniani per le istituzioni sta crollando sempre di più, testimone il crollo dell’affluenza alle urne delle elezioni lo scorso anno. Il tasso di astensione infatti ha raggiunto livelli record arrivando al 51% nelle elezioni presidenziali del 2021 e al 57% nelle elezioni legislative del 2020.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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		<title>Esmaiel Khatib, il nuovo corso dello spionaggio iraniano</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/esmaiel-khatib-il-nuovo-corso-dello-spionaggio-iraniano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2021 04:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="690" height="388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/iran-trial-israel-spies-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/iran-trial-israel-spies-.jpg 690w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/iran-trial-israel-spies--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/iran-trial-israel-spies--334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px" /></p>
<p>Un background nebuloso e per certi versi oscuro quello del nuovo ministro dell’Intelligence iraniano (MOIS): classe 1961, originario della provincia del Khorasan meridionale, Esmaiel Khatib era quasi ventenne quando intraprese gli studi di giurisprudenza mentre il Paese cadeva sotto i colpi della Rivoluzione. Islamista radicale, con stretti legami sia con il leader supremo Ali Khamenei che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/esmaiel-khatib-il-nuovo-corso-dello-spionaggio-iraniano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="690" height="388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/iran-trial-israel-spies-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/iran-trial-israel-spies-.jpg 690w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/iran-trial-israel-spies--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/iran-trial-israel-spies--334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px" /></p><p>Un background nebuloso e per certi versi oscuro quello del nuovo ministro dell’Intelligence iraniano (MOIS): classe 1961, originario della provincia del Khorasan meridionale, <strong>Esmaiel Khatib</strong> era quasi ventenne quando intraprese gli studi di giurisprudenza mentre il Paese cadeva sotto i colpi della Rivoluzione. Islamista radicale, con stretti legami sia con il leader supremo <strong>Ali Khamenei</strong> che con il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche, venne inizialmente reclutato da Mohsen Rezaei, il primo comandante in capo dell&#8217;IRGC. Il battesimo di fuoco, poi, nell&#8217;Unità di intelligence dell&#8217;IRGC dove prestò servizio dal 1985 al 1991. Diversi resoconti indicano che Khatib svolse un ruolo fondamentale nell&#8217;uccisione e nell&#8217;oppressione dei dissidenti curdi nei primi anni &#8217;80.  L&#8217;incarico al ministero dell&#8217;Intelligence è, nella migliore delle ipotesi, un negoziato tra la Presidenza e l&#8217;Ufficio della Guida Suprema, ma rispetto a tutti i passati ministri dell&#8217;intelligence, Khatib sembra essere proprio l’uomo giusto al momento giusto.</p>
<h2>Un’eminenza grigia uscita allo scoperto</h2>
<p>Non si sa molto della sua condotta e del suo ruolo operativo in questi ultimi anni, ma la sua nomina nel 1991 alla guida del &#8220;Dipartimento speciale per i movimenti&#8221; a Qom non lascia spazio a dubbi. Una figura che di per sé non sorprenderebbe in quanto a pugno di ferro e intransigenza, ma che addirittura promette una sterzata ancora più violenta e reazionaria da parte dello spionaggio di Teheran. Un asso nella manica uscito dall’ombra per preservare lo <em>status quo</em>: poco noto all&#8217;Occidente, il suo ruolo è stato legato alla pulizia e all&#8217;annientamento di religiosi, agenti dell&#8217;intelligence e guardie che hanno osato rappresentare una minaccia per il regime. Khatib ha lavorato per molti anni con Hossein Taeb, il capo dell&#8217;unità di intelligence dell&#8217;IRGC, e suo fratello Mehdi Taeb, il capo del quartier generale di Ammar legato da filo diretto con Mojtaba Khamenei.</p>
<p>La figura di Khatib spicca rispetto alle altre nomine: se gli altri membri del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ebrahim-raisi-il-nuovo-presidente-dell-iran.html">gabinetto di Raisi</a> sono stati scelti solo perché fedelissimi (ma con poche competenze), il nuovo capo dell’intelligence batte colleghi e predecessori in fatto di <em>hard skills</em>. A differenza di Mahmoud Alavi, il ministro uscente che non aveva precedenti esperienze in materia di sicurezza e spionaggio, Khatib è stato coinvolto in entrambi i settori pur essendo meramente un giurista islamico “puro”.</p>
<p>Uno dei dossier bollenti sulla sua scrivania? Il complotto per arrestare e giustiziare Mehdi Hashemi, il fratello di Hadi Hashemi, genero dell&#8217;ayatollah Montazeri. Nel 1986, quando l&#8217;amministrazione Reagan inviò uno <em>special envoy</em> in Iran per incontrare segretamente Khomeini e la sua cerchia ristretta, il meeting &#8211; che portò all’accordo sulla vendita di armi con Teheran &#8211; trapelò dall&#8217;ufficio dell&#8217;Ayatollah Montazeri attraverso persone a lui vicine, presumibilmente Mehdi Hashemi. La fuga di notizie fu la miccia dell'&#8221;<strong>Iran Gate</strong>&#8221; che tutti conosciamo. Mehdi Hashemi fu poi arrestato e giustiziato come traditore.</p>
<h2>Dove va lo spionaggio iraniano</h2>
<p>Ma come potrebbe rivoluzionare lo spionaggio di Teheran un simile profilo? Khatib ha dettagliato le sue <strong>quattro priorità</strong> principali come ministro dell&#8217;intelligence in un briefing al Comitato per la sicurezza nazionale e la politica estera. La prima è quella di &#8220;affrontare in modo intelligente&#8221; i &#8220;principali partner e movimenti della corruzione economica, sociale, culturale, ecc.&#8221;; a seguire fare &#8220;il massimo uso delle forze rivoluzionarie con priorità di rivoluzionari e hezbollah&#8221;; e ancora: &#8220;rafforzare e attivare la diplomazia nascosta per un efficace scambio di informazioni, aumentare la profondità strategica e l&#8217;influenza del sistema con i paesi alleati all&#8217;interno e all&#8217;esterno della regione e sostenere i movimenti islamici, Hezbollah, e cooperare il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica&#8221;. Nemici giurati, ovviamente, &#8220;i movimenti infiltranti e nel governo&#8221;.</p>
<p>Il mandato di Khatib arriva nel bel mezzo della burrasca indotta dai significativi fallimenti dell&#8217;intelligence negli ultimi anni, vale a dire l&#8217;assassinio del comandante militare e scienziato nucleare <a href="https://it.insideover.com/politica/ucciso-mohsen-fakhrizadeh-direttore-programma-nucleare-iraniano.html"><strong>Mohsen Fakhrizadeh</strong></a> e i sabotaggi contro gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/natanz-iran-israele-sabotaggi.html"><strong>impianti nucleari</strong></a>, che hanno portato in rotta di collisione spionaggio e Guardie della Rivoluzione. Negli ultimi anni, infatti, il ministero affidato a Kahtib è stato indebolito rispetto all&#8217;IRGC Intelligence Organization (IRGC-IO). Le responsabilità sovrapposte tra MOIS e IRGC-IO hanno portato a scontri che si sono propagati a livello dell’opinione pubblica. Ad esempio, il MOIS non concorda con l&#8217;IRGC-IO sull’arresto di ambientalisti con l&#8217;accusa di spionaggio.</p>
<p>Il personaggio Khatib nutre una fiducia più profonda in Khamenei e nel suo ufficio, legati da una relazione simbiotica con l&#8217;IRGC. Presumibilmente, Khatib tenterà di appianare col pugno di ferro questi attriti con finalità di efficienza di fronte alle minacce esterne e interne. Durante il suo mandato è probabile che il ministero dell&#8217;Intelligence sia farà più aggressivo sia sul fronte interno che su quello internazionale. A livello nazionale, l&#8217;uso della tortura e degli arresti arbitrari di oppositori del regime aumenterà, così come negli Stati Uniti e in Europa, i dissidenti iraniani saranno sottoposti a sorveglianza e spionaggio intensificati. Paradossalmente, se il coinvolgimento <em>proxy</em> del regime nei vari contesti internazionali non scemerà, l&#8217;Iran starà attento a non provocare il mondo occidentale: il nerbo delle sue forze sarà decisamente indirizzato verso l’eliminazione sistematica dei nemici del regime e di chiunque rappresenti una minaccia interna.</p>
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		<title>Cosa aspettarsi della presidenza Raisi in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-aspettarsi-della-presidenza-raisi-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2021 09:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ebraim Raisi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Iran ha un nuovo presidente. Le elezioni del 18 giugno hanno decretato la vittoria dell’ultraconservatore Ebraim Raisi, che secondo i dati del ministero dell’Interno ha ottenuto il 62% delle preferenze. Raisi era dato per favorito fin dall’annuncio della lista dei candidati ammessi alle elezioni, ma fino all’ultimo c’è stato chi ha sperato nella vittoria del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-aspettarsi-della-presidenza-raisi-in-iran.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ebraim Raisi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/voto-iran-la-presse-Ebraim-Raisi-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’Iran <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/presidenziali-iran-spoglio-ancora-corso-tutti-si-1955935.html" target="_blank" rel="noopener">ha un nuovo <strong>presidente</strong></a>. Le elezioni del 18 giugno hanno decretato la vittoria dell’ultraconservatore <strong>Ebraim Raisi</strong>, che secondo i dati del ministero dell’Interno ha ottenuto il 62% delle preferenze. Raisi era dato per favorito fin dall’annuncio della lista dei candidati ammessi alle elezioni, ma fino all’ultimo c’è stato chi ha sperato nella vittoria del riformista Abdolnasser Hemmati, ex governatore della Banca centrale.</p>
<p>L’elezione di Raisi alla presidenza della Repubblica islamica segna dunque un cambio di passo dopo otto anni di presidenza Rohuani, esponente dei moderati e fautore insieme al suo ministro degli Esteri, <strong>Javad Zarif</strong>, dell’Accordo sul nucleare. Ma cosa ci si può aspettare da Raisi a livello tanto interno quanto internazionale?</p>
<h2>L’accordo sul nucleare e l’economia</h2>
<p>Uno dei punti di cui si è discusso maggiormente in attesa delle elezioni è stato l’accordo sul nucleare. Il timore generale era che l’elezione di Raisi avrebbe messo in difficoltà i colloqui attualmente in corso a Vienna per il ripristino del Jcpoa, ma la vittoria del candidato conservatore potrebbe invece <strong>semplificare</strong> il processo negoziale.</p>
<p>Raisi, a differenza di Rouhani, può contare sul sostegno dell’Ayatollah <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ali-khamenei-la-guida-suprema-delliran.html" target="_blank" rel="noopener">Ali Khamenei</a> e sulla volontà di quest’ultimo di rafforzare la posizione e la popolarità del suo candidato in vista anche di una sua successione alla carica di Guida suprema. Con Raisi alla presidenza, quindi, è lecito aspettarsi importanti passi avanti nei colloqui per il nucleare nonché un rafforzamento della credibilità e del potere negoziale della delegazione iraniana. <a href="https://it.insideover.com/politica/audiozarif-che-rivela-chi-comanda-davvero-in-iran.html" target="_blank" rel="noopener">L’audio</a> di Zarif diffuso alcuni mesi prima in cui il ministro affermava di essere costantemente ostacolato dall’Ayatollah e del Consiglio dei guardiani nelle sue decisioni aveva infatti minato la credibilità dell’Iran al tavolo di Vienna, ma la situazione è ora destinata a cambiare. Con grandi benefici per gli iraniani.</p>
<p>Il raggiungimento di un’intesa con gli Stati Uniti sul nucleare è infatti indispensabile per la rimozione delle <strong>sanzioni</strong> imposte da Donald Trump e che strangolano l’economia iraniana, alle prese con un tasso di disoccupazione in crescita ed una popolazione giovane ed istruita che chiede un miglioramento della propria condizione.</p>
<h2>Pragmatismo e diritti</h2>
<p>Una volta sollevate le sanzioni, Raisi dovrà convincere gli investitori stranieri ad entrare nel mercato iraniano ed è pertanto indispensabile che l’Iran non sia più percepito come la <strong>minaccia</strong> principale della regione né dai suoi vicini né dall’Occidente. Sperare in un radicale cambio di immagine della Repubblica islamica è ovviamente impossibile, ma la giusta dose di <strong>pragmatismo</strong> potrebbe consentire a Raisi di mantenere saldo il potere dei conservatori in patria senza compromettere i rapporti con le altre potenze internazionali. D’altronde già nella corsa alle presidenziali del 2017 Raisi aveva promesso di concentrarsi sulla diplomazia economica con i vicini regionali con l’obiettivo di migliorare l’economia del Paese. Un abbassamento dei <strong>toni</strong>, pur senza abbandonare la retorica anti-occidentale e anti-israeliana, è quindi indispensabile per il raggiungimento di tali obiettivi. Una politica estera basata sullo scontro sarebbe inoltre controproducente anche nei rapporti con gli Stati Uniti i quali, una volta ripristinato il Jcpoa, punteranno sicuramente ad ottenere delle concessioni anche su altri dossier legati alla sicurezza regionale.</p>
<p>Come scrive <a href="https://theconversation.com/conservative-hard-liner-poised-to-be-irans-next-president-what-that-means-for-the-west-and-the-nuclear-deal-162835" target="_blank" rel="noopener">The Conversation</a>, Raisi potrebbe inoltre sfruttare la maggiore crescita economica per imporre un&#8217;ulteriore <strong>limitazione</strong> delle libertà civili, in primis quella di espressione sui social. Il modello di riferimento è ovviamente quello della Cina.</p>
<h2>Il ruolo di Guida suprema</h2>
<p>Il vero incarico a cui Raisi starebbe puntando è quello di<strong> Guida suprema</strong>. Khamenei ha superato gli 80 anni e non gode di buona salute, per cui nei prossimi quattro anni è molto probabile che venga nominato il suo successore. Secondo diversi analisti, a prendere il suo posto sarà proprio Raisi, che grazie all’incarico di presidente potrà aumentare la sua legittimità e la sua notorietà tanto tra la popolazione quanto nel fronte conservatore e religioso. Una volta raggiunta la carica di Guida suprema, Raisi potrebbe realmente cambiare il Paese e portare avanti un’agenda maggiormente <strong>conservatrice </strong>senza i limiti che la presidenza gli impone.</p>
<p>Nella visione di Khamenei, l’elezione a presidente di Raisi e la sua successione alle guida dell’Iran servirà anche a guidare la <strong>transizione</strong> dei poteri nel Paese da una generazione all’altra. Come scrive Nicola Pedde, l’elezione di giugno è probabilmente l’ultima in cui la prima generazione dei rivoluzionari che diedero vita alla Repubblica islamica avrà un ruolo decisivo nel processo politico del Paese. I centri di potere stanno via via passando nelle mani della seconda generazione, quella formatasi nei ranghi dei Pasdaran, ma bisogna considerare che la maggior parte degli elettori è costituita dai giovani nati nel dopoguerra e con aspettative e valori diversi dalle generazioni precedenti. A Raisi, secondo Khamenei, spetta quindi il compito di guidare questa delicata transizione una volta che il suo tempo alla guida del Paese sarà scaduto.</p>
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		<title>L&#8217;Iran in mano ai conservatori</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-iran-il-prossimo-parlamento-sara-in-mano-ai-conservatori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2020 17:49:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Iran 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-seggi-aperti-per-le-elezioni-del-Parlamento-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran elezioni" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-seggi-aperti-per-le-elezioni-del-Parlamento-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-seggi-aperti-per-le-elezioni-del-Parlamento-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-seggi-aperti-per-le-elezioni-del-Parlamento-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-seggi-aperti-per-le-elezioni-del-Parlamento-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I risultati che in questo fine settimana sono arrivati dall&#8217;Iran, hanno confermato in larga parte quanto previsto alla vigilia. I candidati conservatori infatti, hanno conquistato buona parte dei 290 seggi di cui è composto il parlamento e questo grazie soprattutto all&#8217;esclusione di molti candidati riformisti. Il voto nella Repubblica islamica, su cui aleggiava anche lo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-iran-il-prossimo-parlamento-sara-in-mano-ai-conservatori.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-seggi-aperti-per-le-elezioni-del-Parlamento-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran elezioni" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-seggi-aperti-per-le-elezioni-del-Parlamento-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-seggi-aperti-per-le-elezioni-del-Parlamento-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-seggi-aperti-per-le-elezioni-del-Parlamento-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-seggi-aperti-per-le-elezioni-del-Parlamento-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>I risultati che in questo fine settimana sono arrivati dall&#8217;<strong>Iran</strong>, hanno confermato in larga parte<a href="https://it.insideover.com/politica/guida-alle-elezioni-parlamentari-iraniane-ecco-cosa-c-e-da-sapere.html"> quanto previsto alla vigilia</a>. I candidati conservatori infatti, hanno conquistato buona parte dei 290 seggi di cui è composto il parlamento e questo grazie soprattutto all&#8217;esclusione di molti candidati riformisti. Il voto nella Repubblica islamica,<a href="https://it.insideover.com/societa/coronavirus-la-situazione-in-iran-potrebbe-essere-drammatica.html"> su cui aleggiava anche lo spettro dell&#8217;epidemia di coronavirus</a>, era il primo appuntamento politico importante dopo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucciso-il-generale-soleimani.html">l&#8217;uccisione del generale Qassem Soleimani</a> avvenuta a seguito di un raid americano a Baghdad lo scorso 3 gennaio. Ma se i risultati a favore dei conservatori erano ampiamente previsti, la vera incognita su cui si giocava questa tornata elettorale era rappresentata dal dato dell&#8217;<strong>affluenza</strong>. E, da questo punto di vista, le sorprese non sono mancate.</p>
<h2>Affluenza più bassa dal 1979</h2>
<p>Come spiegato nei giorni scorsi, la legge elettorale iraniana per il parlamento prevede un duro meccanismo selettivo per i candidati che vogliono correre per uno dei 290 seggi in palio. Ogni domanda infatti deve essere vagliata dal <strong>Consiglio dei Guardiani</strong>, i quali per accettarla o meno rispondono sia a criteri oggettivi riguardanti l&#8217;età ed il titolo di studio, ma anche ad elementi che riguardano la &#8220;reputazione&#8221; e la fedeltà alla Repubblica Islamica. Dopo l&#8217;uccisione di Soleimani, l&#8217;Iran ha iniziato ad intraprendere un percorso molto più conservatore dove i cosiddetti &#8220;<em>falchi</em>&#8220;, fautori di una politica più rigida nei confronti dell&#8217;occidente, hanno rafforzato la propria presa sulla politica. Le decisioni prese dal Consiglio dei Guardiani ne hanno rappresentato un&#8217;importante testimonianza: più della metà dei candidati vicini ai riformisti sono stati esclusi dalle elezioni. Dunque, era ben prevedibile una netta vittoria dei conservatori. Il vero problema era rappresentato invece dalla legittimazione popolare del nuovo parlamento nel caso di una bassa affluenza.</p>
<p><a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Iran-ai-conservatori-almeno-221-seggi-su-290-Affluenza-al-42-57-la-piu-bassa-dal-1979-6d7cd732-92c4-4000-a268-afdec51d403b.html?refresh_ce">Il dato definitivo si è attestato al 42.57%</a>, il più basso di sempre dalla nascita nel 1979 della Repubblica Islamica. Nella capitale Teheran soltanto un elettorale su cinque si è recato alle urne. La percentuale è molto bassa ma, al tempo stesso, secondo i conservatori non così tanto da delegittimare il nuovo parlamento. E dunque si è brindato ugualmente al successo, anche se non sono mancate accuse rivolte all&#8217;occidente per la campagna volta al boicottaggio del voto. La stessa Guida Suprema<strong> Ali Khamenei</strong>, ha tuonato contro la denigrazione del voto iraniano operata all&#8217;estero, che avrebbe influito sul dato definitivo dell&#8217;affluenza.</p>
<h2>Ai conservatori più dei due terzi del parlamento</h2>
<p>I risultati elettorali, come detto, erano invece più che preventivabili. Secondo gli ultimi dati, in buona parte definitivi, forniti dalle autorità di Teheran, almeno 217 seggi su 290 sono andati a candidati vicini ai conservatori. Il nuovo parlamento si presenta dunque molto più vicino alle istanze del clero e dei pasdaran, mentre sotto il profilo politico il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-hassan-rouhani.html">Hassan Rouhani</a> appare molto più isolato. Di fatto, il capo dell&#8217;esecutivo dovrà condividere il suo ultimo anno di mandato con un parlamento nettamente differente alla sua linea politica considerata più moderata e maggiormente vicina ai riformisti.</p>
<p>Importante l&#8217;affermazione personale di <strong>Mohammad Bagher Qalibaf</strong>: eletto a Teheran, sarò probabilmente lui il prossimo presidente del parlamento. Ma c&#8217;è chi scommette in una sua candidatura alla presidenza nelle elezioni del prossimo anno. Ex sindaco della capitale, nonché ex capo dell&#8217;aviazione dei Guardiani della rivoluzione, potrebbe essere lui l&#8217;uomo su cui i conservatori punteranno per tornare alla presidenza. In un clima contrassegnato dai timori per il coronavirus, si tornerò comunque al voto in alcuni collegi ad aprile per il secondo turno lì dove nessun candidato è andato oltre il 25%.</p>
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		<title>Guida alle elezioni parlamentari iraniane</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/guida-alle-elezioni-parlamentari-iraniane-ecco-cosa-c-e-da-sapere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2020 07:24:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="939" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Elezioni-in-Iran-La-Presse-e1582269894475.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni in Iran (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Elezioni-in-Iran-La-Presse-e1582269894475.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Elezioni-in-Iran-La-Presse-e1582269894475-300x147.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Elezioni-in-Iran-La-Presse-e1582269894475-768x376.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Elezioni-in-Iran-La-Presse-e1582269894475-1024x501.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Venerdì 58 milioni di iraniani saranno chiamati alle urne. In ballo ci sono i 290 seggi del Majlis, il parlamento monocamerale della Repubblica Islamica. Non si tratterà certamente di elezioni come le altre: appena poche settimane fa, l&#8217;Iran ha vissuto come momento di tragedia nazionale l&#8217;uccisione del generale Soleimani, raggiunto da un missile Usa nei pressi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/guida-alle-elezioni-parlamentari-iraniane-ecco-cosa-c-e-da-sapere.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/guida-alle-elezioni-parlamentari-iraniane-ecco-cosa-c-e-da-sapere.html">Guida alle elezioni parlamentari iraniane</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="939" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Elezioni-in-Iran-La-Presse-e1582269894475.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni in Iran (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Elezioni-in-Iran-La-Presse-e1582269894475.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Elezioni-in-Iran-La-Presse-e1582269894475-300x147.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Elezioni-in-Iran-La-Presse-e1582269894475-768x376.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Elezioni-in-Iran-La-Presse-e1582269894475-1024x501.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Venerdì 58 milioni di iraniani saranno chiamati alle urne. In ballo ci sono i 290 seggi del <em>Majlis</em>, il parlamento monocamerale della Repubblica Islamica. Non si tratterà certamente di elezioni come le altre: appena poche settimane fa, l&#8217;Iran ha vissuto come momento di tragedia nazionale<a href="https://it.insideover.com/guerra/ucciso-il-generale-soleimani.html"> l&#8217;uccisione del generale Soleimani</a>, raggiunto da un missile Usa nei pressi dell&#8217;aeroporto di Baghdad lo scorso 3 gennaio. Subito dopo l&#8217;ayatollah Khamenei, quella del generale era la figura più popolare del paese e la sua morte è stata considerata alla stregua di un attacco diretto a Teheran. Il clima dunque al momento del voto risulterà particolare ed influenzato da quanto accaduto ad inizio anno. Una situazione diversa invece da quella di quattro anni fa, quando invece l&#8217;Iran alla vigilia del voto del 2016 si accingeva a firmare il trattato sul nucleare con Usa ed Europa. Ed il clima in quell&#8217;occasione appariva molto più disteso, tanto a livello interno quanto nei rapporti con l&#8217;estero.</p>
<h2>La funzione del parlamento</h2>
<p>La camera che verrà eletta dal voto di venerdì, rappresenta l&#8217;<strong>organo legislativo</strong> della Repubblica Islamica. Ma la complessa architettura istituzionale iraniana installata dopo la rivoluzione khomeinista del 1979, rende il majlis leggermente differente dai parlamenti dei paesi occidentali. La Repubblica Islamica è infatti una <strong>teocrazia</strong>, in cui vige un articolato sistema contrassegnato dalla <strong>dicotomia</strong> tra istituzioni religiose ed istituzioni secolari. Tra queste ultime si trovano la presidenza della Repubblica, il governo e per l&#8217;appunto il parlamento, i quali però devono comunque sottostare ai dettami derivanti dalla Guida Suprema e dal Consiglio dei Guardiani, le due principali istituzioni religiose. Per cui il parlamento iraniano non ha, come accade in buona parte degli ordinamenti, un potere legislativo esclusivo. Le sue leggi, prima di entrare in vigore, devono essere esaminate dal <strong>Consiglio dei Guardiani</strong>, i cui membri sono nominati dalla Guida Suprema. La camera resta in carica per quattro anni, ai parlamentari spetta anche il compito di <strong>controllo</strong> dell&#8217;attività del governo e dei suoi ministri.</p>
<h2>La particolare legge elettorale</h2>
<p>Venerdì molto probabilmente non si conosceranno tutti i futuri 290 componenti del parlamento. Questo perché il sistema elettorale iraniano è maggioritario, in cui è previsto il ballottaggio se nessuno dei candidati supera il 25% al primo turno. Buona parte dei 196 collegi elettorali è uninominale, tuttavia esistono circoscrizioni plurinominali dove vale comunque sempre il sistema maggioritario. La legge elettorale dunque appare tutto sommato non così lontana da alcuni sistemi di voto di altre nazioni. Le norme però presentano peculiarità e particolarità nella fase di <strong>selezione</strong> dei candidati. Formalmente tutti gli iraniani dai 30 ai 75 anni possono concorrere per la conquista di uno dei 290 seggi del parlamento, ma la candidatura viene preventivamente sottoposta al vaglio dei Guardiani della rivoluzione. Per ottenere il via libera alla corsa elettorale, vengono valutati sia criteri oggettivi che relativi alla &#8220;<strong>reputazione</strong>&#8221; del cittadino. Tra i primi vi è il possesso della cittadinanza iraniana e di un titolo di studio che contempli almeno un diploma di scuole superiore. Tra i secondi invece, vi sono elementi quali quelli relativi all&#8217;essere un sostenitore della Repubblica islamica, essere un musulmano osservante ed avere, per l&#8217;appunto, una buona reputazione tra i concittadini.</p>
<h2>Quali sono gli schieramenti in corsa</h2>
<p>Tendenzialmente si è sempre suddivisa la politica iraniana post rivoluzione islamica in due principali fazioni: da un lato i <strong>conservatori</strong>, considerati più vicini al potere religioso, dall&#8217;altro invece i <strong>riformisti</strong>. Tuttavia questa dicotomia appare una mera semplificazione di un contesto invece molto più variegato. Questo perché in Iran non esistono i partiti politici vicini al modello occidentale. Esistono sì raggruppamenti, associazioni e movimenti che esprimono una propria posizione politica, ma risulta impossibile creare nette cesure tra i vari schieramenti che andranno a sedersi in parlamento. In poche parole, non esiste il concetto di &#8220;<em>maggioranza</em>&#8221; ed &#8220;<em>opposizione</em>&#8220;, è possibile semplicemente tracciare, valutando l&#8217;esito del voto, l&#8217;orientamento complessivo della futura aula parlamentare. Ed è su questo che, sia in occasione del voto legislativo che di quello presidenziale, si giocano le partite elettorali iraniane: capire cioè se la nuova governance è più vicina ad ambienti conservatori oppure riformisti.</p>
<p>Come detto, i primi sono coloro che esprimono posizioni più vicine alla Guida Suprema e, in generale, ai poteri religiosi. Inoltre, tra i conservatori vengono indicati coloro che portano avanti una visione dell&#8217;Iran in politica estera molto più dura, vocata ad una maggiore contrapposizione ai rivali storici della Repubblica Islamica. Dall&#8217;altro lato, i riformisti esprimono considerazioni politiche vicine a quegli ambienti più favorevoli ad alcune revisioni da attuare sia all&#8217;interno delle istituzioni che nel rapporto con la società. Tuttavia, anche nel lato dei riformisti non siedono oppositori alla Repubblica Islamica ed al sistema intaccato nel 1979. La forma di potere instauratasi con Khomeini non viene cioè messa in discussione.</p>
<h2>L&#8217;esclusione di molti candidati riformisti</h2>
<p>Il clima, come detto ad inizio articolo, in queste settimane di campagna elettorale è stato diverso rispetto a quello degli altri anni. L&#8217;uccisione di Soleimani ha dato maggiore spinta all&#8217;azione degli ambienti più conservatori. E questo lo si è potuto notare dal notevole numero di candidati riformisti respinti e che non potranno prendere parte alle elezioni. Più della metà delle candidature è stata rigettata, tra queste la gran parte hanno riguardato esponenti considerati riformisti. Inoltre, sono stati esclusi dal voto anche 80 parlamentari uscenti. L&#8217;esito delle elezioni di venerdì dunque, potrebbe portare a certificare una nuova camera quasi interamente in mano ai gruppi conservatori.</p>
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		<title>Come può cambiare l&#8217;Iran dopo la morte di Soleimani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-cambia-dopo-morte-soleimani-parlamento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2020 17:22:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="912" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-Khamenei-studenti-La-Presse-e1581268936640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran Ali Khamenei" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-Khamenei-studenti-La-Presse-e1581268936640.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-Khamenei-studenti-La-Presse-e1581268936640-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-Khamenei-studenti-La-Presse-e1581268936640-768x365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-Khamenei-studenti-La-Presse-e1581268936640-1024x486.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ogni qualvolta si vota in Iran, gli occhi del medio oriente e della comunità internazionale si indirizzano verso Teheran per comprendere quale andazzo prenderà la Repubblica islamica negli anni a venire. Le elezioni del prossimo 21 febbraio, non saranno certo come le altre: si tratta infatti della prima chiamata al voto dopo l&#8217;uccisione del generale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-cambia-dopo-morte-soleimani-parlamento.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="912" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-Khamenei-studenti-La-Presse-e1581268936640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran Ali Khamenei" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-Khamenei-studenti-La-Presse-e1581268936640.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-Khamenei-studenti-La-Presse-e1581268936640-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-Khamenei-studenti-La-Presse-e1581268936640-768x365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iran-Khamenei-studenti-La-Presse-e1581268936640-1024x486.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ogni qualvolta si vota in Iran, gli occhi del medio oriente e della comunità internazionale si indirizzano verso Teheran per comprendere quale andazzo prenderà la Repubblica islamica negli anni a venire. Le elezioni del prossimo 21 febbraio, non saranno certo come le altre: si tratta infatti della prima chiamata al voto dopo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucciso-il-generale-soleimani.html">l&#8217;uccisione del generale Qassem Soleimani</a>, avvenuta con un raid Usa attuato a Baghdad lo scorso 3 gennaio. Gli elettori iraniani dovranno rinnovare il <strong>parlamento</strong> e le consultazioni potrebbero rappresentare un doppio test: da un lato, capire l&#8217;andamento del paese ad un mese e mezzo dalla morte della figura simbolo della politica iraniana degli ultimi anni, dall&#8217;altro verificare la tenuta del sistema politico ad un anno dalle elezioni presidenziali.</p>
<h2>Esclusi molti candidati riformisti</h2>
<p>Il rischio principale descritto da diversi analisti nelle ultime settimane, è che la morte di Soleimani possa aver ridato molta forza ai conservatori ed ai cosiddetti &#8220;falchi&#8221; del sistema iraniano. Anche perché la fine tragica ed improvvisa del generale, è arrivata al culmine di un periodo caratterizzato anche dalla fine dell&#8217;accordo sul nucleare. Quest&#8217;ultimo è sempre stato visto come la punta di diamante della politica del presidente <strong>Hassan Rouhani</strong>, il quale viene considerato un riformista. Con la firma dell&#8217;accordo avvenuta nel 2016, in Iran si era instaurato un clima di grande speranza: fine delle sanzioni e fine delle ristrettezze economiche erano gli elementi che buona parte della popolazione si aspettava dopo quelle intese. Il clima adesso è completamente diverso: il presidente Usa <strong>Donald Trump</strong> ha stracciato quell&#8217;accordo, le sanzioni sono molto più aspre, il governo ha dovuto aumentare il prezzo della benzina per trovare i soldi necessari a dare sovvenzioni ai più poveri e, per l&#8217;appunto, il generale simbolo del paese è stato ucciso.</p>
<p>Impossibile quindi non immaginare un&#8217;avanzata dei candidati più <strong>conservatori</strong>, attorno ai quali si è stretto nelle ultime settimane il sostegno di quella fascia della popolazione che avverte la sensazione di essere sotto attacco. Ma già prima di queste elezioni, è possibile rintracciare un Iran più orientato verso i falchi. Infatti, ha destato scalpore la notizia che buona parte dei candidati considerati riformisti è stata esclusa dalla corsa elettorale. Così come scritto su <em>La Stampa</em>, su 627 persone iscritte nelle liste più vicine ai riformisti, solo in 44 sono riusciti ad accedere alla possibilità di candidarsi. Dal parlamento uscente, 90 deputati sono stati esclusi. Segno di come nelle sfere più alte del consiglio dei guardiani l&#8217;ala più conservatrice è riuscita a prevalere e ad imporre la propria linea.</p>
<h2>Un test in vista delle presidenziali</h2>
<p>Con il voto del prossimo 21 febbraio, l&#8217;Iran entrerà in una fase politica molto delicata. Nel complesso sistema istituzionale inaugurato dopo la rivoluzione khomeinista del 1979, il parlamento ha funzione di controllo del governo ed approva anche la scelta dei ministri. Un organo legislativo più conservatore, potrebbe certamente mettere in difficoltà l&#8217;attuale presidente Rouhani. Tuttavia, le elezioni parlamentari hanno una valenza più importante in ottica futura: esse infatti rappresentano un testo importante in vista delle <strong>presidenziali</strong> del 2021. Dodici mesi in cui l&#8217;architettura politica dell&#8217;Iran potrebbe subire importanti scosse.</p>
<p>Peraltro, il prossimo anno l&#8217;attuale presidente non potrà ricandidarsi per via del limite dei due mandati consecutivi. Dunque, in seno al palazzo presidenziale dovrà giocoforza esserci un passaggio di consegne. L&#8217;andamento non solo del voto del prossimo 21 febbraio, ma di tutte le dinamiche associate a questa infuocata viglia elettorale, potrebbe essere decisivo per i passi che sia i riformisti che i conservatori effettueranno per presentare i futuri candidati alla carica di presidente. Il braccio di ferro tra falchi e colombe, in poche parole, è iniziato già da oggi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-cambia-dopo-morte-soleimani-parlamento.html">Come può cambiare l&#8217;Iran dopo la morte di Soleimani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L’ansia di Teheran per le elezioni 2020</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-teheran-per-le-elezioni-2020.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2019 11:22:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="859" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Rouhani-Teheran-Iran-La-Presse-e1577100136468.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran elezioni" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Rouhani-Teheran-Iran-La-Presse-e1577100136468.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Rouhani-Teheran-Iran-La-Presse-e1577100136468-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Rouhani-Teheran-Iran-La-Presse-e1577100136468-768x344.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Rouhani-Teheran-Iran-La-Presse-e1577100136468-1024x458.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel mondo sono numerosi i Paesi ad attendere una tornata elettorale nel 2020. Fra questi c’è anche l’Iran che il 21 febbraio 2020 dovrà scegliere i propri rappresentanti: i candidati concorreranno in 207 collegi per aggiudicarsi uno dei 290 seggi in parlamento. Le elezioni sono state a lungo utilizzate dalla leadership iraniana come strumento per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-teheran-per-le-elezioni-2020.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="859" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Rouhani-Teheran-Iran-La-Presse-e1577100136468.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran elezioni" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Rouhani-Teheran-Iran-La-Presse-e1577100136468.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Rouhani-Teheran-Iran-La-Presse-e1577100136468-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Rouhani-Teheran-Iran-La-Presse-e1577100136468-768x344.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Rouhani-Teheran-Iran-La-Presse-e1577100136468-1024x458.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel mondo sono numerosi i Paesi ad attendere una tornata elettorale nel 2020. Fra questi c’è anche l’Iran che il <strong>21 febbraio 2020</strong> dovrà scegliere i propri rappresentanti: i candidati concorreranno in 207 collegi per aggiudicarsi uno dei 290 seggi in parlamento. Le elezioni sono state a lungo utilizzate dalla leadership iraniana come strumento per costringere le élite ad un <em>tour de force</em> per dimostrare la loro lealtà al regime e creare l&#8217;illusione della legittimazione democratica dal basso. Questa volta, però, la tornata elettorale è ben più complessa: l’obiettivo è mostrare agli avversari politici in patria e ai nemici all&#8217;estero che il risultato rappresenta effettivamente la volontà del popolo iraniano. Il Paese, colpito duramente dalle sanzioni americane, deve affrontare l’ondata di malcontento che è esplosa lo scorso novembre e che vede protagonisti <strong>operai e giovani</strong>: è proprio questa la fascia di iraniani che chiede che la classe religiosa che regge il paese dal 1979 si ritiri dalla scena politica.</p>
<h2>Lo spauracchio della bassa affluenza alle urne</h2>
<p>Se Teheran ha risposto duramente alle rivolte di piazza, reprimendole nel sangue, c’è qualcosa che spaventa ancora di più l’establishment: il <strong>boicottaggio del voto</strong>. Una forma di protesta difficile da poter controllare e che, conquistando sempre più consensi, farebbe prevedere un’affluenza molto bassa alle urne. In una fase in cui il paese <a href="https://it.insideover.com/politica/teheran-futura-regina-del-medio-oriente.html">si candida a potenza leader del Medioriente</a>, fiaccata economicamente dalle sanzioni, uscire da un turno di elezioni con un’alta affluenza è fra i <em>desiderata</em> del regime teocratico di Teheran. Di fronte alle continue proteste, una scarsa affluenza alle elezioni renderebbe infatti impossibile al regime mantenere viva la sua pretesa di legittimità. Oppure, per assurdo, potrebbe verificarsi anche la situazione opposta: poiché <strong>Hassan Rouhani</strong>, presidente dal 2013, sta perdendo tutti i voti dei riformisti, il boicottaggio delle urne rischia di far vincere gli ultraconservatori nel 2020 ma anche alle Presidenziali del 2021.</p>
<p>Ma stando alle analisi dall&#8217;interno, in Iran non vi sarebbe nulla di cui preoccuparsi. Secondo il <a href="https://www.tehrantimes.com/news/443261/Huge-turnout-at-Feb-polls-would-strengthen-national-security"><em>Tehran Times</em></a>, una delle voci più autorevoli del paese, numerosi esponenti politici sono fiduciosi circa il risultato di febbraio. Tra questi <strong>Amir-Hossein Ghazizadeh Hashemi</strong>, rappresentante del distretto elettorale di Mashhad e Kalat al Parlamento, che ha previsto un&#8217;affluenza “calda” e “forte” e che “poiché l&#8217;establishment è democratico, derivante dai voti delle persone, la partecipazione del popolo contribuirà ad aumentare il suo potere e migliorerà anche la sicurezza nazionale”. A riprova della democraticità del processo, la stampa iraniana fedelissima al regime, fa inoltre sapere che di tutte le candidature pervenute dall&#8217;inizio di Dicembre, ne sono state respinte soltanto un 8% per diverse ragioni: servizio militare, precedenti con la polizia, la magistratura, gli organi di intelligence; i candidati dovrebbero essere poi confermati dal Consiglio dei Guardiani, prima di poter ufficialmente correre per un seggio in parlamento.</p>
<h2>Lo stratagemma dei giovani</h2>
<p>Ma se i candidati continuano ad appartenere alla vecchia guarda a guida del Paese da 40 anni, come farà l’Iran a convincere i cittadini a recarsi alle urne? Reclutando <strong>elettori fantoccio</strong> nel ginepraio di milizie legate alle Guardie della Rivoluzione, oppure optando per la <strong>candidatura di giovani esponenti meno noti del regime</strong>: il loro volto da outsider ridurrebbe il sospetto che si tratti della solita compagine governativa, mentre la giovane età è un ottimo specchietto per le allodole per attirare i giovani sotto i 30 anni alle urne, illudendoli di votare per una classe di coetanei preparati e pronti. Secondo quanto riportato dal Al Jazeera, ciò troverebbe conferma nel fatto che il primo dicembre scorso il Consiglio di coalizione dei sostenitori della rivoluzione avrebbe chiesto ai suoi giovani militanti di registrarsi come candidati alle elezioni del 2020. Il generale Mohammad Qalibaf, ex comandante dell&#8217;Irgc ed ex sindaco di Teheran, avrebbe anche incoraggiato i suoi giovani sostenitori a candidarsi. Molti dei suoi giovani protetti, prontamente, hanno risposto rapidamente alla sua chiamata. L&#8217;idea di questo lifting elettorale sembrerebbe provenire dallo stesso leader supremo dell&#8217;Iran, l&#8217;<strong>Ayatollah Khamenei</strong>. A febbraio, Khamenei ha pubblicato un nuovo manifesto, intitolato <a href="http://english.khamenei.ir/news/6415/The-Second-Phase-of-the-Revolution-Statement-addressed-to-the"><em>The Second Phase of the Revolution</em></a> nel quale ha posto la &#8220;gioventù rivoluzionaria&#8221; al centro della sua visione per il futuro della Repubblica islamica. Quello che maggiormente preoccupa il regime di Teheran è <strong>lo scollamento delle classi inferiori dal regime</strong>. Immediatamente dopo i fatti del 1979, infatti, furono le élites occidentalizzate e le classi economicamente elevate a distaccarsi dal regime repressivo di Khomeini che, invece, godeva dell’appoggio fedele della classe operaia e dei ceti meno abbienti. In questa fase è in atto una slegatura di questi gruppi che, vivendo sulla propria pelle alcuni rincari come quello dei carburanti e le restrizioni derivanti dalle sanzioni internazionali, non vedono più al regime teocratico come al supremo difensore dei propri interessi.</p>
<h2>A proposito di giovani…</h2>
<p>A dimostrazione del fatto che la campagna elettorale sia ufficialmente iniziata, una serie di stratagemmi rocamboleschi e di sottili strategie. Una di queste perseguite proprio da un giovane, <strong>Mohammad-Javad Azari Jahromi</strong>, il più giovane ministro di gabinetto della Repubblica islamica, a seguito di una valanga di critiche da parte del pubblico iraniano a seguito del blackout di internet. Irritati dalla repressione, molti iraniani hanno &#8220;punito&#8221; Jahromi bloccandolo su Twitter. Imperterrito, il trentottenne energico ministro ha diffuso un video che mostrava il servizio postale iraniano che <a href="http://emd-drupal-production-copy.s3.amazonaws.com/media/video.mp4">consegnava un pacchetto al Ministero delle informazioni con un drone</a>: un’abile strategia di propaganda che molto dice sulle sfide che la Repubblica islamica deve affrontare. Nonostante la giovane età, Jahromi appartiene a quella classe di tecnocrati che ha fallito nel saper interpretare i cambiamenti dell’Iran e nel gestire problemi strutturali come l’alta inflazione. Di fronte a una miriade di pressioni economiche, tra cui le sanzioni, la politica di resistenza dell&#8217;Iran colpisce ma l’orlo del baratro è vicino: l&#8217;Iran fallisce ripetutamente nel realizzare sviluppo economico. Dall&#8217;inizio della Rivoluzione fino ad oggi ogni governo iraniano ha cercato di avere una strategia economica, di sicurezza e di difesa ma senza creare mai ottimismo per il futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-teheran-per-le-elezioni-2020.html">L’ansia di Teheran per le elezioni 2020</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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