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	<title>Elezioni in Gran Bretagna Archives - InsideOver</title>
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	<title>Elezioni in Gran Bretagna Archives - InsideOver</title>
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		<title>Gran Bretagna: Starmer e i laburisti banchettano tra le macerie dei conservatori</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gran-bretagna-starmer-e-i-laburisti-banchettano-tra-le-macerie-dei-conservatori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2024 07:05:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Conservatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="862" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Keir-Starmer-Laburisti-Getty-e1586086636656.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Keir Starmer (Getty)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Keir-Starmer-Laburisti-Getty-e1586086636656.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Keir-Starmer-Laburisti-Getty-e1586086636656-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Keir-Starmer-Laburisti-Getty-e1586086636656-768x441.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Keir-Starmer-Laburisti-Getty-e1586086636656-1024x588.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Vittoria laburista alle elezioni, il tonfo dei conservatori ha consegnato il governo al centrista Keir Starmer.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="862" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Keir-Starmer-Laburisti-Getty-e1586086636656.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Keir Starmer (Getty)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Keir-Starmer-Laburisti-Getty-e1586086636656.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Keir-Starmer-Laburisti-Getty-e1586086636656-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Keir-Starmer-Laburisti-Getty-e1586086636656-768x441.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Keir-Starmer-Laburisti-Getty-e1586086636656-1024x588.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sondaggi ed exit poll per una volta hanno preso in pieno i risultati reali: <strong>i laburisti hanno vinto in Gran Bretagna</strong> e, soprattutto, hanno ottenuto una maggioranza schiacciante in parlamento. Tutto come previsto, tutto come preventivato alla vigilia: dopo 14 anni di governo con diversi leader e premier, <a href="https://it.insideover.com/politica/profili-da-salvatore-del-regno-a-capro-espiatorio-il-calvario-politico-di-rishi-sunak.html">i &#8220;<em>Tory</em>&#8221; devono alzare bandiera bianca e tornare tra i banchi dell&#8217;opposizione. </a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Labour Party is set to win a UK general election landslide with a majority of 170, according to an exit poll for the BBC, ITV and Sky<br><br>Follow <a href="https://twitter.com/hashtag/BBCElection?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#BBCElection</a> live: <a href="https://t.co/h6HN8qnX74">https://t.co/h6HN8qnX74</a> <a href="https://t.co/mY9ewPiM1u">pic.twitter.com/mY9ewPiM1u</a></p>&mdash; BBC Breaking News (@BBCBreaking) <a href="https://twitter.com/BBCBreaking/status/1808972130425393216?ref_src=twsrc%5Etfw">July 4, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>E sono proprio loro i veri sconfitti, coloro che sono stati bocciati senza alcun appello dagli elettori d&#8217;oltremanica. La perdita di seggi e di voti sul campo è lampante ed evidente e non basta nemmeno l&#8217;avanzata (ma non lo sfondamento) del nuovo partito di <strong>Nigel Farage </strong>per giustificare la disaffezione dell&#8217;elettorato verso il partito che ha governato a Londra negli ultimi tre lustri. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le grandi città tornano &#8220;rosse&#8221;</h2>



<p>Il voto britannico segna quindi un paradosso: a far parlare maggiormente non sono i vincitori, ma gli sconfitti. I laburisti infatti, rispetto alle consultazioni del 2019, hanno guadagnato appena un punto percentuale nelle preferenze. Quattro anni fa, quando il partito era guidato da Corbyn ed era più orientato verso sinistra, i labour avevano ottenuto il 32.2% dei consensi. Oggi, secondo gli ultimi dati della Bbc, la nuova formazione di governo è stata scelta dal 34% degli elettori andati alle urne. </p>



<p>La vera differenza dunque è stata fatta dal <strong>tonfo dei conservatori.</strong> Cinque anni fa, con i Tory ancora in mano all&#8217;uscente (e successivamente rientrante) premier Boris Johnson, la formazione aveva ottenuto il 43.6% dei voti. Oggi invece, lo storico partito del centrodestra britannico non è andato oltre il 23.6%. Quasi venti punti in meno, per una bocciatura che potrebbe avere una portata storica, ovviamente in negativo.</p>



<p>Ma le percentuali, per via del sistema elettorale nel Regno Unito, contano fino a un certo punto. Il sistema maggioritario caratterizzato da 650 seggi uninominali, dove vince chi ottiene anche un solo voto in più rispetto agli avversari, costringe a guardare ai risultati in ogni singolo collegio. L&#8217;indietreggiamento evidente dei conservatori ha permesso ai laburisti di guadagnare 210 seggi in più rispetto al 2019, nonostante un consenso rimasto pressoché inalterato.</p>



<p>La differenza è stata fatta soprattutto nei<strong> collegi delle grandi città</strong>: le aree metropolitane di Londra, Manchester, Liverpool, Newcastle, sono interamente colorate di rosso. Il blu dei conservatori, nella mappa elettorale britannica, è presente solo nelle zone più periferiche e questo sta permettendo ai Tory di presentarsi nella prossima legislatura comunque come secondo partito, con almeno 118 deputati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Adesso tocca a Starmer</h2>



<p>Con lo spoglio oramai quasi completo e i risultati consolidati, il voto può essere archiviato. Ora è tempo di vedere ai nuovi equilibri politici. Con i laburisti in grado di andare ben oltre i 325 seggi necessari per la maggioranza assoluta, sarà il leader <strong>Keir Starmer</strong> ad assumere la guida del Governo. Tra pochi giorni, dopo le formali discussioni con il Sovrano, sarà tempo di passaggio di testimone al numero 10 di Downin Street.</p>



<p>L&#8217;uscente <strong>Rishi Sunak</strong>, il quale ha giocato il tutto e per tutto in una campagna elettorale che si preannunciava difficile, dovrà dare le chiavi della residenza del premier al numero uno dei labour. Quest&#8217;ultimo ha già un soprannome: a Londra viene identificato con l&#8217;appellativo di &#8220;Nuovo Tony Blair&#8221;. Centrista, proprio come l&#8217;ex premier e ideatore del New Labour, moderato e distante quindi dal predecessore Corbyn, su Starmer si concentreranno tra non molto i riflettori per comprendere le sue prime mosse sui dossier più delicati: Ucraina, Medio Oriente e rapporti con l&#8217;Ue su tutti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non sfonda Nigel Farage</h2>



<p>C&#8217;era molta attenzione anche sul nuovo soggetto politico di <strong>Farage</strong>, l&#8217;ex numero uno dell&#8217;Ukip e a capo di Reform Uk. Piazzato più a destra dei Tory, il principale fautore della Brexit prometteva di insidiare il primato conservatore all&#8217;interno del centrodestra. Reform ha effettivamente sforato la soglia del 10%, cogliendo il 14% delle preferenze, ma ha vinto in 4 collegi e dunque avrà pochi rappresentanti nel nuovo parlamento.</p>



<p>Tra questi ci sarà comunque lo stesso Farage e si tratterà del suo primo ingresso nella Camera dei Comuni, dopo almeno otto tentativi. Il terzo partito, a livello di seggi conquistati, sarà ancora una volta il Liberademocratico: saranno 71 i deputati che rappresenteranno la formazione centrista in parlamento. </p>
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		<title>Liz Truss lascia: cosa accade adesso nel Regno Unito</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lizz-truss-lascia-cosa-accade-adesso-nel-regno-unito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2022 15:23:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni nel Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[Laburisti]]></category>
		<category><![CDATA[politica regno unito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1244" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-1536x996.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-2048x1327.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Downing Street is falling down, too. Dopo solo 45 giorni di governo Liz Truss rinuncia alla guida del Regno Unito, contribuendo a ingigantire la tempesta che sta soffiando su Londra e sui Conservatori, in un Regno che appare sempre più sul viale del tramonto. Prima di lei, il record era stato di George Cunning (1770-1827), &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lizz-truss-lascia-cosa-accade-adesso-nel-regno-unito.html">[...]</a></p>
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<p><em>Downing Street is falling down, too</em>. Dopo solo 45 giorni di governo <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/truss-getta-spugna-lascia-tory-e-governo-2077497.html"><strong>Liz Truss </strong>rinuncia alla guida del Regno Unito</a>, contribuendo a ingigantire la tempesta che sta soffiando su Londra e sui Conservatori, in un <a href="https://insideover.ilgiornale.it/societa/il-regno-unito-sul-viale-del-tramonto.html">Regno che appare sempre più sul viale del tramonto</a>. Prima di lei, il record era stato di George Cunning (1770-1827), morto a quattro mesi dalla nomina, e del suo successore, Frederick John Robinson, rimasto al potere per 144 giorni. In queste sei settimane, il terremoto scatenato dalla sua permanenza a Downing Street, sia dal punto di vista politico che economico, è stato tale da trasformarsi in una valanga che l&#8217;ha investita a una velocità mai vista prima nel Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caos delle ultime ore</h2>



<p>La mattinata si era aperta con la cronaca della lunga agonia del <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-liz-truss-il-nuovo-premier-britannico.html">breve governo Truss</a>, vittima delle accuse che la ministra dell&#8217;Interno <strong>Suella Braverman</strong> le aveva rivolto dopo essere stata sostituita per aver condiviso documenti riservati sull&#8217;immigrazione, e la bocciatura parlamentare, col voto di molti Tory, dei piani governativi di <em><strong>fracking</strong></em>, l&#8217;estrazione di idrocarburi dalle profondità terrestri mediante lo sbriciolamento degli strati geologici; i deputati hanno perfino impedito alla premier di votare, bloccandola nei corridoi di Westminster. </p>



<p>Insomma, benché Downing Street dopo la votazione avesse smentito le voci di dimissioni della capogruppo Wendy Morton, rivelatasi incapace di mantenere la disciplina dei parlamentari, il partito ha iniziato ad annaspare. Anche perché al posto della Braverman, Truss, suscitando lo sdegno dei pochi sostenitori interni che le erano rimasti, aveva insediato non un appartenente alla stessa corrente, ma un uomo vicino a Rishi Sunak, esponente della sinistra Tory che fu il suo competitore nella corsa per la leadership.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa accade dopo le dimissioni di Truss</h2>



<p>La ormai ex premier ha reso noto che le elezioni per scegliere il suo successore alla guida del partito Conservatore, e quindi del governo britannico, si terranno <strong>entro la prossima settimana</strong>, come ha concordato con il Presidente del Comitato 1922 (il potente organismo di vertice dei Tory) <strong>Sir Graham Brady</strong>, che ha incontrato questa mattina.</p>



<p>Truss ha anche precisato che rimarrà premier fino a che non sarà scelto un successore. Sir Brady ha assicurato che sarà eletto <strong>un nuovo leader conservatore entro il 28 ottobre</strong> e dunque ci sarà <strong>un nuovo premier il 31 ottobre</strong>, giorno in cui è prevista la presentazione della manovra da parte del Cancelliere dello Scacchiere, Jeremy Hunt. Incontrando i giornalisti subito dopo le dimissioni di Truss, Brady ha anche illustrato le regole su come il partito conservatore sceglierà il suo prossimo leader e ha confermato che si sfideranno due candidati. &#8220;Ci saranno due candidati a meno che non si presenti uno solo&#8221;, ha dichiarato lapidario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Si apre la corsa nei Tory</h2>



<p>A testimonianza della grande crisi e del caos che regna fra i conservatori, la proposta dell’ex premier britannico <strong>Boris Johnson</strong>, che intende partecipare alla corsa per sostituire Truss. Lo ha reso noto il quotidiano <em>The Times</em>, secondo cui Johnson riterrebbe la questione &#8220;di interesse nazionale&#8221; e si vorrebbe dunque proporre come successore anche alla guida del Regno Unito. Johnson, che ha lasciato l&#8217;incarico solo a inizio settembre, sarebbe convinto di poter invertire la crisi del partito. </p>



<p>Tuttavia, le previsioni sembrano escludere il BoJo bis. L&#8217;ex cancelliere <strong>Rishi Sunak</strong> è il favorito per diventare il nuovo premier britannico: lo riporta <em>Sky News </em>citando i <em>bookmaker </em>e in particolare la piattaforma britannica <em>Betfair</em>, secondo la quale Sunak è dato 11/10. Segue Penny Mordaunt data 7/2 e Ben Wallace a 8/1. Le probabilità che Jeremy Hunt possa diventare il nuovo premier sono date 9/1, ma lui ha già detto che non si candiderà per il ruolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I laburisti chiedono nuove elezioni</h2>



<p>La prassi del rimpasto sembra però aver esaurito le sue potenzialità e da più parti si invocano nuove elezioni.</p>



<p>A insorgere, innanzitutto, alcune porzioni del Paese: i primi ministri della Scozia e del Galles, <strong><a href="https://twitter.com/NicolaSturgeon/status/1582802070867886080">Nicola Sturgeon</a></strong> e Mark Drakeford, chiedono nuove elezioni. Per la scozzese Sturgeon, &#8220;non ci sono parole&#8221; per descrivere adeguatamente la situazione. &#8220;È oltre l&#8217;iperbole e la parodia. La realtà è che il prezzo lo paga la gente comune&#8221;, ha scritto su <em>Twitter</em>, aggiungendo che la convocazione di elezioni è ora &#8220;un imperativo democratico&#8221;. Concorda sul fatto che le elezioni generali sono l&#8217;unica via per mettere fine alla paralisi il gallese Drakeford, parlando di &#8220;fallimento totale del governo di cui ognuno nel paese dovrà pagare il prezzo&#8221;.</p>



<p>Se da un lato la crisi in corso a Londra rischia di gettare benzina sul fuoco delle spinte localiste, risulta <strong>una ghiotta occasione per i Laburisti</strong>: finiti in una crisi profonda senza via uscita, che gli avrebbe a lungo negato Downing Street, ora intravedono l’opportunità storica di salvare il Paese sull’orlo di una crisi di nervi. La magra performance degli avversari, unita alla <strong>svolta centrista</strong> degli ultimi mesi, portano il loro leader <strong>Keir Starmer</strong> in vantaggio di oltre trenta punti sui conservatori.</p>



<p>La crisi politica in corso in Regno Unito non è solo una telenovela ai vertici del Partito conservatore ma &#8220;un danno enorme all&#8217;economia e alla reputazione&#8221; del Paese, ha commentato quest’ultimo circa le dimissioni. &#8220;I cittadini stanno pagando prezzi più salati, mutui più elevati&#8221;. &#8220;Non può esserci un&#8217;altra porta girevole in questo caos, non ci può essere un altro esperimento ai vertici dei conservatori&#8221;, ha proseguito Starmer, secondo cui l&#8217;alternativa è un governo laborista stabile. Stessa richiesta è arrivata su Twitter dal leader dei Lib-Dem, Ed Davey. &#8220;Non abbiamo bisogno di un altro primo ministro conservatore che barcolli da una crisi all&#8217;altra. Abbiamo bisogno di un&#8217;elezione generale ora e dei conservatori fuori dal potere&#8221;, ha sostenuto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La scommessa di Keir Starmer</h2>



<p>Appare in grande spolvero il leader <em>labour</em>, che poche ore prima delle dimissioni aveva dato tempo fino a Natale per la &#8220;<em>Truss exit</em>&#8220;. “Stanno scrivendo un libro sul mandato del primo ministro. Sarà fuori entro Natale. E&#8217; la data di uscita o il titolo?&#8221;. Con questa battuta Starmer, ha preso la parola alla Camera dei Comuni, riunita per il <em>question time</em>, dando il via a un serrato duello verbale con la premier, che lo ha attaccato a sua volta per l&#8217;incapacità di <strong>tenere a freno i sindacati</strong>, pronti a nuovi scioperi dei trasporti.</p>



<p>Nei laburisti, l&#8217;amministrazione Starmer pare dare i suoi frutti, <a href="https://youtu.be/ywGjuqt_v_M">volando nei sondaggi</a> rispetto ai conservatori, che governano ininterrottamente dal 2010. Percentuali così il <em>Labour Party</em> non le vedeva dal 2001 quando al governo c’era <strong>Tony Blair</strong>, l’ultimo leader laburista a vincere le elezioni nel Regno Unito, addirittura per tre volte di fila: nel 1997, 2001 e 2005. Si dichiara pronto a governare annunciando la <strong>svolta centrista </strong>su cambiamento climatico, crescita e responsabilità economica profetizzando un “momento laburista”. Classe 1962, già capo della Procura della Corona, deputato dal 2015, <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/il-piano-di-starmer-per-salvare-i-laburisti.html">Starmer, da sempre dichiaratosi socialista, ha preso il posto di <strong>Jeremy Corbyn</strong> successivamente alla <em>débâcle</em> elettorale del dicembre 2019</a>. </p>



<p>A lui il compito di guidare l’opposizione al governo tory ma anche quello di recuperare il rapporto con i sostenitori tradizionali del partito. La svolta centrista serve soprattutto a ripulire l’immagine del partito, affetto dagli scivoloni e dalla sterzata radicale impressa dal divisivo Corbyn: in molti osservatori avevano profetizzato che se il successore di quest’ultimo non fosse riuscito a cancellare gli errori degli ultimi cinque anni, il partito avrebbe rischiato di non vincere più un’elezione generale. </p>



<p>Starmer ora punta innanzitutto a evitare un nuovo rimpasto e andare al voto: promette di risolvere il problema dell’inflazione e soprattutto di creare posti di lavoro, puntando sulla formazione, lo sviluppo della tecnologia e i servizi per il cittadino, a partire dalla <strong>sanità</strong>. Riforme e investimenti saranno il suo mantra. Ma c’è da scommettere che una buona parte della sua campagna elettorale sarà all’insegna dello “<strong>spirito del ‘97</strong>”. Basterà?</p>
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		<title>Paradise lost: la crisi di identità britannica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/paradise-lost-la-crisi-di-identita-britannica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2022 16:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Laburisti]]></category>
		<category><![CDATA[politica regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[Tories]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1190" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-1024x635.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-768x476.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-1536x952.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-2048x1269.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ore difficili per i sudditi di Sua Maestà alle prese con una serie di dossier di non facile risoluzione. Il ciclone che ha travolto Boris Johnson è la ciliegina sulla torta per un Paese che, a dispetto di una tempra secolare, sembra ormai essere privo della resilienza imperiale di un tempo nonostante, come qualcuno ribadì &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/paradise-lost-la-crisi-di-identita-britannica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1190" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-1024x635.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-768x476.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-1536x952.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-2048x1269.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ore difficili per i sudditi di Sua Maestà alle prese con una serie di dossier di non facile risoluzione. Il ciclone che ha travolto <a href="https://it.insideover.com/politica/golpe-in-arrivo-contro-johnson-le-tappe-della-crisi-del-premier.html"><strong>Boris Johnson</strong></a> è la ciliegina sulla torta per un Paese che, a dispetto di una tempra secolare, sembra ormai essere privo della resilienza imperiale di un tempo nonostante, come qualcuno ribadì tempo fa ,“<em>in our mind everything is totally connected with UK</em>”. Ma la Gran Bretagna, al netto del suo ruolo politico ed economico, sembra destinata a perdere mordente, un paradiso perduto che stenta a ritrovarsi.</p>
<h2>La caduta di Johnson e la crisi dei laburisti</h2>
<p>Le dimissioni non sono arrivate dal nulla: Johnson stava già perdendo il sostegno del suo partito, sopravvissuto per un pelo a un voto di fiducia all&#8217;inizio di giugno. Solo due settimane dopo, le cose sembravano ancora peggiorare, dopo aver perso due elezioni suppletive in circoscrizioni presumibilmente sicure. Lo scandalo Pincher non è di per sé il motore unico di questa spirale, ma è segno di quanto <em>mala tempora currunt</em>. Si tratta di una crisi ben più ampia, interna ai <strong><em>Tories</em></strong>, che nemmeno il loro leader ha saputo soppesare: nel suo <em>farewell address</em>, Johnson ha cercato di presentarsi come un primo ministro di successo, abbattuto dai capricci del suo partito che ha seguito l’ &#8220;istinto di gregge&#8221;, termine che continua a non portargli buona sorte.</p>
<p>Dall’altra parte ci sono i laburisti di quel <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-di-starmer-per-salvare-i-laburisti.html"><strong>Keir Starmer</strong></a> a cui viene affidata una missione storica, ma che di certo non è <strong>Tony Blair</strong>, nè in fatto di <em>vision</em> tantomeno in termini di carisma. E sebbene sia complesso edulcorare i disastri compiuti da <strong>Jeremy Corbin</strong>, secondo Ipsos Mori ben 4 laburisti su 10 sostengono di non avere ben chiare le sue posizioni e la sua visione per il futuro del Paese. Il 53% dell’elettorato confermerebbe questa tendenza interna: Starmer appare evanescente, ambiguo, pertanto incapace-per ora-di utilizzare a suo vantaggio lo sgambetto che la sorte ha tirato al suo avversario.</p>
<h2>La disunione del Regno</h2>
<p>La crisi interna ai principali due partiti, è solo una degli indicatori di questa generale decadenza. L’<strong>integrità territoriale </strong>in bilico è il primo segno di questa generale difficoltà britannica a stare nel Terzo Millennio. Uno dei primi dossier pesanti che Johnson lascia, infatti, è quello dell’<strong>Irlanda del Nord</strong>. Solo pochi giorni fa l’Unione Europea aveva strigliato il gabinetto del premier britannico per il progetto di modifiche unilaterali del <strong>Protocollo sull’Irlanda del Nord</strong> tuonando con un perentorio “non è il momento per violare il diritto internazionale”. Il progetto di legge andrebbe a riscrivere da parte britannica le condizioni del commercio tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord, violando il protocollo che è parte dell’accordo di recesso tra UE e Regno Unito.</p>
<p>Mai sopite, invece, <strong>le spinte indipendentiste scozzesi</strong>, soprattutto dopo la Brexit. Nuovamente incalzato sul tema, solo pochi giorni fa Johnson aveva affermato che non era il momento di riesaminare la questione del voto sull&#8217;indipendenza, in una lettera alla prima ministra scozzese <strong>Nicola Sturgeon</strong>. Quest’ultima, la scorsa settimana, aveva annunciato i piani per un secondo referendum da tenersi nell&#8217;ottobre 2023 promettendo di intraprendere un&#8217;azione legale se il governo britannico dovesse bloccarlo.</p>
<h2>Il declino della monarchia</h2>
<p>Le frequenti indisposizioni dell’inossidabile Elisabetta II da tempo fanno temere per il futuro di Buckingham Palace. Se poi alla senilità della sovrana si aggiunge il ritratto di un figlio che pare non giungere mai al trono e le beghe tra William e Harry, il quadro appare sconfortante. Sempre più britannici abbandonano i propri sentimenti di affetto verso la tradizione per un senso di disagio e anacronismo nei confronti dalla <em>royal family</em> spendacciona<em>.</em> I contribuenti del Regno Unito pagheranno ulteriori 27,3 milioni di sterline (33 milioni di dollari) nei prossimi due anni per colmare una lacuna finanziaria volta a coprire un calo dei profitti presso la Crown Estate, che aiuta a pagare le loro spese. La richiesta segue un aumento del 17% della spesa dei reali lo scorso anno e arriva in un momento in cui il reddito familiare medio del Regno Unito è diminuito per il periodo più lungo dall&#8217;inizio dei record nel 1955. I redditi delle famiglie sono inferiori dell&#8217;1,3% rispetto all&#8217;anno prima, e i lavoratori del settore pubblico hanno lasciato il lavoro in segno di protesta contro le offerte salariali al di sotto dell&#8217;attuale tasso di inflazione.</p>
<p>C’è un altro evento, passato in sordina, che segna il passo dei tempi. Il 24 giugno, le nazioni del <a href="https://it.insideover.com/politica/scandali-diritti-umani-leadership-il-commonwealth-si-sta-sgretolando.html">Commonwealth</a> hanno tenuto un vertice a Kigali, in Ruanda, per discutere di commercio, sicurezza alimentare, problemi di salute e cambiamento climatico. Eppure, il discorso più importante al vertice è stato del principe Carlo, in rappresentanza di sua madre. Il discorso intendeva cementare l&#8217;unità del Commonwealth, tuttavia il principe Carlo si è soffermato a lungo sul tema del razzismo coloniale, bollandolo come il fondamento-<em>illo tempore</em>&#8211; del Commonwealth stesso. Che significa questo atto di dolore nel cuore dell’Africa ex coloniale? Il tentativo di un futuro sovrano di lasciare il segno o l’ammissione della fine di un’era? Ad ogni modo la dichiarazione è stata avvertita con disagio da numerosi esponenti dell’Unione e di certo non resterà senza strascichi, soprattutto in una fase in cui numerosi Paesi sia avviano verso la forma repubblicana (si veda il caso delle Barbados).</p>
<h2>L’assenza di crescita e l’inflazione</h2>
<p>Boris Johnson era giunto a Downing Street con la promessa di rinfocolare l’economia britannica, anche e soprattutto attraverso la Brexit.</p>
<p>Tre anni, una pandemia e una guerra in Ucraina dopo, il premier lascia il Paese sull&#8217;orlo della <strong>recessione</strong>. Il costo della vita sta accelerando al tasso annuo più rapido degli ultimi quattro decenni, mentre le famiglie devono affrontare il peggior colpo mai registrato per il reddito disponibile reale. In mezzo a questa successione di shock generazionali, gli esperti affermano che sono state scoperte profonde faglie strutturali, tutte rese più difficili da affrontare da tre problemi: l&#8217;eredità dell&#8217;austerità; la Brexit; la mancanza di un piano coerente di Johnson per affrontarli tutti.</p>
<p>Tutte le principali economie hanno subito gli effetti devastanti della pandemia sulle catene di approvvigionamento e lo shock per i costi energetici e alimentari causato dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, ma il Regno Unito ha avuto gli esiti peggiori. L&#8217;<strong>inflazione</strong> ha raggiunto il massimo degli ultimi 40 anni del 9,1% a maggio, il più alto tra le principali economie del G7, e si prevede che salirà oltre l&#8217;11% entro la fine dell&#8217;anno nonostante una serie di aumenti dei tassi di interesse. Gli effetti a catena della Brexit hanno esacerbato la carenza di manodopera e aumentato i costi operativi per le imprese. Il costo delle importazioni è stato anche spinto al rialzo da un forte calo del valore della sterlina.</p>
<p>Notizie poco confortanti che fanno del Regno non più quell’Eldorado forte del suo status di nazione-isola, del potere della sterlina e dell’eredità coloniale. Un Paradiso meno appetibile di un tempo, che scoraggia migranti, giovani e lavoratori europei alla ricerca di un’occasione oltre la Manica.</p>
<p><em>London bridge is falling down</em>? Non per adesso, ma per Londra le cose sono meno semplici di un tempo, vittima forse della sua stessa <em>hybris</em>.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Perché è importante il voto delle amministrative scozzesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-e-importante-il-voto-delle-amministrative-scozzesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2022 16:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1477" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-300x231.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-1024x788.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-768x591.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-1536x1182.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-2048x1575.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;eco mediatico della guerra in Ucraina per un giorno passa in secondo piano. In Scozia nelle ultime ore la stampa locale è stata concentrata quasi interamente sulle elezioni amministrative che interessano tutti e 32 i consigli che compongono la suddivisione amministrativa del Paese. I consigli equivalgono pressappoco alle nostre province, con alcune eccezioni. A Edimburgo, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-e-importante-il-voto-delle-amministrative-scozzesi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1477" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-300x231.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-1024x788.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-768x591.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-1536x1182.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-2048x1575.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;eco mediatico della guerra in Ucraina per un giorno passa in secondo piano. In <strong>Scozia</strong> nelle ultime ore la stampa locale è stata concentrata quasi interamente<a href="https://www.bbc.com/news/uk-scotland-scotland-politics-61307815"> sulle elezioni amministrative</a> che interessano tutti e 32 i <strong>consigli</strong> che compongono la suddivisione amministrativa del Paese. I consigli equivalgono pressappoco alle nostre province, con alcune eccezioni. A <strong>Edimburgo</strong>, <strong>Glasgow</strong>, <strong>Aberdeen</strong> e <strong>Dundee</strong> i confini dei consigli si sovrappongono con quelli dei territori urbani e dunque a risultare eletti saranno di fatto anche i nuovi amministratori comunali delle quattro città più grandi della Scozia. Quello odierno è un test importante, sia a livello locale che nazionale. In ballo potrebbe esserci non solo la nuova composizione politica scozzese, ma anche un possibile nuovo <strong>referendum</strong> sull&#8217;indipendenza.</p>
<h2>Favorito di nuovo l&#8217;Snp</h2>
<p>Alla vigilia del voto, la domanda più ricorrente tra i quotidiani locali riguarda non se l&#8217;<strong>Snp</strong> vincerà, bensì come il partito vincerà. L&#8217;Snp (<em>Scottish National Party</em>) è la formazione che ha già trionfato nelle ultime amministrative del 2017 e che ha aumentato il suo bacino di voti nelle <a href="https://it.insideover.com/politica/il-risultato-delle-elezioni-scozzesi-apre-la-strada-ad-un-nuovo-referendum.html">elezioni per il parlamento scozzese nel 2021</a>. In quest&#8217;ultima tornata il successo è andato oltre le aspettative, con il partito che è riuscito a ottenere il 47.7% dei voti, piazzando a Edimburgo 64 dei 129 deputati complessivi. Gli ultimi sondaggi danno l&#8217;Snp, guidato dalla premier scozzese <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nicola-sturgeon.html">Nicola Sturgeon</a>, in vantaggio con un complessivo 42% dei consensi.</p>
<p>Il partito è maggiormente radicato nella provincia, ma nel 2017 per la prima volta ha potuto far eleggere tra le proprie fila i sindaci di Glasgow ed Edimburgo, rispettivamente capitale economica e politica della Scozia. La presa all&#8217;interno dell&#8217;elettorato cittadino e metropolitano è sempre più forte, motivo in più per ritenere l&#8217;Snp nettamente favorito. Ma non mancano le <strong>incognite</strong>. A partire dalla percentuale che la formazione riuscirà oggi a ottenere. In particolare, occorrerà valutare se i nazionalisti saranno o meno in grado di sfondare il tetto del 45% a livello nazionale. Circostanza quest&#8217;ultima importante per giudicare la tenuta del governo di Sturgeon. L&#8217;altra incognita invece ha a che fare proprio con la futura composizione dei consigli delle grandi città. Se cioè a Glasgow e ad Edimburgo la formazione della premier potrà governare da sola oppure andare in coalizione come accaduto nel 2017, quando l&#8217;Snp si è dovuto &#8220;accontentare&#8221; del 32%.</p>
<p>Molto indietro comunque tutti gli altri partiti. Al secondo posto complessivo dovrebbero piazzarsi i <strong>Laburisti</strong>, accreditati del 24%. In discesa i <strong>Conservatori</strong> di Boris Johnson, non molto amato da queste parti. Per i &#8220;<em>Tories</em>&#8221; il risultato complessivo dovrebbe aggirarsi intorno al 21%. Infine non dovrebbero sforare il tetto del 5-7% i <strong>Liberaldemocratici</strong>.</p>
<h2>Nuovo referendum all&#8217;orizzonte?</h2>
<p>Nel 2017, in occasione delle ultime amministrative scozzesi, si era reduci dai referendum sull&#8217;indipendenza e sulla <strong>Brexit</strong>. Nel primo, come si sa, ha prevalso il mantenimento dell&#8217;unione con il Regno Unito. Mentre nel secondo l&#8217;elettorato britannico si è espresso a favore dell&#8217;uscita dall&#8217;Unione Europea. Ma in Scozia a prevalere era stato il &#8220;Remain&#8221;. Dunque da quel momento in poi l&#8217;Snp ha incrementato ulteriormente la sua popolarità, sfiorando la maggioranza assoluta in parlamento del 2021. Questo perché il partito della premier è favorevole all&#8217;<strong>indipendenza</strong>, ma nell&#8217;ottica poi di un ingresso di Edimburgo nell&#8217;<strong>Unione Europea</strong>.</p>
<p>Subito dopo la Brexit, i vertici dell&#8217;Snp hanno promesso un nuovo referendum sull&#8217;indipendenza. Una promessa ribadita anche nell&#8217;ultima campagna elettorale amministrativa. Il voto in Scozia quindi potrebbe avere importanti riflessi sotto questa prospettiva. In caso di successo a tutto tondo dei nazionalisti di Nicola Sturgeon, potrebbero avviarsi nuovamente le pratiche per fissare una nuova consultazione referendaria. Dove questa volta il Sì al distacco da Londra potrebbe essere di gran lunga favorito.</p>
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		<title>I tre errori della sinistra inglese che non riesce più a vincere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-tre-errori-della-sinistra-inglese-che-non-riesce-piu-a-vincere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 May 2021 12:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[boris johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Conservatori]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Laburisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-1024x681.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-1536x1021.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un altro mattone dei famosi Red Wall della sinistra inglese è caduto. Dopo 59 anni di dominio indiscusso, le elezioni suppletive del 6 Maggio hanno consegnato il seggio rosso di Hartlepool ai Conservatori. “Una sconfitta sconvolgente” per il laburista Steve Reed, ministro ombra per i governi locali. La prima sconfitta per il nuovo leader Sir &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-tre-errori-della-sinistra-inglese-che-non-riesce-piu-a-vincere.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-tre-errori-della-sinistra-inglese-che-non-riesce-piu-a-vincere.html">I tre errori della sinistra inglese che non riesce più a vincere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-1024x681.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-uk-1536x1021.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p class="p3"><span class="s1">Un altro mattone dei famosi Red Wall della sinistra inglese è caduto. </span><span class="s1">Dopo 59 anni di dominio indiscusso, le elezioni suppletive del 6 Maggio hanno consegnato il seggio rosso di Hartlepool ai Conservatori. “Una sconfitta sconvolgente” per il laburista Steve Reed, ministro ombra per i governi locali. La prima sconfitta per il nuovo leader <a href="https://it.insideover.com/politica/leredita-di-jeremy-corbyn.html">Sir Keir Starmer. </a></span><span class="s1">In realtà, pochi dovrebbero dirsi veramente sorpresi da questo risultato. </span><span class="s1">Diversi sono i fattori che, se osservati con attenzione, già da tempo stavano fornendo tutte le indicazioni utili per presagire un esito simile.</span></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">Cosa è successo in UK</span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">Nel super giovedì elettorale britannico, 48 milioni di elettori <a href="https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-vuole-espandere-il-muro-blu.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sono stati chiamati alle urne</a> per il rinnovo di 145 governi locali, dei parlamentari scozzesi dell’Holyrood e quelli gallesi del Senedd, alcuni sindaci tra cui quello di Londra e altre cariche nei territori; ma gli occhi della politica inglese erano tutti puntati sulle elezioni suppletive di Hartlepool. </span><span class="s1">Questo seggio, dal 1964, è stato ininterrottamente nelle mani dei laburisti, ma come tante altre ex roccaforti della sinistra, oggi va ad unirsi al lungo elenco di quelli che hanno cambiato colore. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">In questa località di 100 mila abitanti sulla costa Nord inglese, il deputato eletto nel 2019, il laburista Mike Hill, è stato costretto alle dimissioni perché travolto da uno scandalo sessuale per il quale si è sempre professato innocente. </span><span class="s1">Un anno e mezzo fa, a giocare un ruolo chiave per la vittoria di Hill fu la presenza ingombrante del Brexit Party che, con 10.600 voti, drenò consensi ai Conservatori spaccando la destra. Oggi, Reform EU, erede del partito che fu di Nigel Farage, ha preso 568 voti. Un capitolo chiuso e un regalo ai Tories che hanno portato a casa il risultato con uno scarto di 6900 consensi. </span><span class="s1">La fine del Brexit Party però, non significa la fine di un sentimento, nello specifico quello anti europeo tanto forte ad Hartlepool da portare al referendum sulla Brexit del 2016 il 70% dei sì. </span><span class="s1">Un segnale molto chiaro per il leader laburista Keir Starmer, che evidentemente lo ha sottovalutato candidando un uomo che aveva fatto campagna per il no.</span></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">I candidati e il primo errore dei laburisti </span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">Jill Mortimer, titolare di un’azienda agricola del North Yorkshire è la prima donna e la prima Tories ad essere eletta ad Hartlepool. </span><span class="s1">Nonostante sia stata tenuta lontana dai microfoni dopo aver regalato alla stampa qualche <em>gaffe</em>, per mancata conoscenza dei temi specifici di un territorio che non è il suo, forte dei suoi 15.529 voti (contro gli 8.589 dei laburisti) ha salutato la vittoria accanto ad un <a href="https://news.sky.com/video/election-results-boris-johnson-meets-an-inflatable-boris-johnson-in-hartlepool-12299459">dirigibile</a> gigante dalle fattezze di Boris Johnson e insieme all&#8217;originale, che l&#8217;ha raggiunta per celebrare il successo ottenuto. </span></p>
<p><figure id="attachment_317350" aria-describedby="caption-attachment-317350" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-317350 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-1024x683.jpeg" alt="elezioni regno unito Hartlepool" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-2048x1365.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/vittoria-johnson-La-Presse-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-317350" class="wp-caption-text">BoJo festeggia la vittoria nel seggio di Hartlepool</figcaption></figure></p>
<p class="p3"><span class="s1">Il suo avversario invece si è negato alle telecamere per affidare i suoi brevi ringraziamenti a <i>Twitter </i>tagliando corto: “Ho il lavoro più importante da fare, adesso &#8211; ha cinguettato &#8211; devo portare i miei figli a scuola”. Capitolo chiuso. Ma del resto di lui a pochi importa perché i riflettori sono tutti puntati su chi si deve assumere la responsabilità della debacle. </span><span class="s1">Come appare evidente, il primo errore commesso da Sir Keir Starmer è stato scegliere il candidato sbagliato. </span><span class="s1">Paul Williams, volto noto alla politica, è un medico, uomo in prima linea nella battaglia in corsia contro il Covid ma, prima di oggi, in quella per restare in Europa e contrastare la Brexit. Difficile pensare che questa posizione potesse passare sotto traccia tra quel 70% di elettori che ancora oggi ringraziano Boris Johnson per avergliela consegnata, la Brexit. </span><span class="s1">Da qui l’accusa dei delusi che oggi hanno cambiato bandiera e che rinfacciano alla sinistra di aver dato il loro voto per scontato e di non saper più  ascoltare il suo popolo.</span></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">BoJo imbattibile in campagna elettorale</span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">Errori per Starmer, anche durante la campagna elettorale, anche se in questo si sa, BoJo è un campione. </span><span class="s1">Il biondo di Eton, con il suo il suo stile fuori dagli schemi e il suo linguaggio forte e diretto, nell’ultimo <i>Tweet</i> prima del voto ha esortato tutti con un: “Gente, andate a votare!”. Dall’altra parte Starmer, sempre serio e corrucciato, ha pubblicato una lettera formale. </span><span class="s1">Qualche giorno prima, nell’ultima intervista al programma <i>BBC Breakfast</i>,  il laburista aveva passato il tempo a giustificarsi per ciò che non era riuscito a fare in campagna elettorale; come a mettere le mani avanti in attesa della sconfitta.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Così aveva ricordato le tante difficoltà presentate dalla pandemia che impedisce di poter stringere mani, baciare bambini e arringare le folle,<span class="Apple-converted-space">  </span>tutto mentre quell’altro sfrecciava in bici sbucando da ogni dove da Nord a Sud salutando tutti col suo entusiasmo: “Vinciamo”, mentre già coniava il suo nuovo slogan: &#8220;&#8230; go from jabs, jabs, jabs to jobs, jobs, jobs&#8221;, cioè passiamo dalle iniezioni (del vaccino) al lavoro, dal Covid alle politiche per il lavoro.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">E ancora, Starmer, da uomo serio quale è, si era detto consapevole di avere davanti una montagna e per questo era pronto ad assumersi la responsabilità del risultato. Praticamente un avviso di imminente sconfitta. Insomma, se la vittoria è l’atto più convincente di un leader al di là di ogni persuasivo carisma, Starmer fin qui è sembrato il primo a non crederci e<span class="Apple-converted-space">  </span>la sconfitta era l’unico risultato prevedibile.</span></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">Il secondo errore di Starmer</span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">Se, come ha ricordato la professoressa Sara Hobolt della <i>London School of Economics and Political Science</i>, in tempi normali le elezioni locali non sono da leggersi come una risposta diretta all’azione del governo nazionale, bisogna considerare che oggi stiamo attraversando tempi senza dubbio eccezionali. </span><span class="s1">La pandemia ha fatto sì che le persone si siano tendenzialmente strette intorno al governo per fare fronte comune davanti all’emergenza (il cosiddetto effetto bandiera, <i>Flag Effect</i>). Da parte sua, Johnson ha gestito bene la situazione, soprattutto la campagna vaccinale, riuscendo in questo modo a prolungare l’effetto luna di miele iniziato un anno e mezzo fa con la sua elezione. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">A ciò va aggiunto che la progressiva fine del Lockdown e le conseguenti riaperture hanno galvanizzato il sentimento popolare aumentando la forza dell’esecutivo. </span><span class="s1">Cosa ha fatto l’opposizione in tutto questo? Ha sostenuto il governo “nell’interesse del Paese” tenendo sopito ogni spirito critico. </span><span class="s1">Oggi Starmer paga il prezzo di questa scelta che certo non ha giovato alla sua immagine e che gli ha impedito di darsi una identità politica forte e di contrasto. </span><span class="s1">Un’occasione mancata per il leader laburista è stata anche l’incapacità di capitalizzare ed enfatizzare l’effetto degli <a href="https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-covid-governo-regno-unito.html">scandali</a> che hanno colpito Boris Johnson negli ultimi tempi. Con l’avversario sotto i colpi del fuoco di fila di Dominic Cummings, l’ex consigliere forte di Downing Street, Starmer è stato praticamente a guardare.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Il <i>Wallpaper-gate,</i> le rivelazioni legate al finanziamento delle spese di BoJo per la costosa ristrutturazione del suo appartamento al numero 11 di Downing Street, potevano essere deflagranti, ma l’effetto generato oltre a non aver stimolato l’aggressività dell’opposizione, non ha nemmeno intaccato la popolarità del governo.  </span><span class="s1">Tanto per dare un esempio circoscritto, le intenzioni di voto ad Hartlepool registrate da <i>Survation</i> per <i>ITV,</i> il 29 Aprile, davano i Conservatori al 46% davanti ai Laburisti fermi al 31%. Boris Johnson in vantaggio con un gradimento personale pari al 51% contro il 22% di Keir Starmer. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Evidentemente per gli inglesi, sospettare che qualcuno possa aver pagato 58.000 Sterline per la nuova carta da parati (<i>wall paper</i>) e il nuovo eccentrico arredamento degli appartamenti di BoJo &#8211; in cambio di qualcosa? &#8211;<span class="Apple-converted-space">  </span>è meno significativo rispetto all’averli vaccinati tutti rapidamente, averli sostenuti economicamente durante il Lockdown (<i>furlough scheme</i>) e adesso aver ridato loro la libertà, soprattutto di andare al pub.</span></p>
<p><figure id="attachment_317349" aria-describedby="caption-attachment-317349" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-317349 " src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-1024x623.jpeg" alt="elezioni regno unito Boris Johnson" width="1024" height="623" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-1024x623.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-300x183.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-768x468.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-1536x935.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-2048x1247.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/na-elettorale-johnson-La-Presse-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-317349" class="wp-caption-text">Johnson durante un giro in bici elettorale</figcaption></figure></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">Il terzo errore: lo storytelling</span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">Anche le scelte comunicative del leader laburista hanno mostrato molti limiti. </span><span class="s1">La sinistra, ancora ferma su vecchi schemi e su un linguaggio obsoleto, fa notare Daniel Finkelstein, sul <i>Times, </i>ha cercato di colpire parlando di immoralità e disonestà ricorrendo ad un vecchio termine inglese che lega questi principi alla politica: “sleaze”. </span><span class="s1">Il guaio è che, oltre ad essere un termine che nessuno userebbe nel linguaggio quotidiano comune, sottolinea Finkelstein, questa accusa viene normalmente appiccicata addosso a tutti i politici. Per le persone comuni disincantate, deluse o peggio arrabbiate, tutti i politici sono corruttibili se non già disonesti e corrotti. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Dunque, quello che è mancato a Starmer, oltre alla forza di un attacco incisivo, è stato lo stacco, il rimarcare la sua diversità e quella di un partito oggi unito sotto la sua guida. Sarebbe stata una svolta, dopo gli anni difficili sotto la guida di Jeremy Corbyn, ma non è ancora arrivata. </span><span class="s1">Sicuramente il nuovo leader laburista è considerato serio (anche troppo) e intelligente, l’uomo tutto d’un pezzo a rappresentare l’esatto opposto di Boris Johnson. </span><span class="s1">Eppure, secondo i suoi critici, oltre a non aver valorizzato il fattore personale, competenza e affidabilità, non ha saputo nemmeno imparare dalla lezione del passato.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">A bacchettarlo, l’ex deputato laburista di Hartlepool, Lord Mandelson che, ai microfoni di <i>BBC Radio4</i>, ha ricordato Tony Blair e il New Labour che, con il successore Gordon Brown, ha rappresentato l’ultima parentesi della sinistra al governo del Paese per tre mandati consecutivi. “Sono 11 anni che non andiamo al governo e chissà quando ci torneremo”, ha chiosato polemico. In effetti, come ha ricordato il <i>Times,</i> all’epoca, l&#8217;aver puntato tutto su un messaggio fresco e di cambiamento e affibbiando ai Tory un’immagine stanca e consumata fu una scelta di comunicazione vincente.</span></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">La seconda dimensione dei partiti britannici</span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">I tracolli dei Laburisti e le vittorie dei Conservatori sono chiari indicatori di qualcosa di più profondo che va al di là delle scelte e delle politiche di Keir Starmer e dei suoi predecessori, a sostenerlo è la professoressa Sara Hobolt della LSE. </span><span class="s1">Ad una prima analisi, si tende ad attribuire questi risultati alle divisioni generate dai grandi temi. È questo il caso della Brexit che dal 2016 ha spaccato in tanti pezzi i Labour e in due tutto il Paese. </span><span class="s1">Poi ci sono le divisioni che si generano all’interno degli stessi partiti quando devono cambiare profilo, come le pulsioni che hanno cercato di spingere a sinistra i laburisti caratterizzando i conflitti vivi dall’era Corbyn.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">In realtà questi, come ci spiega la professoressa Hobolt, sarebbero solo i sintomi rivelatori di un grande cambiamento in atto che riguarda l’identità culturale più profonda dell’elettorato e che svelano l’esistenza di una cosiddetta <i>seconda dimensione</i> nella politica inglese degli anni più recenti. </span><span class="s1">Il risultato di questa mutazione è che i Conservatori sono diventati sempre di più il partito degli anziani, della classe operaia e culturalmente più bassa, mentre i laburisti si sono arroccati nelle città, tra i giovani delle aree urbane e con la scolarizzazione più alta. </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Evidentemente, però, i laburisti non hanno preso abbastanza nuovi elettori per poter sopperire a quelli scappati con gli avversari e per disegnarsi addosso un nuovo profilo convincente. Azione, questa, perfettamente riuscita invece ai Conservatori che, come fa notare il professor Tony Travers (LSE), grazie alla loro<span class="Apple-converted-space">  </span>storica fluidità ed elasticità, hanno sempre saputo adeguarsi seguendo ed intercettando perfettamente il cambiamento e trasformandolo in consensi. </span><span class="s1">Per concludere il ragionamento, secondo la professoressa Hobolt la <i>seconda dimensione</i>  dimostrerebbe che le vittorie consecutive e schiaccianti dei Conservatori, non sarebbero casuali, ma rappresenterebbero l’inizio della ridefinizione della politica inglese dove i Laburisti giocano ancora senza toccare palla, in piena crisi di identità.</span></p>
<h2 class="p3"><span class="s1">Johnson batte Starmer, nonostante tutto </span></h2>
<p class="p3"><span class="s1">Queste elezioni sono state indubbiamente un banco di prova fallimentare per il nuovo leader dei laburisti Keir Starmer, che così perde il primo test in vista del mid-term (metà mandato) bruciandosi il vantaggio dell’effetto novità. </span><span class="s1">La popolarità di Boris Johnson non è stata messa in discussione, la campagna vaccinale del governo ha superato l’effetto corrosivo degli scandali e l’effetto Brexit ancora non si respira. </span><span class="s1">Johnson, a livello politico, continua a vincere con la promessa del “levelling-up” che significa dare alle periferie del Paese le possibilità che finora hanno avvantaggiato solo Londra.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Parlando alle zone remote BoJo promette che se le grandi industrie hanno spento la produzione esiste un’alternativa. Questa è ancora la sua forza e, grazie alla pandemia, la trasformazione delle promesse in fatti è rimandata <em>sine die</em>. </span><span class="s1">Starmer, è chiaro, ha ancora molto su cui lavorare, dall’atteso rimpasto del suo Governo Ombra al più forte e necessario cambio di passo nelle sue strategie. Poi, ogni tanto, un sorriso in più non guasterebbe.</span></p>
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		<title>Il Partito Laburista inglese è allo sbando</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-partito-laburista-inglese-e-allo-sbando.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 11:22:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Laburista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="792" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Labour-La-Presse-e1576495339925.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Labour Uk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Labour-La-Presse-e1576495339925.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Labour-La-Presse-e1576495339925-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Labour-La-Presse-e1576495339925-768x317.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Labour-La-Presse-e1576495339925-1024x422.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le consultazioni legislative nel Regno Unito si sono concluse con una cocente sconfitta per il Partito Laburista, che ha conseguito il peggior risultato elettorale dal 1935 ad oggi. I progressisti si sono fermati a 202 seggi sui 650 della Camera dei Comuni e non hanno superato il 32 per cento di voti popolari. La distanza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-partito-laburista-inglese-e-allo-sbando.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="792" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Labour-La-Presse-e1576495339925.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Labour Uk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Labour-La-Presse-e1576495339925.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Labour-La-Presse-e1576495339925-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Labour-La-Presse-e1576495339925-768x317.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Labour-La-Presse-e1576495339925-1024x422.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le consultazioni legislative nel Regno Unito si sono concluse con una <strong>cocente sconfitta</strong> per il Partito Laburista, che ha conseguito il peggior risultato elettorale dal 1935 ad oggi. I progressisti si sono fermati a 202 seggi sui 650 della Camera dei Comuni e non hanno superato il 32 per cento di voti popolari. La distanza con i Conservatori di Boris Johnson è siderale in termini di scranni, che sono ben 162, ma non così tanto per quanto riguarda la percentuale di consensi ottenuti: i Tories, infatti, si sono attestati al 43,5 per cento di suffragi, un risultato poco migliore di quello del 2017. Il Labour, in ogni caso, dovrà dare vita ad una profonda fase di riflessione interna e capire che direzione prendere e quale strategie politiche adottare nel prossimo futuro: qualora l&#8217;esecutivo Johnson completi il suo mandato, che scadrà nel 2024, i socialdemocratici avranno trascorso ben quattordici anni all&#8217;opposizione.</p>
<h2>Un leader sotto accusa</h2>
<p>Le ricadute della sconfitta, come è logico che sia, sono destinate a ricadere sulle spalle di <strong>Jeremy Corbyn</strong>, il controverso e discusso leader socialista che è stato eletto a furor di popolo alle primarie del 2015 e riconfermato nel 2016. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jeremy-corbyn.html">Corbyn</a> ha spostato nettamente a sinistra il baricentro politico del Labour, facendo compiere al partito una vera e propria rivoluzione copernicana che ha spazzato via la tradizione centrista instaurata durante il lungo predominio di Tony Blair e dei suoi epigoni. La sua fase, però, sembra giunta al termine e lui stesso ha dichiarato che non guiderà il movimento alle prossime elezioni generali, previste per il 2024. Non bisogna dimenticare, infatti, che il leader aveva già subito una sconfitta, di misura, alle consultazioni del 2017 da parte dei Tories di Theresa May.</p>
<p>Non è chiaro, però, chi potrà succedere a Corbyn e soprattutto se la futura guida politica avrà la capacità, la volontà e la possibilità di riportare il Labour sui binari della<strong> socialdemocrazia classica</strong> oppure del centrismo. La base dei sostenitori del partito, negli ultimi anni, si è molto spostata a sinistra ed il gruppo <a href="https://qz.com/1767658/who-will-be-the-next-uk-labour-leader/">Momentum</a>, che ha appoggiato il leader uscente e che conta su 40mila iscritti sul totale dei 500mila iscritti al movimento, potrebbe continuare ad esercitare il proprio ascendente politico in maniera predominante.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Le strategie politiche adottate dai laburisti non hanno evidentemente pagato in sede elettorale. Le <strong>indecisioni</strong> mostrate dallo stesso Corbyn in tema di Brexit non hanno contribuito a dare lustro alla sua leadership mentre le posizioni radicali adottate su altri temi hanno spaventato i moderati e generato, probabilmente, un certo autocompiacimento tra la base dei sostenitori più progressisti ed accaniti. Questi ultimi, però, non sono stati sufficienti a proiettare il partito verso Downing Street perché, probabilmente, sono minoritarie nel Paese. Il Partito Laburista non deve di certo rinnegare le proprie origini ma, piuttosto, cercare di parlare alla fascia più ampia possibile dell&#8217;elettorato, compresi i centristi e reinventare un programma politico che possa essere progressista e convincente. Un&#8217;impresa difficile ma non impossibile che richiederà, in ogni caso, una lunga fase di transizione politica in cui le diverse fazioni del movimento si daranno battaglia per la leadership. Al momento non è comunque escluso che a guidare il movimento sarà proprio un epigono di Jeremy Corbyn ed in questo caso l&#8217;eredità politica del progressismo radicale sarà destinata a perdurare ancora per molti anni all&#8217;interno del Labour.</p>
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		<item>
		<title>Gli eroi di Ken Loach scelgono Boris Johnson</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-eroi-di-ken-loach-scelgono-boris-johnson.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2019 14:28:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Conservatore]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Laburista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Boris Johnson (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Boris Johnson vince a valanga, i conservatori britannici ottengono il miglior risultato dai tempi di Margaret Thatcher nel 1983 alle elezioni politiche e asfaltano i laburisti di Jeremy Corbyn. La notizia più significativa del voto britannico del 12 dicembre non è tanto il risultato, quanto l&#8217;ampiezza del divario inflitto alla sinistra, che non crollava tanto in basso dal 1935, e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-eroi-di-ken-loach-scelgono-boris-johnson.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Boris Johnson (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Boris Johnson</strong> vince a valanga, i conservatori britannici ottengono il miglior risultato dai tempi di <strong>Margaret Thatcher </strong>nel 1983 alle elezioni politiche e asfaltano i <strong>laburisti </strong>di Jeremy Corbyn. La notizia più significativa del voto britannico del 12 dicembre non è tanto il risultato, quanto l&#8217;ampiezza del divario inflitto alla sinistra, che non crollava tanto in basso dal 1935, e le modalità con cui si è prodotta.</p>
<p>I Conservatori, infatti, sfondano i<a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/johnson-sfonda-il-muro-rosso-la-brexit-traina-i-conservatori.html" target="_blank" rel="noopener">l <strong>muro rosso </strong>del Labour Party</a> nelle antiche roccaforti operaie e industriali, riuscendo a cavalcare l&#8217;accoppiata tra <strong>affidabilità </strong>sul completamento della Brexit e superamento della tradizionale ostilità degli abitanti della regione contro i Tory. Laddove Margaret Thatcher negli Anni Ottanta licenziava i minatori a forza, contribuendo a gettare le basi per le problematiche di disuguaglianza interna e povertà endemica del Regno Unito attuale, oggi vince <strong>BoJo, </strong>che dopo la Brexit ha promesso fondi di coesione interni, investimenti in infrastrutture, rafforzamento della sanità.</p>
<p>L&#8217;etoniano e oxfordiano Johnson ha sottratto al socialista Jeremy Corbyn lo scettro della <em>working class </em>impoverita che nel 2016 ha funto da spina dorsale per il consenso alla Brexit e ora la considera acquisita e ne chiede il perfezionamento. <strong>Il Regno Unito vuole guardare oltre</strong>. E nelle urne lo dimostra punendo severamente i Liberaldemocratici, fautori dell&#8217;annullamento immediato della Brexit, e bocciando anche Corbyn e i laburisti, tutt&#8217;altro che ambigui nella loro rottura con l&#8217;era Blair sul programma ma incapaci di capire la natura referendaria del voto.</p>
<p>Dalle aree del Northumberland alle Midlands e allo Yorkshire sono gli abitanti della Gran Bretagna profonda a spingere i Tory verso la maggioranza assoluta. A risultare decisiva la popolazione dimenticata, lontana dalla scintillante <strong>City di Londra</strong>, narrata nel momento della sua crisi più nera dal genio artistico del regista di sinistra <strong>Ken Loach, </strong>che in film come <em>Piovono pietre </em>ha descritto con crudo realismo gli effetti della disoccupazione, della povertà e dello spaesamento dei più sfortunati sudditi di Sua Maestà. Gli eroi di Ken Loach, <a href="https://www.yorkshirepost.co.uk/what-s-on/ken-loach-why-i-don-t-want-boris-johnson-to-watch-my-new-film-1-10078872">che ha recentemente diffidato Johnson dal vedere i suoi prossimi film</a>, scelgono il Primo ministro. Ed è un esito ancora più clamoroso del successo di Donald Trump nella<a href="https://it.insideover.com/politica/consenso-trump-regge-gli-operai-stanno-ancora.html"> <strong>Rust Belt </strong></a>cantata da <strong>Bruce Springsteen</strong>.</p>
<p>Del resto <strong>Boris Johnson </strong>è conscio di questa dinamica: nel tweet di celebrazione della vittoria appare in calce una foto che lo raffigura attorniato da operai in tuta e caschetto esibenti un cartello con la scritta &#8220;We love Boris!&#8221;.</p>
<p>Si crea un controsenso apparente: Corbyn e i laburisti, presentatisi con un&#8217;agenda di sinistra radicale e con un ambizioso piano di nazionalizzazioni, vincono nella <a href="https://www.facebook.com/840382426073672/posts/2356321461146420/?app=fbl">Londra aspirante città-Stato</a> e capitale globale del neoliberismo finanziario; i Conservatori, che dovevano far dimenticare l&#8217;austerità targata Cameron e May che Johnson mira a terminare, sfondano laddove il &#8220;libretto rosso&#8221; del segretario laburista avrebbe dovuto attecchire di più. Letto in chiave di approccio alla Brexit, però, lo scenario assume maggiore chiarezza. I laburisti pagano duramente l&#8217;incapacità di assumere una linea chiara e capire che <strong>Brexit significava Brexit</strong>. La <em>working class </em>è ostinata e non demorde: lo hanno capito, negli Anni Ottanta, i conservatori e lo capiscono ora, con durezza ancora maggiore, i laburisti.</p>
<p>Senza aver compreso questo dato di fatto, il Labour Party che aveva fatto della sua radicale discontinuità con la socialdemocrazia europea contemporanea la sua fiaccola è stato ridotto a una condotta elettorale non dissimile da essa. Sui laburisti convergono i consensi delle classi ad alto e medio reddito urbane, fatto estremamente palese nella capitale, mentre i pochi distretti operai a tenere con i numeri di un tempo sono quelli dove Corbyn è riuscito a liberarsi completamente della zavorra blairiana. <strong>Sunderland e Newcastle, </strong>ultima ridotta &#8220;rossa&#8221; nel Nord-Est, sono in tal senso esempi significativi. Nel Regno Unito la <a href="https://it.insideover.com/politica/europa-centro-periferie-citta-provincia.html">faglia centro-periferia si amplia</a>, a favore però di una forza al potere da un decennio e capace di mutare fisionomia. Il 12 dicembre 2019, giorno in cui Boris Johnson si scoprì nuovo punto di riferimento della <em>working class, </em>sarà ricordato a lungo nella storia britannica.</p>
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		<title>Johnson sfonda il &#8220;muro rosso&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/johnson-sfonda-il-muro-rosso-la-brexit-traina-i-conservatori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2019 08:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1191" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Galles.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Galles (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Galles.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Galles-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Galles-768x476.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Galles-1024x635.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella vittoria elettorale di Boris Johnson e dei Conservatori alle recenti elezioni britanniche è insita una notevole lezione di pragmatismo. Get Brexit done: nonostante una campagna elettorale combattuta su programmi, temi sociali e questioni economiche la differenza abissale tra i Tory e i laburisti di Jeremy Corbyn è misurabile nella convinzione con cui i primi hanno convintamente affermato, con tre semplici parole, l&#8217;intento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/johnson-sfonda-il-muro-rosso-la-brexit-traina-i-conservatori.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1191" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Galles.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Galles (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Galles.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Galles-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Galles-768x476.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Galles-1024x635.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella vittoria elettorale di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html">Boris Johnson</a> </strong>e dei <strong>Conservatori </strong>alle <a href="https://www.insideover.com/politics/2019-uk-general-election-how-britain-reached-this-outcome.html" target="_blank" rel="noopener">recenti elezioni britanniche</a> è insita una notevole lezione di pragmatismo. <em><a href="https://it.insideover.com/politica/schiaffo-ad-europa-ed-elite-bojo-sul-trono-di-londra.html" target="_blank" rel="noopener">Get Brexit done</a>: </em>nonostante una campagna elettorale combattuta su programmi, temi sociali e questioni economiche la differenza abissale tra i Tory e i laburisti di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jeremy-corbyn.html" target="_blank" rel="noopener">Jeremy Corbyn</a> </strong>è misurabile nella convinzione con cui i primi hanno convintamente affermato, con tre semplici parole, l&#8217;intento di concludere il percorso iniziato col referendum sul 2016.</p>
<p>Mentre i laburisti tergiversavano, Johnson ha tirato dritto. Battendo il Regno Unito da Nord a Sud, visitando i distretti economicamente e socialmente più in difficoltà, conscio che in un sistema che conosce elementi crescenti di polarizzazione tra voto cittadino e voto rurale la differenza decisiva sarebbe stata fatta dalla conquista di quei distretti operai, minerari e industriali storicamente laburisti che hanno votato a maggioranza la <strong>Brexit </strong>e <a href="https://it.insideover.com/politica/la-neutralita-di-corbyn-sulla-brexit-puo-essere-un-problema.html">non hanno trovato un referente concreto nel nuovo Labour di Corbyn.</a></p>
<p>Nel nord dell&#8217;Inghilterra, alla fine dei conti, il <strong>muro rosso </strong>dei laburisti è franato. Travolto dalla marea blu dei conservatori, dall&#8217;abilità strategica di Boris Johnson. Le prime avvisaglie sono arrivate all&#8217;inizio dello spoglio, quando i Tory hanno avuto la notizia dell&#8217;avvenuta vittoria nel collegio settentrionale di Blyth Valley, ex centro minerario e roccaforte laburista dal 1950, in cui il conservatore Ian Levy, con il 42,6% dei consensi, ha sottratto il seggio alla favorita laburista Susan Dungworth, fermatasi al 40,9%.</p>
<p>E sarebbe stato solo l&#8217;inizio. Nel Nord-Est del Paese i Tory hanno trionfato anche nella <em>constituency </em>storicamente occupata dall&#8217;ex premier <strong>Tony Blair</strong>, Sedgefield, che mancava al loro partito dal 1931. Ancor più clamoroso il contemporaneo successo nella corsa al contiguo seggio di <strong>Bishop Auckland</strong>, che non era mai stato vinto dai conservatori dalla sua istituzione nel 1885. La piccola cittadina ha conosciuto negli scorsi decenni un declino simile a quelli di altre città più o meno grandi dell&#8217;ex cintura industriale divenuta roccaforte laburist. Bishop-Auckland, che nel 2016 votò <a href="https://www.theguardian.com/politics/2019/dec/04/bishop-auckland-toys-with-tories-in-once-unthinkable-revolution-labour">compatta a favore del </a><strong>Leave </strong>(61%), è stata tra le città che hanno ricevuto i consistenti stanziamenti da <strong>175 milioni di sterline </strong>con cui Johnson e il suo governo hanno avviato programmi di riqualificazione urbana in queste zone a lungo depresse. Fiducia ripagata con la vittoria della conservatrice <strong>Dehanna Devis </strong>nel collegio uninominale con la maggioranza assoluta dei consensi (oltre il 53,7%).</p>
<p>Spingendosi poi più a sud nello <strong>Yorkshire </strong>e nelle Midlands la musica non cambia: <em>Get Brexit done, Get Brexit done, Get Brexit done</em>. Il muro rosso si sgretola. Confrontando le <a href="https://www.theguardian.com/politics/ng-interactive/2019/dec/12/uk-general-election-2019-full-results-live-labour-conservatives-tories">mappe elettorali odierne</a> con quelle delle<a href="https://www.bbc.com/news/election-2017-40176349"> elezioni di due anni</a> fa la maggiore omogeneità della maggioranza conservatrice appare lampante e significativa. Il binomio tra <strong>collasso del sostegno ai laburisti </strong>nelle aree industriali ed operai e la scommessa di larga parte dell&#8217;elettorato su Boris Johnson come uomo capace di portare a termine la Brexit ha prodotto il risultato oltre ogni aspettativa del 12 dicembre.</p>
<p>Ora per i conservatori verrà la sfida più difficile: rispondere alle istanze politiche, economiche e sociali di queste comunità con un governo che sappia migliorare servizi e finanziamenti verso le roccaforti della Brexit. Ne sarà Boris Johnson capace? L&#8217;agenda conservatrice parla di importanti investimenti in infrastrutture e servizi sanitari, ma fondamentale sarà la capacità di trasformare, nuovamente, il Regno Unito in un importante <strong>produttore industriale</strong>. Se così sarà, il radicamento Tory nelle storiche roccaforti laburiste sarà una conseguenza inevitabile.</p>
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		<title>Johnson resisterà all&#8217;assalto di Corbyn?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/johnson-resistera-allassalto-di-corbyn.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 06:13:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Conservatore]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Laburista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1012" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-elezioni-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-elezioni-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-elezioni-Getty-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-elezioni-Getty-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-elezioni-Getty-1024x691.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Manca poco alle decisive elezioni britanniche che chiameranno per la terza volta in quattro anni il Paese alle urne per rinnovare la Camera dei Comuni. Boris Johnson ha scommesso sul ritorno anticipato alle urne per cercare di ottenere quanto era stato negato a Theresa Maynel 2017: un&#8217;ampia maggioranza parlamentare volta a garantire una Brexit guidata senza indugi dal Partito Conservatore. Piattaforma di partenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/johnson-resistera-allassalto-di-corbyn.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1012" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-elezioni-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-elezioni-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-elezioni-Getty-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-elezioni-Getty-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-elezioni-Getty-1024x691.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Manca poco alle decisive elezioni britanniche che chiameranno per la terza volta in quattro anni il Paese alle urne per rinnovare la Camera dei Comuni. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html">Boris Johnson</a> ha scommesso sul ritorno anticipato alle urne per cercare di ottenere quanto <a href="https://it.insideover.com/politica/la-rimonta-corbyn.html">era stato negato a </a>Theresa Maynel 2017: un&#8217;ampia maggioranza parlamentare volta a garantire una <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-johnson-e-lunico-leader-in-grado-di-fare-la-brexit.html">Brexit guidata senza indugi dal <strong>Partito Conservatore</strong></a>. Piattaforma di partenza per il sogno della Global Britain<strong>, </strong>ritrovata potenza finanziaria e politica autonoma.</p>
<p>Allora, nonostante un guadagno di 5,5 punti percentuali e il 42,3% dei consensi, i <strong>Tory </strong>non riuscirono a vincere un numero di collegi uninominali sufficienti a ottenere la maggioranza assoluta. Questo perché nelle ultime settimane prima del voto subirono l&#8217;inattesa <strong>rimonta laburista, </strong>trainata dalla capacità del leader Jeremy Corbyn di giocarsi sul terreno della campagna elettorale le sue partite migliori.</p>
<p>Adesso come allora Corbyn arriva in rimonta: se tra il 2015 e il 2017, così come nell&#8217;ultimo biennio, aveva inizialmente pagato le incertezze sulla Brexit la campagna per le elezioni gli ha permesso di portare il focus sui <strong>problemi concreti </strong>dei cittadini britannici. Sanità, infrastrutture, sicurezza, lavoro: la sfida Johnson-Corbyn si è giocata su temi reali, sul futuro potere di spesa del governo britannico, sul comune sentore della necessità di una discontinuità, interpretata da Johnson con un ritorno a una classica agenda conservatrice depurata dal superamento dell&#8217;austerità e da Corbyn con il rilancio di una piattaforma di sinistra radicale<strong>, </strong>i<a href="https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-delleconomia-tra-johnson-e-corbyn.html">nnestata su un robusto piano di nazionalizzazioni.</a></p>
<p>Johnson non ha fatto l&#8217;errore della May, che nel 2017 condusse una disastrosa campagna elettorale sottovalutando Corbyn. Nel suo manifesto elettorale, fa notare il <em>Financial Times, </em>si ritrovano la promessa di un incremento di 20mila unità nel personale del National Health Service (Nhs),un aumento di <strong>20 miliardi di sterline </strong>degli investimenti infrastrutturali e tagli alle tasse sul lavoro.</p>
<p>I conservatori sono proiettati nei sondaggi in ampio vantaggio, a +150 seggi sui laburisti (360-365 contro poco più di 210), abbastanza da consentire una comoda maggioranza, ma bisogna ricordare che anche nel maggio 2017, poco prima delle ultime elezioni, le previsioni parlavano di un plebiscito a favore di <strong>Theresa May</strong>, accreditata di oltre 400 seggi (ne otterrà 310) contro i 150 del partito di Corbyn (che ne otterrà più di 260). In un sistema fondato sui collegi uninominali in cui<a href="https://www.electoral-reform.org.uk/latest-news-and-research/media-centre/press-releases/revealed-nearly-200-seats-havent-changed-hands-since-world-war-ii/?fbclid=IwAR0VLPphvRzdo5wxMlHe4rOscZ8f-ytuercUMTp65DCPqRBudkY2FI3fBWM"> 192 seggi non hanno cambiato padrone</a> dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi (98 laburisti e 94 conservatori) la partita è di fatto aperta in quei seggi &#8220;contendibili&#8221; dove anche eventi avvenuti sul filo di lana possono far la differenza.</p>
<p>Johnson ha cavalcato le debolezze della comunicazione di Corbyn (<a href="https://it.insideover.com/politica/le-accuse-di-antisemitismo-che-fanno-tremare-corbyn.html">dalle accuse di antisemitismo che continuano a bersagliarlo</a> ai tentennamenti sulla Brexit) riuscendo, come fa notare il quotidiano della City, a scappare in avanti nella corsa alla conquista dei seggi pro-Brexit dell&#8217;Inghilterra del Nord; nelle ultime ore prima del voto, tuttavia, il primo ministro uscente sta subendo numerosi colpi ai fianchi sul tema della sanità e sulla difficoltà a presentare un&#8217;agenda omnicomprensiva per la Gran Bretagna del futuro. La grande assente della campagna elettorale, in tal senso, è stata la <strong>politica estera</strong>. E se all&#8217;opposizione questa mancanza può essere riconosciuta come più marginale, per i Tory una grande incognita sarà la capacità di portare avanti l&#8217;idea di Regno Unito &#8220;imperiale&#8221; in caso di vittoria.</p>
<p>Sicuramente i due leader hanno conquistato una vittoria comune riducendo la sfida, sostanzialmente, a un testa a testa dopo che le elezioni europee avevano consegnato l&#8217;immagine del tracollo di popolarità dei partiti dominanti nel panorama inglese. Il consenso conquistato in quell&#8217;occasione, caratterizzata dal voto proporzionale, da <strong>Brexit Party e Liberaldemocratici </strong>è rapidamente evaporato. Johnson e Corbyn hanno compattato il loro elettorato tradizionale e ora si sfidano per la conquista della classe media del Regno Unito profondo, spina dorsale della vittoria del Leave al referendum del 2016 e ago della bilancia nei successivi voti nel Paese. Johnson ha condotto con sagacia la campagna elettorale ma il vecchio socialista Corbyn, decano dei Comuni, non va sottovalutato: <strong>la campagna elettorale è il suo terreno preferito</strong>. E a poche ore dall&#8217;apertura delle urne <strong>nulla è scontato </strong>nel Paese di Sua Maestà.</p>
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		<title>Le accuse di antisemitismo che fanno tremare Corbyn</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-accuse-di-antisemitismo-che-fanno-tremare-corbyn.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2019 09:40:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1488" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Corbyn (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961.jpg 1488w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961-768x362.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961-1024x482.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1488px) 100vw, 1488px" /></p>
<p>Secondo quanto dichiarato da John mcDonnell, le possibilità che i laburisti perdano le prossime elezioni per Westminster sono altissime. Oltre ad un minore impatto della propria campagna elettorale, a pesare saranno le accuse di antisemitismo che nei mesi scorsi sono state rivolte al candidato Jeremy Corbyn. La gravissima mancanza del non aver voluto affrontare la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-accuse-di-antisemitismo-che-fanno-tremare-corbyn.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1488" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Corbyn (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961.jpg 1488w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961-768x362.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961-1024x482.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1488px) 100vw, 1488px" /></p><p><a href="https://www.reuters.com/article/us-britain-election-antisemitism/uk-labours-mcdonnell-i-worry-anti-semitism-has-affected-our-election-campaign-iduskbn1yc099">Secondo quanto dichiarato da John mcDonnell</a>, le possibilità che i laburisti perdano <a href="https://it.insideover.com/politica/nel-regno-unito-i-partiti-si-preparano-al-voto.html">le prossime elezioni per Westminster</a> sono altissime. Oltre ad un minore impatto della propria campagna elettorale, a pesare saranno le <a href="https://uk.reuters.com/article/uk-britain-eu-johnson-corbyn/johnson-corbyn-guilty-of-anti-semitism-idUKKCN1UA2A2">accuse di antisemitismo</a> che nei mesi scorsi sono state rivolte al candidato <strong>Jeremy Corbyn</strong>. La gravissima mancanza del non aver voluto affrontare la questione è stata una macchia indelebile nella campagna elettorale socialista, affossando le già scarse possibilità di successo.</p>
<h3>Oltre la vicenda: l&#8217;arma scarica dei laburisti</h3>
<p>Ad un occhio attento non sarà sfuggita la netta differenza nei confronti dei rapporti con l&#8217;<strong>Unione europea</strong> da parte dei due partiti in corsa per il governo della corona. La netta chiusura a tutto ciò che non è Regno Unito da parte dei Tories avrebbe dovuto spingere i laburisti a polarizzarsi verso la visione opposta, per poter contare su una più vasta sfera di influenza. L&#8217;apertura al resto del mondo, con i canonici discorsi di integrazione e di scambio culturale, avrebbe dovuto invece rappresentare la base fondante attorno al quale far ruotare l&#8217;intero piano di governo. La gaffe di Corbyn da sola sarebbe bastata a danneggiare irreparabilmente la campagna elettorale rossa; il non aver affrontato la questione né a livello personale né a livello di partito sembra il canto di ritirata della retroguardia francese a Waterloo.</p>
<p>Questo porta l&#8217;attenzione verso un altro elemento importante: la campagna elettorale laburista non è stata incentrata minimamente sul cercare di sminuire i Tories additando la loro volontà di uscita dall&#8217;Unione europea come una scelta razzista e nazionalista. Soprattutto perché dopo la questione antisemita sarebbe apparso se non ipocrita almeno forzato, essendo stati i primi a non aver rivolto parole benevole nei confronti delle <strong>minoranze</strong>. Peccato che la tutela e il rispetto delle minoranze siano proprio il cuore pulsante di ogni partito di sinistra a livello europeo e non solamente in Inghilterra.</p>
<h3>La sinistra senza paura non vince</h3>
<p>Spesso i partiti di destra vengono additati come portatori di odio, che cercano di instaurare la <strong>paura</strong> nella popolazione per aumentare il proprio bacino elettorale. Come ben evidenziato dalla campagna elettorale del Regno Unito le cose però stanno in modo decisamente diverso: è la sinistra che senza paura non vince. Quando le formazioni rosse non riescono a improntare la propria campagna elettorale sui rischi derivanti dalla formazione di un governo di destra e di conseguenza non riescono a spaventare l&#8217;elettorato moderato, ottengono delle fragorose sconfitte.</p>
<p>Alla luce di ciò, è lecito interrogarsi circa chi davvero utilizzi lo strumento della paura e perché ciò avvenga. È innegabile che le dottrine più vicine alle logiche dei conservatori sulla salvaguardia dei confini e della economia patria si fondino sulla paura del peggioramento dello status acquisito. Ma è altrettanto vero che l&#8217;accusa che vede in questa ideologia qualcosa che vada oltre le considerazioni meramente economiche e sociali è a sua volta un tentativo di <strong>dominare l&#8217;elettorato</strong> tramite la paura. Dopo essersi giocati la carta dell&#8217;antisemitismo, al partito laburista è stato di fatto negato lo strumento della paura, lasciando allo sbaraglio la compagine di Corbyn: il rischio di essere accusati di ipocrisia sarebbe stato troppo elevato.</p>
<h3>I laburisti hanno perso il voto dei lavoratori</h3>
<p>Essendosi eretti sempre a difesa dei settori più a rischio della popolazione, l&#8217;autogol laburista ha avuto effetto anche verso le altre minoranze del Regno Unito, nonché verso la classe operaia. Se non si riesce infatti a difendere neanche un concetto che ormai è dato per acquisito almeno dalla maggioranza della popolazione, come si può pensare che Corbyn si possa schierare a favore delle minoranze in condizioni più ambigue? La poca fiducia che ha avvolto la campagna elettorale del partito laburista è dunque la causa primaria delle loro difficoltà, in un momento in cui, dati i fallimenti dei Tories nelle trattative con Bruxelles, poteva giocare un ruolo chiave nella disputa alle urne. Medesimo discorso vale anche per la classe operaia del Paese.</p>
<p>Se la vittoria di<strong> Boris Johnson</strong> arriverà <a href="https://uk.reuters.com/article/uk-britain-election-polls-bmg/johnson-extends-lead-over-labour-to-nine-points-bmg-poll-idUKKBN1YC0KX">con quasi dieci punti percentuali di scarto</a> come sembrano stimare gli exit poll, trovare il colpevole della sconfitta in casa laburista sarà alquanto semplice. La politica nasce e discende dall&#8217;arte della dialettica: dopo l&#8217;uscita antisemita da parte di Corbyn, trovare colui che non ha raggiunto la sufficienza è un compito abbastanza semplice. Inoltre, dovrebbe dare molti spunti su cui riflettere al partito che per l&#8217;ennesima volta si troverà a fare opposizione, nonostante abbia il bacino elettorale più grande di tutto il Regno Unito.</p>
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