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	<title>Elezioni in Argentina Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Aug 2023 17:43:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Elezioni in Argentina Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;Argentina a destra, guerra alle spie russe, due anni di orrori in Afghanistan: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/largentina-a-destra-guerra-alle-spie-russe-due-anni-di-orrori-in-afghanistan-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Aug 2023 17:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni in Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalle elezioni in Argentina, ai talebani in Afghanistan fino alle spie russe in Europa: ecco le cinque notizie del giorno</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/largentina-a-destra-guerra-alle-spie-russe-due-anni-di-orrori-in-afghanistan-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">L&#8217;Argentina a destra, guerra alle spie russe, due anni di orrori in Afghanistan: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230814185153818_5752876d605d981a02aab73b4377f649-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Argentina ha vinto le primarie il trumpista Javier Milei, portando l&#8217;ultradestra vicina alla vittoria delle prossime elezioni. Dopo due anni di governo talebano, l&#8217;Afghanistan rischia di collassare tra povertà e violazioni dei diritti umani. La Norvegia si avvicina ai cieli russi e Mosca risponde con un caccia MiG-29 per intimorire. In Pakistan c&#8217;è un nuovo primo ministro ad interim che però la popolazione non vuole. Cracovia e Kiev intercettato e arrestano spie russe in una guerra che va oltre le bombe: <strong>ecco le cinque notizie del giorno</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L’ultradestra arriva in Argentina, dove vince le elezioni il trumpista Javier Milei</h2>



<p><strong>Javier Milei</strong>. Questo il nome del nuovo probabile presidente dell’<strong>Argentina </strong>che ha vinto le primarie per la scelta dei candidati alle presidenziali di ottobre. Il suo è un profilo trumpista: nega il cambiamento climatico, considera l&#8217;educazione sessuale un complotto contro la famiglia, vuole vietare l&#8217;aborto, liberalizzare il possesso di armi e “dollarizzare” l&#8217;economia argentina. Il 52enne ha ottenuto il <strong>30% </strong>di voti alle primarie col partito populista e ultraliberista &#8220;La libertad avanza”. Con grande sorpresa ha battuto tutti cavalcando l’onda del malcontento argentino nei confronti della galoppante inflazione arrivata al 100%. &#8220;E&#8217; la fine della casta inutile, parassita e corrotta che governa l&#8217;Argentina&#8221;, ha giubilato Milei, promettendo di &#8220;ricostruire il paese&#8221; se sarà eletto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due anni di orrori: l’Afghanistan sul punto di non ritorno</h2>



<p>A due anni dalla presa del potere dei talebani, l’<strong>Afghanistan</strong> è sull’orlo della rovina. Ad annunciarlo Amnesty International che dichiara una nuova era di violenze e diritti umani perpetrata dai talebani. Questi continuano a violare sistematicamente molti <strong>diritti umani</strong>. Secondo l’Alto commissariato delle <strong>Nazioni Unite</strong> per i diritti umani, il divario tra le promesse e le pratica delle autorità afghane si è nettamente ampliato e la vera natura dei talebani smascherata. &#8220;Due anni fa i talebani hanno preso il potere in Afghanistan e da allora le politiche che hanno imposto alla popolazione afghana hanno portato a una continua, sistematica e scioccante <strong>revoca di una moltitudine di diritti umani</strong>, compresi i diritti all&#8217;istruzione, al lavoro e alle libertà di espressione, assemblea e associazione”, si legge nel testo delle Nazioni Unite. I più colpiti, come previsto, sono donne, ragazze e bambine, ma anche persone con disabilità, difensori dei diritti umani, giornalisti e molti altri. &#8220;I fatti sul campo hanno dimostrato un sistema accelerato, sistematico e totalizzante di segregazione, emarginazione e persecuzione”, dichiarano le Nazioni Unite.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Guerra fredda tra i cieli di confine russo</h2>



<p>La presenza di un aereo norvegese è stata rilevata sul <strong>Mare di Barents</strong> dalle autorità russe. L’aereo di darebbe avvicinato al confine russe e avrebbe poi effettuato un’inversione a U per tornare indietro. “L&#8217;equipaggio del jet da combattimento russo ha identificato l&#8217;obiettivo aereo come un velivolo di pattugliamento della <strong>base R-8A Poseidon dell&#8217;aeronautica norvegese</strong>”, si legge in una nota diffusa da Mosca. A quel punto le forze russe si sarebbero mobilitate con un <strong>caccia MiG-29</strong> per intercettare l’aereo norvegese per &#8220;prevenire una violazione&#8221; del confine da parte di un aereo di pattuglia norvegese”, come ha specificato il ministero della difesa russo. Le tensioni tra i cieli di confine rimangono molto alti ed episodi simili non sono sporadici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Presta giuramento il nuovo premier di un Pakistan in rivolta</h2>



<p>In attesa delle elezioni di novembre, l’ex senatore <strong>Anwarul Haq Kakar</strong> ha prestato giuramento a Islamabad come <strong>premier ad interim</strong>. Ha ricevuto l’incarico dal presidente <strong>Arif Alvi</strong> nel giorno dell’indipendenza del Pakistan dalla Gran Bretagna avvenuta nel 1947. La nomina è avvenuta durante una cerimonia a cui era presente anche l’ex primo ministro <strong>Shehbaz Sharif</strong>. Karkar ha dichiarato di aver rinunciato alla sua appartenenza al <strong>Balochistan Awami Party (Bap) </strong>per prendersi carico del ruolo di primo ministro. &#8220;Mi sforzerò di preservare l&#8217;ideologia islamica che è alla base della creazione del Pakistan”, ha promesso Kakar nel discorso tenuto durante la cerimonia. Il giuramento avviene in un periodo caldo in Pakistan dopo la condanna dell’ex primo ministro Imran Khan che ha provocato tensioni e scontri nelle piazze del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Guerra alle spie filo russe</h2>



<p>La guerra la si fa anche nelle retrovie in un gioco di <strong>spionaggio</strong> che coinvolge tutte le parti in causa. È il caso dell’uomo condannato a 12 anni di carcere in <strong>Ucraina</strong>. Si tratta di <strong>Valery Shaitanov,</strong> ex funzionario dell’intelligence ucraina riconosciuto colpevole di aver condotto azioni di spionaggio per la Russia per 30 anni. Shaitanov era stato arrestato nell’aprile 2022 dopo &#8220;prove evidenti&#8221; che avesse pianificato &#8220;atti terroristici&#8221; in Ucraina dietro il compenso di 200mila dollari e un passaporto russo” ha dichiarato il procuratorie generale di Kiev. Anche la <strong>Polonia</strong> è alle prese con presunte spie. Cracovia ha arrestato <strong>due cittadini russi</strong> che, secondo le autorità polacche, stavano &#8220;distribuendo materiale di propaganda del <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gruppo Wagner</a>&#8221; a Varsavia e Cracovia. Entrambi sono quindi stati accusati di spionaggio e e arrestati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le cinque elezioni chiave in America Latina a novembre</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-cinque-elezioni-chiave-in-america-latina-a-novembre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 07:18:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Stati Uniti-America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1398" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-1024x746.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un mese “elettorale” questo novembre già trascorso per metà, che mette in fermento il panorama politico latino-americano con esiti tutti da discutere e metabolizzare. Cinque i Paesi del subcontinente coinvolti – Argentina, Cile, Honduras, Nicaragua e Venezuela. Argentina La coalizione Together for Change, la principale forza di opposizione argentina, esce vincitrice dalla tornata elettorale di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-cinque-elezioni-chiave-in-america-latina-a-novembre.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-cinque-elezioni-chiave-in-america-latina-a-novembre.html">Le cinque elezioni chiave in America Latina a novembre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1398" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-1024x746.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un mese “elettorale” questo novembre già trascorso per metà, che mette in fermento il panorama politico latino-americano con esiti tutti da discutere e metabolizzare. Cinque i Paesi del subcontinente coinvolti – <strong>Argentina</strong>, <strong>Cile</strong>, <strong>Honduras</strong>, <strong>Nicaragua</strong> e <strong>Venezuela</strong>.</p>
<h2>Argentina</h2>
<p>La coalizione <a href="https://www.batimes.com.ar/news/argentina/initial-results-in-argentinas-election-show-opposition-winning-key-races.phtml"><em>Together for Change</em></a>, la principale forza di opposizione argentina, esce vincitrice dalla tornata elettorale di domenica <strong>14 novembre</strong>, diventando la formazione più votata in gran parte dei distretti del Paese. Oltre 34 milioni di persone sono state chiamate alle urne per rinnovare la metà dei seggi al Congresso e un terzo dei seggi al Senato. L’appuntamento democratico passa anche dal successo di <strong>Maria Eugenia Vidal</strong>: con il 99,4% dei voti scrutinati, la lista capitanata da Vidal ha sbaragliato gli avversari nella Capitale ottenendo il 47% per cento dei voti, un punto in meno rispetto alle primarie di settembre, quando le tre liste presentate dalla coalizione di opposizione superavano appena il 48%. Buenos Aires resta, ovviamente, epicentro delle analisi per il futuro, nonché fulcro dei cambiamenti in moto: principale roccaforte dell&#8217;opposizione al movimento peronista, è governata dal 2015 da <strong>Horacio Rodriguez Larreta</strong>, uno dei massimi leader di <em>Insieme per il cambiamento</em>, papabile alle elezioni presidenziali del 2023.</p>
<p><strong>Il clima in cui la tornata si è svolta non è di certo dei migliori</strong>: gli elettori sono stremati dalle restrizioni della pandemia e dai problemi economici. L&#8217;inflazione annuale è salita oltre il 50% cento da quando il presidente è entrato in carica e il 42% della popolazione vive ben al di sotto della soglia di povertà (anche per questo, con le elezioni in arrivo, il governo ha congelato i prezzi dei beni per la casa). Le elezioni di medio termine in Argentina vengono comunemente considerate un referendum informale sul governo in carica, quello di <strong>Alberto Fernández</strong>, con risultati che potenzialmente danno un&#8217;idea di ciò che è in serbo per 2023.</p>
<h2>Cile</h2>
<p>Le elezioni generali, quelle del prossimo <strong>21 novembre,</strong> arrivano dopo due anni di disordini sociali e nel pieno della riscrittura della Costituzione dell&#8217;era Pinochet da parte di un&#8217;Assemblea costituente composta prevalentemente da candidati indipendenti e progressisti. Appena una mese fa, la “riscossa” dei conservatori che hanno trovato un nuovo aggregante in <strong>José Antonio Kast</strong> del Partito Repubblicano, che ha galvanizzato quella fetta di opinione pubblica animata dalla crescente preoccupazione su pensioni, immigrazione e criminalità.</p>
<p>Il candidato ultraconservatore, spesso considerato un epigono del leader brasiliano Jair Bolsonaro, si attesta nei <a href="https://www.as-coa.org/articles/poll-tracker-chiles-2021-presidential-race">sondaggi</a> al 26,5%, staccando leggermente l&#8217;ex leader studentesco di centrosinistra Gabriel Boric, al 25%. Al terzo posto l&#8217;ex ministro di centrosinistra e candidata democristiana Yasna Provoste, con il 12,1%. Se nessun candidato otterrà la maggioranza assoluta, ci sarà un ballottaggio a dicembre. In un ipotetico secondo turno tra Kast e Boric, i sondaggi suggeriscono che la sinistra guadagnerebbe il 42,9% dei voti contro il 36,8% di Kast.</p>
<h2>Honduras</h2>
<p>In Honduras l’appuntamento elettorale è previsto per il prossimo <strong>28 novembre</strong>: più di cinque milioni di honduregni andranno alle urne per eleggere un nuovo presidente, 128 membri del Congresso e 20 deputati al Parlamento. Le ultime elezioni presidenziali si sono svolte all’insegna della farsa, dei brogli e delle violenze. Il presidente <strong>Juan Orlando Hernández</strong> è stato al centro di uno scandalo a base di tangenti e narcotraffico in concorso con il fratello, Tony, condannato da una corte degli Stati Uniti. A questo, giro Hernández è fuori dai giochi, nonostante la sua rielezione rocambolesca nel 2017. <strong>Nasry Asfura</strong>, sindaco di Tegucigalpa, del partito di governo, è stato a lungo il favorito, ma il candidato ricorrente Nasralla ha cambiato le carte in tavola quando, il gioco il 13 ottobre, si è ritirato per sostenere <strong>Xiomara Castro de Zelaya</strong>, la moglie del presidente deposto in un colpo di Stato nel 2009 che ha polarizzato la società honduregna. Il sondaggio condotto dal <a href="https://www.devdiscourse.com/article/politics/1785077-honduran-leftist-holds-big-lead-ahead-of-vote-poised-to-make-history"><em>Center for Democratic Studies</em></a> e pubblicato alla fine di ottobre pone Castro in testa alle preferenze degli elettori. Il sondaggio colloca la quota prevista dei voti di Castro al 38%, rispetto al 21% di Asfura.</p>
<p>Circa un mese fa il Paese è stato scosso dall’arresto del candidato presidenziale <strong>Santos Rodriguez</strong> per riciclaggio di denaro relativo al traffico di droga e omicidio. Rodriguez, un capitano dell&#8217;esercito in pensione, non era di certo tra i favoriti, tantomeno l’unico candidato a fronteggiare simili accuse nel panorama politico locale. Secondo i testimoni sarebbe stato coinvolto nella morte di molte persone, tra cui un informatore della <em>Drug Enforcement Agency</em> degli Stati Uniti.</p>
<h2>Nicaragua</h2>
<p>Poco più di 4 milioni di elettori erano attesi alle urne lo scorso <strong>7 novembre</strong>. Nonostante siano trascorsi giorni dalla vittoria di <strong>Daniel Ortega</strong>, il risultato ha scatenato l’ira dell’organizzazione degli Stati Americani, costretta ad adottare una risoluzione, bollando la vittoria elettorale di Ortega come “ingiusta”. La risoluzione, che afferma che le elezioni del 7 novembre &#8220;non sono state libere, eque o trasparenti e mancano di legittimità democratica&#8221;, è stata votata da 25 nazioni mentre 7 si sono astenute, tra cui Messico, Honduras e Bolivia. Ortega ha impedito a giornalisti e osservatori internazionali dell&#8217;Organizzazione degli Stati americani di entrare nel Paese per verificare il processo elettorale, come avviene nel resto dei Paesi del continente. Naturalmente, il governo ha accolto almeno una dozzina di gruppi politici e giornalisti che sostengono il partito di governo, il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, tra cui il costaricano Roberto Zelaya, candidato legislativo per il <em>Pueblo Unido</em>.</p>
<p>Nei mesi precedenti le elezioni, Ortega ha incarcerato sette principali contendenti alla presidenza dell&#8217;opposizione, insieme a politici, attivisti e giornalisti, al fine di garantirsi un quinto mandato. Senza grandi candidati o partiti di opposizione in corsa, la vittoria di Ortega, di sua moglie e vicepresidente Rosario Murillo e del suo partito sandinista <em>National Liberation Front</em> sembrava ben più che predeterminata. E nonostante il Nicaragua non abbia mai avuto blocchi legati al Covid, come per magia in campagna elettorale sono comparse <a href="https://www.vozdeamerica.com/a/un-dia-mitin-politico-candidato-presidencial-nicaragua/6262521.html%C2%A0%C2%A0">rigide restrizioni elettorali</a> legate alla pandemia, supervisionate dal Consiglio Elettorale Supremo-allineato a Ortega- e dalla Polizia Nazionale. Secondo le informazioni del Consiglio, il Paese ha registrato una partecipazione del 65% della popolazione residente nel territorio nazionale (il Nicaragua non accetta voti da cittadini residenti all&#8217;estero) dichiarando vincitori Ortega e Murillo con il 76% dei voti.  Tuttavia, i delegati indipendenti dell&#8217;Osservatorio cittadino <em>Urnas Abiertas</em> hanno registrato che meno del 20% della popolazione votante ha partecipato a queste elezioni. Sui social media, membri della società civile hanno denunciato che i leader dei partiti comunitari li avrebbero costretti a votare sotto intimidazioni e minacce di perdere pensioni, lavoro o benefici statali come i buoni pasto per le famiglie a basso reddito.</p>
<h2> Venezuela</h2>
<p><strong>In Venezuela gli osservatori internazionali già parlano di farsa</strong>: le elezioni regionali e locali del <strong>21 novembre</strong>, che richiameranno alle urne circa 21 milioni di elettori, presumibilmente confermeranno la vittoria schiacciante della <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-i-narco-militari-hanno-trasformato-il-venezuela-in-una-prigione.html">dittatura venezuelana</a>. Il dubbio residuo alberga a proposito delle missioni elettorali internazionali che qui giungeranno nelle prossime ore: Unione Europea, Nazioni Unite e il Carter Center, ratificheranno lo <em>status quo</em> o daranno battaglia?</p>
<p><strong>Nicolàs Maduro</strong>, nel frattempo, sta costruendo una narrazione angelicata del momento elettorale che rischia di abbagliare le missioni di cui sopra, troppo concentrate sulla conta dei voti e poco sul lungo processo che ha portato alle elezioni. Il sostegno interno a <strong>Juan Guaidó</strong>, il leader dell&#8217;opposizione riconosciuto dagli Stati Uniti e da diverse nazioni come legittimo leader <em>ad interim</em> all&#8217;inizio del 2019, si sta sgretolando mentre tre dei quattro maggiori partiti di opposizione, ora si oppongono agli sforzi degli Stati Uniti per sostenere Guaidó per un altro anno. La Russia, che dal canto suo ha prestato miliardi di dollari al Venezuela, fornito armi e ha investito nel suo settore petrolifero sta a guardare. Adesso, però, c’è un terzo giocatore, l’Europa, che vede-non si sa quanto chiaramente- una terza via: <strong>Josep Borrell</strong> ha, infatti, descritto la <a href="https://www.europarl.europa.eu/delegations/en/eeas-statement-of-29-september-2021-eu-s/product-details/20210930DPU31242">missione in Venezuela</a> come “un percorso verso elezioni credibili, inclusive e trasparenti”, i cui osservatori aiuterebbero a dare una possibilità ai candidati dell&#8217;opposizione che si candidano alle loro prime elezioni in tre anni. Tuttavia, sarà facile per Maduro e i suoi accoliti ripulirsi di fronte agli occhi europei nelle ore sacre del voto, ma la schiena dell’Europa sarà talmente dritta da non farsi gettare fumo negli occhi?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I peronisti di Fernandez hanno sconfitto Macri</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-peronisti-di-fernandez-hanno-sconfitto-macri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2019 09:46:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Argentina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1477" height="832" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Alberto-Fernandez-Argentina-La-Presse-e1572255928242.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Argentina Fernandez" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Alberto-Fernandez-Argentina-La-Presse-e1572255928242.jpg 1477w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Alberto-Fernandez-Argentina-La-Presse-e1572255928242-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Alberto-Fernandez-Argentina-La-Presse-e1572255928242-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Alberto-Fernandez-Argentina-La-Presse-e1572255928242-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Alberto-Fernandez-Argentina-La-Presse-e1572255928242-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1477px) 100vw, 1477px" /></p>
<p>La sinistra ha vinto le elezioni presidenziali in Argentina ed i peronisti tornano così, dopo quattro anni di assenza, ad insediarsi nella Casa Rosada. Alberto Fernandez, candidato del Fronte di Tutti, si è imposto con circa il 48 per cento dei suffragi contro il poco più del 40 per cento ottenuto da Mauricio Macri, presidente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-peronisti-di-fernandez-hanno-sconfitto-macri.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1477" height="832" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Alberto-Fernandez-Argentina-La-Presse-e1572255928242.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Argentina Fernandez" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Alberto-Fernandez-Argentina-La-Presse-e1572255928242.jpg 1477w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Alberto-Fernandez-Argentina-La-Presse-e1572255928242-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Alberto-Fernandez-Argentina-La-Presse-e1572255928242-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Alberto-Fernandez-Argentina-La-Presse-e1572255928242-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Alberto-Fernandez-Argentina-La-Presse-e1572255928242-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1477px) 100vw, 1477px" /></p><p>La sinistra ha <a href="https://www.bbc.com/news/world-latin-america-50203727">vinto</a> le elezioni presidenziali in <strong>Argentina</strong> ed i peronisti tornano così, dopo quattro anni di assenza, ad insediarsi nella Casa Rosada.</p>
<p><strong>Alberto Fernandez</strong>, candidato del Fronte di Tutti, si è imposto con circa il 48 per cento dei suffragi contro il poco più del 40 per cento ottenuto da <a href="https://it.insideover.com/schede/senza-categoria/chi-e-mauricio-macri.html">Mauricio Macri</a>, presidente in carica ed esponente liberale. La legge elettorale argentina prevede che qualora un candidato superi il 45 per cento dei consensi oppure scavalchi l&#8217;asticella del 40 per cento distanziando di almeno 10 punti il rivale più immediato non ci sia bisogno dello svolgimento del ballottaggio. Il trionfo della sinistra è destinato ad alterare, almeno parzialmente, gli equilibri regionali e Buenos Aires pare destinata ad entrare in rotta di collisione con Jair Bolsonaro, presidente del Brasile.</p>
<h2>Un esito scontato</h2>
<p>Il successo di Fernandez era nell&#8217;aria da tempo, almeno da quando aveva sconfitto Macri nelle primarie aperte, simultanee ed obbligatorie (Paso) che avevano avuto luogo nel mese di agosto. In quell&#8217;occasione il progressista aveva distanziato il conservatore di quindici punti, 47 a 32 e ciò aveva indotto gli osservatori a ritenere come la posizione di Macri fosse ormai molto precaria. I risultati delle consultazioni presidenziali, in realtà, sono stati meno duri di quanto ci si potesse aspettare per il centro-destra che però non è riuscito a recuperare l&#8217;enorme distacco che lo ha separato dai vincitori. Le <a href="https://www.theguardian.com/world/2019/oct/28/argentina-election-macri-out-as-cristina-fernandez-de-kirchner-returns-to-office-as-vp">cause</a> della sconfitta sono molto chiare: l&#8217;Argentina vive una <strong>grave crisi economica</strong>, il peso è molto debole, l&#8217;inflazione viaggia su tassi del 56 per cento annui e la percentuale di popolazione che vive sotto la soglia di <a href="https://it.insideover.com/economia/argentina-crisi-peronisti-buenos-aires.html">povertà</a> ha raggiunto il 35 per cento del totale. Macri non poteva non risentire di questo sviluppo, anche perché uno degli slogan della sua campagna elettorale, nel 2015, era stato quello di &#8220;zero povertà&#8221;. Il presidente in carica aveva anche chiesto ed ottenuto, nel 2018, un prestito di 57 miliardi di dollari dal Fondo Monetario Internazionale per cercare di salvare la sempre più pericolante economia del Paese, che rischia il crack.</p>
<h2>Un futuro difficile</h2>
<p>Alberto Fernandez <a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/10/argentina-rejects-austerity-elect-alberto-fernandez-president-191028004353278.html">eredita</a> una situazione complessa, che potrebbe persino peggiorare e trascinare il Paese nel caos. La sua vicepresidente sarà<strong> Cristina Fernandez de Kirchner</strong>, a sua volta capo di Stato tra il 2007 ed il 2015, una figura molto popolare ma anche divisiva e che potrebbe cercare di influenzare, dietro le quinte, gli equilibri del nuovo esecutivo. Alberto Fernandez è schierato su posizioni più moderate della sua vice e vorrebbe rinegoziare il prestito con il Fondo monetario, affinché sia meno oneroso per gli argentini, aumentare le pensioni e favorire la riapertura delle piccole attività commerciali. La<a href="https://it.insideover.com/economia/argentina-vicina-default.html"> crisi economica</a> galoppante, però, rischia di trascinare via le buone intenzioni della nuova amministrazione. Lo scorso lunedì, ad esempio, la Banca Centrale ha annunciato, nel tentativo di stabilizzare il valore del peso, nuovi limiti all&#8217;acquisto di dollari americani da parte dei cittadini che potranno acquisire 200 dollari al mese oppure 100 dollari se in contanti contro il precedente limite di 10mila dollari al mese.</p>
<p>Dal punto di vista degli <strong>equilibri regionali</strong>, invece, la vittoria peronista potrebbe significare nuovo ossigeno per Caracas, circondata da esecutivi conservatori sempre più ostili e per Sucre, dove <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html">Evo Morales</a> ha subito le pressioni internazionali e le contestazioni interne dopo il successo provvisorio e sospetto alle presidenziali svoltesi il 20 ottobre. Certo, qualora i problemi di Buenos Aires peggiorassero la sua rilevanza sullo scacchiere latinoamericano diminuirebbe in maniera contestuale e l&#8217;influenza di Brasilia e Washington potrebbe tornare ad espandersi in maniera quasi incontrastata. I tempi duri per il Paese, in ogni caso, non sembrano ancora essere alle spalle e nuovi problemi rischiano di colpire Buenos Aires.</p>
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		<title>L&#8217;Argentina è nel baratro e i peronisti vogliono conquistare Buenos Aires</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/argentina-crisi-peronisti-buenos-aires.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2019 15:39:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Peronismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="734" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-9-e1568645672262.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Argentina, proteste a Buenos Aires" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-9-e1568645672262.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-9-e1568645672262-300x115.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-9-e1568645672262-768x294.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-9-e1568645672262-1024x392.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi economica in Argentina non mostra segni di miglioramento e continua a provocare un diffuso malcontento sociale in tutto il Paese. Migliaia di cittadini sono scesi in piazza a Buenos Aires e hanno protestato di fronte al Congresso Nazionale chiedendo l&#8217;adozione di misure concrete contro la crisi. Un piano alimentare di emergenza, che garantirà &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/argentina-crisi-peronisti-buenos-aires.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="734" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-9-e1568645672262.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Argentina, proteste a Buenos Aires" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-9-e1568645672262.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-9-e1568645672262-300x115.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-9-e1568645672262-768x294.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-9-e1568645672262-1024x392.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/economia/argentina-vicina-default.html">La crisi economica in Argentina</a> non mostra segni di miglioramento e continua a provocare un diffuso malcontento sociale in tutto il Paese. Migliaia di cittadini <a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/09/situation-dire-argentinians-protest-food-crisis-190913062627019.html">sono scesi in piazza a Buenos Aires</a> e hanno protestato di fronte al Congresso Nazionale chiedendo l&#8217;adozione di misure concrete contro la crisi. Un piano alimentare di emergenza, che garantirà una maggiore copertura di cibo ai più bisognosi, è attualmente in via di approvazione da parte dell&#8217;Assemblea legislativa.</p>
<p>Secondo i dati delle <strong>Nazioni Unite</strong>, riferiti al 2018, l&#8217;Argentina è uno dei Paesi latinoamericani dove i livelli di fame sono aumentati maggiormente. I dati strutturali continuano ad essere preoccupanti: l&#8217;inflazione si aggira intorno al 54 per cento, il tasso di disoccupazione è di circa il 10 per cento mentre l&#8217;economia si è contratta del 5.4 per cento nel primo quadrimestre del 2019. <a href="https://www.barrons.com/articles/blame-argentinas-economic-crisis-on-repeated-mistakes-51568374201">Il peso si è svalutato</a>, dall&#8217;inizio del 2018, del 70 per cento del suo valore originario nei confronti del dollaro americano ed in risposta al panico generalizzato l&#8217;esecutivo è stato costretto ad imporre controlli di capitali per evitare un crollo totale della valuta. L&#8217;agenzia di rating Standard and Poor&#8217;s considera il Paese in &#8220;default tecnico&#8221; dopo l&#8217;annuncio, di fine agosto, da parte del governo nazionale, di voler ristrutturare il proprio debito. L&#8217;Argentina aveva ottenuto, nel 2018 e per cercare di rilanciare la propria credibilità sui mercati, un prestito di ben<strong> 57 miliardi di dollari</strong> da parte del Fondo Monetario Internazionale.</p>
<p>In cambio degli aiuti il presidente liberale Mauricio Macri aveva promesso un forte taglio alla spesa pubblica. Il prestito non è servito a migliorare le prospettive ma anzi ha generato una situazione paradossale: l&#8217;esecutivo non è nella posizione di poter tagliare i sussidi, pena una probabile rivolta sociale visto il tasso di povertà del 30% e al tempo stesso continua a perdere credibilità sui mercati.</p>
<h2>Consultazioni imminenti</h2>
<p>La grave crisi economica è destinata ad influenzare profondamente le consultazioni presidenziali previste per il 27 ottobre. <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2019/08/12/macri-perde-le-primarie-crolla-borsa-argentina_1c2410cd-0007-482c-9989-22dca2dc8c8a.html">Il capo di Stato aveva subito una cocente sconfitta,</a> nelle primarie nazionali di agosto, da parte del peronista<strong> Alberto Fernandez</strong> suo principale sfidante e considerato ormai da molti osservatori come il probabile vincitore delle elezioni. Il peronista aveva ottenuto il 47 per cento dei voti mentre Macri appena il 32 per cento.</p>
<p><div id="gallery_229489" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_229489 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-e1577128601942.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-e1577128601942.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-2.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-2.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-3.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-3.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-4.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-4.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-5.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-5.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-6.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-6.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-7.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-7.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-8.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-8.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-9-1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-9-1.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-10.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-10.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-11.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Argentina-proteste-a-Buenos-Aires-per-il-cibo-La-Presse-11-150x150.jpg","subHtml":""}];</script></p>
<p>La popolarità di Macri è ulteriormente erosa dall&#8217;impatto che l&#8217;inflazione sta avendo <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Argentina-un-paese-sempre-piu-in-crisi-Rischio-emergenza-sanitaria-cb8ea78f-e0ce-4813-a6f1-dc8b4e624529.html">sui medicinali e sui beni alimentari </a>e dal fatto che le sue promesse elettorali, come quella di riaprire l&#8217;economia argentina dopo anni di dirigismo peronista, non state realizzate. La candidata vicepresidente, nel ticket di Alberto Fernandez, è Cristina Fernandez Kirchner, già al potere come capo di Stato dal 2007 al 2015 e vicina ai movimenti progressisti latinoamericani. Durante i suoi mandati presidenziali il Paese era andato incontro a <a href="https://www.ft.com/content/252404e8-d5b3-11e9-8367-807ebd53ab77">deficit, alti tassi di inflazione, nazionalizzazioni e controlli dei prezzi</a>. L&#8217;ex capo di Stato era inoltre stata indagata in alcuni casi di corruzione. Il sospetto di alcuni osservatori è che la Kirchner possa agire dietro le quinte ed andare ad influenzare le decisioni di Fernandez, uno spauracchio non meno minaccioso delle mancate promesse di Macri. Il problema che la nuova amministrazione andrà ad affrontare sarà, in ogni caso, quello di ereditare una situazione economica in pesante crisi, con lo spettro di un default incombente e di violente manifestazioni di piazza e tensioni sociali.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Fernandez ha recentemente chiarito alcuni punti chiave di quelle che saranno le politiche della sua amministrazione. Si parte dal rilancio del <strong>Mercosur</strong> in un contesto globale multipolare, con la necessità quindi di non legarsi strettamente ad alcuna superpotenza, che sia Russia o Stati Uniti. Con Washington, ha affermato Fernandez, sarà necessario istituire un rapporto maturo che non sia né di scontro né di sudditanza mentre l&#8217;approccio da adottare nei confronti del Venezuela non sarà interventista ma equidistante, un cambiamento sostanziale rispetto all&#8217;appoggio fornito dall&#8217;attuale capo di Stato all&#8217;oppositore venezuelano Juan Guaidò. <a href="https://www.pagina12.com.ar/216855-las-ocho-claves-de-alberto-fernandez?utm_term=Autofeed&amp;utm_medium=Echobox&amp;utm_source=Facebook&amp;fbclid=IwAR20jK9iVs9kjdAz9ItMYjJuqsfz8AYOu340-CR3ywcINKkzt-oUHtENkic#Echobox=1567898113">Tra i vari punti programmatici</a> spicca anche l&#8217;impegno a onorare i debiti assunti con i creditori ma non a discapito del benessere degli argentini. In questa promessa si celano tutte le incognite che riguardano il prossimo futuro di Buenos Aires. La necessità di non tagliare la spesa pubblica e di supportare le fasce più povere della popolazione, infatti, si accompagna, proprio per generare un benessere durevole e far uscire il Paese dallo stato di crisi, a quella di un ritorno alla stabilità per quanto riguarda il valore dei parametri macroeconomici.</p>
<p>Non esiste una ricetta facile per ottenere questo duplice risultato e Fernandez lo sa bene ed è anche conscio del rischio di ereditare la gestione di un Paese sull&#8217;orlo del collasso. Una riconferma di <strong>Mauricio Macri</strong> è estremamente improbabile viste le cattive acque in cui naviga attualmente l&#8217;Argentina e la necessità di recuperare i quindici punti di svantaggio accumulati nei confronti del suo rivale alle primarie nazionali. La transizione politica sembra dunque iniziata ancor prima delle consultazioni ma le prospettive restano nere. Preoccupa, inoltre, la forte instabilità che un possibile crack di Buenos Aires potrà generare sui mercati finanziari mondiali e nel resto dell&#8217;America Latina, già alle prese con la grave crisi venezuelana.</p>
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		<title>Macri ko alle primarie: cosa significa per l&#8217;Argentina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macri-ko-alle-primarie-cosa-significa-per-largentina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 08:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Austerity]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Argentina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Argentina-borse-Macri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le borse dopo la sconfitta di Mauricio Macri alle primarie (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Argentina-borse-Macri.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Argentina-borse-Macri-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Argentina-borse-Macri-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Argentina-borse-Macri-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando nel 2015 Mauricio Macri, l&#8217;imprenditore ed ex presidente del Boca Juniors, riuscì a strappare la Casa Rosada, residenza del capo dello Stato argentino, agli eredi divisi dei peronisti di Cristina Kirchner, l&#8217;America Latina conobbe l&#8217;inizio di una fase di svolta che arginò, anno dopo anno, la presa dei governi socialisti e di sinistra sul continente sudamericano. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/macri-ko-alle-primarie-cosa-significa-per-largentina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Argentina-borse-Macri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le borse dopo la sconfitta di Mauricio Macri alle primarie (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Argentina-borse-Macri.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Argentina-borse-Macri-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Argentina-borse-Macri-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Argentina-borse-Macri-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quando nel 2015 <strong>Mauricio Macri, </strong>l&#8217;imprenditore ed ex presidente del Boca Juniors, riuscì a strappare la Casa Rosada, residenza del capo dello Stato argentino, agli eredi divisi dei peronisti di Cristina Kirchner, l&#8217;America Latina conobbe l&#8217;inizio di una fase di svolta che arginò, anno dopo anno, la presa dei governi socialisti e di sinistra sul continente sudamericano. Da ultimo, è stato il Brasile a svoltare a destra premiando la piattaforma liberista, securitaria e giustizialista di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/jair-bolsonaro-brasile.html">Jair Bolsonaro</a>, non a caso primo <a href="https://it.insideover.com/economia/bolsonaro-e-macri-sognano-unalleanza-commerciale-tra-america-latina-e-stati-uniti.html">alleato regionale</a> del presidente argentino.</p>
<p>Ponendo a parte il caso del Messico e del suo presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/andres-manuel-lopez-obrador-presidente-del-messico.html">Lopez Obrador</a>, proprio l&#8217;Argentina ha segnato il primo, fragoroso stop di un&#8217;ondata elettorale che, dal Cile all&#8217;El Salvador, aveva riportato al centro dell&#8217;agone esponenti politici favorevoli a riforme economiche di stampo neoliberista, privatizzazioni dei settori strategici e passaggio dal multilateralismo a una più granitica alleanza con gli Stati Uniti. In vista della sfida presidenziale del 27 ottobre, infatti, Macri è stato surclassato dall&#8217;ex Capo di Gabinetto di Cristina Kirchner, <strong>Alberto Fernandez,</strong> che corre in tandem con l&#8217;ex presidentessa come sua vice, alle elezioni primarie dell&#8217;11 agosto.</p>
<h2>Perché le primarie sono importanti</h2>
<p>Formalmente le primarie in Argentina servono come soglia di sbarramento fondamentale per tutti i ticket presidenziali in corsa, che devono mobilitare alle urne almeno l&#8217;1,5% del totale degli elettori votanti (in questo caso un elevatissimo 75%) per qualificarsi alla contesa elettorale vera e propria. Di fatto, l&#8217;importanza principale è legata al &#8220;braccio di ferro&#8221; tra i principali contendenti, che possono avere un primo, vero riscontro della loro capacità di mobilitazione dell&#8217;elettorato e del peso relativo con gli avversari.</p>
<p><strong>Macri </strong>in questo caso è stato surclassato dall&#8217;avversario, favorevole a una piattaforma politica contraria alle politiche di austerità e alla svolta neoliberista di Macri, fermandosi al 33% con 7,2 milioni di voti, mentre il duo Fernandez-Kirchner ha toccato 10,7 milioni di voti e il 48%, percentuale che se mantenuta gli consentirebbe di evitare il ballottaggio, dato che in Argentina la soglia per la vittoria al primo turno è fissata al 45%.</p>
<p>L&#8217;ex presidente brasiliana Dilma Rousseff ha salutato l&#8217;exploit di Fernandez come &#8220;la luce in fondo al tunnel&#8221; e l&#8217;inizio della fine della stagione di restaurazione neoliberista contro i governi del socialismo latinoamericano. Sarà davvero così? Quel che è sicuro è che Macri perde pesantemente alle primarie e rischia un disastro ancora peggiore alle elezioni di ottobre perché l&#8217;Argentina è sempre più insofferente sulla tenuta della sua agenda economica che sta impoverendo il Paese sin dall&#8217;inizio del suo mandato.</p>
<h2>Un voto travolgente contro l&#8217;austerità</h2>
<p>Uno solo è sembrato essere l&#8217;obiettivo di Macri sin dal 2015: trasformare l&#8217;Argentina in un paradiso per gli investitori stranieri aprendo al mercato le società pubbliche, i terreni e, soprattutto, i mercati finanziari del Paese. Il crollo fragoroso della borsa di Buenos Aires (anche -48% per alcuni momenti) nella giornata del 12 agosto e l&#8217;aumento del valore del dollaro sul peso, passato fino a un cambio 60 a 1, non sono da intendersi tanto come una manifestazione della sfiducia dei mercati sul programma economico dei peronisti ma, piuttosto, come la parallela dimostrazione della totale cessione di sovranità da parte di Macri ai settori speculativi della finanza e la dimostrazione degli effetti collaterali di un legame ombelicale con le borse in una fase di ristagno dell&#8217;economia reale.</p>
<p><a href="https://www.dw.com/en/argentinas-currency-plunges-to-new-low-despite-imf-aid/a-45299246">Disoccupazione e povertà in aumento</a>, oltre a un inflazione del 50%, sono stati i risultati dell&#8217;azione economica di Macri nel 2018. Illudendosi di poter rilanciare il Paese, Macri ha varato importanti programmi di liberalizzazione degli asset pubblici argentini, decretato la completa liberalizzazione del mercato valutario, rimosso qualsiasi limite all’acquisto di dollari e firmato accordi-capestro con gli ex speculatori che hanno attaccato, nelle crisi passate, il debito argentino: celebre è stato il settlement trovato con il miliardario repubblicano <strong>Paul Singer, </strong>azionista di maggioranza di <strong>Elliott</strong> e proprietario del Milan,che ha realizzato un profitto del 1.200% su dei titoli di Buenos Aires acquistati al valore ridotto di 170 milioni di dollari e che gli sono fruttati 2,3 miliardi provenienti dalle casse del Paese latinoamericano.</p>
<p>Ma non solo: Macri ha aperto linee di finanziamento insensate, come una serie di titoli centennali aventi cedole del 7% annuo, che lo hanno reso progressivamente dipendente dalle piazze finanziarie. La borsa e la finanza, soprattutto di matrice statunitense, banchettava con i pubblici denari argentini mentre, nel frattempo, per ottenere una boccata d&#8217;ossigeno il governo di Macri ha autorizzato quella che Roberto Lampa, docente di economia all’Università di San Martin di Buenos Aires, <a href="https://jacobinitalia.it/argentina-e-tornato-il-neoliberismo-o-non-se-ne-era-mai-andato/?fbclid=IwAR0rMxkCQpCPfDYHQ-fmDQ3DgrajuqdWhvfF6PuIb8VmRivrseG5Np9Oy7g">ha definito su <em>Jacobin</em></a> &#8220;la sanatoria per il rientro dei capitali più grande della storia del capitalismo (110 miliardi di dollari)&#8221;. Uno scenario greco, quello dell&#8217;Argentina di Macri, con costo della vita in aumento, disoccupazione in doppia cifra e povertà al 30%.</p>
<p>Il Fondo monetario internazionale ha voluto aprire una linea di credito da 50 miliardi di dollari verso Buenos Aires in cambio di profonde riforme strutturali e di un aumento della pressione fiscale che per Macri rischia di rappresentare il bacio della morte: cortei, proteste e manifestazioni hanno segnato la vita quotidiana di Buenos Aires nell&#8217;ultimo anno, accendendo un clima già reso teso dalle divergenze politiche tra Macri e gli avversari peronisti. Pronti a tornare in sella nel voto di ottobre e a disarcionare un Presidente che va via via perdendo il consenso della popolazione, che pure in delle elezioni legislative che ora appaiono appartenenti a un&#8217;altra epoca aveva voluto dargli fiducia. Il peronismo non è morto, ed è pronto a tornare maggioritario: e nel caso Fernandez concedesse il bis sconfiggendo Macri ad ottobre le conseguenze si farebbero sentire a livello regionale.</p>
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