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	<title>elezioni-federali-in-germania Archives - InsideOver</title>
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	<title>elezioni-federali-in-germania Archives - InsideOver</title>
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		<title>Per la Merkel l&#8217;incubo non è finito  C&#8217;è un&#8217;altra elezione alle porte</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/germania-voto-assia-merkel.html</link>
		
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2018 00:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-federali-in-germania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="894" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181015114538_27527451.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181015114538_27527451.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181015114538_27527451-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181015114538_27527451-768x458.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181015114538_27527451-1024x610.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>No, l&#8217;incubo per Angela Merkel non è affatto finito. E la cancelliera non può certo dormire sonni tranquilli. Quello che è successo in Baviera è stato l&#8217;ultimo (anzi, l&#8217;ennesimo) colpo alla sua leadership. Ma le elezioni locali non sono finite. E ce n&#8217;è un&#8217;altra che può far tremare definitivamente la Grande Coalizione. Tra meno di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/germania-voto-assia-merkel.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/germania-voto-assia-merkel.html">Per la Merkel l&#8217;incubo non è finito  C&#8217;è un&#8217;altra elezione alle porte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="894" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181015114538_27527451.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181015114538_27527451.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181015114538_27527451-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181015114538_27527451-768x458.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181015114538_27527451-1024x610.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>No, l&#8217;incubo per <strong>Angela Merkel</strong> non è affatto finito. E la cancelliera non può certo dormire sonni tranquilli. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/baviera-voto/">Quello che è successo in Baviera</a> è stato l&#8217;ultimo (anzi, l&#8217;ennesimo) colpo alla sua leadership. Ma le elezioni locali non sono finite. E ce n&#8217;è un&#8217;altra che può far tremare definitivamente la Grande Coalizione.</p>
<p>Tra meno di due settimane si voterà in <strong>Assia</strong>, <em>Land</em> di sei milioni di abitanti e con una città, Francoforte, che rappresenta il cuore finanziario dell&#8217;Europa a trazione tedesca. Anche qui, i partiti che rappresentano la <em>Große Koalition</em> sono in calo. Come scrive l&#8217;<a style="color: #0000ff" href="https://www.huffingtonpost.it/2018/10/15/prossimo-disastro-in-assia_a_23561204/?utm_hp_ref=it-esteri"><em>Huffington Post</em></a>, &#8220;la Cdu è data in calo di ben 13 punti percentuali (dal 42 % di cinque anni fa dovrebbe passare al 29%), i socialdemocratici invece &#8216;solo&#8217; di 6 punti (dal 29 al 23 %), tutto a vantaggio &#8211; anche qui &#8211; sia della formazione di destra Alternative für Deutschland (14%, cinque anni fa neanche si presentò) che dei Verdi, dati al 18% (partivano dal 10%)&#8221;. </p>
<p>Insomma, lo schema sembra essere quello che si è visto pochi giorni fa in Baviera. Caduta del partito della Merkel (in Baviera era la costola bavarese della Csu), discesa dello Spd, boom dei Verdi e comparsa in parlamento dell&#8217;ultradestra con percentuali che difficilmente scendono sotto la doppia cifra.</p>

<p>E l&#8217;eventualità che si ripeta quanto accaduto a Monaco e dintorni getta <strong>benzina sul fuoco</strong> su una coalizione di governo che inizia a stare stretta un po&#8217; a tutti. Perché tutti i partecipanti alla <em>Groko</em> (il termine per indicare la Grande Coalizione che governa a Berlino) sono certi che sia proprio quest&#8217;alleanza di governo a provocare il crollo di consenso e a dare man forte ai partiti d&#8217;opposizione.</p>
<p>Insomma, in questo caso <strong>il potere logora chi ce l&#8217;ha</strong>. Visto che i partiti che formano l&#8217;esecutivo nazionale sono le prime vittime di un cancellierato Merkel fatto di (pochi) altri e di (molti) bassi. In particolare, il punto di rottura con l&#8217;elettorato sembra essere stata la gestione dell&#8217;immigrazione. E l&#8217;Assia, così come la Baviera, fanno capire quanto pesi il tema dei migranti nei flussi elettorali.</p>
<p>A <strong>sinistra</strong>, il calo dei socialdemocratici viene ammortizzato dalla <a href="http://www.occhidellaguerra.it/verdi-baviera-belgio-lussemburgo/">forte ascesa dei Verdi</a> (che tra l&#8217;altro in Assia governano insieme alla Cdu). A <strong>destra</strong>, invece, l&#8217;emorragia di voti della Cdu fa aumentare esponenzialmente i consensi all&#8217;AfD. Cosa che in Baviera è successa solo in parte per la presenza dei <em>Freie Wahler</em>, che sono già emblema della destra borghese locale.</p>

<p>E adesso sono in molti a credere che un&#8217;eventuale batosta elettorale in Assia possa essere il vero colpo di grazia per Merkel e soci. Tanto che iniziano a circolare voci di un possibile scioglimento della Grande Coalizione e conseguenti <strong>elezioni anticipate</strong> in tutta la Germania. Il problema è che la scelta non è semplice.</p>
<p>Da una parte, i leader dei Cdu e Spd sanno perfettamente che la fine della <em>Groko</em> potrebbe essere l&#8217;unico modo per evitare la fine della loro leadership all&#8217;interno dei rispettivi partiti. Ma potrebbe anche essere l&#8217;inizio di un loro declino che per molti appare inesorabile.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte, andare a elezioni anticipate sarebbe comunque il segnale di una sconfitta. Una sconfitta che per Angela Merkel potrebbe essere duplice: <strong>potrebbe perdere in un solo colpo cancelleria e partito</strong>. Ed è difficile per chiunque accettare di poter perdere il potere facendolo, tra l&#8217;altro, di propria spontanea volontà con un&#8217;elezione che sicuramente andrebbe ad avere effetti molto negativi sul consenso del proprio partito. E il boom di consensi dell&#8217;AfD è un segnale abbastanza chiaro (dati ormai come possibile seconda forza in tutto il Paese).</p>

<p>E infatti, se da parte della leader della Cdu ci sono ancora forti perplessità, quelli più interessati a staccare la spina sono i <strong>socialdemocratici</strong>, convinti del fatto che sia proprio la Grande Coalizione a livello nazionale a creare non solo il tonfo nei consensi a livello locale ma anche in caso di future elezioni. Una scelta di rottura da parte dei vertici dello Spd potrebbe essere quella scossa necessaria per mostrarsi di fronte a propri elettori o delusi come di nuovo un partito diverso dai cristiano-democratici.</p>
<p>Ma anche in questo caso è un <strong>rischio</strong>. Perché è vero che rompere con la Cdu potrebbe essere una mossa utile. Ma è altrettanto vero che andare al voto con gli elettori in forte calo e con i Verdi che strappano consensi a valanga nel centrosinistra, potrebbe rivelarsi disastroso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/germania-voto-assia-merkel.html">Per la Merkel l&#8217;incubo non è finito  C&#8217;è un&#8217;altra elezione alle porte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quel turco anti Erdogan  pronto per la Cancelleria tedesca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quel-turco-anti-erdogan-pronto-la-cancelleria-tedesca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2017 18:25:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-federali-in-germania]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1061" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171020184842_24706822-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171020184842_24706822-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171020184842_24706822-1-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171020184842_24706822-1-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171020184842_24706822-1-1024x724.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Potrebbe toccare al Deutschtürke (turco tedesco) Celim Ozdemir la carica di Ministro degli Esteri tedesco. Angela Merkel ha infatti iniziato a tessere le trattative per organizzare la nuova squadra di Governo in collaborazione con altri due partiti. Da una parte il partito liberale, FDP, dall’altra i verdi, i Grunen come vengono chiamati in Germania. Ed &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quel-turco-anti-erdogan-pronto-la-cancelleria-tedesca.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1061" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171020184842_24706822-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171020184842_24706822-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171020184842_24706822-1-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171020184842_24706822-1-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171020184842_24706822-1-1024x724.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Potrebbe toccare al Deutschtürke (turco tedesco) Celim Ozdemir la carica di Ministro degli Esteri tedesco. Angela Merkel ha infatti iniziato a tessere le trattative per organizzare la nuova squadra di Governo in collaborazione con altri due partiti. Da una parte il partito liberale, FDP, dall’altra i verdi, i Grunen come vengono chiamati in Germania. Ed è proprio da questi ultimi che sarebbe arrivata <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://uk.reuters.com/article/uk-germany-politics/german-coalition-talks-deal-early-blow-to-macron-on-europe-idUKKBN1CU0ON">la proposta</a> di nominare Ozdemir al Ministero degli Esteri. Un’ipotesi che si farebbe sempre più concreta, soprattutto qualora il Ministero delle Finanze venisse affidato ad un esponente del partito liberale. In questo gioco di potere ognuno ha diritto alla propria fetta di torta.</p>
<p>Un turco tedesco che mastica politica da vent&#8217;anni</p>
<p>Chi è dunque Ozdemir e soprattutto che tipo di politica estera potrebbe impostare per il nuovo Governo Merkel? Cem Ozdemir <a href="http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&amp;accessMode=FA&amp;id=2219732&amp;codiciTestate=1&amp;sez=hgiornali&amp;testo=&amp;titolo=Un%20turco%20agli%20esteri%20a%20Berlino">è un esponente</a> dell’immigrazione di seconda generazione. È infatti figlio di immigrati turchi, giunti in Germania alla fine degli anni ‘60. Militante nel partito dei verdi fin da sedici anni, Ozdemir mastica politica in Germania da più di vent’anni. Nel 1994 infatti venne eletto nel Parlamento federale e divenne così il primo immigrato di seconda generazione ad essere rappresentato nel Parlamento tedesco.</p>
<p>Da allora una carriera in ascesa, fino a raggiungere la presidenza dello stesso Partito dei Verdi e ad entrare poi nel Parlamento europeo, di cui fa ancora parte. Ozdemir non ha mai nascosto la sua fede musulmana, pur definendosi un “säkularen Muslim”, ovvero un musulmano laico. Un credente praticante ma in grado di scindere la sfera politica da quella personale religiosa.</p>
<p>Un europeista convinto per Angela Merkel</p>
<p>Ozdemir si troverebbe, in caso di nomina, a rimpiazzare la pesante eredità di Walter Steinmeier. Ex Ministro degli Esteri del Governo Merkel e, non a caso, di fresca nomina alla presidenza della Repubblica tedesca. Steinmeier era considerato l’ “eminenza grigia”già del governo Schroder, nonché principale mente dell’Agenda 2010 (l’equivalente del Jobs Act italiano). Come ministro degli Esteri è stato poi considerato come grande mediatore oltre ad essere stato un accanito sostenitore della continuità politica tra Bruxelles e Berlino.</p>
<p>Un europeista convinto, così come pare essere il suo successore. Se infatti all’apparenza Ozdemir potrebbe sembrare una scelta improvvida, vista la sua vicinanza con il mondo turco in un momento di forte tensione con Ankara, il possibile futuro Ministro degli Esteri incarna invece la strategia della Germania del futuro.</p>
<p>Erdogan lo considera un &#8220;traditore&#8221;</p>
<p>Ozdemir, seppur di origine turca, è un rinnegato nel suo Paese d’origine. Venne chiamato “traditore” dallo stesso Erdogan, per aver definito “<strong>olocausto</strong>” il massacro perpetrato dai turchi ai danni degli armeni. Ma non solo. Il Paese di origine del padre, Passat, ha recentemente annunciato di avergli revocato la cittadinanza onoraria. D’altra parte lo stesso Ozdemir non ha mai mostrato troppa nostalgia per la sua ex madrepatria. Oltre ad aver dichiarato di “rinunciare volentieri” alla cittadinanza revocatagli, Cem si è sempre dichiarato “cittadino tedesco” non immigrato in Germania, ma ivi “nato”.</p>
<p>Ozdemir per portare la Turchia verso l&#8217;Unione europea</p>
<p>Ozdemir è stato poi più volte definito come l’Obama tedesco. Un accostamento piuttosto calzante. Cem, come Obama, potrebbe diventare il punto di riferimento per quell’immigrazione di seconda generazione, integratasi perfettamente nel tessuto cittadino e divenuta nel tempo anche benestante. Un gruppo tuttavia minoritario rispetto al totale degli immigrati, nella cui maggioranza risiedono ancora i grandi esclusi della globalizzazione. Cem Ozdemir è un europeista convinto, ma non solo. É anche un accanito sostenitore per l’entrata della stessa Turchia nell’Unione europea. La visione di Ozdemir è dunque per una Turchia occidentalizzata, dove gli interessi economici possano prevalere sulle differenze culturali.</p>
<p>Uno scenario che mal si concilia con l’attuale presidenza Erdogan, da sempre legata ad un approccio più conservatore. Il pupillo del Partito dei Verdi, se scelto come Ministro degli Esteri, potrebbe dunque essere usato proprio in funzione anti Erdogan. In un momento in cui la Turchia si è rivolta a est, accettando i piani di pacificazione russi per il Medio Oriente, il nuovo possibile Ministro degli Esteri tedesco potrebbe ridare linfa all’opposizione anti Erdogan, per riportare Ankara sui binari verso Bruxelles. </p>

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		<title>L&#8217;instabilità politica in Germania  adesso rovina i piani di Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/linstabilita-politica-germania-adesso-rovina-piani-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2017 09:11:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170926192932_24417686.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170926192932_24417686.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170926192932_24417686-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170926192932_24417686-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170926192932_24417686-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Emmanuel Macron può essere considerato il primo grande sconfitto delle elezioni appena svoltesi in Germania. Perché se di sconfitta non si può parlare per Angela Merkel, eletta per la quarta volta Cancelliera, la probabile instabilità politica conseguente a queste elezioni potrebbe rovinare i piani di Emmanuel Macron. Un Bundestag più frammentato che mai Le elezioni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/linstabilita-politica-germania-adesso-rovina-piani-macron.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/linstabilita-politica-germania-adesso-rovina-piani-macron.html">L&#8217;instabilità politica in Germania  adesso rovina i piani di Macron</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170926192932_24417686.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170926192932_24417686.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170926192932_24417686-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170926192932_24417686-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170926192932_24417686-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Emmanuel Macron</strong> può essere considerato il primo grande sconfitto delle elezioni appena svoltesi in Germania. Perché se di sconfitta non si può parlare per Angela Merkel, eletta per la quarta volta Cancelliera, la probabile instabilità politica conseguente a queste elezioni potrebbe rovinare i piani di Emmanuel Macron.</p>
<p>Un Bundestag più frammentato che mai</p>
<p>Le elezioni in Germania hanno infatti consegnato un Bundestag così frammentato come non lo si vedeva da prima della Seconda Guerra Mondiale. Le prime trattative impostate da Angela Merkel per giungere ad alleanze credibili e fattibili non sembrano andare nella giusta direzione. “Se cerca alleati di governo deve telefonare a qualcun altro”, ha <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.lastampa.it/2017/09/26/esteri/merkelmacron-la-strategia-per-tranquillizzare-leuropa-2LQvCQrPAmCgJaA1uS6vvJ/pagina.html">chiuso</a> così qualsiasi dialogo Martin Schulz, leader dei socialdemocratici. Un qualcun altro che potrebbe creare non pochi problemi al programma di Governo pensato da Angela Merkel.</p>
<p>Si tratta dei Verdi e dei Liberali, rispettivamente entrati nel Bundestag con il 9.5% e il 10.5% delle preferenze. In particolare è il secondo di questi, il partito Liberale, a creare perplessità circa la visione dell’Europa del futuro. Il Partito Liberale ha infatti, rispetto al CDU,  una posizione più permissiva nei confronti di quei Paesi che, come la Gran Bretagna, vogliono uscire dal progetto dell’Unione. Insomma una visione molto distante rispetto al dogma dell’euroestremismo portati avanti da Angela Merkel, ma soprattutto dal suo principale alleato Emmanuel Macron.</p>
<p>I sogni di Macron per l&#8217;Europa del futuro</p>
<p>Quest’ultimo si è pronunciato nella giornata di martedì all’Università della Sorbona, proprio circa il futuro dell’Europa. Riportava <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-09-25/macron-presses-ahead-with-europe-vision-as-merkel-calls-for-calm">Bloomberg</a></em> che l’enfant prodige ha elencato almeno dieci “buoni propositi” per l’Unione europea. Tra questi ha incluso la creazione di un’Agenzia per l’Innovazione, un sistema comune per aumentare i finanziamenti alle start-up, allargare il progetto Erasmus, incrementare la cooperazione in materia di anti-terrorismo e un “piano digitale” per traghettare le istituzioni europee nella nuova era tecnologica.</p>
<p>Macron intende già discutere i punti il prossimo week end a Tallin, in occasione del summit che si terrà tra i leader dei Paesi dell’Unione. Il sogno nel cassetto del Presidente francese è quello di stilare un’agenda Ue che cominci nell’estate 2018 e termini nel 2028. Dieci anni per trasformare l’Europa nel segno di Macron. C’è un grosso punto interrogativo rispetto a questa ambizione.</p>
<p>Senza Angela Merkel crolla il progetto europeo di Macron</p>
<p>È stato lo stesso enfant prodige ad ammettere che tutto questo potrà essere possibile solo con l’appoggio di Angela Merkel. La Cancelliera si trova però ora ingabbiata in un Parlamento più euroscettico che mai. È stata la Cancelliera stessa infatti a stroncare i sogni europeisti di Macron: “Insieme possiamo creare più Europa, ma questo richiede più competitività, più lavoro, più scossoni per l’Unione europea. Oggi non è il giorno per dire cosa funzionerà o meno”.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-09-25/macron-presses-ahead-with-europe-vision-as-merkel-calls-for-calm">Così</a> Angela Merkel ha chiuso, temporaneamente, le porte all’ambizioso collega dell’Eliseo. Un duro colpo per le velleità di un futuro asse franco-tedesco a traino di una nuova Unione europea. Sulla stessa agenzia<em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-germany-election-europe-analysis/german-vote-could-doom-merkel-macron-deal-on-europe-idUSKCN1BZ0VY"> Reuters</a></em> è uscita un editoriale dal titolo “Il voto tedesco può far crollare l’intesa Macron-Merkel per l’Europa”. Anzi, il deludente risultato di Angela Merkel alle elezioni tedesche, può delegittimare la stessa riforma del lavoro che Macron sta portando in patria. La riforma francese si inserisce infatti sulla scia di quella che fu la riforma del lavoro applicata in Germania, chiamata <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.economist.com/news/europe/21573583-ten-years-how-does-germanys-agenda-2010-package-rate-wunderreform">Agenda 2010</a>. La stessa venne varata dal Cancelliere Schroder, ma fu applicata e “migliorata” sotto la cancelleria di Angela Merkel. La stagnazione salariale tedesca con la relativa flessibilizzazione del lavoro potrà essere usato come modello per contrastare la riforma di Macron.</p>
<p>Emmanuel Macron non va d&#8217;accordo con le piazze</p>
<p>Un recente <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-germany-election-europe-analysis/german-vote-could-doom-merkel-macron-deal-on-europe-idUSKCN1BZ0VY">sondaggio</a> condotto dalla Bertelsmann Foundation dimostra come sia già in atto nella popolazione francese un moto di disillusione nei confronti di Macron e del suo progetto. Solo il 41% dei francesi crede che l’Europa abbia bisogno di più integrazione, dieci punti percentuali sotto la media europea. Mentre solo il 31% dei francesi vuole la creazione di un ulteriore fondo salva Stati in grado di tenere assieme l’Unione (il progetto caldeggiato proprio da Macron). L’enfant prodige ha recentemente dichiarato alla <em><a href="http://cnnpressroom.blogs.cnn.com/2017/09/19/cnn-exclusive-french-president-emmanuel-macron-speaks-to-christiane-amanpour/">CNN</a></em> che la “democrazia non è la piazza”. Le elezioni tedesche e i sondaggi stanno però dimostrando a Macron che senza il consenso della piazza non si può andare da nessuna parte. </p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/linstabilita-politica-germania-adesso-rovina-piani-macron.html">L&#8217;instabilità politica in Germania  adesso rovina i piani di Macron</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi è Alice Weidel, l&#8217;anti Merkel  dell&#8217;estrema destra tedesca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/alice-weidel-lanti-merkel-dellafd.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Sep 2017 18:03:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-federali-in-germania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1031" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623-1024x704.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Alice Weidel è la candidata di Alternative fur Deutschland per le elezioni federali tedesche. Insieme al 76enne Alexander Gauland, la Weidel ha ereditato la leadership  di Frauke Petry, la quale ha rinunciato alla candidatura dopo essere stata per mesi l&#8217;esponente di punta del mondo sovranista tedesco. Una gravidanza ed un congresso travagliato ne hanno segnato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/alice-weidel-lanti-merkel-dellafd.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1031" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623-1024x704.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Alice Weidel è la candidata di Alternative fur Deutschland per le elezioni federali tedesche. Insieme al 76enne <strong>Alexander Gauland</strong>, la Weidel ha ereditato la leadership  di <strong>Frauke Petry</strong>, la quale <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/berlino-leader-dellafd-frauke-petry-ora-chiudere-i-confini-1344807.html">ha rinunciato</a> alla candidatura dopo essere stata per mesi l&#8217;esponente di punta del mondo sovranista tedesco. Una gravidanza ed un congresso travagliato ne hanno segnato il ritiro. Il populismo teutonico, insomma, ha trovato un volto nuovo, ma sempre femminile. E così come è accaduto nel Front National per via dell&#8217;<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/cera-volta-front-philippot-lascia-marine-1444601.html">adesso separata</a> coppia Le Pen-Philippot, il duo presentato dall&#8217;Afd appare utile per incarnare entrambe le anime elettorali del partito. Gauland rappresenta la parte più critica nei confronti dell&#8217;accoglienza ai migranti, la Weidel, invece, è più focalizzata sulle tematiche economiche e sulla critica all&#8217;euro, moneta alla quale, secondo i dettati dell&#8217;Afd, la Germania dovrebbe rinunciare.</p>

<p>Alice Weidel, del resto, ha un curriculum tutto incentrato sull&#8217;economia: laurea e dottorato in economia e <em>business administration</em> presso l&#8217;università di Bayreuth. Alice Weidel ha lavorato prima per <strong>Goldman Sachsì</strong>, poi all&#8217;<strong>Allianz Global Investors</strong>, dopo uno studio universitario sul futuro pensionistico della Cina. Terminate queste esperienze, la candidata dell&#8217;Afd, ha iniziato a lavorare indipendentemente come consulente aziendale. Entrata in politica nel 2013, non a caso è tra i membri attivi del comitato del partito che si interessa di materie economico-finanziarie. Insomma, il niovo leader dell&#8217;Afd  è l&#8217; equivalente tedesco di Florian Philippot, con un simile background culturale e lo stesso accento dottrinale sul sovranismo monetario. Nelle ultime ore, il suo nome è <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/arabi-e-rom-sar-guerra-civile-email-choc-germania-1440865.html">balzato alle cronache</a>per via di una mail risalente al 2013, una conversazione privata in cui attaccherebbe pesantemente gli attuali governanti, sottolineando il rischio di una &#8220;guerra civile&#8221; con arabi, rom, sinti e altre popolazioni ed etnie. Un bello scossone mediatico, specialmente a poco più di due settimane dal voto. Sulla notizia, in realtà, si cercano conferme. Alcuni commentatori ritengono possa nascondere un attacco strumentale volto a favorire il partito liberale, in lizza con l&#8217;Afd per il terzo posto sul podio delle elezioni federali.</p>

<p>Ma <strong>l&#8217;Afd</strong>, nonostante quest&#8217;esposizione mediatica, continua a rappresentare politicamente una formazione cui i sondaggisti attribuiscono un consenso al di sopra delle aspettative. La soglia del 5% dovrebbe, infatti, essere ampiamente superata e per quanto le passate polemiche interne, condite da espulsioni di importanti esponenti, abbiano contribuito ad un calo generale dei consensi, la Weidel sembrerebbe essere riuscita a recuperare più di qualcosa. Se l&#8217;Afd è la terza forza in Germania, almeno secondo le ultime rilevazioni, insomma, è anche merito della sterzata liberale che la nuova leadership è riuscita a dare. La tranquillità espressa dall&#8217;immagine di una consulente aziendale pare essere riuscita nell&#8217;intento di rassicurare tanto l&#8217;ala sovranista quanto quella moderata, quest&#8217;ultima riconducibile per uomini e idee ai tempi della fondazione del partito e più concentrata sulle sorti economiche tedesche rispetto la prima, quella populista e sovranista, che è principalmente focalizzata sulla questione dell&#8217;immigrazione. Ma l&#8217;eco mediatico della leadership della Weidel non riguarda solo la sua preparazione: la candidata del movimento populista tedesco, infatti, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/germania-candidata-dellafd-fa-coming-out-sono-lesbica-1444366.html">ha dichiarato</a> di essere lesbica ed ha un figlio con un&#8217;altra donna. Un&#8217;altra novità per un partito che programmaticamente incarna e difende i cosiddetti &#8220;valori tradizionali&#8221;. Euroscetticismo, quindi, condito però da caratteristiche personali molto progressiste. Un mix che è riuscito a sanare la mancanza di tematiche d&#8217;attualità sulle quali concentrare un&#8217;azione elettoralmente vincente. Come spiegato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://eleccionesenalemania.com/2017/04/24/empresaria-madre-lesbiana-alice-weidel-la-nueva-candidata-de-la-ultraderecha/">qui</a>, del resto, il momento in cui l&#8217;Afd registrò la sua maggiore crescita, fu quello nel quale il dibattito politico si concentrò sul tema dei profughi e sull&#8217;<a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/strage-berlino-incidente-stradale-e-fabrizia-niente-1369652.html">attentato di Berlino</a>.</p>

<p>Adesso l&#8217;attenzione su queste questioni è calata, e il populismo tedesco ha dovuto trovare nuove modalità comunicative e programmatice. Alice Weidel, in definitiva, è l&#8217;Anti-Merkel. Uno dei pochi scenari per cui  l&#8217;attuale Bundeskanzlerin potrebbe non riuscire ricevere il quarto mandato consecutivo, del resto, è proprio quello in cui l&#8217;Afd riesca a prendere talmente tanti voti da minare i numeri della coalizione formata da Csu/Cdu. Servono, insomma, i voti degli scontenti, degli antisistema e di coloro che in Germania percepiscono in modo critico le politiche migratorie della Merkel, ma serve anche il consenso di una percentuale di centristi. Solo così l&#8217;attuale Cancelliere potrebbe avere, a destra, qualche difficoltà.  Un&#8217;ipotesi poco plausibile, ma comunque presente nel paniere delle possibilità. Probabile, invece, lo storico ingresso in Parlamento di <em>Alternative für Deutschland: </em>un risultato storico che segnerebbe l&#8217;ingresso del populismo nelle istituzioni tedesche. <i></i></p>
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		<title>Un &#8216;Russiagate&#8217; pure per la Germania  (l&#8217;accusa ancora una volta non regge)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/un-russiagate-pure-la-germania-laccusa-ancora-volta-non-regge.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 08:51:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alternative fuer Deutschland]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-federali-in-germania]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="925" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170920213356_24365777.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170920213356_24365777.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170920213356_24365777-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170920213356_24365777-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170920213356_24365777-1024x631.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ci sarebbe un legame tra Vladimir Putin e i partiti nazionalisti europei. Almeno questo è quanto viene scritto sulle pagine dei principali media occidentali. L’ultimo obiettivo del Cremlino sarebbero le prossime elezioni tedesche previste per il 24 settembre. Secondo la maggioranza degli opinionisti europei sarebbe in atto un’ingerenza da parte di Mosca per favorire un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/un-russiagate-pure-la-germania-laccusa-ancora-volta-non-regge.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-russiagate-pure-la-germania-laccusa-ancora-volta-non-regge.html">Un &#8216;Russiagate&#8217; pure per la Germania  (l&#8217;accusa ancora una volta non regge)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="925" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170920213356_24365777.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170920213356_24365777.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170920213356_24365777-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170920213356_24365777-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170920213356_24365777-1024x631.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Ci sarebbe un legame tra<strong> Vladimir Putin</strong> e i partiti nazionalisti europei. Almeno questo è quanto viene scritto sulle pagine dei principali media occidentali. L’ultimo obiettivo del Cremlino sarebbero le prossime elezioni tedesche previste per il 24 settembre. Secondo la maggioranza degli opinionisti europei sarebbe in atto un’ingerenza da parte di Mosca per favorire un preciso partito nella corsa al Bundestag.</p>
<p>Il Cremlino dietro l&#8217;AFD?</p>
<p>Si tratta del Alternative fur Deutschland (AFD). Un partito nazionalista ed euroscettico. La, presunta, storia d’amore nata tra l’AFD e il Cremlino sarebbe da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilfoglio.it/esteri/2017/02/23/news/frauke-petry-afd-germania-viaggio-russia-121928/">far risalire</a> allo scorso febbraio 2017. In quel mese Frauke Petry, leader dell’AFD, volò a Mosca per incontrare alcune personalità note del Paese. Tra questi Vyacheslav Volodin, ex capo dello staff del Presidente Putin, e Pyotr Tolstoy, un semplice conduttore televisivo. Sembrerebbe poi, come emerge da un comunicato della Duma, che la stessa Petry abbia partecipato a una sessione del Parlamento russo. Finita la sessione è finito anche il viaggio della leader dell’AFD a Mosca.</p>
<p>Il soggiorno di Frauke Petry ha però trascinato con sé una serie di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://formiche.net/blog/2017/02/23/frauke-petry-mosca/">polemiche</a> e supposizioni circa un presunto supporto del Cremlino al partito tedesco. In realtà questi incontri non significano nient’altro che la volontà, espressa peraltro apertamente, dell’AFD di mantenere salde le relazioni tra Europa e Russia.</p>
<p>Non c&#8217;è affinità ideologica tra Russia e AFD</p>
<p>Anche la stessa vicinanza ideologica che esisterebbe tra l’AFD e Russia Unita non è poi così evidente. Se da una parte l’AFD vuole indire un Referendum per la permanenza o meno della Germania nell’Ue, dall’altra la Russia ha sempre <a href="http://www.newsweek.com/why-macron-welcoming-putin-paris-614853">manifestato </a>il suo appoggio al mantenimento della costruzione europea. Vi è inoltre uno scontro ideologico di fondo tra i due partiti. Basti pensare agli elogi per la Wermacht recentemente fatti dal candidato alla cancelleria per l’AFD, Alexander Gauland. Immaginiamo la reazione a ciò da parte di un Governo, quello russo, che ogni anno celebra in grande stile la vittoria dell’Armata Rossa proprio ai danni della Wermacht.</p>
<p>Gli account Twitter come &#8220;prova&#8221; dell&#8217;interferenza russa</p>
<p>Tuttavia nemmeno di fronte all’evidente inconsistenza delle accuse si fermano le dietrologie dei media europei. Secondo il portale d’informazione americano <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.npr.org/2017/09/21/551023135/why-arent-the-russians-doing-more-in-germanys-election">NPR</a> “ci sono prove evidenti sul fatto che l’intelligence russa stia ponendo in atto alcune delle sue strategie, già note (come cyberattacks e diffusione di disinformazione)”. Quelle che il portale si ostina a chiamare “prove” sono in realtà 600 account Twitter che starebbero facendo azione di propaganda per l’AFD sul social network.</p>

<p>Questo “squadrone” di presunti hacker russi avrebbe prodotto “addirittura” la cifra “record” di 20.012 tweet in un solo mese. Ora, pensare che hacker professionisti siano stati pagati dal Governo russo per creare dei semplici account “fake” (azione che può essere tranquillamente svolta anche da mente profana all’informatica), sembra quantomeno comico. Che un portale d’informazione arrivi a presentare quest’impianto d’accusa come valido dimostra quanto sia alto il livello di isteria contro la Russia, radicato ormai in alcuni ambienti europei.</p>
<p>La destra americana dietro l&#8217;AFD</p>
<p>Fa invece riflettere come <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.usatoday.com/story/news/world/2017/09/20/meddling-germany-election-not-russia-but-u-s-right-wing/676142001/">UsaToday</a>, un portale d’informazione tutt’altro che filorusso, riporti le parole di un professore di scienze politiche applicate al web dell’Università di Monaco. “Infine non abbiamo rilevato alcuna attività specifica portata avanti dai russi”, così ha detto l’esperto. Anzi, lo stesso Professore sostiene di aver notato un’intensa attività dell’alt right americana nell’attività di propaganda per l’AFD. “300 milioni di tweet negli scorsi mesi con l’hashtag #AltrRight”, sarebbero questi i numeri dell’attività della destra americana. Crolla così l’ennesima accusa nei confronti di Putin.</p>
<p>Secondo altri media, sempre europei, il Cremlino avrebbe infatti dovuto interferire anche nelle elezioni olandesi, per far vincere Wilders, nonché in quelle francesi, per favorire Marine Le Pen. Un appoggio che era stato dato per certo da molti osservatori, ma che alla prova dei fatti è risultato non esistere affatto. Lo stesso Russiagate, che per molti rappresenta ancora la prova delle interferenze russe, è un castello di carte che non ha ancora saputo dare uno straccio di prova autentica, come più volte sottolineato su <a href="http://www.occhidellaguerra.it/il-russiagate-smontato-in-cinque-punti/">questo portale</a>. </p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-russiagate-pure-la-germania-laccusa-ancora-volta-non-regge.html">Un &#8216;Russiagate&#8217; pure per la Germania  (l&#8217;accusa ancora una volta non regge)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il programma flop di Martin Schulz  rischia di far fallire la Germania</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/programma-flop-martin-schulz-rischia-far-fallire-la-germania.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2017 18:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-federali-in-germania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170816223025_24039269.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170816223025_24039269.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170816223025_24039269-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170816223025_24039269-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170816223025_24039269-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Martin Schulz sembra essere destinato alla sconfitta. Il sogno dell&#8217;arcinemico di Berlusconi di diventare cancelliere tedesco, infatti, sta lentamente tramontando. Dopo che i sondaggi preelettorali avevano alimentato le speranze dei socialdemocratici, le ultime rilevazioni danno l&#8217;ex presidente del parlamento europeo al 25% dei consensi. Poco, troppo poco, per raggiungere la forbice tra il 38% e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/programma-flop-martin-schulz-rischia-far-fallire-la-germania.html">[...]</a></p>
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<p>Ripensare il lavoro</p>
<p>Nonostante i dati occupazionali sulla Germania stiano fotografando un unicum nel panorama continentale per positività statistiche, obiettivo del presidente dell&#8217;Spd è &#8220;<a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.wallstreetitalia.com/news/elezioni-germania-ecco-il-programma-sul-lavoro-di-martin-schulz/">smontare l&#8217;Agenda del 2010</a>&#8220;, quella contenente le riforme del lavoro volute dall&#8217;allora Cancelliere socialdemocratico <strong>Gerhard Schroeder. </strong>Un piano programmatico che costò parecchi voti alla sinistra tedesca, fece esplodere Die Linke e contribuì alla nascita dell&#8217;AFD, il movimento populista attualmente in crisi. Schulz, dal canto suo, propone maggiori tutele per i disoccupati, in modo da far sì che non rientrino, dopo 12 mesi, tra i destinatari degli assegni sociali. Ed una delle novità principali del programma dell&#8217;ex presidente del parlamento Ue, è proprio quella di estendere questo assegno anche a coloro che non hanno 50 anni. Operazione dal costo difficilmente stimabile, considerando che, come spiegato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://formiche.net/blog/2017/03/14/schulz-germania-spd-sondaggi-promesse/">qui</a>,  &#8220;i dati più recenti disponibili indicano per l’anno 2014, un costo della disoccupazione pari a <strong>56,7 miliardi di euro</strong>&#8220;. Un bell&#8217;investimento, in ogni caso.  Un altro intervento sarebbe destinato alla riforma dei contratti di lavoro per i giovani. Il 40% delle occupazioni svolte dai 25-35enni, infatti, sono a tempo. Rivisitare da capo i canovacci della visione tedesca del lavoro, cercando di attrarre i voti dei giovani. Schulz, insomma, è tra quanti sostengono che in Germania, nonostante le statistiche, l&#8217;occupazione sia un problema. </p>
<p>I costi del programma di Schulz</p>
<p>Ma la rivoluzione annunciata dall&#8217;aspirante cancelliere quanto verrebbe a costare ai bilanci tedeschi? Un tentativo di trasformare il programma di Schulz in spese fattive lo ha fatto <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://formiche.net/blog/2017/03/14/schulz-germania-spd-sondaggi-promesse/">il settimanale Focus</a>.  Ne è venuto fuori un quadro di difficile riscontro pratico. Solo la riforma delle pensioni, ad esempio, costerebbe allo stato  <strong>27,8 miliardi di euro</strong> l&#8217;anno. &#8220;Fino al 2029 vorrebbe dire un costo aggiuntivo complessivo di 333,6 miliardi di euro. Secondo l’Istituto dell’economia tedesca di Colonia (IW) sarebbe ancora più alto, arrivando a <strong>477 miliardi di euro</strong>. Per il datore di lavoro i contributi salirebbero fino al 22 per cento (che peraltro è il limite massimo ammesso&#8221;, questo solo per il congelamento del coefficiente per le pensioni. L&#8217;aumento delle pensioni minime, poi, necessiterebbe, secondo le previsioni, di programmare sul bilancio del 2030<strong>altri 3 miliardi di euro di spesa</strong>. Un ulteriore punto centrale del programma elettorale è l&#8217;istruzione gratuita per tutti. Battaglia campale dei socialdemocratici in Germania, il costo stimato per la medesima proposta nel 2013 era di <strong>20 miliardi d&#8217;euro</strong>. Solo queste poche delineazioni in definitiva, rendono l&#8217;idea di quanto si dovrebbe spendere concretamente per l&#8217;attuazione del programma dell&#8217;Spd.</p>
<p>Il socialismo di ritorno</p>
<p>Il candidato cancelliere cerca di allargare il più possibile il suo bacino elettorale. E se per tentare la rimonta sta utilizzando la &#8220;<strong>carta migranti</strong>&#8220;, sostenendo essenzialmente che serve un diverso processo di gestione del fenomeno dell&#8217;immigrazione, sul campo bioetico è rimasto ancorato alle posizioni tipiche del socialismo tradizionale. Tanto da <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/germania-schulz-s-ai-matrimoni-gay-o-niente-coalizione-1413042.html">avvisare gli alleati</a> sulle conseguenze politiche, in caso di mancata approvazione del progetto di legge sul matrimonio tra omosessuali. Niente coalizione, insomma, in caso di contrarietà alla proposta. La riproposizione di un <strong>socialismo di ritorno</strong>, però, è proprio quella evidenziata dalla volontà di rivedere l&#8217;Agenda del 2010, contando su un ingente aumento della <strong>spesa pubblica</strong>. Dimenticandosi, forse, che nel direttivo socialista che approvò quella piattaforma sedeva anche lui. </p>
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		<title>Erdogan vuole entrare in Germania  sfruttando il voto dei turchi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/erdogan-vuole-entrare-germania-sfruttando-voto-dei-turchi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 16:39:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-federali-in-germania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1135" height="756" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170319205222_22556591-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170319205222_22556591-1.jpg 1135w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170319205222_22556591-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170319205222_22556591-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170319205222_22556591-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1135px) 100vw, 1135px" /></p>
<p>Erdogan torna di novo a scontrarsi frontalmente con la Germania e lo fa, questa volta, entrando direttamente nella campagna elettorale tedesca. Il presidente turco ha lanciato un appello ai propri concittadini residenti in Germania, chiedendo loro di non votare in alcun caso per i partiti “nemici della Turchia” il prossimo 24 settembre, quando la Germania &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-vuole-entrare-germania-sfruttando-voto-dei-turchi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1135" height="756" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170319205222_22556591-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170319205222_22556591-1.jpg 1135w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170319205222_22556591-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170319205222_22556591-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170319205222_22556591-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1135px) 100vw, 1135px" /></p><p>Erdogan torna di novo a scontrarsi frontalmente con la <strong>Germania</strong> e lo fa, questa volta, entrando direttamente nella campagna elettorale tedesca. Il presidente turco ha lanciato un appello ai propri concittadini residenti in Germania, chiedendo loro di non votare in alcun caso per i partiti “nemici della Turchia” il prossimo 24 settembre, quando la Germania deciderà il nuovo cancelliere. Erdogan ha chiesto espressamente di non votare per i socialdemocratici del Spd, per i cristiano-democratici della Cdu e neanche per i Verdi del segretario di origine turca Cem Ozdemir.<strong> Indicazioni di voto</strong>, quelle di Erdogan, che hanno provocato la dura reazione dei partiti tedeschi e del governo federale, che hanno bollato come “<strong>interferenze</strong>” indesiderate quelle del presidente turco rispetto a questioni interne alla Germania. In particolare, è stato il ministro degli Esteri, Sigmar Gabriel, a chiedere a Erdogan di interrompere questo atteggiamento di sfida nei confronti della Germania. Ministro con cui il presidente turco ha intrapreso un duro botta e risposta chiedendogli di non rivolgersi al presidente della Turchia ma di parlare, al limite, con il ministro degli Esteri, ironizzando sulla sua esperienza e sull’incapacità di dare ordini al leader dei turchi.</p>
<p>Le parole di Erdogan vanno analizzate attentamente, perché in esse si celano molti più elementi di quanto possa apparire a una prima e rapida vista. <em>In primis</em>, perché Erdogan non parla mai a vuoto, ma anche nelle sue affermazioni più altisonanti e più dure, nasconde sempre un obiettivo concreto da raggiungere. In secondo luogo, ed è questo un dato fondamentale, il bacino di turchi residenti in Germania che possono votare alle prossime elezioni è di circa un milione e mezzo di voti. Un numero elevato, soprattutto se si pensa a quanta fiducia ripone l’elettorato turco in Germania in Erdogan alla luce dei voti favorevoli alla riforma costituzionale arrivati proprio dal territorio tedesco.</p>

<p>Il presidente turco non ha dato indicazioni esplicite di voto, ma ha escluso, in sostanza, di votare per tre partiti che potrebbero essere quelli più forti: Cdu, Spd e Verdi. Perché colpire proprio questi tre partiti? Sull’ultimo, quello dei Verdi, la logica probabilmente quella di colpire un partito ma soprattutto un leader, di origine turca, che potrebbe ottenere l’approvazione dell’elettorato residente in Germania ma proveniente dalla Turchia. <strong>Cem Ozdemir</strong>, co-leader dei Verdi, ha di recenti subito attacchi molto duri dalla politica turca, in particolare dallo stesso Erdogan, il quale ha chiesto ironicamente se fosse davvero di origine turca, e dal sindaco di Ankara, Melih Gokcek, che l’ha definito un “servo armeno”. Attacchi mirati per ledere il suo appeal nei confronti dei turchi di Germania che potevano optare per un profilo diverso e più vicino ai loro interessi.</p>
<p>Per quanto riguarda Cdu e Spd, i motivi sono diversi. Erdogan vuole dimostrare a tutti che è capace di incidere sul voto in un Paese che considera nemico. Colpire Angela Merkel significa colpire uno dei leader dell’Unione Europea e accrescere la propria forza mediatica. Colpire Schulz significa attaccare il secondo partito tedesco e un pilastro del progressismo europeo. Ma a parte questo, bisogna ricordare che Erdogan è un leader che ama lo scontro più che la distensione, adora la frizione, l’attrito, creando dei vuoti o delle crisi in cui può incunearsi. Il presidente turco vuole che i turchi in Germania votino, ma che non votino partiti ostili alla Turchia. Ovviamente era inutile dire di non votare per il partito di destra Alternative fur Deutschland, perché difficilmente i turchi voterebbero per il partito meno incline al multiculturalismo e all’immigrazione e che cerca la riscoperta dell’identità tedesca. Però da qualche parte i voti dei turchi di Erdogan dovranno andare e votare per ciò che il presidente ritiene giusto.</p>

<p><strong>Ecco che, a questo punto, può tornare utile la lezione olandese</strong>. Durante il voto olandese, Erdogan intervenne pesantemente. Non solo perché arrivava in concomitanza con la campagna elettorale per il referendum costituzionale in Turchia, ma soprattutto perché c’era la possibilità che vincesse il PVV di Wilders, movimento dichiaratamente islamofobo. Wilders non vinse, ma in quell’occasione i turchi in Olanda non votarono per i conservatori o i progressisti, ma per un partito che nacque proprio come risposta al crescente sentimento anti-islamico, Denk, e che è stato fondato proprio da due turco-olandesi: Tunahan Kuzu e Selcuk Ozturk. In quell’occasione, Denk ottenne due parlamentari, portando in Parlamento un partito che si dichiara di sinistra, ma ha posizioni molto ambigue sul tema dell’integrazione e dell’islam e che si ritiene essere la longa manus del governo turco.</p>
<p>E anche in Germania, di recente, i turchi tedeschi hanno fondato due partiti che correranno nel Reno Westfalia: l&#8217;Alleanza dei tedeschi democratici (Add) e l&#8217;Alleanza per l&#8217;innovazione e la giustizia (Big). Partiti per ora minimi, ma che potrebbero raccogliere i voti dei turchi indecisi che vorranno seguire i diktat del loro presidente: che non è realmente quello tedesco, ma rimane sempre quello turco. Ecco allora che il fine ultimo di Recep Erdogan potrebbe essere questo: non colpire i partiti tedeschi per scalfire il loro potere sui turchi, ma fare in modo che i turchi votino partiti di derivazione islamica o filoturchi. Magari collegati con i Fratelli Musulmani, di cui Erdogan è prezioso collaboratore.</p>

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		<title>Ecco il piano di Angela Merkel per rilanciare la Germania</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/piano-angela-merkel-rilanciare-la-germania.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 07:36:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-federali-in-germania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145829_24104176.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145829_24104176.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145829_24104176-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145829_24104176-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145829_24104176-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Tra obiettivi ambiziosi e crescita progressiva. Ma c'è il nodo protezionismo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145829_24104176.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145829_24104176.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145829_24104176-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145829_24104176-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145829_24104176-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>In Germania sembra che pochi siano scontenti di <strong>Angela Merkel</strong>. Il quarto mandato consecutivo è alla portata di mano dell&#8217;attuale Cancelliere e così, il programma elaborato dal candidato dell&#8217;Union non poteva che presentare una visione &#8220;ottimista&#8221; del futuro tedesco. La stabilità politica, del resto, è una prerogativa della Bundesrepublik: un&#8217;unicità nel recinto politico-economico dell&#8217;Ue. La piattaforma programmatica del leader della Cdu si concentra su due punti essenziali: &#8220;l&#8217;occupazione piena&#8221; e uno strutturale taglio alle tasse dal valore di 15 miliardi l&#8217;anno. Quanto messo a punto dalla coalizione che sostiene la Merkel ha anche un valore prettamente simbolico: Cdu, Csu e Horst Seehofer erano entrati in conflitto sulla linea riguardante <strong>i migranti</strong>, ma il documento comune in funzione delle elezioni federali rilancia la solidità del cartello elettorale. Tre partiti che insieme dovrebbero attribuire al Cancelliere il 40% dei consensi, mentre <strong>Martin Schulz</strong>, secondo i recenti sondaggi, dovrebbe arrestarsi al 25%. La Spd, insomma, potrebbe al limite contenere le perdite. Ottimismo, quindi, e continuità con la visione della Germania portata avanti sino ad ora per Frau Merkel. Lo slogan scelto è &#8220;prosperità e sicurezza per tutti&#8221;, anche per quei pochi, insomma, che sono rimasti fuori dalla <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-06-20/germania-pil-corre-piu-veloce-e-merkel-dice-si-ministro-finanze-dell-euro-123154.shtml?uuid=AEpTx3hB">crescita progressiva</a> dell&#8217;economia tedesca.</p>
<p>Azzerare la disoccupazione</p>
<p>Secondo le ultime statistiche, la disoccupazione tedesca è al 5.5%. Quasi il dato migliore in merito dai tempi della riunificazione. L&#8217;obiettivo più ambizioso della Merkel è quello di raggiungere la &#8220;piena occupazione&#8221; entro il 2025. I dati, tuttavia, nasconderebbero <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-07-03/nel-programma-angela-merkel-tagli-tasse-15-miliardi-all-anno-193728.shtml?uuid=AExJhcqB">un limite</a>: come scrive Alessandro Merli sul Sole 24 Ore, infatti, &#8220;Qualche economista ritiene però che le cifre ufficiali mascherino un problema occupazionale più grave, in quanto milioni di persone hanno i cosiddetti “mini-job” creati dalle riforme del mercato del lavoro del decennio scorso&#8221;. Ma alcuni istituti di statistica continuano a ritenere che i fondamentali economici della Germania rappresentino un vero e proprio miracolo storico. Il Destatis, l’Istituto Tedesco di Statistica, ha fotografato un <strong>boom occupazionale</strong> mai registratosi dal 1990. Nello specifico, l&#8217;andamento della curva dell’occupazione interna, coadiuvata dai buoni dati sul  lavoro degli immigrati, starebbe cancellando l&#8217;effetto negativo prodotto dal calo demografico e dal conseguente invecchiamento generale della popolazione. Ma alla Merkel non basta, ecco quindi il nuovo sforzo programmatico teso al &#8220;pieno impiego&#8221;, supportato da una strategia economica altrettanto ambiziosa.</p>
<p> Tagli alle tasse per 15 miliardi l&#8217;anno</p>
<p>Angela Merkel punta a rafforzare il suo primato in Europa: &#8221; <em>Fuer ein Deutschland, in dem wir gut und gerne leben &#8220;</em> (&#8220;Per una Germania, in cui viviamo bene e volentieri&#8221;). E perché no, dal suo punto di vista, anche in un&#8217;Europa per la quale si possa dire altrettanto.  Ma per farlo, ha bisogno di far sì che la Germania resti il modello cui tutti gli altri leader europei guardano con stupore. Il piano triennale per le finanze pubbliche presentato dal ministro dell&#8217;Economia, Wolfgang Schäuble, è, se possibile, ancor più ambizioso del progetto di pieno impiego occupazionale: tagli di 15 miliardi l&#8217;anno alle imposte, senza creazione di nuovo debito pubblico. Il tutto a vantaggio, specialmente, delle piccole e medie imprese. E ancora, aumento della soglia per applicare l&#8217;aliquota massima sui redditi delle persone fisiche. Insomma, Frau Merkel ha centrato sull&#8217;economia il suo programma elettorale. Una forza politicamente tranquilla che intende, però, muovere fortemente le acque all&#8217;interno del proprio mercato nazionale. In questo senso, <a href="http://www.affaritaliani.it/affari-europei/germania-9-mld-in-piu-di-tasse-ue-dal-2019-svolta-protezionista-per-merkel-494073.html">qualcuno </a>ha parlato di &#8220;svolta protezionista&#8221;. </p>
<p>Il protezionismo di ritorno</p>
<p><strong>Gunther Oettinger</strong>, commissario della Germania a Bruxelles, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.wallstreetitalia.com/bomba-economica-in-arrivo-per-la-germania-merkel-trema/">ha dichiarato</a> in un&#8217;intervista alla <em>Bild</em> che la Germania sarà, suo malgrado, vittima di una&#8221;bomba economica&#8221;, derivante dall&#8217;aumento esponenziale delle tasse da versare all&#8217;Unione Europea, in funzione del completamento della Brexit. &#8220;Un importo di miliardi di miliardi&#8221;, ha specificato. La forbice stimata sarebbe tra uno e dieci miliardi di euro: &#8220;. La cifra <a href="http://www.wallstreetitalia.com/bomba-economica-in-arrivo-per-la-germania-merkel-trema/">stimata</a> va da uno a 10 miliardi di euro e dovrà essere corrisposta da Berlino una volta che la Gran Bretagna avrà lasciato definitivamente Bruxelles. Le sue osservazioni aprono la possibilità che i contribuenti tedeschi, che già contribuiscano con la cifra di gran lunga maggiore al bilancio del blocco, verranno chiesti fino a 9 miliardi di tasse in più dal 2019. Una<strong> cifra monstre</strong> che ovviamente preoccupa e non poco i tedeschi. E la notizia, arrivata a poco più di un mese dalle elezioni tedesche, non può fare piacere alla Merkel, da sempre il simbolo dell’europeismo&#8221;. Ed è in funzione di queste paventate dipendenze economiche che andrebbero interpretate alcune prese di posizione recenti del Cancelliere. Una su tutte, la perplessità manifestata dal leader politico tedesco rispetto le nuove sanzioni alla Russia annunciate da Donald Trump. Una novità assoluta in termini geopolitici. La sensazione, in definitiva, è che anche la Merkel, così come Macron, proceda ad una ridiscussione delle priorità programmatiche. Il tutto in linea con un &#8220;Germany First&#8221;, con buona pace dell&#8217;europeismo a tutti i costi. La stabilità dell&#8217;Ue, infatti, passa in ogni caso da quella della Germania. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/piano-angela-merkel-rilanciare-la-germania.html">Ecco il piano di Angela Merkel per rilanciare la Germania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Non solo Merkel e Schulz,  ecco tutti gli altri candidati</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Aug 2017 13:42:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1012" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102-1024x691.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Non solo Angela Merkel e Martin Schulz. Le elezioni tedesche avranno anche altri protagonisti. Un ruolo essenziale sarà giocato dalle coalizioni messe in campo dopo il voto del 24 settembre. Un altro, ancora, dai partiti che non hanno velleità di governo, ma che sembravano poter contendere una fetta di voti, soprattutto a destra. L&#8217;attuale cancelliere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/non-solo-merkel-schulz-tutti-gli-altri-candidati.html">[...]</a></p>
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<p>La crisi dell&#8217;AFD</p>
<p>Il pericolo più grande per la continuità governativa sembrava rappresentato da &#8220;Alternativa per la Germania&#8221;, la piattaforma <strong>populista</strong> che aveva macinato consensi nel corso degli anni. L&#8217;<a href="http://www.affaritaliani.it/esteri/germania-merkel-ko-pil-sotto-le-attese-e-cdu-in-calo-494794.html">ultimo sondaggio </a> fotografa una lenta risalita del partito di <a href="http://www.occhidellaguerra.it/il-populismo-anti-merkel-il-caso-dellafd/"><strong>Frauke Petry</strong></a> che, tuttavia, non dovrebbe rappresentare un problema per la quarta affermazione consecutiva della Bundeskanzlerin. Ad influire sulla mancata esplosione elettorale dell&#8217;AFD, del resto, potrebbe essere proprio la scelta della Petry di non candidarsi come cancelliere della Germania federale. Decisione che ha contribuito alla nascita di una crisi interna allo schieramento durante lo scorso inverno. Il partito che sembrava poter insidiare la Merkel da destra, insomma, arranca nei sondaggi e l&#8217;espulsione di <strong>Bjorn Hoecke</strong>, capo del partito in Turingia, che a Dresda tenne un discorso nel quale definì la Germania &#8220;l&#8217;unico paese che impianta un monumento della vergogna nel cuore della propria capitale&#8221;, e ancora, &#8220;basta con questa stupida politica della memoria, ci vuole una svolta a 180 gradi&#8221;, ha contribuito alla crisi dell&#8217;AFD. Adesso, per il tramite del tandem <strong>Alexander Gauland </strong>e <strong>Alice Weidel</strong>, il tentativo di risalire la china, ma i tempi nei quali si diceva che i populisti tedeschi avrebbero tolto il cancellierato alla Merkel sembrano davvero lontani. </p>
<p>La fine della coalizione rosso-verde</p>
<p>Nel Land nord-occidentale del <strong>Niedersachsen</strong>, governa una  coalizione formata da SPD e <strong>Grüne</strong> , cioè &#8220;I Verdi&#8221;. Questi ultimi, però, stanno mettendo a rischio la maggioranza. Ed è uno dei possibili indizi che porterebbero il partito ambientalista al governo con la Cdu a partire dall&#8217;ottobre prossimo. Il presidente dei ministri del Land, tra l&#8217;altro, è <strong>Stephan Weil</strong>,  coinvolto nello scandalo della Volkswagen. La crisi della maggioranza, non a caso, è iniziata con il passaggio della deputata ambientalista, <strong>Elke Twesten</strong>, alla Cdu. Un cambio di casacca simbolico, che rappresenta sinteticamente quanto ipotizzato più volte dalla stampa tedesca: il passaggio dei Verdi in una coalizione di centrodestra a livello nazionale. Schulz, insomma, non sarebbe riuscito a tenere in piedi il progetto che vedeva socialdemocratici e ambientalisti lanciati verso il governo della Germania e per quanto i vertici del partito si siano scagliati contro la Twesten per il suo cambio di casacca, il Niedersachsen rappresentava l&#8217;ultimo land amministrato da uno schieramento &#8220;rosso-verde&#8221;. I capilista del cartello per il rinnovo del Bundestag saranno, per gli ambientalisti, <strong>Katrin Göring-Eckardt</strong> e <strong>Cem Özdemir</strong>. </p>
<p>La sinistra e i liberaldemocratici</p>
<p><strong>Die Linke</strong>, il partito di sinistra pura, dato dai sondaggisti all&#8217;8%, è appaiato alle stesse percentuali di AFD, Verdi e Liberaldemocratici. Nel corso di questi mesi, la dirigenza del partito ha più volte aperto all&#8217;ipotesi di strutturare attorno a Schulz un progetto comune. Il gioco ad incastro del sistema proporzionale, del resto, consente previsioni che incrocino le varie possibilità di comporre maggioranze in parlamento. Una di queste è proprio un&#8217;alleanza tra la Spd e Die Linke, ma lo spostamento a sinistra del candidato socialdemocratico unito alle storiche battaglie in difesa del pubblico della sinistra massimalista, sembrano essere stati fattori determinanti per la fine dell&#8217; &#8220;<strong>effetto Schulz</strong>&#8220;. L&#8217;impianto industriale della Germania, insomma, appare spaventato da questa possibilità e contribuisce a far sì che, seppur uniti, i due partiti abbiano difficoltà a raggiungere la maggioranza dei seggi. Niente consensi, insomma, dal bacino industriale teutonico. I capilista del cartello di sinistra saranno <strong>Dietmar Bartsch</strong> &amp; <strong>Sahra Wagenknecht</strong>. I Liberaldemocratici, infine, in crescita nei sondaggi e tradizionalmente forza di governo, rappresentano l&#8217;alleato naturale per il governo politico di Angela Merkel. Il capolista di <strong>FDP</strong> sarà <strong>Christian Lindner</strong>, possibile prossimo vice-cancelliere. </p>
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