<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Elezioni europee Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/elezioni-europee/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/elezioni-europee</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 18 Jun 2024 07:39:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Elezioni europee Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/elezioni-europee</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il disastro di Macron e la sfida di Le Pen: il caos di Francia secondo Alain de Benoist</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-disastro-di-macron-e-la-sfida-di-le-pen-il-caos-di-francia-secondo-alain-de-benoist.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 07:38:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=425602</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alain de Benoist" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per decifrare il fragoroso tonfo di Emmanuel Macron e l'ascesa del Rassemblement National di Marine Le Pen alle ultime elezioni europee, e ipotizzare cosa potrebbe accadere in Francia alle imminenti elezioni parlamentari, InsideOver ha intervistato in esclusiva lo scrittore e filosofo francese Alain de Benoist.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-disastro-di-macron-e-la-sfida-di-le-pen-il-caos-di-francia-secondo-alain-de-benoist.html">Il disastro di Macron e la sfida di Le Pen: il caos di Francia secondo Alain de Benoist</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alain de Benoist" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618002008376_a937e5640d9b885ea8a49f5a7427f506-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per decifrare il fragoroso tonfo di <strong>Emmanuel Macron</strong> e l&#8217;ascesa del <strong>Rassemblement National</strong> di <strong>Marine Le Pen</strong> alle ultime elezioni europee, e ipotizzare cosa potrebbe accadere in <strong>Francia </strong>in vista delle imminenti elezioni parlamentari, <em>InsideOver </em>ha intervistato in esclusiva lo scrittore e filosofo francese <strong>Alain de Benoist</strong>.</p>



<p><strong>Alle ultime elezioni europee <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html">Emmanuel Macron</a> ha ottenuto circa il 15% dei consensi. L&#8217;alleanza guidata dal suo Renaissance è stata quasi doppiata dal Rassemblement National. Si aspettava una tale umiliazione per il presidente francese?</strong></p>



<p>&#8220;Tutti se lo aspettavano, perché per mesi tutti i sondaggi sulle elezioni europee hanno dato a <strong>Jordan Bardella</strong> un punteggio superiore al 30%. Il contrasto con i risultati della &#8220;maggioranza presidenziale&#8221;, ora scesa al 15% dei voti (ovvero l&#8217;8% degli elettori registrati!), è ancor più sorprendente. Per Macron è stato <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-europee-lo-schianto-fragoroso-di-scholz-e-macron.html">un disastro</a>&#8220;.</p>



<p><strong>Perché gli elettori francesi hanno punito Macron? È stato per via delle sue recenti “dichiarazioni bellicose” in riferimento alla guerra in Ucraina, o dovremmo piuttosto guardare all&#8217;interno della Francia, e quindi alle cause socio-economiche che continuano a lacerare il tessuto della società francese?</strong></p>



<p>&#8220;In Francia le elezioni non sono quasi mai influenzate da questioni di <strong>politica estera</strong>. Le dichiarazioni di Macron sull&#8217;Ucraina non hanno avuto alcun ruolo in questa vicenda (anche se è chiaro che nessun francese intende morire per Kiev). Le cause della costante ascesa del Rassemblement National sono da ricercare, in primo luogo, nel divario che si è allargato negli ultimi vent&#8217;anni tra le <strong>classi lavoratrici</strong> e le <strong>élite</strong>, e in secondo luogo, in una <strong>rabbia </strong>che, lungi dall&#8217;essere uno sbalzo d&#8217;umore momentaneo, viene da lontano. Dalla rivolta dei <em><strong>Gilets jaunes</strong></em>, per non andare più indietro nel tempo, Macron cristallizza sulla sua persona una sfida e un rifiuto che a volte rasenta l&#8217;odio tra coloro che, sempre di più, vivono in uno stato di <strong>tripla insicurezza</strong>: politica, culturale e sociale&#8221;.</p>



<p><strong>Macron ha deciso di <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-dopo-la-sconfitta-scioglie-il-parlamento-la-mossa-tardiva-in-un-paese-che-ribolle.html">sciogliere l&#8217;Assemblea nazionale</a> e indire nuove elezioni. È una decisione intelligente o un azzardo che si ritorcerà contro il capo dell&#8217;Eliseo?</strong></p>



<p>&#8220;Soprattutto, è stata una decisione difficile da evitare. Lo ha ammesso lo stesso Macron: cosa si sarebbe detto se non avesse reagito a un tale disastro? Ma è anche in questo che risiede il progetto di Macron: accettare l&#8217;arrivo a Matignon di un rappresentante del Rassemblement National nella speranza che dimostri molto rapidamente la sua <strong>incompetenza</strong>, in modo da trovarsi screditato al momento delle prossime elezioni presidenziali. Non è un progetto assurdo, date le circostanze create dalla coabitazione, ma è chiaramente una <strong>scommessa rischiosa</strong>. Bardella avrà a disposizione solo mezzi limitati, ma non sarà nemmeno totalmente impotente. Non possiamo escludere che Macron abbia fatto una scelta suicida&#8221;.</p>



<p><strong>Il RN ha ottenuto un risultato eccellente. Pensa che in vista delle prossime elezioni il partito di Marine Le Pen potrebbe compiere un&#8217;altra impresa? In caso di secondo turno con Renaissance, la RN potrebbe trovarsi di nuovo di fronte al &#8220;richiamo della foresta&#8221;, e quindi a tutti gli elettori moderati e di sinistra alleati per bloccare la sua strada verso il successo?</strong></p>



<p>&#8220;A logica, le elezioni legislative dovrebbero vedere confermati e addirittura amplificati i risultati delle elezioni europee. Tuttavia, è importante tenere presente le differenze tra le elezioni europee, che sono a turno unico, e le elezioni legislative, che prevedono un sistema maggioritario a due turni. Di fronte al blocco popolare, che è relativamente omogeneo, l&#8217;elettorato &#8220;moderato&#8221; è altrettanto diviso quanto il <strong>Nuovo Fronte Popolare</strong> messo in piedi dalla <strong>sinistra</strong>. Non credo che questo cambierà radicalmente i risultati, ma la sinistra può impedire al RN di ottenere la maggioranza assoluta, il che peggiorerà ulteriormente il <strong>caos&#8221;</strong>.</p>



<p><strong>Come immagina la Francia gestita dal RN? È sempre più facile stare all&#8217;opposizione che governare. Pensa che il partito di Le Pen sarebbe in grado di affrontare e risolvere questioni scottanti come l&#8217;immigrazione selvaggia, la sicurezza sempre più precaria nelle città e le tensioni religiose, senza essere accusato di rappresentare una &#8220;minaccia fascista&#8221;?</strong></p>



<p>&#8220;Non riesco a immaginare nulla. È chiaro che le difficoltà di governo saranno grandi e che il RN avrà bisogno di una grande abilità per evitare le <strong>trappole </strong>che gli verranno tese. Gli psicodrammi sulla &#8220;<strong>minaccia fascista</strong>&#8221; e l&#8217;appello a &#8220;<strong>bloccare l&#8217;estrema destra</strong>&#8221; non impressionano più molte persone. La maggioranza degli elettori è più preoccupata per l&#8217;aumento dell&#8217;immigrazione, dell&#8217;insicurezza e della precarietà sociale che non per il &#8220;fascismo&#8221; invocato come un mantra dai manifestanti che continuano a fare i conti con la situazione di oggi guardando nello specchietto retrovisore. D&#8217;altronde, quale personaggio pubblico non è mai stato definito &#8220;fascista&#8221; almeno una volta? Questa parola non ha più alcun significato. Coloro che vi si aggrappano disperatamente, in mancanza di soluzioni ai problemi di oggi, sono dei dinosauri&#8221;.</p>



<p><strong>I giornali europei hanno scritto innumerevoli articoli sulla nuova &#8220;onda nera&#8221; che sta attraversando l&#8217;Europa. È davvero così, oppure questa lettura è esagerata e ci troviamo semplicemente di fronte a partiti sovranisti, spesso populisti, in grado di attingere a tutti gli elettori?</strong></p>



<p>&#8220;Si tratta ovviamente di una <strong>lettura esagerata</strong>. Quello che sta accadendo in Francia probabilmente accadrà in altri Paesi europei nei prossimi anni. Ma l&#8217;immagine convenzionale di un&#8217; &#8220;onda nera&#8221; (cosa mai significa?) che attraversa l&#8217;Europa è una fantasia&#8221;.</p>



<p><strong>Se guardiamo alla &#8220;mappa&#8221; delle ultime elezioni europee, la divisione tra &#8220;centro e periferia&#8221; è ormai evidente. Dalla Francia all&#8217;Italia, gli elettori della &#8220;periferia&#8221; hanno ormai travolto tutti i vecchi equilibri elettorali. Siamo di fronte a un punto critico oltre il quale rischiamo una vera e propria frattura sociale?</strong></p>



<p>&#8220;Quando si parla di &#8220;rischio&#8221; di <strong>frattura sociale</strong>, si è ancora molto ottimisti. La frattura sociale è qualcosa che esiste da molto tempo! Il blocco popolare, che riunisce le classi lavoratrici e parte delle classi medie, che ora sono in fase di declassamento, ha continuato a gonfiarsi nelle &#8220;<strong>periferie</strong>&#8220;. Ora è possibile, per la prima volta, che vinca. È qui che siamo entrati in un altro momento storico&#8221;.</p>



<p><strong>Con l&#8217;aumento delle tensioni internazionali (guerra in Ucraina, conflitto nella Striscia di Gaza, inizio di una probabile guerra commerciale tra Ue e Cina), pensa che i governi europei continueranno a seguire la strada atlantista o ci sarà una maggiore consapevolezza (realpolitik) da parte di alcuni leader?</strong></p>



<p>&#8220;Purtroppo non ho molta fiducia in un cambiamento di rotta da parte dei Governi europei e ancor meno da parte dell&#8217;<strong>Unione Europea</strong>, che è solo un&#8217;altra antenna per l&#8217;ideologia dominante. Ha chiaramente rinunciato a sviluppare una linea indipendente che la renda una vera potenza. Di fronte alle tensioni internazionali, persiste nel collocarsi in una prospettiva di dipendenza servile dall'&#8221;Occidente&#8221;, cioè dagli <strong>Stati Uniti</strong>. Questo è uno dei motivi per cui nessuno si rivolge a lei per risolvere i problemi internazionali. Tutti sanno che per ottenere il sostegno dell&#8217;Unione Europea, è meglio rivolgersi direttamente a chi decide per lei: cioè gli americani&#8221;.</p>



<p><strong>In Italia il partito di governo Fratelli d&#8217;Italia continua a crescere. C’è una futura convergenza tra Giorgia Meloni e Marine Le Pen?</strong></p>



<p>&#8220;In linea di principio, ciò non è da escludere, soprattutto in vista della creazione di un nuovo gruppo al Parlamento europeo. Ma tale convergenza non è affatto scontata, viste le grandi differenze tra <strong>Giorgia Meloni</strong> e <strong>Marine Le Pen</strong>. Il governo di Giorgia Meloni è un governo di destra, <strong>conservatore liberale</strong> e decisamente <strong>atlantista</strong>. Il partito di Marine Le Pen attribuisce molta più importanza alle <strong>questioni sociali</strong>. Ha poca simpatia per il liberalismo economico e rifiuta di collocarsi in relazione alla divisione tra destra e sinistra, che considera superata. È questo che gli ha permesso di diventare il partito delle classi lavoratrici, attirando molti ex elettori di sinistra e persino di estrema sinistra&#8221;.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-disastro-di-macron-e-la-sfida-di-le-pen-il-caos-di-francia-secondo-alain-de-benoist.html">Il disastro di Macron e la sfida di Le Pen: il caos di Francia secondo Alain de Benoist</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rieccola! La Von Der Leyen brinda, per Ursula c&#8217;è ancora una maggioranza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-si-e-cosi-vicini-alla-riconferma-di-ursula-von-der-leyen.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2024 08:57:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=424643</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1319" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-600x412.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-1536x1055.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I popolari sono di nuovo il partito di maggioranza relativa e la coalizione Ursula ha tenuto, ecco perché la commissione non cambierà colore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-si-e-cosi-vicini-alla-riconferma-di-ursula-von-der-leyen.html">Rieccola! La Von Der Leyen brinda, per Ursula c&#8217;è ancora una maggioranza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1319" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-600x412.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-1536x1055.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ieri sera su <em>Politico.eu </em>veniva segnalato, al centro di Bruxelles, un party con tanto di birra italiana e tiramisù. Il tutto in onore di <strong>Ursula Von Der Leyen</strong> che, dopo qualche brindisi, si è presentata poi sorridente sul palco allestito nella sede del <strong>Ppe</strong>. E, mentre ancora in Italia si votava, la stessa presidente uscente della commissione si è lasciata andare in dichiarazioni di entusiasmo e di vittoria. Segno quindi di come, prima ancora della messa in archivio della domenica elettorale, nella città sede delle istituzioni comunitarie si era ben compresa l&#8217;aria che tirava.</p>



<p>In effetti, dal suo punto di vista Ursula Von Der Leyen ha tutte le ragioni per festeggiare. Alla vigilia, erano due i punti focali attorno cui ruotava la sua riconferma alla guida della commissione: l&#8217;ottenimento da parte del suo partito, il Ppe, del<strong> primo posto all&#8217;interno dell&#8217;europarlamento</strong> e la<strong> tenuta della coalizione di maggioranza uscente</strong>. Ed entrambe le situazioni, in effetti, già prima di mezzanotte apparivano come consolidate. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">European Commission President Ursula von der Leyen:<br><br>“We will build a bastion against the extremes from the left and the right!”<br><br>The people got it wrong, we must remove power from them to implement change.<br><br>The EU will never change. Democracy cannot change it as it isn’t one. <a href="https://t.co/BMYdIXuQXQ">pic.twitter.com/BMYdIXuQXQ</a></p>&mdash; Darren Grimes (@darrengrimes_) <a href="https://twitter.com/darrengrimes_/status/1799922146086420862?ref_src=twsrc%5Etfw">June 9, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Arginato dai popolari lo scatto verso destra</h2>



<p>Andando a guardare i numeri, una virata a destra dell&#8217;Ue c&#8217;è effettivamente stata. Dunque, una delle ipotesi più dibattute alla vigilia del voto si è puntualmente verificata: i conservatori di <strong>Ecr</strong> e i sovranisti di <strong>Id</strong> (Identità e Democrazia) hanno guadagnato terreno rispetto al 2019. Ma non così tanto: i conservatori, gruppo a cui appartiene Fratelli d&#8217;Italia, hanno ottenuto due seggi in più rispetto a cinque anni fa, Id invece a Strasburgo potrà contare su 13 eurodeputati in più. Numeri importanti senza dubbio, specie considerando l&#8217;espulsione di Afd dal gruppo sovranista e la contrazione, sempre all&#8217;interno di Id, della Lega. Non così alti però da far parlare di profonda sterzata. </p>



<p>Non un diluvio di voti verso destra insomma, bensì una pioggia che ha bagnato un terreno rimasto sostanzialmente quasi asciutto. All&#8217;attenuazione dell&#8217;avanzata dei partiti conservatori e sovranisti ha contribuito il risultato dei popolari. Ossia della formazione che, tra le formazioni di centrodestra, rappresenta il centro. </p>



<p>Il Ppe, a cui appartiene Forza Italia, si è in primo luogo<strong> riconfermato primo partito a Strasburgo</strong>, andando anche a guadagnare cinque seggi rispetto al 2019. In secondo luogo, gli stessi popolari sono risultati primi in <strong>Germania</strong>, il Paese più popoloso dell&#8217;Ue, e in altre nazioni strategiche dell&#8217;Ue. Tra queste, occorre annoverare la <strong>Spagna</strong> e la <strong>Polonia</strong> del rafforzato premier Tusk. La sensazione, a ben guardare i voti, è che chi voleva votare a destra ha preferito confermare il sostegno ai moderati. <strong>L&#8217;unica eccezione si è avuta in Francia</strong>, dove il successo della destra di Le Pen è stato avvertito alla stregua di una poderosa alluvione in grado di far franare, nel giro di poche ore, l&#8217;attuale legislatura e di portare il Paese al voto anticipato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tiene la maggioranza Ursula</h2>



<p>Se la riconferma del Ppe quale partito di maggioranza relativa veniva comunque data per scontata alla vigilia, la tenuta della coalizione a sostegno di Ursula Von Der Leyen era invece la vera incognita del voto. L&#8217;attuale maggioranza infatti, oltre che dai popolari, è formata dai <strong>socialisti</strong> (gruppo a cui appartiene il Pd) e dai liberali di <strong>Renew</strong> (rimasti a mani vuote in Italia per via delle magre prestazioni di Bonino, Renzi e Calenda). </p>



<p>Lo scorso anno i socialisti venivano dati in forte calo ma, dopo il voto spagnolo del 2023 e una ripresa nei sondaggi del Pd italiano e della &#8220;gauche&#8221; francese, il gruppo che riunisce socialisti e democratici in Europa ha avvertito aria di <strong>rimonta</strong>. In effetti, rispetto al 2019, la formazione a Strasburgo si presenterà con &#8220;soli&#8221; quattro deputati in meno. Un numero assorbibile in un parlamento composto da 720 deputati e che ha consentito ai socialisti di blindare il secondo posto. </p>



<p>Renew, tra i tre partiti, è stato quello meno in forma perdendo ben 22 seggi rispetto alle ultime europee. Ma ha comunque conservato il terzo piazzamento e non ha subito il sorpasso dei conservatori. A conti fatti, sommando i deputati attualmente assegnati a popolari, socialisti e liberali, la &#8220;maggioranza Ursula&#8221; nel nuovo parlamento avrebbe <strong>402 seggi su 720</strong>. Oltre quindi il 50% richiesto per far eleggere ai rappresentanti europei seduti a Strasburgo il nuovo governo comunitario. </p>



<p>Soglia non raggiungibile invece sommando i popolari con gli altri partiti di destra, ossia conservatori e sovranisti. Da qui l&#8217;alta probabilità che, alla fine, l&#8217;europarlamento convergerà su Ursula Von Der Leyen. Anche se i colpi di scena in Europa sono sempre da mettere in considerazione: la nomina del nuovo capo dell&#8217;esecutivo dell&#8217;Ue passa sì da Strasburgo, ma su proposta formale del consiglio europeo. Ossia l&#8217;istituzione formata dai capi di Stato e di governo dei 27, dove non tutti vedono di buon occhio l&#8217;operato del presidente uscente (e rientrante, in pectore). </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-si-e-cosi-vicini-alla-riconferma-di-ursula-von-der-leyen.html">Rieccola! La Von Der Leyen brinda, per Ursula c&#8217;è ancora una maggioranza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>tonfo dei Verdi in Europa, solo in Italia resta alta la bandiera ecologista. Ecco perché</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-il-tonfo-dei-verdi-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 08:38:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee 2024]]></category>
		<category><![CDATA[transizione energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=424599</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="939" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190526193646_29458727.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190526193646_29458727.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190526193646_29458727-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190526193646_29458727-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190526193646_29458727-1024x641.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L'elettorato europeo boccia le politiche green: le posizioni sula guerra e i timori per l'occupazione al centro del calo di voti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-il-tonfo-dei-verdi-in-europa.html">tonfo dei Verdi in Europa, solo in Italia resta alta la bandiera ecologista. Ecco perché</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="939" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190526193646_29458727.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190526193646_29458727.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190526193646_29458727-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190526193646_29458727-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/GETTY_20190526193646_29458727-1024x641.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Se è vero,<a href="https://it.insideover.com/politica/come-si-orientera-l-elettorato-europeo.html"> come dichiarato ad aprile su InsideOver dal politologo Lorenzo Castellani</a>, che tra le dicotomie più importanti in Europa ad oggi occorre registrare quella che vede contrapposte<strong> le idee &#8220;green&#8221; a quelle &#8220;no green&#8221;</strong>, i risultati dei <strong>Verdi</strong> nel Vecchio Continente impongono una certa riflessione. Il gruppo, nella prossima legislatura, rischia di essere fortemente ridimensionato. I dati parlano chiaro: se nell&#8217;Europarlamento uscente i Verdi rappresentavano la quarta forza, grazie ai 74 deputati eletti nel 2019, adesso invece il gruppo è scivolato al sesto posto ed è dietro alle destre sia conservatrici sia sovraniste. A prescindere dal colore della futura maggioranza che si costituirà a Strasburgo, con un risultato del genere<strong> le tematiche tipicamente green e legate all&#8217;ambiente rischiano di passare in secondo piano</strong>. Oppure, ed è questo forse il caso più temuto dai Verdi, di essere fatte proprie da altre forze politiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il risultato della Germania</h2>



<p>Da anni i Verdi hanno nell&#8217;elettorato tedesco la propria roccaforte. Qui, a livello interno, i <em>Grune</em> sono spesso stati determinanti nelle elezioni parlamentari e in più occasioni sono stati al governo con propri esponenti al vertice di ministeri importanti. Nell&#8217;attuale esecutivo guidato da <strong>Scholz</strong>, i Verdi esprimono il ministro degli Esteri ed esercitano una forte influenza sulla linea politica della maggioranza. Un ridimensionamento del gruppo simbolo della battaglie green in Europa coincide, quasi sempre, con un ridimensionamento sul piano interno. E infatti, anche in questo caso i risultati parlano molto chiaro: i Verdi tedeschi hanno ottenuto, nella tornata elettorale conclusa questa domenica, il 12% a fronte invece di un 20% conquistato cinque anni fa. Il dato è in calo anche rispetto alle ultime legislative tedesche del 2021, dove il partito aveva sfiorato il 15%.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🔴GERMANY 🇩🇪| <a href="https://twitter.com/hashtag/EU2024?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#EU2024</a>: after polling stations close at 6 p.m., Germany&#39;s far right wins this Sunday&#39;s European <a href="https://twitter.com/hashtag/elections?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#elections</a>: Chancellor Olaf <a href="https://twitter.com/hashtag/Scholz?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Scholz</a>&#39;s social democrats take a beating. The CDU/CSU takes a remarkable lead with 29.5% of the vote.<a href="https://twitter.com/hashtag/Europ%C3%A9nnes2024?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Europénnes2024</a> <a href="https://t.co/2LR51qGWYW">pic.twitter.com/2LR51qGWYW</a></p>&mdash; Nanana365 (@nanana365media) <a href="https://twitter.com/nanana365media/status/1799858238944653578?ref_src=twsrc%5Etfw">June 9, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ma da tenere in considerazione non sono solo i numeri, i quali spesso altro non sono che il sintomo di <strong>problemi ben più profondi sul lato politico</strong>. Il vero motivo per cui i Verdi tedeschi devono avere preoccupazione riguarda la <strong>sonora bocciatura dell&#8217;elettorato all&#8217;azione di governo portata avanti da Scholz</strong> e quindi dagli stessi ambientalisti. Gli elettori in Germania <strong>hanno dato molto peso alle attuali difficoltà economiche </strong>attraversate dal Paese e in tanti hanno attribuito il rallentamento della locomotiva tedesca alle politiche di Spd e Verdi. Non è certo un caso se proprio la Germania è stata, negli ultimi mesi, tra gli epicentri europei delle <strong>proteste dei trattori</strong>, con migliaia di contadini pronti a marciare sia verso Berlino che verso Bruxelles. </p>



<p>Certo, buona parte dei problemi per l&#8217;economia tedesca sono figli della fase post traumatica legata alla pandemia e anche della guerra in Ucraina, con conseguente stop dei rapporti economici privilegiati con Mosca. In tanti però, hanno già da mesi puntato il dito anche contro le politiche legate alla<strong> transizione energetica</strong> attuate da Scholz su forte input dei Verdi. I tedeschi, in poche parole, sembrano dar ragione ai promotori delle proteste dei trattori e non vogliono lasciare spazio a politiche che rischiano di pesare sull&#8217;occupazione. </p>



<p>La<strong> chiusura delle centrali a carbone</strong>, pur se non definitiva per via proprio dei problemi di approvvigionamento del gas, la<strong> conversione di molte industrie</strong>, il passaggio verso nuove produzioni, l&#8217;aumento dei prezzi, sono tutti elementi che hanno generato <strong>paura</strong> nell&#8217;elettorato. Da qui una risposta tanto chiara quanto, dal punto di vista dei Verdi, piuttosto sonora. E l&#8217;eco del ridimensionamento del partito in Germania, potrebbe arrivare anche nel resto d&#8217;Europa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso ridimensionato dei Verdi a Strasburgo</h2>



<p>Come detto, meno voti in Germania vuol dire meno voti anche all&#8217;Europarlamento per i Verdi. I numeri possono aiutare a comprendere meglio la situazione: dai 74 deputati eletti nel 2019, le liste green potrebbero scendere nella prossima legislatura a 53 eurodeputati. Un calo evidente e, anche in questo caso, una bocciatura sonora non solo del partito ma, più in generale, della linea politica green e delle misure vocate alla transizione ecologica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Some <a href="https://twitter.com/hashtag/Europ%C3%A9ennes2024?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Européennes2024</a> Reality v. Media-Hype Fiction:<br><br>Main center-right/center-left parties (EPP, S&amp;D, Renew) have at least 403 of 720 seats in next Euro Parliament<br><br>Greens/Left at least 88 seats.<br><br>Far-right I&amp;D are at 58<br><br>The right made advances. But they still on the fringe. <a href="https://t.co/yb52NTjEJG">pic.twitter.com/yb52NTjEJG</a></p>&mdash; John Nichols (@NicholsUprising) <a href="https://twitter.com/NicholsUprising/status/1800019663642091921?ref_src=twsrc%5Etfw">June 10, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Eppure il Vecchio Continente, soprattutto negli ultimi anni, della questione ambientale e della transizione ha fatto uno dei principali argomenti inseriti in agenda. I Verdi, pur non essendo all&#8217;interno della maggioranza che ha portato <strong>Ursula Von Der Leyen</strong> alla guida della Commissione, hanno avuto ugualmente una forte influenza. Il loro folto gruppo europarlamentare e la presenza all&#8217;interno del governo tedesco, a partire dal 2021, hanno dato loro un forte potere contrattuale politico.</p>



<p>Come cambierà adesso la situazione sul fronte delle politiche ambientali? La sensazione è che comunque, su molte delle questioni,<strong> in Europa non si tornerà indietro</strong>. Ambiente e transizione energetica (ed economica) saranno ancora temi importanti, ma verranno iscritti in agenda da altri partiti. Magari gettando un occhio anche ai timori di molti riguardanti la perdita di posti di lavoro e i <strong>costi sociali</strong> imposti dalle politiche ambientali. Perché, in fondo, la lezione che arriva dai risultati dei Verdi in Germania e in Europa è proprio questa: al momento, la percezione nell&#8217;elettorato è che<strong> non esistano punti di incontro tra le questioni ambientali e quelle relative alla salvaguardia dei posti di lavoro. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;Italia l&#8217;unica soddisfazione </h2>



<p>L&#8217;unico barlume di luce per i Verdi è arrivato dal nostro Paese. Qui, al contrario che nel resto d&#8217;Europa, la lista verde con il sole al centro ha ottenuto un incremento dei voti. In Italia, i Verdi hanno avviato una collaborazione elettorale con la Sinistra di Nicola Fratojanni: l&#8217;alleanza tra le due anime della sinistra, quella verde e quella rossa per l&#8217;appunto, ha fruttato un risultato molto vicino al 7%. </p>



<p>Un balzo di almeno due punti percentuali sia rispetto ai sondaggi sia rispetto alle legislative del 2022. Bonelli, a capo dei Verdi italiani, parla di successo e ora il partito del Bel Paese potrebbe avere maggior peso all&#8217;interno del gruppo green seduto a Strasburgo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-il-tonfo-dei-verdi-in-europa.html">tonfo dei Verdi in Europa, solo in Italia resta alta la bandiera ecologista. Ecco perché</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Europa-potenza di cui abbiamo bisogno. E che dopo le Europee difficilmente nascerà</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/leuropa-potenza-di-cui-abbiamo-bisogno-e-che-dopo-le-europee-difficilmente-nascera.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2024 14:43:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=423136</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Emmanuel Macron e Olaf Scholz rilanciano l&#8217;idea della sovranità europea. Lo fanno a partire da un editoriale congiunto sul Financial Times in cui, alla vigilia delle Europee che si terranno a inizio giugno, mostrano un loro manifesto per l&#8217;Unione di domani. Proliferano, nelle parole del presidente francese e del cancelliere tedesco, le prese di posizione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-potenza-di-cui-abbiamo-bisogno-e-che-dopo-le-europee-difficilmente-nascera.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-potenza-di-cui-abbiamo-bisogno-e-che-dopo-le-europee-difficilmente-nascera.html">L&#8217;Europa-potenza di cui abbiamo bisogno. E che dopo le Europee difficilmente nascerà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Emmanuel Macron e Olaf Scholz </strong>rilanciano l&#8217;idea della <strong>sovranità europea</strong>. Lo fanno a partire da un editoriale congiunto sul <em>Financial Times</em> in cui, alla vigilia delle Europee che si terranno a inizio giugno, mostrano un loro manifesto per l&#8217;Unione di domani. </p>



<p>Proliferano, nelle parole del presidente francese e del cancelliere tedesco, le prese <a href="https://www.ft.com/content/853f0ba0-c6f8-4dd4-a599-6fc5a142e879">di posizione di indirizzo: l&#8217;Europa</a> &#8220;deve prosperare come un forte leader industriale e tecnologico di livello mondiale, <strong>realizzando al contempo la nostra ambizione di rendere l’UE il primo continente climaticamente neutro</strong>. Possiamo sfruttare il potenziale delle transizioni verde e digitale per sviluppare i mercati, le industrie e i buoni posti di lavoro del futuro.  Per essere all’altezza di queste ambizioni comuni, Germania e Francia sono convinte che l’Ue abbia bisogno di <strong>più innovazione, più mercato unico, più investimenti, più parità di condizioni e meno burocrazia</strong>&#8220;. C&#8217;è ambizione nello sviluppo del mercato dei capitali, della rete tlc unica, di un sistema di investimenti strategici all&#8217;altezza delle sfide di domani, di una politica industriale comune. </p>



<p>&#8220;Non possiamo dare per scontate le basi su cui abbiamo costruito il nostro modo di vivere europeo e il nostro ruolo nel mondo&#8221;, scrivono Scholz e Macron, certi che &#8220;la nostra Europa è mortale e dobbiamo essere all’altezza della sfida&#8221;. Tutto vero, anzi verissimo. Come <strong>quanto dichiarato ad aprile da</strong><a href="https://it.insideover.com/economia/draghi-sconfessa-von-der-leyen-si-candida-a-guidare-leuropa.html"><strong> Mario Draghi</strong> nel suo discorso di candidatura alla futura guida delle istituzioni europee</a>, il Consiglio prima che la Commissione, <strong>in un discorso in cui le fragilità dell&#8217;Europa sul fronte industriale, della Difesa e della postura geopolitica</strong> sono state pienamente evidenziate. Macron, Scholz e Draghi prospettano un&#8217;Europa-potenza, un&#8217;Europa ambiziosa. <strong>Sicuramente una catena di idee più estesa e prospettica</strong> di quella cui pensano i <strong>conservatori e i sovranisti</strong>, tesi a scendere in campo in nome dei genitori uomo e donna, contro il gender, le &#8220;follie green&#8221; (qualunque esse siano), il politicamente corretto. Ma su cui pesa il grande tema della concretezza.</p>



<p>Non <strong>serve più essere a favore di un&#8217;Europa-potenza</strong>, ciò di cui avremmo bisogno per competere in un mondo di colossi. <strong>Bisogna indicare una roadmap precisa per costruirla</strong>. Parlare dei limiti dell&#8217;Europa ha, negli anni, <strong>impedito di vedere ciò che esisteva</strong> ed è la premessa per ripartire: il Vecchio Continente è tuttora l&#8217;area economica a maggior valore aggiunto al mondo; il motore di <strong>export industriale e manifatturiero</strong> in cui prosperano <strong>due delle cinque potenze </strong>commerciali globali (Germania e Italia); un&#8217;avanguardia globale in termini di <strong>welfare e Stato sociale</strong>; il più avanzato sistema al mondo in campo di efficienza energetica e transizione ecologica.</p>



<p>Spesso si parla di un&#8217;Europa che non ha voce. Ma quando vuole, il Vecchio Continente ha frecce al suo arco. Riqualifichiamo il discorso: se l&#8217;Europa non ha voce è perché <strong>sceglie di non averla. Opera consapevolmente in tal senso</strong>. E dopo le Europee c&#8217;è il rischio che sia di nuovo così. Tutto va nella direzione di una perpetrazione dei vincoli che impediscono di <strong>pensare a un&#8217;Europa diversa da quella attuale</strong> nei decisivi campi della proiezione geopolitica e strategica. Alla <strong>prova dei fatti</strong>, c&#8217;è un&#8217;Europa che nelle grandi questioni globali preferisce l&#8217;appiattimento a grandi narrative piuttosto che l&#8217;ampliamento delle ambizioni. Per Draghi, ad esempio, da presidente del Consiglio italiano tale momento si manifestò nel palese inseguimento a Stati Uniti e Regno Unito in una posizione di puro, netto e irriducibile confronto con la Russia dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina; per Scholz è la &#8220;sindrome di Stoccolma&#8221; su Gaza; <strong>Macron, invece, è perso nel solipsismo francese</strong>.</p>



<p>Chi vuole un&#8217;<strong>Europa-potenza in un campo</strong> la rifiuta in un altro. Draghi ha fatto riflessioni condivisibili su Difesa comune e autonomia strategica? Macron le intende come proiezione della guida francese sul Vecchio Continente, propiziato dal riarmo atomico. Lo stesso Macron spinge su debito comune, eurobond e risposte condivise a sfide collettive? Scholz frena in nome del rigore germanico. <strong>E non parliamo delle diverse ambizioni</strong> sulla transizione green e digitale. Dove la Germania ha visto l&#8217;invasione delle auto elettriche cinesi, l&#8217;Italia la planata di fondi Usa (Kkr) sulle decisive telco che devono abilitare investimenti tecnologici e la <strong>Francia, nel dubbio</strong>, gioca per sé. Inondando di sussidi ArcelorMittal, Stellantis e <a href="https://it.insideover.com/economia/macron-sdogana-leconomia-di-guerra-a-cosa-punta-la-francia.html">StMicroelectronics </a>per produrre, in patria, acciaio verde, batterie elettriche e microchip. Con buona pace di ogni strategia comune europea.</p>



<p>Volere è potere. Al di là delle dichiarazioni ambiziose, si vorrà giungere a un punto di caduta per un&#8217;Europa all&#8217;altezza del mondo di domani? <strong>Questo è lo spazio della politica</strong>. Spetterà alle elezioni europee definire il nuovo Parlamento di Strasburgo. Ma spetterà a governi nazionali e partiti europei capire che <strong>Unione Europea si vorrà costruire</strong> negli anni a venire. Il discorso finora si è <strong>concentrato sui nomi dei prossimi leader</strong> dell&#8217;Europa. Dovrebbe, invece, concentrarsi sulla volontà europea di dare risposte comuni ai problemi del domani. Perse nella crociata anti-woke le destre conservatrici e sovraniste, questo compito spetta soprattutto a <strong>Partito Popolare Europeo e Partito Socialista Europeo</strong>, in predicato di restare le prime due formazioni comunitarie dopo il 9 giugno.</p>



<p>A che cosa dare priorità? <strong>Come risolvere, ad esempio, la minorità europea</strong> in campi come l&#8217;<strong>intelligenza artificiale, le nuove tecnologie, l&#8217;innovazione di frontiera?</strong> Come convogliare verso la crescita capitali e risparmi del Vecchio Continente? Come <strong>gestire la competizione commerciale</strong> e la sfida del dumping ambientale di altre potenze industriali? In che modo stabilire le basi della Difesa comune europea e <strong>finanziarne un ordinato sviluppo? </strong>Che voce avere in capitolo sui grandi temi dell&#8217;esplorazione spaziale, della competizione nei domini ibridi, della corsa alla sovranità tecnologica? Bisognerà declinare molte di queste domande in realtà. Ma la logica di veti incrociati dominante in Europa e i solipsismi nazionali <strong>lasciano pensare che neanche con il nuovo parlamento Ue sarà ora di un&#8217;Europa-potenza</strong>. E che si resterà vaso di coccio tra i vasi di ferro del pianeta. Per ignavia, più che per meriti altrui.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-potenza-di-cui-abbiamo-bisogno-e-che-dopo-le-europee-difficilmente-nascera.html">L&#8217;Europa-potenza di cui abbiamo bisogno. E che dopo le Europee difficilmente nascerà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Votare l&#8217;Europarlamento è facile, trovare un buon presidente della Commissione invece&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/votare-leuroparlamento-e-facile-trovare-un-buon-presidente-della-commissione-invece.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2024 07:56:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=422588</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1269" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Unione Europea" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec-1536x1015.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Subito dopo il voto, eurodeputati e capi di governo dei 27 dovranno sciogliere ogni nodo per nominare i nuovi vertici dell'Ue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/votare-leuroparlamento-e-facile-trovare-un-buon-presidente-della-commissione-invece.html">Votare l&#8217;Europarlamento è facile, trovare un buon presidente della Commissione invece&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1269" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Unione Europea" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526230926476_ff09f06d246bb7e78122624315c2f9ec-1536x1015.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;8 e il 9 giugno si voterà per l&#8217;<strong>Europarlamento</strong> e, del resto, l&#8217;aula di Strasburgo (e di Bruxelles, quando si tratta di riunioni di commissioni) è l&#8217;unico organo direttamente eletto della macchina istituzionale dell&#8217;Ue. Tuttavia, il voto per la scelta dei 751 europarlamentari va oltre la semplice composizione dell&#8217;assise continentale.</p>



<p>Il Parlamento che emergerà nelle prossime elezioni avrà la responsabilità di <strong>scegliere la nuova impalcatura governativa comunitaria</strong>. Saranno i parlamentari infatti a dover nominare<strong> il nuovo presidente della Commissione europea</strong>, ossia il capo dell&#8217;esecutivo dell&#8217;Ue. Una figura che non sarà comunque l&#8217;unica a essere rinnovata: subito dopo il voto infatti, occorrerà indicare anche il <strong>nuovo presidente del Consiglio europeo</strong>, colui cioè che dovrà coordinare il lavoro del Consiglio e quindi dell&#8217;organo che riunisce i capi di Stato e di governo dei 27.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La difficoltà nello scegliere il nuovo presidente della commissione</strong></h2>



<p>Il capo dell&#8217;esecutivo comunitario non è eletto direttamente dal popolo. La modalità di scelta è comune a quella di una <strong>democrazia parlamentare</strong>, dove sono i deputati a designare o nominare il nuovo vertice del governo. E spesso, come ad esempio accade in Germania o nei Paesi Bassi,<strong> dopo mesi di intense trattative tra i vari partiti. </strong></p>



<p>Trattative che, a livello comunitario, appaiono ancora più difficili. In primo luogo, perché quello europeo è un<strong> parlamento transnazionale </strong>e riunisce non solo diverse anime politiche ma anche rappresentanti di 27 diversi Paesi. Serve dunque un accordo non solo tra i vari gruppi parlamentari, generalmente formati al proprio interno dai vari partiti nazionali, ma anche un&#8217;intesa che coinvolga i governi. </p>



<p>Dopo le europee, generalmente parte una <strong>partita a scacchi </strong>giocata su più fronti e costituita da proposte, annunci e veti incrociati. Per rendere più trasparente il meccanismo di nomina del presidente della commissione, dalla campagna elettorale del 2014 è stata introdotta la figura dello <strong>Spitzenkandidat</strong>. Un termine tedesco che indica il candidato designato di ogni gruppo parlamentare seduto tra gli scranni di Strasburgo.</p>



<p>Se dieci anni fa lo spitzenkandidat del gruppo di maggioranza relativa, ossia il gruppo del Partito Popolare Europeo (<strong>Ppe</strong>), è stato poi effettivamente eletto presidente della commissione europea, in quel caso si trattava del lussemburghese <strong>Jean Claude Junker</strong>, diversa è stata la situazione nel 2019. In quell&#8217;occasione non è stato trovato l&#8217;accordo sul candidato del Ppe, il tedesco Manfred Weber, e alla fine gli eurodeputati hanno virato sull&#8217;uscente <strong>Ursula Von Der Leyen</strong>.</p>



<p>Quest&#8217;ultima è adesso spitzenkandidat sempre del Ppe ed è dunque la designata del gruppo che, secondo gli ultimi sondaggi, dovrebbe confermarsi quale formazione di <strong>maggioranza relativa</strong>. A contenderle il posto sono il lussemburghese <strong>Nicolas Schmit</strong>, del gruppo dei socialisti, l&#8217;italiano (ma candidato in Francia) <strong>Sandro Gozi</strong> per il gruppo dei liberali di Renew, l&#8217;austriaco<strong> Walter Baier</strong> per la sinistra europea e il tedesco <strong>Terry Reintke</strong> per i Verdi. Gli altri gruppi, tra cui quello sovranista di Identità e Democrazia (Id) e quello dei conservatori europei, tradizionalmente non hanno mai indicato un proprio designato. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Elezioni europee 2024: il dibattito tra gli Spitzenkandidat a Maastricht" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/6ynrTK9uAKg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_6ynrTK9uAKg");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il peso dei partiti e quello degli Stati</strong></h2>



<p>Tutti gli spitzenkandidat hanno già affrontato nei giorni scorsi il primo dibattito televisivo, trasmesso sui canali istituzionali europei. Ad oggi, è difficile dire se sarà tra i vari designati che uscirà il nome del prossimo numero uno della commissione. Subito dopo il voto, partiranno infatti le trattative e lì entreranno in scena, come detto in precedenza, due fattori: quello relativo al<strong> peso dei partiti</strong> e quello invece riguardante il peso politico di<strong> ogni singolo governo</strong>. </p>



<p>Un doppio binario di confronto assente dai parlamenti nazionali e inedito per un&#8217;assise legislativa. Può capitare infatti che, a fronte di un generale consenso su un determinato nome tra i gruppi politici, possa emergere la pressione politica di uno o più governi contrari alla scelta. Nelle trattative, si intrecciano considerazioni interne ai 751 europarlamentari e vicende relative agli equilibri interni al gruppo dei 27 capi di governo. Dopo il 9 giugno, occorrerà vedere quali saranno gli schemi prevalenti: se cioè si troverà una quadra direttamente tra i rappresentanti eletti a Strasburgo oppure se, dall&#8217;altro lato, risulteranno decisive le indicazioni provenienti dai leader nazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il rebus maggioranza</strong></h2>



<p>Al momento, la chiave sul futuro esecutivo comunitario è nelle mani del Partito Popolare Europeo. Gli ultimi sondaggi a livello continentale, hanno proiettato la formazione che riunisce i moderati di centrodestra a<strong> 181 seggi</strong>. Di questo gruppo in Italia fa parte Forza Italia, accreditata nella penisola di un consenso compreso tra l&#8217;8% e il 10%. Il Ppe quindi, così come accaduto nelle ultime tornate, dovrebbe confermarsi partito di maggioranza relativa e indicherà l&#8217;uscente Ursula Von Der Leyen quale candidata per la commissione. </p>



<p>Per far avanzare questa ipotesi, i popolari dovranno comunque trovare degli alleati. Le strade in tal senso potrebbero essere due:<strong> continuare un&#8217;alleanza con i socialisti</strong>, dando quindi continuità agli ultimi esecutivi europei, oppure formare per la prima volta un governo comunitario<strong> con le sole forze di centrodestra</strong>. Una scelta non semplice e che dipenderà molto sia dai risultati delle altre forze della coalizione che dalle scelte di ogni singolo gruppo parlamentare. </p>



<p>Sempre secondo i sondaggi, unendo popolari, socialisti (gruppo di cui fa parte il Pd) e i liberali di Renew, si potrebbe formare una maggioranza di 398 eurodeputati. I socialisti sono infatti accreditati di 135 seggi (5 in meno rispetto al 2019) e Renew di 82 deputati (20 in meno rispetto all&#8217;ultima tornata). </p>



<p>Tuttavia, tra i popolari c&#8217;è chi non vorrebbe trascurare l&#8217;avanzata dei due gruppi di destra: Identità e Democrazia da un lato (a cui appartiene la Lega) e i conservatori dall&#8217;altro (a cui appartiene Fratelli d&#8217;Italia). Quest&#8217;ultimo gruppo dovrebbe ottenere 80 eurodeputati, il primo invece potrebbe spingersi fino a 83 rappresentanti. Ma ci sono<strong> due importanti incognite</strong> sulla formazione che ricalcherebbe, seppur con equilibri interni diversi, la coalizione di governo italiana. </p>



<p>In primo luogo, Identità e Democrazia ha espulso i tedeschi di <strong>Afd</strong> per via delle frasi sulle Ss pronunciate da un rappresentante del partito. Dunque, il gruppo potrebbe scendere sotto la soglia dei 70 deputati e non dare un apporto decisivo alla formazione della maggioranza. Inoltre, Id ha già posto un <strong>veto</strong> sulla ricandidatura di Von Der Leyen: in caso di coalizione, i sovranisti chiederebbero ulteriori consultazioni per trovare un nome alternativo al presidente uscente. </p>



<p>L&#8217;impressione è che i nodi al momento, sia dalle parti del Ppe che all&#8217;interno degli altri gruppi, non sono stati sciolti. Si potrebbe andare verso un Von Der Leyen bis, così come si potrebbe optare per una soluzione di discontinuità pescando, molto probabilmente, sempre tra i membri del partito popolare. Entro l&#8217;estate ogni dubbio dovrà comunque essere eliminato: a settembre si avvierà l&#8217;iter per la formazione della Commissione e a novembre il nuovo esecutivo dovrà entrare in carica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La sfida per la presidenza del consiglio europea</strong></h2>



<p>Parallelamente alla partita per la presidenza della commissione, si giocherà anche la sfida per il nuovo presidente del consiglio europeo. Una figura di raccordo tra i 27 membri del Consiglio Europeo, considerato alla stregua della &#8220;<strong>Camera Alta</strong>&#8221; dell&#8217;Ue. Da qui passa infatti l&#8217;approvazione dei documenti trasmessi poi a Strasburgo per la lettura degli eurodeputati. </p>



<p>Il Consiglio è composto unicamente dai capi di Stato e di governo dell&#8217;Ue. Prima dell&#8217;entrate in vigore del trattato di Lisbona nel 2009, la presidenza era a rotazione tra i capi degli esecutivi degli Stati membri. Rotazione che continua a esserci ma, per l&#8217;appunto, da 15 anni a questa parte esiste anche una figura di coordinamento fissa il cui mandato coincide a livello temporale con quello del parlamento europeo. </p>



<p>I 27 dunque, subito dopo il voto di giugno, dovranno scegliere a chi dare lo scettro di nuovo presidente. L&#8217;uscente belga <strong>Charles Michel</strong> dovrebbe essere ancora in corsa per un nuovo mandato. Da mesi però ad avanzare è anche un altro nome: quello dell&#8217;ex presidente del consiglio italiano <strong>Mario Draghi</strong>. Quest&#8217;ultimo, nelle più recenti esternazioni, ha parlato della necessità di riformare l&#8217;Ue e le regole del mercato interno. Dichiarazioni viste da diversi analisti come propedeutiche a una sua candidatura come designato. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/votare-leuroparlamento-e-facile-trovare-un-buon-presidente-della-commissione-invece.html">Votare l&#8217;Europarlamento è facile, trovare un buon presidente della Commissione invece&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal Russiagate al Chinagate, l&#8217;Europa sempre a caccia di spie</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dal-russiagate-al-chinagate-leuropa-sempre-a-caccia-di-spie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 07:45:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alternative Fuer Deutschland (AFD)]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=419817</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Europa sembrerebbe aver messo nel mirino la Cina. La caccia alle spie del Dragone si è improvvisamente inasprita. Tra azioni necessarie e inutili ossessioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-russiagate-al-chinagate-leuropa-sempre-a-caccia-di-spie.html">Dal Russiagate al Chinagate, l&#8217;Europa sempre a caccia di spie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/AdobeStock_296426809B-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Bruxelles</strong>, la porta d&#8217;ingresso per accedere al Parlamento europeo e alla sede della Nato. <strong>Londra</strong>, cuore dell&#8217;anglo-sfera nonché centro finanziario chiave della regione nonostante la Brexit. Infine Dresda, dove è appena stato arrestato un assistente dell&#8217;eurodeputato <strong>Maximilian Krah</strong>, principale candidato alle elezioni europee di giugno per il partito tedesco di estrema destra <strong>Alternativa per la Germania (AfD)</strong>.</p>



<p>Bruxelles-Londra-Dresda: sembrerebbero essere questi<a href="https://it.insideover.com/politica/cina-belgio-ue-quel-gioco-di-spie-che-passa-da-bruxelles.html"> i vertici del presunto</a> <strong>triangolo dello spionaggio</strong> costruito dalla <strong>Cina </strong>in <strong>Europa</strong>, almeno a giudicare dagli ultimi eventi finiti sotto i riflettori. Il più recente campanello d&#8217;allarme è arrivato dalla <strong>Germania</strong>, o meglio da Dresda.</p>



<p>Qui la polizia ha spedito in galera, con l&#8217;accusa di essere una spia al soldo di Pechino, tale Jian G., un membro dello staff dell&#8217;eurodeputato Krah. &#8220;L&#8217;imputato ha ripetutamente trasmesso informazioni sui negoziati e sulle decisioni del Parlamento europeo al suo cliente dei s<strong>ervizi segreti</strong> (cinesi ndr)&#8221;, ha spiegato la procura tedesca. In attesa che le indagini facciano il loro corso, Krah ha negato di essere a conoscenza delle presunte attività del suo assistente, mentre l&#8217;Afd – al secondo posto nelle preferenze di voto – è finito nell&#8217;occhio del ciclone.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crociata contro le (presunte) spie cinesi</h2>



<p>In principio c&#8217;erano le &#8220;<strong>spie russe</strong>&#8220;. Adesso il mirino delle istituzioni europee si è spostato più a est e punta direttamente su Pechino. La stagione della caccia alle &#8220;<strong>spie cinesi</strong>&#8221; è appena cominciata. Anzi: si è inasprita di pari passo al deterioramento delle relazioni diplomatiche tra l&#8217;<strong>Occidente</strong> e la <strong>Cina</strong>.</p>



<p>Prima dello scandalo Krah, sempre in Germania, le autorità tedesche avevano arrestato tre persone &#8220;fortemente sospettate&#8221; di aver fornito informazioni sulla <strong>tecnologia militare</strong> ai servizi segreti del Dragone. I protagonisti della vicenda? Herwig F., Ina F. e Thomas R. L&#8217;accusa ha descritto Thomas R. come un agente di un dipendente del <strong>Ministero cinese della Sicurezza dello Stato (MSS)</strong>, mentre Herwig F. e Ina F. come marito e moglie che gestivano un&#8217;azienda a Düsseldorf.</p>



<p>Pare che, attraverso la loro società, la coppia avesse concluso un &#8220;<strong>accordo di cooperazione</strong>&#8221; con un&#8217;università tedesca che prevedeva la preparazione di uno studio per un partner cinese su parti di macchine strategiche per il funzionamento di potenti motori navali, compresi quelli utilizzati in contesti di guerra. Dietro l&#8217;impresario cinese si sarebbe però nascosto un dipendente del MSS che avrebbe dato gli ordini a Thomas R., mentre l&#8217;intero progetto sarebbe stato finanziato dalle agenzie statali cinesi. L&#8217;ambasciata cinese a Berlino ha negato tali accuse, esortando Berlino &#8220;a smettere di sfruttare l’accusa di spionaggio per diffamare la Cina&#8221;.</p>



<p>Nelle stesse ore, più a nord, nel <strong>Regno Unito</strong>, un ricercatore parlamentare britannico veniva intanto stato &#8220;accusato di spionaggio a favore della Cina&#8221;. <strong>Christopher Cash</strong> – impiegato come ricercatore dalla presidente della commissione conservatrice per gli affari esteri Alicia Kearns – è stato accusato di &#8220;fornire informazioni pregiudizievoli a uno stato straniero: la Cina&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Russiagate al Chinagate?</h2>



<p>Lo spionaggio, si sa, è l&#8217;invisibile gioco delle parti al quale hanno sempre partecipato le grandi potenze. Nessuna esclusa. È quindi normale che, in presenza di casi eclatanti, avvengano arresti, indagini, inchieste. Il <strong>punto di non ritorno</strong>, tuttavia, viene superato quando la <strong>necessaria repressione</strong> di non meglio specificati agenti infiltrati al soldo di Paesi stranieri si trasforma in un&#8217;<strong>ossessionante caccia alle streghe</strong>. O peggio: in una <strong>crociata ideologica</strong> che non si limita a prendere di mira gli eventuali colpevoli, quanto tutto quello che può essere ricollegato al nemico del momento.</p>



<p>I Verdi europei (e non solo loro) insistono affinché la presidente del Parlamento europeo, <strong>Roberta Metsola</strong>, acceleri l&#8217;indagine sui legami tra deputati e potenze straniere. Mossa più che legittima, a patto però che questa non racchiuda solo ed esclusivamente un <strong>pretesto geopolitico</strong>. </p>



<p>Non c&#8217;è stato nemmeno il tempo per capire meglio i contorni del <strong>Russiagate </strong>che adesso i riflettori sono puntati su un fantomatico <strong>Chinagate</strong>. Dalla Russia alla Cina: non è da escludere che questo cambio di passo possa rispecchiare l&#8217;inizio di una nuova era. Quella nella quale il nemico principale dell&#8217;Occidente avrà i connotati di un Dragone e non più di un Orso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-russiagate-al-chinagate-leuropa-sempre-a-caccia-di-spie.html">Dal Russiagate al Chinagate, l&#8217;Europa sempre a caccia di spie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La schizofrenia della politica italiana: nella campagna per le Europee non si parla di Europa&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-schizofrenia-della-politica-italiana-nella-campagna-per-le-europee-non-si-parla-di-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Apr 2024 05:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=419834</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ingresso ufficiale di Roberto Vannacci, generale divenuto teorico di un modus vivendi &#8220;politicamente scorretto&#8221;, nella corsa alle Europee del 9 giugno nelle liste della Lega è l&#8217;ultima, ma solo decisiva conferma del fatto che la corsa al voto del Parlamento di Strasburgo di tutto farà parlare in Italia&#8230;fuorché di Europa. Ed è una tristezza, in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-schizofrenia-della-politica-italiana-nella-campagna-per-le-europee-non-si-parla-di-europa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-schizofrenia-della-politica-italiana-nella-campagna-per-le-europee-non-si-parla-di-europa.html">La schizofrenia della politica italiana: nella campagna per le Europee non si parla di Europa&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_202404300854202_9c843d81fb1a45cad5e6d7976647f0eb-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ingresso ufficiale di <strong>Roberto Vannacci</strong>, generale divenuto teorico di un <em>modus vivendi</em> &#8220;politicamente scorretto&#8221;, nella corsa alle <strong>Europee del 9 giugno</strong> nelle liste della Lega è l&#8217;ultima, ma solo decisiva conferma del fatto che <strong>la corsa al voto del Parlamento di Strasburgo</strong> di tutto farà parlare in Italia&#8230;fuorché di Europa. Ed è una tristezza, in un contesto in cui l&#8217;<strong>Europa vive tempi decisivi</strong>. E dire che le battaglie aperte sono molte. Che spazio per l&#8217;<strong>autonomia strategica del Vecchio Continente?</strong> Quale futuro per la svolta su <strong>Difesa e sicurezza</strong> con cui il Vecchio Continente sta dibattendo sul suo ruolo nel futuro contesto militare e geopolitico? Come reagire alla rivoluzione della trasformazione tecnologica? Come pensare una via europea all&#8217;innovazione, alle nuove tecnologie, a una transizione green in cui l&#8217;Europa vede la sua leadership messa a repentaglio? Come, in un concetto, pensare a <strong>un&#8217;Europa non vassalla?</strong> Gonfio di retorica e povero di soluzioni, <strong>Emmanuel Macron</strong> ha recentemente suonato la sveglia: <a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-puo-morire-macron-suona-la-carica-ma-non-sa-dove-andare.html">&#8220;L&#8217;Europa può morire&#8221;, ha detto alla Sorbona. Il velleitarismo francese è sempre notevole, ma a Macron va dato atto di porre il problema.</a> Non era scontato.</p>



<p>In Italia invece? Le Europee sembrano l&#8217;incrocio tra l&#8217;<strong>album dei Calciatori Panini della politica</strong> e un appuntamento valido solo per fini interni. Quasi che non fossero esistiti la crisi pandemica, quella energetica, la svolta green, la guerra in Ucraina, il conflitto a Gaza, il blocco del Mar Rosso. O che si debba decidere dei futuri assetti della prima area commerciale al mondo. La corsa alle Europee, al massimo, è un &#8220;termometro&#8221; per i leader o una gara di amene prese di posizione. <strong>Vannacci ne è il campione: il guru di un presunto buonsenso piccoloborghese</strong> da lui narrato con i toni tutti d&#8217;un pezzo del generale dei paracadutisti dal basco amaranto continua a rilasciare dichiarazioni dal giorno dell&#8217;annuncio della sua candidatura. Parla in interviste di cui non sentivamo il bisogno e che molti colleghi continuano, invece, generosamente a chiedere <strong>sfruttando l&#8217;<em>hype </em>del personaggio e la sua natura divisiva</strong>. E così diventano tema di campagna elettorale le prese di posizioni di Vannacci sugli &#8220;statisti&#8221; del passato (elenca Mussolini, Stalin e <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/la-visione-geopolitica-di-cavour-per-unire-litalia.html">Cavour,</a> in un compromesso <em>tripartisan)</em>, le sue <strong>visioni su aborto, istruzione (è a favore di classi separate per i disabili)</strong> e diversi altri temi su cui distilla il suo <strong>catechismo reazionario</strong>. </p>



<p>Si perde il focus del tema Europee. Ma non solo per colpa del generalissimo, <em>ça va sans dire</em>. Diventa tema di campagna elettorale il<a href="https://it.insideover.com/dossier/25-aprile-il-riscatto-dellitalia"> <strong>25 Aprile</strong></a> assieme alla sua memoria storica, lo diventano <strong>le prese di posizioni sull&#8217;aborto del governo Meloni e le critiche della sinistra</strong>, le accuse di &#8220;fascismo&#8221;, il caso <strong>Ilaria Salis (candidata da Alleanza Verdi-Sinistra)</strong> e molti altri fatti che esulano dall&#8217;idea di Europa che le forze politiche dovrebbero dare. Non c&#8217;è, semplicemente, la <strong>misura della sfida</strong>. Le Europee viste unicamente come affare interno. <strong>La Lega che lancia Vannacci</strong> per scelta di <strong>Matteo Salvini</strong> è maestra in questo. A Salvini si può almeno concedere l&#8217;attenuante: si sta giocando, politicamente, la pelle. Cinque anni fa sfondò il 34% alle Europee. Oggi spera di portare a casa un 9-10% per salvare la segreteria. Al suo <strong>ritorno di fiamma da euroscettico</strong> non crede quasi nessuno, ma a livello interno prendere queste posizioni aiuta a smarcarsi dalla Lega lombardo-veneta votata da quella piccola-media impresa che della globalizzazione e del mercato unico ha fatto la sua base di prosperità.</p>



<p>Ma Salvini non è certamente solo. <strong>Vogliamo parlare di Giorgia Meloni?</strong> La premier, sulla carta, ha gioco facile: Fratelli d&#8217;Italia sarà primo partito e Meloni presiede i Conservatori Europei. Ma <strong>anche la Meloni, che deve giocarsi la partita, difficile, delle nomine</strong> post-voto, ha deciso di ridurre a gara interna la competizione: <strong>si candiderà, contribuendo a quel grande inganno degli elettori</strong> che sulla scheda daranno la preferenza a chi, alla fine, all&#8217;Europarlamento non ci andrà mai. Mirando solo a &#8220;pesarsi&#8221; in termini di preferenze. Lo stesso gioco che in casa Forza Italia farà <strong>Antonio Tajani, ministro degli Esteri</strong>. E, <em>chez</em> <a href="https://it.insideover.com/politica/lipotesi-tarquinio-spacca-il-pd-parlare-di-pace-e-un-tabu.html">Partito Democratico, la <strong>segretaria Elly Schlein</strong>. &#8220;Capitana Tentenna&#8221;</a> del mondo progressista: sarà sulla scheda ma anche se eletta non andrà a Strasburgo, restando a Montecitorio; ha chiesto di mettere il suo nome sulla lista salvo poi fare dietrofront; ha contribuito a candidare alle Europee il solito cocktail di nomi esterni e volti storici facendo della costruzione delle liste un esercizio di equilibrio interno. &#8220;Si ma&#8230;&#8221; è la posizione del Pd, che per struttura potrebbe essere il partito più a suo agio sulle battaglie europee, a ogni risposta. Armi all&#8217;Ucraina? Si ma non vogliamo deludere la sinistra interna. Diritti civili? Si ma con un occhio alla componente cattolica. Transizione green? Si ma poi occhio agli imprenditori emiliano-romagnoli e alla loro reazione. Patto di Stabilità? Si, ma astensione all&#8217;Europarlamento perché <strong>Paolo Gentiloni</strong> parla da uomo della Commissione e non da esponente dem. Schlein, poi, non sembra avere in mente un&#8217;idea di Europa, ma una di consensi: <strong>il 20% è la linea del Piave da difendere</strong>.</p>



<p>Insomma, di Europa non si parla, o si parla in maniera unicamente oppositiva. L&#8217;Europa delle &#8220;follie green&#8221; su cui sbraitano parti della Destra. L&#8217;Europa <br>&#8220;orbaniana&#8221; a cui un&#8217;ascesa di conservatori e sovranisti darebbe vita, secondo i progressisti. L&#8217;Europa matrigna, spazio potenzialmente ostile, dove è meglio non decidere o contestare le decisioni altrui piuttosto che prendere l&#8217;iniziativa. <strong>L&#8217;Europa-alibi per eccellenza</strong>. Insomma, l&#8217;Europa come mezzo e non come fine anche alla campagna delle Europee più decisive &#8211; e questa volta parliamo fuor di retorica &#8211; degli ultimi decenni. La schizofrenia è evidente: i partiti italiani vanno verso le Europee con uno <strong>sconcertante provincialismo</strong> che impedirà di stupirsi se, anche dopo il 9 giugno, altri decideranno per noi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-schizofrenia-della-politica-italiana-nella-campagna-per-le-europee-non-si-parla-di-europa.html">La schizofrenia della politica italiana: nella campagna per le Europee non si parla di Europa&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Elezioni europee, parla Marco Tarchi: &#8220;Euroscettici tanti, anti-Ue pochi&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-europee-parla-marco-tarchi-euroscettici-tanti-anti-ue-pochi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2024 06:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=419719</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="835" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9760206-e1560073458397.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9760206-e1560073458397.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9760206-e1560073458397-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9760206-e1560073458397-768x334.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9760206-e1560073458397-1024x445.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le elezioni europee, i temi più caldi in campo, le differenze rispetto al 2019, i partiti populisti e il sentimento antieuropeista. E ancora: i diversi obiettivi di Fratelli d'Italia e Lega. Di questo e molto altro abbiamo parlato con Marco Tarchi, politologo, tra i massimi esperti in materia di populismo, nonché professore di scienza politica all'Università di Firenze. Il suo ultimo libro è Le tre età della fiamma, edito da Solferino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-europee-parla-marco-tarchi-euroscettici-tanti-anti-ue-pochi.html">Elezioni europee, parla Marco Tarchi: &#8220;Euroscettici tanti, anti-Ue pochi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="835" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9760206-e1560073458397.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9760206-e1560073458397.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9760206-e1560073458397-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9760206-e1560073458397-768x334.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9760206-e1560073458397-1024x445.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le elezioni europee, i temi più caldi in campo, le differenze rispetto al 2019, i partiti populisti e il sentimento antieuropeista. E ancora: i diversi obiettivi di Fratelli d&#8217;Italia e Lega. Di questo e molto altro abbiamo parlato con <strong>Marco Tarchi</strong>, politologo, tra i massimi esperti in materia di populismo, nonché professore di Scienza politica all&#8217;Università di Firenze. Il suo ultimo libro è <em>Le tre età della fiamma</em>, edito da Solferino.</p>



<p><strong>Le ultime elezioni europee, nel 2019, sono avvenute nel bel mezzo della &#8220;stagione dei populismi&#8221;. Che periodo stanno attraversando, oggi, i partiti populisti europei? È lecito attendersi un loro exploit oppure quel periodo dorato è da considerare concluso?</strong></p>



<p>&#8220;Il destino dei <strong>partiti populisti</strong> è di essere strettamente legati al proprio contesto nazionale e alle sue dinamiche interne. Solo nel caso di grandi crisi globali, come quella economica scoppiata nel 2008 o quella migratoria del 2015 subiscono effetti generalizzati. Il loro elettorato guarda ai problemi di casa propria; è scarsamente interessato a ciò che accade oltre frontiera. Di conseguenza, non si può dare oggi un giudizio complessivo sullo stato di salute di questa anomala e frastagliata famiglia politica. Se, ad esempio, il <strong>Rassemblement national</strong> in Francia e l’<strong>Alternative für Deutschland</strong> in Germania vanno a gonfie vele, la situazione in Danimarca e in Spagna è molto diversa, e anche nei paesi dell’Est ci sono casi molto diversi. In ogni caso, il fenomeno, che è ciclico per natura, è tutt’altro che estinto, perché è il malfunzionamento delle democrazie liberali ad alimentarlo&#8221;.</p>



<p><strong>Sempre facendo un confronto con il passato, nel 2019 uno dei temi più caldi coincideva con quello dell&#8217;immigrazione. Oggi, al contrario, sembrano essere emerse nuove parole chiave: guerra, riarmo, ambiente, economia green. Quali sono i partiti che potrebbero essere avvantaggiati da questa trasformazione e chi, invece, potrebbe pagarne le conseguenze?</strong></p>



<p>&#8220;Non sono convinto che il <strong>tema dell’immigrazione</strong> sia meno sentito di cinque anni fa, almeno in molti paesi. Certo, <strong>guerra </strong>e <strong>riarmo </strong>sono questioni allarmanti, ma dubito che possano orientare le scelte di voto, salvo che nei Paesi confinanti con la Russia. Pesano senz’altro i <strong>fattori economici</strong>, che in genere penalizzano – in fasi di recessione o stagnazione come l’attuale – i Governi, di qualunque colore siano, e favoriscono chi è all’opposizione. La <strong>questione ecologica</strong> può favorire i partiti Verdi sottraendo un certo numero di consenso alle forze della sinistra tradizionale, senza però produrre terremoti elettorali. In generale, sembra annunciarsi un aumento dei seggi dei partiti sovranisti, ma bisognerà vedere in che proporzioni&#8221;.</p>



<p><strong>A suo avviso è ancora attuale la dicotomia euroscettici/antieuropeisti?</strong></p>



<p>&#8220;Più che una dicotomia, la definirei una diversa gradazione di un sentimento di sfiducia verso l’<strong>Unione europea</strong>: moderato in un caso, radicale nell’altro. L’<strong>euroscetticismo</strong> mi sembra, di questi tempi, piuttosto diffuso, mentre l’aperto <strong>antieuropeismo </strong>si è fatto marginale: le proposte di uscita dall’euro, ad esempio, sono ormai sostenute solo da microformazioni che difficilmente riusciranno ad entrare nel parlamento di Strasburgo&#8221;.</p>



<p><strong>Collegandoci all&#8217;Italia, è possibile che nel medio-lungo periodo i differenti percorsi europei intrapresi dai partiti della maggioranza possano in qualche modo avere conseguenze sul governo Meloni? FdI, Lega e FI sembrano giocare partite diverse…</strong></p>



<p>Non lo credo. Malgrado le divergenze di opinione su vari argomenti, nessuna delle componenti dell’attuale maggioranza ha alternative alla situazione esistente. Il previsto rafforzamento di <strong>Forza Italia</strong> a danno della <strong>Lega </strong>può tutt’al più suscitare alcune frizioni nella distribuzione di incarichi e posti di sottogoverno, ma strappare non conviene neanche ai centristi, che non avrebbero sponde di peso sufficiente per sostenere operazioni trasformistiche.</p>



<p><strong>Nel suo ultimo libro <em>Le tre età della fiamma</em> ha analizzato l&#8217;evoluzione di Fratelli d&#8217;Italia. Considerando l&#8217;ultima trasformazione del partito, quale risultato potrà sperare di ottenere Giorgia Meloni alle prossime europee?</strong></p>



<p>Se il 27-28 per cento che oggi i sondaggi gli predicono diventasse realtà, credo che FdI si potrebbe accontentare: sarebbe un passo avanti (in percentuale) sul dato delle politiche, che terrebbe gli alleati a debita distanza. L’epoca degli entusiasmi che aveva fatto salire le intenzioni di voto al 31 è alle spalle e, nella fase di difficoltà economiche che il governo è costretto ad affrontare, è difficile che possa ricrearsi. Inoltre, il solido ancoraggio a destra voluto da Meloni impedisce la conquista di quell’elettorato populista trasversale che aveva fatto volare la <strong>Lega </strong>oltre il 34% nel 2019.</p>



<p><strong>Ultima spiaggia o nuovo punto di partenza: cosa può rappresentare il prossimo appuntamento elettorale per la Lega di Matteo Salvini?</strong></p>



<p>&#8220;Forse né l’uno né l’altro. Al momento, la concorrenza a <strong>Fratelli d’Italia</strong> per la conquista di quella parte di elettorato che li vede più simili che diversi è perdente, ma da ciò a prefigurare un crollo vero e proprio, ce ne corre. Non vedo però punti di partenza all’orizzonte, nel senso che un cambio di strategia non mi pare avere basi solide: ritornare a fare il sindacato delle classi medio-basse del Nord, come parrebbero auspicare i cosiddetti “governatori”, non allargherebbe di sicuro l’area del consenso, in una fase in cui FdI e Forza Italia non se la passano male, e il rischio sarebbe quello di ritornare al livello dell’epoca della segreteria Maroni: un partitino del 5% su scala nazionale&#8221;.</p>



<p><strong>Afd: può arrivare dalla Germania la sorpresa delle prossime europee?</strong></p>



<p>&#8220;Se la <strong>campagna denigratoria</strong> in atto da almeno un anno non avrà successo, probabilmente sì, ma gli attacchi degli ultimi giorni, con la scoperta di presunte spie al servizio della Cina nelle file del partito e di altrettanto presunti finanziamenti russi potrebbero fare qualche danno. E non è affatto da sottovalutare la concorrenza del partito populista di sinistra e anti-immigrazione di <strong>Sahra Wagenknecht</strong>, fuoriuscita da <strong>Die Linke</strong> e molto popolare nei Länder dell’Est&#8221;.</p>



<p><strong>Archiviata la stagione della &#8220;destra contro la sinistra&#8221;, ha ancora senso parlare di &#8220;élite contro popolo&#8221; oppure siamo entrati in una nuova era politica?</strong></p>



<p>&#8220;Nessuna di queste formule è tramontata, anche se la loro capacità di attrazione subisce alti e bassi. In ogni caso, non mi pare che si siano disegnati nuovi spartiacque capaci di sostituirsi a quelli del recente passato&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-europee-parla-marco-tarchi-euroscettici-tanti-anti-ue-pochi.html">Elezioni europee, parla Marco Tarchi: &#8220;Euroscettici tanti, anti-Ue pochi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Castellani: &#8220;Guerra e Green, l&#8217;Europa va a votare in un mondo nuovo&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/come-si-orientera-l-elettorato-europeo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 16:02:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Green economy]]></category>
		<category><![CDATA[sovranismo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=417841</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409205124860_e37d17c2e6f1a92b9d4320fde544872bBBB.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409205124860_e37d17c2e6f1a92b9d4320fde544872bBBB.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409205124860_e37d17c2e6f1a92b9d4320fde544872bBBB-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409205124860_e37d17c2e6f1a92b9d4320fde544872bBBB-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409205124860_e37d17c2e6f1a92b9d4320fde544872bBBB-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409205124860_e37d17c2e6f1a92b9d4320fde544872bBBB-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L&#8217;ultimo voto per il rinnovo del parlamento europeo è avvenuto nel giugno del 2019. Un&#8217;altra epoca, tanto a livello politico, quanto economico. Si è ancora nella fase pre pandemia, in Ucraina ci si era quasi scordati dell&#8217;esistenza della crisi nel Donbass, Angela Merkel in Germania era ancora saldamente al governo. Il Vecchio Continente quindi, andrà &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/come-si-orientera-l-elettorato-europeo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/come-si-orientera-l-elettorato-europeo.html">Castellani: &#8220;Guerra e Green, l&#8217;Europa va a votare in un mondo nuovo&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409205124860_e37d17c2e6f1a92b9d4320fde544872bBBB.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409205124860_e37d17c2e6f1a92b9d4320fde544872bBBB.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409205124860_e37d17c2e6f1a92b9d4320fde544872bBBB-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409205124860_e37d17c2e6f1a92b9d4320fde544872bBBB-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409205124860_e37d17c2e6f1a92b9d4320fde544872bBBB-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240409205124860_e37d17c2e6f1a92b9d4320fde544872bBBB-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L&#8217;ultimo voto per il rinnovo del parlamento europeo è avvenuto nel giugno del 2019. <strong>Un&#8217;altra epoca</strong>, tanto a livello politico, quanto economico. Si è ancora nella fase pre pandemia, in Ucraina ci si era quasi scordati dell&#8217;esistenza della crisi nel Donbass,<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html"> Angela Merkel </a>in Germania era ancora saldamente al governo. Il Vecchio Continente quindi, andrà alle urne <strong>in un contesto diametralmente cambiato </strong>rispetto a cinque anni fa. </p>



<p>A una situazione diversa, corrispondono anche<strong> dinamiche politiche</strong> altrettanto differenti. A partire dalle <strong>dicotomie</strong> che tradizionalmente agitano, scuotono e dividono l&#8217;elettorato: nel 2019 probabilmente si è raggiunto l&#8217;apice del <strong>confronto tra europeisti e sovranisti</strong>, oggi questa distinzione è molto più sbiadita. A dirlo su <em>InsideOver</em> è il politologo<strong> Lorenzo Castellani</strong>: &#8220;Non penso a una netta divaricazione come in passato tra queste due categorie &#8211; ha affermato ai nostri microfoni &#8211; ritengo che la distinzione tra europeisti e sovranisti oggi valga poco, ci sono altri problemi e altri temi tra le <strong>priorità</strong> della politica e dell&#8217;elettorato&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove dicotomie in seno all&#8217;elettorato</h2>



<p>La disputa tra europeisti e sovranisti è nata lo scorso decennio. Prima di allora, la demarcazione più netta era quella &#8220;classica&#8221; tra centrodestra e centrosinistra. La crisi economica e la crisi dell&#8217;Euro hanno mescolato molte carte in tavola: sono nati movimenti contrari all&#8217;austerity, specialmente nei Paesi dell&#8217;Europa meridionale, ed è venuto a galla un settore di elettorato profondamente contrario alle politiche europee e all&#8217;Europa. <strong>Fronti trasversali</strong>, dove soltanto i partiti di centro e moderati, assieme ai Verdi e a parte della Sinistra, hanno mantenuto posizioni marcatamente europeiste. </p>



<p>&#8220;Adesso però i tempi sono cambiati &#8211; ha dichiarato Castellani &#8211; la divisione tra europeisti e non europeisti è andata via via diradandosi&#8221;. E questo per due ragioni: <strong>&#8220;L&#8217;Europa oramai viene accettata </strong>anche da chi l&#8217;ha messa in discussione &#8211; ha proseguito il politologo &#8211; non ci sono più slogan contro l&#8217;Euro o contro l&#8217;esistenza stessa delle istituzioni comunitarie&#8221;. In Italia in effetti, negli ultimi anni i partiti che hanno mostrato maggiore euroscetticismo, <strong>Lega</strong> e <strong>M5S</strong>, hanno avuto responsabilità di governo e hanno preso parte all&#8217;esecutivo di Mario Draghi. </p>



<p>C&#8217;è poi l&#8217;altra motivazione: &#8220;Oggi sono altre le priorità in seno all&#8217;elettorato &#8211; ha scandito ancora Castellani &#8211; la <strong>guerra in Ucraina </strong>sta portando a una netta divaricazione tra <strong>filo atlantisti e pacifisti</strong>, dove da una parte ci sono i partiti che sostengono una linea marcatamente vicina alla Nato e a Washington e dall&#8217;altra coloro che vorrebbero la fine del sostegno a Kiev&#8221;. </p>



<p>Infine, occorre considerare un&#8217;altra importante dicotomia sempre più presente nel dibattito politico: &#8220;Tutta l&#8217;Europa si dividerà tra <strong>green e no green</strong> &#8211; ha dichiarato il politologo &#8211; tra coloro cioè che appoggeranno le politiche vocate alla transizione ecologica con relativi costi e, dall&#8217;altro lato, coloro che invece riterranno eccessivo il prezzo da far pagare a certe categorie per inseguire questo tipo di politica&#8221;. La recente <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-agricoltori-stanno-assediando-le-istituzioni-europee.html">protesta dei trattori</a> ha fatto ulteriormente emergere questa spaccatura e, durante la campagna elettorale, i temi ambientali e legati all&#8217;agricoltura potrebbero prendere il sopravvento.    </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla difesa al Pnrr: i temi che scalderanno la campagna elettorale</h2>



<p>Anche perché la guerra in Ucraina e le politiche green, a loro volta, hanno importanti risvolti su altri temi e sulle diverse visioni di Europa. Il conflitto a Kiev ha aperto ad esempio il dibattito sulla <strong>difesa europea</strong>, sulla capacità del Vecchio Continente di saper rispondere a eventuali aggressioni future. Un argomento che sembrava destinato a rimanere a lungo nel cassetto ma che, con i fronti bellici a due passi da casa, è tornato drammaticamente di attualità: &#8220;Sulla difesa &#8211; ha confermato Castellani &#8211; ci saranno aspri confronti&#8221;. </p>



<p>Da un lato ci saranno coloro che <strong>chiederanno maggiori investimenti nel settore</strong>, dall&#8217;altro invece coloro che vedranno nell&#8217;aumento della spesa sulla difesa una <strong>pericolosa corsa agli armament</strong>i. Ben si intuisce che il dibattito avrà come base la dicotomia tra filo atlantisti e pacifisti, con i primi preoccupati da una mancata deterrenza ai danni della Russia e i secondi invece timorosi di vedere l&#8217;Europa sempre più armata. </p>



<p>I confronti sul green invece inevitabilmente confluiranno nei dibattiti sulle future visioni di spesa del Vecchio Continente. Anche qui i contrasti saranno ben netti: da una parte chi vorrà maggiori investimenti sulla transizione ecologica, dall&#8217;altra chi vorrà conservare le tutele per quel settore agricolo sempre più a corto di ossigeno sul mercato. Ma, a proposito dei soldi da spendere, in Italia soprattutto si parlerà molto di <strong>Pnrr</strong>: &#8220;I fondi del piano e la loro collocazione saranno oggetto di confronti &#8211; ha aggiunto Castellani &#8211; si tratta di un argomento molto sentito dai cittadini, alla luce delle finalità del Pnrr e delle difficoltà vissute dopo la pandemia&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le previsioni per il dopo voto</h2>



<p>Tutti i cambiamenti intercorsi nel mondo politico europeo, quale impatto avranno sul voto? &#8220;Difficile al momento fare previsioni &#8211; è stata la risposta di Castellani &#8211; per adesso ci sono sondaggi secondo cui i socialisti potrebbero perdere dei seggi, ma ancora è presto capire se e quali equilibri cambieranno nel prossimo europarlamento&#8221;.</p>



<p>Secondo le ultime proiezioni, dovrebbe essere ancora una volta il <strong>Partito Popolare Europeo</strong> ad ottenere la maggioranza relativa. Con i <strong>socialisti</strong> secondi ma molto staccati e con molti meno parlamentari rispetto alla legislatura uscente. Un balzo in avanti invece dovrebbe arrivare da <strong>Identità e Democrazia</strong>, il gruppo in cui siederà la Lega, e dai <strong>conservatori</strong>, gruppo a cui appartiene Fratelli d&#8217;Italia. Sono previsti deputati in meno invece per i liberali di <strong>Renew</strong>, il gruppo al cui interno vi è il partito del presidente francese Emmanuel Macron, e per i <strong>Verdi</strong>. </p>



<p>&#8220;I popolari hanno indicato<strong> Ursula Von Der Leyen</strong> quale candidata alla presidenza della commissione &#8211; ha poi concluso il politologo &#8211; e la sua designazione è ricollegabile al fatto che è lei il capo dell&#8217;esecutivo uscente e dunque si è voluto puntare su una <strong>conferma</strong>. Occorrerà vedere però chi la appoggerà: se anche i socialisti come adesso oppure, come paventato negli ultimi giorni, si proverà a formare una maggioranza con popolari, liberali e conservatori&#8221;. Ad ogni modo, andando a guardare i precedenti, per sapere il nome del presidente della commissione che otterrà il via libera dall&#8217;europarlamento occorrerà attendere l&#8217;estate inoltrata. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/come-si-orientera-l-elettorato-europeo.html">Castellani: &#8220;Guerra e Green, l&#8217;Europa va a votare in un mondo nuovo&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il rischio di un&#8217;Europa sgovernata</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-rischio-di-un-europa-sgovernata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 16:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=416412</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen Ue (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Forse da un punto di vista logistico, l&#8217;attuale semestre europeo è quello più comodo per gli addetti ai lavori e per gli impiegati delle istituzioni comunitarie: la presidenza di turno spetta al Belgio fino a giugno e dunque non sono in calendario trasferte al di fuori di Bruxelles per le riunioni del consiglio europeo e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-rischio-di-un-europa-sgovernata.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-rischio-di-un-europa-sgovernata.html">Il rischio di un&#8217;Europa sgovernata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen Ue (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Forse da un punto di vista logistico, l&#8217;attuale semestre europeo è quello più comodo per gli addetti ai lavori e per gli impiegati delle istituzioni comunitarie: la presidenza di turno spetta al <strong>Belgio</strong> fino a giugno e dunque non sono in calendario trasferte al di fuori di Bruxelles per le riunioni del consiglio europeo e di tutti gli altri appuntamenti tradizionalmente ospitati dal Paese a comando del semestre. L&#8217;impressione però è che la &#8220;comodità&#8221; da qui all&#8217;inizio dell&#8217;estate non sarà solo logistica. </p>



<p>L&#8217;intera Europa è destinata ad aspettare l&#8217;esito del voto per il<strong> rinnovo dell&#8217;europarlamento</strong> prima di ritornare nel pieno dell&#8217;attività decisionale. Da qui alla data di apertura delle urne, prevista per il secondo fine settimana di giugno, difficilmente verranno intraprese scelte al di fuori di quelle già discusse. Una circostanza che vale anche per il <strong>prossimo consiglio europeo</strong> che scatterà il 21 marzo e che avrà, tra i punti all&#8217;ordine del giorno, temi come Ucraina, medio oriente, allargamento dell&#8217;Ue e sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra dei sondaggi sul consiglio</h2>



<p>Le europee sono distanti meno di tre mesi, un tempo in cui l&#8217;occhio dei principali leader politici è maggiormente proiettato sulle intenzioni di voto degli elettori. <em>Euractiv</em> ha lanciato nelle scorse ore alcune <a href="https://twitter.com/ultimora_pol/status/1769855372511109182">previsioni sulla possibile futura composizione dell&#8217;europarlamento.</a> Considerando, per ognuno dei 27 Paesi dell&#8217;Ue, i risultati dei vari partiti è emersa una situazione che vede i partiti di <strong>centrodestra</strong> e di <strong>destra</strong> in un potenziale posizione di vantaggio. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">🇪🇺 <a href="https://twitter.com/hashtag/Europee2024?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Europee2024</a> – Proiezioni EuropeElects per Euractiv:<br><br>🔵 EPP: 183 (+3)<br>🔴 S&amp;D: 135 (-5)<br>⚫️ ID: 89 (-3)<br>🟡 RE: 86 (+2)<br>🔷 ECR: 84 (+1)<br>🟢 G/EFA: 50 (+2)<br>⚪️ NI: 43<br>🟣 LEFT: 46 (+2)<br>⚪ Unaffiliated: 4 (-2)<br><br>± metà febbraio 2024 <a href="https://twitter.com/ultimora_pol?ref_src=twsrc%5Etfw">@ultimora_pol</a></p>&mdash; Ultimora.net &#8211; POLITICS (@ultimora_pol) <a href="https://twitter.com/ultimora_pol/status/1769855372511109182?ref_src=twsrc%5Etfw">March 18, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In particolare, i <strong>popolari</strong> si confermerebbero come primo gruppo a Strasburgo con 183 deputati, uno in più rispetto all&#8217;attuale legislatura, mentre<strong> Identità e Democrazia</strong>, il gruppo con all&#8217;interno tra gli altri Matteo Salvini e Marine Le Pen, sarebbe la terza forza dell&#8217;europarlamento con 89 seggi a fronte degli attuali 73. In crescita, sempre all&#8217;interno dello schieramento di destra dell&#8217;aula di Strasburgo, anche <strong>Ecr</strong>: il gruppo, il quale all&#8217;interno annovera Fratelli d&#8217;Italia, è accreditato di 84 seggi contro i 62 ottenuti nel voto del 2019.</p>



<p>Molto in calo invece i <strong>socialisti</strong>, i quali potrebbero passare dagli attuali 154 eurodeputati ai 135 previsti nel sondaggio di Euractiv. In discesa anche i liberali di <strong>Renew</strong>, a cui verrebbero assegnati 86 seggi dopo i 108 conquistati cinque anni fa. L&#8217;attuale maggioranza che ruota attorno all&#8217;alleanza tra popolari, socialisti e liberali potrebbe non formarsi. Sia per lo scarso risultato del gruppo dei socialisti, a cui appartiene anche il Pd, sia perché i popolari potrebbero formare una coalizione con Id ed Erc: <em>&#8220;In una situazione del genere</em> &#8211; è la voce raccolta da <em>InsideOver</em> da una fonte delle istituzioni comunitarie &#8211; <em>ogni decisione verrà come cristallizzata, difficilmente prima del voto qualcuno si prenderà responsabilità politiche in grado di incidere ulteriormente nei sondaggi&#8221;.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le prossime scelte potrebbero arrivare a novembre</h2>



<p>L&#8217;impressione è che a Bruxelles, sponda Ue, a prevalere sia più il<strong> timore di perdere</strong> che la speranza di recuperare terreno. All&#8217;interno delle stanze dei vari gruppi parlamentari, oramai le scelte vengono ponderate soprattutto con l&#8217;ausilio delle <strong>calcolatrici</strong>. Si cerca di capire quale alleanza può portare più voti in un determinato Paese, quale lista conviene accogliere all&#8217;interno di un partito o quale invece scartare.</p>



<p>Tutto questo però rischia di tradursi in un grave <strong>immobilismo decisionale</strong>. Tanto la commissione europea, quanto l&#8217;europarlamento e lo stesso consiglio europeo potrebbero rinviare a dopo le elezioni ogni scelta e ogni decisione sui provvedimenti più importanti. </p>



<p>L&#8217;immobilismo inoltre non riguarderebbe solo l&#8217;imminente fase elettorale: chiuse le urne infatti, la commissione uscente avrà solo poteri ordinari e i vari leader europei saranno impegnati nelle consultazioni per trovare i nomi da designare nel nuovo esecutivo comunitario. Un processo che nel 2019 è durato diversi mesi e si è concluso solo a novembre, con l&#8217;entrata in carica della commissione guidata da <strong>Ursula Von Der Leyen</strong>. Ben si comprende dunque perché l&#8217;Europa, nonostante l&#8217;attuale fase interna e internazionale molto delicata, rischia di essere &#8220;svogernata&#8221; per quasi tutto l&#8217;anno in corso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ucraina e allargamento Ue, i temi sul tavolo a Bruxelles</h2>



<p>Intanto tra giovedì e venerdì i capi di governo dei 27 si ritroveranno nella capitale belga per il consiglio europeo. Forse uno degli ultimi atti formali prima del definitivo &#8220;r<strong>ompete le righe</strong>&#8220;. Sul piatto ci sono almeno due argomenti definiti come essenziali: l&#8217;Ucraina e l&#8217;allargamento Ue. Anche se quest&#8217;ultimo punto,<a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/CM-2-2024-INIT/it/pdf"> leggendo l&#8217;ordine del giorno ufficiale</a>, sarà probabilmente compreso tra i &#8220;vari ed eventuali&#8221;.</p>



<p>Su Kiev una decisione è stata presa già dai ministri degli Esteri dell&#8217;Ue riuniti lunedì sempre a Bruxelles. In particolare, è stato dato il via libera a un ulteriore stanziamento da <strong>cinque miliardi di Euro</strong> a favore dell&#8217;Ucraina. Sull&#8217;allargamento invece, si dovrebbe discutere circa l&#8217;ottenimento dello status di Paese candidato da parte della <strong>Bosnia Erzegovina</strong>. </p>



<p>I riflettori inoltre saranno puntati anche sul secondo punto inserito nell&#8217;ordine del giorno provvisorio, quello cioè relativo alla difesa e alla sicurezza: <em>&#8220;Si discuterà partendo sulla necessità di avere una migliore prontezza di risposta a livello di difesa</em> &#8211; è l&#8217;indiscrezione trapelata da Bruxelles &#8211; <em>ma anche in questo caso una decisione definitiva verrà probabilmente presa dopo l&#8217;estate&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-rischio-di-un-europa-sgovernata.html">Il rischio di un&#8217;Europa sgovernata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 55/722 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-06-04 09:34:42 by W3 Total Cache
-->